Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for the ‘scuola/school’ Category

Scuola: Supplenze docenti, rivoluzione in arrivo

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2020

Il precariato scolastico si appresta a cambiare in modo drastico: nei prossimi giorni il ministero introdurrà una nuova organizzazione per l’assegnazione dei posti liberi attraverso le graduatorie provinciali per le supplenze. Le GPS saranno distinte in prima e seconda fascia. La prima per i docenti in possesso del titolo di abilitazione (riguarda quindi anche i docenti attualmente iscritti nella prima fascia di istituto). La seconda per i docenti in possesso del titolo di studio + 24 CFU oppure precedente inserimento del triennio 2017/20 oppure abilitazione per altra classe di concorso o grado di scuola. Anief, che sta partecipando attivamente alla stesura della bozza definitiva del regolamento delle nuove Graduatorie provinciali per le supplenze, dopo avere espresso soddisfazione per la loro introduzione, ha subito evidenziato una serie di criticità legate alla tabella titoli sulle quali abbiamo chiesto delle modifiche. Il giovane sindacato – che ha consegnato all’amministrazione una ‘memoria’ sotto forma di osservazioni sui singoli articoli della bozza – ha anche chiesto tempi certi e rapidi per l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto e che, in caso di ritardo nelle pubblicazioni delle graduatorie, l’amministrazione fornisca indicazioni chiare su quali liste utilizzare nelle more della loro pubblicazione.Le GPS saranno utilizzate per l’attribuzione delle supplenze al 31 agosto o 30 giugno, residue dopo lo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento. Secondo le ultime indiscrezioni sarebbero 15 i giorni per presentare la domanda: un tempo troppo ristretto in considerazione dell’importanza della procedura che interesserà anche aspiranti che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’insegnamento.Una prima modifica importante ottenuta in seguito all’incontro del 30 giugno e che rivendichiamo con forza è l’inserimento in GPS dei diplomati magistrale in ruolo con riserva, si tratta di una questione che abbiamo sollevato già durante l’incontro del 30 giugno, come si evince dal nostro documento. Il sindacato reputa importante introdurre una deroga al possesso dei 24 CFU per gli ITP non inseriti nelle graduatorie d’istituto, ma anche consentire l’inserimento dei diplomati magistrale in ruolo con riserva in attesa di sentenza definitiva. Come consentire lo spostamento di provincia della prima fascia GI, la possibilità di utilizzare servizi di sostegno anche su gradi diversi per l’accesso alla seconda fascia della GPS. Inoltre, considerando che i posti vacanti dopo la mobilità risultano ben 85 mila e che le graduatorie da cui è possibile oggi accedere alle immissioni in ruolo si potrebbero svuotare, il sindacato torna a chiedere di estendere la “call veloce” anche alla graduatoria d’Istituto, prevista dal D.L. n. 126/2019, convertito nella Legge n. 159/2019, così da evitare il fallimento delle convocazioni per il ruolo che rischiano di andare deserte, come accaduto negli ultimi due con oltre 50 mila assunzioni sfumate.
Inoltre è necessario ripristinare i 6 punti aggiuntivi per i diplomati magistrale e gli abilitati PAS, non più previsti dalle nuove tabelle titoli e in assenza dei quali le relative abilitazioni vengono svalutate in modo inaccettabile. Stessa cosa per master e diplomi di perfezionamento, inspiegabilmente svalutati nelle nuove GPS da 3 a 0,5 punti.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Trasferimento di sede, 40 mila docenti non l’hanno ottenuto

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

Nelle ultime ore si sono completati i trasferimenti dei docenti, con poca soddisfazione per tantissimi candidati della scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado: sono infatti oltre 40 mila gli insegnanti di ruolo a cui è stata respinta la domanda. I numeri sono stati forniti dallo stesso ministero dell’Istruzione: guardando i dati ufficiali, a fronte di “96mila i docenti effettivamente coinvolti – al netto delle domande non accoglibili – 78.881 le donne e 17.696 gli uomini – ha comunicato il MI – le domande soddisfatte a livello nazionale sono state 55.008”. Degli oltre 40 mila docenti rimasti “al palo”, molti avevano chiesto uno spostamento interprovinciale: “Siamo ancora tantissime fuori regione, 8.000 trasferimenti sono solo briciole”, scrive una docente sui Social. Tra gli scontenti ci sono gli immessi in ruolo 2019 (ex Fit) “bloccati per 5 anni senza possibilità di chiedere la mobilità”, coloro che hanno svolto servizio nelle paritarie, chi si è visto valutare parzialmente il servizio pre-ruolo, chi non si è visto valutato il periodo di sostegno da supplente, chi è portatore di disabilità o deve assistere un genitore invalido. Secondo l’Ufficio Studi dell’Anief le lamentele hanno fondamento, perché in diversi casi la loro richiesta poteva essere accolta: per questo motivo il sindacato ha avviato una serie di ricorsi al Giudice del Lavoro.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “soltanto una parte delle domande di mobilità sono state accolte, nonostante ci siano migliaia e migliaia di posti disponibili. Questo è avvenuto senza tenere conto di una precisa Ordinanza del Consiglio di Stato, in base alla quale i posti vacanti vanno assegnati ai trasferimenti. Ci sono migliaia di casi di docenti che stanno da anni e anni lontano da casa, per via dei blocchi quinquennali, pure in presenza di insegnanti che godono dei benefici della Legge 104 del 1992. Ancora di più dopo il Covid, che ha portato al distanziamento sociale e alla mancata libertà di movimento, esasperando i problemi di lontananza dai propri familiari. Bisogna capire perché è stato negato loro il diritto alla famiglia, che invece va contemplato con quello al lavoro. Il sindacato può dare le opportune istruzioni per capire se vi sono i presupposti per ricorrere e ottenere il trasferimento”.Le domande di trasferimento dei docenti di ruolo hanno avuto esito positivo nel 49.053 dei casi: il ministero dell’Istruzione ha comunicato che ad avere avuto accesso alla mobilità territoriale sono stati il 54,3%, “per un totale di 8.000 spostamenti circa fuori Regione garantiti agli insegnanti”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Introdurre nelle scuole l’infermiere scolastico?

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2020

Dal Nursing Up, Sindacato Infermieri Italiani, arriva una proposta lungimirante per il Governo: aprire le porte delle scuole agli infermieri, accanto ai bambini, accanto agli studenti, come una figura strutturata, con un ruolo specifico, non solo di supporto sanitario ma anche come figura di educatori per le nuove generazioni, per i cittadini del domani.«Siamo sempre pronti a nuove battaglie, esordisce De Palma, non ci fermiamo mai, e allora alla luce di quanto è accaduto e sta accadendo, riteniamo che già da settembre qualcuno dovrebbe preoccuparsi di introdurre, gradualmente, nelle scuole primarie e secondarie, la figura dell’infermiere. L’infermiere scolastico, dice De Palma, non è certo una novità assoluta. All’estero è presente da tempo, ci sono molti paesi che hanno nel corpo docente un infermiere professionista. Non ci dimentichiamo che i nostri hanno tanto di laurea, non hanno nulla da invidiare a tanti colleghi europei, e il loro livello culturale, oltre che le loro conoscenze in materia sanitaria, li metterebbero nella condizione di svolgere funzione docente e supportare gli istituti nelle attività di educazione sanitaria e prevenzione a 360 gradi.E’ più che coerente, continua De Palma, che accanto all’infermiere di famiglia venga implementata e sostenuta quella dell’infermiere scolastico, da impiegare nelle attività educative destinate ai giovani. E’ qui, nelle scuole, “teatro” non solo di apprendimento ma di crescita sociale, che sarebbe opportuno introdurre una figura chiave come quella dell’infermiere, e lo si potrebbe fare già da settembre, sia per supportare gli studenti nella loro ripresa delle attività, dopo mesi di isolamento, seguendoli passo per passo in un percorso di formazione e conoscenza di tutte le regole di contrasto al diffondersi delle principali tipologie di malattie contagiose e diffusive, sia per fornire una vera propria formazione in educazione sanitaria, quella che manca negli istituti scolastici, quella che è fondamento per diventare cittadini informati e responsabili. Mi riferisco alle norme basilari di pronto soccorso, alla civica responsabilità sociale che ognuno di noi ha nel tutelare la propria salute e quella collettiva, cose che si dovrebbero apprendere dai primi anni di vita. Mi immagino una Italia dove finalmente l’infermiere, al pari del medico, insegni ai ragazzi la “cultura della salute”.Da tempo chiediamo ai Governi che si sono susseguiti nel tempo, di modificare le regole e i contenuti dei programmi di studio e i criteri di reclutamento del corpo decente nelle scuole di ogni ordine e grado, e che ancora oggi, incomprensibilmente, non colgono l’opportunità di impiegare gli infermieri con laurea di primo livello in ruoli di insegnamento confacenti rispetto alle loro conoscenze. Penso poi ai bambini in difficoltà, ai portatori di handicap, agli studenti con patologie croniche: avere il supporto di un infermiere anche in ambito scolastico, vorrebbe dire tutelare e difendere il loro diritto allo studio», conclude De Palma.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Supplenze, graduatorie tutte digitalizzate: domani incontro ministero-sindacati

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

A breve, le graduatorie dei docenti precari saranno aggiornate in modalità digitale, anche quelle d’istituto: serviranno per le immissioni in ruolo (poche) e per assegnare le 250 mila supplenze annuali previste a fine estate. Su questo argomento, martedì 30 giugno è previsto un incontro con i sindacati per la presentazione dell’ordinanza che trasformerà le graduatorie d’istituto in provinciali. Potrebbe essere una vera e propria rivoluzione, ha fatto intendere la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in una intervista pubblicata su Il Messaggero di Roma: “Stiamo lavorando per aggiornare le graduatorie dei supplenti e per digitalizzarle, cosa che non era mai stata fatta prima. Questo consentirà di avere i docenti di cui abbiamo bisogno e di poterli assegnare più rapidamente”.Marcello Pacifico, presidente Anief: “La maggior parte dei docenti precari si trova nelle graduatorie d’istituto, presto mutate in provinciali, ed è bene che si utilizzano anche per sottoscrivere i contratti a tempo indeterminato e non per le sole supplenze annuali, che anche su posti liberi vengono pure collocate con scadenza 30 giugno 2021. Ecco perché bisogna aprire la ‘call veloce’ a tutte le graduatorie. Si assicurerebbero più immissioni in ruolo e si ridurrebbe la supplentite”.
Prende il via l’iter delle supplenze annuali nella scuola pubblica italiana. Una procedura che quest’anno servirà ad assegnare un numero altissimo di cattedre. Per le immissioni in ruolo, invece, è tutto rimandato al 2021. La rivista Orizzonte Scuola ricorda che il Governo ha già bandito tre concorsi per un totale di 78mila posti: il concorso straordinario secondaria per il ruolo per 32.000 posti; il concorso ordinario secondaria per 33.000 posti; il concorso ordinario infanzia e primaria per 12.863 posti. A questi, si affianca la procedura straordinaria per l’abilitazione. Si tratta di un progetto ambizioso, che però non potrà dare i suoi frutti dal 1° settembre 2020.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Assunzioni docenti e Ata al via, c’è la novità della “call veloce”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Prendono il via le operazioni per le immissioni in ruolo 2020/21: dando seguito alla Nota ministeriale 14894 del 12 giugno scorso, si sta procedendo all’avvio delle modalità propedeutiche che porteranno all’assunzione a tempo indeterminato dei nuovi docenti. Da quest’anno, le assunzioni si svolgeranno in due parti: prima si procederà a quelle ordinarie, con la metà dei posti assegnati con graduatorie ad esaurimento e l’altra metà da quelle derivanti dai concorsi del 2016 e 2018. Queste operazioni si svolgeranno entro il 10 settembre prossimo. Nei dieci giorni successivi si attiverà la procedura straordinaria per coprire eventuali posti residui con “chiamata veloce”, prevista dal D.L. n. 126/2019, convertito nella Legge n. 159/2019: queste immissioni in ruolo saranno riservate a chi chiederà di trasferirsi in altre province (da GaE) o regioni (se vincitori di concorso) con il vincolo di non poter presentare domanda di mobilità per i successivi 5 anni. Saranno esclusi i docenti già di ruolo, assunti a tempo indeterminato nello stesso anno della procedura e gli immessi in ruolo con riserva. “Per quanto riguarda le modalità di assunzione – osserva Pacifico -, ribadiamo la nostra linea: alla luce del rinnovo delle graduatorie d’istituto, con contestuale trasformazione delle stesse provinciali, bisogna dare l’opportunità di reclutare dopo la ‘call veloce’ da queste nuove graduatorie. Lo abbiamo chiesto in più occasioni, anche nel Decreto Scuola: sarebbe un’operazione di buon senso, oltre che fondamentale per evitare che pure quest’anno oltre la metà delle convocazioni per le immissioni in ruolo vengano disertate. Negli ultimi due anni è accaduto che oltre 50 mila cattedre non siano state assegnate a tempo indeterminato per questo motivo: il ministero dell’Istruzione ha l’opportunità di risolvere il problema”.Si sta lentamente muovendo la macchina organizzativa che nelle prossime settimane porterà alle immissioni in ruolo di un numero ancora indefinito di docenti, amministrativi, tecnici e ausiliari.La rivista Orizzonte Scuola scrive che gli Uffici Scolastici stanno operando su due fronti: cancellazione dalle relative graduatorie di merito dei concorsi, dei candidati, immessi e confermati in ruolo, dopo il superamento, con esito favorevole, del relativo periodo di prova; pubblicazione degli elenchi dei candidati per i quali risulta ancora accantonato un posto.Si procede, inoltre, con riferimento alle procedure di reclutamento di cui ai DDG106/2016 e DDG 85/2018, alla pubblicazione degli elenchi dei candidati per i quali risulta ancora accantonato un posto, in attesa dell’eventuale scioglimento positivo della riserva, a seguito di successive sentenze di merito loro favorevoli. L’Usr Piemonte, concluse le operazioni indicate dalla nota, ha già provveduto alla pubblicazione degli elenchi dei candidati ancora presenti nelle graduatorie di merito in corso di validità. A seguire, nelle prossime settimane, anche gli altri Uffici Scolastici pubblicheranno questi due file.Le modalità di svolgimento delle immissioni in ruolo 2020/21 saranno diverse dal passato. Dal 2020/21 le immissioni in ruolo si svolgeranno in due parti: dapprima si procederà, come sempre, alle immissioni in ruolo ordinarie (50% GaE e 50% concorsi, inclusa fascia aggiuntiva). Queste operazioni si svolgeranno entro il 10 settembre prossimo. In seconda battuta, si attiverà la procedura straordinaria per coprire eventuali posti residui con “chiamata veloce”, prevista dal D.L. n. 126/2019, convertito nella Legge n. 159/2019, le cui operazioni si dovranno invece concludere nei giorni successivi, quindi entro il prossimo 20 settembre.
Con la “call veloce” verranno assegnati i posti eventualmente avanzati ai candidati al ruolo che acconsentiranno a trasferirsi in un’altra provincia (da GaE) o regione (se vincitori di concorso 2016 e 2018) con il vincolo di non poter presentare domanda di mobilità per i successivi 5 anni: sarà inibito sia il trasferimento sia l’assegnazione provvisoria. Gli Uffici scolastici regionali indicheranno i posti rimasti liberi, dopo le assunzioni, e li metteranno a bando: i docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e nelle graduatorie di merito concorsuali 216 e 2018 di altri territori potranno fare domanda, volontariamente, e si procederà con una graduatoria temporanea per punteggi; le istanze dovranno essere inviate entro 5 giorni dalla apertura delle funzioni da parte degli USR. Dal decreto ministeriale dell’8 giugno 2020 risulta che tramite la procedura della “call veloce” non potranno però essere immessi in ruolo i docenti già di ruolo; i docenti assunti a tempo indeterminato nello stesso anno di riferimento della procedura; i docenti assunti in ruolo con riserva.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuove graduatorie provinciali per le supplenze, incontro ministero-sindacati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

Comincia a prendere corpo la trasformazione delle graduatorie d’istituto in provinciali: le modalità concepite dall’amministrazione sono state comunicate oggi ai sindacati. La delegazione Anief ha presentato un corposo documento con le osservazioni sui singoli articoli della bozza. In occasione dell’incontro odierno di presentazione della bozza di ordinanza, ANIEF ha espresso soddisfazione per l’istituzione delle nuove graduatorie provinciali per il conferimento di incarichi a tempo determinato annuali e fino al termine delle attività didattiche (GPS) che consentiranno maggiore efficacia e trasparenza nella gestione delle operazioni di nomina dei supplenti. Riteniamo, altresì, importante che l’istituzione di tali nuove graduatorie e la digitalizzazione integrale delle graduatorie di circolo e d’istituto, da utilizzare per il conferimento delle supplenze brevi e saltuarie, avvenga in tempo utile per le operazioni di nomina per l’anno scolastico 2020/2021.Tuttavia, dichiara Marco Giordano, segretario generale ANIEF, “siamo convinti che questo passaggio, per molti versi importante, rimanga ancora monco a causa della limitazione dell’utilizzo delle nuove GPS ai fini della sola stipula di contratti a tempo determinato e non anche per le immissioni in ruolo, come invece sarebbe opportuno per garantire la continuità didattica ed evitare l’abuso nella reiterazione dei contratti a termine in violazione della normativa comunitaria vigente”.
Per l’inserimento nelle nuove Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS), si potrà scegliere una sola provincia. Le GPS, distinte in prima e seconda fascia rispettivamente per abilitati e docenti in possesso del titolo d’accesso (con o senza 24 CFU a seconda se già inseriti o meno nelle GI o se in possesso di abilitazione per altro insegnamento), saranno utilizzate per l’attribuzione delle supplenze al 31 agosto o 30 giugno, in subordine allo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento. Novità anche per il sostegno, le cui GPS saranno suddivise in una prima fascia per specializzati e una seconda riservata ai docenti che hanno tre anni di servizio su sostegno. Anche per infanzia e primaria importanti novità: prima fascia per abilitati con laurea SFP o diploma magistrale conseguito entro il 2001/02 e seconda fascia per gli iscritti al quarto o al quinto anno di Scienze della formazione primaria con almeno rispettivamente 150 o 180 crediti. Previsto anche l’inserimento successivo in coda alla prima fascia per chi conseguirà abilitazione/specializzazione entro il 1° luglio 2021.
ANIEF ha chiesto tempi certi e rapidi per l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto e che, in caso di ritardo nelle pubblicazioni delle graduatorie, l’Amministrazione fornisca indicazioni chiare su quali liste utilizzare nelle more della loro pubblicazione.
L’obiettivo dovrà essere quello di consentire il recupero degli apprendimenti da parte degli studenti, previsto dallo stesso ministero dell’Istruzione già dal 1° settembre, ma anche garantire finalmente la continuità didattica.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Driving Equity and Quality in Education with Technology

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

Shenzhen. Si è tenuto il webinar ‘Driving Equity and Quality in Education with Technology’ durante il quale Ken Hu, Deputy Chairman di Huawei, ha illustrato la visione e le azioni concrete dell’azienda a supporto dell’istruzione nell’ambito dell’iniziativa di inclusione digitale TECH4ALL, sottolineando come “la trasformazione digitale delle scuole e lo sviluppo delle competenze siano fondamentali per garantire l’accessibilità e la qualità dell’istruzione”. Hanno partecipato al webinar leader ed esperti dell’UNESCO, della GSMA, del Ministero della Pubblica Istruzione del Senegal, così come molti altri speaker d’eccezione provenienti da università e istituzioni nel campo dell’istruzione nonché dal settore privato.La tecnologia digitale svolge un ruolo importante nell’istruzione. Tuttavia il 50% della popolazione mondiale non ha ancora accesso a Internet, mentre molti non dispongono delle competenze necessarie per poter utilizzare i dispositivi digitali. Di conseguenza il divario digitale nell’istruzione continua ad ampliarsi sempre più. “Crediamo che tutti, in ogni parte del mondo, abbiano il diritto all’istruzione e all’accesso alleopportunità che questa offre. Da azienda di tecnologia, Huawei mette a disposizione connettività, applicazioni e competenze con l’obiettivo di favorire la digitalizzazione delle scuole e lo sviluppo delle competenze digitali”, ha dichiarato Ken Hu.Per quanto riguarda le scuole, Huawei fornirà accesso a risorse educative di alta qualità come corsi digitali, applicazioni di e-learning e formazione a distanza offerta dai nostri partner. Ad esempio, in Sudafrica, Huawei ha recentemente lanciato il progetto ‘DigiSchool’ in collaborazione con l’operatore Rain e l’organizzazione no-profit Click Foundation, con l’obiettivo di digitalizzare 100 scuole primarie – urbane e rurali – entro il 2021, oltre alle 12 già precedentemente connesse in 5G. “L’educazione digitale non solo ci permette di affrontare la crisi dell’alfabetizzazione nel Paese, ma anche di fornire agli alunni le competenze digitali necessarie per il loro successo futuro”, ha aggiunto Nicola Harris, CEO di Click Foundation, nel corso del webinar.In termini di sviluppo delle competenze digitali, Huawei offrirà training di competenze digitali alle comunità più vulnerabili delle aree remote, con particolare attenzione alle studentesse attraverso progetti quali ‘DigiTruck’, parte dell’iniziativa più ampia ‘Skills on Wheels’. Dal lancio di ‘DigiTruck’ in Kenya alla fine del 2019, Huawei ha formato oltre 1.500 giovani e insegnanti nelle aree rurali. Huawei intende replicare il progetto anche in Francia, nelle Filippine e in altri Paesi nei prossimi due anni. “Queste aule mobili, alimentate a energia solare e con accesso wireless alla banda larga, sono estremamente versatili, tanto da poter essere utilizzate anche nelle aree più remote”, ha affermato Olivier Vanden Eynde, CEO di Close the Gap, partner del progetto ‘DigiTruck’.Il webinar ha posto l’attenzione su due temi principali: ‘L’e-learning per garantire la continuità dell’istruzione’ e ‘Il mondo ICT al servizio della didattica inclusiva’. Le best practice e le esperienze di Cina, Francia, Lussemburgo, Senegal, Sudafrica e molti altri Paesi sono state condivise e ampiamente discusse. In particolare, Borhene Chakroun, Director of UNESCO’s Policy and Lifelong Learning Systems, ha ribadito che “con almeno 63 milioni di insegnanti delle scuole primarie e secondarie, l’emergenza Covid-19 ha evidenziato la necessità di sviluppare la capacità degli insegnanti di garantire l’apprendimento a distanza che, nel futuro, diventerà parte integrante dell’offerta di istruzione e formazione”.
Inoltre i partecipanti al webinar hanno concordato sul fatto che la cooperazione tra il settore pubblico e privato è fondamentale per promuovere un’educazione inclusiva grazie alla tecnologia digitale. “Quest’anno abbiamo imparato molto da quelle nazioni a basso e medio reddito che hanno adattato i loro servizi per soddisfare le esigenze degli utenti e hanno saputo contenere l’impatto della pandemia attraverso lo sviluppo di partnership commerciali essenziali. La GSMA e il settore mobile stanno offrendo un grande supporto e hanno confermato il proprio sostegno agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite”, ha aggiunto Stephanie Lynch-Habib, Chief Marketing Officer di GSMA. Per realizzare una maggiore inclusione digitale nel campo dell’istruzione, sono necessari sforzi intersettoriali da parte di governi, organizzazioni di settore, istituti di istruzione e aziende tecnologiche in grado di contribuire con le rispettive esperienze e risorse. Così si potrà raggiungere più velocemente l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n.4 entro il 2030, ossia quello di garantire “un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento a lungo termine per tutti”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Scuola: Ritorno in classe, gli alunni in più possono fare lezione negli istituti chiusi dal 2008

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

L’indicazione è di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ed è stata anche comunicata al ministero dell’Istruzione: se vogliamo rivedere a settembre tutti gli alunni in classe, ha detto il sindacalista, “è necessario rivalutare la possibilità di ripristinare i plessi scolastici dismessi, più di 15mila negli ultimi anni” a causa del dimensionamento tagli-scuole avviato 12 anni fa con la riforma Tremonti-Gelmini, così da ospitare i tanti alunni che non possono entrare in aule da 35 metri quadri per via del distanziamento sociale. E poi bisogna “andare a operare per un’assunzione di organici in maniera straordinaria: servono almeno 200mila unità di personale docente e Ata in più”, ha ribadito oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, rispondendo alla rivista Orizzonte Scuola.Per tornare a scuola a settembre occorre uno sforzo di programmazione ed economico importante. L’indicazione di Marcello Pacifico, leader del giovane sindacato rappresentativo Anief, è che per assicurare la didattica in presenza occorre “un impegno del governo soprattutto per ciò che riguarda il numero degli alunni per classe e i metri quadri degli spazi a scuola, nel rispetto del distanziamento sociale”: la richiesta è stata fatta anche ieri, durante l’incontro tra ministero e sindacati sulla riapertura delle scuole a settembre.
Pur evidenziando le tante modifiche da introdurre nelle linee guida in via di approvazione, Pacifico ha colto anche dei lati positivi nel documento ministeriale esaminato: “c’è sicuramente la volontà di coinvolgere le parti sociali, gli enti locali”. Uno dei punti dolenti è la scarsità di finanziamenti di operazioni che si preannunciano complesse: il sindacalista ha ravvisato “purtroppo l’assenza di risorse tali da poter valorizzare queste stesse linee guida con le modifiche chieste dalle organizzazioni sindacali. Ci ritroviamo di fronte a delle belle idee che possono essere portate avanti, ma che non potranno essere realizzate per mancanza di risorse fino a quando non ci saranno delle garanzie rassicuranti del premier Conte e del ministro Azzolina. Alle rassicurazioni devono però seguire i fatti”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Linee Guida per settembre inutili se non aumentano organici e classi

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

Sul piano per la ripresa delle attività didattiche a settembre, che si aggiunge al protocollo sulla sicurezza e ai tavoli regionali, il sindacato Anief ha detto al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e ai direttori degli Uffici Scolastici Regionali delle cose chiare: incrementare docenti e Ata, ma anche nuove classi, con meno alunni; rivedere le responsabilità penali dei lavoratori che rivestono ruoli di responsabilità; ricalibrare il rapporto alunni-docenti-Ata. A dirlo è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato autonomo, al termine dell’incontro dei sindacati con la titolare del dicastero dell’Istruzione per analizzare le Linee Guida in via di approvazione definitiva.Le Linee Guida per la ripresa della scuola in presenza necessitano di accorgimenti. I motivi sono stati spiegati dal professor Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.Nel corso della sua analisi dell’incontro tenuto ieri con la ministra dell’Istruzione, il sindacalista ha detto che “non si può far ripartire le scuole a settembre con gli attuali organici, con le attuali classi e con le attuali sedi di dirigenza scolastica; in secondo luogo, è evidente che bisogna rimettere mano alla responsabilità penali di tutto il personale, dalle Rls alle Rsu fino alle Rspp; in terza battuta, è chiaro che quando si realizza un intervento del genere – dopo quello che è stato già detto nell’incontro con il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, anche a Villa Pamphili, e con il Cnel – bisogna andare a ricalibrare il rapporto docenti-alunni-Ata, per consentire l’igienizzazione corrente, il distanziamento sociale, una maggiore performance negli apprendimenti, il diritto allo studio anche in riferimento alla povertà educativa, la possibilità di realizzare classi con massimo 15 alunni e non con 30-32 in aule di 35 metri quadri.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

«Aldo Moro e l’Educazione Civica»

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

L’originale proposta del pedagogista Mario Caligiuri, autore per Rubbettino del libro «Aldo Moro e l’Educazione Civica». Finalmente l’educazione civica diventa materia obbligatoria. Era stato Aldo Moro a volere per primo l’educazione civica nelle scuole, come racconta Mario Caligiuri, docente di pedagogia della comunicazione presso l’Università della Calabria, nel suo libro «Aldo Moro e l’educazione civica», edito da Rubbettino. Abbiamo chiesto al prof. Caligiuri di commentare la notizia data dai giornali in queste ore: «Nella assoluta incertezza di quanto capiterà nei prossimi mesi, è stato sistemato un sassolino, che però potrebbe servire per correggere la rotta. Si tratta dell’educazione civica, materia intuita da Aldo Moro da ministro della pubblica istruzione nel 1958. Dopo alterne vicende e solo con un anno di ritardo, questa disciplina è diventata obbligatoria ed è soggetta anche a un voto di valutazione, come l’italiano o la matematica. Alle fluviali indicazioni della legge, sembra che le aree di intervento siano ridotte a tre: studio della Costituzione, sviluppo sostenibile e cittadinanza digitale. Sono ancora troppe. Come ho avuto modo di sostenere nel volume «Aldo Moro e l’educazione civica. L’attualità di un’intuizione» (Rubbettino, 2019) questa materia andrebbe concentrata sugli effetti della disinformazione, che rappresenta, a mio modo di vedere, l’emergenza educativa e democratica di questo tempo, come le vicende del coronavirus hanno poi clamorosamente confermato.Piuttosto che attardarsi su concetti vuoti, come il pensiero critico che vuoto non è ma che è semplicemente il risultato di altro, a cominciare dalla conoscenza semantica delle parole e della lucidità dei concetti, due iniziative mi permetto di suggerire. La prima è assicurare, presto e non annunciando soltanto, adeguate misure a supporto per dirigenti e docenti, con linee guida nazionali per evitare che la sciagurata autonomia scolastica produca effetti creativi che determinano in larga misura la nullità delle intenzioni. Pertanto una massiccia azione di orientamento e formazione specifica potrebbe produrre qualche utilità.In secondo luogo, così come aveva intuito Aldo Moro, l’educazione civica potrebbe rappresentare un grimaldello per innovare i processi educativi nella scuola italiana che, insieme all’università, continuano a riproporre professioni superate e che sono già travolte dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale (che assicura competenze in gran parte migliori e più efficienti di quelle umane) e dai social digitali (che adesso rappresentano l’ambiente educativo più potente per le giovani generazioni). L’educazione civica, insomma, per riportare la persona al centro del processo educativo. Dovrebbe essere questa una intenzione ovvia, ma intanto si continua a parlare di sistemazione dei precari, dei centimetri delle distanze dei banchi e di varie amenità, evitando con estrema cura da quasi mezzo secolo di intervenire sui nodi strutturali che sono certamente difficili ma gli unici che potrebbero consentire di andare oltre la manutenzione del dolore dell’istruzione».

Posted in Recensioni/Reviews, scuola/school | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Scuola: Linee Guida, Marcello Pacifico (Anief): il Governo ci ha dato ragione, ma servono più spazi e assunzioni aggiuntive

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

C’è apprezzamento da parte del giovane sindacato rappresentativo per le conclusioni prodotte dai decisori politici sulle Linee Guida ministeriali 2020-2021 approvate ieri, dopo le modifiche volute dalle Regioni: intervistato da Sicilia Tv, oggi il presidente Anief, Marcello Pacifico, ha detto che finalmente “si comincia a ragionare in maniera seria per la ripresa della scuola a settembre: è stato destinato un miliardo, mentre noi avevamo chiesto molto di più. Però” è anche vero “che il presidente del Consiglio ha detto che vuole destinare una parte dei fondi del Recovery Fund alla scuola: noi li aspettiamo”.
Cosa avverrà nella scuola a settembre? Il leader del sindacato autonomo ha detto che “si sta realizzando una mappatura per definire gli spazi delle classi, andando a studiare i metri quadri effettivi esistenti e necessari. A fine agosto, il Comitato tecnico scientifico ci dirà se sarà obbligatorio indossare le mascherine in classe. Quindi, in questo momento si sta monitorando quante classi servirebbero in più. Si sta cercando di ripristinare 3 mila plessi scolastici dismessi negli ultimi anni. Anief ne ha chiesti 15 mila, però il passo fatto è già un inizio per cercare di capire come tornare nelle nostre scuole”.
“Va anche detto – ha continuato – che 3 mila plessi in più significa anche personale in più: il premier Conte e la ministra Azzolina hanno annunciato 50 mila docenti e Ata da assumere. L’unico problema è che si continua a parlare di contratti a tempo determinato, mentre noi chiediamo che si sottoscrivano a tempo indeterminato. E poi sono solo un terzo di quelli che servono. Sono queste le nostri richieste: fare in modo che si superino i limiti creati negli ultimi anni dalla cancellazione di 200 mila posti e dalla riduzione del tempo scuola: tutto questo ha portato ad una peggiore qualità scolastica, ad una riduzione delle competenze dei nostri studenti. Per noi rimane, dagli Stati Generali dell’Economia ad oggi, un solo obiettivo: rientrare a scuola sicuri, vale per gli studenti e il personale”.
“Sui concorsi – continua il presidente Anief – c’è da ricordare che per diventare insegnanti oggi c’è possibilità di fare domanda fino al 31 luglio, anche senza laurea se si ha il titolo come docente tecnico-pratico. Ci sono anche selezioni per il sostegno agli alunni disabili. C’è anche un concorso riservato a chi ha oltre 36 mesi di servizio svolto nel sistema d’istruzione: ora è diventato più difficile, perché il test è stato trasformato in sei domande aperte. C’è anche la possibilità di acquisire l’abilitazione, ovvero la certificazione delle proprie competenze. Chiunque reputi di avere dei diritti lesi, comunque, può presentare ricorso: l’importante è che vi sia una motivazione valida”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scuola: Linee Guida, il Governo stanzia un miliardo in più, recupera 3 mila plessi dismessi e annuncia 50 mila nuove assunzioni a termine

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

Le novità sono contenute nel Piano Scuola ministeriale 2020-2021 dopo le modifiche volute dalle Regioni: nel “Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzione del Sistema nazionale d’Istruzione” si conferma la volontà di stanziare un quota considerevole del Recovery Fund, di lottare contro le classi pollaio, di non voler sdoppiare le classi o aumentare l’orario del personale, di calcolare la metratura dei singoli ambienti. Sono alcune delle richieste che ha suggerito il presidente di Anief Marcello Pacifico, segretario confederale Cisal e organizzativo Confedir durante gli Stati Generali dell’Economia alla presenza del presidente del Consiglio Conte e al CNEL.Il leader del giovane sindacato sostiene che ora servono nuovi atti strategici: secondo il professor Marcello Pacifico “bisogna assolutamente triplicare il bisogno di nuovi docenti e amministrativi rispetto al recupero delle nuove classi e dei nuovi locali da attivare, attraverso le graduatorie esistenti dei supplenti, contrastare il dimensionamento cavalcato in questi anni, tutelare non soltanto gli studenti o il personale ma anche i dirigenti scolastici e gli altri responsabili sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Comincia a definirsi la ripresa delle attività scolastiche in presenza nel rispetto delle indicazioni finalizzate alla prevenzione del contagio contenute nel Documento tecnico, elaborato dal Comitato tecnico scientifico: sulla base delle Linee Guida approvate da ministero dell’Istruzione e Regioni, verranno a costituirsi tavoli regionali con gli attori principali del sistema di istruzione, e conferenze dei servizi più a livello comunale o provinciale per rispondere alle criticità delle singole istituzioni scolastiche ubicate nello specifico territorio. Tra i temi più sensibili figurano: il trasporto scolastico; l’assistenza agli alunni con disabilità; la reperibilità, ove necessario, di ulteriori spazi oltre gli edifici scolastici nel territorio per assicurare il regolare svolgimento delle attività didattiche.L’autonomia delle singole istituzioni scolastiche viene evidenziata, nelle Linee guida, al fine di organizzare al meglio le attività didattiche, utilizzando forme di flessibilità tra le quali: suddividere la classe in più gruppi in base al livello di apprendimento; riunire in diversi gruppi, alunni provenienti da diverse classi o diversi anni di corso; turni differenziati, in base alle fasce di età degli studenti; articolazione modulare del monte ore di ciascuna disciplina; ad esempio una riduzione del monte orario delle singole discipline per poi utilizzare il tempo residuo per attività di recupero e consolidamento delineate nel PAI e PIA; utilizzo della DAD come strumento di integrazione della didattica in presenza, per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, ove il contesto, competenze e opportunità tecnologiche lo consentano; aggregazione delle diverse discipline in aree o ambiti disciplinari, sulla scia dei dipartimenti disciplinari ed interdisciplinari; lezioni anche il sabato, previa deliberazione degli organi collegiali, consiglio di istituto e collegio docenti.
Si predispongono, quindi, i patti educativi di comunità tra le scuole e i territori: enti locali, istituzioni pubbliche, private, associazioni e le realtà del Terzo settore si impegnano a sottoscrivere convenzioni, specifici accordi, denominati “patti educativi di comunità” tra le scuole e il territorio. Le scuole potranno aggiornare ed integrare, con le esperienze maturate durante e post Pandemia, il patto educativo di corresponsabilità. Inoltre, si può rimodulare il patto di corresponsabilità.
Sono previste misure potenziate di sicurezza per il personale scolastico, o per i lavoratori facenti parte di associazioni per le persone con disabilità; soprattutto nel momento in cui l’alunno disabile, per questioni sanitarie, è impossibilitato all’utilizzo della mascherina. Il personale di assistenza ai disabili potrà utilizzare: mascherina chirurgica; guanti in nitrile; dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Istruzione: puntare su prevenzione e sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

Confedir e Udir hanno presentato al Governo Conte un documento confederale sul Rilancio Italia con progetti e strategie per il futuro del paese. Marcello Pacifico (Udir-Confedir): Occorre avviare una vera e propria rivoluzione culturale a favore della prevenzione e della sicurezza, per garantire la salute di lavoratori e cittadini. Confedir e Udir hanno presentato al Governo Conte un documento confederale sul Rilancio Italia con progetti e strategie per il futuro del paese. Nel documento si parla di istruzione e di dirigenti scolastici e si ribadisce il ruolo centrale della scuola, affinché formi al meglio i cittadini del domani, nell’ottica di un luogo sicuro e a norma dove poter svolgere serenamente il proprio lavoro. Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir e segretario organizzativo Confedir, ha affermato che “occorre avviare una vera e propria rivoluzione culturale a favore della prevenzione e della sicurezza, per garantire la salute di lavoratori e cittadini, ma non solo, è necessario dotare tutte le scuole del corretto numero di docenti e di un numero adeguato di personale Ata, al fine di garantire serenità a chi lavora con i nostri ragazzi ogni giorno e ai discenti stessi”. I dirigenti chiedono una tutela penale che si configura ancora più importante e necessaria in questo momento storico dove la pandemia epidemiologica, causata dal Covid-19, mette ancora più a rischio l’operato del ds; infatti, si chiedono più responsabilità e fondi per gli enti proprietari degli edifici scolastici, per rendere le scuole più sicure, efficienti e funzionali.I dd.ss. chiedono un sforzo per l’innovazione digitale della scuola: questa pandemia ci ha fatto vedere che qualcosa negli anni è stato fatto ma non quanto necessario. Bisogna assicurare a tutte le scuole connessioni stabili e un’adeguata strumentazione tecnologica abbandonando una politica di bandi a pioggia mai efficace. Necessario avviare una nuova sessione contrattuale per disciplinare le azioni durante i periodi di emergenza e regolamentare gli orari e le retribuzioni per le “nuove modalità di lavoro”, ribadendo il diritto alla disconnessione e alla riduzione degli aspetti burocratici, oltre ad adeguare la normativa scolastica rispetto alla situazione emergenziale della didattica a distanza. Occorre definire un organico degli “Assistenti Tecnici Digitali” sulla base di quanto già previsto in via transitoria nell’art. 120, comma 4, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 per la fase emergenziale come supporto alla DaD nella scuola primaria e dell’infanzia, da estendere a tutti gli ordini di scuola e da inquadrare nel ruolo Ata “coordinatore amministrativo e tecnico” nella misura non inferiore a uno per scuola.In ultimo, ma non meno importante, si chiede un adeguamento di tutti gli organici con maggiore riguardo rispetto alle nuove condizioni di incertezza venutesi a creare durante la pandemia, che richiedono più spazi e più personale Ata per garantire il distanziamento sociale, ma anche il recupero di più autonomie scolastiche: è per questo che si chiede di rivedere le norme che regolano il sottodimensionamento delle Istituzioni scolastiche, oltre che più docenti in modo da poter meglio distribuire le lezioni su più turni.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ancodis: il Piano Scuola 2020-2021 e la “verità nascosta”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

Nel “Piano Scuola 2020-2021″, la Ministra, il Governo e le Regioni sottoscrivono il Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione” accorgendosi che davvero esisti ed hai il volto di tutte le componenti della comunità educante, nella complessità dei suoi protagonisti a tutti i livelli, nei volti di donne e uomini che fanno dell’istruzione e della formazione l’impegno etico e professionale di vita. Un intero paragrafo è dedicato alla “Valorizzazione delle forme di flessibilità derivanti dall’Autonomia scolastica”. Nella scuola della convivenza con Covid 19, ci si accorge – finalmente – della NECESSITA’ di mettere in campo una “riflessione organizzativa e didattica in grado di non disperdere quanto le scuole sono riuscite a realizzare, valorizzando gli ambiti dell’autonomia scolastica e fornendo loro spazi di coordinamento finalizzati a coinvolgere i diversi attori in un rinnovato patto di corresponsabilità educativa”. Eureka, direbbe il buon Archimede! Ci sono voluti 21 anni per ricordarsi che esiste il DPR 275/99 con il quale si “conferisce alle ISTITUZIONI SCOLASTICHE (preferisco scriverlo così a differenza di come è scritto nel Piano Scuola) la possibilità di costruire percorsi formativi funzionali alla realizzazione del diritto ad apprendere e alla crescita educativa di tutti gli alunni, attraverso la definizione di precisi ambiti di intervento organizzativo” con l’utilizzo di “strumenti di autonomia didattica e organizzativa che possono far prevedere un diverso frazionamento del tempo di insegnamento, più funzionale alla declinazione modulare del tempo scuola anche in riferimento alle esigenze che dovessero derivare dall’effettuazione, a partire dal 1 settembre 2020 e in corso d’anno 2020-2021, delle attività relative ai Piani di Apprendimento Individualizzati (PAI) e ai Piani di Integrazione degli Apprendimenti (PIA) di cui ali ‘OM 16 maggio 2020, n. 11.”
Esattamente il 9 marzo 2019, a 20 anni dal DPR 275/99 (8/3/1999), ANCODIS in un comunicato stampa scrisse “Siamo prossimi all’eutanasia dell’autonomia scolastica” invitando tutti a chiedersi: Fu vera autonomia? o piuttosto nei fatti è un’autonomia “germinale” alla quale – volutamente in questo ventennio – sono stati posti limiti, vincoli e paletti che ne hanno condizionato la vera portata innovativa fino al tentativo di sottoporla OGGI ad un’autentica “eutanasia”?
Con le Linee guida governative si vuole riportarla alle intuizioni moderne ed innovative del legislatore ma ancora una volta ci si dimentica di chi davvero è al fianco dei Dirigenti scolastici e dei DSGA condividendo preoccupazioni, fatiche, delusioni e fortunatamente meritate soddisfazioni. Ma come sempre non si dice o – ancora peggio – si fa finta di non sapere!
Perfino in autorevoli interventi leggiamo per esempio che “I dirigenti scolastici non sono lasciati soli…..La situazione che viviamo è complessa e ne siamo consapevoli, la preoccupazione di docenti e dirigenti è più che comprensibile, ma il Governo è al loro fianco, sostenendo il grande lavoro che svolgono con encomiabile professionalità”. E ad ANCODIS allora tocca il compito di ricordare che se le scuole riusciranno a progettare il servizio scolastico (adeguato ed efficiente lo si vedrà) sarà possibile grazie ad una comunità significativa di docenti (encomiabili professionisti) che molto probabilmente non godranno delle meritate ferie e si adopereranno in tutti i modi (con encomiabile professionalità) a programmare, organizzare, prevedere, simulare cosa potrebbe essere la scuola di settembre nell’interesse degli alunni, del personale scolastico e delle famiglie.
Ciò che sarà è ciò che sapremo e riusciremo a fare in questi mesi estivi con buona pace di chi non vuole riconoscerlo e se ne va tranquillamente in vacanza! Nel prossimo anno scolastico, per esempio, per le azioni di programmazione, controllo e monitoraggio dell’applicazione delle misure contenitive di prevenzione, i Collaboratori dei DS ed i Responsabili dei plessi distaccati (diverse migliaia) saranno in prima linea: non lasceranno soli i Dirigenti Scolastici e la comunità scolastica!
In ogni scuola si renderà necessario prevedere “le attività di organizzazione funzionale degli spazi esterni e interni, per evitare raggruppamenti o assembramenti e garantire ingressi, uscite, deflussi e distanziamenti adeguati in ogni fase della giornata scolastica, per alunni, famiglie, personale scolastico”. Ed i Collaboratori dei DS e i Responsabili di plesso/preposti non lasceranno soli i DS e la comunità scolastica! In ogni scuola si potrà rivedere “il gruppo classe in più gruppi di apprendimento, organizzare l’articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso, organizzare la frequenza scolastica in turni differenziati, anche variando l’applicazione delle soluzioni in relazione alle fasce di età degli alunni e degli studenti nei diversi gradi scolastici”. Ed i Collaboratori dei DS e le Funzioni Strumentali non lasceranno soli i DS e la comunità scolastica! In ogni scuola si renderà necessario progettare “l’aggregazione delle discipline in aree e ambiti disciplinari, una diversa modulazione settimanale del tempo scuola, garantire a tutti gli alunni la medesima offerta formativa, ferma restando l’opportunità di adottare soluzioni organizzative differenti, per realizzare attività educative o formative parallele o alternative alla didattica tradizionale.” Ed i Collaboratori dei DS, i Coordinatori di Dipartimento e per l’Inclusione non lasceranno soli i DS e la comunità scolastica! Il Piano Scuola 2020-2021 ha di fatto reso “onore” all’autonomia didattica e organizzativa previsti dagli artt. 4 e 5 del DPR n. 275/99 ma ha dimenticato (volutamente?) chi si farà carico di tutto questo: ha IGNORATO chi si adopererà a dare “unitarietà di visione ad un costruendo progetto organizzativo, pedagogico e didattico a favore della comunità scolastica.” Una dimenticanza non voluta o una insopportabile indifferenza?
In ogni caso si tratta di una inaccettabile ed anacronistica condizione che discrimina i Collaboratori dei DS e tutte le figure di sistema. Ci aspettiamo, auspichiamo che si possa finalmente riconoscere tutto questo senza reticenze o verità nascoste.
By Prof. Rosolino Cicero

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Piano di rientro a settembre ma con fondi dimezzati

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

Il ministero dell’Economia continua a tirare i fili della scuola pubblica, bypassando letteralmente le decisioni del Governo e del ministero dell’Istruzione. È accaduto qualche giorno fa con la carta del docente, utile anche all’aggiornamento e acquisto e del PC, negata ai precari, dopo che in Senato la maggioranza aveva dato l’assenso. Si è ripetuto adesso con il Piano di rientro a scuola, a settembre, di 8 milioni di alunni e un milione e trecentomila docenti e Ata. Il premier Giuseppe Conte parla di priorità per l’istruzione e dice che si farà tutto il necessario; la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina chiede due miliardi di euro. Il Mef, invece, tira come al solito il “freno a mano”, oppone resistenza e concede appena la metà delle risorse richieste. Risorse che, tra l’altro, dovevano essere ben più corpose di quelle richieste dal dicastero di Viale Trastevere.“Ancora una volta – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – i tecnici del Mef assumono un atteggiamento irremovibile, mettendo sotto scacco il volere delle più alte cariche dello Stato e di chi è responsabile delle sorti dell’istruzione pubblica. La domanda che facciamo, allora, è la seguente: sono stati coinvolti nella ripresa delle lezioni a settembre decine, anzi centinaia, di esperti, tra cui medici, epidemiologi, docenti universitari e di altissimo livello, è stata allestita una task force ministeriale, è stata giustamente affidata la problematica del ritorno in classe ai più alti dirigenti del ministero dell’Istruzione, l’argomento rientra nelle priorità dell’agenda di Governo per la ripresa dopo il lockdwon, si continua a lavorare alacremente in Parlamento e a livello di enti locali, Regioni in testa, per approvare le norme indispensabili per passare alla fase attuativa. Infine, attraverso le Linee Guida, realizzate anche sulla base del confronto sindacale, si è quindi stilato un ventaglio di indicazioni operative che poi ognuna delle 8.200 scuola farà proprie. È possibile che sul più bello, dopo che il ministero dell’Istruzione ha cercato di contenere in un documento le esigenze delle tanti parti coinvolte, studenti e famiglie comprese, tutto deve essere ridimensionato perché da Via Venti Settembre dicono che per la scuola non ci sono soldi”.
Sulla scuola nelle ultime ore è andata in onda la replica di un vecchio film. Stavolta è stata girata sulla complessa e onerosa gestione della ripresa a settembre: prima il premier Giuseppe Conte ha ricordato che “la scuola è un pilastro del nostro sistema sociale” e “stiamo lavorando tutti i giorni per consentire di ritornare in sicurezza a scuola a settembre” facendo intendere che si farà di tutto per raggiungere l’obiettivo del diritto allo studio garantito in sicurezza; subito dopo la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina chiarisce che “i fondi per l’edilizia scolastica non li decido io, ma il ministero dell’Economia. Io devo fare lo slalom tra questi paletti”, per poi aggiungere che “abbiamo già un miliardo stanziato per la ripartenza di settembre: io ne ho chiesti almeno due. Ma il ministro Gualtieri ha fatto resistenza: del resto non c’è un solo ministro del Tesoro che dia volentieri soldi alla scuola”, ha detto ancora Azzolina.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Master in “Relazioni Internazionali e Protezione dei Diritti Umani”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

Roma 7 ottobre 2020 – 30 aprile 2021 Al via le iscrizioni alla 21° edizione. Le opportunità di lavoro nelle Organizzazioni Internazionali, nelle Istituzioni europee, nelle ONG italiane ed estere e nelle Imprese nazionali e multinazionali sono in espansione.Il Master della SIOI ha l’obiettivo di far acquisire conoscenze specialistiche del Diritto Internazionale e degli strumenti per la Protezione internazionale dei Diritti Umani con approfondimenti nella politica economica e nella storia delle relazioni internazionali dopo la guerra fredda.Focus specifici sono dedicati all’attualità politica dell’Unione Europea, all’analisi delle Relazioni Internazionali, alla Gestione dei Processi Negoziali, alla Diplomazia Digitale e al ruolo dei Social Media, al Cerimoniale nelle Relazioni Istituzionali.Le lezioni si svolgeranno in modalità web live, con possibilità di interazione tra partecipanti e docenti, da ottobre a dicembre 2020 mentre da gennaio 2021 la didattica proseguirà in modalità blended (online e in presenza) con incontri in SIOI a carattere non obbligatorio.Il tirocinio curriculare, parte integrante del Master, consentirà di fare un’esperienza “sul campo” presso Organizzazioni o Istituzioni internazionali, Amministrazioni ed Enti pubblici, ONG, Camere di commercio, e imprese sia in Italia che all’estero.La Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) è un Ente morale a carattere internazionalistico (riconosciuto con D.P.R. del 27/12/1948 n. 1700 e sottoposto al controllo della Corte dei Conti e del Ministero dell’Economia e della Finanza). È l’Associazione italiana per le Nazioni Unite, membro fondatore della “Federazione Mondiale delle Associazioni per le Nazioni Unite” (WFUNA) e della “Unione Internazionale delle Accademie Diplomatiche”. Ha la sua sede centrale a Roma a Palazzetto di Venezia. http://www.sioi.org

Posted in scuola/school, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Riforma dei cicli, sarà innovativa, intermedia o continuista?

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

Le tre ipotesi sulla revisione dei cicli scolastici, su cui il Governo dovrebbe orientarsi, sono state formulate dalla rivista scientifica Scuola democratica. Anief ritiene che qualsiasi innovazione non possa comunque fare più a meno dell’anticipo scolastico obbligatorio nella scuola dell’infanzia. Come sarebbe opportuno innalzare l’obbligo formativo a diciotto anni, in modo da dotare gli studenti di quel bagaglio di competenze che potrà sostenerli nella ricerca di un lavoro di qualità e nella formazione accademica post-diploma.Secondo Marcello Pacifico “l’anticipo formativo obbligatorio consentirebbe di valorizzare l’esperienza educativa dei bambini più piccoli, attraverso un periodo propedeutico al percorso di formazione successivo, come anche dimostrato da diversi pedagogisti e studiosi di settore. Tale modello prevede pure la necessità di implementare il tempo scuola e gli organici del personale, poiché è assodato che il tempo-scuola, anche in tenera età, è l’antidoto migliore per combattere anche la dispersione, che soprattutto nelle regioni Meridionali risulta ancora troppo elevata, oltre che per scrollare di dosso all’Italia il poco invidiabile record di Neet, come evidenziato nell’ultimo rapporto Svimez 2019 sull’economia e la società del Mezzogiorno. Ma alla luce del considerevole numero di abbandoni e di giovani che non arrivano alla maturità, oltre che degli esiti prove Invalsi a macchia di leopardo ma con valutazioni negativi in prevalenza in certi territori del Sud”.È sempre aperto il dibattito sulla riforma dei cicli scolastici, ferma in Italia da decenni. E ciò nonostante diversi governi abbiano prodotto dei tentativi di cambiamento. Vediamo quali sono le prospettive percorribili dalla rivista Scuola democratica, riassunte da Orizzonte Scuola.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: servono nuovi spazi e docenti, anche con più ore settimanali

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

In attesa delle Linee Guida ministeriali, la senatrice Bianca Laura Granato, membro M5S della Commissione Cultura, ha anticipato le intenzioni della maggioranza: sì all’organico di fatto aggiuntivo per docenti ed Ata (che si occuperanno della sanificazione), ma anche alla possibilità a ciascun docente della secondaria di insegnare fino a 24 ore retribuite; si sta vagliando la possibilità di ridurre la durata della lezione, per poter evitare permanenza prolungata in classe, però consapevoli che le famiglie avrebbero difficoltà, soprattutto per chi ha bambini alla primaria e per questo si sta lavorando per estendere i congedi parentali “ai padri con giorni in più”; gli spazi aggiuntivi saranno individuati in locali di altri enti pubblici che garantiscano i 2 metri quadri minimi a studente previsti. Viene confermata l’intenzione di riprendere le lezioni il 14 settembre con le più ergonomiche visiere in plexiglass invece delle mascherine. La senatrice ritiene che “se ci dovesse essere una ripresa del contagio a livelli in cui era attivo a marzo, allora si potrà parlare nuovamente di didattica a distanza”, stavolta da attuare con “piattaforme stabili e sicure da usare all’interno delle scuole”, anche se “per gli studenti con Bes o in situazione di handicap non può essere usata, perché non ha alcuna efficacia”.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato, “le soluzioni prospettate dalla maggioranza parlamentare possono essere anche condivisibili, ma vanno accompagnate da due passaggi: la riduzione degli alunni per classe in pianta stabile, con al massimo 15 alunni, e l’aggiunta in organico di non meno di 200 mila docenti e Ata nuovi.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Gli educatori hanno diritto alla Carta del docente per aggiornarsi, lo dice anche il Tribunale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Anche le aule di giustizia dicono che non ci sono lavoratori di serie A e di serie B: tutti hanno diritto ad aggiornarsi e a fruire dei fondi annuali prevista dalla legge per questo obbligo. A confermarlo è stato il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che con la sentenza 1682/2020 del 15 giugno scorso ha condannato il ministero dell’Istruzione a riconoscere anche agli educatori il diritto ad avere la “Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”. Il giudice ha deciso che è sacrosanto “il diritto della ricorrente alla assegnazione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, prevista dall’art. 1, co. 12 della L. 13 luglio 2015 n. 107, a decorrere dall’a.s. 2015/2016”.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “non si comprende perché negli ultimi anni verso gli educatori l’amministrazione è stata capace di produrre un ingiustificato blocco delle assunzioni, l’assurda esclusione dalle GaE della primaria e da diverse tornate di immissioni in ruolo. E ha anche escluso la categoria come dal bonus di 500 euro per l’aggiornamento professionale, producendo una distinzione che non ha alcun motivo di esistere”.Il giovane sindacato conferma pertanto l’opportunità di ricorrere al Giudice del Lavoro contro l’esclusione dalla carta docente, in modo da fare ottenere a tutti i dipendenti in servizio nella scuola pubblica, senza alcuna distinzione, precari compresi, l’accesso al bonus per l’aggiornamento annuale di 500 euro che continua ad essere concesso solo ai docenti di ruolo.
Il personale educativo deve accedere all’aggiornamento professionale alla pari dei colleghi docenti: ora lo dice anche il Tribunale.I giudici del palazzo di giustizia di Santa Maria di Capua Vetere , scrive Orizzonte Scuola, hanno accolto il ricorso di un’educatrice che reclamava di non aver ottenuto l’assegnazione dall’a.s. 2015/2016 del bonus annuale da 500 euro introdotto con la Legge 107/15. Il Tribunale ha precisato che, secondo quanto si legge “il personale educativo partecipa anche alla funzione di formazione e di istruzione degli allievi, convittori e semiconvittori, ed è collocato espressamente all’interno dell’area professionale del personale docente” e dunque “appare indiscutibile allora la piena equiparazione del profilo professionale di educatore con quello di docente ad ogni effetto di legge, anche con riferimento alla cd. Formazione professionale e agli strumenti attraverso cui l’amministrazione provvede alla sua concreta erogazione in favore del personale scolastico”. L’Anief non si meraviglia per l’esito della sentenza.

Posted in Diritti/Human rights, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Classi pollaio addio con i fondi del Recovery Fund, il Governo fa propria la linea dell’Anief

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

La ministra dell’Istruzione ha annunciato che per ridurre l’annoso problema del numero di alunni per classe, che con il distanziamento imposto dal pericolo Covid diventa motivo ostativo allo svolgimento delle lezioni, si utilizzeranno il fondo speciale che l’UE sta predisponendo per ogni Paese membro, come “paracadute” per ammortizzare la lenta e difficile risalita dopo il Covid-19. Si procede, dunque, proprio come indicato da Marcello Pacifico, presidente Anief, per la prima volta a inizio giugno durante l’incontro in video-conferenza con il presidente del Consiglio sulla ripresa delle attività scolastiche a settembre: in quell’occasione il sindacalista invocò il rispetto del distanziamento sociale eliminando le classi pollaio italiane con “almeno 12 miliardi dei 172 miliardi in arrivo dal Recovery Fund perché la salute di tutta la comunità educante deve essere considerata alla pari dell’emergenza sanitaria. In questo modo – disse Pacifico – si recupererebbero i dieci miliardi tagliati negli ultimi anni di tempo scuola, plessi cancellati, sedi di dirigenza e di personale. E si sbloccherebbe l’assunzione di 150 mila docenti, tramite le nuove graduatorie di istituto ad agosto per ottemperare alla sentenza Rossato della Corte di Giustizia europea sui risarcimenti relativi all’abuso dei contratti a termine, oltre che per stabilizzare altri 40 mila lavoratori precari Ata, educatori e Dsga facenti funzione”. Un concetto ribadito anche dinanzi alle altre sigle sindacali europee incontrate da Anief in Commissione UE e qualche giorno fa al premier Giuseppe Conte, a Villa Pamphilj, durante gli Stati Generali dell’Economia.Commentando le parole della ministra dell’Istruzione, lo stesso sindacalista si dice oggi compiaciuto: “Avere aderito alla nostra proposta – dice Marcello Pacifico – dà merito a questo Governo sull’apertura al confronto reale con le parti sociali e i rappresentanti dei lavoratori. Quello che noi abbiamo indicato, del resto, non è altro che una disposizione che si sta attuando in tutta Europa, dove la parola chiave è ‘distanziamento’ e le classi sono oggi formate da 10 alunni, come in Belgio, fino a non oltre 15, come nel Regno Unito. Noi abbiamo detto quindi di adeguarci a queste disposizioni, né più né meno. E utilizzare i fondi che la stessa Europa ci metterà a disposizione”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »