Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for the ‘Economia/Economy/finance/business/technology’ Category

Economy – Finance – Business – Technology

“L’era della leadership statunitense sta per finire”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

A cura di Luca Paolini di Pictet Asset Management. Gli Stati Uniti hanno mercati azionari con valutazioni elevate, una moneta sopravvalutata e un gap di crescita del paese rispetto al resto del mondo sviluppato che si sta restringendo. Per questi motivi, le azioni americane sono destinate a produrre rendimenti solo di poco superiori all’inflazione nei prossimi cinque anni.
Questo è quindi il momento giusto per diversificare dalle azioni statunitensi. Ma per investire in che cosa?
Le azioni europee, tradizionalmente un jolly, sono ragionevolmente in forma. Nonostante le problematiche economiche della regione e il rischio di frammentazione politica, l’eurozona potrebbe fornire sorprese positive. Sarebbe sbagliato non prenderla in considerazione.
Tra gli investimenti alternativi – gli hedge fund, alcuni mercati real estate e le commodity, in particolare l’oro – dovrebbero generare buone performance. Il private equity farà invece fatica a esprimere i rendimenti degli anni precedenti.
Le attività dei mercati emergenti appaiono attraenti, soprattutto in Asia. Prevediamo un aumento dei multipli delle azioni e delle obbligazioni cinesi man mano che le riforme economiche del paese si tradurranno in sovraperformance finanziarie.
La crescita della Cina rallenterà rispetto ai ritmi sostenuti degli ultimi decenni, ma sarà di qualità superiore. Nello stesso tempo, Pechino ha sempre più necessità di attirare i capitali esteri, quanto meno per compensare la riduzione dei risparmi da parte della sua popolazione che sta invecchiando.
Mentre le attività cinesi diventano una parte essenziale dei portafogli d’investimento in tutto il mondo, l’impronta internazionale del renmimbi inevitabilmente aumenterà.
Nell’ambito del reddito fisso, le obbligazioni societarie dei mercati sviluppati sono particolarmente vulnerabili. I tassi dei titoli di Stato rimangono molto al di sotto dell’inflazione e l’indebitamento delle imprese è a massimi record.Nell’ambito della loro allocazione nel reddito fisso, gli investitori dovranno assumere più rischio per generare rendimenti positivi; questo significherà una maggiore allocazione nel debito dei mercati emergenti.Dato che i rendimenti di molte delle classi di attività tradizionali saranno inferiori alla media nei prossimi cinque anni, i cambi diverranno una importante fonte di alfa.Dopo avere raggiunto una sopravvalutazione del 15%-20%, il dollaro si deprezzerà rapidamente nei confronti delle altre principali monete.Nel prossimo quinquennio, gli investitori dovranno riesaminare con grande attenzione i loro portafogli. Le scelte che hanno avuto successo in passato difficilmente funzioneranno in futuro.Un portafoglio 50% azioni e 50% titoli di Stato dei mercati sviluppati storicamente ha prodotto storicamente un rendimento annuo del 5 per cento in termini reali.Nei prossimi cinque anni, la stessa allocazione difficilmente riuscirà a ottenere una performance positiva al netto dell’inflazione.Per battere l’inflazione nel lungo periodo, gli investitori dovranno costruire un portafoglio con caratteristiche diverse, un portafoglio in cui gli asset dei mercati emergenti, l’oro, gli hedge fund e altre attività alternative abbiano maggiore prominenza.È venuta l’ora di adattarsi a un panorama d’investimento differente.

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Andrea Bairati nuovo Presidente dell’Associazione Italiana per la Ricerca Industriale

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

Il Consiglio Direttivo di Airi ha nominato Andrea Bairati neo Presidente dell’Associazione Italiana per la Ricerca Industriale. Nato nel 1961, formazione universitaria in campo biochimico con tesi in ingegneria genetica, ha poi fatto studi economici e sui sistemi complessi. E’ stato direttore d’area di Confindustria per l’education, la ricerca e l’innovazione, Assessore all’industria ricerca e innovazione della Regione Piemonte. Componente del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, del Comitato di indirizzo di Horizon 2020 su nomina del Ministro della Pubblica Istruzione, del Consiglio della CRUI, del G8 per la finanza sociale, componente di advisory group di cluster tecnologici nazionali. E’ stato manager con incarichi direttivi in gruppi chimici multinazionali. Ha collaborato con l’Agenzia dell’Innovazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, al progetto Torino-Milano 2010: due città una ferrovia. E’ stato collaboratore del quotidiano Il Sole 24 ore e della Fondazione Agnelli di Torino, valutatore presso la Comunità Europea, consigliere d’amministrazione di utility pubbliche per conto della Città di Torino. Ha pubblicato sulla Rivista di Politica economica.Andrea Bairati è il terzo Presidente di Airi che dalla sua fondazione nel 1974 è stata diretta da Arnaldo Maria Angelini (1974-1983) e da Renato Ugo (1984-2019).Dichiara il nuovo Presidente Bairati: “Grazie prima di tutto a Renato Ugo per l’impegno di tanti anni dedicato ad Airi. La sua è un’eredità importante di cui faremo tesoro. Grazie ai soci che mi hanno dato la loro fiducia, molto avremo da fare insieme per far sì che la cultura della ricerca si diffonda maggiormente e che ricerca e innovazione trovino attenzione e posto nelle agende politiche e istituzionali.”L’Airi – Associazione italiana per la ricerca industriale – nasce nel 1974 per promuovere lo sviluppo della ricerca e dell’innovazione industriale e stimolare la collaborazione tra settore privato e pubblico in Italia.Associazione riconosciuta con personalità giuridica, Airi è un punto di confluenza per gruppi industriali, imprese e centri di ricerca, università ed enti pubblici di ricerca, associazioni, parchi scientifici, istituti finanziari.Oggi Airi è anche un interlocutore autorevole nelle scelte di politica e gestione della ricerca industriale.

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Serbia: Business day

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

Roma Mercoledì 10 Luglio dalle ore 17.00 alle ore 19.30, presso l’Ambasciata di Serbia in Via dei Monti Parioli 20 Workshop dedicato alle opportunità offerte alle Aziende italiane dalla Repubblica di Serbia, che in quanto Paese in Preadesione beneficia di molti finanziamenti europei.Si parlerà dei Programmi Finanziari disponibili e dei Settori di maggiore interesse per il Paese: infrastrutture, ambiente, hightech. Per l’occasione saranno presentate due proposte operative:
la costituzione a Belgrado di un “Digital Innovation Hub / Competence Center” con Aziende e Università Italiane e Serbe
la costituzione di una rete di imprese finalizzata alla partecipazione ai Bandi nei settori della tutela e del recupero ambientale. La partecipazione è libera previa conferma.

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Dl crescita: Capitale beffata, Roma salverà i comuni ma nessuno la salverà

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

“In questo Decreto definito crescita ci sono 110 articoli puntuali, dunque si tratta di un provvedimento con interventi a pioggia, nessuna crescita, nessuna inversione di rotta. Non sono state rilanciate industria e attività produttive, non sono stati fatti investimenti, non c’è stata nessuna scossa fiscale per dare impulso all’economia. La malattia contagiosa della prima Repubblica ha colpito anche il ‘Governo del cambiamento’. Sul Salvaroma abbiamo raggiunto il paradosso. Con la rinegoziazione dei mutui a tassi d’interessi inferiori, Roma non potrà godere di quei risparmi per l’abbassamento della tari o dell’irpef, tra le più alte d’Italia. Con i risparmi infatti si andrà ad alimentare un fondo per soccorrere altri Comuni d’Italia in stato di dissesto. Sarà dunque Roma a salvarli. Non siamo contrari ad affiancare le amministrazioni in difficoltà, del resto se lo Stato salva l’Ilva, il Monte Paschi, la Banca Etruria, Carige, Mercatone Uno, eccetera, non si capisce perché non dovrebbe salvare amministrazioni pubbliche gestite male dai sindaci, condannando le popolazioni a degrado urbano e super tasse.Ma è necessario che la Capitale abbia finalmente il suo ruolo, i suoi beni, le sue risorse, competendo non con gli altri comuni italiani, come ha lasciato intendere Salvini, ma con le altre Capitali europee. Si può parlare di nuove autonomie regionali solo se contestualmente si risolve il dilemma di una Capitale messa nelle condizioni di badare a se stessa, con la gestione dei suoi beni e un’autonoma capacità decisionale. Non è decoroso sentire il governo italiano dire che la Capitale è uguale a tutti i comuni, così come sarebbe una bugia affermare che molti capoluogo di Regione sono uguali alle piccole città. Ogni aggregato urbano ha una sua specificità e una sua conseguente vocazione”.È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati di Fdi Fabio Rampelli dopo il varo del Decreto crescita.

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Competenze trasversali, come svilupparle

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

Udine, in Sala Valduga, martedì 25 giugno dalle 14.30 alle 17.30.Saranno illustrate le modalità attraverso cui avviene il processo di sviluppo di una competenza e come questa possa essere messa in pratica. Il modulo consentirà ai partecipanti di comprendere la metodologia sottostante al processo e come si può valutare e sviluppare le soft skills.
Il seminario è dedicato al personale che nelle aziende ha svolto o vorrà svolgere il ruolo di tutor esterno nei percorsi di alternanza (ora denominati, appunto, percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento).È previsto l’Intervento a cura di Anpal Servizi di Anna Cragnolini. Il corso è gratuito.

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International Business Report (IBR) di Grant Thornton su Industria 4.0 e leadership del futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

Il mondo imprenditoriale sta attraversando un’ondata di cambiamenti dirompenti che sembrano ormai destinati ad innescare una Quarta Rivoluzione Industriale. Nell’era dell’Industria 4.0 sarà la tecnologia a determinare le trasformazioni più rilevanti influenzando praticamente tutti i settori e modificando gran parte delle professioni. Secondo l’International Business Report (IBR) di Grant Thornton del 2019 – ricerca globale effettuata sui dirigenti di imprese del mid-market – l’avanzamento del mondo digitale sarà il fattore di cambiamento più influente secondo il 42% degli intervistati. A seguire l’intelligenza artificiale e i big data (40%) e un maggior utilizzo dell’automazione e della robotica (35%).
Per Michele Milano, Vicepresidente e Partner di Ria Grant Thornton, “tra i cambiamenti in corso la tecnologia non sarà l’unico settore ad influenzare il mondo del lavoro e le capacità di imprenditori e manager di guidare imprese innovative e competitive. Il 32% degli intervistati dell’IBR cita la globalizzazione di risorse quali i mezzi finanziari e la proprietà intellettuale mentre il 30% dichiara rilevanti gli effetti sul lavoro legati ai cambiamenti demografici e generazionali. Altri elementi in gioco fondamentali di cui tener conto saranno le aspettative in merito alle buone pratiche etiche e di sostenibilità ambientale realmente adottate dalle aziende, in relazione all’Agenda ONU 2030 dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile post gli storici Accordi di Parigi del 2015. Queste variabili stanno stimolando un complessivo cambiamento dei valori sociali e aziendali e del modo di fare impresa. Recentemente la Grant Thornton, con i nostri soci in Italia, ha sostenuto il Premio Industria Felix col patrocinio di Confindustria e abbiamo partecipato a premiare le migliori 170 aziende PMI in termini di performance aziendale nelle Regioni Lombardia, Emilia Romagna e Lazio sulla base dell’analisi di 55.000 bilanci 2018. Parlando con gli imprenditori premiati è emersa l’attualità di molti degli argomenti citati in questo International Business Report (IBR) di Grant Thornton e di altri aspetti strategici vincenti come la capacità del senior management di saper adottare comportamenti nuovi per coinvolgere ed ascoltare di più e meglio le generazione più giovani che entrano nelle organizzazioni lavorative e che sono più allenate alla velocità e a saper anticipare le innovazioni nei mercati e ad intercettare le domande di nuovi servizi e prodotti. Il network Grant Thornton nel mondo è presente con 53.000 professionisti in 140 nazioni, tra cui l’Italia con uffici in 18 città. Il dna professionale e di mentalità imprenditoriale e orientamento al business dei soci è molto simile a quello dei clienti che sono principalmente PMI ad alto tasso innovativo e di crescita sui mercati domestici e internazionali”.Per Gabriele Labombarda, Partner e IBC Director di Bernoni Grant Thornton, “l’innovazione tecnologica, l’intelligenza artificiale applicata ai Big Data, l’automazione e la robotizzazione dei processi sono ormai divenuti asset strategici per le imprese, in assenza dei quali è difficile restare competitivi. Data la continua evoluzione che questi fattori impongono ai processi aziendali, è fondamentale che chi riveste un ruolo di guida possegga forte propensione al cambiamento e all’innovazione. La curiosità e la capacità di adattamento sono le doti che oggi non possono mancare in un leader: il successo sarà il risultato della tensione al cambiamento e della propensione a innovare. Dare ai giovani talenti la possibilità di sbagliare” prosegue Labombarda – “seguendo strade innovative, imparando dagli errori, in un ambiente che li stimoli a rivoluzionare modus operandi consolidati nel passato, sarà certamente vincente”.

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Arriva una nuova stangata sulle bollette dell’energia elettrica

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

La multinazionale canadese Solar Power Network, impegnata nella costruzione di una rete globale di imprese green, lancia l’allarme per l’Italia: in arrivo una nuova stangata sulle bollette dell’energia elettrica delle aziende Italiane proprio nel momento di picco dei consumi.
(AJ-Com.Net) In un momento delicatissimo per le finanze italiane e per la trattativa che riguarda il nostro indebitamento e deficit, la crescita dei prezzi del petrolio potrà ulteriormente pesare sul nostro PIL a causa della nostra dipendenza dalla fonti fossili per produrre energia.Le tensioni geopolitche tra Iran e USA fanno nuovamente schizzare i prezzi del petrolio verso l’alto: Solar Power Network (www.solarpowernetwork.ca), che dal Canada agli Stati Uniti passando per il Giappone e per l’Australia ha già cambiato il mercato del fotovoltaico in tutto il mondo, traccia un bilancio sulla situazione.Gli ultimi venti di guerra si vanno ad aggiungere ad una situazione estremamente stressata per il greggio dopo gli assalti ed affondamenti delle petroliere a largo dell’Oman tra Emirati Arabi e Iran.La multinazionale canadese Solar Power Network, impegnata nella costruzione di una rete globale di imprese green, lancia dunque l’allarme per l’Italia: «Tutto il mondo sta cercando di affidarsi sempre di più alle rinnovabili ed in momenti come questo emerge il valore strategico del solare per una crescita economica sostenibile del sistema industriale. Poter far affidamento ad una propria ed indipendente fonte di approvvigionamento è l’unica arma di stabilità per navigare attraverso sconvolgimenti o dinamiche non controllabili neanche a livello Nazionale. Il solare è fulcro di questa unicamente efficace difesa» sottolinea l’ingegner Peter Goodman, presidente e ceo di Solar Power Network.Gli analisti di Solar Power Network confermano come in queste situazioni il mercato finanziario globale tende ad agire, in realtà in modo oramai molto ovvio e prevedibile, in due modi: il primo è caratterizzato da un sensibile aumento dei prezzi del greggio, principale attore coinvolto, il secondo è rappresentato da un correlato aumento di tutti i beni considerati rifugio per gli investitori. La prima tangibile conseguenza è quella di un aumento dei prezzi dell’energia, soprattutto in un Paese come l’Italia, ove il mercato è strettamente legato al prezzo delle materie prime essendo il 60% della generazione elettrica basata su combustibili fossili, tra i quali, il principale, il gas naturale.
Ma l’effetto più devastante è rappresentato però dalla tipologia di relazione tra i prezzi del petrolio e gli indicatori macroeconomici di un Paese. Mentre la direzione di casualità é provata lungo la direzione aumento prezzo del greggio, aumento prezzo dell’energia, rallentamento della crescita del PIL in tutti i Paesi, purtroppo non si può affermare il contrario, ovvero una riduzione dei prezzi del petrolio non avrà effetti benefici di stesse proporzioni. Si può affermare che le dinamiche dei prezzi del petrolio non hanno effetti simmetrici sull’economia.«Una volta aumentati i prezzi del petrolio è quindi illusorio aspettarsi che gli effetti negativi di riflesso sull’economia reale, retrocedano con la stessa velocità o ampiezza al momento del ribasso» commenta Peter Goodman.E’ ciò ancor più vero in dimensioni economiche come l’Italia dove vi è un’elevata dipendenza dalle fonti fossili per la produzione dell’energia, soprattutto distribuita dalla rete.
«L’indipendenza ottenibile grazie al solare è la miglior arma di difesa e di linearizzazione delle dinamiche macroeconomiche, il metodo più rapido per mettere una barriera tra i propri obiettivi e tutto ciò che improvvisamente può allontanarli» conclude presidente e ceo di Solar Power Network. (by AJ-Com.Net)

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Bankitalia: Angelini nuovo capo vigilanza bancaria

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Paolo Angelini è il nuovo capo del Dipartimento Vigilanza Bancaria e finanziaria della Banca d’Italia.”Auguriamo buon lavoro al nuovo capo della Vigilanza di Bankitalia, ne ha sicuramente bisogno. Auspichiamo che possa svolgere un lavoro migliore rispetto ai suoi predecessori e che non autorizzi mai aumenti di capitale pur di salvare banche fallite, riversando sui risparmiatori i rischi del salvataggio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Serve, però, anche un intervento del legislatore. Fino a che il compito di Bankitalia resta quello di salvare in primo luogo le banche e non i risparmiatori, non andremo da nessuna parte” prosegue Dona.”Va ad esempio eliminato l’art. 7 comma 2 del Testo Unico Bancario secondo il quale i dipendenti della Banca d’Italia, nell’esercizio delle loro funzioni di vigilanza hanno l’obbligo di riferire esclusivamente al Direttorio tutte le irregolarità constatate, anche quando assumano la veste di reati” conclude Dona.

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Gympass riceve un nuovo round di investimenti

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Gympass, azienda leader mondiale nell’ambito del Corporate Wellbeing, ha siglato una partnership con SoftBank Vision Fund e SoftBank Latin America Fund. I due fondi si uniranno al gruppo di investitori, di cui fanno già parte General Atlantic, Atomico e Valor Capital Group, per sostenere Gympass nella sua battaglia contro l’inattività fisica in tutto il mondo.Oltre 2.000 aziende in tutto il mondo stanno rivoluzionando il modo in cui i dipendenti, prima inattivi, si approcciano all’attività fisica, creando così una forza lavoro più sana e motivata. Aziende del calibro di Enel S.p.A., Schneider Electric S.p.A. e Fendi Srl hanno già scelto Gympass, per compiere significativi passi avanti verso il miglioramento del benessere dei propri dipendenti.

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EquensWorldline diventa il più grande processor di instant payment dell’Eurozona

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Sette banche olandesi hanno recentemente iniziato ad avvalersi, per i pagamenti istantanei, del CSM (Clearing and Settlement Mechanism) di equensWorldline SE, società controllata di Worldline [Euronext: WLN], leader europeo nel settore dei pagamenti e dei servizi transazionali. Grazie al lancio su larga scala degli instant payments in Olanda, equensWorldline è diventato il più grande processor di instant payments nella zona euro, elaborando già milioni di transazioni ogni settimana.Secondo Michael Steinbach, CEO equensWorldline, la domanda corretta da porsi non è se tutte le banche e le comunità bancarie europee seguiranno l’esempio olandese e abbracceranno i pagamenti istantanei, ma piuttosto quando lo faranno. “I clienti si aspettano ormai un servizio immediato. Lo si vede in ogni settore, dal retail (consegna in giornata) alla comunicazione (Whatsapp), al settore finanziario. Attraverso i pagamenti istantanei, le transazioni vengono elaborate immediatamente. Inoltre, i pagamenti in tempo reale sono sempre disponibili, anche nei fine settimana e nei giorni festivi. Ecco perché siamo convinti che gli instant payment diventeranno il nuovo standard. Le banche olandesi sono state tra le prime a rendersene conto, ma a tempo debito molti paesi della zona euro – e non solo – seguiranno il loro esempio”.

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Autostrade: ok Autorità nuovo sistema tariffario

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Via libera dell’Autorità di regolazione dei trasporti al nuovo sistema tariffario per i pedaggi autostradali.”Bene, passo avanti verso la trasparenza. Ora le concessionarie non potranno più inserire voci improprie per giustificare gli aumenti dei pedaggi autostradali e questo avrà effetti positivi per limitare i futuri rincari, in passato troppo spesso autorizzati a casaccio, a fronte di un servizio per niente migliorato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ora anche il ministero dei Trasporti deve fare la sua parte, chiarendo cosa succederà a fine mese ai pedaggi, congelati a gennaio per 6 mesi. Non vorremmo che proprio per l’esodo estivo gli italiani si ritrovassero rialzi, magari raddoppiati per compensare il blocco precedente. Sarebbe una beffa” conclude Dona.

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Servono con urgenza nuove politiche e investimenti per aiutare i giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Secondo un nuovo rapporto pubblicato oggi dal Fondo Internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), c’è urgente bisogno di politiche e investimenti efficaci perché i paesi più poveri del mondo possano offrire un futuro a centinaia di milioni di giovani emarginati, che vivono nelle aree rurali.
Il Rapporto sullo Sviluppo Rurale 2019 – Creare opportunità per i giovani delle aree rurali – rivela che circa 500 milioni di giovani, più o meno la metà della popolazione giovanile dei paesi in via di sviluppo, vivono nelle aree rurali. Questa cifra aumenta fino a 780 milioni, se si includono le aree semirurali e le periferie urbane. Questi giovani sono destinati alla povertà e alla diseguaglianza e sono svantaggiati da una serie di ostacoli, tra cui mancanza di istruzione e formazione, accesso limitato a terra e credito, scarsa disponibilità di risorse e collegamenti limitati ai social network.
Secondo il rapporto, la situazione è particolarmente preoccupante nell’Africa subsahariana, la cui popolazione rurale giovanile è destinata ad aumentare dai 105 milioni del 2015 a 174 milioni entro il 2050: un incremento del 70 per cento, in paesi che spesso non hanno i mezzi per affrontare le sfide che si profilano al loro orizzonte. “Se non si interviene, si rischia di creare una generazione perduta di giovani senza speranza e senza prospettive, il che comporterebbe un rischio maggiore di migrazioni forzate per ragioni economiche e di fragilità”, ha dichiarato il presidente dell’IFAD, Gilbert F. Houngbo. “Ma con le giuste politiche e investimenti adeguati, questi giovani possono stimolare la crescita economica nelle aree rurali e migliorare la vita delle loro comunità.”Il rapporto rivela che, dei giovani che vivono nelle aree rurali o semirurali e nelle periferie urbane, il 67 per cento risiede in aree con un forte potenziale agricolo ma, in molti casi, con possibilità limitate di accedere ai mercati.Il rapporto evidenzia come, garantendo loro maggiore accesso a corsi di formazione, mercati, servizi finanziari e tecnologie, i giovani delle aree rurali potrebbero diventare più produttivi, connessi e in grado di prendere in mano il proprio futuro.
Ma i responsabili delle politiche pubbliche devono agire in fretta per scongiurare crisi molto peggiori, avverte il rapporto, segnalando i molteplici impatti del cambiamento climatico sull’agricoltura e la necessità di cogliere le opportunità offerte da una rivoluzione digitale che va diffondendosi nei paesi in via di sviluppo, unita alle crescenti aspirazioni ed esigenze dei giovani stessi.In particolare, il rapporto sottolinea la necessità di inserire le politiche mirate ai giovani in una strategia di trasformazione rurale più ampia e di non promuoverle come iniziative isolate.“La combinazione di una politica di sviluppo rurale incisiva e su vasta scala con una chiara politica di inclusione dei giovani è il modo più efficace per aiutare milioni di giovani nel mondo”, ha dichiarato Paul Winters, vicepresidente associato dell’IFAD.

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Fonditalia: oltre 117mila imprese formate

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Quasi 700mila i lavoratori aderenti, per oltre 117mila imprese, poco meno di 4mila progetti finanziati per oltre 6 milioni di ore di formazione: questi i numeri dei suoi primi 10 anni di attività da FondItalia, Fondo Paritetico lnterprofessionale Nazionale per la Formazione Continua che valuta, approva e finanzia progetti e programmi a supporto della formazione dei lavoratori.“In Italia si fa ancora poca formazione rispetto al resto d’Europa e sebbene FondItalia è riuscita ad erogare la quasi totalità dei versamenti Inps che al 31 marzo 2019 erano poco più di 51 milioni contro un erogato che si attesta a quota 43 milioni (84%), le imprese potrebbero approfittare ulteriormente di questo strumento. È necessario un cambio di mentalità che ponga le risorse e la loro valorizzazione al centro dell’impresa e che spinga la formazione molto di più su quelle aree che possono rappresentare un reale fattore di competitività delle imprese: le nuove tecnologie abilitanti la Fabbrica 4.0 e l’internazionalizzazione” – sottolinea Francesco Franco, Presidente di FondItalia.Sempre alla data del 31 marzo 2019, le regioni più rappresentate per quanto riguarda i lavoratori aderenti (Figura 1) sono la Puglia (136.252), la Lombardia (92.893), la Campania (60.760), il Lazio (52.674) e la Sicilia (38.612). Fronte imprese, in testa sempre la Puglia (45.092), seguita da Campania (16.821), Lombardia (11.623), Sicilia (11.091) e Lazio (6.628). Tra i temi scelti per la formazione, in leggero decremento quelli “obbligo di legge”, oltre a quelli legati allo sviluppo delle abilità personali, alla gestione aziendale alla luce dei cambiamenti organizzativi, alla formazione linguistica.
“Un aspetto importante da sottolineare – continua Franco – è che, a oggi, circa l’89% delle imprese aderenti è costituito da micro-imprese con un numero di dipendenti compreso da 1 a 9, più del 75% delle imprese aderenti non risulta proveniente da altri Fondi e oltre il 50% delle imprese coinvolte è localizzato al Sud, numeri in controtendenza con le rilevazioni nazionali che vedono il Meridione come il tallone d’Achille della formazione e dello sviluppo e che testimoniano FondItalia come il Fondo di riferimento per le piccole e micro imprese del Sud.”

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“Le società di mutuo soccorso. Radici di mutualismo e prospettive di futuro”

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Milano Giovedì 27 giugno, alle ore 16.30 alla Biblioteca dei trasporti e della mutualità Cesare Pozzo, via San Gregorio 48, la Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità presenta il libro “Le società di mutuo soccorso. Radici di mutualismo e prospettive di futuro” di Daniele Viotti e Ilda Curti.Il volume ripercorre la storia delle società di mutuo soccorso, inclusa quella della Mutua sanitaria Cesare Pozzo, per ragionare sulla loro attualità e sul loro importante ruolo nel futuro.Con l’autore Daniele Viotti, europarlamentare dal 2014 al 2019, ne discutono il prof. Guido Bonfante, presidente della Fondazione centro per lo studio delle società di mutuo soccorso, e Mario Giaccone, vicepresidente della Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità. Coordina l’incontro Francesco Cancellato, direttore del quotidiano online Linkiesta.

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Exprivia si è aggiudicata il Welfare Awards 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Exprivia, azienda internazionale specializzata in Information and Communication Technology (a capo del gruppo Exprivia|Italtel), si è aggiudicata il Welfare Awards 2019, promosso da Easy Welfare, per il miglior piano Wellfeel, avendo fatto del welfare uno strumento di utilizzo a tutto tondo: flessibilità degli orari, conciliazione vita-lavoro, smart working. La selezione per l’edizione 2019 delle 20 sezioni del premio ha coinvolto oltre 700 aziende.Nei giorni scorsi Exprivia ha comunicato che, raggiunti gli obiettivi fissati per il 2018 nell’accordo per il contratto integrativo di secondo livello, i dipendenti potranno scegliere la modalità preferita per accedere al premio di risultato tra erogazione in denaro, servizi welfare e stock grant.

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Primo Rapporto sull’Economia del Benessere

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Gli italiani si sentono bene e sono sempre più attenti alla cura di sé e alla propria immagine, tanto da aver destinato nel 2018 un totale di 43 miliardi di Euro all’acquisto di prodotti e servizi per il benessere. Questo il quadro che emerge dal Primo Rapporto sull’Economia del Benessere, un’indagine voluta da Philips e realizzata da DOXA, che accende i riflettori sugli stili di vita e le abitudini di consumo degli italiani per la corretta alimentazione, l’attività fisica, la cura del corpo, dello stress e del sonno.
Nel Lazio la spesa per il benessere ammonta a 4,7 miliardi di euro, dei quali il 43% è riservato alla sana alimentazione, il 21% alla cura del corpo e il 19% all’attività fisica.In generale, il 79% dei laziali valuta positivamente il proprio stato di salute, praticamente in linea con la media nazionale dell’80%. Tuttavia, secondo quanto emerso dalla ricerca, il Lazio è al contempo la regione d’Italia con la più elevato percentuale di cittadini che dichiarano di soffrire di disturbi e problemi fisici. Infatti, il 46% ha indicato di essere esposto a fattori di rischio come eccesso di peso, pressione alta, colesterolo alto e diabete, a fronte di una media nazionale del 41%.Il Lazio vanta però un altro primato: i rispondenti della regione sono i più sportivi d’Italia. Se a livello nazionale il 43% degli intervistati afferma di praticare attività sportiva – anche a livello amatoriale – almeno una volta a settimana, in Lazio la quota sale al 47%. In particolare, i laziali amano frequentare palestre e praticare la corsa, il nuoto, il calcio e la ginnastica. “L’impegno quotidiano di Philips, azienda leader nel settore dell’Health Technology, è quello di rendere migliore la vita delle persone mediante innovazioni tecnologiche significative”. spiega Simona Comandè, General Manager Philips Italia, Israele e Grecia. “Il concetto di Continuum of Care sintetizza bene l’obiettivo dell’Azienda di supportare la domanda di salute delle persone a partire dallo stile di vita sano e dalla prevenzione. Per queste ragioni Philips ha deciso di promuovere un monitoraggio ad ampio spettro – di cui oggi presentiamo la prima edizione – delle abitudini e dei pattern comportamentali adottati dagli italiani nella ricerca del proprio benessere psico-fisico, utilizzandoli quali punto di partenza concreto per sensibilizzare l’opinione pubblica su stili di vita consapevoli”. Oltre l’80% degli italiani valuta positivamente il proprio stato di salute, il 70% è sempre più attento alle scelte alimentari e più di uno su tre dedica almeno un quarto della propria giornata alla cura del corpo.Dati che si riflettono anche nel paniere di spesa in benessere, che per oltre il 40% è riservato alla sana alimentazione, per il 24% alla cura del corpo e per il 20% all’attività fisica.

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Paolo Savona, ritrovato europeista?

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 giugno 2019

Per alcuni potrebbe essere una sorpresa, ma il discorso di Paolo Savona alla sua prima conferenza annuale come presidente della Consob, l’Autorità italiana per la vigilanza dei mercati finanziari, è stato certamente interessante. Per correttezza dovrebbe essere valutato come economista e studioso dei processi economico-finanziari. Mettendo da parte le sue recenti disavventure politiche. Alcune sue sono analisi e proposte meritano una più attenta valutazione.
Anzitutto la proposta di “un’azione congiunta del settore privato e pubblico italiano per attuare investimenti aggiuntivi nell’ordine di 20 miliardi di euro, utilizzando il risparmio interno”. Secondo noi, sarebbe un’iniziativa praticabile da subito, eventualmente con la partecipazione della Cassa Depositi e Prestiti, o in altro modo.
Si potrebbe creare l’equivalente di una banca o di un fondo di sviluppo, senza generare nuovo debito e fuori dal computo del debito pubblico. Lo fa già la banca di sviluppo tedesca Kreditanstalt fuer Wiederaufbau, largamente partecipata dallo Stato. La CDP porterebbe nel fondo una parte dei capitali e potrebbe coinvolgere investitori privati a fare altrettanto. Dovrebbero, poi, essere emesse delle obbligazioni, con le dovute garanzie, indirizzate a investimenti nei settori trainanti dell’economia reale, a cominciare dalle infrastrutture e dall’innovazione tecnologica. Savona ha correttamente sottolineato che l’export e il risparmio sono i “traini” della nostra economia. Un export che vale il 31,8% del pil, con un surplus commerciale medio di 43,4 miliardi nell’ultimo triennio. E’ frutto dell’iniziativa, della creatività e della competitività delle nostre imprese. Allo stesso tempo, però, la narrazione della nostra instabilità e la percezione del rischio fanno sì che il grande risparmio delle famiglie e delle imprese defluisca all’estero, ponendosi al servizio dello sviluppo altrui. Si ricordi che soltanto il 5,9% del debito pubblico è posseduto dalle famiglie italiane. E’, quindi, una priorità fornire ai risparmiatori le necessarie garanzie e gli strumenti adatti se si vuole davvero canalizzare il risparmio verso gli investimenti e lo sviluppo della nostra economia.
Savona sostiene anche una seconda proposta, la creazione di titoli europei privi di rischio, gli european safe asset. Di fatto è un altro nome per eurobond. Oggi molta liquidità europea è spinta ad acquistare obbligazione del Tesoro americano e, quindi, va a sostenere la crescita degli Usa invece che quella europea. Anche le banche europee sarebbero libere di scegliere questi titoli per i loro investimenti garantiti dal rischio. L’European Stability Mechanism è in grado di emettere simili titoli.Savona riconosce che “l’euro ne uscirebbe rafforzato come valuta internazionale”. L’ESM dovrebbe poi concedere i fondi raccolti per prestiti agli Stati membri che disporrebbero di una fonte alternativa e a basso costo per il finanziamento del loro debito pubblico.
Il presidente della Consob appoggia anche la creazione nell’Ue di un Capital Market Union, un mercato europeo dei capitali, dove anche il risparmio italiano abbia la sua giusta e pari considerazione. Rilevante è stato anche il suo breve excursus storico sul processo di finanziarizzazione dell’economia e sulle errate politiche della finanza americana. In particolare ha indicato come “l’espansione virulenta dei derivati sia stato il veicolo che ha travolto il sistema dei controlli e causato la seconda Grande crisi globale in meno di un secolo”. Al riguardo il presidente della Consob ha sollecitato azioni internazionali congiunte miranti ad armonizzare le regole finanziarie. Cioè la riforma del sistema. Condivisibile è la netta differenziazione che Savona ha fatto tra cripto valute e la tecnologia del “block chain” anche da esse utilizzata. Riguardo alle prime, giustamente ha affermato che, se fossero in mano privata, “il sistema monetario verrebbe sconvolto e il sistema finanziario coinvolto”. Egli auspica, perciò, che diventino di monopolio pubblico. La tecnologia utilizzata, invece, merita di essere studiata, in quanto un regime contabile criptato potrebbe garantire una maggiore trasparenza delle operazioni finanziarie.
L’area dell’intelligenza artificiale è molto complessa e richiederà approfonditi studi. Noi restiamo molto scettici circa l’obiettività degli algoritmi, come dimostrano i continui scossoni provocati sui mercati dalle operazioni di high frequency trading fatte con l’utilizzo di supercomputer. E’, comunque, metodologicamente corretta la polemica di Savona riguardo agli strumenti statistici convenzionali datati e ”all’uso consueto di medie non rappresentative dell’universo”, nonché riguardo ai vecchi parametri che potrebbero portare a valutazioni distorte delle reali condizioni, anche quelle dell’economia italiana. In conclusione, il ritrovato europeista Savona invita in particolare i governi dell’Unione europea a prendere atto della loro forza geoeconomica e politica per modificare l’architettura istituzionale internazionale di un mondo non più diviso in blocchi politici contrapposti ma suddiviso dalla concorrenza tra grandi aree geografiche e dalle innovazioni tecnologiche. Occorre, però, anche secondo noi, prendere atto della necessità di evitare le guerre commerciali anche per non coinvolgere le valute attuali. Prendere atto dell’interdipendenza tra gli Stati, nella consapevolezza che è impossibile tornare indietro e che il mondo, volenti o nolenti, è diventato globale. (di Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Facebook e libra: Smantellare o regolamentare?

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 giugno 2019

Ora che la cryptovaluta libra è stata in pompa magna lanciata dal suo creatore Facebook, non sarebbe particolarmente estroso pensare che altri possano fare altrettanto. E quindi, da parte delle nostre Autorità, che brillano per non fare molto in prevenzione, e anche se allo stato potrebbe sembrare esagerato, potrebbe farsi avanti l’ipotesi di smantellamento.
Ciò potrebbe essere avvalorato perché in questa fase sappiamo molto poco di questo progetto della Libra, tranne che mobilita i migliori elementi di Facebook, guidato da David Markus, ex vicepresidente di Paypal, la cui struttura legale dovrebbe essere ospitata in una fondazione svizzera – un modello giuridico noto per la sua forte autonomia e potenziale opacità – e che una campagna di raccolta fondi è stata organizzata tra i maggiori influencer per il suo sviluppo iniziale.
Le domande più semplici, in questo contesto, potrebbero essere: ma non è un normale mercato del business? E Facebook non sta esercitando un suo legittimo diritto a svilupparsi? Proviamo a capire, con quattro ragionamenti, perché ci si dovrebbe preoccupare di questa iniziativa:
1 – L’impegno maggiore per Facebook in questo periodo sarà di lanciare la libra che, nella fase iniziale, sarà uno strumento di pagamento piuttosto che una valuta. Passata (con successo –impossibile non crederlo) questa prima fase e accumulati riconoscimenti un po’ ovunque, sarà semplice che crei attività finanziarie più sofisticate, come l’emissione di credito o di prodotti assicurativi. Conosciuti e meglio approfonditi i comportamenti dei suoi “fedeli”, per Facebook sarà semplice farsi carico del rischio del credito. Da qui il passo è breve, e con quasi inesistenti rischi, per diventare emittente monetario nonché attore dominante di prodotti finanziari sofisticati, coi quali influenzare gli orientamenti finanziari di questa o quell’altra economia.
2 – il modello verso cui si avvia Facebook è quello tipico del credito sociale cinese, dove si incontrano le funzioni di social networking con quelle di pagamento. E sarebbe facile implementare la repressione di comportamenti “devianti” con sanzioni finanziarie ad hoc… una sorta di propria polizia finanziaria.
3 – Facebook è l’unica azienda al mondo che dispone di 2,5 miliardi di utenti registrati. Se l’operazione libra riuscirà, grazie al peso economico che ne conseguirà, a posteriori sarà difficile imporgli delle regole.
4 – Facebook ha sempre privilegiato la crescita anche calpestando il rispetto dei dati privati dei suoi “fedeli”. Solo il timore di azioni molto coercitive da parte delle autorità di regolamentazione in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica (la vendita illegale dei loro dati per vari motivi che ha portato Zuckerberg davanti ai tribunali di mezzo mondo) è riuscito a influenzare la strategia di sviluppo dell’azienda usando una maggiore trasparenza.
Le innovazioni che si basano su monete elettroniche non sono cattive in sé, ma quello che abbiamo ricordato richiederebbe una particolare attenzione. A cui aggiungiamo che la dimensione di Facebook, e il nuovo potere che ne deriverebbe da questa vicenda della libra, non è escluso che potrebbe rappresentare un ostacolo (o una vera e propria barriera) per l’ingresso di nuovi attori in questo mercato.
Per concludere. Visto che il mercato europeo sarebbe uno dei primi al mondo per questa iniziativa, il famoso motto “prevenire è meglio che combattere” sarebbe quantomai utile da prendere in considerazione. In virtù del fatto che sarebbe facile per alcuni (non proprio amanti e avvezzi al libero mercato) avanzare ipotesi di smantellamento di simili iniziative, sarebbe bene che l’Unione europea, che ha tutte le carte in regola per intervenire, lo faccia a priori e non, in forma di repressione, solo a posteriori.
(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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L’industria dei parchi diventimento

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 giugno 2019

Con un indotto stimato di 800 milioni di euro, che, oltre agli ingressi, comprende hotel, ristorazione, merchandising e altri servizi complementari, il settore dei Parchi Tematici sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel sistema dell’offerta turistica italiana.
A dimostrarlo è il primo incontro ufficiale tra il Ministro delle Politiche Agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio e i Rappresentanti dell’Associazione dei Parchi Permanenti Italiani, in occasione della presentazione del libro “L’industria dei Parchi Divertimento: un patrimonio di valore per il territorio” che si è svolta questa mattina nella sala Cavour del MIPAAFT. Nel corso della conferenza stampa, moderata dalla giornalista, autrice e conduttrice RAI Margherita Basso, Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione dei Parchi Permanenti Italiani, ha delineato il profilo e il peso specifico di un comparto in costante sviluppo, che conta ad oggi più di 230 strutture tra parchi tematici, acquatici e faunistici.
Nel 2017 il comparto ha sviluppato un giro d’affari di 376 milioni di euro, in crescita del 4,4% rispetto all’anno precedente, a fronte di 18.4 milioni di ingressi venduti, con un tasso di incremento che sfiora il 10%. Rilevanti anche i dati relativi all’occupazione: il settore genera 20.000 posti di lavoro stabili, che arrivano a 60.000 tra le assunzioni stagionali e l’indotto. Sul fronte dell’hôtellerie si calcola un totale di circa 1 milione di posti letto venduti nel corso dell’anno, considerando sia le strutture convenzionate sia gli eventuali resort interni ai parchi. In linea con l’andamento del settore nei principali Paesi Europei, anche in Italia si afferma la tendenza dei visitatori ad allungare il tempo medio di permanenza, abbinando la visita al soggiorno in hotel.
Tutti questi dati dimostrano il ruolo strategico dei parchi a tema nello sviluppo territoriale e nazionale, rendendo quanto mai necessaria una più stretta collaborazione con le Istituzioni competenti. Da oltre mezzo secolo i parchi si contraddistinguono sul mercato nazionale per l’impiego di ingenti capitali volti all’innovazione e all’aggiornamento di servizi e prodotti, elementi vitali nel campo del divertimento e dell’intrattenimento.“L’industria dei parchi di divertimento rappresenta un valore indiscusso per il turismo nazionale e internazionale. Dobbiamo puntare sempre più sulla diversificazione e sulla destagionalizzazione dell’offerta se vogliamo essere un Paese capace di attrarre diverse tipologie di visitatori, anche alla luce del report oggi presentato e che conferma come il visitatore dei parchi non sia un turista mordi e fuggi ma alto spendente, con importanti ricadute su tutto il territorio in termini di mercato e occupazione” –, è quanto ha dichiarato il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio. “Stiamo lavorando sull’enoturismo, sul turismo sostenibile, rurale, bisogna lavorare anche sul turismo dei ‘parchi di divertimento’ che da sempre si contraddistingue per l’impiego di importanti capitali, servizi e prodotti innovativi”.
Volano di investimenti e occupazione, i Parchi Tematici rappresentano un mercato che ha ancora un grande potenziale di espressione: l’inizio di una concreta collaborazione con le amministrazioni pubbliche locali, regionali e nazionali ha una portata storica per il comparto e sarà propedeutica per una nuova fase di espansione. Qualificandosi come vere e proprie destinazioni tematiche, i parchi contribuiscono alla crescita dei flussi sul territorio, migliorando ulteriormente la qualità e l’appeal dell’offerta turistica del nostro Paese sia sul mercato interno sia sul mercato internazionale.

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Nomina di Nick Ring a Chief Executive Officer (CEO)

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 giugno 2019

Londra. Columbia Threadneedle Investments (Columbia Threadneedle) è lieta di annunciare la nomina di Nick Ring a Chief Executive Officer (CEO) per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa (EMEA). Nick Ring farà inoltre parte della direzione esecutiva di Ameriprise Financial, Inc (NYSE:AMP). Columbia Threadneedle è il gruppo globale di asset management di Ameriprise Financial. Nick Ring sarà operativo dal 23 settembre 2019 e riporterà a Ted Truscott, Global CEO.Ted Truscott, Global Chief Executive Officer di Columbia Threadneedle, commenta così la nuova nomina: “È con grande piacere che do il benvenuto a Nick Ring in occasione del suo ritorno in Columbia Threadneedle, dove sarà il nostro nuovo CEO per la regione EMEA. Nick ha un’eccellente conoscenza della nostra attività e del settore dell’asset management in generale e apporta a Columbia Threadneedle una pluriennale esperienza di prodotto, strategia e distribuzione proprio in un momento in cui il nostro settore sta evolvendo per soddisfare sempre meglio le mutevoli esigenze dei nostri clienti. Grazie alle sue competenze tecniche e all’orientamento al cliente, sono sicuro che Nick possieda il giusto mix di know how per guidare la regione EMEA, dove intendiamo consolidare ulteriormente la nostra value proposition. Siamo lieti di lavorare nuovamente con una persona di grande leadership come Nick.”Nick Ring torna in Columbia Threadneedle dopo un’esperienza in Jupiter Asset Management, dove ha rivestito l’incarico di Responsabile globale della distribuzione. Prima di entrare in Jupiter aveva già lavorato in Columbia Threadneedle (precedentemente Threadneedle Investments), per oltre sette anni con ruoli di leadership nelle aree prodotto e distribuzione. Prima di approdare in Threadneedle nel 2008 ha rivestito diverse posizioni in Northern Trust, KPMG, Gartmore Investment Management e Prudential.
Columbia Threadneedle Investments è un gruppo di asset management leader a livello globale che offre un’ampia gamma di strategie d’investimento a gestione attiva e soluzioni per clienti individuali, istituzionali e corporate in tutto il mondo. Con l’ausilio di oltre 2.000 collaboratori tra cui più di 450 professionisti nella gestione degli investimenti operanti nel Nord America, in Europa e Asia, la società gestisce un patrimonio pari a euro 409 miliardi che copre azioni dei mercati sviluppati ed emergenti, reddito fisso, soluzioni multi-asset e strumenti alternativi. Columbia Threadneedle Investments è la società di asset management appartenente al Gruppo Ameriprise Financial, Inc. (NYSE: AMP), uno dei principali fornitori statunitensi di servizi finanziari, tra le principali società di servizi finanziari al mondo.

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