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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Importanti studi scientifici che promettono decisivi progressi in ambito neurologico

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2022

A partire dalla Malattia di Alzheimer, per la quale la comunità scientifica internazionale accoglie favorevolmente i recentissimi esiti positivi degli studi sulle terapie biologiche dirette nei confronti di alcune forme di amiloide e ribadisce l’essenzialità della diagnosi precoce per individuare i pazienti candidabili alle nuove cure. Ulteriori aggiornamenti anche in campo preventivo per rallentare l’esordio della demenza, grazie alla combinazione della stimolazione cognitiva con una dieta ipolipidica associata ed esercizio fisico (Studio FINGER). Risultati notevoli sono stati annunciati anche per il Morbo di Parkinson, grazie alla ricerca tutta italiana: da oggi, attraverso l’analisi della saliva, non solo si potrà fornire una diagnosi precisa ma addirittura prevedere la progressione della malattia. Rimanendo nel campo della prognosi, anche in merito all’emicrania sono stati individuati marker serici in grado di far capire quali pazienti corrono il rischio di arrivare a una cronicizzazione del mal di testa a causa dell’abuso di farmaci. Per questa patologia, inoltre, è ormai assodato il ruolo fondamentale dei nuovi farmaci per la terapia di prevenzione, finalizzati alla riduzione della frequenza e dell’intensità degli attacchi, come la tossina botulinica e gli anticorpi monoclonali diretti contro il CGRP. Le patologie neurologiche impattano fortemente sulla popolazione: 12 milioni gli italiani che sono affetti da disturbi del sonno; oltre 6 milioni le persone che soffrono di emicrania, 2/3 circa delle quali donne; 1 milione coloro che convivono ogni giorno con la Malattia di Alzheimer e che hanno bisogno di costante assistenza; 400.000 le persone colpite dal Morbo di Parkinson; la sclerosi multipla affligge circa 90.000 donne e uomini che devono convivere ogni giorno con i sintomi di una malattia che induce disabilità progressiva, ma anche con le difficoltà legate ai servizi sanitari e assistenziali; numeri ugualmente preoccupanti sono quelli che descrivono i casi di ictus, quasi 200.000 nuovi casi ogni anno e circa 1 milione di persone che vivono con gli esiti invalidanti della malattia. Malattia di Parkinson. I ricercatori romani hanno scoperto che dall’analisi di particolari componenti salivari e dei loro rapporti rispetto alla concentrazione di alfa-sinucleina si può fare una previsione del decorso altamente affidabile. L’alfa-sinucleina oligomerica è il marker d’eccellenza che, con una sensibilità quasi del 100% e una specificità del 98,39%, può distinguere chi è in fase iniziale di malattia da chi non è affetto, con un’accuratezza diagnostica complessiva pari al 99%. Malattia di Alzheimer. Gli ultimi risultati su due nuove molecole quali Donanemab e Lecanemab indicano che entrambe non solo riducono in tempi brevi l’accumulo dell’amiloide nel cervello del 60% e di altre proteine correlate alla neurodegenerazione come la Tau, che di conseguenza induce un rallentamento della progressione clinica, pari a circa il 30% rispetto a chi non assume la terapia. In attesa di ulteriori conferme, è giusto sottolineare che questi farmaci appaiono efficaci anche in soggetti anziani già affetti da un decadimento cognitivo. Rispetto ad altri farmaci, lecanemab e donanemab mostrano un profilo di tollerabilità più soddisfacente per quanto riguarda gli eventi avversi, in particolare lo sviluppo di edema cerebrale e di microemorragie, sebbene occorra ricordare che queste sono in parte più frequenti in chi assume antiaggreganti e anticoagulanti. Il sonno e le patologie neurologiche. Le scoperte degli ultimi 20 anni dimostrano come lo studio del sonno e del ritmo circadiano abbia un ruolo centrale nella comprensione dei meccanismi per la prevenzione delle patologie cardiovascolari ed internistiche, del declino cognitivo, della Malattia di Alzheimer, della Malattia di Parkinson, e di altre patologie neurodegenerative. Malattie neuromuscolari. Negli ultimi anni una migliore comprensione dei meccanismi genetico-molecolari di malattia che provocano lo sviluppo delle malattie neuromuscolari ha consentito di individuare nuove terapie che possano agire con maggiore efficacia. Tra queste, l’utilizzo della terapia genica, degli oligonucleotidi anti-senso e della terapia enzimatica sostitutiva. La terapia genica si basa sulla possibilità di introdurre nell’organismo una copia funzionante del gene alterato. Nel percorso di sostegno e presa in carico dei pazienti affetti da emicrania sono di fondamentale importanza i nuovi farmaci per la terapia di prevenzione, finalizzati alla riduzione della frequenza e dell’intensità degli attacchi come la tossina botulinica che, utilizzata con un protocollo specifico si è dimostrata efficace nella prevenzione dell’emicrania cronica, e gli anticorpi monoclonali diretti contro il CGRP (peptide correlato al gene della calcitonina) attore protagonista del dolore emicranico. Il dato interessante è che tali trattamenti oltre ad essere efficaci (tali da indurre una riduzione di almeno la metà del numero di giorni con emicrania al mese in circa il 70% dei pazienti) sono altamente tollerabili e sicuri. (abstract) Fonte http://www.gascommunication.com

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