Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Archive for the ‘Editoriali/Editorials’ Category

Editorials

Editoria: Brunetta, per Anac non è obbligatorio il bando europeo per le agenzie stampa

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 marzo 2017

rassegna stampaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “I parlamentari Alessia Morani e Stefano Esposito del Partito democratico, in merito alla vicenda che riguarda l’annunciato bando europeo per i contratti di servizio con le agenzie di stampa hanno preso una cantonata. Basta leggere le carte per capire che non esiste alcuna norma che imponga al governo di avviare un bando di gara europeo, proprio per la particolarità del settore del quale stiamo parlando.
Il 20 luglio 2016 l’Autorità nazionale anticorruzione, con un parere – in merito alle ‘procedure per l’acquisizione dei servizi giornalistici e informativi delle agenzie di stampa per le amministrazioni centrali dello Stato’ – emesso su richiesta del Dipartimento dell’Editoria, dopo l’approvazione della Legge sull’Editoria, aveva consigliato l’esecutivo di predisporre un regolamento che prevedesse lotti separati di aggiudicazione e assegnazione a più soggetti per ciascun lotto, in nome del pluralismo dell’informazione citato dalla legge vigente e dai giudici del Tar. Il nuovo Codice degli Appalti Pubblici, inoltre, lascia discrezionalità al decisore pubblico circa l’assegnazione in licitazione privata di quei contratti di servizio relativi ai prodotti dell’ingegno e al copyright che sono tipica espressione dei servizi di produzione intellettuale riconducibili all’attività giornalistica d’informazione primaria.
Per quale motivo la Morani, Esposito, e il Partito democratico continuano ad affermare il falso, sostenendo tesi strampalate, il tutto per colpire aziende italiane di grande qualità come sono le nostre agenzie di stampa? Francamente non riusciamo a trovare una ragione accettabile. Forse dalle parti di Largo Nazareno hanno qualche strano interesse oltralpe? Non ci vogliamo credere. Speriamo sia solo ignoranza e approssimazione. Siamo certi che Lotti e Gentiloni rivedranno questa posizione del governo e che verranno salvaguardate le realtà nazionali e l’intera informazione italiana”.

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Roma: Beni sequestrati alla criminalità

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 febbraio 2017

Roma “Abbiamo appreso in Commissione Patrimonio che l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha da tempo segnalato a Roma Capitale una serie di strutture frutto di confisca, che però non sono ancora nelle disponibilità del Comune per l’assenza di un Regolamento”. E’ quanto dichiara la capogruppo della Lista Civica #RomaTornaRoma, Svetlana Celli. “La Lista Civica #RomaTornaRoma ha presentato alla Commissione una sua proposta di Regolamento, che mi auguro venga presa quanto prima in esame dall’Amministrazione, per restituire alla legalità decine e decine di beni confiscati alla mafia. Si tratta di beni che possono garantire una risposta celere ai bisogni dei territori. Per questo non c’è altro tempo da perdere. Il Campidoglio dovrebbe passare in fretta all’azione e dare così un segnale di autorevolezza dell’Amministrazione, ancora commissariata in uno dei sui Municipi più estesi, proprio per la presenza inquinante della criminalità organizzata”.

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Il tempo dei tassi ai minimi storici per i mutui per privati e famiglie sta probabilmente iniziando a volgere al termine

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

bancaMentre sul fronte dei mutui a tasso variabile la situazione appare piuttosto stabile, lato mutui a tasso fisso gli indici di riferimento IRS hanno iniziato una rapida ascesa da fine settembre 2016 e hanno portato – con un ritardo di qualche mese- ad una sensibile revisione a gennaio 2017 dei tassi di offerta sui mutui a tasso fisso. Revisione che potrebbe continuare anche sui prossimi mesi iniziali di questo nuovo anno.Per una operazione di mutuo di 140.000 euro, durata 20 anni, valore immobile 220.000 euro, i migliori tassi finiti per i mutui a tasso fisso si posizionano infatti a gennaio 2017 attorno all’1,70% contro un omologo 1,55% dello scorso ottobre 2016. E tale aumento non assorbe ancora completamente l’aumento registrato degli indici IRS che, per la durata 20 anni, sono aumentati nel periodo ottobre 2016 – gennaio 2017 di ben40 punti base (dallo 0,90% medio di ottobre all’1,30% odierno).Le condizioni restano comunque ancora estremamente favorevoli per privati e famiglie che intendono sottoscrivere un nuovo finanziamento per l’acquisto della propria casa o per la surroga del proprio mutuo in essere. Ma, al contempo, si registrano chiaramente i primi segnali di revisione al rialzo delle offerte di mutui da parte del sistema creditizio, dopo 12 mesi di contrazioni ininterrotte.A livello di nuove erogazioni di mutuo attraverso il canale online, la finalità surroga continua a rappresentare circa il 56% del totale delle erogazioni anche nel quarto trimestre 2016, dopo essere arrivata a spiegare anche il 65% del totale erogati nel terzo trimestre 2015. Sul canale tradizionale, invece, il peso delle surroghe si è attestato intorno al 25%, in progressiva contrazione dopo il picco degli anni precedenti.Sui prossimi trimestri si attende una ulteriore riduzione del peso della componente surroga, da ricondursi da un lato alla continua riduzione del bacino di potenziali mutuatari interessati a rottamare il mutuo, dall’altro al progressivo aumento dei tassi IRS iniziato a settembre 2016 e quindi dei tassi finiti per i mutui di surroga a tasso fisso, mutui che oggi sull’online spiegano la gran parte delle nuove operazioni di surroga.Dopo trimestri caratterizzati da un atteggiamento di cautela da parte dei nuovi mutuatari, tornano a crescere gli importi medi richiesti dei nuovi mutui: se nel quarto trimestre 2015 l’importo medio si assestava attorno ai 119.500 euro, nel quarto trimestre 2016 l’importo medio cresce e raggiunge i 124.851 euro.Parallelamente si registra un leggero aumento anche degli importi medi dei mutui erogati, che passano dai 111.000 euro del primo trimestre 2016 ai quasi 114.000 euro del quarto trimestre.
Lato preferenze dei nuovi mutuatari a riguardo della tipologia di tasso, nel quarto trimestre 2016 il peso del tasso fisso sul canale online spiega circa il 56% del totale delle richieste contro un 37% registrato nel terzo trimestre del 2015. A livello di sistema, le rilevazioni relative ai primi 9 mesi del 2016 evidenziano una incidenza del tasso fisso pari al 61% del totale dei mutui erogati.
Complice di tale aumento nel quarto trimestre 2016 risultano essere tassi finiti per i mutui a tasso fisso stabili e ancora prossimi ai minimi storici, nonostante indici di riferimento IRS in forte aumento da settembre 2016 (+0,40% nel periodo settembre 2016 – gennaio 2017) e il peso delle nuove richieste di mutuo con finalità surroga, che sul canale online risultano essere nel 77% dei casi a tasso fisso.
Lato mercato immobiliare, nel quarto trimestre 2016 si registra una ulteriore riduzione dei prezzi al mq degli immobili residenziali forniti in garanzia al mutuo pari a -3,3%.Analizzando le diverse tipologie di immobili residenziali, nel quarto trimestre 2016 il prezzo/mq per gli immobili usati registra una contrazione superiore, pari al -7,1%, mentre il prezzo/mq dei nuovi immobili subisce una riduzione del -2,0%.Approfondendo il trend dei prezzi/mq sul quarto trimestre 2016 a livello geografico, la contrazione maggiore si registra nel centro Italia con un -5,9% rispetto al quarto trimestre 2015, mentre nel nord est e nord ovest si registra rispettivamente un -2,5% e -2,6% e nel sud e isole un -2,9%.Osservando i 12 mesi del 2016, il prezzo/mq degli immobili oggetto di garanzia di mutuo ipotecario risulta diminuire quindi del -3,3% rispetto al 2015, facendo registrare sul periodo 2010/2016 una riduzione media dei prezzi/mq degli immobili pari a ben il -19,0%.
Queste le più significative evidenze che emergono dalla nuova edizione della Bussola Mutui, il bollettino trimestrale firmato CRIF eMutuiSupermarket.it che offre una panoramica aggiornata e completa delle tendenze in atto nel mercato italiano dei mutui residenziali e immobiliare.

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Referendum: Brunetta, Renzi non ha consultato nessuno su data

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2016

Giornalisti“Il 5 settembre, nel corso della conferenza stampa al termine del G20, rispondendo alla domanda di un giornalista in merito alla data del referendum, Matteo Renzi diceva: ‘Nei prossimi giorni, ascoltando i soggetti interessati il Cdm fissera’ la data, ragionevolmente nei tempi gia’ previsti’. Bene domani, lunedì 26 settembre, il Consiglio dei ministri finalmente deciderà la data in cui gli italiani potranno esprimersi sulla schiforma renziana, ma a noi non risulta che Renzi si sia consultato con nessuno. Per lo meno, su quale possa essere la data migliore, non si è consultato con le opposizioni di governo. Nessun telefono ha squillato, nessun invito è stato ricevuto, nessun parere è stato chiesto. Ancora una volta Matteo Renzi dice una cosa e poi ne fa un’altra. Ancora una volta Matteo Renzi finge di voler coinvolgere democraticamente tutte le parti politiche e poi invece decide in base ai suoi interessi. Ancora una volta Matteo Renzi si dimostra uno spudorato imbroglione.”

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“Repubblica”: da settembre nuove nomine

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2016

venerdìAttilio Giordano, direttore de Il Venerdì di Repubblica ha resistito fino all’ultimo alla scrivania del settimanale pur essendo molto ammalato, senza dire nulla in redazione, e ha preparato servizi e copertine per le uscite del giornale fino a settembre. Così dopo la morte del giornalista avvenuta il 1 luglio, il direttore di Repubblica, Mario Calabresi, ha scelto di affidare a Aligi Pontani, capo redattore dello sport di Repubblica, decidendo il passaggio del testimone dal 1 settembre, quando il lavoro lasciato in eredità da Giordano sara’ esaurito. Toccherà a Cristina Guarinelli, sovraintedere il lavoro fino a quella data. Capo redattore allo sport diventerà Angelo Carotenuto, al suo ritorno dalle Olimpiadi. Dopo il passaggio a La Stampa di Massimo Vincenzi, capo redattore centrale diventa Claudio Tito, che lascia la responsabilità del politico a Stefano Capellini, un giornalista meno legato di Tito al mondo renziano. Valentina Desalvo diventa capo redattore della cultura dove comincerà a studiare il nuovo settimanale culturale che Calabresi ha intenzione di lanciare. (foto: venerdì)

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Barometro CRIF della domanda di prestiti da parte delle famiglie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2016

soldi-pubbliciLa rilevazione ha messo in evidenza che nel mese di aprile appena concluso il numero di richieste di prestiti inoltrate dalle famiglie italiane agli istituti di credito (nell’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati) ha fatto segnare un +13,0% rispetto al corrispondente mese 2015. In termini assoluti, il numero di richieste presentate nell’ultimo mese è il più elevato dal 2011 ad oggi. Complessivamente, la crescita della domanda di prestiti nei primi quattro mesi dell’anno risulta pari ad un incoraggiante +10,0%, a conferma del fatto che gli italiani stanno tornando a rivolgersi agli istituti per finanziare i propri consumi.Se l’intero comparto beneficia ancora della vivacità dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali auto e moto, arredo, elettronica ed elettrodomestici, ma anche viaggi, spese mediche, palestre ecc.), che ad aprile hanno fatto segnare un eloquente +18,4% rispetto allo stesso periodo del 2015, si sta progressivamente irrobustendo la domanda di prestiti personali, che nell’ultimo mese hanno fatto segnare la miglior performance in termini assoluti dell’ultimo quadriennio e una variazione pari a +7,4%.Va inoltre segnalato il positivo andamento dell’importo medio dei prestiti personali e finalizzati richiesti, che si è attestato a 8.577 Euro, in crescita del +5,5% rispetto allo stesso periodo del 2015. Entrando maggiormente nel dettaglio, in questi primi quattro mesi dell’anno, l’importo medio richiesto per i prestiti finalizzati è risultato pari a 5.513 Euro contro i 5.131 Euro del corrispondente periodo 2015 (+7,4% ma -16,9% rispetto al 2008). Relativamente ai prestiti personali, invece, l’importo medio richiesto si è assestato a 12.553 Euro contro gli 11.506 Euro del 2015 (+9,1% ma -5,4% rispetto al 2008).www.Burson-Marsteller.com

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Crisi cinese e opportunità per l’export

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 febbraio 2016

gruppo bracco in cina

gruppo Bracco in Cina

Il rallentamento della Cina (Pil a +6,9% nel 2015) va visto nell’ottica di un riequilibrio della struttura economica del gigante asiatico, che in futuro sarà sempre più orientata sui consumi, meno su export e investimenti.Un simile aggiustamento ha impatto sull’economia globale, in particolar modo su alcune economie dell’America Latina, che subiscono una flessione delle proprie esportazioni di commodity. Gli effetti non sono però uguali per tutti: il ribilanciamento cinese può rappresentare un vantaggio per i Paesi esportatori di quei prodotti – agroalimentari in primis – la cui domanda proveniente dal mercato cinese è, invece, prevista in forte accelerazione. Tra i beneficiari ci sono non solo alcuni paesi dell’America Latina ma anche l’Italia. Le imprese italiane potranno cogliere due opportunità: (i) sfruttare l’evoluzione delle abitudini alimentari della popolazione cinese esportando beni alimentari lavorati di alta qualità nel Paese; (ii) fornire macchinari per la lavorazione delle materie prime agricole ai Paesi latinoamericani, utili a incrementare la produzione di quei beni della terra (materie prime e semilavorati) che, in prospettiva, potrebbero essere appetibili nel mercato cinese. (Maddalena Cavadini)

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Governo: il bastone e la carota

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 aprile 2012

Editoriale Fidest. Abbiamo parlato di un “governo tra i peggiori se non il peggiore” dall’unità d’Italia ad oggi e più passa il tempo e più ci convinciamo di non aver esagerato. Abbiamo già e più volte esposte le nostre ragioni che hanno motivato quanto in precedenza affermato, e ora vorrei aggiungervi una riflessione in più. Deriva dal fatto che nel mentre constatavamo lo smantellamento sistematico dello stato sociale e l’impoverimento delle famiglie mi chiedevo da cosa poteva derivare tanta protervia. Ora ho chiaro l’intendimento. Sotto la suggestione delle esternazioni volte ad indicarci che quanto si sta facendo è ispirato ad una concezione nuova nel modo di gestire il paese, si stanno facendo dei passi indietro per riportarci agli anni postbellici della seconda guerra mondiale. Era il tempo in cui l’esistenza della guerra fredda e dei blocchi contrapposti fece dell’Italia una sorta di sorvegliata speciale per via dell’”espansionismo sovietico” e per l’essere il paese con il più numeroso partito comunista dell’occidente. E il mondo occidentale per blandirci favorì la stagione dei diritti. Ora il governo Monti sta azzerando tutti i passi avanti sin qui realizzati incominciando a penalizzare le pensioni in quanto ritenute concesse con generosità, a colpire le piccole proprietà immobiliari perché considerate il frutto di quei guadagni non dovuti, a mettere mano alla riforma del lavoro che umili i diritti per esaltare i doveri ma solo, ovviamente, quelli dei lavoratori. E il costo della vita è diventato anch’esso uno strumento repressivo per ridurre il potere d’acquisto dei redditi già di per sé medio-bassi e a ridurre di conseguenza la bilancia dei pagamenti esteri a partire dal conto energetico. Ora abbassando la capacità finanziaria delle amministrazioni locali le costringe a chiedere più tasse ai propri cittadini favorendo la loro contrarietà al solo scopo di dirottare il malumore dal governo centrale a quello periferico. E tutto questo avvalendosi dell’arbitrio esercitato dalla comunità internazionale che guarda all’Italia come una nazione da punire e non da aiutare commissariandola con il suo fiduciario più affidabile. E noi che facciamo? Lasciamo che i ricchi si tutelino e si arricchiscono di più e diamo la fiducia a chi proprio non se la merita? Come dire: chi è causa del suo mal… (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Italia: un paese ingovernabile?

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2012

Editoriale Fidest. Credo che molti non hanno centrato il problema. Gli scandali di ieri, da Mani pulite, ad oggi, per intenderci, non hanno fatto clamore per il loro disvelamento quanto per chi lo ha fatto. Mi spiego. Se in un partito vi erano mele marce era dovere della sua dirigenza farsene carico ed espellerle, denunciando le malefatte alla giustizia. E invece sono state tollerate se non si è diventati correi per potersi cibare alla stessa mangiatoia. E non ci vengono a dire che i loro leader erano all’oscuro di tutto perché anche se lo fossero stati resta la responsabilità oggettiva che politicamente vale una dimissione, se non altro. Ciò che si sta verificando in questi giorni con le notizie sulla distrazione di ingenti somme dai fondi dei partiti per dirottarli ad altri fini, compresi quelli personali o per gli amici degli amici, sa del surreale. Dopo 15 anni di arraffa – arraffa c’è chi, tra i dirigenti dei partiti, grida “ pulizia-pulizia-pulizia” e chi si dichiara innocente, e lo è, ovviamente, sino a prova contraria, anche se le evidenze ci lasciano perplessi e gli iscritti al partito, quelli che dovrebbero sentirsi più danneggiati, non trovano di meglio che giustificare il comportamento dei loro idoli. Come dire: oremus et pro perfidis ludaeis. Alla fine subentra la pietà collettiva e la contrarietà nei confronti di coloro che hanno scoperto gli altarini e in confidenza si sussurra: non potevano farsi i fatti loro?
Tutto questo perché stiamo perdendo il senso della moralità e quasi ci dispiace che la furbizia non sia stata premiata con la reiterazione dell’illecito. Ora i veri colpevoli sono i delatori, i magistrati che hanno aperto nelle varie procure i fascicoli, la polizia che arresta. E ciò che diventerà allucinante è che per veder conclusa questa vicenda occorrerà attendere il lungo iter processuale che in Italia dura tra gli otto e i 10 anni e non è detto che alla fine la prescrizione ci metterà lo zampino, azzerando tutto. Così si potrà dire che sono innocenti perché non sono stati condannati e guai a chi osa dire il contrario. E alla fine la beffa coprirà lo scorno perché, il costo di questo lungo e snervante iter sarà a carico dello Stato, ovvero di noi contribuenti. Ma si può davvero governare e far prosperare un Paese di tale fatta? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Editoriale Fidest: Il Caso dei Marò

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2012

Editoriale. Numerose e-mail giungono in redazione per biasimare il comportamento del governo ritenuto assenteista riguardo il fermo di polizia e ora la detenzione in carcere in India di due militari italiani accusati d’aver ucciso per errore, in acque internazionali, due marinai indiani scambiati per pirati. Tutta la faccenda, sia pure avvolta da scarne informazioni, ci appare emblematica anche perché è stata e continua ad essere gestita in maniera incomprensibile.
Sta di fatto che l’atteggiamento “blando” della diplomazia italiana non certo favorisce un giudizio critico di chi vi percepisce una indifferenza su tutta la faccenda. Potrebbe, tuttavia, essere una voluta strategia comportamentale per evitare che il caso diventasse una sorta di braccio di ferro tra i due paesi e alla fine qualcuno avrebbe l’impressione di perdervi la faccia. Ma più passano i giorni e questa eventualità diventa, purtroppo, concreta. Lo sta a dimostrare il nervosismo delle autorità indiane, la severità dei giudici che hanno deciso di tramutare il fermo di polizia in arresto e la lunga trattativa per evitare che i nostri marò finissero tra i delinquenti comuni. Ragione vorrebbe che a tutela degli interessi delle parti vi fosse un tribunale internazionale a giudicare la dinamica dei fatti e a valutare le rispettive responsabilità, se ve ne sono, ovviamente. Ma questo non è possibile e allora non sembra vi sia altra via che attendere il giudizio della magistratura indiana. Una alternativa vi sarebbe, ma è tutta politica più che giudiziaria, con l’espulsione dall’india dei due militari italiani e la promessa, da parte del nostro governo, di giudicarli in Italia facendo costituire come parte civile il governo indiano. D’altra parte la stessa procura di Roma ha aperto un fascicolo al riguardo. In tutto questo bailamme una cosa è certa: più si fa chiasso e maggiore è il rischio che la soluzione diventi sempre più difficile. Ma come si fa ad abbassare i toni davanti ad un fatto del genere o, peggio ancora, a volere il silenzio stampa? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Politica: le ragioni del rinnovamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2012

Rita Borsellino, ativista italiana anti-máfia....

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Editoriale Fidest. Le primarie del Pd a Palermo sono, a mio avviso, un chiaro segnale rivolto al popolo del centro sinistra per un rinnovamento radicale della classe dirigente del partito e delle sue candidature nelle amministrazioni locali e politiche. Questo non significa che Rita Borsellino con la sua storia e il suo prestigio debba essere considerata perdente. Tutt’altro. A lei va il rispetto che le si deve, ma in queste cose occorre distinguere i ruoli che si devono assegnare e i compiti che ne sono conseguenti. Palermo come città, come amministratori non ha bisogno di “icone” ma di giovani intraprendenti e volitivi. La città non è facile da governare. Occorre riservarle un impegno che richiede forza, costanza, visione di un futuro che non possono prescindere da un ruolo dinamico della vita stessa che pulsa nelle vie, nelle piazze, tra i monumenti e il sociale.
Sul piano più generale ho già da tempo scritto che esiste un malessere generalizzato dell’opinione pubblica nei confronti di quella classe dirigente di tutti i partiti che in qualche modo si richiama al passato e, nella fattispecie, Bersani è figlio di quella stirpe. Lo ha compreso Berlusconi, sia pure tardivamente, candidando a segretario Alfano ed è stato persino profetico nell’affermare che gli altri segretari gli devono fare le scarpe perché è il migliore in assoluto. Traducendo il suo pensiero possiamo dire che lo ha detto riferendosi al “vecchiume” che caratterizza la classe dirigente degli altri partiti e, in special modo, del Pd. Alfano, di certo, non è il meglio, tutt’altro, ma nonostante ciò riesce a fare la differenza.
Per il Pd è una lezione che viene da lontano: pensiamo ai sindaci di Milano, di Napoli e di Firenze. Non tutti giovani ma con un identico comune denominatore: niente che li collegasse con la vecchia nomenclatura. Forse Ferrandelli non è frutto di una garanzia, al di sopra delle parti, considerato il filone dal quale discende, ma gli elettori del centro sinistra nelle primarie lo hanno visto il solo capace di portare una ventata di rinnovamento, nonostante tutto. Ed anche tale circostanza dimostra la miopia della classe dirigente del Pd nazionale e locale nel non aver colto dalla società civile quelle identità, che di certo ci sono, per farle emergere e portarle all’attenzione del proprio popolo.
A questo punto riprendo la proposta che feci: azzerate la classe dirigente del Pd. Portate avanti “facce nuove” sia pure non anagraficamente giovani, ma credibili, serie, preparate e soprattutto onesti e vi ritroverete con un elettorato riconquistato, fiducioso e recettivo. Ma temo, come in passato, che quanto affermo sia e resti una vox clamantis in deserto, purtroppo. E che si voglia licenziare una regola come se fosse un’eccezione, quella della continuità senza diversità. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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No-Tav e manifestazioni protesta

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2012

Editoriale Fidest. Ci scrive Giuseppe Fortuna: “Condividiamo la decisione del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri di attribuire un riconoscimento morale al militare che, ieri, in Val di Susa, all’uscita di Chianocco dell’autostrada A32, non ha reagito e non ha battuto ciglio di fronte alle provocazioni del manifestante “no tav” dimostrando grande senso di responsabilità e del dovere. Riteniamo, però, visto che siamo uno Stato di diritto, che l’Autorità giudiziaria debba ora procedere, con sollecitudine, per verificare se il medesimo manifestante ha violato l’art. 341-bis del codice penale”. Un articolo che lo stesso Fortuna ci recita per pronta visione:
Art. 341-bis. Oltraggio a pubblico ufficiale Articolo introdotto dall’art. 1, comma 8, della L. 15 luglio 2009, n. 94. Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni. La pena è aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. Se la verità del fatto è provata o se per esso l’ufficiale a cui il fatto è attribuito è condannato dopo l’attribuzione del fatto medesimo, l’autore dell’offesa non è punibile. Ove l’imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno, mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell’ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto.
Abbiamo riportato fedelmente quanto scritto da Fortuna non solo e non tanto per dovere di cronaca ma per sottolineare due aspetti che ci sembrano importanti in questa fattispecie. Esiste, da una parte, una protesta che non sembra avere sbocchi dopo le dichiarazioni del presidente del consiglio che ha ribadito la necessità che la Tav si faccia. Questo significa che o gli abitanti della valle se ne fanno una ragione rinunciando alle manifestazioni di piazza oppure lasciano nelle mani dei più facinorosi la gestione del dissenso e ciò significa che l’invocato art. 341 bis diventa un semplice zuccherino rispetto alla realtà che si potrebbe prospettare. Ragione vorrebbe che si aderisse alla proposta di moratoria indicata dall’on.le Di Pietro perché non si debba far pagare un prezzo molto alto in termini economici, di ordine pubblico e sociale a chi è in qualche modo coinvolto in questa faccenda. Non solo. In un altro articolo riportiamo delle riflessioni, sulla Tav Torino – Lione, che dovrebbero farci riflettere sulla validità di tale opera. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Caso legge elettorale e Cosentino

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2012

Constitutional.court.of.italy.in.rome.2.arp

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Editoriale Fidest. Con il governo Berlusconi pensavamo di aver toccato il fondo, ma ci sbagliavamo. Oggi stiamo recitando il de profundis alla democrazia. La bocciatura dei due referendum elettorali da parte della Corte Costituzionale e il voto della Camera che ribalta il giudizio espresso dalla commissione competente che era favorevole all’arresto del deputato, segnano un arretramento inquietante sul fronte della volontà popolare umiliata anche dal decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua. E dulcis in fundo vi è la difesa d’ufficio dei parlamentari sulle loro indennità. “La politica quale corretta amministrazione della “polis” è un’arte che gran parte dei nostri parlamentari non conosce o ha dimenticato, è stata negli anni trasformata in una gestione interessata a puri fini elettorali ovvero ad interessi di pochi, della “cricca”. E’ quanto è stato scritto da chi ha inteso esprimere un proprio giudizio di merito. Non a caso abbiamo raccolto, a parte un solo partito L’Idv di Antonio di Pietro, una serie di commenti favorevoli sia alla decisione della Consulta, sia di solidarietà per il caso Cosentino sia in difesa delle indennità parlamentari che qualcuno vorrebbe addirittura aumentare. In questo modo prendiamo atto di una netta “spaccatura” tra la casta politica e partitica da una parte e il resto del paese. Così mentre gli italiani nel 2012 sono chiamati a drastici sacrifici previsti nelle inique misure contenute nell’ultima manovra: dalle pensioni all’Ici, all’aumento della benzina e dell’Iva e persino alle “tasse” occulte per chi, ad esempio, per richiedere in certificato all’anagrafe deve pagare 16 euro, gli altri italiani, quelli per intenderci che il popolo elegge, per colmo d’ironia si chiamano fuori dalle rinunce attribuendole solo a coloro che non fanno parte della cerchia degli “eletti”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Sicurezza a Roma e in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 8 gennaio 2012

English: Polizia di Stato Land Rover Discovery...

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Editoriale Fidest. Il caso della bambina cinese uccisa con sua padre, per una rapina in un quartiere romano, ha fatto riaprire la questione della sicurezza, ammesso che fosse stata in qualche modo accantonata, sia nella capitale sia altrove nel Paese. La prima reazione dei politici è stata quella di rapportare l’evento alla scarsa presenza della polizia sul territorio. Un giudizio poco ragionato e semplicistico tra causa ed effetto che non credo sia stato espresso senza qualche riserva di merito anche se faceva comodo, agli occhi dell’opinione pubblica, scaricare la “responsabilità” dei gesti criminali a chi istituzionalmente è preposto a reprimerli. Queste motivazioni le conosciamo da tempo e le andiamo sottolineando, da cronisti, ogni volta che il fattaccio si verifica, diciamo, in pratica senza soluzione di continuità. Ora mi sembra che ancora una volta, questa rilevazione giunge da chi come Franco Maccari Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, è ben addentro al sistema per esprimere un giudizio da competente. Per lui ed anche per noi il problema è duplice. Prima di tutto è una questione di mezzi che scarseggiano. Secondariamente è tutta la filiera giustizia che va rivista. D’altra parte si può fare prevenzione solo se il deterrente è credibile mentre sappiamo bene che le lungaggini della giustizia, l’affollamento forzoso delle carceri che induce a depenalizzare i reati minori e chiede il ricorso delle amnistie, la disposizione a “legalizzare” la corruzione, a depenalizzare taluni gravi reati patrimoniali come il falso in bilancio e via di questo passo, marciano in senso contrario alla soluzione del problema. E tutte queste cose non sono state, ovviamente, inventate dai poliziotti, ma dalla politica, la stessa, guarda caso, che oggi alza la voce cercando di ammantare le proprie malefatte. Ma anche se fosse solo una questione di presenze, osserva, giustamente, in proposito Maccari: “non si può continuare a pensare che il problema sia solo il numero degli Agenti o dei Carabinieri impegnati. il problema sicurezza va affrontato nella sua complessità, se davvero si vuole trovare una soluzione.” “C’è un altro aspetto da non sottovalutare – dice ancora il Segretario Generale del Coisp – oggi si parla di Roma, ma domani lo stesso problema di un reiterarsi dei reati potrebbe averlo Milano o Napoli e così via molte altre città. E allora cosa si farà? Si sposteranno uomini come soldatini di stagno senza potenziare i mezzi?”. “La sicurezza – conclude Maccari – non può essere argomento su cui fare demagogia, non può essere un problema da risolvere con la più classica delle pezze a colori. Non più almeno, non quando il tiro della criminalità si alza tanto da non avere pietà di un bambina di dieci mesi. Va bene potenziare gli organici, ma è fondamentale che questi siano messi nelle condizioni di salvaguardare sé e la comunità intera. E i tagli lineari fin qui operati al comparto, non aiutano di certo.” (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La belle époque

Posted by fidest press agency su domenica, 8 gennaio 2012

guerrieri

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Editoriale Fidest.Non è molto che ci siamo lasciati alle spalle il XX secolo. Condivido le parole di Elio Guerriero allorché a questo riguardo annotava: “Poche epoche della storia sono state segnate dal dramma come il secolo XX.” Un inizio “sfavillante” con “l’ottimismo dell’esposizione universale e gli spensierati balli di corte.” Ma durarono solo circa tre lustri prima che il rombo del cannone diede il via al primo conflitto mondiale che, in quattro anni di guerra, provocò distruzioni e morti. Eppure si pensava ad un caso unico, il più drammatico ed anche irripetibile. Questo giudizio fu fallace. Il peggio doveva ancora venire e spuntò puntuale nel 1939 con una guerra che oltre ad essere globale lasciò negli europei una traccia indelebile sulla barbarie umana. E ancora è Guerrieri a ricordarcelo: “L’Europa consuma una sorta di suicidio collettivo; sulle cui macerie si ergono le dittature atee e paganeggianti, oppressive e sterminatrici. Lo shoah, lo sterminio di massa di popoli e razze, solo per breve tempo lasciò spazio alla riflessione e ai tentativi di ricostruzione. I conflitti non sparirono dal continente, ma vennero de localizzati in Africa, in Asia, in altri continenti. Un bilancio così amaro non può tuttavia misconoscere che è stato anche il secolo in cui il desiderio di Dio ha travagliato cuori e menti, si è scavato strade e pensieri nuovi, originali, inattesi.” Ora che siamo entrati a pieno titolo nel XXI secolo, avendo superato il primo decennio ci accorgiamo che molte ferite del passato continuano a lacerare le nostre carni e a lasciarci doloranti. Non sembriamo ancora maturi per quel salto di qualità che il pensiero della fede, il pragmatismo delle genti, la ragione dei saggi ci inducono a perseguire di là degli egoismi di parte e delle partigianerie di classe che ci fanno ripiegare sui nostri egoismi, sula logica dell’homo homini lupus in luogo dell’homo homini amicus che è un valore di gran lunga più appagante e risolutore per capire ciò che siamo e ciò che la stessa ragione ci porta a concludere nella nostra esperienza terrena. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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I costi della politica e non solo

Posted by fidest press agency su sabato, 7 gennaio 2012

Italiano: L'interno del Palazzo di Montecitori...

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Editoriale fidest. La recente polemica che è montata in questi giorni sui costi della politica e che hanno riguardato in primo luogo le indennità dei parlamentari e, in decrescendo, quelle degli amministratori locali con i casi “limite” della Regione Sicilia dove sembra che i compensi siano superiori ai parlamentari nazionali, ci rende consapevoli di un qualcosa di anormale che nel tempo si è incancrenito. Di certo l’abilità dei “contabili” italiani è imbattibile nel mondo. Noi riusciamo ad assegnare una indennità base mensile ai parlamentari di 5.500 euro, mentre sotto altre forme si arriva sino a 20 mila euro mensili e restando fermi sulla prima cifra si grida ai quattro venti che tali compensi sono addirittura inferiori alla media dei colleghi parlamentari europei. Ma è anche vero che hanno ragione i nostri deputati quanto dicono di non essere soli se si pensa che un usciere della Camera dei deputati dopo 20 anni di servizio può raggiungere una retribuzione lorda di 150mila euro mentre il suo omologo ministeriale può contare solo su 25.000. Ma l’usciere della Camera ci fa subito notare che lui ha una preparazione ben superiore a quella del Ministeriale e svolge, tra l’altro, funzioni molto delicate. Se pure diamo atto di questa diversità ci sembra, tuttavia, esagerata la differenza di trattamento, dal punto di vista economico, tanto è vero che non ha pari nemmeno confrontandola con un direttivo ministeriale. Ma non finisce qui. Se si sale di livello entriamo in fasce retributive che ci portano da 200 a 450 mila euro annui e in taluni casi superano di gran lunga l’indennità parlamentare. Lo stesso dicasi per i funzionari e gli esecutivi della Presidenza della Repubblica e degli altri Palazzi del Governo.
Questa “anomalia” fu fatta notare a più riprese in passato e si scrissero numerosi articoli in proposito ma alla fine tutto finì come dicono i toscani in “brodo di giuggiole”. Ora si riprende e siamo certi che passata la buriana il tutto sarà messo nuovamente a tacere. Eppure vorremmo tenere, in qualche modo, desta l’attenzione degli italiani al riguardo perché ci pare oggi, più che in passato, ingiusto vedere tanti quattrini spesi indebitamente e in modo così palesemente sperequativo a vantaggio di una pur sempre categoria di lavoratori. E la circostanza stride ancora di più se si pensa ai milioni di italiani costretti a vivere con pensioni da fame, a giovani disoccupati, ai cassa integrati e alle famiglie monoreddito composte di 3-4 persone che sono costrette a vivere con una retribuzione di chi lavora che spesso non va oltre i 1400 euro mensili e che il solo fitto dell’abitazione ne assorbe, se va bene, il 60%. Ma la vergogna è anche un’altra: per fare la oramai famosa manovra “lacrime e sangue” con la benedizione del Presidente della Repubblica, ci hanno messo poco meno di una settimana mentre per ridurre il costo della politica si calcola che ci vorranno non meno di due anni. E questi dovrebbero essere i rappresentanti eletti dal cosiddetto popolo sovrano. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Sindacati: sindrome al lupo, al lupo

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2012

 

Milano: Manifestazione Centri Sociali

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Editoriale Fidest. Tutti noi conosciamo il detto che il mettere in avanti le mani per segnalare un pericolo che poi non si verifica nell’immediato è un po’ come tentare di esorcizzarlo e se un domani si verificasse farlo cadere nella banalità. Questo mi appare nell’allarme lanciato dai sindacati sul disagio sociale e il rischio che possa trasformarsi in una rivolta popolare. Incominciamo con il dire che la cura da “cavallo” di Monti ha un grosso difetto di là delle ragioni, che potremmo anche condividere, sulla necessità di mettere ordine ai conti dello Stato. Una “sistemata” che doveva essere fatta per lo meno 20 anni fa e che è stata rinviata in quanto la politica non se la sentiva di contrastare i “poteri forti” e il loro perentorio ordine di lasciare le cose come stavano nella logica di chi “lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non quel che trova”. Quest’ordine è rimasto immutato se stiamo a considerare i provvedimenti che sino ad ora sono stati adottati. Tutti incentrati sul prelievo fiscale alla fonte, ovvero intesi a colpire nella quasi totalità i ceti medio-bassi, ovvero la stragrande maggioranza della popolazione italiana, quella che si dice viva con il 20% delle risorse del paese contro il 15% di coloro che possono beneficiarne all’80%. Ora siamo alla fase dei “contentini” per addolcire la pillola degli “gnoccoloni” di turno, alias italiani creduloni. Si incomincia con i sindacati e alla fine costoro, c’è da giurarlo, si accontenteranno di un piatto di lenticchie, dai resti del Capodanno, e probabilmente un po’ rancide, pur di sentirsi da una parte salvatori della patria e, dall’altra, beati del “fiero pasto”.
Eppure i “veri” rimedi e non quelli “supposti tali” sono alla portata di mano e non lo diciamo noi ma tutti coloro che hanno buon senso e cultura della conoscenza. Persino noi con i nostri Centri studi” siamo riusciti a presentare una riforma strutturale per la previdenza, il lavoro, l’assistenza, la giustizia e la scuola, non solo con costi accettabili ma in grado di produrre economie una volta andati a regime. Ma il governo Monti o quello che lo ha preceduto e, probabilmente, gli altri che li seguiranno, si guarderanno bene dal prendere in considerazione tali soluzioni perché è fondamentale per loro restare sulla vecchia strada e poco importa se a pagarne il prezzo maggiore sono i soliti. Tanto, si sa, possono essere infinocchiati a dovere. E qui entrano in gioco tutti coloro che sono maggioranza del paese ma non la sanno esercitare nei modi e nei luoghi dovuti e sono condannati ad essere e restare “servus servorum Dei” per buona pace di tutti. Viva l’Italia degli gnoccoloni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La tela del ragno

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2011

English: PRATICA-DI-MARE (Italian Air Force ba...

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Editoriale Fidest. La ricostruzione giornalistica resa pubblica dal Wall Street Journal ha avuto in Italia una inevitabile risonanza tanto da provocare, da subito, la reazione del diretto interessato, il Presidente della Repubblica, in quanto chiamato in causa sul contenuto della telefonata ricevuta della Merkel e che per i giornalisti del prestigioso quotidiano economico mondiale non era soltanto informativa sullo stato di salute dell’Unione, ma riguardava una esplicita richiesta di un cambio di rotta nella guida dell’esecutivo, all’epoca presieduto da Berlusconi. A questo punto lo scenario, giornalisticamente prospettato, indicava una interferenza della Germania nella conduzione della politica italiana ed era motivata dal fatto che se non si provvedeva per tempo l’intera impalcatura dell’eurozona sarebbe crollata. Questo scenario implica due doverose riflessioni di là delle lacrime di coccodrillo dei nostri politici che hanno gridato, credendo al Wall Street Journal, alla violazione della nostra sovranità nazionale.
Se è vero ciò che il giornale ha scritto dovremmo anche rivedere l’idea che ci siamo fatta del nostro presidente della repubblica e ciò ci mette in grave imbarazzo in quanto lo conosciamo come un politico che decide non certo per imbeccate altrui, sia pure autorevoli e motivate da interessi generali.
La seconda riflessione mi fa pensare alla tattica già in passato sperimentata e di antica coniatura che vuole colpire un incolpevole per poi riconoscerne l’inconsistenza per nascondere il vero artefice della manovra e che se rivelato ci farebbe dire: naturale. Ora che hanno riconosciuto l’innocenza di uno se la prendono con un altro. Non ci crediamo. E questa volta il vero protagonista la fa franca. Noi, ovviamente, lo sappiamo chi è ma non lo diciamo proprio per il motivo anzidetto: nessuno ci crederebbe e si trasformerebbe, al massimo, nel solito polverone giornalistico.
Ma fatte queste premesse resta il problema non tanto di chi ha mandato a casa Berlusconi ma del perché ai poteri forti, o occulti se vogliamo, ha fatto comodo tenerselo sia pure lasciandolo cuocere a fuoco lento sulla brace della giustizia e degli intrighi di palazzo, per tanti anni per poi dargli improvvisamente l’alto là disfacendosene senza tanti complimenti.
E’ forse una questione di politica internazionale come più volte mi ha ripetuto un amico giornalista russo? Riguarda il sospetto di una triangolare Putin, Cinesi e Gheddafi gestita dal plenipotenziario Berlusconi in chiave anti comunità europea e statunitense e per un nuovo assetto politico, economico dell’Europa con un epicentro che dalla Germania si sarebbe spostato in Russia?
Oppure si tratta del sospetto da parte di alcuni politologi italiani che l’Italia stava scegliendo una strada autonoma di penetrazione nel mondo arabo e che come era accaduto a Mattei con l’Eni aveva postato dei calli di troppo e sempre tramite l’Eni? A questo punto che dire di più e di diverso? Come sempre ai posteri l’ardua sentenza, se pure ci riescono. (Riccardo Alfonso)

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L’avvocato del diavolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2011

English: Pizza Berlusconi, so-called ‘best piz...

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Editoriale Fidest. Se Berlusconi fosse il diavolo di certo l’on.le Giuliano Cazzola sarebbe il suo avvocato. Si tratta di sicuro una difesa, a tutto tondo, di un uomo che la ragione lo indica indifendibile, ma che l’ardore del leguleio di turno punta e rilancia con il fervore di un neofita.
La ragione ci dice che i guai odierni sono la diretta conseguenza di una politica sbagliata avviata nel 2008 allorchè si negò la crisi e si propendette nel negarla provocando, in questo modo, un aggravamento della situazione e alla debacle di un esecutivo di invertebrati. E la situazione è da considerarsi ancora più grave per quel governo in quanto ottenne una maggioranza parlamentare molto elevata che gli avrebbe permesso porre mano da subito a riforme strutturali e al rilancio dell’economia. Ma c’è di peggio. Mentre si gridava ai quattro venti che era un governo che aveva posto le basi per la lotta all’evasione fiscale i fatti remarono contro. Si pensi, ad esempio, alla depenalizzazione del reato di falso in bilancio. Si voleva riformare la giustizia ma le sole leggi che passarono furono quelle ad personam. Si varò una legge per la riforma della scuola e ci ritroviamo con un sistema che penalizza fortemente la scuola pubblica e favorisce quella privata. Non si fece nulla per fermare la corruzione nella pubblica amministrazione facendo salire, di conseguenza, a detta della Corte dei Conti, il danno dai 4 miliardi di euro di 9 anni fa ad oltre 70 degli odierni. Si fecero rientrare i capitali esportati illegalmente con una penale irrisoria (1,50%) mentre la Gran Bretagna, per analoga manovra, pretese il 20%. Non si fece nulla per tassare i capitali italiani depositati in Svizzera mentre altri paesi europei avviarono accordi in tal senso nei confronti dei loro cittadini. Ma di là di tutto questo l’on.le Cazzola ci dovrebbe spiegare perché un governo che a suo dire ha funzionato bene si è dimesso dando il via alla formazione del governo Monti. Non solo. Afferma che gran parte dei provvedimenti adottati dall’attuale governo siano la naturale continuità del precedente. Ovvio, quindi, l’assurdità delle dimissioni se seguiamo questo filone di ragionamento. La verità, caro onorevole, che se è meritoria la sua difesa di parte, dato che gli avvocati difensori devono fare il loro mestiere, è pur sempre triste rilevare un così stridente rapporto tra ciò che è stato e ciò che si vorrebbe che fosse. Ma vi è qualcosa di più: l’arroganza di chi sbaglia ma pretende di avere ragione e se non ne è consapevole, nel proprio intimo, è davvero sconcertante doverne prendere nota. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Politica: il solco è tracciato

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2011

Prof. Mario_Monti

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Editoriale Fidest. Il governo Monti ha ottenuto il suo primo risultato con il decreto cosiddetto “Salva Italia” approvato dai due rami del Parlamento. Questo passaggio, purtroppo, non è stato indolore. Non mi riferisco tanto ai provvedimenti che hanno inciso negativamente sullo stato sociale del Paese e sulle fasce di reddito medio-basse, quanto al modo come sono usciti da questa prova sia il Pd sia il Pdl e il terzo polo. E’ stata una debacle umiliante e sconcertante. Umiliante in quanto Mario Monti ha detto e ripetuto più volte che il suo stare al governo era motivato dal fatto che i partiti non erano in grado di mettere mano alle riforme ed erano troppo litigiosi per stendere un programma credibile. Sconcertante perchè nell’ultimo suo intervento al Senato Monti ha anche rivelato la doppiezza dei partiti che pubblicamente criticavano la manovra, ma sottobanco l’approvavano. Come si fa a questo punto dare credito a movimenti che non hanno il coraggio delle loro azioni, sono dei pavidi e dei doppio giochisti? Tutto questo accade perchè noi lo permettiamo con la nostra tolleranza, con la nostra voglia di evitare tensioni sociali pericolose, con la nostra smania di condurre, nonostante tutto, una vita normale. Se non avessimo questo “carattere” fondamentalmente pacifico e pronto a credere al primo imbonitore di turno, non vi sarebbe stato nel nostro destino politico un Berlusconi ma anche una classe politica di mediocri, di furbi, di intrallazzatori, di opportunisti. Ma chi oggi si straccia le vesti e si lamenta affermando che come elettori non abbiamo scelta non vuole rendersi conto che la risposta che possiamo dare è quella non di disertare le urne o votare scheda bianca o rifugiarsi dietro una dichiarata indecisione, ma di appoggiare, sebbene per altri versi non lo meriterebbero, quei partiti che sono “ufficialmente” fuori dall’inciucio. Mi riferisco all’Idv di Antonio di Pietro e alla Lega ma anche a tutta quella costellazione di partiti extra parlamentari che vanno da Grillo a Niki Vendola a Rifondazione Comunista ecc. Credo che, in questo modo, noi possiamo fare la nostra “rivoluzione” in maniera democratica, scompaginando le carte a quei partiti che tutto fanno fuorchè gli interessi dei loro rappresentati. Vi figurate un Pd, un Pdl e un Terzo polo in grado solo di rappresentare il 20% del consenso popolare e un Idv, una Lega e tutti gli altri all’80%? In un sol colpo mandiamo in pensione una intera classe dirigente che ha fatto della politica un mestiere, che ha ciurlato nel manico a più non posso e in diversi casi è in odore di intrallazzo mafioso. E’ utopia? Forse, ma lo è di sicuro se ci affidiamo al popolo degli “gnoccoloni”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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