Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Archive for the ‘Recensioni/Reviews’ Category

Reviews

E’ dedicato al coronavirus e alla Pasqua il numero di aprile della rivista San Francesco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Assisi. Sul titolo della copertina, disegnata da Antonio Sullo, campeggia la scritta “Ce la faremo” e l’immagine del Santo di Assisi che senza paura porta l’Italia sulle spalle, “assaltata” dal Covid-19. Una miriade di uccelli, con tanto di mascherina protettiva, fanno da scudo attorno al Poverello, aiutandolo a sostenere la Nazione ferita.Un mondo colpito dalla pandemia e che ha bisogno di vicinanza e sostegno. Proprio per questo i frati del Sacro Convento di Assisi hanno deciso di inviare gratuitamente a chi lo richiede tre numeri del mensile francescano; aumentare il numero delle dirette streaming di messe e preghiere su sito sanfrancesco.org; e infine di attivare un numero verde 800.333.733 per parlare direttamente con i frati. Quella di quest’anno sarà una Pasqua diversa, amara e tragica, ma sarà comunque Pasqua. L’ottimismo deve vincere sulla paura e il dolore. L’Arcivescovo di Benevento, Monsignor Felice Accrocca, introduce il lettore alle celebrazioni pasquali con una esortazione molto chiara: «quelli attuali sono giorni difficili e in tantissimi non potranno prender parte dal vivo alle celebrazioni, ma Francesco ci insegna ad accogliere con serenità gli eventi, accettando anche il dolore.Fare Pasqua vuol dire trasformare il dolore in amore, senza masticare rabbia e meditare vendette, perché così ha fatto il Signore; vuol dire saper gioire delle piccole cose, contentarsi di quel che si ha».
La situazione italiana e internazionale ai tempi del Coronavirus sono il fulcro attorno cui ruota questa edizione del mensile francescano. Il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, evidenzia nella sua riflessione, come questa pandemia abbia messo «a nudo tutta l’immaturità di un popolo. Il senso di responsabilità non è sufficientemente diffuso e la nostra leggerezza provoca danni enormi, talora irreversibili. Emergono egoismi e grettezze». Anche in questo caso è il Santo a venire in nostro soccorso, indicando una via da percorrere, una strada che ci condurrà verso un nuovo mo(n)do.Il direttore della rivista, Padre Enzo Fortunato, nel suo editoriale si, e ci, interroga intorno alla parola opportunità «e se dovesse essere davvero una grande opportunità per l’umanità e per ognuno di noi? Si riscoprono affetti lontani e anche le telefonate terminano con un ti voglio bene. La solidarietà non è più una parola che dà fastidio. Vedere questa pandemia anche come un’opportunità per il futuro».Per il sociologo Domenico De Masi, intervistato dalla nostra redazione, si tratta di un grande corso di formazione collettivo sia per i lavoratori con lo smart working sia per i fedeli con la telepreghiera perché «ognuno è solo con Dio in qualsiasi momento, alla preghiera corale si può supplire con momenti di raccoglimento individuale e il fedele può agire in nome di Dio con buone azioni rivolte ai più fragili e agli anziani».Nello speciale dedicato al coronavirus anche le testimonianze del filosofo e psicologo, Umberto Galimberti che evidenzia la differenza tra paura e angoscia, per cui la seconda nasce dal fatto che non si conosce da «dove viene il pericolo e quindi si è sempre in uno stato di fibrillazione perenne»; e del cappellano del penitenziario “Due Palazzi” di Padova, don Marco Pozza, che parla della situazione carceraria italiana e ci ricorda che i detenuti sono ritenuti “lupi”. «A Gubbio il Santo ha compiuto due miracoli: prima ha addomesticato il lupo, poi ha bussato alle porte dei cittadini impauriti e ha detto ‘Credetemi, il lupo non fa più paura’».Il mensile si conclude con un’intervista esclusiva a Padre Firas Lutfi sulla tragica guerra che sta colpendo la Siria e i tanti indifesi civili. Una guerra che ha raggiunto dimensioni di carattere globale e le vittime sono principalmente bambini come conferma il portavoce nazionale UNICEF, Andrea Iacomini: «soltanto nel 2018 sono stati uccisi 1.100 bambini nei combattimenti, nel 2019 quasi 900 con centinaia di migliaia i feriti».
Le messe nella Basilica di San Francesco via streaming sono sul sito sanfrancesco.org e sulla pagina Facebook “San Francesco d’Assisi”: dal lunedì al sabato alle 6.30 e alle 18.30; la domenica alle 7.15 e alle 18.00. Inoltre, sul sito sanfrancesco.org, è possibile collegarsi sempre, a qualsiasi orario, alla webcam della Tomba di San Francesco dove, tutti i giorni alle 12.30, viene recitata la preghiera dell’Angelus e dove è possibile lasciare una preghiera al Santo di Assisi.

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In ebook “Il mistero dell’Erebus” di Michael Palin

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Canada, settembre 2014. Lungo la costa di un’anonima isola, una delle migliaia presenti nell’Artico canadese, una barchetta di nome Investigator sta compiendo dei rilevamenti acustici, quando si imbatte in qualcosa di più che sabbia e scogli: distesa sul fondale c’è una forma scura, solida e sconosciuta. Ha la poppa sfondata, come se qualcuno l’avesse morsicata; le travi del ponte sono scoperte e tutte rivestite da uno strato lanoso di vegetazione acquatica; tra i relitti, mezzo sprofondati nella sabbia, ci sono due eliche, otto ancore e un segmento del timone. È una nave, ma non una nave qualunque. È una nave scomparsa dalla faccia della terra, insieme al suo equipaggio, centosessantotto anni prima. Una nave che ha avuto una delle più straordinarie avventure dell’intera storia navale britannica: è la hms Erebus. Commissionata nel 1823, la hms Erebus venne utilizzata, con grande successo, per una spedizione in Antartide dal 1837 al 1840, dove, insieme alla sorella Terror, si guadagnò la formidabile reputazione di essere la nave più affidabile e resistente al ghiaccio di tutta la Marina britannica. Per questo motivo fu scelta per un’altra grandiosa impresa marinara nel glaciale Nord: la conquista del Passaggio a Nord-ovest. Agli ordini dell’Ammiragliato britannico, nel maggio del 1845 il capitano Sir John Franklin, celebre esploratore e ufficiale della Royal Navy, salì a bordo di una nave perfettamente equipaggiata per una spedizione della durata di tre anni: motori a vapore e ponti erano stati rinforzati, abbondante cibo era ammassato nella stiva e a bordo c’erano strumenti avanzatissimi per studiare il magnetismo, la geologia, la botanica e la zoologia e addirittura una macchina fotografica per dagherrotipi. Tutto faceva pensare a un’impresa organizzata con cura e dopo profonde riflessioni. Alle dieci e trenta del mattino del 19 maggio l’Erebus e la Terror levarono le ancore, ruotarono di 360 gradi per essere sicure che le bussole funzionassero e finalmente la spedizione di Franklin verso il Passaggio a Nord-ovest prese il via, conventiquattro ufficiali e centodieci uomini a bordo. Fu l’inizio di uno dei peggiori disastri nella storia delle esplorazioni artiche. In questo suggestivo libro Michael Palin offre un resoconto di prima mano del percorso e delle condizioni affrontati dall’equipaggio dell’Erebus che, nel 1846, insieme alla Terror, svanì dalla faccia della terra. Cos’è veramente accaduto all’Erebus? Com’era fatta? Dov’era riuscita ad arrivare? Come aveva potuto sopravvivere a tanto, per poi scomparire in quel modo misterioso? Ricercato e illustrato sapientemente con mappe, fotografie, dipinti e incisioni, Il mistero dell’Erebus è l’avvincente racconto di una spedizione tragica ma indimenticabile.Traduzione dall’inglese: Ada Arduini Pagine: 352 Prezzo cartaceo: 18,00 euro Prezzo ebook: 9,99 euro Neri Pozza Editore.
Sir Michael Edward Palin è un attore, comico, scrittore, presentatore televisivo e sceneggiatore britannico, noto per la sua militanza nel gruppo comico dei Monty Python e per i suoi documentari Palin’s Travels.

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Premio InediTO: proclamati i finalisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Nonostante l’emergenza Coronavirus e le difficoltà del momento, il Premio InediTO – Colline di Torino, punto di riferimento in Italia tra quelli dedicati alle opere inedite, non si è fermato e ha concluso la fase di selezione delle 700 opere iscritte alla diciannovesima edizione. I membri del Comitato di Lettura formato da Valentino Fossati (sezione Poesia), Anna Francesca Vallone (sezione Narrativa-Romanzo), Francesco Delle Donne (sezione Narrativa-Racconto), Alfredo Nicotra (sezione Saggistica), Simone Carella (sezione Testo Teatrale), Eleonora Galasso (sezione Testo Cinematografico) e Valerio Vigliaturo (sezione Testo Canzone), direttore anche del concorso, hanno designato i nomi dei 49 finalisti delle sette sezioni e dei 18 autori in gara per i premi speciali “InediTO Young” in collaborazione con Aurora Penne, nonchè “Alexander Langer” e “Giovanni Arpino” in collaborazione con la Città di Torino, il cui elenco completo è consultabile sul sito http://www.premioinedito.it. Un lavoro complesso e determinante quello dei giovani membri del Comitato che, aderendo alla campagna #ioleggoacasa, dopo un’attenta e scrupolosa lettura, in cui sono emersi tendenze, temi e stili diversi, hanno scelto le migliori opere giunte in occasione di questa edizione a centinaia (record assoluto del premio) da tutta Italia e dall’estero (Inghilterra, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Svizzera, Croazia, Egitto, USA), a conferma sempre più dell’internazionalità del premio.Le opere finaliste saranno ora sottoposte alla valutazione della super Giuria presieduta dalla scrittrice Margherita Oggero e formata dai poeti Maurizio Cucchi e Maria Grazia Calandrone, gli scrittori Enrica Tesio, Raffaele Riba, Marco Lupo (Premio Campiello opera prima 2019) e Gaia Rayneri, i filosofi e saggisti Michela Marzano e Leonardo Caffo, l’attore Tindaro Granata, Emiliano Bronzino (direttore artistico di AstiTeatro), gli sceneggiatori Lisa Nur Sultan (coautrice del film “Sulla mia pelle”), Fabio Natale, il critico musicale Dario Salvatori, e la cantautrice partenopea Teresa De Sio, nonché dai vincitori della passata edizione.La premiazione del concorso sostenuto dalla Regione Piemonte, dalla Fondazione CRT e dalla Camera di Commercio di Torino, e che coinvolge tra i partner il Premio Lunezia, il M.E.I. (Meeting delle Etichette Indipendenti) di Faenza, Film Commission Torino Piemonte, l’associazione Tedacà, la casa di produzione Indyca e il Festival delle Colline Torinesi, si svolgerà, compatibilmente con il ritorno graduale alla normalità, a fine maggio attraverso la consegna dei premi e un reading dedicato alle opere dei vincitori.

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Libro: «Follia artificiale»

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

«Le soluzioni algoritmiche possono salvarci la vita, sia fisica sia mentale: ma vanno maneggiate con cautela e dosate quanto basta» Luca Bolognini è uno dei massimi esperti europei di privacy e diritto dei dati. È avvocato e presidente dell’Istituto Italiano per la Privacy e la Valorizzazione dei Dati. Per Rubbettino ha pubblicato un illuminante pamphlet dal titolo «Follia artificiale» sui grandi temi giuridici ed etici posti dall’Intelligenza Artificiale, dal tracciamento continuo di tutto e tutti nell’universo digitale, dalla robotizzazione e dalla tecnologizzazione dei rapporti umani. Nei giorni della lotta al coronavirus, in cui questi temi sono diventati drammaticamente attuali, Rubbettino ha scelto di lanciare l’ebook di «Follia artificiale» sia in italiano che in inglese su tutti gli store perché crediamo possa contribuire in maniera significativa all’importante dibattito in corso.

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Riscoprire i piaceri della lettura

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

In questo periodo di isolamento sono tanti gli italiani che stanno riscoprendo alcune delle loro passioni e aspirazioni. C’è chi ha iniziato quel corso di pilates procrastinato da mesi, chi si sta impegnando nello studio di una nuova lingua, ma soprattutto sono sempre più numerosi quelli che, avendo maggiore tempo a disposizione, si stanno dedicando alla lettura.Pur non essendo una nazione di lettori incalliti, la quarantena sta dando l’opportunità anche agli italiani più pigri di aprire le pagine di un libro e ritagliarsi del tempo per sé.Parliamo di pagine perché, secondo il sondaggio che Wiko, il brand franco-cinese di telefonia, ha effettuato sui suoi follower di Instagram, nel 78% dei casi il libro cartaceo è preferito ai vari e-book e supporti digitali. Il fascino della carta resta intatto e, c’è di più, la trama del libro – spesso riportata sulla sovraccoperta – è ciò che conquista il 60% dei lettori.È così che Wiko, da sempre sostenitore di un utilizzo moderato, etico e coscienzioso dello strumento smartphone, ha voluto supportare questa virtuosa riscoperta della lettura interpellando una nota “book influencer” italiana, Petunia Ollister.Petunia, che fotografa con la tecnica del flat lay le sue book breakfast su Instagram fornendo spunti di lettura ai suoi follower, ha fornito 3 utili consigli a Wiko per affascinare e formare i nuovi lettori di domani.
Quali libri riscoprire? È il periodo giusto per affrontare con la dovuta tranquillità i libri di grande mole – consiglia Petunia – quelli che ci hanno sempre un po’ spaventato per il timore di non riuscire ad arrivare alla fine. Autori classici come Victor Hugo, Fëdor Dostoevskij, Honoré de Balzac, Charles Dickens, Thomas Mann ma anche contemporanei come David Foster Wallace, Don DeLillo, Haruki Murakami e Stephen King sono ideali per farci compagnia in queste lunghe giornate.
In quali momenti leggere? Siamo tutti in casa, si sa, ma non siamo in vacanza, motivo per cui il tempo di lettura deve essere scelto accuratamente tra gli impegni di lavoro e quelli che impone la vita familiare. Il miglior momento per leggere, secondo Petunia, è la sera dopo cena, con lo stesso spirito con cui si affronta una serie TV «chissà cosa succederà adesso?». Ma anche la mattina, prima di affrontare il lavoro, come quando recandoci in ufficio ci ritagliamo il tempo per leggere sui mezzi pubblici.
Ben il 74% dei rispondenti alla survey di Wiko sostiene di leggere tra le mura domestiche, molto più che in viaggio (26%). Ecco quindi che questa quarantena potrà essere vissuta alternando il più moderno e tecnologico smartphone al classico libro.

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L’autobiografia politica del premier albanese in ebook

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Rubbettino lancia l’ebook di “Kurban / Il sacrificio” di Edi Rama su tutti gli store. Il volume è disponibile anche in cartaceo sul sito http://www.rubbettinoeditore.itHa fatto in poche ore il giro del web e suscitato cori di plauso bipartisan il discorso fatto da Edi Rama, primo ministro albanese (già sindaco di Tirana), al “piccolo esercito” di medici e infermieri in partenza per l’Italia.La passione di quelle parole, la capacità di vedere oltre il proprio “particulare” non ha certamente stupito chi conosce già Edi Rama o chi ha avuto modo di leggere la sua autobiografia politica pubblicata in Italia da Rubbettino col titolo “Kurban / Il sacrificio”, un libro che non è solo memoriale ma manifesto politico, strumento di lotta e, soprattutto, un formidabile saggio di antropologia.Rubbettino rilancia in questi giorni di quarantena l’ebook di “Kurban / Il sacrificio” proponendolo a 8,99 su tutti gli store. Il libro è comunque disponibile in cartaceo sul sito http://www.rubbettinoeditore.itEdi Rama è un politico che oggi definiremmo sui generis e il video del suo discorso lo fa capire bene. Non è un tecnico, non è un grigio burocrate, ma un artista che ha applicato all’arte del governo la capacità di immaginare un futuro diverso, la pretesa che solo gli artisti hanno di ricreare il mondo; l’idea – che nell’Europa dei tecnocrati può apparire eretica se non addirittura folle – che la bellezza può cambiare la storia.Nella prefazione, Daria Bignardi, raccontando il suo incontro con Edi Rama lo descrive capace di una «energia quasi titanica e il profondo coinvolgimento nel contrastare il vecchio che ad ogni momento tenta di sovrastare il nuovo, un nuovo ancora in costruzione e quindi di per sé gracile e incerto»

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Gill Hornby: Miss Austen – BEAT

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Nel marzo del 1840, Cassandra Austen decide di recarsi nel vicariato di Kintbury, nel Berkshire, in visita a Isabella Fowle figlia del reverendo Fulwar Craven Fowle e di Eliza Lloyd, amica di vecchia data di lei e di sua sorella Jane. Il viaggio in carrozza dalla sua casa di Chawton a Kintbury è scomodo e alquanto dispendioso, ma è quanto mai opportuno. Isabella Fowle si trova nella triste condizione, già nota a Cassandra, di dover abbandonare la casa in cui è vissuta fin dall’infanzia. Con la morte del vicario padre, la donna è rimasta infatti orfana di entrambi i genitori e, dal momento che non si è maritata, priva com’è di eredi maschi, dovrà lasciare il vicariato nelle mani di un certo Mr Dundas. Recare una parola di conforto in simili circostanze è, per Cassandra, doveroso. Non è, tuttavia, la sola ragione che la spinge a Kintbury. Vi è un altro, fondamentale compito che la sorella di Jane Austen deve assolvere. Un tempo, lei e Jane avevano inviato diverse missive personali a Eliza, lettere che ora possono trovarsi ancora in qualche dimenticato cassetto a Kintbury, col rischio di cadere in mani sbagliate. Cassandra è l’esecutrice letteraria della sorella, la protettrice del suo lascito. Nel tempo che le rimane, farà tutto quanto in suo potere per cercare e distruggere qualsiasi prova possa compromettere la reputazione di Jane. Quello che, tuttavia, Miss Austen non ha previsto giungendo a Kintbury, è l’ondata di nostalgia che la travolge non appena varca la soglia della canonica. La prima volta che vi ha messo piede era infatti una giovane gentildonna con indosso il suo abito più bello. Promessa sposa di Tom Fowle, fratello di Fulwar, era stata accolta dalla famiglia al completo e dall’intera servitù schierata in solenne ammirazione… Basato sulla corrispondenza privata tra Jane e Cassandra Austen, Miss Austen non soltanto rivela il rapporto di profondo affetto che ha legato la più amata delle scrittrici inglesi alla sorella maggiore, ma, attraverso lo sguardo inedito di Cassandra, getta una luce nuova sulla vita dell’autrice di Orgoglio e pregiudizio.Collana: Biblioteca Pagine: 120 Prezzo cartaceo : €14,50 Prezzo ebook: € 9,99
Gill Hornby è autrice dei romanzi The Hive, All Together Now e The Story of Jane Austen, una biografia di Austen per i giovani lettori. Vive a Kintbury, in Inghilterra, con suo marito e i loro quattro figli.

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Romain Gary: Il senso della mia vita

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

«Penso di non avere abbastanza vita davanti a me per scrivere un’altra autobiografia». Realizzata da Jean Faucher per Radio Canada nel 1980, pochi mesi prima che Romain Gary ponesse fine alla sua vita, la conversazione, che costituisce il contenuto di queste pagine, è un documento indispensabile pet tutti coloro che amano la figura e l’opera dell’autore della Vita davanti a sé. Gary non soltanto rivolge a Faucher osservazioni che, come quella indicata, stringono il cuore, ma rivela ambizioni, speranze, successi e umiliazioni che hanno caratterizzato la sua esistenza. Rivelazioni condotte, naturalmente, alla sua maniera, con una spontanea mescolanza di struggenti confessioni – come quella che concerne le ragioni del divorzio da Jean Seberg – e di gustosi aneddoti sulla sua giovinezza, trascorsa peregrinando in paesi diversi – Russia, Polonia, Lituania – fino ad approdare alla terra promessa, la Francia, l’incarnazione stessa della grandezza, della bellezza, della giustizia agli occhi di sua madre, intrepida francofila, com’era tradizione tra i russi nati nel xix secolo. Una vita movimentata e pittoresca, degna del più stravagante dei romanzi. Una vita che da Educazione europea fino agli Aquiloni, l’ultimo commovente romanzo, estremo omaggio alla grandezza e alla fragilità dell’amore, racchiude l’avventura esistenziale e letteraria di uno dei grandi scrittori del Novecento.Collana: Biblioteca Pagine: 120 Prezzo cartaceo : €14,50 Prezzo ebook: € 9,99.
Romain Gary (pseudonimo di Romain Kacev) nacque a Vilnius nel 1914. A trent’anni, Gary è un eroe di guerra (gli viene conferita la Legion d’honneur), scrive un romanzo, Educazione europea (Neri Pozza, 2006), che Sartre giudica il miglior testo sulla resistenza, gli si aprono le porte della diplomazia.

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Barry Hines: Un falco per amico

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

La vita è dura per Billy Casper, un adolescente irrequieto cresciuto in un villaggio di minatori nel Nord dell’Inghilterra. Da quando suo padre se ne è andato, Billy vive con la madre, che lo considera un caso senza speranza, e con il fratellastro Jud, che lo maltratta fisicamente e verbalmente. A scuola le cose non vanno meglio per il ragazzo, che si ritrova umiliato dai professori e vessato dai compagni, soprattutto dal prepotente MacDowall. Un tempo, Billy e MacDowall appartenevano alla stessa banda: ciondolavano tutto il giorno per le strade del paese e, di tanto in tanto, compivano qualche furto. Poi, però, le cose sono cambiate. Un mattino in cui l’aria è cristallina e il trillo delle allodole risuona sui campi di fieno, Billy si ritrova a girovagare attorno alle rovine di un antico monastero. All’improvviso, un falco sbuca da un muro, virando verso i campi. A Billy non occorre molto tempo per scovare il suo nido e appropriarsi di uno dei pulcini, che infila nella tasca della giacca e porta a casa con sé. Battezzato Kes, il giovane falco è un magnifico esemplare di gheppio femmina di cui Billy si prende cura con dedizione e che decide di addestrare con l’aiuto di un manuale di falconeria sottratto in un negozio. Uno strano passatempo per un ragazzino destinato a calarsi nelle miniere di carbone, triste destino che accomuna gli adolescenti senza prospettive come lui. Eppure, sarà grazie alla forza silenziosa e alla feroce indipendenza di Kes, se Billy troverà il coraggio di dire addio alla banda e ai suoi guai con la legge e imboccare, forse, una strada diversa. Ormai divenuto un classico della letteratura inglese, Un falco per amico racconta la singolare amicizia tra un ragazzino segnato dalla vita e un gheppio. Una storia commovente e senza tempo da cui, nel 1969, Ken Loach ha tratto il lungometraggio Kes, ancora oggi considerato uno dei film piú importanti e significativi del cinema indipendente britannico.Collana: Bloom Pagine: 160 Prezzo cartaceo : €17,00 Prezzo ebook: € 9,99
Barry Hines è nato nel villaggio minerario di Hoyland Common, vicino a Barnsley, nello Yorkshire. Dopo aver studiato alla Eccelsfield Grammar School, ha insegnato per diversi anni a Londra e nello Yorkshire prima di diventare uno scrittore a tempo pieno. Un falco per amico è, dalla sua pubblicazione nel 1969, un bestseller in Inghilterra. Rilanciato dalla Penguin nel 2000, è da allora tra i dieci romanzi piú venduti di sempre.

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Roberto Cotroneo: Il demone della perfezione

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Questo piccolo libro narra una storia vertiginosa, la storia di ABM, di Arturo Benedetti Michelangeli, uno dei piú grandi geni dell’arte pianistica. Algido e distaccato, cristallino e passionale, con un carattere musicale inarrivabile, quando irruppe sulla scena, ABM mutò radicalmente lo spirito e la tecnica dell’esecuzione pianistica. Paderewski, Cortot, Rubinstein, Rachmaninov, Horowitz, Gilel’s: prima di lui grandi talenti avevano stupito il mondo con la forza delle loro esecuzioni, nel segno di una libertà interpretativa che si concedeva anche qualche errore in nome del temperamento. Con ABM, tutto cambiò. «È nato un nuovo Liszt!» disse Cortot cogliendone la grandezza in un concerto a Ginevra. Ma non era semplicemente cosí. Con ABM era nato il genio che, nell’esecuzione, cercava l’assoluta limpidezza del suono, cercava… la perfezione. Narrando la sua storia e omaggiandone la figura, Roberto Cotroneo racconta la vicenda di un uomo che non è semplicemente riconducibile al ristretto ambito della musica classica. Nelle sue pagine, ABM è la porta su un mondo apparentemente perduto: quello della forza del talento, della perfezione, della disciplina e dell’intransigenza, virtú che appaiono oggi lontane, irrecuperabili. Per questo, Il demone della perfezione «è un libro sul genio ma è anche un origami, un esercizio di meditazione, uno studio di esecuzione trascendentale, per immergersi nella musica che possa aprirci gli occhi» ISBN: 9788854519053Collana: Bloom Pagine: 160 Prezzo cartaceo : €16,50 Prezzo ebook: € 9,99
Roberto Cotroneo è un giornalista, fotografo, scrittore e critico letterario italiano. Ha diretto per molti anni le pagine culturali dell’Espresso. Scrive per il Corriere del Ticino. Nel 2003 esce per Mondadori Chiedimi chi erano i Beatles. Lettera a mio figlio sull’amore per la musica, un racconto sulla musica vista attraverso storie, ricordi, pensieri e grandi suggestioni. È stato finalista al Premio Campiello nel 1996 con Presto con fuoco. Nel 1999 vince il premio Fenice-Europa con il libro L’età perfetta. Nel tempo libero ama suonare il pianoforte.

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Demetrio Paparoni e Arthur Danto: Arte e poststoria

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Demetrio Paparoni e Arthur Danto hanno condiviso un marcato interesse per l’arte astratta degli anni Novanta. La loro amicizia li ha portati anche a intrattenere un ricco epistolario e a registrare conversazioni che sono all’origine dei testi qui pubblicati. Questi dialoghi, che nelle intenzioni degli autori avrebbero dovuto costituire il punto di partenza per un libro, si sono interrotti un anno prima che Danto venisse a mancare, all’età di 89 anni. La loro pubblicazione ora, a distanza di anni dalla scomparsa di «uno dei critici d’arte più letti dell’era postmoderna» (New York Times), si deve innanzi tutto al fatto che le questioni che vi sono dibattute abbracciano temi ancora oggetto di interrogazione nel panorama artistico-filosofico odierno. Spaziando dalla pop art americana al minimalismo, dall’astrazione all’appropriazionismo, gli argomenti trattati toccano, infatti, il nucleo centrale del pensiero di Danto: quei concetti di poststoria e di fine dell’estetica che hanno orientato, e continuano a orientare,la discussione sul senso e sul destino dell’arte contemporanea. Attraverso anche il prezioso contributo di Mimmo Paladino e di Mario Perniola, queste conversazioni, così ricche della spontaneità propria del dialogo, aiutano in tal modo a comprendere meglio gli sviluppi dell’arte attuale. Il saggio introduttivo di Paparoni è una chiara esposizione e una lucida analisi del pensiero di Danto, intriso di considerazioni che mettono in luce la visione dell’arte che contraddistingue il pensiero del critico italiano.Collana: I Colibrì Pagine: 304 Prezzo cartaceo: €18,00
Prezzo ebook: € 9,99
Demetrio Paparoni, saggista e curatore, è nato a Siracusa nel 1954 e vive a Milano. 2017). Arthur C. Danto (Ann Arbor 1924 – New York 2013) è stato professore emerito di filosofia alla Columbia University e critico d’arte del noto magazine The Nation.

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Nuovo libro “Tiroide e metabolismo. Le ricette”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

E’ stato scritto dalla dottoressa Serena Missori, specialista in Endocrinologia e Diabetologia, Nutrizione funzionale biotipizzata
Dopo i best seller La dieta dei Biotipi®, La dieta della tiroide e La dieta della pancia, l’autrice presenta una novità: più di 130 ricette salutari, veloci e golose, preparate nella cucina del suo casale, rivolte non solo a chi soffre di problemi di tiroide e di metabolismo, ma a tutta la famiglia. Ogni ricetta presenta note su ingredienti alternativi, quelli da utilizzare e da evitare, metodi di cottura e di conservazione dei cibi, una legenda con i nutrienti principali: ecco tutti i consigli per sperimentare le ricette in questi giorni di permanenza in casa.
Imparare a mangiar sano, senza privarsi del gusto, è la condizione necessaria per trasformare azioni quotidiane in benessere. È questo uno dei cardini su cui si basa il Metodo Missori-Gelli® biotipizzato, studiato dalla dottoressa Serena Missori insieme ad Alessandro Gelli, ideatore e coordinatore scientifico dei corsi in Metodologie Anti-Aging e Anti-Stress: applicato in cucina, il metodo insegna a cucinare con semplicità e velocemente, a riscoprire le tradizioni culinarie italiane grazie a più di 130 appetitose ricette utili per tutta la famiglia nonché per gestire problemi di tiroide come la tiroidite, l’ipotiroidismo, l’ipertiroidismo, sovrappeso e stanchezza, presentate in modo semplice ed efficace per conservare il piacere di mangiare senza sensi di colpa e per migliorare il metabolismo e la funzione della tiroide.“Ho scritto questo libro non solo per dare idee e ricette sfiziose e portare in tavola il metodo Metodo Missori-Gelli® per la tiroide, per la pancia e per il metabolismo – spiega la dottoressa Missori -. L’ho scritto per dimostrare quanto sia facile mangiare bene per ritrovare la salute anche con l’alimentazione in maniera consapevole senza rinunciare al gusto. Questo permetterà a tutti di trovare pietanze sempre diverse da condividere con la famiglia, soprattutto in queste giornate in cui dobbiamo stare in casa”.
Sono circa 6 milioni gli italiani affetti da patologie legate alla tiroide che si presentano con noduli o ipotiroidismo, tiroidite e ipertiroidismo; 23 milioni sul totale della popolazione, invece, hanno superato la soglia del sovrappeso per entrare nella condizione medica di obesità con ricadute sulla riduzione dell’aspettativa di vita. Questo fenomeno coinvolge anche un milione e mezzo di under 18 classificati come obesi con evidenti problemi metabolici. È necessario quindi pensare alla propria salute anche dal punto di vista alimentare, per stare meglio e per aiutare il nostro metabolismo ma anche il nostro sistema immunitario.
Il libro è già disponibile in libreria e acquistabile su Amazon: da sfogliare in questi giorni in cui abbiamo più tempo anche per provare le nuove ricette.

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Esce “Il vetraio che vendeva i cocci senza averli rotti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

E’ l’ultima opera letteraria della scrittrice vercellese Barbara Appiano. “Il vetraio narrato nel libro è la storia di mio zio Pinotto, in arte ’86 cilindri’, classe 1933, scomparso l’anno scorso ad 86 anni, che nato con la pelle scura ha rischiato di essere buttato nel Canale Cavour all’altezza del Ponte di Crova, in provincia di Vercelli, dalle comari che credevano che nascere con la pelle scura portasse disgrazie” racconta l’autrice Barbara Appiano. Si legge dalla prefazione della Prof.ssa Francisetti Brolin Sonia: “Con toni alla Hemingway, il libro si apre con la storia di una fotografia, poi scelta come copertina. Si tratta di un ritratto infantile del defunto, la cui accidentale caduta ha indotto Barbara Appiano a iniziare un percorso di scrittura, funzionale sia a ricordare la grandezza dello zio, chiamato affettuosamente “86 cilindri”, sia soprattutto a guarire le ferite del cuore, provate da ciascuno di noi di fronte a una perdita, e, più genericamente, di fronte alle grandi sofferenze della vita”.Tutto nasce da un chiodo che, stufo di fare il braccio di ferro, fa precipitare una fotografia “vintage” di oltre 70 anni, in bianco e nero, con relativa cornice e vetro, sul pavimento di una stanza. Da quel momento accade di tutto e il contrario di tutto, mentre l’autrice, mancata fotografa per colpa di uno scatto di confusione e malinconia, si ritrova ad essere una guida turistica dei ricordi altrui e inciampa nel mondo da ricordare.In copertina del libro l’opera “L’enfant poisson”(trad. Il bambino pesce), che ritrae il protagonista Zio Pinotto in arte “86” cilindri ritratto a Crova nel 1941 dal pittore Vanier, ospite per circa un anno, durante la guerra, del nonno dell’autrice. Vanier dipingeva per contraccambiare l’ospitalità che il medesimo nonno Ernesto mise a disposizione dell’artista e il nonno dell’autrice non si preoccupò mai di sapere chi fosse veramente l’artista: gli bastava che “86 cilindri” fosse felice con questo amico speciale arrivato da Marsiglia
Barbara Appiano è un instancabile fenomeno letterario con all’attivo 16 libri, e ne ha in pubblicazione ben altri 13.I suoi libri sono il frutto di una fervida creatività e una ricerca senza sosta della bellezza e della verità, spaziando nell’ambito sociale e contemporaneo, nella conservazione dei beni artistici e monumentali italiani, nella difesa della natura e delle specie a rischio di estinzione e in difesa dei disabili psichiatrici e della malattia mentale. Il libro sarà in vendita su Amazon alla pagina https://amzn.to/3acyxEd

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Luigi Ambrosi: La rivolta di Reggio

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

Il 2020 sarà ricordato senza dubbio come l’anno della grande pandemia, eppure è anche un anno di ricorrenze importanti, tra le quali i moti di Reggio, quei sette mesi che scossero l’Italia e misero a soqquadro la Calabria.In previsione dello storico anniversario e in considerazione dell’attuale situazione di stallo delle librerie, Rubbettino ha deciso di lanciare su tutti gli store l’ebook di uno dei libri più importanti e documentati sull’argomento uscito negli ultimi anni: «La rivolta di Reggio. Storia di territori, violenza e populismo nel 1970» di Luigi Ambrosi.L’ebook sarà in vendita al prezzo speciale di 4,99 a partire dalla prossima settimana (30 marzo) e per tutto il mese di aprile per poi tornare al prezzo consueto a maggio. Insieme all’ebook, non appena riapriranno le librerie, sarà possibile acquistare anche il volume cartaceo che è tuttavia già disponibile sul sito http://www.rubbettinoeditore.it
Nel saggio di Ambrosi, la rivolta di Reggio è ricostruita e indagata con rigoroso metodo storico.
Si dà soprattutto, si dà ampio spazio all’analisi di quelle tendenze populiste insite nei meccanismi politici italiani, che già all’epoca caratterizzavano i processi democratici.Che tipo di rivolta fu quella di Reggio? Perché migliaia di reggini considerarono il capoluogo come occasione di riscatto da un disagio sociale di gran lunga preesistente? Quali furono i meccanismi di riconoscimento identitario e di solidarietà che permisero a singoli personaggi e a gruppi organizzati di assumere e mantenere la leadership?A queste e ad altre domande l’Autore risponde giovandosi di una base documentaria ampia e variegata, quasi del tutto inesplorata: carte delle autorità statali (ministero dell’Interno, prefettura, questura e carabinieri) e dei maggiori partiti (Dc e Pci), stampa locale e nazionale, volantini e voci dei protagonisti comuni. Un accurato lavoro di periodizzazione dell’evento si accompagna ad un’impostazione interdisciplinare che si avvale di tre chiavi di lettura qualificanti: identità territoriale, ordine pubblico e retorica populista. Emerge così una rivolta nata sull’onda della grande trasformazione che anche il Mezzogiorno attraversò tra gli anni Cinquanta e Sessanta, senza che il sistema politico dimostrasse di saperla governare. Vengono confutati alcuni luoghi comuni “meridionalistici” sulla natura della protesta, come il campanilismo o l’antistatalismo. Si dimostra che, oltre la fumosa coltre dei misteri eversivi, la rivolta del 1970 possiede altri, visibili e accertabili, significati utili alla comprensione del nostro presente, non solo di Reggio e della Calabria.
Il libro si è aggiudicato per il suo rigore e la sua completezza il Premio Palmi, il premio Premio Ettore Gallo, il Premio Minturnae, e il Premio Rhegium Julii. http://www.rubbettinoeditore.it

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Un volume dal titolo “I Virus. Salute, epidemie, prevenzione”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

(I Virus. Quaderni della Fondazione Umberto Veronesi segnalato dal Salvatore Curiale Science communicator Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” – I.R.C.S.S.) Sono passati sette anni dalla prima edizione di questo volume, e l’argomento virus non è mai stato così attuale. La pandemia di COVID-19 è solo l’ultima e più importante di una serie di emergenze che hanno punteggiato la storia di questi anni: dalle epidemie di Ebola (Africa Occidentale nel 2014, Congo nel 2018-19) a quella di Zika in Sudamerica nel 2016, senza dimenticare la massiccia diffusione del virus Dengue in tutta la fascia equatoriale, più i tanti focolai locali che spesso non fanno notizia, specialmente in Africa ma non solo. Un paio di esempi di casa nostra: l’epidemia di Chikungunya sulla costa laziale nel 2017 e la presenza ormai endemica del West Nile Virus in ampie aree d’Italia.Si è detto e scritto molto sul motivo per il quale, in un mondo in cui la tecnologia, la ricerca e le scienze mediche hanno fatto progressi enormi, raddoppiando di fatto l’aspettativa di vita media degli uomini nell’ultimo secolo, continuino a ripresentarsi epidemie che richiamano sensazioni di ansia e di angoscia che pensavamo ormai affidate alla letteratura, da Tucidide a Lucrezio, da Boccaccio a Manzoni, da Camus a Mann. Varie ipotesi sono state formulate, tutte interessanti e che sicuramente contengono elementi di verità: la globalizzazione che ha reso facili gli spostamenti delle persone (e dei patogeni) da un continente all’altro, la tendenza della popolazione a concentrarsi in grandi agglomerati urbani, o ancora i cambiamenti climatici, che favoriscono il radicamento di specie animali e vegetali alloctone, con i relativi agenti patogeni per i quali le specie autoctone non hanno immunità. E non dimentichiamo la guerra, la vera grande nemica della salute mondiale, al tempo stesso causa ed effetto delle emergenze sanitarie. ACLED, organizzazione non-profit che mappa le aree di crisi in tutto il mondo, ha censito nell’anno 2019 quasi 120.000 eventi di violenza, dalle rivolte urbane agli attentati terroristici, dagli attacchi missilistici ai veri e propri conflitti bellici, che hanno causato circa 150.000 morti in tutto il mondo. Recenti ricerche realizzate durante l’ultima epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo hanno dimostrato che sia la rapidità nell’isolamento dei casi di contagio che l’efficacia della vaccinazione variano notevolmente in relazione alla presenza o meno di eventi di conflitto.Le maggiori criticità sono rappresentate oggi dal presentarsi di nuovi patogeni sconosciuti come il SARS-CoV2, ma anche dalla riemersione di patogeni che pensavamo di aver eradicato. Un caso esemplare è quello del vaiolo delle scimmie, malattia causata da un virus (monkeypox) simile a quello del vaiolo, e la cui diffusione interumana sembra sia facilitata dal fatto che, a seguito dell’eradicazione del vaiolo all’inizio degli anni Ottanta, le persone nate a partire dalla seconda metà degli anni Settanta non sono più state vaccinate e sono quindi prive di difese immunitarie. Naturalmente ci sono anche le notizie positive che vengono soprattutto dal mondo della ricerca. Anzitutto fa piacere constatare come il livello di collaborazione tra gli scienziati di tutto il mondo abbia raggiunto oggi livelli mai toccati in passato: a pochi giorni dall’emergere dell’epidemia di coronavirus in Cina, il virus era già stato isolato, sequenziato e messo a disposizione della comunità scientifica internazionale, e la corsa verso le cure e il vaccino è molto più simile ad una staffetta che ad una gara individuale. Grazie allo sviluppo delle conoscenze scientifiche e delle tecnologie oggi abbiamo molti più strumenti a nostra disposizione, e malattie virali che solo pochi anni fa – pensiamo all’AIDS – erano sinonimi di morte e di stigma sociale, oggi sono, se non ancora eradicate, certamente controllabili. La tecnologia degli anticorpi monoclonali ci dà molte più armi per combattere i virus e i danni che essi provocano, e i tempi di sviluppo, test e produzione dei vaccini si sono enormemente accorciati rispetto ad un passato neanche troppo lontano. Si cominciano a intravedere le prime applicazioni della network medicine anche nel campo delle malattie infettive: è un approccio totalmente nuovo, che ribalta il tradizionale assunto in base al quale i pazienti con sintomi simili hanno la stessa malattia e devono ricevere la stessa cura. Grazie infatti alla possibilità di analizzare in breve tempo ed a costi sostenibili enormi moli di dati a livello molecolare, sarà presto possibile individuare profili altamente individualizzati dei singoli pazienti, e disporre così di cure sempre più mirate, e nello stesso tempo costruire “mappe di malattia” nelle quali verranno ricostruite le interazioni e gli scambi a livello molecolare tra l’ospite, il patogeno e – perché no – l’ambiente nel quale entrambi operano: non più entità separate ma, appunto, nodi di una rete.Rimangono validi ancora oggi, ancora più di ieri, alcuni aspetti assolutamente cruciali non soltanto all’interno del mondo scientifico, ma per tutta l’opinione pubblica: il problema delle malattie infettive è globale e interessa l’intero pianeta, e può avere enormi implicazioni sia per i singoli che per le comunità e le nazioni, dal punto di vista sanitario, sociale, economico; i comportamenti individuali e collettivi possono incidere in maniera importante sulla comparsa e diffusione delle malattie infettive; occorre investire in sistemi di salute pubblica efficienti: l’identificazione precoce, la pronta attuazione di idonee misure di isolamento, una diagnostica adeguata, sono essenziali sia per la gestione di casi che per la sorveglianza ed il controllo delle malattie infettive; i vaccini, laddove disponibili, rappresentano lo strumento più efficace ed efficiente per prevenire le malattie;
l’investimento in ricerca, soprattutto nei momenti di “pace”, quando non vi sono emergenze, è la migliore polizza assicurativa di cui disponiamo per fronteggiare il rischio dell’emersione di nuove epidemie su larga scala.
“Una farfalla batte le ali a Pechino e a New York arriva la pioggia invece del sole”: mai come oggi è attuale la battuta con la quale, nel film Jurassik Park, il matematico Ian Malcolm spiega alla botanica Ellie Sattler la teoria del caos e l’impossibilità per l’uomo, con tutta la sua scienza presuntuosa, di controllare la natura ed il corso degli eventi. È l’eterno mito di Icaro che volle volare verso il sole con ali di cera.
E, tornando alla pandemia di COVID-19, viene quasi da sorridere a pensare che i sistemi sanitari e la tenuta sociale ed economica di intere nazioni siano stati messi in crisi da un organismo così piccolo che bisogna metterne in fila diecimila per arrivare ad un millimetro: ma questo è, esattamente, ciò che è successo. I virus esistono da miliardi di anni, esistono da prima dell’arrivo degli uomini sulla terra ed esisteranno dopo che la specie umana si sarà estinta. “One health”, non è più possibile separare la salute degli uomini da quella degli animali e dell’ambiente: l’esperienza di questi anni, con l’emergere di continue zoonosi, ci ricorda che siamo ospiti e non padroni di questo pianeta, e ci impone di cercare il giusto equilibrio tra le esigenze della specie umana e delle altre specie animali e vegetali che viaggiano insieme a noi in questa arca di Noè chiamata Terra. (by Giuseppe Ippolito Direttore Scientifico Istituto Nazionale Malattie Infettive (INMI) Lazzaro Spallanzani, Roma)

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Christopher Lasch: La cultura del narcisismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

Alla fine degli anni Settanta, dopo aver pubblicato una serie di libri dedicati alla crisi del liberalismo, Christopher Lasch dà alle stampe La cultura del narcisismo, l’opera che annuncia il tramonto dell’uomo economico e l’avvento di un nuovo tipo di uomo: il narcisista.A distanza di più di quarant’anni dalla sua pubblicazione, il libro non soltanto non cessa di parlarci, ma svela forse soltanto ora la sua piena attualità. Mescolando analisi psicologica, sociologica, letteraria e filosofica, Lasch ritrae l’uomo che appartiene alla nostra epoca, l’epoca della fine dell’etica del lavoro e della fiducia nel progresso sociale. Il narcisista, che ne emerge, non è un mero egoista in preda a uno stato mentale per cui il mondo non è altro che lo specchio dell’Io, ma un essere perseguitato dall’ansia, tutt’altro che pago di sé. Esige una gratificazione immediata e vive, perciò, in uno stato di inquietudine e di insoddisfazione perenne. Superficialmente tollerante, è in realtà privo di ogni solidarietà e vede in ciascuno un rivale con cui competere. Si ritiene affrancato dai tabù, e non ha tuttavia alcuna serenità sessuale. Loda il rispetto delle norme e dei regolamenti, ma nella segreta convinzione che non si applichino nei suoi confronti. Non ha interesse per il futuro, e nemmeno per il passato, che gli appare come un insieme di modelli superati, con mode e atteggiamenti antiquati. Vive, così, in un mondo dell’eterno presente che rispecchia pienamente la miseria della sua vita interiore, un mondo che fa della nostalgia «un prodotto commerciale del mercato culturale» e che «rifiuta immediatamente l’idea che in passato la vita fosse, per certi aspetti rilevanti, migliore di quella d’oggi». L’uomo economico dell’etica del lavoro è stato, insomma, sostituito da un tipo d’uomo che presenta tutti i tratti di un narcisismo patologico, un narcisismo che permea a tal punto la società contemporanea che l’unica speranza sembrerebbe quella di riuscire a sopravvivere al suo crollo. Per Lasch, tuttavia, la volontà di costruire un mondo migliore non è affatto estinta. Continua a sussistere insieme a sopravvivenze di tradizioni locali e iniziative collettive che hanno solo bisogno della prospettiva di «una nuova società, una società decente, per riconquistare nuovo vigore».Collana: I Colibri Pagine: 304 Tradotto da: Marina Bocconcelli Prezzo ebook: €9,99
Prezzo cartaceo: €18,00
Christopher Lasch (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: La cultura del narcisismo (Bompiani, 1981), Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016), La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017) e L’io minimo (Neri Pozza, 2018).

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Piera Ventre: Sette opere di misericordia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

Napoli, giugno 1981. La casa è nel cimitero della città. Una città che è a stento in piedi, piena di puntelli, intelaiata di tubi Innocenti aggrappati al tufo, di palazzi vacillanti e inabitati dove l’oscurità e l’umido la fanno da padroni. Cristoforo Imparato fa il custode del cimitero. Il vetro al posto dell’occhio che una scheggia di granata si è portato via, non è stato sempre un camposantiere. Impiegato in una tipografia, era riuscito ad avere persino un paio di stanzucce a Materdei, un quartiere al centro della città. Ma poi, fallita la tipografia, l’esistenza sua, e di Luisa, Rita e Nicola, la moglie e i figli, si è arrevutata, come dice lui. Cosí, Cristoforo ha scavato un fosso nel dispiacere tumulandoci qualsiasi sconforto subíto e inflitto. A casa Imparato trovano un giorno asilo Rosaria, una ragazza amica di Rita che, rimasta incinta, non sa se ammantare di menzogna il suo sbaglio, e Nino, il giovane dal nome corto, il figlio del compare di nozze di Cristoforo e Luisa, ospite a Napoli prima di trasferirsi in Germania. Nino fa amicizia con Nicola, il bambino di casa, gli chiede le cose sulla luna, vuole guardare col suo telescopio, poi un giorno scompare, lasciando un cardillo e una caiòla per donna Luisa, «per le sue cortesie, e per il disturbo».Che misericordia e castigo siano cosí intrecciati da confondersi è la cruda verità che travolge casa Imparato in quell’estate del 1981, l’estate in cui Alfredino Rampi cade nel pozzo a Vermicino e la salvezza del bambino è invano attesa «come la nascita di un Cristo Redentore».Splendida conferma del talento di Piera Ventre, Sette opere di misericordia è uno dei romanzi piú importanti mai apparsi su un periodo cruciale della nostra storia recente, quello in cui una città – la Napoli post-terremoto – e il paese intero si misurarono con la perdita dell’innocenza.Collana: Bloom Pagine: 416 Prezzo ebook: €9,99 Prezzo cartaceo: €19,00
Piera Ventre è nata a Napoli nel 1967. Laureata in Logopedia presso l’Università degli studi di Pisa, è specializzata come Assistente alla comunicazione. Socia ordinaria e Consigliera dell’Associazione di promozione sociale Comunico, collabora con le scuole di Livorno, città in cui vive dal 1987. Ha pubblicato testi brevi in raccolte antologiche e siti letterari. Nel 2011 la raccolta di racconti Alisei (Edizioni Erasmo) ha avuto una segnalazione della giuria al Premio Renato Fucini.

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Mario Tassone: Il sequesto Moro, un ricordo

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

Il 16 marzo del 1978 veniva sequestrato Aldo Moro e trucidata la scorta. Iniziava l’agonia del presidente della D.C. e della Repubblica. Ricordo bene quel giorno, la confusione a Montecitorio, lo sbandamento di tutti, la percezione della minaccia seria alle istituzioni per opera di un nemico potente, distruttivo, da tempo in “attività” con le scie di sangue. Una pericolosità sottostimata, un coacervo di intrecci e di spinte eversive che hanno reso lo Stato debole nel contrastare le brigate rosse e tutti gli estremismi. Dopo il 16 marzo e il 9 maggio del ’78, giorno dell’assassinio di Moro, tutto è cambiato. Il brigatismo e gli estremismi sono stati sconfitti dopo la presa di coscienza e la mobilitazione del Paese, ma la democrazia è entrata in una bolla di declino. È entrata in crisi la politica, si sono spenti gli entusiasmi, si sono attenuati gli strumenti della partecipazione dei cittadini, si sono scardinati i presupposti della democrazia liberale. Oggi viviamo un momento difficile. C’è un nemico invisibile, corona virus, che sta inginocchiando non solo il nostro Paese ma tutto il pianeta. Bisogna ringraziare il mondo della sanità, i volontari, le forze dell’ordine, gli amministratori per il sacrificio e l’impegno profuso. Esprimiamo vicinanza alle tante famiglie colpite. Sconfiggeremo anche questo nemico. Ma bisogna sconfiggere il disegno di quanti, approfittando di questa tragica situazione, vagheggiano svolte autoritarie attraverso lo svuotamento delle istituzioni di rappresentanza. Durante i conflitti bellici ci sono stati gli approfittatori e gli sciacalli che si sono arricchiti. Tra dittatura e democrazia noi scegliamo la democrazia. Non una democrazia esangue ma vera dove c’è la politica e una classe dirigente meno approssimativa. (n.r. Un ricordo che resta vivo anche nella nostra memoria. In seguito abbiamo pubblicato, con i tipi della Fidest, un libro nel riportare la storia di un giornalista, Mino Pecorelli, che  avrebbe potuto raccontarci particolari  sul sequestro Moro e di quel che ne è seguito, se non fosse stato ucciso. Ma in proposito qualcosa abbiamo saputo e lo abbiamo scritto, ma non abbiamo fatto i conti con la “censura di Stato”.)

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Il nostro sistema immunitario, prezioso alleato

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

Dal libro: “A Cuor leggero” 29 giorni di buone abitudini e un paio di trasgressioni. Seguire il programma dei 29 giorni vuol dire creare delle abitudini che ci renderanno consapevoli verso pratiche che giorno dopo giorno saranno fonte di benessere. Uno star bene che sarà sempre più evidente e indispensabile perché aumenterà la consapevolezza verso quelle azioni delle quali non vorremo più liberarci. Per fare questo ci muniremo prima di tutto di volontà e pazienza e poi di un salvadanaio del tempo nel quale metteremo i minuti o le ore necessari a completare quotidianamente il percorso. Lo scopo è imparare a prenderci cura di noi stessi, volerci bene allenandoci a uno stile alimentare sano, alla respirazione efficace, all’attività fisica, alla gioia, ai sorrisi, al gioco, alla meditazione, al sonno in modo che ognuna di queste cose trovi la propria dimensione e il proprio spazio nella nostra giornata. Prima di tutto però sarà necessario imparare a vivere QUI E ORA affinché la vita non scivoli via mentre siamo occupati a programmare il futuro o rimuginare sul passato. Così tutto risulterà sempre straordinario e le scelte che andremo a fare per cambiare saranno molto meno condizionate da paure, esitazioni, indecisioni perché vivere il presente vuol dire liberarsi da tutto ciò e accogliere la purezza.
L’autore di A Cuor Leggero, cardiologo e attivista nella lotta al Malessere, ci dà preziosi consigli su come fare per mantenere forte il nostro sistema immunitario, potente alleato della nostra salute.
Un’ appassionante “caccia al tesoro” attraverso i secoli dove sullo sfondo c’è Firenze, la Firenze che non comparirà mai nei selfie dei turisti. La Firenze che alla bellezza unisce la solidarietà è quella che sapientemente ci racconta Riccardo Bigi nel libro L’Altra metà della Medaglia. Attenzione:le copie ancora disponibili non sono molte. E’ un romanzo che prende spunto da un fatto realmente accaduto, vi appassionerà.

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22° Premio Alto Rendimento come migliore fondo azionario internazionale small cap”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Importante riconoscimento per il comparto Threadneedle (Lux) Global Smaller Companies AE USD*: il comparto con un rendimento netto (classe di azioni Accumulazione AE USD, ISIN LU0757428866) pari al 35,9% (rispetto al rendimento lordo dell’indice di riferimento, MSCI World Small Cap Index, pari al 26,8%), ha ottenuto il 22° Premio Alto Rendimento nella categoria “Migliore fondo azionario internazionale Small Cap”, bissando il successo del 2018.Il comparto Threadneedle (Lux) Global Smaller Companies Fund, lanciato nel novembre 2013 e gestito da Scott Woods a partire da aprile 2019, è un comparto azionario globale che investe almeno due terzi del proprio patrimonio in azioni globali di società a piccola capitalizzazione, dall’elevata qualità e potenzialità di crescita, ma che si ritengono sottovalutate dal mercato. Le small cap sono, in generale, una classe di attivo unica e differenziata. In particolare, il comparto si focalizza su quelle con un’imprenditorialità più marcata, attive in specifiche nicchie di mercato, che possono generare rendimenti potenzialmente superiori. La strategia Threadneedle (Lux) Global Smaller Companies beneficia, inoltre, dell’apporto di team regionali in Regno Unito, Europa, Stati Uniti, Giappone e Asia e di un approccio di ricerca bottom up, basato sui fondamentali volto alla costruzione di un portafoglio con circa 90 titoli, che rappresentano un buon equilibrio fra convinzione e diversificazione.Il Premio Alto Rendimento è un riconoscimento attribuito dal Sole 24 Ore alle Società di Gestione e ai Fondi Comuni d’investimento che si sono distinti per i risultati conseguiti, nonché per l’impegno e la professionalità nel prendersi cura degli investimenti, ispirandosi al fondamentale valore della tutela del risparmiatore. Il premio, vera e propria pietra miliare per chi deve decidere dove investire i propri risparmi, viene assegnato sulla base dei criteri e della metodologia della società di analisi indipendente Cfs Rating, partner storico del premio.

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