Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Archive for 21 novembre 2022

La produzione delle costruzioni in Italia corre più che in Francia

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

“I dati ISTAT sulla produzione nelle costruzioni diffusi oggi evidenziano in settembre una sostanziale stabilizzazione dei livelli di attività rispetto ad agosto. Nel complesso del terzo trimestre, come avevamo preannunciato, l’attività però diminuisce del 2,2% rispetto al secondo.” Lo dichiara Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta SOA (www.argentasoa.it), una delle principali società organismo di attestazione che certifica le aziende per la partecipazione alle gare pubbliche, nel commentare i dati comunicati oggi dall’ISTAT sulla produzione nelle costruzioni a settembre.Nel secondo trimestre di quest’anno, secondo le elaborazioni del Centro Studi di Argenta SOA, l’incremento dell’attività ha frenato al +0,3% sul primo 2022, quando era aumentata del 6,7%. Si tratta comunque di una tendenza positiva che va avanti da un anno e mezzo: è il sesto trimestre consecutivo di espansione, con una crescita cumulata del 24%. Il terzo trimestre, tuttavia, registra un arretramento della produzione nel settore: la variazione nel trimestre estivo è infatti pari al -2,2%: le difficoltà nella definizione delle regole, i ritardi e le lungaggini hanno prodotto uno stato di incertezza e di preoccupazione che ha intaccato sia gli imprenditori che le famiglie generando rinvii e disdette per i lavori di ristrutturazione.“Questo contesto- dichiara Pelazzi- spiega anche la forte caduta delle aspettative degli imprenditori del settore con le prospettive in notevole peggioramento, anche alla luce del nuovo contesto economico interno ed internazionale. Sono dati che comunque descrivono un settore che fino ad ora ha dimostrato di essere in salute. La buona dinamica nazionale, anche nel confronto internazionale, è risultata straordinaria: in Francia e Germania la produzione edile si trova ancora sotto i livelli pre-pandemia. Ma non bisogna farsi prendere dall’entusiasmo: rispetto al precedente picco, raggiunto nel 2008 – all’alba della crisi finanziaria internazionale – i livelli attuali sono più bassi di circa il 25%, contro il 21% della Francia e solo il 3% della Germania.

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Gian Ettore Gassani: L’ultimo abbraccio

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

Dimitri Wozniak a cinquantotto anni è un uomo solo che vive giornate troppo lunghe a Pozen, una cittadina dal nome immaginario sulle sponde del Dnipro. Il 22 dicembre 1987 riceve una lettera dall’amata sorella Maria, che vive a Vladivostok e che non vede da trent’anni. All’interno della busta trova una piccola foto in bianco e nero che li ritrae insieme, adolescente lui e bambina lei, sorridenti. È l’unica immagine della sua vita “prima”, della sua vita felice. Tutto il resto è andato perduto. È qui che inizia l’epifania di Dimitri: una rassegna di ricordi che parte nel lontano 1940, anno della scomparsa dei genitori e della segregazione nell’internat, l’orfanotrofio, con la sorellina, per arrivare fino al tempo presente. Quel luogo tornerà prepotentemente nel suo quotidiano, insieme a una quercia magica capace di unire i destini dell’adulto Dimitri e di cinque orfanelli incontrati sulla lunga e tortuosa strada che è la vita. Gian Ettore Gassani è un avvocato cassazionista con studi a Milano e Roma, presidente nazionale dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani, esperto di Diritto delle relazioni familiari, Diritto internazionale della famiglia e Diritto penale della famiglia. È autore di testi tecnici e dei saggi Dietro un uomo, I Perplessi Sposi, Vi dichiaro divorziati, C’eravamo tanto armati e La guerra dei Rossi. È opinionista televisivo e delle maggiori testate nazionali.

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Famiglie, individui e diritti. L’uguaglianza è per tutti o solo per se stessi? Il caso Meloni

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

La recente polemica sul fatto che la premier Giorgia Meloni si sia portata al vertice dei G20 a Bali anche la piccola figliola, è sintomatico di come funziona il confronto e la proposta politica nel nostro Paese. Confronto. Non sappiamo chi abbia contestato il viaggio della piccola con la mamma, ma abbiamo solo letto dichiarazioni e dichiarazioni di persone indignate. Ci domandiamo: esisteva il problema, a parte la probabile e limitatissima stupidità di chi l’avrebbe sollevato e che se fosse stato ignorato nessuno se ne sarebbe accorto? Non è che è stata occasione per parlare del nulla e, soprattutto, perché le vittime (fan del governo Meloni e le persone – soprattutto donne – non maschiliste), hanno colto al balzo l’occasione per ergersi a paladini dei deboli? Questo tipo di riflessione non è marginale perché, se la scorporiamo dallo specifico – applicata a qualunque argomento, anche economico ed istituzionale – ci si rende conto che spesso si parla per parlarsi addosso, creandosi mostri che non esistono e alimentandoli solo per valorizzare le proprie opinioni e, sostanzialmente, mettersi in mostra per il proprio presunto benaltrismo.Proposta politica. Impeccabile il disappunto della premier quando ha fatto sapere che lei decide per conto proprio il rapporto con la propria famiglia. Non impeccabile se scorporato dal contesto. Pensiamo alle persone Lgbtq a cui sono vietati matrimoni e figli nel contesto legale dello stesso matrimonio. Il diritto di queste persone a decidere il “rapporto con la propria famiglia” è inferiore a quello della mamma Meloni, visto che il nostro premier ha più volte reiterato la propria contrarietà all’equiparazione della famiglia lgbtq con quella cosiddetta tradizionale? Pensiamo a chi assume droghe ancora illegali e al fatto che queste sostanze riguardano solo chi le assume, il rapporto col proprio corpo e il proprio contesto, persone che invece per acquisirle devono rivolgersi a delinquenti trafficanti e spacciatori. Anche questa, questione su cui la nostra premier “non transige” dal suo proibizionismo. Il nostro è un messaggio, oltre che di costume/cultura, al legislatore, ché ne faccia tesoro quando si troverà a decidere su specifiche proposte di legge presentate e presentande in materia di parità ed uguaglianza di diritti individuali. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Manovra: Unc, azzeramento Iva è presa in giro

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

“Il taglio dell’Iva su pane, pasta e latte è una presa in giro dei consumatori. L’azzeramento dell’Iva su questi prodotti, considerato che secondo i dati aggiornati dell’Istat la spesa annua per una famiglia media è pari a 261,72 euro per il pane, 142,08 per il latte, tra fresco e conservato, 140,40 per la pasta (pasta secca, fresca, con anche inglobati i preparati di pasta come i ravioli e i tortellini), il finto risparmio teorico sarebbe pari ad appena 10 euro e 7 cent per il pane, 5 euro e 40 cent per la pasta, 6 euro e 9 cent per il latte, per un totale di 21 euro e 56 cent in un anno” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non solo sarebbe un’elemosina, ma sarebbe una farsa, visto che questa cifra irrisoria andrebbe nelle tasche dei consumatori solo nella fantasiosa ipotesi che i commercianti trasferissero matematicamente il taglio dell’Iva sul prezzo finale e non lo incassassero invece loro. Insomma, nella realtà sarebbe solo una mancetta a beneficio dei panettieri, visto che mai più ridurrebbero il prezzo per un ritocco matematico di appena lo 3,846%” prosegue Dona.”Ecco perché sarebbe decisamente meglio tagliare l’Iva sul gas e sulla luce, che invece sarebbe applicato sicuramente dai fornitori di energia, costretti a farlo per legge” aggiunge Dona.”Persino l’azzeramento dell’Iva al 4% su tutti i Prodotti alimentari e le bevande analcoliche, pur andando decisamente meglio, comporterebbe una minor spesa, sempre teorica, per non dire illusoria, pari ad appena 90 euro su base annua (90 euro e 3 cent) per una famiglia media che salirebbe al massimo a 146,64 euro per una coppia con 3 figli” prosegue Dona. “Molto meglio, quindi, anche il rinnovo del bonus di 200 euro fatto da Draghi, non solo perché il bonus sarebbe in soldoni ben più consistente di 90 euro, ma anche perchè può essere destinato al ceto meno abbiente, con un reddito annuo inferiore ai 35 mila euro lordi, mentre il taglio dell’Iva riguarderebbe tutti, anche chi può fare a meno di questo aiuto, disperdendo così risorse preziose e scarse” conclude Dona.

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Tumore dello stomaco, cambio di passo nei trattamenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

Passi avanti importanti nella chemioterapia e nell’immunoterapia per i pazienti italiani affetti da tumore gastrico, con l’arrivo di due molecole per la malattia avanzata che potrebbero cambiare le prospettive e le strategie terapeutiche di chirurghi e oncologi.Buone notizie però arrivano sul fronte della terapia con l’approvazione per l’Italia nelle ultime settimane di due molecole per i pazienti con tumore dello stomaco allo stadio avanzato di malattia. La percezione è che negli ultimi 2-3 anni, hanno commentato gli esperti nel corso del Convegno, si è assistito ad una ripresa dei nuovi casi che sono passati da 12.000 a 14.500. Fatto da attribuire in parte all’emergere di una diversa eziologia della malattia collegata agli stili di vita e che sembra avere una origine autoimmunitaria legata alla dieta. «Le stime ci dicono che un tumore dello stomaco su 100 è ereditario tuttavia i numeri potrebbero essere sottovalutati, perché ancora oggi non tutte queste forme vengono identificate – spiega Maria Bencivenga, Professore Associato di Chirurgia Generale ed Esofago e Stomaco, Università degli Studi di Verona – le criticità nel percorso diagnostico sono diverse: da un lato l’accessibilità ai centri di genetica in grado di eseguire i test genomici necessari per individuare i geni coinvolti nell’ereditarietà del carcinoma gastrico dall’altro una sottovalutazione del problema da parte dei medici che non indirizzano allo screening genetico tutti i casi che lo meriterebbero. Per questo è nato un gruppo di lavoro nazionale, voluto e coordinato dall’Associazione “Vivere senza stomaco si può” che a breve avvierà un’indagine per mappare i Centri di genetica che sul territorio nazionale offrono counseling e test di sequenziamento multigenico ai pazienti, e per identificare eventuali altri Centri che potrebbero essere accreditati per offrire questo screening al fine di ampliare l’offerta. Dal 2015 ad oggi si è assistito ad un calo della mortalità molto vicino al 20%. Le nuove chemioterapie e immunoterapie aprono a prospettive migliori per le nuove diagnosi e per una gestione più appropriata delle conseguenze legate all’intervento di resezione gastrica e delle complicanze. I pazienti in alcuni casi vengono operati in Centri ad alto volume dove la gestione del pre- e post-operatorio è standardizzata e presidiata anche se la diffusione di questi Centri è ancora molto limitata sul territorio nazionale. Lo sviluppo e la disponibilità dell’approccio multidisciplinare si è dimostrato in ogni caso fondamentale. «Si conferma che l’esercizio fisico, insieme alla dieta, rappresenta un fattore protettivo verso i tumori dello stomaco – spiega Davide Festi, Gastroenterologo, Professore Alma Mater Università degli Studi di Bologna – prevenendo lo sviluppo della malattia, controbilancia la sarcopenia e la perdita di massa muscolare, due condizioni spesso presenti nel paziente gastroresecato, e ha effetti benefici sull’esito dell’intervento chirurgico e sulla capacità di sopportare le terapie mediche. Nel complesso a parte alcune zone d’ombra che vanno risolte, la gestione del paziente con tumore gastrico sta migliorando seppur lentamente e si assiste ad una maggiore consapevolezza, in primo luogo da parte dei gastroenterologi che, ai primi segnali dubbi che lasciano supporre un interessamento gastrico, sottopongono i propri assistiti ad una gastroscopia, e in secondo luogo dei chirurghi e degli oncologi, più attenti al dopo intervento e alle possibili complicanze. Gli specialisti hanno capito l’importanza di gestire lo stile di vita per ottimizzare la qualità di vita di questi pazienti e le Associazioni pazienti possono fare molto.

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Si sta diffondendo nella classe politica italiana una duplice tentazione: “reclutare” il Presidente della Repubblica

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

By Enrico Cisnetto. Da un lato, mi riferisco al desiderio coltivato da parte della maggioranza di governo, in modo latente ma non per questo poco evidente, di “mettere in mezzo” Sergio Mattarella, scaricandogli addosso tutte le tensioni che si sono generate e si stanno generando dentro l’esecutivo e tra le forze che lo sostengono. Dall’altro, parlo del malaccorto tentativo delle opposizioni – diciamo tre su quattro – di usare il Capo dello Stato come proprio simbolo, dipingendolo impegnato a “mettere pezze” ai marchiani errori di palazzo Chigi, cercando così di coprire il vuoto di idee e proposte che c’è a sinistra. In entrambi i casi si tratta di una brama sbagliata e pericolosa.Ora, non c’è dubbio che già dalla scorsa legislatura Mattarella sia stato costretto, suo malgrado, a interpretare il ruolo di inquilino del Quirinale in modo, diciamo così, “interventista”. Sempre nei limiti previsti dalla Costituzione, in ciò aiutato dalla sua naturale prudenza e ritrosia, ma conscio che del fatto che la Carta gli assegna il compito di farsi “garante” dei supremi interessi della Nazione e del buon funzionamento delle istituzioni. Ma basta scorrere la cronaca politica a partire dall’esito delle elezioni del 2018 in poi, per trovare non solo più che giustificati, ma anche indispensabili, gli atti compiuti e le parole spese. Il Capo dello Stato non ha determinato lo svolgersi della vita politica – non poteva e non doveva farlo, e non lo ha fatto – ma è puntualmente intervenuto ogni qualvolta le circostanze richiedevano un’azione “protettiva”. Negli ultimi giorni lo ha dovuto fare ripetutamente. Per esempio, di fronte alla pericolosa rottura diplomatica che si stava consumando con la Francia sulla questione migranti, ha saggiamente ricucito il rapporto istituzionale con Macron, conscio della necessità di evitare un pernicioso isolamento dell’Italia in Europa. Per esempio, si è avvalso delle sue prerogative nel valutare gli atti di governo, sia avvertendo che sarebbe stato improprio, non sussistendo le ragioni di necessità e urgenza, inserire l’intervento legislativo sui limiti all’uso del contante nel cosiddetto “decreto aiuti” – fermo restando che si è guardato bene dall’entrare nel merito – sia consigliando in modo discreto ma fermo una serie di interventi correttivi al discusso (e discutibile) decreto anti-rave. Per esempio, ancora, ha ritenuto opportuno ricordare pubblicamente che la pandemia non è finita, incitando tutti alla “responsabilità” e alla “precauzione” di fronte ad alcune incaute dichiarazioni che finivano per ammiccare ambiguamente alle tesi “no-vax”. In particolare, ha sollevato dubbi sulle annunciate disposizioni che prevedevano un’amnistia per medici e personale sanitario non vaccinato come sull’abolizione dell’obbligo dell’uso delle mascherine in ospedale, provvedimenti che non a caso il governo ha poi accantonato.Di fronte a questa postura del Quirinale, da una parte c’è chi si è messo a mugugnare sostenendo – magari non esplicitamente, ma facendo intendere o facendolo scrivere da qualche giornale – che quelle del governo erano scelte politiche al cospetto delle quali gli interventi della presidenza della Repubblica e la moral suasion da essa esercitata si configurano come indebite ingerenze, un tentativo se non di delegittimazione quantomeno di messa sotto tutela del governo Meloni. Non è arrivato a tanto Ignazio La Russa, intervenuto a difendere “la fermezza” quale carattere identitario del governo di destra-centro (con ciò dimenticando che il ruolo di garanzia proprio del presidente del Senato dovrebbe imporre di non schierarsi) ma certo le sue parole sono apparse come un esplicito dissenso tra la prima e la seconda carica dello Stato, cosa che ci si poteva e doveva risparmiare. Mentre dall’altra parte, a sinistra, si è voluto caricare di significato gli interventi del Quirinale, della serie “Mattarella ferma i fascisti”, finendo così per alimentare la tesi “vittimista” della destra. I più vivi complimenti a entrambe le fazioni.Sono convinto, come dimostra la prudenza con cui si è mossa al drammatico G20 di Bali, che Giorgia Meloni sia la prima ad aver apprezzato la saggezza istituzionale di Mattarella e ad essere infastidita da questa duplice tendenza a tirarlo per la giacca. Ma il presidente del Consiglio deve andare oltre. E capire che se il Capo dello Stato è costretto a monitorare il governo è per via della sua già dimostrata propensione, pur in un solo mese di vita, alla faciloneria e all’improvvisazione. Finora si è data la responsabilità di tutto ciò a Matteo Salvini, alle sue fughe in avanti e al desiderio di recuperare il consenso elettorale perduto. Vero, ma Meloni deve ragionare anche sulla fragilità di gran parte della sua classe dirigente, come dimostra la vicenda delle improvvide dichiarazioni del sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato (“Non c’è la prova che senza vaccini saremmo stati peggio”). Quanto al segretario della Lega, forse bisognava pensarci meglio prima di fare con lui un patto in chiave anti Berlusconi, ritenendolo meno pericoloso per gli assetti della maggioranza del Cavaliere e di quanto accade dentro Forza Italia.Vedremo nei prossimi giorni la manovra di bilancio e da lì capiremo se e quanto Salvini sia riuscito a scaricarci dentro tutte le cambiali elettorali che ha firmato, dalla flat tax alle pensioni, senza curarsi di quanto costino e di dove andare a prendere le risorse. Ma non c’è dubbio che per Meloni sia già venuto il momento di fare i conti con Salvini e il “salvinismo”, perchè più tardi ci sarà il chiarimento e più sarà oneroso per chi ha la paternità (maternità) del governo. Il gioco del leader della Lega con Meloni è evidente: far compiere al governo scelte il cui vantaggio in termini di consenso va a lui (o almeno così ritiene) e il cui prezzo da pagare in termini di responsabilità va sul conto di lei. Fatti loro, si potrebbe osservare, se non fosse che in gioco c’è la pelle del Paese.Dar fuoco alle polveri della spesa pubblica, peraltro non in conto capitale per sostenere investimenti ma per distribuire risorse a debito, in un momento in cui l’Europa si accinge a riformulare le regole del “patto di stabilità” e a valutare il rispetto degli impegni con il Pnrr, è un suicidio bello e buono. Tanto più che, a torto o a ragione, il primo governo di destra della storia repubblicana certo non gode di simpatie a Bruxelles, a Francoforte e nelle principali cancellerie continentali. Una delle ragioni dell’attivismo del Quirinale, probabilmente la principale, è proprio la preoccupazione di garantire l’ancoraggio dell’Italia all’Europa, e nel contempo rassicurare il contesto internazionale circa la nostra fedeltà euro-atlantica. I pericoli vengono dal rapporto che tanto Salvini quanto Berlusconi coltivano, seppure in modo molto diverso, con Vladimir Putin. E dal retaggio sovranista di Meloni e del suo partito, oltre che dello stesso segretario della Lega.Da quando ha messo piede a palazzo Chigi la leader di Fratelli d’Italia sembra intenzionata a voler consolidare il ruolo dell’Italia, come ha cercato di fare a Bali, pur circondata da una malcelata diffidenza. Ma essendo fin qui promossa in atlantismo e rimandata, se non bocciata, in europeismo, rischia di commettere l’errore di credere di poter compensare l’isolamento continentale con la tutela statunitense (che è stata brava ad assicurarsi da Biden quando fino a ieri sperava nella vittoria dei candidati trumpiani nelle elezioni di Midterm). Ed è proprio Mattarella, cui non sfugge come l’interesse italiano sia in egual misura atlantico ed europeo e che questi legami siano le due facce della stessa medaglia, l’unico che può aiutare Meloni a compiere i passi giusti e a tenere la barra dritta. Ma questo presuppone due cose: tenere a bada la tentazione della sua gente, cresciuta nell’isolazionismo antagonista e quindi povera di cultura istituzionale liberale, di rovesciare sull’inquilino del Quirinale l’accusa di voler delegittimare la destra e mettere sotto tutela il governo; non concedere alla sinistra lo spazio per farne una bandiera. Se invece si farà prendere dall’orgoglio identitario o anche solo dalla paura di deludere il suo mondo e la parte più oltranzista del suo elettorato, allora mangiare non dico il panettone ma anche solo la colomba potrebbe rivelarsi impossibile. By Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it

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Elezioni regionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

“La scomposizione del campo progressista alle elezioni politiche del 25 settembre, ha consegnato il Paese alla peggiore destra di sempre. E oggi quella scelta mette a repentaglio il reddito di cittadinanza. ‘Sei mesi di proroga e poi basta sussidio’ lo ha ripetuto più volte la Presidente Giorgia Meloni al tavolone rotondo della Sala Verde di ieri. Tutti insieme, invece, lo avemmo difeso, così come avremmo difeso l’ambiente, i giovani, la scuola e i diritti sociali e civili” lo dichiara in una nota la consigliera regionale Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti. “Oggi non possiamo ripetere lo stesso errore di due mesi fa. Non è accettabile anteporre gli interessi personali e di partito ai bisogni dei cittadini, delle famiglie, delle imprese e alla difesa dell’ambiente e del territorio. E’ arrivato il momento di riaprire il dialogo con il M5S di Giuseppe Conte, da parte nostra e da parte sua. Oggi la coalizione in campo è insufficiente, bisogna sedersi a un tavolo tutti insieme, ripartire dal programma e ricostruire il Campo Largo che ha governato la Regione negli ulti due anni. In gioco c’è il destino di una comunità intera, quella del Lazio” conclude Marta Bonafoni.

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Pd: Rojc (Pd), Calenda sei alternativa o tiepida minoranza?

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

“Calenda vuole essere alternativa con noi o tiepida minoranza? Noi stiamo facendo un percorso di costruzione alla luce del sole e stiamo facendo opposizione in Parlamento, nelle città e nelle regioni. Con pazienza anche sui territori il Pd ha cercato e cerca ancora occasioni di dialogo e di confronto per opporsi alla destra: le alleanze nascono dal lavoro comune e perde tempo chi fa il profeta sulle nostre scelte. La nostra identità è nelle comunità e nei circoli che ogni giorno esprimono orgoglio, carattere e lotta”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc (Pd) replicando a Carlo Calenda che all’assemblea nazionale di Azione ha chiesto ai dem “Che si decidano, se sono con noi o se sono con i 5S”.

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Antibiotico-resistenza, FOFI: urgente intervenire per promuovere comportamenti responsabili

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

“Gli antibiotici sono una delle conquiste fondamentali della ricerca medica che rischiamo di compromettere a causa di un uso eccessivo, e in molti casi improprio, di questi farmaci. Utilizzarli correttamente è una responsabilità di tutti per evitare di ritrovarci in futuro senza strumenti efficaci per combattere le infezioni, ai danni soprattutto di chi è più fragile”. Lo dichiara Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), in occasione della Giornata europea e della Settimana mondiale di sensibilizzazione sugli antibiotici.“Se non si mettono in pratica comportamenti individuali responsabili e in assenza di politiche e interventi mirati, nel 2050 i cosiddetti batteri super-resistenti saranno la principale causa di morte al mondo, prima di infarto e ictus – continua Mandelli -. L’antibiotico-resistenza preoccupa in particolar modo l’Italia che continua ad essere ‘maglia nera’ in Europa, con 15mila morti l’anno per infezioni ospedaliere da batteri resistenti, quasi la metà del totale dei decessi, secondo l’ECDC. Per arginare questa ‘pandemia silenziosa’ è quanto mai urgente intensificare gli sforzi delle istituzioni sanitarie e dei professionisti della salute su diversi fronti: promuovere un uso razionale degli antibiotici, dentro e fuori dagli ospedali, supportare la ricerca di nuove molecole e aumentare la consapevolezza della popolazione sul pericolo legato alla comparsa di batteri resistenti. La disinformazione è tra le principali cause di utilizzo inappropriato di antibiotici che si registra, ad esempio, per curare l’influenza o il raffreddore durante il periodo invernale”.“I farmacisti sono consapevoli dell’importante contributo che possono dare per migliorare l’informazione ai cittadini e sensibilizzare rispetto all’adozione di buone pratiche di prevenzione per ridurre il rischio di infezioni. Facciamo appello alla sensibilità delle istituzioni e di tutti i professionisti della salute impegnati sul territorio per dare vita, insieme, a una grande campagna di informazione rivolta all’opinione pubblica per educare all’uso consapevole degli antibiotici”, conclude il presidente FOFI.

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Alfonso Corti: L’uomo del labirinto

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

Padova. Il volume sarà presentato martedì 22 novembre alle 17.00 nell’Aula Morgagni del Policlinico universitario (via Giustiniani, 2 a Padova) alla presenza degli autori e dei professori Maurizio Corbetta, direttore del Padova Neuroscience Center, Raffaele De Caro direttore del Dipartimento di Neuroscienze. Esce edito dalla PUP Padova University Press il libro Alfonso Corti. La scoperta dell’organo dell’udito scritto da Alessandro Martini, già direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova, Paolo Mazzarello storico della Medicina dell’Università di Pavia, Eugenio Mira, già direttore del Dipartimento di Otorino-laringoiatria dell’Università di Pavia, e Albert Mudry, otologo e storico della Stanford University (California). Era il 1851 quando Alfonso Corti, nato esattamente due secoli fa, nel 1922 in un piccolo paese in provincia di Pavia, scrive a Parigi e pubblica in francese il suo studio Recherches sur l’organe de ouïe des mammiféres, dove descrive per la prima volta l’anatomia microscopica dell’organo che contiene i recettori cellulari che trasmettono le onde sonore al nervo acustico e alle vie e centri acustici del sistema nervoso centrale, spiegando così come e perché ci sentiamo. L’organo di Corti contiene la chiocciola con le sue cellule acustiche, e il labirinto (composto da utricolo, sacculo e canali semicircolari) dove sono invece contenute le cellule dell’equilibrio.La scoperta di Corti si diffuse con una impressionante rapidità per l’epoca, come si legge nel testo: «Certamente buona parte del merito [della veloce diffusione] va ad Albert Kölliker che inserisce in tempo reale la descrizione della coclea ad opera di Alfonso Corti nel suo libro di grande successo, ma in pochi anni questa descrizione viene riportata in tutti i manuali scientifici e didattici del tempo. Una simile rapidità di diffusione era stata raggiunta solo 50 anni prima nel caso della scoperta degli effetti della stimolazione elettrica sull’udito da parte di Alessandro Volta.» L’occasione è quella dei 200 anni dalla nascita di Corti e il volume, oltre a raccontare la vita e l’attività dell’anatomista, contiene alcuni interessanti saggi sull’organo dell’udito e i suoi studi fino alla contemporaneità, compreso un tuffo nel mondo greco prima di Aristotele, epoca in cui l’orecchio era ben poco conosciuto dal punto di vista anatomico e fisiologico. In appendice una chicca: la copia anastatica della pubblicazione di Corti del 1851, completa di illustrazioni.

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Convegno su presa in carico pazienti con emicrania nella Regione Lazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

L’emicrania è una patologia complessa e multifattoriale di cui soffre circa il 12% della popolazione italiana (8 milioni di persone), per la maggior parte donne, con ricadute spesso importanti sia sulla qualità di vita che sull’attività lavorativa. Il suo impatto socio-economico è infatti molto importante, con una spesa media annua di 2 mila e 600 euro a paziente, dei quali il 5% arriva a perdere più di 5 giorni lavorativi al mese. Una patologia che un DDL approvato nel 2020 al Senato dovrebbe trasformare in malattia sociale, favorendo la sperimentazione di metodi innovativi per contrastarne i danni per la salute, ma che rischia di restare inapplicato in quanto mancano i decreti attuativi della legge. Il dibattito sarà introdotto dai saluti istituzionali di Marco Elefanti (Direttore Generale Fondazione Policlinico universitario “A. Gemelli” IRCCS), Antonio Gasbarrini (Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia “A. Gemelli” Università Cattolica del Sacro Cuore), Andrea Cambieri (Direttore Sanitario Fondazione Policlinico universitario “A. Gemelli” IRCCS), Arturo Cavaliere (Presidente SIFO). A seguire gli interventi di Marcello Pani (Direttore U.O.C. Farmacia Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” IRCCS) e Claudio Pisanelli (U.O.C. Farmacia Ospedaliera e Logistica del Farmaco ASL Roma 1) che insieme a Fulvio Ferrante (Direttore Dipartimento Diagnostica e Assistenza Farmaceutica ASL Frosinone) sono i responsabili scientifici dell’evento. Dopo gli approfondimenti scientifici degli esperti di patologia sarà la volta del dialogo parlamentare sul riconoscimento dell’emicrania come malattia sociale con gli onorevoli Arianna Lazzarini, Chiara Colosimo, Rodolfo Lena e Antonello Aurigemma. Tra le relazioni previste quella del prof. Francesco Saverio Mennini (Direttore EEHTHA del CEIS Facoltà̀ di Economia, Università̀ degli Studi di Roma Tor Vergata) che tratterà gli aspetti socioeconomici dell’emicrania. Concluderà il convegno la tavola rotonda dei direttori di farmacia ospedaliera dal titolo “Stato attuale e prospettive future per la presa in carico del paziente cefalalgico in Regione Lazio”. L’ incontro si propone di creare un momento di dialogo, confronto e condivisione tra i diversi stakeholders del nostro sistema sanitario con l’obiettivo di fare il punto sulle attività implementate nella Regione Lazio, relative alle cure e alla risposta agli unmet need per garantire la migliore presa in carico dei pazienti cefalalgici. I dati. Il costo medio annuo per ogni singolo paziente in Europa è pari a 1.222 euro, con costi indiretti (assenteismo e ridotta produttività) di gran lunga superiori a quelli diretti (visite mediche, accertamenti clinici, farmaci). L’Italia, al pari di Francia, Germania e Spagna presenta costi diretti ed indiretti pari a circa 20 miliardi di euro all’anno. Esistono poi costi intangibili, di natura psicosociale e riconducibili al dolore, all’ansia e all’impatto emotivo che la malattia provoca all’individuo affetto, che possono essere aggravati da accertamenti inappropriati, diagnosi e trattamento tardivo della patologia. Programma https://drive.google.com/file/d/1EGYeAWqo_7QH4nXAxO6DeknKfv1vWeK7/view?usp=share_link

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Tumore della prostata: Arriva Telelilt

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

Arriva una piattaforma di telemedicina con un’app dedicata alla cura dei pazienti con neoplasia della prostata che contiene tutte le informazioni utili sulla malattia, dalla prevenzione alla terapia agli effetti collaterali. Battezzata Telelilt, dal naming della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt), ideatrice del software, è stata presentata stamattina a Villa Magnisi, sede dell’ordine dei medici di Palermo, presieduto da Toti Amato, consigliere della Fnomceo. L’occasione è stato il convegno “La telemedicina nel trattamento della neoplasia alla prostata”. “La sperimentazione dell’intero sistema digitale – ha spiegato l’oncologo radioterapista Antonino Daidone – è già in corso grazie alla partecipazione di un campione di pazienti del centro di Medicina nucleare San Gaetano di Bagheria e dell’U.o di Radioterapia dell’ospedale Ajello di Mazara del Vallo. App e piattaforma sono alla portata di tutti. Il paziente, si collega digitando la sua login, scarica l’app e accede ai servizi erogati. Potranno ricevere visite oncologiche o di prevenzione durante i giorni del trattamento radiante e durante le visite trimestrali di follow-up. Documentazione clinica, trasferimenti voce, video e immagini saranno crittografati nel rispetto delle norme sulla privacy e sicurezza”. Secondo i dati segnalati dall’associazione, il carcinoma della prostata in Italia è la neoplasia più frequente tra i maschi e rappresenta oltre il 20% di tutti i tumori diagnosticati a partire dai cinquant’anni. La sopravvivenza a 5 anni al Nord è al 92%, mentre nel Sud è all’88% a causa del ritardo nella diagnosi e una scarsa diffusione dello screening. In Sicilia resta il tumore più diffuso tra gli uomini e rappresenta il 17,3% di tutti gli altri carcinomi. Teletilt è un progetto molto ampio che mira ad un doppio obiettivo. “Il primo – ha spiegato Glorioso – è mettere a regime i servizi per i pazienti con tumore alla prostata in grado di garantire equità nell’accesso alle cure e all’alta specializzazione, e una gestione semplificata delle cronicità e della continuità assistenziale attraverso un approccio multidisciplinare. Il secondo riguarda il trattamento radioterapico perché, nonostante la letteratura scientifica abbia dimostrato come la radioterapia sia un’alternativa non inferiore in termini di sopravvivenza e con minori effetti collaterali, la chirurgia è ancora la scelta terapeutica più diffusa”.

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“Crimes against Humanity”: The UN’s Special Rapporteur for Sanctions Speaks out on Syria

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

Professor Alena Douhan, the UN’s Special Rapporteur for Unilateral Coercive Measures (sanctions) has returned from a fact-finding trip to Syria. What she found there was shocking: A hospital in Homs with 125 doctors and 850 nurses has only two sterilizing machines. The same hospital uses a handful of old dialysis machines to serve 275 patients. A month’s worth of food for an average Syrian family now costs three times more than the average salary. Only 4% of schools have electricity. “12 million Syrians – more than half of the population – are grappling with food insecurity.” The Special Rapporteur’s report makes it clear: the sanctions on Syria are playing a huge role in this humanitarian catastrophe. Sanctions make it extremely difficult to repair infrastructure or order spare parts for things like electrical grids or medical equipment. Sanctions on the Syrian Central Bank block Syrians from trading with the outside world. Sanctions keep Syrians from importing fuel, making heating and electricity scarce, which in turn makes it difficult to irrigate fields, transport food, keep vaccines cold, or keep the lights on in schools.Since 2018, Syria’s civil war has come almost to a halt – but the humanitarian situation is worse today than it has ever been, because the U.S. began intensifying sanctions in 2018. Washington and its allies claim that the sanctions are there to hold the Syrian government “accountable” for its crimes. But eleven years into the sanctions regime, it is abundantly clear: the sanctions are accomplishing nothing but the immiseration of the Syrian people.

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Classic Week – Art from antiquity to the 20th century

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

London – See history in a new light this Classic Week at Christie’s London, with four live auctions and three online sales celebrating the breadth of human creativity from antiquities to modern classics. The series will run from 25 November to 15 December. Auction highlights will be on public view in Hong Kong (25 to 28 November) before the London pre-sale exhibition opens to the public on 2 December.This season’s highlights include Jean-François de Troy’s The Reading Party, one of the French Rococo painter’s finest tableaux de mode – loosely translated as ‘fashionable pictures’ – coming from The Collection of Lord and Lady Weinstock (estimate: £2,000,000-3,000,000); a portrait of Desiderius Erasmus by Hans Holbein the Younger and Workshop (estimate: £1,000,000-1,500,000); Anthony Van Dyck’s captivating portrait of Queen Henrietta Maria (estimate: £2,000,000-4,000,000); a majestic Roman marble Athena and the fourth part of ancient engraved gems formerly in the G. Sangiorgi Collection. The online sale of Old Master Paintings and Sculpture offers works of art at accessible price points, including some lots without reserves.Elsewhere, bibliophiles will find over 200 lots spanning printed books, maps, medieval manuscripts and autograph letters in our Valuable Books and Manuscripts auction, led by a beautiful copy of Gerard Mercator’s 1595 Atlas. The dedicated sale of The Collection of Marvin L. Colker is a fine tribute to the late Emeritus Professor of Classics at the University of Virginia. A host of fine British and European Art is presented across an online sale and a live auction, with works by Jean Béraud, Jean-Baptiste-Camille Corot, John William Waterhouse and Sir Alfred James Munnings.

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Marcello Panni dirige le musiche ai confini tra classica e leggera

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

Roma stasera 21 novembre alle 21 al Teatro Tor Bella Monaca (via Bruno Cirino 5). Il concerto è dedicato alla musica ai confini tra classica e leggera. Con la partecipazione di due solisti di rango, il sassofonista Marco Guidolotti e il pianista Antonello Maio. Questo concerto, intitolato “Ai confini della musica leggera”, propone una piacevole escursione tra la classica e la leggera, concentrandosi sugli ultimi cent’anni Si inizia con tre danze inserite da Igor Stravinskij nella sua Storia del soldato. Sono un tango, un valzer e un ragtime: quest’ultimo è uno dei primi esempi del successo del jazz – o meglio del progenitore del jazz – tra i musicisti e il pubblico europei. Di Stravinskij si ascolterà un altro Ragtime, questa volta non più concepito come un breve momento inserito in un più ampio (ed eccentrico) pezzo teatrale, ma promosso a brano autonomo. Non poteva mancare George Gershwin, che ha preso moltissimo o dal mondo del jazz, del musical e della canzone. Si ascolteranno quattro sue canzoni, che furono degli straordinari successi all’epoca ma che ancora oggi sono famose: Oh Lady be good, A foggy Day, I got Rhytm e They can’t take that away from me. Dalla prima metà del Novecento si passa agli ultimi decenni con Francesco Pennisi, compositore siciliano scomparso prematuramente a Roma nel 2000, artista poliedrico, squisito, affascinante: tra la musica che ci ha lasciato spicca La Paloma, un adattamento per pianoforte e quartetto d’archi della celeberrima canzone spagnola (ma la rivendicano anche i messicani) scritta verso il 1850 ed ancora oggi molto popolare. Ne hanno fatto una propria versione anche Harry Belafonte, Elvis Presley, Gabriela Ferri, Julio Iglesias e altri notissimi cantanti. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti. Prenotazioni al Teatro Tor Bella Monaca 06 2010579

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