Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

La situazione del comparto lattiero caseario sta attraversando una fase di forte volatilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2022

Siamo di fronte ad una congiuntura internazionale con ben pochi precedenti: il latte manca ed il suo prezzo continua a salire. Ma sono aumentati enormemente anche i costi di produzione e gli allevatori reagiscono cercando di contenere i costi, ad esempio riducendo il mangime acquistato ed eliminando le vacche meno produttive e a fine carriera. L’effetto è una minore disponibilità di latte vaccino che subisce costanti aumenti di prezzo ed entro la fine dell’anno salirà a 60 centesimi, il 40% in più̀ di un anno fa. Le preoccupazioni permangono sia in vista della chiusura dei bilanci aziendali, sia per le prospettive, sulle quali incombe la riforma della Pac in vigore a gennaio che andrà a diminuire progressivamente i contributi previsti. E poi di fronte alla crisi emergente ci si domanda come reagiranno i consumatori nei confronti di un’inflazione crescente e una diminuzione del loro potere di acquisto e sui quali inevitabilmente viene riversata una quota parte dell’aumento dei costi che ha toccato anche l’industria di trasformazione e di distribuzione. L’Italia ha un ruolo determinante nella produzione ovicaprina a livello europeo: il nostro Paese è al primo posto per produzione di formaggi a base di latte di pecora, al terzo per la produzione di latte ovino dietro Grecia e Spagna e al settimo posto per la produzione di cani ovicaprine. Benché con circa 0,8 miliardi di euro di valore della produzione il comparto ovicaprino incida solo per poco più dell’1% sulla Produzione agricola nazionale ed il 4,4% del valore della produzione zootecnica, esso costituisce, specie per alcuni territori, un presidio essenziale e anche un elemento notevole per la crescita e l’occupazione di alcune aree vocate. Un valore particolarmente rilevante assume per le produzioni DOP ed IGP: 18 formaggi DOP ed IGP rappresentano praticamente la metà della produzione complessiva di formaggi ovicaprini. Invece 3 IGP delle carni ovine rappresentano circa il 20 per cento della produzione di carni ovicaprine nazionale.

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