Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

Archive for the ‘scuola/school’ Category

In Commissione dichiarati inammissibili diversi emendamenti sulla Scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

senato-della-repubblica[1]Roma. I senatori hanno bocciato molti degli emendamenti al disegno di legge 2960 ispirati da Anief-Udir e presentati attraverso schieramenti politici di varia estrazione. Si va da alcune delle disposizioni per incrementare gli aumenti stipendiali dei presidi, all’assegnazione delle responsabilità sulla sicurezza degli edifici scolastici ai proprietari degli immobili e non più agli stessi ds. Niente da fare anche per l’istituzione di un corso riservato ai ricorrenti delle selezioni 2011 e 2015 per diventare dirigente scolastico, per l’ammissione in sovrannumero dei vicari dei presidi con 36 mesi di servizio quali reggenti a concorso per dirigente scolastici, per l’istituzione dell’insegnamento del diritto in tutte le classi del primo biennio delle superiori, per l’abolizione della chiamata diretta dei docenti, per alcune disposizione previste per l’uscita dei minori dalle scuole, per il necessario sblocco delle assunzioni Ata, delle supplenze e del potenziamento scolastico e per l’abolizione dell’obbligo delle vaccinazioni.
Marcello Pacifico (Anief-Udir): A questo punto, diverse delle questioni che non hanno trovato seguito in Parlamento passeranno all’esame dei giudici. In primis, della Consulta che dovrà esaminare la correttezza della procedura riservata a seguito dell’ultimo concorso a DS da cui sono stati esclusi i ricorrenti del 2011, seguito dei rilievi di incostituzionalità della norma ‘sanatoria’ mossi dal Consiglio di Stato con ordinanza n. 3008/2017. Poi, i giudici del lavoro continueranno ad applicare le sentenze delle Sezioni unite della Cassazione in tema di parità di trattamento tra personale docente e di ruolo, risarcimenti, riconoscimento per intero di tutto il servizio pre-ruolo nelle ricostruzioni di carriera e nella mobilità, anche per i neoassunti. Infine, i tribunali amministrativi nell’inserimento in GaE o in Graduatoria d’istituto e nella partecipazione ai concorsi. Anief annuncia fin d’ora che chiederà la presentazione degli emendamenti in aula e alla Camera.Chi è precario ed è stufo può intanto decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Inoltre, in attesa che la giustizia europea faccia il suo corso, dopo che la Corte di Giustizia UE ha espresso perplessità sul limite dei 12 mesi di risarcimento sanciti dalla Cassazione (sentenza n. 27384/2016), Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Ai ricorsi sono interessati pure i lavoratori di ruolo, ad iniziare dal recupero del primo “gradone” stipendiale.

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Contratto pubblico impiego: Beffato personale della scuola e PA

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

Marianna_MadiaIl ddl con maxi-emendamento del Governo porterà nel contratto appena 18 euro lordi per il biennio 2016-2017 e 85 euro nel 2018: persi 3.461 euro. La perdita media a lavoratore risulta al netto dell’indennità di vacanza contrattuale. La conferma arriva da un’analisi, realizzata dal sindacato Anief, del disegno di legge con maxi-emendamento del Governo appena approvato. Incrociando questi dati con quelli del disegno di legge n. 2960, risulta che le somme da destinare agli statali sono davvero esigue. Eppure la Costituzione insegna (art. 36) che un contratto si firma solo se si recupera almeno il costo della vita che, nella programmazione del MEF tra il 2008 e il 2015, è aumentato dell’8,50%, con + 0,02 nel 2016, + 0,80% nel 2017, e + 1,70% previsionale nel 2018. E se qualche sindacato si dice pronto a chiedere al nuovo Governo di mettere in contrattazione i 200 milioni di euro destinati al merito e i 300 milioni destinati alla formazione obbligatoria del personale di ruolo – idea di per sé non malsana ma comunque legata a un intervento legislativo sulla 107/15 – di fronte a un allargamento della platea al personale Ata di ruolo e al personale docente precario (da Anief reclamato al Tar Lazio), ovvero a 1,1 milioni di dipendenti, dovrebbe sapere che la suddivisione di tali risorse per 13 mensilità per il solo 2018 aumenterebbe di 36 euro la quota mensile pro capite. Quindi, l’incremento sarebbe appena superiore ai 100 euro.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Un contratto si firma se rispetta il diritto dei lavoratori, la loro dignità umana e professionale come avviene nel settore privato dove vi sono stati aumenti salariali del 20% negli ultimi dieci anni di blocco del pubblico impiego. A questo punto non possiamo che continuare la nostra battaglia in tribunale per far dichiarare incostituzionali le norme che bloccano l’indicizzazione dell’assegno di indennità di vacanza contrattuale dal settembre 2015, cioè dalla data di sblocco della contrattazione come ci dice la Consulta, al netto dei soldi che il Governo trova o concorda per la firma del contratto di cui diffidiamo, fin d’ora, le altre OO. SS. dalla firma, a queste condizioni. Se il Governo sarà disposto a cambiare la L. 107/15 e destinare alla contrattazione i 500 mln del merito e della card, si potrebbero recuperare altri 36 euro per il solo 2018, ma non 200 euro. Ecco perché Anief continua ad invitare il personale della scuola a inviare la diffida per sbloccare l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale e ancorarla al 50% dell’inflazione programmata. Ogni lavoratore si gioca 135 euro in più dal nuovo anno e 2.817 euro di arretrati.

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Quel « quanto » che ci aspettiamo dalla scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

scuolaLa scuola è diventata per certi versi una sorta di fabbrica di “valori” anche se alla prova dei fatti essi sono più virtuali che reali. Ed è questo, a nostro avviso, il suo punto di debolezza più vistoso ed emblematico al tempo stesso. Una Patria, per ben intenderci, che viene dal “Cuore” di De Amicis o dalle prose del verismo francese dove autori emeriti sono stati lesti a rappresentare le miserie, a condannarle, ma non altrettanto spediti nell’indicare il modo come ovviarle. Siamo passati, ai giorni nostri, nel riempire le bocche dei discenti di giustizia, libertà, democrazia, uguaglianza e per poi trasformarli in età adulta in qualcosa d’altro che solo lontanamente si richiamavano a tali valori se non sfruttandoli ad uso e consumo per fini tutt’altro che onorevoli. Oggi la povertà ed ancor più la miseria non sono condizioni accettabili come accadeva nel passato alla stessa stregua di una malattia debilitante ma inevitabile. Non lo sono perché noi avvertiamo nelle nostre coscienze l’assurdità di doverci esprimere con toni aulici per rappresentare una condizione ideale mentre vi sono le condizioni per una migliore ridistribuzione delle risorse naturali. E’ lo stesso concetto di proprietà che è messo in discussione. Perché si hanno terre più dell’occorrente, perché si dispongono risorse finanziarie più del fabbisogno, perché si vuole vivere con il superfluo quanto agli altri manca il necessario? Abbiamo incominciato molti secoli addietro ad alterare il rapporto tra gli esseri umani concependo la proprietà come diritto di pochi e la schiavitù come primato di un potere oppressivo della libertà degli uni per la libertà di una élite. A questo punto se vogliamo una scuola espressione di un primato della civiltà sulla barbarie, dobbiamo cambiare i paradigmi di risposta culturale che vi abbiamo posto. Nessun ideale potrà dirsi tanto esaltante quanto quelle che trovi un riscontro reale nella vita di tutti i giorni.
(fonte: centro studi politici e sociali della Fidest)

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Legge di stabilità: Assunzioni maestri scuola d’infanzia, poche e sofferte

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneSono gli unici insegnanti a non essere stati contemplati nel piano straordinario della riforma Renzi-Giannini e nemmeno nel “potenziamento” che ne è conseguito. Tanto è vero che oggi sono il raggruppamento di gran lunga più numeroso delle Graduatorie ad esaurimento. Ora, però, si potrebbe dare loro la possibilità di riscattarsi, attraverso l’ultima manovra del Governo Gentiloni. L’emendamento Pd prevede al massimo 2mila stabilizzazioni, peraltro pure in dubbio, ma ne servirebbero quindici volte di più. Le proposte Anief sono confluite nelle modifiche al ddl 2960, presentate da più raggruppamenti politici.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non è possibile che quando si tratta di venire incontro alla stabilizzazione dei maestri che operano nei nostri asili si debba sempre arrivare ad un nulla di fatto. Non abbiamo mai smesso di credere nelle loro assunzioni e per questo abbiamo fatto pervenire alla Commissione Bilancio del Senato 40 emendamenti, alcuni dei quali specifici per risolvere l’annosa questione. Non vogliamo più sentire parlare di strada in salita, ma di assunzioni in gran numero e sicure: ne abbiamo sempre indicate 20mila per il potenziamento e almeno 8mila per il turn over degli ultimi anni. In caso contrario, se non se dovesse fare nulla, non ci vengano a dire che si fa un uso troppo disinvolto del giudice per dirimere i problemi: noi pure stavolta ce l’abbiamo messa tutta per centrare un’operazione sacrosanta tramite il legislatore. Chiediamo il blocco temporale delle supplenze brevi e che venga sciolta la riserva su inserimenti in graduatoria, a seguito del provvedimento amministrativo.

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Precariato, per cancellarlo non servono le nuove graduatorie della legge 107/15 ma la riapertura delle GaE

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

pacifico-marcelloÈ quello che Anief ha chiesto da tempo ed ora il Senato ha l’opportunità di realizzare, approvando l’emendamento 54.26 al ddl 2960, la Legge di Stabilità all’esame della Commissione Bilancio di Palazzo Madama, presentato dai senatori Gian Marco Centinaio e Silvana Andreina Comaroli (Lega Nord). Al centro della questione vi sono decine di migliaia di docenti precari “storici” che a seguito della riforma 107/2015 sono stati bloccati, perché le GaE si riapriranno solo nel 2019, oppure messi nel dimenticatoio, perché dalla seconda fascia delle graduatorie d’istituto continua a permanere un insensato e anacronistico blocco. Si chiede, pertanto, l’aggiornamento annuale e “l’inserimento a domanda in terza fascia di tutti gli aspiranti in possesso di abilitazione all’insegnamento”. Oltre al reinserimento a domanda nella fascia di pertinenza del personale precedentemente inserito, depennato per mancato aggiornamento. Con un altro emendamento, sempre di ispirazione Anief, si chiede anche di convertire tutti i posti oggi in organico di fatto senza titolare di personale docente e amministrativo “in organico di diritto a decorrere dal 1 settembre 2018, ivi inclusi i posti in deroga su sostegno”.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Occorre puntare su questa strada, facendo cadere le barriere delle GaE e vincoli sulla mobilità, perché non ha alcun senso mettere di nuovo alla prova questi insegnanti, già abilitati, per inserirli nelle prossime nuove graduatorie regionali ad esaurimento, attraverso le quali si otterrà il medesimo risultato però con anni di ritardo. Aprire le GaE annualmente, invece, permetterebbe di far coincidere la domanda dei supplenti abilitati con l’offerta dei posti vacanti e disponibili. Senza però attivare dei concorsi inutili, prevedendo anche un esborso di soldi per l’erario privo di alcuna efficacia.

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UN Ass. Secretary General Shares Latest News On the 17 SDG`s

Posted by fidest press agency su martedì, 14 novembre 2017

new yorkNew York. In September 2015, 193 countries signed up to support the UN’s 17 sustainable development goals for our planet and the people that live on it. “The promise to leave no one behind is the most difficult commitment of this new social contract,” says Thomas Gass. “It requires that we all seek to understand who the most vulnerable people are and what risks they face, and then systematically empower these people and build their resilience.” Thomas Gass was appointed by the UN Secretary-General as Assistant Secretary-General for Policy Coordination and Inter-Agency Affairs in UN DESA and he took office on 3 September 2013. Gass believes the SDG’s are a “shared vision of humanity” and not just a “development strategy for big international organizations to fix the problems in the South.” Leaders need to understand that “sustainability has been redefined,” and that “no group must be left behind.” He adds that when “poverty or pollution or climate change happen in another country far away, that does not mean that we are not part of the cause of these problems and their necessary solution.”CMRubinWorld launched in 2010 to explore what kind of education would prepare students to succeed in a rapidly changing globalized world. Its award-winning series, The Global Search for Education, is a highly regarded trailblazer in the renaissance of 21st century education, and occupies a widely respected place in the pulse of key issues facing every nation and the collective future of all children. It connects today’s top thought leaders with a diverse global audience of parents, students and educators. Its highly readable platform allows for discourse concerning our highest ideals and the sustainable solutions we must engineer to achieve them. C. M. Rubin has produced over 500 interviews and articles discussing an extensive array of topics under a singular vision: when it comes to the world of children, there is always more work to be done.

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Legge di stabilità: Docenti, servono modifiche per correggere l’ultima riforma

Posted by fidest press agency su domenica, 12 novembre 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cAnief chiede al Senato di intervenire su mobilità, GaE, educatori, potenziamento e organici. Il giovane sindacato chiede di collocare nella Legge di Stabilità di fine anno una serie di interventi a favore dei docenti precari “storici” e di ruolo che, a seguito della riforma 107/2015, hanno subìto palesi ingiustizie: si va dalla soluzione per tutti quei neo assunti costretti a lavorare in sedi lontanissime per diversi anni alla modifica di gestione delle Graduatorie ad Esaurimento che andrebbero aggiornate ogni anno, per permettere l’inserimento alle tante categorie sino ad oggi illegittimamente escluse; dal trasferimento degli educatori di ruolo nella scuola primaria all’assunzione su posti di potenziamento di almeno 8mila maestri della scuola dell’Infanzia, 20mila Ata e 500 nuovi educatori, fino alla conversione in organico di diritto di tutti i posti, come docente e amministrativo, oggi senza motivi validi inseriti in quello di fatto.

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Scuola e il servizio mensa

Posted by fidest press agency su domenica, 12 novembre 2017

“Quasi metà degli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado non ha accesso alla mensa scolastica. È questo un dato, oggettivo, sul quale dobbiamo riflettere”. Così la deputata di Forza Italia, Nunzia De Girolamo, nel suo intervento odierno nel corso della trasmissione Agorà su Rai 3. “Se badiamo poi – ha proseguito la parlamentare azzurra – ad un ulteriore dato, allora comprendiamo l’importanza di intervenire, in maniera repentina, su tale problema. Basti pensare che in otto regioni italiane, oltre il 50% degli alunni, più di 1 bambino su 2, non ha la possibilità di accedere al servizio mensa. E, lo dico senza fondi di utopia, dobbiamo lavorare affinché il servizio mensa possa essere annoverato tra i servizi essenziali. Non si può pensare, minimamente, che i bambini possano comprendere alcune differenze sociali. Dobbiamo dare a tutti la possibilità di accedere a tale servizio, anche chi ha condizioni economiche svantaggiate. È mai possibile – ha incalzato nel corso della trasmissione la De Girolamo – che un mio amico a Guidonia, con 4 figli, debba pagare oltre 70 euro al mese cadauno? In un periodo, tra le altre cose, di forte difficoltà economica come quello che stiamo attraversando. Sicuramente la provocazione del sindaco di Montevarchi, è servita a far riflettere e ad accendere i riflettori sulla problematica in questione, nonché a risolvere la problematica di chi potrebbe pagare e magari, per svariati motivi, non lo fa. Sono convinta però, ripeto, che sia necessario garantire il servizio mensa, – ha concluso De Girolamo – trasformandolo in un servizio pubblico essenziale”.

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Progetto pilota per il benessere: oltre 700 persone coinvolte in due istituti

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

bolognaBologna. A un anno dal lancio della sperimentazione in due istituti scolastici della regione emilia-romagna, è pronto per essere reso pubblico il progetto pilota di affiancamento psicologico alle scuole per il miglioramento del benessere scolastico. Nato dall’impegno del Gruppo di Lavoro dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna sulla Psicologia Scolastica, cui hanno partecipato anche le Università di Bologna e di Parma, il progetto ha coinvolto oltre 700 tra insegnanti, studenti e genitori nel corso dell’anno scolastico 2016/2017. L’obiettivo è favorire il benessere in molti modi, che vanno ben oltre il solo sportello d’ascolto (CIC), in linea con quanto scritto nella legge nota come “La Buona Scuola”.
Strutturato appositamente per essere ripetibile anche in altri contesti scolastici, il progetto è stato messo in pratica presso il “Pascal Comandini” di Cesena e il “G. Leopardi” di Castelnuovo Rangone (MO). Alla base una impostazione che favorisce da un lato l’apprendimento e la crescita personale degli alunni, dall’altro un contesto collaborativo tra gli adulti impegnati a vario titolo nel mondo scuola, permettendo interventi di prevenzione su ogni tipo di disagio. Lo psicologo che opera nella scuola, infatti, non si limita solamente alla “soluzione dei problemi” e alla presa in carico dei casi più difficili, ma soprattutto collabora con l’istituzione per promuovere un clima relazionale positivo in un atteggiamento di rete. Il progetto è stato infatti mirato al miglioramento e al potenziamento, dal punto di vista psicologico, di modelli educativi e didattici efficaci, in un’ottica di prevenzione e crescita del benessere. Come sottolinea Anna Ancona, la Presidente dell’Ordine degli Psicologi ER, d’altra parte, “quelle normalmente viste come situazioni emergenziali e improvvise sono spesso, in realtà, del tutto prevedibili, poiché connesse a difficoltà strutturali che possono essere individuate preventivamente, come insegna la psicologia di comunità”. Il progetto ha fatto uso di vari strumenti psicologici, dai questionari di autovalutazione, ai focus group e alle attività transdisciplinari e interclasse, fino al questionario e al confronto conclusivo. Ne è emerso un quadro dove sono le scuole stesse a esprimere la necessità di comprendere meglio sia in che cosa consista la “cittadinanza attiva e democratica” menzionata nella legge de La Buona Scuola, sia come mettere in pratica le prescrizioni che pure sono contenute nella legge.
Più nel dettaglio, il testo, (art. 7 comma d), tratta di “sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale e alla pace, il rispetto delle differenze e il dialogo tra culture, il sostegno dell’assunzione di responsabilità, nonché della solidarietà e della cura dei beni comuni e della consapevolezza dei diritti e dei doveri”, ma non chiarisce quale sia la definizione di questi aspetti, né come realizzarli. “Il progetto ha anche questo fine – spiega Anna Ancona – fornire alle scuole indicatori chiari, individuati ad hoc, per contribuire a rendere osservabili e misurabili queste competenze di cittadinanza attiva, valorizzando negli studenti le capacità di essere autonomi, responsabili, consapevoli dei propri e degli altrui diritti e doveri.” L’occasione per la restituzione del lavoro svolto sarà il convegno “Scuola e Psicologia: un’alleanza possibile” – aperto a psicologi, dirigenti scolastici, insegnanti e a tutti gli operatori degli istituti scolastici della regione -, che si terrà il 16 novembre dalle 14:30 presso l’Hotel Europa a Bologna. L’accesso è gratuito e per partecipare è necessaria l’iscrizione sul sito dell’Ordine.

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Dal banco di scuola al posto di lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

ErmetrisAcademyGorizia. Studenti venite in azienda per iniziare a conoscere il mondo del lavoro: in palio potrebbe esserci un’assunzione. Il messaggio arriva da Ermetris, una giovanissima impresa di Gorizia specializzata nella fornitura di materiali ad elevata tecnologia per il settore ferroviario, che ha fatto propria la classica alternanza scuola-lavoro e ha redatto un progetto ad hoc coinvolgendo due istituti tecnici superiori del suo territorio, l’Itis Galilei di Gorizia e l’istituto tecnico tecnologico Marconi di Staranzano (GO). Con il progetto Ermetris Academy l’azienda mira a creare professionalità che possano rispondere alle locali richieste del mercato del lavoro.«Dopo la positiva esperienza dell’anno scorso, abbiamo deciso di farci promotori di un progetto specifico nella convinzione che non solamente sia importante accompagnare gli studenti ad avere più elementi possibili per fare una scelta lavorativa futura che sia più coerente con le loro aspettative professionali e personali, ma anche si fondamentale sviluppare alcune capacità ed abilità professionali mediante percorsi di apprendimento direttamente in azienda», spiega Claudio Borrello, ingegnere, che solamente sei anni fa ha dato vita ad Ermetris facendo di una start up una realtà in continua crescita e profondamente legata al proprio territorio. «I ragazzi degli istituti hanno grande attrattiva per il mercato locale. Per questo crediamo che necessitino di un orientamento e di una formazione che li portino ad una maggiore consapevolezza di sé, delle proprie abilità e delle proprie propensioni. Il tutto anche nell’ottica di formare professionalità che possano rispondere effettivamente alle esigenze delle aziende, quindi permettere a questi ragazzi di trovare lavoro sul territorio. Noi per primi ci poniamo nell’ottica di assumere uno di questi ragazzi».La reazione degli istituti e soprattutto degli studenti cui il progetto è stato proposto è stata entusiastica. «Ci fossero state 30 anni fa questo tipo di iniziative, sicuramente avremmo avuto diplomati con maggiore consapevolezza di cosa significhi entrare nel mondo del lavoro», ricorda Carlo Prencis, docente dell’Itis di Gorizia e referente per l’alternanza scuola lavoro. «È un progetto molto interessante. Un’iniziativa direi fondamentale soprattutto per i ragazzi che frequentano un istituto tecnico. La positiva esperienza fatta con Ermetris l’anno scorso ci ha spinto ad aderire ad Ermetris Academy per l’utilità e il riscontro che abbiamo avuto dagli alunni». Sul fatto che la proposta arrivi direttamente da un’azienda, «è la prima volta che mi capita. Sicuramente è un’iniziativa utile e interessante», aggiunge Prencis.Il progetto Ermetris Academy, che si rivolge agli alunni di quarta e di quinta indirizzo elettrotecnico, prevede due fasi tra novembre e aprile del prossimo anno: la prima all’interno della scuola con una serie di incontri conoscitivi con i ragazzi; la seconda direttamente in azienda per conoscere i vari reparti di cui si compone una realtà produttiva, osservare un tutor aziendale nello svolgimento della sua attività lavorativa e apprendere sul campo un primo livello di competenze. Ermetris però guarda un po’ più lontano con la prospettiva di «fare sistema». Aggiunge Borrello: «Ci muoviamo sul territorio con l’intenzione di creare una rete tra aziende e territorio. Perché, anche se operiamo a livello internazionale, è qui che lavoriamo e vorremmo che questo territorio potesse crescere con noi». In quest’ottica, Ermetris si pone come una sorta di modello per altre aziende. «Così da creare una rete locale dove impresa, scuola e territorio collaborano lavorando nella medesima direzione, quella della crescita», conclude Borrello.Ermetris Academy è un progetto a tutt’oggi aperto a nuove collaborazioni. (foto: ErmetrisAcademy)

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Arte terapia: incontri formativi

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 novembre 2017

ARIANNA PAPINIFirenze dal 6 all’otto novembre 2017, nell’ambito del progetto come usare lo strumento-libro e fornire best practices, informazioni e approfondimenti, educatori e operatori sociali hanno organizzato incontri formativi, in omaggio il libro Natura Dentro, e presentazioni nella Città Metropolitana di Firenze, presso biblioteche civiche; visite guidate, in luoghi particolarmente significativi, quali il Bosco d’Art Contemporanea dove ha sede ACPST, a Greve in Chianti; e laboratori di arte terapia nelle scuole. Nell’ambito del progetto si segnalano alcuni dei principali appuntamenti in programma:
• lunedì 6, ore 18.00, Sala Margherita Hack – Ex Biblioteca Civica, Comune di Greve in Chianti (Viale G. Vanghetti 4) presentazione del progetto e del volume NATURA DENTRO, rivolta a bambini, genitori, insegnanti, operatori sociali e alla cittadinanza. Saranno presenti: Paolo Sottani e Lorenzo Lotti, rispettivamente Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Greve in Chianti; Ilaria Maurri,
Progetti Educativi, Carthusia Edizioni; Duccio Mannucci e Gianni Bandinelli, rispettivamente, Presidente e Vicepresidente di ACPST.
• martedì 7mattina, Scuola dell’Infanzia Serristori, Comune di Firenze (Viadi San Niccolò 89/a), Arianna Papini terrà 2 laboratori di Arteterapia, rivolti ai bambini e agli insegnanti. • martedì 7, ore 16.45, Biblioteca dei Ragazzi, Comune di Firenze (Via Tripoli 34), presentazione del progetto e del volume NATURA DENTRO, rivolta a bambini, genitori, insegnanti, operatori sociali e alla cittadinanza. Saranno presenti Ilaria Maurri, Progetti Educativi, Carthusia Edizioni; Duccio Mannucci Presidente di ACPST.
NATURA DENTRO• mercoledì 8, mattina, Scuola dell’infanzia Giotto – Istituto Comprensivo Masaccio, Comune di Firenze (Via Luca Landucci 50), Arianna Papini terrà laboratori di Arteterapia, rivolti ai bambini e agli insegnanti. • mercoledì 8, pomeriggio (da confermare), Biblioteca Civica, Comune di Borgo San Lorenzo (piazza Garibaldi 10), presentazione del progetto e del volume Il progetto patrocinato da lla Regione Toscana, dalla Città Metropolitana di Firenze, dal Comune di Greve in Chianti, dall’Accademia dei Georgofili e da FILE – Fondazione Italiana di Leniterapia, ad oggi è stato realizzato nelle città metropolitane di Milano e Firenze, grazie al contributo della Fondazione Cariplo, della Fondazione CR Firenze e della Città Metropolitana di Firenze, e al sostegno di Anallergo SpA e ChiantiBanca (main sponsor ACPST 2016 / 2017).
Tenuto conto della valenza dell’iniziativa e del successo che ha ottenuto, dal 2018, se, come auspicato, ACPST potrà contare sulla collaborazione e il sostegno di soggetti istituzionali, socio-culturali-educativi e finanziari presenti nella regione.

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Dirigenti scolastici, ma quale aumento di 400 euro netti al mese? Sono appena 160 e pure a rate

Posted by fidest press agency su domenica, 5 novembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneUdir ha verificato che le tanto strombazzate risorse aggiuntive previste dalla Legge di Stabilità portano realmente ad un aumento intorno ai 400 euro netti mensili. Peccato che, a fronte di tale aumento della retribuzione fissa, sia anche prevista una forte diminuzione della retribuzione variabile ed accessoria. Ciò per effetto da una parte dei tagli del Fondo unico nazionale degli ultimi anni, dall’altra parte per l’aumento numerico di dirigenti scolastici in servizio che verranno assunti – con ogni probabilità dal 2019 – a seguito del prossimo concorso: dovendo dividere la stessa somma per più capi d’istituto, la “fetta” che spetterà ad ognuno è destinata infatti a rimpicciolirsi.Conteggi alla mano, nel 2015, in base all’Atto di Indirizzo, i dirigenti di Università e Ricerca guadagnavano 96.216,56 euro l’anno, a fronte dei 57.893,28 euro dei Dirigenti Scolastici: la sperequazione è quindi pari a 38.323,28 euro annui, ovvero 2.947,94 al mese.Marcello Pacifico (Udir): Per parlare di vera equiparazione agli altri dirigenti pubblici della medesima area servirebbero ben altri finanziamenti. Non ci sembra proprio il caso di fare salti di gioia. Inoltre, i soldi della Legge di Stabilità arriveranno a tappe, con intervalli di tempo molto lunghi: a partire dal 2018 per arrivare al 2021. In pratica, i Dirigenti Scolastici faranno due contratti in uno. La domanda che poniamo pubblicamente, anche agli altri sindacati, è: vale la pena giocarsi il contratto 2019/2022 per 160 euro al mese?

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Alunni accompagnati all’uscita, soluzione Pd inefficace

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 novembre 2017

scuola1Leggendo la relazione tecnica all’emendamento ad hoc, ora al vaglio delle Commissioni del Senato all’interno del testo della Legge di Stabilità 2018 giunto a Palazzo Madama, l’impressione è che anche stavolta la montagna abbia partorito il topolino. Chi stabilisce l’autonomia dei ragazzi? I genitori? Se per caso succede qualcosa al giovane chi interviene, nuovamente il giudice? Per non parlare della possibilità di generare ancora più confusione, con parte della classe autorizzata a uscire da sola e parte no.Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief e Udir, quello che veramente serve è approvare una norma che intervenga a supporto dei regolamenti di istituto: quindi, esortiamo la Ministra e il Partito Democratico ad elaborare un provvedimento più efficace del testo presentato, oltre a trovare maggiori risorse per le scuole.La sentenza della Cassazione Civile, Sezione III, n. 21593 del 19 settembre scorso ha sollevato un vespaio di polemiche sul problema dei minori di 14 anni che vanno a casa da soli dopo l’uscita da scuola: la sentenza ha sottolineato che “l’attività di vigilanza esercitata dalla istituzione scolastica non deve arrestarsi, fino a quando gli alunni dell’istituto non vengano presi in consegna, da altri soggetti e dunque sottoposti ad altra vigilanza”. Sul tema ha provato a fare chiarezza il presidente Anief e Udir Marcello Pacifico, secondo cui “la responsabilità dei giovani, una volta usciti dal perimetro scolastico, non può essere additata ancora agli insegnanti, al personale Ata o al dirigente scolastico”. Il sindacalista autonomo ha ricordato che “proprio perché la scuola ha il dovere di assolvere al compito della sorveglianza viene da sé che l’impegno e la responsabilità che la scuola ha nei confronti dei suoi alunni non può sforare il tempo scuola. Su questo il Miur dovrebbe essere chiaro invece di mandare inviti alle famiglie perché si organizzino affinché vi sia sempre un adulto all’uscita da scuola, un genitore o uno dei nonni o comunque un adulto fidato che li prenda per mano”.L’on. Simona Malpezzi ha, dunque, provato a porre rimedio al problema con un emendamento ad hoc, ora al vaglio delle Commissioni del Senato all’interno del testo della Legge di Stabilità 2018 giunto a Palazzo Madama, per essere inserito nella prossima Legge di Bilancio. Il provvedimento si intitola “Misure volte a incentivare il processo di autoresponsabilizzazione dei minori di 14 anni, finalizzate a consentire l’uscita autonoma dei minori dai locali scolastici”: si compone di un solo articolo, diviso in due commi, che prevede la possibilità per i genitori di autorizzare l’uscita autonoma da scuola dei figli minori di 14 anni, sollevando la scuola da ogni responsabilità. Come da tradizione, da una prima lettura della relazione tecnica sembra che la montagna abbia partorito il topolino. Quindi, esortiamo la Ministra e il Partito Democratico ad elaborare un provvedimento più efficace del testo presentato, oltre a trovare maggiori risorse per le scuole: occorre evitare, come è successo quest’anno, di incorrere in ulteriori tagli”, conclude il sindacalista autonomo.

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Scuola: Nuovi concorsi docenti, si parte subito ma chi è già di ruolo non vi potrà partecipare

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 novembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneL’indizione della prima procedura è prevista entro la fine del 2017: sono molti i docenti già a tempo indeterminato interessati al conseguimento dell’abilitazione per altra classe di concorso, quindi a partecipare alla procedura riservata in modo da consentire la loro crescita professionale. Ancora di più perché la loro partecipazione è prevista dal decreto legislativo n. 59/2017, che regola il nuovo reclutamento post Buona Scuola. L’esclusione sta creando dissensi tra i tanti docenti a tempo indeterminato che già da parecchi anni si trovano nell’impossibilità di poter conseguire un’altra abilitazione all’insegnamento e rimangono così “bloccati” sul loro insegnamento pur potendo accedere ad altri. Intanto dal Miur qualche apertura. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Le rassicurazioni del Miur sull’apertura del concorso al personale di ruolo ci sembrano davvero deboli: perché, visto che queste erano le intenzioni, non è stato normato direttamente? Intanto, non si contano più le sentenze emesse da più tribunali sull’estromissione illegittima del personale già di ruolo da un concorso pubblico, anche all’interno della stessa amministrazione: i giudici sembrano infatti sempre più inclini a bacchettare l’azione discriminante. Ed è per questo motivo che stiamo predisponendo un ricorso, appena il bando dovesse ufficializzare l’estromissione degli insegnanti già di ruolo.Eurosofia, in collaborazione con Anief ed Unipegaso, consente agli aspiranti docenti di acquisire i 24 CFU quali requisiti d’accesso per il prossimo Concorso a cattedra (Fit). Per maggiori informazioni cliccare qui.Parte in salita il percorso dei docenti di ruolo che vogliono partecipare ai prossimi concorsi, il primo dei quali potrebbe vedere la luce già prima della fine del 2017, quindi in anticipo rispetto alle date inizialmente fissate. L’esclusione preoccupa non poco: perché non è marginale il numero di docenti già a tempo indeterminato interessati al conseguimento dell’abilitazione per altra classe di concorso, quindi a partecipare alla procedura riservata “in modo da assicurare lo scorrimento della graduatoria regionale di merito che si verrà a costituire, già dall’a.s. 2018/19, con l’accesso al III anno di FIT”, spiega Orizzonte Scuola.Eppure, il comma 3 dell’articolo 4 del decreto legislativo n. 59/2017, che regola il nuovo reclutamento post Buona Scuola, dice esattamente il contrario: “Nell’ambito della collaborazione di cui all’articolo 2, comma 3, e in coordinamento con il Piano nazionale di formazione di cui al comma 5 del medesimo articolo, sono organizzate specifiche attivita’ formative riservate a docenti di ruolo in servizio che consentano di integrare la loro preparazione al fine di poter svolgere insegnamenti anche in classi disciplinari affini o di modificare la propria classe disciplinare di titolarita’ o la tipologia di posto incluso il passaggio da posto comune a posto di sostegno e viceversa, sulla base delle norme e nei limiti previsti per la mobilita’ professionale dal relativo contratto collettivo nazionale integrativo”.L’esclusione sta creando dissensi tra i tanti “docenti di ruolo che già da parecchi anni si trovano nell’impossibilità di poter conseguire un’altra abilitazione che consenta la crescita professionale”, accedendo ad un altro insegnamento a loro più confacente. Il Miur, dal conto suo, ha fatto sapere, ma solo a parole, che “nei due bandi di concorso che verranno banditi nel 2018 per dare attuazione alla fase transitoria prevista dal Decreto Legislativo n. 59 del 13 aprile 2017 (concorso per abilitati, concorso per laureati con 3 anni di servizio ma senza abilitazione) si daranno risposte anche ai docenti di ruolo in attesa di conseguire un’ulteriore abilitazione o possono vantare servizio ricompreso in ‘ambiti disciplinari’”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, si dice perplesso per la linea assunta dall’amministrazione scolastica sulla possibilità di far partecipare il personale già di ruolo ai rinnovati concorsi utili ad essere selezionati e assunti. “Le rassicurazioni del Miur sull’apertura del concorso al personale di ruolo – dice il sindacalista autonomo – ci sembrano davvero deboli: perché, visto che queste erano le intenzioni, non è stato normato direttamente? Intanto, non si contano più le sentenze emesse da più tribunali sull’estromissione illegittima del personale già di ruolo da un concorso pubblico, anche all’interno della stessa amministrazione: i giudici sembrano infatti sempre più inclini a bacchettare l’azione discriminante. Ed è per questo motivo che stiamo predisponendo un ricorso, appena il bando dovesse ufficializzare l’estromissione degli insegnanti già di ruolo”.
Ma a rimanere a “bocca asciutta” non sarebbero solo loro: ad oggi, non vi sarebbe possibilità di concorrere anche per gli insegnanti della scuola d’infanzia e primaria, ad iniziare da coloro che hanno svolto in modo positivo i corsi di laurea magistrale in Scienze di Formazione Primaria. Non da meno sono tutti quei maestri e docenti che, in possesso dei titoli necessari, hanno conseguito il diploma di laurea attraverso altre modalità e che vorrebbero approdare alla scuola secondaria. Tra gli estromessi ai concorsi ci sono anche gli Insegnanti Tecnico Pratici, seppure si tratti di docenti a tutti gli effetti, già in possesso del diploma abilitante e, anche loro in buon numero, della laurea che a seconda del tipo permette di accedere ai concorsi pubblici per la scuola secondaria superiore di primo e secondo grado.
Eurosofia, in collaborazione con Anief ed Unipegaso, consente agli aspiranti docenti di acquisire i 24 CFU quali requisiti d’accesso per il prossimo Concorso a cattedra (Fit). Le nuove modalità di reclutamento prevedono che i docenti debbano conseguire 24 CFU in materie psico/antropo/sociologiche e metodologie didattiche. Per agevolare gli aspiranti docenti Eurosofia e l’Università Pegaso hanno strutturato un pacchetto estremamente vantaggioso che consente di acquisire, in modo rapido ed efficace, le competenze richieste, secondo le modalità individuate nell’art. 3 comma 2 del DM 616 del 10 agosto 2017. Sarà possibile conseguire 12 CFU in modalità e-learning e gli altri 12 attraverso degli incontri residenziali. Il corsista avrà la possibilità di scegliere quali materie seguire in modalità e-learning o in presenza.

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Scuola: Legge di Stabilità, per i maestri dell’infanzia il PD promette interventi. Anief: sono doverosi

Posted by fidest press agency su martedì, 31 ottobre 2017

ministero-pubblica-istruzioneSarebbe pronto un emendamento che prevede un contingente di personale di potenziamento per un numero di 2mila unità, anche se alla riunione non è stato fornito nessun numero. Il decreto per l’indizione della procedura concorsuale per i docenti abilitati è pronto e sarà inviato agli organi preposti per il prescritto parere. Lo ha confermato il PD in un incontro con i rappresentanti della scuola. Il numero di immissioni in ruolo, però, sarebbe davvero ridotto rispetto all’alto numero di posti liberi. Il primo partito di Governo, inoltre, fa sapere di essere pronto ad adeguarsi all’esito della Plenaria del Consiglio di Stato che si riunirà il 15 novembre per esprimersi sulla legittimità della richiesta dei docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 ad essere inseriti nelle Graduatorie ad Esaurimento.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La Legge 107/2015 non ha contemplato immissioni in ruolo per i docenti della scuola dell’infanzia, lasciando ancora oggi nelle GaE decine di migliaia di maestri precari, in barba a quanto annunciato sulla volontà di porre fine alla supplentite. Con i nuovi concorsi il Governo si è poi superato, escludendo gli stessi maestri d’infanzia, assieme a quelli della primaria, dalle nuove procedure selettive previste dal D.M 59/2017, attraverso cui sono state introdotte le nuove modalità di selezione e formazione unicamente per i futuri insegnanti della scuola secondaria di primo e secondo grado. Come non si comprende ancora quale futuro attende i 6.399 candidati dell’ultimo corso di Scienze della formazione primaria, che hanno superato le prove selettive solo qualche settimana fa. Se davvero si ha intenzione di cambiare marcia, allora si provveda con la Legge di Stabilità che sta arrivando alle Camera ad avviare nuovi concorsi anche per questi docenti, sino ad oggi trattati come figli di un dio minore in attesa di una riforma del settore ancora indefinita. E si provveda allo sblocco delle assunzioni, sia per le discipline comuni sia per il sostegno agli alunni disabili, collocando nell’organico di diritto tutti i posti oggi ancora inspiegabilmente ‘congelati’ in quello di fatto: solo in questo modo si potrà risolvere il vulnus del precariato. In caso contrario, se dovesse permanere la politica degli annunci, allora la nostra battaglia proseguirà in tribunale. Si ricorda che la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha espresso forti perplessità sul limite dei 12 mesi di risarcimento sanciti dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 27384/2016) per indennizzare i precari della Pubblica Amministrazione che non vengono immessi in ruolo.

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Scuola: Diventare insegnanti: con le nuove regole strada più in salita

Posted by fidest press agency su domenica, 29 ottobre 2017

ministero-pubblica-istruzioneI nuovi candidati potranno partecipare al nuovo concorso pubblico, aperto a tutti e previsto per il mese di giugno 2018, superato il quale si potrà quindi accedere al percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio (il cosiddetto FIT) di durata triennale. Per accedere al concorso saranno necessari la laurea e il possesso di 24 CFU nelle discipline antro-psico-pedagogiche. I problemi sorgono subito dopo: il primo anno, coloro che sono stati reputati idonei acquisiranno una sorta di quella che oggi viene considerata l’abilitazione all’insegnamento; poi, proseguiranno con un altro anno di formazione. In questo biennio svolgeranno pure supplenze a stipendio ridotto. Anzi, sarebbe meglio parlare di rimborso spese, perché le cifre sembra che varieranno tra i 400 euro e i 600 euro al mese, probabilmente anche lordi. Al terzo anno di FIT, il candidato in formazione potrà accedere alle vere e proprie supplenze annuali, con stipendio equiparato ai precari attuali.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Le cifre, da assegnare ai vincitori di concorso, che circolano in questi giorni per i primi due anni di FIT, sono così miserevoli che non si avvicinano nemmeno ad un assegno di disoccupazione. Inoltre, va ricordato che un laureato in questo modo deve anche rinunciare alle supplenze tradizionali perché non riuscirà a far conciliare tutto. Come Anief, quindi, siamo pronti a ricorrere per far riconoscere una borsa di studio adeguata al lavoro svolto. Lo stesso vale per gli studenti del Tfa, Pas, Cobaslid, Afam, SSIS e di ogni altro corso universitario abilitante: se sono abilitati non si può chiedere loro di lavorare come fossero dei “tirocinanti” senza esperienza pregressa. Inoltre, reputiamo illegittimo lo stipendio iniziale al terzo anno di FIT: dovrà essere adeguato agli effettivi anni di insegnamento già svolti dal docente, senza alcuna discriminazione rispetto al personale già di ruolo.

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Pensioni: Oggi ad 1 lavoratore su 3 assegno inferiore ai mille euro, fra 30 anni a tutti i docenti ed impiegati

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 ottobre 2017

pacifico-marcelloA dichiararlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, commentando i dati nazionali emessi stamane dall’Osservatorio dell’Inps riferiti al 2016: a seguito delle riforme attuate dai ministri Amato e Fornero, con il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, si sta gradualmente passando ad un’incidenza stipendiale sul quoziente previdenziale decisamente più sfavorevole ai dipendenti. Il processo, del resto, non è nuovo visto che è stato avviato a partire della fine degli anni 90, con il potere di acquisto delle pensioni che nel frattempo ha perso già il 33%. Così, se oggi abbiamo quasi il 40 per cento dei lavoratori in queste condizioni, peraltro pochi nella scuola, tra pochi decenni tali cifre saranno praticamente comuni al 90 per cento dei lavoratori. Con il paradosso che si avvicineranno sensibilmente a quell’assegno pensionistico minimo di 650-680 euro per tutti, su cui il Governo sta lavorando proprio in queste settimane. Quindi, il problema non è quello di rinviare l’innalzamento della soglia a 67 anni, come ha chiesto oggi il Pd, ma rivedere l’intero sistema che in questo modo sta mettendo in ginocchio l’intera cittadinanza ed in particolare nuove generazioni. “Oggi il 39,1% dei pensionati ha un reddito pensionistico sotto i mille euro al mese? Fra trent’anni saranno in queste condizioni tutti i lavoratori della scuola e gli impiegati del pubblico impiego, con l’aggravante che dal 2019 si dovrà lavorare fino a 67 anni e poi sempre dopo, fino a 70 anni suonati”. A dichiararlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, commentando i dati nazionali emessi oggi dall’Osservatorio dell’Inps riferiti al 2016. Il sindacalista autonomo ha ricordato che rispetto a due lustri fa i lavoratori italiani devono fare i conti con una doppia penalizzazione, frutto delle ultime due riforme pensionistiche facenti capo agli allora ministri Amato e Fornero: “con il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo – ha ricordato Pacifico – si sta gradualmente passando ad un’incidenza stipendiale sul quoziente previdenziale decisamente più sfavorevole ai dipendenti. Il processo, del resto, non è nuovo visto che è stato avviato a partire della fine degli anni 90, con il potere di acquisto delle pensioni che nel frattempo ha perso già il 33%”.La “stretta” finale però è soltanto agli inizi: “solo fino a pochi anni fa – continua Pacifico – gli insegnanti potevano mediamente contare su un assegno di quiescenza molto vicino all’ultimo stipendio. Mentre, i docenti assunti a partire dal 2015, con la Buona Scuola, sono destinati a percepire un assegno mensile decurtato tra il 38% ed il 45% rispetto a chi ha lasciato il servizio sino a quell’anno. Questo significa che un docente che due anni fa oggi percepiva una pensione di 1.500 euro, dai nostri calcoli lascerà il servizio a 70 anni con 46 anni e mezzo di contributi versati, ma andrà a percepire una pensione collocata nella fascia 825 euro 930 euro”. “Il risultato finale di questo assurdo processo è che se oggi abbiamo quasi il 40 per cento dei lavoratori in queste condizioni, peraltro pochi nella scuola, tra pochi decenni tali cifre saranno praticamente comuni al 90 per cento dei lavoratori. Con il paradosso che si avvicineranno sensibilmente a quell’assegno pensionistico minimo di 650-680 euro per tutti, su cui il Governo sta lavorando proprio in queste settimane. Quindi, il problema non è quello di rinviare l’innalzamento della soglia a 67 anni, come ha chiesto oggi il Pd, ma rivedere l’intero sistema che in questo modo sta mettendo in ginocchio l’intera cittadinanza ed in particolare nuove generazione”, conclude il sindacalista autonomo.Anief-Cisal ribadisce, quindi, che al momento l’unica modalità per combattere questo stato di cose rimane quella di poter contare su uno stipendio tabellare il più corposo possibile: diventa fondamentale, andando incontro ad un sistema contributivo totale, poter contare su un incremento il più possibile sostanzioso: requisito non certo insito nel ridicolo aumento in busta paga previsto dal nuovo contratto, pari ad 85 euro lordi dopo nove anni di blocco, peraltro nemmeno per tutti, visto che i finanziamenti nella Legge di Bilancio non sono sufficienti. Per tali motivi, invitiamo il personale a garantirsi almeno il triplo dell’aumento, più arretrati, presentando ricorso con noi”.Il giovane sindacato ricorda che è sempre possibile chiedere una consulenza personalizzata a Cedan per sapere se si ha diritto ad andare in quiescenza prima dei termini contributivi e di vecchiaia previsti dalla legge e per scoprire il valore dell’assegno pensionistico, oltre a ulteriori servizi. Per contatti, ci si può collegare al sito internet.

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Scuola: In arrivo i nuovi concorsi per docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 ottobre 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl primo ad essere bandito, come previsto dal Decreto Legislativo n. 59/2017, sarà quello riservato ai docenti in possesso di abilitazione, i quali, dopo un colloquio ed un percorso formativo ridotto (di due terzi), verranno inseriti nelle future graduatorie regionali di merito ad esaurimento: le cosiddette G.R.A.M.E. Tuttavia, anziché introdurre disposizioni di accesso adeguate alle indicazioni transnazionali, il decreto, che potrebbe vedere la luce anche prima della scadenza definita per legge (febbraio 2018) ad avviso dell’amministrazione, riprenderà l’impianto dell’ultima procedura di reclutamento del 2016, confermando l’ingiusta estromissione dei docenti di ruolo. Tra gli esclusi risultano altre tipologie di candidati: a rimanere fuori dalle procedure concorsuali riservate agli abilitati sarebbero, infatti, pure gli Insegnanti Tecnico Pratici se non inclusi in II fascia delle Graduatorie d’Istituto nel triennio 2014/2017, i diplomati presso i conservatori e le accademie di Belle Arti e gli abilitati all’estero ancora in attesa di riconoscimento del titolo in Italia. Platealmente esclusi dalla cosiddetta “fase transitoria”, inoltre, i docenti abilitati nella scuola infanzia e primaria (SFP, Diploma Magistrale) per cui non è prevista alcuna procedura “riservata” per l’accesso al ruolo. Aperte le preadesioni ai ricorsi Anief.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Stiamo assistendo a decisioni discriminatorie e quindi illegittime; non potevamo esimerci dal non programmare degli specifici ricorsi a tutela dei lavoratori precari contro questa fase transitoria, così come progettata. Gli insegnanti già di ruolo o i docenti con diploma Tecnico Pratico, i docenti che hanno frequentato i conservatori e le accademie di belle arti o gli abilitati all’estero che sono in attesa da mesi del decreto di riconoscimento del titolo da parte del Miur devono avere accesso al concorso “riservato” come tutti gli altri docenti abilitati. L’amministrazione deve spiegarci e, se non a noi, dovrà giustificarsi dinanzi ai giudici e fornire motivi validi sul come mai queste categorie di docenti non possono avere la possibilità di accedere al concorso “riservato” della fase transitoria, pur essendo in possesso di tutti i titoli necessari e come mai non si sia prevista un’identica procedura riservata al personale precario della scuola infanzia e primaria per la cui esclusione i nostri legali solleveranno questioni di legittimità costituzionale. Per i Fit, non si comprende per quale motivo si debba adottare l’accesso programmato; una decisione insensata che contiene un evidente eccesso di delega rispetto a quanto indicato nella Legge 107/2015. Eurosofia, in collaborazione con Anief ed Unipegaso, consente agli aspiranti docenti di acquisire i 24 CFU quali requisiti d’accesso per il prossimo Concorso a cattedra (Fit).

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Grande festa della scuola innovativa e inclusiva

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 ottobre 2017

biblioteca centrale romaRoma.  Biblioteche di Roma, mercoledì 25 ottobre 2017 ore 10: convegno di apertura e inaugurazione dell’area espositiva. con il Global Junior Challenge, il concorso internazionale che premia l’uso creativo della tecnologia per portare l’innovazione tra i banchi di scuola. Nel convegno di apertura grandi nomi della cultura italiana ricordano il pensiero e l’impegno di Tullio De Mauro, a cui da questo anno è dedicata la manifestazione, mentre nell’area espositiva oltre 90 progetti provenienti da tutto il mondo raccontano un nuovo modo di fare e immaginare la scuola. Con il progetto Make: Learn: Share: Europe 5 delegazioni di studenti di 4 paesi diversi si incontrano a Roma per un hackathon internazionale sul tema dell’innovazione digitale in Europa. All’evento è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica. Alfonso insegna matematica e coinvolge i suoi studenti in laboratori di robotica dentro gli ospedali e i centri di cura. Stella ha aperto un fablab all’interno del suo istituto, mentre Chiara a soli 16 anni fa parte del team italiano degli ambasciatori digitali. Sono solo alcuni dei protagonisti del Global Junior Challenge, il concorso internazionale, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale, che premia l’uso creativo e innovativo delle tecnologie per l’istruzione e il futuro dei giovani. Dal 25 al 27 ottobre nella capitale, oltre 90 progetti provenienti da 16 paesi raccontano esperienze di didattica inclusiva, capaci di valorizzare i talenti e di non lasciare nessuno indietro: dalla realizzazione di un percorso museale multimediale accessibile ai non vedenti a dispositivi tecnologici pensati per attrezzare le palestre delle scuole per gli studenti disabili.
Perché una scuola di qualità è una scuola che sa accogliere. È questo il grande insegnamento del prof. Tullio De Mauro, che per oltre dieci anni ha guidato come presidente la Fondazione Mondo Digitale, e a cui da questo anno è dedicato il Global Junior Challenge. Nel convegno di apertura, in programma il 25 ottobre alle ore 10 presso Biblioteche di Roma, grandi nomi della cultura italiana, da Luca Serianni a Giuseppe Laterza, si incontrano per ricordare e proseguire il pensiero e il lavoro del celebre linguista. Con il metodo del Lego Serious Play docenti, studenti e dirigenti scolastici si confrontano per disegnare insieme la scuola del futuro.
L’evento finale del Global Junior Challenge coincide con la working conference del progetto Make: Learn: Share: Europe, promosso nell’ambito del programma europeo Erasmus+, in collaborazione con Roma Capitale, Municipalità di Sheffield (Regno Unito), Municipalità di Riga (Lettonia), Municipalità di Gijón (Spagna) e Istituto Scolastico Knut Hahn (Svezia). Cinque delegazioni di giovani ambasciatori digitali, tra i 14 e i 19 anni, si incontrano a Roma per un hackathon internazionale (26 ottobre) sul tema dell’innovazione e inclusione digitale in Europa.
Il 27 ottobre alle 10, in Campidoglio, la cerimonia di premiazione, con il premio speciale Tullio De Mauro al docente innovatore. Consegna il premio Silvana Ferreri De Mauro.

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Alternanza scuola-lavoro: il modello italiano incassa critiche anche a Berlino

Posted by fidest press agency su domenica, 22 ottobre 2017

berlinoBerlino. Alla presenza dei sindacati indipendenti europei, di rappresentanti della Commissione europea e del Governo tedesco, nel corso del Convegno dell’Accademia Europa della Cesi sulla Formazione professionale, il modello adottato nel nostro Paese con la Legge 107/2015 incassa pesanti osservazioni: a pesare come un macigno è aver portato le esperienze in azienda forzatamente a regime senza presupposti normativi alle spalle e regole certe di stampo nazionale, indispensabili per tutelare gli studenti impegnati negli stage aziendali.Dopo aver rilevato la minore ricettività delle aziende nell’accogliere gli studenti in formazione, nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, passato dal 25% al 20%, diversi relatori si sono detti concordi nel rivendicare una direttiva UE sui diritti e doveri degli studenti lavoratori, sul rapporto tra aziende e apprendisti alla fine del tirocinio per agevolarne l’assunzione sui disabili e le possibili occupazioni. Durante gli interventi, è stato denunciato l’alto tasso di abbandono scolastico italiano e gli ultimi abusi delle aziende, che dovrebbero essere puniti dalla procura piuttosto che identificati come innocente sfruttamento.Marcello Pacifico (Anief-Confedir-Cisal): Per rimediare a questi limiti, occorrerebbe incentivare le aziende, attraverso regole certe e finanziamenti chiari. Solo responsabilizzando e coinvolgendo le aziende in modo attivo si potrà parlare finalmente di progetti di alternanza scuola-lavoro di ‘nobiltà’. Serve un programma di formazione non improvvisato e piegato al volere delle aziende, come avviene oggi, ma ben definito sia a livello di amministrazione centrale che di singolo istituto scolastico superiore.

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