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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°195

Allevamento di polli a rapido accrescimento

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2023

A seguito della petizione rivolta da Animal Equality al Parlamento UE per denunciare la condizione di sofferenza genetica dei polli a rapido accrescimento allevati per la loro carne, presso la Commissione Agricoltura del Senato è stata depositata un’interrogazione parlamentare, a prima firma della Senatrice Gisella Naturale (M5S), per chiedere al Ministro dell’agricoltura chiarimenti riguardo alle strategie di tutela dei polli destinati al consumo umano. L’interrogazione parlamentare sottolinea che l’allevamento dei polli a rapido accrescimento, condannati per selezione genetica a crescere in modo eccessivo sviluppando gravi patologie, è “palesemente in contrasto con quanto disposto dall’articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea che riconosce gli animali quali esseri senzienti e con la direttiva 98/58/CE del Consiglio del 20 luglio 1998, riguardante la protezione degli animali negli allevamenti, che prescrive, in particolare, che agli animali non vengano provocati dolori, sofferenze o lesioni inutili”. A giugno 2022, Animal Equality ha depositato presso la Commissione europea una denuncia contro i 27 Stati membri relativa all’allevamento di polli broiler a rapido accrescimento per le violazioni della normativa UE. Come riconosciuto anche dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), la selezione genetica effettuata sui polli broiler a rapido accrescimento allevati per la loro carne ha infatti ripercussioni disastrose sulla qualità di vita dei polli. Contestualmente alla denuncia, Animal Equality ha depositato anche una petizione al Parlamento europeo per chiedere di porre fine allo sfruttamento di questi animali geneticamente selezionati per aumentare la produzione a discapito della loro salute, compromessa da problemi di deambulazione e cardio-respiratori. “La Commissione europea ha riconosciuto che l’allevamento dei polli a rapido accrescimento presenta delle gravi criticità e le evidenze scientifiche lo dimostrano chiaramente. Ora il Governo italiano è chiamato a guardare in faccia l’entità del problema: lo sfruttamento estremo di questi animali, allevati in sovrannumero, ha il solo scopo di favorire il profitto delle aziende, senza alcun interesse per la salute di questi animali, tenendo all’oscuro i consumatori e con conseguenze disastrose per l’ambiente” dice Matteo Cupi, Vicepresidente di Animal Equality Europa.

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