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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Archive for the ‘scuola/school’ Category

Scuola: Sostegno record

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 settembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl dato è contenuto nel Focus che il Miur pubblica sul sostegno all’inizio di ogni anno scolastico all’interno del dossier “Anticipazione sui principali dati della scuola statale”. I posti di docenti istituiti per l’a.s. 2017/2018 – scrivono da Viale Trastevere – sono complessivamente 819.049, di cui 680.200 sono posti comuni e 138.849 sono posti di sostegno. I posti comprendono sia l’organico dell’autonomia che l’adeguamento di detto organico alle situazioni di fatto; per il sostegno sono comprese anche le deroghe. Occorre ricordare, infine, che l’adeguamento dell’organico alle situazioni di fatto per la parte delle deroghe per il sostegno è in via di consolidamento e pertanto i dati sono provvisori.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Abbiamo 100mila docenti in organico di diritto, ma ce ne sono almeno 40mila con i contratti in deroga fino al 30 giugno. Sono supplenze annuali che si trascinano da anni, con tutti i problemi che una scelta del genere comporta. Ad iniziare dal disagio che si procura agli alunni. Si è tanto parlato di riforma del sostegno, ma, a parte le chiacchiere, ci ritroviamo sempre con un posto su tre ogni anno da assegnare. Inoltre, tanti docenti specializzati attendono ancora di essere convocati. Eppure la scuola è cominciata da una settimana e la Ministra aveva pure promesso che le supplenze si sarebbero concluse entro il 15 settembre scorso.Per cercare di trovare delle soluzioni a questi problemi, lo stesso presidente Anief, Marcello Pacifico, ha scritto in questi giorni alle scuole e alle famiglie, rilanciando l’iniziativa “Sostegno: non un’ora di meno!”: “l’obiettivo è ottenere il rispetto del diritto allo studio e all’integrazione scolastica dei nostri figli e dei nostri alunni che, attraverso certificazioni idonee, devono ottenere quanto previsto dalle normative vigenti a loro tutela”. I genitori, guidati dai referenti Anief, possono chiedere la documentazione utile per il ricorso: “tutti i docenti, gli ATA e i Dirigenti Scolastici possono partecipare attivamente alla nostra iniziativa informando le famiglie”.

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Scuola: Cambia il percorso per diventare docente

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneCon la riforma della Buona Scuola, entro pochi mesi entreranno a regime i nuovi percorsi, diversificati a seconda se si è docente precario abilitato (G.R.A.M.E.), non abilitato ma con tre anni di supplenze svolte negli ultimi otto oppure semplicemente laureato (24 CFU). Sulla base del nuovo sistema (dopo la fase transitoria: svuotamento GaE e assunzioni da concorso 2016, concorso per abilitati e concorso per non abilitati con 3 anni di servizio), gli aspiranti docenti devono partecipare al concorso, superato il quale accederanno al percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio (FIT). Per accedere al concorso saranno necessari la laurea e il possesso di 24 CFU nelle discipline antro-psico-pedagogiche. Solo al termine del percorso, che ha natura selettiva, gli aspiranti docenti verranno immessi in ruolo. Chi verrà ritenuto idoneo non entrerà in ruolo prima del 2022, dopo una lunga ed estenuante formazione durante la quale sono previste supplenze a stipendio ridotto. Secondo il sindacato Anief, non c’era bisogno di introdurre questo cervellotico modello di reclutamento per stabilizzare dei precari con 36 mesi di servizio, come ci dice l’Unione Europea dal 1999 e come ribadito quest’anno a Bruxelles. Perché stiamo parlando di docenti già scelti e pronti. Anche coloro che non lo sono, ma con esperienza sul campo, si sarebbero potuti formare senza introdurre il criterio selettivo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Vi sono molti aspetti del nuovo percorso che porta a fare l’insegnante che ci lasciano perplessi: al di là dell’inutilità delle prove e della formazione per tutti quelli che oggi sono già abilitati, oltre che ai tempi lunghi, non comprendiamo per quale motivo nessun percorso è stato attivato per gli Insegnanti Tecnico Pratici, ovvero quei docenti che prestano servizio negli istituti superiori per lo svolgimento delle attività laboratoriali: è una contraddizione di non poco conto visto che tali attività, collegate con l’alternanza scuola-lavoro, sono uno dei punti fermi della riforma Renzi-Giannini approvata nel luglio del 2015. Del tutto ignorati, per quanto riguarda sempre la nuova formazione, sono anche i maestri d’infanzia e primaria. Il sindacato è pronto, pertanto, a presentare nuovi ricorsi. Si ricorda che Eurosofia, in collaborazione con Anief e Unipegaso, consente agli aspiranti docenti di acquisire i 24 CFU quali requisiti d’accesso per il prossimo Concorso a cattedra (Fit).

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A Erice una scuola internazionale di alta formazione sullo sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

DSCN1378Si affiancherà ai contenuti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La proposta è dei due docenti dell’Università di Parma Alessio Malcevschi e Stefano Parmigiani, che l’hanno avanzata nel corso della 50esima edizione degli International Seminars on Planetary Emergencies di Erice, dedicata a The Project of Mankind (progetto per l’umanità). L’idea è stata accolta, e si sta lavorando per consentirne la partenza dalla prossima primavera.Lo scopo principale della scuola sarà quello di far conoscere agli studenti (accademici, dottorandi di ricerca, manager di imprese pubbliche e private), attraverso un approccio interdisciplinare, le interconnessioni esistenti tra degrado ambientale, implicazioni geopolitiche e possibili iniziative socio-politiche, economiche e ambientali che devono essere messe in atto dalle istituzioni e dal mondo dell’impresa per costruire e consentire un futuro sostenibile per l’umanità.
Alla 50esima edizione degli International Seminars on Planetary Emergencies di Erice, che si è svolta dal 18 al 24 agosto al Centro di cultura scientifica «Ettore Majorana» diretto dal Prof. Antonino Zichichi, hanno partecipato oltre novanta ricercatori esperti provenienti sia da ambiti scientifico-tecnologici (fisici, chimici, biologi, ecologi, climatologi, ingegneri, economisti) sia da ambiti relativi alle scienze umanistiche (antropologi, psicologi sociali, scienze politiche): ricercatori di 88 Università in rappresentanza di 30 nazioni.Oltre ai prof. Malcevschi e Parmigiani (entrambi del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale), ai Seminari di Erice hanno partecipato anche altri due docenti dell’Università di Parma: il prof Antonio Montepara (Dipartimento di Ingegneria e Architettura) e la prof Paola Palanza (Dipartimento di Medicina e Chirugia). I quattro docenti dell’Ateneo sono stati invitati a partecipare all’organizzazione di sessioni plenarie in cui sono stati presentati i risultati di ricerche su alcune delle emergenze planetarie. Come membri dei Permanent Monitoring Panels (PMP, gruppi di monitoraggio permanente) delle 72 emergenze planetarie identificate nel progetto Mankind, hanno avuto il compito, insieme ai colleghi di tutto il mondo, di “monitorare” lo stato delle conoscenze e proporre possibili strategie di azione. Il prof. Montepara è membro del PMP “Mitigation of Catastrofic Events”, la prof. Palanza del PMP “Mother and Child”, il prof. Parmigiani del PMP “Pollution” e, insieme al prof. Malcevschi, del PMP “Sustainable Development”.A partire dalla considerazione che il modello attuale di sviluppo è insostenibile dal punto di vista sociale, ambientale, economico, lo scopo dell’appuntamento è stato quello di far incontrare e confrontarsi tra loro studiosi di diverse discipline per capire come lavorare insieme per difendere la Terra e assicurare un futuro migliore alle generazioni che verranno. Molti gli argomenti discussi sia nelle sessioni plenarie sia all’interno dei PMP: tra questi l’evoluzione del clima e la sua relazione con modelli sostenibili di sviluppo, la scienza delle reti complesse, i rischi per la salute umana derivanti dall’esposizione agli inquinanti ambientali per madri e figli, il futuro della cybersicurezza e dell’energia nucleare.Il prof. Parmigiani (Direttore della International School of Ethology “Danilo Mainardi” di Erice) ha organizzato, insieme alla prof. Palanza, al prof. Frederick vom Saal dell’Università del Missouri e ad altri tre scienziati statunitensi, la sessione “Risk Evaluation for Chemicals of Emerging Concern on Food Safety and Human Health”, sui rischi per la salute umana di sostanze tossiche di produzione industriale introdotte nell’ambiente e pericolose per gli effetti contaminanti su cibo e acqua. Particolarmente “monitorate” sono state le sostanze che, una volta ingerite dalla madre attraverso il cibo e l’acqua, possono interferire con lo sviluppo del sistema neuroendocrino durante lo sviluppo embrionale e fetale. Questi inquinanti (Endocrine Disrupting Chemicals – EDC), che mimano l’azione degli ormoni naturali, agiscono sull’organismo in periodi critici dello sviluppo (prenatale e perinatale) e sono ritenuti responsabili dell’aumento di alcuni disordini neurobiologici e di alcune malattie metaboliche.

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Alternanza scuola-lavoro, arriva il tutor che collega gli istituti con le aziende ma sono pochi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

opportunita-lavoroA giorni è prevista la sottoscrizione di un accordo del Miur col ministro del Lavoro Gialiano Poletti, a seguito del quale si avranno mille tutor nelle scuole, frutto di un progetto in capo all’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro che ne prevede uno ogni 5 scuole secondarie di II grado. L’obiettivo, ha annunciato la Ministra Fedeli, è che “possa essere presente almeno un giorno a settimana per istituto”. Allo stesso modo, diventa importante verificare l’efficacia della piattaforma Miur per l’applicazione dell’alternanza, annunciata da tempo. Lo stesso vale per la carta dei diritti degli studenti e delle studentesse in alternanza, su cui un mese fa è arrivato il via libera della Conferenza Unificata, solo pochi giorni fa da parte del Consiglio di Stato e su cui a breve si esprimerà il Consiglio del Ministri.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Va bene introdurre delle figure che sorveglino sugli stage, perché lo scorso anno si sono verificati casi di studenti impegnati nelle aziende a pulire i bagni o a fare fotocopie. Diventa quindi importante introdurre delle figure che sorveglino sulle esperienze svolte dagli studenti in azienda. I tutor non possono, tuttavia, essere numericamente così ridotti. Secondo noi ne servono almeno il doppio. Perché, considerando che in un istituto superiore sono impegnate negli stage, in media, tra le quindici e le venti classi del triennio finale, significa che stiamo parlando di circa 400 studenti a scuola. Quindi, in tutto, un tutor è chiamato a seguire qualcosa come 2mila allievi l’anno. Molti dei quali svolgono le attività di alternanza scuola-lavoro in contemporanea: è evidente che il numero di tutor deve essere implementato, altrimenti la visita settimanale a scuola del tutor si tradurrebbe in un controllo di routine senza alcuna efficacia.

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“Advances in collective intelligence: crowds, big-data and community resilience”

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

villa del grumello1Como. Dal 18 al 22 settembre a Villa del Grumello a Como si terrà “Advances in collective intelligence: crowds, big-data and community resilience”, diciassettesima Lake Como School of advanced studies, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Alessandro Volta di Como che realizza attività di formazione post universitaria rivolte a giovani ricercatori. Gli ultimi anni hanno visto una crescente popolarità e maturità della ricerca sull’intelligenza collettiva, attivata dai progressi della tecnologia dell’informazione e scienza dei sistemi complessi.
L’intelligenza collettiva è definita come una intelligenza condivisa o di gruppo, emergente dalla collaborazione, dagli sforzi collettivi, e dalla concorrenza di molti agenti (umani o altro). La disciplina si sviluppa in una ricerca interdisciplinare, che coinvolge l’informatica, le scienze cognitive, le scienze politiche, l’economia, l’antropologia, la teoria dell’organizzazione, la giurisprudenza, la sociobiologia, e le scienze di rete. Inoltre, la ricerca e le applicazioni dei big data creano nuove opportunità per sviluppare la progettazione di nuove linee per la crescita dell’intelligenza collettiva verso molti sistemi complessi e organizzazioni. Lo scopo principale della Scuola è quello di mostrare ai partecipanti i temi e gli strumenti più rilevanti a supporto di nuovi scenari di ricerca e di applicazione includendo l’intelligenza collettiva, concentrandosi su due temi principali: fenomeni della folla (ad esempio, crowdsourcing, gestione della folla) e resilienza della comunità (l’abilità costante di una comunità di utilizzare le risorse disponibili per rispondere, resistere, e uscire da situazioni avverse).In occasione della scuola, inoltre, la Fondazione Alessandro Volta organizza l’incontro aperto al pubblico “Intelligenza Collettiva e complessità urbana: nuovi scenari e nuove opportunità” che si terrà mercoledì 20 settembre presso la Sala Stemmi di Palazzo Cernezzi a Como. Interverranno Stefania Bandini dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e Hiroko Kudo della Chuo University (Giappone).

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Scuola e responsabilità politiche

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

regione lazio“Condivido pienamente la denuncia lanciata dalla Presidentessa Valeria Baglio sulla gravissima situazione in cui versano le scuole, sia a Roma che nel resto della provincia. Le responsabilità sono tutte di una classe politica inadeguata, che con i suoi ritardi e le sue inadempienze sta mettendo la scuola in una situazione insostenibile”. Questo il commento del consigliere Piero Petrassi, membro della commissione cultura, diritto allo studio e istruzione della Regione Lazio, sulle dichiarazioni di Valeria Baglio, Presidente della commissione Scuola della Città Metropolitana di Roma.
“Molti dei disagi – ha proseguito il consigliere – sono legati all’incapacità di spendere quanto necessario per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Non perché manchino i soldi, ma perché i ritardi nell’approvazione del bilancio da parte della Raggi hanno impedito di espletare le gare per poter avviare gli interventi. Alla fine, come sempre, sono i cittadini, e in questo caso gli studenti, a pagare le conseguenze di tanta incompetenza. L’elemento più immediato e forse ancora più grave, è legato alle difficoltà di far fronte anche ai più banali interventi di manutenzione ordinaria. Non ci sono le cattedre, le sedie, le lavagne, non si riesce a riparare una finestra e spesso i genitori sono costretti ad arrangiarsi da soli. Perché, come abbiamo letto dalle testimonianze di alcuni Presidi, i soldi dalla Città Metropolitana arrivano con il contagocce. Quando arrivano.”
“Non si può andare avanti così. Senza contare che, se da una parte è vero che a Roma si concentra il maggior numero di problematiche in numeri assoluti, dall’altra bisogna considerare che è nel resto della Città Metropolitana, la ex Provincia, che certe emergenze diventano insostenibili. Pensiamo ad esempio a quelle cittadine che hanno un solo istituto: se c’è un problema lì, riguarda un’intera comunità.”
“Adesso – ha concluso Petrassi -, in previsione della stagione invernale, la priorità più urgente è occuparsi della situazione dei riscaldamenti. Gli impianti sono stati controllati? Sono state fatte le normali operazioni di manutenzione? Sono stati stanziati i fondi per riparare gli impianti insufficienti o non funzionanti? Queste domande avrebbero dovuto avere già delle risposte. E invece pare che sia ancora tutto in alto mare. Cosa aspetta la Raggi, che arrivi l’inverno per poi dare la colpa ai meteorologi? Da parte mia, in qualità di membro della commissione cultura, diritto allo studio e istruzione della Regione Lazio, c’è la piena disponibilità a collaborare con la Presidente Valeria Baglio nella sua azione di controllo e denuncia di questa situazione vergognosa su tutta la Città Metropolitana. La scuola è un tema delicato: chi ha responsabilità politiche deve darsi una svegliata.”

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Si alla tecnologia nelle classi ma per il libro di testo elettronico

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

Online Banking ComputerRoma.A mandare il messaggio al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli è il Blocco Studentesco, che in una nota sottolinea: “Da sempre proponiamo di introdurre la tecnologia nelle classi italiane per validi motivi: in primis per sconfiggere, attraverso l’adozione di un libro di testo elettronico sul quale gli studenti possano scaricare i testi delle varie materie, lo strapotere delle case editrici che continuano a infierire sulla situazione economica delle già vessate famiglie italiane. In questo modo poi, grazie anche al ruolo di garante che il Miur dovrebbe svolgere nella fissazione dei prezzi dei testi scolastici, sarebbe possibile eliminare l’annoso problema del caro libri”. “Il ministro dell’Istruzione quindi – conclude la nota – piuttosto che all’introduzione a scopo didattico degli smartphone nelle classi pensi a tecnologizzare gli strumenti di apprendimento in maniera funzionale alla soluzione di gravose problematiche per gli studenti e le loro famiglie”.

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750mila docenti possono spendere i 500 euro per l’aggiornamento professionale

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneLa piattaforma on line era stata temporaneamente sospesa nei giorni scorsi per permettere le operazioni di aggiornamento in corrispondenza del nuovo anno scolastico. Nelle prossime settimane, e comunque entro la fine del mese di ottobre, sarà accreditato l’importo eventualmente non speso nel precedente anno scolastico (o i bonus non validati). E questo per permettere le operazioni di verifica delle somme effettivamente utilizzate nell’anno scolastico passato. Complessivamente, il Miur per il triennio di accreditamento della card a tutti i docenti di ruolo ha speso circa 1,1 miliardi. Si ricorda che le somme non spese e gli importi dei buoni prenotati ma non validati per il precedente anno scolastico sono spendibili con il bonus dell’anno in corso.
Il sindacato continua a non comprendere il motivo per il quale anche dinanzi all’adozione di un provvedimento finalmente giusto, l’amministrazione scolastica riesca a fare degli antipatici distinguo: dal momento in cui è stato deciso di indirizzare il bonus da 500 euro annui al corpo docente, per quale motivo sono stati ad esempio esclusi gli educatori? Ovvero delle figure professionali che, giuridicamente e di fatto, sono a tutti gli effetti docenti di scuola primaria? Per questo motivo, Anief ha deciso di avviato il contenzioso al Giudice del lavoro, in modo da tutelare il personale educativo che non ha ancora presentato ricorso. La decisione è giunta dopo gli esiti confortevoli della sentenza n. 7769/2016, con cui il TAR Lazio ha riconosciuto anche a loro il godimento di tale diritto.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Siccome l’aggiornamento professionale è un diritto-dovere che riguarda, indistintamente, tutti i lavoratori che operano nella scuola pubblica, sarebbe stato lecito immaginare un ravvedimento del legislatore e l’estensione di tale riconoscimento a tutte le professionalità, docenti e non, di ruolo o precarie, della scuola. Considerato che né dal Parlamento né dal Miur arrivano segnali di apertura in tal senso, Anief ha deciso di avviare il contenzioso al giudice del lavoro per il personale educativo che non ha beneficiato della decisione del Tar. Per aderire al ricorso, gratuito, è necessario inviare al Miur la diffida predisposta dall’Anief e preaderire on line al ricorso.Si ricorda che Eurosofia – Ente italiano di Formazione europea e di Ricerca in qualità di Soggetto qualificato dal Miur – eroga servizi di formazione per il personale docente ed educativo della scuola: propone corsi di formazione da destinare sia singolarmente in modalità e-learning, attraverso la nostra piattaforma, sia in forma collettiva attraverso l’attivazione di percorsi che prevedono anche incontri in presenza all’interno degli istituti scolastici, a seguito della stipula di apposito protocollo di intesa. Per l’ampia offerta formativa, consulta questa pagina. Sfoglia il Catalogo on-line dei corsi promossi nella piattaforma ministeriale S.O.F.I.A.

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Scuole: il Miur abusa delle reggenze, dopo i presidi ora tocca ai Dsga

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

scuola1Un preoccupante silenzio è calato sulla selezione nazionale dei Direttori dei servizi generali ed amministrativi, il cui ultimo concorso risale addirittura all’anno 2000. Perché, al netto delle 200 immissioni in ruolo effettuate questa estate (su 761 previste dal Miur, con il 70% andate perse per mancanza di candidati), oggi rimangono ancora vacanti circa 1.500 posti. Significa che nell’anno scolastico appena avviato, in una scuola italiana su cinque l’organizzazione del personale Ata e la gestione dei flussi finanziari sarà gestita da un Dsga titolare di un altro istituto che raddoppierà il lavoro oppure, come spesso avviene, sarà affidata a un assistente amministrativo disponibile a farsi carico del ruolo superiore in cambio di un compenso irrisorio. L’ultima notizia sul concorso risale all’emendamento dei vaccini dello scorso luglio, che poi però fu bocciato.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È chiaro che al Ministero dell’Istruzione, ma ancora prima al Mef, conviene troppo utilizzare del personale per ruoli superiori a costi ridicoli. Ecco perché il concorso non è stato organizzato e bandito per così tanti anni: non c’era la volontà a organizzarlo. Stavolta, però, c’è stato un impegno, preso anche pubblicamente, da alti rappresentanti ministeriali e di Governo nel pubblicare finalmente il bando. Speriamo, tra l’altro che, come abbiamo chiesto per i dirigenti scolastici, il testo preveda una riserva di posti per gli amministrativi che abbiano assunto il ruolo di Dsga per almeno 36 mesi anche non continuativi. In caso contrario, siamo pronti a impugnare la ‘dimenticanza’ nelle apposite sedi legali.Per questi motivi, Anief invita il personale non assunto ad aderire ai ricorsi per la stabilizzazione e gli scatti di stipendio non percepiti (cliccare qui). Ma anche per il recupero della differenza retributiva per aver ricoperto il ruolo di DSGA, come per la stabilizzazione per chi ha svolto funzioni DSGA per oltre 36 mesi (cliccare qui). È sempre attivo il ricorso per il personale Ata su posto vacante e disponibile per recuperare gli stipendi dei mesi estivi, sottratti in modo illegittimo. il sindacato offre la possibilità di aderire al ricorso per non soccombere sulla “temporizzazione”.Anief ricorda, infine, che in collaborazione con Eurosofia, ha predisposto un corso formativo per il Concorso DSGA, specifico per affrontare e superare le prove selettive:un’équipe di esperti del settore, con corsi on-line e in presenza, guiderà i candidati alla preparazione dell’esercizio della professione.

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Formazione manageriale: le migliori esperienze di online

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

School of Management del Politecnico di MilanoMilano 19 settembre, ore 8.30 Campus Bovisa, via Lambruschini 4C (building 26A) la School of Management del Politecnico di Milano ospiterà martedì 19 settembre nel proprio Campus in Bovisa La School of Management del Politecnico di Milano organizzato in collaborazione con EMFD Global Network. Si tratta infatti del primo convegno internazionale sui sistemi di certificazione dei corsi online e sugli standard a cui devono attenersi i percorsi internazionali, anche quelli dedicati alle imprese, aspetto non banale in un momento in cui in internet proliferano proposte tra cui non è facile orientarsi.
Il symposium rappresenterà appunto un’occasione di incontro e di scambio delle migliori esperienze sull’online learning da parte delle business school che possono vantare corsi certificati EFMD, una delle istituzioni più prestigiose a livello europeo nella promozione e nella valutazione della formazione e dello sviluppo manageriale.
“Per la School of Management del Politecnico di Milano – che per prima in Italia ha erogato un EMBA in digital learning, il Flex EMBA, premiato da AMBA tra i 6 più innovativi al mondo e che permette di acquisire le stesse competenze e relazioni di un master tradizionale beneficiando però dei vantaggio offerti dalle più moderne tecnologie – essere scelti da EFMD per ospitare questo convegno è un riconoscimento importante e uno stimolo a proseguire su questa strada”, commenta Federico Frattini, Direttore dei programmi MBA ed Executive MBA e della Divisione Digital learning della School of Management del Politecnico di Milano. “Non a caso, l’online learning è ormai centrale in tutta la nostra offerta di master e corsi, anche per aziende”. Una delle sessioni del symposium, che è riservato a esperti del settore, sarà appunto dedicata al tema “Learning in the Corporate World”: tra gli ospiti, top manager di importanti aziende che racconteranno il loro punto di vista su come l’online learning possa essere adottato in un contesto corporate.

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Roma: Operazione scuole pulite

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

Diaco DanieleOperazione “Scuole Pulite”, Diaco (M5S): “Importante azione di Roma Capitale a tutela della salute degli alunni romani” “Nel corso delle ultime settimane, Roma Capitale ha lavorato per tutelare l’inalienabile diritto degli scolari romani a frequentare ambienti scolastici salubri e privi di rischi per la loro incolumità. I dati dell’operazione ‘Scuole Pulite’ testimoniano l’impegno profuso da questa Amministrazione in tal senso: 800 gli istituti scolastici interessati dagli interventi di Ama, 105 gli operatori e 55 i mezzi utilizzati per la pulizia e lo sfalcio dell’erba presso gli asili nido, le scuole dell’infanzia, elementari, medie e superiori. Numeri importanti, attraverso i quali abbiamo voluto dare un segnale importante in vista della riapertura dei plessi scolastici del territorio. È nostro dovere salvaguardare la salute dei bimbi e garantire loro un contesto in cui studiare e svolgere attività ricreative in tutta serenità. A tutti gli alunni di Roma auguro un buon inizio anno e un percorso scolastico colmo di soddisfazioni e successi”. Lo dichiara, in una nota stampa, il presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale Daniele Diaco.

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Aperte le iscrizioni al Master in Design

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

Master FumettoCustonaci (Trapani) Sono aperte le iscrizioni al Master in Design e Management nell’Industria del Marmo ed al Master in Tecniche del Fumetto che avranno luogo a partire dal mese di novembre 2017 presso la Scuola del Marmo in via Scurati a Custonaci. L’iniziativa rappresenta il primo passo verso la costituzione di uno stabile polo didattico di eccellenza, anche legato alle specificità e potenzialità del territorio, ed ha ricevuto il patrocinio del Comune di Custonaci. Organizzati dall’ANAS provinciale Trapani, in collaborazione con le associazioni Per.Formare di Trapani e Assoprossime di Palermo, i corsi si svolgono sotto la direzione didattica Master Marmodella Accademia di Belle Arti Michelangelo di Agrigento, e si caratterizzano per l’elevata qualità della docenza, costituita da docenti universitari, docenti di accademia e professionisti dei due settori. I Master hanno durata annuale e si rivolgono a quanti abbiano completato un itinerario triennale di laurea o di diploma di accademia di belle arti, senza vincoli di età. La partecipazione consente la acquisizione di competenze specifiche utili a diverse forme di inserimento professionale nei due campi. I corsi prevedono lezioni teoriche, seminari, stage e tirocini presso aziende ed incontri con artisti. Sono previste 1500 ore di attività formativa globale per il conseguimento di 60 CFA. Dopo gli esami finali verrà rilasciato un diploma con valore legale. Sono previsti un numero massimo di 36 ammessi per il Master in Design e Management nell’Industria del Marmo, e di 26 ammessi per il Master in Tecniche del Fumetto. I bandi dei Master, i regolamenti e le domande di iscrizione sono consultabili sul sito http://www.anasprovtp.org. (foto: Master Fumetto, Master Marmo)

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Scuole: concorso Facile.it

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

Facile.it per la scuolaFacile.it Scuola Diaz MilanoDall’1 ottobre saranno aperte le iscrizioni alla seconda edizione del bando di concorso Facile.it per la scuola, il progetto nato per sostenere la creatività e i progetti formativi degli istituti primari italiani. Per partecipare al bando, rivolto a tutte le scuole primarie pubbliche del Paese, entro il 30 novembre 2017 gli istituti dovranno presentare un progetto che illustri come intendono impiegare a supporto della didattica e della crescita degli alunni il fondo in denaro e la tecnologia messi a disposizione da Facile.it.Una commissione creata ad hoc valuterà tutte le candidature e selezionerà la scuola che ha concorso con l’idea più creativa e originale e che si aggiudicherà la somma di 5.000 euro, destinata all’implementazione del progetto, oltre ad una dotazione tecnologica proveniente da Facile.it. L’edizione 2016 ha premiato la scuola elementare Armando Diaz di Milano che, grazie al fondo, ha realizzato un laboratorio di scienze dove, da marzo 2017, ai giovani alunni viene insegnata la disciplina in lingua inglese e con la collaborazione di ricercatori appartenenti ad istituti di ricerca di primo livello. (foto: Facile.it per la scuola)

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Caro libri e aumenti ingiustificati

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

scuola-libriMilioni di studenti, in tutta la penisola, di nuovo alle prese con le lezioni scolastiche e milioni di famiglie che tornano a fare i conti con gli esosi costi dei libri di testo. I prezzi sembrano salire di anno in anno e risulta sempre più difficile fronteggiare una spesa tanto elevata quanto ingiustificata. L’industria dell’editoria scolastica vale un quarto del mercato dei libri, circa 600 milioni di euro annui di fatturato contro i quasi 3 mercati del mercato totale. Ci rendiamo conto degli interessi che ruotano intorno a questo specifico settore e sorgono spontanee una serie di domande.
Per quale motivo ogni anno i libri di testo adottati sono diversi da quelli dell’anno precedente?
E’ realmente necessario?
Quanto sono riscontrabili reali aggiornamenti e integrazioni e quanto invece il contenuto resta immutato?
Perché i professori, quasi all’unanimità, prediligono sempre la stessa casa editrice con l’80% dei libri di testo dello stesso editore?
Nell’adozione dei libri di testo i docenti hanno piena autonomia: il Ministero fissa un tetto di spesa massimo per ogni tipologia di classe e la somma dei libri adottati non può superare tale tetto. Il docente può anche decidere di non adottare libri di testo nuovi, venendo incontro alle esigenze delle famiglie.Perché, invece, si opta nella totalità dei casi per questo celere ricambio? E’ realmente necessario adottare ogni anno libri di testo diversi? Certo, per le materie tecniche l’aggiornamento è d’obbligo, ma per le materie letterarie, per i testi di greco e latino, per la Divina Commedia non vediamo cosa può cambiare rispetto all’anno precedente o quali integrazioni siano così imprescindibili.Il paragone con altre nazioni europee rende il tutto ancora più immotivato: in Svezia, ad esempio, i libri di testi vengono sostituiti ogni 10 anni, in Germania ogni 6, in Spagna e in Francia ogni 4 e tra l’altro sono gratuiti fino al liceo.In Germania, inoltre, i libri vengono acquistati dalla scuola e messi a disposizione degli alunni per diversi anni. La scuola da in prestito il libro all’alunno, che lo utilizza per tutto l’anno, dopodichè lo restituisce in modo che possa essere nuovamente dato in prestito l’anno successivo. In tale modo, il libro resta utilizzabile per almeno 6anni. Il Ministero dell’Istruzione non sembra voler dare risposte e parla di una spesa annua media di 300/400 euro. I dati reali mostrerebbero, invece, un aumento pari al 2-3% per l’anno 2017/18. Tali aumenti potrebbero diventare un ostacolo all’accessibilità all’istruzione, già provata dai continui tagli perpetrati ormai da anni.
Se le case editrici continuano ad abusare della loro posizione dominante sul mercato dei libri scolastici, si viene a creare un ulteriore barriera all’accesso.
Per le famiglie con un ISEE sotto una determinata soglia, valore (comunque al di sotto dei 13.000 euro) che varia a seconda del Comune di appartenenza, sono stati stanziati dei contributi per sostenere tali spese. Non tutti, infatti, possono permettersi di sostenere tali costi e sono ancora alti i numeri di chi è costretto a rinunciare agli studi superiori per motivi economici.
E’ chiaro che, in Italia invece, l’atteggiamento delle case editrici che ogni anno cambiano codici ISBN, cambiano il titolo dei libri, ma mantengono invariato il contenuto, è totalmente ingiustificato nonché lesivo del diritto allo studio. Codici – dichiara Luigi Gabriele Affari Istituzionali Codici – ritiene necessario un intervento del Ministero dell’Istruzione in primis e dell’Antitrust poi, per vigilare su quanto, ogni anno, avviene e scongiurare l’ipotesi che esistano eventuali «cartelli» fra le case editrici che non permettano prezzi più ridotti.

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Striscioni in tutta Italia per celebrare i risultati ottenuti dal Ministro Fedeli

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

blocco studentescoRoma. “Studente italiano segui la linea Fedeli: abbandona gli studi!” Questo il testo dei centinaia di striscioni attaccati in tutta Italia dal movimento del fulmine cerchiato, con i quali il Blocco Studentesco si congratula con il Ministro Fedeli per il suo primo grande successo: secondo i dati Eurostat, in Italia ben il 14% dei 18-24enni decidono di non conseguire neanche un diploma secondario.
“Tra le peggiori in Europa secondo questa statistica, il merito – inizia la nota del movimento – risiede tutto nell’esempio del nostro neo ministro che con il suo esempio ha tracciato la migliore linea da seguire per gli studenti italiani.
Nessuna seria battaglia – continua la nota – è stata iniziata per la lotta alla dispersione scolastica, ed i nostri risultati sono lontani dal raggiungere gli obiettivi prefissati a livello europeo entro il 2020. Se a ciò si aggiunge che, sempre secondo l’Eurostat, solo il 53% di chi ha conseguito una laurea riesce a trovare un’occupazione dopo 3 anni dall’ottenimento, il quadro è tutt’altro che roseo.
Una classe politica imbambolata – chiude la nota – non capace di assumersi nuove responsabilità mantenendo le linee guida dei precedenti esecutivi, un attacco continuo all’idea di un’istruzione pubblica e fortemente meritocratica sempre più scollegata dal contesto lavorativo, ed uno sradicamento identitario come unico obiettivo politico di certi ministri, rappresentano le grandi problematiche per cui il Blocco Studentesco si batterà in tutta Italia”. (foto: blocco studentesco)

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Test pre-vaccinali? Villani: “Non servono a nulla”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

pediatri“Non esistono evidenze scientifiche che dimostrino l’utilità di accertamenti di laboratorio in grado di prevedere o prevenire eventuali reazioni avverse conseguenti alla somministrazione dei vaccini*”: è quanto afferma il Presidente della Società Italiana di Pediatria, Alberto Villani, in risposta a quanti nei giorni scorsi da più parti hanno sollecitato un loro utilizzo.
“Gli effetti collaterali gravi dovuti ai vaccini sono rarissimi – precisa il Presidente SIP – ed in ogni caso nessun esame, al momento attuale, riesce a stabilire se un bimbo presenta un aumentato rischio di reazioni. Esiste invece la possibilità, attraverso l’anamnesi, di identificare le situazioni che controindicano temporaneamente o permanentemente la somministrazione di vaccini”.
Pertanto, conclude Villani, “i genitori dovrebbero diffidare da chi propone questi test inutili e costosi per le famiglie e fidarsi della scienza”. (logo: pediatri)

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Orti didattici nelle scuole: Il M5S dice No

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 settembre 2017

ortiIl M5S boccia la delibera proposta dal Partito Democratico sugli orti didattici nelle scuole. Alla faccia della collaborazione che la maggioranza continua a chiedere in Aula all’opposizione, oggi i consiglieri del M5S hanno scelto di votare contro la delibera, in attesa di un Regolamento sul verde che chissà come e quando ci sarà. Perché poi gli orti delle scuole per i consiglieri pentastellati avrebbero dovuto essere in contrasto con un regolamento del verde resta un mistero, tanto che oggi risulta una bieca scusa, esclusivamente per non approvare una proposta del PD. La nostra delibera proponeva di rafforzare la bella tradizione degli orti, già viva e sperimentata in molte scuole romane, e di renderla possibile anche agli istituti scolastici privi di spazi esterni idonei, prevedendo l’uso di spazi comunali adiacenti alle strutture scolastiche, individuate e concesse dai Municipi direttamente alle scuole. Una occasione unica per Roma per proseguire in continuità con la traduzione degli orti urbani, voluta e consolidata dalla passata Amministrazione, e per coinvolgere i cittadini nella cura del verde scolastico. L’unica osservazione tecnica arrivata con il parere degli uffici era stata peraltro recepita con un emendamento dal PD nel nuovo testo della delibera. Le altre osservazioni del Dipartimento Ambiente, quelle del dipartimento Scuola erano tutte a favore, sono di natura esclusivamente politica e rimandano a un fantomatico libro dei sogni di questa Amministrazione, a generici “faremo”, “approveremo”, ma che ad oggi non ha prodotto nulla di concreto. La bocciatura di questa delibera con queste modalità non è altro che un atto ideologico. A Roma siamo di fronte al primo esempio di ostruzionismo della maggioranza nei confronti dell’opposizione, un unicum fatto di scelte scellerate che rallentano la città, impoveriscono la partecipazione e sviliscono le iniziative dei cittadini. Roma è ferma in attesa del libro dei sogni del M5S”.Così in una nota i consiglieri del gruppo capitolino del Partito Democratico.

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Scuole: Campidoglio, al via piano verifica vulnerabilità sismica

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 settembre 2017

campidoglioSi è concluso a maggio, con esito positivo, il ciclo delle verifiche effettuate dal Dipartimento Infrastrutture (Simu – Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) sulle condizioni degli edifici scolastici di proprietà capitolina ospitanti scuole statali (sezioni primavera, scuola materna, scuola primaria e secondaria di primo grado), effettuate dopo gli eventi sismici di agosto e ottobre 2016 e del gennaio 2017. Relativamente al triennio 2017-2019, invece, ha preso il via il Piano di verifica di vulnerabilità sismica del patrimonio di edilizia scolastica di Roma Capitale, al fine di effettuare la mappatura degli edifici rispetto alla predisposizione a danneggiamenti e crolli in conseguenza di eventi sismici.Per l’attuazione del programma – previsto dall’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 2003 – sono stati stanziati per l’anno in corso 2 milioni di euro. Il progetto è partito in modalità “pilota”, per poi proseguire con un Piano pluriennale di azione. In questo modo sarà possibile orientare i successivi interventi manutentivi/strutturali di efficientamento della tenuta sismica.
“Come dichiarato a seguito degli eventi sismici che hanno interessato il Centro Italia dal 24 agosto 2016 al 18 gennaio 2017, prosegue l’impegno dell’Amministrazione capitolina per la sicurezza delle scuole. Il piano di verifica della vulnerabilità sismica, partito ora in fase “pilota”, riguarderà nei prossimi anni tutti i 1.100 edifici scolastici di Roma, il 58% dei quali statali e il restante 42% comunali. Una mappatura urgente, che avrebbe dovuto iniziare molti anni fa, e oggi non solo doverosa ma improcrastinabile, che consentirà di avere un quadro chiaro degli interventi da effettuare, secondo un ordine di priorità, per mettere a norma gli edifici scolastici sotto l’aspetto della resistenza sismica”, dichiara l’assessora alle Infrastrutture di Roma Capitale Margherita Gatta.

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Vaccini: Scatta l’obbligo per 6 milioni di alunni

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

vacciniScatta l’obbligo per 6 milioni di alunni, ma mancano 100mila docenti, 15mila Ata, 2mila presidi e Dsga: così il diritto alla salute prevarica quello allo studio, Anief fa ricorso. Ad essere esentati sono quindi solo gli studenti dell’ultimo triennio della scuola secondaria di secondo grado. La disposizione arriva nell’anno in cui la popolazione studentesca nella scuola statale perde 33mila unità rispetto all’anno scolastico precedente. Il numero di iscritti in flessione, che secondo l’Istat è destinato a continuare nei prossimi anni, si deve principalmente alla denatalità che ora coinvolge anche le famiglie di alunni stranieri. Ma una quota va ascritta anche all’alto numero di alunni che lasciano ancora gli studi senza un titolo di studio e che poi diventano Neet: tendenze che prevalgono al Sud, dove trovano il loro habitat migliore perché è più forte la crisi economica e i servizi degli enti locali sono ridotti ai minimi termini. Ecco perché pesa tanto, sulla qualità dell’offerta formativa, l’altissima percentuale di posti scoperti e precari ancora da stabilizzare in tutti i ruoli. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il balletto di posti d’inizio anno andava cancellato. Inoltre, per vincere gli abbandoni servono organici differenziati e l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni, con avvio della primaria a 5 anziché a 6 anni. Mancano all’appello almeno 40mila docenti specializzati su sostegno, ancora assunti nei posti in deroga da precari, a fronte dei 235mila alunni con disabilità certificata e dei 100mila in ruolo. È in questo quadro che il decreto vaccini si va quindi a collocare: in un contesto scolastico dove i problemi aumentano, con gli organici abbattuti e stracolmi di precari, si vanno a caricare di ulteriori impegni le segreterie scolastiche già ridotte all’osso. Premesso che in tal modo lo Stato è andato oltre le proprie competenze, lo studio legale Anief, dopo un’analisi del decreto, e le circolari che ne sono seguite, ha appurato che vi sono i presupposti giuridici per bloccarlo: in settimana depositeremo il ricorso.

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Scuola: Si invecchia insegnando

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cSecondo i dati ufficiali Miur, l’organico degli insegnanti in questo nuovo anno scolastico raggiungerà il livello record di 762mila posti, ma la media dell’età è ancora alta, nonostante le immissioni in ruolo di giovani dall’ultimo concorso: l’età media dei professori italiani – quasi l’83% sono donne – è di 51,2 anni, in aumento rispetto ai 50,7 anni del 2015/2016. I docenti con più di 50 anni superano di gran lunga il 50% dell’organico: nella scuola media sfioriamo il 60%, alle superiori quasi il 70 per cento. Gli under 30 non arrivano allo 0,5%, mentre in Francia sono l’8,3%. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Incurante di tutto ciò, il Governo italiano allunga di due anni il percorso per far entrare di ruolo i candidati più giovani. Ma dimentica anche i nuovi precari nei processi di reclutamento, preferendo ad essere condannato alle spese per risarcimenti. La logica adottata dall’Esecutivo italiano rasenta l’autolesionismo quando si mandano a vuoto un terzo delle assunzioni dell’ultimo concorso. Con docenti selezionati, formati e abilitati lasciati a fare i precari, perché inseriti nella graduatoria B, quella d’istituto, anziché la A, le GaE. È una decisione che fa scalpore, perché in principio, con la Siss, dopo sei anni dall’iscrizione universitaria di poteva entrare di ruolo. Poi con il Tfa e il Pas, subentrati dopo il 2011, nello stesso arco di tempo un aspirante docente era costretto a fare il precario. E ora con il FIT si farà il supplente con lo stipendio da tirocinante, con il pericolo di non essere confermato nei ruoli dopo 8 anni. E iniziare daccapo, come al gioco dell’Oca. Così lo Stato allontana le nuove generazioni dall’insegnamento. Per non parlare dell’estensione a 67 anni dell’età pensionabile che arriverà a 70. Approvata in barba alla riduzione dell’aspettativa di vita e non considerando che proprio tra i docenti – alcuni dei quali arrivano al ruolo solo dopo i 60 anni – i rischi di patologie derivanti da stress professionali risultano tra i più alti in assoluto.

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