Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Archive for 4 novembre 2022

Capital Group: Le elezioni di metà mandato negli USA possono influire sui listini?

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

Matt Miller, Economista politico di Capital Group. In un anno in cui l’inflazione alle stelle, la guerra in Ucraina e un mercato ribassista hanno dominato i titoli dei giornali, le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti hanno rischiato di complicare ulteriormente le cose. Riteniamo che quelle del 2022 potrebbero essere tra le elezioni di metà mandato più importanti nella storia degli Stati Uniti. Per capirlo, abbiamo analizzato più di 90 anni di dati e abbiamo scoperto che la risposta è sì: i mercati hanno esibito un comportamento diverso durante gli anni delle elezioni di metà mandato. Ecco cinque aspetti utili da considerare per gli investimenti durante questo ciclo politico. 1. Il partito del presidente in genere perde seggi al Congresso. Le elezioni di metà mandato si verificano per l’appunto a metà di un mandato presidenziale e di solito comportano per il partito del presidente un calo dei consensi al Congresso. Nelle ultime 22 elezioni di metà mandato, il partito del presidente ha perso in media 28 seggi alla Camera dei rappresentanti e 4 al Senato. Ci sono stati solo due casi in cui il partito del presidente ha ottenuto seggi in entrambe le Camere. Dal momento che la perdita dei seggi è così usuale, di solito questo viene scontato dai mercati all’inizio dell’anno. Ma la portata di uno spostamento del potere politico, e delle seguenti ripercussioni sulle politiche, rimarrà incerta fino a fine anno, il che può spiegare le altre tendenze che abbiamo scoperto. 2. Negli anni di metà mandato, i rendimenti del mercato statunitense tendono ad essere fiacchi fino all’ultimo. La nostra analisi dei rendimenti dell’Indice S&P 500 dal 1931 ha indicato che l’andamento dei titoli durante gli anni delle elezioni di metà mandato varia notevolmente rispetto a tutti gli altri anni. I mercati non amano l’incertezza: un adagio particolarmente calzante in questo caso. All’inizio dell’anno vi sono meno certezze riguardo all’esito e all’impatto delle elezioni, ma i mercati tendono a riprendere quota nelle settimane immediatamente precedenti le votazioni e continuano a salire alla chiusura dei sondaggi. Finora, il 2022 è stato un altro esempio di anno delle elezioni di metà mandato caratterizzato da rendimenti poco brillanti, anche se l’impatto della politica è stato minimo rispetto a quello dell’inflazione e dell’incremento dei tassi d’interesse. L’andamento dei titoli varia notevolmente durante ogni ciclo elettorale e la tendenza generale dei mercati nel lungo termine è positiva. 3. La volatilità è stata più elevata negli anni delle elezioni di metà mandato. Le elezioni possono mettere a dura prova i nervi. I candidati spesso attirano l’attenzione sui problemi del Paese e le campagne elettorali amplificano sistematicamente i messaggi negativi. Le proposte politiche possono essere poco chiare e spesso riguardano industrie o imprese specifiche. Perciò non dovrebbe sorprendere che la volatilità del mercato sia più elevata negli anni delle elezioni di metà mandato, soprattutto nelle settimane precedenti l’Election Day. Dal 1970, gli anni di metà mandato hanno registrato una deviazione standard mediana dei rendimenti di quasi il 16%, rispetto al 13% di tutti gli altri anni. 4. Dopo le elezioni di metà mandato i rendimenti del mercato statunitense in genere sono stati elevati. Il risvolto positivo per gli investitori è che i mercati hanno avuto la tendenza a rimbalzare fortemente nei mesi successivi, e il rilancio spesso iniziato poco prima delle elezioni non è stato un semplice rally a breve termine. Per l’intero anno successivo al ciclo elettorale i rendimenti sono rimasti tipicamente superiori alla media. Dal 1950, i rendimenti medi a un anno dopo le elezioni di metà mandato sono stati del 15%, più del doppio dei rendimenti di tutti gli altri anni su un periodo analogo. Naturalmente ogni ciclo è diverso e le elezioni sono solo uno dei molti fattori che influenzano i rendimenti del mercato. Nel corso del prossimo anno, ad esempio, gli investitori dovranno soppesare anche le ripercussioni di una potenziale recessione negli Stati Uniti. 5. I titoli statunitensi hanno messo a segno buoni risultati indipendentemente dalla composizione dei palazzi del potere di Washington.Non c’è niente di sbagliato nel volere la vittoria del proprio candidato preferito, ma attribuire troppa importanza ai risultati elettorali potrebbe creare problemi agli investitori. Questo perché, storicamente, le elezioni hanno avuto un impatto limitato sui rendimenti degli investimenti a lungo termine.Le elezioni di metà mandato, e la politica nel suo insieme, creano molta confusione e incertezza. Per quanto ogni tornata elettorale alimenti la volatilità, non bisogna lasciarsi spaventare. La verità è che i rendimenti azionari a lungo termine provengono dal valore delle singole società nel tempo. Per investire in modo intelligente è opportuno guardare oltre i massimi e i minimi a breve termine e mantenere invece il focus sul lungo termine. By http://www.verinieassociati.com/

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TCW – Tassi USA: è questo il Pivot di Powell?

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

A cura di Jamie Patton, Managing Director Fixed Income, TCW. Nel tentativo di riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%, la decisione della Federal Reserve di aumentare nuovamente i tassi di interesse di 75 punti base era stata anticipata dal mercato. Il presidente Powell non vede più la necessità di aumentare i tassi al ritmo che abbiamo visto fino ad ora. Ma questo non indica necessariamente una svolta nella politica. Storicamente il mercato ha chiamato “pivot” un cambiamento nella funzione di reazione o un cambiamento nella politica da restrittiva a neutrale a espansiva. Non abbiamo interpretato nulla di ciò che abbiamo visto e sentito come un cambiamento di politica o di funzione di reazione. Il cambiamento che abbiamo visto riguardava il ritmo degli aumenti dei tassi, ovvero un rallentamento del ritmo dei rialzi, il che è molto diverso da un “pivot dovish”. La Fed ha sottolineato più volte e in molti modi diversi che è ancora impegnata a ridurre l’inflazione e che ha ancora molto lavoro da fare. Storicamente, 75 punti base rappresentano una variazione insolitamente ampia dei tassi. Prima di giugno, la Fed non aveva aumentato i tassi in questo modo dagli anni Novanta. Quindi, rallentare il ritmo dei rialzi dopo quattro rialzi consecutivi di 75 punti base è più una gestione prudente del rischio che un cambiamento di rotta nella lotta all’inflazione.Non è solo il ritmo dei rialzi che conta. È anche il tasso finale, che Powell ha detto sarà “più alto di quanto previsto in precedenza”, una dichiarazione da falco. Inoltre, è importante sapere per quanto tempo la Fed si manterrà al livello terminale e per quanto tempo manterrà i tassi in territorio restrittivo. Su questo fronte non abbiamo ricevuto molte informazioni, probabilmente perché le ipotesi di chiunque sono valide quanto quelle di Powell.Per quanto riguarda la domanda su quando la Fed potrebbe mettere in pausa questo ciclo di rialzi, Powell ha detto in modo molto diretto nella conferenza stampa che è prematuro pensare a una pausa e che siamo molto lontani dalla neutralità. La Fed ha chiaramente una strada da percorrere per arrivare al livello di restrizione che riporti l’inflazione al 2%. Il problema è che nessuno sa dove si trovi esattamente.A dicembre otterremo un nuovo riepilogo delle proiezioni economiche e dei dot aggiornati e maggiori informazioni su ciò che la Fed considera come tassi terminali.La Fed di oggi ha un problema ancora più complicato di quello che avevano gli ex presidenti Burns e Volcker nelle loro rispettive epoche. Non solo deve ridurre l’inflazione minimizzando i danni all’economia e al mercato del lavoro, ma deve anche preoccuparsi della stabilità finanziaria. Finora Powell è stato coerente nel lodare Volcker, nel concentrarsi sull’inflazione e nel tollerare l’impatto che la lotta all’inflazione avrà sull’economia. Ma per quanto complicato sia questo dilemma, al momento il compito della Fed è molto facile. È facile parlare di inflazione quando la disoccupazione è ai minimi da 50 anni. A quel punto vedremo se sarà davvero un sostenitore di Volcker come sembra essere oggi. Il lavoro di Powell e le sue decisioni diventeranno molto più difficili se e quando la disoccupazione aumenterà, ma l’inflazione sarà ancora al di sopra dell’obiettivo del 2%.Alla vigilia della riunione della Fed, il mercato prevedeva un tasso terminale di poco inferiore al 5% con uno o due allentamenti entro la fine del 2023. Dopo la conferenza stampa, il tasso finale è aumentato di 10-15 punti base, attestandosi al 5,1%, ma il mercato prevede ancora uno o due allentamenti per la fine del 2023. Riteniamo che il livello finale dei tassi d’interesse sarà più alto del previsto e, sebbene il ritmo possa essere più lento, la Fed manterrà la rotta e la politica restrittiva finché non vedrà scendere l’inflazione. By http://www.verinieassociati.com/

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High inflation may sap support for Democrats, making policy-making more complicated

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

By Thomas Costerg, Senior US Economist di Pictet Wealth Management. Current polling suggests the Democratic party could lose its House of Representatives majority in Congress in the November mid-term elections. High inflation is a millstone around the neck of Democrats, especially as incomes have not caught up with price increases. A gridlocked Congress could complicate policy responses and delay much-needed support in the case of a hard recession (not our main scenario). The elevated political polarisation in the US could mean more battles around debt-ceiling deadlines and federal budget rollovers if the Republicans re-take the House. The Federal Reserve is likely to keep tightening monetary policy after the midterms as it continues to focus on stubborn core CPI inflation and resilient employment growth. The risk of a policy error is high given the lagged effect of interest-rate increases on GDP growth as well as the evaporation of market liquidity due, in part, to quantitative tightening (QT). Historically, equity markets tend to see a midterm boost after the elections. But this effect fades if one looks in isolation at election periods when the Fed is in rate-hiking mode.

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Da Pictet WM: Flash Note – Midterm USA – Un ritorno allo stallo politico?

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

A cura di Thomas Costerg, Senior US Economist di Pictet Wealth Management. L’alta inflazione potrebbe indebolire il sostegno ai Democratici, rendendo più complicato il processo decisionale I sondaggi attuali suggeriscono che il Partito Democratico potrebbe perdere la maggioranza della Camera dei Rappresentanti al Congresso nelle elezioni di metà mandato di novembre. L’inflazione elevata è un macigno attorno al collo dei Democratici, soprattutto perché i redditi non hanno tenuto il ritmo dell’aumento dei prezzi. Un Congresso bloccato potrebbe complicare le risposte politiche e ritardare il sostegno tanto necessario in caso di una dura recessione (non è il nostro scenario principale). L’elevata polarizzazione politica negli Stati Uniti potrebbe comportare ulteriori battaglie sulle scadenze del tetto del debito e sui rinnovi del bilancio federale qualora i Repubblicani dovessero riconquistare la maggioranza alla Camera. È probabile che la Federal Reserve continui a inasprire la politica monetaria anche dopo le elezioni di metà mandato, concentrandosi su un’inflazione core CPI ostinata e su una crescita occupazionale resistente. Il rischio di un errore nella politica monetaria è elevato, dato l’effetto ritardato degli aumenti dei tassi d’interesse sulla crescita del PIL e l’evaporazione della liquidità del mercato dovuta, in parte, al quantitative tightening (QT). Storicamente, i mercati azionari tendono a registrare una spinta a metà mandato, dopo le elezioni. Ma questo effetto svanisce se si considerano solo i periodi elettorali in cui la Fed è in modalità di rialzo dei tassi.

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Commento PIMCO – POST meeting FED

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

A cura di Tiffany Wilding, North American Economist e Allison Boxer, Economist di PIMCO. Come ampiamente previsto, la Fed ha completato il suo storico 4° rialzo dei tassi da 75 punti base di fila, poiché ulteriori sorprese al rialzo dell’inflazione dalla riunione del FOMC di settembre hanno giustificato un aggiuntivo rapido inasprimento della politica monetaria. Ciò ha portato il tasso dei Fed funds a un intervallo del 3,75-4%, significativamente al di sopra della stima media di lungo periodo della Fed pari al 2,5%, in quanto l’inflazione troppo elevata continua a giustificare una politica monetaria restrittiva.La Fed ha inoltre modificato la forward guidance contenuta nello statement per sottolineare l’entità dell’inasprimento fino ad oggi e il ritardo con cui la politica monetaria influisce sull’economia. Sebbene il linguaggio del comunicato lasciasse aperta la porta a un’ulteriore continuazione dei rialzi dei tassi di 75 pb, abbiamo interpretato i cambiamenti come la preparazione a una pausa nel ciclo di rialzi all’inizio del 2023.Durante la conferenza stampa, il presidente Powell ha anche accennato al fatto che la Fed potrebbe infine raggiungere un tasso terminale più elevato rispetto a quanto previsto a settembre.Nel complesso, la dichiarazione e la conferenza stampa non hanno modificato la nostra opinione secondo cui la Fed si fermerà probabilmente tra il 4,5% e il 5%. Prevediamo separatamente una recessione negli Stati Uniti all’inizio del 2023, che, a nostro avviso, limiterà la propensione della Fed a ulteriori rialzi dei tassi, nonostante un’inflazione ancora elevata. Tuttavia, riteniamo che la Fed non taglierà i tassi fino a quando l’inflazione non inizierà a scendere nel corso dell’anno.

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La Cina dopo il Congresso

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

Nei giorni scorsi si è consumato il grandioso rito liturgico con il quale il Partito Comunista Cinese, ogni cinque anni, celebra e definisce i propri assetti di potere e gli indirizzi di governo. Le autocrazie, i poteri totalitari chiusi al controllo esterno, impermeabili all’azione di sindacato delle opinioni pubbliche emanano un costante senso di oppressione, ma non si può negare esprimano anche un fascino perverso quando si tratta di decifrarne i riti sulfurei nei quali si sforzano di avvolgere e dissimulare l’eterno gioco del potere. Cosi è da sempre per il Congresso del PCC, l’appuntamento politico più atteso in Cina. Oltre duemila delegati confluiscono al centro dell’Impero, a Pechino, e nel tempio rappresentato dalla grande Sala del Popolo disegnano (anzi, i più ascoltano) “le magnifiche sorti e progressive “del Dragone, ma soprattutto inscenano la crudele partita delle purghe e delle promozioni relative al ristrettissimo novero degli slot chiave del sistema politico cinese. Questa volta, poi, l’attesa era carica di significati ulteriori. Da un lato, infatti, il Congresso era chiamato a vivere e a sancire uno dei momenti di più eclatante torsione e contraddizione di un regime che si vuole collettivista: la concessione di un inedito storico terzo mandato da segretario generale al leader Xi Jinping, rielezione che lo trasfigura in una sorta di Imperatore, di certo la guida del paese più potente dai tempi di Mao. Dall’altro lato, le assise di Pechino erano attese quest’anno come una sorta di momento di scongelamento di una Cina, culla del Covid, che appare da inizio pandemia come ibernata tra continui lockdown ed un’economia per la prima volta stagnante. Le risposte sono in fieri, ovvio, ma noi abbiamo cominciato a raccontarvi e proporvi una manciata di ipotetiche risposte. Dalla politica estera, dove tanti si aspettano l’avvio di una vera mediazione sul conflitto ucraino, mentre la prima, insidiosa mossa pare piuttosto quella dell’allargamento del gruppo dei BRICS e della sua trasformazione in una sorte di potente OPEC delle materie prime, a guida ovviamente cinese, al rebus dell’economia, intrecciato a doppio filo con la politica del “Covid zero”. Cosa si cela dietro la sempre più marcata avarizia cinese nel fornire dati sulla propria economia? Un forte rallentamento, certo, al quale, però, il Congresso fornisce a posteriori spiegazione e copertura ideologica: la prima priorità di una Cina sempre più arroccata e chiusa non è più la crescita, ma la sicurezza nazionale.Ma cosa accadrà all’economia globale quando, immolando sull’altare della necessaria ripartenza dell’economia uno Speranza con gli occhi a mandorla, i lockdown verranno rimossi? Ancora: la centralità assegnata alla sicurezza quali riflessi avrà sulla doppia sfida con gli USA, quella tecnologica (semiconduttori su tutto) e quella militare (Taiwan)? Se vi interessa un abbozzo di risposte (alcune anche inquietanti) a questo affascinante groviglio di interrogativi, vi aspettiamo come sempre su tutte le piattaforme di podcast e, per l’occasione, vi proponiamo anche un po’ di bibliografia. Per altre domande e altre risposte sul pianeta Cina. (abstract) Fonte: Economia per Tutti by PianoInclinato Italia, Europa Pianeta Terra.

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«Myetzko» di Sergio Toppi: gli orrori della guerra, tra reale e fantastico

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

Di fronte alla brutalità dei conflitti bellici, la ragione è impotente. “Myetzko”, “Saint-Acheul ’17” e “Come un orso inferocito” raccontano, così, gli eventi drammatici della Grande Guerra calandoli in una dimensione surreale. Tre storie che affrontano in ottiche diverse i tragici scenari di inizio Novecento. Dalle tavole dinamiche dal tratto graffiante e le strutture inusuali, emerge una polemica antimilitarista che pone l’accento sul potere salvifico della cultura. La realtà si fonde con elementi magici e fantastici, in un’opera in cui si registrano le caratteristiche peculiari del Sergio Toppi narratore e disegnatore.Pubblicati originariamente a distanza di anni l’uno dall’altro (“Saint-Acheul ’17” nel 1975 su «Linus»; “Myetzko” nel 1994 su «Comic Art» n. 40; “Come un orso inferocito” nel 2004 su «Le avventure possibili», Edizioni Città di Mariano Comense), i tre racconti contenuti in questa piccola antologia hanno come comune denominatore le vicende della Prima guerra mondiale. Una raccolta che riprova il grande talento artistico dell’autore, considerato tra i più grandi maestri di fumetto di sempre: dalla narrazione alle scelte grafiche, dalle intuizioni della sceneggiatura fino al montaggio libero delle tavole. Con la storia “Myetzko”, Toppi vinse anche il “Premio Signor Bonaventura” nel 1994. «Myetzko», il volume che raccoglie le tre storie, è uscito in libreria il 28 ottobre per Edizioni NPE.

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Willem Frederik HERMANS: La camera oscura di Damocle

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

TRADUZIONE DI: Claudia Di Palermo PAGINE: 448 PREZZO DI COPERTINA: € 19,50 Fazi Editore Considerato un capolavoro della narrativa olandese del Novecento, La camera oscura di Damocle è un thriller potente, che si nutre del baratro esistenziale e morale in cui è gettato un paese in guerra. Viso sproporzionato e glabro, vocetta acuta, statura appena troppo bassa per l’arruolamento nell’esercito, poca istruzione, la madre folle a carico che qualche anno prima gli ha ammazzato il padre e una tabaccheria che, in una cittadina di provincia, gestisce insieme alla moglie-cugina di sette anni più grande di lui: questo è il ritratto del giovane Osewoudt quando, nel maggio 1940, i nazisti occupano l’Olanda. A sconvolgere la sua grigia esistenza è l’arrivo nel negozio del misterioso Dorbeck, un ufficiale olandese uguale a lui «come il negativo di una foto è uguale al positivo», o come «un budino riuscito bene» somiglia a «un budino malriuscito». Incaricando Osewoudt di sviluppare un rullino fotografico, Dorbeck lo ingaggia di fatto nella resistenza e da questo momento in poi, a più riprese, compare e scompare nel nulla lasciandogli missioni importanti e drammatiche. Osewoudt, accompagnato dalla sua Leica, ubbidisce con una caparbietà pari all’incomprensione delle proprie azioni sanguinarie. È l’inizio di un vortice di travestimenti e cambi d’identità che confonde amici e nemici, traditori e traditi, buoni e cattivi, fino al caos morale dell’immediato dopoguerra, quando si cercherà di far tornare conti che non tornano. Capolavoro di uno dei massimi scrittori olandesi, La camera oscura di Damocle (1958) è un romanzo sulla condizione umana in forma di grande thriller, in cui il realismo minuzioso, che fino all’ultimo si ostina a proporre topografie precise e descrizioni accurate dei gesti, sembra spogliarsi man mano della sua pretesa di oggettività per farsi ambiguo e vano come una fotografia tutta nera.

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“La tua assenza è tenebra” di Jón Kalman Stefánsson

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

Traduzione di Silvia Cosimini PP. 608 NAZIONE: Islanda Fazi Editore COLLANA: Gli Iperborei PREZZO DI COPERTINA: € 21,50. Islanda, Fiordi occidentali, un uomo si ritrova nella chiesetta di un villaggio sperduto senza sapere come ci è arrivato né perché. Una lapide nel piccolo cimitero lo colpisce: «La tua assenza è tenebra.» È la figlia della defunta ad accompagnarlo nell’unico albergo della zona, dove tutti sembrano conoscerlo e Sóley, la proprietaria, lo accoglie come un amore ritrovato, mentre lui non ricorda neppure il proprio nome. Sa solo che quando scrive sente di uscire dalla gabbia del tempo, e così dalla sua penna riaffiora impetuosa una saga che spazia tra gli ultimi due secoli e da un capo all’altro dell’isola, raccontando di donne e uomini inquieti e accomunati da un’intensità del sentire che non può ridursi entro i confini angusti della quotidianità: dal reverendo Pétur, sposato ma invaghito segretamente di una sconosciuta, che scrive lettere al poeta Hölderlin, a Guðríður, contadina colta di fine Ottocento che intreccia il suo destino alla nascita del femminismo islandese; da Ási, la cui vita è ostaggio di un’insaziabile sete di sesso, a Eiríkur, che cerca di colmare con la musica il vuoto dell’abbandono subito nell’infanzia. Errori, debolezze, scelte impossibili e rinunce si avvicendano in una maldestra ricerca della felicità, riverberandosi nelle note che come una colonna sonora accompagnano ogni pagina, da Elvis a Nick Cave, da Nina Simone a Bach. Mentre il narratore che ricorda e racconta ci trasporta in una zona di confine tra vita, memoria e poesia che riesce a sfidare le leggi del tempo: «Scrivi. E non dimenticheremo. Scrivi. E non saremo dimenticati. Scrivi. Perché la morte è solo un altro nome per l’oblio.»

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Lily King: Cinque martedì d’inverno

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

Titolo originale:Five Tuesdays in Winter Collana:Le strade Pagine:214 Prezzo cartaceo:€ 18 Prezzo eBook:€ 9.99 Fazi Editore. Traduzione di Mariagrazia Gini Illustrazioni di Calla King-Clements. Una ragazza di quattordici anni scopre cosa vuol dire sentirsi attratta da un uomo, ma l’uomo è quello sbagliato; un libraio scontroso, dopo aver vissuto molto tempo in solitudine, affronta l’imbarazzo dell’avvicinarsi a una donna e ritrova l’amore grazie all’aiuto della figlia adolescente; un ragazzino sensibile tocca con mano la libertà quando per la prima volta trascorre una vacanza senza i genitori; due vecchi compagni di stanza al college, che non si parlano più in seguito al coming out di uno di loro, si rivedono dopo anni, ma troppe cose sono cambiate. Quelli dipinti in queste pagine sono rapporti tenuti insieme da fili sottili che però si rivelano indistruttibili, incontri dall’esito sempre imprevedibile, dove vengono sostenute conversazioni difficili, smascherate grandi insicurezze – soprattutto maschili –, compiuti sconvolgenti atti di violenza da vecchi e nuovi amici. In Cinque martedì d’inverno, una serie di splendide storie raccontate dalle voci intime di personaggi complessi, Lily King esplora con eleganza il desiderio, la perdita e l’inesorabile spinta verso l’amore. Romantica, piena di speranza, brutalmente onesta e capace di costruire interi mondi in pochi tocchi, l’autrice si conferma una delle più grandi narratrici del nostro tempo.

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Francesca Vignali Albergotti: Nonostante tutto

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

Collana: Le strade Fazi Editore. Prezzo cartaceo:€ 16,50 Prezzo eBook:€ 6.99Data pubblicazione:24-09-2015 Dodici personaggi per dodici storie: una più appassionante dell’altra, una più cruda dell’altra. Così si apre questo potente romanzo d’esordio in cui, come in un girotondo, Susy (intrepida ragazza di una certa età) è la moglie di Carlo (un playboy disarmato), che è padre di Leonardo (un uomo che sembra triste, e infatti lo è), che è in cura da Paola (un’abile psicologa, purtroppo innamorata di lui), madre di Camilla (la ragazzina alla quale non manca niente) e di Gianmaria (la promessa del calcio) nonché moglie di Edoardo (un ingegnere che funziona) che, a sua volta, ha un’amante, Rebecca (la donna sola), ex fidanzata di Andrea (un uomo pentito), convivente di Irina (una gran bella ragazza), ex amica di Peppe (un uomo ricco che suda tanto), sposato da anni con Gloria (la brava moglie). Un libro vero e amaro che, con occhio lucido e senza pregiudizi, descrive vite apparentemente slegate ma in realtà vicine. Dalle vicende dei protagonisti, il cui ritratto è sempre completato e a volte addirittura ribaltato da quello successivo, a sottolineare l’incomunicabilità e la solitudine del tempo presente, emerge una visione cupa e quasi cinica della vita, anche se a venir fuori, alla fine, è l’idea che “nonostante tutto” ci possa ancora essere speranza e addirittura amore. Nella seconda parte, che corre verso un’imprevista risoluzione, il finale tragico avvicinerà i personaggi di questo romanzo bruciante attraverso una scrittura calda, emozionante, che finirà per capovolgere lo stile volutamente secco, freddo e un po’ asettico dei racconti iniziali, proprio a dimostrare che, non appena si liberano le emozioni, la visione delle cose, a volte, cambia completamente.

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Aldo Simeone: Per chi è la notte

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

Collana: Le strade Fazi Editore. Pagine:284 Prezzo cartaceo:€ 16 Prezzo eBook:€ 7.99. Mentre la seconda guerra mondiale si avvia verso la fase più cruenta, tra i monti della Garfagnana c’è un paese che sembra rimasto escluso dalla Storia e in cui la vita è scandita da antiche leggende. Per gli abitanti di Bosconero è più forte il divieto di entrare nel bosco del timore della guerra e delle terribili notizie che arrivano dal fronte. In paese si racconta che tra gli alberi si nascondano inquietanti creature: gli streghi, spiriti che, dopo il tramonto, si aggirano con un cero in mano, il loro indice che arde e non si consuma, in un’infinita processione. Chi sono? Qual è la risposta alla loro oscura domanda: «Per chi è la notte?». Francesco, di undici anni, vive con la madre, malinconica e distaccata, e con la nonna che nutre le sue fantasie con i racconti popolari. Il ragazzino non ha amici e vive isolato perché, secondo le dicerie paesane, è figlio di un disertore. Ma quel marchio infame non è la sua unica vergogna. Ancora più inconfessabile è il richiamo del bosco, nonostante la paura di ciò che in esso si annida. All’arrivo dei nazisti, e dopo l’apparizione di strane luci nel fitto degli alberi, sarà Tommaso, un ragazzino dagli occhi verdi e dai capelli rossi, giunto misteriosamente da solo in fuga dalla città, a convincere Francesco a violare quell’estremo confine, oltre il quale bisogna scegliere da che parte stare. Un esordio nitido e visionario che guarda al dramma della Storia con gli occhi candidi e coraggiosi di un bambino. Un romanzo di formazione dallo stile evocativo, suggestivo come il paesaggio magico e incantato dei monti della Garfagnana. Un racconto, tenero e straziante, sulla fine dell’infanzia.

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Daniel Albizzati: Le avventure di Mercuzio

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

Collana:Le Meraviglie Fazi Editore. Pagine:254 Prezzo cartaceo:€ 16 Prezzo eBook:€ 7.99 Mercuzio abita nel centro di Roma, in una mansarda non lontano da Campo de’ Fiori; non possiede computer né televisione, cita a memoria Stendhal, Shakespeare e i maggiori filosofi dell’Età dei Lumi, e sogna l’amore puro ed eterno cantato nei poemi cavallereschi. Rientrerebbe tutto nella normalità, se il giovane vivesse nell’Ottocento. Ma il protagonista di questa storia è un nostro contemporaneo, chiuso in un volontario isolamento, con la sola compagnia di libri e preziosi oggetti antichi. Quando, mosso da uno slancio improvviso verso il mondo esterno, si decide a uscire di casa, si ritrova nel vortice della vita notturna di oggi, alle prese con i costumi moderni, i social network, la parlata giovanile che gli risulta incomprensibile, abituato com’è all’eloquio forbito degli scrittori amati. In suo aiuto accorrerà il provvidenziale Virgilio, un pizzaiolo dongiovanni che lo aiuterà a districarsi tra le insidie del presente, tra aperitivi e lezioni di tecnologia, fino alla sfida più complicata di tutte: conquistare il cuore della bella Beatrice. Ma chi è in realtà Mercuzio? E perché Virgilio si dedica a questa sua insolita “rieducazione contemporanea”? Cosa spingerà Beatrice, la ragazza più desiderata di Roma, a cedere alle attenzioni di questo strano corteggiatore? Un esordio capace di far sorridere e al tempo stesso meditare sui paradossi della contemporaneità; un ironico romanzo di formazione che mescola riferimenti letterari classici e parodia del nostro tempo; una storia insolita e sagace che diventa un invito scanzonato a riflettere sul nostro passato e sul nostro presente.

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Sana Krasikov: I Patrioti

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

Traduzione di Velia Februari / Le strade / pp. 800 ca. / Euro 20,00 / Fazi Editore. Lo stupefacente romanzo d’esordio di un’autrice ucraina: la storia di una giovane madre e di suo figlio sullo sfondo dell’eterna contrapposizione tra Russia e America. Epico nell’andamento e intimo nei dettagli, I patrioti è un avvincente ritratto della relazione controversa tra i due paesi e insieme una potente narrazione che intreccia le vicende di tre generazioni, strette tra le forze della Storia e le conseguenze delle scelte passate. «I patrioti è un capolavoro. Il dottor Živago del nostro tempo».Yann Martel, vincitore del Booker Prize con Vita di Pi Quando la Grande depressione colpisce, la giovane e idealista Florence Fein lascia New York per trasferirsi a Mosca, inseguendo la promessa di un amore e il sogno dell’indipendenza. Ma una volta in URSS, le speranze svaniscono una dopo l’altra, e si ritrova rapidamente intrappolata in un paese da cui non può scappare, dove si troverà faccia a faccia con la brutalità del regime sovietico. Molti anni dopo, il figlio di Florence, Julian, emigra di nuovo negli Stati Uniti, anche se il suo lavoro nell’industria petrolifera lo porta spesso a Mosca. Quando viene a sapere che il fascicolo del KGB su sua madre è stato aperto, organizza un viaggio d’affari per scoprire la verità su di lei e per convincere suo figlio, Lenny, che cerca di fare fortuna nella spietata Russia di Putin, a tornare a casa. Ciò che Julian scopre è agghiacciante: la storia non raccontata di una generazione di americani abbandonati dal loro paese e la storia segreta di due nazioni rivali che colludono sotto la copertura dell’inimicizia.

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Daniel Albizzati: Il naufragio

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

Collana:Le strade Prezzo cartaceo:€ 17. Fazi Editore. In mezzo all’oceano Atlantico c’è una piccola isola dove confluiscono tutte le correnti trasportando i rifiuti e la plastica che galleggiano sull’acqua. In questo luogo fuori dalle mappe è naufragato Vadim, un ragazzo della periferia romana in fuga dai propri guai, che è sopravvissuto a una pericolosa tempesta aggrappandosi a un container caduto dalla nave su cui viaggiava. Sempre con la speranza di avvistare i soccorsi all’orizzonte, Vadim riempie il suo tempo, tolto quello legato ai problemi di mera sopravvivenza, scrivendo un diario delle sue giornate e riordinando la spazzatura che sommerge l’isola. Purtroppo, nel container approdato insieme a lui di utile non c’è nulla: è pieno di libri e basta. La solitudine si protrae per giorni, settimane, e i rimorsi e i sensi di colpa del passato tormentano Vadim in maniera insopportabile. Ormai la lotta più dura non è quella per restare in vita, ma quella per continuare a esistere con i rimproveri di una coscienza sempre più invadente e l’affievolirsi della speranza di essere tratto in salvo. A Vadim non resta che fuggire con la mente nei romanzi che pesca dal container, dove troverà con grande sorpresa personaggi che hanno molto in comune con lui e anche molto da insegnargli. Dalla periferia romana a un’isola di rifiuti, l’ingenuo e scapestrato Vadim riuscirà a fare pace con se stesso in un viaggio interiore che lo trasformerà per sempre e che rappresenta una riflessione profonda sulle sfide più urgenti della nostra società, dal problema dell’inquinamento alla disillusione delle generazioni più giovani. Una prova narrativa originale che dimostra la volontà dell’autore di confrontarsi con i temi di questo tempo sperimentando attraverso la scrittura una soluzione, almeno filosofica, a una deriva di proporzioni globali.

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Scholastique Mukasonga: Sister Deborah

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

Collection Blanche, Gallimard. Les années 1930 voient, dans toute l’Afrique de l’Est, un vaste mouvement de conversion au christianisme. Une vague de réveils évangéliques parcourt l’Ouganda et le Kenya. Au Rwanda, les pères blancs célèbrent la « tornade du Saint-Esprit ». Des Afro-Américains y fondent une mission évangélique. Le révérend Marcus prêche la venue imminente d’un sauveur noir. Mais Sister Deborah, prophétesse et thaumaturge, proclame que le Messie sera une Femme noire : « Mille ans de bonheur pour les femmes après des milliers d’années de malheur ! » Les femmes entrent en grève, les troubles se répandent, vite réprimés par les troupes coloniales. Sister Deborah disparaît, des légendes naissent, on la croit morte et réincarnée. Ikirezi, une enfant malingre qu’elle a autrefois guérie, devenue miss Jewels, une brillante universitaire, part sur ses traces. 160 pages, 140 x 205 mm

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Sylvain Tesson: Blanc

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

Collection Blanche, Gallimard. Avec mon ami le guide de haute montagne Daniel du Lac, je suis parti de Menton au bord de la Méditerranée pour traverser les Alpes à ski, jusqu’à Trieste, en passant par l’Italie, la Suisse, l’Autriche et la Slovénie. De 2018 à 2021, à la fin de l’hiver, nous nous élevions dans la neige. Le ciel était vierge, le monde sans contours, seul l’effort décomptait les jours. Je croyais m’aventurer dans la beauté, je me diluais dans une substance. Dans le Blanc tout s’annule — espoirs et regrets. Pourquoi ai-je tant aimé errer dans la pureté ? 240 pages, 1 ill., 140 x 205 mm

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Le mage du Kremlin

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

Collection Blanche, Gallimard On l’appelait le « mage du Kremlin ». L’énigmatique Vadim Baranov fut metteur en scène puis producteur d’émissions de télé-réalité avant de devenir l’éminence grise de Poutine, dit le Tsar. Après sa démission du poste de conseiller politique, les légendes sur son compte se multiplient, sans que nul puisse démêler le faux du vrai. Jusqu’à ce que, une nuit, il confie son histoire au narrateur de ce livre…Ce récit nous plonge au cœur du pouvoir russe, où courtisans et oligarques se livrent une guerre de tous les instants. Et où Vadim, devenu le principal spin doctor du régime, transforme un pays entier en un théâtre politique, où il n’est d’autre réalité que l’accomplissement des souhaits du Tsar. Mais Vadim n’est pas un ambitieux comme les autres : entraîné dans les arcanes de plus en plus sombres du système qu’il a contribué à construire, ce poète égaré parmi les loups fera tout pour s’en sortir. 288 pages, 140 x 205 mm

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Linfoma primitivo della tiroide

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

Il linfoma primitivo della tiroide (PTL = primary thyroid lymphoma) è un tumore maligno raro, che rappresenta circa l’1-5% di tutti i tumori tiroidei (Stein SA, Wartofsky L. J Clin Endocrinol Metab 2013). «Predilige il sesso femminile e viene diagnosticato principalmente nella popolazione anziana (età media 60 anni). Insorge prevalentemente in pazienti affetti da tiroidite di Hashimoto (TH), anche se solo nello 0.5% dei casi di TH è presente un linfoma tiroideo» ricorda Marco Capezzone, UOSD Endocrinologia, Ospedale Misericordia di Grosseto, USL Toscana sud-est Grosseto. «Aneddoticamente sono stati riportati anche casi di PTL insorti in pazienti affetti da morbo di Basedow (MB)» (Doi Y, et al. Thyroid 2004). L’aspetto interessante di questo lavoro – commenta Capezzone – è aver analizzato in un’ampia casistica di pazienti la relazione fra il PTL e le varie forme di autoimmunità tiroidea, in particolare l’aver riportato in maniera dettagliata le caratteristiche cliniche dei pazienti affetti da PTL e MB, che finora erano stati descritti solo in maniera aneddotica data la rarità di tale associazione. I limiti dello studio sono rappresentati dal fatto che la casistica è costituita solo da pazienti di origine asiatica e quindi non generalizzabile in altre etnie; inoltre, non è stata eseguita una valutazione genetica, come l’analisi dell’antigene leucocitario umano. (Fonte Doctor33)

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Paracetamolo: il ruolo nel trattamento dei primi sintomi da COVID-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

L’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS), le agenzie regolatorie e le società scientifiche più autorevoli raccomandano l’uso di paracetamolo e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per la gestione di febbre e dolore muscolo-scheletrico da COVID-19. Per chiarire il ruolo di paracetamolo nella cura domiciliare del COVID-19, la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), in collaborazione con il Dipartimento di Biotecnologie Biomediche e Medicina Traslazionale di Milano, ha condotto uno studio di coorte che ha avuto l’obiettivo non solo di valutare l’andamento prescrittivo di paracetamolo per COVID-19 rispetto ad altre sindromi respiratorie, ma anche di evidenziare l’eventuale correlazione tra uso di paracetamolo e presunto rischio di ospedalizzazione o decesso per COVID-19. Gli Autori sono ricorsi a un database Health Search, che ha selezionato 747 medici di base, per un totale di quasi 1,2 milioni di pazienti, distribuiti in modo omogeneo sul territorio nazionale. Complessivamente, sono stati identificati 46.522 possibili casi di COVID-19 e 32.797 pazienti con sindromi respiratorie nel 2020 e nel 2019, rispettivamente. I risultati non hanno mostrato alcun aumento delle prescrizioni di paracetamolo per la cura dei sintomi da COVID-19 che, invece, sono risultate inferiori rispetto a quelle effettuate in epoca pre-pandemica per il trattamento di altre sindromi respiratorie simili (33,4 ogni 1000 e 78,3 ogni 1000, rispettivamente).Successivamente, in un’analisi caso-controllo, gli Autori hanno osservato gli effetti dell’uso di paracetamolo in una coorte di pazienti con COVID-19, fino al momento di una eventuale ospedalizzazione o decesso, ed escludendo i soggetti con una osservazione inferiore al tempo necessario per un effetto biologico di paracetamolo (15 giorni). L’uso di paracetamolo nelle fasi precoce o intermedia di COVID-19, rispettivamente entro 3 o 7 giorni dalla diagnosi, non ha aumentato il rischio di ospedalizzazione o decesso legato alla malattia rispetto ai soggetti che non hanno assunto paracetamolo. I pazienti con COVID-19 che hanno assunto paracetamolo in fase tardiva di malattia (oltre 7 giorni dalla diagnosi), al contrario, hanno mostrato un rischio significativamente alto di ospedalizzazione. Tuttavia, ad una percentuale significativa di questi pazienti la prescrizione di paracetamolo per il peggioramento dei sintomi era stata fatta poco prima del ricovero ospedaliero associando, quindi, erroneamente l’esito negativo all’azione del farmaco. (Fonte Doctor33)

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