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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 55

Archive for the ‘Recensioni/Reviews’ Category

Reviews

Convention annuale di arti musicali e discipline connesse

Posted by fidest press agency su domenica, 18 febbraio 2018

Garbagnate Milanese (MI) Venerdì 9 marzo, presso La Bottega del Grillo, in occasione della terza edizione di ” C7, LA SETTIMA NOTA convention annuale di arti musicali e discipline connesse”, sarà assegnata a LUISA CORNA (artista eclettica tra spettacolo e cultura) il premio annuale, che consiste nella consueta scultura in vetro realizzata dal maestro vetraio Raffaele Darra.
La serata, che avrà inizio alle 19 con l’apericena a cura di La Bottega Del Grillo (per chi volesse partecipare il costo è di euro 7). L’evento inizierà alle ore 20:15 con la partecipazione dei seguenti ospiti: Francesca De Mori (jazzista, vocalist e interprete di musica d’autore), Daniele Petrosillo (compositore e contrabbassista), Roberto Padovan (compositore, autore di colonne sonore e di musica da meditazione), Gianna Breil (attrice), Luca Bonaffini (scrittore e cantautore, che presenterà il suo ultimo romanzo “Eterni secondi”).Anche quest’anno, come le due edizioni precedenti, la Convention ha un tema portante che si traduce in un sottotitolo: “Il Pianeta al Femminile”. Conseguente alla Giornata della Donna e immediatamente successivo, l’incontro annuale intende non solo omaggiare la donna in quanto tale, ma il senso e il significato della femminilità nel Tempo passato e futuro. Proprio l’artista premiata, Luisa Corna, tra l’altro, regalerà al pubblico un brano che Mia Martini provinò l’anno prima della sua scomparsa e che, essendo stato inserito successivamente in una raccolta, è meno conosciuto rispetto ad altri suoi grandi successi. L’artista uscirà con questa canzone proprio l’8 marzo anche con relativo videoclip.Condurrà la serata la giornalista Chiara Zanetti.La Bottega del Grillo, locale confiscato alla mafia e assegnato in gestione alla Cooperativa Il Grillo Parlante dal dicembre 2008, si trova in via Rimembranze, 21 a Garbagnate (MI) di fronte alla Stazione Trenord.

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Appuntamento per gli appassionati di burraco

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 febbraio 2018

torneo burracoSanremo domenica 18 febbraio al Bridge Club Sanremo in Via Matuzia 28, con iscrizioni a partire dalle ore 14.30 si tiene la ventinovesima edizione il Torneo ‘Gioca per un sorriso’ a cui potranno partecipare tutti i giocatori di burraco, si spera non solo della zona ma anche della vicina Costa Azzurra.
Il Torneo è a scopo benefico, con un’iscrizione che prevede una quota a persona di 20 euro. Quanto raccolto sarà devoluto dalla Lilt per il servizio domiciliare cure palliative e terapia del dolore. Lo scopo delle cure palliative è il raggiungimento della migliore qualità di vita per i pazienti colpiti da una malattia che non risponde più a trattamenti specifici.
Il Centro Cure Palliative LILT è operativo dal 1991, ed è attivo su tutto il territorio della provincia di Imperia con un programma di intervento domiciliare allo scopo di alleviare la sofferenza dei malati oncologici in fase terminale. (foto:torneo burraco)

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Incontro con Antonietta Potente

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 febbraio 2018

Come il pesce che sta nel mareRoma Martedì 13 febbraio 2018 ore 16 Sede della UISG – piazza di Ponte Sant’Angelo, 28 Incontro con la teologa Antonietta Potente a partire dal libro Come il pesce che sta nel mare. La mistica luogo dell’incontro. Antonietta Potente, con la sua spiritualità ancorata al presente e il suo pensiero dialogante con la sapienza dei diversi popoli, è tra le teologhe più fertili e creative del panorama italiano e sudamericano. Nel suo nuovo libro “Come il pesce che sta nel mare” affronta il tema della mistica, intesa dall’autrice non come luogo distante dalla realtà, ma come punto d’incontro dei diversi percorsi umani, in cui si disvela il Mistero. Riprendendo la Bibbia, l’autrice si concentra sul secondo capitolo degli Atti degli Apostoli, la venuta dello Spirito, e scrive: “Ciò che mi sembra interessante è che nella descrizione di quel fatto si passa da un luogo preciso, che sembra essere una stanza in cui stavano riunite poche persone, a uno spazio aperto dove c’erano persone di diversi popoli. Non si dice che quelli che erano nella stanza uscirono, ma c’è un salto silente e trasformativo, anche se scompigliante, del luogo. Come se quel luogo fosse divenuto città-piazza con tanta gente (cfr. At 2,1-13)”.
Il libro, sotto forma di sei dialoghi, nasce dalla raccolta di parole e di gesti, di donne e di uomini, incontrati dalla stessa Autrice nei luoghi più preziosi della sua vita: dialoghi interiori e ricerche comuni, tra credenti e non credenti, tra persone di culture e religioni diverse; presenze contemporanee o semplicemente tracce di vita passata In questi dialoghi, sempre fortemente ancorati alla quotidianità, la Potente mostra come l’esperienza mistica sia – si potrebbe dire – lo spazio per eccellenza, la dimora di tutti, desiderata e amata da alcuni tanto da chiamarla Tu. Ciascuno l’ha fatto e lo fa, nello spazio e nel tempo, secondo la propria cultura, fede, condizione umana. Scrive ancora l’autrice: “È luogo trasfigurato e trasfigurante, cioè capace di metamorfosi, perché non solo è luogo, ma anche – come direbbe il filosofo francese Henry Corbin – è il luogo in cui accadono dolcissime e intense trasformazioni”.L’obiettivo che la Potente si propone è dunque quello di affrontare un soggetto così complesso, per renderlo più accessibile a tutti. “Perché tutti possano continuare a discuterlo, ma soprattutto perché la mistica può coltivarsi solo nei dialoghi della vita concreta”.
Antonietta Potente, teologa e scrittrice, fa parte delle Suore Domenicane di san Tommaso d’Aquino. (foto: Come il pesce che sta nel mare)

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San Valentino con The Italian Job

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 febbraio 2018

san valentino1Palermo mercoledì 14 febbraio, al Dorian, il locale, ma anche il brand, simbolo di musica a Palermo e provincia, sotto la guida artistica di Alessio Ciriminna – in via Rosario Gerbasi 6, di fronte al molo Santa Lucia del porto di Palermo.
Le coppie potranno scegliere tra il menù di terra o il menù di pare. Il primo prevede: tortino di speck con cuore filante di bufala, paccheri con pesto di pistacchio e ragù, bianco di salsiccia, Maialino al barolo con patate al forno, Tortino al cioccolato con cuore caldo, acqua e bottiglia di vino. Il menù d pesce prevede: gamberoni in pasta kataifi e miele, paccheri con salmone e carciofi, turbante di pesce con scampo imperiale, semifreddo alla vaniglia con colata di cioccolata fondente Alle 22 sarà tempo di musica con The italian job, ovvero Giuseppe Viola alla voce, Fabio Finocchio alla batteria e Massimo Calì al basso, che porteranno un repertorio pop rock italiano fatto da canzoni di Max Gazzé, Niccolò Fabi, Tiromancino e tanti altri.

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Sabatino Mustacchi: Il ritorno a casa di Marco Moise

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 febbraio 2018

Il ritorno a casa di Marco MoiseMilano Giovedì 15 febbraio 2018, ore 18 Casa della Memoria via Federico Confalonieri 14 Sabatino Mustacchi: Il ritorno a casa di Marco Moise. Roberto Cenati ne discute con l’Autore. Il legame che unisce i figli ai propri padri è indistruttibile anche quando i fatti della vita sembrano averlo interrotto. Nel 2002, Sabatino riceve in maniera casuale una notizia riguardante il padre, Marco Moise, mai conosciuto perché scomparso da ben cinquantotto anni. Il padre, infatti, era stato deportato da Trieste nel 1944 e non si era saputo più niente di lui. Tutti lo avevano dato per morto nel lager, ma non era così. Seguendo delle tracce che proprio il padre aveva lasciato, Sabatino riesce a ricostruire cosa era veramente successo. Viene anche alla luce che Marco Moise, tra le sue tante vicissitudini, aveva lavorato nelle fabbriche sotterranee tedesche. Impianti che producevano armi talmente devastanti che avrebbero potuto cambiare il corso della seconda guerra mondiale.Nel racconto s’intrecciano due filoni narrativi. Uno, che ha per protagonista il figlio, si riferisce alle ricerche e al ritorno a Trieste di Marco Moise. L’altro si basa sui fatti accaduti prima e durante il periodo bellico. La storia è vera ed è stata pubblicata su alcuni giornali nel 2003. Sabatino Mustacchi Nato a Trieste da famiglia ebraica multietnica colpita dal nazifascismo con la deportazione del padre e di altri famigliari. Per la sua precarietà di orfano e per la superficiale considerazione della Shoah del primo dopoguerra, Sabatino sviluppa il suo percorso educativo lontano da casa. La sua attività professionistica d’informatico lo porta a lavorare all’estero su importanti imprese internazionali e italiane. Da circa vent’anni, sollecitato da imprevisti e sconvolgenti eventi che hanno chiarito la tragica storia del padre, ha scritto il suo primo libro “Il ritorno a casa di Marco Moise” (2014). Si occupa attivamente di ricerche storiche sui tragici eventi della seconda guerra mondiale e sulle discriminazioni razziali. È da sempre impegnato sui temi sociali, sui diritti umani e nell’antifascismo.

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Andrea Mainardi testimonial di Acqua Farina e Fantasia!

Posted by fidest press agency su sabato, 10 febbraio 2018

Per raccontare e interpretare le gustose specialità del territorio, Lunigiana Preziosa S.r.l., la giovane azienda pontremolese che produce in modo artigianale, e in pieno rispetto dell’antica cucina della Lunigiana, testaroli, panigacci, castagnaccio, pattoncine, farinata e ceciotte con il marchio Acqua Farina e Fantasia ha scelto lo chef Andrea Mainardi con cui ha di recente firmato un accordo biennale.Lo chef e ristoratore Biondoatomico, che ha all’attivo tre anni all’Albereta di Gualtiero Marchesi sotto la guida di Andrea Berton, è noto per le sue apparizioni come chef e giurato nel programma La Prova del Cuoco, condotto da Antonella Clerici. Andrea Mainardi ha anche condotto due programmi su SKY Fox Life: “Ci Pensa Mainardi” e ” Tra 2 Fuochi”.Con lo scopo di ottenere una maggiore awareness del marchio e dei prodotti della gamma, Andrea Mainardi promuoverà in esclusiva e fino alla fine del 2019, le prelibatezze di Acqua Farina e Fantasia attraverso una serie di dodici videoricette. Inoltre, l’energico chef Mainardi presterà la sua immagine per una campagna adv dedicata ai canali di vendita ho.re.ca e consumer.Bollono in pentola tanti eventi e progetti tra cui attività di digital storytelling sui social network sia di Andrea Mainardi, sia di Acqua Farina e Fantasia; la pagina Facebook di Mainardi conta attualmente quasi 30.000 followers. Michelangelo Benelli, amministratore delegato di Lunigiana Preziosa Srl, dichiara “siamo felici che chef Mainardi faccia parte della nostra giovane e dinamica squadra e siamo convinti di ottenere, con l’aiuto della grande capacità comunicativa di Andrea, un aumento di notorietà e una riconoscibilità per le prelibatezze del nostro territorio”..

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La luce in fondo al tunnel

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 febbraio 2018

andrea-riccardiE’ uscito per le Edizioni San Paolo il volume “La luce in fondo al tunnel. Dialoghi sulla vita e la modernità” di Zygmunt Bauman, filosofo e sociologo polacco famoso per la teoria della “società liquida”, venuto a mancare il 9 gennaio 2017 a Leeds. Un testo inedito, ricco di spunti di riflessione sul presente, curato da Mario Marazziti e Luca Riccardi, con un saggio conclusivo di Andrea Riccardi. La globalizzazione produce anche ingiustizie e disuguaglianza sociale. I fenomeni migratori hanno assunto ormai una dimensione globale e, in alcuni casi, epocale. Il XXI secolo, fino a oggi, è stato caratterizzato da conflitti che hanno accresciuto la povertà in diverse aree del mondo. Nelle opulente società dell’Occidente cresce il divario tra benestanti impauriti e poveri disperati. Per vincere le sfide di questa fase storica è determinante riconquistare la capacità di dialogo e la comprensione del valore dell’uomo. Su questo terreno si è costruito il felice incontro, sia personale che di pensiero, tra Zygmunt Bauman e Papa Francesco.Il volume raccoglie la trascrizione di alcuni fra gli interventi pronunciati dal celebre sociologo polacco, teorico della società liquida, nel corso degli incontri internazionali per la pace “Uomini e Religioni”, promossi dalla Comunità di Sant’Egidio. Zygmunt Bauman, anche negli ultimi anni di vita, non ha mai rinunciato a una lucida analisi dei mutamenti sociali ed economici a livello globale, offrendo a tutti, attraverso il suo sguardo acuto, la possibilità di intravedere una strada per il futuro.Completa il volume una sua definitiva e articolata intervista, finora inedita, rilasciata a Mario Marazziti nel 2014: una summa del pensiero dello studioso, un dialogo profondo e vivace, ricco di spunti di riflessione, una “bussola” per orientarsi nel mondo della post globalizzazione.
ZYGMUNT BAUMAN Filosofo e sociologo polacco di origini ebraiche, è passato alla storia per la teoria della “società liquida”, termine da lui coniato come metafora per descrivere la società postmoderna caratterizzata dal consumismo e dalla globalizzazione. Nato nel 1925 a PoznaÅ„, ha frequentato a Varsavia la Facoltà di Sociologia dove avrebbe poi insegnato per molti anni. Nel 1968 si è trasferito in Israele, per ricoprire una cattedra all’Università di Tel Aviv, infine a Leeds, in Gran Bretagna, presso la cui Università ha insegnato Sociologia fino al 1990. Il 9 gennaio 2017 è morto a Leeds, dove aveva continuato a vivere, dedicandosi alla scrittura, allo studio e alla meticolosa osservazione della realtà.
LUCA RICCARDI è professore ordinario di Storia delle relazioni internazionali presso l’Università di Cassino e del Lazio meridionale. È specializzato nello studio della politica estera italiana del XIX e XX secolo.
MARIO MARAZZITI dirigente Rai, giornalista, editorialista del Corriere della Sera e già portavoce della Comunità di Sant’Egidio, è deputato al Parlamento Italiano. Attualmente è Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera.
ANDREA RICCARDI ha fondato, nel 1968, la Comunità di Sant’Egidio, conosciuta per il suo impegno nel campo della pace, del dialogo interreligioso e dell’evangelizzazione in oltre settanta Paesi. Storico, professore emerito di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi Roma Tre, è noto anche per i suoi studi sulla Chiesa in età moderna e contemporanea.

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A “Spazio Margutta” la valorizzazione delle eccellenze italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 febbraio 2018

falanga-marinoRoma Via Margutta, nuovo polo della moda, dell’arte e della fotografia della capitale? Un progetto, un sogno diventato ormai realtà, che ha preso vita a “Spazio Margutta” un concept innovativo nel quale la promozione di brands italiani e stranieri, si amalgama alla creatività di fashion e jewellery designers, di artisti della street art e fotografi del fashion system.Un forte background nel settore ed eterogenee esperienze dirette, sono alla base degli ideatori del format. Grazia Marino CEO della P&G Events, una delle principali realtà imprenditoriali della capitale nel campo dell’organizzazione di eventi, si occupa di progettare piani marketing per il lancio e il posizionamento di brand del settore luxury. Antonio Falanga, opera nel settore dal 1990 in qualità di produttore, organizzatore e regista. Inizia dieci anni prima come “testimonial” per diverse maison sartoriali e griffe di prèt-à-porter nazionali, esperienze da cui trae i presupposti per costituire quella che è attualmente è la sua attività di fashion producer e press office.
margutta creative district“L’idea del nostro spazio a promozione della “creatività” e della “valorizzazione” delle tradizioni artigianali, non poteva che nascere nel contesto internazionale di Via Margutta, dichiara Grazia Marino, un’arteria unica collocata nel cuore della Roma barocca, che deve la sua popolarità in tutto il mondo, al presupposto di essere stata da sempre un luogo di residenza privilegiato per artisti, uomini e donne di cultura”.“Spazio Margutta” vive uno stile preciso, di avanguardia e di unicità, un mondo sofisticato ed elegante, dove oltre ad organizzare trunk show, mostre d’arte e fotografiche, prendono corpo l’ideazione di eventi dedicati alla promozione della “Strada” come: il “Premio Margutta – La Via delle Arti” uno dei più prestigiosi appuntamenti culturali a livello nazionale che nel 2018 giunge alla sua tredicesima edizione; il “Margutta Creative District” che per tre giorni nel mese di ottobre trasforma l’intera via in un distretto creativo dedicato alla promozione del fashion, del food, del design, dell’arte e margutta creative district1della fotografia made in italy e “Passeggiando … in Via Margutta” un itinerario culturale, alla scoperta dei luoghi e dei protagonisti del ‘900 che hanno vissuto in Via Margutta, storie e aneddoti sono narrati e illustrati da uno storico d’arte durante l’esclusiva promenade. Oppure progetti finalizzati alla promozione di nuovi creativi della moda italiana, come: il “Creative District” appuntamento esclusivo del Calendario di Altaroma, pianificato in esclusive location della capitale fra queste il Chiostro dell’Angelicum e “RomaFashion White” l’unico evento nazionale nel quale creazione sartoriali di Alta Moda Sposa sfilano in una chiesa, quella di San Paolo entro le Mura di Roma.“Una precisa romafashionconoscenza del mondo dell’informazione, dai canali più tradizionali: stampa cartacea, televisione e radio, ai new media: web, blog e social network sono alla base dell’ulteriore attività di “Spazio Margutta” quella del “Press Office”. Anticipare i trend della comunicazione, creare occasioni e sinergie in diversi settori, elaborando strategie mirate sono la base del nostro lavoro, dichiara Antonio Falanga, da anni mettiamo a disposizione di brand, designer e professionisti del settore la nostra esperienza, la nostra competenza e la nostra visione di comunicazione e marketing”.
Per “Spazio Margutta” il legame profondo tra radici e contemporaneità, ricerca e innovazione, ha quindi come settore trainante “Il Mondo dei Creativi” una tendenza per la quale gli obiettivi primari si focalizzano sulla valorizzazione delle eccellenze e sulla promozione di binomi culturali come: “Moda&Arte” “Moda& Fotografia” “Moda&Design” e “Moda&Food”. (foto: via margutta, falanga-marino, margutta creative district)

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Le valigie di Bric’s viaggiano verso i mercati internazionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 febbraio 2018

bricsBNL Gruppo BNP Paribas e SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, hanno perfezionato un’operazione di finanziamento da 700mila euro per sostenere i piani di crescita internazionale del noto brand di valigeria di lusso Bric’s.La linea di credito, erogata da BNL e garantita da SACE, è finalizzata a sostenere i costi connessi all’espansione del gruppo comasco sui mercati esteri, in particolare Europa, Asia e Stati Uniti. Bric’s è un’azienda da sempre orientata ai mercati internazionali come dimostrano anche i rapporti di lungo corso con SIMEST che ha supportato l’azienda nei suoi piani di espansione in Nord America. “Grazie al supporto di SACE SIMEST, siamo stati in grado di affrontare con successo l’espansione della nostra azienda nei mercati esteri, in particolare negli Stati Uniti dove abbiamo visto crescere sempre di più la notorietà del brand Bric’s – ha dichiarato l’Amministratore delegato Maria Angela Briccola-. “In particolare il sostegno di SIMEST negli anni precedenti il 2008 è stato fondamentale per far fronte alle difficoltà congiunturali della crisi finanziaria in corso”. Bric’s, azienda storica nell’area del lago di Como, è attiva dal 1952 nella produzione di valigeria, borse da viaggio, selleria in pelle. L’azienda, che si rivolge a una fascia medio-alta del mercato veicolando valori chiave come qualità, artigianalità e funzionalità, è diventata negli anni un marchio leader nel settore. Con un’anima internazionale Bric’s è presente attraverso i suoi numerosi punti vendita sia in Italia sia all’estero, in particolare in Germania, Cina, Stati Uniti e Corea del Sud, dove realizza oltre il 50% del suo fatturato. (foto: brics)

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A Rare Fauve View of the Thames by André Derain

Posted by fidest press agency su martedì, 6 febbraio 2018

André DerainLondon – André Derain’s Londres: la Tamise au pont de Westminster (1906-07, estimate: £6,000,000-9,000,000) will star in Christie’s Impressionist and Modern Art Evening Sale on 27 February, launching ‘20th Century at Christie’s’, a series of auctions that take place in London from 20 February to 7 March 2018. One of 29 recorded paintings of London that Derain painted across 1906 and 1907, it comes to auction alongside the exhibition ‘Impressionists and London’ currently on view at London’s Tate Britain. Londres: la Tamise au pont de Westminster is captured from the Albert Embankment, portraying the Thames, the Palace of Westminster, Westminster Bridge and, in the background, the pyramidal silhouette of Whitehall Court. As with all of the works in this series, the British capital is saturated in radiant colour. The expansive grey waters of the Thames are transformed into a mosaic of shimmering yellow, blue and turquoise; the sunlit sky rendered in an iridescent patchwork of blues and pinks. The painting will be on view in Hong Kong from 5 to 8 February and New York from 12 to 14 February 2018 before being exhibited in London from 20 to 27 February 2018. Keith Gill, Head of Sale, Impressionist and Modern Art Evening Sale, Christie’s, London: “Derain’s time spent in London saw him produce some of the most revolutionary works of his career. With its blazing colour, radical means of execution and structure, Londres: la Tamise au pont de Westminster is a magnificent painting that takes its place within the esteemed artistic lineage of Turner, Whistler and Monet, all of whom had depicted London in their art. Among the most iconic works of Fauvism, many of this rare series of London paintings are now housed in museum collections across the world, including the Musée d’Orsay, Paris; Museum of Modern Art, New York; The Metropolitan Museum of Art, New York; and the Tate Gallery, London, where a selection of other works from this groundbreaking London series are currently on view in the exhibition, ‘Impressionists in London’. Following the widely acclaimed exhibition of Derain’s work of this period at the Centre Pompidou, Paris, we are honoured to present this rare Fauvist work in our Evening Sale in London.” (photo: André Derain)

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Libro: L’incontro

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 febbraio 2018

l'incontroÈ una fredda sera di aprile nell’alta valle del Weissach, sul confine alpino. La primavera tarda ad arrivare e sui prati, davanti al complesso dei Wallberg Apartments, c’è ancora la neve. Reither non è un tipo da inverno, ma l’autunno precedente ha liquidato la Reither-Verlag, la sua piccola casa editrice, e con il ricavato è riuscito a voltare le spalle alla metropoli e a trasferirsi in quell’appartamento con vista sui monti, dove intende godersi la pensione in solitudine. In compagnia di una buona bottiglia di rosso pugliese, si appresta a leggere un libro senza titolo, quando avverte dei passi inquieti davanti alla porta di casa, come di qualcuno che cammini avanti e indietro, pensoso, prima di annunciarsi attraverso una scampanellata breve e decisa. Davanti allo zerbino, lí in piedi con un vestito estivo e un elegante paio di sandali verde menta, c’è una donna piú giovane di lui, ma non drammaticamente piú giovane. Ha gli occhi grigio azzurro, i capelli color guscio di pistacchio, il naso con le alette delicate e una bocca pallida e piena. È Leonie Palm, la presidentessa del circolo di lettura del complesso. Leonie aveva un negozio di cappelli in città, ma poiché non ci sono ormai piú facce adatte a un cappello è stata costretta a chiudere. Ora si dedica alla scrittura, insieme alle lettrici del circolo. Scrivono tutte e da Reither vorrebbero un parere, che ascolti almeno una pagina e dica: Se ne potrebbe fare qualcosa. Oppure scuota la testa in segno di diniego, mettendo fine alle loro illusioni.
Reither fa accomodare Leonie, le versa da bere, le offre da fumare. Tra di loro scatta un’immediata sintonia, un’intesa cosí forte da portarli, contro ogni previsione, a partire in piena notte per raggiungere il lago Achensee e aspettare, sulle sue rive, che sorga il sole. Ma una volta in macchina, dopo aver scrostato la neve dai vetri e avviato il motore, Reither e Leonie decidono di proseguire oltre l’Achensee, giú nella valle dell’Inn, verso l’Italia, in un viaggio folle in cui nuove avventure e incontri – soprattutto quello con una bambina che non parla – faranno riemergere antichi tormenti: le perdite subite, il mancato ruolo di genitori, la paura di amare e di mettersi in gioco. In un romanzo indimenticabile, vincitore del «Deutscher Buchpreis 2016», il piú importante Premio letterario tedesco, Bodo Kirchhoff narra della possibilità dell’amore e, insieme, di una doppia impossibilità: l’impossibilità di abbandonarsi completamente all’altro e, insieme, di soccorrerlo senza esitazioni.
Bodo Kirchhoff è nato il 6 luglio 1948 ad Amburgo. È autore di numerosi romanzi apprezzati dalla critica e dal pubblico. Vive a Francoforte sul Meno e sul lago di Garda in Italia, con la moglie e due figli. Traduzione dal tedesco di Riccardo Cravero Euro 16,00 208 pagine.Neri Pozza Editore.
(foto: L’incontro)

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Libro: Mia cugina Rachele

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 febbraio 2018

mia cugina racheleCornovaglia, metà Ottocento. Rimasto orfano a diciotto mesi, dopo la morte improvvisa dei genitori, Philip Ashley viene cresciuto dal cugino Ambrose, uno scapolo impenitente e non privo di una buona dose di misoginia. Per anni il loro ménage familiare scorre sereno e tranquillo e vano risulta qualsiasi tentativo da parte di amici e conoscenti di spingere Ambrose verso le gioie domestiche del matrimonio.
Grande è, perciò, lo stupore di Philip nel ricevere una lettera da Firenze, dove da qualche anno Ambrose si reca a svernare per motivi di salute, in cui il cugino gli comunica di aver sposato una lontana parente, la cugina Rachele, vedova di un nobile italiano che è stato ucciso in un duello, lasciandola con un mucchio di debiti e una grande villa vuota.
Quando le lettere di Ambrose dall’Italia assumono i toni sempre più confusi e drammatici di un uomo spaventato, lo sconcerto di Philip si trasforma in un’apprensione tale da spingerlo a raggiungere al più presto la città toscana. A Firenze, però, lo aspetta un’amara realtà: Ambrose è deceduto in seguito a un male che lo ha consumato in breve tempo, e Rachele è partita subito dopo il funerale, chiudendo la villa e portando via con sé tutti gli effetti personali del defunto.
Rientrato in Cornovaglia, Philip si macera nell’odio nei confronti della cugina Rachele, che si figura come una creatura grottesca e mostruosa capace, davanti al corpo di Ambrose, di afferrare le sue cose, infilare tutto nei bauli e sgusciare via col fare di un serpente. Ma ogni certezza vacilla quando Rachele giunge all’improvviso in Cornovaglia per restituire a Philip gli averi di Ambrose. Intenzionato ad accoglierla con freddo cinismo, se non con aperta ostilità, il giovane si ritrova, turbato e stupefatto, dinanzi a una donna molto diversa da quella che ha agitato le sue veglie e i suoi sogni per mesi. Ma chi si cela, davvero, dietro quella affascinante vedova dai lineamenti belli e regolari e dagli occhi grandi? Una donna che ha perduto l’uomo che amava o una potenziale assassina a caccia di denaro? Con Mia cugina Rachele Daphne du Maurier, maestra indiscussa di suspense, torna alle sinistre ed eccitanti atmosfere di Rebecca, la prima moglie, consegnando al lettore un romanzo dal ritmo serrato che, attraverso personaggi magistralmente descritti, dipana la sua trama in un crescendo di inquietudine.
Daphne du Maurier (Londra, 1907 – Par, 1989) è stata una scrittrice britannica di origini francesi. Sposata dal 1932 con il maggiore, e poi segretario di Stato, Sir Frederick Arthur Montagne Browning, ha vissuto tra Londra, la Cornovaglia e Alessandria d’Egitto, dove ha scritto Rebecca, la prima moglie, la sua opera più conosciuta, portata sul grande schermo da Alfred Hitchcock.
MIA CUGINA RACHELE di Daphne Du Maurier Traduzione di Marina Morpurgo Euro 17,00 Pagine 384 Neri Pozza Editore. (foto: mia cugina rachele)

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Libro: GLI AQUILONI, Romain Gary

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 febbraio 2018

GLI AQUILONIÈ un giorno d’ombra e sole degli anni Trenta quando, dopo essersi rimpinzato e assopito sotto i rami di una capanna, Ludo scorge per la prima volta Lila, una ragazzina biondissima che lo guarda severamente da sotto il cappello di paglia. Ludo vive a Cléry, in Normandia, con suo zio Ambroise, «postino rurale» tornato pacifista dalla Grande guerra e con una inusitata passione: costruire aquiloni. Non è un costruttore qualunque. Da quando la Gazette di Honfleur ha ironicamente scritto che gli aquiloni dell’«eccentrico postino» avrebbero reso famosa Cléry «come i pizzi hanno costituito la gloria di Valenciennes, la porcellana quella di Limoges e le caramelle alla menta quella di Cambrai», Ambroise è divenuto una celebrità. Belle dame e bei signori accorrono in auto da Parigi per assistere alle acrobazie dei suoi aquiloni, sgargianti strizzatine d’occhio che il vecchio normanno lancia in cielo. Anche Lila vive in Normandia, benché soltanto in estate. Suo padre non è, però, un «postino spostato». È Stanislas de Bronicki, esponente di una delle quattro o cinque grandi dinastie aristocratiche della Polonia, detto Stas dagli amici dei circoli di giocatori e dei campi di corse. Un finanziere che guadagna e perde fortune in Borsa con una tale rapidità che nessuno potrebbe dire con certezza se sia ricco o rovinato.
L’incontro infantile con Lila diventa per Ludo una promessa d’amore che la vita deve mantenere. Il romanzo è la storia di questa promessa, o dell’ostinata fede di Ludo in quell’incontro fatale. Una fede che non viene meno nemmeno nei drammatici anni dell’invasione tedesca della Polonia, in cui Lila e la sua famiglia scompaiono, e Ludo si unisce alla Resistenza per salvare il suo villaggio dai nazisti, proteggere i suoi cari e ritrovare la ragazzina biondissima che lo guardava severamente da sotto un cappello di paglia. Neri Pozza Editore. Traduzione dal francese di Giovanni Bogliolo Euro 14,00 352 pagine.
Romain Gary (pseudonimo di Romain Kacev) nacque nel 1914. A trent’anni, Gary è un eroe di guerra (gli viene conferita la Legion d’honneur), scrive un romanzo, Educazione europea (Neri Pozza, 2006), che Sartre giudica il miglior testo sulla resistenza, gli si aprono le porte della diplomazia. (foto: GLI AQUILONI)

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Libro: LIZZIE, Eva Wanjek

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 febbraio 2018

LIZZIE, Eva WanjekNella Londra vittoriana della metà del xix secolo, una congrega di giovani pittori, accomunati dall’avversione per l’arte ufficiale, desta l’attenzione generale della cultura britannica e l’apprezzamento di critici del valore di John Ruskin. Si fanno chiamare Confraternita dei Preraffaelliti. Ne fanno parte artisti di talento come William Hunt, John Everett Millais e Walter Howell Deverell. Ma è soprattutto la loro guida, il giovane Dante Gabriel Rossetti, a colpire per l’audacia e la modernità del suo pensiero e delle sue opere. Rossetti è ossessionato dalla ricerca della modella perfetta, una donna capace di incarnare il suo ideale di bellezza e tramutarsi nella sua Beatrice, nella sua Madonna, nella sua Eva.
L’affannosa ricerca termina il giorno in cui Deverell incontra per strada la ventenne Elizabeth Siddal. Sottile e flessuosa come un ramoscello di salice, Lizzie, nonostante le umili origini, appare affascinante e irraggiungibile come una regina. Deverell la presenta agli altri Preraffaelliti, che ne restano rapiti. Esile e pallida, i capelli fulvi che gettano scintille, la ragazza diviene presto la modella prediletta del gruppo, posando per opere destinate a diventare capolavori dell’arte, come l’Ophelia di Millais. Per Rossetti, tuttavia, Lizzie non rappresenta soltanto la musa ispiratrice tanto attesa, ma una Beatrice con cui instaurare un legame totalizzante fatto di arte e passione, tormento e ossessione. Il suo studio diventa il luogo dove Lizzie trascorre tutto il suo tempo, divenendo al contempo modella, allieva e amante. Nei mesi e negli anni successivi alle loro nozze, celebrate dopo un lungo e travagliato fidanzamento, la relazione di profonda dipendenza tra i due mostra, tuttavia, i suoi risvolti oscuri: bugie, silenzi, tradimenti, recriminazioni e massicce dosi di laudano, di cui entrambi fanno largo uso.
Impeccabile romanzo storico, Lizzie illumina un periodo centrale della storia dell’arte moderna, offrendo nello stesso tempo un mirabile ritratto di Elizabeth Siddal, una donna forte e fragile, insieme, partecipe fino in fondo della creatività e dell’autodistruzione che segnarono la vita di uno dei grandi protagonisti della pittura del xix secolo.
Eva Wanjek è lo pseudonimo di Martin Michael Driessen e Lisbeth Lagemaat. Martin Michael Driessen (1954) è un regista teatrale, traduttore e scrittore olandese, autore di romanzi e racconti selezionati nei più prestigiosi premi letterari del Paesi Bassi. Lisbeth Lagemaat (1962) è una poetessa, giornalista e attrice olandese, autrice di raccolte poetiche che hanno ricevuto importanti riconoscimenti.Traduzione dall’olandese di Stefano Musilli Euro 18,00 464 pagine. Neri Pozza Editore (foto: LIZZIE, Eva Wanjek)

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Libro: IN, Natsuo Kirino

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 febbraio 2018

Natsuo KirinoSopprimere, ovvero recidere ogni legame con l’altro per volontà personale e annientare il suo cuore attraverso l’indifferenza, l’abbandono, la fuga e quant’altro. È il tema che ossessiona da qualche tempo la scrittrice Suzuki Tamaki, al punto tale da farne l’oggetto del romanzo che ha in animo di scrivere, intitolato L’indecenza. L’ossessione le è sorta il fatidico giorno in cui ha aperto le pagine de L’innocenza, un romanzo degli anni Cinquanta in cui il celebre autore, Midorikawa Mikio, narra con disarmante sincerità di X, la sua amante, e la ritrae come l’origine di tutti i mali della sua famiglia, colei che ha fatto sí che Chiyoko, sua moglie, si perdesse totalmente nei meandri bui della follia a causa della sua violenta gelosia.
Quando si imbatte in alcune vecchie immagini di Midorikawa in compagnia di una ragazza, Ishikawa Motoko, credendo di poter dare un nome alla misteriosa X de L’innocenza, Tamaki si ritrova al cospetto della donna, ormai sessantaquattrenne.
Pelle luminosa, guance rosee e neanche l’ombra di una ruga intorno agli occhi, Motoko ha un volto da eterna ragazza cosí bello e irreale da sembrare un essere venuto da un altro mondo. La sua confessione sgomenta Tamaki: Midorikawa l’ha sedotta che era appena una graziosa e incantevole fanciulla, ha piantato le tende in casa sua per ben sei anni esasperando il suo desiderio, poi quando lei è cresciuta l’ha abbandonata, imprigionandola per sempre nella sua verginità.
Ishikawa Motoko non può dunque essere X. La ricerca di Suzuki Tamaki sembra a un punto morto. Chi è quella donna senza volto e senza nome diventata famosa grazie a un romanzo, ma evanescente come un fantasma? E, soprattutto, chi è davvero Midorikawa Mikio? Un essere estremamente egocentrico che annienta il cuore degli altri? Un uomo crudele e spregevole che recide i suoi legami con studiata indifferenza? Abilissima come sempre nel tratteggiare la psicologia dei suoi personaggi, Natsuo Kirino consegna con In un romanzo impeccabile, di alto valore letterario, che ne conferma il ruolo di autrice di assoluto rilievo della letteratura giapponese contemporanea. Traduzione dal giapponese di Gianluca Coci Euro 18,00 384 pagine. Neri Pozza Editore (foto: Natsuo Kirino)

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Libro: frammenti di un discorso interrotto

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 febbraio 2018

frammenti«Vi sono stati, in quei giorni, tra me e te, momenti d’amore muto, disarmato, silenzioso. Una sera, salutandoti prima del sonno, ci baciammo in modo soave, e staccandoci avevamo gli occhi lucidi.
Avrei voluto dormire come un cane sul tappeto vicino al tuo letto. Non te l’ho domandato perché avevo paura che tu capissi che l’irreparabile era vicino». Nel 1982, un anno dopo la morte di Lea Quaretti, Neri Pozza compone questo commovente racconto che, muovendo dagli ultimi istanti di vita della moglie, narra la storia del loro lungo sodalizio amoroso, intellettuale, artistico. Sono pagine scritte come una sorta di elaborazione del lutto, ma che, segnate dalla sincerità che ogni grande perdita richiede, costituiscono uno dei più struggenti congedi dall’amata che il nostro secondo Novecento ci ha lasciato. Un addio al modo d’essere, unico, irripetibile, insostituibile della compagna di una vita, e alle piccole cose da lei lasciate: i libri estrosamente distribuiti negli scaffali, i sassi raccolti nella spiaggia del Lido di Venezia dopo le burrasche e posti in una vetrina, i guanti, bellissimi, bene ordinati in una scatola, il cappellino di velluto con l’aletta rovesciata, l’abito di seta blu a pallini bianchi… Un canto all’esistenza in cui si è capaci di riempire i vuoti insieme in «modo felice e amoroso».
Neri Pozza nacque a Vicenza il 5 agosto 1912. Iniziò la propria attività come scultore nel 1933 seguendo l’esempio del padre, Ugo Pozza. Nell’ampia produzione è forte il richiamo di Arturo Martini e di Marino Marini. Espose alla Biennale di Venezia nel 1952 e nel 1958, alla Quadriennale di Roma e ancora alla Biennale veneziana della grafica. Nell’attività letteraria Pozza si distinse con volumi quali Processo per eresia (1970), Premio selezione Campiello, Comedia familiare (1975), Tiziano (1976), Le storie veneziane (1977), Una città per la vita (1979), Vita di Antonio, il santo di Padova e alcuni scritti sulla memorie della Resistenza come Barricata nel Carcere. Nel 1946 fondò la casa editrice che porta ancora il suo nome. Morì a Vicenza il 6 novembre 1988.Euro 12,50 120 pagine. Neri Pozza Editore(foto. frammenti)

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Pablo Picasso’s ‘Mousquetaire et nu assis’ will be a leading highlight of the Impressionist and Modern Art

Posted by fidest press agency su sabato, 3 febbraio 2018

picasso pabloLondon – Pablo Picasso’s masterpiece Mousquetaire et nu assis (1967, estimate: £12,000,000-18,000,000) will be a leading highlight of Christie’s Impressionist & Modern Art Evening Sale, in London on 27 February 2018, part of ‘20th Century at Christie’s’, a series of sales that take place from 20 February to 7 March 2018. Painted with gestural, lavishly and passionately applied brushstrokes, it is among the first of the triumphant musketeers that appeared in Pablo Picasso’s art in 1967. This iconic figure is accompanied by a sensuous, seated nude. With her shock of dark hair, hieratic posture, and her large, all-seeing almond-shaped eyes, there is no question as to the identity of this woman: she is Jacqueline, the artist’s final, great love, muse and wife, whose presence permeated every female figure in this final chapter of Picasso’s life. With one eye towards the Old Masters and another towards contemporary art, Picasso shows himself still challenging the history of art, carrying out iconoclastic attacks, plundering the past and doing so in a strikingly fresh, gestural way. Steeped in eroticism, a sense of painterly bravado, and pulsating with a vital sense of energy, this painting paved the way for the themes, style and execution that would come to define this late phase of Picasso’s oeuvre. Mousquetaire et nu assis will be on view in Hong Kong from 5 to 8 February and New York from 12 to 14 February 2018 before being exhibited in London from 20 to 27 February 2018.
Keith Gill, Head of Sale, Impressionist and Modern Art Evening Sale, Christie’s, London: “Picasso’s late career was defined by sensuous paintings in which he cast himself as the virile artist alongside his voluptuous lover. The allegorical figures were used by Picasso not only to reference fictitious characters but were a means by which he could situate himself firmly within the art historical canon alongside the likes of Rembrandt, El Greco, Velázquez and Goya. He seemed to have a sense of urgency to his work in this period, as if trying to beat the passage of time, a feeling that is evidenced by the dense brushwork and bold gestures of ‘Mousquetaire et nu assis’. It is a privilege to present the painting as a leading highlight in the Impressionist and Modern Art Evening Sale.” (photo: picasso pablo)

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Da Torre Alfina Blues Festival nasce “Guitare mon amour”

Posted by fidest press agency su sabato, 3 febbraio 2018

Guitare mon amourGuitare mon amour è un disco che nasce da due registrazioni live fatte al Festival blues di Torre Alfina, alla sua tredicesima edizione. L’evento ha dimostrato avere una considerevole componente artistica, con ospiti importanti come Chris Cain, Thornetta Davis, Earl Thomas e molti altri sia italiani che internazionali. In due edizioni del festival, precisamente nel 2012 e nel 2015, il fautore di tutto questo Marco Vannozzi è riuscito ad invitare sei importanti e storici chitarristi italiani e dalle registrazioni delle due serate è nato questo progetto, che raccoglie i brani eseguiti nel corso dello spettacolo.
Il cd nasce, inoltre, con l’intento di riunire questi famosi artisti, che, nel corso della loro carriera, hanno in gran parte scritto la storia della musica italiana, sia per tracciare il percorso dell’evoluzione dello strumento dagli anni ’60 in poi, sia per il piacere di fare rock-blues insieme, magari liberi di ripercorrere quei brani che tanto sono stati formativi per la loro evoluzione artistica.I protagonisti del disco sono 7 chitarristi di fama nazionale ed internazionale: Mario Schilirò, chitarrista storico di Zucchero, Venditti e tanti altri; Nicola Distaso, che ha suonato praticamente con tutto il panorama musicale italiano: dalla Bertè, Patty Pravo, a Renato Zero fino a collaborare con Massimo Ranieri; Sergio Endrigo, nonché storico componente dei Libra; Rocco Zifarelli, chitarrista jazz rock e membro permanente dell’orchestra del maestro Ennio Morricone; Massimo Fumanti, chitarrista di Renato Zero e Mia Martini; Simone Sello, chitarrista di molti artisti tra cui Vasco Rossi; Luca Casagrande, importante chitarrista blues romano.Non meno importante la houseband che ha supportato questi due concerti composta da: Francesco Isola alla batteria, (Marco Masini, collaborazioni Inghilterra dove ha vissuto per qualche anno); alle tastiere Andrea Rongioletti, attuale tastierista di Laura Pausini e protagonista di tantissime trasmissioni televisive; Marco Vannozzi, al basso, storico collaboratore Antonello Venditti e altri artisti come Renato Zero, Shell Shapiro, Federico Salvatore, Harold Bradley, nonché componente del gruppo Stradaperta.Al canto troviamo: Fulvio Tomaino, Mark Shattuk e Serena Ottardo.
Lo spirito che ha pervaso questa avventura musicale non era finalizzato a dimostrare la completezza tecnica acquisita negli anni di carriera, piuttosto la voglia di fare musica insieme, per ricreare l’atmosfera magica dei grandi concerti vissuti in passato e soprattutto cercare di trasmetterla al pubblico, in cerca di quella emozione che è il momento più esaltante per una performance artistica.
Ma senza dare troppe anticipazioni vi invitiamo ad acquistare questo imperdibile cofanetto per ascoltare brani di grande talento artistico e musicale, remake di grandi pezzi di fama nazionale ed internazionale. (foto: Guitare mon amour)

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Voci di scrittori arabi di ieri e di oggi

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 febbraio 2018

voci di scrittori arabiRoma Venerdì 2 febbraio ore 17.00 c/o Istituto per l’Oriente C.A. Nallino Via Alberto Caroncini, 19 (2°piano) Presentazione del libro Voci di scrittori arabi di ieri e di oggi A cura di Isabella Camera d’Afflitto. Quando si pensa ai racconti provenienti dall’area dei paesi arabi viene subito alla mente Le mille e una notte. Molto meno nota per i lettori italiani è la produzione letteraria contemporanea, assolutamente ricca e interessante, fondamentale per comprendere una realtà percepita come lontana. Una lacuna che questo volume si propone di colmare fornendo una panoramica sulla letteratura araba del Novecento attraverso le voci dei suoi autori più significativi: originari del Nord Africa e del Vicino Oriente, sono esponenti che appartengono a generazioni diverse della cultura laica, islamica o cristiana. Maestri del racconto, alcuni di questi scrittori sono stati tradotti in Italia, come l’egiziano Nagìb Mahfùz, premio Nobel per la letteratura, la siriana Ghada Sammàn e il palestinese Ghassàn Kanafani; ma i più sono invece ancora da scoprire e da conoscere.
I trentacinque racconti brevi qui pubblicati – veri e propri classici del genere – affrontano con stili molto diversi una molteplicità di temi: dalla spiritualità alla tradizione, dal rapporto tra sessi alla miseria, ai tentativi di una coesistenza interetnica, all’esilio. Ma anche argomenti moderni e originali come l’enigma della psiche umana, il disagio mentale e l’alienazione. Una lettura quanto mai necessaria per capire un mondo sempre più vicino a noi.
Isabella Camera d’Afflitto (Salerno, 1948) È fra i massimi arabisti italiani, docente di Lingua e letteratura araba alla Sapienza di Roma e all’Orientale di Napoli. È autrice dei testi Letteratura araba contemporanea e Cento anni di cultura palestinese (foto: voci di scrittori arabi)

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Festival Ticino Musica: da marzo Aspettando il Festival di luglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 febbraio 2018

SONY DSCTicino Musica2E’ stata presentata la ventiduesima edizione del Festival Ticino Musica, che si terrà dal 18 al 31 luglio in vari luoghi del Canton Ticino, con oltre 70 appuntamenti (tra récital solistici e cameristici di grandi e giovani maestri, openclass, concerti di musica contemporanea, rappresentazioni di opera lirica, presentazioni, seminari e mostre), per la maggior parte gratuiti.
Ma già a partire dal mese di marzo Ticino Musica ha in programma una serie di appuntamenti gratuiti che accompagneranno il pubblico verso il Festival vero e proprio. Primo appuntamento il 25 e il 26 marzo, quando si terranno le selezioni finali dei cantanti che parteciperanno all’Opera Studio, l’unica produzione operistica che nasce e si sviluppa interamente nella Svizzera italiana: tramite un bando internazionale, cui rispondono mediamente 300 cantanti da OLYMPUS DIGITAL CAMERAtutto il mondo, vengono realizzate audizioni per selezionare un doppio cast che verrà guidato da un team d’eccezione (Umberto Finazzi, direzione musicale – Marco Gandini, regia – Claudio Cinelli, scenografia e costumi) al fine di realizzare, al termine di un mese di intenso lavoro con “base” a Mendrisio, le 5 recite de “L’italiana in Algeri“ di Gioacchino Rossini previste dal cartellone del Festival. L’orchestra è composta da musicisti diplomati del Conservatorio della Svizzera italiana, a loro volta selezionati tramite audizione.
Poi il 29 aprile i vincitori delle selezioni si esibiranno in un concerto di gala presso la Hall del LAC (dedicato al fondatore del Festival Janos Meszaros, di cui quel giorno ricorre l’85° anniversario della nascita); il 29 maggio sarà la volta del tradizionale “Concerto degli amici”, promosso dal Circolo Amici di Ticino Musica con il “Trio Insolito” (soprano, fagotto e organo); il 18 giugno prenderà avvio il percorso di Opera Studio con la possibilità per il pubblico di assistere ad ogni prova, nonché, il 15 luglio, all’antegenerale, primo assaggio “completo” del capolavoro rossiniano. (foto: ticino musica)

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