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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

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Jackson Hole: le reticenze delle banche centrali

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 settembre 2017

mario-draghi2E’ stato un incontro molto “strano” quello di fine agosto a Jackson Hole, dove si sono confrontati Janet Yellen, presidente della Federal Reserve e Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea.
Ogni anno nella nota località del Wyoming si fa il punto della situazione monetaria, finanziaria ed economica degli Stati Uniti e del resto del mondo. Quest’anno i due massimi responsabili della politica monetaria internazionale hanno parlato di molte cose, anche interessanti, ma hanno evitato accuratamente di presentare i loro programmi monetari futuri.
I maggiori mass media economici hanno sostenuto che Yellen avrebbe difeso le riforme finanziarie e bancarie parzialmente realizzate dall’amministrazione Obama, mentre Draghi si sarebbe schierato contro il ritorno a misure protezionistiche. In sostanza entrambi avrebbero criticato le politiche di Donald Trump che, in effetti, sta smantellando la già debole riforma Dodd-Frank relativa alle banche “too big to fail” e al “sistema bancario ombra” e sta riavviando la campagna neoprotezionista “America First”.
Considerazioni condivisibili. Ma il mondo vorrebbe anche sapere se e come la Fed aumenterà i tassi d’interesse e come e fino a quando la Bce intende continuare con il Quantitative easing. In questo momento le banche centrali perseguono politiche molto differenti ma con effetti globali rilevanti.
In occasione del decennale della Grande Crisi, Yellen ha evidenziato che quanto fatto negli ultimi dieci anni avrebbe reso l’intero sistema più stabile e più sicuro.
Importante è stata la sua ammissione che i responsabili della politica economica e monetaria americana avevano negato l’evidenza del collasso persino mentre avveniva. In merito ha detto:” Dieci anni fa il sistema finanziario americano e quello globale erano in una situazione di pericolo. I prezzi delle case nel 2006 avevano toccato il massimo e le difficoltà del mercato ipotecario erano diventate acute nella prima metà del 2007. In agosto la liquidità nei mercati monetari era deteriorata a tal punto da richiedere degli interventi da parte della Fed. Nonostante ciò, la discussione a Jackson Hole nell’agosto 2007, con poche eccezioni, era stata molto ottimista rispetto alle possibili ricadute economiche negative derivanti dalle tensioni che scuotevano il sistema finanziario”.
Il problema per i mercati, e non solo, è che la presidente della Fed ha attentamente evitato di confrontare la situazione del 2007 con quella di oggi. Eppure la situazione globale non è migliorata, anzi.
Uno studio del Fondo Monetario Internazionale ha evidenziato che a fine 2015 il debito aggregato globale (pubblico, privato e corporate, senza il settore finanziario) ha toccato il livello di 152 trilioni di dollari, pari al 225% del Pil mondiale. La percentuale era di circa 190% nel 2007. E si stima che dal 2015 il debito sia cresciuto almeno di un trilione il mese.
Intanto il debito pubblico mondiale è raddoppiato, passando da 29,5 trilioni del 2007 a circa 60 trilioni di dollari attuali.
Lo stesso è accaduto per il “debito corporate”, cioè quello delle imprese private. E’ di circa 50 trilioni di dollari, di cui la metà nelle economie emergenti, in primis la Cina. Nei paesi emergenti si è passati dai 7 trilioni del 2007 ai 25 trilioni di dollari di oggi.
Anche il commercio mondiale non ha recuperato dopo il crollo post crisi. Secondo l’UNCTAD, l’agenzia dell’Onu che studia il commercio, definito 100 il valore del commercio mondiale delle merci nel 2000, esso era 250 nel 2008, 194 nel 2009 e 247 alla fine del 2016.
Le borse internazionali hanno invece avuto un andamento molto differente e anche poco comprensibile. L’indice della borsa italiana è circa la metà di quello del 2007 e l’Euro Stoxx 50 Stock Market (l’indice delle 50 principali aziende dell’Eurozona, che dà una rappresentazione dei principali settori dell’area) è di 3500 punti contro i 4500 del 2007. Invece, è il Dow Jones americano a sbalordire: dal livello di 14.000 del 2007 era sceso a 6600 nel marzo del 2008 per arrivare oggi alla stratosferica vetta di 22.000 punti. Una crescita inflazionata senza precedenti!
Non è un caso, quindi, che siano sempre più numerosi e autorevoli gli ammonimenti sul rischio di una nuova crisi finanziaria globale. Lo è sicuramente quello dell’ex presidente della Federal Reserve americana, Alan Greenspan, che, in una recente intervista all’agenzia stampa Bloomberg, ha detto che «siamo nel mezzo di una bolla relativa ai prezzi delle obbligazioni delle imprese».
«Stiamo entrando in una nuova fase dell’economia, una stagflation mai vista dal 1970», ha detto Greenspan. Si tratta, com’è noto, della micidiale combinazione tra la stagnazione dell’economia e l’inflazione sui prezzi.
Jacques Attali, il più noto uomo dell’establishment francese, dalle pagine dell’Express ha sostenuto che «prima o poi, le banche centrali cesseranno di comportarsi come dei Madoff legalizzati. Dovranno ridurre il flusso di denaro gratuito che stanno dando alle banche. Ciò farà salire i tassi d’interesse e i governi e le imprese dovranno tagliare le spese o finiranno in bancarotta». Si ricordi che Bernard Madoff è lo speculatore americano condannato a 150 anni di carcere per aver truffato 65 miliardi di dollari.
Attali ha concluso che «sarebbe il momento di pensare collettivamente, con calma, a ridurre l’indebitamento e a mettere in atto delle vere riforme finanziarie da applicare a livello internazionale. Questo è il compito del G20. I governi dovrebbero occuparsi di questo, se hanno veramente a cuore l’interesse delle generazioni future. Naturalmente non si farà. Soltanto degli ottimisti lucidi potranno riuscirci». Un’amara conclusione, ma purtroppo realistica. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Stato dell’Unione 2017: Cibersicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 settembre 2017

european parliamentNel discorso annuale sullo stato dell’Unione, il presidente Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “Nel corso degli ultimi tre anni abbiamo fatto passi avanti nel preservare l’incolumità dei cittadini europei online. Ma l’Europa non è ancora ben attrezzata per difendersi dai ciberattacchi. Per aiutarci a difenderci, la Commissione propone oggi nuovi strumenti, tra cui un’agenzia europea per la cibersicurezza.”
Gli europei ripongono grande fiducia nelle tecnologie digitali che offrono ai cittadini nuove opportunità di connessione, favoriscono la diffusione delle informazioni e costituiscono la spina dorsale dell’economia europea. Tuttavia, le tecnologie digitali espongono anche a nuovi rischi, in quanto soggetti statali e non statali cercano sempre più spesso di sottrarre dati, commettere frodi o addirittura destabilizzare governi. L’anno scorso si sono verificati più di 4 000 attacchi con ransomware al giorno e l’80% delle imprese europee ha subito almeno un incidente di cibersicurezza. Solo negli ultimi quattro anni l’impatto economico della cibercriminalità si è quintuplicato.
Per dotare l’Europa degli strumenti giusti per affrontare i ciberattacchi, la Commissione europea e l’Alta rappresentante propongono un ampio pacchetto di misure per rafforzare la cibersicurezza nell’UE, che comprende la proposta di un’agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza, intesa ad assistere gli Stati membri in caso di ciberattacco e un nuovo sistema europeo di certificazione per garantire la sicurezza dei prodotti e dei servizi nel mondo digitale.
Un’agenzia dell’UE per la cibersicurezza: sulla base dell’esperienza dell’attuale Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA), l’agenzia avrà il mandato permanente di assistere gli Stati membri nel prevenire i ciberattacchi e rispondere agli stessi in modo efficace. L’agenzia migliorerà la capacità di reazione dell’Unione organizzando ogni anno esercitazioni paneuropee di cibersicurezza e garantendo una migliore condivisione delle conoscenze e delle attività d’intelligence sulle minacce mediante la creazione di centri di condivisione e analisi delle informazioni. Essa contribuirà all’attuazione della direttiva sulla sicurezza delle reti e dei sistemi di informazione che prevede obblighi di segnalazione alle autorità nazionali in caso di incidenti gravi.
Per rafforzare la capacità di cibersicurezza dell’UE, la Commissione e l’Alta rappresentante propongono:
un centro europeo per la ricerca e le competenze in materia di cibersicurezza (da istituire nel corso del 2018) che, collaborando con gli Stati membri, contribuirà a sviluppare e diffondere gli strumenti e la tecnologia necessari per far fronte alle mutevoli minacce e a garantirci mezzi di difesa altrettanto avanzati delle armi dei cibercriminali. Il centro integrerà gli sforzi di sviluppo delle capacità in questo settore a livello nazionale e dell’UE;
un programma che delinea le modalità di risposta dell’Europa e degli Stati membri a livello operativo, in modo rapido e concertato, ai ciberattacchi su vasta scala. La procedura proposta è illustrata in una raccomandazione adottata la settimana scorsa. invita anche gli Stati membri e le istituzioni dell’UE a istituire un quadro dell’UE di risposta alle crisi di cibersicurezza per rendere operativo il programma. Quest’ultimo sarà testato regolarmente nel quadro di esercizi di gestione delle crisi connesse alla cibersicurezza e di altro genere;
maggiore solidarietà: in futuro potrebbe essere presa in considerazione la possibilità di istituire un Fondo di risposta alle emergenze cibernetiche per gli Stati membri che avranno attuato in modo responsabile tutte le misure di cibersicurezza imposte dalla normativa dell’UE. Il fondo potrebbe fornire un sostegno di emergenza per aiutare gli Stati membri, sul modello di funzionamento del meccanismo di protezione civile dell’UE in caso di incendi o calamità naturali;
maggiori capacità di ciberdifesa: gli Stati membri sono invitati a includere la ciberdifesa nel quadro della cooperazione strutturata permanente (PESCO) e del Fondo europeo per la difesa, a sostegno dei progetti di ciberdifesa. Il centro europeo di competenza e di ricerca sulla cibersicurezza potrebbe essere ulteriormente sviluppato integrando anche questa dimensione. Per colmare le lacune nelle competenze in materia di ciberdifesa, nel 2018 l’UE creerà una piattaforma per l’istruzione e la formazione in materia di ciberdifesa. L’UE e la NATO promuoveranno insieme la ricerca in materia di ciberdifesa e la cooperazione per l’innovazione. Sarà rafforzata la cooperazione con la NATO, in particolare la partecipazione ad esercitazioni parallele e coordinate;
una cooperazione internazionale rafforzata: l’UE rafforzerà la sua risposta ai ciberattacchi tramite l’attuazione del quadro per una risposta diplomatica comune dell’UE alle attività informatiche dolose, a sostegno di un quadro strategico per la prevenzione dei conflitti e la stabilità nel ciberspazio. Tale intervento sarà associato a nuove iniziative di sviluppo della capacità cibernetica per aiutare i paesi terzi ad affrontare le ciberminacce.
Per ottenere un reale disincentivo alla perpetrazione di reati, è fondamentale una risposta delle autorità di contrasto più efficace, incentrata sull’individuazione, la tracciabilità e il perseguimento dei cibercriminali. La Commissione propone pertanto di rafforzare l’effetto deterrente mediante nuove misure di lotta contro la frode e la falsificazione di mezzi di pagamento diversi dai contanti.
Dati recenti mostrano che le minacce digitali stanno rapidamente evolvendo e che il pubblico percepisce i reati cibernetici come una minaccia importate: le ricerche suggeriscono che, mentre dal 2015 gli attacchi con ransomware sono aumentati del 300%, l’impatto economico della cibercriminalità è aumentato di cinque volte tra il 2013 e il 2017, e potrebbe aumentare ulteriormente di un fattore quattro entro il 2019. L’87% degli europei ritiene che la cibercriminalità rappresenti un problema significativo per la sicurezza interna dell’UE.

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Oltre 1,5 milioni di bambini vulnerabili in Africa Occidentale e Centrale

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 settembre 2017

dakarDakar. Rischiano di andare a scuola affamati o di non andarci affatto, a causa della mancanza di finanziamenti per i pasti a scuola nutrienti del World Food Programme (WFP). Lo ha annunciato l’agenzia delle Nazioni Unite all’inizio dell’anno scolastico 2017-2018. Complessivamente, il programma regionale del WFP si trova a dover fronteggiare una mancanza di fondi pari a 76 milioni di dollari, ha avvertito l’agenzia nel corso del forum annuale sulla nutrizione infantile che ha riunito gli esperti a Montreal e che è stato congiuntamente sponsorizzato e ospitato da Global Child Nutrition Foundation, Centro di Eccellenza del WFP contro la fame, e a Breakfast Club del Canada. Le ripercussioni sono drammatiche dal momento che i pranzi e gli snack nutrienti e sostanziosi forniti dal WFP sono, per molti giovani, l’unico pasto che riescono a consumare nell’arco dell’intera giornata. Più in generale, la stretta nei finanziamenti mette a rischio un’intera generazione, con ricadute piú ampie sulle economie nazionali e sullo sviluppo. “Non riuscire a finanziare completamente i pasti scolastici significa che, collettivamente, stiamo mettendo a repentaglio le prossime generazioni e il futuro dell’Africa” ha affermato Abdou Dieng, Direttore Regionale del WFP in Africa Occidentale e Centrale. “I pasti scolastici sono uno dei migliori investimenti che la comunità internazionale possa fare per assicurare una buona partenza ai bambini di alcuni dei Paesi più poveri del mondo.” Ne è un esempio il caso della Repubblica Centrafricana colpita dal conflitto, dove il programma di pasti scolastici del WFP prevedeva di raggiungere oltre 200.000 giovani ed è finanziato solamente per metà. Ancor piú critico è il caso del programma in Burkina Faso, destinato a quasi 83.000 bambini – e finanziato per una percentuale pari a zero.
In Niger, dove i pasti a scuola del WFP raggiungono oltre 250.000 alunni, il programma è finanziato solo per il 19 per cento mentre, in Senegal, solo per il cinque per cento. Altri Paesi particolarmente a rischio sono Liberia, Mali e Mauritania ma la mancanza di finanziamenti si estende a tutta la regione.
“Stiamo parlando di alcuni tra i bambini più affamati e vulnerabili”, ha aggiunto Dieng. “Questa è una crisi dell’istruzione, ma anche una crisi della nutrizione e della sicurezza alimentare che sono i pilastri fondamentali dello sviluppo”.Nel complesso, il programma prevede di raggiungere circa 2,2 milioni di giovani nel corso dell’anno accademico 2017-2018, spesso in aree con livelli estremamente alti di fame e malnutrizione. Senza un adeguato finanziamento, la maggior parte di questi giovani studenti finirà l’anno scolastico affamato.
Gli studi mostrano come i pasti aiutino a migliorare i tassi di frequenza e le prestazioni scolastiche. Essi, inoltre, costituiscono un incentivo fondamentale per i genitori nel mandare a scuola i propri figli – soprattutto le bambine– e a non ritirarli da scuola.Sebbene in alcuni casi governi o altre agenzie dirigano o contribuiscano al programma del WFP in Africa Occidentale e Centrale, in molte aree il WFP è l’unico o il principale fornitore di pasti scolastici. Nel corso degli anni, tuttavia, il WFP ha ridotto la sua copertura per mancanza di fondi.

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Eating Italy: A Delicious Journey Through Italian Cuisine

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

italian eatingToronto, From Friday, September 22, 2017 To Friday, November 03, 2017 Time: From 10:00 am To 12:00 pm Hot Docs Ted Rogers Cinema – 506 Bloor St W Organized by: Hot Docs Ted Rogers Cinema In collaboration with: Istituto Italiano di Cultura Entrance : With fee.
It is said that most people eat to live, while in Italy people live to eat. In this course, Hot Docs favourite Dr. Franco Gallippi returns to explore the history and cultural significance of some of the most famous dishes from his native land. From a simple plate of ‘pasta e ceci’ (pasta with chickpeas) to an elaborate ‘timballo di maccheroni’ (macaroni timbale), Franco will use famous scenes in Italian cinema and literature to examine the ingredients and regional differences that have shaped these mouthwatering delicacies, and the identity and history of a people that never stops talking about food.
This course is led by Professor Franco Gallippi, who completed his PhD thesis, Calvino: Reader of Leopardi and Galileo, at the University of Toronto in 2007. He was Assistant Professor of Italian at McMaster University in Hamilton, where he taught Italian language, literature, and cinema for four years. He is presently teaching at the Italian Cultural Institute in Toronto and his writing appears regularly in academic journals in Italy, Canada, and the United States. Doors will open one hour before the first class. Registrants will receive supplementary materials in advance of their first class.
istituto italiano cultura torontoSeptember 22: Antipasto (Appetizers) When Italy was a poor country an antipasto was a meal for many. As Italy found new prosperity and developed its agriculture on an industrial level, the antipasto became more refined and reached new heights of deliciousness. Burrata, anyone?
September 29: Primo (First Courses) Did Marco Polo bring pasta to Italy from China? As we watch the most famous Italian actors twirl spaghetti around their forks, we’ll explore this and the many other vital questions of national identity evoked by Italy’s favourite first course.
October 6: Secondo (Second Courses) Italy is a major producer of meat and fish. The choice between the two brings up interesting differences between Southern and Northern Italy, coastal and inland regions. We’ll explore the fishing towns of Sicily in Il Postino and hike the rolling hills of Tuscany in search of wild boar.
October 20: Dolce (Dessert) The films of Nanni Moretti abound with Italian pastries. Even the Pope in We Have A Pope (2011) can’t resist a good ‘bomba alla crema’ (donut with custard cream). Let’s use this sweet-toothed director to take a closer look at the art of Italian pastry-making, and its place in the progression of an Italian meal.
October 27: Caffè (Coffee) While Italy can’t boast about growing its own coffee, it has set the world standard for how to drink and prepare this delightful beverage. Espresso and cappuccino are no longer foreign words to non-Italians but the country’s coffee appassionati are still debating what makes a perfect ‘caffè espresso.’
November 3: The Italian Diaspora We’ll close by surveying Italian food beyond the borders of Italy. Italian immigrants to the US, Canada, South America and Australia have put their stamp on dishes that claim to be Italian, yet many of these dishes do not exist in Italy. What makes a dish authentically Italian? And if it’s delicious, does it really matter?

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Migrants in Tunisia/Libya: MEPs to assess search and rescue operations

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

tunisi1Tunisi. A Civil Liberties Committee delegation will be in Tunisia from 18 to 22 September to assess cooperation in migration management between the EU and countries in the region.MEPs will evaluate “search and rescue” operations in the Mediterranean and the current situation in Libya. They will discuss visa liberalisation and readmission agreements with national and local authorities, as well as representatives of the EU, other international bodies, and NGOs.In the context EU cooperation with Africa on migration and of their current legislative work on readmission agreements, MEPs aim to understand better the situation of migrants and asylum-seekers as well as the new partnership framework between the EU and Tunisia.”Just last week the LIBE committee held discussions with the Commission on readmission agreements, taking into account the ongoing negotiations between the EU and Tunisia. The delegation visit is timely and will support the work of the committee in assessing a future readmission agreement with Tunisia”, says Civil Liberties Committee (LIBE) and delegation Chair, Claude Moraes (S&D, UK)MEPs will also discuss EU Trust Fund for Migration projects in Libya with NGOs, including the UNHCR and the International Organisation for Migration. “Monitoring of EU funds, training as well ensuring that the principle of non-refoulement is respected are issues that continue to resurface in our committee’s discussions on migration and it is key that we use this delegation to assess whether adequate mechanisms to monitor human rights safeguards are in place”, adds the Chair.
MEPs will hold a press conference in Tunis on Thursday 22 September (TBC).List of members
Claude MORAES, Chair (S&D, UK)
Marie-Christine VERGIAT (GUE/NGL, FR)
Juan Fernando LOPEZ AGUILAR (S&D, ES)
Judith SARGENTINI (Greens/EFA, NL)
Frank ENGEL (EPP, LU)
Jaromír ŠTĚTINA (EPP, CZ)
Emil RADEV (EPP, BG)

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Stato dell’Unione 2017 Strategia di politica industriale

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

junckerBruxelles. Nel suo discorso annuale sullo stato dell’Unione, il presidente Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “Voglio rendere la nostra industria più forte e più competitiva. La nuova strategia di politica industriale presentata oggi intende aiutare le nostre industrie a rimanere o diventare leader mondiali dell’innovazione, della digitalizzazione e della decarbonizzazione.”La nuova strategia di politica industriale dell’UE riunisce tutte le iniziative orizzontali e settoriali, siano esse esistenti o nuove, in una strategia industriale globale. La strategia chiarisce i compiti che dovranno assolvere tutti i soggetti coinvolti e istituisce occasioni di incontro – una Giornata annuale dell’industria, la cui prima edizione si è tenuta nel febbraio 2017, e una Tavola rotonda industriale ad alto livello – che consentiranno in particolare all’industria e alla società civile di orientare in futuro le azioni di politica industriale.
Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: Accettando i cambiamenti tecnologici, convertendo gli investimenti per la ricerca in idee imprenditoriali innovative e continuando ad agire da precursori nella creazione dell’economia circolare e a basse emissioni di carbonio creeremo le premesse per un’industria europea intelligente, innovativa e sostenibile.”Elżbieta Bieńkowska, Commissaria per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, ha aggiunto: “Numerose industrie europee si trovano ad una svolta. Al giorno d’oggi parlare di politica industriale vuol dire rendere le nostre industrie in grado di concretizzare la crescita sostenibile e creare occupazione per le nostre regioni e i nostri cittadini.
I principali elementi salienti della strategia di politica industriale dell’UE comprendono:
un pacchetto globale teso a rafforzare la cibersicurezza della nostra industria,nel quale rientrano la creazione di un Centro europeo per la ricerca e le competenze in materia di cibersicurezza, al fine di sostenere lo sviluppo di capacità tecnologiche e industriali nel campo della cibersicurezza, nonché un sistema di certificazione europeo per i prodotti e i servizi, riconosciuto in tutti gli Stati membri (adottato il 13 settembre 2017);una proposta di regolamento sul libero flusso dei dati non personali, che permetterà la libera circolazione dei dati attraverso le frontiere, contribuendo a modernizzare l’industria e creare un vero e proprio spazio comune europeo dei dati (adottata il 13 settembre 2017);
una nuova serie di azioni riguardanti l’economia circolare, tra le quali una strategia sulla plastica, e misure volte a migliorare la produzione di risorse biologiche rinnovabili e la loro conversione in bioprodotti e bioenergia (autunno 2017);
un insieme di iniziative tese a modernizzare il quadro per la proprietà intellettuale, tra le quali una relazione sul funzionamento della direttiva sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e una comunicazione relativa a un quadro europeo equilibrato, chiaro e prevedibile di concessione di licenze per i brevetti essenziali (autunno 2017);
un’iniziativa per migliorare il funzionamento degli appalti pubblici nell’UE, comprendente un meccanismo volontario finalizzato a fornire chiarimenti e orientamenti alle autorità che pianificano grandi progetti infrastrutturali (autunno 2017);
l’ampliamento dell’agenda per le competenze a nuovi settori industriali fondamentali, quali l’edilizia, la siderurgia, l’industria cartaria, le tecnologie verdi e l’energia rinnovabile, l’industria manufatturiera e il trasporto marittimo (autunno 2017);
una strategia sulla sostenibilità finanziaria al fine di orientare meglio i flussi di capitale privato verso investimenti più sostenibili (inizio 2018);
iniziative per una politica commerciale equilibrata e innovativa e un quadro europeo per il controllo degli investimenti esteri diretti che possono costituire una minaccia alla sicurezza o all’ordine pubblico (adottato il 13 settembre 2017);
un elenco riveduto delle materie prime critiche, mediante il quale la Commissione continuerà a dare il proprio sostegno affinché all’industria manifatturiera dell’UE sia garantita la fornitura sicura, sostenibile ed economicamente accessibile di tali materie prime (adottato il 13 settembre 2017);
nuove proposte in materia di mobilità pulita, competitiva e interconnessa, comprendenti standard più severi in materia di emissioni di CO2 di autovetture e furgoni, un piano d’azione sulle infrastrutture per i carburanti alternativi, volto a sostenere lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica, e interventi per promuovere la guida autonoma (autunno 2017).
L’attuazione pratica di questa strategia olistica è una responsabilità condivisa. Il suo successo dipenderà dall’impegno e dalla cooperazione delle istituzioni dell’UE, degli Stati membri, delle regioni e, in misura ancora maggiore, dalla partecipazione attiva dell’industria stessa.

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“Ricerca e salvataggio” nel Mediterraneo

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

mediterraneoI deputati della commissione libertà civili (LIBE) sono in Tunisia per raccogliere informazioni sulle operazioni di “ricerca e salvataggio” nel Mediterraneo e sulla situazione in Libia e discutere di liberalizzazione dei visti e accordi di riammissione con le autorità nazionali e locali e i rappresentanti di organismi internazionali e di ONG. Nel contesto della cooperazione dell’UE con i paesi dell’Africa in materia di migrazione e del lavoro legislativo in corso al Parlamento europeo sugli accordi di riammissione, la missione ha l’obiettivo di comprendere meglio la situazione dei migranti e dei richiedenti asilo, nonché il nuovo quadro di partenariato tra l’UE e la Tunisia.”Proprio la settimana scorsa la commissione LIBE ha discusso con la Commissione europea gli accordi di riammissione, in particolare sui negoziati in corso tra l’UE e la Tunisia. La delegazione arriva in tempo utile e sosterrà il lavoro della commissione per valutare un futuro accordo di riammissione con la Tunisia”, ha dichiarato Claude Moraes (S&D, Regno Unito), presidente della commissione LIBE e della delegazione.I deputati discuteranno inoltre con varie ONG, tra cui l’UNHCR, e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, i progetti finanziati in Libia dal Fondo dell’UE per la migrazione. “Il monitoraggio dei fondi dell’UE, la formazione e il rispetto del principio di non respingimento sono questioni che continuano a riemergere nei dibattiti sulla migrazione della nostra commissione ed è fondamentale utilizzare questa delegazione per valutare se siano presenti meccanismi adeguati per monitorare le salvaguardie sui diritti umani”, aggiunge la presidenza.

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La combinazione di diabete e malattia cardiaca riduce l’aspettativa di vita di quindici anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

belgradoBelgrado (Serbia) dal 28 al 30 settembre 2017 il simposio internazionale “Risky crossroad: diabetes, coronary artery disease and heart failure” verrà inaugurato il 28 settembre con una cerimonia di apertura al Palazzo del Municipio di Belgrado, mentre il 29 e 30 settembre proseguirà all’hotel Metropole Palace. «L’associazione tra diabete e ipertensione, obesità e malattia coronarica è ben conosciuta e predispone la persona con diabete a insufficienza cardiaca» spiega Petar M. Seferović, Docente alla Scuola di Medicina all’Università di Belgrado, Direttore di Cardiologia all’Istituto Universitario per le Patologie Cardiovascolari di Belgrado e Presidente del simposio. «La malattia coronarica e la mortalità nelle persone con diabete è più elevata con una riduzione dell’aspettativa di vita. Secondo recenti studi, una persona tra i sessanta e i settant’anni di età che ha una combinazione di diabete e malattia cardiaca a una riduzione nell’aspettativa di vita di circa quindici anni. Il diabete già da solo, inoltre, aumenta il rischio di insufficienza cardiaca di 3,8 volte negli uomini e di 5,5 volte nelle donne».
Il Simposio è organizzato dal Dipartimento di Medicina Interna della Scuola di Medicina dell’Università di Belgrado e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.

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Vaccinazioni per 150.000 bambini rohingya in Bangladesh

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

BangladeshÈ in corso una campagna di vaccinazione contro il morbillo, la rosolia e la poliomielite per vaccinare 150.000 bambini rohingya sotto i 15 anni in 68 insediamenti di rifugiati in Bangladesh vicino al confine con il Myanmar. La campagna di sette giorni è condotta dal Ministero della Salute con il sostegno dell’UNICEF e dell’OMS. L’ UNICEF sostiene il Ministero della Salute fornendo vaccini, siringhe e capsule di vitamina A. Dal 25 agosto sono arrivati in Bangladesh più di 410.000 rifugiati rohingya e migliaia di persone giungono ogni giorno. Secondo le stime, i bambini rappresentano il 60% di tutti i rifugiati.“Siamo soddisfatti che siamo stati in grado di avviare così rapidamente la campagna di immunizzazione per proteggere la popolazione da un possibile focolaio di morbillo”, ha dichiarato Navaratnasamy Paranietharan, Rappresentante OMS in Bangladesh. Lavoriamo tutti insieme sotto la guida del Ministero della Salute. Questo è ciò che ci ha permesso di attuare questa campagna così rapidamente “.“Il morbillo è una malattia molto contagiosa e pericolosa durante le emergenze, specialmente per i bambini già deboli e malnutriti “, ha dichiarato Edouard Beigbeder, Rappresentante UNICEF in Bangladesh. Con migliaia di bambini che ogni giorno attraversano il confine, la vaccinazione è fondamentale per prevenire la diffusione di malattie potenzialmente letali “. Con il crescente numero di rifugiati rohingya, l’UNICEF e l’OMS stanno aumentando la loro risposta con i seguenti servizi sanitari e nutrizionali: assistere il ministero della Sanità nel rafforzamento del programma di vaccinazione di routine; Sostenere il Ministero per ampliare il numero di medici, infermieri, tecnici di laboratorio per rafforzare i servizi sanitari materno, neonatale, infantile e adolescenziale; ristrutturare i centri di cura per neonati, gli spazi prenatali e postnatali e per gli adolescenziali; migliorare l’ acqua, le strutture igienico-sanitarie e l’igiene nelle strutture sanitarie; rafforzare il coordinamento sanitario per una migliore risposta sul campo; rafforzare il sistema di allarme rapido e la sorveglianza delle malattie a rischio di epidemia.L’UNICEF invierà inoltre ulteriori aiuti sanitarie e nutrizionali da Dacca e dal suo centro di rifornimento a Copenaghen. L’ UNICEF avrà bisogno di almeno 7,3 milioni di dollari USA per i prossimi tre mesi, ma saranno necessari fondi supplementari man mano che la popolazione rifugiata continuerà a crescere.

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Almirall launches AlmirallShare, an open innovation platform, to find innovative solutions in skin health

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

almirallAlmirall, S.A. (ALM) has launched AlmirallShare, an open innovation platform designed to facilitate the establishment of collaborations in dermatological research and find innovative solutions in skin health. By putting together the Science and creativity of experts around the world and Almirall’s own expertise, the AlmirallShare initiative will accelerate the generation of new treatments for skin conditions.Almirall focuses its R&D on dermatology and aesthetics, and is continually growing as a specialist company, in order to cover specialists’ and patients’ unmet needs. In the words of Dr. Bhushan Hardas, Executive Vice President R&D, Chief Scientific Officer: “Our R&D strategy is based on three important aspects: Science, innovation, and partnerships. We are convinced that there are plenty of breakthrough ideas and innovation outside our walls. With this in mind, we have created AlmirallShare, our open innovation platform, to help us identify and progress innovative solutions for skin health”. Scientists at Universities, public or private research institutions, hospitals, and biotechnology companies are invited to participate and address the dermatological challenges posted in sharedinnovation.almirall.com. After the submissions of their proposals, the Almirall team will review them and suggest the best way for the selected proposals to progress.AlmirallShare’s first call is focused on increasing the understanding of skin pathology in diseases such as psoriasis, atopic dermatitis, acne and rosacea. Almirall aims to reach researchers who share this objective in order to establish close working relationships with them and bring together major breakthroughs in this field.The platform also hosts additional collaboration opportunities. The scope of AlmirallShare will be expanded in the future with new calls for collaboration as well as addressing additional dermatological conditions.
Almirall is a leading skin-health focused global pharmaceutical company that partners with healthcare professionals, applying Science to provide medical solutions to patients & future generations. Our efforts are focused on fighting against skin health diseases and helping people feel and look their best. We support healthcare professionals in its continuous improvement, bringing our innovative solutions where they are needed. The company, founded in 1943 and with headquarters in Barcelona, is listed on the Spanish Stock Exchange (ticker: ALM). Almirall has become a key element of value creation to society according to its commitment with its major shareholders and its decision to help others, to understand their challenges and to use Science to provide them with solutions for real life. Total revenue in 2016 was 859.3 million euros and more than 2,000 employees are devoted to Science. linkedin.com/company/almirall.

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Metin Mitchell & Company: Saudi Women Keen to see Kingdom Achieve Vision 2030

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

RIYADH, Saudi Arabia/PRNewswire/A new report by executive search firm Metin Mitchell & Co highlights the confidence that Saudi women feel about their working futures and what needs to be done to increase the number of women in the workplace. This is a critical part of helping the Kingdom to ariyadh-saudi-arabiachieve its transformational Vision 2030.
While the findings are specific to the Kingdom of Saudi Arabia, the women’s comments will resonate across the Gulf region.Roads to the Top for Saudi Women is based on interviews with pioneering women from education, medicine, financial services, philanthropy, e-commerce and the professions. They shared experiences of their working lives and success and their perspectives of what the government, society and women themselves can do to encourage the next generation of working women. Interviews were carried out with HRH Princess Banderi bint Abdulrahman AlFaisal, Dr Amal Fatani, May bint Mohammed Al-Hoshan, Hala Kudwah, Dr Taghreed M Al-Saraj, Dr Sameera Maziad Al Tuwaijri and others.Mr Metin Mitchell, founder of the executive search firm behind the report, said: “The women’s comments will resonate across the Middle East – the big picture is similar across the region. The biggest challenge is how we support women into middle management to see a step change in achieving targets. Our female interviewees talked about the importance of role models and mentors. The other strong message is that women themselves are keen to help the Saudi government achieve its Vision 2030 targets – and they gave practical suggestions to do this.” Mr Mitchell says he has long been an advocate of women in the workplace: “I have seen first hand, in more than 20 years of headhunting in the Kingdom of Saudi Arabia and across the Middle East, that time and again it is the women who are the outstanding candidates on our shortlists. I have been delighted to see them excel in their careers and become wonderful role models to the next generation of women.”That is what this report is about. These early female leaders have a wealth of insights and expertise to help future female leaders – but also to give their perspective on how to speed up the rate that women progress in the workplace and use their skills to help the Kingdom of Saudi Arabia succeed in its ambitions.” Mr Mitchell believes that to increase the number of women working and in more senior roles there need to be flexible working patterns to combine family and work balance. He added: “Work needs to be measured by outcomes rather than hours worked. Women are very good at working remotely and delivering results – they don’t always have to be in an office. A mentor should be appointed to new female recruits and HR and management need to look at how they hire for talent rather than experience.”
HRH Princess Banderi bint Abdulrahman AlFaisal, Director General at King Khalid Foundation said: “We need to change some of the male and female stereotypes and set roles. People should be equal, it isn’t your gender that matters, it’s what you do and how and what you contribute to your family and society. We already see two-income households more and more in the country. Recently, especially in Vision 2030, the focus is on providing women with opportunities to study and work. Our society is changing and both men and women need to be open to change. I think female economic empowerment is very important for the future of our country.” Those interviewed stressed the importance of the family in the success of a woman. Many fathers encouraged and were the inspiration to their daughters, while supportive husbands have withstood cultural pressures to help their wives succeed. As one interviewee said, “The family unit will always remain the major portion of a holistic, stable society.” To help, women would like to see quality childcare introduced at work.
The report includes tips from these trailblazing women for the next generation, ranging from the need to find a mentor to being confident about aiming for the boardroom if that is what a woman wants. There were also ideas about how women can help each other. One said: “I read an article that said in the Obama administration they had very few women, so they came up with a strategy to amplify their voice. If May says we should focus on the strategy of expanding in the eastern region then Noura, another woman in the room a few minutes later would repeat what May said to make sure May was heard. It can be as simple as reiterating what somebody else said in a meeting.”Saudi Vision 2030 has a target to increase women’s participation in the workforce from 22% to 30% – the government is delivering reforms to achieve this and encouraging changes in cultural practices to make them work.The report, Roads to the Top for Saudi Women, can be downloaded free from http://www.metin-mitchell.com.

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Segunda edición de la Semana Europea de las Lenguas en Madrid

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

madridMadrid 21 de septiembre a las 11.00 horas sede de la comision europea de Madrid Paseo de la Castelana 46. La II Semana Europea de las Lenguas se celebrará la última semana de septiembre en algunas sedes de los diferentes organismos culturales participantes en Madrid pertenecientes a EUNIC (European Union National Institutes for Culture). En la II Semana Europea de las Lenguas, los visitantes podrán participar, entre otras actividades: en un taller interactivo de teatro para aprender italiano, asistir a encuentros con autores de literatura internacional, acudir a minicursos de idiomas, visitar alguna de las exposiciones programadas tanto bibliográficas como de fotografía, sumergirse en el mundo de la realidad virtual, realizar intercambios de libros, ir a ciclos de cine, escuchar cuentacuentos, conciertos, conocer más sobre traducciones, e incluso degustar algunas especialidades culinarias de los diferentes países participantes. Todo ello con un hilo conductor, las lenguas y la importancia de los idiomas en el mundo actual. Además de la programación cultural y dentro del marco de la II Semana Europea de las Lenguas se organizarán otras actividades de enseñanza de idiomas que van desde conferencias para profesores (el día 23) o jornadas de puertas abiertas (el día 30).

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Treatment of heart attack patients depends on history of cancer

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

cuoreSophia Antipolis Treatment of heart attack patients depends on their history of cancer, according to research published today in European Heart Journal: Acute Cardiovascular Care. The study in more than 35 000 heart attack patients found they were less likely to receive recommended drugs and interventions, and more likely to die in hospital if they had cancer than if they did not. “It is well known that cancer patients may have an increased risk of cardiovascular disease as a result of their treatment,” said senior author Dr Dragana Radovanovic, head of the AMIS Plus Data Centre in Zurich, Switzerland. “However, on the other hand, little is known about the treatment and outcomes of cancer patients who have an acute myocardial infarction.”This study investigated whether acute myocardial infarction patients with a history of cancer received the same guideline recommended treatment and had the same in-hospital outcomes as those without cancer.The study included 35 249 patients enrolled in the acute myocardial infarction in Switzerland (AMIS Plus) registry between 2002 and mid-2015. Of those, 1 981 (5.6%) had a history of cancer.Propensity score matching was used to create two groups of 1 981 patients each – one with cancer history and one without – that were matched for age, gender, and cardiovascular risk factors.The researchers compared the proportions of patients in each group who received specific immediate drug therapies for acute myocardial infarction, and percutaneous coronary intervention (PCI) to open blocked arteries. They also compared the rates of in-hospital complications and death between the two groups. The researchers found that cancer patients underwent PCI less frequently (odds ratio [OR], 0.76; 95% confidence interval [CI], 0.67–0.88) and received P2Y12 blockers (OR, 0.82; 95% CI 0.71–0.94) and statins (OR, 0.87; 95% CI, 0.76–0.99) less frequently. In-hospital mortality was significantly higher in patients with cancer than those without (10.7% versus 7.6%; OR, 1.45; 95% CI, 1.17–1.81).Patients with a history of cancer were more likely to have complications while in hospital. They had 44% higher odds of cardiogenic shock, 47% higher chance of bleeding, and 67% greater odds of developing heart failure than those with no history of cancer.Dr Radovanovic said: “Patients with a history of cancer were less likely to receive evidence-based treatments for myocardial infarction. They were 24% less likely to undergo PCI, 18% less likely to receive P2Y12 antagonists and 13% less likely to receive statins. They had also more complications and were 45% more likely to die while in hospital.”“More research is needed to find out why cancer patients receive suboptimal treatment for myocardial infarction and have poorer outcomes,” continued Dr Radovanovic.
“Possible reasons could be the type and stage of cancer, or severe comorbidities. Some cancer patients may have a very limited life expectancy and refuse treatment for myocardial infarction,” she added.

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First European advice on deep vein thrombosis published today

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

Sophia Antipolis. The first comprehensive European advice on deep vein thrombosis is published in today’s issue of European Heart Journal.1 The recommendations were produced by the European Society of Cardiology (ESC) Working Group on Aorta and Peripheral Vascular Diseases and Working Group on Pulmonary Circulation and Right Ventricular Function.Deep vein thrombosis (DVT) is the formation of a blood clot (thrombus) within a deep vein, most often in the legs. It is most frequently caused by immobilisation, following major surgery or childbirth, and less commonly by flights over six hours, oral contraceptives, and genetic disorders in blood coagulation. DVT with no apparent cause could be a warning sign of cancer particularly in patients over 50 years of age.
DVT is the most frequent type of venous thromboembolism (VTE). Patients usually present with a swelling of the leg which may be inflamed and painful. If the clot in the leg breaks loose and travels to the lungs it is called pulmonary embolism (PE), which is another mode of presentation of VTE. Patients without DVT symptoms may first present with shortness of breath and PE, and DVT may be diagnosed afterwards.
“VTE is the third cardiovascular cause of death after myocardial infarction and stroke and so it is important from a public health point of view,” said author Professor Victor Aboyans. “The diagnosis and management of acute PE was addressed by ESC guidelines in 2014.2 The consensus document published today complements the PE guidelines, providing a global picture on the complete management of VTE.”The authors provide advice on diagnosis; initial (first 5–21 days) and long-term (first 3–6 months) management; extended management (beyond first 3–6 months); and special situations such as cancer, pregnancy and DVT at unusual sites.Regarding diagnosis, the authors highlight the importance of clinical assessment and imaging with venous ultrasound. “The signs and the symptoms of DVT differ from one patient to another and are unspecific but are still very important and recommended for the initial evaluation of patients with suspected DVT,” said lead author Professor Lucia Mazzolai. “Ultrasound is recommended as the first line diagnostic tool when lower or upper limb DVT is suspected. We also propose venous ultrasound in patients with confirmed PE as initial reference in case of DVT recurrence or further patient stratification in selected individuals.”
For initial and long-term management, advice is given according to the location of DVT which can be proximal (popliteal, femoral, or iliac veins) or isolated distal (in the calf veins only). Anticoagulation for patients with isolated distal DVT is under debate and the authors say that patients should be stratified based on their individual risk and a decision taken to give anticoagulation or not.Regarding the type of anticoagulant therapy to use in the first line of initial and long-term management, Professor Mazzolai said there has been a paradigm shift in the last couple of years. She said: “We propose direct oral anticoagulants as first line treatment for non-cancer patients. We also recommend catheter-directed thrombolysis as an adjuvant treatment only in select patients.”In the extended management phase the authors argue for personalised decisions based on risk/benefit balance about whether or not anticoagulation should be continued. A venous ultrasound should be performed at anticoagulation discontinuation as a baseline comparative exam in case DVT recurs.Regarding special situations the authors say that after six months, patients with cancer need personalised management and the decision on whether or not to continue anticoagulation, and with which drug, should be based on the patient’s risk/benefit ratio, tolerability, preference, and cancer activity. Pregnant patients with suspected lower limb DVT should have venous ultrasound as the first line diagnostic imaging test. Low molecular weight heparin is recommended for initial and long-term treatment of DVT during pregnancy.
Professor Mazzolai said: “This is the first European document that addresses all aspects of modern DVT management because it discusses diagnosis, treatment, and follow-up, plus special situations like cancer, pregnancy and unusual DVT sites. Together with the 2014 ESC guidelines on PE clinicians now have comprehensive recommendations on the management of VTE.”

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With New Eyes: Architecture for Toronto by Francesco and Aldo Piccaluga Architects

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

piccaluga_brothersToronto (Canada) From Tuesday, September 26, 2017 To Thursday, November 30, 2017 From 6:30 pm To 8:30 pm Organized by: Istituto Italiano di Cultura 496 Huron St. Entrance: Free.
The Istituto Italiano di Cultura is pleased to present With New Eyes: Architecture for Toronto by Francesco and Aldo Piccaluga Architects, an exhibition dedicated to the work of Italian-Canadian architects Francesco and Aldo Piccaluga.In the postwar era, Toronto’s exchange with European countries such as Italy helped inform a new wave of modern architecture that brought international attention to the growing Canadian city. Spanning three decades, the architecture and interior design of Francesco and Aldo Piccaluga played a significant role in crafting new, visionary spatial experiences as symbols of modern Toronto.
Fascinated by the success of the Liberal Party under Pierre Elliott Trudeau, the Piccaluga brothers moved to Toronto in 1968 after completing architectural studies in Italy. Known for their ability to work across scales, their practice included furniture design, commercial interiors, private residences, and urban infill social housing projects in Toronto’s East End. Combining an interest in vernacular architecture and craftsmanship with the international perspective of modern architecture, their designs promoted a sense of progress and cultural belonging through experimentation with colour, material, and innovative building layouts. The original interiors for the CN Tower exemplify the brothers’ unique ability to create visually engaging spaces while also providing occupants with a feeling of comfort. Examining the impact and legacy of the Piccalugas’ designs on the city of Toronto, the exhibition will present original materials from the Piccaluga archive together with interviews and present-day photographs of the buildings. (photo: piccaluga brothers)

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Beni e servizi circolanti nel mercato unico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

european parliamentÈ stata approvata dall’Europarlamento la proposta di Direttiva europea che stabilisce nuovi requisiti di accessibilità per beni e servizi circolanti nel mercato unico, il cosiddetto Atto Europeo di Accessibilità. I nuovi requisiti garantiranno alle persone con disabilità o con temporanee limitazioni funzionali (anziani, donne in gravidanza ecc) una maggiore fruibilità di beni e servizi come sportelli bancomat, servizi bancari, personal computer, telefoni, apparecchi televisivi, servizi telefonici, trasporti, e-book, commercio elettronico, puntando così su un mercato unico meno frammentato e più inclusivo. Soddisfatto Brando Benifei, Eurodeputato ligure del PD e vicepresidente dell’Intergruppo parlamentare sulle Disabilità, che commenta così il voto: “È una giornata importante per quanti si spendono in favore dell’applicazione della Carta delle Nazioni Unite per i Diritti delle Persone con Disabilità e per i diritti dei cittadini europei, oltre che per lo sviluppo di un mercato interno davvero a misura di d’uomo. Un ambiente e un mercato in cui i prodotti e i servizi sono più accessibili consentirà a un numero molto più ampio di cittadini di vivere in maniera indipendente, salvaguardare la propria autonomia e partecipare attivamente alla vita economica e sociale, sfruttando il potenziale dell’innovazione tecnologica”.
In dicembre una delegazione di ospiti di Benifei, fra cui Membri della Consulta Regionale, Autorità locali spezzine, Associazioni (ENS La Spezia, Ass. HAREA, Ass. ASDO), Istituti e Aziende che in Liguria lavorano con persone disabili avevano incontrato la Commissione Europea e alcune importanti realtà organizzare del settore. “Quel viaggio, dal punto di vista organizzativo, fu davvero complicato, perché le barriere che incontra una persona con una limitazione funzionale sono ancora troppe. Purtroppo ai miei ospiti non è mancato qualche disagio, nonostante un ottimo lavoro sviluppato durante l’iniziativa politica vera e propria. Per esempio, molte delle stazioni della metropolitana a Bruxelles non sono accessibili, ed anche fare un prelievo al bancomat per una persona ipovedente o in carrozzina può essere difficile. Ecco, mi auguro davvero che prima della fine della legislatura possa tornare a trovarci a Bruxelles un’altra delegazione, e che grazie all’Accessibility Act il soggiorno sia più semplice e piacevole.” conclude Benifei, che per il 2018 Anno Europeo del Patrimonio Culturale sta già pensando ad una nuova iniziativa sulla cultura dell’accessibilità. Dopo il provvedimento del governo italiano a guida PD “Dopo di noi”, è ora dall’Europa che arriva una spinta per allargare la tutele e soprattutto l’indipendenza e la partecipazione attiva delle persone con disabilità e gli anziani. Beneficeranno infatti dell’Atto Europeo di Accessibilità oltre 80 milioni di cittadini in Europa, con un impatto positivo diretto fino a 120 milioni di persone contando gli anziani over 60.

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Why Macau is less demanding of democracy than Hong Kong

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

macauHONG KONG and Macau have much in common. Just 60km apart across the Pearl River delta (and soon to be linked by a bridge), they were both European colonies before being returned to China. Britain handed over Hong Kong in 1997; Portugal handed over Macau two years later. Both are administered under the “one country, two systems” principle, which allows them to retain their systems of government for 50 years. Yet whereas many Hong Kongers agitate loudly and relentlessly for more democracy, the people of Macau appear less concerned. Why is this?Wealth may be part of the answer. Macau is the only part of China where gambling in casinos is legal. In one generation the city has become the world’s largest gambling centre, with the casino industry bringing an abundance of well-paid jobs. GDP per person in 2016 was 554,619 patacas ($73,187), among the highest in the world and 68% higher than in Hong Kong. Wages are supplemented by the government, which gives each resident 9,000 patacas every year. Chinese officials regard Macau as a political model for what Hong Kong should be: compliant with the Communist Party’s wishes and unequivocally patriotic. Loyalty is drilled into people by the media and in schools. A security law, known as Article 23, wielded in the name of punishing treason and secessionism, keeps citizens wary. In Hong Kong, opposition to “patriotic” education and to Article 23 forced the local government to shelve both.
In August Macau’s government asked China’s army for help with clearing up the destruction left by Typhoon Hato, the strongest storm in 50 years. This entailed the first deployment of troops on the streets since the handover in 1999. Were they to be mobilised in Hong Kong, even in a humanitarian role, some people would worry. In Macau, the soldiers’ presence was cheered. The Communist Party’s sway over the territory’s politics predates the end of Portuguese rule. In the 1960s the Cultural Revolution spilled over from the mainland, triggering pro-Communist riots in Macau. Similar unrest in Hong Kong was curbed by the British, but in Macau the party’s influence spread through civil society. By the time of the handover negotiations in the 1980s, China had already turned down two Portuguese efforts to give it back. Unlike Hong Kong, to which China promised the eventual introduction of “universal suffrage” in elections for the territory’s leadership, Macau received no such pledge. While many in Macau appear content, there are still grumbles. Residents complain about the cost of buying a home, a shortage of social housing and the state of public transport and hospitals. Casinos create jobs with long, unsociable hours, and clog the city with tourist buses. Critics have been particularly vocal about the government’s response to Hato, in which ten people died and 200 were injured. Opposition parties hope that citizens will remember their anger at the ballot box on September 17th, when 150,000 locals will elect 14 members of the 33-seat Legislative Assembly. The rest of the legislators are picked by labour unions and other government-approved interest groups, or appointed by the territory’s chief executive, Fernando Chui. In 2013 the opposition won less than a quarter of the vote, and less than two-thirds of that went to candidates calling for greater democracy. At an equivalent election in 2016 in Hong Kong, pro-democracy candidates won more than half of the directly elected seats. Hong Kongers even picked six legislators who wanted to renegotiate the relationship with China. Do not expect such radical thoughts in Macau. (font: The Economist) (photo: macau)

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New Gates Foundation Report Highlights Remarkable Progress Against Global Poverty and Disease

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

Bill_Melinda_Gates_fSEATTLE/PRNewswire/The Bill & Melinda Gates Foundation today launched an inaugural annual report showcasing the remarkable progress that has been made in reducing extreme poverty and disease in recent decades, but issuing a stern warning to the world that future progress is in jeopardy.
Goalkeepers: The Stories Behind the Data, co-authored and edited by Bill and Melinda Gates and produced in partnership with the Institute for Health Metrics and Evaluation at the University of Washington, highlights past progress against some of the most devastating issues facing poor countries and uses breakthrough data projections to forecast good and bad future scenarios – with millions of lives hanging in the balance.In all, the report tracks 18 data points from the UN Sustainable Development Goals, or Global Goals, including child and maternal deaths, stunting, access to contraceptives, HIV, malaria, extreme poverty, financial inclusion and sanitation. The report looks beneath the numbers to pinpoint the leaders, approaches and innovations that made a difference.Through the data and first-person accounts from six contributors, the report showcases the stunning progress the world has made in the past generation: cutting extreme poverty and child deaths in half and reducing HIV deaths and maternal deaths by nearly half, among many other accomplishments. But as the report shows, serious challenges remain – including deep disparities between countries – and future progress is not inevitable.The projections are showcased in charts and explore three potential 2030 scenarios for each indicator. The first is what could happen if we continue along the current path, based on past trends – without significant changes to approaches or current spending levels. Two additional scenarios provide a glimpse at a better and worse future: what could happen with strong leadership, innovation and investment and, starkly, what could happen if attention and funding waned. For example, a mere 10 percent cut in global donor funding for HIV treatment could result in more than 5 million more deaths by 2030.
In their introduction, Bill and Melinda Gates express concern that shifting priorities, instability and potential budget cuts could lead the world to turn away from its commitments, jeopardizing the positive trajectory needed to end extreme poverty and wipe out diseases by 2030.Bill and Melinda Gates will produce the Goalkeepers report every year through 2030, timed for the annual gathering of world leaders in New York City for the UN General Assembly. In 2015, world leaders committed to the Global Goals, which are focused on ending extreme poverty and fighting inequalities. The Goalkeepers report focuses on a subset of the indicators in the Global Goals and is designed to highlight best practices and help hold the Gates Foundation, its partners and leaders around the world accountable. It will document not just what is working, but where the world is falling short.
The report includes first-person accounts from leaders whose innovations and policies have already made a difference – from tackling stunting in Peru to increasing uptake of modern contraceptives in Senegal to bringing more women in India into the formal financial sector.
In conjunction with the report, the Gates Foundation will be hosting two Goalkeepers Events in New York City around the UN General Assembly. Former President Barack Obama, Her Majesty Queen Rania Al Abdullah of Jordan, UN Deputy Secretary-General Amina J. Mohammed, Malala Yousafzai, Richard Curtis, screenwriter, producer and film director, and Stephen Fry, actor, writer and presenter will join events on Sept. 19 and 20. Participants will celebrate progress toward eliminating disease, inequality and poverty around the world, and inspire a new generation of advocates to work towards sustainable development. On the evening of Sept.19 the Goalkeepers Global Goals Awards dinner will honor outstanding activists and groups who have demonstrated a positive impact on people’s lives and are inspiring others to accelerate progress and leave no one behind. The Gates Foundation will livestream the Sept. 19 and 20 Goalkeepers events.

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Power Integrations Launches InnoSwitch3, a 94%-Efficient Offline Flyback Switcher IC Family

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

New InnoSwitchPower Integrations (Nasdaq: POWI), the leader in high-voltage integrated circuits for energy-efficient power conversion, today announced the release of its InnoSwitch™3 family of offline CV/CC flyback switcher ICs. The new devices achieve up to 94% efficiency across line and load conditions, slashing power supply losses by a further 25% and enabling the development of compact power supplies up to 65 W without heatsinks. InnoSwitch3 devices are ideal for power supplies with challenging energy consumption, footprint or thermal constraints, particularly those targeting mandatory Total Energy Consumption (TEC) specifications.These newest flyback switcher ICs employ Power Integrations’ innovative isolated digital communications technology, FluxLink™, plus synchronous rectification, quasi-resonant switching and a precise secondary-side feedback sensing and control circuit. This results in highly efficient, accurate, reliable power supply circuits without the need for optocouplers. InnoSwitch3 devices are CCC, UL and VDE safety-certified to bridge the isolation barrier, and the InSOP™-24 package provides a low-profile, thermally efficient solution with extended 11.5 mm creepage and clearance between primary and secondary sides for high reliability, surge and ESD robustness. The new devices also incorporate a host of protection features, including lossless line overvoltage and under-voltage, output overvoltage, over-power, over-current and over-temperature protection, as well as output rectifier short-circuit protection. Device sub-families are provided with either latching or auto-recovery capability, according to the typical demands of each target application space. All InnoSwitch3 ICs feature on-board high-voltage MOSFETs (rated at 650 V for the CP and CE series and 725 V for the EP series).Comments Mike Matthews, VP of product development at Power Integrations: “InnoSwitch3 ICs represent a new state of the art in flyback power supply design. These new devices surpass the previously unrivaled efficiency of our InnoSwitch products, reducing losses by a further 25% and delivering the highest available efficiency across all line and load conditions. With unmatched system simplicity and low component count, InnoSwitch3 ICs enable exceptionally compact, reliable power supplies for a vast range of applications.”InnoSwitch3 ICs target adapters and open-frame power supplies for consumer, computer, communication and industrial applications. InnoSwitch3-CP and InnoSwitch3-CE IC samples are available now, priced at $1.11 (CE) and $1.15 (CP), in 10,000-piece quantities. InnoSwitch3-EP parts will be available in November 2017 at $1.18 per 10,000-pieces. An online selection tool, Build Your Own InnoSwitch, is available to help designers customize device features for their particular design specifications. Technical support for InnoSwitch3 ICs, including the PI ExpertTM Online design tool, is available from the Power Integrations website at http://www.power.com/products/innoswitch/. (photo: New InnoSwitch)

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Viasat Ukraine Subscribers to Get Best-in-Class TV Reception in Ukraine

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

ViasatViasat Ukraine (Vision TV LLC), the largest DTH operator in Ukraine, will be providing top-quality TV reception to its subscribers using SES Video’s reliable services on ASTRA 4A. Under the multi-year agreement with SES, Vision TV will be broadcasting approximately 40 pay-TV channels, out of which 13 are in high-definition (HD), and about 60 free-to-air channels at 5 degrees East. SES serves close to 13 million TV homes in Ukraine from this key orbital position, of which 4.5 million are DTH homes.“We are very pleased that Viasat Ukraine has trusted us with the delivery of their video content,” said Norbert Hölzle, Senior Vice President, Commercial Europe, SES Video. “This agreement with such an important TV player in Ukraine confirms our leading position in the country when it comes to DTH services. With the digital switchover approaching, and the drive for encryption of satellite channels, we strongly believe there will be considerable growth opportunities in the market, and we expect to support our customers in seizing them.” “Viasat Ukraine offers the best collection of content available in local languages, and a reliable transmission of this content is key to keep entertaining our audience in the best possible way. That is why we chose to rely on SES’s track record in delivering high-quality services,” said Svitlana Mischenko, CEO at Viasat Ukraine. “We are confident that SES’s expertise will help us grow our audience and our TV business in the coming years.” (photo: Viasat)

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