Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Archive for the ‘Economia/Economy/finance/business/technology’ Category

Economy – Finance – Business – Technology

Competitività e crescita dell’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

Lo Studio Strategico indaga il ruolo e l’impatto trasformativo del Cloud di nuova generazione, il “Cloud che viene da te”, basato sul concetto di Everything-as-a-Service (XaaS), Everywhere, nel migliorare la competitività e la crescita dell’Italia, delle imprese, delle Istituzioni e della filiera ICT nazionale. I benefici abilitati dalla diffusione della nuova generazione di Cloud basata su Everything-as-a-Service possono raggiungere fino a 222 miliardi di Euro di PIL cumulato nel quinquennio 2021 – 2025 che si accompagneranno a un aumento della produttività media delle imprese fino al +2,3% e, infine, un impatto diretto per gli attori della filiera ICT pari a circa 1,3 miliardi di Euro di ricavi aggiuntivi. Lo Studio Strategico, realizzato da The European House – Ambrosetti, in partnership con Hewlett Packard Enterprise Italia, analizza il contributo differenziale del modello di Cloud di nuova generazione nell’accompagnare la trasformazione digitale di imprese e Pubblica Amministrazione, andando infine a sviluppare delle proposte di policy in favore della digitalizzazione del sistema-Paese.Le prime evidenze raccolte mostrano come la diffusione di investimenti in asset intangibili sia correlata con la crescita del PIL. Ciò è dimostrato anche dall’analisi delle valutazioni di borsa: ad oggi gli asset intangibili giustificano oltre il 90% del valore di borsa delle principali società statunitensi e oltre il 70% delle aziende europee. In tale contesto, il peso della Data Economy sulle economie europee sta crescendo, nonostante la quasi assenza di player rilevanti a livello internazionale. Sebbene l’Italia si trovi al quarto posto in UE27 + UK per valore complessivo della Data Economy (37,8 miliardi di Euro), si posiziona solamente in 17ª posizione considerando il peso della Data Economy sul PIL (2,3%), distante dalla media europea (3,0%) e da altri peer (UK, 4,0%; Germania, 3,6%; Spagna, 2,7%; Francia, 2,5%). In un futuro sempre più Data-driven, la digitalizzazione di imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini gioca un ruolo chiave nell’abilitare la competitività del sistema-Paese. In tal senso, è stato elaborato un indicatore che ha messo in luce la digitalizzazione del sistema-Paese in base al livello di adozione degli strumenti digitali – connettività, Cloud, Intelligenza Artificiale e robot industriali – nei settori industriali (soppesati per il relativo contributo al Valore Aggiunto). I risultati dell’indicatore posizionano l’Italia al nono posto in Europa ma al primo posto tra i principali Paesi benchmark – la Spagna si trova all’undicesimo posto, la Germania al quindicesimo e la Francia al diciassettesimo. Seppur positivo come risultato, bisogna anche considerare gli elementi critici del sistema imprenditoriale italiano, tra cui: le competenze considerate non idonee per governare la transizione digitale, la larga adozione di strumenti digitale di base dalla maggior parte delle imprese (in particolare piccole e medie) e le difficoltà manageriali nella gestione della transizione digitale. Anche per la Pubblica Amministrazione la strada da percorrere è ancora lunga. Si consideri che: soltanto il 21,8% degli uffici ha già assunto un Responsabile per la transizione digitale; solo il 16,2% della P.A. ha oggi un programma per aggiornare le competenze dei suoi dipendenti; il 62% di tutti i dispositivi informatici in uso nelle pubbliche amministrazioni ha più di 5 anni; solo il 27,8% di tutte le amministrazioni pubbliche hanno accesso a internet ad alta velocità (rete in fibra ottica); solo il 33,8% della Pubblica Amministrazione ha già implementato alcuni casi d’uso dei servizi Cloud; il 51,7% delle amministrazioni pubbliche non offre alcun servizio tramite modulo online. Dalla survey di The European House – Ambrosetti sono emersi ulteriori fattori ostativi, ad esempio, relativi al modello di sourcing delle infrastrutture ICT ritenuto non adeguato a soddisfare le esigenze di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione oppure i modelli di contabilità pubblica e di bilancio pubblico che non permettono di gestire un modello ICT che prevede spese operative variabili in base all’utilizzo.La diffusione del Cloud di nuova generazione, basato su Everything-as-a-Service permetterà di abilitare un aumento della produttività fino al 2,3% per le imprese che potranno utilizzare nuove infrastrutture ICT più avanzate e sempre aggiornate. Da ciò sarà possibile generare un aumento del PIL fino a 222 miliardi di Euro nei prossimi 5 anni e un impatto diretto cumulato per la filiera ICT pari a 1,3 miliardi di Euro di nuovi ricavi. Inoltre, per la Pubblica Amministrazione l’impiego di soluzioni Cloud basate su Everything-as-a-Service potrà generare un risparmio di costi pari a oltre 650 milioni di Euro, equivalenti a una riduzione del 25% dei costi ICT. L’ottimizzazione della gestione dei dati e la creazione di ecosistemi di scambio dati all’interno della Pubblica Amministrazione permetterà di applicare il principio “Once Only”, andando a ridurre del 90% il numero di richieste di dati da parte della Pubblica Amministrazione e ottimizzando l’accesso ai servizi e ai database pubblici, riducendo di 32 ore all’anno l’impegno delle imprese nel compiere gli adempimenti burocratici – cumulativamente ciò corrisponde ad oltre 40.000 anni risparmiati, se considerate tutte le imprese italiane. E’ fondamentale promuovere l’adozione delle soluzioni Cloud più avanzate all’interno delle imprese italiane, istituire “obblighi” di formazione sulle tecnologie e sull’impiego del digitale per i dipendenti delle imprese, al pari di quanto previsto per la sicurezza sul lavoro, e creare degli ecosistemi di dati (spazi dati) a livello nazionale che rendano possibile una maggiore interoperabilità a livello di filiera.

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L’Italia del Riciclo 2021

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

Roma 14 dicembre 2021 ore 10:00 – 12:30 Via Palermo 10 Sala Nazionale Spazio Eventi. Torna l’appuntamento con L’Italia del Riciclo, il rapporto annuale sul riciclo e il recupero dei rifiuti, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e Fise Unicircular, con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica. Il rapporto, alla sua dodicesima edizione presenta come ogni anno l’aggiornamento relativo all’andamento di tutte le filiere del riciclo. Quest’anno un approfondimento è stato dedicato al settore tessile, tra i più importanti della manifattura italiana.L’ Italia del Riciclo si svolge a pochi mesi dal varo della nuova Strategia nazionale per l’economia circolare – che sarà adottata entro giugno 2022 – che intende definire i nuovi strumenti amministrativi e fiscali per potenziare il mercato delle materie prime seconde, la responsabilità estesa del produttore e del consumatore, una roadmap di azioni e di target misurabili da qui al 2040 e supportare il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica.

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Smeup arricchisce le proprie competenze con Europe Consulting

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

Erbusco. Smeup annuncia oggi di avere siglato un accordo per l’acquisizione del 100% delle quote dell’azienda Europe Consulting di Gallarate (VA), specializzata in soluzioni ERP per il mondo della logistica.Presente sul mercato da 20 anni, con 20 collaboratori, Europe Consulting ha sviluppato particolari competenze nelle soluzioni dedicate alla logistica, alla gestione del magazzino fisico per gli operatori logistici e, in particolare, per aziende che gestiscono magazzini conto terzi. Altra specializzazione è rivolta alle soluzioni di business intelligence che supportano le aziende nella gestione dei loro processi.Questa partnership permetterà la nascita di importanti sinergie grazie alle eccellenti competenze sviluppate dalle due società, andando ad arricchire le soluzioni già presenti nell’offering di gruppo dedicate alle tematiche di logistica e trasporti.Con l’acquisizione di Europe Consulting, smeup, con sede legale a Erbusco (BS) e altre 14 sedi nel nord e centro Italia, con 505 collaboratori e 2450 clienti in Italia e nel mondo, rafforza inoltre la propria presenza sul territorio italiano.La scelta di crescere per linee esterne passando per progetti industriali di lungo termine, continua in questo 2021 dopo l’acquisizione del ramo d’azienda di Archivist, di ASI di Padova, l’ingresso nel capitale sociale di Progetto 6 e l’acquisizione di VM Sistemi, importante realtà di Faenza.Questa strategia ha contribuito negli anni, e continuerà a farlo nei prossimi esercizi, allo sviluppo sostenibile delle performance aziendali di business.“Questa operazione ha per noi una duplice importanza: va a coprire a livello territoriale la provincia di Varese e allo stesso tempo, dal punto di vista dei clienti e di proposta al mercato, ci permette di rinforzare la nostra offerta di soluzioni applicative e consulenziali nel mondo della logistica. Dopo l’acquisizione di Data dea, specializzata in soluzioni per il mercato dei trasporti e della logistica, infatti, Europe Consulting si configura in perfetta continuità e completamento sulle tematiche specifiche per questo settore.” – dichiara Roberto Magni – Vice President & BSA General Manager.

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Aumenti record bollette luce e gas

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

Secondo i dati di Nomisma, senza interventi del Governo, al primo gennaio le bollette del gas aumenteranno del 50%, quelle dell’elettricità almeno del 17%, ma forse del 25%.”Se queste previsioni fossero confermate, si tratterebbe di una stangata record, che, su base annua, per la famiglia tipo, sarebbe pari, nell’ipotesi di prezzi costanti, a 815 euro: 136 per la luce, ipotizzando il rialzo minimo stimato del 17% e 679 per il gas” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. “Ecco perché i 2 miliardi stanziati dal Governo o i 3 che sembrano profilarsi all’orizzonte, sono una barzelletta” conclude Vignola.

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Agricoltura: Un fondo di mutualizzazione per una efficiente gestione del rischio

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

“Il Fondo di mutualizzazione nazionale, previsto dalla Legge di Bilancio, ci permetterà di sostenere tutte le imprese agricole per i danni derivanti da eventi catastrofali come siccità, alluvioni o gelate, senza che le stesse debbano pagare nulla, e rappresenterà una rete di sicurezza che coprirà subito una prima parte del danno. Ringraziamo il ministro Patuanelli per la visione e la lungimiranza con cui sta affrontando un problema atavico, fornendo una soluzione concreta all’intero comparto agricolo. Il Fondo si avvarrà per il 30% di una quota di risorse proveniente dai pagamenti diretti della Politica Agricola Comune, a cui si aggiungerà il finanziamento Feasr per il restante 70% del costo della copertura”. Lo dichiarano i deputati Dedalo Pignatone e Pasquale Maglione, componenti M5S in commissione Agricoltura, a margine del question time di oggi in Aula a Montecitorio rivolto al ministro per le Politiche Agricole inerente le coperture assicurative in agricoltura.“Dinanzi all’aumento degli eventi atmosferici avversi, su cui si stima solo nel 2021 una perdita per il comparto primario pari a circa 2 miliardi di euro – aggiungono -, avremo, dunque, già dal prossimo anno uno strumento in grado di sostenere le imprese in maniera più immediata e che si accompagnerà alle polizze assicurative o ai fondi di mutualizzazione attuati dagli agricoltori stessi. Questo strumento contribuirà alla diffusione delle coperture ai settori e nei territori attualmente sotto assicurati o per nulla assicurati, ma anche a diffondere la cultura della gestione del rischio nelle imprese agricole e a mantenere sul mercato un’offerta assicurativa in grado di far fronte alle richieste delle stesse”.“A ciò dovrà accompagnarsi, necessariamente, un dialogo costante, e ci auguriamo proficuo, con le Regioni per l’attuazione di tutte le altre misure che concorrono alle gestione del rischio” concludono.

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Commento sull’inflazione nei mercati emergenti

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

A cura di Arjun Madan, Fixed income global portfolio strategist di Capital Group. L’inflazione più elevata e, in alcuni casi, le crescenti aspettative inflazionistiche sono state gli aspetti su cui gli investitori si sono concentrati maggiormente quest’anno, sia nei mercati emergenti sia in quelli sviluppati, alla luce di un contesto caratterizzato dagli importanti stimoli monetari e fiscali promossi dai governi di tutto il mondo, dalle molteplici varianti di COVID e dalla distribuzione graduale dei vaccini. I fattori alla base dell’accelerazione dell’inflazione sono diversi e includono effetti base legati allo shock della pandemia, strozzature sul fronte dell’offerta, prezzi delle materie prime elevati, tassi di cambio deboli (in alcuni casi) e ripresa della domanda interna. Prezzi dei prodotti alimentari: I prezzi degli alimenti rappresentano una componente dell’inflazione PCI (Indice dei prezzi al consumo) molto più ampia nelle economie emergenti rispetto ai mercati sviluppati; pertanto, tali economie sono più sensibili agli shock dell’offerta, a livello sia globale che locale. È probabile che molti di questi fattori siano transitori, quindi è ragionevole aspettarsi che l’inflazione degli alimenti si stabilizzi con l’apertura delle economie emergenti. Detto questo, dovremo prestare attenzione all’impatto a lungo termine che le condizioni meteorologiche e il prezzo dell’energia genereranno sui prezzi dei prodotti alimentari. Nel paniere PCI mediano di un’economia emergente i generi alimentari rappresentano il 25% circa, mentre questa quota è inferiore al 15% per il paniere mediano di un’economia sviluppata e inferiore al 10% per gli USA.L’inflazione dei generi alimentari è generalmente cresciuta nei ME a partire dalla pandemia, ma le cause non sono state le stesse nei diversi Paesi e anche le prospettive variano in base a fattori locali. Paesi come il Brasile e la Russia hanno visto l’inflazione dei prodotti alimentari alzarsi ben oltre l’inflazione primaria, mentre nell’Europa orientale e in Medio Oriente si sono registrate variazioni maggiori. In Asia, l’inflazione alimentare è stata elevata solo in alcuni Paesi, ad esempio in India, mentre altri come Thailandia e Cina hanno osservato una deflazione dei prezzi. Prezzi dell’energia: Tendenzialmente i prezzi dell’energia hanno un effetto particolarmente significativo sui ME, nonostante l’effetto finale sui consumatori vari dal momento che i prezzi dei combustibili rappresentano una questione politica in molti paesi emergenti. Di conseguenza, sono stati messi in atto numerosi interventi normativi per ridurre la volatilità dei prezzi dei carburanti. Inoltre, molti paesi emergenti sono importanti esportatori di petrolio; pertanto, traggono vantaggio dal miglioramento della bilancia commerciale e fiscale dovuto a un aumento del prezzo del petrolio.

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Primo appuntamento pubblico di Impresa2030. Diamoci una regolata

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

Roma, 9 dicembre 2021 ore 9:30 Università LUMSA – Sala Pia, via di Porta Castello 44, Dipartimento GEPLI (Giurisprudenza, Economia, Politiche e Lingue Moderne). L’evento sarà un seminario di approfondimento con rappresentanti dell’accademia, dei ministeri competenti, del settore privato e delle ONG nell’ambito della campagna “Impresa2030. Diamoci una regolata” a supporto di una Direttiva Europea sulla dovuta diligenza obbligatoria.Nella prima parte della mattinata si presenterà il percorso che ha condotto dai Principi Guida ONU su Imprese e Diritti Umani (2011) alla proposta di Direttiva da parte della Commissione Europea (2021). La seconda parte della discussione sarà invece dedicata ad analizzare le criticità e le potenzialità di due Regolamenti UE che sono volti a contrastare il commercio di legname raccolto illegalmente e quello di minerali preziosi che finanziano conflitti armati o sono estratti ricorrendo al lavoro forzato.Tra gli interventi, Claudia Saller, coordinatrice di ECCJ – European Coalition for Corporate Justice, Franco Roberti, europarlamentare della Commissione JURI (in attesa di conferma), Marco Fasciglione, ricercatore del CNR – Consiglio Nazionale Ricerche, rappresentanti del MISE e del MIPAAF.Impresa2030. Diamoci una regolata è una campagna nazionale promossa da un network di grandi associazioni e Ong italiane. La campagna richiede una Direttiva Europea che imponga alle imprese il rispetto di ambiente e diritti umani attraverso una due diligence: un meccanismo di prevenzione, monitoraggio e risoluzione di abusi derivanti dalle attività delle filiere produttive. La Commissione Europea sta già lavorando all’elaborazione del testo, scopo dei promotori è sollecitare i Parlamentari e gli Europarlamentari italiani a sostenerlo, in rete con altre centinaia di organizzazioni europee che stanno promuovendo campagne analoghe in altri dieci Paesi. Le organizzazioni della rete italiana sono: ActionAid Italia, EquoGarantito, Fair, Focsiv, Fondazione Finanza Etica, Human Rights International Corner, ManiTese, Oxfam Italia, Save the Children, e WeWorld. http://www.impresa2030.org/

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Prezzi case, continua il calo a novembre: -0,3%

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

Diminuiscono ancora i prezzi delle case usate, che hanno registrato un calo dello 0,3% a novembre attestandosi a 1.691 euro/m2, secondo l’ultimo indice dei prezzi di idealista. I dati elaborati dall’Ufficio Studi del portale leader per sviluppo tecnologico in Italia evidenziano un calo del 2,6% su base annua.A livello regionale sono undici i contesti che seguono una tendenza negativa. Al primo posto troviamo le Marche (-2,2%), poi Sardegna (-2,1%), Molise (-2,1%) e Umbria (-2%). A seguire: Abruzzo (-1,8%), Veneto (-1,5%), Calabria (-1,3%), Campania (-1,2%) Piemonte (-1,1%) e Puglia (-1%). La Sicilia (-0,7%) è l’unica regione a registrare un calo inferiore all’1%. La regione in cui i prezzi al metro quadro sono più alti è il Trentino-Alto Adige con i suoi 2.568 euro. La seguono Liguria (2.387 euro/m²), Valle d’Aosta (2.366 euro/m²), Toscana (2.230 euro/m²) e Lazio (2.000 euro/m²). Sotto la soglia dei 2mila euro le restanti regioni, i cui prezzi al metro quadro vanno degradando fino agli 852 euro della Calabria. Su 106 province monitorate, sono ben 75 quelle che presentano valori al ribasso. Prima è Macerata (-5,2%), seguita da Gorizia (-4,5%) e Lodi (-3,6%). All’estremo opposto, le province i cui prezzi sono cresciuti maggiormente a novembre sono Bolzano (3,2%), Udine (2,8%), Lucca (2,2%), Trieste e Isernia (entrambe su del 2%). Nella top 5 delle province italiane con i prezzi più elevati al metro quadro, spicca Bolzano (3.977 euro/m²) davanti a Savona (2.959 euro/m²). Seguono più distanziate Lucca (2.895 euro/m²), Firenze (2.760 euro/m²), Milano (2.667 euro/m²) e Imperia (2.570 euro/m²). All’opposto, i mercati più economici sono Biella (583 euro/m²), Caltanissetta (695 euro/m2) e Isernia (746 euro/m2). Capoluoghi Prezzi in calo in 77 su 107 capoluoghi monitorati a novembre, trascinati in terreno negativo da Pordenone (-4,4%), Cremona (-3,5%), Napoli e Frosinone (entrambe -2,7%). In controtendenza, Trieste (2,9%) guida l’andamento rialzista davanti a Vicenza (1,9%), Imperia e Como (entrambe su dell’1,7%). Tutti i principali mercati segnano una battuta d’arresto a novembre, oltre alla succitata Napoli, anche Milano (-1,4%), Torino (-0,6%) e Roma (0,1%) sono in calo. In termini annuali la sola Milano segna un saldo positivo con un incremento dei prezzi pari all’1,4%. All’insegna delle svalutazioni le altre piazze, dall’1,7% di Roma al 3,8% di Torino, fino al tonfo di Napoli (-10,8% negli ultimi 12 mesi). Venezia (4.405 euro/m²) e Milano (4.064 euro/m²) sono sempre al top delle quotazioni del mattone. Dal lato opposto della classifica dei valori immobiliari, Biella (651 euro/m²) è il capoluogo più economico davanti a Caltanissetta (759 euro/m²) e Ragusa (770 euro/m²). Il report completo è consultabile al seguente link: https://www.idealista.it/sala-stampa/report-prezzo-immobile/

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La BEI investe nelle tecnologie innovative della società italiana Eggtronic

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2021

La Banca Europea per gli Investimenti finanzia il settore Italiano dell’elettronica e dell’innovazione attraverso un prestito di 15 milioni di euro alla PMI Eggtronic Engineering S.p.A., fondata nel 2012 a Modena e con sussidiarie in America e Cina. L’investimento è reso possibile tramite il contributo del Fondo Europeo di Garanzia, parte della risposta dell’Unione Europea da 540 miliardi di euro e appositamente dedicato a contrastare le difficoltà economiche e i rallentamenti produttivi causati dalla pandemia.Il supporto finanziario della BEI contribuirà alla ricerca e sviluppo di Eggtronic per raggiungere la commercializzazione delle proprie tecnologie destinate sia alle aziende che ai consumatori. La società ha il potenziale per divenire un attore importante del settore della conversione statica dell’energia e dell’alimentazione senza fili e nella lotta ai cambiamenti climatici.I sistemi di power conversion di Eggtronic consentono maggiori prestazioni dei semiconduttori, riducendo i costi dei convertitori e migliorando l’efficienza energetica degli stessi. Tali tecnologie possono essere applicate sia a prodotti elettronici di consumo che a realtà più complesse come la mobilità ibrida ed elettrica e le energie rinnovabili. In aggiunta, i dispositivi di conversione fungono anche da ponte tra i sistemi di generazione di energia da fonte rinnovabile e le batterie impiegate nello stoccaggio, rappresentando un’innovativa soluzione nel raggiungimento dei goal di carbon neutrality.Eggtronic impegna la propria ricerca anche nell’ambito dell’alimentazione wireless, che otterrà ulteriore supporto tramite il finanziamento della BEI. La società italiana ha prodotto i primi prototipi di alimentazione wireless position free per televisori, laptop ed elettrodomestici, secondo nuovi concetti di alimentazione senza fili che consentono di alimentare in modo ecologico e sicuro un ampio uso di elettrodomestici, dispositivi consumer ed automobilistici.

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La Cina persegue l’autosufficienza in un contesto di rallentamento della crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2021

a cura di Paul Smillie, Analista del credito senior, Lin Jing Leong, Analista senior del debito sovrano, Asia emergente e Justin Ong, Analista di ricerca senior, Debito societario Asia di Columbia Threadneedle Investments. La decisione presa da Pechino in luglio di consentire alle società di servizi di doposcuola di svolgere aspetti fondamentali della loro attività solo su base non profit potrebbe essere sembrata alquanto bizzarra agli investitori occidentali. La misura, tuttavia, non era mirata soltanto ad alleggerire il crescente onere dell’istruzione per le famiglie nell’ambito del programma di “prosperità comune”. Ciò che molti non hanno capito è che il provvedimento puntava anche a rafforzare il potere di spesa delle classi medie in modo che potessero comprare più prodotti cinesi e ridurre la dipendenza dell’economia dalle esportazioni.Nel 2021 la Cina ci ha riservato molte sorprese. Non da ultimo, la sua espansione ha subito una decelerazione superiore al previsto. A causa delle riforme politiche, della stretta creditizia e dei blackout, la crescita del PIL dovrebbe a nostro avviso chiudere l’anno al 7,5-8%, per poi rallentare ulteriormente e portarsi a meno del 5% nel primo semestre 2022. Altrettanto sorprendenti, tuttavia, sono state le riforme politiche.Pechino ha approfittato dell’elevato tasso di crescita all’inizio del 2021 per mettere ordine nell’economia, il che è lodevole. In prospettiva, le autorità cinesi sono chiamate a perseguire un delicato equilibrio economico: mantenere la disoccupazione al di sotto del livello critico del 5,5%, proseguendo al contempo la stretta creditizia nei settori altamente indebitati come l’immobiliare, le amministrazioni locali e le imprese statali. Nel frattempo, Pechino sta cercando di stimolare i consumi interni e di ridurre la dipendenza dal mondo esterno – in termini sia di esportazioni che di investimenti esteri – in un periodo di continue tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Le piccole e medie banche cinesi, che nel 2020 hanno dato il principale contributo all’espansione del credito per contrastare la pandemia, sono le più esposte al settore immobiliare. Mentre le cinque maggiori banche sono adeguatamente patrimonializzate e sono cresciute in modo ordinato, a giudicare dagli standard occidentali circa la metà degli istituti di minori dimensioni è tecnicamente insolvente. A partire dalla crisi finanziaria globale l’attivo delle “Big Five” è passato dal 110% al 135% del PIL, mentre quello delle banche più piccole è schizzato dal 90% al 190%. Ciononostante, la Cina è consapevole del problema e possiede le risorse per risolverlo. Una crisi finanziaria sembra improbabile, data l’assenza di un evidente canale di contagio verso i mercati finanziari globali: le banche cinesi si finanziano a livello nazionale e la People’s Bank of China (PBoC) dispone di un potente arsenale di strumenti da impiegare in caso di problemi di finanziamento. Malgrado la presenza di potenziali catalizzatori interni ed esterni in grado di innescare un congelamento dei finanziamenti, nessuno di essi potrebbe materializzarsi senza una perdita di fiducia nel sistema, che sembra improbabile.Tuttavia, malgrado le sorprese normative del 2021 e il rallentamento della crescita economica, rimangono opportunità per investire nell’ampio universo azionario cinese. Nonostante gli ostacoli normativi associati all’e-commerce, alla prosperità comune e ai servizi di doposcuola, in molte altre aree le politiche di Pechino sono incoraggianti. Tra queste figurano la produzione manifatturiera ad alto valore aggiunto e l’energia verde, ad esempio nel settore dei veicoli elettrici. Gli obiettivi strategici emersi dal 2021, anziché agire da freno, daranno un forte impulso a questi settori. (Abstract http://www.columbiathreadneedle.it)

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GAM: Pronti per un nuovo paradigma di investimento

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2021

Commento a cura di Niall Gallagher, Investment Director European Equities di GAM Investments. Le distorsioni di breve durata provocate dai lockdown imposti con la pandemia hanno riguardato numerosi settori, tra cui i trasporti, i semiconduttori e il mercato del lavoro. Secondo l’opinione di consensus, tali distorsioni si risolveranno rapidamente. Noi non ne siamo convinti. Crediamo che molte di tali problematiche non si risolveranno fino al 1° semestre del 2022, forse anche nel 1° semestre del 2023. Aspetto ancor più importante, la rotazione del mercato potrebbe nascondere un fenomeno di maggiore rilevanza. Tali sviluppi potrebbero rappresentare l’inizio di un cambio di regime per le economie e i mercati, col passaggio da un periodo di crescita bassa ma stabile, non inflazionistica, a uno scenario caratterizzato da una crescita più volatile, in abbinamento a un’inflazione più persistente. Alla base di questo cambio di paradigma ci sono numerosi fattori, complessi e interconnessi.Oltre le dislocazioni a breve e medio termine, la pandemia e gli interventi del governo correlati potrebbero aver prodotto cambiamenti nella nostra società civile relativamente al grado di intervento governativo desiderato dai cittadini, modificando i confini considerati accettabili tra stato e individuo. In un libro molto interessante intitolato “The Great Demographic Reversal”1, il Professor Charles Goodhart (London School of Economics) e Manoj Pradhan (Talking Heads Macro, ex Morgan Stanley) illustrano gli effetti profondi delle dinamiche demografiche sui mercati del lavoro globali, sui salari, sulla disuguaglianza e sulla crescita economica. Scrivono che negli ultimi 40 anni, a partire dal 1980 circa, gli effetti combinati dell’invecchiamento della popolazione e dell’ingresso nella forza lavoro della generazione dei baby boomer, l’aumento della partecipazione femminile, l’apertura della Cina e l’accesso al sistema commerciale globale, oltre alla caduta del muro di Berlino, hanno più che raddoppiato le dimensioni effettive del mercato del lavoro globale. Ciò ha inciso in particolare sulle parti più esposte agli scambi commerciali globali e ha ridotto molto i salari nelle economie avanzate in Europa e negli Stati Uniti. Tali dinamiche hanno gravato soprattutto sui lavori tradizionalmente riservati alla classe operaia, hanno alimentato le disuguaglianze ma sono anche servite a ridurre molto l’inflazione, mettendo fine alla spirale salari/prezzi degli anni ‘70 e, in ultima analisi, hanno determinato la disinflazione del nuovo millennio con la flessione o l’immobilità dei salari. Secondo Goodhart e Pradhan, tali fattori demografici hanno esaurito il loro corso e inizieranno a invertire la tendenza. Ciò dovrebbe far aumentare il potere di acquisto delle parti del mercato del lavoro occidentale esposto a tali tendenze, mettendo fine al periodo di pressioni al ribasso sui salari correlati agli scambi commerciali globali. L’aumento dei salari e la riduzione della disparità di reddito potrebbero favorire la stabilità sociale, se i guadagni non venissero ridotti dall’inflazione ma esercitassero una pressione positiva al rialzo sull’inflazione. Lo stiamo già vedendo, per esempio, nella mancanza di autisti di veicoli pesanti in molti Paesi e nella carenza di manodopera nelle catene di distribuzione, nella vendita al dettaglio e in alcune aree del settore sanitario.I policymaker hanno enfatizzato e illustrato i vantaggi economici derivanti dal necessario azzeramento delle emissioni nette. Tra gli altri benefici, si eviteranno i costi correlati ai cambiamenti climatici e si farà ricorso a fonti di energia con un costo marginale contenuto, come quella solare ed eolica. A nostro giudizio, ciò che però non sono riusciti a spiegare o ad analizzare è il costo effettivo/complessivo derivante dalla creazione di un sistema energetico solido e resistente in grado di immagazzinare energia e di avere scorte sufficienti quando le fonti rinnovabili non bastano. A nostro giudizio, politici e commentatori nell’emisfero nord/occidentale dovrebbero tenere presente che la crescita della domanda di energia oggi arriva da Paesi che non appartengono all’Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica (ovvero in via di sviluppo) che sono indietro nel percorso di sviluppo economico (con un Pil pro capite più basso) rispetto all’Europa, ai Paesi sviluppati in Asia e agli Stati Uniti, e che probabilmente non vogliono sentire paternali. Le implicazioni per le economie e gli investimenti sono numerose, complesse e interconnesse. Pur non disponendo di tutte le risposte, ipotizziamo che per le economie sviluppate si profili un periodo di investimenti ingenti per facilitare la necessaria transizione energetica, la digitalizzazione e un maggiore attivismo fiscale da parte dei governi. Potremmo concludere che tale scenario favorirà la performance dei titoli value rispetto a quelli growth, ma significherebbe non tenere conto del profondo impatto che avranno i cambiamenti tecnologici e le nuove tendenze in grado di rendere obsoleti molti titoli considerati “value” o accelerare il loro declino. A nostro giudizio il futuro non sarà né growth né value, ci saranno molte più sfumature e molto dipenderà dal singolo titolo. (abstract by http://www.verinieassociati.com)

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Come sta andando il mercato del libro di varia a 20 giorni dal Natale?

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2021

L’Associazione Italiana Editori (AIE), in una anteprima del programma professionale di Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria in programma a Roma dal 4 all’8 dicembre, presenterà il prossimo 2 dicembre la consueta analisi periodica del mercato realizzata in collaborazione con NielsenIQ.L’appuntamento sarà trasmesso sul sito di AIE (www.aie.it) e sulla pagina Facebook di Più libri più liberi a partire dalle 11.00: verranno presentati gli ultimi dati disponibili che saranno confrontati con quelli riferiti allo scorso ottobre, quando la previsione di chiusura per fine anno si attestava tra un +11% e un +16%.Interverranno il presidente di AIE Ricardo Franco Levi e il responsabile dell’Ufficio studi, Giovanni Peresson.

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Agricoltura: Legge sul biologico

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2021

“Per raggiungere gli obiettivi che l’Europa ha posto all’Italia nell’ambito del Green Deal è importante che il Parlamento doti il comparto biologico di una norma di settore. L’occasione potrà presto arrivare in Aula a Montecitorio dove il testo è atteso per l’approvazione definitiva entro fine anno. A ricordarne l’importanza è stato lo stesso presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, che ringrazio. Se da un lato l’Unione europea ci chiede di ampliare la superficie dedicata al biologico per una transizione ecologica che coinvolga il comparto primario, dall’altro i cittadini chiedono sempre più cibo rispettoso dell’ambiente”. Lo dichiara il deputato Pasquale Maglione, esponente M5S in commissione Agricoltura e relatore della proposta di legge ‘Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico’.“La norma ci permetterà – aggiunge – di armonizzare tutte le misure e le azioni volte alla salvaguardia e allo sviluppo delle produzioni biologiche che, nel nostro Paese, coinvolgono già circa 82mila operatori per oltre 2mila ettari coltivati e ci vede tra i leader europei con Francia e Spagna. Come emerge dai dati dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), in Italia l’agricoltura è responsabile di appena il 7 per cento delle emissioni nazionali e, aumentando le produzioni biologiche, così come ci chiede l’Europa, potremo porre un ulteriore tassello per migliorare questo dato”.“Un ulteriore impulso giungerà dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – continua Maglione – dove sono dedicati esclusivamente al biologico 300 milioni di euro del Fondo per la creazione di contratti di filiera e distretto”.”L’auspicio è quello di poter festeggiare il 23 settembre 2022 la prima Giornata europea dell’Agricoltura Biologica, istituita dal Commissario Ue Janusz Wojciechowski, con una legge di settore moderna affinché aumentino produzione e consumo nonché la sostenibilità ambientale del comparto primario nazionale, in linea con le strategie comunitarie ‘Farm to Fork’ e ‘Biodiversità’” conclude.

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Rilancio del Piano nazionale Cronicità

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2021

L’allarme lanciato pochi giorni fa dal rapporto di Salutequità sull’urgenza di un rilancio e aggiornamento che rischia il Piano nazionale cronicità e sulle disuguaglianze finora generate da interventi non omogenei e a macchia di leopardo nelle Regioni dove in molte il Piano è ancora in stand by perché privo di finanziamenti specifici, è stato raccolto dai Senatori della XII Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama.Nel parere sul disegno di legge di Bilancio 2022 è stata inserita infatti la richiesta di un “rafforzamento del Piano Nazionale Cronicità secondo un modello uniforme su tutto il territorio nazionale di stratificazione dei rischi e profili di fragilità effettivamente espressi e oggettivamente misurati e monitorati, finalizzando all’uopo adeguate risorse a valere su quota del fabbisogno indistinto standard”.Quello, in sostanza, che il Rapporto di Salutequità aveva chiesto tra le sue proposte finali, anche per creare una ulteriore arma contro le liste di attesa, soprattutto per le prestazioni non Covid dimenticate durante la pandemia. Ma c’è di più. La vicepresidente della XII Commissione del Senato, Paola Boldrini, intervenuta alla presentazione del Rapporto, ha presentato un ordine del giorno al Senato accolto dal Governo in cui, ripercorrendo le tappe principali delle evidenze sottolineate da Salutequità, impegna il Governo a “valutare la possibilità, a decorrere dal 2022, di stanziare 100 milioni di euro a valere sulla quota indistinta del fabbisogno sanitario standard nazionale per l’aggiornamento, l’attuazione e il monitoraggio del Piano nazionale Cronicità nelle Regioni”.“Ringraziamo per la sensibilità e l’attenzione i senatori della XII Commissione e la senatrice Boldrini per il suo impegno – commenta Tonino Aceti, presidente di Salutequità -. La strada tracciata dalla Legge di Bilancio 2022, che prevede investimenti per la salute; la definizione di Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali e risorse per gli standard dell’assistenza territoriale, va nella giusta direzione. Serve però un ulteriore sforzo che il Senato ha compreso: finanziare anche l’attuazione e l’aggiornamento del Piano Nazionale della Cronicità integrando le patologie ricomprese (es. Sclerosi multipla, psoriasi, …) e adeguandolo alle novità intercorse in termini di politiche del personale e modelli organizzativi. Le difficoltà di implementazione del PNC nelle Regioni a distanza di 5 anni dipendono anche dalla mancanza di risorse specifiche”.

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“Pictet Asset Management abbraccia il cambiamento con Destinazione Futuro”

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2021

Solo identificando i cambiamenti strutturali del mondo in cui viviamo, della società e dell’economia è possibile cogliere le migliori opportunità di investimento e giungere preparati alla “Destinazione Futuro”. È questo il titolo evocativo del nuovo webshow organizzato da Pictet Asset Management, in programma giovedì 2 dicembre, dalle ore 18:30, e che sarà possibile seguire sul sito di Pictet AM. L’evento mira a sensibilizzare il pubblico sull’importanza di non respingere e anzi abbracciare il cambiamento nella pianificazione dei propri investimenti, attività che non può prescindere da un’ottica di lungo periodo.Tanti sono i fattori destinati ad avere un impatto significativo sulle nostre vite e sulla nostra modalità di concepire gli investimenti. Ci sono cambiamenti in diversi settori – come: tecnologia, ambiente e healthy living – che stanno guidando le grandi transizioni della nostra epoca. È inevitabile chiedersi, infatti, quale ruolo avranno Big Data e Intelligenza Artificiale in un mondo destinato a diventare sempre più digitale. O, ancora, se vivremo parte delle nostre vite nell’universo virtuale del Metaverso. I cambiamenti dettati dalla pandemia hanno inciso sul volto che assumeranno le città del futuro? E, ancora, la medicina, la nutrizione, che direzione stanno prendendo? A queste e molte altre domande Pictet AM proverà a dare risposta in occasione di un evento interattivo e dinamico, in cui il focus saranno i Megatrend, le forze che modellano le nostre vite.

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Asceti-chic: quanto costa ritirarsi a vita privata nei borghi italiani più belli e più cari

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2021

Si avvicina di nuovo il periodo delle festività natalizie e per molti è un vero incubo: le città si riempiono di gente, il caos impera e le più semplici attività quotidiane diventano improvvisamente difficili da gestire. L’opzione ideale sarebbe rifugiarsi in uno dei tanti e bellissimi borghi che costellano il nostro Paese, in una sorta di ritiro ascetico: disintossicarsi sì dalla folla, ma sempre con un occhio allo stile. I prezzi per diventare un asceta-chic, però, non sono certo alla portata di tutti: un’indagine di Immobiliare Insights, business unit di Immobiliare.it specializzata in studi di mercato, ha rivelato quanto bisogna mettere a budget per vivere nei 20 borghi più costosi, e raffinati, d’Italia. La Campania ha ben due borghi nei gradini più alti del podio, entrambi collocati nella splendida cornice della Costiera Amalfitana: Atrani, piccolo borgo incastonato tra maestosi picchi rocciosi, che con la sua struttura tipicamente medioevale è il comune che meglio ha mantenuto le sue caratteristiche originarie tra quelli vicini; e Conca dei Marini, famoso per le sue “scalinatelle” che collegano le casette a filo d’acqua con le case imbiancate a calce adagiate sulla collina. Chi desidera vivere a pochi passi dal mare, perdendosi nell’intrico di pittoreschi vicoletti e il profumo delle erbe aromatiche, deve prepararsi ad un esborso importante: circa 6.000 euro al metro quadro per Atrani e poco meno di 5.800 euro/mq per Conca dei Marini.Per chi predilige invece i paesaggi montuosi, con una cifra di poco inferiore, è possibile acquistare casa nel borgo di Castelrotto (Kastelruth) in Trentino-Alto Adige, che occupa il terzo posto in classifica. Per godere del delizioso connubio tra lo stile Liberty e il gusto barocco di questo comune, parte del Parco naturale dello Sciliar, occorre infatti spendere circa 5.500 euro al metro quadro. Il Trentino è ben rappresentato nella classifica: all’undicesimo posto, si trova infatti il suggestivo borgo di Chiusa (Klausen) che, immerso tra alberi di castagni e vigneti, garantisce una splendida vista sulle Dolomiti. Sono sufficienti poco più di 3.600 euro/mq per ritirarsi in una delle mete più interessanti della Valle Isarco. Nella seconda metà della graduatoria sono presenti anche i borghi di Egna e Vipiteno, per i quali servono circa 3.200 euro/mq. La Liguria, terra celebre per le sue molteplici località turistiche sospese tra mare e cielo, è la regione che in assoluto ha più borghi in classifica, ben 9: tra questi Laigueglia e Tellaro sono sicuramente tra le mete più caratteristiche, e costose, per chi fosse interessato ad un investimento immobiliare nella Riviera Ligure. Il costo medio di un immobile nel borgo di Laigueglia, celebre per la monumentale chiesa di San Matteo e per i suoi inconfondibili carruggi con palazzi color pastello, è di poco inferiore ai 5.000 euro al metro quadro. Leggermente più economico quello di Tellaro, 4.600 euro al metro quadro, paesino da favola amato da artisti e poeti, dove ogni anno si celebra il famoso Natale Subacqueo. Sopra i 4.000 euro/mq anche i comuni di Noli, antico borgo medioevale, e Borgio Verezzi, celebre per le sue case in pietra e le stradine acciottolate. Nel Nord dell’Italia anche Gardone Riviera, in Lombardia, e Orta San Giulio, in Piemonte, sono conteggiati tra i 20 borghi in cui i prezzi al metro quadro fanno decisamente allargare i cordoni della borsa. Per una casa nell’elegante borgo che ospita il Vittoriale degli Italiani servono di media 3.100 euro al metro quadro. Leggermente più economico il comune di Orta San Giulio: poco più di 2.700 euro/mq per una abitazione nel “paese dipinto” che si affaccia sulle sponde dell’omonimo lago. Nel cuore della Maremma, invece, si trova Capalbio, borgo medioevale che regala panorami mozzafiato sulla campagna toscana, nelle cui vicinanze si trova anche il celebre Giardino dei Tarocchi. Per una casa qui servono mediamente 3.000 euro al metro quadro. Chiude la classifica il borgo di La Maddalena, che sorge sull’isola principale dell’omonimo arcipelago, celebre per la rinomata Spiaggia Rosa e per le acque cristalline delle numerose cale vicine. Per una casa nel comune che si trova all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, un’area protetta marina e terrestre di interesse nazionale e comunitario, servono circa 2.600 euro al metro quadro.

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Sicit: Nuovo stabilimento in Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2021

SICIT annuncia un importante accordo per la realizzazione di un nuovo impianto produttivo nella regione di Tianjin. L’accordo è stato firmato dalla società vicentina con la Tianjin Port Free Trade Zone Administrative Committee e con il partner cinese Jiegao Technology Co. Ltd. SICIT, eccellenza italiana dell’economia circolare e della green economy, produce biostimolanti per l’agricoltura e ritardanti per l’industria del gesso utilizzando i residui dell’industria conciaria. Le tecnologie proprietarie ne fanno una leader mondiale del settore, fornitrice dei colossi globali della chimica e dell’agrochimica. È controllata da Intesa Holding, che riunisce le imprese del distretto conciario vicentino, e da NB Renaissance, società di private equity che investe in eccellenze industriali italiane. Il nuovo stabilimento, che sorgerà in un’area urbana distante meno di 200 chilometri da Pechino, è finalizzato esclusivamente alla produzione di prodotti finiti per servire direttamente i clienti cinesi. L’investimento è di circa 10 milioni di euro. SICIT si appresta a chiudere l’anno con risultati molto soddisfacenti. “Grazie alle performance positive dei biostimolanti e del biofuel – ha affermato l’amministratore delegato dell’azienda vicentina Massimo Neresini – puntiamo a un fatturato 2021 di oltre 75 milioni di euro”. Nel 2020 i ricavi di SICIT erano stati pari a 63,2 milioni.

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L’Europa traina l’export dei libri italiani all’estero

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2021

La vendita di diritti a editori europei traina l’export italiano del libro: nel 2020 sono stati 5.914, in crescita dell’8% rispetto all’anno precedente, i titoli ceduti in Europa, pari al 69% del totale mondiale. Il dato fa parte del focus sull’internazionalizzazione previsto nel programma professionale di Più libri più liberi, la Fiera della piccola e media editoria di Roma in programma dal 4 all’8 dicembre alla Nuvola a Roma, e che si terrà il 7 dicembre alle ore 11.00 in Sala ALDUS. L’incontro Oltre Chiasso. La dimensione internazionale dell’editoria italiana è realizzato in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura (CEPELL) e ALDUS UP, finanziato dalla Commissione Europa nell’ambito di Europa Creativa. Intervengono Angelo Piero Cappello (CEPELL), Isabella Del Monte (Bologna Children’s Book Fair), Paola Pecchioli (il Mulino), Giovanni Peresson (Ufficio Studi AIE). Modera Paolo Conti (Corriere della Sera).Tra gli altri incontri del programma professionale – sempre in Sala ALDUS – che guardano all’estero, da segnalare lunedì 6 dicembre alle 9.15, in Sala Auditorium, ALDUS Focus on… Italy. The Italian market illustrated to foreign guests, evento riservato agli editori stranieri partecipanti al Rights Centre di Più libri più liberi 2021 in collaborazione con ICE Agenzia, Bologna Children’s Book Fair, ALDUS UP. Intervengono Piero Attanasio (AIE), Luigi D’Aprea (ICE Agenzia), Marco Momoli (Bologna Fiere).Riflettori puntati invece sulle norme europee e la loro applicazione in Italia per l’incontro di martedì 7 dicembre alle ore 17.00 in Sala ALDUS, Siete pronti per l’Accessibility Act? Intervengono Cristina Mussinelli (Fondazione LIA) e Gregorio Pellegrino (Fondazione LIA). A cura di Fondazione LIA. In collaborazione con ALDUS UP.Come ogni anno, infine sarà attivo il Rights Centre al piano N5 della Nuvola, quest’anno in programma il 6 e 7 dicembre e dove gli espositori italiani si confronteranno in incontri one-to-one con gli operatori stranieri per lo scambio diritti. Alcuni di questi operatori specializzati in libri per bambini e ragazzi parteciperanno inoltre al fellowship program in collaborazione con Bologna Children’s Book Fair: un calendario di attività volto alla scoperta e al dialogo con il mondo del libro italiano per giovani lettori con visite a case editrici, librerie e biblioteche distribuite in diverse città.

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Costi PMI, Selectra: prezzo energia fino al +210% rispetto al periodo pre-Covid

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2021

Nel 2021, con le nuove misure prese a livello nazionale per contrastare la pandemia, si è ridotto progressivamente il numero dei dipendenti in smart working: sono infatti passati dai 5,37 milioni di marzo ai 4,71 milioni a giugno, con il calo più consistente nel settore pubblico (1,08 milioni), seguito da microimprese (1,02 milioni), PMI (730 mila) e grandi aziende (1,88 milioni). I lavoratori “agili” sono ulteriormente scesi a 4,07 milioni nel terzo trimestre, segnando quindi un graduale ritorno in ufficio. Sempre più PMI italiane hanno riaperto le proprie sedi, ritrovandosi a fare i conti anche con i costi di gestione: in particolare, per alcune aziende, il rientro è stato particolarmente spiacevole, soprattutto per quanto riguarda le bollette dell’energia. Per le PMI con un ufficio con un organico di 20-25 dipendenti e con un consumo di 10.000 kWh/anno, Selectra ha calcolato come il costo della spesa materia prima energia nel primo trimestre 2020 (quindi pre-Covid) fosse pari a 228 euro/trimestre sul Mercato Tutelato. Al rientro in ufficio, che per molti è avvenuto a settembre 2021, le PMI si sono ritrovate di fronte ad una spesa per la materia prima energia che ammonta a 330 euro/trimestre (+45% rispetto al Q1 del 2020) per chi è già passato al Mercato Libero e di 358 euro/trimestre (+57%) per chi non ha fatto questo cambio e si è ritrovato con il Servizio a Tutele Graduali. Adesso, nel quarto trimestre 2021, questa voce in bolletta ha subito un altro aumento, si parla già di 452 euro/trimestre per chi è nel Libero (+98% rispetto a Q1 del 2020) e di 651 euro/trimestre per il Servizio a Tutele Graduali (+185%). Parlando dell’importo totale nella bolletta elettrica, quindi, una PMI di queste dimensioni pagherà a novembre 2021 circa 513 euro/mese con Mercato Libero, mentre con il Servizio a Tutele Graduali il costo mensile è di circa 727 euro, IVA esclusa.

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Nasce il brand “Made in Motor Valley”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2021

L’Emilia-Romagna è la terra dei motori. Difficile immaginare un altro luogo in cui a pochi chilometri di distanza tra loro si trovano le sedi di alcuni dei marchi più prestigiosi al mondo delle due e quattro ruote. Ma la terra dei motori non esprime il meglio solo all’interno degli stabilimenti. Attorno a loro quasi ne fossero parte integrante tante aziende in cui lavorano, con la voglia di superare un nuovo limite, decine di persone che contribuiscono a rendere ineguagliabile la Motor Valley. Partendo da questo assioma è nata l’idea, trasformatasi in pochissimo tempo in un’azienda già attiva, di dare vita al brand, registrato, “Made in Motor Valley”.L’intuizione è di Socrate Zizza, imprenditore di Finale Emilia sino ad oggi noto soprattutto per la sua attività nel campo della illuminazione. “Tutto è nato quasi per caso. Lavorando con un’azienda della zona che produce un tunnel luminoso speciale per verificare che dopo la lucidatura della carrozzeria non vi fosse nessun tipo di imperfezione, oltre ad apprezzare la genialità dell’imprenditore mi chiesi: ma nella nostra regione quante altre realtà di questo genere ci sono? – spiega con entusiasmo lo stesso Zizza. “Quante di loro da sole, soprattutto quando sono di piccole dimensioni, sono in grado di far conoscere le proprie capacità e al tempo stesso di tutelare le proprie invenzioni e idee più innovative? Così ho registrato il marchio e mi sono messo subito al lavoro perché una buona idea per marciare ha bisogno di un progetto, di obiettivi chiari e di un percorso per farlo crescere.” “Made in Motor Valley” per il futuro prossimo prevede di allargare rapidamente il proprio raggio di azione. “Stiamo lavorando per portare il marchio “Made in Motor Valley” e quindi le aziende che ne faranno parte a fiere di settore, sia in Italia sia all’estero. Creando una adeguata massa critica possiamo presentarci al meglio, abbassando notevolmente la barriera di ingresso che altrimenti le singole aziende dovrebbero affrontare” conclude Socrate Zizza, ideatore di “Made in Motor Valley”.

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