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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Malattia aortica: nuova linea guida

Posted by fidest press agency su martedì, 29 novembre 2022

L’American College of Cardiology (ACC) e l’American Heart Association (AHA) hanno firmato una nuova linea guida sulla diagnosi e la gestione della malattia aortica, pubblicata simultaneamente sul Journal of the American College of Cardiology e su Circulation. Il documento, redatto in collaborazione con l’American Association for Thoracic Surgery, l’American College of Radiology, la Society of Cardiovascular Anesthesiologists, la Society for Cardiovascular Angiography and Interventions, la Society of Thoracic Surgeons e la Society for Vascular Medicine, è stato approvato anche dalla Society of Interventional Radiology and Society for Vascular Surgery.«La nuova linea guida, che riunisce e aggiorna le precedenti versioni per l’aorta toracica e addominale, è rivolta ai chirurghi cardiovascolari coinvolti nella cura dei pazienti con malattia aortica, ma anche ai medici che assistono malati cardiovascolari e ai medici di medicina d’urgenza» esordisce Eric Isselbacher, co-direttore del Thoracic Aortic Center al Mass General di Boston e presidente del comitato di redazione, spiegando che nell’ultimo decennio si è resa disponibile una serie di studi nel campo delle malattie aortiche.«Alla luce dei nuovi dati era il momento di aggiornare i documenti precedenti supportando l’attuale pratica clinica con raccomandazioni aggiornate mirate a fornire la migliore assistenza possibile a questa popolazione di pazienti» riprende Isselbacher, elencando alcuni dei punti salienti del documento: screening familiare mirato a identificare gli individui più a rischio di malattia aortica; adeguamento delle dimensioni della lesione aortica suscettibile di intervento alla superficie corporea o all’altezza del paziente; dato che il rischio di aneurisma o dissezione aortica aumenta con le dimensioni della lesione, la soglia di intervento è stata abbassata, consentendo a individui selezionati di sottoporsi tempestivamente a una chirurgia salvavita; adozione di un processo decisionale condiviso che coinvolga il paziente; costituzione di team aortici multidisciplinari formati da cardiochirurghi e chirurghi vascolari, specialisti di imaging in grado di interpretare TC, risonanza magnetica ed ecocardiografia, anestesisti esperti e terapie intensive con esperienza nei casi acuti. (fonte Doctor33)

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