Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Prezzi: Unc, la top 30 dei rialzi

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2022

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat resi noti ieri sull’inflazione tendenziale di settembre per stilare la top 30 dei rialzi e la top 20 dei prodotti alimentari e bevande.Per la top 30 relativa a tutto il paniere, vincono i Voli internazionali decollati del 118,3% su settembre 2021, al 2° posto l’Energia elettrica (libero + tutelato), più che raddoppiata in un anno con +103,4%. Medaglia di bronzo al Gas naturale e gas di città con +63,7% Al 4° posto l’Olio diverso da quello di oliva con +60,5% che vince per gli alimentari. Seguono Gpl e metano (+46,4%), Gasolio per riscaldamento (+43,7%), al 7° posto il Burro (+38,1%), medaglia d’argento tra gli alimentari, seguito dalla Margarina che con +26,5% si colloca sul gradino più basso del podio per il cibo e dal Riso (+26,4%). Chiude la top ten generale il Latte conservato (+24,5%), 5° tra gli alimentari.Si segnalano poi la Farina (11°, +24,2%), la Pasta (fresca, secca e preparati di pasta) con +21,6% (13°), il Gasolio per mezzi di trasporto (14°, +19,8%), lo Zucchero (15°, +18,4%), gli Alberghi, motel, pensioni e simili che con +18,3% rispetto alla scorsa estate sono al sedicesimo posto della classifica generale ma al 1° posto per le voci legate alle ferie, tolti i trasporti e limitandosi alle vere voci tipicamente legate alle vacanze e all’estate, ossia alle divisioni di spesa Ricreazione, spettacoli e cultura e Servizi ricettivi e di ristorazione. Dopo i Gelati (+18,2%), chiudono la top 20 i Vegetali freschi con +16,7% (10° posto per gli alimentari).Per il cibo, poi, si segnalano le Uova (11°, +16,6%), Pollame (12°, +16,5%), Latte fresco parzialmente scremato (13°, +15,3%) e il Pane (15°, +14,6%)Chiudono la top 20 degli alimentari le Acque minerali con +12,9%.”Urge un nuovo bonus per le famiglie di 600 euro, così da coprire almeno i rincari dei prodotti alimentari, che essendo saliti dell’11,8% determinano una maggior spesa annua pari in media a 665 euro in più su base annua. Una stangata che sale a 907 euro per una coppia con 2 figli, 819 per una coppia con 1 figlio, 1084 euro per le coppie con 3 figli. Inutile, invece, tagliare l’Iva del 4% sui beni alimentari, non solo perché matematicamente, calcolatrice alla mano, la riduzione della spesa sarebbe pari appena a 90 euro e 3 centesimi per una famiglia media, 122 euro e 78 cent per una coppia con 2 figli, ma perché non è detto affatto che i commercianti, dovendo abbassare i prezzi solo del 3,846%, li ritocchino effettivamente. Con tutta probabilità lascerebbero invariati i loro listini. Insomma, una misura che andrebbe a solo vantaggio dei commercianti e non dei consumatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: