Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 315

Archive for the ‘scuola/school’ Category

Scuola: Il tempo pieno al Sud non esiste

Posted by fidest press agency su domenica, 23 settembre 2018

L’apice della discrepanza si raggiunge quando vengono messe a confronto gli orari di 40 ore settimanali svolte in Sicilia con quelle della Lombardia. Ma è tutto il Meridione a rimanere indietro su questo fronte. E non è un problema di strutture, perché al Centro-Nord non tutti gli istituti sono a norma. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal) la diseguaglianza di trattamento scolastico penalizza gli alunni del Sud sin da bambini. Non è un caso se poi i tassi maggiori di dispersione scolastica e di Neet si registrano proprio in quelle zone dove si sta meno tempo a scuola. I presidenti delle Commissioni Cultura di Camera e Senato, l’onorevole Luigi Gallo (M5S) e il senatore Mario Pittoni (Lega), si sono impegnati pubblicamente nel fare approvare a fine anno delle norme che lascino indietro nessun ragazzo. È bene che si agisca anche su posticipo a 18 anni dell’obbligo formativo, anticipo di un anno della primaria, organici maggiorati nelle zone a rischio, un sostegno senza più posti in deroga e maestri specializzati anche nei nidi e nelle scuole d’infanzia.

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Mattarella in difesa di insegnanti e dirigenti scolastici vittime di genitori e figli bulli

Posted by fidest press agency su sabato, 22 settembre 2018

Purtroppo non possiamo che constatare un clima negativo, sia culturale che politico, di un Paese che si ostina, contro ogni evidenza, a dipingere i dirigenti scolastici come nemici del Collegio docenti o del personale Ata, come potenziali corrotti e corruttori che grazie all’autonomia scolastica penserebbero a interessi personali. Attaccati talvolta, verbalmente e fisicamente, da genitori violenti. Così non va bene: condividiamo a pieno il pensiero del presidente Mattarella e continuiamo a sperare ancora nella costruzione di una scuola migliore. Durante l’inaugurazione dell’anno scolastico, davanti a una platea di mille studenti a Porto Ferraio all’isola d’Elba, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato largamente di uno dei problemi che affligge le nostre scuole: scorrendo i dati, è emerso che in Italia un ragazzino su due è vittima di episodi di bullismo. Si è soffermato sul fatto che la società ha subito qualche tipo di strappo che è necessario ricucire, e al più presto: “Alcuni gravi episodi di violenza – genitori che hanno aggredito gli insegnanti dei propri figli – rappresentano un segnale d’allarme che non va sottovalutato. Il genitore-bullo non è meno distruttivo dello studente-bullo, il cui rifiuto cresce sempre di più nell’animo degli studenti, a scuola e nel web”. Purtroppo gli atti di violenza contro insegnanti e dirigenti scolastici ricoprono una lista numerosissima: i casi alla fine dell’anno scolastico aumentano, con “l’esposizione dei giudizi finali e l’ira dei genitori per bocciature o voti inaspettati che si riversa sugli insegnanti”. Proprio all’inizio dell’anno scolastico, il presidente ha voluto lanciare un appello affinché ciò non si ripeta più e, a difesa di docenti e DS, ha fatto riferimento anche alle tante aggressioni verbali, certamente non meno violente. Il giovane sindacato, nato con l’intento di tutelare i dirigenti scolastici, ha più volte denunciato ciò che appare una crepa, oramai, ben definita: ha infatti mostrato come “quasi la metà (esattamente 15 su 33) delle aggressioni note è stata opera di genitori”. Del fenomeno della violenza gratuita contro i docenti e dirigenti scolastici si sono interessati Anief e Udir che, qualche mese fa, hanno pure organizzato una giornata di discussione. Tutti i relatori – esperti, rappresentanti dei lavoratori, delle famiglie, dei discenti nonché dei dirigenti scolastici – si sono trovati d’accordo su un punto: l’escalation di violenza si deve anche e soprattutto allo scadimento dell’autorevolezza della figura del maestro e dell’insegnante agli occhi delle famiglie e dell’opinione pubblica.Marcello Pacifico ha più volte affermato che “la scuola è una di quelle poche istituzioni che agiscono in modo diretto per il rispetto delle regole, la trasmissione della cultura e per rimarcare i valori cardini costituzionali dello Stato che vanno trasmessi sempre e a prescindere. Le famiglie e gli studenti che non gradiscono questo genere di messaggi, votati alla legalità e alla trasmissione di valori in tale direzione, si lasciano andare ad atteggiamenti intimidatori che sempre più spesso si tramutano in aggressioni fisiche”.Il sindacalista autonomo sottolinea, altresì, come “siamo arrivati al punto che professori e presidi vengono percepiti come nemici dello Stato e, di conseguenza, delle persone. Contrariamente a ciò che si pensa siamo tutti al servizio dello Stato, del cittadino e, quando si parla di scuola, ci dobbiamo impegnare per garantire un servizio fondamentale per la nostra società. Viviamo in una società che ha perso i valori e si crede di poter rivendicare un diritto in questa maniera. Ma è questo ciò che vogliamo? Certamente no. Siamo fermamente convinti che l’educazione e la formazione, armi contro la violenza, debbano passare per le aule scolastiche sì, ma anche e soprattutto germogliare all’interno delle famiglie, embrione della società civile”.

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Scuola: Il decreto Milleproroghe è legge

Posted by fidest press agency su sabato, 22 settembre 2018

Il Senato ha respinto l’emendamento De Petris che aveva invece approvato ad inizio agosto: eppure la deroga, già attuata nel 2008 e nel 2012, avrebbe permesso di far collocare nelle graduatorie ad esaurimento oltre 100 mila docenti precari, inclusi i diplomati magistrale e gli ITP, tutti selezionati e abilitati ad insegnare, ora invece costretti a rimanere nel limbo delle graduatorie d’istituto che non portano ad alcuna possibilità di stabilizzazione. E con sicuri effetti nocivi sulla didattica. Il Governo ora punta tutto sullo svolgimento dei concorsi pubblici, che però la Consulta potrebbe bloccare, condannando in tal modo lo Stato ad un’altra stagione di risarcimenti verso quegli stessi precari vittime dell’abuso dei contratti a termine.

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Scuola: La Corte di Giustizia Europea accoglie le tesi dello Stato italiano sulle ragioni oggettive legate al concorso

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 settembre 2018

Secondo i giudici di Lussemburgo, la norma del Testo Unico della scuola – l’art. 485 co.1 d.lgs. 16.4.1994, n. 297 relativo alle ricostruzioni di carriera -, laddove discrimina il servizio prestato dai lavoratori quando erano precari, sarebbe compatibile con il diritto dell’Unione Europea se intende valorizzare l’accesso per merito garantito dalla Costituzione: a questo punto, la partita per i legali Anief rimane aperta in Corte di Cassazione, dopo le 350 sentenze vinte in primo grado e appello presso i tribunali del lavoro, considerato che le stesse presunte ragioni oggettive dopo alcuni anni di servizio scompaiono dando luogo a un riallineamento della carriera.La partita delle ricostruzioni di carriera del personale scolastico si sposta in Cassazione: la Corte di Giustizia Europea ha oggi infatti stabilito che la considerazione diversificata delle prestazioni professionali dei lavoratori precari, considerate oltre i primi quattro anni solo in parte ai fini economici e professionali, sarebbe compatibile con il diritto dell’Unione qualora intenda valorizzare l’accesso per merito garantito dalla Costituzione.“Stando così le cose – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – chiederemo al giudice nazionale di verificare anche la legittimità costituzionale della norma, perché paradossalmente oggi sembra più conveniente rimanere precario che entrare nei ruoli dello Stato. Il tutto, dopo i ricorsi vinti sul precariato presso la Corte Suprema, come d’altronde gli stessi giudici della Corte di Giustizia Europea in diversi punti della causa 466/17 Motter hanno rimarcato”. “Spetta dunque al giudice nazionale, nel caso concreto, valutare se queste ragioni oggettive siano reali. Ma se ad un docente precario viene riconosciuto tutto il servizio pre-ruolo mentre a un insegnante di ruolo per sedici anni è “raffreddata” la carriera, sarà difficile per l’Avvocatura giustificare queste astratte ragioni oggettive”, conclude il sindacalista Anief-Cisal.

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Scuola – Sicurezza: limitate risorse per gli interventi

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 settembre 2018

La relazione sullo stato di attuazione del Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici mostra delle pecche enormi, tra cui insufficienti risorse economiche rispetto a quanto servirebbe e in relazione agli interventi da produrre. Udir: il 61% di interventi dal 2002 è davvero un dato poco felice: la sicurezza delle nostre scuole, nonché di coloro che vi operano ogni giorno, è una delle prerogative per la quale ci siamo battuti sin dalla fondazione del nostro sindacato. Come previsto dalla legge n. 289/2002, la Corte dei Conti ha pubblicato una relazione sullo stato di attuazione del Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Ma presenta dei punti complessi, come per esempio “nella gestione dei diversi piani stralcio in cui si articola: l’inadeguatezza delle risorse finanziarie disponibili in relazione al fabbisogno stimato e all’urgenza degli interventi affermata dal legislatore, il passaggio da una logica emergenziale ad una strutturale nella programmazione, la parzialità degli interventi di messa a norma che hanno interessato solo una porzione limitata del patrimonio edilizio scolastico”. Inoltre, “risultano avviati 1951 progetti, mentre quelli non avviati sono 637 (24 per cento del totale). Sono stati conclusi 1617 interventi sui 2651 previsti, pari al 61 per cento”. Per quanto riguarda poi l’adeguamento alla norma antisismica degli istituti italiani, lo studio ha registrato “la gravità della mancata messa a norma dal punto di vista sismico per molti di essi, tenuto conto delle conseguenze e della giurisprudenza penale in materia”.
Udir si è sempre speso per trovare soluzioni al problema della sicurezza degli istituti, anche quando, qualche giorno fa, il ministro Bussetti affermò che i ragazzi devono sapere perfettamente che cosa fare in caso di incidente, terremoto, incendio, calamità naturale: il sindacato ricordò come questo genere di attenzione deve andare di pari passo all’impegno per dotare gli istituti di edifici sicuri. Da tempo infatti lamenta che la maggior parte dei 42mila plessi scolastici non risulta a norma. Lo sanno bene i dirigenti scolastici che in questi primi giorni di scuola sono alle prese con le certificazioni sulla sicurezza da aggiornare: è lunga la lista degli obblighi da adempiere e dei passaggi da attuare.Le difficoltà sono legate al fatto che, purtroppo, la metà delle scuole ha quasi 50 anni, essendo stata realizzata prima del 1971. Ultimamente, il rigore sulle misure preventive e il logoramento delle strutture hanno fatto sì che molte scuole chiudessero: infatti, oggi rispetto a 42.292 edifici scolastici ve ne sono ben 8.450 dove non si svolgono le lezioni, poiché risultano in ristrutturazione, dismessi oppure in fase di ricostruzione. Sarebbe poi necessario modificare le norme sulla responsabilità della manutenzione degli edifici scolastici, attraverso la revisione del Testo Unico sulla sicurezza: il giovane sindacato ha chiesto in più sedi, modalità ed occasioni di fare ciò, anche esonerando le responsabilità della dirigenza scolastica, ma pure dei lavoratori, docenti e Ata responsabili della sicurezza (gli Rls e Rsp d’istituto), a seguito della loro denuncia agli organi competenti sul rischio e sugli interventi necessari. Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “il 61% di interventi dal 2002 è davvero un dato poco felice. Non possiamo essere bloccati dalle poche risorse economiche: la sicurezza delle nostre scuole, nonché di coloro che vi operano ogni giorno tra docenti, insegnanti, Ata, DS e alunni, è una delle prerogative per la quale ci siamo battuti sin dalla fondazione del nostro sindacato. Bisogna intervenire quando si è al corrente dei rischi, poiché il bene di tutti deve stare in cima alle priorità. Ma risulta altrettanto necessario essere vigili sulle fasi di manutenzione e controllo”.

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Scuola: Contratto dirigenti scolastici, si va verso la chiusura al ribasso

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 settembre 2018

C’è un autentico macigno: le risorse non bastano! Servirebbero circa 90 milioni di euro lordo stato, ma in totale sono 72 milioni: ne mancano circa 18. L’unica soluzione è attingere dal FUN 2017/2018 e 2018/2019: le somme andrebbero stornate ed utilizzate per la retribuzione di posizione/quota fissa. Così facendo, ci sarà una riduzione drastica della retribuzione di posizione/quota variabile e della retribuzione di risultato rispetto a quelle oggi vigenti. Nel frattempo entreranno in servizio i vincitori del concorso attualmente in svolgimento: i dirigenti scolastici aumenteranno e la torta andrà divisa tra una platea più ampia rispetto a quella odierna. I sindacati degli ex presidi stanno facendo un’operazione d’immagine, ma la “sostanza” appare posizionata più in basso dell’apparenza. La questione, in definitiva, è: i sindacati hanno intenzione di chiedere al Miur e all’ARN la restituzione dei tagli illegittimi operati negli ultimi anni, almeno a partire dal 1 gennaio 2018? C’è un autentico macigno: le risorse non bastano! Servirebbero circa 90 milioni di euro lordo stato, ma in totale sono 72 milioni: ne mancano circa 18. L’unica soluzione è attingere dal FUN 2017/2018 e 2018/2019: le somme andrebbero stornate ed utilizzate per la retribuzione di posizione/quota fissa. Così facendo, ci sarà una riduzione drastica della retribuzione di posizione/quota variabile e della retribuzione di risultato rispetto a quelle oggi vigenti. Nel frattempo entreranno in servizio i vincitori del concorso attualmente in svolgimento: i dirigenti scolastici aumenteranno e la torta andrà divisa tra una platea più ampia rispetto a quella odierna. I sindacati degli ex presidi stanno facendo un’operazione d’immagine, ma la “sostanza” appare posizionata più in basso dell’apparenza. La questione, in definitiva, è: i sindacati hanno intenzione di chiedere al Miur e all’ARN la restituzione dei tagli illegittimi operati negli ultimi anni, almeno a partire dal 1 gennaio 2018?

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Vaccini e antibiotici: cosa ne pensano gli studenti?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

I vaccini possono prevenire il cancro? Somministrare più vaccini nella stessa seduta è rischioso? Quando si deve assumere un antibiotico? Che cos’è l’antibiotico resistenza? Gli animali contribuiscono o no al fenomeno dell’antibiotico resistenza? Sono solo alcune delle domande contenute nel questionario sulla “Percezione del rischio connesso all’utilizzo degli antibiotici e dei vaccini”, sottoposto dall’Università di Parma ai suoi studenti.Al questionario, ideato e realizzato dai docenti dell’Università di Parma Simone Bertini, Andrea Summer e Carlo Calzetti, hanno risposto 2229 studenti, il 9,07% dell’intera popolazione studentesca dell’Università di Parma. Le risposte, date in forma anonima ma con riferimento al corso di studio e all’età, forniscono un’immagine della percezione del rischio negli studenti iscritti nei più diversi corsi di studio dell’Ateneo.
I risultati? Alti e bassi. Sfiora il 100% (96,77%) la percentuale di risposte corrette alla domanda su “Quando si deve assumere un antibiotico”, e sono ben oltre il 90% quelle alle domande sull’antibiotico resistenza (93.05%) e sulla sua crescita (92.3%). Le risposte esatte superano invece l’80% nelle domande relative all’uso degli antibiotici e al momento in cui la terapia antibiotica a domicilio va sospesa.Piuttosto basse, per contro, le percentuali di risposte corrette alla domanda relativa a cosa è bene associare a una terapia antibiotica al domicilio (30.69%), a quella che chiedeva se i vaccini possono prevenire il cancro (il 43,47% ha giustamente detto “solo alcuni”) e a quella relativa all’eventualità di rischi nella somministrazione di più vaccini in una stessa seduta (51,86%).Per quanto riguarda la connessione dell’antibiotico resistenza al mondo animale, e in particolare l’incidenza degli animali al problema dell’antibiotico resistenza, i risultati del questionario dimostrano che la questione viene sottovalutata, perché circa il 20% degli studenti sostiene che gli animali non contribuiscono all’antibiotico resistenza e non ritiene importante l’uso di antibiotici esclusivi per le specie animali.

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Scuola – Dispersione alunni: fallimento Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Le parole pronunciate dal presidente della Repubblica sono una sferzata a chi governa la scuola e non fa nulla per opporsi a questa deriva da Paese non sviluppato, che lascia per strada i suoi bambini e ragazzi in difficoltà, provenienti da tessuti sociali difficili o famiglie bisognose di aiuto. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, non c’è tempo da perdere: servono tempo pieno e prolungato anche al Sud, come ha annunciato di recente il presidente della Commissione Cultura Luigi Gallo, ma soprattutto organici differenziati in base al tasso di dispersione e di disoccupazione e alle esigenze del territorio. Per combattere l’abbandono scolastico bisogna anche introdurre l’obbligo a 18 anni, con una modifica dell’alternanza scuola lavoro peraltro già annunciata dal ministro Bussetti, e puntare sulla continuità didattica riaprendo le GaE.Dispersione scolastica: Quali i rimedi possibili?
I dati diffusi da Tuttoscuola e relativi alla dispersione scolastica vedono il Lazio tra le regioni in Italia con il più basso tasso di studenti che lo scorso anno non sono giunti a frequentare il 5° anno delle superiori (11.778 – tasso di dispersione scolastica 21,3%*): un dato al di sotto della media nazionale (3.500.812 – tasso 24,7%). Da un’indagine condotta da JOINTLY-Il welfare condivisosu 4500 ragazzi è emerso che un corretto orientamento:
fa aumentare in 1 ragazzo su 3 la fiducia nel ‘Sistema Paese’ e le consapevolezze;
fa crescere nel 60% dei genitori/dipendenti il trust index nei confronti dell’azienda che mette a disposizione il percorso come servizio di welfare;
ha un impatto sulla scelta nell’82% dei ragazzi che lo ricevono.
Inoltre nel Lazio nell’a.s. 2017-2018 i ragazzi di un’intera classe del Liceo Montale di Roma hanno avuto l’opportunità, grazie a un’azienda della rete JOINTLY, di frequentare il percorso di orientamento per scegliere il proprio futuro in maniera più consapevole.Si potrà partire da questi dati:
– nell’a.s. 2017-2018 nel Lazio 11.778 studenti non hanno frequentato il 5° anno delle superiori;
– il Lazio è la 7a regione con il più basso tasso di dispersione scolastica (21,3%), rispetto alla media nazionale del 24,7%;
– a livello nazionale i dispersi al 5° anno sono stati 3.500.812 (il 30,6% del totale).

 

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Mobilità: anche il TAR Lazio dà ragione all’Anief contro il CCNI

Posted by fidest press agency su martedì, 18 settembre 2018

Con ben 9 sentenze di identico tenore, il TAR annulla le procedure di mobilità straordinaria 2016 in quanto in contrasto con il fondamentale principio del merito e del punteggio posseduto. L’Avvocato Michele Ursini dell’Anief, in collaborazione con i nostri legali sul territorio, ottiene ragione sulle operazioni di mobilità 2016 con delle sentenze di pieno accoglimento che rilevano come il Miur, affidandosi ad un non meglio specificato “algoritmo”, abbia mancato di porre in essere una “vera e propria attività amministrativa, essendosi demandato ad un impersonale algoritmo lo svolgimento dell’intera procedura di assegnazione dei docenti alle sedi disponibili nell’organico dell’autonomia della scuola”, così violando la normativa sull’azione amministrativa e “gli istituti di partecipazione, di trasparenza e di accesso, in sintesi, di relazione del privato con i pubblici poteri” che, come correttamente evidenziato nelle sentenze “non possono essere legittimamente mortificate e compresse soppiantando l’attività umana con quella impersonale, che poi non è attività, ossia prodotto delle azioni dell’uomo, che può essere svolta in applicazione di regole o procedure informatiche o matematiche”.
Il TAR del Lazio, dunque, ancora una volta bacchetta il Ministero dell’Istruzione soprattutto per quanto riguarda le operazioni di mobilità affidate al “misterioso” algoritmo evidenziando, sul punto, come “alcuna complicatezza o ampiezza, in termini di numero di soggetti coinvolti ed ambiti territoriali interessati, di una procedura amministrativa, può legittimare la sua devoluzione ad un meccanismo informatico o matematico del tutto impersonale e orfano di capacità valutazionali delle singole fattispecie concrete, tipiche invece della tradizionale e garantistica istruttoria procedimentale che deve informare l’attività amministrativa, specie ove sfociante in atti provvedimentali incisivi di posizioni giuridiche soggettive di soggetti privati e di conseguenziali ovvie ricadute anche sugli apparati e gli assetti della pubblica amministrazione” e, per tale motivo ribadisce come le procedure informatiche debbano essere predisposte “in funzione servente e alle quali va dunque riservato tutt’oggi un ruolo strumentale e meramente ausiliario in seno al procedimento amministrativo e giammai dominante o surrogatorio dell’attività dell’uomo”.
“Il Tribunale Amministrativo ha dato ragione ai nostri legali – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – evidenziando come la deleteria prospettiva orwelliana posta in essere dal Miur con il famoso “algoritmo” cui ha, praticamente, deciso di demandare la funzione istruttoria e anche quella provvedimentale caratterizzanti l’azione amministrativa, risulta, invece, in aperto contrasto con il presidio costituito dal baluardo dei valori costituzionali scolpiti negli artt. 3, 24 e 97 della Costituzione oltre che all’art. 6 della Convezione europea dei diritti dell’uomo”. Fondato, anche, l’ulteriore profilo di illegittimità, con cui i ricorrenti censurano la mancata previsione della deroga al vincolo di permanenza quinquennale dei docenti di sostegno sulla medesima tipologia di posto. Vittoria piena per l’Anief, dunque, che ancora una volta ottiene ragione sulle illegittimità poste in essere dal Miur nelle procedure di mobilità a discapito di tanti lavoratori della scuola.

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Scuola: TAR Lazio dà ragione ai legali Anief e apre il concorso riservato a 4mila ITP precari

Posted by fidest press agency su domenica, 16 settembre 2018

Il TAR Lazio, con le ordinanze pubblicate oggi, accoglie le tesi da sempre sostenute dall’Anief sul diritto all’accesso alle procedure concorsuali 2018 riservate agli abilitati dei docenti in possesso di diploma ITP che da anni lavorano nella scuola pubblica e che non avevano mai avuto modo di conseguire l’abilitazione attraverso percorsi abilitanti ordinari. Attese nelle prossime ore le ordinanze relative alla partecipazione al concorso 2018 dei diplomati AFAM, degli idonei ai concorsi 2012 e 2016, degli specializzandi sostegno e dei docenti abilitati all’estero dopo il 31 maggio 2017 illegittimamente esclusi. Il TAR, inoltre, potrebbe sollevare una nuova e più specifica questione di illegittimità costituzionale sulla peculiare condizione degli insegnanti tecnico pratici, rispetto a quella sollevata per laureati e dottori di ricerca.

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Scuola: Concorso Dsga

Posted by fidest press agency su domenica, 16 settembre 2018

Il concorso per Direttori dei servizi generali e amministrativi non vuol proprio decollare: il Ministero intende infatti riservare agli assistenti amministrativi facenti funzione di Dsga appena il 10% dei posti banditi. Per Anief si tratta di una percentuale da innalzare fortemente: dopo le proposte emendative presentate dal giovane sindacato all’ultimo disegno di Legge di Stabilità, rispetto a tale proposta presentata ai sindacati durante l’ultimo incontro sull’attesa procedura concorsuale da attuare il prima possibile per individuare chi andrà a coprire gli attuali 2 mila posti vacanti di Dsga, il giovane sindacato chiede formalmente al Miur di innalzare tale quota al 50%, considerato l’alto numero di aspiranti che ha retto le segreteria dei nostri istituti scolastici per diversi anni.

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Scuola – Assunzioni docenti, mai così tante cattedre deserte

Posted by fidest press agency su domenica, 16 settembre 2018

Oltre 32 mila immissioni in ruolo andate a vuoto porteranno a stipulare in questi giorni più di 110 mila contratti a tempo determinato, con scadenza 30 giugno o 31 agosto. È l’atto finale del fallimento totale delle politiche degli ultimi Governi in tema di scuola: quello del Pd, che per tentare di cancellare la supplentite è arrivato ad assumere in modo scriteriato su posti scelti a caso come se i precari fossero delle pedine; non fa meglio l’attuale esecutivo che si nasconde nel voto di fiducia al decreto Milleproroghe, dopo avere soppresso al suo interno la riapertura delle GaE, l’unica soluzione per uscire da questo ginepraio. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, il sistema sta andando a vele spiegate verso la sua implosione: in tre anni, da quando si sono conclusi gli effetti delle nuove immissioni di insegnanti nelle suddette graduatorie, si è passati dal 15% al 57% di posti andati a vuoto.

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Scuola: Stipendi, da gennaio in calo per 600 mila docenti e Ata

Posted by fidest press agency su sabato, 15 settembre 2018

Ai dati sconfortanti pubblicati nelle ultime ore dall’Ocse, con i compensi del personale scolastico diminuiti costantemente tra il 2010 e il 2016, si aggiungono le ombre sul sistema di perequazione garantito solo fino al 31 dicembre 2019: ad oggi il Governo non ha infatti ancora trovato le risorse. E crescono i dubbi pure sul mantenimento degli 80 euro netti del Governo Renzi, rivolti alle fasce stipendiali annue fino a circa 26mila euro che con la Legge di Bilancio potrebbero avere altre destinazioni. Una beffa che si aggiunge a quella della mancata validità per il TFS/TFR dei già ridicoli incrementi ottenuti con l’ultimo contratto, pari al 3,48% con l’inflazione salita però nel frattempo di oltre l’8%.

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Scuola: Flop sostegno disabili

Posted by fidest press agency su sabato, 15 settembre 2018

Delle 13.329 assunzioni di docenti specializzati, autorizzate da Miur e Mef, ne sono state completate appena 1.639: le cattedre non assegnate a tempo indeterminato vanno così ad ingrossare le supplenze annuali che, per una assurda norma del 2013, introdotta per risparmiare quando però gli alunni disabili iscritti erano 180 mila e non 250 mila, continuano ad essere assegnate con scadenza 30 giugno anziché 31 agosto. A Napoli il top dell’incongruenza: questa estate, alle superiori solo l’1% del personale è entrato in ruolo. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che il decreto legislativo 66/2017 è stato una delusione totale: se il Ministro Bussetti non si muove, rischia di essere denunciato per responsabilità dirigenziale, dovuta ad un abuso perpetrato dei contratti a tempo determinato pur in presenza di personale specializzato e posti vacanti.

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Scuola: Il Ministro vuole cancellare il concorso riservato ai docenti con 36 mesi di servizio?

Posted by fidest press agency su sabato, 15 settembre 2018

Dopo il concorso rivolto al personale abilitato nelle superiori, doveva essere bandito per legge quello riservato ai precari storici non abilitati insieme al concorso ordinario. Dal Miur ci è stato prima detto che erano in stand by e ora Bussetti sorprende tutti sostenendo che è sua intenzione fermare il prossimo bando per non abilitati e non attivare un nuovo ciclo di Tirocinio formativo attivo, il Tfa gestito dalle università. Nemmeno una parole viene spesa per coloro che attendevano questo concorso: per tutti quelli che hanno svolto tre anni di servizio su posto vacante e disponibile, improvvisamente tramontano le prospettive di stabilizzazione, come se la sentenza Mascolo della Corte di Giustizia Europea del novembre 2014 non fosse mai stata emessa. Sorvolando su tutto ciò, il nuovo titolare del Miur sembra voler fare un passo indietro per timore che la procedura venga poi annullata dalla Consulta. Ignorando che, in questo modo, esporrà lo Stato ad una valanga di ricorsi risarcitori dall’esito nefasto per le finanze pubbliche. Sia chiaro: Anief difenderà in giudizio tutti i 5 mila docenti assunti dalle GRMA e che hanno passato l’anno di prova. Inoltre, citerà in giudizio per responsabilità dirigenziale il Ministro stesso, il quale dovrà così spiegare ai giudici perché i laureati hanno dovuto pagare 500 euro per maturare 24 CFU quando potevano accedere al concorso riservato attraverso il Tar del Lazio.

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Sono oltre 5mila le scuole già iscritte a ioleggoperché

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 settembre 2018

Sono oltre 5mila (5351 per la precisione) le scuole italiane già iscritte a #ioleggoperché, l’iniziativa nazionale promossa dall’Associazione Italiana Editori (AIE) per il potenziamento delle biblioteche scolastiche. Una cifra che punta a superare il dato dell’edizione passata (erano 5636), dal momento che tutte le scuole di ogni ordine e grado hanno ancora tempo per registrarsi sulla piattaforma http://www.ioleggoperche.it fino al 21 settembre. Maggiore sarà il gioco di squadra tra i protagonisti del mondo della scuola, le famiglie e gli addetti ai lavori, più grande sarà il numero di nuovi libri da destinare alle scuole aderenti, come vuole la finalità del progetto che, solo negli ultimi due anni, ha già visto consegnare alle biblioteche scolastiche del Nord, Centro, Sud Italia e isole oltre 350mila libri donati dai cittadini e dagli Editori.#ioleggoperché vede confermata la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), l’Associazione Librai Italiani (ALI), il Sindacato italiano Librai e Cartolibrai (SIL), l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e il Centro per il Libro e la Lettura. Ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) e conta sul supporto di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e sul sostegno della Lega Serie A e Lega B.
Dal lancio dell’iniziativa nello scorso maggio sono inoltre più di 1500 le librerie iscritte con oltre 6000 gemellaggi attivati: “Questa grande operazione sociale, giunta alla quarta edizione – ha sottolineato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi – dimostra così di rispondere a un bisogno effettivo delle scuole italiane e del Paese e di essere sempre più apprezzata come occasione concreta di partecipazione da parte di Istituzioni, enti, partner, media ma soprattutto di tutti coloro che vorranno donare un libro durante l’ormai tradizionale campagna d’autunno di #ioleggoperché nelle librerie gemellate. Ora restano ancora pochi giorni per aiutare i ragazzi ad avere più libri nelle biblioteche di scuola. Aiutateci a diffondere la notizia perché la vostra scuola aderisca o iscrivetela. Possiamo fare ancora di più”.Quest’anno le giornate utili per le donazioni andranno dal 20 al 28 ottobre e successivamente, al termine della raccolta, gli Editori contribuiranno con un numero di libri pari alla donazione nazionale complessiva (fino a un massimo di 100.000 volumi) da suddividere tra tutte le Scuole iscritte che ne avranno fatto richiesta attraverso il portale.Nel nome dell’amore per la lettura, il progetto ha sempre innescato una vera e propria ondata di originali attività di promozione della campagna a cura di studenti, insegnanti e famiglie presso le sedi scolastiche, le librerie, le piazze e le strade o sui Social (si sono viste in passato letture ad alta voce, incontri con l’autore, flash mob letterari, gare di abilità, spettacoli, cori e concerti, installazioni in vetrina…). Per premiare la creatività delle scuole più attive, è stato indetto anche per questa edizione un nuovo contest #ioleggoperché (info, iscrizioni e video dei premiati 2017 su http://www.ioleggoperche.it). In palio, 10 buoni del valore di 1.500 euro per l’acquisto di libri nella libreria con cui la scuola ha organizzato l’iniziativa del contest.Il progetto vede inoltre riconfermata la proficua sinergia con Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole, l’iniziativa promossa da MiBAC e MIUR per portare la lettura ad alta voce nelle scuole, anche attraverso la partecipazione di autori, giornalisti ed editori.La missione del progetto – in altre parole l’ambizione di far crescere nuovi lettori a partire dalle aule delle scuole – è condivisa anche quest’anno da noti personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport: Lega Serie A e Lega B hanno rinnovato il loro sostegno direttamente sui campi da gioco, mentre gli ambasciatori #ioleggoperché – Luciana Littizzetto affiancherà il conduttore televisivo e radiofonico radiofonico Rudy Zerbi – si stanno già prodigando per diffondere in Rete e in Radio il loro appassionato passaparola virale. Per saperne di più: http://www.ioleggoperche.it

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Dispersione alunni da record e pochissimi laureati, Sud al collasso

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 settembre 2018

Sono 3 milioni e mezzo gli studenti che hanno abbandonato i banchi negli ultimi 20 anni: lo dice il Focus realizzato da Tuttoscuola e pubblicato oggi dall’Espresso, dal quale si evince che tale inefficacia è costata pure 55 miliardi di euro. Il dramma si completa negli atenei: tra chi si diploma e si iscrive all’università solo uno su due ce la fa. Alla fine della fiera, su 100 studenti iscritti alle superiori se ne laureano appena 18. Per il sindacato servono subito tempo pieno e prolungato, organici differenziati per territorio, continuità didattica attraverso l’assorbimento del precariato con la riapertura delle GaE, innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni.

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Scuola – Sicurezza: il Ministro annuncia corsi della protezione civile per gli alunni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 settembre 2018

Secondo Bussetti, i ragazzi devono sapere perfettamente che cosa fare in caso di incidente, terremoto, incendio, calamità naturale. Udir ricorda che negli istituti tecnici e professionali, dove le lezioni si svolgono anche nei laboratori, gli studenti sono già soggetti ad obbligo formativo organizzato dal datore di lavoro. Come gli allievi del triennio finale delle superiori, impegnati nell’alternanza scuola-lavoro, di fatto equiparati ai dipendenti. Per il sindacato, questo genere di attenzione deve andare di pari passo all’impegno per dotare gli istituti di edifici sicuri: invece, la maggior parte dei 42mila plessi scolastici non risulta a norma. Lo sanno bene i dirigenti scolastici che in questi primi giorni di scuola sono alle prese con le certificazioni sulla sicurezza da aggiornare: è lunga la lista degli obblighi da adempiere e dei passaggi da attuare per evitare di pagare per colpe non proprie.

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Gli insegnanti hanno bisogno di certezze: Il problema non è esaurire le graduatorie ma riempirle appena esaurite

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2018

Secondo il titolare del Ministero dell’Istruzione l’obiettivo del Governo è esaurire le graduatorie e puntare su docenti giovani. Replica Anief: se al termine delle immissioni in ruolo, il 60% delle cattedre rimangono deserte non è perché non abbiamo insegnanti giovani ma perché la politica li lascia invecchiare tra i banchi senza assumerli. Il problema non è esaurire le graduatorie ma riempirle appena esaurite, e lo dice il sindacato che ha fatto ammettere i laureati al concorso 2012. Basta con le ipocrisie e gli spot elettorali. La scuola ha bisogno di certezze: occorre puntare sulla riapertura delle GaE a tutti i 150 mila docenti abilitati e confermare nei ruoli tutti gli assunti con riserva. A chiederlo, domani davanti a Montecitorio, sarà anche la piazza. Il Governo ascolti e trasformi il fallimento di questi numeri in un vero cambiamento per il Paese.

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Festa del diploma in Cina per i laureati in biotechnology

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2018

Camerino Si è tenuta all’Università di Jilin in Cina, la festa del diploma dedicata ai laureati del secondo ciclo del progetto congiunto “Biotechnology Bachelor Degree Cooperative Education Project“tra la Jilin Agricultural University e l’Università di Camerino, che prevede l’erogazione del corso di laurea in Biotechnology, parallelo a quello UniCam, ma tenuto in inglese interamente in Cina, e con l’opportunità di ottenere il doppio titolo. I docenti Unicam, infatti, si sono recati in Cina per tenere tutte le attività didattiche secondo un calendario stabilito.Sono stati 68 gli studenti che hanno conseguito il titolo di studio, 15 dei quali hanno conseguito anche il double degree, quindi sia il diploma rilasciato dalla Jilin Agricultural University che quello rilasciato dall’Università di Camerino.
Alla cerimonia hanno partecipato il Rettore ed il Prorettore vicario della Jilin Agricultural University prof. Feng Jiang e prof.ssa Chen Guang, il Delegato del Rettore per Mobilità Internazionale, Accordi Internazionali e Competenze Linguistiche di UNICAM prof. Renato De Leone, la coordinatrice didattico-scientifica del progetto prof.ssa Cristina Miceli e la Direttrice della Scuola di Life Science prof.ssa Li Haiyan. Erano presenti direttori e funzionari di vari uffici, docenti di entrambe le università coinvolti nel progetto, oltre ai genitori, parenti, amici e colleghi dei laureati.

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