Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

L’Iva del pane. Populismo e multe Ue

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2022

Il governo, contro il carovita, vuole azzerare l’Iva su pane, pasta e latte (oggi al 4%) e farla scendere al 5% sui prodotti per l’infanzia e gli assorbenti. Non sappiamo se siano stati vagliati tre aspetti: da quale parte lo Stato si deve riprendere questi soldi, visto che le operazioni non si fanno in perdita e non c’è un fondo a disposizione; il provvedimento sarebbe impercettibile per i consumatori; cosa succede con la Ue, visto che è finanziata da parte della nostra Iva? Soldi da riprendere. Aspettiamo la manovra nel suo complesso per sapere quali sono i provvedimenti in merito, sperando che non siano solo di uscita. Provvedimento impercettibile. 4%? Il consumatore non se ne accorge. Se ne accorgono produttori e grossisti che sicuramente non faranno calare di altrettanta percentuale i loro prezzi… per cui, quando la riduzione arriva sul banco della vendita è impercettibile per l’acquirente. 5%? Stesso discorso sui prodotti per l’infanzia, anche se le percentuali che calano sono maggiori e quindi più percettibili. Per entrambi, però, crediamo che queste minuscole riduzioni serviranno non a far calare i prezzi, ma a rendere “impercettibilmente” più bassa la crescita generale che hanno per altri motivi (la ricaduta dei prezzi energetici, essenzialmente). Facendo due calcoli, considerati i consumi medi di pane, pasta e latte, il risparmio annuale sarebbe di 43 euro all’anno; mentre per prodotti infanzia e assorbenti sarebbe di 30 euro (qui i particolari sul calcolo: https://www.quotidiano.net/economia/taglio-iva-pane-1.8301382) Iva/Ue. Non vorremmo che questa decisione comportasse l’apertura di una procedura di infrazione e la conseguente condanna ad una multa, oltre che al ripristino dei fatti (già ci immaginiamo la caciara sulla Ue cattiva che pretende i nostri soldi…. motivo che sembra affascini il governo… come se, poi, dalla Ue – mantenuta da parte della nostra Iva – non si prendesse nulla…. Pnrr che rischiamo di restituire in parte per incapacità ad usarlo secondo le regole che abbiamo accettato).Della serie: il problema non è tanto l’Iva ma l’uso pieno dei fondi europei che, questi sì, farebbero mantenere/cadere i prezzi a livelli accettabili. Ma usare i fondi europei comporta intelligenza e capacità, mentre è più facile “buttare pacchi di pasta e pagnotte da un camion che passa tra la folla con le mani tese” .Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: