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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Archive for the ‘Recensioni/Reviews’ Category

Reviews

«Euxit: Uscita di sicurezza per l’Europa» di Roberto Sommella

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 maggio 2017

europaPassata la celebrazione dei 60 anni dei Trattati di Roma, restano tutti irrisolti i nodi da sciogliere nell’Unione Europea e si fa più pressante la spinta populista. Cosa accadrà alle prossime elezioni in Francia e Germania? I paesi dell’Est verranno davvero emarginati in un’Europa a due velocità? Sono molte le fake news sull’Ue, che Roberto Sommella, direttore delle Relazioni Esterne dell’Antitrust, componente italiano del comitato di sostegno di Stand Up for Europe e fondatore della Nuova Europa, ha cercato di smascherare nel suo ultimo libro Euxit, uscita di sicurezza per l’Europa (Rubbettino), che verrà presentato a lunedì 29 maggio a Milano alle ore 17 presso la libreria Egea in Bocconi con la partecipazione di Giulio Sapelli, Alessandro De Nicola, Vittorio Feltri, Giovanni Pons e Daniele Manca.Noi europei siamo oggi il 7% della popolazione mondiale, produciamo il 25% del Pil totale e consumiamo il 50% del welfare planetario. Viviamo in un contesto di benessere rispetto al resto del mondo ma siamo ancora troppo piccoli e divisi per sopravvivere alla competizione globale. Eppure, sono sempre di più le pulsioni a smontare l’Unione, quando sarebbe invece cruciale rafforzarla per frenare xenofobia, nazionalismi e terrorismo e rilanciare la crescita. Da questo assunto parte il libro di Sommella, scaricabile anche in versione e-Book. Per controbattere le tesi di chi vorrebbe tornare a confini e monete nazionali, in un momento cruciale per l’Ue, dove tutte le prossime elezioni saranno un referendum sull’euro e sull’Unione, Sommella cerca di smontare tre luoghi comuni a proposito dei migranti, dei paesi che guadagnano con le politiche della Bce e di quelli che vorrebbero ritirarsi dopo l’adesione comunitaria.Per quanto riguarda i flussi migratori, l’opera del direttore delle relazioni esterne dell’Antitrust e fondatore dell’associazione La Nuova Europa, sottolinea che non siamo affatto di fronte ad un’invasione, sebbene Germania, Francia e altri quattro paesi del Nord vorrebbero un’ulteriore sospensione dell’accordo di Schengen. Secondo i rapporti delle Nazioni Unite, raccolti nei World Population Prospects, i flussi migratori in Europa dal 2000 al 2010 sono stati di 1,2 milioni di persone per anno. Il che fa lo 0,2% su 500 milioni di abitanti. Una cosa affrontabile, visto che negli Stati Uniti ne arrivavano nello stesso periodo 1 milione. In media tra il 2000 e il 2015, ognuno tra Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna ha accolto tra i 100 e i 200.000 profughi. Solo l’anno scorso c’è stato il picco di un milione di ingressi nei lander tedeschi, amplificato dal fatto che il piano di ricollocamento tra i paesi stabilito dalla Commissione Juncker per orae’ un fallimento. Ma anche in Italia vanno smontati dei luoghi comuni. Nel nostro paese, a fronte dei 3 miliardi di costi per gestire l’emergenza profughi, i benefici derivanti dal flusso migratorio sono rilevanti. Nel 2014 i contributi INPS versati da lavoratori extracomunitari ammontavano a circa 8 miliardi a fronte di prestazioni pensionistiche pari a circa 642 milioni e non pensionistiche (cassa integrazione, disoccupazione, malattia, maternità, assegni nucleo familiare) pari a 2,420 miliardi, con un saldo positivo quindi di circa 4,5 miliardi di euro. Anche a livello fiscale l’apporto finanziario degli immigrati regolari e integrati nel tessuto sociale e produttivo è positivo. I contribuenti stranieri hanno dichiarato nel 2014 redditi per 45,6 miliardi, versando 6,8 miliardi di Irpef.Anche sugli effetti del Quantitative Easing della Bce il libro smonta i miti che vogliono il Belpaese principale beneficiario del bazooka di Mario Draghi. Confrontando le variabili fotografate nel primo mese del 2015 (anno del varo del QE) con le ultime disponibili, sempre dello stesso anno, si dimostra che è invece la Germania ad aver goduto di più dalla politica monetaria di Francoforte. Il Pil tedesco è infatti aumentato dal +1,4% di inizio anno al +1,7% (dato di fine settembre), il debito pubblico è diminuito dal 74,3% del Pil al 71,9% (fine 2014 su fine 2015), la disoccupazione è a livelli americani (è scesa in un anno di QE dal 6,5% al 6,3%) e le esportazioni hanno registrato un boom: da un saldo attivo di 90 miliardi si è passati a 106 miliardi di euro.Euxit fa anche il punto su chi spende di più e chi ha guadagnato di più dalla partecipazione all’Unione. Ogni tedesco ha ‘’speso’’ 1.034 euro per l’Europa, gli italiani si sono fermati a 623 pro-capite, mentre gli spagnoli hanno ricevuto a testa 335 euro, i polacchi 1.522, i portoghesi 2.100, la Grecia 2.960 euro netti a cittadino ellenico. Passando invece alla ripartizione delle risorse strutturali comunitarie, si scopre che cresce la percentuale di denaro spettante all’Europa centro-orientale (177,57 a 180,93 miliardi, +2,6%) rispetto a quella dell’Europa occidentale (169 miliardi a 140 attuali, -16%). Dunque proprio nei paesi dell’Europa dell’Est, dove si erigono nuovi muri contro i migranti, i trasferimenti strutturali comunitari sono diventati sempre più rilevanti, pesando ormai tra il 2 e il 3% del Pil e superando spesso gli investimenti diretti esteri.
Per battere quindi la voglia di Euxit che alberga ormai in ogni paese europeo, Sommella auspica che i governi convochino, in vista dei 60 anni dal Trattato di Roma, una grande Conferenza che abbia all’ordine del giorno tre compiti: la redazione di una Costituzione Europea, il rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo, la riforma della legge elettorale con espressa scelta del Presidente della Commissione da parte dell’elettorato. Solo così si riuscirà a passare dall’attuale Confederazione ad una vera Federazione di stati, abbandonando una terra di mezzo che ricorda i presupposti che hanno portato all’implosione della ex Jugoslavia e dell’Unione Sovietica.

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Trenta ragazze in gara per la prima selezione di Miss Italia in Piemonte

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

Casale Popolo - ph Alberto BardusL’evento si è svolto presso il Circolo Popolese di Casale Popolo, piccola frazione di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria.Ad aggiudicarsi il titolo di Miss Circolo Popolese Giulia Carrer, 20 anni, di Avigliana (TO), alta 1,75 capelli castani e occhi marroni, studentessa universitaria al secondo anno di ingegneria gestionale al Politecnico di Torino, appassionata di danza.Dopo di lei altre sei concorrenti e, in ordine:
Miss Rocchetta Bellezza Giulia Romano, 19 anni, di Alessandria, alta 1,78 capelli biondo cenere e occhi nocciola, studia al liceo delle scienze umane, ha fatto 6 anni di ginnastica artistica agonistica, danza Hip-Hop, classica, moderna, va in palestra per tenersi in forma;Miss Equilibra Carola Pagella, 20 anni, di Tortona (AL), alta 1,68 capelli biondi e occhi azzurri, lavora nella azienda dei genitori che Casale Popolo - ph Alberto BardusCasale Popolo - ph Alberto Bardusproducono intimo, costumi da bagno per marchi importanti come Dolce & Gabbana e Cavalli, balla latino-americano; Miss Tricologica Arianna Roselli, 20 anni, di Brandizzo (TO), alta 1,70 capelli neri e occhi marroni, lavora come hostess e modella, pratica nuoto per mantenersi in forma;Miss Alpitour Sharon Cuzzi 19 anni, di Venaria (TO), alta 1,68 capelli biondi e occhi azzurri, studia in università a Torino, le piace ballare, pratica pattinaggio sul ghiaccio;Miss Dermal Istitute Linda Sadok, 20 anni, di Mortara (PV), alta 1,74 capelli e occhi castani, lavora come pasticcera, studentessa universitaria, pratica la pole-dance e la pole dance-boogie;Miss Interflora Martina Colombatto, 20 anni, di Varisella (TO), alta 1,79 capelli biondi e occhi marroni, lavora come commessa in un supermercato, ha come hobby la danza e il disegno e va in palestra-
Le prime quattro ragazze classificate, compresa la vincitrice, accedono di diritto alle finali regionali, al via nei mesi estivi.

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Anniversario del canto “La Montanara”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

antonio ortelliTorino. Sabato 27 maggio nella chiesa di San Lorenzo, in piazza Castello a Torino, è in programma un concerto del coro friulano “Vos de Mont” di Tricesimo (Udine), diretto dal maestro Maiero. L’ingresso sarà a offerta libera, per una raccolta di fondi a favore della ricostruzione della scuola di ceramica di Castelli (Teramo), colpita dai terremoti degli ultimi mesi. L’organizzazione della serata è curata dal Coro Edelweiss del CAI Torino, in collaborazione con la Famiglia Abruzzese e Molisana in Piemonte e Valle d’Aosta.
A Milano, invece, domenica 11 giugno dalle 10 alle 16,30 nel complesso del Mac-Musica Arte Cultura, sede della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico Giuseppe Verdi, in piazza Tito Lucrezio Caro 1, è in programma il convegno “Fare musica a orecchio? Modi, stili e tecnica della coralità popolare”, aperto a tutti i gruppi corali, ai coristi, ai maestri, agli armonizzatori e ai semplici appassionati del canto di montagna. Parteciperà all’evento il coro allievi CeT di Milano. L’evento è curato dalla Commissione Artistica del Centro Nazionale Coralità del CAI.
Sabato 17 giugno a Balme, al Pian della Mussa, dalle 11 alle 17 è in programma la giornata “Cantiam la Montanara”, a cui parteciperanno i cori Edelweiss del CAI Torino e del CAI Uget Torino, lo “Stellina” di Viù, “La Baita” di Cuneo e il coro CAI-SEO di Domodossola. A partire dalle 11 i cori si esibiranno al Pian della Mussa, lungo il pianoro che conduce al roccione commemorativo dedicato a “La la montanaraMontanara”. Alle 12 sono in programma i saluti del presidente nazionale del CAI e delle autorità locali. Poi ci sarà il canto collettivo della Montanara, seguito dal pranzo e da un pomeriggio di concerti lungo il pianoro. La riproduzione di alcuni cimeli di Toni Ortelli verrà esposta al Pian della Mussa.
Toni Ortelli volle dedicare “La Montanara” alla memoria di Casimiro Bich, guida alpina di Valtournenche, caduto sul Monte Rosa il 2 agosto 1925. La partitura musicale venne realizzata con l’aiuto di valenti musicisti come Gabriele Boccalatte. La definitiva armonizzazione fu curata da Luigi Pigarelli ed eseguita dal coro della Sosat (poi Sat), la Società Alpinisti Tridentini. Il Museo Nazionale della Montagna di Torino conserva lo spartito originale e altre versioni autografe, donate dalla moglie di Ortelli, Maria, oltre ad alcuni cimeli e alla registrazione di un’intervista alla Rai in cui l’autore raccontò la genesi del canto. La stessa sala di consultazione della Biblioteca Nazionale del Cai è intitolata all’illustre socio del Cai Torino. Il 28 giugno 1987 al Pian della Mussa, su di un roccione appena sotto il Rifugio Città di Ciriè, il Coro Edelweiss del Cai Torino pose una targa, alla presenza dello stesso Toni Ortelli, del Maestro Franco Ramella e del presidente dell’allora Cai Torino Ugo Grassi. In occasione del 75° anniversario, nel 2002, il Coro Cai Uget e il coro della Sat, affiancarono una loro analoga targa, sempre sullo stesso roccione. (foto: antonio ortelli, la montanara)

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Approda al cinema Teen Star Academy con John Savage, Blanca Blanco e Bret Roberts

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

savageten starsRoma in anteprima nazionale giovedì, 25 maggio 20.30, al Cinema Barberini di Roma (Piazza Barberini 24). Girato nelle suggestive location di Montecarlo, Beaulieu, Menton e Nizza il film, che ha per protagonisti ben 55 teenagers di talento provenienti da tutto il mondo e selezionati nei più autorevoli Actors Studio di Montecarlo e Nizza, è ambientato nella “Teen Star Academy”, una scuola molto speciale di una città della costa del Sud della Francia da dove escono giovani provetti artisti e future Star nella musica, danza, canto e moda.L’Accademia, fondata e diretta da Mister Burt (John Savage), si avvale di bravissimi insegnanti tra i quali, Julia (Blanca Blanco), per la danza e Patty (Adriana Volpe), per la moda. Il cast, che sarà presente alla proiezione, sarà reduce dalla presentazione a Cannes di “SIX children and ONE grandfather”, film americano del genere comedy – family prodotto da Enrico Pinocci e diretto da Yann Thomas, con l’Oscar nominee Burt Young. (foto: savage, ten stars)

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Recensione di un ergastolano del libro “Cattivi per sempre?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

musumeci (2)Il carcere in Italia spesso, oltre a non rieducarti, ti ammazza la mente e il cuore e lo fa in silenzio senza che nessuno sappia nulla, perché ci vuole tanto coraggio a scendere all’inferno e parlare, confrontarsi con i maledetti, i cattivi e i colpevoli per sempre. La giornalista Ornella Favero l’ha fatto. E dall’esperienza di questo viaggio ha scritto un bellissimo libro dal titolo: “Cattivi per sempre? Voci dalle carceri: viaggio nei circuiti di Alta Sicurezza” (Editore: Edizioni Gruppo Abele).Se leggerete questo libro, con le testimonianze raccolte da Ornella, scoprirete che gli ergastolani senza scampo passano la loro esistenza ad osservare la loro vita senza farne parte, perché non hanno più giorni davanti che li aspettano. E al mattino si svegliano con le ossa rotte, il cuore a pezzi e l’anima in fondo al mare perché la pena dell’ergastolo ostativo è una condanna senza umanità, ti ruba l’amore, ti mangia il cuore e ti succhia la speranza.
Verrete a sapere che esiste una “pena nella pena”, perché i gironi infernali del regime del 41 bis e dell’Alta sicurezza dei cattivi per sempre sono spesso dei veri cimiteri che ti fanno sentire che non fai più parte di questo mondo. E con il passare degli anni molti di loro diventeranno dei veri vegetali: né morti né vivi. Forse molti di voi non sanno che non tutte le carceri sono uguali e, secondo il comportamento processuale o il tipo di reato, attraverso criteri molte volte arbitrari, rimessi a una specie di dispotismo delle autorità carcerarie, vengono sbattuti nel girone più basso delle nostre patrie galere.
Se leggerete questo non potrete più dire “io non sapevo” perché verrete a conoscere, da una seria giornalista, che i circuiti di Alta Sicurezza sono spesso dei veri luoghi di follia istituzionale, senza orizzonti e senza nessun Dio.
Leggendo questo libro scoprirete che nella maggioranza dei casi il carcere, così com’è oggi in Italia, produce solo tanta recidiva, perché una pena crudele e cattiva non fa riflettere sul male commesso. E una sofferenza inutile non fa bene a nessuno, neppure alle vittime dei reati. In fondo ai cattivi per sempre non serve poi molto per migliorarsi, se non un po’ di speranza e amore sociale. Sono convinto, come lo è l’autrice di questo libro, che senza speranza è difficile rimanere umani, perché è difficile migliorare quando capisci che non esisti più e non conti più nulla. Ogni essere umano per migliorare e riflettere sul male che ha commesso ha bisogno di sperare e di essere condannato ad amare ed essere amato, perché solo l’amore sociale ti fa uscire il senso di colpa.
Grazie, Ornella, di avere scritto questo libro e di avere dato voce e luce ai “cattivi per sempre” e grazie a chi lo leggerà perché, per migliorare le nostre infernali Patrie Galere, i lettori sono anche più importanti degli scrittori. (Carmelo Musumeci)

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70° Festival di Cannes

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

short film marketCannes Lunedì 22 maggio, ore 15.00, Italian Pavilion Hotel Majestic, Salon Martha al 70° presentazione della seconda edizione del TORINO SHORT FILM MARKET che avrà luogo a Torino tra il 29 novembre e il 1° dicembre 2017. Saranno presenti: Jacopo Chessa (direttore Torino Short Film Market), Paolo Manera (direttore Film Commission Torino Piemonte), Enrico Vannucci (programmer Torino Short Film Market).
Tante le novità in cantiere, a partire dalle location e dai progetti che verranno lanciati, finalizzati sia alla produzione che alla vendita di cortometraggi. Ne parleranno il direttore del Torino Short Film Market (TSFM), Jacopo Chessa, Paolo Manera, direttore della Film Commission Torino Piemonte, che fin da subito, ha creduto alla necessità di realizzare un meeting professionale dedicato al corto ed Enrico Vannucci, short film advisor del Festival di Venezia e responsabile, assieme a Massimiliano Nardulli, della programmazione del Torino Short Film Market. Realizzata nel novembre 2016 dal Centro Nazionale del Cortometraggio, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e il Torino Film Festival, la prima edizione del Torino Short Film Market ha avuto un ottimo riscontro: hanno partecipato, infatti, più di trecento accreditati Industry e sessanta ospiti internazionali che hanno battezzato, fin da subito, il TSFM come manifestazione di riferimento in Italia per il comparto del corto. (foto: short film market)

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Si chiude in queste ore Piano City Milano 2017

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

PIANO CITY MILANOOltre 450 appuntamenti tra concerti, lezioni di piano, tributi a grandi maestri e nuove esecuzioni hanno dato vita a un week end all’insegna della musica – gratuita e per tutti – con un’affluenza di pubblico oltre le aspettative, tanto da registrare il tutto esaurito anche negli appuntamenti notturni delle Piano Night e nei concerti all’alba. Una partecipazione che consolida un modello condiviso e apprezzato da un pubblico trasversale, che riconosce in Piano City Milano una manifestazione che appartiene alla città, capace di raccoglierne lo spirito e raccontare le sue trasformazioni.
Chilly Gonzales è stato il protagonista del concerto inaugurale nei giardini di Villa Reale di via Palestro venerdì sera: migliaia di persone nel parco della GAM e nei giardini Indro Montanelli – dove è stato posizionato un maxischermo – hanno seguito l’attesissimo concerto dell’eclettico musicista e cantante canadese.Tantissimi i cittadini, turisti e appassionati che hanno potuto esplorare Milano e riscoprire attraverso la musica i grandi spazi simbolo della manifestazione, ma anche cortili, case e giardini fino a ieri sconosciuti. Milano si conferma così città innamorata del pianoforte, con una partecipazione entusiasta dei milanesi e in particolare di tanti giovani. Dalle maratone notturne tra pianoforte ed elettronica ai concerti all’alba, più intimi e raccolti, fino alle magiche atmosfere dei cortili e degli house concert, Piano City Milano ha saputo coinvolgere una città intera, e per la prima volta è arrivato anche fuori porta, con concerti in provincia e in regione. Decine di appuntamenti con pianisti e generi sempre diversi nelle province di Milano, Como, Monza e Brianza, Bergamo hanno raccolto grande successo da parte del pubblico.Tra i nomi di questa edizione: Michael Nyman, Michele Campanella, Marco PIANO CITY MILANO1Fumo, Ramin Bahrami, Fabrizio Grecchi e Daniele Longo, Anna D’Errico, Gloria Campaner, Vanessa Benelli Mosell, Gianluca Luisi, Mariam Batsashvili, Bill Laurance, Ivàn Melòn Lewis, Chano Domìnguez, Cesare Picco, Francesco Tristano, Bruno Bavota, Remo Anzovino, Alberto Pizzo, Enrico Intra, Faraj Suleiman… oltre ai tantissimi altri che hanno costituito una programma specchio dell’entusiasmo contagioso della direzione artistica e organizzativa.
Piano City Milano ha sempre valorizzato nuovi luoghi e riscoperto spazi restituiti ai cittadini. Anche quest’anno tantissimi nuovi spazi sono entrati nella rete di Piano City Milano e hanno ospitato concerti: San Maurizio al Monastero Maggiore, Cripta di San Sepolcro, Bagni Misteriosi, Albergo Diurno Venezia, Abbazia di Chiaravalle… solo per citarne alcuni. Tutto esaurito anche per i classici appuntamenti nelle case, nei cortili e nei luoghi storici della manifestazione, primo tra tutti il Piano Center, come ogni anno cuore della rassegna con i concerti nei giardini della Gam in via Palestro.
Nato nel 2011, Piano City Milano è realizzato grazie a Comune di Milano – Assessorato alla Cultura e Intesa Sanpaolo, ideato e prodotto da Ponderosa Music&Art e Accapiù, con il sostegno dei partner Mido, Red Bull Music Academy, Sky e Piaggio, e dei partner “tecnici” Fazioli, Steinway & Sons, Yamaha, Furcht/Kawai, Aiarp, Griffa & figli, Tagliabue, Tarantino Pianoforti, KF Milano Musica, Bösendorfer, Passadori Pianoforti e Steingraeber & Söhne, che mettono a disposizione gli strumenti della manifestazione. Si rinnova anche per l’edizione 2017 la partnership con il Corriere della Sera e Vivimilano.

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La DOP Colline Pontine trionfa al Concorso Internazionale Mediterraneo

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

Concorso Internazionale MediterraneoGli oli extravergine di oliva della DOP Colline Pontine si sono affermati anche al V Concorso Internazionale Mediterraneo “Olio Terra Di Cicerone” 2017, organizzato dll’Associazione Culturale Olivicoltori “Terra di Cicerone” di Arpino (FR) e il patrocinio della CCIAA di Frosinone. Il premio tiene conto del merito nella produzione e della capacità di contribuire ad innalzare il livello di qualità nel proprio territorio e quella di promuovere l’eccellenza dell’olio extravergine di oliva nel mondo.Questi i riconoscimenti conferiti agli olivicoltori della provincia di Latina dalla giuria presieduta dal Capo Panel Mario Lecce. OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA DOP/IGP “FRUTTATO INTENSO”: 1^ Az. Agr. Cosmo Di Russo, Gaeta; 2^ Az. Agr. Biol. Paola Orsini, Priverno; 3^ Az. Agr. Coletta Filomena Casino Re, Sonnino. GRAN MENZIONE DOP/IGP “FRUTTATO MEDIO”: Giovanni Mancini Brezza, Lenola; Az. Agr. La Tenuta dei Ricordi di Ilenia Labbadia, Lenola; Società Coop. Agr. OSCAR, Rocca Massima.
GRAN MENZIONI OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA. “FRUTTATO INTENSO”: Az. Agr. Cosmo di Russo. “FRUTTATO MEDIO”: Az. Agr. Cosmo di Russo; Az. Agr. La Tenuta dei Ricordi di Ilenia Labbadia; Az. Agr. Biol. Paola Orsini. “FRUTTATO LEGGERO”: Az. Agr. L’impronta di Pannozzo Filomena, Lenola. PREMIO SPECIALE “VISUAL DESIGN”: 1^ Az. Agr. L’impronta. GRAN MENZIONE D’ONORE: Carroccia Chiara, Campodimele.“12° Concorso provinciale ‘L’Olio delle Colline’, 15° Premio ‘Sirena d’Oro’, XXIV Concorso ‘Orii del Lazio’, 25° Premio nazionale ‘Ercole Olivario’ e V Premio Internazionale Mediterraneo ‘Olio Terra Di Cicerone’ hanno segnato la scia di successi della DOP Colline Pontine nei primi mesi del 2017 – commenta il responsabile del Capol Luigi Centauri – premiando la cultivar autoctona del territorio pontino ed un prodotto sempre più orientato verso l’alta qualità e salubrità”.La cerimonia conclusiva si è svolta a Palazzo Boncompagni, nell’ambito del XXXVIII Certamen Ciceronianum Arpinas, la competizione tra studenti che si sfidano a suon di traduzioni e commenti dei testi di Marco Tullio Cicerone, che tra le tante cose scriveva: “Di tutte le attività infine dalle quali si ricava qualcosa, niente è migliore, niente più fecondo, niente più dolce, niente più degno dell’uomo libero dell’agricoltura.”

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Presentazione del libro: “L’ora di punta” di Nora Venturini

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

l'ora di puntaRoma Martedì 23 Maggio – ore 18,30 Libreria Notebook Viale Pietro De Coubertin, 30 presentazione del libro: “L’ora di punta” di Nora Venturini (Mondadori Pag. 300
ISBN 9788804678847 € 18,00). Con l’autrice interviene Marco Presta e letture di Paola Minaccioni. Scrive dell’autrice Riccardo De Palo de “Il Messaggero”: “L’ora di punta mescola i classici ingredienti del genere per produrre un giallo molto originale, nell’era della moltiplicazione dei commissari e della produzione seriale di investigatori-fotocopia”.
Nel libro Debora Camilli ha 25 anni e guida il taxi Siena 23. Scarrozzare persone sempre diverse per le strade di Roma, caotiche e traboccanti di vita, non le dispiace, anche se il suo sogno sarebbe stato entrare in polizia. Un sogno a cui ha dovuto rinunciare per sostenere la famiglia quando il padre è mancato improvvisamente e lei ha ereditato la licenza da tassista. Così ora trascorre le sue giornate al volante, o a combattere con la sua famiglia ristretta ma in costante fermento: una mamma infermiera che prepara deliziosi manicaretti (minaccia esiziale per l’austerità a cui Debora vorrebbe ricondurre le proprie forme morbide) e un fratello minore studente modello alla facoltà di Medicina, con il quale passa il tempo a litigare e fare pace.
Finché un giorno il destino la va a cercare nelle vesti di una bella signora che sale sul taxi Siena 23 , e devia per sempre il corso dell’esistenza della tassista e della sua passeggera. Debora resta invischiata nella sorte infelice della donna, determinata a svelarne il mistero. L’anima della detective si risveglia in lei e la spinge a intrufolarsi in un ambiente alto borghese molto distante dal suo, per scoprire che quella Roma bene è meno per bene di quanto sembri…
Accanto a lei il commissario capo Edoardo Raggio, cilentano trapiantato a Roma, sprovvisto del fisico statuario degli investigatori delle serie tv americane, un viso segnato e malinconico, e dotato di due grandi occhi chiari che si accendono di complicità ed entusiasmo quando fiuta la traccia giusta. Raggio e Debora formano insieme una strana coppia di investigatori fantasiosamente assortita dal caso, tanto lui è pacato e riflessivo, quanto lei è fumantina e istintiva.
Nora Venturini è regista teatrale e sceneggiatrice. Ha scritto numerose serie tv o tv movie tra cui: Non lasciamoci più (Rai Uno), Il portiere non c’è mai (Canale 5), L’uomo della carità (Canale 5) e Cugino e cugino (Rai Uno). Nel suo romanzo di esordio, L’ora di ponta, Nora Venturini mette tutto il suo talento al servizio di una commedia gialla, frizzante e amara insieme, al centro della quale si muove Debora Camilli, giovane donna impulsiva, maldestra, grintosa, ancora inconsapevole della propria grande forza. (foto: l’ora di punta)

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Presentato al Salone del libro di Torino “EroStudente. Il desiderio di prendere il largo”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

ESERCITO MARCIAVATorino Si è chiuso in occasione della prima giornata del Salone Internazionale del Libro di Torino l’evento di presentazione del volume “EroStudente”, del Direttore Generale della LUISS Giovanni Lo Storto che ha discusso del libro insieme al giornalista David Parenzo.
Nell’affollato Caffè Letterario del Salone, Lo Storto ha avuto modo di illustrare alla platea ciò che è sempre più evidente: il mondo sta cambiando, anzi è già cambiato, molto velocemente e i ragazzi di oggi sono, potremmo dire, antropologicamente diversi da quelli delle generazioni precedenti. Non sono più nativi digitali, sono “concepiti” digitali. Non vasi da riempire di conoscenze e nozioni ma soggetti attivi ai quali si devono fornire gli strumenti per costruire le scale sociali del futuro.
La formazione gioca oggi un ruolo fondamentale, ma deve sostanzialmente insegnare ad imparare. E, per questo, entrano in gioco competenze diverse da quelle classiche, come quelle che si acquisiscono con il volontariato o con la cura della terra (vedi esperienza dell’orto all’interno del campus della LUISS).
Una voce fuori dal coro, quella di Lo Storto. Non le solite lamentele sulla gioventù a cui siamo oramai abituati, bensì una sferzata di energia e positività e un incoraggiamento al mondo degli adulti perché si abbandonino modelli educativi e formativi superati e si tenga conto delle nuove straordinarie possibilità di accesso all’informazione e alla conoscenza che sono a portata di mano (è proprio il caso di dirlo) di tutti. «I bambini di oggi – ha dichiarato in un passaggio Lo Storto – hanno una appropriata marcia in più. Diamogli l’opportunità di sfruttarla». (foto: ero studente)

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Martedì critici: Maria Morganti

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

Maria MorgantiRoma 23 maggio 2017, ore 19.30 Real Academia de España en Roma Tempietto del Bramante Piazza San Pietro in Montorio, 3, avrà luogo il quarto appuntamento della stagione primaverile dei «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti all’ottavo anno di attività.
La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno in diverse sedi, alternandosi tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – La Farnesina, il Tempietto del Bramante sul Gianicolo, sede dell’Accademia di Spagna, e l’Accademia di Belle Arti di Roma, oltre che all’Istituto Italiano di Cultura Il Cairo. Ospite del quinto appuntamento stagionale de «I Martedì Critici», realizzato in collaborazione con l’Accademia di Spagna, sarà Maria Morganti (Milano, 1965).Il colore è al centro della pratica e della riflessione di Maria Morganti, un colore che non si esaurisce nell’esperienza visiva, nel momento della percezione ottica, poiché costituisce la vera e propria materia con cui l’esistenza è plasmata. Il colore nelle opere di Morganti dà corpo a un mondo invisibile, rende manifesta la materia interiore. L’artista stessa si è definita una “travasatrice di colore”: “mi sento nella posizione di chi il colore lo fa o meglio di chi è il tramite perché il colore si attui, si concretizzi, diventi materia tangibile. Non che io mi senta una creatrice, un’inventrice, ma piuttosto solamente una travasatrice, un intermediario che collega un dentro con un fuori”. Sulle tele della serie Sedimentazione, Morganti ogni giorno stende uno strato di colore diverso, lasciando sul margine superiore un bordo sottile che mostra la successione delle stesure, rendendo così manifesto il processo insito dell’opera e introducendo un altro dei temi fondamentali del suo lavoro: il tempo. Il colore è infatti anche uno strumento di misurazione temporale, che risponde all’esigenza di lasciare una traccia della propria esistenza. Da questa riflessione nasce nel 2004 la serie dei Diari, tavole di legno lunghe un metro, su cui sono stati applicati strati di pittura che documentano i colori usati in studio dall’artista in un periodo dai due ai cinque mesi, come se fosse la linea cronologica di un’esperienza intima. Ma non è soltanto quando viene applicato sulla tela, carta o tavola, che il colore registra e racconta il vissuto: a fare da contrappunto a questi lavori, ci sono le opere della serie Residui, in cui i materiali residuali della pittura che si accumulano nello studio o sugli strumenti di lavoro diventano protagonisti. Il gruppo di opere intitolato Traccia è costituito da brandelli di carta assorbente con cui Morganti si è pulita le mani dal 1999 al 2016, dopo aver lavorato con i pastelli a olio alle Carte-Diario; Melma è un lavoro in progress costituito da un cubo di vetro che contiene una pittura grigiastra, la melma formatasi nel tempo sul fondo dello sgocciolapennelli dell’artista. Entrambi i progetti sono molto evocativi del passaggio del tempo che si deposita e stratifica sugli oggetti quotidiani, anche i più dimessi, e che l’artista si limita a indicare, a porre in evidenza. Come recita il titolo di una sua recente monografia: Il colore succede, non si provoca (2016). Il 10 maggio 2017, presso la Fondazione Querini Stampalia, presenta Svolgimento di un quadro, installazione permanente realizzata per la Caffetteria della Fondazione Querini Stampalia, a cura di Chiara Bertola. Dal 1992 al 2012 ha coordinato gli Incontri del mercoledì, cominciati nel suo studio e proseguiti alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia: incontri tra artisti, dove un artista mostra, parla e riflette sul proprio lavoro insieme ad altri colleghi. (foto: Maria Morganti)

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Maria Vittoria: il sogno di una Principessa in un regno di fuoco

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

maria vittoriaTorino Sabato 27 maggio 2017 alle ore 18,00 Sede AIP, Sala Principe Eugenio, via Legnano 2/b a 150 anni dalle tragiche nozze di Amedeo d’Aosta con Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna (30 maggio 1867). Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna, duchessa di Savoia-Aosta: una luminosa figura che brilla nel panorama sociale e storico-politico dell’Italia e della Spagna del secondo Ottocento. Partecipano e dialogano: Carla CASALEGNO, docente di italiano e latino in liceo classico cittadino, scrittrice e giornalista, Giusi AUDIBERTI, appassionata di scrittura, di storia del Piemonte e di storia “al femminile”,
Modera: Vittorio G. CARDINALI, presidente dell’Ass. Immagine per il Piemonte
…Per il giovane principe sabaudo, brillante e di bell’aspetto, destinato alla carriera militare, si erano progettati matrimoni con alcune delle principesse più importanti d’Europa, ma nel 1864 Amedeo conobbe la principessa torinese Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna, bella, colta, brillante, di grande spiritualità e di salute piuttosto cagionevole. Il giovane duca d’Aosta prese a visitare Palazzo Cisterna, all’epoca residenza dell’aristocratica famiglia, con una frequenza che insospettì più di un torinese, circa i suoi sentimenti per Maria Vittoria. Quando annunciò al padre il desiderio di sposare la bella principessa, Vittorio Emanuele II era ormai già informato e, “consapevole di aver già dovuto sacrificare la felicità delle sue due figlie alla dura legge della ragion di Stato e di dover combinare un matrimonio d’interesse con il primogenito, felice per la scelta di Amedeo, così si espresse con il Presidente della unnamedCamera dei Deputati, l’ex ministro e avvocato Francesco Cassinis: “Ebbene si sposino, non sia mai che un padre contrasti i sentimenti onesti dei suoi figli!” scrive Carla Casalegno nel libro Maria Vittoria – Il sogno di una principessa in un regno di fuoco (Immagine per il Piemonte, 2003). Il re non si limitò all’assenso: qualche mese prima del matrimonio concesse a Maria Vittoria, e a sua madre, la principessa Luisa De Merode Dal Pozzo della Cisterna, il titolo e il trattamento di Altezza Reale.
Le nozze furono celebrate il 30 maggio 1867 – 150 anni orsono – nella Cappella di Palazzo Reale, a Torino. Era il giorno dell’Ascensione e del 22° compleanno di Amedeo (Maria Vittoria avrebbe compiuto 21 anni il 9 agosto). Le cronache raccontano che la sposa indossava “un vestito di seta bianca ricamato con motivi floreali a filo d’argento e impreziosito da un lungo strascico, faceva inoltre sfoggio, suo malgrado, di collane, perle e diamanti: anche il dono del re era stato una preziosa collana di perle con chiusura di brillanti e zaffiri”. Lungo il percorso di Maria Vittoria, da Palazzo Cisterna a Palazzo Reale, c’erano addobbi, la gente lanciava fiori di petali dai balconi e la Guardia Reale faceva da cordone al pubblico in attesa. (foto: maria vittoria, duca d’aosta)

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Nuovo libro “Angelo SenzaDio”, di Carmelo Musumeci

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

angelo senza dioIntensamente permeato di amore e di sofferenza, il nuovo libro, “Angelo SenzaDio”, di Carmelo Musumeci, con Prefazione di Agnese Moro, prodotto e distribuito da Amazon, è il racconto di un’anima che si rivela autenticamente in significatività valoriale.
Non è un racconto, frutto dell’immaginazione. È una storia vera come suggerisce l’Autore nel sottotitolare il I capitolo: “Le storie vere non piacciono mai, per questo scriverò che questa è una storia inventata”.I protagonisti, Angelo e SenzaDio, s’incontrano dentro le fredde mura del carcere che non dà spazio alla possibilità di agire conformemente alle norme del rispetto reciproco e della correttezza. Ed in effetti, il loro incontro si verifica nel corso di momenti fortemente tragici vissuti da SenzaDio: gravemente ferito dai picciotti dello zio Totò, “il capo di tutti i boss”, perché incapace di sottomettersi alla prepotenza supportata da comportamenti violenti, SenzaDio realizza di essere in punto di morte.Inaspettatamente, incrocia una donna pervasa di Luce. Lo stupore è grandissimo: è l’Angelo che condividerà tutta la sua vita sin da quando, frequentante la strada insidiosa e subdola, ha varcato per la prima volta la soglia del carcere, quello minorile.
Per quanto, nel fluire del tempo abbia commesso tante azioni cattive, non ha mai nutrito cattiveria. Ha allontanato Dio dal suo cuore, imponendo regole ferree nel suo codice comportamentale: essere pronto a lottare e non solo per se stesso; incapace di versare lacrime perché piange il suo cuore; non avere boss; non cercare alcuna via d’uscita; non avere paura di morire; non decidere di morire perché è il destino a decidere. In breve, non avere bisogno di nessuno e alla stessa stregua, non manifestare alcuna emozione.Sottoposto al regime del carcere duro, SenzaDio vive la condizione dell’uomo ombra, contraddistinta da privazioni, provocazioni, violenze. Misurandosi con la non facile capacità di resistenza, la luna, incantevole nelle sue forme e nella sua luminosità, è la fedele confidente delle sofferenze patite nel suo cuore. Nel corso dell’indagine introspettiva, SenzaDio realizza di non essere più solo. Sebbene siano presenti le amiche di sempre – Malinconia, Tristezza, Sofferenza, l’Angelo presta ascolto alla sua anima urlante di Amore. È il cuore che conta, e il suo cuore è con l’Angelo. Ora incessanti torrenti di Luce riprendono a scorrere nella sua anima. Ora le sue ostinate convinzioni, strettamente correlate al suo essere senza Dio crollano: il fecondo interscambio con l’Angelo è espressione di un cuore vibrante nel respiro di Dio.
La durezza del carcere non ha arginato la sua ricerca interiore, che rimane ri-scoperta di valori gelosamente custoditi e alla stessa stregua, sorprendentemente inattesi.Scorre tra le righe di queste pagine, la riflessione sul carcere distinguibilmente contrassegnato da prevaricazioni, violenze, silenzi sfocianti nell’INDIFFERENZA COLLETTIVA.Ancora oggi non ci si interroga sull’urgenza di soluzioni valoriali incentrate sul rispetto della dignità e della persona umana.Trionfa l’assenza culturale e nelle diffuse condizioni/situazioni umane drammatiche, vissute da chi si misura con la detenzione, e nelle reazioni contraddittorie delle Istituzioni.Ancora oggi il termine “rieducazione”, contemplato nell’art. 27 comma 3 della nostra Carta Costituzionale, resta svuotato nelle sue accezioni, le più consone, saldamente correlate al fare e quindi, allo sviluppo di interventi programmatici utili, avviati dalle Istituzioni.E nonostante l’asprezza del carcere nelle sue ripetute dimenticanze, queste pagine, prodotte dalla straordinaria penna di Carmelo Musumeci, palesano un’esperienza umana nei caratteri distintivi del sentire interiore. (fonte: dalla Prefazione di Agnese Moro) (foto: angelo senza Dio)

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Connie Tells ospite d’eccezione al Salone Internazionale del Libro di Torino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 maggio 2017

connie tellsTorino 18 maggio aprirà i battenti il 30° Salone Internazionale del Libro di Torino, il più importante e rinomato evento italiano nel campo dell’editoria. Ospite su invito sabato 20 maggio alle ore 16,30, nello spazio del laboratorio Biblioteca Digitale, CONNIE TELLS, nella persona dell’autrice Costanza Pintori. In questa 30° edizione gli organizzatori rinnovano l’appuntamento del Bookstock Village, la grande area del Salone del Libro dedicata al pubblico più giovane, da 0 a 20 anni. Il programma di quest’anno prevede incontri con autori e numerosi laboratori. E proprio in questo spazio sarà possibile incontrare Costanza Pintori che presenterà le sue app educative, per i piccolissimi dai 3 ai 5 anni. Il progetto Connie Tells ripropone in chiave digitale la capacità di insegnare ai bambini attraverso il gioco. Le quattro fiabe pubblicate attraverso l’App cercano in modo immediato di educare le nuove generazioni ai valori fondamentali del vivere civile quali l’amicizia, la solidarietà e il rispetto per l’ambiente. Storie attuali che si rifanno alle fiabe di Esopo, ma modernizzate attraverso l’uso intelligente della tecnologia, che permette ai bambini quell’interattività fondamentale per l’apprendimento. Imparare diventa un gioco divertente con le fiabe Connie Tells, e i valori sociali che vengono insegnati rappresentano la soluzione del gioco proposto dalla fiaba. Con le fiabe Connie Tells la noia non esiste e il bambino viene incentivato a leggere anche in inglese. Utilizzabili anche dalle scuole, le Fiabe sono disponibili anche su APP STORE.
Connie Tells è un nuovo modo di fare comunicazione: un mondo di storytelling per bambini in grado di avvicinarli a tematiche attuali, imparando a conoscere la realtà in modo semplice, divertente e interattivo. Attraverso il racconto di fiabe e l’interazione con il proprio device, i bambini possono conoscere aspetti concreti della quotidianità per risolvere un problema, come ad esempio l’inquinamento o lo smog, e stimolare la propria sensibilità sociale. (connie tells)

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Andrea Vitali presenta il suo ultimo romanzo “A cantare fu il cane”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 maggio 2017

andrea vitaliComo martedì 23 maggio alle 18.00 presso la libreria Ubik di Como nell’ambito degli incontri culturali organizzati dal Premio Internazionale di Letteratura Città di Como, di cui lo scrittore presiede la giuria presentazione del libro di Andrea Vitali “A cantare fu il cane” (Garzanti, 2017), una delle storie più riuscite dello scrittore bellanese.
Durante l’incontro Andrea Vitali dialogherà con il giornalista del Corriere di Como Lorenzo Morandotti e Giorgio Albonico, organizzatore del Premio Città di Como.
La storia incomincia nella quiete della notte tra il 16 e il 17 luglio 1937 quando viene turbata a Bellano da un grido di donna. Trattasi di Emerita Diachini in Panicarli, che urla «Al ladro! Al ladro!» perché ha visto un’ombra sospetta muoversi tra i muri di via Manzoni. E in effetti un balordo viene poi rocambolescamente acciuffato dalla guardia notturna Romeo Giudici. È Serafino Caiazzi, noto alle cronache del paese per altri piccoli reati finiti in niente soprattutto per le sue incapacità criminali. Chiaro che il ladro è lui, chi altri?
Ma al maresciallo Maccadò servono prove, mica bastano le voci di contrada e la fama scalcinata del presunto reo. Ergo, scattano le indagini. Prima cosa, interrogare l’Emerita. Già, una parola, perché la donna spesso non risponde al suono del campanello di casa, mentre invece è molto attivo il suo cane, un bastardino ringhioso e aggressivo che si attacca ai polpacci di qualunque estraneo. E il Maccadò, dei cani, ha una fifa barbina.
I misteri e le tresche di paese, gli affanni dei carabinieri e le voci che si diffondono incontrollate e senza posa, come le onde del lago, inebriate e golose di ogni curiosità, come quella della principessa eritrea Omosupe, illusionista ed escapologa, principale attrazione del circo Astra per le sue performance, ma soprattutto per il suo ombelico scandalosamente messo in mostra. E per la quale, così si dice, ha perso la testa un giovanotto scomparso da casa…
Andrea Vitali Scrittore molto prolifico, nel 1996 vince il Premio letterario Piero Chiara con “L’ombra di Marinetti” ma il grande successo lo ottiene nel 2003 con “Una finestra vista lago” (Premio Grinzane 2004). Con il romanzo “Almeno il cappello” (Garzanti, 2009) vince il Premio Casanova, il Campiello sezione giuria dei letterati ed è finalista al Premio Strega. Tra i numerosi romanzi, ricordiamo “La ruga del cretino” (Garzanti, 2015, scritto con Massimo Picozzi), “Le belle Cece” (Garzanti, 2015), “La verità della suora storta” (Garzanti, 2015), “ Nel mio paese è successo un fatto strano” (Salani, 2016), “Le mele di Kafka” (Garzanti, 2016) e “Viva più che mai” (Garzanti, 2016). (foto: andrea vitali)

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Premio giornalistico “SIME – Carlo A. Bartoletti”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

Bartoletti Carlo A.La Società Italiana di Medicina Estetica SIME bandisce il 1° Premio giornalistico ‘SIME – Carlo Alberto Bartoletti’ con lo scopo di riconoscere e stimolare la corretta divulgazione scientifica di tematiche riguardanti la medicina estetica. Il Premio vuole essere un omaggio allo stile e al modo di svolgere questa professione con competenza, rigore, sintesi, completezza di contenuti, chiarezza di linguaggio e capacità di divulgazione delle notizie.Il riconoscimento, dell’ammontare di euro 1.500 per ciascuna delle categorie individuate:
Agenzie di stampa e carta stampata
Radio-Televisioni
Web e servizi on line
verrà assegnato da una giuria composta dall’Ufficio di Presidenza della Società Italiana di Medicina Estetica SIME e da due giornalisti e verrà consegnato nel corso del XXXIX° Congresso SIME 2018 a Roma.
Art. 1 Il Premio è destinato al miglior elaborato di taglio giornalistico (pubblicato su testate giornalistiche cartacee, web, audio o video) che affronti tematiche relative alla ricerca e all’innovazione e alla corretta gestione nel campo della Medicina Estetica.
IMG_0464Art.2 La partecipazione al Premio è gratuita e riservata a giornalisti iscritti all’Ordine Nazionale o autori che pubblichino su testate regolarmente registrate al Tribunale di competenza.
Art.3 Possono concorrere al Premio gli autori di servizi in lingua italiana consegnati alla Segreteria del Premio e pubblicati da quotidiani, agenzie di stampa, settimanali, periodici, riviste specializzate, testate online, servizi radio-televisivi, pubblicati, trasmessi o diffusi prima del 30 marzo 2018.
Art.4 Saranno presi in considerazione i contenuti pubblicati su testate giornalistiche regolarmente registrate. Sono esclusi dalla partecipazione i giornalisti membri della Giuria, i loro familiari e tutte le persone che abbiano legami contrattuali con l’organizzazione.
Art.5 Le opere in concorso (non più di tre per ogni autore) dovranno pervenire, così come di seguito specificato, entro e non oltre il 30 marzo 2018, presso: dottoressa Vittoria Intrabartolo – Segreteria organizzativa Premio giornalistico ‘SIME – Carlo A. Bartoletti’ – via Monte Zebio, 28 – 00195 Roma (RM)

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Al via le selezioni per il Premio Shanghai, arrivato alla terza edizione/2017年上海大奖——第三届

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

shanghai-chinaIl Premio sarà attribuito, attraverso una selezione concorsuale, a tre giovani artisti italiani e a tre giovani artisti cinesi, nell’intento di promuovere la ricerca artistica in un’ottica di scambio bilaterale. Gli artisti italiani prescelti beneficeranno della possibilità di trascorrere un periodo di due mesi a Shanghai, mentre gli artisti cinesi potranno trascorrere un periodo di due mesi a Torino.
A conclusione del soggiorno, gli artisti esporranno sotto forma di mostra, performance o presentazione le opere realizzate nell’arco dei due mesi di soggiorno.
Il bando di selezione e maggiori informazioni si trovano al seguente link
http://www.iicshanghai.esteri.it/IIC_Shanghai/it/opportunita/premi_e_concorsi/premio-shanghai-2017-iii-edizione.html
2017年第三届“上海大奖”参赛报名已经正式启动。“上海大奖”旨在通过双边交流的形式推动艺术研究,将在参赛者之中评选出三位意大利青年艺术家与三位中国青年艺术家优胜者。优胜的意大利艺术家将有机会在上海艺术驻场两个月,优胜的中国艺术家将在都灵艺术驻场两个月,
艺术驻场结束时,艺术家在驻场期间所创作的作品将以展览、演出或推介会的形式获得展出。
参赛公告与具体信息详见以下链接 (premio shanghai)

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L’eccellenza automobilistica italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

Charlotte RoadsterMontecarlo dal 1 al 3 giugno Charlotte Roadster farà la sua apparizione durante la “Monte Carlo Fashion Week”, tre giorni di eventi e sfilate, organizzata dalla Camera Monegasca della Moda in collaborazione con il Governo, il Comune e la Direzione del Turismo e dei Congressi di Monaco, in cui i brand della moda si presentano al pubblico internazionale.
Secondo modello dell’azienda italiana FV- Frangivento- che si è fatta conoscere al Salone dell’Auto di Torino nel 2016 per poi ottenere la definitiva consacrazione al Motorshow di Bologna – Charlotte Roadster nasce dalla volontà dei fondatori, Giorgio Pirolo e Paolo Mancini di coniugare uno spiccato senso del design, con la produzione di auto elettriche ed ecosostenibili in un momento di alto tasso di inquinamento.Per realizzare il loro obbiettivo, i fondatori hanno riunito una squadra di oltre venti eccellenze italiane fra Piemonte e Veneto, riuscendo in questo modo ad unire la massima artigianalità italiana unita alle nuove tecnologie rispettose dell’ambiente.La vettura sfoggia una siluette iconica avviluppata su di un’unica linea che dal passaruota posteriore percorre tutta l’auto verso il frontale come a voler riprodurre il Jump. Per la sua costruzione la sono stati adottati componenti lavorati dal pieno dell’alluminio con materiali di derivazione aeronautica mentre gli esterni sono battuti a mano secondo Charlotte Roadster1l’antica tradizione dei battilastra torinesi.La Charlotte Roadster è equipaggiata con quattro unità elettriche a flusso assiale, due all’avantreno e due al retrotreno, per una potenza complessiva di di 660 kW e un consumo pari a 14 kWh/100 km. E’ in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 2,6 secondi, raggiungere i 200 KM orari da ferma in 7,8 secondi e toccare una velocità di punta di 305 km/h. L’autonomia, con ciclo Nedc, raggiunge invece i 500 chilometri.Molto curati anche gli interni, ispirati al Mediterraneo, con pelli e superfici che ricreano i giochi di luce e i riflessi dell’acqua. I passeggeri della due posti possogno gustare la sensazione di un tuffo nel mare grazie alle due ‘Onde’ che avvolgono i sedili fino ai pannelli porta. Pensato per ospitare la guida autonoma, l’abitacolo è stato pensato come un moderno loft sgombero da ogni cosa per lasciare spazio all’uso di materiali di pregio, fino ai tasti in argento. Inoltre su una parte dell’auto sospesa, definita “Isola”, perché riprende la forma triangolare della Sicilia, è stato inserito un Moretto Veneziano. Il richiamo al mare è stato ripreso anche dall’inserimento di un acquario dietro i sedili che dà al tutto un senso prospettico inaspettato regalando un’idea di profondità e relax. (foto: Charlotte Roadster)

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Al via la seconda edizione della Rome Art Week

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

raw-magazine-tatooRoma dal 9 al 14 ottobre si svolgerà la seconda edizione della Rome Art Week. è un progetto culturale, a cadenza annuale e senza scopo di lucro, che coinvolge per una settimana l’intera città di Roma attraverso la promozione di eventi e progetti artistici organizzati dalle strutture espositive e dagli artisti che operano nella città.
RAW punta ad unire il mondo dell’arte contemporanea della Capitale – creando una rete tra le strutture espositive, gli artisti, i curatori e i critici del mondo dell’arte – e ad offrire una panoramica quanto più possibile esaustiva della sua offerta al pubblico nazionale ed estero: l’obbiettivo è infatti quello di allinearsi alle altre capitali europee, dove già da anni vengono organizzate Art Week o Gallery Weekend, dando vita ad una manifestazione che possa essere un utile strumento di conoscenza, approfondimento e impulso al mercato e alla comunicazione della Roma contemporanea, proiettandola all’attenzione dei circuiti internazionali. Come per l’edizione 2016, anche quest’anno RAW offrirà la possibilità di aderire all’iniziativa mediante la compilazione delle apposite Schede Biografiche – dedicate agli Artisti e alle Strutture partecipanti – e fornirà una mappa interattiva con la quale sarà possibile consultare il calendario con gli appuntamenti della settimana. Al termine delle iscrizioni, il calendario completo degli eventi organizzati per l’occasione (vernissage, visite guidate, talk critici, conferenze, performance, open studio, etc.) sarà pubblicato anche in versione cartacea e distribuito a tutti gli aderenti.Le iscrizioni saranno aperte dal 15 maggio al 15 luglio.
Tante le novità della nuova edizione, a partire dalla divisione del territorio coinvolto dall’iniziativa in macro aree per le quali saranno suggeriti dei percorsi al fine di migliorare l’offerta e rendere più agevole al pubblico la partecipazione agli eventi della RAW. Oltre agli eventi nelle strutture espositive e agli open studio degli artisti, verranno promossi progetti espositivi presentati da artisti, curatori o Istituzioni.
Le Strutture e gli Artisti iscritti alla RAW avranno la possibilità di aggregarsi rispettivamente in liberi Consorzi e liberi Collettivi, composti da un minimo di cinque partecipanti, allo scopo di organizzare un unico evento concertato fra tutti gli aderenti. Ciascun collettivo potrà inoltre ricevere il supporto di uno o più curatori per la presentazione di un evento comune. Infine, come già accaduto durante la prima edizione della RAW, noti critici, curatori e operatori del settore dell’arte contemporanea romana, i cosiddetti “Punti di vista”, saranno invitati a consigliare dei percorsi di visita scelti tra i vari eventi durante le giornate della Rome Art Week. Saranno inoltre invitati a registrare delle video interviste che saranno visibili sul sito e sui canali social della RAW – costantemente aggiornati – arricchendo i contenuti della manifestazione.
Per tutte le altre informazioni in itinere e per il manifesto ed il regolamento di adesione si rimanda alla piattaforma romeartweek.com. (foto: raw-magazine-tatoo)

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