Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Colesterolo cattivo: è causa diretta di infarto e ictus

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2022

Le malattie cardiovascolari sono responsabili di oltre 4 milioni di morti l’anno in Europa e rappresentano la principale causa di morte in Italia con oltre 230.000 decessi ogni anno, circa il 40% del totale. Contrastare l’insorgenza e la progressione di aterosclerosi, infarto e ictus è possibile attraverso l’adozione di corretti stili di vita e tenendo sotto controllo i principali fattori di rischio. Tra questi, il colesterolo LDL, conosciuto anche come “colesterolo cattivo”, che negli ultimi anni è stato ‘elevato’ dalla comunità scientifica internazionale da fattore di rischio a fattore causale dello sviluppo di malattie cardiovascolari, ritoccando verso il basso i target terapeutici per i pazienti dislipidemici. Una conferma viene dalle ultime linee guida europee che identificano in “The lower the better” la strategia di controllo dell’ipercolesterolemia. Su questi temi si sono confrontati a Roma i massimi esperti della Cardiologia italiana insieme a rappresentanti delle Istituzioni, della Medicina Generale e dei Farmacisti durante l’evento “NeoLipid – La gestione dell’ipercolesterolemia in Italia: dall’epidemiologia all’intervento clinico”, organizzato con il contributo di Neopharmed Gentili, azienda farmaceutica italiana specializzata nel trattamento delle principali patologie cardio-metaboliche.Gli esperti hanno sottolineato l’importanza di non trascurare i livelli di colesterolo LDL che impattano sul destino della salute cardiovascolare della popolazione dei Paesi occidentali. Nella popolazione generale apparentemente sana, il colesterolo LDL deve essere inferiore a 116mg/dL; in pazienti con rischio moderato, ad esempio gli ipertesi o i fumatori, che non hanno avuto eventi acuti, il parametro deve essere tenuto al di sotto di 100mg/dL; nei soggetti con rischio elevato, quali ad esempio le persone con diabete in cui sono presenti anche altri fattori di rischio, il parametro deve essere inferiore a 70mg/dL; infine, per tutti coloro che hanno avuto un evento maggiore (infarto, ictus, pazienti sottoposti ad angioplastica o bypass aortocoronarico), il colesterolo LDL deve essere inferiore a 55mg/dL.“Quando si parla di prevenzione del rischio cardiovascolare, è importantissimo il ruolo del medico di famiglia che deve rapportarsi con il cardiologo, assicurando la continuità terapeutica tra ospedale e territorio”, dichiara Fiorenzo Corti, Vicesegretario nazionale FIMMG – Federazione Italiana Medici Medicina Generale. Formazione e organizzazione sono due fattori chiave per il raggiungimento dei risultati previsti dal Piano nazionale della Cronicità. Gli studi dei medici di medicina generale devono diventare delle Case di comunità ‘Spoke’, dotate di adeguata strumentazione e delle figure professionali che affiancano il medico nell’assistenza ai pazienti”. (abstract) Fonte: https://academic.oup.com/eurheartj/article/41/1/111/5556353

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: