Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Archive for the ‘scuola/school’ Category

Scuola: Concorso straordinario secondaria

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Dopo l’ordinanza n. 8267 del Tar del Lazio, che ha imposto al ministero dell’Istruzione lo svolgimento della prima prova suppletiva del concorso della scuola secondaria, siamo pronti a raccogliere e portare avanti i ricorsi di chi si trova in questa situazione per chiedere la stessa procedura di accesso aggiuntiva. Ma nello stesso tempo ci chiediamo anche a cosa serva realizzare queste selezioni di docenti che da anni insegnano nelle nostre scuole e sono stati pure già abbondantemente valutati per le loro capacità, anche dai genitori degli alunni e dagli stessi colleghi: a dirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief nel corso di un’intervista rilasciata ad Italia Stampa.Secondo il sindacalista autonomo, “visto che i candidati del concorso straordinario devono andare a finire, alla fine di questo concorso, in delle graduatorie che sostituiscono le Graduatorie ad esaurimento, allora che vadano in queste graduatorie per titoli”, spiega ancora il sindacalista autonomo. Pacifico sostiene, quindi, che va eliminato il concetto della selezione, anche perché parliamo di personale che lavora da anni nello Stato ed ha già ampiamente dimostrato le sue competenze e capacità d’insegnamento: “il concorso va tramutato in una procedura per soli titoli, anche avvalendosi dei risultati di queste prove che devono essere garantite a tutti. Su questo stiamo lavorando con un emendamento in Parlamento alla Legge di Bilancio 2021: speriamo che la politica ci dia ascolto, tenendo conto che nel frattempo continueranno ad andare avanti i ricorsi di Anief in tribunale per fare ammettere tutti gli aspiranti a queste prove selettive, come anche a quelle del Tfa sostegno”. La posizione espressa dal Tribunale regionale del Lazio è chiara: chi è stato impossibilitato a partecipare alle verifiche del concorso straordinario per docenti della scuola secondaria perché colpito dalla pandemia, era in quarantena o malato di Covid, ha pieno diritto a partecipare alle delle prove suppletive. Ancora di più perché si è svolto solo il 75% delle prove. “Questa ordinanza – dice Marcello Pacifico ad Italia Stampa – ci rende ancora più convinti che a tutti coloro che sono stati impossibilitati a partecipare alle prove, anche per divieto di spostamento e per tutte le limitazioni che ci sono state, debba essere data una seconda possibilità”.

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Scuola: Pubblicato dossier su infortuni studenti e personale scolastico

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Come riporta Orizzonte Scuola, è stato pubblicato come ogni anno in occasione del 22 novembre, la Giornata nazionale dedicata alla sicurezza nelle scuole, il volume che fa una panoramica sui progetti formativi promossi dall’Istituto integrati con le misure per la prevenzione e la gestione dei rischi di contagio da Covid-19.Secondo l’Inail, il dossier “offre una selezione dei progetti realizzati dalle strutture regionali e centrali dell’Inail, nei quali sono state integrate nozioni specifiche sui rischi biologici, sul Covid-19 e sulle misure di prevenzione adeguate. La pubblicazione, realizzata dalla Direzione Centrale prevenzione e dalla Direzione centrale pianificazione e comunicazione e con i contributi della Direzione centrale patrimonio e della Consulenza statistica attuariale dell’Istituto, si presenta nella sua versione digitale come un prodotto dinamico, in continua evoluzione: verrà infatti periodicamente aggiornato con le iniziative e i contributi dedicati al mondo della scuola quali ad esempio quelli che saranno presentati alla Fiera Job&Orienta digital edition”.All’interno dell’elaborato, “c’è spazio anche per il Covid. Nel dossier si trova infatti un aggiornamento sulle avventure di Napo dedicate all’emergenza sanitaria. Nella prima delle due ultime videostorie pubblicate vengono illustrati brevemente i rischi legati al Coronavirus, le modalità di contagio e i comportamenti da adottare. Nell’altra si parla del lavoro agile, delle sue caratteristiche e dei possibili disturbi muscoloscheletrici che possono derivarne. Anche se i contenuti non sono stati elaborati specificamente per il mondo della scuola, questi video possono rappresentare un contributo utile a studenti e insegnanti, sia in presenza sia nella didattica a distanza”.Pubblicati anche “i dati dell’Istituto sugli infortuni occorsi a studenti e insegnanti nel triennio 2017-2019, un aggiornamento sulle attività per il rinnovo del patrimonio edilizio scolastico, una sezione dedicata a film, docufiction e corti ispirati ai temi della legalità e della sicurezza a scuola e una dedicata a pubblicazioni. Incentrata quest’anno sul tema dell’emergenza sanitaria, la sezione contiene una selezione di contributi sulla gestione del Coronavirus realizzati dall’Inail negli ultimi mesi. Nel 2019 sono state 78850 le denunce per infortuni che hanno interessato studenti, 13700 gli infortuni occorsi agli insegnanti sempre nello stesso anno”.

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Scuola: Valutazione periodica e finale degli alunni della scuola primaria

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

“Le linee guida, elaborate da un gruppo di lavoro ristretto coordinato dalla Dott.ssa Elisabetta Nigris, coordinatrice nazionale dei presidenti dei corsi di laurea in scienze della formazione primaria, rappresentano un manuale completo di docimologia”, commenta il segretario generale Giuseppe Faraci. “Dettano, con la piena consapevolezza delle caratteristiche di quel segmento scolastico, le modalità e gli strumenti, sia didattici che tecnici, su come formulare il documento di valutazione finale che dovrà attestare i risultati del percorso formativo di ciascun alunno, mediante la descrizione dettagliata dei comportamenti e delle manifestazioni dell’apprendimento rilevati in modo continuativo”, ha concluso FaraciL’ordinanza ministeriale che ne introduce la piena attuazione, già a decorrere dal corrente anno scolastico, 2020/21, prevede anche delle misure di accompagnamento per le istituzioni scolastiche, le quali prevedono per un biennio, a partire dall’a.s. 2020/21, azioni di formazione finalizzate a indirizzare, sostenere e valorizzare la cultura della valutazione e degli strumenti valutativi nella scuola primaria.“Via quindi i numeri in pagella per gli alunni della scuola primaria e ben vengano i giudizi descrittivi che consentiranno una più attenta valutazione delle attitudini e specificità che mettono in risalto le caratteristiche del bambino”, conclude il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico.Il Ministero ha infine rassicurato, su esplicita richiesta di Anief, che verrà sin da subito attivato un piano di formazione sia dei docenti della scuola primaria che dei dirigenti scolastici degli istituti comprensivi, che sin da subito dovranno poi provvedere ad adottare le deliberazioni collegiali necessarie e provvedere al conseguente aggiornamento del PTOF della scuola primaria.L’Ordinanza ministeriale e le allegate linee guida verranno inviate al CSPI per le considerazioni e il parere definitivo prima della pubblicazione.

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Anief presenta 65 emendamenti su Scuola, Università e Ricerca per affrontare l’emergenza Covid

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Rilanciare la scuola valorizzando chi vi opera: è l’intenzione espressa dal sindacato autonomo Anief andando a modificare la Legge di Bilancio 2021. Anief ha fatto presentare tanti emendamenti che riguardano il personale scolastico, a partire da quello precario che ha svolto 36 mesi di supplenze anche non continuative all’interno della scuola con qualsiasi ruolo: quindi come personale docente, educativo, insegnanti di religione. Tutti lavoratori che vanno assunti così come avviene già nel privato. Come vanno lasciati in ruolo i precari già assunti a tempo indeterminato con riserva o chi ha avuto la rescissione del contratto perché c’è stata una sentenza negativa, quando però in realtà aveva già superato proprio l’anno di prova.Preso atto del fallimento del reclutamento adottato negli ultimi, con 250 mila supplenze annuali sottoscritte quest’anno e oltre la metà delle immissioni in ruolo saltate, l’Anief ha rilanciato delle istanze che in passato il Parlamento ha già adottato, come “la riapertura delle GaE”, autorizzata nel 2008 e nel 2012, “e l’avvio di corsi abilitanti aperti a tutto il personale che ha maturato 36 mesi di servizio. Questo è molto importante perché il doppio canale di reclutamento” va necessariamente avviato: “ce lo dice la Cassazione, la Corte Costituzionale italiana e l’Europa. Tra l’altro l’Anief su questo punto ha presentato all’UE dei reclami collettivi e a gennaio si avrà la risposta.”Tra i vari interventi che stiamo realizzando – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – c’è anche quello che guarda all’Europa, per far riconoscere il rischio biologico per il personale della scuola perché è quello più a rischio burnout in tutta le Pubblica amministrazione: per tale motivo chiediamo anche un’indennità per il personale scolastico. Riteniamo che questo sia il momento in cui la politica valorizzi di più il lavoro che si sta facendo sia in presenza che a distanza per garantire sempre il diritto all’istruzione”, ha concluso.

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BricksLab e didattica integrata

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2020

Dall’ultimo Rapporto Coop 2020 su “I consumi e gli stili di vita degli italiani di oggi e di domani” è emerso che, secondo i genitori, i docenti e gli studenti – nonostante l’impegno per portare avanti la didattica e le lezioni – non siano ancora sufficientemente formati sull’uso della tecnologia per la didattica a distanza. Inoltre, la metà dei genitori ritiene che i ragazzi non siano ancora del tutto preparati per una piena fruizione di contenuti formativi da remoto. È evidente come ci sia stato e ci sia tuttora un forte impegno da parte delle politiche pubbliche, e non solo, nei confronti della salvaguardia dell’Istruzione. La scuola è fortemente considerata il core della rinascita anche dai manager: il 42% di essi ha confermato che l’istruzione sia una delle leve prioritarie dell’azione di governo per la ripresa. Non solo, il 61% degli executive italiani ritiene che il rinnovamento dell’istruzione debba passare anche dalla modernizzazione degli strumenti didattici.All’interno di questo scenario si inseriscono sicuramente tutte quelle aziende che oggi sono impegnate nella progettazione di strumenti innovativi per la didattica integrata e che hanno messo la propria passione ed expertise nell’istruzione al servizio dell’evoluzione dell’insegnamento per trovare soluzioni utili e applicabili che possano contribuire in modo immediato ed efficace alla didattica. Tra queste soluzioni c’è sicuramente BricksLab (www.brickslab.it) la più completa dal punto di vista dei contenuti e degli strumenti.“Mai come in questo momento è fondamentale aiutare concretamente le scuole, i docenti e soprattutto gli studenti. Siamo convinti anche noi, come confermano i dati, che l’istruzione sia fondamentale per il benessere attuale e futuro del nostro paese e l’insegnamento deve rimanere una priorità, che si tratti di didattica a distanza o integrata. Crediamo che le aziende del nostro settore, insieme a dirigenti scolastici e docenti possano davvero contribuire a rendere un cambiamento dapprima impensabile o comunque non attuabile in un così breve periodo, come l’apprendimento online, un’opportunità di arricchimento sia per i ragazzi sia per tutto l’ecosistema scolastico. Siamo coscienti di quanto ancora ci sia da lavorare e che non tutti hanno le stesse possibilità, il digital divide colpisce ancora il 12% della popolazione. È solo però facendo sistema tra aziende che si occupano di ogni singolo anello della catena, che si tratti di infrastrutture tecnologiche o formazione digitale, che si potrà davvero rivoluzionare e migliorare il modo di insegnare e di apprendere, e quindi portarsi dietro solo gli aspetti positivi del periodo di difficoltà che stiamo vivendo” – ha dichiarato Andrea Russo, direttore generale di MR Digital, che ha sviluppato la piattaforma BricksLab. Proprio questa integrazione di competenze tra dirigenti scolastici, docenti, studenti ed esperti di didattica ha portato allo sviluppo di BricksLab: una piattaforma che proprio per questo motivo continua ad innovarsi. La soluzione si integra alle principali piattaforme online per la didattica a distanza e ai registri elettronici già in uso nelle scuole aggiungendo valore con contenuti didattici di qualità, provenienti dagli editori scolastici e dalle scuole stesse, e con strumenti innovativi per la costruzione delle lezioni. BricksLab è pensata per agevolare i docenti nella scelta, ad esempio, dei materiali da integrare alla propria lezione e per stimolare gli studenti nella ricerca di approfondimenti per progetti e tesine oppure argomenti legati ai propri interessi.Uno strumento quindi creato da esperti con l’aiuto e il prezioso feedback di chi vive la scuola sul campo, ovvero docenti e studenti, per contribuire insieme a quei processi di cambiamento strutturale dell’istruzione e di innovazione tecnologica così ampiamente auspicati.

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ANCoDiS: legge di bilancio e rinnovo contrattuale per la scuola del futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

E’ in dirittura d’arrivo l’esame della legge di bilancio per il 2021 in Commissione Bilancio della Camera e da parte di Ancodis è prestata ovvia attenzione agli articoli che interessano la scuola italiana.“Tra le misure previste – fa rilevare il Presidente di Ancodis Rosolino Cicero – troviamo il piano pluriennale per l’assunzione in organico di diritto di 25000 docenti di sostegno che si accompagna al piano per la formazione sui temi dell’inclusione unitamente all’acquisto di ausili didattici, l’assunzione di 1000 docenti di potenziamento per rispondere alle carenze di organico nella scuola dell’infanzia, la stabilizzazione degli Assistenti tecnici nella scuola del primo ciclo e dei collaboratori scolastici ex LSU. Dal punto di vista infrastrutturale è posta l’attenzione per l’ammodernamento degli edifici, per il potenziamento della digitalizzazione delle scuole (implementata l’attività degli animatori digitali e dei team digitali), per il sistema dei trasporti urbani ed extraurbani che – in questa emergenza pandemica – si è rivelato uno degli anelli deboli. Viene, infine, incrementato il fondo per la formazione e l’apprendistato e “riesumata” e speriamo semplificata la 440, una legge che dà meritata attenzione all’arricchimento ed ampliamento dell’offerta formativa”. Per Cicero “sembra andare avanti quella nuova visione che, a partire da quanto fatto per rispondere all’emergenza sanitaria, mette in campo un significativo investimento in risorse umane e in beni materiali di cui la scuola ha certamente un gran bisogno a partire dall’attenzione al sistema di istruzione 0-6.”ANCODIS apprezza l’inversione di rotta del governo e del Ministero e condivide l’importanza di INVESTIRE in istruzione e cultura dopo un ventennio di tagli lineari di risorse che hanno profondamente inciso sulla qualità del sistema scolastico italiano.“Occorre riconoscere – continua Rosolino Cicero – che siamo entrati nella strada giusta ed auspichiamo l’inizio di un processo davvero irreversibile. Suscita ovvio interesse anche l’attenzione alle risorse per il rinnovo contrattuale con la previsione di incrementarne gli attuali stipendi.” Il Presidente Cicero pone alle forze politiche, alle OO.SS., alle Associazioni di categoria una domanda: “con queste scelte politiche siamo prossimi alla scuola moderna e più europea o se – nonostante questi importanti investimenti – vogliamo restare ancorati alla visione della scuola della fine 900? “Investire – continua – in risorse umane e materiali non è sufficiente se poi si lascia invariato il modello scolastico. Occorre anche dare la meritata attenzione al suo funzionamento organizzativo e didattico dal quale deriva la qualità dell’offerta formativa e l’azione che quotidianamente si mette in campo nelle autonome istituzioni scolastiche”. Per i Collaboratori dei DS e le figure di sistema di Ancodis, autonomia, offerta formativa e governance scolastica devono integrarsi in una visione unitaria nella quale tra il Dirigente scolastico ed il corpo docente si riconosca l’esistenza insostituibile delle figure intermedie (Middle management scolastico) che devono finalmente godere di una identità giuridica e contrattuale incardinata in una vera carriera professionale. “Nessuno – afferma Rosolino Cicero – oggi più che mai può disconoscere che la moderna governance scolastica è la conditio sine qua non per la qualità dell’offerta formativa e per l’efficienza nelle attività didattiche e nei servizi ad alunni e famiglie”.Ancodis non finirà mai di affermarlo: l’organizzazione gestionale e didattica sta alla base del buon funzionamento ed i DS – senza l’apporto e la professionalità dei loro Collaboratori e delle figure di sistema oggi “strutturate” in tutte le comunità scolastiche – non possono guidare e gestire un sistema che in questi ultimi anni è divenuto sempre più complesso e gravato di numerose incombenze che vanno dalla didattica alla sicurezza, compresa quella covidiana.“Riteniamo – sottolinea ancora Cicero – ormai ineludibile il tema del riconoscimento delle nostre professionalità quotidianamente al servizio – ma giuridicamente e contrattualmente non vale – delle comunità scolastiche. Se si guarda alla scuola italiana dei prossimi anni, non si può più escludere dagli obiettivi una innovazione legislativa che porti al riconoscimento giuridico dei Collaboratori dei DS e delle figure di sistema e ad un nuovo modello contrattuale nel quale trovi spazio l’area del middle management scolastico.” La seconda proposta di Ancodis riguarda la sostituzione del Dirigente Scolastico: in caso di assenza e/o impedimento del Dirigente Scolastico non è prevista dall’ordinamento scolastico una figura istituzionale che eserciti le funzioni! “Le ragioni di una innovazione legislativa che copra questo vulnus nella gestione delle I.S. autonome – dichiara il Presidente Cicero – ci sembra ormai giunta: il riconoscimento di diritto di chi può sostituire – entro certi limiti – il DS (per esempio l’Assistant principal anglosassone) ed il distaccamento ex lege dalle attività didattiche è ormai una necessità in tutte le scuole a partire in particolare da quelle in reggenza.” Ed il tema della modalità di accesso, della permanenza nel nuovo status, della valorizzazione nella carriera professionale, del riconoscimento nelle prove concorsuali compreso quello per l’area dirigenziale, per Ancodis deve essere aperto senza posizioni ideologiche o pregiudizi di categoria. “La terza proposta – conclude Cicero – riguarda un tema più generale: è il tempo di un patto generazionale e professionale tra tutte le componenti impegnate alla costruzione di un sistema scolastico che, fondato sulla storica ed indiscussa tradizione, si apra a quelle innovazioni culturali e contrattuali capaci di integrare nuovi modelli didattici e moderne azioni organizzative mettendo sempre al centro i bisogni formativi delle nuove generazioni ma andando oltre le arcaiche norme giuridiche e superati schemi contrattuali.” Infine, il Presidente di Ancodis lancia un appello: “Chi oggi guida il Paese, chi ha la responsabilità di indicare una direzione, chi deve sedere al tavolo del confronto, chi deve rinunciare magari ad antichi privilegi, chi ha a cuore la scuola dei nostri figli, assuma la necessaria responsabilità e faccia un passo avanti.” I Collaboratori dei Dirigenti scolastici e le figure di sistema di Ancodis sono pronti a dare un contributo fondato sulla forza dell’esperienza e della professionalità acquisita sul campo.Per Ancodis Ins. Kelia Modica Responsabile Comunicazione Ancodis

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Legge di bilancio: Record precari, emendamenti Anief per assumere tutti i supplenti che hanno svolto 36 mesi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

Nel Disegno di Legge di Bilancio 2021 che ha avuto il via libera dal Governo ed è ora all’esame della Camera ci sono disposizioni specifiche sulla scuola. Ad fare il punto della situazione è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, durante una video-intervista rilasciata all’agenzia Teleborsa, nella quale il sindacalista si sofferma su “assunzioni e contratti a termine” in un comparto, quello della scuola, dove imperversa il precariato, avendo raggiunto una percentuale doppia (sopra il 20%) rispetto agli altri comparti che si traduce nelle 250 mila supplenze annuali sottoscritte quest’anno e oltre la metà delle immissioni in ruolo saltate. Per superare il problema crescente, Anief ha fatto presentare “degli emendamenti che riguardano tutto il personale scolastico: in linea di principio abbiamo chiesto che venga stabilizzato chiunque abbia svolto 36 mesi di supplenze” anche non continuative “all’interno della scuola con qualsiasi ruolo: quindi come personale docente, educativo, insegnanti di religione”. Questi lavoratori vanno assunti così come avviene già “nel settore privato”. La lotta al precariato passa per i banchi parlamentari. Tra le varie richieste di modifica alla Legge di Stabilità, formulate del giovane sindacato Anief, dice il suo presidente nazionale, “vi sono delle istanze che in passato il Parlamento ha già adottato, come “la riapertura delle GaE”, autorizzata nel 2008 e nel 2012, “e l’avvio di corsi abilitanti aperti a tutto il personale che ha maturato 36 mesi di servizio. Questo è molto importante perché il doppio canale di reclutamento” va necessariamente avviato: “ce lo dice la Cassazione, la Corte Costituzionale italiana e l’Europa. Tra l’altro l’Anief su questo punto ha presentato all’UE dei reclami collettivi e a gennaio si avrà la risposta. Ecco perché vogliamo che ci sia il doppio canale di reclutamento: è l’unico strumento dello Stato compatibile con i contratti a termine”.Secondo il professore Marcello Pacifico l’attuale modello di reclutamento si è dimostrato fallimentare: “quest’anno ci sono state addirittura 60 mila immissioni in ruolo non assegnate. C’è poi il concorso straordinario della scuola secondaria: a questo punto, visto che è bloccato chiediamo che venga cambiato, trasformandolo da selettivo in una delle procedure che possano permettere a tutti i precari che hanno presentato domanda, anche l’anno scorso e lo faranno nei successivi, di essere stabilizzati in modo graduale. Quello che serve è un sistema che porti i precari italiani a essere assunti in ruolo laddove le GaE sono esaurite”.“Il pacchetto di richieste del sindacato autonomo – continua Pacifico – non può tralasciare i diritti dei docenti precari assunti nei ruoli con riserva o di chi ha avuto la rescissione del contratto perché c’è stata una sentenza negativa quando però in realtà aveva già superato proprio l’anno di prova. In questo periodo difficile di contagi da Covid19, comunque rimane importante valorizzare il personale e confermare” ed ampliare “gli organici: ecco perché continuiamo a insistere presso il Parlamento e tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, perché vengano fatte delle scelte chiare. La scuola italiana – conclude il leader dell’Aneif – non si può ancora più precarizzare al tempo del Covid”.

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Da oggi le Biblioteche civiche torinesi ripartono con il prestito ‘sulla soglia’ e il Bibliobus

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Torino. I servizi – in considerazione delle indicazioni ricevute dalla Prefettura di Torino e della Circolare della Direzione Biblioteche del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo che autorizza a dare continuità al prestito e alla restituzione libri, definiti ‘beni essenziali’ – saranno effettuati nel pieno rispetto delle misure previste per il contenimento del contagio da Covid19.Pur dovendo mantenere la chiusura al pubblico delle sedi, come da disposizioni di legge, sarà però possibile tornare a prendere in prestito libri e documenti su prenotazione telefonica o dal catalogo online, con ritiro su appuntamento e sulla soglia, nelle sedi: Biblioteche civiche Centrale, Dietrich Bonhoeffer, Italo Calvino, Cascina Marchesa, Francesco Cognasso, Natalia Ginzburg, Bianca Guidetti Serra, Primo Levi, don Lorenzo Milani, Cesare Pavese, Villa Amoretti e Mausoleo della Bela Rosin.Contemporaneamente sarà riavviato anche il prestito e la restituzione tramite il Bibliobus, effettuato all’esterno del mezzo, nelle tradizionali soste già in calendario (https://bctwww.comperio.it/sedi_orari/bibliobus.shtml), al quale sarà affiancato – in via sperimentale e su richiesta – un nuovo servizio di ‘prestito a domicilio’ destinato alle persone anziane e/o con difficoltà, sempre nel pieno rispetto delle misure relative all’emergenza sanitaria Covid19.Restano attivi per tutti i cittadini i servizi di iscrizione online al prestito, utilizzando l’apposito modulo di pre-iscrizione; la biblioteca digitale (MLOL) per il prestito di eBook e la consultazione online di giornali e riviste; la riproduzione digitale di documenti nelle Biblioteche civiche Centrale e Musicale, su richiesta via e-mail a biblioteche.civiche@comune.torino.it (Centrale) o a biblioteca.musicale@comune.torino.it (musicale Andrea Della Corte); le videoletture e gruppi di lettura (info nella sezione eventi del sito) e le attività didattiche e laboratori online per le scuole.Per avvalersi del prestito ‘sulla soglia’ contattare la biblioteca civica di riferimento (verifica i numeri su bct.comune.torino.it) mentre per il Bibliobus (e relativo servizio a domicilio nei casi previsti) chiamare al numero 3420100532.

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Istruzione: Informativa decreto collaborazioni scuola-territorio per l’attuazione di esperienze extrascolastiche di educazione civica

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Si è svolto l’incontro al MI avente a oggetto la realizzazione di Collaborazioni scuola-territorio per l’attuazione di esperienze extrascolastiche di educazione civica. Presente in delegazione per ANIEF il segretario generale Daniela Rosano; per il MI presenti la dott.ssa Palermo, Direttore Generale, e la dott.ssa Maria Rosa Silvestro, Ispettore MIUR. L’amministrazione ha illustrato brevemente il contenuto della bozza di decreto che disciplina le modalità attuative con le quali si realizzano le collaborazioni e individuano i criteri e i requisiti per la scelta dei soggetti con cui le Istituzioni scolastiche possono collaborare.Gli accordi per la realizzazione delle esperienze extrascolastiche saranno di durata annuale o pluriennale e potranno realizzarsi: con soggetti istituzionali, di livello locale e nazionale; con i comuni, con particolare riguardo a progetti inerenti alla conoscenza del funzionamento delle amministrazioni locali e dei loro organi, alla conoscenza storica del territorio e fruizione stabile di spazi verdi e beni culturali; con i soggetti del mondo del volontariato e del Terzo settore. L’individuazione da parte delle Istituzioni scolastiche degli enti del Terzo settore con cui attivare il partenariato avviene mediante forme di accreditamento: le Istituzioni scolastiche sottoscrivono accordi con le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale iscritte da almeno sei mesi nel Registro Unico nazionale del Terzo settore. “Per i PCTO (ex Alternanza Scuola lavoro) Anief aveva proposto l’istituzione di albi nazionali delle Aziende che garantissero requisiti oggettivi e verificabili, così da assicurare che la scelta dei soggetti del mondo del volontariato e del Terzo settore con cui le scuole intraprendono una collaborazione sia effettivamente imparziale e avvenga secondo criteri oggettivi e verificabili, affinché i percorsi intrapresi dagli studenti siano di valore – ha spiegato Daniela Rosano, presente all’incontro – Importante è anche che sia possibile per gli studenti esprimere il gradimento dei percorsi, previsto nella bozza del decreto ma solo per gli studenti di scuola secondaria superiore. E l’attivazione di un monitoraggio accurato di tutti i passaggi”.

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Scuola: Precariato

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, è intervenuto all’interno di un incontro organizzato dal Direttivo Nazionale Docenti Precari. Pacifico: A fine gennaio avremo la pubblicazione da parte del Consiglio d’Europa della sentenza, abbiamo presentato diversi reclami collettivi e presto sapremo se il sistema di reclutamento voluto dalla legge 107/2015 è in linea coi dettami europei oppure no. Bisogna creare dei corsi abilitanti, non con selezione in ingresso, semmai in uscita. Ribadiamo che i precari devono essere inseriti in un sistema che porti all’immissione, come nel caso delle GaE. Per quanto riguarda il concorso straordinario, chiediamo a gran voce che si trasformi da selettivo a non selettivo, vada quindi a graduare tutti i candidati che hanno presentato domanda. Vogliamo che il concorso straordinario si ripeta ogni anno, per chi ha 36 mesi di servizio. Per quanto riguarda il problema del precariato, Marcello Pacifico ha affermato che “siamo attivi sull’argomento con proposte emendative alla legge di bilancio. La nostra linea è sempre la stessa: bisogna cambiare il sistema di reclutamento attuale. A fine gennaio avremo la pubblicazione da parte del Consiglio d’Europa della sentenza; infatti, abbiamo presentato diversi reclami collettivi e tra qualche settimana sapremo se il sistema di reclutamento voluto dalla legge 107/2015 è in linea coi dettami europei oppure no. Noi abbiamo chiesto ciò: chi ha un’abilitazione entri nel doppio canale di reclutamento e chi ha maturato anni di precariato ottenga il diritto del riconoscimento della professionalità. Bisogna creare dei corsi abilitanti, non con selezione in ingresso, semmai in uscita. Noi siamo coerenti con la nostra linea, attendiamo di leggere la sentenza, che sappiamo già essere scritta; nel frattempo non staremo fermi, agiremo con la presentazione di emendamenti. Ribadiamo che i precari devono essere inseriti in un sistema che porti all’immissione, come nel caso delle GaE”.Per quanto riguarda il concorso straordinario, il sindacalista autonomo ha affermato che “è bloccato: le graduatorie di coloro che hanno già partecipato non possono essere pubblicate. Chiediamo a gran voce che questo concorso si trasformi da selettivo a non selettivo, vada quindi a graduare tutti i candidati che hanno presentato domanda. Chiediamo anche di utilizzare la tipologia del concorso straordinario ogni anno, per chi ha maturato 36 mesi di servizio”.

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Nuovi premi agli studenti per i loro videoracconti sull’“alternanza” scuola-lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

L’Iti Malignani per gli Istituti tecnici e professionali e il Malignani e l’Uccellis, con un ex aequo, per la categoria Licei sono i primi classificati delle due sezioni del Premio Storie di Alternanza, voluto da Unioncamere e promosso in Friuli dalla Camere di Commercio di Pordenone-Udine. I Premi, per un ammontare complessivo di 5 mila euro, vanno ai migliori video-racconti realizzati dagli studenti sulle loro esperienze della cosiddetta “alternanza” scuola-lavoro, ora conosciuta come “Percorsi per le competenze trasversali”, a descrivere le iniziative che i ragazzi delle superiori realizzano in contatto con il mondo del lavoro e dell’impresa. I premi sono stati consegnati virtualmente in un incontro online, nel pomeriggio di oggi (giovedì 19 novembre), e oltre ai primi classificati ci sono stati altri riconoscimenti: per la categoria Licei ci sono stati un secondo posto dello Stellini e un terzo posto dell’artistico Sello, oltre a un premio per l’Isis Kennedy, partecipante del territorio di Pordenone. Inoltre, due menzioni speciali, guadagnate dal Liceo Marinelli e dal Liceo Percoto, rispettivamente per aver realizzato il miglior video e la miglior “contaminazione” tra studenti e impresa. E anche la pandemia Covid-19 ha fatto il suo ingresso nei video-racconti dei giovani studenti friulani, com’era inevitabile, offrendo un punto di vista sincero e toccante di come viene vissuto questo momento complesso dai giovani, sicuramente tra i più colpiti, magari indirettamente ma comunque in modo straordinario, dall’emergenza tuttora in corso. L’Iti Malignani si è aggiudicato il primo premio grazie al video-progetto Con-Stem-Ination, per aver fatto una scelta che guarda lontano: hanno infatti coinvolto i piccoli allievi della scuola primaria in un percorso di diffusione delle competenze “Stem”, quelle tecnico-scientifiche. Le motivazioni che hanno spinto invece ad assegnare l’ex aequo ai licei (al Malignani con il progetto di mini-impresa NinfaLife e all’Uccellis con Eco JA) sono stati i due percorsi nati all’interno di Impresa in Azione di Junior Achievement: i due gruppi di studenti si sono davvero trasformati in giovani imprenditori e hanno saputo entrambi individuare un prodotto interessante, costruendo le mini imprese e mettendosi in gioco nei vari ruoli aziendali. «L’augurio – hanno sottolineato la componente di giunta camerale Lucia Piu e il segretario generale Cciaa Lucia Pilutti, nell’annunciare i premi – è che questo sia il primo passo verso il vostro ingresso nel mondo del lavoro da imprenditori». Ed è un augurio particolarmente sentito in Fvg, che è sempre all’ultimo posto della “graduatoria” nazionale per incidenza di imprese da under 35. In Fvg le imprese giovanili registrate, al 30 giugno 2020, erano 6.623, poco meno del 7 % delle 101.110 imprese della regione, e rispetto al 31 dicembre 2019 sono calate di 729 unità. Le imprese “giovani” in Italia rappresentano invece in media l’8,5% del totale delle registrate. La bassa percentuale è piuttosto comune tanto nella nostra regione quanto in altre contermini in cui gli indici di disoccupazione giovanile sono più bassi, guardando al lato positivo, ma è comunque un dato che evidenzia una maggior difficoltà dei giovani a mettersi alla prova e a realizzare in prima persona, come imprenditori, le proprie idee e i propri progetti. L’attività della Cciaa, con lo sviluppo della sua funzione di orientamento al lavoro introdotta con l’ultima riforma nazionale, va proprio in questa direzione: cercare di accrescere la cultura d’impresa nei giovani a partire proprio dalla scuola.

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Scuola: I mille assistenti tecnici informatici assunti per il Covid entrano nell’organico di diritto

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Trova spazio nel Disegno di Legge di Bilancio 2021 – che ha avuto il via libera dal Governo ed è ora all’esame della Camera – la proroga al 30 giugno dei mille assistenti tecnici assunti in sovrannumero nelle scuole del primo ciclo per affrontare l’emergenza Covid19: il provvedimento prevede anche la trasformazione di tali posti dall’organico straordinario all’organico strutturale. Inoltre, è questa la novità di maggiore rilievo, il Governo ha introdotto anche in maniera stabile la figura del tecnico nelle scuole del primo ciclo, con assunzioni a tempo indeterminato dal 2021 pure in questo grado scolastico. C’è anche la novità assoluta dell’inserimento in organico di 1.000 assistenti tecnici nelle scuole del primo ciclo nel Disegno di Legge di Bilancio 2021 in fase di esame in Parlamento, dopo il sì del Consiglio dei ministri. Tale decisione è stata messa in evidenza dalla viceministra Anna Ascani (Pd): “Sul Piano Nazionale Scuola Digitale assegniamo 1.000 euro a scuola, oltre 8 milioni all’anno, per le azioni degli animatori digitali e proroghiamo al 30 giugno i contratti in essere degli assistenti tecnici del primo ciclo. Dall’anno scolastico 2021/2022 il contingente dei 1000 assistenti tecnici entrerà a regime nelle scuole del primo ciclo, una vera innovazione”, ha sottolineato la viceministra. Si ricorda che la figura dell’assistente tecnico non è stata prevista negli Istituti Comprensivi: fino ad oggi le scuole del primo ciclo si sono dovute avvalere del supporto e delle consulenze informatiche di esperti estranei all’amministrazione con contratti di prestazione occasionale, peraltro dispendiosi per la pubblica amministrazione. Su questo aspetto, Anief ha ribadito più volte anche durante gli incontri con l’Aran che, soprattutto per alcuni profili, vi è una corretta corrispondenza con le effettive esigenze delle nostre scuole: l’assistente tecnico di area Informatica (AR02) è infatti una figura fondamentale che deve essere introdotta definitivamente negli organici di tutti gli Istituti di qualsiasi ordine e grado.

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Il 25 novembre sciopero della scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

La scuola torna a mobilitarsi. Dopo la due giorni di sciopero di fine settembre, le condizioni generali in cui versa il nostro Paese non ci consentono di rimanere inerti. La nostra organizzazione sindacale ha tentato di tenere il timone ben saldo quando, la scorsa primavera, imperversava lo slogan dell’”andrà tutto bene”. Era necessario lottare allora, lo è ancora di più oggi, perché gli effetti delle scelte dell’esecutivo, sempre subordinate agli interessi privati di Confindustria, sono sotto gli occhi di tutti. Lo sciopero del 25 novembre si propone di unire e rappresentare interessi collettivi, perché occorre uscire dalla crisi più forti di prima, con l’obiettivo di costruire un altro modello di Stato, che non sia più il comitato d’affari dell’imprenditoria italiana. Scuola, sanità, trasporti e servizi educativi rivolti alla fascia 0-6 si mobilitano perché quel che avrebbe dovuto insegnare la prima ondata della pandemia non ha portato a decisioni condivisibili. Le scuole continuano a essere luoghi insicuri e, pertanto, a poco più di un mese dalla loro riapertura, l’esecutivo ha di nuovo costretto studenti e docenti alla DaD. I trasporti risultano ancora carenti e insufficienti a garantire i bisogni di cittadini e lavoratori. La sanità è di nuovo al collasso. USB P.I. Scuola sciopera insieme agli altri settori perché intendiamo ribadire le nostre rivendicazioni: degli screening di massa ripetuti nel tempo che mettano al sicuro lavoratori, studenti e famiglie; la stabilizzazione dell’organico dei docenti e del personale ATA, con la trasformazione dei posti esistenti di fatto in posti di diritto; interventi massicci sull’edilizia scolastica, al fine di permettere all’intera comunità di vivere e lavorare in spazi adeguati all’attività didattica; L’annullamento dei concorsi per il personale docente e l’immediata assunzione, tramite una procedura per titoli e servizi, di tutti i precari che abbiano maturato almeno tre anni di servizio (180×3)

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Covid19 e scuola: una riflessione sui contagi e la didattica a distanza

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

All’indomani della diffusione dal parte della Regione Piemonte dei dati su studenti ed operatori scolastici sottoposti a tampone risultati positivi al covid19, la consigliera metropolitana Barbara Azzarà delegata all’istruzione interviene sul tema dei contagi e della didattica a distanza. “Grazie alla consigliera regionale Francesca Frediani, l’assessore alla sanità della Regione Piemonte Icardi ha finalmente reso noti i dati e le percentuali di contagiati che emergono sia trai ragazzi che tra gli addetti ai lavori del mondo della scuola sono davvero preoccupanti” commenta Azzarà che aggiunge “io stessa sono un’insegnante e conosco bene le difficoltà e le ansie che migliaia di famiglie in Piemonte stanno affrontando ogni giorno spesso nella totale mancanza di informazioni per giorni e giorni sull’esito dei tamponi”. I dati parlano chiaro: dei 27.440 studenti piemontesi sottoposti a tampone di cui 5.625 risultati positivi, oltre 15mila sono del territorio torinese con ben 3119 positivi cioè più del 55%. Anche per gli operatori scolastici i valori di positività sono risultati molto elevati nel Torinese: dei 10.370 tamponi effettuati sul personale scolastico di tutte le province piemontesi ne sono risultati positivi 3364 positivi di cui 1472 nella sola realtà metropolitana torinese.Sulle richieste che arrivano di far rientrare a scuola gli studenti in Piemonte, Azzarà però aggiunge: “Si parla già di un possibile rientro di tutti gli studenti , mi chiedo se siamo davvero in grado di gestire l’alto rischio che la didattica in presenza per tutti comporterebbe, in una fase così delicata, per i contagi e le ospedalizzazioni sul nostro territorio? I dati che la sanità regionale ha dovuto far emergere nelle ultime ore sui contagi di studenti ed operatori scolastici devono farci riflettere, la salute è un bene primario imprescindibile.La didattica in presenza è insostituibile, lo sappiamo tutti, ma questa è una situazione straordinaria e come tale va considerata. La didattica a distanza deve essere utilizzata al meglio delle sue possibilità, ci sono moltissimi esempi di un ottimo funzionamento e di impegno online sia da parte dei ragazzi che degli insegnanti, questa può essere anche l’occasione per colmare il gap che il nostro Paese ha, come più volte evidenziato da diversi studi, sull’uso delle nuove tecnologie “.

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Scuola: Didattica a distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Sulla didattica digitale integrata giungono specifiche tecniche dal ministero dell’Istruzione: nella sezione ministeriale apposita, in costante aggiornamento, sono disponibili le risposte alle domande più frequenti. In questa prima tranche di FAQ forniscono repliche dettagliate su come andare a scuola con la mascherina, organizzazione scolastica in tempo di Covid, Didattica Digitale Integrata, Scuola dell’infanzia, Alunni fragili, Alunni con disabilità, Gestione di casi sospetti e focolai, Lavoratori fragili, Lavoratori in quarantena, App Immuni, Protezione dei Dati Personali, Supporto psicologico. Secondo il sindacato Anief la pubblicazione delle FAQ dimostra che era necessario stabilire regole condivise perché non si replicasse il caos organizzativo che si è verificato durante il primo lockdown dello scorso anno scolastico. Allo stesso tempo, tali regole non dovevano essere eccessivamente rigide per garantire a ogni scuola il necessario spazio di manovra per adeguare la DDI alle specifiche situazioni di ogni istituto e il rispetto dell’autonomia scolastica. Infatti, la mancata sottoscrizione del Contratto Integrativo avrebbe significato l’assenza di regole certe sulla DDI. Il contratto sulla DDI – da adottare fino al perdurare dello stato di emergenza sanitaria nei casi di mancata didattica in presenza – parte dal concetto base che la didattica a distanza si svolge nel rispetto della libertà di insegnamento, delle competenze degli organi collegiali e dell’autonomia scolastica. Senza la sua approvazione, si sarebbe verificato, come dal marzo scorso in poi, lo stravolgimento del piano annuale delle attività deliberato dal collegio docenti con riunioni degli organi collegiali non preventivate e non deliberate o il mancato rispetto del diritto alla disconnessione ai sensi dell’art. 22, comma 4, lettera c8) del Contratto collettivo nazionale 2016/18, con la conseguente anarchia delle comunicazioni ufficiali che arrivavano anche nei fine settimana e in orario notturno ai docenti. Meglio aver regole certe e giuste che non averne alcuna.

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Scuola: “Monitoraggio della corretta applicazione dell’attuale protocollo di sicurezza”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Si è tenuta la seduta del Tavolo Nazionale Permanente presso il Ministero dell’Istruzione per il programmato incontro con i responsabili del Ministero della Sanità e i rappresentanti delle associazioni delle famiglie, per queste ultime erano presenti i rappresentanti di Forum Famiglie, AGESC e FONAGS; per l’Anief erano presenti Gianmauro Nonnis, Nanni Saccone e Daniela Di Piazza.“Il protocollo del 6 agosto sul ciclo 6-18 prevede un coinvolgimento attivo delle famiglie, per questo motivo già dalla data della sua sottoscrizione sono state avanzate delle proposte sia di monitoraggio della corretta applicazione dell’attuale protocollo di sicurezza, con l’intento di aiutare le famiglie circa le indicazioni ivi contenute, sia di ulteriori azioni a integrazione di questo” commenta Gianmauro Nonnis, vice presidente nazionale Anief.L’amministrazione si è resa disponibile a una revisione dei contenuti dei protocolli che tenga conto dei numeri del prossimo rapporto del ISS; è il caso di ricordare infatti che una buona parte delle indicazioni riguardano “l’informazione-formazione, rapporti con le famiglie-accoglienza” ma anche “isolamento psicologico/disabilità e inclusione” in cui le famiglie sono direttamente coinvolte.“Come già accennato su altri tavoli, la scuola è un sistema che coinvolge quotidianamente 8 milioni di studenti e oltre 12 milioni di genitori, un sistema che coinvolge ogni giorno e per 10 mesi l’anno ben oltre 20 milioni di persone non può essere gestito da poche migliaia di dirigenti e altrettanti referenti Covid – afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ma deve bensì prevedere la partecipazione attiva di tutti gli attori coinvolti nell’organizzazione scolastica, e i genitori risultano numericamente predominanti”.

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Scuola Azzolina: con Regioni ed Enti locali servono soluzioni condivise

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2020

C’è un pericolo di eccesso di autonomia delle Regioni che nel corso dell’attuale emergenza Covid19 sovrasta sempre non di rado il volere del Governo? Se ne è parlato oggi alla Camera, durante un question time della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina che ha risposto all’on. Alessandro Fusacchia di +Europa. La ministra ha detto di avere “già avviato con molte regioni un serrato confronto, rappresentando formalmente la necessità che ogni decisione sia preceduta, in un’ottica di leale cooperazione, quantomeno da scambi informativi completi”, rendendo pubblici i dati scientifici sui contagi, “attraverso i quali si possa pervenire alla condivisione di soluzioni rispettose del dettato costituzionale, delle prerogative di Stato, Regioni ed Enti locali, del principio cardine di proporzionalità e adeguatezza delle misure da adottare, nonché dell’autonomia delle istituzioni scolastiche esplicitamente richiamata dall’articolo 117 della Costituzione”.L’amministrazione si dice pronta a trovare un punto d’incontro sulle diversità di idee con gli Enti Locali a proposito dell’opportunità o meno di chiudere le attività scolastiche in presenza, a causa della seconda ondata di coronavirus che sta attraversando il Paese. La ministra Lucia Azzolina ha ricordato che l’attivazione di “riunioni di coordinamento regionale e locale, previste nel cosiddetto ‘Piano scuola’, condiviso e approvato da Regioni ed Enti locali, su cui si è favorevolmente espressa anche la Conferenza Unificata”.“Proprio per comprendere la ratio dei provvedimenti e per spingere Regioni ed Enti locali a programmare a stretto giro la ripresa delle attività in presenza – ha detto Azzolina – ho invitato a condividere con il Ministero dell’istruzione i dati scientifici che hanno motivato le loro decisioni, a far conoscere gli interventi compiuti da parte delle autorità sanitarie locali competenti per un’adeguata organizzazione complessiva del nuovo anno scolastico, a rappresentare anche quali iniziative siano state poste in essere e saranno attivate per garantire modalità efficienti di organizzazione del trasporto locale, secondo una programmazione sollecita e ben definita, viste anche le correlate risorse stanziate dal Governo”. Tutto ciò, ha concluso durante il question time tenuto alla Camera, per giungere al vero unico interesse di chi governa la scuola: “quello di tutelare il diritto all’istruzione delle alunne e degli alunni, nel pieno rispetto della salute di tutti i cittadini”, ha concluso Azzolina.

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Edizione 2020 di ioleggoperchè

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2020

Più di 2milioni e mezzo di bambini e ragazzi coinvolti, oltre 13mila scuole, più di 2500 librerie mobilitate e aperte su tutto il territorio nazionale: sono questi i numeri straordinari dell’edizione 2020 di #ioleggoperché, il grande progetto sociale promosso e coordinato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) per la creazione e il potenziamento delle biblioteche scolastiche.L’iniziativa – che entrerà nel vivo dal 21 al 29 novembre – è sostenuta dal Ministero per i Beni e le attività culturali per il Turismo – Direzione generale Biblioteche e Diritto d’Autore, dal Centro per il libro e la lettura del MIBACT, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione – Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento, con l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), l’Associazione Librai Italiani (ALI), con il Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai (SIL), con il patrocinio del Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Informazione ed Editoria e con il supporto di SIAE – Società Italiana Autori ed Editori.Dal 21 al 29 novembre prossimi, nelle oltre 2500 librerie che hanno aderito al progetto, tutti gli italiani potranno donare un libro a una scuola, scegliendo un titolo che ritengono immancabile in una biblioteca scolastica tra quelli suggeriti dagli istituti (attraverso la piattaforma ogni scuola ha infatti comunicato alla libreria gemellata i propri desiderata, fornendo così un utile suggerimento a chi vuole donare) o semplicemente in base alle proprie preferenze. Nell’anno difficile del Covid sul sito ioleggoperche.it sarà possibile, eccezionalmente, donare anche a distanza: circa la metà delle librerie ha infatti segnalato modalità alternative di donazione rispetto all’ingresso fisico nei punti vendita: “Nell’anno dell’emergenza e della difficoltà essere qui non era scontato ma era la nostra grande sfida proprio per essere al fianco delle scuole – ha sottolineato il presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi -. Il nostro progetto, forte della consapevolezza del ruolo insostituibile delle biblioteche scolastiche nel contribuire a garantire eque possibilità di lettura e istruzione a tutti gli studenti, ha portato fino a ora oltre 1milione di libri nelle scuole. Ce l’abbiamo messa tutta, siamo riusciti ad arrivare ancora una volta qui, soprattutto grazie al sostegno delle Istituzioni, e ancora una volta la risposta è stata sorprendente: in poco più di un mese e mezzo oltre 13mila scuole si sono iscritte, pari a 2milioni e mezzo di bambini e oltre 114mila classi coinvolte. Ora possiamo fare, tutti insieme, ancora di più: doniamo un libro alle scuole dal 21 al 29 novembre”. “Vorrei ringraziare AIE e tutti coloro che hanno contributo a vario titolo a questa edizione di #ioleggoperché – ha commentato il Ministro per i Beni e le attività culturali per il Turismo, Dario Franceschini -. Sarà un’edizione diversa dalle altre, come è diversa questa stagione di emergenza che ci ha costretto a vivere molte cose in modo inaspettato. In ogni crisi resta però una traccia positiva: il lockdown ci ha fatto riscoprire spazi di silenzio e non a caso molti hanno riscoperto il piacere della lettura. Credo che questo resterà: chi si avvicina a una cosa così splendida se la porta dietro per tutta la vita. Credo dovremo investire su questo. E credo che ormai molte persone, anche decisori politici, abbiano capito l’importanza che ha nelle nostre società – e in particolare in Italia – l’investimento in cultura”.“La lettura ci unisce, anche nei momenti più difficili. – ha sottolineato il Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina -. “Un libro unisce sempre”, come recita il vostro slogan. Per questo sposo con entusiasmo l’iniziativa #IoLeggoPerché, che ha il nobile intento di promuovere la cultura e che contribuisce a garantire maggiori opportunità di lettura a tutte le studentesse e tutti gli studenti. Ringrazio l’Associazione Italiana Editori, che ogni anno la organizza ricevendo un largo sostegno da parte di Enti, Istituzioni, di docenti, dirigenti, librai, studenti, famiglie. Donare un libro ad una scuola o ad una biblioteca vuol dire lasciare che un seme germoglierà altrove, infinite volte. Mi auguro per questo una larga partecipazione”.

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Scuola: Sottoscritto l’appello delle paritarie

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2020

“Affronteremo l’argomento scuola nella legge di Bilancio tenendo ben presente l’appello lanciato dall’Unione superiore maggiori d’Italia (Usmi) e la Conferenza italiana superiori maggiori (Cism) per una reale interazione scuola pubblica e scuola privata. Due autorevoli organismi, forti del sostegno di ben 70 associazioni familiari, proseguono la loro battaglia per il pieno riconoscimento delle scuole paritarie e private. A venti anni dalla legge, mancano risorse e impegni da parte dello Stato che viceversa potrebbero essere indispensabili, proprio adesso nella fase pandemica. La disattenzione da parte del governo è talmente evidente che a marzo abbiamo portato avanti una battaglia in totale solitudine per indurre l’esecutivo a ristorare anche questo settore e i loro iscritti, le famiglie. Servono risorse per il pluralismo scolastico, la deducibilità della retta versata per alunno o per studente alle scuole pubbliche paritarie dei cicli primario e secondario, fondi per sostenere gli studenti disabili (13 mila) della scuola paritaria, ai quali non è garantito il diritto allo studio per la carenza dei fondi necessari a pagare gli insegnanti di sostegno”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia annunciando la sua sottoscrizione dell’appello lanciato dalla Usmi e dalla Cism.

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Scuola: Dad, la norma è nel contratto nazionale ma mancano risorse per la formazione dei docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2020

Appena cinque milioni di euro: è questa la somma messa a disposizione dal ministero dell’Istruzione per la formazione dei docenti italiani sulla didattica a distanza. A rivelarlo è stato il ministero dell’Istruzione rispondendo ad un’interrogazione dell’onorevole Gabriele Toccafondi di Italia Viva. «Già con il decreto Cura Italia una quota pari a 5 milioni di euro è stata destinata specificamente alla formazione del personale sulla Didattica digitale integrata, coinvolgendo 572.888 docenti», ha scritto il dicastero di viale Trastevere. Il punto è che dividendo i 5 milioni di euro per oltre 570 mila insegnanti, si ricavano meno di 9 euro per la formazione di ciascuno.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che quello della formazione del personale è uno degli ambiti che determinano il ‘cuore’ delle linee guida per il Recovery Plan, la cui bozza è in questi giorni sotto l’esame del Parlamento italiano in vista della consegna alla Commissione europea prevista per il prossimo mese di gennaio: gli altri sono la Fibra ottica da introdurre negli istituti scolastici, più digitalizzazione e e-learning, ristrutturazioni per migliorare l’efficienza energetica e antisismica, più asili nido e ricerca e valorizzazione del patrimonio culturale. Per raggiungere questo scopo, sarebbe bene che tutto il personale in servizio, anche quello non di ruolo, potesse accedere alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di cui all’articolo 1, comma 121, della legge n. 107 del 13 luglio 2015: pensare che 200 mila docenti ne siano sprovvisti, pure in un situazione di emergenza pandemica come quella che stiamo vivendo, come pure il personale Ata, in questo caso anche di ruolo, è un errore palese di cui chi amministra lo Stato si dovrà prima o poi rendere conto”.Ma sulla base di un calcolo formulato dal Corriere della Sera la somma stanziata per la formazione della didattica a distanza di ogni docente sarebbe pari ad appena 8 euro e 72 centesimi: “a tanto ammonterebbe la cifra che il ministero dell’Istruzione ha destinato ad ogni insegnante per la formazione del personale scolastico sulla didattica digitale integrata”, scrive il quotidiano milanese. “A voler leggere le intenzioni di viale Trastevere per la formazione dei prof – chiosa Il Corriere della Sera – la matematica non inganna: i cinque milioni divisi per i quasi seicentomila insegnanti coinvolti significano meno di dieci euro di formazione. Con dieci euro non si fanno neppure venti minuti di ripetizione”.

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