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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Inflation Reduction Act statunitense: una spinta vigorosa alle tecnologie di transizione energetica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 novembre 2022

A cura di Natalia Luna, Analista senior investimenti tematici, Investimento responsabile di Columbia Threadneedle Investments. Ad agosto gli Stati Uniti hanno approvato un’importante pietra miliare nel campo della politica climatica con l’introduzione dell’Inflation Reduction Act (IRA). Trattandosi del più grande atto legislativo federale mai approvato per affrontare il problema del cambiamento climatico, crediamo che avrà un effetto profondo su tutti i settori nei prossimi decenni. La legge prevede ingenti crediti d’imposta per tutti i settori economici che svolgono un ruolo chiave nel conseguimento della piena decarbonizzazione: energia, trasporti, edifici e agricoltura. All’interno dei singoli settori di transizione, la legge punta a offrire un supporto lungo l’intera catena del valore, dai consumatori finali fino ai fornitori, con il chiaro intento di sovvenzionare la produzione nazionale di queste tecnologie. L’obiettivo principale è sostenere i produttori statunitensi e a tal fine la legge sussidia la fabbricazione sul territorio USA di componenti destinati alle energie rinnovabili, alle batterie e ai veicoli elettrici per ridurre la dipendenza dalla Cina. L’IRA propone di stanziare più di 60 miliardi di dollari per la produzione onshore lungo l’intera catena di approvvigionamento delle tecnologie pulite per l’energia e i trasporti. Riteniamo che questa spinta verso la localizzazione della filiera produttiva e il re-shoring della produzione statunitense avrà notevoli implicazioni macro e strategiche nel prossimo decennio. L’IRA metterà a disposizione almeno 369 miliardi di dollari per sostenere le tecnologie pulite in diversi settori, tra cui energie rinnovabili, idrogeno, nucleare, cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica (CCS) e veicoli elettrici. La maggior parte dei crediti d’imposta è disponibile per circa 10 anni, quindi le aziende avranno visibilità sulla voce crediti fiscali nel prossimo decennio, e ciò favorirà la realizzazione di investimenti e progetti. Credit Suisse stima che, grazie ai finanziamenti verdi in sovvenzione e all’effetto moltiplicatore dei sussidi e dei prestiti federali, il totale dei finanziamenti pubblici e privati in quell’arco temporale potrebbe aggirarsi sui 1.700 miliardi di dollari. La notevole estensione dei crediti d’imposta per le rinnovabili darà grande impulso soprattutto all’adozione dell’energia solare. Le misure dell’IRA, unite al continuo miglioramento delle condizioni economiche, potrebbero raddoppiare la crescita dell’energia solare negli Stati Uniti nel prossimo decennio. Tuttavia, la dipendenza dall’Asia per i componenti e i problemi sul fronte dei diritti umani associati alla manodopera cinese sono ostacoli da superare. L’espansione delle rinnovabili contribuirà anche allo sviluppo dell’idrogeno verde come fonte energetica chiave. (abstract fonte: http://www.columbiathreadneedle.it)

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