Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

L’industria mineraria può essere un investimento responsabile?

Posted by fidest press agency su sabato, 19 novembre 2022

A cura di Harry Ashman, Vice Presidente, Investimento responsabile di Columbia Threadneedle Investments. L’abbandono dei combustibili fossili ha alimentato la domanda di “metalli di transizione” come il rame e la domanda sta superando l’offerta, sono necessarie nuove miniere. Mentre il mondo procede verso la decarbonizzazione, dobbiamo bilanciare attentamente la domanda con gli impatti socio-ambientali.Conciliare l’industria mineraria con un approccio d’investimento responsabile può risultare estremamente difficile a causa dei gravi impatti ambientali e sociali associati a questo settore: il suo stesso modello di business si basa sull’estrazione e sull’utilizzo delle risorse finite del pianeta. Se mal pianificati, i progetti possono tra l’altro andare incontro a problemi di diritto fondiario, ovvero compromettere siti di importanza culturale o naturale. È stato riscontrato che, in caso di cattiva gestione, i prodotti di scarto dell’attività mineraria possono inquinare le risorse idriche locali o portare a disastri come il crollo della diga di sterili di Brumadinho, in Brasile, che nel 2019 provocò la morte di 270 persone. Inoltre, l’industria minero-metallurgica contribuisce a circa l’8% delle emissioni globali di gas serra. Ciò nonostante, la società si affida sempre di più ai prodotti del settore vista la spinta ad accelerare la transizione energetica, il che sta già alimentando la domanda dei cosiddetti “metalli di transizione” come rame, nichel, cobalto e litio. Abbiamo esaminato il ruolo dei metalli di transizione nel processo di decarbonizzazione, valutando se possano essere considerati un investimento responsabile. Ci siamo concentrati sul rame, in quanto si tratta di uno dei metalli più comunemente utilizzati, per il quale disponiamo di dati più precisi sulla crescita della domanda e sull’utilizzo finale.La mitigazione della crisi climatica e il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio richiedono una massiccia espansione delle tecnologie a basse emissioni, come le energie rinnovabili e i veicoli elettrici, con conseguente aumento della domanda dei metalli necessari per queste tecnologie.Come illustrato di seguito, il solare fotovoltaico, l’eolico onshore e l’eolico offshore richiedono rispettivamente circa 2,8, 2,9 e 8 tonnellate di rame per MW di nuova capacità, contro le 1,15 tonnellate/MW necessarie per la generazione convenzionale di elettricità dal carbone. A seconda della tecnologia, anche altri metalli di transizione evidenziano un forte aumento della domanda.

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