Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

L’inflazione del 2022 non è democratica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 novembre 2022

La forte crescita dell’inflazione è stata sicuramente una delle grandi protagoniste di questo 2022. In Italia i prezzi sono aumentati ufficialmente del 10,2% nei primi 10 mesi dell’anno, ma la realtà è che per molti risparmiatori l’inflazione è salita fino al 17,1% e i costi, in termini assoluti, fino a 335 euro in più al mese.È quanto calcola Moneyfarm, società di gestione del risparmio con approccio digitale, che ha utilizzato l’indicatore di “inflazione percepita” per affrontare la questione più urgente, oggi, per le finanze personali delle famiglie italiane.Partendo dagli ultimi dati ISTAT sull’inflazione relativi ai primi 10 mesi dell’anno ed incrociandoli con la fotografia 2021 dei consumi di 52 diversi profili di famiglie e di consumatori, Moneyfarm ha stimato con il supporto di smileconomy l’inflazione percepita: un indicatore che misura i diversi impatti dell’inflazione sulle tasche dei risparmiatori, a seconda del loro stile di vita e del loro mix di consumi. Nei primi 10 mesi dell’anno, l’inflazione misurata da ISTAT è cresciuta in media del 10,2%, ma per i 52 profili tracciati l’inflazione percepita va dall’11,2% al 17,1% poiché i consumi effettivi delle famiglie esaminate “battono” l’inflazione media del paniere ISTAT. Ragionando in termini assoluti, dai calcoli Moneyfarm emerge che l’inflazione costa alle famiglie da 175€ a 335€ in più al mese. Tra le 52 tipologie di consumatori analizzate, sono i disoccupati ad avere l’inflazione percepita più elevata, al 17,1%. Quando il capofamiglia è disoccupato l’inflazione agisce come una tassa occulta di 226€ al mese su una spesa media mensile che alla fine del 2021 era di 1.319€ al mese. Una tassa che, in assenza di aiuti e di bonus, significa probabilmente dover tagliare ulteriormente i consumi per la famiglia. Quando il capofamiglia è un lavoratore dipendente, invece, l’inflazione percepita è del 12,1% e la spesa mensile aggiuntiva ammonta a 285€. Il grafico 2 spiega chiaramente perché disoccupati e lavoratori dipendenti si collocano agli estremi dell’indice di inflazione percepita. Andrea Rocchetti, Head of Investment Advisory di Moneyfarm, ha commentato: “Purtroppo meno di un italiano su due comprende concetti come l’inflazione, come emerge dal “Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane” di Consob. Visti i livelli di inflazione che stanno caratterizzando la nostra economia, con le implicazioni che abbiamo spiegato sui risparmi delle famiglie, credo che sia ancora più importante che gli operatori del risparmio si impegnino sul fronte dell’educazione finanziaria. Oltre ad avere contezza degli effetti dell’inflazione, a mio avviso, i risparmiatori non devono sottovalutare l’urgenza di ragionare sulla gestione dei propri risparmi insieme a un esperto. Fare pianificazione finanziaria con un consulente, inoltre, è tanto più utile a coloro che non sono detentori di grandi patrimoni e che, non per questo, devono vedersi negato l’accesso a una gestione del risparmio efficiente”. (abstract by http://www.moneyfarm.com

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