Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 87

Archive for the ‘Economia/Economy/finance/business/technology’ Category

Economy – Finance – Business – Technology

Valerio Perinelli nuovo direttore generale di SACE BT

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 marzo 2017

perinelliDal 1° aprile Valerio Perinelli sarà il nuovo Direttore Generale di SACE BT, società interamente controllata da SACE (Gruppo CDP) specializzata nell’assicurazione dei crediti commerciali a breve termine, nelle cauzioni e nella protezione dei rischi della costruzione. La nomina è stata approvata oggi dal Consiglio di Amministrazione di SACE BT.
Perinelli, 46 anni, ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l’Università La Sapienza di Roma e vanta un’esperienza ventennale con crescenti e diversificate responsabilità all’interno di Euler Hermes, primo operatore mondiale dell’assicurazione del credito, sia in Italia che all’estero. Nell’ultimo biennio ha ricoperto la carica di Amministratore Delegato di Euler Hermes UK & Ireland, dopo essere stato di base in Francia per otto anni alla guida della direzione Commerciale e Marketing a livello mondiale della World Agency, l’unità di Euler Hermes responsabile per gli affari multinazionali, facendo parte del Comitato Direttivo della società.Con questa nomina, che fa seguito a quella di Michele Capitani a Chief Financial Officer di SACE, si completa la squadra del Polo dell’Export e dell’Internazionalizzazione del Gruppo CDP, a cui è affidato il compito di implementare il Piano Industriale 2016-2020 recentemente approvato.Un piano che ha confermato la strategicità delle attività di SACE BT e assegnato alla compagnia – che ha chiuso il 2016 con un ROE dell’8,7% – l’obiettivo di mobilitare 27 miliardi di euro di risorse entro il 2020, il 20% in più del precedente quinquennio, rifocalizzando la propria offerta commerciale su export e internazionalizzazione, con nuove soluzioni digitali e una maggiore integrazione e sinergia con l’offerta delle altre società del Gruppo CDP. (foto. perinelli)

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cresce ancora l’export del comparto alimentare italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

alimentariParma. Fa registrare il +3,6% e un nuovo record nel 2016 con una forte accelerazione negli ultimi mesi, in particolare sui mercati extra-Ue. Ma ci si interroga su come evolveranno i mercati esteri a seguito dei molteplici cambiamenti geopolitici. Se ne parlerà a Cibus Connect la nuova fiera che Fiere di Parma e Federalimentare organizzano negli anni dispari (a Parma dal 12 al 13 aprile 2017).Tra i contenuti più attesi, quelli del Forum Agroalimentare Ambrosetti durante il quale Valerio De Molli illustrerà i risultati della ricerca realizzata per Federalimentare e Fiere di Parma e quindi il position paper su come “Sostenere la crescita e l’internazionalizzazione nel lungo periodo delle imprese del settore Food & Beverage. Analisi e riflessioni”, nell’ambito del quale i partecipanti potranno conoscere posizionamento e prospettive del Food made in Italy rispetto alle politiche assortimentali della distribuzione internazionale.Al dibattito sul “Posizionamento del Made in Italy Alimentare nell’evoluzione internazionale dei consumi”, interverranno speaker autorevoli provenienti dall’industria alimentare italiana e dalla distribuzione, nazionale ed internazionale. Tra i relatori già confermati: Luigi Scordamaglia (Presidente di Federalimentare e CEO Inalca), Marco Lavazza (Vice Presidente Luigi Lavazza), Francesco Mutti (CEO Mutti), Giampiero Calzolari (Presidente Gruppo Granarolo), Sara Roversi (Direttore Future Food Institute), Alex Tosolini (Vice Chairman Business Dev. The Kroger Co.), Peter Whitsett (Executive Vice President Meijer), Gregoire Kaufman (Sales & Mktg Director Carrefour Italia).
Oltre al Forum, l’innovativo layout della nuova fiera prevede anche un’area molto ampia con decine di cucine dedicate agli show cooking in cui le aziende presenteranno i loro prodotti, con l’aiuto di noti chef e testimonial. Sono state anche predisposte due “arene” che ospiteranno 14 panel tematici sulle tendenze, in Italia e nel mondo, del consumo alimentare dove si confronteranno il management delle aziende espositrici con buyers e category provenienti da tutto il mondo.
Duomo_e_Battistero_di_ParmaL’area espositiva è composta da 500 aziende alimentari italiane, selezionate tra quelle maggiormente vocate all’export, che parteciperanno ai lavori del Forum, esporranno i loro nuovi prodotti ed incontreranno circa 750 top buyer internazionali e migliaia di operatori italiani. Tra le aziende espositrici saranno presenti anche 50 produttori di nicchia selezionati da Slow Food.Negli stessi giorni Parma ospiterà anche “ORIGO, Geographical Indications’ Global Forum”, il primo Forum internazionale sui prodotti alimentari ad indicazione geografica protetta, italiani e non, organizzato da Ministero delle Politiche Agricole, Regione Emilia‐Romagna, con il patrocinio della Commissione Europea, e vedrà la partecipazione di esperti italiani ed internazionali.
L’export delle industrie alimentari italiane nel 2016 ha raggiunto la cifra record di 30 miliardi di euro (38 miliardi se si considera tutto il comparto agroalimentare) crescendo del 3,6% rispetto al 2015. Un dato molto positivo anche perché si colloca in un contesto di rallentamento generalizzato del commercio internazionale. I Paesi dove l’export alimentare continua a crescere sono alcuni mercati chiave come Usa, Germania, Francia, Spagna, Canada, Corea del Sud, alcuni Paesi dell’Est europeo (Slovacchia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Polonia) ed alcune aree medio orientali (Libia, Algeria, Tunisia). Altri Paesi invece, soprattutto per motivi esogeni, arretrano come Cina, Giappone, Brasile e Turchia. Da segnalare finalmente la ripresa dell’export verso la Russia, +3,4% (Elaborazioni Centro Studi Federalimentare su dati Istat). (alimentari)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

BNL: pratica commerciale scorretta per addebitare ai correntisti i costi degli interessi anatocistici

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

bancaGrazie alla segnalazione di un consumatore scopriamo che, entrando nell’home bancking di BNL, non è permessa alcuna operazione senza prima aver accettato e, di conseguenza, autorizzato quanto previsto dal decreto MEF 343/2016, ovvero quello sull’anatocismo bancario. Nonostante ripetute sentenze e l’introduzione per legge del divieto di anatocismo, mai applicata dalle Banche nel silenzio della Banca d’Italia, dal primo marzo assistiamo alla reintroduzione dell’odiata regola. L’anatocismo è il calcolo degli interessi sugli interessi già maturati: il fenomeno riguarda in particolare i rapporti di affidamento su conto corrente. I titolari di conti correnti, infatti, dal primo marzo vedranno addebitatosi gli interessi anatocistici maturati per l’utilizzo del conto durante il 2016.Le banche hanno dunque dovuto ricorrere a dei provvedimenti per adeguarsi al nuovo decreto, con delle informative che risultano però poco chiare e fuorvianti per il consumatore. “Per l’attivazione della modalità di addebito degli interessi in conto corrente è necessaria una sua espressa autorizzazione” è quanto si legge sulla schermata informativa di BNL: è necessario il consenso del correntista per l’addebito sul conto degli interessi per lo scoperto.Quello che non viene espressamente specificato è che se non si concede l’autorizzazione, cliccando sul tasto “Prosegui”, non sarà possibile utilizzare l’home banking o effettuare alcuna ulteriore operazione. Il consumatore è obbligato, dunque, ad accettare l’addebito degli interessi sul conto corrente se vuole continuare ad utilizzare tali servizi. Ci troviamo dinanzi ad una pratica commerciale scorretta perpetrata da BNL che, in maniera ingannevole e poco chiara, in questo modo carpisce il consenso del cliente.
Il consumatore deve essere libero di decidere se accettare o meno quanto previsto dal decreto MEF, senza che questo implichi una restrizione delle sue possibilità di fruizione dei servizi. Codici per questa attività segnalerà il caso all’AGCM e sta valutando l’ipotesi di un’azione inibitoria nei confronti di BNL per pratiche commerciali scorrette che ledono gli interessi dei consumatori.

Posted in Diritti/Human rights, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Settimo convegno annuale sull’IVA

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

parma universitàParma 23 marzo 2017 dalle ore 15 alle 18, presso l’Aula Magna dell’Università di Parma (via Università, 12), è in programma il “Settimo convegno annuale sull’IVA: nuove problematiche e prospettive di evoluzione del sistema”.Il convegno è diventato un appuntamento fisso, su base annuale, per tutta la comunità scientifica italiana, e si pone come obiettivo quello di indagare sulle principali e più attuali problematiche relative all’imposta sul valore aggiunto: la più complessa del nostro ordinamento giuridico, a causa della sua genesi all’interno del diritto dell’Unione Europea. La giornata di studi sarà focalizzata sulle novità intervenute negli ultimi dodici mesi e analizzerà i progetti di riforma da parte della Commissione Europea, anche alla luce della più recente giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’UE e della Corte di Cassazione italiana.Il convegno ha una sua indiscutibile originalità, nel panorama tributario, sia per l’appuntamento annuale ormai consolidato a Parma sia per la prospettiva metodologica proposta. L’evento, inoltre, conferma la centralità dell’Università di Parma nel panorama non solo italiano ma europeo nella ricerca in materia di imposta sul valore aggiunto.
Dopo saluti del Prof. Massimo Regalli, Delegato del Rettore, è prevista, tra i relatori del convegno, la partecipazione dei più autorevoli studiosi dell’IVA a livello italiano: il Prof. Mario Nussi, Presidente dell’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Tributario, la Prof.ssa Livia Salvini, Ordinaria di Diritto tributario presso l’Università LUISS Guido Carli, il Prof. Maurizio Logozzo, Ordinario di Diritto tributario presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’avv. Paolo Centore, Professore a contratto all’Università di Parma e membro effettivo del VAT Expert Group presso la Commissione europea, il Prof. Massimo Basilavecchia, Ordinario di Diritto tributario presso l’Università di Teramo, il Prof. Fabrizio Amatucci, Ordinario di Diritto tributario presso la Seconda Università di Napoli.Come nei precedenti convegni annuali sull’IVA, l’iniziativa è stata organizzata dal Prof. Alberto Comelli, Associato di Diritto tributario presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Studi politici e internazionali dell’Università di Parma, il quale svolgerà la funzione di moderatore dell’evento.

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Ente Nazionale per Microcredito intesa con Ecuador

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

ecuadorPer Mario Baccini (Ente Nazionale per Microcredito): “La vocazione internazionale degli strumenti della microfinanza per combattere l’esclusione finanziaria e sociale ed il modello italiano elaborato dall’Ente Nazionale per il Microcredito sono oggi una garanzia di successo che può essere a buon diritto adottata nei Paesi che vogliono condividere una finanza etica che sostenga le fasce della popolazione più deboli”. È questo il commento del presidente ENM, Mario Baccini, alla sigla del memorandum di intesa con la Repubblica dell’Ecuador, sottoscritto a Roma presso l’Istituto Latino Americano con Guillaume Long, Ministro degli affari esteri e mobilità umana dell’Ecuador, alla presenza dell’ambasciatore dell’Ecuador in Italia Juan Fernando Holguín Flores e del vice ministro degli Affari Esteri ed della cooperazione d’Italia, Mario Giro. “Il nostro Ente – ha ricordato Baccini- ha il ruolo di promozione, prosecuzione e sostegno ai programmi di microcredito e microfinanza destinati allo sviluppo economico e sociale del Paese, nonché ai Paesi in via di sviluppo e alle economie in transizione in sinergia con il Ministero degli Affari Esteri grazie alla Legge 24 Dicembre 2007, n. 244, art.2, commi 185, 186, 187. Questa sigla rappresenta dunque un impegno a proseguire sulla via della diplomazia preventiva che si apre con la finanza etica.”

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

UniCredit: Giovanni Forestiero confermato Direttore Regionale CENTRO

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

forestieroGiovanni Forestiero è stato confermato Direttore Regionale CENTRO di UniCredit (Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna). Con Forestiero collaboreranno il nuovo Responsabile Retail e il Responsabile Corporate, in una logica di specializzazione sui due segmenti di clientela.Responsabile Retail per il Centro è stato nominato Fabrizio Simonini, che guiderà 22 Aree commerciali Retail tra Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna.
Responsabile Corporate per il Centro è stato nominato Osvaldo Venturi, che guiderà 8 Aree Commerciali Corporate tra Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna.Nella nuova struttura organizzativa, mantiene una forte specializzazione nel segmento costituito dalla clientela con grandi patrimoni. Resta infatti attiva una rete Private territorialmente speculare alla rete commerciale. La rete Private del Centro è guidata da Ignazio Frasca che guiderà 11 Aree commerciali Private. Parallelamente, il Responsabile del Wealth Managment per il Centro è Emanuele Malaspina. (foto: forestiero)

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

India Commerce Ministry Trusts Frost & Sullivan’s Analysis to Revamp Trade

Posted by fidest press agency su domenica, 19 marzo 2017

london-centralLONDON, UK What will it take to increase and regulate India’s exports? This is what the Ministry of Commerce, Government of India is trying to establish. To answer this Frost & Sullivan was asked to conduct an in-depth analysis to support its efforts to revamp the Directorate General of Foreign Trade (DGFT).In its recent consulting analysis, the global growth partnership and consulting firm suggests greater autonomy for DGFT. A body under the Ministry of Commerce, DGFT has up till now been assigned the role of facilitator instead of enforcer. All this is set to change with the recommendations of this report.In April 2015, the Narendra Modi government set the mammoth target of increasing India’s exports to USD 900 billion by 2020. Today, the global market is in flux; competition with peer countries is at an all-time high as trade policies are being changed. In this context, the move to revamp export promotion assumes great significance as India seeks to increase its share of global trade.“We have conducted an exhaustive and comprehensive analysis on the scope and nature of the functions and operational tasks undertaken by DGFT,” explains Mani James, Vice President, Public Sector Practice, Frost & Sullivan. “In light of the key underlying policy objectives and regulatory concerns, we had to ascertain the relevance of these activities in terms of their content and execution modalities.”According to Frost & Sullivan, India needs a vibrant organisation to promote its trade interests. The way forward is a mix of restructuring and reform with a dose of global best practices.Frost & Sullivan has also predicted the possible implications of bringing in the change:
1) A positive impact on India’s ‘Ease of doing business’ ranking, which is at an all-time low
2) Increased transparency, less policy paralysis
3) Professionalism within the administration, better governance, compliance and monitoring
4) Export promotion is essential in global trade and can help turn around the economy and provide more jobs (by Frost & Sullivan)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il debito pubblico italiano e la globalizzazione senza regole

Posted by fidest press agency su sabato, 18 marzo 2017

pilIl debito pubblico italiano è sempre al centro di tutte le discussioni relative al ruolo dell’Italia nell’Unione europea. Anche se siamo stati tra i fondatori dell’Unione, più di un governo europeo ci vorrebbe relegati nel secondo o addirittura nel terzo girone. Gli ultimi dati indicano che il rapporto del debito pubblico italiano rispetto al pil è intorno al 133%. Di conseguenza, tutti si sentono autorizzati a chiedere riforme strutturali, rientri veloci, tagli ed austerità, fino a sollecitare forti sanzioni finanziarie per il mancato rispetto dei parametri di Maastricht. L’andamento del nostro debito pubblico nei decenni passati è sempre stato in aumento per una serie di motivi negativi, politici ed amministrativi, che ancora oggi necessitano di essere affrontati e corretti.Noi, però, dobbiamo anche evidenziare come la speculazione finanziaria internazionale, esplosa in alcuni momenti cruciali della nostra storia, ha inferto delle tremende accelerazioni nella crescita del debito pubblico, portandolo così fuori dai normali canali istituzionali.Il primo grande attacco speculativo contro la lira avvenne nel 1992. Era parte del più vasto attacco contro il Sistema Monetario Europeo. Lo Sme doveva preparare con maggior attenzione e con una velocità moderata, il processo di cooperazione e di unione europea, anche nel campo monetario e finanziario. Come è noto, in Italia l’attacco speculativo era combinato con la pressione internazionale verso la privatizzazione delle imprese a partecipazione statale. Ovviamente non vi fu solo la spinta internazionale… Alla fine, con la massiccia svalutazione della lira, vi fu una vera e propria svendita delle aziende pubbliche.
L’effetto sul debito pubblico fu devastante. Il rapporto debito/pil , che era di 105,4% nel 1992, salì al 115,6% nel 1993 fino a raggiungere 121,8% nel 1994.
Sotto la pressione dei mercati i tassi di interesse sui titoli di stato salirono notevolmente, aggravando ulteriormente l’andamento del debito pubblico.
Fu necessario un enorme sforzo, sia per la ripresa economica che per i tagli della spesa pubblica, per ridimensionare i tassi. Anche l’entrata nell’euro incise nel rapporto debito/pil che scese intorno al 103% nel 2004 e nel 2007/8.
Poi la crisi finanziaria globale, partita dagli Usa, investì tutto il mondo, in primis l’Europa, colpendo tutti i settori economici, bancari e commerciali provocando pesanti crolli nelle produzioni ed enormi salvataggi pubblici delle banche a rischio bancarotta.
In Italia il rapporto debito/pil schizzò dal 103,6% del 2007 al 116,0% del 2009.
L’altra impennata più recente si è registrata nel 2011 a seguito dell’attacco speculativo contro l’Italia, che portò lo spread ad oltre 500 punti (5%)sopra il tasso di interesse del Bund decennale tedesco, con effetti pesanti per gli interessi dei titoli di stato italiani. Come noto, la crisi determinò anche mutamenti negli assetti di governo. Per fortuna l’attacco si fermò nel preciso momento in cui Mario Draghi, presidente della Bce, dichiarò che avrebbe utilizzato tutti i mezzi necessari nella difesa dell’euro. Il famoso “whatever it takes”. Ma il rapporto debito/ pil, che nel 2011 era del 120,7%, schizzò al 127,0% l’anno successivo. Si stima che le grande banche internazionali, in particolare quelle europee, nel pieno di quelle turbolenze finanziarie abbiano venduto non meno di 200 miliardi di euro di titoli di Stato italiano. E’ difficile dare una valutazione precisa, ma non si è lontani dalla verità se si afferma che siano state coinvolte anche certe banche tedesche e francesi, quelle stesse che in precedenza erano state salvate dai rispettivi governi. E’ da ipocriti affermare in Europa o in Italia che la speculazione attacca chi se lo merita, per una endogena debolezza economica di cui si è i soli responsabili. Si dimentica che un’economia più debole deve anche fare degli sforzi enormi per recuperare le perdite generate da una crisi a volte provocata da altri.
I dati e le stesse discussioni ci dicono che c’è ancora molto da fare. Nelle sedi europee non servono né l’ottimismo di maniera né la classica voce grossa. In quelle sedi non solo bisogna evidenziare che il nostro Paese, a seguito dei ripetuti attacchi speculativi, ha subito un aggravamento del rapporto debito/pil non inferiore al 30%, ma soprattutto far comprendere che è il momento di decidere che gli investimenti non possono essere sottoposti ad un irrazionale principio di austerità che, anziché lenire, aggrava i malanni di un Paese. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Ramondi economista)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La rivalutazione degli immobili a garanzia

Posted by fidest press agency su sabato, 18 marzo 2017

casa-vivaMilano 23 marzo 2017 – ore 15 Milano, SDA Bocconi Aula AS03 – Via Roentgen, 1 La rivalutazione degli immobili a garanzia. La rivalutazione degli immobili a garanzia delle esposizioni è a pieno titolo un tema importante relativo alla mitigazione del rischio
anche in forza della recente normativa sulla vigilanza bancaria in attuazione della Direttiva Mutui.In tale ambito l’applicazione di modelli di valutazione immobiliare automatica (AVM – Automated Valuation Model) rappresenta una prassi consolidata in molti mercati avanzati, mentre in Italia sono la nuova frontiera delle tecniche valutative.Durante il convegno verranno messi in evidenza gli aspetti normativi cui gli istituti di credito devono attenersi,i principali aspetti metodologici dei modelli di valutazione automatica e gli ambiti di applicazione, prendendo spunto dalle best practice UK e da alcuni business case di primari istituti italiani.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Appalti Scuole: bidelli e pulizie

Posted by fidest press agency su sabato, 18 marzo 2017

scuolaValgono 1,6 miliardi gli appalti per le pulizie e il decoro nelle scuole d’Italia. La domanda sorge spontanea: chi dovrebbe fare le pulizie? A nostro avviso, i bidelli. Non si dovrebbe ricorrere, a meno di situazioni particolari, ad appalti esterni che aggravano il bilancio pubblico. I bidelli, in altre parole, gli operatori scolastici, così definiti dal buonismo di turno, dovrebbero avere la funzione di vigilanti e di addetti alle pulizie, ma le pulizie non le fanno più. E’ la distorsione cui ha portato un’insensata contrattualità sindacale alla quale si aggiungono gli interessi di alcune imprese e cooperative. Occorre tornare a praticare il buon senso e ridefinire il mansionario di molte categorie del pubblico impiego, altrimenti, ognuno rivendicherà il proprio “particulare”, i cui costi avranno un solo pagante: il cittadino contribuente.
Si potrebbe obiettare che gli addetti del comparto sono migliaia, il che creerebbe problemi occupazionali in un momento nel quale il lavoro scarseggia. Gia’, ma dare lavoro a qualcuno, sottraendolo ad altro, che mantiene lo stesso stipendio, non e’ una intelligente politica lavorativa perche’ si rimescola la stessa minestra. I soldi pubblici dovrebbero essere spesi per creare nuove e non fittizie e interessate opportunità di lavoro. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Piano di investimenti per l’Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 18 marzo 2017

europaIl Fondo europeo per gli investimenti (FEI) e Confidi Systema! hanno firmato un accordo nell’ambito dell’iniziativa InnovFin della Commissione europea, sostenuta dal programma di ricerca e innovazione dell’UE Orizzonte 2020, per mettere a disposizione di piccole e medie imprese (PMI) e piccole imprese a media capitalizzazione innovative italiane finanziamenti per 26 milioni di euro nell’arco dei prossimi due anni. L’operazione si avvale anche del sostegno del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), fulcro del piano di investimenti per l’Europa.Il FEI rilascia una controgaranzia che consentirà a Confidi Systema! di aumentare i volumi di garanzie e di sostenere quindi l’accesso al credito da parte delle PMI. L’operazione dovrebbe generare un portafoglio di prestiti bancari del valore massimo di 26 milioni di euro che andrà a beneficio di oltre 200 imprese situate prevalentemente nel Nord-Ovest.Jyrki Katainen, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “L’Italia continua a conseguire risultati eccezionali nell’ambito del Piano di investimenti. Migliaia di PMI italiane già usufruiscono dei vantaggi del FEIS. Sono lieto che con l’accordo odierno altre 200 società avranno accesso ai finanziamenti di cui hanno bisogno per innovare, espandersi e creare posti di lavoro.”Pier Luigi Gilibert, Amministratore unico del FEI, ha dichiarato: “Sono molto soddisfatto della conclusione di questo accordo di collaborazione tra il FEI e Confidi Systema! nell’ambito del FEIS. Questa operazione genererà un elevato valore aggiunto a vantaggio delle imprese italiane. Il FEI intende continuare a operare nell’ambito del FEIS e mi compiaccio che siamo riusciti a includere nel piano tutti gli Stati membri dell’UE. Grazie all’accordo odierno con Confidi Systema! oltre 200 PMI dovrebbero beneficiare delle garanzie che verranno messe a disposizione. Essendo una delle principali società di garanzia del credito in Italia, Confidi Systema! si trova in una posizione ideale per raggiungere le PMI italiane che necessitano di finanziamenti.”Lorenzo Mezzalira, Presidente di Confidi Systema!, ha aggiunto: “Siamo fortemente impegnati a sostenere le PMI italiane. Grazie a questo accordo saremo in grado di migliorare l’accesso delle PMI ai finanziamenti; ciò consentirà loro di svilupparsi, crescere e creare posti di lavoro. Gli importi dei prestiti andranno da 25 000 a 2 milioni di euro, e avranno una durata massima di dieci anni. Il sostegno di Confidi Systema! ridurrà inoltre notevolmente il tempo necessario per istruire le richieste di credito, consentendo alle PMI di ottenere rapidamente i finanziamenti di cui hanno bisogno. Il FEI e Confidi Systema! collaborano per consolidare e sviluppare il sistema delle piccole imprese in Italia.
Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) fa parte del Gruppo Banca europea per gli investimenti. La sua missione fondamentale è sostenere le microimprese e le PMI europee, facilitandone l’accesso ai finanziamenti. Il FEI elabora e sviluppa strumenti di capitale di rischio e di capitale di crescita, strumenti di garanzia e di microfinanza destinati specificamente a questo segmento di mercato. In questo ruolo il FEI promuove gli obiettivi dell’UE nei campi dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo, dell’imprenditorialità, della crescita e dell’occupazione. Maggiori informazioni sull’attività del FEI nell’ambito del FEIS sono disponibili qui.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Dentix inaugura a Brescia e Como

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 marzo 2017

Dentix, il colosso spagnolo leader nel settore della cura dentale, continua la sua espansione in Italia e in particolar modo in Lombardia, inaugurando due nuovi centri ad alta specializzazione che apriranno lunedì 20 marzo a Como e Brescia. Diventano così otto le cliniche aperte in Lombardia e 19 in tutta Italia con l’obiettivo di arrivare entro la fine del 2017 a un totale di 30 nuove cliniche di proprietà nel Paese, con la creazione totale di 300 nuovi posti di lavoro. Dentix, già premiata con l’Invest in Lombardy Awards, il premio di AttrAct – Invest in Lombardy Days dedicato agli investimenti esteri in Lombardia, sceglie due importanti provincie lombarde per continuare la propria espansione: a Como apre in piazza Perretta 4 nella sede dell’ex banca Unicredit e a Brescia in corso Martiri della Libertà / angolo Corso Palestro nella sede degli uffici dell’ex banca Santander. Due spazi in pieno centro città, il primo da 460 metri quadri con tre stanze con poltrone da dentisti, e il secondo da 400 metri quadri con quattro stanze con poltrone da dentisti, in cui, come da tradizione per il modello Dentix, lavoreranno 15 professionisti del territorio. Sono 30, dunque, i nuovi posti di lavoro creati da Dentix nelle due provincie che si aggiungono a quelli già creati nelle cliniche di Bergamo, Monza, Cremona, Milano (via De Amicis e Corso San Gottardo) e Mantova, per un totale di 120 assunzioni.«Con queste aperture portiamo avanti i nostri obiettivi, offrendo un servizio di qualità a un prezzo accessibile a tutti. La nostra più grande sfida è, infatti, riavvicinare alle cure odontoiatriche anche chi a causa della crisi economica si è dovuto allontanare. Per farlo, mettiamo al primo posto i pazienti che possono trovare in Dentix un’offerta diversa rispetto a tutte le altre, con cliniche di proprietà e non in franchising. Ogni nostra clinica, infatti, è composta da un’équipe di professionisti con il Direttore Sanitario che si occupa del coordinamento del lavoro degli odontoiatri, offrendo un servizio completo che permette di soddisfare ogni richiesta anche grazie all’utilizzo di macchinari all’avanguardia. Siamo certi che sia proprio questo mix di fattori a fare la differenza, oggi e sempre di più nel futuro» – spiega Paolo Marzo, Marketing Manager Italia.
Dentix in Italia – Dentix, dal dicembre 2014 a oggi ha aperto 19 cliniche, di cui 8 in Lombardia. Secondo Audit PWC, il ranking di gradimento dei pazienti, che in 1 caso su 2 arrivano a Dentix grazie al passaparola, è di 8,5 su 10. Basso il tournover nelle cliniche Dentix, inferiore alla media del settore, e grazie a un fatturato da 390 milioni di euro, oltre 5 mila occupati nel mondo (700 in più solo nel 2016) e ben oltre 250 cliniche di proprietà in tutto il mondo, Dentix è stata riconosciuta anche dalla Borsa di Londra come una delle «1000 companies to inspire Europe 2016», le mille aziende che ispirano l’Europa.La cura dei denti – Secondo le analisi Istat, le cure odontoiatriche hanno subìto una forte flessione negli anni della crisi: se nel 2005 il 39,3% delle famiglie italiane si rivolgeva al dentista o all’ortodontista, questa percentuale nel 2013 è scesa al 37,9%. Risulta invece in aumento, dal 24,0% al 29,2%, la percentuale di persone che hanno dilazionato le visite, da 1 a 3 anni. E aumenta anche, secondo la ricerca dell’Istituto Key-Stone su un campione di 1000 famiglie italiane, la fiducia sulle catene dentistiche come Dentix: il 35% delle famiglie sceglie il dentista in base alla sua effettiva competenza e non in base alla sua struttura organizzativa.I servizi di Dentix – Dentix punta su un’organizzazione professionale e al tempo stesso flessibile, con aperture 6 giorni su 7, dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 20, in cui ogni paziente viene affidato a un professionista e specialista così che possa crearsi un rapporto di stima destinato a durare nel tempo con cure personalizzate gestite con tecnologie di ultima generazione, come la CAD-CAM, l’apparecchiatura Digital TAC e la radiografia panoramica. Il tutto con prezzi assolutamente accessibili. (foto: dentix)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Unione Naz. Consumatori su inflazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 marzo 2017

istatSecondo i dati definitivi di febbraio resi noti dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dell’1,6% su base annua, mentre il carrello della spesa segna un rialzo del 3,1%.”Per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, il balzo dell’inflazione all’1,6% significa avere una maggior spesa annua di 608 euro, 234 euro per il solo carrello della spesa, ossia per la spesa di tutti i giorni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Secondo i calcoli dell’associazione, se l’incremento dei prezzi dell’1,6% significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, per l’inesistente famiglia media Istat da 2,4 componenti, 480 euro in più nei dodici mesi (184 per il carrello della spesa), per una coppia con 1 figlio la stangata è di 571 euro in più su base annua (219 per la spesa di tutti i giorni).
Per un pensionato con più di 65 anni, la maggior spesa è pari a 315 euro, 322 euro per un single con meno di 35 anni, 466 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni
L’Unione Nazionale Consumatori ha poi stilato la classifica delle città più care d’Italia. In testa alla classifica delle città più care d’Italia, Bolzano, dove l’inflazione del 2,2% si traduce in una batosta, per una famiglia di 4 persone, pari a 1190 euro su base annua. Segue Milano, dove l’inflazione del 2,1% determina un aumento del costo della vita pari a 1078 euro e Trento, dove il rialzo dei prezzi del 2,2% comporta una maggior spesa annua di 896 euro.

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Maggiore trasparenza per le società quotate e per gli investitori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

parlaeurop_fdsBruxelles. Il Parlamento europeo ha approvato martedì nuove misure per incoraggiare le grandi aziende europee a focalizzarsi sui risultati di lungo termine. Queste misure introducono il potere per gli azionisti di votare sulla politica di remunerazione dei direttori e faciliteranno l’identificazione degli azionisti da parte delle compagnie. Il relatore Sergio Gaetano Cofferati (S&D, IT) ha dichiarato che “l’accordo sulla direttiva per i diritti degli azionisti approvata oggi dalla plenaria del PE è molto positivo. Le misure concordate aiuteranno a spingere gli investimenti verso un approccio orientato a più lungo termine e assicureranno maggiore trasparenza per le società quotate e per gli investitori.” La risoluzione è stata approvata con 646 voti in favore, 39 voti contrari e 13 astensioni.
Le nuove regole, frutto di un accordo informale già raggiunto da Parlamento e Consiglio nel dicembre 2016, daranno agli azionisti il potere di votare sulla politica aziendale per la remunerazione dei direttori d’azienda, rendendo quindi possibile vincolare maggiormente lo stipendio ai risultati aziendali sul lungo termine.Permetteranno inoltre alle aziende di identificare più facilmente i propri azionisti, facilitando quindi il dialogo tra di loro e, allo stesso tempo, rendendo più semplice per gli azionisti esercitare i propri diritti, incluso quello di partecipare e votare nelle assemblee generali.Inoltre, alcune transazioni che potrebbero recare gravi pregiudizi al futuro di un’azienda, dovranno essere comunicate pubblicamente e approvate attraverso procedure che garantiscano la protezione degli interessi delle compagnie e dei loro azionisti.
Queste norme introducono anche nuovi requisiti di trasparenza per gli investitoti istituzionali, come fondi pensionistici, compagnie di assicurazioni sulla vita e i gestori di attivi, che spesso sono azionisti importanti di compagnie europee quotate in Borsa. Agli investitori istituzionali e ai gestori di attivi sarà chiesto di comunicare pubblicamente una politica che descriva come intendano integrare la partecipazione degli azionisti nelle loro strategie d’investimento o di spiegare perché abbiano deciso di non farlo.Inoltre, i consulenti in materia di voto che effettuano ricerche e forniscono consigli ai loro clienti su come votare nelle assemblee generali dovranno rivelare informazioni fondamentali, come le fonti delle loro informazioni o le metodologie utilizzate per le consulenze che forniscono.Cofferati ha anche sottolineato che “grazie agli sforzi del Parlamento su questa direttiva, la Commissione europea ha inoltre proposto di presentare quanto prima una nuova proposta legislativa specifica per la trasparenza dei resoconti pubblici delle multinazionali sulla tassazione paese per paese.”

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Istat industria: dal 2008 beni durevoli -40,1%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

istatSecondo i dati resi noti dall’Istat, la produzione industriale a gennaio diminuisce del 2,3% rispetto a dicembre e dello 0,5% rispetto a gennaio 2016, nei dati corretti per effetto di calendario.”Dopo i dati molto positivi di dicembre, si assiste all’ennesima inversione di tendenza, che attesta come l’Italia non sia affatto uscita dal tunnel della crisi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“In particolare ci preoccupa il crollo su base annua dei beni di consumo durevoli, scesi del 5,7%. E’ la dimostrazione che le famiglie si possono permettere solo la spesa di tutti i giorni e sono costrette a rinviare gli acquisti dei beni più costosi” conclude Dona.Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, dal gennaio 2008 ad oggi la produzione dei beni di consumo durevoli ha registrato un tracollo del 40,1%, a fronte di una riduzione della produzione industriale del 23,1%. Più moderata la diminuzione dei beni di consumo non durevoli, scesi del 12,2 per cento.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Italia-Georgia: accordo tra SACE (Gruppo CDP) e il Fondo georgiano d’investimento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

Beniamino QuintieriIn occasione del Business Forum Italia-Georgia, SACE (Gruppo Cassa depositi e prestiti) e il fondo d’investimento georgiano Partnership Fund, hanno annunciato la firma di un nuovo accordo di collaborazione destinato ad ampliare le opportunità di business tra i due Paesi. Nell’ambito dell’intesa, le due società si impegnano a promuovere export e investimenti tra Italia e Georgia attraverso l’individuazione di progetti di comune interesse, lo scambio di informazioni e la condivisione di best practices, inclusa la possibilità di avvalersi di servizi innovativi di advisory e assistenza tecnica per supportare le aziende – principalmente PMI – nello sviluppo di progetti in settori chiave per la crescita delle due economie L’accordo – firmato dal Presidente di SACE Beniamino Quintieri e dal CEO del Partnership Fund David Saganelidze – completa e si aggiunge alla collaborazione già avviata nel 2015 quando SACE si è aggiudicata un contratto di advisory per la costituzione e l’avvio delle attività della nuova agenzia di export credit georgiana, controllata dal Partnership Fund, cui ha fornito servizi di consulenza e un programma di formazione tecnica con l’obiettivo di trasferire gli strumenti e il know-how necessari a sostenere le imprese georgiane nello sviluppo di attività di export.“Con questa iniziativa aggiungiamo un nuovo tassello alla preziosa partnership con il Fondo georgiano e ci impegniamo a supportare attivamente i rapporti economico-commerciali tra Italia e Georgia, per contribuire all’identificazione di nuove opportunità cross-border a tutto vantaggio delle nostre imprese” – ha dichiarato Beniamino Quintieri.
David Saganelidze ha accolto con entusiasmo il nuovo accordo dicendo che “rafforzerà la cooperazione iniziata due anni fa, quando abbiamo incaricato SACE come advisor per la creazione dell’agenzia di export credit georgiana attraverso cui oggi siamo in grado di supportare concretamente i percorsi di internazionalizzazione delle nostre imprese”.
In controtendenza rispetto al complesso quadro regionale, la Georgia è oggi una delle economie più dinamiche del Caucaso con un tasso di crescita del Pil che si avvicina al 3% e un business climate in costante miglioramento grazie alle riforme promosse dal governo volte ad una maggiore differenziazione dell’economia. Non a caso, l’export italiano nel Paese cresce a ritmi sostenuti (+37% nei primi dieci mesi del 2016) e si profilano interessanti opportunità per le imprese italiane soprattutto nei settori dell’energia, dell’agro-business, della trasformazione alimentare, della gomma e plastica e del packaging.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Trump e le infrastrutture: quale modello di investimento?

Posted by fidest press agency su sabato, 11 marzo 2017

trump (2)Ancora non si conosce il vero orientamento del presidente Trump per i settori dell’economia reale degli Usa. Cancellando le poche regole introdotte a suo tempo dal presidente Obama per contenere le spinte speculative, le sue decisioni riguardanti il mondo bancario e finanziario hanno deluso quanti si aspettavano i cambiamenti promessi in campagna elettorale. Dubbi e perplessità sorgono anche per quanto riguarda il finanziamento del vasto programma infrastrutturale annunciato, che prevede ben 1.000 miliardi di dollari di investimento. Si farà ricorso ad obbligazioni e a fondi pubblici mirati a specifici progetti a beneficio degli utenti, oppure verranno messi in campo dei partenariati pubblico-privati (PPP) in cui si garantiscono maggiori privilegi alla parte privata? Potrebbe sembrare una domanda secondaria ma non lo è per niente.
Se il governo si farà carico dell’intero investimento, lo Stato evidentemente si aspetterà di essere ripagato attraverso una maggiore efficienza dei settori produttivi e dai tributi fiscali derivanti dall’aumento dei redditi e dei consumi. Se si privilegiano i partenariati, gli investitori privati incasseranno le tariffe pagate dai consumatori e, forse, giovandosi anche di una rilevante garanzia pubblica.
In Italia si conosce bene la differenza in quanto negli anni, si è, purtroppo, in gran parte privatizzata la distribuzione dell’acqua, che da bene pubblico è sempre più diventato un servizio gestito da privati. Lo stesso avviene per la gestione delle autostrade che hanno portato ricchi introiti ai privati a fronte di scarsi investimenti e di insufficienti manutenzioni della rete.
Lungi da noi l’intento di criminalizzare il modello dei partenariati. Al contrario, esso può essere uno strumento molto valido se ben utilizzato e ben controllato. Occorre però riconoscere che non è il toccasana alternativo per tutti gli investimenti pubblici.
Negli Stati Uniti si stima che la componente privata degli investimenti nei servizi di interesse pubblico produce su base decennale in media un profitto annuo tra l’8 e il 18%.
Sono soprattutto i fondi di “private equity”, controllati dalle banche, ad operare in questi settori. Molte città americane, come è noto, in passato hanno “delegato” ai privati la gestione di molti servizi pubblici.
In una situazione di tassi di interesse zero, le banche e i fondi finanziari scalpitano per investire nei progetti infrastrutturali e in certi servizi pubblici. Ecco perché il programma di Trump suscita grandi consensi da parte del sistema bancario.
Indubbiamente la materia è complessa e ha notevoli riverberi. E’ noto, per esempio, che ogni investimento pubblico nelle infrastrutture genera un aumento del valore di mercato dei terreni e degli immobili già esistenti nella zona, generando effetti perversi nell’aumento dei prezzi delle case e degli affitti.
Si ricordi che Trump è un immobiliarista che ha accumulato le sue ricchezze in questo settore. Perciò non vorremmo che in futuro gli Usa diventassero un gigantesco fondo di investimento immobiliare.
Comunque speriamo che il presidente americano ci sorprenda positivamente e fughi con le sue scelte le non poche perplessità circolanti sulla natura del suo governo. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il gruppo Euro&Promos sbarca in Germania

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 marzo 2017

binicottiÈ partita dal più grande mercato europeo, la Germania, l’internazionalizzazione del gruppo Euro&Promos, l’azienda di Udine che negli anni ha conquistato il mercato nazionale, diventando una delle principali realtà italiane nel settore dell’integrated facility management con circa 6000 dipendenti e oltre 100 milioni di euro di fatturato complessivo.Dal 1 novembre 2016 è attiva Euro&Promos Germany con sede a Monaco di Baviera che si è già fatta notare ottenendo l’affidamento delle attività logistiche, di rifinitura e di controllo qualità di un importante gruppo metalmeccanico italiano. L’azienda era già cliente del gruppo friulano e ha chiesto a Euro&Promos di estendere i propri servizi anche a una delle sedi estere.“Si tratta del primo approccio verso lo sviluppo commerciale in Germania – spiega il responsabile di Euro&Promos Germany, Massimiliano Cotti Cometti – ed è la nostra prima commessa all’estero per un valore di diversi milioni di euro. Il knowkow e le importanti referenze che Euro&Promos ha in Italia – continua – ci hanno portato inevitabilmente verso l’Europa e, visti anche i feed back positivi, siamo convinti che nel prossimo futuro ci possano essere sviluppi interessanti, con l’acquisizione di nuovi clienti”.
L’apertura della sede tedesca deriva da una precisa strategia aziendale: “La nostra volontà di crescita – chiarisce il presidente di Euro&Promos, Sergio Bini – è molto chiara e l’espansione in Europa è per noi un obiettivo imprescindibile. Il mercato tedesco offre diverse opportunità sia nel campo degli appalti pubblici, sia in quello delle commesse private – conclude – e per questo lo riteniamo assai importante, così come guardiamo con interesse a tutti i Paesi del centro-Europa”.
Euro&Promos è una delle più importanti realtà italiane nel settore Integrated Facility Management. L’azienda ha sede a Udine, è presente in tutta Italia con circa 6.000 dipendenti e si occupa di logistica, pulizie, energia, ecologia, laundering, servizi sociali alla persona, informazione e relazione. http://www.europromos.it (foto: bini,cotti)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Agricoltura: Più investimenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 marzo 2017

mondo agricoloIn dieci anni sono calate le superfici agricole, le aziende, problemi al settore dell’allevamento, ma cresce la propensione ad investire in innovazione e adeguamento tecnico. Dal Focus di Veneto Agricoltura di oggi, presenti Pan, Negro, i Presidenti delle organizzazioni agricole, l’Università, il mondo bancario, anche una nota stonata sulla PAC, che guarda troppo a nord. E la necessità di essere presenti nel dibattito per la definizione di quella futura.C’era anche (virtualmente) Paolo De Castro, il V.Pres. Comm.ne Agricoltura del Parlamento UE, all’incontro di stamattina a Veneto Agricoltura su Investire in agricoltura e Nuova PAC: dall’Ass.re regionale Giuseppe Pan, al Direttore dell’Agenzia Alberto Negro, i Presidenti delle organizzazioni professionali agricole (Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Copagri), le banche (FriulAdria/Credit Agricole), l’Università di Padova (il Tesaf), il CREA, etc.; tutti presenti per capire il trend “economico” del settore primario e cosa dovranno aspettarsi gli agricoltori dalla futura politica agricola europea, la PAC. Un Focus, quello organizzato oggi a Legnaro-Pd da Veneto Agricoltura-Europe Direct, d’intesa con Regione e Università di Padova, per fornire al mondo agricolo e istituzionale strumenti di discernimento. Non solo parole ma dati. Che facevano riferimento al volumetto appena pubblicato da Veneto Agricoltura-Europe Direct proprio su “Investire in agricoltura”. Del resto in questi giorni a Bruxelles sono state avviate le discussioni sulla PAC post 2020, con la messa in rete da parte della Commissione europea di una consultazione pubblica aperta (fino al 2 maggio). Lo scenario dell’agricoltura veneta è stato descritto da Renzo Rossetto (Veneto Agricoltura). Negli ultimi dieci anni (periodo 2005-2015) le superfici investite nelle principali colture agricole in Veneto sono passate da circa 645 mila ettari a 580 mila, con un calo del -10%: giù gli ettari coltivati a cereali (-20%), orticole (-32%) e frutticole (-23%); in crescita (+8%) la vite (effetto Prosecco) e le colture industriali (+19%), trainate dall’espansione della soia. Anche il numero di allevamenti segna il passo: 3.600 quelli di bovini da latte nel 2015 (-60% rispetto al 2005), che registrano la flessione più rilevante; circa 2.200 quelli di suini (-45%), in calo anche gli allevamenti di bovini da carne (-7%) e avicoli (-6%). Nonostante ciò, l’investimento medio per azienda, vera cartina di tornasole, evidenzia una maggiore propensione delle aziende ad investire: in crescita gli ettari mediamente coltivati dalle aziende per tutte le principali colture (gli aumenti maggiori per vite e cereali). Anche gli allevamenti vedono aumentare il numero medio di capi per azienda: raddoppiano, ad esempio, il numero di vacche da latte per allevamento, in forte crescita anche il numero di capi avicoli (+45%) e suini, mentre scende leggermente il numero di capi bovini per allevamento.
Agriculture and Fisheries CouncilInsomma: conviene o non conviene investire in agricoltura? Prova del nove è il valore della produzione per ettaro o per singolo allevamento: quasi raddoppiato, sostengono gli economisti dell’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, il valore prodotto da un ettaro di vite, che supera gli 11.000 euro, in forte crescita anche quello delle orticole (da poco meno di 38 mila a oltre 43 mila euro/ettaro), cereali (+35%) e frutticole (+24%). Per quanto riguarda la zootecnia, triplicato il valore prodotto per singolo allevamento di vacche da latte, quasi raddoppiato quello suinicolo, +83% per l’allevamento avicolo. Ciò significa che nonostante il calo di superficie e di aziende, quelle rimaste riescono ad impiegare in maniera più efficiente ed efficace i fattori produttivi e ad aumentare la produttività aziendale.
In questa logica, l’Assessore regionale Giuseppe Pan, che ha aperto i lavori, è stato chiaro: “L’obiettivo più importante è quello di mantenere, come minimo, gli attuali finanziamenti comunitari. Non sarà facile, perché tutto dipenderà dal bilancio che l’Unione Europea avrà a disposizione nel periodo 2020-2027 e dalla consistenza del relativo capitolo agricolo. Inoltre, sono prevedibili forti pressioni da parte di tutti gli Stati Membri, a cominciare da quelli dell’Est Europa. L’Italia dell’agricoltura, a differenza di quanto accaduto in passato, dovrà fin da subito fare fronte comune e lavorare in squadra per far sì che la nuova PAC possa sostenere le filiere produttive più deboli”. Anche per il Direttore dell’Agenzia Veneto Agricoltura, Alberto Negro è giunto il tempo di avviare il dibattito sul futuro della PAC. Futuro che, al momento, sulla base di quanto si sta delineando a livello europeo, vede vari possibili scenari: mantenimento delle regole attuali della PAC; una PAC che punti solo su alcune priorità quali per esempio la gestione del rischio, i servizi a favore dei cambiamenti climatici e degli ecosistemi, ecc.; una PAC che metta in sinergia i Pagamenti diretti e la gestione del rischio; una PAC che preveda una nuova ridistribuzione delle risorse; fino ad arrivare addirittura all’ipotesi di un possibile smantellamento agricolturadella politica agricola europea e una conseguente completa sua liberalizzazione, come chiedono alcuni vari del Nord Europa. Fortunatamente alcuni di questi sono solo scenari ipotetici con scarse possibilità di affermazione. La PAC post 2020 è dunque tutta da costruire ma proprio per questo è importante monitorare il dibattito in atto a livello europeo e risultare propositivi a livello nazionale e regionale. Anche gli interventi dell’Università di Padova (Proff. Luca Rossetto, Samuele Trestini) e di Crea (Andrea Povellato) hanno messo a confronto la futura PAC con i possibili strumenti a disposizione degli agricoltori, offrendo valutazioni e proiezioni sugli scenari in campo e strumenti di analisi utili alla Regione e agli stakeholders per definire la piattaforma che sarà di riferimento per i negoziati che andranno intrapresi con la burocrazia di Bruxelles. Quest’ultima è stata una dei grandi imputati nella discussione apertasi grazie alla Tavola Rotonda coordinata da Alberto Andrioli de L’Informatore Agrario. Dal NeoPresidente di Confagricoltura Veneto Lodovico Giustiniani a quello della CIA regionale Flavio Furlani a quello di Coldiretti Padova Federico Miotto (sostituiva quello veneto Cerantola, impossibilitato), tutti hanno puntato il dito contro una PAC densa di carichi amministrativi e dunque da semplificare. Ma non basta, serve facilitare l’accesso a strumenti finanziari a sostegno degli investimenti dell’imprenditoria agricola, che necessitano anche di ombrelli assicurativi. In questo senso si è espresso Davide Goldoni di FriulAdria. Ma l’interrogativo più pesante l’ha posto sul tavolo il Prof. Vasco Boatto (Univ. di Padova), che ha denunciato come il Veneto in tutti questi anni ha più perso che guadagnato dalla Politica Agricola Comunitaria, che ha favorito maggiormente le agricolture del Nord Europa.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Apple Pay arriva in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 marzo 2017

smartphoneLa notizia è di queste ore: Apple Pay, il sistema sviluppato dall’azienda di Cupertino per effettuare pagamenti direttamente con iPhone o Apple Watch nei negozi, arriva in Italia. Un annuncio atteso da tempo, dato che il servizio è stato lanciato negli Usa nel 2014 e poi progressivamente esteso in Australia, Canada, Cina, Francia, Giappone, Hong Kong, Nuova Zelanda, Regno Unito, Russia, Singapore, Spagna, Svizzera. Adesso Apple ha deciso di puntare sul nostro Paese, e lo ha rivelato attraverso il suo sito ufficiale. Le tempistiche del lancio non sono chiare, ma nel comunicato è scritto “in arrivo”, quindi potrebbe essere questione di giorni.In sostanza, quello che potranno fare i possessori di iPhone è associare allo smartphone le carte di credito Visa e Mastercard e i circuiti bancari UniCredit, Carrefour Banca e Boon. Per ora i membri della partnership sono questi, ma non è escluso che ne subentreranno dei nuovi più avanti.Il servizio, come detto, funziona nei negozi fisici. Avvicinando il telefono al terminale come fosse una carta contactless, si darà l’ok al pagamento. Per evitare sventure, è necessario che lo smartphone riconosca il proprietario. E ciò sarà possibile con l’attivazione del touch ID.Il servizio di pagamento rapido di Apple è il primo a sbarcare nel nostro Paese. E molto probabilmente Samsung Pay e Android Pay seguiranno a ruota. L’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano ha analizzato il settore all’interno del report “Il Mobile Payment & Commerce alla conquista del mondo”, che sarà presentato domani (9 marzo). Ci troviamo davanti a un settore composto da diversi attori: dai produttori di telefoni (Apple, Huawei, Samsung, Xiao- mi), ai fornitori di sistemi operativi (Android e Microsoft), fino agli operatori telefonici (Vodafone). Un quadro variegato, dunque. Quello che accomuna tutti è la scelta della tecnologia NFC.È prematuro, adesso, decretare vincitori e vinti. Ma è molto interessante capire quale sarà la risposta delle banche, smaniose di non perdere il presidio dei loro clienti. Per questo dobbiamo attenderci (e sta già succedendo) una risposta bancaria forte in ambito Mobile Wallet. Una risposta che può essere fatta da collaborazione con gli attori dell’ecosistema Mobile, ma anche da progetti autonomi. La concorrenza è agguerrita. E se vi state chiedendo se c’è spazio per tutti, la risposta è no. Siamo davanti ad attività dove i margini unitari sono estremamente ridotti e dove la scala è di conseguenza un differenziale competitivo importante. Per questo, nel giro di qualche tempo, emergeranno con chiarezza i vincitori e i vinti.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »