Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Archive for the ‘scuola/school’ Category

‘Estate 2017: Scuole aperte’

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

scuolaRoma. Contrastare la dispersione scolastica e valorizzare gli istituti come presidi sul territorio, coniugando l’esigenza di tener impegnati i ragazzi durante l’estate con un’offerta educativa di qualità. Con questo obiettivo l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre ha emanato una direttiva che ha avviato il progetto ‘Estate 2017: Scuole aperte’, affinché gli istituti eroghino offerta formativa anche durante l’estate. Sono stati accolti i progetti proposti da 49 scuole tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. La partecipazione è aperta anche agli alunni che, nel corso dell’anno scolastico, non hanno frequentato gli istituti coinvolti nell’iniziativa. Il budget a disposizione dell’amministrazione capitolina ammonta a 300mila euro, interamente a carico del Fondo Nazionale istituito dalla legge n.285 del 1997. Per ogni singolo progettoè stato previsto un tetto di 5.500 euro.A conclusione di ciascun iniziativa verrà presentata una scheda di autovalutazione finale in cui saranno raccolte le indicazioni sul raggiungimento o meno dei target, sulle risorse impiegate e sulle eventuali difficoltà riscontrate. I progetti attivati coinvolgono gran parte del territorio capitolino e abbracciano un ampio e variegato ventaglio di attività: sport, lingue straniere, musica e danza, riciclo dei materiali e sostenibilità ambientale, teatro, disegno e pittura, organizzazione delle biblioteche, etc.“Il nostro obiettivo è garantire alle famiglie un’offerta che si estenda oltre l’orario scolastico curriculare. Vogliamo quindi proporre iniziative che garantiscano, sistematicamente, l’accesso anche in estate e durante il pomeriggio. Partirà una rete permanente con tutte le realtà coinvolte e organizzeremo uno specifico seminario annuale. La nostra politica si fonda sul raggiungimento di risultati con precise scadenze e che siano sempre misurabili”, spiega Laura Baldassarre.“Il ruolo della scuola nella comunità deve ampliarsi, all’insegna della qualità e della programmazione. Vogliamo garantire ai cittadini strutture multifunzionali che diventino un riferimento nell’arco di tutta la giornata, soprattutto in periferia. In quest’ottica si inserisce anche la pubblicazione, avvenuta pochi giorni fa, del catalogo con i progetti per integrare l’offerta scolastica. La nostra è un’azione di sistema che consoliderà la scuola come asse portante della società”, conclude.

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Scuola e PA: Precari non assunti

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 luglio 2017

trapaniIl giovane sindacato ha chiesto l’intervento della Cedu contro l’annosa discriminazione che impedisce la stabilizzazione e che, a seguito della sentenza di Cassazione n. 5072 del 15 marzo 2016, limita il risarcimento del danno ai precari della Pubblica Amministrazione non assorbiti nei ruoli dello Stato con una somma minima, variabile tra le 2,5 e le 12 mensilità. La denuncia fa seguito a quelle rivolta al Comitato Europeo dei Diritti Sociali, il quale non ha esitato a pubblicare la presa in carico del reclamo collettivo Anief n.146/2017 sull’abuso di precariato. Gli stessi dubbi sono stati recepiti dalla Commissione per le Petizioni del Parlamento Ue, proprio sulla mancata adozione della Direttiva Ue 1999/70/CE sulla stabilizzazione del personale pubblico con 36 mesi di servizio: tanto che nel prossimo autunno, le autorità del nostro paese e i componenti della rappresentanza permanente dovranno presentarsi in adunanza plenaria per fornire dettagliati ragguagli. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è l’ennesima stoccata inflitta dal nostro giovane sindacato nei confronti di governanti che continuano a ignorare indicazioni, direttive e sentenze europee prodotte nell’ultimo ventennio a tutela dei diritti e della stabilizzazione dei precari. Tra l’altro, perpetrando un danno anche nei confronti degli alunni, visto che questa estate verranno stipulate comunque quasi 90mila supplenze annuali tra i docenti, di cui oltre 80mila su posti vacanti ma furbescamente non ritenuti tali dal Miur. Per non parlare del personale Ata, che dal 2011 non viene immesso in ruolo, con le supplenze annuali quasi sempre decretate fino al 30 giugno anziché al 31 agosto pur in presenza di posti liberi. Il problema del risarcimento esiguo è stato recepito, proprio questa settimana, dalla Corte di Giustizia dell’Unione, la quale ha ritenuto pertinente la questione pregiudiziale sollevata dal Tribunale di Trapani. Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche la mancata stabilizzazione: si può quindi decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati pure i lavoratori di ruolo.

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Scuola – Sostegno: sarà un altro anno difficile. Preoccupa la Sicilia

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 luglio 2017

siciliaAlunni disabili in aumento, graduatorie sguarnite e organici al risparmioNell’Isola, in un solo anno è cresciuto di oltre 1.200 unità il numero di allievi che necessitano di supporto didattico ed è salito sensibilmente il numero di disabili gravi, per cui serviranno quasi 6mila docenti specializzati in più rispetto all’organico di diritto: da settembre avremo 16.378 posti di sostegno (di cui oltre 4mila sia a Palermo che e Catania), ma di questi ben 4.872 saranno cattedre in deroga. La replica del sindacato: sono state tutte disattese le nostre richieste e ora si paga il conto naturale per i mancati interventi.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Un posto su tre di sostegno continua a essere collocato in deroga, perché in questo modo lo Stato risparmia sui mesi estivi e mantiene il personale in stato di precarietà. Stando così le cose, diventa ancora più incomprensibile l’impossibilità per i docenti specializzati di potersi collocare nelle province dove risulta un maggior numero di posti vacanti e disponibili. Il mancato aggiornamento completo delle GaE, infatti, diventa ancora più incomprensibile laddove va a incidere sul supporto agli alunni con problemi psico-fisici. Riteniamo, stando così le cose, particolarmente importante il nostro patrocinio gratuito a famiglie, docenti e cittadini che intendono chiudere, attraverso il giudice, il numero di ore coincidente con quelle indicate dalle commissioni di esperti e invece troppo spesso negate dall’amministrazione.

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Scuola: Rinnovo contratto

Posted by fidest press agency su martedì, 18 luglio 2017

ministero-pubblica-istruzioneSi va verso l’equiparazione tra lavoratori di ruolo e precari. Anief d’accordo ma non sul metodo: si può fare anche domani fuori CCNL e serve un referendum. Secondo il giovane sindacato, la parità dei diritti tra dipendenti a tempo indeterminato e determinato si può fare anche fuori senza l’accordo nell’Atto di Indirizzo in via di definizione: come accaduto in passato, basterebbe fare domani stesso un contratto integrativo a quello vigente, motivato dal fatto che occorre assolutamente adeguarsi alla normativa comunitaria. Si è fatto precedentemente, non si capisce perché ora diventi così complicato. Permangono poi altri nodi da sciogliere: non è accettabile avere 85 euro lordi dopo quasi 10 anni, quando ne andavano assegnati 105 da settembre 2015 per il recupero dell’indennità di vacanza contrattuale, a cui aggiungere poi l’aumento effettivo. La consultazione tra i dipendenti di settore si rende necessaria per avere un parere preventivo sull’ipotesi di contratto che andrà a regolare il loro lavoro dei prossimi anni.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): bisogna attuare da subito un contratto integrativo utile a non discriminare più i supplenti rispetto ai colleghi già immessi in ruolo. Per quel che riguarda l’entità del rinnovo dal punto di vista stipendiale, la consultazione tra i dipendenti di settore si rende necessaria per avere un parere preventivo sull’ipotesi di contratto che andrà a regolare il loro lavoro dei prossimi anni. Secondo noi, è chiaro che non può essere sufficiente assegnare a chi percepisce meno soldi di tutti nello Stato degli aumenti medi così modesti: gli stipendi di docenti, Ata e dirigenti scolastici (che rischiano di perdere addirittura 350 euro) vanno incrementati con aumenti veri, che corrispondono a 210 euro netti, assegnandone 105 da settembre 2015, ovvero tre volte quello che nel 2018 il Governo vuole dare loro. A queste condizioni, è meglio andare a battere cassa in Tribunale, dove tanti giudici hanno dato già ragione all’Anief.Per questi motivi, Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche la mancata stabilizzazione: si può quindi decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati pure i lavoratori di ruolo.

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Scuola: presidi in rivolta

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

ministero-pubblica-istruzioneHa fatto rumore la denuncia alla Ministra di oltre 400 dirigenti scolastici che hanno denunciato una «situazione ormai insostenibile», sia per la retribuzione «non proporzionale al nostro carico di lavoro e responsabilità», sia per le «inadeguate condizioni di sicurezza delle scuole», che «per «le continue molestie burocratiche». Perché, «sui dirigenti scolastici si invera il paradosso di essere i dirigenti meno retribuiti della pubblica amministrazione e quelli su cui grava il maggior carico di responsabilità, rischi e oneri lavorativi». Il giovane sindacato non può che condividere, punto per punto, la protesta degli oltre 400 dirigenti scolastici e il loro diniego a svolgere le operazioni di chiamata diretta dei docenti su ambiti territoriali. Sugli stipendi si prevede la beffa, altro che aumenti: la categoria rischia di perdere qualcosa come 350 euro mensili.Marcello Pacifico (Confedir-Udir): temi come quello degli stipendi ridicoli, dei carichi di lavoro sempre più insopportabili, della mancanza di supporto dell’amministrazione centrale, delle responsabilità oltre logica, a iniziare dalla sicurezza, per la quale occorre rivedere con celerità le regole, per non parlare delle molestie burocratiche e della stessa illegittima chiamata diretta, inconcepibile in un sistema d’istruzione pubblico, sono il pane quotidiano di chi è capo oggi delle nostre scuole, dirigendo anche 21 plessi e 3mila alunni contemporaneamente in cambio di indennità che non coprono nemmeno i costi per gli spostamenti.In mancanza di un Governo che sappia finalmente girare pagina, per il sindacato non rimane che la via del tribunale: Udir attraverso apposito ricorso intende recuperare tutti gli arretrati sinora non percepiti. Inoltre, il sindacato ha deciso di avviare ricorso al Tar Lazio anche per l’incremento del Fondo Unico nazionale. La giovane organizzazione sindacale, che opera a tutela dei dirigenti scolastici, è pronta anche a impugnare tutti i Contratti Integrativi Regionali che saranno sottoscritti. Aderisci al ricorso gratuito. Udir mette, infine, a disposizione specifici modelli di diffida, puntando al recupero di una serie di ‘voci’ e diritti sino a oggi negati: Recuperi Erariali, Trattenuta TFR/TFS, Trattenuta ENAM, Indennità di vacanza contrattuale, RIA, FUN.

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Scuola – Precariato, ci risiamo: migliaia di supplenti senza stipendio da tre mesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cL’ultimo stipendio percepito risale ad aprile. Per i responsabili dei pagamenti c’è una ‘mancanza di copertura dei fondi da parte del MIUR sul capitolo di bilancio’. Ma secondo il sindacato si tratta di un comportamento ingiustificabile, ancora di più perché si determina dopo che la tanto decantata doppia riforma della scuola e della PA, con tanto di digitalizzazione dei sistemi di pagamento, avrebbe dovuto superare questo genere di problemi. Anief ricorda che fino a prova contraria i rapporti di lavoro sono regolati dagli articoli 35 e 36 della Costituzione, in base ai quali ‘la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni’ e che ‘il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto’. A poco serve sapere se la colpa è del Miur o del dicastero di Via XX Settembre. A rendere insopportabile la situazione sono poi i periodici richiami della Ministra dell’Istruzione a incrementare gli stipendi dei docenti e a ricordare che l’insegnamento non è una missione, ma una preziosa professione da remunerare in modo adeguato.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): molti di questi insegnanti che attendono l’accreditamento dello stipendio, pur di lavorare sono disposti ad allontanarsi da casa anche di centinaia di chilometri. Sono costretti ad anticipare le spese per il viaggio, spesso anche per il pernotto o per l’affitto, oltre che per tutto il resto. Non si può dire loro che l’amministrazione sta verificando la disponibilità dei fondi a disposizione. Il rifornitore di carburante, il bigliettaio, il proprietario dell’appartamento e il cassiere del supermercato vogliono essere pagati subito: cash, come si usa dire in tutto il mondo. Per noi, quindi, l’attesa è finita: il sindacato ha deciso di mettere a disposizione, di tutti i precari in attesa di stipendio, un modello di diffida e messa in mora.

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Scuole italiane all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

ministero-pubblica-istruzione“Apprendo, da fonti giornalistiche, che nell’incontro con la delegazione di parte pubblica, MAECI-MIUR, sull’attuazione del decreto legislativo, previsto dalla legge sulla “buona scuola” ed inerente la riforma delle istituzioni scolastiche e culturali italiane all’estero, i sindacati scuola hanno espresso unitariamente forte perplessità sui contenuti dei decreti attuativi per l’istituzione della “Cabina di regia”, prevista dalla legge 107/2015 e l’assunzione a contratto locale di docenti nelle scuole statali italiane all’estero al posto degli insegnanti di ruolo. Nel merito, si prospetta la costituzione di una “cabina di regia” inefficace ed inefficiente, senza alcun potere di coordinamento decisionale, al contrario di quanto indicato espressamente nella legge sulla “buona scuola”, anche grazie al mio lavoro parlamentare”.
Lo ha dichiarato l’on. Fucsia FitzGerald Nissoli, Responsabile Forza Italia in Nord e Centro America, in seguito all’incontro avuto tra i sindacati della scuola e la delegazione governativa sul decreto che dovrebbe istituire una “cabina di regia” per la governance della scuola italiana all’estero.“Auspico, pertanto – ha proseguito l’on. Nissoli – una radicale revisione della bozza di decreto sulla “cabina di regia” al fine di realizzare una effettiva task force politico-istituzionale in grado di affrontare le sfide della contemporaneità nel mondo e soddisfare al meglio la domanda di lingua italiana sia da parte della nostra Comunità all’estero sia da parte di chi è interessato alla nostra cultura”. “La bozza di decreto – conclude l’on. Nissoli – così com’è, non rispetta il dettato della legge e aggira la volontà espressa dal Parlamento. Siamo seri, basta prendere in giro gli italiani all’estero!”

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Precariato, dubbi della Corte di Giustizia Europea sul limite di 12 mensilità di risarcimento

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

corte di giustizia europeaA Lussemburgo, i giudici dell’Ue hanno dato impulso alla questione pregiudiziale sollevata dal Tribunale di Trapani, alla quale hanno partecipato i legali dell’Anief: la Commissione UE concorda con loro, accogliendo la causa, per abuso dei contratti a termine rispetto alla soglia di 12 mensilità accordate. Per la Curia di Lussemburgo, dovrebbero essere risarciti altre 24 mensilità per ogni precario assunto dalla pubblica amministrazione, inclusi i 100mila precari della scuola chiamati ogni anno. A questo punto, la normativa italiana potrebbe essere dichiarata nuovamente illegittima perché contraria al diritto dell’Unione. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): prima ancora che arrivi l’orientamento dei giudici transnazionali, sono già migliaia le domande risarcitorie riconosciute dai nostri tribunali. Con il Miur condannato a risarcire ogni dipendente con decine di migliaia di euro. Anche per l’assegnazione degli scatti di anzianità ai precari, come ribadito dalla Cassazione il mese scorso. Ora che potrebbe pure cadere il limite delle dodici mensilità, siamo convinti che l’amministrazione scolastica sarà molto meno propensa a reiterare i contratti a termini, pur in presenza di precari titolati e posti vacanti. Ancora una volta, il giovane sindacato della scuola con il suo team di avvocati agisce per sconfiggere la piaga della precarietà.Nel frattempo, Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire gli aumenti di stipendio e gli arretrati, sia per chi è precario sia per chi è già di ruolo con periodi di supplenza. Nel frattempo, il sindacato, dopo la discussione della petizione presso il Parlamento Europeo e la presentazione del reclamo al consiglio d’Europa, si sta rivolgendo alla Cedu, la Corte europea dei diritti dell’Uomo, per consentire la stabilizzazione di tutto il personale docente e Ata scolastico. A tal proposito, si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda pure i decreti per la ricostruzione di carriera: chi volesse presentare ricorso con Anief, per ottenere anche la stabilizzazione e i risarcimenti danni, può ancora decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità e risarcimenti.

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Scuola: l’autonomia non va

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

ministero-pubblica-istruzioneIn base al DM n.496 del 7 luglio scorso, risultano sì ridotte di quasi 80 unità le dirigenze scolastiche a livello nazionale e anche incrementate quelle sottodimensionate (diventano 354) prive del loro preside, ma andando in pensione 487 capi d’istituto arriverà a 1.900 il numero di scuole che andranno in reggenza. Considerando che il totale delle dirigenze scolastiche scenderà sotto quota 8mila, questo significa che in Italia una scuola su due avrà un preside costretto a gestire due scuole autonome, con almeno una decina di plessi complessivi. La problematica è poi ancora più complessa se si pensa che sempre dal prossimo 1° settembre mancheranno all’appello ben 1.700 Direttori dei servizi generali e amministrativi. Con delle regioni dove la situazione sarà a dir poco critica: in Lombardia, a esempio, saranno vacanti ben 416 posti di Dsga su 1.132. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): bisogna partire con urgenza con i concorsi, perché altrimenti, andando avanti di questo passo, la situazione diventerà ingovernabile. Chiediamo anche che entrambi tengano conto delle precedenti tornate selettive e di chi ha permesso in questi anni di condurre comunque le scuole, affiancando o sostituendo i presidi o i Dsga. I continui rimandi del concorso per presidi, con il test preselettivo ora sembra slittato in autunno, e la bocciatura, nel decreto vaccini di ieri in Senato, dell’emendamento che dava il via libera al concorso per Dsga, non fanno presagire nulla di buono.Il giovane sindacato ribadisce inoltre l’esigenza di far partecipare alle prove anche i precari laureati, con cinque anni di servizio svolto, come stabilito dal Tar Lazio e dalla Corte di Giustizia europea: è già attivo il ricorso contro l’esclusione illegittima dal concorso per dirigenti scolastici. Nel frattempo, Eurosofia ha avviato da tempo corsi in presenza e a distanza per prepararsi alle prove del concorso a preside.Inoltre, l’Anief promuovespecifici ricorsi contro il criterio della cosiddetta ‘temporizzazione’ applicato ai responsabili amministrativi e agli assistenti amministrativi transitati nei ruoli di DSGA e per ottenere il riconoscimento integrale del servizio pregresso ai fini della ricostruzione di carriera. Il sindacato ricorda, infine, che in collaborazione con Eurosofia, ha predisposto un corso formativo per il Concorso DSGA, specifico per affrontare e superare le prove selettive.

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Scuola e mondo del lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

ingrandUn binomio invocato, ma che spesso rischia di restare un semplice proclama. Non così con la web agency InGrandiMenti di Legnano che si è aperta ai giovani ospitando negli ultimi tre mesi più di venti studenti provenienti dal liceo Clemente Rebora di Rho, dall’Isis Bernocchi di Legnano e dall’Itis Giulio Riva di Saronno. Più che una moda, la precisa volontà di «creare un ponte tra le nuove generazioni e il mondo del lavoro. Perché, se è vero che per molti ragazzi oggi non ci sono ancora le qualifiche del lavoro che faranno domani, il mondo del lavoro ha bisogno già oggi delle loro competenze, del loro modo di guardare la realtà. E questo vale soprattutto per un’agenzia di comunicazione digitale come la nostra», premette Enrico Piacentini, amministratore e fondatore di InGrandiMenti, società che per quanto giovane vanta un organico composto da 25 dipendenti e cinque collaboratori esterni la cui età media oscilla tra i 25 ed i 27 anni. «Le nuove tecnologie, i social e gli strumenti di marketing a loro collegati richiedono una formazione costante non solamente in termini di conoscenze tecniche, ma anche di linguaggi. La presenza degli studenti è l’occasione per noi di confrontarci con le generazioni più giovani, per loro di avvicinare concretamente il mondo del lavoro». Dell’esperienza maturata gli stessi studenti hanno parlato con toni entusiasti: «Il nostro lavoro è stato preso in considerazione seriamente», hanno scritto diversi alunni nel questionario finale. Anche se il lavoro non era quello che si aspettavano – la complessità riscontrata è stata maggiore delle attese -, tutti hanno rilevato l’utilità dell’iniziativa. «Mi piacerebbe un lavoro, come quello del copywriter o di social strategist, capace di stimolare la creatività», ha scritto Federica del liceo Rebora; Matteo dell’Isis Bernocchi si vedrebbe bene in futuro come «front-end developer perché si occupa di tutta la parte del sito dal lato dell’utente». Nicholas dell’Itis Riva è strato colpito dal clima di amicizia: «Se c’è competenza e collaborazione, i risultati sono di efficienza».Del resto, il progetto di alternanza scuola-lavoro si prefigge non solamente di accorciare le distanze tra aula e ufficio, ma soprattutto di creare una sinergia tra due mondi che spesso appaiono così distanti. «Prima ancora che diventasse un obbligo ministeriale, lo proponevano ai nostri alunni», ricorda Giuseppina Rognoni, docente di Italiano, Greco e Latino al Rebora di Rho e tra i referenti del progetto per l’istituto rhodense. «Non si tratta esclusivamente di offrire l’opportunità ai ragazzi di poter meglio comprendere il mondo del lavoro e di conseguenza fare anche le scelte formative più in linea con la loro indole, ma anche di rimotivarli allo studio. L’esperienza con InGrandiMenti si è rivelata positiva perché gli studenti si sono misurati con problemi concreti, capendo anche i loro limiti e lavorando per superarli».
InGrandimenti ha un team composto da esperti di web marketing, strategia digitale e IT, SEO e SEM specialist, web developer e designer, copywriter, sviluppatori di software e new business, graphic designer. Fondata nel 2011 per le imprese che operano nella digital economy, InGrandimenti in questi anni ha puntato su risorse umane giovani, prima inquadrate all’interno di stage o come free lance, poi assunte a tempo indeterminato. http://ingrandimenti.eu/ (foto: ingrand)

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Professione docente, malgrado tutto rimane le più ambita

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cÈ record di adesioni per l’inserimento nelle graduatorie degli 8.400 istituti scolastici italiani, valide per il triennio 2017-2020. Questo, malgrado, l’insegnamento in Italia sia malpagato, preveda in media un precariato senza fine e ora pure una formazione triennale, dopo aver vinto il concorso a cattedra, al termine della quale si potrebbe essere addirittura bocciati. Per favorire questo processo di avvicinamento all’insegnamento, lo studio legale del sindacato Anief, subissato di richieste, ha organizzato una serie di ricorsi, al Tar del Lazio, contro le tante esclusioni contenute nel D.M. 374/2017 e la nota Miur di trasmissione prot. n. 25196 del 1° giugno 2017, perché contenenti elementi di ingiustizia e irragionevolezza macroscopici, spesso in contrasto con chiare pronunce della magistratura amministrativa e persino rispetto ai recenti decreti delegati. Medesimo copione per l’aggiornamento/reinserimento annuale delle GaE, i cui candidati puntano all’ottenimento delle supplenze più lunghe, con il giovane sindacato costretto a riaprire i termini per in GaE 2017 sino a dopodomani.Intanto, dai tribunali giungono conferme sulla correttezza della linea assunta: stavolta a fornirle è il Consiglio di Stato che, con un provvedimento cautelare d’urgenza, ha disposto l’immediato inserimento proprio nelle Graduatorie a Esaurimento dei docenti abilitati con Scienze della Formazione Primaria, prevedendo anche il diritto alla stipula nei loro confronti dei contratti a tempo determinato e indeterminato da effettuare già nelle prossime settimane nell’ambito del contingente da oltre 52mila immissioni in ruolo fissate dal Miur.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): nei prossimi giorni, sono previsti nuovi decreti monocratici, sempre da parte del Consiglio di Stato, riguardanti altri ricorsi. Per le ultime impugnazioni contro l’esclusione immotivata dalle GaE, contiamo di ridurre al massimo i tempi, pur considerando le tempistiche non sempre celeri della macchina giudiziaria. L’obiettivo è sempre quello di assistere gli insegnanti precari nel loro percorso di avvicinamento alla cattedra, alla luce anche del sempre maggiore interesse che i giovani laureati italiani mostrano per questa bistrattata ma sempre amata professione.

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IES Io, L’Europa e lo Sport, premiazione della scuola vincitrice a Cagliari

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 luglio 2017

Cagliari_panoramaFa tappa a Cagliari, venerdì 14 luglio 2017, il progetto “#IES Io, l’Europa e lo sport” iniziativa promossa dall’Ufficio di informazione in Italia del Parlamento europeo in collaborazione con lo Europe Direct Sardegna.
Alle ore 10.30, all’Hostel Marina, in Scaletta San Sepolcro, verrà premiata la scuola vincitrice del premio (Istituto Bacaredda-Atzeni).
L’evento di Cagliari viene promosso all’interno del corso per formatori organizzato dall’associazione TDM 2000 International nell’ambito del progetto “Get Addicted to Sport Values”, finanziato dalla Commissione europea attraverso il programma Erasmus + Sport.
Interverranno alla cerimonia gli onorevoli Salvatore Cicu (con videomessaggio) e Renato Soru.Parteciperanno inoltre l’assessore per Sport e Gioventù del Comune di Cagliari Yuri Marcialis, Andrea Ferrara e Mauro Miceli, rappresentanti delle Agenzie Nazionali del programma Erasmus + Gioventù di Italia e Malta.
Il progetto “#IES Io, l’Europa e lo sport” prevede la realizzazione, da parte degli studenti delle classi partecipanti, di cortometraggi di circa tre minuti in cui raccontare i valori europei attraverso la pratica dello sport.La Città di Cagliari è stata eletta Città Europea dello Sport 2017 per l’Italia, assieme alle città di Aosta, Pesaro e Vicenza e il premio “#IES Io, l’Europa e lo sport” è organizzato in tutte queste città.
E’ possibile guardare il video dell’istituto Bacaredda-Atzeni, così come gli altri video delle scuole partecipanti delle altre città dello sport, sul canale Youtube dell’Ufficio di informazione in Italia del Parlamento europeo:
Gli studenti della classe vincitrice dell’istituto Bacaredda-Atzeni hanno avuto, il 30 marzo 2017, l’opportunità di partecipare a una visita nell’ambito del progetto Euroscola a Strasburgo, che ha previsto una simulazione della plenaria del parlamento europeo.

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Concorso docenti: migliaia di vincitori rimasti senza cattedra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

tar-lazioSecondo il Tribunale Amministrativo del Lazio, gli Insegnanti Tecnico Pratici non avendo avuto l’opportunità negli ultimi anni di potersi abilitare all’insegnamento, avevano pieno diritto a svolgere il ‘concorsone’. L’espressione dei giudici è rilevante, perché punta il dito direttamente sul testo del bando concorsuale. Decisive, per tale intendimento, sono state le precedenti decisioni già ottenute in Consiglio di Stato dai legali del giovane sindacato. Gli stessi ricorrenti, a cui è giunto ora il via libera del Tar, hanno già potuto partecipare alle prove suppletive della scorsa primavera: ora, si attende l’esito di quelle prove, per poter finalmente ottenere, con la pubblicazione delle Graduatorie di Merito integrate con i nominativi dei ricorrenti che hanno superato le preselezioni con profitto, quell’immissione in ruolo che il Miur voleva negare ab origine ai diplomati Itp e che ora dovranno essere poste in essere già dalle prossime immissioni in ruolo di agosto.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): migliaia di candidati con titolo rischiavano di essere esclusi a priori dall’ultimo concorso bandito dal Ministero dell’Istruzione, benché la maggior parte fosse impegnata stabilmente da anni a insegnare nelle nostre scuole, proprio in attesa di poter essere valutata ed entrare in ruolo. Al Miur hanno creato l’ennesima situazione kafkiana, perché ora decine di migliaia di vincitori rischiano di non essere assunti a tempo indeterminato per la mancanza o il dirottamento dei posti vacanti; mentre, laddove le cattedre libere ci sono, come quelle da assegnare agli insegnanti tecnico-pratici che operano nei laboratori delle superiori visto che risultano esaurite in tantissime province italiane, si è impedito a priori e in modo illegittimo di partecipare al concorso del 2016.

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Ocse: stipendi docenti italiani a picco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

stipendi docentiAncora una volta quando a fotografare la scuola sono gli analisti fuori i nostri confini, scevri da condizionamenti e giustificazioni partigiane, la verità esce fuori. Ed è, purtroppo, una realtà amara. Perché secondo l’Ocse siamo gli unici, nel periodo 2005-2014, ad aver fatto perdere ai nostri docenti il 7%. Nello stesso decennio, in Finlandia le buste paga di chi fa formazione pubblica sono cresciute di 6 punti percentuali, in Norvegia del 9%, in Germania del 10%, in Irlanda del 13%. Si conferma quello che l’Anief sostiene da tempo: il trattamento economico dei nostri insegnanti – fermo a 29mila euro lordi annui – rappresenta un affronto rispetto al prezioso lavoro che continuano a svolgere con serietà e senso del dovere. Inoltre, considerano gli ultimi tre anni, invece esclusi dallo studio Ocse, l’arretramento di potere degli stipendi dei nostri docenti si attesta addirittura a -14%. In queste ore, in tanti sono accorsi a sostegno dei nostri bistrattati docenti. Proponendo consigli e soluzioni. Come quella della sen. Maria Mussini, vicepresidente del Gruppo Misto al Senato, che ha chiesto alla Ministra dell’Istruzione di ‘cominciare almeno col dimezzare o ridurre di due terzi il numero di studenti per classe.Proprio per recuperare il gap rispetto agli altri docenti d’Europa, Anief ha già fatto sapere, al tavolo di contrattazione sull’Atto di indirizzo, che non accetterà mai un rinnovo contrattuale con pochi spiccioli, tra l’altro pure assegnati per fasce stipendiali ispirandosi al modello Robin Hood. Per tali motivi, ha deciso di anticipare i tempi mettendo a disposizione dei lavoratori i modelli di diffida, anche per il recupero totale degli arretrati.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i docenti sono lavoratori che, come dice l’Ocse, vanno pagati in modo proporzionale al servizio professionale prodotto. Negare questo concetto, significa creargli un danno. Di carattere morale e pratico. Molti di loro prestano servizio lontano da casa. Da due anni a questa parte, nemmeno per scelta, ma solo per aver chiesto di essere assunti in ruolo. A fine mese, questi insegnanti hanno delle spese vive, per l’affitto dell’appartamento, per i trasporti, per vivere: non si può dire ancora loro che non ci sono soldi e che si arrangino. Ecco perché la riduzione del numero di alunni, benché sia un provvedimento indispensabile per insegnare in modo proficuo e rispettando le norme sulla sicurezza negli ambienti di lavoro, non ha nulla a che vedere con l’aumento stipendiale. È come se si volesse curare l’ammalato accogliendolo in una stanza d’ospedale più confortevole e con meno posti letto, però negandogli i medicinali di cui ha bisogno: l’unica cura per i nostri docenti, per rimanere in tema, è dargli più soldi a fine mese. Il resto, sono palliativi. (foto fonte: orizzontescuola.it)

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Dirigenti scolastici, la spending review non è finita: stipendi tagliati di 350 euro

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

ministero-pubblica-istruzioneI soldi promessi ai presidi nell’immediato sono stati utilizzati per il decreto vaccini; la Legge di Stabilità 2016 prevede che il Fondo unico nazionale non può superare l’ammontare dell’a.s. 2015/2016 e in caso di riduzione del numero dei dirigenti scolastici in servizio il Fun va diminuito in proporzione, così con l’arrivo dei prossimi vincitori del concorso è destinato ad assottigliarsi ancora; un altro pezzo di stipendio si deve alla mancata Retribuzione individuale di anzianità dal 2011, mentre dal prossimo anno verrà meno la quota una tantum giunta dalla Buona Scuola. In tutto, fanno 350 euro in meno a dirigente scolastico, con quelli del Lazio penalizzati più di tutti perché nel frattempo devono pure restituire degli arretrati. Con il rinnovo del contratto, se va bene, se ne recupereranno appena 85. Ecco perché conviene fare ricorso. Marcello Pacifico (Confedir-Udir): i tagli arrivano proprio mentre la categoria si aspettava di recepire arretrati e aumenti. Infatti, devono ancora essere rideterminati tutti i finanziamenti regionali, e recuperati con il ricorso gratuito Udir assieme a tutti gli arretrati e contro il taglio del Fun. Per questo, nessun contratto può essere firmato se non si ottiene la perequazione interna (RIA) ed esterna alle altre aree dirigenziali degli enti locali e centrali. E nemmeno se non si recupera il costo dell’inflazione (salita 14%). Anche su sicurezza (D.lgs. 81/08) e valutazione (L. 107/15) non ci siamo. Poi, ci sono le reggenze impraticabili e sottopagate, le segreterie ridotte all’osso, i rischi civili e penali sempre maggiori, le competenze allargate a dismisura senza nessun riscontro o supporto degno di questo nome. Udir attraverso apposito ricorso intende recuperare tutti gli arretrati sinora non percepiti. Inoltre, il sindacato ha deciso di avviare ricorso al Tar Lazio anche per l’incremento del Fondo Unico nazionale. La giovane organizzazione sindacale, che opera a tutela dei dirigenti scolastici, è pronta anche a impugnare tutti iContratti Integrativi Regionali che saranno sottoscritti.Aderisci al ricorso gratuito. Udir mette, infine, a disposizione specificimodelli di diffida, puntando al recupero di una serie di ‘voci’ e diritti sino a oggi negati: Recuperi Erariali, Trattenuta TFR/TFS, Trattenuta ENAM, Indennità di vacanza contrattuale, RIA, FUN.

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Rinnovo contratto P.A.: Mancano soldi per gli aumenti

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

Marianna_MadiaE’ stato confermato che la ministra della P.A., Marianna Madia, spinge per scatti più generosi per i dipendenti che hanno guadagni più bassi e viceversa, con l’obiettivo di ridurre la forbice tra le retribuzioni, considerando che ‘lo scarto oggi sfiora i 200mila euro’. Il vero obiettivo, però, è un altro: trovare una scusante per assegnare aumenti ridotti – quindi meno degli 85 euro lordi al mese – a una bella fetta di dipendenti pubblici. Il nuovo modello di aumenti contrattuali, di cui l’Anief aveva dato notizia oltre sei mesi fa, si basa su un meccanismo alla ‘Robin Hood’, calibrato all’interno delle fasce retributive, cinque o sei, di ogni comparto, in modo da garantire incrementi per tutti, seppure graduati (di più a chi ha meno), in base a parametri certi. La prossima settimana riprenderanno gli incontri all’Aran, ma non ci scosterà molto da tale modello.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i dipendenti pubblici sono i più penalizzati da un ‘datore di lavoro’ che li ha lasciati allo stipendio di otto anni fa. Nell’istruzione pubblica, dove il blocco perdura da nove, oggi abbiamo dei lavoratori, come i collaboratori scolastici, che dopo 14 anni di lavoro percepiscono 1.080,42 euro al mese. Che fanno poco più di 20mila euro l’anno: così poco da far vestire loro la maglia nera di tutta la Pubblica amministrazione in fatto di stipendi. Ma anche i docenti non vanno meglio, visto che sono tra i meno pagati dell’Area Ocse. Se l’Esecutivo alla guida del Paese avesse davvero voluto andare loro incontro, il dipendente pubblico oggi dovrebbe avere lo stesso 20% in più nel settennio concesso ai colleghi metalmeccanici a fine 2016: a fronte di uno stipendio medio di 1.500 euro, fanno 300 euro a lavoratore. Invece, ci troviamo ancora una volta costretti a invitare i lavoratori a rivolgersi al giudice. Per tali motivi, Anief ha deciso di anticipare i tempi mettendo a disposizione dei lavoratori i modelli di diffida, anche per il recupero totale degli arretrati.

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Scuola: Concorso docenti

Posted by fidest press agency su domenica, 9 luglio 2017

pacifico-marcelloIl caso è scoppiato in Sicilia, dove non ci sarà spazio per ‘centinaia di neo docenti che hanno vinto il concorsone per insegnare alla scuola media’, scrive stamane repubblica.it. E adesso il rischio è che entro il mese di settembre del 2018, quando le graduatorie scadranno, non si riesca ad essere assunti. Di questo passo per assumere tutti ‘i vincitori di concorso occorreranno tra i 5 e i 6 anni’. Il problema esiste anche nelle altre regioni ed è emerso già nell’estate del 2016 ma all’epoca, avendo un anno a disposizione, si pensava che il Miur avesse sistemato le cose. Invece la situazione è peggiorata. Le cattedre erano poche e solo una parte, di questo contingente già ristretto, è stata accantonata per le immissioni in ruolo. Tra l’altro, come giustamente prevede la normativa sulla stipula dei contratti a tempo indeterminato, la metà dei posti è destinata alle GaE. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ancora una volta chi decide le assunzioni del personale docente non ha rispetto dei precari che si sono prodigati nel partecipare e vincere un duro concorso pubblico. Quei posti per loro, se c’erano un anno fa, ora devono essere ripristinati: tutti i 63mila messi a bando devono essere garantiti. La soluzione è quella che l’Anief rivendica da tempo: trasformare diverse decine di migliaia di posti oggi in organico di fatto in cattedre da accludere all’organico di diritto. Non ci interessa sapere se i posti iniziali c’erano tutti oppure se una parte di essi sia stata poi destinata alla mobilità. Il Governo si adoperi per sanare l’emergenza. Il problema è che, intanto, il tempo passa e ci si avvicina al termine del triennio di vigenza delle Graduatorie di Merito senza alcuna certezza per i vincitori di avere quel posto promesso dal bando.

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Scuola – Precariato: ancora ventiquattrore per aggiornare le GaE con le nuove classi di concorso

Posted by fidest press agency su domenica, 9 luglio 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cL’aggiornamento che è di tipo annuale è disposto con il D.M. n. 400 del 12 giugno, attraverso cui il Miur ha indicato i vari destinatari. Ma c’è un’altra lunga lista di insegnanti che hanno diritto a presentare domanda: sono tutti quelli che chiedono il reinserimento in GaE dopo essere stati esclusi per non aver prodotto domanda di aggiornamento in passato; i docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 (anche sperimentale linguistico); gli abilitati in Scienze della Formazione Primaria, con i corsi PAS e TFA, i diplomati ITP, gli insegnanti in possesso di diploma di Conservatorio o Accademia di Belle Arti, gli abilitati all’estero. La possibilità di ricorrere, prorogata di sei giorni, è data anche ai docenti inseriti in IV Fascia delle GaE che vogliono rivendicare il diritto a passare in III fascia, agli educatori abilitati per richiedere l’inserimento in GaE per la Scuola Primaria e a tutti i docenti con abilitazione, ma esclusi illegittimamente.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): chi volesse ricorrere con noi, richiedendo l’inserimento nelle Graduatorie a Esaurimento della provincia di proprio interesse, deve però necessariamente inviare entro l’8 luglio il modello predisposto dall’Anief. Fatto questo, potrà poi aderire formalmente all’impugnazione entro il prossimo 14 luglio. È una possibilità che vogliamo giocarci fino in fondo, anche alla luce delle tante sentenze che in passato ci hanno dato ragione.Possono aderire ai ricorsi quanti invieranno correttamente all’ATP di interesse entro l’8 luglio (termine ultimo stabilito dal Miur con il D. M. n. 400/2017) il modello per richiedere l’inserimento in GaE predisposto dall’Ufficio Legale Anief. Per ulteriori informazioni, scaricare gli specifici Modelli per richiedere l’inserimento in GaE (da inviare necessariamente entro l’8 luglio) e aderire ai ricorsi Anief.

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Invalsi: la forbice Nord-Sud su competenze Italiano e Matematica si accentua alle medie

Posted by fidest press agency su sabato, 8 luglio 2017

scuola-montagna-pianoLa tendenza giunge dalle Rilevazioni nazionali degli apprendimenti 2016-17, incluse nel Rapporto Invalsi, presentate stamane al Miur: tra le regioni con le migliori performance, sia per la matematica sia per l’italiano, figurano Friuli, Veneto, Lombardia e provincia di Trento. ‘Particolarmente buoni’, nel caso della primaria, i risultati di Molise e Basilicata. Mentre ‘nettamente al di sotto della media nazionale’ in tutti i livelli scolastici, risultano Calabria e Sicilia. Gli esiti della comprensione della lettura e per la grammatica confermano che gli studenti mostrano maggiori difficoltà a confrontarsi coi testi non affrontati o approfonditi a scuola, come quelli espositivi, argomentativi e discontinui: pertanto, laddove le famiglie e gli agenti esterni alla scuola non supportano gli alunni, è chiaro che questi rimangano indietro. Lo stesso Istituto Invalsi ha ammesso che occorrono politiche scolastiche differenziate in base alle esigenze del territorio e alle tipologie di istituti.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il fatto che le differenze sono minime sino alla scuola primaria, dove comunque sarebbe bene introdurre il tempo pieno e reinserire le compresenze, è indicativo. Se il gap comincia a farsi sentire nella secondaria, significa che occorre un potenziamento all’interno di quei corsi. Potenziando tecniche e strategie d’insegnamento di tipo attivo: è un rinforzo non può che avvenire solo potenziando gli organici, proprio in quelle scuole logisticamente malcollocate e culturalmente deprivate. Il mancato sviluppo del territorio diventa, purtroppo, la condanna per i giovani del posto. Poiché il cambiamento strutturale, almeno nel breve periodo, è impossibile da attuare; solo una scuola con la ‘S’ maiuscola può salvarli.

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Erasmus+: aumentano gli studenti italiani all’estero

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

erasmusL’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire ha fornito i dati definitivi del 2016 e una proiezione dei numeri relativi agli studenti italiani in uscita nel prossimo anno accademico.
Per l’anno accademico 2017/2018 l’Agenzia ha attribuito i fondi per finanziare le attività di mobilità Erasmus+ di 32.109 studenti italiani. Tuttavia, sulla base dei numeri della partecipazione negli anni precedenti, si stima una crescita di oltre il 40% del numero degli studenti in partenza dagli Atenei italiani, in base a una diversa distribuzione delle borse di mobilità. Ciò significa che gli universitari italiani in uscita nel 2017/18 saranno oltre 41.000 (vedi allegato).Per quanto riguarda l’anno accademico in corso (2016/2017), il budget disponibile in Italia per finanziare attività di mobilità e progetti di cooperazione per il settore Università è di 72 milioni di euro. L’Agenzia ha impiegato il 95,6% del budget disponibile e ha utilizzato i fondi restanti per finanziare le borse Erasmus di studenti e personale universitario con bisogni speciali.
Dall’inizio del programma (1987) fino a oggi, gli studenti universitari complessivamente coinvolti a livello europeo hanno superato i 4 milioni. L’Italia ha contribuito per il 10%, posizionandosi tra i quattro principali paesi per numero di giovani in partenza per esperienze di studio verso destinazioni europee (dopo Spagna, Germania e Francia). Riguardo al tirocinio all’estero, l’Italia ha raggiunto il terzo posto in Europa dopo Francia e Germania.
Se si guarda all’accoglienza il nostro paese è al quinto posto, poco dopo Spagna, Germania, Francia e Regno Unito, con 21.915 studenti europei ospitati nelle università italiane nel 2015-16 (anno su cui sono disponibili dati definitivi). Rispetto alla mobilità in uscita, nell’anno accademico 2015-2016 l’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire ha ricevuto 245 candidature da parte di Istituti di Istruzione Superiore per le attività di scambio previste con i Paesi del programma, che includono gli Stati membri insieme a Islanda, Turchia, Liechtenstein, Ex Repubblica di Macedonia. Nel corso dell’anno sono partiti dall’Italia 33.977 studenti, di cui 7.666 per tirocinio, principalmente verso Spagna (9.903 studenti), Francia (4.319), Germania (4.036) e Regno Unito (3.082).
Per il 2017/2018 sono stati finanziati 49 istituti di istruzione superiore italiani con un budget di quasi 14 milioni assegnato all’Italia dalla Commissione europea. I fondi finanzieranno 3.386 tra studenti e docenti, (+9% rispetto al 2016), così suddivisi:
2.156 mobilità in entrata dai paesi extraeuropei tra studenti, docenti e personale accademico, provenienti principalmente dalla Tunisia (190), Albania (174), Serbia (167), Federazione Russa (135), Ucraina (129)
1.230 mobilità in uscita, che dall’Italia hanno come destinazione paesi del resto del mondo, in primis l’Albania (143), seguita dalla Federazione Russa (108), Serbia (103), Tunisia (94), Georgia (61).Tra le università italiane che riceveranno più studenti dal resto del mondo, il Politecnico di Torino è al primo posto, seguito dall’Università degli Studi di Padova, dall’Università degli Studi della Tuscia, dall’Alma Mater di Bologna e dall’Università degli Studi di Torino. Rispetto alla mobilità verso i paesi extra UE, i primi cinque istituti italiani per numero di studenti in partenza sono l’Alma Mater di Bologna, l’Università degli Studi della Tuscia, il Politecnico di Torino, dall’Università degli Studi di Torino e l’Università degli Studi di Padova.
Lo studente Erasmus che ha scelto l’Europa come destinazione ha un’età media di 23 anni, che diventano 25 per un tirocinante. Nel 59% dei casi è una studentessa, valore che sale al 63% quando lo scopo della mobilità è uno stage in azienda. Spagna, Francia, Germania e Portogallo sono i Paesi con i quali si effettuano più scambi per studio, con una permanenza media di 6 mesi; gli studenti privilegiano, nell’ordine, Spagna, Regno Unito, Germania e Francia per i tirocini che in media durano 3 mesi. (foto: erasmus)

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