Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Archive for the ‘Economia/Economy/finance/business/technology’ Category

Economy – Finance – Business – Technology

I consumatori di fronte alla più grande crisi geopolitica dal secondo dopoguerra

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

Un momento importante di confronto e di analisi, di dibattito e di proposte. Si può riassumere così l’Assemblea Nazionale di Codici, che si è tenuta questo pomeriggio. Al centro della discussione la difficilissima situazione che si è venuta a creare in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina e le conseguenze per i consumatori. Questo il filo conduttore della relazione del Segretario Nazionale, Ivano Giacomelli, con cui si sono aperti i lavori. Un allarme sui possibili sviluppi del complicato e drammatico quadro attuale, con il timore di una crescente crisi economica accompagnata dalla contrazione dei consumi, una riduzione della qualità della vita e dei servizi pubblici, un crescente impoverimento delle famiglie. Gli effetti della crisi e la politica energetica sono stati i temi ripresi dagli interventi successivi dei rappresentanti dell’associazione, che hanno illustrato le analisi e le proposte emerse dai gruppi di lavoro organizzati per tracciare possibili linee di azione volte alla tutela dei consumatori.“Quello che è emerso dal confronto e che ha trovato il consenso unanime – ha dichiarato il Segretario Nazionale Ivano Giacomelli, concludendo i lavori dell’Assemblea Nazionale di Codici – è la necessità di intensificare gli sforzi al fine di fornire un’assistenza ancora più capillare e tempestiva ai consumatori. Già fortemente provati dalla pandemia, ora devono fare i conti con gli effetti devastanti della guerra in Ucraina. La crisi, l’inflazione, i rincari: il quadro che si delinea è a tinte fosche. Bisogna prepararsi ad una nuova stagione di contenzioso per combattere fenomeni truffaldini e speculativi, e per evitare che i costi della crisi geopolitica in atto vengano scaricati sui consumatori. In quest’ottica, assume una rilevanza particolare l’azione nel campo del sovraindebitamento. Sempre più famiglie sono in difficoltà economica, il sovraindebitamento in alcuni casi è una tappa di passaggio verso l’incubo usura ed è per questo fondamentale mettere a punto una strategia in grado di fornire un aiuto tempestivo a chi è in difficoltà. Crisi economica, questioni energetiche e rincari, queste sono le linee che guideranno l’azione dell’associazione nei prossimi mesi. Una sfida non facile, ma che l’associazione è pronta ad affrontare per tutelare i consumatori”.

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Il PE approva la sospensione dei dazi UE su tutte le importazioni ucraine

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

Tale liberalizzazione temporanea del commercio arriva in risposta all’impatto della guerra russa contro l’Ucraina che sta ostacolando la capacità commerciale del paese. La procedura è stata accelerata per consentirne l’adozione odierna in Plenaria. Le misure prevedono la completa rimozione, per un anno, dei dazi all’importazione di prodotti industriali, dei dazi doganali di prodotti ortofrutticoli, nonché dei dazi antidumping e le misure di salvaguardia sulle importazioni di acciaio.Il testo legislativo è stato approvato con 515 voti favorevoli, 32 contrari e 11 astensioni.”Di fronte all’aggressione russa, l’Ucraina sta combattendo non solo per la propria libertà e sicurezza, ma anche per quella di tutta l’Europa. Pertanto, dobbiamo sostenere l’Ucraina a tutti i livelli con ogni strumento a nostra disposizione: non solo con armi e sanzioni, ma anche con il nostro potere commerciale. Dare all’Ucraina il sostegno di cui ha bisogno per difendersi non si esaurisce sul campo di battaglia, ma include la garanzia che l’economia ucraina rimanga solida e competitiva. Oggi dobbiamo dimostrare che il nostro sostegno all’Ucraina è assoluto, incrollabile e irreversibile, attuando queste misure di liberalizzazione commerciale senza precedenti. Slava Ukraini!”, ha dichiarato la relatrice permanente per l’Ucraina Sandra Kalniete (PPE, LV).Le relazioni tra l’UE e l’Ucraina sono regolate da un accordo di associazione. La zona di libero scambio globale e approfondito (Deep and Comprehensive Free Trade Area – DCFTA), parte dell’accordo di associazione, garantisce alle imprese ucraine un accesso preferenziale al mercato UE dal 2016.L’UE è il più importante partner commerciale dell’Ucraina e ha rappresentato più del 40% del suo commercio totale di beni nel 2021. L’Ucraina è la destinazione di circa l’1,2% del commercio complessivo dell’UE.

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Innovaphone “CONNECT 2022”: l’evento ICT dell’estate

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

Stoccarda/Verona. “Innovaphone CONNECT 2022”, la fiera ideata dallo specialista in soluzioni di comunicazione collaborativa innovaphone, riunirà il prossimo 30 giugno espositori, partner e clienti. Location dell’evento sarà la futuristica “Legends Hall” presso il Motorworld di Böblingen, in Germania. Con diverse e accattivanti modalità – stand degli espositori, isole tematiche, presentazioni e un incontro serale Get-Together – saranno messe in evidenza soluzioni intelligenti e orientate al futuro, attorno ai temi chiave “innovaphone myApps” e la “collaborazione del futuro”. “Dopo una lunga pausa dovuta alla pandemia, siamo lieti di dare nuovamente il benvenuto ai nostri partner. Gli ultimi due anni sono stati molto produttivi: la collaborazione virtuale ha promosso e accelerato lo sviluppo di molti progetti. Con innovaphone CONNECT vogliamo offrire un punto d’incontro e un forum di discussione per espositori, clienti e visitatori, nell’ambiente stimolante del Motorworld, a pochi passi dalla nostra sede centrale.” afferma Dagmar Geer, CEO di innovaphone AG. “Siamo particolarmente soddisfatti che molti dei nostri partner internazionali si siano già registrati”, ha aggiunto Konstantin Kruse, Director International Sales di innovaphone AG. Di conseguenza, le presentazioni tecniche saranno offerte in tedesco e in inglese, e occasionalmente anche in altre lingue europee. Con l’innovaphone SDK, lo specialista della comunicazione aziendale mette a disposizione un framework che permette ai partner tecnologici e agli sviluppatori di programmare facilmente le proprie applicazioni per innovaphone myApps e l’innovaphone App Platform e di commercializzarle. La famiglia di App innovaphone è in costante crescita: i nuovi sviluppi innovativi, insieme a molte altre soluzioni speciali specifiche per il settore, saranno uno dei punti dell’agenda dell’evento innovaphone CONNECT 2022. Ulteriori informazioni e il link all’iscrizione sono disponibili sul sito innovaphone: http://www.innovaphone.com/en/innovaphone-Connect-2022.html.

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Agricoltura: Lotta contro le speculazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

È in corso un conflitto invisibile che l’Europa sta perdendo: quello contro le speculazioni sulle materie prime e su diversi prodotti essenziali – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Come ha ricordato in questi giorni il ministro Patuanelli, in alcuni casi il fenomeno speculativo è facilmente riconoscibile. Per l’aumento del prezzo del grano, per esempio, è difficile invocare la guerra come causa scatenante, considerato che la produzione ora in vendita sui mercati è stata raccolta l’anno scorso.Dietro il caro prezzi, in molti comparti si cela un forte interesse a massimizzare i guadagni approfittando della crisi in Ucraina – continua Tiso. Su questo versante l’Europa si trova ad affrontare l’ennesimo test. Dalla risposta che saprà fornire Bruxelles dipende una buona fetta della credibilità e della fiducia che cittadini e consumatori ripongono nell’Unione. Di sicuro occorre fare molto di più per mettere freno alle speculazioni incontrollate. Ma c’è bisogno anche di una vera e propria operazione trasparenza, che permetta di comprendere quanto accade sui principali mercati.Sempre a livello europeo stanno sorgendo timori per il destino dei fondi per l’agricoltura, che potrebbero in parte essere dirottati per promuovere una maggiore autosufficienza energetica. Ci auguriamo che queste indiscrezioni non siano confermate. Sottrarre risorse a un obiettivo strategico come la produzione alimentare non sarebbe certo una scelta saggia. Il dossier energia è un obiettivo altrettanto essenziale e proprio per questo deve essere perseguito con risorse aggiuntive.

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Il mercato del libro e le difficoltà del contesto economico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Maggio 2022

Nei primi quattro mesi del 2022 sono stati venduti 32 milioni di libri nei canali trade (librerie fisiche e online e grande distribuzione) per 469 milioni di euro di valore a prezzo di copertina, in flessione rispettivamente del 2,5% e del 3,7% rispetto i primi quattro mesi dell’anno precedente. Ma rispetto al 2019 pre-pandemia sono state vendute 5 milioni di copie in più (più 17%) corrispondenti a 65 milioni di euro di valore a prezzo di copertina (più 16%).Pesano sui risultati del 2022 l’aumento del prezzo della carta – oltre il 50% rispetto al gennaio 2021 – l’inflazione al 6,2% (dato di aprile) e il calo dell’indice di fiducia delle famiglie, passato dal 117,7 di dicembre 2021 a 100 di aprile 2022.Crescono le librerie fisiche, frena l’online. Nelle librerie fisiche sono stati venduti libri per un valore a prezzo di copertina di 245,8 milioni, nelle librerie online 201,7 milioni di euro, nella grande distribuzione 21,6 milioni. Si interrompe così la crescita dell’online che proseguiva ininterrotta dal 2019, mentre le librerie fisiche continuano a recuperare terreno dopo il crollo nel 2020 a causa delle chiusure dovuta alla pandemia. A livello di quote, le librerie superano la metà delle vendite con il 52,4%, l’online si ridimensiona al 43%, la grande distribuzione cala ancora fino al 4,6%.I generi, la crescita della narrativa straniera e il boom del fumetto. Nel 2022 gli unici generi in crescita sono la narrativa straniera e i fumetti le cui vendite nelle librerie, dal 2019 a oggi, sono triplicate. L’esplosione della vendita di fumetti ha un peso rilevante nell’andamento del mercato: senza di questi la flessione del mercato rispetto al 2021 sarebbe del 5,3% e non del 3,7%. Rispetto al 2019 pre-pandemia, senza i fumetti la crescita complessiva del mercato sarebbe stata del 10,8% e non del 16%.Effetto social e classifiche. Secondo una rilevazione dell’Osservatorio AIE a cura di Pepe Research, gli acquirenti che nelle loro scelte dichiarano di essere stati influenzati “molto” o “abbastanza” da quanto letto, visto o ascoltato sui social network sono il 59% nel 2021, erano il 50% nel 2019. La crescita di questa influenza si rispecchia nella top 10 dei primi quattro mesi (vedi allegato). Ma la lista dei primi dieci libri più letti dà solo un’idea parziale di come si muove il mercato.Le nuove classifiche del Giornale della libreria. Per questo il Giornale della libreria, in collaborazione con Nielsen BookScan e l’ufficio studi di AIE, fornisce ogni mese un nuovo servizio raggiungibile all’indirizzo https://www.giornaledellalibreria.it//classifiche: la classifica generale dei 100 libri più venduti nel mese e le sei classifiche dei 100 libri più venduti divisi per generi. Narrativa italiana, narrativa straniera, bambini e ragazzi, saggistica, manualistica e fumetti. Per manualistica e fumetti in particolare è una “prima volta” che permette di puntare un faro su due generi fondamentali per studiare l’andamento del mercato nel suo complesso.

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L’arte antica è di scena a Roma da Babuino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Maggio 2022

Roma Sono in arrivo tre giorni di aste per oltre 500 lotti tra dipinti e arredi antichi e del XIX secolo, importanti argenti e fine art. Le vendite sono in calendario da oggi fino al 27 maggio. Orario continuato: 10.00/20.00. In questo momento storico, in cui è in corso l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ormai da quasi tre mesi, anche l’arte cerca di parlare a favore della pace. Lo hanno fatto gli artisti, le grande istituzioni e le case d’asta che hanno proposto vendite ad hoc per raccogliere fondi per l’emergenza umanitaria. Ma lo fanno inconsapevolmente anche le stesse opere d’arte. Che a 500 o 100 anni di distanza dalla loro realizzazione, continuano in maniera universale e atemporale a portare il loro messaggio di pace.Il primo dipinto è “La pace e la fertilitá legano le frecce di guerra” di Abraham Janssens (Anversa 1573/1574 – Amsterdam 1632), grande maestro olandese del Seicento. Nella pausa della guerra che si concluse nel 1614 l’artista rappresentò questa allegoria in cui le donne legano le frecce della guerra, che è rappresentata alle loro spalle come una anziana con i capelli di serpi (lotto 39, stima € 30.000-40.000). Probabilmente il prototipo di questa allegoria si riconosce in una versione museale dall’impaginazione orizzontale di ubicazione ignota. Sono state realizzate diverse repliche di formato verticale come quella del Museo Reale di Belle Arti di Anversa, quella nel Museo di Valenciennes e la versione in catalogo da Babuino. La rappresentazione estatica della pace e della sua bellezza è rappresentata anche dal grande dipinto di Erulo Eroli (Roma 1854 – 1916) “Allegoria della pace”, sempre inserito nella tornata di vendita del 25 maggio (lotto 108, stima € 7.000-9.000). Un’altra epoca e un altro stile caratterizzano questa tela, ma il messaggio è sempre lo stesso. Il dipinto, dal linguaggio stilistico e compositivo che risente del clima Liberty dell’epoca, potrebbe essere riferibile al ciclo di venticinque arazzi destinati all’addobbo esterno dei palazzi Capitolini e commissionato ad Eroli dal Comune di Roma nel 1902. Gli arazzi sono attualmente conservati presso il Museo di Roma in Palazzo Braschi.In questa tornata di vendita non mancheranno molti altri grandi capolavori antichi. Tra questi un commovente “San Pietro piangente” realizzato da Girolamo Troppa (lotto 23, stima € 3.500-4.500). Il dipinto era stato precedentemente attribuito a Cesare Fracanzano, ma gli esperti di Babuino lo hanno invece presentato sotto una nuova veste attributiva a favore di Troppa, importante protagonista della scena romana tra il Seicento e la prima metà del Settecento. Scrivono in catalogo: “Troppa fu pittore che seppe coniugare aspetti dello stile di Pier Francesco Mola con quelli di Carlo Maratti attraversando il pathos di Giacinto Brandi e Giovanni Battista Beinaschi. L’opera in questione rivela nella rappresentazione dell’intenso trasporto del dolore una viva relazione con il linguaggio di Giacinto Brandi. Il dipinto richiama la serie di personaggi a mezzo busto assegnati al Troppa, tra i quali il ‘San Pietro piangente’, il ‘Ritratto di Virgilio’ ed il ‘Ritratto di Omero’, tutti custoditi a Copenaghen allo Statens Museum for Kunst”. Si segnalano altre tre allegorie, quella della primavera dipinta dal fiorentino Matteo Rosselli (1578 – 1650) che stima 10.000-15.000 euro. Quella dell’autunno di Giacinto Brandi che stima 7.000-10.000 euro e la coppia (venduta insieme) della castità e della speranza di Francesco Solimena. Questi due dipinti probabilmente sono modelli a riferimento delle versioni definitive realizzate dall’artista per i peducci della cupola della chiesa di Santa Maria di Donnalbina a Napoli. La quotazione è di 5.000- 7.000 euro. La tornata del 26 maggio riassume un vasto panorama di mobili di oggetti d’arte di ottimo livello e qualità, mobili del XVII secolo di manifattura italiana, ribalte commodes e piccola mobilia del XVIII secolo completa il panorama di mobili antichi. Mettiamo in evidenza un gruppo in bronzo a patina brunita di Ernest Rancoulet (Sorèze 1842 – Bordeaux 1905) “Ercole, Atena e Cerbero”” (lotto 206, stima € 1.500-2.000), un’importante e rara spinetta di Muzio Clementi dell’inizio XIX secolo (lotto 241, stima € 1.200-1.800), un raro tavolo in noce di provenienza emiliana degli inizi XVIII secolo (lotto 169, stima € 800-1.200), un trittico in bronzo dorato dell’Italia settentrionale del XVIII secolo (lotto 193, stima € 1.000-1.500) e una splendida coppia di candelabri di provenienza francese del 1900 ca. (lotto 223, stima € 800-1.200). Molto interessante il corpus degli oggetti antichi e dell’800, fra cui porcellane, maioliche, orologi da tavolo candelabri e oggetti di virtù. La tornata del 27 maggio è molto importante per quanto riguarda i preziosi e gli oggetti da investimento. Sarà esitato un corpus notevole di argenti che comprende anche oggetti del XVIII secolo sia italiani che europei. La tornata si arricchisce con una piccola raccolta di magnifica gioielleria accompagnata da una collezione indivisa di orologi da polso fra cui si segnalano brand come Patek Philippe e Rolex. Spiccano una teiera con salver in argento, punzone, Londra Giorgio III 1795 (lotto 323, stima € 400-500), una caffettiera in argento, punzone, Francia 1820 ca. (lotto 337, stima € 500-700), una coppia di candelieri in argento, punzone Roma Stato Vaticano XVIII secolo (lotto 325, stima € 500-700). Tra gli orologi un pezzo da taschino Borel Fils & Cie con cassa in oro giallo 14 kt. (lotto 357 stima € 600-800), un orologio Patek Philippe Calatrava cassa in oro 18 Kt, (lotto 388 stima € 4000-6000) e tra i gioielli un elegante bracciale con rubini e brillanti (lotto 466, stima € 1500-2000).

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La bufala del pagamento in rubli e sostegno alla Russia con i proventi delle forniture di gas all’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Maggio 2022

Avete visto come il presidente russo, Vladimir Putin, ha messo nel sacco l’Italia, imponendo il pagamento delle forniture di gas in rubli e aggirando le sanzioni per cui con la vendita del gas si sostiene la Russia? E’ la notizia è apparsa sui media nei giorni scorsi. E’ così? No. L’Eni paga il gas russo in euro o dollari, come da contratto e, una volta arrivato a buon fine il pagamento, quei soldi vengono posti sotto sequestro a causa delle sanzioni imposte alla Russia. Tra l’altro, Gazprombank, la banca ricevente, non li può riversare alla Banca centrale russa che è sanzionata, né può usarli per pagamenti per conto di altre società sanzionate, né per pagare le importazioni di armi che è soggetta a embargo. L’ENI ha aperto anche un conto in rubli in via precauzionale e temporanea, in attesa di ulteriori chiarimenti, ma non c’è nessun pagamento in rubli che potrebbero essere rimessi in circolazione nel mercato interno russo. Riepilogando, l’ENI paga il gas russo in euro o in dollari che sono congelati dalle sanzioni, quindi non utilizzabili. Eppure, abbiamo sentito raccontare la fiaba del gas pagato dall’Italia che serve a riarmare la Russia.I media dovrebbero informare. Dovrebbero. Primo Mastrantoni, Aduc http://www.aduc.it

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“Embargo UE e riaperture in Cina manterranno alti i prezzi del petrolio”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Maggio 2022

“A causa delle restrizioni in Cina e dei dati economici deboli, che hanno scatenato i timori di una recessione globale, i prezzi del Brent sono scesi a 112 dollari al barile dai 130 dollari registrati nel marzo 2022 (il livello più alto degli ultimi 13 anni); nonostante ciò, prevediamo che i prezzi del petrolio rimarranno in un trend rialzista, con l’UE che potrebbe raggiungere un accordo su un embargo graduale del petrolio russo e la produzione dell’OPEC che in questo momento sta crescendo lentamente. Inoltre, dopo settimane di preoccupazione per il rallentamento della domanda cinese a causa delle restrizioni, la Cina dovrebbe essere sul punto di porre fine ai lockdown. Questo porterà a un aumento della domanda proveniente dalla Cina, restringendo ulteriormente la disponibilità di forniture globali.Nel frattempo, Saudi Aramco ha comunicato un utile netto in aumento di oltre l’80% nel primo trimestre del 2022, una crescita record che ha beneficiato dell’impennata dei prezzi dell’energia. Saudi Aramco ha ora superato Apple come azienda di maggior valore al mondo, con un valore di mercato salito a 2,4 trilioni di dollari. Aramco ha in programma di spendere miliardi di dollari per aumentare la sua capacità di produzione di petrolio da 12 milioni di barili al giorno a 13 milioni entro il 2027. Anche grandi colossi del petrolio come Shell ed Exxon Mobil stanno generando un maggiore flusso di cassa grazie all’aumento dei prezzi dell’energia. Queste società stanno pianificando di utilizzare la liquidità per ridurre il debito e aumentare i buyback di azioni, invece che per spese di esplorazione e altri investimenti. L’aumento dei prezzi del petrolio e la ripresa della domanda sosterranno probabilmente gli utili e i flussi di cassa delle compagnie petrolifere, portando dunque a un aumento dei riacquisti di azioni e dei dividendi da qui a fine anno.L’OPEC ha deciso di aumentare gli obiettivi di produzione di 432.000 barili al giorno per il mese di giugno, attenendosi alla strategia esistente di ridurre gradualmente i tagli all’offerta. Per l’imminente riunione del 2 giugno, è improbabile che l’OPEC+ immetta ulteriore petrolio sul mercato, poiché l’OPEC beneficia degli attuali prezzi elevati del petrolio e molte nazioni non riescono a rispettare la quota di produzione. Un rapporto della stessa OPEC ha rivelato che la produzione è aumentata di 153.000 barili al giorno in aprile, raggiungendo i 28,65 milioni di barili, in ritardo rispetto all’aumento di 254.000 che il gruppo aveva concordato durante la riunione precedente.”

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Vendite. Obbligo di esporre il prezzo al pubblico… e rispettarlo

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

Nei giorni scorsi è balzata agli onori della cronaca la polemica sul ristoratore multato per non aver esposto al pubblico il prezzo del caffè. Sebbene possa sembrare un caso isolato, nella realtà accade spesso che un consumatore non conosca il prezzo di un prodotto. Accade, soprattutto nei supermercati, che il prezzo applicato non corrisponda a quello esposto. Chi ha ragione? Quali sono i diritti dei consumatori? Esiste un obbligo per TUTTI gli esercenti di esporre i prezzi? E’ il cliente ad avere ragione quando i prezzi non sono esposti perché esiste, a carico dell’esercente, uno specifico obbligo. Inoltre, in caso di differenza tra il prezzo esposto e quello applicato, il consumatore ha il diritto di vedersi applicato il prezzo esposto anche se più basso. Col D. Lgs 114/98 è stato disposto l’obbligo per i commercianti di esporre i prezzi dei prodotti in vendita. E’ stato, altresì, indicato che i prezzi devono essere indicati in modo chiaro, univoco e ben leggibile. I prezzi, inoltre, vanno esposti all’ingresso dei locali, nelle vetrine esterne e nelle vicinanze del prodotto. Il prezzo indicato deve essere quello finale. Successivamente il Codice del consumo ha previsto che i prodotti offerti devono indicare il prezzo di vendita e quello per unità di misura. Cosa succede se esiste una differenza tra prezzo esposto e prezzo applicato? L’articolo 14 del D. Lgs. n. 114/1998 e dell’articolo 1336 c.c. non lasciano dubbi. Il consumatore deve pagare il prezzo esposto sullo scaffale o indicato sul cartellino. Esistono delle eccezioni a questa regola? Si, ne esistono due, disciplinate dall’art. 1431 cc. La prima quando il prezzo di un prodotto è esageratamente basso rispetto al valore del bene. La seconda si riferisce all’e-commerce. In questo caso la compravendita assume una caratteristica diversa. On Line è il venditore ad accettare la richiesta di acquisto e solo così si verifica la vendita. Cosa succede se il consumatore paga di più del dovuto? Ha diritto al rimborso della differenza di prezzo in contanti. Attenzione! Il rimborso non può avvenire con “buoni spesa” da utilizzare per l’acquisto di altri prodotti. Se il commerciante si rifiuta di far pagare il prezzo esposto bisogna: 1. Rivolgersi all’Autorità Giudiziaria 2. Segnalare il tutto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM): https://www.agcm.it/servizi/segnala-on-line Sara Astorino, legale, consulente Aduc http://www.aduc.it

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Piccola anatomia della discesa dei mercati finanziari

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

I momenti di discesa dei prezzi, nei mercati finanziari, sono quelli nei quali si costruisce il rendimento. Se non ci fossero queste fasi, di fatto, sarebbe impossibile avere un rendimento dai nostri risparmi. Paradossalmente per la maggior parte degli investitori sono i momenti più problematici, nei quali molti distruggono i propri risparmi con scelte avventate, come quella di vendere proprio nei momenti nei quali i mercati finanziari offrono le migliori opportunità di rendimento futuro. Per imparare a leggere le dinamiche della discesa dei prezzi è fondamentale non farsi distrarre dalle specifiche motivazioni razionali che spingono – apparentemente – gli operatori a vendere. In questa specifica fase i due temi centrali sono la dinamica dell’inflazione collegata alle politiche delle banche centrali e le tensioni geopolitiche collegate al tema dell’energia. I due temi si fondono insieme e generano il timore di una recessione economica. Per questioni di brevità, limitiamoci a parlare dei mercati azionari nel suo insieme, cioè gli indici azionari più diversificati (come lo S&P500 o l’MSCI World). Indici più specifici, come ad esempio il Nasdaq, hanno dinamiche simili, ma con valori amplificati. Per discesa, intendiamo convenzionalmente quella rispetto ai livelli massimi raggiunti nell’ultimo anno. Quando sono nell’ordine del 5%, se avvengono nell’arco di 7-10 giorni, non si devono neppure considerare vere e proprie discese. Sono normali fluttuazioni dei mercati. Ci sono poi le correzioni nell’ordine del 10/15%. Anche queste sono normali e rappresentano occasioni di acquisto all’interno di un ciclo positivo dell’azionario. Occasioni di acquisto non significa che bisogna investire tutto quello potenzialmente destinato all’azionario. Significa che può essere una buona regola iniziare a comprare qualcosa quando c’è una discesa nell’intorno del 15%, sapendo che poi potrebbero esserci ulteriori discese nelle quali saremo pronti a comprare ancora. Ma sapendo anche che questa discesa del 15% potrebbe essere un punto di minimo relativo all’interno di un trend positivo che potrebbe durare ancora anni. Dopo arrivano le vere e proprie discese dei mercati nell’ordine del 20/25%. Qui la cosa inizia a farsi seria. Gli aspetti psicologici diventano predominanti. Il sentimento dominante è la paura. Queste discese sono le più difficili da leggere perché possono essere sia eccellenti occasioni di acquisto che fanno ripartire un nuovo trend, sia una fase di passaggio che porti ai livelli di discese successive. Affinché una discesa del genere si realizzi in genere servono due o tre trimestri. Se capitano discese del genere in poco tempo è probabile che vi sia una ripresa velocissima, oppure significa che è solo un punto di passaggio verso la fase successiva. Il penultimo livello chiave è una discesa superiore ad un terzo rispetto al suo valore massimo. Un percentuale simbolica è il 35%. E’ una forte discesa dei mercati. Questa discese si realizza quasi sempre all’interno di una recessione economica. L’ultimo livello di discesa è quello tra il 40 ed il 50% dell’indice. Si può considerare un tracollo. Avere un’idea delle dimensioni e della durata delle fasi di discesa dei mercati aiuta a non spaventarsi ed a saperle sfruttare. Le discese durano relativamente poco rispetto alle fasi di risalita dei prezzi. Non è importante perché il mercato stia scendendo.Gli investitori non dovrebbero cadere nella trappola di perdere tempo a capire se la discesa sia dovuta all’inflazione, alla guerra, a questo o a quello. In primo luogo non ci facciamo prendere dal panico. Se il portafoglio ha un rendimento negativo per un anno o due, se l’investitore ha fatto bene i conti con il proprio budget ed i propri obiettivi di vita collegati ad esigenze finanziarie, non dovrebbe mai essere un problema. Questi anni di rendimenti negativi sono un po’ come l’inverno per l’agricoltura, servono per consentire ai mercati di continuare a fornire rendimento in futuro. Queste sono le fasi nelle quali si distinguono gli investitori adulti da quelli ancora immaturi. (abstract) Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio http://www.aduc.it

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Calo del 30 per cento dei raccolti di foraggi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

Calo dei raccolti dei foraggi per il 30 per cento. Un’altra grave problematica investe le aziende zootecniche della Regione Lazio già alle prese con l’emergenza peste suina africana che sta mettendo a dura prova gli allevamenti dell’Agro Romano e con il caro materie prime. Ora tutto il settore zootecnico deve confrontarsi con la riduzione dei raccolti dovuta alla siccità in atto. La Cia Roma lancia un appello urgente e chiede che venga convocato un tavolo di crisi che coinvolga Regione Lazio, Consorzi di Bonifica e le organizzazioni agricole. “E’ evidente – sottolinea Italo Pulcini, vicepresidente Cia Roma – che è mancata una programmazione da parte delle istituzioni. L’acqua già pagata a caro prezzo ora scarseggia e già i magri redditi delle aziende zootecniche rischiano una ulteriore riduzione di reddito significativa. A rischio un settore primario e il paesaggio agrario regionale. Chiediamo che non si perda ulteriore tempo e che attorno a un tavolo istituzioni ed aziende si possano discutere di soluzioni a breve e lungo termine. E’ necessario – spiega ancora il vicepresidente Pulcini – ripensare l’intero comparto agricolo e zootecnico alla luce dei mutamenti del clima”.

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Gas russo e rubli

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

Non è facile rinunciare al gas russo, ma dovremmo farlo per farci bene ed impedire che il “male di Putin” faccia più danni di quanti già non ne stia facendo ora. Questo è il proposito di cui abbiamo letto e sentito dalle istituzioni nazionali ed europee. Ma sembra che non sia ancora chiaro. Oggi è l’Eni che ha aperto un conto in rubli presso Gazprom Bank. Pur con tutte le precauzioni e i distinguo, al fine di non trovarsi pronta nel momento della bisogna, il conto è stato aperto. “Aprire un conto in rubli è una violazione delle sanzioni”, ci ha detto una fonte della Commissione. Ma “tocca agli stati membri far rispettare le sanzioni. Se non lo faranno, la Commissione aprirà una procedura di infrazione”, ha spiegato la fonte. Anche dentro la Commissione c’è la consapevolezza che alcuni stati membri useranno questa ambiguità per adeguarsi al decreto di Putin e non correre il rischio di vedersi tagliare il gas. Situazione difficile e tragica, sulla quale ci aspettiamo pesanti interventi del nostro governo. E questo mentre ai consumatori finali viene ripetuto un giorno sì e l’altro pure che occorre fare risparmi energetici e che i prossimi mesi saranno terribili. Certo, l’Eni lo farebbe per il “nostro bene” facendo il “proprio bene” come business… Ma chi gioca per chi? : Il gruppo spiega che la decisione e’ stata presa “secondo una pretesa unilaterale di modifica dei contratti in essere, in coerenza con la nuova procedura per il pagamento del gas disposta dalla Federazione Russa”. Eni, tuttavia, “ha gia’ da tempo rigettato tali modifiche”. Pertanto l’apertura dei conti avviene – precisa la societa’ – su base temporanea e senza pregiudizio alcuno dei diritti contrattuali della societa’, che prevedono il soddisfacimento dell’obbligo di pagare a fronte del versamento in euro. Tale espressa riserva accompagnera’ anche l’esecuzione dei relativi pagamenti”. François-Marie Arouet – Aduc http://www.aduc.it

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Le aziende e il riscatto ai criminali informatici

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

LAS VEGAS, NV: VeeamON. Le aziende stanno perdendo la battaglia contro il ransomware, secondo il Veeam® 2022 Ransomware Trends Report, il 72% delle aziende ha subito attacchi parziali o completi ai propri archivi di backup, con un impatto drammatico sulla capacità di recuperare i dati senza pagare il riscatto. Veeam Software, leader nelle soluzioni di backup, ripristino e data management per la Modern Data Protection, ha rilevato che l’80% degli attacchi andati a buon fine ha preso di mira vulnerabilità note, sottolineando l’importanza di applicare patch e aggiornare il software. Quasi tutti gli aggressori hanno tentato di distruggere i repository di backup per disabilitare la capacità di recupero dei dati senza pagare il riscatto. Il Veeam 2022 Ransomware Trends Report rivela i risultati di un sondaggio condotto da una società di ricerca indipendente che ha coinvolto 1.000 leader IT le cui aziende sono state attaccate con successo da ransomware almeno una volta negli ultimi 12 mesi, rendendolo uno dei report più importanti del suo genere. Il report, primo nel suo genere, esamina i principali insegnamenti tratti da questa tipologia di attacchi, il loro impatto sugli ambienti IT e le misure adottate per implementare strategie per la Modern Data Protection che siano in grado di garantire la continuità aziendale. La ricerca ha intervistato specificamente quattro figure IT (CISO, professionisti della sicurezza, amministratori di backup e operazioni IT). Tra le aziende intervistate, la maggior parte (76%) ha pagato il riscatto per porre fine a un attacco e recuperare i dati. Sfortunatamente, mentre il 52% ha pagato ed è riuscito a recuperare i dati, il 24% non è stato in grado di recuperare alcun dato nonostante il pagamento. Inoltre, il report rivela che il 19% delle aziende non ha pagato alcun riscatto perché è riuscito a recuperare i propri dati. È a questo che deve aspirare il restante 81% delle vittime informatiche: recuperare i dati senza pagare il riscatto. La superficie di attacco per i criminali è molto ampia. Il più delle volte i cybercriminali hanno avuto accesso agli ambienti di produzione attraverso utenti che hanno cliccato su link dannosi, visitato siti web non sicuri o risposto a messaggi di phishing, sottolineando quindi come sia possibile evitare molti incidenti. Una volta ottenuto l’accesso all’ambiente IT, non si rilevano grandi differenze nei tassi di infezione tra i server dei data center, le piattaforme degli uffici remoti e i server ospitati nel cloud. Nella maggior parte dei casi, gli intrusi hanno sfruttato vulnerabilità note, tra cui quelle dei sistemi operativi e degli hypervisor più comuni, delle piattaforme NAS e dei database server, senza lasciare nulla di intentato e sfruttando qualsiasi software senza patch o, più semplicemente, obsoleto. Infine, i tassi di infezione significativamente più alti sono stati riportati dai professionisti della sicurezza e dagli amministratori di backup, rispetto alle operazioni IT o ai CISO, evidenziando come coloro che sono più vicini ad un problema, riescono a vederlo con più chiarezza. Gli intervistati hanno confermato che il 94% degli aggressori ha tentato di distruggere i repository di backup e, nel 72% dei casi, questa strategia ha avuto un successo almeno parziale. La rimozione del backup di un’azienda è una strategia di attacco molto diffusa poiché aumenta la probabilità che le vittime non abbiano altra scelta che pagare il riscatto. L’unico modo per proteggersi da questo scenario è disporre di almeno un livello immutabile o air-gapped all’interno del framework per la protezione dei dati: una strategia utilizzata dal 95% degli intervistati. Molte aziende hanno infatti dichiarato di avere un certo livello di immutabilità o di supporti air-gap in più di un livello della loro strategia su disco, cloud e nastro.

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Il futuro dell’energia

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

Il quadro geopolitico odierno e i suoi effetti sulla transizione energetica, lo sviluppo delle rinnovabili, gli investimenti e le nuove tecnologie del settore, come gli accumuli e l’idrogeno, sono alcuni degli elementi chiave nel futuro del mercato elettrico. Sono questi i temi al centro della presentazione dell’IREX Annual Report 2022 di Althesys: “Il settore elettrico e le rinnovabili, tra crisi energetica e scenari di decarbonizzazione”, sui quali si confronteranno alcuni dei principali operatori e stakeholder del settore. Key note speakers saranno Paolo Frankl, Head of the Renewable Energy Division dell’International Energy Agency e Massimiliano Atelli, Presidente della Commissione VIA PNRR-PNIEC.Alcuni punti chiave, in anteprima •Il 2021 è stato un anno di ripresa per il settore delle energie rinnovabili: in Italia valgono 10,6 GW e 8,2 miliardi di euro; solo il 30% dei progetti è però già autorizzato. Il fotovoltaico resta primo tra le tecnologie. •L’impennata dei prezzi elettrici ha reso sempre più competitivi eolico e fotovoltaico, malgrado gli aumenti dei costi delle materie prime. Nel 2021 il valore medio del LCOE per l’eolico onshore in Europa cresce (+13,4%) per la prima volta rispetto all’anno precedente. In aumento anche i ricavi (+23% sul 2020), il che rende più profittevoli gli investimenti. •Eolico offshore e agrivoltaico si stanno sviluppando anche in Italia, favorendo la crescita delle installazioni più sostenibili e convenienti. •Lo sviluppo delle rinnovabili richiederà crescenti investimenti nelle infrastrutture di rete e negli accumuli per mantenere l’adeguatezza e sicurezza del sistema elettrico italiano. •In tutta Europa crescono le iniziative e gli investimenti nell’idrogeno verde, che tuttavia costituisce ancora una scommessa sul futuro la cui sostenibilità economica non pare ancora scontata nonostante il mutato scenario energetico.

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La manifattura italiana torna a incontrarsi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

BolognaFiere dal 9 all’11 giugno con 13 padiglioni, 16 iniziative speciali in programma e non mancheranno numerosi appuntamenti con buyer esteri. L’industria manifatturiera italiana, d’altronde, è giunta a un momento di svolta. E infatti, nonostante le difficoltà del momento dovute a scarsità di materie prime e rincari in bolletta, gli ultimi dati Istat registrano un lieve aumento della fiducia delle imprese manifatturiere (+0,2%) e del fatturato dell’industria del +20,9% su base annua. È con lo sguardo rivolto al futuro e all’evoluzione del settore manifatturiero che Senaf ha organizzato il nuovo appuntamento fieristico nei 92mila mq di superficie espositiva suddivisi in 13 padiglioni per altrettanti saloni tematici, e 16 iniziative speciali. Con un programma sviluppato sui tre filoni tematici ispirati dai pilastri per la crescita in chiave 4.0, formazione, digitalizzazione e sostenibilità, il percorso all’interno dei saloni sarà per i visitatori importante occasione per conoscere le principali innovazioni tecnologiche nell’ambito dei processi industriali, sia nelle aree espositive che in quelle dimostrative.Quest’anno nel contesto di MECSPE, Unioncamere Emilia-Romagna promuove incontri individuali tra aziende emiliano-romagnole e gli operatori della manifattura provenienti da Paesi importanti per l’export italiano, come Algeria, Marocco, Tunisia, Egitto e Turchia. Non solo esposizione quindi, ma anche tanti momenti di incontro e approfondimento per tutta la filiera della manifattura, soprattutto grazie alle iniziative speciali e ai convegni tenuti da relatori di alto profilo, che sapranno guidare il pubblico nella scoperta di soluzioni innovative per la crescita delle imprese.

BolognaFiere dal 9 all’11 giugno con 13 padiglioni, 16 iniziative speciali in programma e non mancheranno numerosi appuntamenti con buyer esteri. L’industria manifatturiera italiana, d’altronde, è giunta a un momento di svolta. E infatti, nonostante le difficoltà del momento dovute a scarsità di materie prime e rincari in bolletta, gli ultimi dati Istat registrano un lieve aumento della fiducia delle imprese manifatturiere (+0,2%) e del fatturato dell’industria del +20,9% su base annua. È con lo sguardo rivolto al futuro e all’evoluzione del settore manifatturiero che Senaf ha organizzato il nuovo appuntamento fieristico nei 92mila mq di superficie espositiva suddivisi in 13 padiglioni per altrettanti saloni tematici, e 16 iniziative speciali. Con un programma sviluppato sui tre filoni tematici ispirati dai pilastri per la crescita in chiave 4.0, formazione, digitalizzazione e sostenibilità, il percorso all’interno dei saloni sarà per i visitatori importante occasione per conoscere le principali innovazioni tecnologiche nell’ambito dei processi industriali, sia nelle aree espositive che in quelle dimostrative.Quest’anno nel contesto di MECSPE, Unioncamere Emilia-Romagna promuove incontri individuali tra aziende emiliano-romagnole e gli operatori della manifattura provenienti da Paesi importanti per l’export italiano, come Algeria, Marocco, Tunisia, Egitto e Turchia. Non solo esposizione quindi, ma anche tanti momenti di incontro e approfondimento per tutta la filiera della manifattura, soprattutto grazie alle iniziative speciali e ai convegni tenuti da relatori di alto profilo, che sapranno guidare il pubblico nella scoperta di soluzioni innovative per la crescita delle imprese.

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Cyber: Siamo in guerra digitale

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

Gli attacchi cibernetici verso i siti istituzionali italiani vanno considerati, come proposto anche dal presidente del Copasir Adolfo Urso, come veri e propri attacchi terroristici. I livelli di resilienza cibernetica della Nazione vanno aumentati e garantiti amplificando le risorse finanziarie e di personale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, migliorando la qualità della normativa nazionale in materia con un Testo unico e strutturando, all’interno dell’Agenzia, un dialogo fra pubblico e privato nell’ottica dell’interesse nazionale. Presenteremo atti in questo senso.” Così il responsabile nazionale Innovazione di Fratelli d’Italia, deputato Federico Mollicone.

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Monitor dei Mercati Emergenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

A cura di Sabrina Khanniche, Senior Economist di Pictet Asset Management. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha messo in subbuglio i mercati azionari e obbligazionari di tutto il mondo. Tuttavia, gli effetti più duraturi si vedranno sui mercati emergenti. Per gli investitori, ciò comporta sia nuovi rischi che nuove opportunità. L’impatto più rilevante del più grande conflitto militare in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale in poi è stato sui mercati delle materie prime. La guerra ha compromesso l’approvvigionamento di petrolio, gas e altre materie prime, facendo aumentare le già elevate pressioni inflazionistiche in tutto il mondo. Tuttavia, gli effetti a lungo termine saranno probabilmente molto più lievi. Una lezione per gli investitori è che questa guerra serve a ricordarci i rischi geopolitici idiosincratici tipici delle economie dei mercati emergenti. L’attacco russo ha colto di sorpresa molti osservatori, mentre il sostegno cinese al presidente Vladimir Putin ha fatto crescere le tensioni nel rapporto tra Pechino e l’Occidente. Allo stesso tempo, tuttavia, le difficoltà russe potrebbero attenuare il rischio di un conflitto per Taiwan. Nel lungo termine, la risposta concertata e unificata del mondo sviluppato all’aggressione della Russia lascia sperare che il comportamento dei governi possa essere vigilato in modo più efficace in futuro. L’effetto del conflitto sui prezzi dell’energia è stato immediato ed evidente. Le sanzioni senza precedenti imposte dall’occidente a Mosca e i timori di una riduzione dell’offerta hanno fatto schizzare i prezzi del gas e del petrolio. La Russia rappresenta solo il 2,5% del PIL globale, ma produce il 13% del petrolio, il 17% del gas e il 46% del palladio (si veda la Fig. 3). Prevediamo un calo dello 0,4% del PIL globale nel 2022 se i prezzi del petrolio resteranno superiori del 50% ai livelli pre-invasione, con conseguenze sia dirette che indirette Per la Russia, prevediamo che la guerra e le sanzioni ridurranno la produzione interna del 6% e spingeranno l’inflazione al 12%. Sussiste, inoltre, il rischio di una corsa agli sportelli bancari e di un collasso del sistema finanziario nazionale. Allo stesso tempo, la Russia deve fronteggiare un’insolvenza verso l’estero e una crisi della bilancia dei pagamenti. Ciò comporta molteplici implicazioni per gli investitori in azioni e obbligazioni dei mercati emergenti. I produttori di materie prime molto richieste iniziano ad apparire più interessanti; molto meno, invece, quelli dipendenti dall’importazione di materie prime. In quest’ultimo caso, l’aumento dell’inflazione è accompagnato da un rischio politico crescente. In definitiva, dopo essersi concentrati negli ultimi anni sulla crescita e sugli aspetti tecnologici delle economie emergenti, gli investitori si trovano ora a riscoprire gli elementi più basilari dell’economia globale, ovvero le materie prime. Le sanzioni finanziarie inflitte alla Russia sono efficaci per via del dominio globale del dollaro statunitense. Ma la natura inedita di queste sanzioni (esclusione degli istituti finanziari russi dal sistema di pagamento Swift, congelamento delle riserve della banca centrale russa, blocco delle operazioni estere delle banche commerciali russe, ovvero del 70% del settore bancario) fa venire i brividi agli altri governi dei mercati emergenti. La Russia aveva accumulato 500 miliardi di dollari in riserve proprio per evitare questo tipo di vulnerabilità finanziaria, ma non ha potuto comprarsi l’immunità. L’esito finale dell’invasione russa in Ucraina potrebbe ancora rappresentare un punto di svolta nell’equilibrio di potere tra Stati Uniti e Cina. Nell’attuale contesto di sanzioni, uno dei modi rimasti alla Russia per interagire con il mondo è farlo attraverso il renminbi cinese. Ciò potrebbe incoraggiare altri governi a guardare alla Cina come alternativa all’egemonia finanziaria statunitense. A loro volta, le obbligazioni in renminbi sembrano interessanti, soprattutto perché l’economia cinese pare decorrelata dalle economie sviluppate, per quanto non ancora in un regime di capitale completamente liberalizzato. Tuttavia, i rischi politici associati alla Cina sono significativi. Questi includono le severe misure regolamentari adottate dal governo nei confronti di svariati settori negli ultimi anni e una guerra commerciale con gli Stati Uniti nel comparto tecnologico. Nel complesso, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia lascia agli investitori problemi sia a breve che a lungo termine. Nel corso del prossimo anno (o due), l’impatto su inflazione e su crescita dovuto alla compressione dei prezzi delle materie prime sarà avvertito a livello globale. Le questioni a più lungo termine sono meno chiare e dipenderanno dalla misura in cui i governi sviluppati assumeranno il ruolo di “guardiani” globali, nonché dalla risposta dei Paesi emergenti. L’egemonia del dollaro potrebbe essere stata scalfita in modo permanente. In ogni caso, tutto ciò costringerà gli investitori a riflettere in modo più approfondito sulla governance dei Paesi in cui investono. (abstract by https://am.pictet/it/italy/articoli/2022/idee-di-investimento/05/monitor-dei-mercati-emergenti#overview)

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Accordo quadro tra Gruppo Helvetia Italia e Viasat

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

Lo scopo di questa collaborazione è quello di mettere a disposizione dei clienti della compagnia le innovative soluzioni satellitari di Viasat. In Italia il numero di auto ‘di una certa età’ è costantemente in aumento. Da qui la necessità di dare ai proprietari di queste vetture una risposta sia in termini di costi che di sicurezza. Nello specifico questa collaborazione consente, a chi possiede un’automobile ‘vintage’, di ottenere le più favorevoli condizioni delle polizze RC riservate alle auto storiche, pur non avendone tutte le caratteristiche. I vantaggi riguardano, in primis, il prezzo: costano mediamente molto meno, rispetto a una polizza tradizionale e questo lo si deve al fatto che l’utilizzo di tali veicoli è limitato sia in senso temporale che in termini chilometrici. Helvetia, che da sempre ha sostenuto e sviluppato il business dei veicoli d’epoca, ha recentemente esteso l’offerta del prodotto dedicato a questo tipo di autovetture, riducendo l’età dell’immatricolazione dai 31 anni attuali a 26 anni. Questa deroga è subordinata a una limitazione di percorrenza chilometrica monitorata dal dispositivo di Viasat. Il servizio è attivabile in presenza del dispositivo autoinstallante SlimBox di Viasat, fornito in comodato d’uso, che permette di verificare il chilometraggio del veicolo e ottenere, in caso di necessità, qualsiasi supporto della Centrale Operativa 24/7: gestione furto, soccorso meccanico e sanitario in caso di guasto, pericolo o incidente. Se oggi le auto di ultima generazione hanno dotazioni tecnologiche e di connettività native all’avanguardia, ora anche quelle più ‘anziane’ hanno la possibilità di aggiornarsi per poter essere più sicure.

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Rubix presenta a MECSPE le soluzioni integrate per l’industria

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

Dal 9 all’11 giugno, alla Fiera di Bologna, gli operatori del settore che visiteranno lo spazio di Rubix presso il Villaggio ASCOMUT (Pad. 14, Salone Macchine & Utensili, Stand G22) potranno scoprire le novità dedicate al mondo dell’utensileria meccanica con i sei marchi di cui Rubix è distributore leader in Italia (Bass, Boehlerit, Dümmel, HPMT, Mimatic e Stock) e conoscere la vasta offerta di Rubix in ambito sicurezza-DPI e TGM, che comprende i due marchi esclusivi GISS, brand #1 in Europa nell’offrire una protezione completa agli operatori, e Roebuck, dedicato ai dispositivi ergonomici che riducono le vibrazioni e quindi il rischio di infortunio alle mani degli utenti. A MECSPE sarà presentato in anteprima il nuovo catalogo Rubix dal titolo Toolbox > Utensili Manuali. La 1° edizione del catalogo approfondisce l’ampia scelta di 3.600 utensili manuali (10 categorie prodotto) sia Roebuck che di tutti i più importanti brand del mercato. Un esempio di questa filosofia sono i servizi offerti nell’ambito dell’utensileria meccanica, delle macchine utensili e della metrologia: comprendono presetting, taratura, riaffilatura degli utensili speciali e assistenza diretta, sia a distanza sia sul campo. Inoltre, la gestione delle scorte di utensili, DPI e altri materiali viene semplificata grazie all’integrazione con sistemi di distribuzione automatica di Rubix, che portano in produzione ciò che serve, quando serve e dove serve, con stock personalizzati e monitorati per permettere alle imprese di ridurre consumi e costi.

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Deutsche Bank ritorna all’utile in Italia e riorganizza le attività di banca commerciale

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

l percorso di trasformazione delle attività di Deutsche Bank in Italia fa segnare due nuovi importanti passi avanti. Deutsche Bank SpA, la controllata del Gruppo che riunisce buona parte delle attività nel Paese, fa registrare la sua migliore performance annuale dal 2016, chiudendo il 2021 con un ritorno all’utile netto per 36 milioni di euro, a conferma del virtuoso percorso di crescita sostenibile avviato nell’ultimo biennio. Questo risultato rappresenta infatti un deciso miglioramento di circa €54 milioni rispetto al dato del 2020 (quando la perdita si era attestata a €18,3 milioni), conseguito in un perdurante contesto di difficoltà economica e nonostante €59 milioni di spese legate alla trasformazione. A contribuire positivamente sul risultato sono stati in particolare un progresso del margine di intermediazione, che si è assestato a €953 milioni con €56,5 milioni di maggiori ricavi netti, e un miglioramento del costo del rischio di credito, con un decremento di circa €70 milioni degli accantonamenti per perdite sui crediti a €116 milioni (-37,9%). Il bilancio integrale 2021 di Deutsche Bank SpA

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