Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Gestione del paziente cardio vascolare

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2022

L’evoluzione costante delle tecnologie mediche e la sua applicazione a vantaggio del paziente cronico, peraltro già messa in pratica dalla comunità clinica con rilevanti evidenze scientifiche, continuano, infatti, a spostare la frontiera della prevenzione e della cura sanitaria. Oggi più che mai, grazie all’indirizzo dato dal recente DM 77 del Ministero della Salute nell’attuazione del PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – si presenta l’occasione di rivedere gli approcci e i setting assistenziali (sia ospedalieri che ambulatoriali) al fine di ridisegnare il Servizio sanitario per andare maggiormente incontro ai bisogni di salute dei cittadini. Il caso della gestione del paziente cronico cardiovascolare, affrontato durante l’incontro, può considerarsi un buon esempio sia delle opportunità che degli ostacoli in questa fase di trasformazione. È noto, infatti, che non tutte le anomalie cardiache possano essere individuate attraverso i monitor esterni, che usualmente coprono un arco di monitoraggio tra le 24 ore e i 30 giorni. Diversi pazienti, infatti, manifestano sintomi come sincope (svenimento), convulsioni, palpitazioni ricorrenti, stordimento o vertigini regolarmente ma non abbastanza spesso da essere rilevati da questi strumenti diagnostici. In Italia, infatti, il numero di nuovi casi di Fibrillazione atriale – FA, per esempio, si può stimare in 154.000 persone ogni anno, con circa 150mila ricoveri per sincopi e circa 13 mila casi di ictus criptogenico. Il costo medio di ospedalizzazione ad un anno dal ricovero i per pazienti colpiti da ictus ischemico ed emorragico è pari a € 7.289 e € 9.044 rispettivamente, per singolo paziente. Il costo medio di ospedalizzazione della sincope, invece, sfiora i € 3.000 per singolo paziente. Il caso degli ILR aiuta a capire i meccanismi della sanità e valutare la capacità del sistema di migliorarsi, adottando ad iso-risorse soluzioni alternative che migliorino sia la prevenzione che il trattamento. C’è, quindi, un ostacolo di natura amministrativa all’impiego dei registratori di loop impiantabile a livello ambulatoriale. “Lo sviluppo tecnologico – secondo il dott. Franco Ripa Dirigente del settore programmazione dei servizi sanitari e socio-sanitari della Regione Piemonte – è fondamentale per il miglioramento degli esiti in termini di salute. In tale ambito è necessario ricercare le migliori evidenze scientifiche, applicarle e sottoporle ad attività sistematiche di valutazione. Inoltre è anche molto importante attuare gli interventi con il setting organizzativo più adatto, al fine di coniugare efficacia ed efficienza”. “L’attuale pratica clinica richiede un ricovero ospedaliero per l’impianto di questi dispositivi – dice il dott. Gaetano Senatore, Direttore S.C. Cardiologia dell’ospedale di Cirie’-Lanzo-Ivrea e Cuorgne’ – ASL TO 4 – che dal punto di vista tecnologico consentirebbero anche un setting ambulatoriale. Un intervento ambulatoriale sarebbe più che semplice per il paziente e più economico per il servizio sanitario”. (abstract)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: