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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Legge Bilancio: Riparte la politica dei tagli a partire da Presidi e Dsga

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2022

Altro che investimenti nella scuola, la nuova bozza della manovra 2023, predisposta dal Governo Meloni, all’articolo 99 del testo provvisorio sacrifica centinaia di presidenze e di posti da direttore amministrativo per aumentare il Fondo unico nazionale e pagare le reggenze. Udir, il giovane sindacato dei dirigenti scolastici, e Anief, sindacato rappresentativo del personale scolastico, reputano tutto questo inaccettabile. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir e Anief, “per valorizzare dirigenti e direttori servono risorse aggiuntive e non riduzione del personale. Pensare che reggere 4 o 20 sedi o plessi scolastici sia la stessa cosa, con plessi spesso a decine di chilometri di distanza, significa non conoscere il lavoro svolto con dignità e difficoltà da chi dirige le nostre scuole, né la complessità della gestione amministrativa, al tempo del PNRR”. Le sedi di presidenza oggi sono circa 8 mila: “Erano ben 12 mila nel 2008 prima dell’emanazione del regolamento sul dimensionamento scolastico Tremonti-Gelmini (DPR 81/09), attuativo della Legge 133/2008 e degli ulteriori tagli disposti dalla Legge 111/11 – ricorda il presidente Pacifico – , in questi anni sono stati chiusi già ben 10 mila plessi nel territorio con grave negazione del diritto allo studio e a dispetto di Comuni lasciati aperti. Nel frattempo, il carico di lavoro delle scuole dell’autonomia è notevolmente accresciuto, non in ultimo con la progettualità legata al PNRR”. Anief e Udir chiedono lo stralcio e la conferma dei 400 dirigenti scolastici e Dsga nelle scuole normo-dimensionate. Nel frattempo, nel prossimo mese di marzo si svolgerà l’udienza pubblica al Tar Lazio sul ricorso presentato dai presidi iscritti a Udir sul recupero del FUN decurtato dal 2016 ad oggi. “Si tratta di recuperare 5mila euro annui in media a dirigente scolastico: lo stesso Ragioniere generale dello Stato è stato convocato dal tribunale amministrativo per spiegare il motivo del mancato ripristino delle risorse tagliate dopo l’intervento cautelare del Consiglio di Stato”, conclude Pacifico.

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