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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Scuola: Nei prossimi dieci anni verranno cancellati oltre 600 istituti

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2022

Entro il prossimo decennio spariranno 624 sedi di presidenza della scuola pubblica: dalle attuali 7.519 diventeranno 6.885. Lo prevede la Legge di bilancio 2023, che all’articolo 99 introduce un nuovo coefficiente per la formazione delle sedi scolastiche autonome “non inferiore a 900 e non superiore a 1000, e tenuto conto dei parametri, su base regionale, relativi al numero degli alunni iscritti nelle istituzioni scolastiche statali e dell’organico di diritto dell’anno scolastico di riferimento, integrato dal parametro della densità degli abitanti per chilometro quadrato”. L’algoritmo di calcolo parte dalla circostanza che entro i prossimi dieci anni si prevedono, sulla base del tasso di natalità in forte riduzione, circa un milione e 100mila alunni e studenti in meno. “Tuttavia – spiega Marcello Pacifico – non tiene conto della distribuzione dei plessi scolastici e dei servizi offerti dal territorio alle famiglie e al personale scolastico. Se si applicasse lo stesso criterio ai Comuni più della metà dovrebbe chiedere fin dal prossimo anno solare. E lì ci sarebbero risparmi, ma perché non gli ospedali, ma forse ci si dovrebbe interrogare se lo Stato ha il dovere di ampliare piuttosto che tagliare questi servizi, non per ultimo quello dell’istruzione”.Le sedi di presidenza oggi sono circa 8 mila: “Erano ben 12 mila nel 2008 prima dell’emanazione del regolamento sul dimensionamento scolastico Tremonti-Gelmini (DPR 81/09), attuativo della Legge 133/2008 e degli ulteriori tagli disposti dalla Legge 111/11 – ricorda il presidente Pacifico – , in questi anni sono stati chiusi già ben 10 mila plessi nel territorio con grave negazione del diritto allo studio e a dispetto di Comuni lasciati aperti. Nel frattempo, il carico di lavoro delle scuole dell’autonomia è notevolmente accresciuto, non in ultimo con la progettualità legata al PNRR”. Anief e Udir chiedono lo stralcio e la conferma dei 400 dirigenti scolastici e Dsga nelle scuole normo-dimensionate. Nel frattempo, nel prossimo mese di marzo si svolgerà l’udienza pubblica al Tar Lazio sul ricorso presentato dai presidi iscritti a Udir sul recupero del FUN decurtato dal 2016 ad oggi. “Si tratta di recuperare 5mila euro annui in media a dirigente scolastico: lo stesso Ragioniere generale dello Stato è stato convocato dal tribunale amministrativo per spiegare il motivo del mancato ripristino delle risorse tagliate dopo l’intervento cautelare del Consiglio di Stato”, conclude Pacifico.

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