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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Archive for 9 novembre 2022

Another World: Arte in città per immaginare il futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

Roma giovedì 10 novembre 2022 ore 11.30 presso il TSMREE – Servizio Tutela Salute Mentale e Riabilitazione Età Evolutiva della ASL Roma 1 Roma, Via Dina Galli 8. In Fabula Salus è il nome del progetto dedicato alle Favole di Esopo di cui sarà protagonista l’artista romano di fama internazionale Lucamaleonte. L’evento si svolge nell’ambito di “Another World. Arte in città per immaginare il futuro – Un progetto di rigenerazione urbana nel quartiere Vigne Nuove a Roma” in corso dal 2020, organizzato dall’’Associazione Eco dell’Arte, curato da Elena Paloscia, realizzato con il TSMREE III – Servizio Tutela Salute Mentale e Riabilitazione Età Evolutiva della ASL Roma 1, con il patrocino del Terzo Municipio in collaborazione con Ater. In questa primo appuntamento l’artista dipingerà La lepre e la tartaruga una celeberrima favola di Esopo sul muro semicircolare della caldaia nell’area adiacente all’ingresso del TSMREE, spazio di particolare fascino architettonico che si presta per la sua forma anche a diventare una straordinaria quinta scenica. L’intervento è stato concepito in continuità con il concept del progetto Another World: attraverso la narrazione per immagini, Lucamaleonte rappresenterà tre favole antiche di Esopo, dal significato sempre attuale e che possano essere d’ispirazione, oltre che per i giovani utenti del TSMREE, anche per tutta la cittadinanza, per gli abitanti del quartiere e dei palazzi che si affacciano sull’area. La lepre e la tartaruga, La volpe con la pancia piena e Il pavone e la gru sono ancora oggi infatti, di grande efficacia nel suggerirci come trovare una “via d’uscita”. Da qui il titolo In Fabula Salus, non più precetti morali ma un percorso di cura in senso più ampio: la possibilità attraverso la favola dipinta di immaginare secondo schemi differenti e creativi vie non tracciate che ci consentano di affrancarci dal pregiudizio altrui e di superare quei limiti che talvolta poniamo a noi stessi. Ispirandosi liberamente al racconto di Esopo, Lucamaleonte, ha scelto di rappresentare la lepre addormentata ponendo l’accento su una favola tra le cui righe si colgono i risvolti sociali e l’inerzia di coloro che non sono abituati a perseguire con impegno un obiettivo perché hanno già tutto e sottovalutano, o addirittura ignorano, il resto del mondo intorno.

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Teatro: Tournée nazionale dello spettacolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

Napoli. Giovedì 10 novembre 2022, alle ore 21.00 (in replica fino a domenica 20 Inizio spettacoli ore 21.00 (da giovedì a sabato), ore 18.00 (domenica) sul palcoscenico del Teatro Cilea prenderà il via la tournée nazionale dello spettacolo A Tu per Tre 2.0, che Maurizio Casagrande porterà in scena. Lo spettacolo sarà in scena, dopo la tappa partenopea, a Roma (Teatro Ghione), Salerno (Teatro Augusteo), Torino (Teatro Gioiello), Milano (Teatro Martinitt), Cosenza (Teatro Garden di Rende). Presentato da Italia Concerti in collaborazione con I Due della Città del Sole, l’allestimento, suddiviso in tre “momenti” veloci e leggeri che si amalgamano in una struttura omogenea, vedono Casagrande esibirsi come attore e cantante, mettendo in luce il talento che l’ha reso così caro al pubblico italiano.Ad affiancare in scena Casagrande saranno la cantante Ania Cecilia e la pianista Claudia Vietri. Due donne e un uomo in un “triangolo” pericoloso, che porterà alla nascita di un’alleanza tutta femminile, ponendo, così, il protagonista in netta minoranza.Semplice, confidenziale e di grande ilarità, A Tu per Tre 2.0 è uno spettacolo che consente al pubblico di ritrovarsi immerso in un’atmosfera calda e piacevole, mai banale o approssimativa, e di interagire, spesso, con Casagrande, con la sensazione di sbirciare nella sua vita privata e di entrare in contatto con i momenti salienti della sua carriera.Tutto avviene in un’apparente improvvisazione, che, nello svolgersi della serata, svela il raffinato disegno generale.A Tu per Tre 2.0 è un triangolo che nemmeno Maurizio Casagrande avrebbe mai considerato senza l’irrompere della pandemia nelle nostre vite. L’eclettico attore, autore e regista partenopeo ha realizzato un semplice ma, nel contempo, profondo ménage à trois artistico con le due artiste in scena con lui.Una conversazione amichevole, cordiale, quasi privata che Casagrande ha costruito affidandosi alla memoria descrittiva degli innumerevoli episodi che hanno caratterizzato la sua lunga e brillante carriera artistica. Info e prenotazioni 0817141801, 0817141508

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PGIM Fixed Income: Crisi energetica, aspettando la COP27

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

A cura di John Ploeg, Co-Head of ESG Research di PGIM Fixed Income. Sebbene l’invasione russa dell’Ucraina sia la causa principale della crisi energetica europea, la siccità estiva ha peggiorato la situazione: la Francia ha spento le centrali nucleari per mancanza di acqua di raffreddamento, i bassi livelli delle acque del Reno e del Danubio hanno influito sul trasporto dei combustibili e l’esaurimento dei bacini idroelettrici ha ridotto le esportazioni di elettricità.In questo momento, stiamo già assistendo a un aumento dell’uso del carbone in Europa, per cui molte utility vedranno probabilmente aumentare le proprie emissioni nel 2022 rispetto al 2021, e queste emissioni potrebbero rimanere elevate per un certo periodo di tempo, a seconda di come si evolverà la situazione. Inoltre, la corsa all’acquisto di gas naturale liquefatto da parte dell’Europa ha spinto molti Paesi emergenti a ritornare al carbone e al petrolio. Per i Paesi emergenti con capacità di spesa particolarmente limitata, l’aumento dei prezzi del carburante ha anche creato incentivi per l’acquisto di carburante russo a prezzi scontati.Oltre all’aspetto ambientale, la crisi pone in rilievo la sicurezza energetica offerta dalle energie rinnovabili, come sottolineato dalle iniziative politiche in Europa (REPower EU) e negli Stati Uniti (Inflation Reduction Act – IRA).Sebbene i quattro pilastri del piano dell’UE siano ambiziosi, la situazione energetica del continente, la conseguente recessione economica e l’impegno verso le energie rinnovabili rafforzano la credibilità del programma a lungo termine. Detto ciò, dovranno essere superati diversi problemi legati alla catena di approvvigionamento e alla capacità infrastrutturale. L’IRA statunitense adotta un approccio “all of the above”, puntando sulla diffusione delle rinnovabili e su incentivi significativi per il nucleare, la cattura del carbonio e l’idrogeno. In un classico do ut des, questa legge include anche disposizioni che condizionano i contratti di locazione federali per le energie rinnovabili all’offerta da parte del governo di nuovi contratti di locazione per progetti relativi ai combustibili fossili. La combinazione dell’inflazione dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari sta creando notevoli disagi e difficoltà finanziarie in molti Paesi emergenti; uno studio recente indica che il numero di persone che soffrono di fame acuta è raddoppiato, raggiungendo i 345 milioni dallo scoppio della pandemia da Covid.A poco più di un decennio dall’ultima crisi alimentare, è fondamentale considerare che l’attuale sistema alimentare non è più adeguato: esso può migliorare se una serie di variabili si rivelano favorevoli, ma al momento, il sistema è tutt’altro che resiliente.Queste saranno alcune delle questioni sollevate nel corso della COP27 che si terrà questo mese in Egitto. Si prevede che la conferenza si concentrerà sul tema del “Loss & Damage”, ovvero la richiesta da parte dei Paesi in via di sviluppo a basse emissioni di un risarcimento da parte delle economie avanzate a più alte emissioni per i danni causati dal cambiamento climatico. La maggior parte delle economie avanzate – ad eccezione della Danimarca – sembra riluttante ad affrontare questo punto, che potrebbe bloccare i progressi su altre iniziative cruciali, come i negoziati sul clima.

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Robeco: Azionario, 3 tendenze nascenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

A cura di Peter van der Welle, Strategist Multi Asset di Robeco. Da metà giugno il rally in controtendenza dei mercati azionari ha portato un po’ di sollievo a seguito di una prima metà del 2022 alquanto turbolenta, che ha visto i mercati azionari andare in territorio ribassista. L’attuale mercato ribassista ha creato punti di ingresso e opportunità più interessanti. Il percorso dell’inflazione rimane fondamentale per i mercati azionari, poiché spesso si sono osservate significative inversioni di tendenza in corrispondenza dei picchi dell’inflazione, soprattutto in occasione di episodi di alta inflazione come quelli degli anni Settanta e dei primi anni Ottanta. Ad esempio, l’S&P 500 ha toccato il minimo nel giugno 1970 dopo il picco dell’inflazione nel febbraio 1970; nel dicembre 1974 dopo il picco del novembre 1974 e nell’aprile 1980 in coincidenza con il picco dello stesso mese. I segnali di un picco dell’inflazione nella seconda metà del 2022 stanno aumentando con l’allentamento dei vincoli dell’offerta, mentre l’impulso inflazionistico dei prezzi delle materie prime, dell’agricoltura e dei beni primari si sta affievolendo. In prospettiva, ci sono tre tendenze secolari nascenti che esercitano una pressione al ribasso sui multipli, indipendentemente dalla fase del ciclo in cui ci si trova. In primo luogo, non avevamo previsto che la Fed fosse così in ritardo rispetto alla curva, come testimonia il maggiore aumento dei rendimenti delle obbligazioni dei mercati sviluppati degli ultimi 40 anni. Poiché l’inflazione e, di riflesso, i tassi d’interesse nominali si sono spostati verso un livello più alto, rimanendo al di sopra del 3% nel 2023, nel nostro scenario di base rispetto all’anno scorso, il conseguente aumento del tasso di sconto nominale giustifica un rapporto prezzo-utili terminale più basso. La distribuzione storica delle valutazioni azionarie mostra inoltre che i livelli di valutazione dell’S&P 500 sono tipicamente più bassi nei regimi di inflazione più elevata.In secondo luogo, c’è un’altra argomentazione secolare che suggerisce che gli investitori potrebbero chiedere di pagare meno per i flussi di cassa futuri, proprio perché questi flussi di cassa potrebbero diventare più volatili. Come sottolineano Ang (2014) e Bansal e Yaron (2004), la volatilità dei consumi è un fattore di rischio importante per la determinazione dei prezzi azionari.La volatilità dei consumi nell’arco di cinque anni è aumentata nelle economie sviluppate da meno dell’1% al 6% dall’inizio della pandemia e non mostra segni di attenuazione. Nel nostro scenario di base, invece, entriamo in un regime di elevata volatilità dei consumi, poiché osserviamo uno spostamento delle preferenze di consumo (dai servizi ai beni) e una maggiore frequenza di shock che incidono sulla crescita dei consumi. L’incertezza che ne deriva sui flussi di cassa futuri impone agli investitori di richiedere premi di rischio ex ante più elevati per l’allocazione alle azioni.In terzo luogo, le condizioni finanziarie sono fondamentali per valutare la direzione dei multipli azionari. Il grande cambiamento di regime che i titoli azionari devono affrontare oggi è la transizione da un regime di QE (Quantitative Easing) a un regime di QT (Quantitative Tightening). L’impatto sulla liquidità del QT potrebbe essere doppio rispetto a quello del QE, come si evince dalla fase di QT del 2017-2019, secondo questo studio. Nel nostro scenario di base, la Fed avrà ridotto il bilancio del 20% entro la fine del 2024, con una contrazione pari a 95 miliardi di dollari al mese a partire da settembre 2022. Nella nostra ipotesi rialzista, i recenti shock energetici, climatici e geopolitici hanno un risvolto positivo per il lato dell’offerta dell’economia. Essi determinano una riduzione del costo unitario del lavoro e un aumento della produttività, sostenendo una redditività aziendale superiore al trend, anche sulla scia di una lieve recessione entro il 2023. Con la capacità e la volontà di spesa dei consumatori che tornano a superare i livelli tendenziali entro il 2024 senza esercitare una forte spinta inflazionistica grazie a un’offerta economica più elastica, la volatilità dei mercati azionari rimane contenuta. A causa dei livelli più bassi di avversione al rischio rispetto allo scenario di base, i rendimenti dei dividendi sono più bassi, poiché l’intensità degli investimenti è maggiore e i pay-out ratio calano. Inoltre, anche i rendimenti degli utili sono più bassi, poiché il grado di compressione dei multipli è ridotto. Per un investitore in euro prevediamo un rendimento del 9,25% per le azioni dei mercati sviluppati. I settori con un beta elevato, come le azioni dei mercati emergenti, sovraperformano. Nella nostra ipotesi ribassista, le banche centrali non riescono a eliminare la causa dell’inflazione tagliando i tassi in modo troppo aggressivo durante la recessione successiva. I mercati riconoscono rapidamente l’orientamento inflazionistico delle banche centrali e, quando i tassi di interesse reali tornano a essere profondamente negativi, le banche centrali troppo accomodanti riaccendono un episodio di forte reflazione dei prezzi degli asset. Alla fine del 2025, le banche centrali si rendono conto di essere nuovamente in ritardo rispetto alla curva e intraprendono un ciclo di rialzi più aggressivo, rendendosi conto che è necessaria una recessione più profonda per domare l’inflazione. La recessione del 2027 si rivela altamente disinflazionistica, dato l’ampio grado di inasprimento eccessivo da parte delle banche centrali nel 2026. I mercati azionari sviluppati subiscono il peso maggiore in questi anni e terminano il 2027 con un rendimento quinquennale annualizzato del -2,5% per un investitore che utilizza l’euro. Fonte: http://www.verinieassociati.com/

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La finanza può fare di più per la biodiversità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

A cura di Laurent Ramsey, Managing Partner del Gruppo Pictet. Negli ultimi 30 anni, la prosperità umana è cresciuta più che in tutti i secoli passati. Abbiamo costruito strade, ponti, edifici, macchine; viviamo più a lungo e godiamo, nella maggior parte dei casi, di un welfare evoluto e di una solida educazione. Dal 1820, il PIL pro capite medio è cresciuto di oltre 15 volte. Più del 95% dei neonati arriva al quindicesimo anno d’età: nel diciannovesimo secolo era solo uno su tre. Tutto questo progresso, però, ha avuto un prezzo enorme: se è vero che, da millenni, lo sviluppo umano si è concentrato sul consumo del capitale naturale come cibo, aria pulita, acqua e suolo fertile, in questi ultimi tre decenni le risorse sono state utilizzate a un ritmo più rapido di quanto necessario per reintegrarle: gli uomini consumano più risorse naturali di quelle che la Terra è in grado di rigenerare naturalmente in un periodo di 12 mesi, riducendone la disponibilità per le generazioni future. L’umanità sta portando all’estinzione le specie animali e vegetali, distruggendo il loro habitat per nutrire la popolazione in continua crescita. Per mettere fine a questo rapporto insostenibile è necessaria una comprensione più approfondita dell’impatto che il mutamento della biosfera può avere sul benessere umano e sul suo contributo alla crescita economica. I policymaker considerano ormai la protezione della biodiversità una priorità tanto urgente quanto il mettere un freno al riscaldamento globale. La biodiversità si contende con il cambiamento climatico la corona di preoccupazione ambientale predominante. Per questo motivo, è probabile che le autorità di regolamentazione e policymaker introducano nel tempo sempre più tasse, permessi e compensazioni correlati alla biodiversità e che integrino il capitale naturale nelle statistiche economiche nazionali, tra cui la rilevazione sul PIL. Attraverso la comprensione delle diverse minacce che la perdita di biodiversità pone alle aziende, gli investitori possono iniziare a dare un prezzo esatto a tali rischi, identificare le lacune nell’attuale modello ESG e scoprire nuovi modi per investire nel capitale naturale. Aziende e investitori, infatti, hanno bisogno di una comprensione più chiara dei rischi che il venir meno della biodiversità presenta per i loro bilanci e i loro portafogli. Le minacce non sono solo fisiche, ma anche normative, legali e reputazionali. L’OCSE stima che gli investimenti volti a proteggere la biodiversità ammontino attualmente a meno di 100 miliardi di dollari l’anno, una somma modesta se paragonata ai 632 miliardi impiegati nella lotta al cambiamento climatico. Le opportunità di crescita restano enormi: secondo una ricerca condotta dalla Food and Land Use Coalition, gli sforzi per integrare pratiche sostenibili nell’attuale mercato del cibo e del suolo, rivoluzioneranno le catene del valore e apriranno a nuovi modelli di business. Nel rapporto si stima che una tale trasformazione potrebbe creare un mercato della biodiversità del valore di 4.500 miliardi di dollari entro il 2030. Negli ultimi anni sono notevolmente aumentati gli investimenti in biodiversità che hanno l’obiettivo di minimizzarne la perdita, garantendo una crescita di capitale nel lungo periodo. È un trend già evidente nel mercato obbligazionario. Sempre l’OCSE stima che siano stati emessi 4-5 miliardi di dollari in obbligazioni per finanziare progetti legati all’uso sostenibile del territorio, che possono apportare benefici alla biodiversità. Anche gli strumenti a reddito fisso ideati per finanziare progetti sostenibili nel settore marino e della pesca – blue bond – stanno guadagnando terreno. E il mercato delle obbligazioni sostenibili continuerà a crescere: una ricerca condotta per Pictet Asset Management dall’Institute of International Finance suggerisce che l’emissione potrebbe raggiungere un ritmo di 4.500 miliardi di dollari all’anno entro il 2025, rispetto a poco più di mille miliardi di dollari nel 2021. A ciò si aggiunge che più di 100 istituzioni finanziarie – che insieme gestiscono circa 14 mila miliardi di euro di attività in 19 Paesi – hanno già firmato un impegno a proteggere e ripristinare la biodiversità attraverso le loro attività finanziarie e investimenti. Gli obiettivi comprendono il coinvolgimento delle imprese, la valutazione dell’impatto delle loro attività di finanziamento e degli investimenti e la divulgazione annuale dei contribuiti agli obiettivi globali su biodiversità. (abstract by http://www.bc-communication.it

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Dalla crisi energetica a Taiwan: i 4 grandi rischi per i mercati globali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

A cura di Giorgio Broggi, Quantitative Analyst di Moneyfarm. La crisi energetica rischia di peggiorare ulteriormente e potrebbe scatenare una crisi di liquidità per le aziende energetiche europee, mettendo in crisi il sistema economico dell’area geografica e certamente peggiorando le attese recessive per l’economia globale in generale. Negli ultimi mesi, infatti, la volatilità dei prezzi delle materie prime ha messo in luce la fragilità dei bilanci delle aziende energetiche, che devono correre al riparo dal cambiamento dei prezzi in futuro. Per fare ciò, le aziende utilizzano una quantità significativa di strumenti derivati che richiedono un collaterale, cioè una quantità di cash (o simile) che garantisca che siano in grado di pagare la controparte nel caso in cui la posizione derivata vada in perdita. Per fare un esempio, un’azienda che vende energia si protegge da cambiamenti nei prezzi vendendo (attraverso prodotti derivati) contratti energetici nel futuro. Nel caso in cui il prezzo dell’energia crolli, il profitto sulla posizione allo scoperto nei mercati futures compenserebbe la perdita corrente data dalle vendite a prezzi minori. Nel caso di un aumento del prezzo, tuttavia, la posizione con gli strumenti derivati andrebbe in perdita, richiedendo un collaterale più alto e causando un esborso non immediatamente coperto dalle maggiori vendite (che richiederebbero, infatti, più tempo).Per dare un’idea della dimensione del problema, la Svezia ha proposto una linea di credito da 23 miliardi per le proprie aziende energetiche. Per il momento la situazione sembra gestibile, sia perché i prezzi delle materie prime si sono parzialmente normalizzati, sia perché i regolatori si sono dichiarati pronti a intervenire a supporto. Tuttavia, se la situazione geopolitica dovesse peggiorare o se la riapertura della Cina fosse più marcata delle attese, mettendo pressione sui prezzi delle risorse energetiche, le prospettive per l’economia europea sarebbero molto poco rosee. La Cina rimane in una situazione molto complicata. Nonostante l’allentamento di alcune misure anti-Covid, la seconda economia del mondo sembra più fragile che mai. Il mercato immobiliare continua a tentennare a causa di una nuova, preoccupante, tendenza dei consumatori cinesi che continuano a bloccare i pagamenti per le nuove costruzioni. Tradizionalmente i costruttori richiedono circa un 30% del pagamento in anticipo, quota che poi viene però sistematicamente utilizzata per finanziare nuovi progetti, piuttosto che per completare velocemente quelli già iniziati. I lunghi lockdown hanno ulteriormente ritardato il completamento di proprietà già vendute e parzialmente pagate, scatenando proteste, boicottaggi e mettendo sotto pressione la liquidità del settore immobiliare. Inoltre, a peggiorare le cose, le banche cinesi hanno “semi-chiuso” i rubinetti di credito per il settore, al fine rispettare le norme governative sui livelli massimi di leva degli istituti creditizi e per le paure legate a un’industria che, dopo il caso Evergrande, sembra decisamente in bolla. A nostro parere, nonostante la situazione non vada sottovalutata, il governo ha reagito prontamente, con una serie di misure sufficienti per dare stabilità. In particolare, il Partito Comunista Cinese è intervenuto sia incentivando la domanda di mutui (per esempio abbassando i tassi), sia istituendo fondi di aiuto per il completamento dei progetti immobiliari, con quasi 800 miliardi di yuan già stanziati. Per il momento i mercati sono soddisfatti delle misure adottate e la domanda per i mutui ha ricominciato a salire, facendo sperare in un graduale miglioramento della situazione. Tuttavia, la deriva sempre più autoritaria del governo e la minor attenzione alle logiche di mercato potrebbero sfociare in misure poco market-friendly e peggiorare le attese di crescita.Il terzo rischio chiave, soprattutto per l’Europa, è che la situazione economica porti i governi ad alzare i toni populisti, proprio come accaduto nel Regno Unito. Se questo dovesse succedere, nei Paesi periferici d’Europa (Italia e Spagna su tutti) gli spread sul debito tedesco potrebbero tornare ai livelli della crisi del debito del 2011, mettendo di fatto a rischio l’esistenza stessa dell’Unione Europea. I mercati sono attenti al nuovo governo Meloni, che per il momento sembra averli rassicurati, come ci dice lo spread lontano dai massimi degli ultimi anni. Se questa sicurezza dovesse venire meno, il fronte comune europeo su temi come il conflitto in Ucraina e la crisi energetica verrebbe meno, aggravando la fragilità dell’economia nel suo complesso. La situazione geopolitica globale rimane l’incognita principale. Anzitutto, Putin potrebbe dare seguito alle sue minacce e testare armi tattiche nucleari, causando un’escalation poco prevedibile e un possibile conflitto con la NATO. Inoltre, Xi Jinping, durante il Congresso, ha ribadito la sua volontà di annettere Taiwan entro il 2024, accrescendo le paure di un conflitto aperto sull’isola. Nonostante l’escalation di agosto non abbia causato forti reazioni sui mercati, gli Stati Uniti potrebbero intervenire in caso di invasione, con effetti chiaramente catastrofici per l’economia globale.

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La COP27 inizia in salita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

A cura di Joe Horrocks-Taylor, Senior Associate, Investimenti Responsabili e Albertine Pegrum-Haram, Senior Associate, Investimenti Responsabili di Columbia Threadneedle Investments La Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici COP27 è iniziata il 6 novembre a Sharm El-Sheikh, in Egitto. C’è molto da fare: le emissioni devono essere ridotte a un livello coerente con l’obiettivo di 1,5 gradi e devono essere mobilitati molti miliardi di dollari americani. La conferenza si trova di fronte a forti pressioni politiche. L’impatto del conflitto tra Ucraina e Russia sui mercati energetici europei ha portato a una crisi dei prezzi che ha indotto diversi Paesi a rinnegare gli impegni assunti in materia di clima e a riavviare le centrali elettriche a combustibili fossili che erano state chiuse. A ciò si aggiunge il deterioramento delle relazioni tra Cina e Stati Uniti, il cui accordo bilaterale ha dato alla COP26 di Glasgow lo slancio necessario.Un altro anno di eventi meteorologici estremi, tra cui le peggiori inondazioni della storia del Pakistan, gli incendi boschivi che hanno bruciato più di 600.000 ettari di terreno in Europa e il superamento dei record di temperatura, hanno evidenziato l’importanza di andare avanti con la COP27. I temi dell’adattamento e del risarcimento dei danni causati dal rischio climatico fisico sono tra gli argomenti principali delle discussioni, dato che la conferenza si svolge in Africa. L’ingiustizia che i Paesi in via di sviluppo debbano sopportare il peso maggiore del cambiamento climatico, mentre la loro responsabilità sulle emissioni globali di carbonio è limitata, ha portato a richieste di compensazione da parte dei Paesi più ricchi. La questione delle perdite e dei danni non è (ancora) nell’agenda ufficiale di quest’anno, ma il Gruppo dei 77 (che comprende l’Egitto, Paese ospitante) e la Cina ne chiedono l’inclusione e propongono un nuovo punto all’ordine del giorno: la creazione di uno strumento finanziario per il risarcimento delle perdite e dei danni. L’UE e gli Stati Uniti hanno manifestato la loro disponibilità a impegnarsi in questo settore, anche se gli Stati Uniti non intendono necessariamente sostenere una mossa verso nuovi aiuti o finanziamenti. Tuttavia, i progressi si fermeranno se i Paesi industrializzati non si accorderanno su misure concrete.Gli impegni nazionali sul clima assunti alla COP26 di Glasgow mirano a limitare il riscaldamento globale a 2,4°C entro il 2050. Nel testo finale è stato inserito un meccanismo per colmare il divario di emissioni, con la richiesta ai Paesi di rivedere i propri obiettivi entro la fine del 2022, e non dopo altri cinque anni come inizialmente previsto. Tuttavia, dalla COP26, solo 23 Paesi hanno presentato obiettivi nuovi o aggiornati. La promozione di obiettivi climatici nazionali più ambiziosi non è stata una priorità per il Paese ospitante, l’Egitto, che non ha presentato un obiettivo aggiornato al 2021 e ha dichiarato che la COP27 sarebbe stata un’opportunità per passare dagli impegni all’attuazione.I nuovi impegni, tuttavia, non saranno sufficienti a colmare il divario di emissioni.Il finanziamento è stato un tema centrale a Glasgow e lo è anche quest’anno. I Paesi industrializzati hanno promesso ai Paesi in via di sviluppo 100 miliardi di dollari di finanziamenti annuali per il clima entro il 2020, ma i calcoli dell’OCSE mostrano che i fondi sono stati inferiori di 17 miliardi di dollari e si è trattato di prestiti piuttosto che di sovvenzioni richieste. Canada e Germania presenteranno alla COP27 un rapporto che analizza questo punto e propone soluzioni. A causa della situazione economica, riteniamo improbabile che vengano assunti impegni maggiori, ma ci aspettiamo che le iniziative per migliorare l’impatto dei programmi delle istituzioni internazionali come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale vengano ampiamente sostenute.Ci aspettiamo pochi progressi sulla questione del finanziamento dell’adattamento a causa delle attuali pressioni macroeconomiche. A Glasgow, i Paesi più ricchi si sono dichiarati disposti a fornire ai Paesi a basso e medio reddito 40 miliardi di dollari all’anno, a partire dal 2025, per misure di adattamento ai cambiamenti climatici (ad esempio per la protezione dalle inondazioni). Tuttavia, a livello bilaterale, sono stati impegnati solo 21,8 miliardi di dollari. Inoltre, diversi gruppi di interesse sostengono che i 40 miliardi non sono sufficienti. Ci aspettiamo progressi nella creazione di un mercato per le emissioni di CO2,le discussioni alla conferenza intermedia di Bonn sono state positive; quindi, crediamo che lo slancio della COP26 continui anche alla COP27.Per ulteriori informazioni si veda il sito internet di Columbia Threadneedle Investments: http://www.columbiathreadneedle.it

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Il difficile trimestre dei FAAMG

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

A cura di Alberto Artoni, Portfolio Manager US Equity di AcomeA SGR Era il 2013 e Jim Cramer, volto noto della CNBC e storico presentatore della trasmissione tv “Mad Money”, coniò l’acronimo FANG riferendosi a quattro aziende (Facebook, Amazon, Netflix e Google), accomunate dal grande potenziale di crescita grazie all’elevato contenuto tecnologico. Negli anni l’acronimo fu modificato in FAAMG, includendo Apple e Microsoft a spese di Netflix (la cui capitalizzazione di Borsa era meno rilevante rispetto alle 5 più grandi aziende dello Standard&Poors). Il nuovo acronimo riflette i successi di Apple nei servizi (contenuti, pagamenti, ecc…) e quelli di Microsoft nel cloud. Seppur con le dovute differenze tra i singoli titoli, fino alla fine dello scorso anno circa, una scommessa su Big Tech si sarebbe rivelata fortemente vincente (negli scorsi anni la capitalizzazione di Borsa delle cosiddette FAAMG ha raggiunto quasi un quarto dell’intero S&P 500). Tuttavia quest’anno qualcosa sembra essere cambiato e i risultati del trimestre confermano un momento difficile per “Big Tech”. Con la sola eccezione di Apple (che pur non ha brillato), le altre quattro megacap hanno profondamente deluso le attese, con una conseguente performance fortemente negativa dopo la comunicazione dei risultati.Meta è stata sicuramente la peggiore, perché, oltre a confermare i timori legati all’andamento del business (penalizzato dalle tutele delle privacy introdotte da Apple e da una sempre maggiore concorrenza tra i social media), ha annunciato un rinnovato impegno ad effettuare ingenti investimenti nel Metaverso, senza offrire però una visione su come e quando questa strategia potrà eventualmente generare dei ritorni.Amazon e Microsoft, che gestiscono i servizi di Cloud n.1 (AWS) e n.2 (Azure) al mondo, hanno riscontrato un rallentamento nella seppur ancora forte crescita, prendendo in contropiede gli investitori che pensavano di trovare rifugio in un trend di crescita strutturale indipendente dalla congiuntura e impermeabile alla concorrenza.Anche Google ha riportato numeri deludenti, in particolare per quanto riguarda Youtube. Si segnala come, nel corso degli ultimi 12 mesi, la società abbia incrementato i propri dipendenti del +24% da 150K a 186K FTE, mettendo ulteriore pressione sulla marginalità.Queste dinamiche sono ancora più rilevanti a fronte di una stagione dei risultati che delinea una generale tenuta dei numeri, pur con le dovute differenze tra le singole aziende.Nel complesso, la cosiddetta “old economy” e il settore finanziario in particolare si difendono: il margine d’interesse beneficia del rialzo dei tassi a fronte di una tenuta della qualità del credito. Le grandi banche d’affari compensano il calo di attività di finanza straordinaria con un incremento delle commissioni di negoziazione, soprattutto nel reddito fisso.Questa stagione dei risultati sembra confermare il trend in essere da inizio anno a favore di uno stile di gestione value. Come si può osservare nel grafico sottostante, il rapporto tra l’indice MSCI US value ed MSCI US growth, dopo aver raggiunto nel dicembre 2021 il minimo storico dagli anni Novanta, evidenzia un recupero significativo dello stile value, sebbene rimanga ancora molto terreno da recuperare per riavvicinarsi ai valori medi su base storica.

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Migranti, fumo negli occhi e drammi in corso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

Abbiamo poco da aggiungere allo sdegno per la squallida situazione che si è creata al porto di Catania per lo sbarco di migranti che, grazie al ministro dell’Interno e al governo, dovrebbero essere selezionati in base all’urgenza dei bisogni specifici di ognuno di essi, rimandando indietro quelli che non vi rispondono. Al rifiuto del comandante della nave che ha rispettato le “leggi del mare” salvando e portando in porto tutti senza fare specifici “pedigree” e al conseguente braccio di ferro anche legale, vedremo quali saranno i risultati. Ci preme sottolineare che siamo anche qui di fronte a fatti simbolici che, di per sé, non implicano disagi e pericoli per il nostro territorio e regime. E’ stato così quando il governo si è detto disponibile (proposta della Lega di Salvini) ad aumentare la soglia per i pagamenti in contanti, ed altrettanto col provvedimento contro i rave-party. Solo atti a simboleggiare prove di forza ideologica e arroganza del comando (anche se ricevuto dagli elettori).Al 4 novembre di quest’anno i migranti sbarcati in tutto il 2022 sono meno di 90mila, mentre in Europa (fino al 31 ottobre) sono quasi 150mila. Hanno quindi ragione al governo? Per niente, visto che quest’anno di tutte queste persone, ben 114mila hanno fatto domanda di asilo in Germania e solo 37mila in Italia. Siamo quindi un Paese di transito. A questo si aggiunga che i migranti ucraini in fuga dall’invasione di Putin ad oggi, in Europa, sono quasi 7millioni e 800mila, e poco più di 170mila sono in Italia, quasi 1milione e mezzo in Polonia, più di 1 miiione in Germania e quasi mezzo milione nella Repubblica Ceca.Questo a significare che i problemi di accoglienza per la situazione oggettiva in corso (fuggiaschi ucraini e migranti), lambiscono marginalmente il territorio italiano. L’impegno delle nostre autorità c’è ma per una quantità che, se fosse ai livelli dei nostri partner Ue, avremmo ben altri problemi. Insomma, stiamo dando il nostro contributo su dei numeri molto piccoli. Solo che al governo ci vogliono far credere che siamo invasi e che rispettando la legge – dicono al governo, tutto da dimostrare – stiamo dando il meglio di noi stessi anche coi fatti in corso al porto di Catania.Sui migranti sono anni che va avanti questa storia dell’invasione. Chi ce la propina vorrebbe che in Italia entrassero solo i migranti in regola… e fa orecchie da mercante sul fatto che le regole che abbiamo sono ridicole (migranti entrano in regola solo se hanno già un lavoro in Italia) e superate/travolte dalla guerra in Ucraina (per cui sono state fatte norme specifiche dai governi precedenti) e dal globale scombussolamento economico e climatico.Il problema è che nelle ultime elezioni gli elettori hanno dato credito a queste menzogne sull’invasione e alle promesse elettorali che l’Italia diventerebbe “felix” se chiusa in una sorta di fortino per far fronte alla crisi europea e mondiale.La situazione è drammatica, soprattutto perché oltre che a giocare sulla nostra sicurezza ed economia, si nasconde e si ignora il fatto che “nostra” non vale per l’Italia, ma per l’Europa e tutto il Pianeta. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Le imprese e le alternative più efficaci alla giustizia ordinaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

La Camera di commercio Pordenone-Udine organizza un approfondimento per presentare alle imprese gli strumenti alternativi alla giustizia ordinaria – come la mediazione e la conciliazione -, che consentono di risolvere molti tipi di controversie risparmiando tempo e costi. L’approfondimento è in programma per oggi mercoledì 9 novembre dalle 14.45 nella Sala Valduga della Camera di commercio Pordenone-Udine (sede di Udine – ingresso piazza Venerio, 8).Le procedure alternative alla giustizia ordinaria hanno sempre più rilievo nelle politiche dell’Unione Europea e nazionali. Lo stesso Pnrr indica tra le priorità un potenziamento degli strumenti alternativi al processo. La mediazione, in particolare, è strumento principe, e la Camera di Commercio Pn-Ud ne gestisce le procedure in quanto Organismo di mediazione iscritto nell’apposito elenco del Ministero di Giustizia. La mediazione civile e commerciale consente di risolvere le controversie su diritti disponibili in modo semplice ed efficace, con l’intervento di un mediatore che facilità l’accordo tra le parti. Al workshop di oggi, dopo i saluti introduttivi del presidente camerale Giovanni Da Pozzo, interverrà l’avvocato Carlo Strada, presidente del Consiglio direttivo della Camera arbitrale della Cciaa, sugli strumenti offerti dall’ente alle imprese per la soluzione dei conflitti. Sull’esigenza delle imprese in situazioni di conflitto interverrà poi il direttore di Confapi Fvg e consigliere camerale Lucia Cristina Piu, mentre sul ruolo dell’avvocato a supporto del cliente nella mediazione-conciliazione ci sarà l’avvocato Giovanni Ortis. Il ruolo del commercialista nell’accompagnare l’impresa in mediazione sarà invece affrontato dalla commercialista Michela Colin mentre la gestione della procedura di mediazione da Rosa Mossenta, responsabile del servizio “Conciliazione e arbitrato” della Camera di commercio. Modererà l’incontro Stefano Azzali, direttore della Camera Arbitrale di Milano. Per partecipare all’incontro basta iscriversi online tramite il sito camerale nella sezione dell’Agenda dedicata all’evento. Per ulteriori informazioni è a disposizione la Segreteria organizzativa ai numeri 0432.273291 e 0434.381258 Iscrizioni tramite il sito http://www.pnud.camcom.it

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PENSIONI: Il Governo sta lavorando per introdurre “Quota 41”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

Il Governo sembra intenzionato davvero a coinvolgere nell’azione legislativa sindacati e parti sociali: mercoledì prossimo è infatti previsto un primo confronto a palazzo Chigi con i rappresentanti dei lavoratori. Del resto, come ha sempre ricordato Anief, i tempi sono davvero molto ristretti e la legge di bilancio incombe. I finanziamenti per coprire il debito delle famiglie sul caro bollette saranno quelli più rilevanti, almeno per i tre quarti, ma vi sono anche altre manovre da attuare: tra queste c’è ‘Quota 41’, pari agli anni di versamenti di contributi, che sembrerebbe la risposta per evitare l’adozione in toto della Legge Monti-Fornero. “Può essere un punto di riferimento ma è ancora presto per poter dire in che modo e con quali condizionalità”, ha detto la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, al termine dell’incontro con le parti sociali, al quale hanno partecipato anche Cisal e Anief. “L’altro tassello sarebbe la proroga di Opzione donna. Dunque non è detto che ci possa essere in Legge di Bilancio una proroga di quota 102 con cui bypassare la legge Fornero ma il governo starebbe pensando dunque ad altre soluzioni e ‘Quota 41’ sarebbe una di queste”, spiega oggi la stampa specializzata.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “l’ipotesi di introdurre nel 2023 la ‘Quota 41’ per Anief può essere anche una prima soluzione per arginare la Legge Fornero, ma a patto che non si applichino penalizzazioni sull’assegno e si preveda finalmente quel riscatto gratuito degli anni di formazione universitaria che anche il presidente Inps Pasquale Tridico ha invocato in più di un’occasione. C’è poi da introdurre il riconoscimento della fragilità anche per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado, così come avviene oggi con i maestri di infanzia e primaria che già hanno accesso all’Ape sociale. Lo abbiamo ricordato a chi di dovere anche questa settimana, durante l’incontro tenuto con Marina Elvira Calderone, nuova ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, durante il quale – conclude Pacifico – si sono affrontare le priorità del programma di azione per la legislatura appena avviata”.

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Nuove tecnologie per ottimizzare le piante. Radici come computer

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

Nel trattato “Sui doveri”, Marco Tullio Cicerone, scriveva che “tra le occupazioni nelle quali il guadagno è assicurato, nessuna è migliore dell’agricoltura, né più proficua, né più piacevole, né più consona all’uomo libero”. Per millenni la coltivazione dei campi è stata l’attività principale dell’uomo ma con la meccanizzazione del settore agricolo e le nuove tecniche di coltivazione la percentuale degli addetti à scesa notevolmente. Contestualmente è aumentata la popolazione da nutrire: negli ultimi 60 anni il numero di abitanti della Terra è aumentato da 3 a quasi 8 miliardi. Inoltre, sempre più spesso, la produzione alimentare globale è minacciata dagli effetti del cambiamento climatico. Man mano che inondazioni, siccità e ondate di calore estreme diventano più comuni, le colture devono essere in grado di adattarsi più velocemente che mai.I ricercatori della Stanford University (Usa) stanno lavorando su tecniche per manipolare i processi biologici nelle piante, per aiutarle a crescere in modo più efficiente ed efficace in una varietà di condizioni. Utilizzando geni sintetici, sono stati in grado di modificare le strutture delle radici delle piante. Lo studio potrebbe rendere le colture più funzionali nell’assorbimento di nutrienti e acqua e più resistenti alle crescenti pressioni dei cambiamenti climatici.I biologi hanno progettato una serie di circuiti genetici sintetici che consentono loro di controllare le decisioni prese da diversi tipi di cellule vegetali e hanno usato questi circuiti per coltivare piante con strutture radicali differenziate.Le attuali varietà di colture geneticamente modificate (Ogm) utilizzano sistemi relativamente semplici e imprecisi che fanno sì che tutte le loro cellule esprimano i geni necessari, ad esempio, per resistere a erbicidi o parassiti, invece, i circuiti genetici sintetici permetteranno di costruire sistemi di radici molto specifici per vedere cosa è ottimale in difficili condizioni ambientali.Per ottenere un controllo sul comportamento delle piante, i ricercatori hanno costruito un DNA sintetico che funziona essenzialmente come un codice informatico (codice computer) con porte logiche (circuito digitale) che guidano il processo decisionale. Hanno, quindi, usato le porte logiche per specificare quali tipi di cellule esprimevano determinati geni, consentendo loro di regolare il numero di propaggini nel sistema radicale, senza cambiare il resto della pianta.La profondità e la forma dell’apparato radicale di una pianta influenzano l’efficienza con cui estrae diverse risorse dal terreno. Un apparato radicale poco profondo con molti rami, ad esempio, è più adatto nell’assorbire il fosforo (che rimane vicino alla superficie), mentre un apparato radicale che si ramifica in profondità è migliore nel raccogliere acqua e azotoUtilizzando i circuiti genetici sintetici, i ricercatori hanno potuto coltivare e testare vari disegni di radici per creare le colture più efficienti in circostanze ambientali diverse. Ora, si tratterà di passare dalle colture in laboratorio a quelle nei campi.Articolo pubblicato sul quotidiano LaRagione del 03.11.2022 Primo Mastrantoni http://www.aduc.it

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Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo firmano una gigantografia di Ken Parker

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

Era il 1974 quando uscì la prima storia di Ken Parker: l’atipico personaggio western, protagonista dell’omonima serie ideata da Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo. Per il suo linguaggio innovatore e le tematiche progressiste, l’intuizione dei due autori liguri segnò una svolta nel fumetto di genere e resta ad oggi una delle opere più amate del fumetto italiano. Una lunga e proficua collaborazione quella tra Berardi e Milazzo, che ha dato alla luce numerose storie e appassionato migliaia di lettori. A distanza di anni dall’ultimo lavoro assieme, l’amata coppia di autori si ritrova per firmare una splendida gigantografia di Ken Parker! Un’edizione limitata stampata soltanto in 100 esemplari, tutti numerati a mano dall’editore Nicola Pesce e autografati in originale dallo sceneggiatore Giancarlo Berardi e dal disegnatore Ivo Milazzo. Un pezzo da collezione stampato su carta effetto lino da 230 gr/mq, formato 70×100 cm (la cornice è a solo scopo illustrativo, non è inclusa).Edizioni NPE

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Se hai nostalgia di Lucca Comics, scopri questa novità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

La storia della fiera di fumetto più grande d’Italia, e una delle maggiori in Europa: Lucca Comics & Games. Dalla genesi della manifestazione – raccontata da coloro che ne furono i protagonisti – passando per le fasi che hanno condotto alla sua evoluzione, fino ad arrivare allo straordinario successo raggiunto con le ultime edizioni.Se oggi il nome di Lucca è conosciuto in tutto il mondo, lo si deve non solo alle sue bellezze architettoniche, ma anche a questa fiera capace di attrarre ogni anno migliaia di visitatori di tutte le età, provenienti da tanti Paesi diversi.Il libro approfondisce figure e iniziative culturali che hanno caratterizzato l’evento, con inediti retroscena e pagine ricche di immagini che illustrano i diversi periodi del festival: dal bianco e nero delle prime edizioni, ai colori vivaci di quelle più recenti.Il volume reca la firma di Massimo Di Grazia – per sette anni presidente e poi amministratore delegato del festival – che ha contribuito al grande sviluppo della manifestazione. Edizioni NPE

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Lietti Manganelli e Giorgio Manganelli: Aspettando che l’inferno cominci a funzionare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

Collana i Delfini, pp. 224, 18 euro Editore La Nave di Teseo. In libreria dall’11 novembre. In occasione del centenario dalla nascita, Lietta Manganelli racconta il padre Giorgio in una inedita biografia letteraria e familiare al tempo stesso. Un racconto imperdibile su una delle figure chiave della cultura italiana del Novecento. “I nati di mercoledì, governati da Mercurio, spiccano per intelligenza e razionalità, ma hanno un’autentica repulsione per doveri e responsabilità,’ così recita l’oroscopo del giorno. Ed è proprio un mercoledì quando, alle quattro e mezzo del mattino del 15 novembre 1922, nasce a Milano, in una casa di via Boscovich al numero 4, mio padre, Giorgio Manganelli, il futuro Manga.” Inseguendo le tracce del Manga tra lettere, appunti e segreti privati, la figlia Lietta disegna il ritratto inedito di un maestro della letteratura del Novecento, per scoprire una vita che somiglia molto alla sua scrittura, un equilibrista sospeso tra realtà e invenzione.

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HR and people analytics: la metà delle aziende italiane ne fa uso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

Il 48% delle aziende italiane intervistate dichiara di disporre di report o approfondimenti data-driven sul personale e più della metà (61%) crede nel valore aggiunto delle HR and people analytics. È quanto emerge da un’indagine condotta da SD Worx, il principale fornitore di servizi HR e payroll in Europa, su un campione di 4061 dipartimenti HR di tredici Paesi europei. I dati permettono di prendere decisioni sulla base di evidenze quantitative rapidamente, con insight inerenti principalmente a report di dati per la mappatura dell’amministrazione delle paghe e dei costi del personale, seguiti dall’assenteismo, dalla pianificazione del personale, dal capacity management e dal reclutamento e dalla selezione del personale. A livello europeo, sei aziende europee su dieci hanno affermato di utilizzare l’HR and people analytics per ottenere informazioni su aree quali la carenza di personale, l’assenteismo o il turnover dei dipendenti, nonché per supportare le decisioni in materia di data policy, con le aziende austriache (66%), svedesi (66%) e tedesche (65%) attualmente in testa alla classifica dei maggiori usufruitori. Eppure, c’è tuttora un ampio margine di miglioramento nel campo delle HR and people analytics. Laura Moncada, Sales Manager di SD Worx Italia, spiega: “Le aziende sono più propense a investire nell’ambito della consulenza della tecnologia. I dati confermano una forte tendenza delle aziende nel voler sfruttare tutto il potenziale dell’HR and people analytics. Tuttavia, alcune aziende rimangono caute, ed è un peccato. Si tratta di un’opportunità persa per coloro che non utilizzano ancora il supporto numerico nel prendere decisioni di policy sul personale, soprattutto se sono consapevoli che si può ottenere molto di più con uno sforzo limitato.

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Migrantes: Rapporto Italiani nel Mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

Roma. Stamani, alle ore 10.00, a Roma, presso l’Auditorium “V. Bachelet” del The Church Palace (Via Aurelia, 481), incontro per la XVII edizione del “Rapporto Italiani nel mondo”, della Fondazione Migrantes. Il meeting apre con la prolusione di mons. Francesco Savino, Vice Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. A presentare nel dettaglio il Rapporto, la curatrice Delfina Licata. Seguiranno gli interventi di Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’estero e le politiche migratorie; Paolo Masini, Presidente del Comitato di Indirizzo del Museo dell’Emigrazione Italiana e Claudio Visconti, Responsabile del Foyer Catholique Européan di Bruxelles. Le conclusioni saranno affidate al Direttore Generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. A moderare i lavori la giornalista e conduttrice Rai, Monica Marangoni.

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La Confederazione Caritas alla COP27 per portare la voce delle comunità vulnerabili colpite dalla crisi climatica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

Un’ampia delegazione di Caritas Internationalis con rappresentanti delle Caritas regionali e nazionali parteciperà alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, nota come COP 27, che si terrà a Sharm-el Sheikh, in Egitto, fino al 18 novembre.In Egitto, i rappresentanti Caritas chiederanno agli Stati un maggiore impegno per affrontare i cosiddetti “perdite e danni” (loss and damage), ovvero gli impatti negativi irreversibili causati dagli eventi meteorologici estremi legati al clima. Su questo tema, il 9 novembre, Caritas Internationalis ospiterà insieme con altre organizzazioni religiose un side event intitolato “Affrontare perdite e danni per realizzare la giustizia climatica. La prospettiva dei giovani, di genere e dei leader religiosi”.La Confederazione Caritas porta esempi concreti in merito a questo tema. Secondo Caritas Fiji, il ciclone tropicale Winston ha avuto effetti sul 57% dei mezzi di sussistenza legati all’agricoltura e ha causato un danno stimato di 1,42 miliardi di dollari (circa il 30% del PIL), con un impatto negativo su 540.000 persone. In Asia, Caritas Filippine riferisce che il tifone Rai nelle Filippine ha causato danni al settore agricolo per un importo di 210 milioni di euro e di 55 milioni di euro al settore ittico. Questi esempi dimostrano quanto sia urgente investire in misure di adattamento al cambiamento climatico, ovvero volte a prevenire o minimizzare i danni che il cambiamento climatico può causare.In particolare, la Caritas ritiene che i fondi per il clima dovrebbero concentrarsi su iniziative di sviluppo comunitario resilienti al clima. Tuttavia, la maggior parte dei finanziamenti per il clima è destinata alle misure di mitigazione, che agiscono sulle cause del cambiamento climatico. «I finanziamenti per il clima dovrebbero essere investiti a livello locale per rispondere alle esigenze delle comunità povere e vulnerabili e dovrebbero essere finalizzati a mitigare i rischi economici e l’impatto dei debiti causati dal cambiamento climatico», afferma Aloysius John. La resilienza delle comunità locali al cambiamento climatico passa anche attraverso l’agricoltura, che sarà uno dei temi chiave della COP 27. L’agricoltura deve svolgere un ruolo centrale nelle politiche sul cambiamento climatico e affrontare l’attuale grave insicurezza alimentare. Pertanto, sono necessari maggiori investimenti nel settore agricolo, con un’attenzione particolare alle innovazioni che permettono la costituzione di sistemi alimentari locali sostenibili e radicati nelle realtà locali, inclusivi e resilienti agli shock climatici in tutto il mondo. Attualmente, solo l’1,7% dei finanziamenti per il clima è destinato al settore agricolo, con una percentuale discutibile a beneficio dell’agricoltura di piccola scala. Caritas Internationalis esorta inoltre a basarsi sulle esperienze e sulle pratiche delle comunità locali, la cui conoscenza di come coltivare e massimizzare l’uso delle risorse disponibili localmente porta benefici indiscutibili in termini di adattamento e mitigazione. «In un contesto in cui il cambiamento climatico continua a rendere le risorse più scarse e l’impronta di carbonio più significativa, esortiamo gli Stati a garantire che la scienza rifletta e integri l’esperienza vissuta e le conoscenze locali nella risposta al cambiamento climatico», conclude John.

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Caritas Confederation at COP27 to bring the voice of vulnerable communities to the frontline of the climate crisis

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

A large delegation of Caritas Internationalis with regional and national Caritas representatives will attend the 2022 United Nations Climate Change Conference, known as COP 27, being held in Sharm-el Sheikh, Egypt, until to 18 November. In Egypt, Caritas will call States for more commitment to address the so-called “loss and damage” which are the irreversible negative impacts caused by climate-related extreme weather events. On this topic, on 9 November, Caritas Internationalis will co-host a side event titled, Addressing loss & damage to deliver climate justice. Youth, gender and faith leaders’ perspective, along with other Faith Based Organisations. The Caritas confederation brings concrete examples related to this subject. According to Caritas Fiji, Tropical Cyclone Winston affected 57% of livelihoods related to agriculture and caused an estimated US$1.42 billion in damage (around 30% of GDP), affecting 540,000 people. In Asia, Caritas Philippines reported that Typhoon Rai in the Philippines caused damage to the agricultural sector to the amount of EUR 210 million and EUR 55 million to the fisheries sector. These examples show how urgent it is to invest in loss and damage measures, and climate change adaptation measures, namely those measures aimed at preventing or minimising the damage that climate change can cause. In particular, Caritas believes climate funds should focus on climate-resilient community development initiatives. Caritas Internationalis also highlights the need for climate finance to be provided not in the form of loans, which would further burden economic growth in developing countries, but in the form of grants. The resilience of local communities to climate change also depends on agriculture, which will be one of the key topics at COP 27. Agriculture must play a central role in climate change policies and address current severe food insecurity. Therefore, there is a need for greater investment in the agricultural sector with a focus on innovations that build sustainable local food systems rooted in local realities, inclusive and resilient to climate shocks worldwide. Currently, only 1.7 percent of climate finance goes to the agriculture sector, with a questionable fraction supporting small-scale farmers.Caritas also urges to build on the experiences and practices of local communities, whose knowledge of how to cultivate and maximise the use of locally available resources has brought unquestionable benefits of adaptation and mitigation. “In a context in which climate change continues to make resources scarcer and the carbon footprint more significant, we urge states to ensure that science reflects and integrates lived experience and local knowledge in responding to climate change,” concludes John.

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What to read to understand climate change

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

Who among us can say they fully grasp the complexities of climate change? It is reshaping weather systems and coastlines, altering where crops can be grown, which diseases thrive and how armies fight. Rising temperatures affect geopolitics, migration, ecosystems and the economy. And it is likely to dominate headlines over the coming days as delegates from all over the world flock to Egypt for COP27, the United Nations’ annual climate summit. That is why our climate correspondent has selected six books (and one report) that offer an excellent introduction to the climate crisis, as part of our “Economist reads” series.It might be that after working your way through that list you’ll need a stiff drink—just as well, then, that we’ve also compiled the essential guides to making better cocktails. Other “Economist reads” round-ups you might enjoy include six essential books on North Korea, plus our pick of books (and a couple of excellent films) that will help you understand contemporary Spain. Happy reading. Patrick Lane Deputy digital editor The Economist

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