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Covid-19, quanto persistono i sintomi? Un’indagine di Jama fa il punto

Posted by fidest press agency su martedì, 29 novembre 2022

I sintomi post-covid persistono per due anni dall’infezione in oltre metà dei pazienti ospedalizzati e non, durante la malattia, precisamente nel 59,7% degli ospedalizzati e nel 67,5% dei non ospedalizzati. Lo rivela una indagine pubblicata sulla rivista Jama Network Open e condotta da Cesar Fernandez-de-las-Penas, della Universidad Rey Juan Carlos a Madrid.Lo studio ha coinvolto 308 pazienti Covid della prima ondata pandemica, non ricoverati per l’infezione e 360 pazienti sempre della prima ondata ma che hanno avuto bisogno del ricovero. Nell’indagine sono state identificate piccole differenze nei sintomi all’esordio del Covid tra i pazienti ospedalizzati e quelli che, invece, non hanno avuto necessità del ricovero in corso di infezione. Mentre i sintomi post-Covid-19 sono risultati simili tra i due gruppi di pazienti. I sintomi post-covid più comuni sono risultati essere difficoltà di respiro (dispnea), con una diffusione simile nei due gruppi di pazienti e deficit olfattivi, più frequenti nei non ospedalizzati.Per quel che riguarda i numeri aggiornati, nell’ultimo mese è stato registrato circa 1 milione di nuovi casi Covid in Italia, con un andamento dei contagi stabile rispetto al mese precedente e con una maggiore uniformità nella distribuzione dei nuovi casi nelle diverse aree territoriali del paese (Nord-Est 339 nuovi casi ogni 100.000 abitanti, Nord-Ovest 273 nuovi casi ogni 100.000 abitanti, Centro 280 nuovi casi ogni 100.000 abitanti, Sud e Isole 185 nuovi casi ogni 100.000 abitanti). Lo rende noto il report mensile dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica, Facoltà di Economia, campus di Roma, giunto alla sua 99/ima edizione.Analizzando la variazione dei tassi di saturazione dei posti letto di Terapia Intensiva (TI) e di Area Non Critica (ANC), si vede però come in una regione su 2 c’è stato un aumento di occupazione dei posti letto per Covid.”Stiamo vivendo una stagione autunnale differente da quelle vissute negli ultimi due anni, afferma Americo Cicchetti, direttore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica (ALTEMS), segnate dall’impatto della pandemia sulla nostra quotidianità e sul rallentamento delle cure erogate da parte del Servizio Sanitario Nazionale.”In questo Instant Report #99 di ALTEMS” continua Cicchetti “registriamo un andamento stabile della pandemia su tutto il territorio nazionale ma un aumento di occupazione dei posti letto in una regione/PA su 2. Analizzando le coperture vaccinali relative alla quarta dose del vaccino anti-Covid, conclude Cicchetti, notiamo che un italiano su 10 si è sottoposto alla vaccinazione di quarta dose, con una copertura maggiore della fascia di popolazione degli over-80 (34,85%); se in questi due anni abbiamo imparato qualcosa, certamente l’uso di mascherine negli ambienti più vulnerabili come gli ospedali e la vaccinazione della popolazione sono gli unici elementi per tenere sotto controllo la pandemia sia in termini di nuovi contagi sia in termini di mortalità”. (fonte: Doctor33)

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