Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Archive for the ‘Estero/world news’ Category

world news

L’Unione europea lancia il mese europeo della cibersicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

Il mese di ottobre segna l’ottava edizione del mese europeo della cibersicurezza(link is external), che riunisce l’Unione europea, i suoi Stati membri e i cittadini europei per prevenire e contrastare le minacce informatiche. Incoraggiando gli europei a “pensare prima di cliccare”, l’obiettivo principale della campagna di quest’anno, che inizia oggi 1º ottobre, è garantire che i cittadini siano consapevoli dei rischi online e dispongano degli strumenti necessari per diventare utenti di tecnologie più resilienti e più sicuri. Per l’intero mese in tutta Europa si svolgeranno centinaia di attività, come conferenze, seminari, sessioni di formazione, presentazioni generali, webinar e campagne online, mirate a sensibilizzare i cittadini sulla cibersicurezza ed a fornire informazioni aggiornate sulla sicurezza digitale attraverso la formazione e la condivisione delle migliori pratiche. Le attività sono coordinate dall’Agenzia europea per la cibersicurezza (ENISA) e dalla Commissione con l’appoggio degli Stati membri.

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Prima relazione annuale sulla situazione dello Stato di diritto nell’Unione europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

La prima relazione annuale sullo Stato di diritto è una delle principali iniziative del programma di lavoro della Commissione per il 2020e fa parte del meccanismo europeo globale per lo Stato di diritto annunciato negli orientamenti politici della Presidente von der Leyen. È il risultato di uno stretto dialogo con le autorità nazionali e i portatori di interessi ed esamina tutti gli Stati membri in modo obiettivo e imparziale. La valutazione qualitativa effettuata dalla Commissione si concentra sugli sviluppi significativi intervenuti a partire dal gennaio 2019 e garantisce un approccio coerente applicando la stessa metodologia a tutti gli Stati membri, pur rimanendo proporzionata agli sviluppi.La relazione fa parte del nuovo ciclo annuale relativo allo Stato di diritto: il meccanismo per lo Stato di diritto. Il meccanismo è un ciclo annuale inteso a promuovere lo Stato di diritto e prevenire l’insorgere o l’aggravarsi di problemi. L’obiettivo è quello di migliorare la comprensione e la consapevolezza dei problemi e degli sviluppi di rilievo, nonché di individuare le sfide allo Stato di diritto e aiutare gli Stati membri a trovare soluzioni con il sostegno della Commissione e degli altri Stati membri, e di portatori di interessi quali la commissione di Venezia. Il meccanismo ha un ruolo preventivo, è distinto dagli altri strumenti dell’UE in materia di Stato di diritto e non sostituisce i meccanismi basati sul trattato di cui dispone l’UE per reagire a problemi più gravi in materia di Stato di diritto negli Stati membri. Tali strumenti comprendono le procedure di infrazione e la procedura per proteggere i valori fondanti dell’Unione ai sensi dell’articolo 7 del trattato sull’Unione europea. Si differenzia inoltre dalla proposta procedura di condizionalità per la tutela del bilancio, che mira a proteggere il bilancio dell’UE in situazioni in cui gli interessi finanziari dell’Unione potrebbero essere a rischio a causa di carenze generalizzate dello Stato di diritto in uno Stato membro. Alcuni Stati membri stanno avviando riforme volte a rafforzare l’indipendenza della magistratura e stanno riducendo l’influenza del potere esecutivo o legislativo sul sistema giudiziario. Tra loro figurano anche Stati membri in cui l’indipendenza della magistratura è tradizionalmente considerata elevata o addirittura molto elevata. Le valutazioni specifiche sui singoli paesi mostrano che l’indipendenza della magistratura continua a destare preoccupazione in alcuni Stati membri, il che ha portato all’avvio di procedure di infrazione o di procedure ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull’Unione europea. Un’altra sfida che si pone in tutta l’UE è fare in modo che i sistemi giudiziari siano adeguati all’era digitale; l’attuale pandemia ha dato un ulteriore impulso per accelerare le necessarie riforme digitali. I cittadini dell’UE godono in generale di elevati standard di libertà e pluralismo dei media. Soprattutto durante la pandemia di coronavirus, i media si sono dimostrati essenziali nella lotta alla disinformazione. La relazione manifesta tuttavia preoccupazione per quanto riguarda l’efficacia e l’adeguatezza delle risorse e il rischio di politicizzazione delle autorità di regolamentazione dei media in alcuni Stati membri. Alcune valutazioni per paese hanno inoltre individuato casi in cui la pressione politica sui media ha dato adito a gravi preoccupazioni. Infine, i giornalisti e altri operatori del settore dei media sono esposti a minacce e attacchi in relazione al loro lavoro in diversi Stati membri, anche se alcuni paesi hanno sviluppato pratiche e istituito strutture e misure per sostenere e proteggere i giornalisti. Il bilanciamento dei poteri a livello istituzionale è il fulcro vitale dello Stato di diritto e garantisce che il potere esercitato da un’autorità statale sia soggetto a un controllo democratico. In diversi Stati membri sono state avviate riforme costituzionali per rafforzare i sistemi di bilanciamento dei poteri istituzionali. Molti Stati membri hanno inoltre messo a punto strategie sistematiche per coinvolgere i portatori di interessi e garantire che le riforme strutturali scaturiscano da un ampio dibattito all’interno della società.

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Latin America: Members to exchange views with Bolivian Foreign Affairs Minister Karen Longaric Rodríguez

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

Longaric Rodríguez has served as her country’s Minister of Foreign Affairs since November 2019, as part of the government led by Jeanine Áñez, in place since the forced resignation of Evo Morales and the annulment of the general elections held in October 2019.She is expected to discuss the current political situation in Bolivia with a view to the upcoming general elections that have been set for 18 October, following a second postponement due to the COVID-19 pandemic. On 8 September, EU Foreign Policy Chief Josep Borrell announced that the EU will deploy a reinforced Election Expert Mission to Bolivia, in line with the European Union’s long-standing commitment to support peaceful, credible, inclusive and transparent elections.This technical mission will be composed of 5-6 experts who will conduct a comprehensive analysis of the electoral process.

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Friday: meeting of the committee on foreign interference

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

Brussels, Antall 6Q1 Friday, 2 October 2020, 9.00 – 11.00 and 12.00-13.00 he meeting is held with remote participation (Members are able to view and listen to the proceedings, ask for the floor and intervene in the meeting, and vote). Exchange of views: • on foreign interference linked to breaches of crucial electoral rules and political financing, with Marie-Hélène Boulanger, Union citizenship rights and Free movement, DG JUST, European Commission, and Raquel Cortés Herrera, Relations with the European Parliament & Consultative Committees, Secretariat-General, European Commission (9:00-10:00) • on foreign interference linked to the use of social media platforms, with Paolo Cesarini, Media Convergence and Social Media, DG CONNECT, European Commission (10:00-11:00), and • with experts at EU DisinfoLab: research coordinator Roman Adamczyk, managing director Gary Machado, and executive director Alexandre Alaphilippe (12:00-13:00)

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The Conference on the Future of Europe

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

Since the signing of the Memorandum of Understanding between the Libyan GNA and Turkey, Ankara has increased its provocative moves in the Eastern Mediterranean. It has sent drilling ships in Greek and Cypriot waters, often accompanied by navy vessels. Such provocations to two European Member States have been rightly condemned across the EU but few substantive actions have been taken at an EU level. Furthermore, despite the efforts of Member States such as France or Germany, Turkey has not given up its aggressive stance in the Mediterranean. Turkish behaviour in the Eastern Mediterranean does not only constitute a challenge for Greece and Cyprus but has wider ramifications over a range of different issues and has implications for the Union as a whole. As such, the current tensions in the Eastern Mediterranean urgently requires a coordinated EU response. Firstly, the European Commission has presented a detailed legal analysis on issues linked to the conflict, which are of exclusive EU competence and covered by EU law in the area of common fisheries policy. As a reminder, what is challenged herein are the rights given to islands under UNCLOS, a UN Convention that the EU has signed and ratified as a full party. Secondly, the Council should at least define a well-balanced, strong common response that goes beyond a strongly worded statement. As such initiatives have not only proven unsuccessful in persuading Turkey in the past but have angered it further. It is important therefore, to have a coordinated response, which will allow EU Council Members to trust each other, communicate, and share relevant information between them. Thirdly, the European Parliament should call for a wider evaluation of the EU relations with Turkey concerning its candidacy to the Union: the respect of human rights, the rules of law and values, the management of the migration flow transiting Turkey towards Europe and the reworking of economic ties between the two sides. This evaluation, needs to take into account the drift of Erdogan’s Turkey, away from meeting the minimum required to be considered an EU candidate country, a status it still possesses. Finally, it is necessary to recall that this situation can and should be solved through existing international law. Laws, as well as dispute-settlement mechanisms, exist for these sorts of matters and their use need to be promoted. If the European Union is able to coordinate a cohesive and effective response it will be possible to convince Turkey to settle this matter in court, as this remains the only peaceful and rightful conclusion to the problem.

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President Sassoli press conference on EU summit

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Bruxelles. Thursday 1 October at 15:30 – Where: Anna Politkovskaya pressroom and via Skype EP President David Sassoli will hold a press conference at 15.30 tomorrow (1 October) following his address to heads of state or government at the EU summit. He will comment on the topics EU leaders will discuss during their meeting, such as Belarus, relations with Turkey and with China, the single market, industrial policy and digital transformation.President Sassoli will also reiterate Parliament’s position and expectations regarding the ongoing negotiations on the EU’s long-term budget (MFF) and on Own Resources. Follow the press conference LIVE on Parliament’s webstreaming.

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Trattato di Dublino e primo approdo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

“La presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen non scioglie il nodo del ‘Paese di primo approdo’, che dev’essere cambiato e che per l’Italia è la madre di tutte le battaglie. Una questione centrale per anche per Spagna e Grecia, autentiche piattaforme di soccorso poste al centro del Mediterraneo. Ma anche per gli esseri umani e per la loro dignità. C’è bisogno di abrogarla, per dare umanità, ordine, regolarità ai veri profughi e affidare a politiche di cooperazione il tema dell’immigrazione economica. È necessario cambiare impostazione: il Paese di primo approdo dev’essere considerato il natante che soccorre i naufraghi, procedura codificata nel diritto navale, e l’equa distribuzione deve valere allo sbarco e per tutti gli immigrati. L’Italia si trova in un’altra situazione paradossale perché costretta ad accogliere anche gli immigrati che, approdati sulle nostre coste, fuggono verso altri Stati Ue e vengono poi rispediti in Italia occupando la quota di redistribuzione teoricamente negoziata. Per intenderci la Germania ogni anno ci restituisce più immigrati di quanti ne dovrebbe ospitare secondo la regole di Dublino. Questa trappola infernale è scattata perché abbiamo un governo di incapaci e pavidi, un esecutivo che non riesce a dire con chiarezza all’Ue che il tema fondamentale è l’abolizione del paese di primo approdo”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia ai microfoni di Radio Radicale.

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L’UNHCR assicura assistenza alle famiglie sfollate nel Sahel colpite dalle inondazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, sta intensificando le operazioni volte ad assicurare assistenza alle famiglie sfollate nella regione africana del Sahel, tra più di 700.000 persone colpite dalle devastanti inondazioni che hanno interessato la regione. Decine di persone hanno perso la vita, tra cui una madre incinta e la figlia adolescente. Diverse altre migliaia necessitano con urgenza di riparo, acqua potabile e assistenza sanitaria lungo ampie aree di territorio in Burkina Faso, Ciad, Mali e Niger.Si ritiene che le fortissime piogge cominciate ad agosto siano le peggiori da oltre un decennio a questa parte. In tutto il Sahel, dove violenze incessanti e indiscriminate avevano già costretto oltre 3,5 milioni di persone a fuggire sia internamente sia oltre i confini dei Paesi della regione, le case sono andate distrutte, le strutture sanitarie danneggiate e le coltivazioni sommerse dagli allagamenti.In tutta la regione, le infrastrutture, tra cui le strutture sanitarie, sono state gravemente danneggiate, condizionando le attività di risposta nazionali al COVID-19 e le capacità di assicurare trattamenti per altre malattie, quali malaria e morbillo. Dati i livelli di contaminazione delle fonti di approvvigionamento idrico e gli allagamenti dei servizi igienici, si teme con sempre maggior frequenza una possibile epidemia di colera.Nel corso delle inondazioni le coltivazioni sono andate distrutte, aggravando la carenza di scorte alimentari e le vulnerabilità degli agricoltori e delle loro famiglie, le cui possibilità di sostentamento dipendono dai raccolti. Nella regione, il Niger è stato il Paese colpito più duramente. Le autorità nazionali hanno registrato 71 persone decedute, 90 ferite e oltre 350.000 interessate dalle conseguenze delle inondazioni, in particolare nella regione di Maradi. L’UNHCR da tempo ha mobilitato aiuti destinati agli sfollati interni che vivono in aree in cui sono costretti a guadare acque il cui livello arriva al bacino o ad attraversarle remando a bordo di canoe.Le inondazioni hanno colpito sei siti che accolgono sfollati, lasciando oltre 9.000 rifugiati e sfollati interni nell’urgente necessità di riparo. L’UNHCR ha già distribuito 1.900 kit per alloggi, nonché beni di prima necessità quali indumenti, coperte e kit igienici. In alcune aree, tali operazioni hanno portato ad esaurire le scorte di emergenza.In Burkina Faso, le inondazioni hanno interessato tutte e 13 le regioni, facendo registrare 41 persone decedute, 112 ferite e lasciando 12.378 nuclei familiari senza riparo. A Kaya, una madre incinta e la figlia, in precedenza fuggite dalle violenze, hanno perso la vita quando la casa del vicino è crollata sulla loro tenda. Le piogge torrenziali hanno provocato danni estesi in un Paese in cui un abitante su cinque risultava essere già sfollato a causa delle violenze. Il Burkina Faso attualmente accoglie oltre un milione di sfollati interni, metà di tutti quelli presenti nell’intero Sahel. In Ciad, dove oltre 236.000 persone sono state colpite dalle inondazioni, UNHCR e partner stanno urgentemente assicurando alloggi, cibo, beni di prima necessità e assistenza sanitaria. Nella provincia meridionale di Gore, sono stati colpiti 1.735 rifugiati e almeno 283 famiglie si sono ritrovate i propri terreni allagati e le coltivazioni distrutte. Le piogge torrenziali hanno reso le strade impercorribili, ostacolando le operazioni umanitarie volte a prestare assistenza ai rifugiati colpiti e l’accesso del personale dell’Agenzia agli uffici di Haraze e Shari.Nel Ciad orientale, la maggior parte delle abitazioni e degli alloggi presenti in sei campi che accolgono migliaia di rifugiati vicino a Iriba è stata distrutta o gravemente danneggiata, costringendo questi ultimi a dormire nelle scuole e all’addiaccio. L’UNHCR ha distribuito aiuti per soddisfare le più pressanti esigenze delle persone colpite. In Mali, sono migliaia gli sfollati interni e i membri delle comunità locali colpiti dalle inondazioni. Centinaia di case sono state distrutte nelle regioni più duramente colpite: Gao, Mopti, Ségou e Sikasso.Il verificarsi di questi eventi moltiplica i pericoli per comunità sfollate e comunità di accoglienza che si trovano già alle prese con situazioni di estrema povertà, insicurezza alimentare, conflitti armati e rischi climatici, quest’anno tutte seriamente aggravate dalla pandemia da COVID-19.

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“Negli Stati Uniti è in corso un incomprensibile processo di rimozione storica della figura di Cristoforo Colombo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

“Si verifica in varie forme, tra cui quella della distruzione di alcune statue erette in suo onore e che rappresentano un simbolo dell’identità culturale italiana in Usa. Tale opera di rimozione delle statue è in corso anche con due città gemellate con Genova e cioè Baltimora e Columbus. Per tale ragione abbiamo scritto una lettera al Sindaco di Genova, Bucci, e al Presidente della Regione Liguria, Toti, chiedendo di adoperarsi con le autorità locali americane per salvaguardare le statue di Colombo in queste due città.Al Sindaco Bucci ed al Presidente Toti abbiamo chiesto di esprimere la loro condanna “degli atti violenti che hanno portato ad una così umiliante rimozione della statua ed una richiesta di impegno da parte delle amministrazioni locali di giungere ad un accordo che possa portare ad una pacifica conclusione di una situazione molto imbarazzante ed offensiva, non solo per la Comunità Italiana in America ma per la nazione italiana e la città di Genova ed i Genovesi”. Lo hanno dichiarato i deputati di Forza Italia, Fucsia Fitzgerald Nissoli (eletta in Nord e Centro America), Roberto Bagnasco e Roberto Cassinelli (eletti in Liguria).

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Hezbollah voleva compiere attentati in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2020

La clamorosa rivelazione arriva dagli Usa, dove l’ambasciatore del Dipartimento di Stato Nathan Sales, capo degli Stati Uniti per l’antiterrorismo ha dichiarato che il gruppo terroristico sciita ha nascosto esplosivi in tutta Europa, fra cui Grecia, Spagna, Francia e appunto Italia.Sales, poca prima di un evento dell’American Jewish Committee, ha lanciato un allarme che se confermato farebbe tremare il Vecchio Continente e i vertici dell’Unione Europea, la cui ostinazione per la divisione tra ala politica e ala militare di Hezbollah sta diventando uno stancante ritornello:“Hezbollah ha spostato attraverso il Belgio grandi scorte di nitrato di ammonio, utilizzato per fabbricare bombe, in Francia, Grecia, Italia, Spagna e Svizzera. Abbiamo ragione di credere che attività di questo tipo siano ancora in corso. Hezbollah rappresenta oggi un pericolo evidente e reale per gli Stati Uniti. Hezbollah rappresenta un pericolo evidente e presente per l’Europa”.Sales, inoltre, ha spiegato il motivo dell’azione di Hezbollah, mostrandone la subalternità all’Iran:“Hezbollah può condurre importanti attacchi terroristici ogni volta che i suoi padroni a Teheran lo ritengono necessario”.Cosa contenevano i depositi di armi di Hezbollah in Europa? Sicuramente nitrato di ammonio, la sostanza responsabile dell’esplosione al porto di Beirut dello scorso 4 gosto, dove persero la vita oltre 200 persone (più circa 7000 feriti).Il funzionario americano non ha specificato come il suo paese abbia ottenuto le informazioni:“Sappiamo con certezza che Hezbollah ha immagazzinato enormi quantità di nitrato di ammonio in tutta Europa. Gli Stati Uniti hanno chiesto un’indagine completa, aperta, trasparente e approfondita sull’esplosione di Beirut, e speriamo di vederne presto i risultati”.Se confermato, quanto detto dal capo degli Stati Uniti per l’antiterrorismo, si aprirebbero scenari molto preoccupanti per l’Europa che continua a non bandire Hezbollah nella sua interezza, come fatto da Germania e Gran Bretagna.Come reagirebbero i vertici dell’Unione se venissero attaccati da un gruppo terroristico che hanno difeso con tanta forza? Cosa farebbe l’opinione pubblica italiana se Hezbollah compiesse un attentato nel nostro paese? Qualora il gruppo terroristico libanese, braccio armato dell’Iran, colpisse l’Italia, cosa farebbero le autorità? Metterebbero tutto a tacere, mettendo il segreto di storia? Farebbero spuntare un fantomatico erede del colonnello Giovannone per rimandare la verità a data da destinarsi?

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MEPs question whether the new Migration Pact will bring about real change

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2020

The new Migration Pact is insufficient for the majority of EP groups. Some demand compulsory relocation of refugees; others want a firmer stance on irregular arrivals.The Civil Liberties Committee held a first debate about the Commission’s proposals with Vice-President Margaritis Schinas and Commissioner Ylva Johansson on Thursday. Some MEPs considered the initiative to be “a step in the right direction”, to help front-line countries, and others admitted it might be the only way forward, given the position of several EU member states. All requested more information about how the pact would be applied on the ground.Many speakers referred to the situation on Lesvos, following the fire in Moria refugee camp, and asked whether the new rules will prevent that humanitarian disaster from being repeated. They raised questions about whether fundamental rights will be respected in the new screening and border procedures and the detention of asylum-seekers. Several regretted that the Commission has not removed the contentious principle of the current Dublin Regulation, that the country of first-entry must deal with an asylum-claim.EU countries that do not want to transfer refugees to their territory would be given the option to sponsor returns of those without a right to stay instead; MEPs wondered what will happen if most member states opt for the latter. There were also questions raised about the enforcement mechanisms to ensure the new rules are effectively applied.Some MEPs complained that cooperation with third countries does not include the establishment of hotspots to process asylum requests outside European territory and insisted the EU must be tougher on smugglers.

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Time to crack on with implementation of proposed tax rules

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2020

Numerous MEPs on Thursday told Commissioner for taxation Paolo Gentiloni that it was high time to tackle member state reticence to progress on tax justice. Speaking during the first hearing of the newly created subcommittee on tax matters, MEPs taking the floor as the spokesperson for their respective groups highlighted the need to quickly translate the political messages from citizens and the proposals already tabled by the Commission into tangible instruments to fight ever-growing tax evasion and avoidance. Some others also pointed out that such progress would need to happen without creating a negative effect on the EU’s competitiveness or on the purchasing power of citizens.With the crisis we are in tax fraud and evasion is even less acceptable than ever before, Commissioner Gentiloni said in his opening statement. He underlined that up to EUR 140 billion EUR are lost each year to aggressive tax planning and the VAT gap has reached around EUR 180 billion per year.MEPs urged the Commissioner to continue the work the previous Commission had left off at, calling on him to pay more attention to addressing the reticence of some of the member states which has led to a backlog of proposals in the Council. One MEP suggested that the subcommittee could help in pressuring member states by using the forum as “a space for constructive embarrassment of those who do not cooperate”, an idea openly supported by the Commissioner and some other MEPs.Right balance.Consumers’ purchasing power and the competitiveness of the EU’s companies would also need to be kept in mind when devising new taxes, some MEPs said. An MEP also said that care should be taken with the rollout of any new tax to not compound the negative economic effects from the COVID-19. The subcommittee is expected to soon agree its work programme for the coming months. The next meeting is scheduled for 28 October.

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TikTok, challenge choc sulla Shoah

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2020

Il rispetto sembra essere un concetto ampiamente superato. E quando si parla di Shoah, invece che aumentare, diminuisce. Come se quanto accaduto agli ebrei durante il secondo conflitto mondiale sia una cosa su cui giocare. Sta succedendo su TikTok, la piattaforma nata in Cina, molta molto utilizzata dai bambini e dagli adolescenti, che hanno dato vita alla “Holocaust challange”, in cui fingono di essere morti o sopravvissuti nei lager nazisti. Come se quegli orrori li avessero vissuti in prima persona.Bambini e adolescenti girano video dove recitano frasi del tipo: “un giorno ci hanno detto di andare alle docce, mia madre ed io ci tenevano per mano” e “sono morta nelle camere a gas”.Frasi raccapriccianti che vengono accompagni da trucchi con i protagonisti vogliono dare la senzazione di essere sofferenti, simulando la vita nei campi di sterminio (clicca qui per vedere uno dei video).Matteo Lancini, psicologo, psicoanalista, presidente della Fondazione Minotauro (che si occupa di adolescenti) e docente alla università Milano Bicocca, ha così commentato un fenomeno che ha visto numeri esorbitanti; 17,4 milioni di visualizzazioni:“Questo trend mi ricorda il tema centrale sull’uso dei social, legato alla popolarità, non credo sia connesso o all’assenza di valori anche se, col passare del tempo, sarebbe bene che sui fenomeni storici si lavorasse sulla memoria. La realtà è che abbiamo costruito un sistema basato sulla ricerca di audience ed è anche colpa nostra: li abbiamo cresciuti con il mito, la ricerca della popolarità e del consenso da quando sono all’asilo e devono avere tanti amici, essere invitarti a tutte le feste sennò è un dramma. Un rapporto col mondo che è un iperinvestimento su di sé, che porta a spettacolarizzare, estremizzare pur di avere seguito. Ormai l’esperienza ha senso solo se la si comunica, se si hanno like. E allora va bene tutto, e se la Shoah è un argomento popolare che può darmi visibilità la uso. Credo che il punto sia questo, anche se sicuramente ci sarà chi tra loro in buona fede vuole comunicare condividere la tragedia”.La challenge che sta spopolando su TikTok è una sconfitta di tutti, dove per un like si calpestano sei milioni di morti e milioni di famiglie che hanno subito atroci sofferenze.

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Allarme climate change: a rischio le infrastrutture

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2020

Dal 1980 ad oggi nel Mediterraneo si sono aggiunti 6,5 giorni di caldo estremo ogni decennio e la situazione diventerà ancora più critica nel ventennio 2030-2050. A lanciare l’allarme è Sensoworks (www.sensoworks.com), la startup italiana specializzata in monitoraggio infrastrutturale supportata da piattaforme tecnologiche multilivello.«Da qui al 2050 il riscaldamento globale metterà a rischio la sicurezza delle infrastrutture a livello mondiale» avvisano gli esperti di Sensoworks. E non è solo il caldo ma anche il conseguente incremento dei periodi di alluvione, delle tempeste e degli uragani. Fenomeni climatici che sono aumentati in quasi ogni parte del mondo, sia in frequenza che in durata.Secondo il Centre of Excellence for Climate Extremes (CLEX), centro di ricerca a cui aderiscono 5 università australiane, il Consiglio Nazionale delle Ricerche del governo australiano (ARC) e numerose organizzazioni internazionali, la somma delle anomalie di temperatura rispetto una determinata soglia durante i giorni di ondata di calore (calore cumulativo) sta aumentando in media a livello globale in una forbice che varia da 1 a 4,5 gradi Celsius ogni decennio. Ma in Medio Oriente ed in certe zone dell’Africa e del Sud America l’aumento raggiunge anche i 10 gradi Celsius.Nella peggiore stagione delle ondate di calore —secondo i dati del CLEX— in Australia si sono verificati addirittura 80 gradi Celsius di calore cumulativo in più e la situazione è ancora peggiore nel Mediterraneo dove il calore cumulativo ha superato i 200 gradi Celsius. Lo studio coordinato da Sarah Perkins-Kirkpatrick dell’Università di Sydney insieme a Sophie Lewis dell’Università di Canberra è stato pubblicato questo mese su Nature Communications.«Sottovalutare questa situazione sarebbe un errore. Ma con il monitoraggio dinamico sarà possibile risolvere fin d’ora il problema infrastrutturale» sottolinea Niccolò De Carlo, ceo e co-fondatore di Sensoworks, startup già attiva a livello globale, con uffici anche a Boston e monitoraggi in molti Paese europei, includendo anche la Francia.«I ponti italiani sono stati costruiti a regola d’arte ed anche la manutenzione è stata nella maggior parte dei casi adeguata. Oggi —tuttavia— le nuove tecnologie consentono di fare di più: di prevedere il futuro e prevenire un evento infrastrutturale prima che accada» puntualizza Niccolò De Carlo, sottolineando la necessità di passare da un monitoraggio statico delle nostre infrastrutture —quello caratterizzato da ispezioni tecniche sporadiche realizzate da tecnici in carne ed ossa— ad un monitoraggio dinamico, consentendo così di avere un controllo costante ed in tempo reale attraverso strumenti tecnologici all’avanguardia.E certamente l’Intelligenza Artificiale (IA) può fare la differenza, attraverso modelli predittivi che possono essere utilizzati per evidenziare in anticipo determinati fenomeni e valutare meglio le priorità.

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UNHCR e OIM chiedono all’UE un approccio alle politiche su migrazioni e asilo che sia davvero comune e basato sui principi

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2020

Alla vigilia del lancio del nuovo Patto su migrazioni e asilo presentato dalla Commissione Europea, l’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, e l’OIM, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, si appellano all’Unione Europea (UE) affinché assicuri l’adozione di un approccio davvero comune e basato sui principi che affronti tutti gli aspetti inerenti alla governance delle questioni migratorie e dell’asilo. Le due organizzazioni delle Nazioni Unite auspicano che il Patto rappresenti un’opportunità nuova da cui partire per abbandonare l’approccio emergenziale che prevede l’adozione di accordi ad hoc in materia di asilo e migrazioni in Europa per passare a uno comune che sia maggiormente comprensivo, ben gestito e a lungo termine, sia in seno sia al di fuori dell’UE. Dato il numero relativamente contenuto di nuovi arrivi di rifugiati e migranti in Europa, il momento è favorevole per intraprendere un’azione comune.I recenti eventi verificatisi nel Mediterraneo, tra cui i ritardi nell’autorizzare le operazioni di sbarco di migranti e rifugiati soccorsi in mare, l’aumento del numero di testimonianze di presunti respingimenti e gli incendi devastanti divampati nel Centro di registrazione e identificazione di Moria, sull’isola greca di Lesbo, hanno messo ulteriormente in evidenza la necessità di riformare con urgenza le politiche UE su migrazioni e asilo. La pandemia da COVID-19, inoltre, ha condizionato profondamente politiche e prassi in materia, e il deleterio impatto socioeconomico da essa prodotto non ha risparmiato nessuno. Rifugiati, migranti e Paesi che accolgono numeri elevati di rifugiati sono stati particolarmente colpiti su scala mondiale.L’approccio attualmente adottato in seno all’UE è inattuabile, insostenibile e spesso comporta conseguenze devastanti sul piano umano. Data l’assenza di accordi condivisi in seno all’UE in merito alla gestione degli sbarchi, assenza che non ha fatto che aggravare le sofferenze delle persone soccorse, da tempo le due organizzazioni chiedono congiuntamente che si adotti un approccio europeo comune basato sulla condivisione di responsabilità tra Stati nelle operazioni di ricerca e soccorso e in quelle di sbarco per le persone salvate in mare. L’OIM e l’UNHCR sono fortemente d’accordo con la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sul fatto che salvare vite umane in mare non è facoltativo; una gradita affermazione fatta nel suo discorso sullo stato dell’Unione. Le organizzazioni si preoccupano anche di coloro che si trovano in pericolo lungo tutte le rotte migratorie, anche sulla terraferma. Il salvataggio di vite umane deve rappresentare la priorità assoluta e non deve essere criminalizzato.UNHCR e IOM, inoltre, hanno rivolto appelli affinché si attuino accordi più strutturati in merito ai ricollocamenti all’interno dell’UE e attivamente assicurato supporto all’implementazione dei recenti trasferimenti dalle isole greche, lavorando col Governo greco, la Commissione Europea e l’UNICEF, il Fondo ONU per l’infanzia. Il ricollocamento di persone vulnerabili, tra cui minori, specialmente in un momento storico segnato dall’aggravarsi delle difficoltà, si è dimostrato essere un esempio praticabile di condivisione di responsabilità. “Il Patto offre all’Europa l’opportunità di dimostrare che può sostenere il diritto fondamentale all’asilo, cooperando nel contempo a politiche pragmatiche per identificare coloro che hanno bisogno di protezione internazionale e condividerne la responsabilità”, ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Accoglieremo con favore gli sforzi reali per garantire un regime di protezione rapido, equo ed efficace in Europa, e daremo il nostro pieno sostegno e la nostra esperienza alla Commissione europea e agli Stati membri per far sì che diventi una realtà”. La maggior parte dei flussi migratori verso l’Europa è gestita mediante canali sicuri e legali, e la crisi innescata dal COVID-19 ha messo in risalto il valore apportato dai lavoratori rifugiati e migranti nell’UE e altrove. Il loro contributo e il loro potenziale dovrebbero essere massimizzati. Una strategia per la buona gestione della mobilità delle persone, determinante nella riuscita del processo di ripresa dalla pandemia, dovrebbe essere integrata strutturalmente e contribuire alla definizione di politiche a lungo termine e piani di risposta, anche in materia di cambiamento climatico, nonché supportare mercati del lavoro flessibili e dinamici.”Le persone in movimento possono essere parte della soluzione. Non vediamo l’ora che il nuovo Patto venga adottato, esso rappresenta un’opportunità per l’Europa di ridisegnare la governance delle migrazioni e della mobilità umana come sicura, ordinata, inclusiva e incentrata sui diritti umani” ha dichiarato Antonio Vitorino, Direttore Generale dell’OIM. “Un approccio equilibrato, basato sui principi e globale riconosce che la migrazione è una realtà umana da gestire per fini reciprocamente vantaggiosi. Sarà anche importante che l’UE garantisca che la politica a lungo termine sia coerente nei suoi aspetti interni ed esterni, sia radicata in veri e propri partenariati e allineata con i quadri e gli accordi internazionali esistenti”, ha aggiunto.Si potranno compiere progressi nella lotta al traffico e nel miglioramento della gestione delle frontiere se si investiranno parimenti attenzione e risorse nel rafforzamento e nell’ampliamento dei canali che consentono una migrazione legale e sicura, dei partenariati efficaci, dei programmi di integrazione e costruendo comunità prospere, benestanti e coese. Può anche ridurre la domanda che alimenta il business dei gruppi criminali di traffico. Investire in canali migratori regolari e in una maggiore mobilità sarà inoltre essenziale per lo sviluppo sostenibile e la crescita nell’UE e altrove.Garantire la possibilità di fare ritorno in condizioni dignitose, per quanti desiderano tornare nei propri Paesi di origine o per coloro che non soddisfano i criteri per il riconoscimento dello status di rifugiato o di altre forme di protezione, è di importanza altrettanto fondamentale in seno a un sistema ben gestito e com prensivo. Dovrebbe essere assicurata priorità ai ritorni volontari, prevedendo disposizioni che consentano alle persone di reintegrarsi in modo sostenibile. Alcuni migranti, tra cui le vittime della tratta, degli abusi sessuali ed i minori non accompagnati, che non hanno bisogno di asilo, possono avere un legittimo bisogno di altre forme di assistenza e protezione.L’UE, inoltre, dovrebbe impegnarsi a garantire solidarietà e condivisione di responsabilità in modo strutturato su scala mondiale in partenariato coi Paesi extra UE che accolgono elevati numeri di persone in fuga. È necessario che tale impegno, tramite il Patto, si traduca in azione assicurando sostegno politico e un’assistenza finanziaria supplementare, strutturata e flessibile agli Stati di accoglienza, anche al fine di rafforzarne i sistemi di asilo. Tale supporto assicurerà che migranti e rifugiati abbiano accesso adeguato a servizi quali assistenza sanitaria, istruzione e lavoro, affinché possano vivere le proprie vite dignitosamente. Un sostegno più strategico ai Paesi che ospitano il maggior numero di rifugiati o ai Paesi di transito diminuirebbe anche l’attrattiva del traffico di esseri umani.Garantendo un futuro sostenibile più vicino ai Paesi di origine e un maggiore impegno da parte dei Paesi UE a implementare i programmi di reinsediamento, ricongiungimento familiare e canali complementari, insieme a condizioni che assicurino accesso diretto al territorio e all’asilo nell’UE a quanti ne hanno bisogno, un numero minore di persone ricorrerebbe a viaggi pericolosi e gli Stati gestirebbero meglio gli arrivi.La Commissione Europea, braccio esecutivo dell’UE, presenterà il Patto su migrazioni e asilo domani, mercoledì 23 settembre, agli Stati membri dell’Unione. L’UE ha l’occasione di sfruttare lo slancio generato dagli eventi recenti e il Patto imminente per assicurare un’Europa unita e improntata al rispetto dei diritti umani, in cui migranti e rifugiati possano contribuire con le proprie competenze e risorse, un’Europa che non lascia indietro nessuno. L’UNHCR e l’OIM sono pronte ad assicurare il proprio sostegno in linea coi rispettivi mandati e con le rispettive competenze.

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Changes in Commission: hearings to take place on 2 October

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2020

The hearings of Mairead McGuinness – Commissioner-designate in charge of financial services, financial stability and the Capital Markets Union – and Commission Executive Vice-President Valdis Dombrovskis – set to assume responsibility for the trade portfolio – are scheduled to take place on 2 October. Mrs McGuinness will be heard by the Economic and Monetary Affairs Committee from 9.00 to 12.00, where MEPs will evaluate if she is suitable to become a member of the College of Commissioners and if she is qualified to carry out the particular duties assigned to her.Mr Dombrovskis will be heard by the International Trade Committee from 13.00 to 16.00. The Committees on Foreign Affairs, on Economic and Monetary Affairs, on Development and on Budgets will be invited to participate and can ask one oral question each. Since he is already a member of the Commission, Mr Dombrovskis only has to answer questions on whether he is suitable for the portfolio assigned to him.Before the hearings can start, Parliament’s Legal Affairs Committee examines the declaration of financial interests presented by Commissioner-designate McGuinness and Executive Vice-President Dombrovskis to confirm that there is no conflict of interests in connection with their future portfolio in the Commission. Both also have to respond to written questions addressed to them by the responsible committees.The hearings on 2 October will be followed immediately by meetings in which the Chairs and group representatives (coordinators) of the committees will evaluate their performances.On 5 October, the Conference of Committee Chairs will assess the outcome of the two hearings and forward its conclusions to the Conference of Presidents. The latter is responsible for the final evaluation and decision to close the hearings or request further actions, in its meeting on 6 October.The vote by EP Plenary is scheduled for 7 October.

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Employment MEPs call for more ambition to boost Youth Guarantee

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2020

With youth unemployment in the EU expected to continue to rise sharply, member states should pull out all the stops to tackle the impact of the COVID-19 crisis on young people. In light of the youth unemployment rate that stood at 17% in the EU in July 2020 (up from 14.9 % before the COVID-19 crisis) and is expected to continue to rise sharply, Employment and Social Affairs Committee MEPs welcome the Commission’s proposal to strengthen the Youth Guarantee to ensure that all people under 30 years receive an offer for a job, further education, an apprenticeship or traineeship within four months of becoming unemployed or leaving formal education. MEPs furthermore condemn the practice of unpaid internships, traineeships and apprenticeships, which “represent a form of exploitation of young people’s work and a violation of their rights”. They call on the Commission and member states, in collaboration with the European Parliament and respecting the principle of subsidiarity, to work on the necessary legal framework for an effective and enforceable ban of unpaid internships, traineeships and apprenticeships.The resolution also emphasises that not all member states comply with the voluntary recommendations for a Youth Guarantee, thereby leaving young people behind. MEPs therefore call on the Commission to propose a Youth Guarantee instrument that is binding for all member states.

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Report on PESCO: No member state can protect itself alone

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2020

MEPs call on member states not to reduce their defence spending in the coming years, especially their financial involvement in European cooperative projects.Member states participating in Permanent Structured Cooperation (PESCO) projects should be encouraged to evolve from a strictly national focus on defence to a stronger European one and prioritise using a more European collaborative approach, warned MEPs on the Committee on Foreign Affairs. In their recommendation to the Council and the High Representative of the Union for Foreign Affairs and Security Policy, adopted by 49 votes in favour, 12 against and 7 abstentions, MEPs stress that no member state can protect itself alone against the common multifaceted threats that the EU faces in its security and defence today.An effective EU system for efficient, coherent, strategic and joint use of resources would be advantageous for the EU’s overall level of security and defence and is necessary, more than ever, in a security environment that is quickly deteriorating, point out MEPs. They warn that member states should not reduce their defence spending in the coming years, and especially their financial involvement in European cooperative projects. There should be more ambition in the EU budget to strengthen defence capabilities, they say, by sufficiently financing the future European Defence Fund (EDF) and the military mobility project in the upcoming Multiannual Financial Framework.MEPS note that several of the 47 PESCO projects, if funded accordingly, could strengthen member states’ preparedness, should another massive public health crisis occur. They also stress that, in order to better counter the hybrid threats, increasing efforts to cooperate on cyber defence are needed, such as information sharing, training and operational support.

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An “Annual Monitoring Cycle” with preventive and corrective measures

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2020

to protect the European Union’s legal order, the fundamental rights of its citizens, and its international credibility from the deterioration of Article 2 TEU values, MEPs propose an objective and evidence-based tool that would apply equally, objectively and fairly to all member states, while respecting the principles of subsidiarity and proportionality. This new “Annual Monitoring Cycle” must include preventive and corrective measures, ranging from country-specific recommendations to budgetary conditionality. To this end, the three EU institutions should establish a permanent “Interinstitutional Working Group on Union Values”, which will hear from a panel of independent experts in cooperation with the EU Agency for Fundamental RightsThe Committee’s proposal aspires to integrate and complement existing mechanisms, such as those provided in Article 7 TEU. MEPs regret the Council’s inability to make meaningful progress in ongoing Article 7 procedures and note that this failure “is in fact enabling continued divergence”. They welcome the Commission’s work on the Annual Rule of Law Report, among other instruments, whilst pointing out that the areas of democracy and fundamental rights should not have been omitted from it.

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European values: towards a permanent monitoring mechanism against backsliding

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2020

With 51 votes to 14 and one abstention, the Civil Liberties Committee adopted on Tuesday a legislative initiative report that envisions an EU mechanism being established to protect and strengthen democracy, the rule of law and fundamental rights. The text reiterates MEPs’ concerns regarding “the rise and entrenchment of autocratic and illiberal tendencies”, further compounded by COVID-19, as well as “corruption, disinformation and state capture”, in several EU countries.

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