Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Archive for 9 dicembre 2022

Premio Sacharov 2022

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

Roma, Senato della Repubblica, mercoledì 14 dicembre, 9:45 – 12:30 Il Parlamento europeo in Italia presenta agli studenti il Premio Sacharov 2022 per la libertà di pensiero. Quest’anno va al coraggioso popolo ucraino, rappresentato dal suo presidente, dai leader eletti e dalla società civile.In occasione dell’assegnazione del Premio Sacharov 2022 per la libertà di pensiero al coraggioso popolo ucraino, l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia organizza un incontro con gli studenti il 14 dicembre 2022, dalle 9.45 alle 12.30. L’evento si svolgerà nella sala Capitolare del Chiostro del convento di Santa Maria Sopra Minerva, presso il Senato della Repubblica, e in collegamento con la plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.La premiazione al presidente ucraino, ai leader eletti e ai rappresentanti della società civile ucraina si terrà in diretta streaming durante la sessione plenaria di Strasburgo alle ore 12.00.L’evento, moderato da Maria Rita Grieco, vicedirettrice del Tg2, si aprirà alle ore 9.45 con l’indirizzo di saluto del presidente del Senato Ignazio La Russa e un video messaggio del direttore di Repubblica Maurizio Molinari. Aprirà i lavori il vicepresidente del Consiglio e ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani che risponderà anche alle domande degli studenti.A seguire sono previsti gli interventi di Sviatlana Tsikhanouskaya leader dell’opposizione democratica bielorussa e Premio Sacharov 2020, e Yaroslav Melnyk, ambasciatore di Ucraina in Italia.Successivamente avrà luogo un collegamento con Strasburgo dove sarà presente la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno (S&D-PD) con gli eurodeputati Fulvio Martusciello (PPE, capodelegazione FI), Brando Benifei (S&D, capodelegazione PD), Ignazio Corrao (Verdi/ALE), Anna Bonfrisco (ID-Lega), Nicola Procaccini (ECR-FdI) e Sabrina Pignedoli (NI-M5S) e il capo dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia Carlo Corazza.L’evento sarà trasmesso live sui canali social del Parlamento europeo e sulla web tv del Senato e sul canale YouTube del Senato.

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Iran. Kelany (FdI): bene ferma condanna governo Meloni. In atto gravissime violazioni diritti umani

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

“L’esecuzione di ieri del giovane ventitreenne Moshen Shekari, che si era unito alle manifestazioni contro il governo degli Ayatollah in Iran, è sconcertante. Bene ha fatto il presidente Meloni a condannare fermamente l’episodio che è di una gravità inaudita e che mette in luce le gravissime violazioni dei diritti umani che si stanno consumando In Iran per mano del Governo islamista. Da oltre due mesi le proteste montano incessanti e secondo le organizzazioni non governative starebbero rischiando la pena capitale altre 28 persone. La popolazione è duramente colpita dalla polizia morale, alle donne, soprattutto di minoranze etniche, come le curde, viene sparato al petto, in volto e sui genitali. Diamo incondizionato sostegno alle donne ed ai giovani iraniani nella loro lotta per la libertà e contro l’oscurantismo integralista”.

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Prosegue con un nuovo appuntamento “Sicilian Music Wave”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

Palermo Sabato 10 dicembre, alle ore 19:30, nell’Auditorium di S. Mattia ai Crocioferi in via Via Torremuzza 18, nono appuntamento della rassegna #sicilianmusicwave con la soprano maestro Maria Gabriella Cianci e il maestro Onofrio Claudio Gallina al pianoforte che eseguiranno i “Lieder” di Hugo Wolf.L’ingresso al concerto è gratuito. Durante tutti i concerti della rassegna sarà possibile contribuire alla raccolta fondi “#Sostieni il progetto BallarArt” promossa da Significa Palermo ETS d’intesa con Ars Nova. I biglietti saranno inoltre pre-acquistabili online all’indirizzo http://www.liveticket.it/arsnovapa. Ars Nova – Associazione Siciliana per la Musica da Camera è giunta alla 48° edizione e realizzata in collaborazione con il Festival internazionale Palermo Classica, l’associazione musicale Bequadro e con il supporto dell’Assessorato al turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana, del Comune di Palermo, dell’associazione Significa Palermo e dell’associazione Parco del Sole, per la direzione artistica del Maestro Onofrio Claudio Gallina. Fonte: http://www.arsnovapa.it

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Serata Negramaro a Palermo

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

Palermo 10 dicembre al Dorian in via Rosario Gerbasi 6, di fronte al molo Santa Lucia del porto di Palermo. Un sabato sera di vero rock italiano, per celebrare la band salentina che ha portato avanti la frontiera della musica, grazie al suo carismatico leader Giuliano Sangiorgi e sotto la guida artistica di Alessio Ciriminna, La serata inizierà alle 20. I clienti del locale potranno gustare la ricca apericena con drink al costo di 25 euro. Si potrà scegliere anche la “Formula pizza”, con antipasto, pizza, dolce e drink, sempre a 25 euro. Alle 22,30 spazio alla musica degli Apollo. Durante il concerto si potranno assaporare tutte le atmosfere della band, considerata da tutti tra le migliori in circolazione in Italia. Tra i brani in scaletta “Mentre tutto scorre”, “Estate” e il rifacimento di “Meraviglioso” di Domenico Modugno. Per prenotare un tavolo telefonare o mandare un messaggio WhatsApp al 3807980615 o andare sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/dorianart.it.

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Comgest: Sui mercati globali regna la volatilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

A cura di Alexandre Narboni, Gestore del Comgest Growth Global di Comgest. Ottobre è stato un altro mese volatile per i mercati globali, che hanno subito un calo nella prima parte del mese per poi registrare un forte rimbalzo nella seconda metà. Tra i titoli su cui siamo maggiormente positivi in questo momento figurano Eli Lilly, EssilorLuxottica e Visa.Cresce l’entusiasmo del mercato per le potenzialità di Mounjaro, il farmaco antidiabete di ultima generazione di Eli Lilly, che ha anche ricevuto il via alla revisione accelerata (fast-track designation) dalla Food & Drug Administration (FDA) statunitense per la cura dell’obesità. EssilorLuxottica, leader mondiale nella produzione di lenti e montature per occhiali, ha pubblicato risultati migliori delle aspettative, con vendite in rialzo dell’8% a cambi costanti. Anche Visa ha reso noti risultati migliori del previsto, registrando un aumento delle vendite del 19%, favorito da una crescita dei volumi del 49% sul segmento molto redditizio del mercato estero, che era stato fortemente penalizzato durante la pandemia da Covid-19.Finora il 2022 è stato indubbiamente un anno difficile per il portafoglio, sia in termini assoluti che relativi, ed è stato anche caratterizzato da diversi fattori fuori controllo, in particolare l’aumento dei tassi d’interesse, che ha compresso i multipli di valutazione di molte delle società quality growth da noi selezionate. Restiamo interamente concentrati sulla selezione di società di qualità in grado di generare costantemente una crescita composta degli utili a doppia cifra in un orizzonte temporale di lungo termine.

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Non si ferma il consumo di suolo nelle aree protette

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

Le aree naturali protette sono tutte quelle zone composte da elementi fisici, morfologici o biologici che hanno un importante valore naturalistico. All’interno di questi territori vigono specifiche norme di salvaguardia, come per esempio il divieto di caccia. Le aree naturali protette godono di tutele garantite dalla legge, ma ci si possono svolgere alcune attività umane che producono effetti. Uno di questi è il consumo di suolo Ispra stima che al 2020 il suolo consumato nelle zone presenti nell’elenco delle aree naturali protette (Euap) sia pari a 59.335 ettari totali, l’1,9% del territorio. Questo valore è inferiore rispetto a quello calcolato per l’intera superficie nazionale, pari infatti al 7,1%. Nonostante le azioni legislative di tutela che permettono una protezione più efficace di questi territori, non è un fenomeno in calo. Tra il 2019 e il 2020 sono infatti stati consumati 65 ettari di terreno. Fonte: Fondazione openpolis indipendente, non profit e senza pubblicità Via Merulana, 19

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Santa Messa nella cattedrale di Mainz

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

10 dicembre 2022 Omelia – Card. Michael Czerny S.J. Le letture che abbiamo ascoltato quest’oggi portano all’attenzione della nostra riflessione di fede la figura del grande profeta Elia. Nativo di Tisbe, Dio lo invia al re Acab per invitarlo a ravvedersi e a tornare sui propri passi. Il primo Libro dei Re (cap, 17) ci racconta del coraggio con cui Elia, parlando in nome di Dio, affronta il re di Samaria e denuncia la sua scelta di abbandonare il vero Dio per cedere alla seduzione degli idoli. Istigato dalla moglie Gezabele, infatti, Acab aveva rinnegato la fede nel Signore, il Dio dei suoi padri, e si era prostrato in adorazione dinanzi a Baal, divinità cananea della tempesta e del caos. In questi testi narrativi dell’AT, dai toni forti e vividi, è possibile riconoscere un importante punto di arrivo nella maturazione della coscienza di fede di Israele: la relazione con il Signore è personale, cioè richiede reciprocità nell’alleanza. Per questo motivo può essere faticosa, esigente, persino frustrante, ma è sempre autentica e volta al bene dell’uomo, perché orientata alla sua crescita. Al contrario, con gli idoli si stabilisce un rapporto di potere che è dato dalla logica dello scambio, del do ut des, e questo attrae sempre perché offre all’uomo l’illusione di poter controllare il divino. Al contrario, è un inganno che lo precipita nella schiavitù verso i propri istinti più bassi e lo degrada nella giustificazione del proprio egoismo. L’autore del Libro del Siracide – nella prima lettura di oggi – coglie nello zelo di Elia per il Signore il tratto essenziale che caratterizza la sua esistenza e la sua vicenda di profeta, tanto da accostare il suo temperamento ad un fuoco che arde e divampa, illumina e fende l’oscurità. Quella di Elia è una parola “incendiaria”, perché scuote le coscienze, le ridesta dal sonno, le richiama al presente, le infiamma di amore per Dio. Ci mostra che la profezia è sempre radicata nella storia, perché è capacità di guardare all’oggi con gli occhi di Dio, di leggere le trame dell’attualità a partire dalla Parola rivelata, così da smascherare il male che agisce nell’ombra. La profezia scaturisce dall’essere pienamente inseriti nella vita e nella società del proprio tempo, ma senza perdere di vista la meta ultima a cui tendiamo, cioè il Regno di Dio verso cui siamo in cammino. Per questo ogni profeta vive con profonda e lacerante tristezza le contraddizioni, le resistenze, i rinnegamenti, cioè ogni offesa alla dignità dell’uomo, che nella società si oppongono alla verità dell’essere creati degni e fatti per la comunione con Dio. Il brano del vangelo di Matteo che abbiamo ascoltato, ci riporta un dialogo tra Gesù e i discepoli che l’evangelista colloca dopo l’evento della Trasfigurazione. Si tratta di poche battute, un dialogo fatto appena di una domanda e una risposta, ma che comunica un messaggio potente. È un invito alla vigilanza, a tenere gli occhi bene aperti. Gesù ammonisce i suoi discepoli affinché non agiscano allo stesso modo, ma al contrario li esorta a prestare attenzione ai segni dei tempi. Il Regno di Dio non viene con clamore, di modo che si possa dire: “Eccolo qua o eccolo là”. Dio parla al cuore dell’uomo, parla attraverso questo tempo forte di Avvento, il Vangelo che ascoltiamo, la liturgia che celebriamo, il magistero che ci guida e ci orienta, gli avvenimenti personali, familiari, sociali e culturali in cui tutti siamo coinvolti. Tocca a noi riconosce la voce di Dio nella loro voce. Nella schiera dei profeti che Dio ha suscitato nella stagione del Concilio, testimoni coraggiosi, umili nella loro libertà di parola, fedeli al Vangelo e obbedienti alla Chiesa, per lo più incompresi e guardati con sospetto, ma la cui memoria è una benedizione, c’è anche il vescovo Helder Camara, di cui vorrei citare un pensiero: «Chi vive dove milioni di creature umane soggiacciono a condizioni disumane, se non è sordo sente il clamore degli oppressi. E il clamore degli oppressi è la voce di Dio». C’è corrispondenza diretta tra l’ascolto della voce di Dio e l’ascolto del grido degli oppressi. In altre parole, l’autentico zelo per il Signore non può mai essere scisso da un effettivo interesse per il bene comune. Chiediamo al Signore che in questo tempo di preparazione al Natale, il nostro cuore si apra al dono della profezia e la nostra fede segua il dinamismo dell’Incarnazione del Verbo. Chiediamo al Signore occhi per vedere il fratello ferito sul nostro cammino, orecchi per ascoltarne il suo grido di dolore, mani per risollevarlo da terra, fede per riconoscere nel suo volto il volto di Cristo. (abstract)

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Sedicesima edizione Teatri di vetro: Oscillazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

Lido di Ostia (Roma) 11 – 18 dicembre 2022 Teatro India, Lungotevere Vittorio Gassman, 1, Roma, Teatro del Lido Via delle Sirene, 22 giorni di incontri, performance, spettacoli, congegni scenici, studi del festival che indaga i processi di creazione delle arti sceniche contemporanee. Grazie alla sua articolazione in sezioni – Trasmissioni a Tuscania (VT), Composizioni al Teatro del Lido di Ostia Lido (RM), Oscillazioni e Elettrosuoni al Teatro India a Roma – il progetto interroga la nozione di scena contemporanea e indaga e alimenta le relazioni tra osservatori – cittadini, spettatori, teorici, studenti, artisti – e oggetti artistici, tra fruitori e spazi, cercando una ridefinizione del confine tra palcoscenico e platea, tra pensiero e azione, tra individuo e comunità, ricollocando i processi creativi del performativo all’interno di un nuovo schema di relazioni. Dall’intuizione alla resa scenica, la materia creativa è un corpo vivo che oscilla, fatto di pelle e circuiti, un corpo in movimento tra il concreto e l’astrazione, tra la materia e la smaterializzazione dell’immaginazione, un corpo in evoluzione e alla costante verifica di sé. Oscillazioni rivela tutta la vita dell’opera, la sua composizione, la costruzione, l’elaborazione, e ne mostra la transitorietà e l’unicità che ogni volta si manifesta sulla scena. Oscillazioni ribalta il piano ordinario di osservazione, agisce sulla creazione indagandone il ritmo vitale, mette in crisi e accetta il caos. Sito: http://www.teatridivetro.it I biglietti vanno ritirati presso il botteghino del teatro. 10 euro intero, 5 euro ridotto, 3 euro operatori; riduzione del 50% sul biglietto intero dedicata al pubblico con età inferiore ai 26 o superiore ai 65 anni e ai residenti del X Municipio per la programmazione al Teatro del Lido e dell’XI Municipio per la programmazione al Teatro India. Gli incontri previsti dal programma sono a ingresso gratuito.

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Alcuni fattori di traino accelerano la competitività dei costi dell’idrogeno, ma la domanda continua ad arrancare

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

A cura di Natalia Luna, Analista senior investimenti tematici, Investimento responsabile di Columbia Threadneedle Investments. La nostra ricerca proprietaria sull’economia dell’idrogeno svolta qualche anno fa ci ha portati a concludere che l’idrogeno avrebbe giocato un ruolo chiave nella decarbonizzazione. Una delle principali conclusioni cui siamo giunti è che, laddove possibile, l’elettrificazione sarà la tecnologia dominante, e che l’idrogeno aiuterà a colmare gli ammanchi in alcune aree ad alta intensità di carbonio non raggiungibili dall’elettrificazione. A nostro avviso, le principali aree di opportunità sono i fertilizzanti, lo stoccaggio energetico stagionale a lungo termine e gli autocarri pesanti. Per monitorare efficacemente i progressi e il potenziale futuro dell’economia dell’idrogeno, ci concentriamo su tre catalizzatori principali: le politiche pubbliche, le riduzioni dei costi e lo sviluppo delle infrastrutture. Nell’UE, a marzo la Commissione europea ha presentato il piano REPowerEU, concepito per garantire la sicurezza e l’indipendenza energetica dalla Russia. Il piano prevede anche un sostegno sostanziale all’idrogeno verde e un aumento di quattro volte degli obiettivi di capacità di idrogeno. L’elemento cardine è la proposta di introdurre contratti per differenza (CfD) specifici per l’idrogeno, che forniranno sussidi pari al 100% del costo aggiuntivo dell’utilizzo dell’idrogeno verde rispetto alle alternative basate su combustibili fossili. Ciò dovrebbe consentire a un maggior numero di produttori di idrogeno di prendere una decisione d’investimento finale entro il 2023, quando saranno assegnati i prossimi contratti. Inoltre, l’UE ha annunciato finanziamenti per 5,2 miliardi di euro per una serie di progetti infrastrutturali legati all’idrogeno che prevedono la costruzione di elettrolizzatori su grande scala e di infrastrutture per la produzione, lo stoccaggio e il trasporto, nonché il progetto di una Banca dell’idrogeno da 3 miliardi di euro destinata a “garantire” gli acquisti di idrogeno per assicurare certezza della domanda. A partire dall’anno scorso sono state attuate diverse politiche tese ad accelerare lo sviluppo dell’idrogeno verde, e riteniamo che questo supporto normativo sia il più importante catalizzatore in grado di imprimere slancio al mercato nei prossimi anni. Tuttavia, nonostante i progressi compiuti e il notevole dinamismo, rimangono sfide e ostacoli da superare.Inoltre, in molti luoghi la crisi energetica ha reso l’idrogeno verde l’opzione più economica rispetto alle alternative basate su combustibili fossili. Questo, insieme alla previsione di una rapida diminuzione dei costi alimentata dall’innovazione e dall’uso su vasta scala di elettrolizzatori e fonti rinnovabili, ha migliorato enormemente la competitività di costo dell’idrogeno verde. Il calo atteso dei costi può erodere la domanda di idrogeno in quanto gli utenti finali potrebbero decidere di aspettare qualche anno fino a quando i prezzi non diventeranno più competitivi. Questo potrebbe essere controbilanciato dalla necessità di conseguire gli obiettivi aziendali di azzeramento delle emissioni nette, in particolare nell’UE, dove gli investitori e i consumatori sono più attenti a questo aspetto. Tuttavia, la scarsa visibilità sulla domanda è spesso citata come il principale ostacolo da superare dagli sviluppatori che devono sbloccare finanziamenti per progetti a lungo termine.La mancata adozione di politiche che incoraggino la domanda, in particolare nei settori industriali chiave, è a nostro parere una debolezza che dev’essere superata se vogliamo stimolare gli investimenti necessari in infrastrutture e innovazione per portare l’idrogeno verde su vasta scala e renderlo commercialmente disponibile.Dato che molti progetti non si realizzeranno prima del 2030 circa, riteniamo che si possano trovare maggiori opportunità d’investimento a breve termine negli sviluppatori di energie rinnovabili, negli operatori integrati lungo la filiera dell’idrogeno pulito e nei principali fornitori di elettrolizzatori.Per ulteriori informazioni si veda il sito internet di Columbia Threadneedle Investments: http://www.columbiathreadneedle.it

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Manovra: Bankitalia, contante costa a esercenti più che carte

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

Secondo Bankitalia, con riferimento agli oneri legati alle transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici, il contante ha costi superiori a quelli delle carte di debito e credito. “Giustissimo! Come avevamo subito denunciato, infatti, il Governo sul Pos non si rende nemmeno conto che sta facendo un grave danno ai commercianti. Non solo, a differenza di quanto sostiene l’on. Salvini, rimasto evidentemente all’età della pietra, il pagamento con il Pos è molto più rapido di quello in contanti, non dovendo il commerciante dare il resto, senza contare che oggi, diamo la notizia a Salvini, esistono i pagamenti contactless, rapidissimi, ma si evitano ammanchi di cassa, non si ricevono banconote false, in caso di rapina si hanno meno contanti in cassa, non si deve andare pericolosamente in banca a depositare l’incasso della giornata, con il rischio di furti e rapine, oltre alla perdita di tempo di fare la fila in filiale, magari anche solo per procurarsi le monetine per il resto. Insomma, in realtà rompe chi paga in contanti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Inoltre, si fa un regalo a chi vende on line. Il consumatore più smart passerà per comodità sempre più all’E-commerce e il commerciante perderà ancora più clienti, mentre, se decide di stare al passo con i tempi, potrà fidelizzare il cliente soddisfando le sue richieste ed esigenze. Non parliamo, poi, delle località turistiche, nella quali il pagamento elettronico facilita il pagamento con gli stranieri” conclude Dona.

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ESG nella pratica: perché è importante l’engagement diretto con gli emittenti sovrani dei mercati emergenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

A cura di Mary-Therese Barton, Head of Emerging Markets Debt di Pictet Asset Management. L’engagement è particolarmente impegnativo quando si parla di nazioni sovrane perché è difficile capire come esercitare pressione in modo efficace. A differenza delle asset class in cui gli azionisti possono avvalersi del loro diritto di voto per dialogare e spronare, ove necessario, il management aziendale, quando si investe in obbligazioni sovrane questo non è possibile. L’attività di engagement con gli emittenti sovrani, inoltre, potrebbe essere erroneamente interpretata come attività di lobbying, di patrocinio o come un tentativo di interferire nelle scelte politiche dei governi. Nonostante queste difficoltà, si cerca attivamente di collaborare con gli emittenti sovrani, di solito tramite i loro responsabili della gestione del debito o il Ministero del Tesoro. Le questioni sociali sono estremamente importanti nel fornire una chiave di lettura per comprendere i mercati emergenti, a maggior ragione in un panorama post COVID in cui, a causa della pandemia, i livelli di povertà sono tornati indietro di decenni. Per poter integrare le questioni sociali nel processo d’investimento è fondamentale la ricerca in ogni ambito di rilievo. Pictet AM ha anche costituito una partnership con EMpower, un’organizzazione che si impegna a sostenere le donne e i giovani emarginati e a rischio nei mercati emergenti, attraverso progetti educativi, occupazionali e sociali. Nonostante l’attuale contesto di mercato volatile e le emissioni sovrane ai minimi storici, si è assistito a una solida attività nel comparto delle obbligazioni ESG, in particolare per i green bond. Ciò rappresenta un cambiamento strutturale nel modo in cui i governi dei Paesi emergenti si approcciano al mercato. Investire in obbligazioni ESG significa sacrificare il rendimento? In genere, i premi delle obbligazioni con etichetta ESG sono leggermente inferiori. Questo è un dato da prendere seriamente in considerazione nel processo di investimento. Se si ritiene che i vantaggi strutturali a lungo termine di queste obbligazioni siano solidi, si è maggiormente bendisposti ad accettare un premio leggermente inferiore, perché consapevoli che si stia parlando di un impatto marginale rispetto alla percentuale del portafoglio in questione. In ultima analisi, si può aggiungere valore al portafoglio tramite una selezione attenta delle emissioni.Infine, bisogna considerare anche quanto è stato risparmiato grazie alle posizioni sull’ESG. Prendiamo l’esempio della Russia: Pictet AM è passata a una posizione di sottopeso del debito sovrano prima dell’invasione, motivata da una logica ESG: se non fosse stato preso in considerazione questo tipo di ragionamento ci si sarebbe probabilmente ritrovati con un’esposizione in Russia molto maggiore. La visione in materia di ESG crea la base per discussioni molto interessanti con i clienti che apprezzano un approccio a lungo termine. (abstract)

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Investire nei mercati emergenti: rischi e opportunità in Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

Commento a cura di Antonella Manganelli, AD e Responsabile Investimenti di Payden&Rygel Italia. Ungheria: (finalmente) la mossa giusta? Dopo la richiesta della Commissione Europea di tagliare 7,5 miliardi di euro di fondi UE all’Ungheria per via dell’incapacità del Paese di trovare un accordo con l’Unione sul suo Piano di Ripresa e Resilienza (RRF), l’Ungheria rischia di perdere il 70% di questi fondi qualora l’UE non dovesse accettare il piano entro la fine dell’anno. Una perdita di finanziamenti di tale portata potrebbe essere disastrosa per l’Ungheria in un anno di per sé complicato come si prospetta il 2023, già segnato dall’aumento dei prezzi dell’energia che ha spinto il disavanzo commerciale in territorio negativo, portando a un notevole deterioramento delle partite correnti. Questa mancanza di alternative di finanziamento potrebbe avere dei risvolti inaspettatamente positivi: le autorità ungheresi si sono dette infatti disposte ad affrontare le questioni sollevate dalla CE attuando i cambiamenti richiesti attraverso una legislazione che dovrebbe entrare in vigore a breve. Le preoccupazioni rispetto alla situazione economica della Polonia riguardano anzitutto la politica monetaria. La Banca Nazionale di Polonia (NBP) sembra quasi pronta per una pausa nel ciclo di rialzi, con un probabile tasso terminale del 7% (contro l’attuale tasso di riferimento del 6,75%) e dal confronto con le autorità monetarie polacche è emerso un chiaro spostamento del focus dall’inflazione alla crescita. Un allentamento fiscale prematuro introdurrebbe, di conseguenza, rischi significativi di aumento del deficit di bilancio, che potrebbe essere solo parzialmente compensato da un aumento delle entrate a causa dell’inflazione. Il timore è che l’allentamento fiscale, a fronte di un mercato del lavoro resiliente, sia una ricetta per aumentare l’inflazione, e non per ridurla.Inoltre, i rapporti tra Polonia e Unione europea si sono nuovamente deteriorati. In Polonia il Piano di Ripresa e Resilienza è stato approvato all’inizio dell’anno dopo mesi di negoziati e ritardi, ma sembra improbabile che i fondi effettivi saranno erogati fino alla fine del 2023. L’erogazione dei fondi da parte dell’UE sarà subordinata al raggiungimento dei risultati richiesti al sistema giudiziario polacco, mentre, dal canto suo, la politica interna sembra ostacolare l’adempimento di queste condizioni, piuttosto che agevolarlo. Il rischio per la Polonia è, se non quello della perdita dei finanziamenti come nel caso dell’Ungheria, di un ritardo nell’erogazione dei fondi, che, pur non avendo un impatto diretto sul bilancio, costringerebbe comunque il governo a finanziare i progetti in corso in un momento in cui il costo del denaro è aumentato in maniera sostanziale. Cattive notizie sui fondi dell’Unione Europea rappresenterebbero indubbiamente un problema anche per gli investitori. Repubblica Ceca: la meno preoccupante delle tre, ma i rischi rimangono. A settembre, le autorità ceche hanno lanciato un messaggio rassicurante: difficilmente il gas naturale rappresenterà un problema per l’economia manifatturiera del Paese. Per ora l’approccio equilibrato della politica monetaria sembra coerente con i dati economici: la crescita rallenta, così come rallentano i salari e i prestiti in valuta locale. La diminuzione di mutui e prestiti al consumo rispetto allo scorso anno sembra coerente con le aspettative di una recessione tecnica nella seconda metà di quest’anno. Alla luce di queste considerazioni, abbiamo modificato il nostro posizionamento sul mercato locale in Polonia e Repubblica Ceca. Riteniamo inopportuna la svolta dovish della NBP, in quanto permangono forti pressioni sui prezzi, dati economici misti e rischi di allentamento fiscale, che, in base alle nostre previsioni, peserebbero sia sui tassi sia sulla valuta locale. Mentre la nostra strategia prevedeva già di sottopesare la duration e di essere corti sullo zloty polacco, abbiamo aumentato il sottopeso sulla duration per riflettere questo rischio.In Repubblica Ceca, abbiamo chiuso il nostro short sulla corona, ritenendo che la valuta rimarrà forte, data la capacità di intervento della CNB, mentre le considerazioni sul carry hanno confermato la nostra decisione. Infine, abbiamo mantenuto la nostra esposizione sul mercato locale ungherese, con l’opinione che i problemi tra Ungheria e Unione Europea saranno, in ultima analisi, risolti. (abstract by Payden & Rygel)

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ESCP sale per la prima volta sul podio delle migliori Business School d’Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

E’ al terzo posto nella classifica stilata annualmente dal Financial Times che prende in considerazione i più eccellenti corsi di studio per futuri manager e di perfezionamento per chi già lavora. La più antica Scuola di management al mondo, fondata nel 1819, si conferma ai vertici dei ranking nazionali anche nei Paesi in cui è presente con i suoi sei campus: prima in Italia, Germania, Spagna e Polonia, seconda in Francia e Regno Unito. In graduatoria ESCP segue HEC Paris (1°) e London Business School (2°), precedendo invece SDA Bocconi (4°) e University of St Gallen (5°). Il quotidiano britannico considera l’offerta formativa complessiva delle 95 business school internazionali accorpando i risultati dei singoli programmi specifici del settore manageriale esistenti quali MBA, Executive Education, Master in Management (MiM) e EMBA. Su tutta la linea, ESCP ha dimostrato prestazioni eccezionali, con tre corsi – EMBA, MIM e Master in Finance – che si collocano tra i primi cinque al mondo.Gli sbocchi occupazionali negli ambiti più diversi – dalla Finanza alla Consulenza, dal settore industriale al Terziario – prospettati da ESCP sono di grande rilievo sia per la rapidità dei graduates nel trovare lavoro, sia per i livelli retributivi raggiunti, con incrementi salariali rilevanti: +74% per i manager che hanno frequentato l’Executive MBA (circa 311.444 dollari, pari a circa 296.500 euro), +52% per gli studenti del Master in Management (circa 95.742 dollari, pari a oltre 91.000 euro).ESCP emerge inoltre sotto il profilo della “Diversity”: l’86% del corpo docenti è internazionale e il 100% possiede un dottorato, un valore inestimabile che consente di garantire agli studenti una preparazione multiculturale e multiprospettica, adeguata ad affrontare un percorso professionale in ambito aziendale o come giovani imprenditori in prima persona.Imparare a fare scelte – individualmente o per la propria impresa – è la condizione per una carriera di successo. Per questo la Business School ha posto come obiettivo l’insegnamento di uno stile di leadership responsabile e collaborativa, combinata a una formazione calata nella pratica e volta a favorire la proliferazione di idee e soluzioni per approcciarsi con intelligenza alla complessità del lavoro. Ogni anno ESCP accoglie oltre 9000 studenti e 5000 partecipanti a programmi executive offrendo loro un’esperienza unica, con la consapevolezza del proprio ruolo nella diffusione di conoscenza alle giovani generazioni che diventeranno futuri leader in grado di portare un impatto sul mondo in cui viviamo.

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A Castelvetrano si presenta «L’Isola furba» di Fabrizio Fonte

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

Verrà presentato a Castelvetrano, il prossimo 11 dicembre (ore 16.00) presso la «Mondadori Point – Sistema delle Piazze – Piazza Carlo d’Aragona, 21», il volume «L’Isola furba – Indicazioni e controindicazioni sulla Sicilia» di Fabrizio Fonte. Porterà i saluti Salvatore Monteleone (Vice-Presidente Lions Castelvetrano) ed interverrà Lina Stabile. L’evento culturale sarà moderato dalla giornalista Francesca Capizzi. Fabrizio Fonte (Presidente del «Centro Studi Dino Grammatico» e Vice-Presidente dell’«Istituto Siciliano di Studi Politici ed Economici») da profondo conoscitore della Sicilia e della sicilianità, in questo suo ultimo volume (che è già alla terza ristampa), conduce il lettore in un originale viaggio tra le pieghe della storia recente dell’Isola, facendo emergere in tutta la loro reale dimensione le aggrovigliate contraddizioni sociali ed economiche. L’«Isola furba», che prende a prestito il titolo da una delle cento definizioni di Gesualdo Bufalino, che considerava la Sicilia anche una terra di «sperti». Non a caso è stata, sventuratamente troppo spesso, rappresentata anche da quei «centri decisionali del potere», che ne hanno scientificamente ostacolato il normale processo di sviluppo economico. L’auspicio dell’Autore, oltre a fotografare la Terra di Sicilia tra le sue luci e le sue ombre, è che si possa, nel più breve tempo possibile, dare avvio, coinvolgendo in particolare (ma non solo) le nuove generazioni, ad una concreta «rivoluzione culturale», che sappia favorire il rilancio e la valorizzazione innanzitutto delle realtà legate al mondo imprenditoriale e di tutte le numerose potenzialità, spesso ancora inespresse, dell’Isola e che, soprattutto, faciliti l’appuntamento con il PNRR («Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza»), che è un’opportunità che potrebbe pianificare, almeno per i prossimi anni, delle favorevoli, quanto inaspettate, condizioni di sviluppo al fine di riscriverne un futuro diverso. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Arcadia, dal Lions Club e dalla Mondadori Point di Castelvetrano.Fabrizio Fonte giornalista, laureato in «Scienze della Comunicazione». È autore di diversi saggi e di numerosi articoli di natura politica, economica e culturale per diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.

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Viaggiare da sole e in sicurezza: per le donne le soluzioni dell’ospitalità religiosa

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

Quante donne in Italia viaggiano da sole per lavoro o turismo? Quali esigenze hanno per soggiornare serenamente? Come garantire loro un adeguato livello di sicurezza? Queste sono le domande a cui risponde l’iniziativa “Viaggio da sola”, con cui l’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana propone decine di strutture ricettive legate al suo circuito, in grado di offrire un alto grado di sicurezza e serenità alle donne in viaggio in una località diversa dalla loro. Oltre ad un ambiente particolarmente accogliente e familiare, le caratteristiche distintive di queste ospitalità selezionate sono: gli esterni sicuri e illuminati, il parcheggio di prossimità, le porte con mandata di sicurezza, la reperibilità 24h e privacy assoluta in caso qualcuno chieda della ospite. Non una forma di “auto-reclusione”, quindi, ma la possibilità di poter sfruttare alcuni servizi a favore della tranquillità propria e magari anche dei familiari che la attendono al rientro.Nella sezione “Speciali” del portale ospitalitareligiosa.it, la pagina dedicata all’iniziativa “Viaggio da sola” propone due mappe (Roma e resto d’Italia) che consentono di interagire direttamente con i gestori delle strutture, in modo da chiedere maggiori informazioni. (Fonte: Ospitalitàreligiosa.it)

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La sfida delle scadenze Pnrr a fine anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

Il governo Meloni ha dichiarato in diverse occasioni di voler modificare il piano nazionale di ripresa e resilienza. Tuttavia, finché non sarà presentata e approvata una richiesta di revisione, il nostro paese è tenuto a completare entro dicembre le scadenze europee attualmente previste. Solo così sarà possibile ricevere la terza tranche di fondi dall’Unione europea. In base alla nostra attività di monitoraggio, l’ultimo aggiornamento del 25 novembre rivela che sono ancora 40 le scadenze Ue da completare entro dicembre. Di queste, 2 erano previste per il terzo trimestre (da luglio a settembre 2022) e 38 per il quarto (da ottobre a dicembre 2022). Il dipartimento per la trasformazione digitale e il ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica sono gli enti titolari con più scadenze da conseguire entro l’anno. Rispettivamente 8 il primo e 6 il secondo. (fonte: Fondazione Openpolis)

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Regali di Natale e la fiera dell’ipocrisia

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

Ossessione per diversi, ché l’obbligo di fare un regalo è un “cult” della banalità affettiva. A Natale non si può non fare un regalo a quello e a quell’altro, fino al degrado del concetto e della pratica di regalo con una busta con dentro soldi: il contrario del regalo, che dovrebbe essere qualcosa – utile o meno che sia – per consolidare e ricordare l’affetto tra chi regala e chi riceve, un pezzo di se stesso per farsi ricordare dall’altro. Una “cosa” fra due persone, insomma. E poi i regali “su commissione”… perché chiamarli regali? Sono come i soldi. Per i regali di Natale gli algoritmi dei commercianti online funzionano come non mai: parole chiave con età e sesso per i più disarmati, con l’aggiunta di qualche preferenza per chi, oltre a metterci un po’ d’impegno, conosce qualche piacere di chi dovrà ricevere. “Metterci un po’ d’impegno”… è proprio quello che sarebbe bello sì che regalare divenga un piacere farlo e riceverlo. Certo, non tutti sono così, ma alzi la mano chi non è angosciato per qualcuno a cui “non si può non fare un regalo”, in genere gli anziani o il cugino o lo zio o il nipote invitato a cena la notte di Natale. Tra cravatte di dubbio gusto (oh: ma è Marinella), grattugie elettriche, sciarpe calzini e magliette che non verranno mai indossate, pochi si azzardano coi libri (tranne quelli di cucina per – ovviamente – una qualche donna), tanti coi giocattoli per i più piccoli che, a differenza dei grandi, quando non gli piacciono “mettono un muso….” (“ringrazia lo zio”). E poi ci sono i regali di vario tipo che vengono valutati solo per quanto oro pesano (“ma guarda che spilorcio”). Non a caso imperversano i mercatini post-natalizi per piazzare i regali e ricavarci qualche soldino. Il ciclo produzione/rifiuto è salvo. Eppure se il cuore e il desiderio ci sono, ci vorrebbe poco. Non solo oggetti, magari fatti da sé o di antiquariato per ricordare momenti felici passati insieme, ma anche pensieri, financo un abbraccio o un bacio… non formali. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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“Come aiutare la salute del suolo?

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

Erosione, salinizzazione, desertificazione, contaminazione, diminuzione delle rese agricole. Sono tanti i fattori che causano il degrado del suolo. Alla base dei vari fenomeni c’è la perdita di sostanza organica: quell’insieme di composti presenti nei terreni, di origine sia animale sia vegetale, che permettono al suolo di garantire i propri servizi ecosistemici. Tanto preziosa, eppure in continuo preoccupante calo. Già oggi, in Europa circa un quarto dei terreni ha un contenuto in sostanza organica sotto la soglia che consente il corretto funzionamento del sistema suolo-pianta. Invertire la tendenza è necessario, tanto che la stessa Ue ha dedicato a questo obiettivo una delle proprie “missioni”. Ma che cosa possono fare i cittadini per aiutare a raggiungere questo traguardo? La base potenziale dalla quale partire per ottenere il compost è ampia. “Dobbiamo sempre ricordare che i rifiuti organici e gli altri materiali compostabili rappresentano il 40% del totale di tutti i rifiuti prodotti nelle nostre case. Questa componente così rilevante dei rifiuti può essere trattata senza problemi all’interno degli oltre 350 impianti di compostaggio e di digestione anaerobica italiani. Una vera eccellenza a livello europeo” sottolinea Lella Miccolis, presidente del CIC.Dal consorzio BIOREPACK ricordano inoltre come proprio l’uso dei sacchetti e degli altri imballaggi flessibili e rigidi in bioplastica garantisca la possibilità di aumentare qualità e quantità della FORSU e, di conseguenza, del compost prodotto. Il consiglio degli addetti ai lavori è chiaro: nell’organico devono essere conferiti unicamente scarti di alimenti sia vegetali sia animali, ma anche sfalci di potatura. E con essi devono finire anche gli imballaggi realizzati in materiale compostabile. Sacchetti, piatti, bicchieri, stoviglie e anche le capsule per bevande. Tutti questi manufatti sono ottenuti da biopolimeri compostabili ma anche da fonti vegetali come polpa e fibra di cellulosa. I risultati ottenuti a livello italiano sono già importanti ma i margini di crescita sono ancora ampi soprattutto per quanto riguarda la qualità dei rifiuti organici raccolti. “Ricordiamo che oggi in Italia vengono trattate 7 milioni di tonnellate annue di rifiuti organici” ricorda Miccolis. Quantità che permettono di produrre già oggi oltre 2 milioni di tonnellate di compost che possono crescere realisticamente di un altro 20-30% quando tutto il territorio sarà coperto dalla raccolta della frazione umida. “Allo stesso tempo – conclude Massimo Centemero, direttore CIC – restituire alla terra ogni anno 2 milioni di tonnellate di compost, significa dare al suolo la capacità di sequestrare 211.000 tonnellate di CO2 equivalente, che corrispondono alla CO2 emessa da 26 miliardi di ricariche di uno smartphone o da 853 milioni di km percorsi in macchina. Se il potenziale massimo di 10,5 milioni di tonnellate di rifiuti organici venisse riciclato, queste stime potrebbero essere portate a 304.000 tonnellate di CO2 equivalente”. (abstract by BIOREPACK)

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Stipendi medici, aumenti a chi lavora di più

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

L’assistenza del servizio sanitario va assicurata a tutti, il pubblico non deve perdere colpi. Ma siccome ci vuole tempo per formare i nuovi specialisti, nei 2-3 anni difficili che ci aspettano occorre rivalutare gli stipendi di tutto il personale. A partire dai medici che passano più ore in corsia. Lo afferma il ministro della Salute Orazio Schillaci sottolineando come sul Fondo sanitario nel 2024 saranno 4,4 miliardi in più rispetto al 2022 e si potrà ragionare di altri aumenti. Intanto, la Finanziaria adesso ha ampliato da 90 a 200 milioni il fondo per gli aumenti ai reparti di emergenza, pronto soccorso, pneumologia, e di questi 140 milioni vanno al personale del comparto e 60 ai medici ed agli altri dirigenti. Non è tutto. Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up dà il benvenuto, con le dovute cautele, all’articolo 62 della Manovra ad una previsione di aumento che per 3,2 milioni di dipendenti pubblici -Ssn incluso- consiste in una indennità pari all’1,5% dello stipendio da erogarsi per le 13 mensilità. «Si tratta di 20 o al massimo 30 euro ma va dato riscontro al nuovo Governo di avere smosso in qualche modo le acque». Ben altra cosa il tema dei nuovi contratti, «la copertura integrale costerebbe al complesso della Pubblica amministrazione circa 16 miliardi». E proprio sul fronte contratti i sindacati non sono contenti. L’atto di indirizzo di quello della dirigenza per il 2019-21 non è ancora stato bollinato e la trattativa non parte. Il ministro Schillaci non ha ricevuto le controparti. Che manifesteranno il 15 dicembre riunite nell’intersindacale: Anaao Assomed, Cimo Fesmed, Aaroi Emac, Cgil. Cimo Fesmed invita lo stato a spendere sulla sanità come farebbe una “madre di famiglia” e a richiedere all’Europa il prestito oneroso di 37 miliardi previsti dal Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), «ultimo appiglio a cui il SSN può aggrapparsi prima di sprofondare». A livello regionale si segnalano le prime insofferenze. Nel Lazio, l’Intersindacale che manifesta a Roma il 15 denuncia negli ospedali sia carenze di personale, specie in reparti Covid, sia ritardi nella convocazione dei collegi tecnici per il passaggio di fascia dell’indennità di esclusività e nell’erogazione del residuo delle retribuzioni di risultato 2020 (a luglio 2022 erogata solo in parte!) e 2021. In Abruzzo l’intersindacale medica guidata da Walter Palumbo formula una serie di richieste, tra cui la possibilità per le regioni di superare i tetti al personale fissati dalle Finanziarie (livelli di spesa 2018 aumentati del 15%) anche con misure nuove. Come quella adottata dalla Calabria che ha deciso di retribuire 100 euro l’ora le prestazioni aggiuntive dei medici di Ps e dei reparti con carenze. Proprio dall’opzione di rimuovere il tetto al personale, che del resto le confederazioni caldeggiano da 4 anni, parte Andrea Filippi segretario nazionale Fp Cgil medici e dirigenti Ssn nella sua analisi. «Noi non crediamo che non ci siano risorse da investire sulle aziende pubbliche e sul personale, pensiamo che da anni ci sia la strategia di definanziare la sanità pubblica per favorire il privato. Lo fa anche il Piano nazionale di ripresa e resilienza finanziando nuove strutture ma non dettagliando con quale personale riempirle. Noi crediamo che si dovesse e ora più che mai si debba investire sull’offerta del SSN partendo proprio dallo sblocco dei tetti per il personale senza il quale le Regioni non ce la fanno a sostenere i servizi sanitari. Ovviamente, accanto alla copertura del deficit originato dalla pandemia e dei vaccini, uniche risposte date dalla Finanziaria, bisogna dare alle Regioni fondi ad hoc e vincolarle a quella spesa, in particolare all’incremento del numero di contratti specialistici oltre che allo sblocco del numero chiuso all’accesso a Scienze infermieristiche».Filippi lamenta poi come i contratti non si sblocchino. «Un ministro che volesse premiare il personale convocherebbe le parti sociali, tratterebbe il contratto 2019-21 scaduto da un anno, e metterebbe risorse sul contratto 2022-24; invece vediamo introdurre in Finanziaria una strana indennità che di poco supera quella di vacanza contrattuale, come se si volessero porre le premesse per azzerare stagioni contrattuali pregresse o di qui in avanti. Si vuole andare di nuovo al blocco dei contratti? Ci preoccupa, in questo contesto, che il Ministro voglia premiare chi già lavora con fondi aggiuntivi: gli ricordo che in tutti i servizi i medici lavorano già molto di più delle 38 ore settimanali, i professionisti ogni anno accumulano un extra-orario medio di 200 ore che poi viene azzerato senza essere retribuito e ferie non godute. Vogliamo introdurre il lavoro a cottimo mortificando le competenze gestionali dei medici o smantellare la direttiva europea sugli orari di lavoro e sui riposi di 11 ore? Ci preoccupa infine il ripensamento di Schillaci e del sottosegretario Marcello Gemmato alle Case di Comunità: l’intento di chi le ha pensate è corretto, meno corretto è stato non pensare di finanziare il personale nel PNRR, non vorremmo si buttasse via tutto. Si torni piuttosto a ragionare sui contratti riconoscendo il valore del lavoro e si recuperi il valore delle relazioni». (fsonte Doctor33)

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Scuola: Sostegno disabili, il ministro annuncia vuole cambiare tutto

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara insiste: a distanza di pochi giorni, ribadisce vuole riformare il sostegno nelle nostre scuole, perché oggi c’è troppa “discontinuità di rapporto tra alunno e insegnante, causata dai troppi cambi, la loro insufficienza numerica e la loro formazione specializzata: dobbiamo aumentare il numero degli insegnanti di sostegno e migliorare la loro formazione”, ha detto il ministro nel commentare la giornata che ha ieri celebrato i diritti delle persone con disabilità del mondo.Secondo Anief una seria riforma sul sostegno deve partire da tre presupposti: oggi il suo presidente nazionale, Marcello Pacifico, sostiene che c’è bisogno di “una revisione del decreto sulla determinazione del PEI e sulle certificazioni della disabilità, ma anche di garantire l’assegnazione di tutte le ore richieste dalla scuola per il docente di sostegno, che oggi viene combattuta dal sindacato con l’iniziativa Sostegno, non un’ora di meno!. E pure di specializzare un alto numero di insegnanti modificando il numero programmato e reclutarli. Infine, occorre adeguare tutti i posti in deroga in organico di diritto”.Il sindacalista autonomo ricorda, a questo proposito, che “in Italia i docenti di sostegno sono 200mila, ma il 50% di loro sono precari e in gran parte non specializzati nella didattica speciale. Se ci ritroviamo con così tanti docenti di sostegno che non garantiscono il diritto allo studio degli allievi più fragili e bisognosi di attenzioni, la colpa è tutta di chi è fautore di un sistema con una quantità industriale di posti in deroga con scadenza 30 giugno. Queste cattedre vanno tutte ricondotte nell’organico di diritto”, conclude Pacifico.

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