Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Regali di Natale e la fiera dell’ipocrisia

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2022

Ossessione per diversi, ché l’obbligo di fare un regalo è un “cult” della banalità affettiva. A Natale non si può non fare un regalo a quello e a quell’altro, fino al degrado del concetto e della pratica di regalo con una busta con dentro soldi: il contrario del regalo, che dovrebbe essere qualcosa – utile o meno che sia – per consolidare e ricordare l’affetto tra chi regala e chi riceve, un pezzo di se stesso per farsi ricordare dall’altro. Una “cosa” fra due persone, insomma. E poi i regali “su commissione”… perché chiamarli regali? Sono come i soldi. Per i regali di Natale gli algoritmi dei commercianti online funzionano come non mai: parole chiave con età e sesso per i più disarmati, con l’aggiunta di qualche preferenza per chi, oltre a metterci un po’ d’impegno, conosce qualche piacere di chi dovrà ricevere. “Metterci un po’ d’impegno”… è proprio quello che sarebbe bello sì che regalare divenga un piacere farlo e riceverlo. Certo, non tutti sono così, ma alzi la mano chi non è angosciato per qualcuno a cui “non si può non fare un regalo”, in genere gli anziani o il cugino o lo zio o il nipote invitato a cena la notte di Natale. Tra cravatte di dubbio gusto (oh: ma è Marinella), grattugie elettriche, sciarpe calzini e magliette che non verranno mai indossate, pochi si azzardano coi libri (tranne quelli di cucina per – ovviamente – una qualche donna), tanti coi giocattoli per i più piccoli che, a differenza dei grandi, quando non gli piacciono “mettono un muso….” (“ringrazia lo zio”). E poi ci sono i regali di vario tipo che vengono valutati solo per quanto oro pesano (“ma guarda che spilorcio”). Non a caso imperversano i mercatini post-natalizi per piazzare i regali e ricavarci qualche soldino. Il ciclo produzione/rifiuto è salvo. Eppure se il cuore e il desiderio ci sono, ci vorrebbe poco. Non solo oggetti, magari fatti da sé o di antiquariato per ricordare momenti felici passati insieme, ma anche pensieri, financo un abbraccio o un bacio… non formali. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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