Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Malattie neuromuscolare e intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 novembre 2022

Roma Martedì 22 novembre alle ore 11:00, presso l’Auditorium dell’Ara Pacis, le voci dei pazienti, delle istituzioni e di esperti del mondo accademico, clinico e dell’industria si uniranno per accendere i riflettori sulla realtà attuale, sui bisogni e sulle prospettive future che vedono la “casa intelligente” al centro di nuove opportunità per chi affronta una disabilità motoria, come quella delle persone che vivono con malattie neuromuscolari e neurodegenerative. Il progetto “SMART HOME: Abitiamo nuovi spazi di libertà”, promosso da Biogen e dai Centri Clinici NeMO, in collaborazione con NeMO Lab e con il Patrocinio delle Associazioni Pazienti Famiglie SMA (Genitori per la Ricerca sull’Atrofia Muscolare Spinale), UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterla Amiotrofica). I principali relatori e protagonisti del 22 saranno: Alberto Fontana, Presidente dei Centri Clinici NeMO Valeria Sansone, Direttore Clinico e Scientifico del Centro Clinico NeMO di Milano e Professore dell’Università degli Studi di Milano Alberto Arenghi, Professore di Architettura Tecnica, Università degli studi di Brescia (da remoto) Emanuele Frontoni, Direttore Scientifico Nemo Lab e Professore di Computer Science presso l’Università degli Studi di Macerata e Co-Director del Vision Robotics & Artificial Intelligence Lab (VRAI) dell’Università Politecnica delle Marche Stefano Regondi, Direttore Generale dei Centri Clinici NeMO e di NeMOLab. Nell’incontro sarà presentato ufficialmente alla stampa e alle istituzioni presenti – fra cui la Ministra per le Disabilità, l’On. Alessandra Locatelli – il “Forward Paper” al centro del progetto: un documento, scritto da un team multidisciplinare, che guarda al futuro, per delineare bisogni, opportunità e linee concrete d’azione per realizzare un futuro in cui la tecnologia e i sistemi di controllo ambientale applicati all’ambiente domestico possano essere una realtà accessibile per tutti coloro che affrontano gravi disabilità. E come – in progetti come questo – la partnership pubblico/privato sia fondamentale, soprattutto perché il privato non ha nessun ritorno profit, ma ha “solo” il pieno interesse di prendere in cura il paziente a 360° anche e soprattutto nei suoi bisogni quotidiani.

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