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Archive for the ‘Recensioni/Reviews’ Category

Reviews

Renato Bruni: Mirabilia

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Torino mercoledì 19 dicembre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9 Renato Bruni torna al Circolo dei lettori e dialoga con Beatrice Mautino, divulgatrice scientifica. Una mostra d’arte, come un libro, è forse il miglior modo per farsi portare in un luogo inesplorato e nuovo, per fare un passo verso risposte grandi e piccole, per sentirci persone migliori. Renato Bruni, nel suo libro Mirabilia. La botanica nascosta nell’arte (Codice Edizioni), unisce il piacere della lettura a quello dell’arte, creando un percorso incentrato sulla botanica. L’autore è ospite del Circolo dei lettoriin dialogo con Beatrice Mautino. Mirabilia è una mostra scientifica come non ne avete viste mai. Una mostra è l’insieme delle vie che essa è in grado di aprire nella mente del visitatore, e se ben fatta non si limita a una fruizione passiva che faccia dire «ho visto i girasoli di Van Gogh», ma «guardando i girasoli di Van Gogh ho scoperto una cosa nuova». In Mirabilia questa scoperta riguarda il sorprendente mondo delle piante svelato nelle opere di Dürer, Degas, Hokusai, Rivera, Duchamp, Warhol, Banksy e molti altri, dalle dinamiche ecologiche all’archeobotanica, dal sapore dei pomodori fino alle vertical farm e alle rivoluzionarie frontiere della ricerca. Mirabilia è un’ideale visita in un museo in cui celebri opere d’arte raccontano storie impreviste, aprendo porte inattese sulla cultura scientifica e botanica.Renato Bruni è professore associato in Botanica/Biologia farmaceutica presso il dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Parma. In laboratorio si occupa dei metaboliti secondari delle piante e dei loro impieghi, mentre in rete cura il blog Erba Volant (meristemi.wordpress.com). Per Codice Edizioni ha pubblicato anche Erba Volant e Le piante son brutte bestie.Beatrice Mautino, laureata in Biotecnologie industriali, ha fatto ricerca nel campo delle Neuroscienze all’Università di Torino e oggi è divulgatrice e giornalista scientifica. È anche autrice di Il trucco c’è e si vede (Chiarelettere), con Dario Bressanini di Contro natura (Rizzoli) e curatrice di una rubrica di successo su “Le Scienze”, La ceretta di Occam. Collabora con giornali e riviste e cura mostre ed eventi scientifici di rilievo internazionale.

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Libro: Non legare il cuore

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Torino Martedì 18 dicembre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9 Farian Sabahi. Non legare il cuore (Solferino) Con Margherita Oggero, scrittrice. Un viaggio nella memoria tra i mille colori di un racconto che intercala lessico persiano e dialetto piemontese, tessendo l’ordito e la trama di una vita che unisce Paesi ed epoche all’apparenza inconciliabili: l’Italia degli anni di piombo e l’Iran della Rivoluzione di Khomeini, e ancora, a ritroso il regno dello scià e l’Azerbaigian travolto dall’Armata rossa. È la storia di Farian Sabahi, giornalista e storica, testimonianza autobiografica di un’esistenza divisa tra due Paesi e tre religioni. È Non legare il cuore (Solferino), al centro del dialogo tra l’autrice e la scrittrice Margherita Oggero. Il genero iraniano si concede un caffè e la suocera piemontese ne approfitta per prendere la neonata, salire nella cappella al primo piano della clinica e farla battezzare all’insaputa dei genitori. È l’evento che segna la vita di Farian, figlia di uno dei primi matrimoni misti degli anni Sessanta. Dalle sponde del Tanaro alle rive del Mar Caspio, dai monti Elborz alle colline del Monferrato, Farian cammina su un filo teso tra Oriente e Occidente, scoprendosi discendente dal Profeta Maometto secondo la tradizione sciita, sentendosi bollare come «bastarda» dal professore di religione. Sempre straniera, nomade. Sarà la nascita del figlio Atesh a innescare le domande cruciali sulla fede: per lui, e per se stessa.

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Italian Movie Award: ecco tutti i premiati

Posted by fidest press agency su sabato, 15 dicembre 2018

New York. Si è concluso a New York, nel prestigioso The Paley Center For Media di Manhattan, il lungo percorso del Festival Internazionale di Cinema ITALIAN MOVIE AWARD.Erano attesi tanti ospiti e attori importanti dall’Italia e il risultato finale è andato ben oltre le aspettative. Poco considerato dalle istituzioni italiane della grande mela, il giovane regista Carlo Fumo è stato in grado di organizzare un evento in grande stile: all’insegna della cultura e volto alla diffusione del Cinema italiano all’estero. Italian Movie Award punta infatti a divenire la più importante kermesse cinematografica italiana all’estero. Ne è convinto il Presidente Carlo Fumo che ha scelto “Il Futuro” come tema dell’edizione 2018, ricordando come la prima edizione venne organizzata in un piccolo paese dell’entroterra irpino, in provincia di Salerno. Quel paese si chiama Valva e nel suol territorio non vi è nemmeno un cinema.
La serata, condotta dalla simpaticissima Diana del Bufalo e dall’ irriverente Luca Abete, è stata all’insegna del grande cinema. Lunghissimi applausi da parte del pubblico durante i momenti in ricordo di Ennio Fantastichini e Bernardo Bertolucci. Tra i tanti nomi che si sono avvicendati sul palco quello del regista Paolo Genovese, insignito del premio “Radici”, che ha raccontato le sue avventure newyorkesi durante le riprese di alcune scene del film “Tutta Colpa di Freud” e la vittoria al Tribeca Film Fest con “Perfetti Sconosciuti”. Genovese ha inoltre svelato che il suo prossimo film si girerà interamente a New York. Importante premio “Best Tv Series” per la serie TV di Sky “Gomorra”, ritirato per l’occasione dall’attore protagonista Salvatore Esposito, che ha raccontato dei film americani che hanno ispirato le frasi celebri di Gomorra e il suo personale sogno di girare presto un film hollywoodiano. Riconoscimento anche per l’attrice Francesca Chillemi, che ha dichiarato di essersi da poco trasferita a New York anticipandoci i suoi progetti futuri.
I premi come “Best Actors” e “Best Actress” 2018 sono stati assegnati a Carolina Crescentini per il film “A Casa Tutti Bene” ed Alessandro Borghi per la straordinaria interpretazione di Stefano Cucchi nel film “Sulla Mia Pelle”. Entusiasmante il momento della serata in cui il Presidente Carlo Fumo ha annunciato il Premio al “Miglior Film Italiano all’Estero” 2018. Il riconoscimento più importante del Festival è andato a “Dogman” di Matteo Garrone. Tra i condidati “A Casa Tutti Bene” di Gabriele Muccino, “Ammore e Malavita” dei Manetti Bros, “Lazzaro Felice” di Alice Rohrwacher e “Rimetti a Noi i Nostri Debiti” di Antonio Morabito.
Il Premio “Best Short 2018” è stato assegnato a “Bismillah” di Alessandro Grande, già vincitore del David di Donatello. Premio “Best Doc 2018” per “Hilter Contro Picasso e gli altri” di Claudio Poli con Tony Servillo come voce narrante in una produzione Nexo Digital in collaborazione con SkyArteHD. Infine il premio “Best Indie 2018” che premia le migliori produzioni cinematografiche indipendenti italiane, assegnato alla romana Sunshine Production. Presente il produttore Bruno Frustaci che ha portato i saluti di Giorgio Tirabassi mostrando in anteprima il trailer della sua opera prima “Il Grande Salto” atteso sul grande schermo nel 2019.Momento importante l’intervento durante la serata della ricercatrice oftalmologa Mina Massaro Giordano in rappresentanza dello S.H.R.O. di Philadelphia, guidato dal Dott. Prof. Antonio Giordano da 5 anni Presidente Onorario dell’Italian Movie Award.
La Massaro ha ricordato la partnership con il festival e di come insieme si stia sviluppando un’avveniristica ricerca scientifica, volta allo sviluppo della “Virtual Reality” per il miglioramento delle condizioni dei pazienti affetti da alcune forme di cancro e malattie degenerative.L’evento ha riscosso un grande successo, testimoniato dalla sala pienissima e da presenze rilevanti tra gli italo-americani presenti a New York. Tanti volti noti sui quali spicca la presenza del ristoratore Francesco Panella e del rapper Frankie Hi-Nrg, del direttore del Festival Plural+ delle Nazioni Unite Jordi Torrent. Prima di chiudere il sipario sulla premiazione il trio composto da Luca Abete, Diana del Bufalo e Carlo Fumo ha annunciato le date della XI edizione 2019, prevista a Pompei dal 27 luglio al 4 agosto. Rivelato anche il tema di questa edizione, un omaggio al “500° Anniversario dalla scomparsa di Leonardo Da Vinci”. (fonte: ComunicatiStampa.net)

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Roma rende omaggio a Giose Rimanelli: lo scrittore “americano di Casacalenda”

Posted by fidest press agency su sabato, 15 dicembre 2018

Roma lunedì 17 dicembre dalle ore 17 presso il Centro Studi Americani di via Caetani 32, presso piazza Venezia, e organizzato dalla critica Anna Maria Milone e promosso dall’Università degli studi del Molise e dall’associazione Forche Caudine si svolgerà “L’incontro – come spiega la professoressa Milone – e sarà un momento per presentare questa figura di autore molisano che ha avuto una forte importanza negli Stati Uniti, testimoniata dagli studi dei docenti che interverranno, e che in Italia inizia ad avere una giusta attenzione grazie all’impegno di alcuni dei ricercatori presenti, ma anche grazie all’interesse che l’Università del Molise ha dimostrato, volendo il convegno internazionale nella sede di Campobasso gli scorsi 5-6 dicembre”. “Con Rimanelli abbiamo tenuto una costante e affabile corrispondenza – ricorda Giampiero Castellotti, presidente di “Forche Caudine” – apprezzando sempre il suo profondo e proficuamente critico legame con la terra di nascita”. Giose Rimanelli, nato a Casacalenda nel 1925 e scomparso all’inizio di quest’anno negli Stati Uniti a 92 anni, ha firmato con Mondadori, tra i tanti, il romanzo di successo “Tiro al piccione” (1953) sui reduci della Repubblica di Salò, da cui è stato tratto il film omonimo per la regia di Giuliano Montaldo.
A distanza di pochi giorni dal convegno svoltosi a Campobasso, è ora la Capitale a rendere omaggio allo scrittore che ha vissuto cinquantasei anni negli Usa, dove ha insegnato Italiano e Letteratura comparata in varie università, da New York a Yale, dalla British Columbia all’Ucla. “Sconosciuto ai più in Italia, Rimanelli è stato invece un importante autore della nostra letteratura, emigrato negli Stati Uniti dal 1960, dopo un linciaggio morale dell’intellighenzia nostrana – ha ricordato nei giorni scorsi sul quotidiano “Il Foglio” il professor Giovanni Maddalena dell’Università del Molise, che ne ha ripercorso le tormentate tappe biografiche, dall’arruolamento controvoglia con la milizia dei repubblichini alla prigionia da parte degli americani, dal ritorno in Molise fino alle posizioni fortemente critiche nei confronti della letteratura da salotto e da premi letterari, non risparmiando critiche a Bassani, Falqui, Moravia e Pasolini. Emblema di questa periodo è il libro significativamente intitolato “Il mestiere del furbo” del 1959, panorama della narrativa italiana contemporanea edita da Sugar. “Il brillante ragazzo viene bandito per sempre dall’empireo della cultura italiana – racconta ancora Maddalena. Eppure aveva già firmato, sempre per Mondadori, altri tre romanzi di successo, “Peccato originale” del 1954, “Biglietto di terza” del 1958 e “Una posizione sociale” del 1959.Emigrerà negli Stati Uniti, dove vivrà lungamente a Lowell (Massachussetts) con la moglie Sheryl Lynn Postman e promuoverà gli Italian Cultural Studies, corsi sulla cultura italiana nel suo insieme interdisciplinare. Negli States conoscerà quelle soddisfazioni che non avrà in Italia: il suo primo romanzo in inglese, “Benedetta in Guysterland” (Guernica Press), ha vinto il prestigioso premio American Book Awards.Tra le passioni della sua vita resterà il distante Molise, intimo e universale, presente in molti scritti anche nel lungo periodo americano, inteso come “punto di riferimento di una inesausta recherche autobiografica”, come evidenzia Sebastiano Martelli. Ma Rimanelli è stato anche un appassionato cultore di jazz e di blues, nonché amico degli scrittori più rappresentativi della Beat generation, come già lo era stato anni prima, a Parigi, di Boris Vian. Ingresso libero.

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Romanzo di Alison Weir: Caterina d’Aragona

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

Caterina d’Aragona, figlia di Ferdinando il Cattolico e d’Isabella di Castiglia, sposò l’11 giugno 1509 Enrico VIII e fu con lui incoronata regina d’Inghilterra il 24 giugno. A partire dal 1525, però, Enrico era ormai infatuato della sua amante, Anna Bolena, e insoddisfatto del suo matrimonio con Caterina, che non gli aveva dato figli maschi, bensì un’unica figlia, la futura Maria I d’Inghilterra, erede presunta al trono in un’epoca in cui non c’erano precedenti per una monarchia retta da una donna.
Enrico cercò di far annullare il matrimonio, innescando una reazione a catena che portò allo scisma dell’Inghilterra con la Chiesa di Roma. Quando papa Clemente VII si rifiutò di annullare il matrimonio, Enrico gli disobbedì assumendosi la responsabilità delle questioni in materia di religione. Fece allontanare Caterina dalla corte e la imprigionò nel castello di Kimbolton, dove Caterina morì pochi anni dopo, senza mai aver smesso di amarlo…
Alison Weir, già acclamata autrice de L’innocente, torna a parlare delle mogli di re Enrico VIII in un accurato romanzo storico sulla tumultuosa vita di Caterina d’Aragona, la prima regina, sposa devota fino alla fine e unica «vera» moglie di Enrico VIII.
traduzione dall’inglese di Chiara Brovelli Euro 18,00 624 pagine EAN 9788865595671 Edizione originale SuperBeat

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Romanzo: “La pozza del Felice”

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

E’ un romanzo di montagna e silenzi di Fabio Andina di montanari, di vette e di silenzi, di solidarietà e solitudini il nuovo romanzo di Fabio Andina, scrittore ticinese che esce in libreria in questi giorni per Rubbettino con “La pozza del Felice”. Il Felice è un personaggio realmente esistito, conosciuto dall’autore che, di ritorno dall’America dove era stato per apprendere i mestieri della scrittura cinematografica, aveva deciso di rifugiarsi in una casa di montagna di proprietà della famiglia. «Durante quei tre anni – racconta Andina – io e il Felice trascorrevamo molto tempo assieme: si cenava assieme, si camminava assieme, si andava al bar assieme, si chiacchierava poco. Il Felice non apriva la bocca tanto per dire qualcosa. Andavamo d’accordo perché eravamo molto simili: taciturni, grandi camminatori, amanti di una vita minimalista, fatta di poche cose, pochi oggetti, e amanti di riti e rituali vecchi che stanno andando scomparendo». Anche la “pozza del Felice” esiste davvero. Ma cos’è questa pozza, e perché il Felice aveva l’abitudine di immergervisi? «Dalla morte del Felice – continua Andina – tutte le volte che salgo in baita vado a immergermi nella pozza. Dista 45 minuti a piedi dalla mia baita. Lo faccio per sentirmi vicino al Felice, perché lo stargli vicino per quei tre anni mi ha cambiato la vita: ora, sono sempre più alla ricerca dell’essenziale. Mi sto liberando di tutte quelle zavorre inutili che la vita ci attacca al piede».
Da questa vicenda che mette insieme il legame con i luoghi, con la terra, e con la propria anima, da questa storia che sa di elementi primordiali che riprendono prepotentemente vita all’interno della propria esistenza viene fuori un romanzo delicato, essenziale in cui ognuno può ritrovare un pezzo di sé che credeva irrimediabilmente perduto.
Fabio Andina (Lugano, 1972) si è laureato in cinema a San Francisco. Ha pubblicato la raccolta di poesie “Ballate dal buio” (2005) ed è stato inserito nell’antologia “Di soglia in soglia. Venti nuovi poeti della Svizzera italiana (2008). Nel 2016 ha pubblicato il romanzo “Uscirne fuori” e ha ricevuto una menzione al Premio Chiara Inediti per la raccolta di racconti “Il paese senza nome” che gli è valsa l’inserimento nell’antologia “Dieci racconti per Piero Chiara”

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Pif …che Dio perdona a tutti (Feltrinelli)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

Torino Lunedì 17 dicembre, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino 9 È il debutto letterario di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, regista, autore televisivo, attore, conduttore radiofonico, e anche sceneggiatore. Si tratta di un libro esilarante che affronta, in modo originale e leggero, un tema profondo come il cristianesimo. Si intitola …che Dio perdona a tutti (Feltrinelli) e l’autore lo racconta al Circolo dei lettori la storia di un uomo che, per amore, decide di seguire alla lettera la parola di Dio. Con la sua inconfondibile voce, Pif esordisce nel romanzo con un’opera divertentissima che costringe a riconsiderare i rapporti che ci legano gli uni agli altri e il senso profondo delle parole solidarietà, uguaglianza, verità. È la storia di Arturo, così si chiama il protagonista, trentacinquenne agente immobiliare di Palermo. Il suo principale obiettivo è mantenere immutato lo stato delle cose. La sua esistenza è piuttosto piatta e incolore, Arturo vive alla giornata, fino ad accorgersi che quella vita, pavida e talvolta ipocrita, non è vita bensì sopravvivenza. E come avviene questa trasformazione? Naturalmente grazie a una donna, si chiama Flora, e lavora nella pasticceria che Arturo frequenta tutti i giorni. Fa gli sciù più buoni di Palermo, il suo dolce preferito. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni.
Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Flora sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci, ed è proprio così che lui la conquista, interpretando Gesù durante una Via Crucis. Quel giorno è per Arturo un vero calvario, perché durante il tragitto si accorge di aver dimenticato i più semplici insegnamenti cattolici e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo. Ciò nonostante, Flora s’innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si accorga della sua indifferenza religiosa e, naturalmente, senza che Arturo la confessi… Un precario equilibrio, fatto di sotterfugi e risposte liturgiche bofonchiate a mezza voce, che non può durare. Quando lei se ne accorge, Arturo, un po’ per sfinimento e un po’ per provocazione, reagisce con insolita fermezza: seguirà alla lettera la parola di Dio. Per tre settimane.
All’anagrafe Pierfrancesco Diliberto, Pif inizia la sua carriera lavorando come assistente alla regia di Franco Zeffirelli in Un tè con Mussolini (1998) e con Marco Tullio Giordana ne I cento passi (2000). Nel 2000 Pif diventa autore televisivo, acquistando poi celebrità con Le Iene, dove lavora come autore e inviato dal 2001 al 2010. Nel 2007 per Mtv realizza Il testimone, il suo primo programma individuale, tra i più originali e innovativi del panorama televisivo odierno. Nel 2017 è su Rai3 con il suo Caro Marziano. Al cinema intervista Ettore Scola nel documentario Ridendo e scherzando. Nel 2013 debutta alla regia con il suo primo lungometraggio La mafia uccide solo d’estate, per il quale vince due David di Donatello, tra cui quello come miglior regista esordiente e un Efa (European Film Awards) come miglior commedia, dal quale è stata tratta una serie televisiva per Rai Uno. Il suo secondo film è In guerra per amore (2016). Feltrinelli ha pubblicato …che Dio perdona a tutti (2018), il suo primo romanzo.

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Fiaba: Il gufo e la bambina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

Torino Lunedì 17 dicembre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9 Beppe Tosco e Zosia Dzierzawska hanno scritto insieme una fiaba: è Il gufo e la bambina (Bompiani), che l’autore porta al Circolo dei lettori. Da anni, Tosco è autore per i comici più conosciuti – Ale e Franz, Luca e Paolo, Geppi Cucciari. Con il figlio Francesco ha scritto inoltre Favola splatter, in cui descrive la società contemporanea in modo solo apparentemente delirante e surreale, ma in realtà spietato, lucidissimo e originale, accreditandosi come autore di narrativa tout court. Da sempre lavora con Luciana Littizzetto, con la quale ha tenuto per anni la trasmissione La bomba su Radio Deejay, e che dialoga con lui al Circolo in questa occasione. Il nuovo libro racconta di Stella, preoccupata che il suo amico gufo Cocò stia invecchiando troppo in fretta e insieme ai comuni amici, un merlo e un porcello, è decisa a trovare un rimedio allo scorrere del tempo, anche a costo di imbarcarsi in un’avventura popolata di creature bizzarre e spaventose. Intanto l’autore della storia è a sua volta alle prese con l’indisciplinato illustratore Leandro, che dovrebbe riempire le pagine di disegni seguendo le sue indicazioni. Peccato che le idee di Leandro non sempre coincidano con quelle dello scrittore. Dal libro: «Dunque. C’era una volta un gufo e una bambina. Anzi. Un gufo, una bambina e un merlo. Anzi no. Un gufo, una bambina, un merlo e un porcello. Ma poi arrivano anche un formichiere col suo nasone, un pipistrello, delle stalattiti e delle stalagmiti, poi delle camole giganti…insomma una girandola di magia e di follia. Un libro sia per bambini che per adulti. Per fortuna che ci sono uno scrittore e un illustratore che mettono ordine. O no?! “L’importante che pur nel male vada a finire bene”».

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Robot domestici: Crescono gli acquisti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

ECOVACS ROBOTICS, società leader nel settore dei robot domestici, ha registrato un periodo pre-natalizio di grande successo: grazie al Black Friday, le vendite online sono aumentate rapidamente in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, Cina e Giappone, ECOVACS ROBOTICS si è classificata prima in tutte le classifiche di vendita.In aggiunta agli ottimi risultati raggiunti su scala globale, ECOVACS ROBOTICS sta percorrendo la strada giusta anche a livello europeo: i consumatori di Germania, Spagna, Italia, Francia e Regno Unito hanno mostrato particolare interesse per il DEEBOT OZMO 930 – grazie alla tecnologia di mappatura avanzata, la potente capacità di aspirazione e pulizia, il dispositivo ha fatto battere i cuori agli amanti della tecnologia del centro e del sud Europa. L’annuncio del nuovissimo ECOVACS KI “AIVI” (Artificial Intelligence and Visual Interpretation) all’IFA di Berlino dello scorso settembre ha acceso ulteriormente l’interesse dei clienti. “ECOVACS ROBOTICS ha ottenuto risultati eccezionali nelle vendite durante il Black Friday in oltre dieci paesi”, ha affermato David Qian, CEO di ECOVACS ROBOTICS. “La qualità della nostra azienda è stata riconosciuta in tutto il mondo. Siamo molto soddisfatti della nostra tecnologia che fa la differenza nella vita delle persone aiutandole a risparmiare tempo e permettendo loro di fare ciò che più amano”.
Negli Stati Uniti, ECOVACS sta collaborando con i principali rivenditori specializzati del paese per rafforzare ulteriormente la propria presenza sul mercato ed aumentare le vendite. Durante il Black Friday, ECOVACS ha ottenuto un grande successo nella vendita omnicanale e ha registrato una crescita del 100% del fatturato. All’inizio di maggio ECOVACS ha lanciato l’hub di vendita e marketing APAC a Hong Kong, facendosi largo in un mercato locale altamente competitivo.
Soprattutto in Cina la stagione delle vendite è iniziata l’11 novembre, circa due settimane prima del Black Friday. ECOVACS ha raggiunto un record di vendite di circa 700 milioni di CNY ed è stato classificato come il marchio numero uno nella categoria degli aspirapolvere robot. Nel frattempo, ECOVACS si è classificato tra le prime dieci società di elettrodomestici. Secondo la tradizione, il Black Friday è il primo venerdì dopo il giorno del Ringraziamento, che, insieme alla successiva Cyber ​​Week, inaugura la stagione delle offerte a buon mercato non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo. La festività cinese “Singles Day” è diventato altrettanto popolare nella nazione per i rivenditori online: l’11 novembre, in Cina, i giovani si ritrovano per stringere nuove amicizie o fare nuovi incontri e ormai il “Singles Day” è diventato il giorno con il più alto fatturato per i commercianti online di tutto il mondo.

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Città dell’Olio verso il 25esimo anniversario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

Si è svolta nella Città dell’Olio di Carpino terra incantevole, patria della tipica Ogliarola Garganica, la 47^ Assemblea Nazionale delle Città dell’Olio, la due giorni dedicata agli Stati generali delle 320 Città dell’Olio italiane nella quale si sono discusse le linee programmatiche dell’Associazione, in vista delle celebrazioni del 25° anniversario della sua fondazione. Il 2019, infatti, sarà l’anno celebrativo di un quarto di secolo caratterizzato da un’intensa attività che proiettano la nostra associazione verso nuove e importanti sfide. La cultura dell’olio e dell’oliva sarà il motore della riscoperta dei nostri territori attraverso il turismo dell’olio, in coincidenza anche con il fatto che il 2019 sarà l’anno del “Turismo lento”. Un impegno costante e progressivo che non potrà prescindere sa un coinvolgimento diretto dei cittadini delle Città dell’olio che dovranno avere la consapevolezza, grazie anche al lavoro svolto egregiamente dalle amministrazioni delle Città dell’Olio, di vivere in un territorio dal grande valore identitario, che ha nel paesaggio olivicolo, nella Dieta Mediterranea e nello stile di vita una marcia in più, un valore aggiunto da comunicare con sempre maggiore convinzione e determinazione. L’assemblea di Carpino che ha visto la presenza ed il coinvolgimento di Soci amministratori provenienti da tutte le Regioni d’Italia: dal Friuli Venezia Giulia alle isole Sicilia e Sardegna passando per il Trentino, il Veneto, l’Emilia Romagna, la Liguria, la Toscana, le Marche, l’Abruzzo, il Lazio, l’Umbria, il Molise, la Campania, la Calabria, la Basilicata e la regione ospitante – la Puglia – che con le sue 31 Città dell’Olio e le circa 50 varietà di olive, rappresenta un fulgido esempio di biodiversità italiana – ha confermato il ruolo strategico delle Città dell’olio, tra le reti più longeve impegnate nella promozione e valorizzazione della cultura dell’olio extravergine d’oliva. Nell’occasione sono stati fissati gli asset strategici dell’azione delle Città dell’Olio del prossimo anno. Il turismo dell’olio è stato individuato come il più importante asset su cui investire con progettualità mirate come la fortunatissima Camminata tra gli olivi, il Girolio d’Italia in un nuovo format regionale che coinvolgerà i soci di ogni singola regione e l’amministrazione regionale e Andar per Frantoi e Mercatini che diventa sempre più uno strumento per mettere in rete e a sistema tutte le feste dedicate all’olio in Italia. Nel futuro dell’Associazione prosegue l’impegno profuso nella candidatura dei paesaggi olivetati delle Città dell’Olio nel Registro dei Paesaggi Rurali Storici istituito dal Mipaaf. Si confermano anche le progettualità legate alla formazione alla sensibilizzazione dei consumatori a partire dal progetto di educazione alimentare “Olio in cattedra” che con BimbOil Junior avrà un ulteriore sviluppo e sorvolerà anche agli alunni delle scuole medie. Una novità importante è rappresentata dall’istituzione del Premio Miglior Oliveto e dalla progettualità specifica che coinvolgerà i ristoranti dell’olio che verranno inseriti nel circuito Mediet Restaurant. “I nostri 320 soci italiani avranno un ruolo di primo piano nella promozione del turismo dell’olio attraverso la costruzione di percorsi alla scoperta della civiltà olivicola, di pacchetti turistici in grado di attrarre visitatori, ma anche nel promuovere progetti di salvaguardia e tutela dei paesaggi olivicoli – ha dichiarato Enrico Lupi presidente delle Città dell’Olio- Olio, Dieta Mediterranea, Paesaggio Olivicolo e Biodiversità sono i punti di forza sui quali puntare, in quanto autentica ricchezza di ciascuna città dell’olio italiane. In questa direzione è stato fondamentale la firma del Protocollo d’Intesa tra le Città dell’Olio e le Città del Vino un altro tassello importante per mettere in campo azioni sinergiche per le nostre città d’identità”.

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Premio Sacharov 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Roma Mercoledì 12 dicembre ore 11.00 – 13.00 all’Auditorium del Palazzo delle Esposizioni di Roma trasmissione in diretta della premiazione del Sacharov 2018 al regista ucraino Oleg Sentsov (in carcere in Russia) e dibattito con il dissidente venezuelano Lorent Saleh, vincitore dell’edizione 2017Diritti umani e libertà fondamentali: in occasione della consegna a Strasburgo del Premio Sacharov 2018 al regista ucraino Oleg Sentsov, l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia organizza a Roma un evento di riflessione su questi valori alla base della costruzione comunitaria e della convivenza democratica. Ospite dell’evento il dissidente venezuelano Lorent Saleh, vincitore del Sacharov 2017 come membro dell’Opposizione democratica venezuelana e come rappresentante di tutti i prigionieri politici detenuti nel Paese sudamericano.“Chi come noi sogna di cambiare il mondo – ci scrive in un messaggio Saleh in vista dell’evento di mercoledì – non si dà mai per vinto: dico grazie all’Europa per appoggiare la causa della libertà in Venezuela e nel mondo”.Come quest’anno Sentsov, attualmente in carcere in Russia (il Premio verrà consegnato al suo avvocato ed a sua cugina, che leggeranno un suo discorso), l’anno scorso Saleh non ha potuto presenziare alla consegna del Premio a Strasburgo perché in prigione. Il 12 ottobre di quest’anno, Saleh è stato scarcerato ed il giorno dopo ha trovato rifugio in Europa, a Madrid. La sua presenza a Roma, a due mesi dalla sua liberazione per assistere alla consegna del Sacharov al suo successore, acquista quindi un grande valore simbolico, oltre che rappresentare un prezioso stimolo per un dibattito sui diritti umani e le libertà fondamentali nel mondo e sul ruolo della Ue come promotrice di questi valori.Il dibattito sarà presentato da Fabrizio Spada dell’Ufficio del Parlamento europeo e moderato da Marcello Campo, giornalista dell’Ansa.

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“Il libro invisibile di Pietro Citati: Racconto di un’analisi”

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Se è pur vero che Pietro Citati che da oltre cinquant’anni scrive sulle pagine culturali del Corriere della Sera e de la Repubblica un libro su Fëdor Dostoevskij non l’ha mai scritto è anche vero che quella monografia esiste. A Chiara Fera che per scrivere “Il libro invisibile di Pietro Citati”, prima monografia sul critico letterario, è andata più volte a incontrarlo nella sua casa romana al quartiere Parioli, Citati ha detto: «Non ho mai osato scriverlo, è troppo difficile». Invece, quel libro su Dostoevskij c’è. Sebbene “invisibile”, quel libro è stato scritto. Chiara Fera l’ha scovato fra i numerosi articoli dedicati a Dostoevskij da Citati nell’arco di una lunga carriera che mai l’ha visto rinunciare alla sua libera voracità eclettica a dispetto d’ogni settarismo accademico. In quegli articoli s’è acquattata l’inedita monografia e il tormentato parallelo tra Dostoevskij e i personaggi dei suoi romanzi, che l’autrice propone ai lettori con una scrittura agevole e avvincente. Ma c’è molto altro nel saggio portato a compimento dopo diversi colloqui con il critico letterario e un certosino lavoro di scavo negli archivi dei due grandi quotidiani.
Anzitutto, una minuziosa disamina di tutta la produzione giornalistica di Pietro Citati, a partire dalla quale l’autrice ricostruisce un’interessantissima storia della letteratura in cui compaiono gli amici intellettuali (fra tutti spicca il forte legame umano e professionale con Carlo Emilio Gadda) in un fervido Novecento italiano – per mezzo dei quali esprime le sue intriganti teorie sul testo letterario, sul lettore e sulla figura stessa del critico – insieme ai maestri della narrazione mondiale e agli stravolgimenti lirici che infervorano la modernità, senza eludere le penne mediocri che rabbuiano la letteratura dei nostri giorni.Ne viene fuori un ritratto intellettuale ibrido e sorprendente: un giornalista che attrae i lettori più disparati, privi di particolari competenze tecniche, verso la terra ermetica della letteratura grazie a uno stile mai astruso e sempre coinvolgente; un critico letterario dalla mente eclettica e sconfinata, che sfiora e affonda in ogni angolo della letteratura del mondo. Giornalista, critico e, straordinariamente, scrittore dal vigoroso piglio narrativo: trasformazione necessaria, spiega Citati all’autrice del saggio, per poter essere un critico letterario degno di questo nome («Quello che io faccio è il racconto di un’analisi. Credo che la critica si faccia sempre così: non a caso, i critici che amo maggiormente sono Proust e Flaubert, ovvero scrittori che parlano di scrittori»).
Chiara Fera è laureata in lettere moderne presso l’Università degli Studi di Milano. Giornalista, collabora con varie testate.

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libro Work a cura di Andrea Anastasio

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Milano Mercoledì 12 dicembre 2018, ore 18 Corraini in Piccolo Chiostro Nina Vinchi Piccolo Teatro Grassi via Rovello 2, ISIA Faenza presenta il libro Work a cura di Andrea Anastasio
(Corraini Edizioni, 2018), pubblicazione nata dall’omonima mostra curata dal designer Andrea Anastasio a partire dai 15 progetti che 15 studenti del biennio specialistico e del terzo anno del triennio dell’ISIA di Faenza hanno realizzato nell’ambito del laboratorio di design ceramico da lui condotto.
A presentare il catalogo saranno Andrea Anastasio, Chiara Alessi, saggista, Beppe Finessi, direttore responsabile della rivista Inventario, Giovanna Cassese e Marinella Paderni, rispettivamente presidente e direttrice di ISIA Faenza.
La mostra WORK che dal suo debutto alla Milano Design Week 2018 ha fatto tappa a Faenza in occasione delle manifestazioni Buongiorno Ceramica e Argillà, per arrivare infine alle antiche sale della Quadreria di Palazzo Rossi Poggi Marsili in occasione della Bologna Design Week, fa parte dell’attività didattica e culturale dell’ISIA di Faenza, fortemente radicata nel territorio che la ospita e di conseguenza alla tradizione ceramica, grazie anche ai laboratori pratici – un unicum delle università italiane – dove lo studio della progettazione va di pari passo con la realizzazione manuale e oggi anche digitale del prodotto. Nel percorso sviluppato con gli studenti, Anastasio li ha condotti a confrontarsi con un oggetto archetipico della produzione ceramica, il vaso, sottolineandone l’aspetto antropologico, più che formale. In questo modo, essi hanno potuto riflettere sul significato simbolico e rituale del “portare la natura in casa”, approfondendo l’idea stessa di cura della natura e di rapporto con il paesaggio. Imparare a progettare, ad individuare una poetica partendo dalla materia e dalla risposta fisico-emotiva esperita nel processo, ha permesso agli studenti di osservare la formazione di un pensiero e la sua materializzazione in un oggetto, in un percorso capovolto, originato, appunto, dalla sperimentazione diretta con la materia e la gestualità da essa suggerita.
Dal progetto WORK scaturisce, inoltre, una ulteriore riflessione sulla possibilità di coniugare pezzo unico e produzione seriale e sulle modalità compositive dell’arte e del design, temi che da molti anni caratterizzano la ricerca di Andrea Anastasio e che hanno motivato l’ISIA di Faenza alla decisione di incaricarlo alla strutturazione del laboratorio di ceramica. Il catalogo racconta il progetto attraverso la voce di Andrea Anastasio e degli studenti. Un testo di Chiara Alessi riflette sulla formazione nel design oggi, mentre Giovanna Cassese e Marinella Paderni parlano di design ceramico e del genius loci faentino.
Andrea Anastasio (Roma, 1961) dopo gli studi in filosofia, intraprende un percorso culturale che lo porta a interessarsi all’architettura islamica in India e a compiere ricerche sull’innovazione delle tecniche artigianali tradizionali; collabora con studi di architettura, case editrici e musei. Affascinato dall’incontro tra l’arte concettuale e le sue potenziali convergenze con l’industrial design, disegna mobili e oggetti per aziende italiane protagoniste della scena internazionale. La sua ricerca è incentrata sulla manipolazione di oggetti, beni di consumo e materiali domestici, per generare contaminazioni di linguaggi e significati.

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Francesco Abate: Torpedone trapiantati (Einaudi)

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Torino Giovedì 13 dicembre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9. Lo scrittore racconta Torpedone trapiantati (Einaudi) insieme al giornalista e scrittore Maurizio Crosetti. È la storia di una «comitiva di sopravvissuti», che si ritrova a dieci anni esatti dal trapianto di fegato. Francesco viene invitato a una rimpatriata cui interverranno cento trapiantati assieme alle rispettive famiglie. È titubante, non sa se partecipare, ma alla fine, trascinato per un orecchio dalla Mamma, sale con lei sul torpedone. Acciacchi, fobie, farmaci indispensabili e piccole miserie: i protagonisti di questa gita somigliano ciascuno a una maschera della commedia, dal timido al giullare, dallo sbruffone al pauroso. In comune hanno il fatto di essere nati due volte, che è un dono immenso, ma anche una responsabilità. Quella di dover essere felici. Con la sua voce carognesca e a tratti malinconica, Abate ci racconta la storia della nostra fragilità e, al contempo, della nostra cocciuta voglia di vivere. «Quando ho visto un’ottantenne sbucare da un gomito della salita, venirmi incontro, lesta come un capriolo sui sassi traditori, e sbraitare: – Checco, noioso, ma insomma, vi muovete o no?! – ho capito di aver commesso l’irrimediabile cazzata dell’anno 2017: partecipare alla gita dell’associazione sarda trapiantati e portarci pure Mamma».

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Leo Ortolani: Cinzia (Bao)

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Torino Giovedì 13 dicembre, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino 9, presentazione del volume di Leo Ortolani su uno dei personaggi più amati e memorabili: Cinzia (Bao).Di tutti i personaggi di Leo Ortolani, geniale fumettista inventore di Rat-Man, uno dei più amati e memorabili è senz’altro Cinzia, la transessuale platinata la cui storia è raccontata in un inedito romanzo grafico, da leggere per scoprire il suo carattere, i suoi amori, la consapevolezza che ha di sé, lo spregio che serba all’ipocrisia dei perbenisti, tra pathos, comicità e musical.Un volume slegato dal mondo di Rat-Man, come spiega la scrittrice Licia Troisi nell’introduzione: «Cinzia, uno dei personaggi più epici, più forti, più amati di Rat-Man, la saga ventennale sul supereroe ratto (…), innamorata perdutamente di quel ratto, destinata a non essere mai ricambiata, Cinzia la Lucciola della Quinta strada, come ci venne presentata in quelle indimenticabili prime vignette. Era nata così, da una boutade, per avere nient’altro che lo spazio di una battuta. Era il postino che consegnava all’Eroe una copia di Topolino, e a cui Deboroh La Roccia saltava al collo baciandolo. La visione di quelle inconfondibili orecchie da topo aveva indicato all’eroe la sua strada: avrebbe indossato il costume e sarebbe diventato Rat-Man, il supereroe molto sui generis della Città senza Nome». Sì, perché Cinzia è fondamentale nella storia eroica di Rat-Man, anche lei eroina, avvolta in una pelliccia sintetica e fasciata da pantaloni leopardati, il suo è uno sguardo fiero e sprezzante. E la sua è una bellissima, esilarante e commovente storia.

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Presentazione libro “Terra”: ultimo della collana dedicata all’artigianato

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Pordenone-Udine 15 dicembre ore ore 12:30 Sala Valduga della Camera di Commercio (ingresso Piazza Venerio 8) presentazione libro “Terra”: ultimo della collana dedicata all’artigianato. “…Terra è dunque la meta, ma è anche una tappa di un viaggio che ogni giorno, come persone, facciamo e faremo all’interno della produttività della nostra regione. Con la bellezza mozzafiato della natura e la bellezza delle capacità dell’uomo di utilizzarla con passione, cura e soprattutto rispetto, chiudiamo il sipario su questa collana, che ci ha permesso di guardare il nostro mondo, la quotidianità del lavoro e l’eccellenza della nostra realtà economica con lo sguardo ammirato e fiducioso che merita…” La pubblicazione è promossa dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine e coedita assieme a Vinibuoni Biblioteca.

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Premio Giornalistico Nazionale “Natale UCSI 2018”

Posted by fidest press agency su domenica, 9 dicembre 2018

Verona sabato 15 dicembre, alle 11, nella storica Sala Arazzi di Palazzo Barbieri cerimonia di premiazione dei vincitori della XXIV edizione: penne coraggiose che raccontano storie difficili, cogliendone al tempo stesso il dramma e i riflessi di bene. Sono: Maddalena Bonaccorso (Panorama), Massimiliano Chiavarone (Rai – Tg2 Storie), Lorenzo Sbolgi (Mia Radio Siena), Davide Santandrea (Il Nuovo Diario Messaggero), Maria Elefante (Famiglia Cristiana), sono i vincitori, per le rispettive sezioni in gara, del Premio giornalistico nazionale “Natale Ucsi 2018”, nato oltre vent’anni fa dall’idea di un gruppo di giornalisti dell’Ucsi di Verona (sezione scaligera dell’Unione Cattolica Stampa Italiana), per valorizzare le buone notizie e gli operatori della comunicazione che se ne fanno testimoni. E che per questa sua XXIV edizione assegnerà il premio speciale della giuria “Giornalisti società: la professione giornalistica al servizio dell’uomo”, alla giornalista di Repubblica Federica Angeli.
Il Premio, dedicato alla memoria del giornalista veronese Giuseppe Faccincani, gode del sostegno di Fondazione Cattolica Assicurazioni, la partecipazione di Banco BPM – Banca Popolare di Verona e il patrocinio dell’U.C.S.I., Comune di Verona, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Ordine dei Giornalisti del Veneto, e ancora l’apporto della società editrice Athesis e dell’Ufficio Regionale Comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale del Triveneto.
Fra i 130 concorrenti, rappresentanti tutte le regioni d’Italia, «la giuria ha deciso di premiare giornalisti bravi e coraggiosi, che hanno saputo raccontare storie difficili cogliendo il dramma delle persone e con esse tutte le implicazioni di bene: il figlio disabile del carabiniere ucciso in Iraq che trova la forza di andare avanti con la mamma e un amico inseparabile; il tormento delle famiglie i cui figli si chiudono inspiegabilmente in sé stessi, la forza di atleti disabili che trasformano il limite in opportunità», spiegano il presidente dell’Ucsi di Verona Stefano Filippi e il presidente di giuria don Bruno Cescon, «E ancora, la mamma-coraggio che vede il figlio ridotto in fin di vita dai bulli di quartiere ma ugualmente tende loro la mano per offrire una possibilità di riscatto, e la comunità di Imola che sostiene uno dei pochi ospedali africani che cura le donne vittime di violenza e che ha avuto la soddisfazione di vedere il medico da loro aiutato ricevere il Nobel per la pace. Molto significativa anche la scelta di Federica Angeli per il premio “Giornalisti e società”, in quanto donna che non teme minacce né di vivere sotto scorta, pur di difendere il dovere di informare e il diritto di ognuno a vivere in un mondo privo di sopraffazioni e malavita farsi “attrarre dal bene” e valorizzare le storie delle persone che lo costruiscono».

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Libro Walter Siti: Bontà (Einaudi)

Posted by fidest press agency su domenica, 9 dicembre 2018

Torino mercoledì 12 dicembre ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9, Walter Siti Bontà (Einaudi) con Federica Manzon, scrittrice. Chi è Walter Siti? È uno dei più grandi scrittori italiani di sempre. Originario di Modena, ha esordito nel 1994 con Scuola di nudo, romanzo fiume e autobiografia letteraria, e cui sono seguiti grandissime opere come Un dolore normale (1999) e Troppi paradisi (2006), tutti editi da Einaudi. È anche curatore delle opere complete di Pier Paolo Pasolini e autore di saggi letterari come Il realismo è l’impossibile (nottetempo, 2013). Attraverso l’utilizzo implacabile del presente e della prima persona singolare, di metafore e dialoghi mimetici, di inserti saggistici e digressioni, lo stile di Siti è diventato inconfondibile. I luoghi che ha esplorato è riuscito a indagarli – attraverso un alter ego che condivide con lui genio e professione – nelle loro profondità: l’università, in Scuola di nudo, la televisione – in Troppi paradisi – le borgate in Il contagio. E ora, in questo nuovo romanzo, che racconta al Circolo dei lettori mercoledì 12 dicembre, ore 18, insieme alla scrittrice Federica Manzon, l’occhio indagatore dello scrittore viviseziona la fragilità e il disincanto per esplorare le radici della cattiveria. È Bontà (Einaudi), romanzo ironico e impietoso.Ugo odia il proprio nome. Ricco di famiglia, ha fatto carriera nell’editoria tra competizioni aziendali, problemi di management e sarcasmi sulla letteratura mediocre. Al lavoro è efficiente, perfezionista, disprezza i buoni «che usano la modestia come una clava»; si vendica in pubblico di un’infelicità privata, perché le ossessioni non solo erotiche l’hanno condannato alla solitudine. Per lui, piacere e dominio coincidono. Quando la vecchiaia si annuncia con segni inequivocabili, Ugo decide che è ora di dare un senso alla propria vita e, da poeta senza poesie, crede di riscattarsi mediante l’azione: usando a sproposito una conquista civile, progetta un velleitario suicidio per procura. Ma il destino ha in mente altro e lo conduce dove mai avrebbe sospettato.

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AutoScout24: Gioia Manetti tra le Inspiring Fifty 2018

Posted by fidest press agency su domenica, 9 dicembre 2018

Gioia Manetti, Vice President International di AutoScout24, il più grande marketplace automotive online d’Europa, è stata inserita tra le Inspiring Fifty, le cinquanta donne italiane più influenti nel mondo della tecnologia e che fungono da modello per milioni di donne in tutto il mondo.Inspiring Fifty, dopo aver esordito nel 2013 in Olanda, è giunto per la prima volta in Italia al fine di selezionare le imprenditrici, manager d’azienda, docenti universitarie, ricercatrici ed esponenti delle istituzioni che si sono contraddistinte nel campo scientifico, dalla tecnologia all’ingegneria informatica, passando per la fisica e la matematica, fino ai digital media e alle telecomunicazioni. Gli importanti risultati ottenuti da Gioia Manetti, alla guida di AutoScout24 in Italia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi e Francia, hanno portato la giuria composta da importanti personalità dell’imprenditoria, del business e del mondo universitario a considerarla un vero e proprio role model, un’ispirazione per ogni donna. “Sono orgogliosa di essere stata inserita tra le Inspiring Fifty italiane – ha dichiarato Gioia Manetti, Vice President International di AutoScout24. È importante che le giovani donne di tutto il mondo possano avere dei punti di riferimento, degli esempi che le portino a credere nelle loro capacità e a inseguire i propri sogni. E’ importante che abbiano degli esempi di donne che hanno trovato il modo di dare il proprio contributo e, perché no, di farlo divertendosi! È proprio per quelle ragazze che noi professioniste del tech ci impegniamo giorno dopo giorno, con l’obiettivo di creare un ambiente lavorativo finalmente privo di stereotipi di genere e di discriminazioni. Perché il progresso tecnologico avanzi, dobbiamo avere la capacità di vedere quello che gli altri non vedono, di immaginare nuovi scenari, e ci servono uomini e donne di talento per sognare nuovi sogni ed inventare il mondo che verrà a misura di tutti. Nessuno vorrebbe vivere in un mondo dove la tecnologia fosse inventata e pensata solo da uomini! E per questo abbiamo bisogno che le giovani donne sappiano che possono contribuire, se lo vogliono e ne hanno le capacità, anche e soprattutto nel mondo tech”.

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Italian Movie Award, a New York

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

New York 10 dicembre 2018 alle ore 19:00 Frank A. Bennack Theater presso il The Paley Center for Media a Manhattan in occasione del decimo anniversario del Festival Internazionale del Cinema Italian Movie Award si terrà la cerimonia di premiazione in occasione del decimo anniversario del Festival Internazionale del Cinema Italian Movie Award. L’evento vede la partnership di Plural + Youth Video Festival organizzato dalle Nazioni Unite e in particolare da UNAOC (United Nation Alliance Of Civilization), e dello SHRO (Sbarro Health Research Organization) diretto dal Dott. Prof. Antonio Giordano.
Evento organizzato con la preziosa collaborazione della Tooslik Communication NYC di Tony Minervini e della Sunshine Production di Roma. Durante la serata verrà annunciato il prestigioso Italian Movie Award | Best Movie 2018 per il miglior film italiano all’estero, le nomination scelte dalla Jury Roots (composta da rappresentanti delle più grandi comunità di italiani all’estero). Questi i film in nomination quest’anno:
Dogman di Matteo Garrone; Ammore e Malavita dei Manetti Bros, A Casa Tutti Bene di Gabriele Muccino, Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher; Rimetti a Noi i Nostri Debiti di Antonio Morabito.
Conduce l’inviato di Striscia la Notizia Luca Abete con l’attrice Diana del Bufalo e nell’ambito della serata ci sarà un incontro esclusivo con il regista Paolo Genovese.
Ritirerà il premio per la serie TV Gomorra l’attore Salvatore Esposito.
Premiati anche l’attore del film “Sulla Mia Pelle” Alessandro Borghi e l’attrice Carolina Crecentini, oltre al riconoscimento anche per la giovane attrice Francesca Chillemi.
L’anno scorso il tema di fondo del festival erano “Le Radici”, quest’anno il tema scelto è “Il futuro”.

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