Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°30

Archive for 18 ottobre 2022

Robeco: Chip e navi, due settori da monitorare con attenzione

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

A cura di Arnout van Rijn, Portfolio Manager Robeco Sustainable Multi-Asset Solutions. I semiconduttori e le spedizioni marittime sono due esempi di settori ciclici che si trasformano in opportunità d’investimento durante una fase di contrazione. Negli ultimi mesi gli investitori sono stati messi in allarme dall’impennata dell’inflazione e dal calo degli indicatori economici che segnalano un’imminente recessione. I mercati azionari hanno subito una battuta d’arresto e anche i titoli di Stato hanno perso terreno a causa dell’aumento dei tassi d’interesse.Quando le due principali asset class perdono quota contemporaneamente, può essere difficile per gli investitori multi-asset sapere dove collocare il proprio denaro. Ci sono ancora beni rifugio su cui puntare? All’inizio, quando ancora si parlava di inflazione transitoria, in molte aree dell’economia si sono registrate interruzioni delle catene di fornitura dovute al Covid, che si sono rivelate particolarmente diffuse nel settore dei semiconduttori e in quello delle spedizioni marittime.Adesso che la maggior parte degli osservatori parla di inflazione persistente e di una possibile spirale prezzi-salari, da questi settori ‘early cyclical’, ossia sensibili alle fasi iniziali del ciclo economico, stanno arrivando buone notizie.Il tono dei produttori di microchip è cambiato radicalmente, poiché rilevano un aumento delle scorte e non hanno visibilità sulla domanda.Cosa fa, dunque, di questi chip una valida opportunità d’investimento? La differenza, stavolta, è che la redditività e i margini operativi delle imprese possono restare molto più elevati nel corso del ciclo attuale. In un settore abituato alla deflazione, un andamento piatto dei prezzi abbinato a una crescita della domanda del 15-20% all’anno e ad un aumento costante della produttività rappresenta un’ottima combinazione per gli azionisti. Le stime degli utili a termine sono già state dimezzate o anche più, ma questa volta non ci saranno perdite nel settore, che è diventato molto più sano.Nel settore delle spedizioni marittime abbiamo assistito a una diminuzione altrettanto pronunciata delle tariffe, in questo caso per i container.L’erosione della domanda comporterà una diminuzione dei prezzi, ma grazie alla disciplina degli investimenti non torneremo presto alla deflazione. Le imprese possono dunque rimanere relativamente redditizie anche durante la prossima recessione.Gli acquirenti di beni godranno presto di un certo sollievo. Le spedizioni di prodotti dalla Cina all’Occidente erano diventate in molti casi proibitive e procurarsi chip per alimentare le auto elettriche era diventato praticamente impossibile. Le catene di approvvigionamento stanno in definitiva tornando alla normalità.L’inflazione dei beni scenderà rapidamente nei prossimi mesi, ma non torneremo ai tempi della deflazione. Le azioni dovrebbero comunque offrire una protezione migliore rispetto alle obbligazioni, viste le prospettive di chip e navi.

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Capital Group: Sfidare i mercati orso

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

A cura di Jody Jonsson, Equity Portfolio Manager di Capital Group. L’esperienza ci ha insegnato che i mercati hanno cicli lunghi. Riteniamo che la pandemia abbia segnato la fine del ciclo post-crisi finanziaria globale, un ciclo dominato dalla riduzione della leva finanziaria, dagli shock della domanda e dall’espansione della globalizzazione. Queste condizioni hanno portato ad un allentamento della politica monetaria e fiscale, ad un basso costo del capitale e ad un’inflazione dei prezzi azionari. Oggi siamo all’inizio di un nuovo ciclo, che prevediamo sarà caratterizzato da deglobalizzazione, contrazione dell’offerta di lavoro e decarbonizzazione, condizioni che porteranno al passaggio dall’inflazione dei prezzi degli asset a quella dei beni. I margini di profitto e i titoli con valutazioni elevate saranno sottoposti a continue pressioni. Visto che ci aspettiamo un’inflazione generalmente più elevata in questo periodo, vogliamo evitare alcune società statunitensi in rapida crescita che si sono rivelate vincenti nel ciclo precedente. Quando i cicli cambiano, cambia la leadership del mercato. Pertanto, nell’attuale contesto di tassi in aumento, ci concentriamo sulle opportunità di investire in società a prezzi più bassi che generano un forte flusso di cassa. In generale, ci teniamo alla larga dai “cool kids” dell’ultimo decennio – le sfavillanti società tecnologiche e dei media – e cerchiamo opportunità tra gli “impopolari” di quei settori colpiti dal basso costo del capitale, dalla scarsa allocazione del capitale e dalle normative avverse. Visti i recenti timori di deglobalizzazione e di aumento dell’inflazione, guardiamo alle aziende europee e giapponesi, nonché ai mercati emergenti. Riteniamo che l’ultimo decennio sia stato troppo facile. In futuro sarà probabilmente più difficile generare buoni rendimenti e i fattori che li determinano cambieranno. Ad esempio, non sarà più possibile acquistare e detenere i titoli che crescono più rapidamente senza tenere conto degli utili. Riteniamo che questo sia un gradito ritorno ai fondamentali. È possibile che il calo attuale venga descritto come una correzione dei titoli growth a multipli elevati. Sebbene ciò sia generalmente vero, è incompleto. I titoli che sono scesi di più avevano tutti dei fondamentali che hanno deluso le aspettative. I titoli che hanno mantenuto buoni fondamentali hanno resistito meglio.Negli ultimi 10 anni il mercato azionario ha attribuito molto valore alle aziende che offrono beni immateriali come i software. Di recente, però, ha dimostrato di apprezzare maggiormente le aziende che producono beni tangibili. Tutti conosciamo e apprezziamo la rapida crescita dei veicoli elettrici, ma pensiamo che sia stato sottovalutato quanto nichel e rame siano necessari per costruire le loro batterie. Ecco perché la domanda di alcune materie prime, come il nichel, sta beneficiando di venti favorevoli secolari e i mercati stanno iniziando a riconoscerlo. Naturalmente, per avere successo in un investimento in commodity, è necessario individuare una società che disponga di una risorsa duratura o di un mezzo economicamente vantaggioso per trovarne e produrne di più. Prendiamo, ad esempio, il minerale di ferro, un ingrediente chiave dell’acciaio. Uno dei motivi per cui è importante fin dall’età del ferro è che non si è ancora trovato un altro materiale che lo sostituisca in termini di resistenza, costo, peso, flessibilità e capacità di essere modellato e trasportato. Non siamo preoccupati che la Silicon Valley distrugga il minerale di ferro o che qualche brillante scienziato in Svizzera scopra un modo diverso di produrlo. Il mercato si muove ciclicamente, quindi il minerale entrerà e uscirà di scena, ma ci sentiamo ragionevolmente sicuri che tra 50 anni la produzione di minerale di ferro rimarrà importante.Riteniamo che il mercato stia vivendo un “cambiamento climatico”, non una semplice tempesta passeggera. Dobbiamo evitare di ancorarci ai tassi di crescita, ai margini di profitto o ai prezzi delle azioni del passato. Dato l’elevato livello di incertezza, ci dovremmo focalizzare principalmente sulle “superpetroliere”, ossia le società dominanti nei propri settori che generano un solido flusso di cassa, hanno un forte vantaggio competitivo e possono finanziare la propria crescita. Dovremmo altresì investire con maggiore parsimonia in quelle che definiremmo “moonshots” – società a più alto rischio e a più alto rendimento che sono più volatili – perché in un contesto di tassi d’interesse in crescita, gli investitori sono meno indulgenti sulle valutazioni delle società più speculative. Cerchiamo di detenere società con valutazioni ragionevoli e comprensibili sugli utili e sui flussi di cassa a breve termine. Alcuni esempi sono i produttori di dispositivi nel settore sanitario oppure i finanziari non bancari come gli assicuratori che possono trarre vantaggio dall’aumento dei tassi d’interesse e dei volumi di scambio e non sono eccessivamente sensibili all’economia.

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PIMCO: I tagli alla produzione dell’OPEC+ mostrano che la sicurezza energetica ha un prezzo

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

A cura di Greg Sharenow, Portfolio Manager, Commodities e Real Assets, e John Devir, Portfolio Manager e Head of Americas Credit Research di PIMCO. Il piano dell’OPEC+ per ridurre la produzione di petrolio complica le prospettive economiche, inflazionistiche e geopolitiche globali e probabilmente porterà a un aumento dei prezzi delle principali materie prime. Il 5 ottobre l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) e i suoi alleati hanno annunciato l’intenzione di ridurre le quote di produzione di petrolio di 2 milioni di barili al giorno (b/d) a partire da novembre. Il taglio effettivo della produzione dovrebbe essere più vicino a 1 milione di b/d, dato che la maggior parte dei Paesi membri sta già producendo al di sotto delle quote.L’OPEC+ ha sostenuto che la mossa fosse preventiva per evitare la debolezza dei prezzi nel caso in cui l’inasprimento della politica della Federal Reserve per contenere l’inflazione portasse a un rallentamento della domanda. Un’altra ragione addotta è che il mondo sta sottoinvestendo nel settore upstream del petrolio e del gas, quindi sostenere i prezzi a fronte della debolezza economica gioverà agli interessi economici a lungo termine di tutti. Con gli investimenti globali nell’upstream su base reale inferiori di circa il 25% rispetto ai livelli del 2018-2019, è certamente opportuno sostenere maggiori investimenti. Sebbene non sia stato esplicitamente dichiarato, non saremmo sorpresi se la decisione fosse stata presa anche per ricostruire la capacità di riserva nei principali Stati OPEC, che è vicina ai minimi storici, per fornire un cuscinetto per future interruzioni dell’approvvigionamento. Inoltre, è difficile non chiedersi se la proposta di un tetto al prezzo del petrolio russo da parte del Gruppo dei Sette (G-7) sia un precedente inquietante per gli altri principali produttori di petrolio, che hanno scelto di solidarizzare con la Russia a fronte delle potenziali ire dei consumatori globali. Sebbene il mercato del petrolio abbia registrato una ripresa dopo l’annuncio dell’OPEC+, questo ritracciamento è piuttosto lieve rispetto al sell-off registrato negli ultimi mesi a causa delle preoccupazioni per la crescita globale. In prospettiva, riteniamo che il mercato potrebbe sottovalutare il potenziale calo della produzione russa con l’inasprirsi delle sanzioni dell’Unione Europea. La domanda rimane un problema con l’inasprimento delle condizioni finanziarie, ma la particolarità dello scorso anno è che i mercati dell’energia e delle materie prime in generale hanno subito una certa contrazione senza che la Cina ad agire come motore di crescita. Se la Cina dovesse puntare a stimolare la propria economia per compensare i venti contrari esterni, l’impatto sui mercati delle materie prime compenserebbe probabilmente le implicazioni negative sulla domanda derivanti dall’aumento dei tassi di interesse. Con le scorte petrolifere globali vicine alla parte inferiore dell’intervallo storico, che determinano un carry positivo estremamente elevato sui mercati, riteniamo che le azioni dell’OPEC+ supportino una prospettiva di rendimento positiva. Un chiaro beneficiario di questo contesto è il settore energetico nordamericano. Le master limited partnership (MLP) e il settore energetico midstream sono i principali beneficiari, dato che la limitazione dell’offerta a livello globale richiede una continua crescita della produzione in Nord America, e le società esposte al petrolio greggio e al gas naturale liquefatto (GNL) sono le nostre espressioni preferite. L’annuncio dell’OPEC+ fornirà probabilmente ai produttori statunitensi una maggiore fiducia nell’aumento degli investimenti nei prossimi anni, il che è chiaramente positivo per l’energia midstream. Prevediamo una crescita intorno al 5% degli utili al lordo di interessi, imposte, deprezzamento e ammortamento (EBITDA) per le MLP e l’energia midstream nei prossimi 3-5 anni. Insieme all’attuale rendimento del 7,6% circa dell’indice Alerian MLP, riteniamo che le MLP offrano un interessante potenziale di rendimento totale a due cifre e l’opportunità di trarre vantaggio da un contesto globale di restrizione energetica. Anche se uno shock della domanda sarebbe negativo per i rendimenti nel breve termine, i bilanci del settore energetico sono meglio posizionati per resistere a un rallentamento economico rispetto ai cicli precedenti. Sebbene riteniamo che i mercati energetici abbiano un valore significativo per generare rendimenti e coprire il rischio d’inflazione, in uno scenario in cui l’aumento dei tassi d’interesse porti a una recessione economica (ossia un errore da falco da parte della Fed) ci aspetteremmo che i titoli azionari e i prezzi dell’energia facciano fatica. Detto questo, riteniamo che il settore energetico rappresenti un’opportunità d’investimento interessante, visti i rischi d’inflazione nei portafogli osservati in generale nell’ultimo anno. Inoltre, i prezzi a termine rimangono al di sotto dei livelli che riteniamo possano motivare l’ingresso di ulteriori e necessari capitali. Come ha detto il Segretario Generale dell’OPEC Haitham Al Ghais, “la sicurezza energetica ha il suo prezzo”. A nostro avviso, il prezzo è probabilmente più alto di quanto il mercato suggerisca attualmente.

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Perché puntare sulla tecnologia

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

A cura di Paul Wick, gestore del fondo Threadneedle (Lux) Global Technology di Columbia Threadneedle Investments. Il rapporto rischio-rendimento dei titoli tecnologici è notevolmente migliorato dopo le forti correzioni di mercato degli ultimi 18 mesi. Il settore tecnologico ha sperimentato l’esuberanza prima e il pessimismo poi, da parte del mercato, in un breve lasso di tempo. Tuttavia, riteniamo che la tecnologia sia un trend secolare e non una moda passeggera. In particolare, l’area dei software di sicurezza ha mostrato buone capacità di recupero. Anche se l’economia dovesse entrare in recessione nei prossimi mesi, riteniamo sia conveniente investire in quelle società che beneficiano delle tendenze a lungo termine del mercato tecnologico. Come team di gestione del fondo Threadneedle (Lux) Global Technology, con sede nella Silicon Valley, siamo convinti che il settore dei semiconduttori e delle apparecchiature per semiconduttori offra le migliori opportunità di investimento a breve e lungo termine.L’industria dei semiconduttori è stata a lungo considerata un settore altamente ciclico, soggetto a periodi di investimento di tipo boom-bust, e pertanto tende a essere scambiata a sconto rispetto ai multipli di guadagno del mercato complessivo. Tuttavia, nell’ultimo decennio il settore è diventato meno ciclico per diversi motivi. In primo luogo, si è verificato un enorme consolidamento nel settore e le aziende rimaste si sono concentrate più sulla redditività che sulla conquista di quote di mercato, come avveniva in passato. In secondo luogo, i mercati finali in cui vengono utilizzati i semiconduttori sono andati oltre i PC e i telefoni cellulari. Come ha dimostrato la carenza globale di semiconduttori, i chip sono ormai componenti necessari ovunque: nelle automobili e nei veicoli elettrici, nelle infrastrutture dei data center per supportare l’esplosione del trasferimento di dati su Internet, nell’intelligenza artificiale, nel machine learning e nell’Internet of Things (IoT).In questo momento l’attenzione dei mercati è rivolta a una possibile recessione entro la fine del 2022 e nel corso del prossimo anno che potrebbe colpire duramente anche l’industria dei chip. Ma se si guarda oltre, a due o tre anni nel futuro, riteniamo ci siano buone probabilità che le aziende vadano bene. Inoltre, il contesto normativo sta migliorando in Europa e negli Stati Uniti. Sono stati introdotti crediti d’imposta e sussidi per ridurre il rischio geopolitico della Cina e incoraggiare la produzione locale di chip. Quello tecnologico è un settore caratterizzato da importanti driver a lungo termine. In particolare, il panorama del software sta cambiando con il software as a service e il cloud computing, creando una forte domanda di potenza di calcolo, storage e connettività attraverso data center e service provider su scala ipersonica. L’aumento della potenza di calcolo consente la diffusione dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico. La telefonia 5G e l’espansione della rete richiedono, inoltre, una percentuale molto più elevata di chip per computer nei dispositivi. All’interno della domanda di elettronica di consumo continua l’emergere dello ‘Smart Everything’ o dell’Internet of Things, che sta portando a un numero sempre maggiore di dispositivi elettronici con potenza di calcolo e connettività nella tecnologia industriale, negli indossabili, negli altoparlanti intelligenti e così via. Come Columbia Threadneedle vediamo un ulteriore driver nell’aumento della spesa tecnologica da parte delle aziende, per soddisfare i requisiti strutturalmente più elevati dei modelli di lavoro ibridi, ma anche per rafforzare la loro sicurezza informatica. Per ulteriori informazioni si veda il sito internet di Columbia Threadneedle Investments: http://www.columbiathreadneedle.it

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Crisi energetica, continua la morsa sull’economia europea: come sarà il “new normal”?

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

A cura di Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm. La crisi energetica continua ad attanagliare le economie europee. Si prevede, infatti, che nell’ultimo trimestre del 2022 e nel primo trimestre del 2023, l’impatto economico della guerra energetica colpirà il cuore dell’Europa. Stando a un report dell’Economist Intelligence Unit, le economie più a rischio questo inverno saranno quelle dei paesi dell’Europa centrale come Ungheria, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca, anche a causa del loro importante coinvolgimento nella supply chain tedesca. La scarsità del gas metterà inoltre a dura prova il settore industriale in Germania, ma anche in Austria e in Italia.Il nostro Paese, però, ha il vantaggio di una posizione geografica strategica: può contare infatti sull’accesso ad altri gasdotti e infrastrutture di Gnl. L’Italia ha già ridotto notevolmente la ben nota dipendenza dal gas russo: dal 40% si è passati al 25% grazie a maggiori importazioni da Algeria, Azerbaigian e altri paesi. Sempre secondo l’Economist, è quindi probabile che il razionamento per gli italiani sia limitato. Il giornale britannico, tuttavia, sottolinea l’alta esposizione al rischio di alcuni settori industriali come quello meccanico e metallurgico. Inoltre, il gas ha occupato, nell’ultimo decennio, un posto sempre più importante nel mix energetico italiano e il 50% dell’energia viene oggi prodotta da centrali a gas (nel 2000 era solo il 37%), come ricorda l’Istituto Affari Internazionali. Non solo il caro bollette, ma una strategia energetica complessiva sarà quindi la sfida principale sul tavolo del nuovo governo.Il calo della produzione interna di gas nell’Eurozona ha favorito, negli anni, la dipendenza dal gas russo. L’impatto dell’invasione russa dell’Ucraina sui prezzi dell’energia è stato quindi immediato. I prezzi di petrolio, carbone e gas sono aumentati rispettivamente del 40%, 130% e 180% dopo due settimane dall’inizio del conflitto il 24 febbraio 2022. Di conseguenza, i prezzi del gas hanno determinato un aumento dei prezzi all’ingrosso dell’elettricità nell’area euro.Gli alti prezzi dell’energia potrebbero diventare la “nuova normalità”, come avverte l’Istituto dell’Unione europea per gli studi sulla sicurezza. E l’attuale instabilità del “trilemma energetico” – sicurezza, accessibilità e sostenibilità – se non gestita a dovere potrebbe sabotare la transizione energetica e minare la leadership globale dell’Unione Europea in materia di clima. Per mitigare gli effetti della volatilità dei mercati del gas, l’Istituto europeo suggerisce innanzitutto di adottare le strategie tradizionalmente utilizzate per il petrolio, come la predisposizione di riserve e la distribuzione di sussidi per le famiglie a basso reddito. La legge italiana prevede già lo stoccaggio obbligatorio, e dallo scorso giugno anche l’UE ha adottato nuove normative in materia di stoccaggio del gas che impongono agli Stati membri di riempire gli impianti di stoccaggio all’80% della capacità entro novembre di quest’anno, e al 90% negli anni successivi. L’Italia, su questo tema, si trova già avanti i principali partner europei: ha raggiunto a fine settembre l’obiettivo del 90% degli stoccaggi di gas e punta a superare questa soglia in vista dei picchi di consumi invernali.La crisi energetica potrebbe produrre un cambiamento irreversibile nelle abitudini di consumo. I prezzi elevati dell’energia hanno infatti l’effetto di abbassare la domanda e di indurre quindi un cambiamento dei comportamenti in una direzione che potrebbe agevolare la transizione energetica. Anche per queste ragioni, secondo l’Oxford Institute for Energy Studies, “i governi dovrebbero evitare interventi a breve termine che indeboliscano l’incentivo dei consumatori a ridurre la domanda di energia e che aumentino la percezione del rischio politico da parte degli investitori”. Mentre mette in guardia da una protezione generalizzata dei consumatori dall’aumento dei prezzi, lo studio supporta anche la validità delle politiche basate su aiuti mirati, ad esempio, a supporto delle persone più vulnerabili. In via definitiva, alleggerire le bollette delle famiglie in difficoltà resta una priorità, che, infatti, è parte della strategia in 10 punti dell’International Energy Agency per ridurre la dipendenza dell’Europa dall’importazione di gas naturale russo. Negli ultimi 30 anni, la direzione presa dai governi europei è stata quella di privatizzare, liberalizzare e, in teoria, rendere competitivo il mercato dell’energia. La guerra in Ucraina, però, ha forzato i paesi ad agire in una direzione ora diametralmente opposta: la battaglia contro il caro bollette di Gran Bretagna e Germania è già iniziata, con la Francia che punta al controllo dei prezzi dell’elettricità. Sono almeno 15 i Paesi membri che chiedono un tetto al prezzo del gas alla Commissione europea. La tendenza verso l’intervento statale nel settore energetico potrebbe essere irreversibile secondo Jonathan Stern, dell’Oxford Institute for Energy Research. Stern ha affermato che la crisi energetica conseguente al conflitto in Ucraina potrebbe in gran parte smantellare il libero mercato: “c’è la sensazione che tutto questo sia temporaneo, che una volta risolto il problema con Putin, si tornerà alla normalità, ma non sarà così”. Un monito chiaro: l’Europa si deve preparare al “new normal” energetico.

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Barometro COFACE 3° trimestre 2022: «raffreddamento dell’economia mondiale»

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

Parigi. Oltre alle ripercussioni della guerra in Ucraina, la stretta monetaria globale e i molteplici vincoli alla crescita cinese fanno presagire prospettive pessimiste. Nel breve periodo, l’economia sembra stabilirsi in un regime di «stagflazione», caratterizzata da crescita quasi zero e rapido aumento dei prezzi. La possibilità di una recessione globale diventa quindi sempre più reale.Otto paesi tra cui Italia, Danimarca, Svizzera, Egitto e Cile assistono a una riclassificazione al ribasso della propria valutazione dopo 19 declassamenti nel 2° trimestre.I 49 declassamenti delle valutazioni settoriali evidenziano il netto peggioramento delle condizioni per i settori sensibili al ciclo economico come le costruzioni, i metalli e il legno, in diverse aree geografie.La maggior parte dei rischi menzionati nei nostri precedenti barometri si sono concretizzati: crisi energetica in Europa, forte inflazione, e stretta monetaria aggressiva. Questo ha portato Coface a rivedere significativamente al ribasso le previsioni di crescita globali per il 2023, con un’aspettativa inferiore al 2% come nel 2001, 2008, 2009 e 2020. Inoltre, mentre le previsioni di crescita sono state riviste al ribasso un po’ in tutte le regioni del mondo, l’Europa è quella con le prospettive più cupe, con una recessione che sembra ormai inevitabile per quest’inverno in tutte le principali economie. Di fronte alla prospettiva del prezzo dell’energia costantemente elevato a livello mondiale, circa la metà dei 49 declassamenti delle valutazioni settoriali interessa le industrie energivore come la chimica, la carta e i metalli. Contrariamente al trimestre precedente, in cui la maggior parte delle riclassificazioni in negativo interessavano il continente europeo, questo trimestre Coface ha declassato questi settori anche nella maggior parte delle economie asiatiche e in Sudafrica.Questi ultimi mesi hanno confermato la concretizzazione di un’inflazione costantemente elevata e sempre più generalizzata nelle economie avanzate ed emergenti.Tre banche centrali emergenti perseguono politiche monetarie contro corrente: Russia, Turchia e Cina. Le autorità monetarie cinesi hanno ridotto alcuni tassi di interesse di riferimento con l’obiettivo di sostenere l’attività, in risposta al forte rallentamento dell’economia. Quest’ultima continua a risentire della strategia «zero-COVID», della grave siccità registrata quest’estate e della crisi del settore immobiliare. In particolare, le problematiche del settore immobiliare, che si stima rappresenti il 30% del PIL, contribuiranno a una crescita del Paese ben al di sotto degli standard degli ultimi dieci anni nel 2022 (3,2%) e nel 2023 (4,0%), facendo registrare un netto rallentamento a livello mondiale.L’ inasprimento monetario diffuso offusca inevitabilmente le prospettive per il settore delle costruzioni a livello globale. In questi ultimi mesi, i prezzi dei metalli industriali e del legname si sono ridotti, con un calo rispettivamente del 20% e del 60% da inizio anno, portando Coface a declassare questi settori nella maggior parte delle aree geografiche. Mentre le banche centrali sono determinate nel contrastare l’inflazione “a qualunque costo”, molte si trovano ad affrontare un conflitto di obiettivi con la politica fiscale del proprio paese/regione. I governi nazionali, che lottano contro la contrazione dell’attività, hanno moltiplicato le misure a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie e della liquidità delle imprese. Il risultato è un cocktail potenzialmente esplosivo per le finanze pubbliche: aumento del deficit pubblico e impennata dei costi di finanziamento. (abstract by http://www.hkstrategies.com/)

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Atlante della mobilità dolce in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

Prende vita sui siti web di Rete Ferroviaria Italiana e AMODO. Le mappe digitali e interattive che connettono stazioni ferroviarie, ciclovie, cammini, sentieri e greenways con il patrimonio storico, artistico e naturalistico italiano sono da ieri disponibili dopo un importante lavoro di raccolta e elaborazione dei dati ottenuti dai sistemi informativi GIS (Geographic Information System) della società del Gruppo FS, guidato da Luigi Ferraris, e delle 29 associazioni che compongono l’Alleanza per la Mobilità Dolce (AMODO). La condivisione di professionalità e tecnologie innovative nasce con un unico scopo: promuovere il turismo lento, sostenibile e di prossimità favorendo una mobilità verde e sempre più integrata con mezzi di trasporto a basso impatto ambientale. Per questo, il 29 aprile 2021, RFI e AMODO firmano un protocollo d’intesa per dare vita all’Atlante, un progetto unico nel suo genere che muove i primi passi nello spazio digitale, ma che sarà implementato con funzionalità che forniranno maggiori servizi a chi pedala, cammina e viaggia in treno per raggiungere siti UNESCO, borghi, parchi naturali e beni storici del Paese.

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Spettacolo Bobby & Amy di Emily Jenkins

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

Roma Torna in scena dal 20 al 30 ottobre (Dal 20 al 30 ottobre Dal giovedì al sabato ore 20 Domenica ore 17 )all’Altrove Teatro Studio Via Giorgio Scalìa, 53, nell’ambito della rassegna CAMBIAMENTI Rassegna di teatro Under 35 – Terza Edizione, lo spettacolo Bobby & Amy di Emily Jenkins, diretto da Silvio Peroni.In una piccola cittadina di provincia, banale, come tante altre, i protagonisti Bobby e Amy, sono due personaggi fuori dal comune, emarginati, complicati, sensibili. Sembrano deboli ma non lo sono. A modo loro reagiscono ai soprusi e alle sfide che la vita gli pone davanti.Margherita Varricchio e Mauro Lamantia interpretano 18 ruoli raccontando con delicatezza una realtà squallida trasformata in un paesaggio onirico, poetico e nostalgico. Un colorato mix di personaggi, i quali si intrecciano e si fondono, dal proprietario di un bar al farmacista, dai genitori ai bulli della scuola, a tratteggiare un affresco di vite e storie che gravitano attorno ai due protagonisti Bobby e Amy. Entrambi emarginati: Bobby non riesce a sviluppare interazioni sociali, Amy si è chiusa in se stessa dopo la morte del padre. Queste due solitudini sono destinate ad incontrarsi e quando si uniranno per aiutare un contadino nel suo lavoro, la vita in due diventerà un po’ più facile.“Bobby & Amy” è uno spettacolo che parla di amicizia, forse d’amore, ma soprattutto di quello che succede quando il nostro modo di vivere è minacciato da chi non lo capisce.L’Opera ha vinto nel 2019 il The Scotsman Fringe First Awards.

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Agenzie di rating: rieccole

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

Di Mario Lettieri e Paolo Raimondi. Eccole di nuovo. Le tre sorelle del rating ritornano a farsi sentire con le loro superficiali pagelle sull’economia e la politica italiana. La prima è l’agenzia Moody’s e a ruota le altre due, la Standard & Poor’s e la Fitch. Che l’Italia abbia un debito pubblico elevato lo sappiamo tutti. Così come sappiamo degli altri problemi di carattere politico ed economico. Naturalmente conosciamo anche i lati positivi dell’Italia, tra cui la propensione al risparmio, la capacità imprenditoriale, le sue eccellenze nei campi della scienza, della tecnologia e della cultura in generale. Cose che sono ovviamente neglette dai critici. Moody’s ripete le stesse, ritrite, litanie degli anni passati. Ad esempio, ci sarà un indebolimento delle prospettive di crescita se non si attuano le riforme, oggi anche quelle previste dal Pnrr. Poi, che le incertezze geopolitiche e la crisi energetica siano un aggravamento della situazione economica e sociale lo sanno tutti gli italiani che pagano le bollette della luce, del gas e l’aumentato costo della vita. L’agenzia ci “regala” un rating Baa3 con outlook negativo. Ciò vuol dire che l’Italia è all’ultimo gradino dell’investiment grade (livello di affidabilità dell’investimento). In questo stadio le obbligazioni di lungo periodo sono soggette a un moderato rischio di credito, con caratteristiche speculative. Sotto questo gradino c’è il non investment grade, dove i rischi sono più alti, sempre più giù fino alla soglia di vero e proprio fallimento. E’ intollerabile che le loro valutazioni nei confronti degli stati siano essenzialmente di carattere politico. Quando, però, si erano permesse di mettere in dubbio l’affidabilità dei Treasury bond americani, ricevettero dei sonori ceffoni da parte dell’allora amministrazione Obama e scelsero il silenzio. Non per l’Europa. I loro rating hanno conseguenze importanti per le finanze e le economie nazionali. Per esempio, un titolo di stato con rating BBB non può essere acquistato e tenuto in bilancio da parte di molte istituzioni finanziarie private, come le assicurazioni e i fondi pensione. Ancora più grave, gli stati e i governi non potrebbero mettere detti titoli BBB in garanzia per ottenere dei crediti, ad esempio da parte della Banca centrale europea. Ciò è contenuto in una direttiva della stessa Bce. Ancora una volta ci si chiede il “perché” di tanto masochismo da parte dell’Europa e dei suoi governi. Il presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi, conosce meglio di chiunque altro questo problema, essendo stato a lungo presidente della Bce. Aveva perfino sollevato dei dubbi sulla loro affidabilità, ma senza risultati. D’altra parte non si capisce la ragione per cui si dà credibilità al giudizio di agenzie che nella grande crisi finanziaria del 2008 ebbero un ruolo attivamente negativo. Allora, la Commissione d’indagine del Senato americano aveva sentenziato che esse erano state corresponsabili della crisi, avendo distribuito a man bassa rating altissimi AAA a titoli e derivati finanziari che poco dopo sarebbero crollati. Con i governi le agenzie non farebbero grandi profitti. Con le imprese private, invece, ne farebbero molti. Il fatto di poter giudicare il comportamento dei governi e degli stati, però, dà loro un enorme potere. Il loro mercato è sempre florido. Moody’s ne controlla circa il 40%, segue con poco meno S&P e più distante Fitch. Non sorprende che nei loro consigli di amministrazione e comitati direttivi siedano dirigenti provenienti da tutte le grandi banche americane e internazionali. Esse sono società americane private il cui capitale azionario è controllato da imprese e fondi privati. Per Moody’s, il 13,4 è nelle mani della finanziaria Berkshire Hathway del banchiere e speculatore Warren Buffet, poi vengono i fondi di investimento Vanguard e Blackrock. Questi due ultimi sono anche i maggiori azionisti, ciascuno con oltre l’8%, di S&P. Vanguard e Blackrock, con l’altro fondo SSGA, sono le massime potenze del cosiddetto settore non banking financial insitutions (nbfi), con asset stimati nel 2019 a 14.000 miliardi di dollari e con importanti partecipazioni azionarie nelle maggiori corporation americane. Le agenzie di rating sono state sottoposte a tante indagini. Ma sembrano più “arzille” che mai. Che cosa manca alle autorità europee per porre dei freni alle loro scorribande? Non vorremmo che queste facessero la parte delle tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano. Di Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Giornata mondiale per il patrimonio audiovisivo UNESCO

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

Torino 27 ottobre 2022, ore 11.00 e 15.00 si aprono le porte della Cineteca (Via Sospello 195/a) con due visite guidate gratuite. Nel corso della visita sarà riservata particolare attenzione al nuovo laboratorio di restauro, attraverso l’illustrazione delle diverse fasi che caratterizzano il lavoro in digitale. I visitatori potranno avvicinarsi alle collezioni, agli archivi e, insieme, approfondire il tema del restauro e le attività di preservazione del patrimonio svolte dalla Cineteca. Per gli amanti del cinema e i professionisti del settore, la visita offrirà gli strumenti per capire la storia, i mutamenti e le conseguenze della trasformazione del cinema dall’analogico al digitale, illustrando come il supporto su cui un film nasce e viene distribuito influenzi le sue caratteristiche e il modo di guardarlo da parte del pubblico. E sperimentando le differenze tecniche, estetiche e sociali legate alle diverse modalità di produzione e fruizione delle immagini.

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Il Gruppo Monrif sviluppa un progetto multimediale dedicato alla finanza sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

Per tutto il mese di ottobre, QN Economia & Lavoro, il settimanale economico di QN Quotidiano Nazionale, dedica uno spazio alle PMI, alle start up e alle famiglie, all’interno del dossier estraibile Educazione Finanziaria, un vero e proprio vademecum con nozioni legate agli strumenti bancari, finanziari, assicurativi e previdenziali, declinato on line in un main stream di approfondimenti, interviste a esperti e materiale didattico aggiornato quotidianamente. Luce!, il magazine on line di QN dedicato all’inclusione e alla parità di genere, accompagna l’intero percorso con interviste, video e testimonianze dei protagonisti del mondo della finanza al femminile e delle istituzioni. Inoltre, in partnership con Global Thinking Foundation, promuove il tour Libere di… VIVERE: un progetto sviluppato dalla Fondazione con lo scopo di contrastare la violenza economica e sensibilizzare alla parità di genere, rivolto principalmente ad adulti e studenti appartenenti alle fasce più deboli e che prevede l’esposizione di una mostra culturale sui temi dell’inclusione sociale attraverso la letteratura disegnata, oltre alla realizzazione di incontri dedicati ai temi dell’indipendenza economica e della sicurezza digitale (https://www.liberedivivere.com).Il 31 ottobre il Gruppo Monrif dedicherà alla Giornata Mondiale del Risparmio un’edizione monografica di QN Economia & Lavoro e una tavola rotonda, in streaming, moderata da Sandro Neri, Responsabile Economia di QN, che prevede la partecipazione di Claudia Segre – Presidente di GTFoltre; Marco Giorgino – Coordinatore dell’Orientamento “Finanza” del Corso di Laurea in Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano; Germana Martano, Direttore Generale di Anasf, oltre ad altri protagonisti del mondo della finanza, che disquisiranno di educazione finanziaria, investimenti consapevoli e finanza sostenibile. Sempre in questa occasione, QN Quotidiano Nazionale sarà in edicola vestito da una fake cover dedicata alla Giornata Mondiale del Risparmio.Hanno aderito all’invito di QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno Alleanza Assicurazioni, Arca Fondi, Assicurazioni Generali, Banca Generali, Banca Mediolanum, Columbia Threadneedle, Credem, Fineco Asset Management, Iccrea, Illimity Bank, Ubs, Zurich Investment.

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Dopo la crisi energetica arriva quella alimentare

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

Se le bollette e i costi produttivi continueranno a salire, chiuderanno i battenti migliaia di aziende agricole con seri rischi per l’approvvigionamento di cibo. Servono subito interventi strutturali per invertire la rotta e mettere al riparo il settore primario. Così Cia-Agricoltori Italiani in vista della Giornata mondiale dell’Alimentazione che ricorre il 16 ottobre, data di nascita della Fao.Per Cia, dunque, non c’è tempo da perdere contro l’avanzare prepotente di un’ennesima emergenza e il nuovo Governo dovrà dare assoluta priorità alla definizione di misure efficaci e immediate per risollevare le imprese del settore, schiacciate dal continuo rialzo dei costi produttivi, a partire da quelli dell’energia spinti dal prezzo del gas, aumentato dell’800% in un anno.Allo stesso tempo -continua Cia- occorre ridare fiducia ai cittadini, sostenendo e rilanciando i consumi. I prezzi dei beni alimentari cresciuti dell’11,5% sullo scaffale del supermercato, senza tra l’altro alcun vantaggio per gli agricoltori, stanno erodendo sempre di più il potere d’acquisto delle famiglie italiane e accrescendo il pericolo diffuso di indigenza e povertà, che ha già raggiunto in Italia 5,6 milioni di persone. Se tutto ciò non bastasse -conclude Cia- a minacciare la sicurezza alimentare anche lo spettro dell’etichettatura Nutriscore, sistema ambiguo che non informa, ma condiziona le scelte dei consumatori, assegnando il bollino rosso a prodotti tipici della nostra Dieta Mediterranea, già patrimonio Unesco, come l’olio extravergine di oliva e il Parmigiano Reggiano, colpendo, così, il valore dell’agroalimentare Made in Italy di qualità.

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“Il linguaggio di genere nelle università esperienze a confronto”

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

E’ stato il tema del convegno organizzato dall’Università di Camerino su impulso del Prorettorato alle Pari Opportunità, Tutela e Garanzia della Persona e del Comitato Unico di Garanzia, tenutosi nella mattinata di oggi al Rettorato.Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il documento sulle “Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo dell’Università di Camerino”, frutto di una riflessione intrapresa da tempo dall’attuale governance di Ateneo sulle tematiche di genere, benessere e garanzia della Persona, e che vogliono costituire un primo passo semplice e comprensibile per l’uso corretto del genere grammaticale nel linguaggio amministrativo dell’Ateneo, come previsto dalle azioni previste dal Piano di Eguaglianza di Genere Unicam 2022-2024. L’incontro si è aperto con i saluti del Rettore Unicam Claudio Pettinari e della Presidente del CUG Stefania Silvi. Per parlare di buone pratiche e per proporre spunti di riflessione sul linguaggio di genere si sono poi susseguiti gli interventi di Antonella Liccardo, Delegata del Rettore dell’Università di Napoli per il Bilancio di Genere e coordinatrice del gruppo di lavoro sul Bilancio di Genere della CRUI, Paolo Pomati, Responsabile dell’Ufficio Comunicazione dell’Università Piemonte Orientale e della Prorettrice alle Pari Opportunità, Tutela e Garanzia della Persona di Unicam Barbara Re.Estremamente interessante è stato poi l’intervento del giornalista, linguista e scrittore Andrea De Benedetti che ha illustrato limiti ed eccessi del linguaggio inclusivo.

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Intrecci globali e retaggi coloniali in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

Roma 20 (H14:15-19:00) e 21 ottobre 2022 (H10:00-18:00) Istituto svizzero Via Liguria 20. Da secoli, la penisola italiana è connessa tramite una molteplicità d’intrecci (di tipo coloniale e non) ad altre regioni del mondo. In parte, le dinamiche globali a cui i territori italiani hanno storicamente partecipato sono sprofondate nell’oblio e solo negli ultimi anni iniziano a essere riscoperte nell’ambito di ricerche su fonti conservate in archivi, biblioteche e musei. Altre storie, invece, sono giunte sino a noi come parte di retaggi coloniali che, presenti nello spazio pubblico, sono sempre più contestati. Da alcuni anni, la trasformazione della società italiana innescata dalle migrazioni intercontinentali, in particolar modo in provenienza dall’Africa, nonché l’emergere di movimenti sociali, a loro volta interconnessi su scala internazionale, alimentano nuovi dibattiti e pongono la questione di come affrontare – nella ricerca e nello spazio pubblico – questi passati complessi. A questo proposito, l’incontro vuole costituire un momento di confronto tra studiose/i, attiviste/i e membri di istituzioni volte alla disseminazione dei saperi. In collaborazione con l’Università di Zurigo e l’Università di Bologna.

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IV Convegno internazionale di studi catulliani

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

Parma mercoledì 19 ottobre il IV Convegno internazionale di studi catulliani. L’evento è organizzato dal Laboratorio «Centro Studi Catulliani» del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma, Unità di Antichistica.L’appuntamento è in programma a partire dalle 14.30 nell’Aula Ferrari del Plesso D’Azeglio dell’Ateneo (Strada M. D’Azeglio, 85 – Parma). Ai saluti delle autorità accademiche seguiranno gli interventi di Dániel Kiss dell’Universitat de Barcelona (“Che cosa ci raccontano i manoscritti di Catullo sulla trasmissione del testo?”) e di Raffaele Perrelli dell’Università della Calabria (“Cosa resta della rivoluzione: su Catullan Revolution di K. Quinn”). Dopo una breve pausa, alle 16 si riprenderà con Silvia Condorelli dell’Università di Napoli “Federico II” (“Echi tardoantichi del carme 64 tra riusi e allusività”), seguita da Susanna Bertone dell’Università di Parma, Laboratorio “C.S.C” (“Note all’edizione catulliana di Sébastien Gryphe, Lyon 1537”) per terminare quindi con la discussione finale.L’iniziativa è rivolta anche a docenti, studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado dei territori limitrofi.Sarà possibile anche la partecipazione a distanza tramite piattaforma Teams: urly.it/3qf7g Organizzatore scientifico è Alex Agnesini, la segreteria affidata a Simone Gibertini.Il comitato scientifico è composto da Giuseppe Gilberto Biondi, Alex Agnesini, Giuseppina Allegri, Mariella Bonvicini, Simone Gibertini, Alessandra Minarini, Gualtiero Rota e Stefania Voce con la collaborazione organizzativa di Sara Buffetti e Beatrice Melegari.Il Convegno rientra fra le iniziative valide per la formazione e l’aggiornamento dei docenti della piattaforma S.O.F.I.A.: ID iniziativa formativa 76635 – ID edizione formativa 112943. Iscrizioni fino al 18 ottobre. Bysito https://www.catullus.unipr.it/

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Immatricolazioni all’Università di Parma

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

Parma È fissata alle 12 del 21 ottobre la scadenza per le immatricolazioni alla maggior parte dei corsi di laurea magistrale a libero accesso dell’Università di Parma.Fa eccezione il corso di laurea magistrale in International Business and Development, per il quale invece c’è tempo fino al 16 dicembre alle 12. Gli studenti e le studentesse in attesa del conseguimento del titolo triennale possono prenotare il posto entro la data di scadenza e poi immatricolarsi entro marzo 2023, fatta eccezione per International Business and Development che non ammette preiscrizioni. Fra i corsi triennali immatricolazioni ancora aperte per Sistema Alimentare: Sostenibilità, Management e Tecnologie – Food System: Management, Sustainability and Technologies, fino al 15 ottobre, e per i corsi triennali a orientamento professionale Costruzioni Infrastrutture e Territorio e Qualità e Approvvigionamento di Materie prime per l’Agro-alimentare, entrambi fino al 31 ottobre.Per accedere alla procedura di immatricolazione, da effettuare esclusivamente on line, è sufficiente andare sul sito web di Ateneo alla pagina https://www.unipr.it/registrazione e seguire le istruzioni. Fino al 31 ottobre è disponibile, nel Sottopasso del Ponte Romano, il Welcome Point Matricole, il punto estivo di informazione e accoglienza per i futuri studenti realizzato in collaborazione con Comune di Parma – Informagiovani ed ER.GO Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori: un supporto indispensabile per le future matricole e anche per tutti coloro (studenti già iscritti, familiari, ecc.) che desiderano informazioni sui servizi, gli alloggi, le tasse e tutto quanto fa riferimento al sistema organizzativo dell’Ateneo. Anche quest’anno il personale è presente per fornire le indicazioni e il materiale cartaceo illustrativo necessari a soddisfare le esigenze informative di tutti i visitatori.Tutte le informazioni sulla nuova offerta formativa sono costantemente aggiornate sul sito web dell’Università http://www.unipr.it e sul sito “Il mondo che ti aspetta” http://ilmondochetiaspetta.unipr.it/, che l’Ateneo di Parma ha appositamente realizzato per le future matricole.Per le attività di orientamento è a disposizione degli studenti alle prese con la scelta universitaria e delle loro famiglie la UO Orientamento e Job Placement dell’Ateneo, Servizio Orientamento, tel. 0521 034042

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A settembre i cyberattacchi nei Paesi dell’Europa orientale sono aumentati drasticamente

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

Dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, CPR ha continuato a monitorare l’impatto dei cyberattacchi in entrambi i Paesi. Mentre il conflitto si intensifica, è stato rilevato un cambiamento significativo nel “grado di minaccia” di molti Paesi dell’Europa orientale. Il grado di minaccia rappresenta quanto un’organizzazione viene attaccata in un determinato Paese rispetto al resto del mondo. Nel mese di settembre, l’Ucraina è salita di 26 posizioni, la Polonia e la Russia di 18 posizioni ciascuna e la Lituania e la Romania di 17, tra gli altri. Tutti questi Paesi si trovano ora nella top 25. “Mentre la guerra è in atto, se ne combatte un’altra, quella nel cyberspazio. Probabilmente non è una coincidenza che il grado di minaccia di molti Paesi dell’Europa orientale sia aumentata nell’ultimo mese. Tutte le organizzazioni sono a rischio e devono passare a una strategia di cybersecurity prevention-first prima che sia troppo tardi”, ha commentato Maya Horowitz, VP Research di Check Point. “In termini di malware più diffusi a settembre, è interessante vedere Vidar salire nella top ten dopo una lunga assenza. Gli utenti che utilizzano Zoom devono stare attenti ai link fraudolenti, perché è così che il malware Vidar è stato distribuito ultimamente. Tenete sempre d’occhio le incongruenze o gli errori di scrittura negli URL. Se sembra sospetto, probabilmente lo è.

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Scuole FAES di Milano: è una delle scuole più “green” di Milano

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

Luci, computer e lavagne di ultima generazione accesi solo lo stretto indispensabile, limitato accesso agli ascensori (naturalmente garantiti ai diversamente abili) con ottime ricadute anche sulla salute, grande attenzione all’uso delle apparecchiature della cucina, monitoraggio costante dei consumi e interventi tecnici di efficientamento, come la progressiva sostituzione delle poche lampadine ancora non LED con corpi illuminanti a ridotto consumo energetico. Sembrano correzioni da poco, eppure in questo modo le Scuole Faes di Milano hanno risparmiato nel solo mese di settembre circa il 30% dei consumi energetici rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche se la bolletta è rimasta salatissima: i costi infatti sono comunque triplicati, ma senza questi comportamenti virtuosi la cifra sarebbe stata ancora più alta.Le Scuole FAES infatti sono riscaldate da anni con sistemi idronici (ad acqua) in pompa di calore con pozzi geotermici ad acqua di falda, una delle tecnologie energeticamente più efficienti: ad alimentare le pompe di calore è l’energia elettrica, i consumi di gas sono limitati alle cucine. Un attento monitoraggio dei consumi tramite contachilowattora ha poi permesso di identificare le utenze più energivore e di tenerle sotto controllo con opportuni accorgimenti, in attesa di operare tramite società specializzate una vera e propria diagnosi energetica degli edifici, per pianificare al meglio i prossimi investimenti. Inoltre, si sta provvedendo a sostituire tutte le luci con corpi illuminanti a LED, i videoproiettori hanno iniziato a cedere il passo alla tecnologia FLIP a ridotto consumo degli schermi e l’acqua calda sanitaria verrà presto prodotta con boiler autonomo in pompa di calore, con un risparmio energetico del 40%.In aggiunta a tutto questo, il FAES ha doverosamente suggerito una serie di comportamenti per ridurre al minimo i consumi di energia: accendere le luci solo per il tempo necessario, usare le batterie dei pc portatili senza collegarli all’alimentazione, spegnere le apparecchiature elettroniche e non lasciarle in stand by, aprire le finestre per ventilare l’aula dopo aver spento il riscaldamento, non stampare documenti inutili, tenere chiuse le porte per non disperdere il calore. Ulteriori misure riguardano poi gli operatori dei servizi mensa e pulizie, le cui mansioni sono legate all’uso dell’acqua e di apparecchiature come fornelli, frigoriferi e freezer. Piccole accortezze che hanno permesso un risparmio energetico del 25% nel plesso di via Amadeo, che ospita tutte le classi dal nido alla scuola secondaria di primo grado, e del 30% in quello di via Fossati/Zanoia, frequentato dagli studenti dei licei classico, scientifico e delle scienze umane.Il FAES è un’associazione nata nel 1974 per promuovere la collaborazione educativa tra scuola e famiglia. A Milano gestisce scuole paritarie bilingui dall’asilo nido ai licei, con circa 1275 studenti.

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Priorità del Paese: Crisi energetica e legge di bilancio

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

Conegliano – “La crisi energetica di queste mesi, l’aumento spropositato dei costi delle bollette, stanno mettendo a dura prova i conti dei Comuni, l’attività delle imprese e le loro produzioni. Come Governo siamo intervenuti a più riprese, con misure economiche di sostegno, ma anche e soprattutto con una strategia che stiamo condividendo a livello europeo e che presto potrebbe portarci ad avere un nuovo programma Sure, per alleggerire lo sforzo economico dei governi”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in visita istituzionale nel nord-est, dopo aver incontrato il Sindaco di Conegliano Veneto ed i vertici della Nicros srl, azienda leader nel settore dei trattamenti galvanici su metalli.“Gli incontri di questi giorni – prosegue Castelli – mi permettono di confrontarmi, ancora una volta, con gli Enti locali che hanno questo problema e con molte imprese su cui pesa, come un macigno, il caro energia. Ci sono realtà importanti, come questa che abbiamo appena visitato che ha avuto un rapido percorso di crescita e che quest’anno ha ricevuto il prestigioso riconoscimento “CRIBIS prime Company”, premio attribuito per il massimo livello di affidabilità economico-commerciale, che ora sono estremamente preoccupate per la loro produzione, messa a rischio. Sono realtà che inorgogliscono il nostro Paese e che hanno contribuito a renderlo sempre più grande”. “Sono momenti di confronto importate. Proprio in queste settimane stiamo lavorando – ha concluso il Vice Ministro dell’Economia – ad un passaggio di consegne che, visti i tempi strettissimi, consenta al nuovo Governo di essere immediatamente operativo e di poter presentare il Disegno di Legge di Bilancio. E questa dell’energia è certamente la grande priorità che anche il nuovo Esecutivo sarà chiamato ad affrontare”.

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Caro bollette: M5S Lombardia: “Via addebito bancario rateizzazione automatica”

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

I Consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle Lombardia: Marco Fumagalli, Marco Degli Angeli e Simone Verni, nel corso di una conferenza stampa dai toni risoluti, inchiodano alle proprie responsabilità, in termine di gestione degli aumenti legati al costo dell’energia, quelle amministrazioni che hanno svenduto i servizi pubblici a società quotate in borsa. Una battaglia, quella del ritorno alla gestione pubblica dei servizi essenziali che il Movimento Cinque Stelle porta avanti da sempre e che continuerà a portare avanti a tutti i livelli istituzionali. Le conclusioni alla neo-eurodeputata Maria Angela Danzì (M5S): «L’Europa ci dice che deve esserci un forte controllo pubblico sulla partecipata. Il Comune deve agire sulla stessa attraverso un controllo presente e perseverante sui costi e sull’organizzazione del servizio. La sentenza europea non esclude procedure di infrazione nei confronti dell’Italia, qualora l’Italia non metta in essere le iniziative atte a uniformarsi alla disciplina comunitaria». Fonte: http://www.lombardia5stelle.it

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