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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

Archive for the ‘Economia/Economy/finance/business/technology’ Category

Economy – Finance – Business – Technology

The Boston Consulting Group: le startup al femminile sono un migliore investimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

Le imprenditrici ricevono meno sostegno finanziario rispetto alle controparti maschili, ma generano in media più del doppio di entrate per ogni dollaro ricevuto. Questa l’evidenza che emerge dalla ricerca “Why Women-Owned Startups Are a Better Bet” condotta da The Boston Consulting Group e MassChallenge, rete globale di acceleratori di startup. Nel campione analizzato – 350 società che hanno partecipato al programma di MassChallenge, ideato per supportare e guidare le aziende in fase di avviamento – le start up fondate o co-fondate da donne hanno ricevuto, in media, finanziamenti da 935.000 di dollari, meno della metà dei 2,12 milioni di dollari ricevuti dalle aziende fondate da uomini. Nonostante questo gap di finanziamento, le aziende di proprietà femminile hanno generato maggiori entrate nell’arco di cinque anni: 730.000 dollari rispetto a 662.000. Per ogni dollaro di finanziamento ricevuto, le startup al femminile hanno generato 78 centesimi di entrate, mentre quelle fondate da uomini hanno generato meno della metà: solo 31 centesimi. La conseguenza è chiara: se gli investitori avessero puntato in eguale misura sulle imprese al femminile e al maschile, si sarebbero generati 85 milioni di dollari in più nel corso dei 5 anni presi in esame.
“È deludente, ma non sorprendente, che il venture capital punti più sugli uomini che sulle donne. Il gender gap che persiste sia quando si parla di percorsi di carriera che quando si guarda alle retribuzioni, si ritrova nell’imprenditoria”, ha commentato Laura Villani, Partner e Managing Director di The Boston Consulting Group. “Le startup di proprietà femminile ricevono solo una piccola parte del totale dei finanziamenti in capitale di rischio. Ma sono più efficaci nel trasformare un dollaro di finanziamento in un dollaro di reddito: generano rendimenti migliori e sono, in ultima analisi, una scommessa migliore”.Oltre all’analisi quantitativa, gli autori della ricerca hanno intervistato fondatori di società, mentor e investitori per identificare le cause alla base di questo gap di investimento. Emerge così un bias di genere: i pitching che coinvolgono donne imprenditrici sono infatti più confrontativi rispetto a quelli degli uomini, in particolare sugli aspetti tecnici. È più probabile che le donne formulino ipotesi realistiche, o persino conservatrici, nei loro business plan rispetto agli uomini, che tendono invece a fare proiezioni coraggiose. Questo approccio più audace è premiato da alcuni investitori di venture capital, che sono predisposti a investire in pochi business plan di grande successo, e cercano dunque numeri audaci.

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Veneto: Traffico a Nordest

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Continua a Nordest il trend positivo dei movimenti di merci e persone grazie al buon andamento dell’economia locale, alla crescita delle esportazioni e del turismo. Nel 2017 si sono registrati tassi record per i traffici nel porto di Trieste ed aeroporti di Treviso e Verona. Flussi in aumento anche nelle tratte autostradali Brennero-Modena (A22), Udine-Tarvisio (A23) e Valdastico (A31). Questi i dati più rilevanti dalle analisi del Centro Studi di Unioncamere del Veneto nell’ambito dell’Osservatorio sui Trasporti, le Infrastrutture e la Logistica del Nordest (TRAIL Nordest). Con oltre 10mila visualizzazioni all’anno, il portale http://trail.unioncamereveneto.it si conferma per il secondo anno di fila un ottimo strumento per monitorare costantemente e in modo aggiornato il sistema logistico locale rendendo disponibili informazioni su flussi di traffico, progetti, appalti, criticità e iter procedurali.
Sulla base degli ultimi dati disponibili, nel 2017 il volume di traffico veicolare per chilometro sulla rete autostradale del Nordest è aumentato in tutte le tratte, determinato soprattutto dall’intensificazione del traffico pesante (camion). In particolare, la crescita del traffico di veicoli pesanti interessa principalmente i grandi corridoi europei (Rete TEN-T). Gli incrementi maggiori si sono registrati nelle tratte dell’A23 Udine-Tarvisio (+8,3%), dell’A31 Valdastico (+8,7%), dell’A22 Brennero-Modena (+7,6%). Seguono le tratte dell’A4 Venezia/Mestre-Trieste (+4,9%) e Brescia-Padova (+4,3% contro il +2,8 dell’anno precedente).
Per quanto riguardi i porti dell’Alto Adriatico, Trieste e Ravenna hanno registrato nel 2017 un trend positivo nel traffico complessivo di merci (rispettivamente +4,6% e +2,1% rispetto all’anno precedente). Nello scalo triestino, che ha confermato una performance nazionale da primato con circa 62 milioni di tonnellate di merci movimentate, spicca l’aumento del general cargo (+14,1%), con le movimentazioni ad alto valore aggiunto, il RO-RO e il settore container, che ha raggiunto il record storico di oltre 616 mila TEU (+26,7% rispetto al 2016). Trieste è il secondo porto dell’Alto Adriatico per la movimentazione di container, facendo seguito al primato del porto di Koper con quasi 912 mila TEU. Nello scalo di Ravenna, che nel 2017 ha movimentato oltre 26 milioni di tonnellate di merci, spiccano le rinfuse solide, grazie al traffico record di materie prime per la produzione di ceramiche nel distretto di Sassuolo. Per il porto di Venezia il 2017 si è rivelato un anno di stabilità in termini di merci movimentate (25 milioni di tonnellate). In forte crescita invece i passeggeri del comparto traghetti (204 mila, +34,4%) a fronte di una diminuzione dei croceristi (1,4 milioni, -11%). Drastico calo per il porto di Chioggia (-33,8%) causato dal persistere dei problemi di accessibilità alle banchine portuali, di navigazione dei canali lagunari e della fase di transizione istituzionale dovuta all’aggregazione dell’Azienda Speciale per il Porto di Chioggia (ASPO) all’Autorità Portuale di Venezia, oggi un’unica realtà definita come Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale (AdSP MAS) – Porti di Venezia e Chioggia.
Aumento record dei passeggeri negli aeroporti del Nordest, che hanno evidenziato incrementi nei flussi superiori alla media nazionale (+6,4%), raggiungendo complessivamente oltre 17 milioni di passeggeri all’anno. Nel 2017 il traffico passeggeri è aumentato del +14,4% a Treviso (superando i 3 milioni di persone), del +10,4% a Verona (3 milioni), del +7,8% a Venezia (10 milioni), del +7,3% a Ronchi dei Legionari (quasi 1 milione), inferiore invece l’incremento evidenziato all’aeroporto di Bolzano (+4,3%, 16 mila passeggeri). In particolare, negli scali di Treviso, Verona e Ronchi dei Legionari fa da traino la crescita del segmento nazionale (rispettivamente +22,4%, +14,4%, +15%), da e verso le città del Centro-Sud e Isole italiane. Nello scalo veneziano invece prevale lo sviluppo del segmento internazionale, soprattutto nei collegamenti da e verso il Nord America, il Medio e l’Estremo Oriente.
L’interporto Quadrante Europa di Verona è il primo interporto in Europa per volumi di traffico merci. Nel 2017 il nodo logistico ha movimentato oltre 8 milioni di tonnellate di merci su ferrovia, grazie a 16 mila treni in movimento, e 20 milioni di tonnellate su gomma. Il traffico ferroviario è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al 2016 a seguito di alcuni eventi eccezionali che hanno interessato la linea ferroviaria. I dati analizzati, elaborati dall’Osservatorio TRAIL Nordest, sono solo alcuni dei risultati disponibili nella Sezione “Dati e indicatori” del portale http://trail.unioncamereveneto.it/ che contiene tutte le schede aggiornate sulle principali infrastrutture e i nodi logistici del territorio. Inoltre la sezione “Studi e ricerche” è stata arricchita con nuovi contributi tecnici.

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L’agricoltura 4.0 chiama i giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 14 agosto 2018

Lo sviluppo di nuovi mercati e la rivoluzione digitale offrono importanti possibilità di crescita alle aziende vitivinicole e notevoli opportunità di lavoro per i giovani nel settore primario. Capacità di lavorare in squadra per aggredire i nuovi mercati e responsabilità sociale saranno due caratteristiche imprescindibili per le aziende che vorranno crescere in un settore fondamentale per l’economia regionale e nazionale. Lo hanno affermato i relatori intervenuti alla seconda puntata dell’ottava edizione di Economia sotto l’Ombrellone svoltasi ieri, lunedì 13 agosto, al Beach Aurora di Lignano Pineta sul tema “Prospettive della produzione vitivinicola, possibilità occupazionali e attività sociali” che ha visto intervenire Carlo Feruglio, titolare dell’azienda agricola La Ferula e presidente della Bcc di Staranzano e Villesse, Giulio Gregoretti, direttore della fondazione Villa Russiz che unisce la produzione di vini alta qualità alla gestione di una casa famiglia per minorenni in difficoltà, e Marco Tam, presidente del Gruppo Greenway attivo nella produzione di bioenergie e che, su 40 ettari, sta avviando una produzione vitivinicola mirata all’esportazione verso i mercati emergenti.
Una rivoluzione digitale, dunque, che può davvero impattare in modo significativo sull’agricoltura e il vitivinicolo italiano, ma il nostro Paese, nonostante l’entusiastico ritorno all’agricoltura di molti giovani, nativi digitale, rischia di scontare la mancanza di personale adeguatamente preparato al cambiamento. «In Friuli e nel Nordest – ha affermato Tam – abbiamo diverse scuole e università di eccellenza volte a formare i futuri operatori del mondo agricolo, ma l’applicazione della rivoluzione digitale in agricoltura è ancora una novità e al momento non si vedono tanti ragazzi che siano validi agronomi o periti agrari e al contempo conoscano bene l’elettronica, l’informatica, le tecnologie digitali e che abbiano quelle competenze trasversali, soft skill, che servono per applicare al meglio la rivoluzione 4.0».
Mentre la rivoluzione digitale è in atto anche in agricoltura, il mercato sta cambiando sensibilmente e nuovi Paesi di sbocco, nuovi consumatori, soprattutto in Asia, si affacciano sul mercato del vino. Ma l’approccio a quei mercati è tutt’altro che semplice e l’Italia è in ritardo rispetto a concorrenti come la Francia o il Cile. «C’è bisogno – hanno spiegato i relatori – di creare un “brand” del Paese Italia nel vino, di forti investimenti in marketing e non si può pensare che gli operatori debbano continuare a muoversi da soli. Rispetto ai francesi, poi, scontiamo il fatto di non avere grandi operatori della Gdo capaci di portare il prodotto nazionale in tutto il mondo, nonostante si verifichi un aumento della vendita di vini di qualità nella stessa Gdo. In Friuli, inoltre, che sul mercato globale conta pochissimo e che è solo il 3% della produzione vitivinicola nazionale, serve avere una capacità promozionale di gruppo, lavorando insieme per mettere al centro il territorio e cercando di recuperare per la coda un mercato che rischia di sfuggirci. In tal senso non è certamente confortante che secondo un’indagine del progetto “Mervino” il 61% delle aziende intervistate non abbia un piano di marketing strutturato».
Tutti i relatori si sono trovati d’accordo nel dire che la responsabilità sociale sia un elemento fondamentale per chi opera nel settore alimentare. Accanto al rispetto dell’ambiente, la trasparenza della filiera e l’attenzione al territorio, Villa Russiz unisce un progetto spiccatamente sociale. «Da 150 anni – ha spiegato Gregoretti – utilizziamo le risorse prodotte dall’azienda vitivinicola per aiutare ragazzi e ragazze in difficoltà. Oggi abbiamo una casa famiglia in cui lavorano 9 operatori specializzati, che ospita 15 ragazzi e ragazze che arrivano da situazioni di abbandono o di estremo disagio familiare. Stiamo anche portando avanti una attività per avviare quei ragazzi e ragazze all’attività lavorativa una volta compiuti i 16 anni».L’ottava edizione di Economia sotto l’Ombrellone è organizzata da Eo Ipso – comunicazione ed eventi, ha il patrocinio del Comune di Lignano Sabbiadoro e di Turismo FVG. Main sponsor: Sky Gas & Power, CrediFriuli, Bcc Pordenonese, Bcc Staranzano e Villesse, Banca di Udine. La rassegna ha il contributo di: Confindustria Udine, Ramberti attrezzature balneari, GLP – intellectual property office, Gruppo Greenway Bionenergie, San Daniele bioenergia, Real Comm, Idea Prototipi, SecurBee e Servizi 4.0. Sponsor tecnici: Scriptorium Foroiuliense, Fondazione Villa Russiz, Beach Aurora, Lignano Pineta, Hotel Ristorante President e Porto Turistico Marina Uno.

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Unione Naz. Consumatori su inflazione

Posted by fidest press agency su martedì, 14 agosto 2018

L’Istat conferma i dati preliminari dell’inflazione di luglio ed il rialzo dei prezzi dal +1,3% di giugno a +1,5%. “Purtroppo è confermata l’impennata dei prezzi, che triplicano in appena 3 mesi, dal +0,5% di aprile al +1,5% di luglio. Preoccupa, in particolare, la risalita del carrello della spesa, che incide su chi è più in difficoltà” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, significa avere una maggior spesa annua complessiva di 533 euro, 386 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto, 196 euro se ne vanno per il solo carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani. Mentre per la famiglia media, la stangata è di 422 euro su base annua, 286 per i prodotti acquistati più frequentemente, 146 per le compere di tutti i giorni” conclude Dona.Rese note oggi, invece, l’inflazione delle regioni e quella dei capoluoghi di regione, province autonome e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato il podio delle regioni (cfr tabella n. 1) e delle città (cfr. tabella n. 2) più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.Secondo lo studio dell’associazione di consumatori (cfr. tabella n. 1), in testa alla classifica delle regioni più costose in termini di rincari, ancora una volta, il Trentino Alto Adige, dove l’inflazione dell’1,9% significa, per una famiglia tipo, una batosta pari a 538 euro su base annua. Segue la Lombardia, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,7% implica un’impennata del costo della vita pari a 485 euro, terza l’Emilia Romagna, dove l’inflazione dell’1,6% genera una spesa annua supplementare di 435 euro.In testa alla graduatoria dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care (cfr. tabella n. 2), in termini di maggior spesa, si conferma Bolzano, che, pur non avendo l’inflazione più alta, 2,1% contro il picco di Ravenna di +2,3%, ha la maggior spesa supplementare, che per una famiglia tipo equivale a 698 euro su base annua. Al secondo posto Ravenna, dove il rialzo dei prezzi del 2,3% determina un aumento del costo della vita, per una famiglia tipo, pari a 645 euro, terza Reggio Emilia, dove l’inflazione del 2,2% comporta un aggravio annuo di spesa di 617 euro.

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Legg Mason: “Credito high yield, prudenza e un occhio alle mosse della Fed”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

Londra. Sui mercati del credito corporate di bassa qualità sono state fatte le analisi più disparate, soprattutto negli USA. A nostro parere i mercati del credito, a livello globale, continueranno a svilupparsi ed evolversi, attirando le attenzioni di un numero sempre maggiore di investitori. Le sfide e le opportunità cambieranno con la maturazione di questo settore, per cui è necessario che gli investitori conoscano bene i rischi a cui si espongono. Il mercato dell’high-yield statunitense è un buon punto di partenza per fare delle valutazioni, perché i trend che vi si possono riscontrare possono essere applicati anche ad un livello più ampio.
Per comprendere il rischio di questo mercato, è importante guardare al mercato “non investment grade” nella sua interezza, includendo sia le obbligazioni che i prestiti.Considerando insieme questi due mercati scopriamo, utilizzando i dati di Bank of America Merrill Lynch, che dal 1996 il mercato del credito high-yield è cresciuto da 179,9 miliardi di dollari in obbligazioni e 13,6 miliardi di dollari in prestiti (totale 193,5 miliardi di dollari), a 1.132,9 miliardi di dollari in obbligazioni e 1.049 miliardi di dollari in prestiti (totale 2.182,8 miliardi di dollari). È evidente come il mercato del credito high-yield USA sia cresciuto esponenzialmente negli ultimi vent’anni. Analizzando meglio i dati, si nota come dal 2014-2015 la crescita delle obbligazioni è stata modesta, mentre quella dei prestiti è stata piuttosto notevole.
Con le condizioni monetarie che vanno verso un restringimento, continuiamo a cercare compagnie di qualità nel campo dell’high yield, andare anche oltre il rating. Con ‘qualità’ intendiamo compagnie con un indebitamento gestibile, protezione degli asset, bilanci solidi, capaci di produrre un flusso di cassa positivo e con un buon modello di business. Ad oggi, inoltre, le opportunità nel debito dovrebbero avere un profilo di duration più breve rispetto al credito corporate investment grade e alle obbligazioni governative.In generale, le caratteristiche che abbiamo elencato sono quelle che – a questo punto del ciclo del credito – dovrebbero possedere tutte le opportunità che possano essere considerate realmente interessanti. A mano mano che il ciclo del credito USA maturerà, gli investitori dovranno essere sempre più selettivi. E anche fuori dagli Stati Uniti queste considerazioni restano valide: è bene dunque rimanere attenti alle dinamiche delle politiche monetarie e della leva lorda sia per i prestiti che per le obbligazioni corporate. (in abstract) http://www.leggmasonglobal.com

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Bond Portugal Telecom – Oi Brasil: disponibile il ‘Form of Acceptance Notice’

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

Il “Form of Acceptance Notice” si deve presentare entro il 31 agosto. Venerdì 27 luglio è avvenuto il concambio dei titoli nell’ambito del “Recuperacao Judicial” del Gruppo Oi Brasil – Portugal Telecom.I creditori che hanno individualizzato il proprio credito entro l’8 marzo scorso, e soltanto loro, trovano il documento denominato “Form of Acceptance Notice” all’interno della propria area personale nel sito internet https://www.dfkingltdevents.com, precisamente nella sezione “My Entitlements”.
Il “Form of Acceptance Notice” è il documento che attesta il credito ammesso al passivo del concordato e il valore del nuovo credito che per i “Non Qualified”, vale a dire la maggioranza degli obbligazionisti, consiste in Loans denominati in Dollari USA ed emessi per il 50% del credito ammesso al passivo.
Alcuni istituti richiedono il documento in originale, ma trattandosi di un file da scaricare nel sito internet non esiste un originale, così come non esiste ulteriore documentazione da compilare, altra cosa che viene a volte richiesta.Ricordiamo anche l’ulteriore passo da compiere da parte degli aderenti alla “Non Qualified recovery” di cui ci occuperemo a breve, ossia accedere al sito internet dell’agent del titolo posseduto per compilare la “Individual onboarding form” oppure la “Corporate onboarding form”, a seconda se persone fisiche oppure giuridiche. (Anna D’Antuono, consulente legale Aduc)

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Bce: in Italia-Spagna stenta ripresa redditi e consumi

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

Secondo la Bce, i consumi in Italia e in Spagna non hanno ancora evidenziato una completa ripresa, mentre in Germania e Francia sono di circa il 10% più alti rispetto al periodo pre-crisi. Inoltre in Italia i redditi reali da lavoro dipendente permangono significativamente inferiori rispetto a prima della crisi a causa della moderazione salariale.”Aumentare l’Iva, con i consumi ancora al palo, sarebbe un suicidio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando le osservazioni della Bce e le indiscrezioni sulla prossima manovra.”Inoltre, in questi anni di blocchi contrattuali le famiglie si sono sempre più impoverite. Proprio quando, per via della recessione, avrebbero avuto più bisogno di un sostegno, questo è venuto a mancare. E’ giunto, quindi, il momento di intervenire a livello legislativo, ripristinando meccanismi automatici, come la scala mobile all’inflazione programmata” prosegue Dona.”A giugno l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è aumentato del 2% nei confronti di giugno 2017, ma, come attesta ora la Bce, i dipendenti pubblici sono ben lontani dall’aver recuperato quanto perso con il blocco contrattuale che si protraeva dal 2010″ conclude Dona.

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Per le PMI opportunità di finanziamento con la Borsa

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

Buone notizie per le PMI che intendono quotarsi in Borsa: la Legge di Bilancio 2018 (articolo 1, commi 89-92) ha introdotto il credito d’imposta sul 50% delle spese di consulenza relative alla quotazione sostenute tra l’1.1.2018 e il 31.12-2020. Utilizzabile esclusivamente in compensazione, tale credito è valido per tutte le tipologie di quotazione, con o senza aumento di capitale, sui mercati europei regolamentati e non. L’ammontare complessivo del credito è di 80 milioni di euro ed è stato stimato che potranno usufruire di questa agevolazione un minimo di 160 imprese nell’arco del triennio. Per ciascuna è previsto un tetto massimo di 500.000 euro.
Sono ammissibili al credito d’imposta un ampio elenco di voci:
– attività sostenute per iniziare il processo di IPO (Inital Public Offering), tra cui l’implementazione e l’adeguamento del sistema di controllo di gestione, l’assistenza dell’impresa nella redazione del piano industriale, il supporto all’impresa in tutte le fasi del percorso funzionale alla quotazione nel mercato di riferimento;
– attività svolte in fase di ammissione alla quotazione per attestare l’idoneità dell’azienda all’ammissione e permanenza sul mercato;
– azioni necessarie per collocare presso gli investitori le azioni oggetto di quotazione;
– attività finalizzate a supportare la società emittente nella revisione delle informazioni finanziarie storiche o prospettiche e nella conseguente preparazione di un report, incluse quelle relative allo svolgimento della due diligence finanziaria;
– assistenza della società emittente nella redazione del documento di ammissione e del prospetto o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati o per la produzione di ricerche così come definite nell’articolo 3, comma 1, numeri 34 e 35 del Regolamento UE n. 596/2014;
– attività riguardanti le questioni legali, fiscali e contrattuali (ad esempio, la definizione dell’offerta, l’analisi del prospetto informativo o documento di ammissione o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati, la due diligence legale o fiscale e gli aspetti legati al governo dell’impresa);
– comunicazione necessaria a offrire la massima visibilità dell’azienda e a divulgare l’investment case tramite interviste, comunicati stampa, eventi e presentazioni alla comunità finanziaria.
Le spese possono consistere in un importo fisso pattuito in precedenza, oppure possono dipendere parzialmente dal successo della quotazione. Dovranno essere attestate dal Presidente del collegio sindacale, oppure da un Revisore legale iscritto nel registro dei revisori legali, o da un professionista iscritto nell’albo dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili. Per usufruire dell’agevolazione le PMI dovranno inviare una richiesta per via telematica nel periodo compreso tra il 1° ottobre dell’anno in cui è stata ottenuta la quotazione e il 31 marzo dell’anno successivo. Il riconoscimento dell’agevolazione (con indicazione dell’importo spettante), o il rifiuto, sarà comunicato alle PMI nei 30 giorni dal termine ultimo.

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Investec Asset Management lancia la nuova gamma Global Alternative Fund in Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

Investec Asset Management lancia l’Investec Global Alternative Fund 1, concepito per facilitare l’accesso degli investitori istituzionali europei a una gamma di strategie di investimento alternative.
La quotazione rafforza l’impegno della società verso l’Europa permettendo ai clienti di accedere alla sua gamma di soluzioni di investimento alternative. Il nuovo strumento è connesso alla già forte presenza della società in Europa e integra la gamma Global Strategy Fund, una soluzione UCITS anch’essa domiciliata in Lussemburgo.La gamma è concepita sotto l’Alternative Investment Fund Managers Directive che facilita il mercato transfrontaliero negli Stati Membri dell’UE, ed è soggetta al regime dei fondi di investimento specializzati del Lussemburgo condiviso da numerosi investitori istituzionali europei.Rispondendo alla domanda degli investitori istituzionali di soluzioni obbligazionarie unconstrained, la strategia Multi-Asset Credit della società sarà la prima nella gamma a essere disponibile per gli investitori e sarà co-gestita da Jeff Boswell, Head of Credit, e Garland Hansmann.John Green, Global Head of Client Group, ha commentato: “L’operazione sottolinea il nostro impegno nel fornire ai clienti europei soluzioni create sulla base delle loro specifiche richieste – come ad esempio quella, duplice, di un incremento dei rendimenti insieme alla protezione del capitale nel contesto di incertezza dei mercati.” http://www.investecassetmanagement.it

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“Prospettive globali sui Mercati Emergenti”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

A cura di Krishan Selva, Client portfolio manager, Mercati Emergenti di Columbia Threadneedle Investments. Per le azioni dei mercati emergenti sono stati sei mesi ricchi di avvenimenti. Nel 2017 questa classe di attivi ha messo a segno una performance annua tra le migliori del decennio. Gli investitori hanno pertanto inaugurato il 2018 con un atteggiamento positivo, sostenuto dall’apparente solidità dei mercati globali. L’iniziale euforia è però lentamente andata scemando alla luce della prospettiva di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina che ha penalizzato tutti i mercati globali. Di conseguenza, gli investitori mettono ora in discussione le stime di crescita in molte economie. Ne consegue che difficilmente l’eccellente performance dello scorso anno potrà ripetersi anche nel 2018. I primi sei mesi dell’anno sono stati contraddistinti dalla volatilità, che ha interessato sia l’economia globale nel suo insieme sia i mercati emergenti nello specifico. Tuttavia, c’è più di un elemento che fa ben sperare. Tradizionalmente, i mercati emergenti sono stati contagiati molto facilmente dalla volatilità dei mercati sviluppati. Si ritiene pertanto che, in caso di rallentamento dei mercati sviluppati, li seguirebbero a ruota anche quelli emergenti. Inoltre, in passato era opinione diffusa credere che se il dollaro USA si rafforza, i mercati emergenti subiscono un deflusso di capitali. A fronte di un incremento dei tassi d’interesse negli Stati Uniti, generalmente il denaro degli investitori tornava ad affluire nell’economia a stelle e strisce.
Tuttavia, i mercati emergenti hanno dato prova di una tenuta molto maggiore rispetto a quella che avrebbero esibito in condizioni analoghe 10 anni fa. In passato, le economie delle piazze emergenti facevano affidamento sul capitale di investitori esteri, mentre oggi sono autosufficienti. Ciò appare evidente dalla robustezza e profondità dei mercati obbligazionari locali, dai flussi di fondi nazionali, dal miglioramento dei saldi delle partite correnti e dagli ottimi dati sugli utili societari. L’aumento dei tassi d’interesse – e il conseguente apprezzamento del dollaro USA – non hanno innescato un esodo dai mercati emergenti. Ciò dimostra che le economie in via di sviluppo sono ora molto più solide.I mercati emergenti sono sostenuti anche dalle tendenze di lungo periodo. La massiccia produttività e la crescita della popolazione continueranno a tradursi in un rafforzamento dell’espansione economica. Le società beneficiano dell’incremento dei consumi interni. Per esempio, Alibaba, il colosso dell’e-commerce, vanta utili straordinariamente robusti. Se 10 anni fa i mercati fossero stati alle prese con timori di inflazione su scala globale, rallentamento della crescita mondiale, preoccupazioni relative al settore tecnologico (per quanto riguarda la riservatezza dei dati), una potenziale guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e un rialzo dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve statunitense, sarebbe stato logico attendersi correzioni anche violente dei mercati emergenti. È invece rassicurante notare che, alla luce del rafforzamento delle nostre economie in questo stesso contesto, la correzione che ha interessato i mercati emergenti non è stata più marcata di quella verificatasi, ad esempio, in Europa. Eliminare i pregiudizi comportamentali ricopre un ruolo importante per noi investitori, che ci prefiggiamo inoltre di aiutare i nostri clienti a superare i loro preconcetti. A titolo esemplificativo, un’altra percezione comune è che le tecnologie siano più avanzate nei mercati sviluppati rispetto agli omologhi emergenti. Tutt’altro: in molte aree geografiche i mercati emergenti procedono a un ritmo molto più rapido.
WeChat, l’equivalente cinese di WhatsApp, ad esempio, vanta molte più funzioni dell’applicazione americana. WeChat Shake consente agli utenti che si sentono annoiati o soli di scuotere il cellulare e rilevare altre persone che stanno facendo lo stesso gesto nelle vicinanze per iniziare una chat con loro. WeChat Moments è invece una combinazione fra Twitter e Facebook, che permette agli utenti di condividere fotografie e aggiornamenti con gli amici. WeChat Pay, la funzione di pagamento dell’app, semplifica molti aspetti dei pagamenti online, dalla divisione fra amici di un conto al ristorante al pagamento di una bolletta.Se guardiamo al prosieguo del 2018, la volatilità macroeconomica appare destinata a perdurare. Qualora Donald Trump dovesse continuare ad applicare rigidi dazi doganali sulle importazioni nel tentativo di ridurre il disavanzo commerciale del paese, ciò avrà ripercussioni di enorme portata sui mercati globali. Il presidente statunitense ha inoltre minacciato di imporre tariffe anche all’industria automobilistica europea. Sono in corso discussioni dall’esito tuttora incerto con il Messico e altri paesi in merito alla rinegoziazione dell’Accordo nordamericano di libero scambio (North American Free Trade Agreement, NAFTA).Anche il settore lattiero-caseario del Canada è ora nel mirino di Trump. Se si continuerà a proseguire sulla strada del protezionismo commerciale, ciò sarà fonte di preoccupazione non soltanto per i mercati emergenti ma anche per quelli sviluppati.L’impatto della rinegoziazione dei trattati commerciali causerà un aumento della volatilità di mercato a breve termine. Su un orizzonte di più lungo periodo si prospettano cambiamenti di natura strutturale. Gli Stati Uniti perseguono una politica di protezionismo, rinunciando di conseguenza alla posizione di leader e arbitro del mondo libero che da tempo detenevano. Ciò sortirà effetti a più lungo termine sull’economia americana e su quella globale nel suo insieme.
Se, da un lato, gli Stati Uniti si sono ritirati dall’Accordo di Parigi, dall’altro lato la Cina si sta dimostrando più attenta all’ambiente. Infrastrutture, trasporti ed energia sono tutti settori che stanno beneficiando dell’iniziativa cinese ad ampio spettro “One Belt One Road”. Altre nazioni reagiscono ricalibrando i propri rapporti con Cina e Stati Uniti, come ad esempio le Filippine: mentre in passato erano strettamente allineate agli Stati Uniti, ora il paese appare maggiormente orientato verso la Cina.Per quanto concerne l’America Latina, man mano che avanzerà il ciclo elettorale si avrà anche maggiore chiarezza a livello politico. Tra i paesi dove di recente si sono svolte elezioni figurano Messico e Colombia, mentre in Brasile l’appuntamento alle urne è fissato per ottobre 2018. Nell’attuale fase di incertezza, per avere successo è fondamentale che gli investitori sappiano individuare società solide in fase di crescita e in grado di rimanere flessibili. Se gli Stati Uniti proseguiranno sulla strada del protezionismo, Europa e Asia potrebbero intensificare la collaborazione reciproca e promuovere una più libera circolazione delle merci tra i due continenti.Quali saranno le principali opportunità e sfide per gli investitori nella seconda metà del 2018?
Nella seconda metà dell’anno, la sfida primaria per gli investitori consisterà nel mantenere i nervi ben saldi dopo la volatilità del primo semestre. Sebbene i mercati emergenti abbiano accusato una flessione, i timori di conflitti commerciali risultano però ormai in gran parte scontati dal mercato. Anziché investire in un mercato ai massimi, adesso è invece il momento di mettersi alla ricerca di opportunità. In questo caso la via più difficile è allo stesso tempo quella potenzialmente più remunerativa.Come strategia per contrastare l’incertezza, abbiamo scelto per il nostro portafoglio di allontanarci dalle società cicliche e stiamo investendo in aziende meno esposte al tema del protezionismo commerciale che siano al contempo ben posizionate per trarre vantaggio dai consumi interni. Ricerchiamo, ad esempio, aziende che producono latticini e bevande.In termini fondamentali, la dinamica dei mercati emergenti resta intatta, con buoni risultati sul fronte delle aziende e degli utili. L’arretramento osservato è imputabile a timori di ordine macroeconomico, il che significa a nostro avviso che ci sono opportunità d’acquisto. Come sempre resterà essenziale selezionare gli investimenti in modo estremamente attivo.

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11 milioni di utile per la Sereni Orizzonti

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

L’utile netto consolidato di Sereni Orizzonti supera nel 2017 gli 11 milioni di euro. Un record per il Gruppo friulano che costruisce e gestisce residenze sanitarie per anziani in tutta Italia. Sono stati conseguiti ricavi nell’anno per 123 milioni con una crescita del 33% sull’anno precedente e del 147% nel quadriennio. Il fatturato in formazione 2018 viene stimato in 160 milioni di euro sulla base dei dati del primo semestre e la proprietà immobiliare a valori di mercato supera i 200 milioni. Di grande rilievo il piano degli investimenti, ben 180 milioni che il Gruppo, in partnership con istituzioni finanziarie, sta investendo nel biennio 2018/2019. “Stiamo realizzando 20 nuove RSA in Italia che unitamente alle acquisizioni di strutture esistenti ci consentiranno di passare dagli attuali 5.000 posti letto a 8.000 a fine biennio” dichiara Massimo Blasoni, azionista di riferimento. “Questo con ovvie e positive ricadute occupazionali: già oggi occupiamo 2.900 addetti ma sono previste altre 1.000 assunzioni entro fine 2019”. Sono aspettative più che plausibili, basti pensare che dall’inizio dell’anno sono state consegnate e inaugurate le strutture di Torre di Mosto (90 posti letto), Piacenza (80 p.l.) e Rodano in provincia di Milano (90 p.l.) mentre tra settembre e dicembre verranno inaugurate le strutture di San Mauro Torinese (120 p.l.), Milano Lambrate (80 p.l.), Marcon in provincia di Venezia (120 p.l), Macomer in Sardegna (40 p.l.) e Fiesco in provincia di Cremona (80 p.l.). Tra le strutture acquistate da inizio anno già attive e funzionanti vanno ricordate le RSA di Riofreddo in provincia di Roma e tre RSA in Toscana ad Aulla (Massa Carrara), Barga (Lucca) e Firenze. Il mercato delle RSA in Italia è in forte sviluppo. Secondo i dati OCSE nel nostro Paese ci sono 19,2 posti letto ogni 1.000 abitanti over 65. L’offerta è molto più ampia in Francia (55,7), Germania (54,4) e Regno Unito (47,6). Permane peraltro una forte differenza tra Nord e Sud: in Lombardia il rapporto raggiunge i 30,5 posti letto ogni 1.000 anziani e in Calabria i​ 6,7. Come è evidente è necessaria la realizzazione di nuovi posti letto. La concentrazione in gruppi che operano in ambito nazionale è un fenomeno che da tempo si è registrato nel Nord Europa ma non in Italia, dove sono numerose le strutture a gestione pubblica con una fortissima frammentazione. “Siamo attualmente il terzo player italiano per numero di posti letto” prosegue Blasoni “ma primi per crescita e per indici di redditività (ROI e ROE). Il management è tutto friulano e con molti giovani under 40. Va ricordato che da pochissimo alla guida della holding è stato nominato Simone Bressan di 36 anni, entrato in Sereni Orizzonti nel 2006 e che negli ultimi due anni ha guidato LifeCare, l’immobiliare di sviluppo del Gruppo. Contiamo di proporre una cooperazione all’Ateneo friulano. Non è spesso facile trovare profili che possano interpretare managerialmente il settore socio sanitario che pure può essere un’occasione di lavoro per molti giovani. Una battuta finale, viste le numerose cessioni a Fondi di aziende negli ultimi mesi” chiude Blasoni: “non abbiamo nessuna intenzione di cedere, anzi guardiamo all’espansione fuori dai confini nazionali”.

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Il settore vitivinicolo diventa 4.0

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

Lignano Sabbiadoro (UD) lunedì 13 agosto al Beach Aurora Lungomare Alberto Kechler – località Lignano Pineta (inizio alle 18.30) un confronto sulle potenzialità di un ambito che in Italia – e ancor più in Friuli Venezia Giulia – viene considerato un’eccellenza. Partendo dalla rivoluzione 4.0, tre gli aspetti sui quali si farà focus: le prospettive della produzione vitivinicola, le possibilità occupazionali e i risvolti sociali. Con tre relatori d’eccezione: Carlo Feruglio, presidente dell’azienda agricola La Ferula, il direttore della Fondazione Villa Russiz Giulio Gregoretti e Marco Tam presidente del Gruppo Greenway; tre modi diversi di guardare al mondo agricolo accomunati da un elemento: la passione per la terra e per il proprio territorio.Punto di partenza è il mondo vinicolo. Un settore che l’Area Studi di Mediobanca, nella sua ultima indagine, ha dato in crescita per l’ottavo anno consecutivo. Secondo il documento, nel 2017 è aumentato il fatturato delle società italiane (+6,5% sul 2016) grazie alla buona performance dell’export (+7,7%), con un boom del commercio verso l’Asia (+21,1%), ma anche al contributo delle vendite domestiche (+5,2%). Questa crescita ha portato ad un aumento degli occupati (+1,8%) e degli investimenti (+26,7%), aprendo di fatto a positive aspettative per il 2018. Infatti la vendemmia, attesa a breve, lascia ben sperare. Per esempio, in Friuli Venezia Giulia dove la stagione è iniziata leggermente in ritardo, secondo l’Unione Italiana Vini dovrebbe essere più abbondante rispetto allo scorso anno, con una qualità ottima.
Del resto, è l’intero settore primario a risentire di un’importante crescita. Il Rapporto statistico annuale 2017 della Regione FVG, parla di 15.242 occupati in agricoltura nel 2016. Per quanto rappresenti solo il 3,1% del totale, l’occupazione del settore primario ha registrato una significativa crescita dal 2011, in particolare nell’ultimo anno (+15,1%).
L’incontro “Prospettive della produzione vitivinicola, possibilità occupazionali e attività sociali” è moderato dal giornalista e responsabile editoriale Nordest di EoIpso Carlo Tomaso Parmegiani. Al termine è previsto un aperitivo per consentire di incontrare, in maniera informale e conviviale i relatori.L’ottava edizione di Economia sotto l’Ombrellone è organizzata da Eo Ipso – comunicazione ed eventi, ha il patrocinio del Comune di Lignano Sabbiadoro e di Turismo FVG. Main sponsor: Sky Gas & Power, CrediFriuli, Bcc Pordenonese, Bcc Staranzano e Villesse, Banca di Udine. La rassegna ha il contributo di: Confindustria Udine, Ramberti attrezzature balneari, GLP – intellectual property office, Gruppo Greenway Bionenergie, San Daniele bioenergia, Real Comm, Idea Prototipi, SecurBee e Servizi 4.0. Sponsor tecnici: Scriptorium Foroiuliense, Fondazione Villa Russiz, Beach Aurora, Lignano Pineta, Hotel Ristorante President e Porto Turistico Marina Uno.

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Ridare dignità al risparmio tradito delle banche venete e non solo”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

“Come tutti sanno – ha ricordato Giorgio GRANELLO – le principali banche venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) rappresentano uno dei casi più grandi e dolorosi di risparmio tradito nel nostro Paese, a prescindere dal successivo regalo al Gruppo Intesa San Paolo. Un buco di più di 15 miliardi di Euro solo per le banche venete a cui vanno aggiunti tutti i miliardi persi con le procedure di risoluzione della Banca Etruria, CariFerrara, Banca Marche e Carichieti. Circa 20 miliardi di Euro a carico del debito pubblico e di tutti i contribuenti senza aver trovato i colpevoli di tutti questi misfatti a cui chiedere conto. Almeno fin qui”. “E invece proprio in queste ultime settimane – ha continuato il Presidente di CONFASSOCIAZIONI Nord – sono maturate importanti novità perché le Procure, in particolare quella di Verbania, hanno iniziato a chiamare in causa insieme ai vertici (di Veneto Banca in questo caso) anche molti altri soggetti, quelli che seguivano i piccoli risparmiatori. L’indagine della Procura di Verbania sembra anticipare l’azione delle Procure di molte altre città, che sembra stiano già procedendo per fatti analoghi. L’accusa è quella importante di truffa aggravata in concorso per la vendita di azioni. Si tratta di accuse, importanti e dirimenti, che tendono a dimostrare che i risparmiatori siano stati convinti ad investire i propri risparmi in azioni o obbligazioni convertibili in azioni emesse da Veneto Banca senza essere stati informati dell’effettivo rischio che correvano”.“Possiamo aspettare l’attività delle Procure oppure – ha affermato il Presidente GRANELLO – possiamo chiedere un intervento della politica che si adoperi per il risarcimento delle parti lese (oltre 205mila tra imprenditori, dipendenti e risparmiatori solo nelle banche venete). Per poi accollarsi la denuncia e la conseguente giustizia nei confronti delle Banche. Stiamo facendo rete, com’è nelle nostre corde di CONFASSOCIAZIONI, con il Coordinamento Associazioni Soci Banche Popolari Venete Don Enrico Torta. E’ per questo che condividiamo le parole di Andrea ARMAN, Presidente del Coordinamento, che ha chiesto misure di risarcimento per tutti i risparmiatori al fine di risarcire coloro che sono stati imbrogliati in fase di vendita”.
“In questo momento – ha aggiunto il Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo DEIANA – si parla in tanti contesti di dignità come elemento per ridare giustizia ed equità ai cittadini. E certamente il mondo del lavoro è importante, ma altrettanto importante è il mondo del risparmio degli italiani. CONFASSOCIAZIONI con la propria struttura organizzativa e professionale sarà sempre a fianco dei cittadini ed in particolare non lascerà nulla di intentato nel farsi promotore di tutte le iniziative necessarie affinché sia resa giustizia e dignità ai risparmiatori”. “Noi ci siamo sempre perché fare rete è il DNA di CONFASSOCIAZIONI – ha concluso DEIANA -. E’ per questo che ci siamo fatti promotori di numerosi incontri sul tema delle banche venete e non solo. Incontri che, grazie alla capacità aggregativa di Giorgio GRANELLO, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Nord, hanno visto riuniti attorno al tavolo tutte le parti coinvolte, dalle maggiori Associazioni dei consumatori e dei risparmiatori, i Sindacati, il Presidente del Consiglio Regionale Veneto, i Presidenti delle banche coinvolte nella crisi e il precedente Governo. Adesso è ora che il nuovo batta un colpo.”

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Gli USA possono vincere la guerra commerciale?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

Commento di Tim Drayson, Head of Economics di Legal & General Investment Management. L’escalation delle tensioni commerciali è il rischio più grande per la crescita globale nel breve termine. Fino a che punto gli investitori dovrebbero davvero preoccuparsi?
Fino all’inizio di quest’anno, i mercati vedevano di buon occhio il Presidente americano Donald Trump. Gli stimoli fiscali e l’azione di deregulation, in effetti, hanno permesso di sostenere la crescita, sebbene ci chiediamo se i primi possano davvero rappresentare una politica efficace a livello macro nel medio periodo.Negli ultimi mesi, tuttavia, i mercati sono diventati sempre più nervosi rispetto all’agenda protezionista dell’amministrazione Trump. È molto difficile stabilire fino a che punto possa arrivare la loro tolleranza. Finora, abbiamo assistito a ritorsioni proporzionali per ogni misura intrapresa dagli USA e vi sono segnali che indicano che l’amministrazione americana è preparata a regolare la propria retorica e il proprio indirizzo politico in caso di scossoni del mercato azionario.
Finora sono stati introdotti dazi sull’acciaio, alluminio, legname, pannelli solari e lavatrici, fondati su esili motivazioni legate alla sicurezza nazionale e ad altre oscure leggi commerciali. I più alti costi delle importazioni hanno probabilmente fatto più danno agli utilizzatori di queste merci rispetto al valore dei posti di lavoro “salvati” nei settori protetti, ma l’impatto macroeconomico complessivo è minimo. Tutti i prodotti nel loro insieme rappresentano solo una piccola quota dell’economia americana (non più dello 0.2% del PIL).
In questo primo elenco non rientrano molti beni di consumo. La Cina ha annunciato che reagirà in modo proporzionale e all’interno di aree specifiche per infliggere le più aspre conseguenze agli USA. Eppure, a nostro avviso, è improbabile che l’impatto diretto sulla crescita superi lo 0.1%-0.2% del PIL. Si potrebbe pure aggiungere uno 0.1% all’Indice Consumer Price core ma anche in questo caso si dovrebbe supporre che gli USA non riescano, con buona facilità, a procurarsi o produrre i beni altrove. Secondo le previsioni, gli Stati Uniti cresceranno circa del 3% nel 2018, pertanto questo lieve impatto non sarà molto significativo. Le nostre previsioni si basano sul fatto che la guerra commerciale raggiungerà una fragile tregua intorno a questi livelli di dazi, ma temiamo che possa peggiorare nella corsa alle elezioni americane di medio termine a novembre.
Ma non basta: Trump sta inoltre minacciando dazi per ulteriori 200 miliardi di dollari americani se la Cina continua a minacciare reazioni. Ciò coprirebbe virtualmente tutti i 500 miliardi di dollari di beni cinesi esportati verso gli USA e determinerebbe un aumento dei prezzi su beni di consumo di elevato profilo come TV e cellulari. Più la situazione peggiorerà, più v’è il rischio che gli effetti indiretti crescano in maniera sproporzionata, vista la possibilità di una reazione negativa del mercato finanziario e le possibili conseguenze sulla fiducia delle imprese e dei consumatori.
La Cina non può replicare alla minaccia di Trump dollaro per dollaro, in quanto il valore delle sue importazioni di merci americane è solo di 150 miliardi di dollari. Tuttavia il deficit commerciale viene meno se se si considerano le filiali commerciali statunitensi in Cina.
Nel complesso, temiamo la carenza di influenze moderate nell’amministrazione americana e molto dipenderà da come la Cina percepirà le motivazioni degli Stati Uniti. Se la strategia di Trump è solo quella di una negoziazione parziale, si potrebbe trovare un compromesso che potrebbe anche migliorare il sistema commerciale globale. Se tuttavia l’obiettivo è più strategico e orientato a frenare la crescita della Cina come potenza globale, Pechino prenderà una posizione molto più rigida contro qualsiasi prepotenza americana. Per questo motivo e visto l’aumento dei prezzi del petrolio, riteniamo che vi siano rischi di un forte ribasso per la crescita globale rispetto al momentum attuale. (in abstract)

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Previsioni sulla crescita economica con la fisica dei sistemi complessi

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

Un articolo pubblicato online questa settimana sulla rivista Nature Physics riporta un nuovo metodo di previsione per la crescita del Prodotto interno lordo (PIL) che integri e supporti le previsioni del Fondo Monetario Internazionale. Il nuovo approccio di previsione considera la crescita economica come un sistema fisico le cui dinamiche possono essere predette analizzando i dati di esportazione a livello di prodotto, tramite tecniche derivate dalla fisica dei sistemi complessi.Sistemi di modellazione così elaborati quali l’economia di un paese sono estremamente complicati e impegnativi. Sebbene gli economisti possano accedere a una quantità sempre maggiore di dati, produrre risultati affidabili e riproducibili rimane qualcosa tutt’altro che banale. Un aiuto potrebbe arrivare dalla fisica della complessità, dove esistono delle tecniche per modellare quei sistemi che non possono essere compresi, in termini di componenti individuali -come, ad esempio, la diffusione delle epidemie, o i movimenti del traffico.Andrea Tacchella e i suoi colleghi sviluppano un metodo per la previsione del PIL basato sull’idea che un sistema complesso e la cui dinamica microscopica non è nota, possa essere previsto ricercando tra i dati storici disponibili un analogo vicino e osservandone l’evoluzione temporale. Tali metodi funzionano in maniera affidabile solo quando il sistema utilizzato è di bassa dimensionalità -dove la dimensione corrisponde al numero di variabili considerate. L’aggiunta incontrollata di ulteriori dati, quindi, produce risultati meno affidabili. Gli autori del metodo dimostrano, invece, che è possibile fare una previsione del PIL competitiva usando un modello con sole due dimensioni, inserendo il PIL pro capite di un paese e la sua “Fitness”. Quest’ultima è una quantità che caratterizza la competitività di un paese, che gli autori ricostruiscono dai dati di esportazione, tramite opportuni algoritmi matematici.
Confrontando le loro previsioni con quelle stimate sulla base di dati passati pubblicati dal Fondo Monetario Internazionale, gli autori dimostrano che le loro previsioni sono, in media, del 25% più accurate.Inoltre, gli errori dei modelli non sono correlati – ciò suggerisce che i due forniscono visioni complementari circa la crescita del PIL, offrendo un potenziale per previsioni combinate migliori. (fonte: La previsione del PIL come sistema fisico dinamico di A. Tacchella, D. Mazzilli e L. Pietronero – Nature Physics – DOI: 10.1038/s41567-018-0204-y L. Pietronero (Univ. Sapienza e ISC-CNR, Roma, Italia).

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I vini siciliani con Tasca D’Almerita alla conquista del mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

SACE SIMEST, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, ha perfezionato due operazioni di finanziamento per un importo complessivo di 1,1 milioni di euro per sostenere l’espansione all’estero di Tasca D’Almerita, storica azienda siciliana attiva nel settore della produzione e commercializzazione di vino.Le linee di credito da 0,6 e da 0,5 milioni di euro, erogate rispettivamente da BNL Gruppo BNP Paribas e da Mediocredito Centrale – Banca del Mezzogiorno, sono entrambe garantite da SACE. Le risorse saranno utilizzate per rafforzare la presenza di Tasca D’Almerita e dei suoi brand in mercati strategici come Stati Uniti e Germania e a valutare nuove geografie di opportunità.
“Siamo molto soddisfatti della collaborazione con SACE SIMEST – ha dichiarato Alberto Tasca, Amministratore Delegato di Conte Tasca D’Almerita –. Riteniamo fondamentale poter contare su una partnership del genere per poter consolidare la nostra presenza all’estero e far conoscere sempre di più nel mondo la qualità del nostro vino. Puntiamo a dare seguito a questa collaborazione per sostenere i nostri progetti di crescita verso nuove destinazioni.”
SACE SIMEST – presente nella regione con l’ufficio di Palermo – conferma il proprio impegno a favore delle PMI siciliane che esprimono al meglio l’eccellenza del Made in Italy nel mondo. Nel 2017 SACE SIMEST ha mobilitato circa 100 milioni di euro a favore di oltre 460 aziende siciliane.Tasca D’Almerita, con i suoi 200 anni di storia, è una delle realtà più apprezzate nel panorama italiano vitivinicolo. Alla storica tenuta di Regaleali, situata nel cuore della Sicilia – al confine tra le province di Palermo e Caltanissetta – si sono aggiunte nel tempo altre 4 tenute rappresentative di altrettanti territori vocati, in cui vengono coltivate varietà distintive e prodotte quasi 4 milioni di bottiglie all’anno, destinate ai circa 4.000 clienti in Italia e nel mondo. Nel 2010 l’azienda ha aderito al progetto SOStain, un innovativo programma di viticoltura ecosostenibile che mira alla progressiva riduzione degli impatti sull’ambiente della produzione industriale. Grazie a questo progetto, sostenuto dal basso e scientificamente avanzato, nel 2017 Tasca d’Almerita ha ottenuto una certificazione da parte di Certiquality, che attesta l’osservanza dei requisiti di sostenibilità ambientale e l’impegno a perseguire uno sviluppo rispettoso del territorio, socialmente equo ed economicamente efficace.

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Auto usate: mercato in crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 agosto 2018

L’estate si conferma calda per il mercato dell’usato: i 270.635 passaggi di proprietà di auto, al netto delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente), fanno segnare +8,6% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, mentre per i motocicli l’incremento si attesta all’1% con 61.524 annotazioni mensili al Pubblico Registro Automobilistico.Per ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 150 usate a luglio e 144 nei primi sette mesi dell’anno.Nel periodo gennaio-luglio 2018 il borsino dell’auto usata sale del 5,7% per le autovetture, mentre quello dei motocicli si contrae del 2,2%. Considerando tutti i veicoli in generale, il trend è in crescita del 3,8% nei primi sette mesi del 2018. I dati sono evidenziati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito http://www.aci.it Aumentano anche le radiazioni dal Pubblico Registro Automobilistico: +9,8% per le auto (128.058 pratiche a luglio) e +8,4% per i motocicli (10.939 formalità). Per i veicoli in generale, l’incremento delle radiazioni è stato del 9,6%. Dall’inizio dell’anno sono cresciute del 6,7% le radiazioni di autovetture e del 10,6% quelle delle moto, mentre il totale dei veicoli segna complessivamente +7,1%.
Il tasso unitario di sostituzione di automobili a luglio è stato pari a 0,71 (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 71), in linea con i primi sette mesi dell’anno.

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A Roma si confrontano i massimi esponenti delle nanotecnologie

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 agosto 2018

Roma dall’11 al 14 settembre ore 9,00 in Via Eudossiana 18 adiacente alla Chiesa di San Pietro in Vincoli, a pochi minuti a piedi dal Colosseo si confrontano i massimi esponenti delle nanotecnologie. Oggi le nanotecnologie rappresentano per la scienza e la tecnologia una disciplina in forte crescita attraverso processi innovativi che stanno influenzando radicalmente la quotidianità della nostra esistenza. La multidisciplinarietà e la trasversalità delle applicazioni nanotecnologiche sta raggiungendo livelli fino a qualche anno fa impensabili, grazie alla scoperta continua di fenomeni fisici alla nanoscala in settori come la chimica organica, la biologia molecolare e la fisica dei semiconduttori. La trasversalità applicativa di queste discipline, già ai massimi livelli, è in continua evoluzione, considerando che ormai tutti i settori tecnici-scientifici stanno traendo beneficio dalle stesse. Ma non è tutto. Le aspettative e le potenzialità future sono addirittura maggiori, grazie al continuo approfondimento e alle nuove conoscenze scientifiche affrontate da molteplici punti di vista.
“Nanoinnovation – precisa il Prof. Marco Rossi, coordinatore del Comitato Organizzatore – ha come obiettivo principale e caratterizzante quello di mettere in contatto accademia, ricerca e sistema imprenditoriale allo scopo di presentare idee innovative, trasferire know-how, permettendo l’integrazione di conoscenze ed esperienze tra i diversi settori di applicazione”.
“Il convegno – conclude Rossi – è quindi strutturato per favorire l’interazione e lo scambio di opinioni e aspettative con il duplice scopo di contribuire sia alla crescita di una coesa e connessa comunità scientifico-tecnologica nazionale, che al monitoraggio dell’evoluzione delle nanotecnologie e delle altre tecnologie abilitanti (KET) e del loro ruolo per una innovazione realmente sostenibile”.
The Tutorial Lectures held in the morning of Sept. 11th will introduce the scientific programme of NanoInnovation beginning in the afternoon of the same day with the plenary sessions and that will continue with the multi-track sessions scheduled on September 12th-13th and 14th, including:
KEYNOTE Sessions with distinguished and internationally recognized speakers;
SPECIAL Sessions and Workshops on specific and hot topics;
THEMATIC SYMPOSIA focused on the applications of nanotechnology and on the most recent findings of nanoscience, as driving and boosting forces for sustainable innovation.

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GTT annuncia le nuove divisioni nel Regno Unito e in Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 agosto 2018

GTT Communications, Inc. (NYSE: GTT), operatore leader globale nella fornitura di servizi di cloud networking ad aziende multinazionali, annuncia oggi le sue nuove divisioni, create in seguito all’acquisizione di Interoute.GTT ha nominato Martin Ford come Presidente della divisione UK, con la responsabilità non solo per i clienti di quest’area, ma anche per Irlanda, Medio Oriente, Africa e Asia-Pacifico. In precedenza, Ford ha ricoperto il ruolo di Presidente di GTT per la divisione EMEA. Prima del suo arrivo in GTT, Ford ha svolto numerosi incarichi di direzione, in Hibernia Networks e Level 3.
GTT ha annunciato, inoltre, la nomina di Jesper Aagaard come Presidente della divisione Europa, con la responsabilità per i clienti dell’Europa continentale. Aagaard ha ricoperto il ruolo di Managing Director di Interoute per il nord Europa e i Paesi Bassi. In precedenza, è stato il CEO di Comendo Network in Danimarca.La nuova struttura coincide con l’espansione della presenza di GTT in Europa in seguito all’acquisizione di Interoute – uno dei principali operatori proprietari di rete indipendenti di quest’area – dello scorso 31 maggio. Le nuove divisioni di GTT gestiranno funzioni chiave per la crescita della struttura e per la client experience, che comprendono: vendita, quotazioni, ordini, erogazione dei servizi, fatturazione e tutto ciò che concerne la gestione del cliente nel complesso.
Le nuove divisioni completano quella americana, guidata da Eric Warren, e la divisione Carrier, guidata da Jeff Beer.“Abbiamo la grande opportunità di rispondere alla crescente richiesta di servizi di cloud networking da parte dei clienti multinazionali” ha dichiarato Rick Calder, Presidente e CEO di GTT. “La nostra nuova struttura e la leadership di alto livello che ci contraddistingue, ci permette di offrire un servizio ineccepibile ai nostri clienti, con il fine ultimo di connettere le persone all’interno delle organizzazioni, in tutto il mondo, e a qualunque applicazione presente nel cloud”. http://www.gtt.net

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Veneto: secondo trimestre positivo per l’industria

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 agosto 2018

Nel secondo trimestre 2018, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, la produzione industriale ha registrato un incremento del +4% (era +3,2% nel trimestre precedente) ed anche la variazione congiunturale destagionalizzata ha confermato una crescita del +3% (era -0,8% nel trimestre precedente). L’analisi congiunturale sull’industria manifatturiera di Unioncamere Veneto è stata effettuata su un campione di 1.505 imprese con almeno 10 addetti (www.venetocongiuntura.it).«Il quadro che emerge dall’analisi congiunturale del settore manifatturiero nel secondo trimestre 2018 è complessivamente positivo, ma evidenzia anche segnali di preoccupazione per il trimestre successivo – sottolinea Mario Pozza, presidente di Unioncamere Veneto –. Sono risultati in sintonia da un lato con l’andamento dell’economia globale, che continua a crescere su livelli significativi, dall’altro con le incertezze globali che condizionano l’andamento dell’economia regionale orientando le previsioni al ribasso. Diventa fondamentale quindi un costante monitoraggio del sistema industriale per conoscere in tempo reale lo stato di salute delle imprese che non possono essere lasciate sole, mettendo in atto politiche di rilancio che rafforzino la competitività del tessuto produttivo, che puntino sull’internazionalizzazione, digitalizzazione e la valorizzazione del capitale umano».
Sotto il profilo dimensionale l’indicatore ha mostrato la performance migliore nelle imprese di piccole dimensioni con un aumento del +4,9%; seguono le medie e grandi imprese con una crescita del +3,6%. La crescita più marcata ha riguardato i beni di investimento (+5,9%), seguiti dai beni intermedi (+5%) e di consumo (+2,1%). A livello settoriale la tendenza positiva è evidente nel comparto della gomma e plastica (+8,4%), nei comparti delle macchine ed apparecchi meccanici (+6,5%), nei mezzi di trasporto (+6%) e nei metalli e prodotti in metallo (+5,2%). Nel secondo trimestre 2018 è leggermente aumentata la quota di imprese che registrano incrementi dei livelli produttivi (56% contro il 55% del trimestre precedente) mentre è rimasta stabile al 27% la quota di quelle che dichiarano variazioni negative della produzione. Il tasso di utilizzo degli impianti si è ridotto attestandosi a 72,5%. I valori massimi riguardano i settori della carta, stampa ed editoria (79,2%), gomma e plastica e metalli e prodotti in metallo (entrambi 75,9%), mentre le variazioni minime si registrano nei comparti dei mezzi di trasporto (68,3%), marmo, vetro, ceramica (68,6%) e legno e mobile (68,7%). Il livello di giacenze dei prodotti finiti è ritenuto adeguato dal 56% delle imprese industriali, per il 5% le giacenze sono in esubero e per il 37% non ne tiene. Le previsioni, invece, indicano un peggioramento delle aspettative degli imprenditori per i prossimi tre mesi. Solo per gli ordini esteri il saldo si attesta a +3,5 punti percentuali, mentre per tutti gli altri indicatori il saldo ha registrato un valore negativo: produzione -4,6 p.p. (era +17,3 p.p.); fatturato -1,7 p.p. (era +19,5 p.p.); ordini interni -6,3 p.p. (era +13,7 p.p).

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