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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Lavoro: avere figli è un ostacolo alla carriera?

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2022

Il Decreto 105/2022, detto anche “decreto conciliazione tempi vita-lavoro”, entrato in vigore a metà agosto, ma che sta trovando ora applicazione per i dipendenti sia del settore privato sia della PA, prevede disposizioni per migliorare la conciliazione tra attività lavorativa e vita privata per i genitori e i prestatori di assistenza, al fine di conseguire la condivisione delle responsabilità di cura tra uomini e donne e la parità di genere in ambito lavorativo e familiare. Tra gli altri, il provvedimento disciplina il congedo obbligatorio di paternità, che può essere fruito dai due mesi precedenti la data presunta del parto sino ai cinque mesi successivi, per un periodo di dieci giorni lavorativi, non frazionabili a ore, da utilizzare anche in via non continuativa. La nuova norma, attuazione della direttiva UE 2019/1158, viene applicata dopo due anni di pandemia, un periodo particolarmente difficile per i genitori lavoratori. Attraverso “People at Work 2022: A Global Workforce View”, l’annuale survey redatta dall’ADP Research Institute, è stato possibile tracciare una panoramica di quale sia il sentiment odierno tra i lavoratori con figli in Italia. ADP è una multinazionale americana leader nell’human capital management e presente in Italia tramite ADP Italia. L’indagine si è svolta su circa 33.000 lavoratori in 17 paesi, di cui circa 2.000 in Italia, 1.000 circa genitori.Innanzitutto, l’80% dei genitori lavoratori italiani ha dichiarato di essere soddisfatto dell’attuale posto di lavoro (più dei non genitori, con il 75%). Del 20% che si è dichiarato insoddisfatto, il 46% è perché non vede prospettive di crescita, mentre il 40% lamenta di non avere avuto nessuno aumento in busta paga a fronte del maggiore carico di lavoro subito, percentuale che sale al 50% per chi ha figli da 0 a 5 anni. Il 41% dei genitori lavoratori si aspetta un aumento in busta paga nel prossimo anno, anche perché una percentuale del 46% ha dichiarato di lavorare in straordinario non retribuito almeno 6-10 ore a settimana. Ciò nonostante, il 28% sarebbe disposto ad accettare una riduzione della paga in favore di maggiore flessibilità di orari e spazi, mentre Il 43% cercherebbe un altro lavoro se costretto al ritorno al fulltime (il 55% di chi ha figli fino a un anno e il 53% di chi ha figli da 1 a 5 anni). È quindi chiaro che la flessibilità è fondamentale per chi è genitore: il 42% ha dichiarato che la combinazione perfetta è lavorare sia da casa sia da ufficio, il 34% solo da ufficio mentre il 17% solo da casa. D’altra parte, lo studio ha anche evidenziato come, nonostante gli elementi positivi della pandemia in termini di maggiore flessibilità, ci siano ancora delle zone di resistenza che hanno influenzato in negativo l’equilibrio tra lavoro e vita privata.A questo si aggiunge che, per quanto la panoramica definita dallo studio sia nel suo complesso positiva per ciò che riguarda la flessibilità nell’ambiente lavorativo, risulta che ben il 5% dei genitori con figli di età compresa tra 1 e 10 anni abbia lasciato il posto di lavoro volontariamente durante la pandemia. In generale, il sondaggio ha evidenziato che su 32.000 lavoratori intervistati in 17 Paesi, il 71% di essi ha rilevato una maggiore propensione da parte dei datori di lavoro nel definire policy che favorissero le esigenze genitoriali dei dipendenti. (abstract by http://www.secrp.comhttp://www.secnewgate.com

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