Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 151

Archive for the ‘scuola/school’ Category

Scuola: Ai nuovi docenti stipendi proletari

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 aprile 2017

valeria-fedeliI vincitori del concorso prenderanno 300 euro al mese. È la cifra che verrà destinata per le prime 12 mensilità a tutti i nuovi insegnanti che tra un paio d’anni, dopo aver dimostrato di potersi mettere in cattedra per formare le nuove generazioni, verranno selezionati a seguito del rinnovato concorso per diventare insegnanti: lo stesso Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, annunciando i 600 euro lordi da assegnare ai neo assunti per il loro primo anno di lavoro, li ha definiti “poca roba”. Anief ricorda che non stiamo parlando solo di giovani ex studenti universitari, ma anche di precari storici, che a 40-50 anni avranno la forza di rimettersi in discussione. Come si fa a dire loro che per essere formati dovranno percepire 3.500 euro in un anno, ovvero lo stipendio che si assegna in poco più di un mese a un collega neo-assunto di un vero Paese moderno dove lo Stato non fa cassa sulla pelle dei precari?
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è un copione che si sta sempre più piegando verso il basso. A chi ha escogitato questa soluzione, vorremmo chiedere se ha pensato come faranno i docenti meritevoli a ‘campare’ con 70 euro a settimana, magari costretti a svolgere il loro primo anno di prova a mille chilometri da casa. Con il rischio, alla fine, di essere pure bocciati, al termine di un triennio svolto nel ruolo ibrido da docenti non più precari ma nemmeno di ruolo. Noi abbiamo compiuto tutto il percorso che era nelle nostre possibilità per contrastare il decreto legislativo 377: stiamo valutando se appellarci alle aule dei tribunali. Per stabilire se un modello di retribuzione iniziale di questo genere possa essere lecito oppure si tratti, come riteniamo noi, solo dell’ennesima soluzione adottata per salvaguardare i conti pubblici ledendo i diritti dei lavoratori.

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Scuola: Supplenze, non si esauriranno le GaE ma i precari

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneL’Ufficio Studi Anief è andato a verificare lo stato delle circa 100 Graduatorie a Esaurimento sparse per l’Italia: il risultato è che risulta una pia illusione quella di pensare di cancellarle in un quinquennio, come sostiene il Miur. La situazione più complessa, a oggi priva di sbocchi, è quella che riguarda i docenti degli alunni fino a 6 anni, che assieme ai colleghi della primaria non potranno nemmeno fruire della fase transitoria prevista della legge delega sul nuovo reclutamento. Il caso di Roma è clamoroso: nelle GaE permangono 6.104 maestri della scuola materna. Mentre i posti liberi, da destinare anche alla mobilità, sono poche centinaia. Così lo scorso anno sono stati immessi in ruolo appena 97 precari da GaE. A questo ritmo, serviranno oltre 50 anni per pensare di svuotare le graduatorie della provincia capitolina. Una situazione di sbarramento si verifica anche alle superiori, dove sono bloccati da decenni migliaia di docenti precari abilitati in classi di concorso caratterizzate dalla perenne penuria di posti liberi. Come le ex A017 e A019, riconducibili alle discipline economiche e giuridiche. Oppure della ex A029, educazione fisica, della ex A039, geografia.A Milano quest’anno nella A046, ex A019 (discipline giuridiche ed economiche) c’erano la bellezza di 32 soprannumerari; per Filosofia (ex A037, ora A019) e Trattamento Testi (ex A075, oggi A066) rispettivamente 17 e 15 prof di ruolo; sempre nel capoluogo meneghino ci sono poi diverse decine di soprannumerari tra gli Itp. Sulle discipline giuridiche-economiche la situazione è pesante anche a Torino e a Bari, dove vi sono 19 prof oltre le disponibilità, a Verona e Vicenza (15) Firenze (13), Cagliari e Agrigento (10). Non va meglio nelle province più piccole, come Campobasso, dove nella A019 ci sono 12 docenti di ruolo senza postoMarcello Pacifico (Anief-Cisal): per superare questa soluzione di stallo la soluzione è quella che abbiamo indicato da tempo, ovvero tramutare in organico di diritto le 100mila cattedre annuali, assumere su tutti i posti vacanti, potenziare i posti in organico di diritto nelle aree dove gli alunni sono a rischio abbandono scolastico, anticipare di 12 mesi l’inizio della scuola primaria. Altrimenti la fase transitoria non porterà di certo a esaurire le GaE, ma i precari. I quali, nel frattempo, invecchieranno senza aver acquisito quell’immissione in ruolo che sarebbe dovuta scattare in automatico subito dopo il conseguimento dei 36 mesi di supplenze anche non continuative, come ci dice da tempo l’UE. E anche i nostri tribunali, che sanzionano sempre più spesso uno Stato che sfrutta sine die il suo personale a tempo determinato.Anief ricorda che è ancora possibile effettuare la preadesione al ricorso per l’inserimento immediato nelle GaE, a seconda della propria posizione da tutelare, collegandosi on line sul portale Anief

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Contratto scuola: i sindacati alzano la testa

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneLo hanno detto le organizzazioni dei lavoratori ai componenti della XI commissione del Senato (lavoro Pubblico e Privato), spiegando che per superare il D.Lvo n. 165/2001 non bastano le buone intenzioni, ma il ritorno alla vera contrattazione e un monte minimo di risorse che sinora non è stato stanziato. Il paventato riequilibrio del rapporto tra legge e contratto, contenuto nell’accordo del 30 novembre scorso sul rinnovo dei contratti pubblici, rimane lettera morta. Tuttavia, questa posizione non è nuova per l’Anief che l’aveva prefigurata da tempo e ribadita prima di Pasqua, quando ha affermato che il prossimo rinnovo contrattuale non cambierà di molto la situazione stipendiale di stallo dei dipendenti pubblici. Poiché il ruolo del sindacato è quello di tutelare i dipendenti, a iniziare dai suoi iscritti, per i lavoratori è decisamente più fruttuoso presentare ricorso in tribunale. Ecco perché Anief ha deciso di ricorrere per il recupero dell’indennità di vacanza contrattuale nello stipendio, siaper i dipendenti della Scuola, sia per ilavoratori della Pubblica Amministrazione. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): su un reddito medio di 1.500 euro, dal settembre 2015 lo Stato avrebbe dovuto versare a ogni dipendente 105 euro di aumento medio, ovvero il 7 per cento del proprio stipendio. Questo non ce lo siamo inventati noi, ma ce lo ha detto la Corte Costituzionale. Salvo poi recuperare l’altro 50 per cento alla firma del contratto. Pensare di firmare un rinnovo a condizioni decisamente inferiori sarebbe assurdo: significherebbe farlo sulla pelle dei lavoratori, quelli che noi dobbiamo tutelare. Per questi motivi abbiamo deciso di andare in tribunale. Riteniamo umiliante e improduttivo cedere alle lusinghe di un Governo che ha come obiettivo primario quello di far sottoscrivere un contratto che lede i diritti dei lavoratori pubblici.

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Scuola: È partita la corsa alla mobilità 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneGli insegnanti dovranno fare molta attenzione alle preferenze esprimibili nella domanda di trasferimento e di passaggio: sarà infatti possibile inserire, all’interno del modello di domanda, massimo 15 preferenze. Di queste, solamente 5 potranno essere delle scuole specifiche. Anche i neo-assunti, se ne avranno la possibilità, potranno essere collocati su una singola scuola e uscire dalle incertezze professionali derivanti dalla collocazione su ambito territoriale. Diventa fondamentale, quindi, ottenere il massimo del punteggio. E farsi valere dal proprio Ufficio Scolastico Provinciale, di conseguenza, tutti i titoli e i servizi svolti.A questo proposito, Anief ricorda che ci sono diversi punti dell’Ordinanza sulla mobilità 2017 – la n. 220 e 221 del 12 aprile scorso – che penalizzano i docenti: non si considera per intero, a esempio, il servizio pre-ruolo. Va poi rilevata la mancata equiparazione del servizio svolto nelle scuole paritarie, nonché per i periodi di supplenze su sostegno che andranno considerati per coloro che chiederanno il passaggio su posto comune. Così come non c’è traccia nemmeno di quel punteggio massimo che si sarebbe dovuto assegnare per la presentazione del conseguimento dei titoli abilitanti o specializzanti, conseguiti attraverso Ssis, Tfa, Pas, Scienze della formazione primaria e corsi analoghi. In tanti saranno costretti a ricorrere al giudice.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): siamo di fronte a mancate applicazioni di servizi e titoli che potrebbero essere decisivi ai fini del soddisfacimento delle domande. Forti anche dalle ultime sentenze della Corte di Cassazione, tanti docenti e Ata della Scuola si stanno rivolgendo a noi per aver giustizia. Perché a volte anche un solo punto può fare la differenza sull’esito della domanda di mobilità presentata. Figuriamoci quando in ballo ci sono punteggi importanti derivanti da pre-ruolo, supplenze su sostegno, servizio nelle scuole paritarie e titoli abilitanti o specializzanti.

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Indagine Easynido su alfabetizzazione informatica negli Asili Nido

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 aprile 2017

computer-da-tavoloNon c’è dubbio che internet rappresenti ormai un importante supporto didattico per il mondo della scuola, utilizzato per amministrare le attività burocratiche o per semplificare la comunicazione tra docenti e genitori o come strumento per l’insegnamento. Tuttavia, non sempre le scuole italiane sono attrezzate in modo adeguato e, in particolare, per quanto riguarda le Scuole per l’Infanzia, l’Italia è ancora lontana da una vera e propria alfabetizzazione informatica. Secondo un’indagine condotta da HYPERLINK “https://www.easynido.it” Easynido, gestionale in cloud per Asili Nido e le Scuole per l’Infanzia, realizzata con metodo cawi (computer-assisted web interviewing), nel nostro Paese si riscontra una forte resistenza all’informatizzazione dovuta principalmente alla scarsa competenza degli stessi educatori. Sebbene circa il 96% comprende il potenziale di tali strumenti, il 46% dichiara di preferire ancora la carte e la penna per lavorare. Il 3,1% degli intervistati, inoltre, dichiara un’avversione nei confronti dell’informatica percepita come uno strumento che complica e rallenta il lavoro.
Secondo l’indagine di Easynido, è il Centro Italia ad avere il maggior numero di Scuole per l’Infanzia dotate di rete internet, di software gestionali e di computer. Nella classifica delle città con istituti all’avanguardia, Roma è seguita da Napoli e da Milano.
“Sono ancora numerose le figure operanti in ambito educativo restie ad introdurre nuove tecnologie. – Spiega Andrea Salini, Amministratore di iRoma azienda che ha creato il software gestionale per Asili nido e scuole dell’Infanzia – Per questo è necessario sensibilizzarle all’uso delle tecnologie in rete onde evitare un atteggiamento passivo e far comprendere l’enorme potenziale per le attività didattiche e amministrative”.
“Dotarsi di strumenti informatici innovativi come EasyNido – prosegue l’Amministratore di iRoma S.r.l. – consentirebbe agli Asili e alle Scuole dell’Infanzia di risparmiare tempo e di ottimizzare i costi aziendali; molte di queste strutture utilizzano ancora strumenti cartacei per comunicare con i genitori o per i loro registri, la tecnologia in cloud e le app sono il futuro e la scuola Italiana deve dotarsene il prima possibile. I motivi principali per cui non si vogliono adottare nuove tecnologie di solito sono 2: il costo iniziale e il tempo necessario per apprenderne l’utilizzo. Con EasyNido – conclude Salini – abbiamo voluto abbattere entrambi i fattori creando un software intuitivo ad un costo estremamente basso: cento euro all’anno.”
EasyNido è un servizio che si avvale di Amazon Web Services la piattaforma cloud per eccellenza, che garantisce stabilità e sicurezza contro le intrusioni e gli attacchi hacker. EasyNido, infatti, è sviluppato interamente in ambiente di sicurezza SSL, che fornisce crittografia avanzata della transazione di dati con connessione SSL 128bit e scambio di chiavi RSA. Si tratta dello stesso sistema utilizzato per le transazioni bancarie protette su Internet, uno dei sistemi di sicurezza più avanzati disponibili in questo momento.

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Scuola: Fedeli auspica aumenti per i docenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 aprile 2017

valeria-fedeliDurante un videoforum su Repubblica.it, il Ministro dell’Istruzione ha detto che ‘con 1.200 euro al mese tanti insegnanti hanno difficoltà a muoversi: dobbiamo avere una politica che continui a investire’. Anief apprezza la posizione del Ministro dell’Istruzione la quale, avendo un passato da insegnante e da sindacalista, ha una sensibilità maggiore sulla mancata retribuzione equa del personale scolastico. Allo stesso tempo, però, trova irrisorio quanto investito sino a oggi dagli ultimi due Governi per il rinnovo contrattuale, una media di 85 euro lordi a lavoratore pubblico, dopo che gli otto anni di blocco di stipendio hanno portato il potere delle buste paga di chi opera nella scuola quasi 20 punti percentuali sotto il costo della vita. Fedeli ha citato il caso del Centro Nord Italia, dove c’è carenza d’insegnanti di matematica e scienze, ricordando che sulla scelta di trasferirsi certamente non è trascurabile l’aspetto economico. Ha ragione: nel 2015 oltre 40mila docenti precari abilitati hanno deciso di rimanere supplenti pur di non rischiare di spostarsi di provincia o di regione.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i 210 euro netti sono una cifra che deriva per metà dalla mancata adozione dell’indennità di vacanza contrattuale, per l’altra metà dall’incremento stipendiale vero e proprio. In caso contrario, abbiamo già predisposto adeguato ricorso. Alla cifra da noi indicata, tra l’altro, vanno aggiunte delle indennità speciali, previste dalle direttive europee, qualora il docente debba raggiungere il luogo di lavoro in siti geografici lontani dalla propria residenza. È la stessa filosofia che ha ispirato Governo e legislatore nel realizzare la legge delega di riforma della scuola italiana all’estero, dove chi fa l’insegnante si vede ridotta l’indennità tabellare, a cui già erano state apportate insensate sforbiciate negli ultimi anni.Per il sindacato, visti i vantaggi economici ridotti al minimo, è decisamente meglio intervenire presentando ricorso in tribunale, in modo da ottenere il maltolto e quanto la legge prevede: l’allineamento stipendiale al 50% dell’inflazione. E questo va applicato mese dopo mese, a partire da settembre 2015. Come ha detto la Consulta.

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Scuola: Boom di docenti precari sfruttati che ottengono giustizia in tribunale

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 aprile 2017

A Verbania un docente con 14 anni di supplenze ottiene il massimo previsto dalla legge: 25mila euro per l’assunzione ritardata oltremodo e le progressioni stiministero-pubblica-istruzionependiali mai corrisposte. Il giudice ha voluto rendere giustizia per l’abuso perpetrato dal Miur nei confronti del docente, condannato per troppo tempo, oltre i 36 mesi massimi consentiti, a sottoscrivere solo contratti a tempo su posti vacanti. Il fatto che fossero liberi era assodato, poiché sempre con scadenza 31 agosto, quindi utili per assumerlo. Così il giudice ha proceduto per il corposo risarcimento. Dello stesso avviso i Tribunali di Roma, Tivoli, Vicenza e tanti altri ancora.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): queste sentenze confermano la liceità della nostra posizione sul precariato scolastico italiano: abbiamo patrocinato l’ennesima azione legale vincente costringendo il Miur a risarcire i danni in favore di un altro docente precario, per troppo tempo sfruttato, discriminato e umiliato, malgrado le direttive Ue, a partire dalla n. 70 del 1999, fossero dalla sua parte. Nonostante questo, il docente ha sempre lavorato con la massima professionalità, nel corso dei 14 anni di lavoro a tempo determinato. Ora è giunto il momento della resa dei conti. Ancora una volta aveva ragione l’Anief e i tribunali del lavoro di tutta Italia stanno accogliendo le tesi da sempre sostenute dal nostro sindacato e confermate dalla Cassazione.

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Prove suppletive concorso docenti e specializzazione sostegno: le prove a maggio

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneAl Miur hanno preso atto dell’impossibilità di far coincidere le date delle due selezioni: i test per l’accesso all’insegnamento agli alunni disabili si svolgeranno il 25 e 26 maggio; nello stesso mese un’altra tornata di suppletive per il concorso docenti 2016, ma in altri giorni. Ha vinto il sindacato che aveva subito chiesto lo spostamento delle date, dopo aver preso visione della concomitanza delle prove: in quel modo, diversi candidati avrebbero dovuto rinunciare a una delle due possibilità. Nel decreto, il Miur ha anche ampliato di alcune decine di posti il numero di candidati che verranno ammessi, portandoli a circa 9.700 unità. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non ci voleva chissà quale abilità organizzativa per non far coincidere le due sessioni selettive. Ci lascia un po’ perplessi il fatto che gli ultimi docenti che svolgeranno le prove suppletive il 22 maggio avranno solo due o tre giorni di tempo per preparare l’accesso al Tfa sostegno. Sarebbe stato meglio, a questo punto, concedere loro una settimana o dieci giorni in più. Detto questo, è chiaro che siamo soddisfatti per il risultato raggiunto, con l’Anief che porterà ben oltre 2mila candidati alle selezioni ulteriori dell’ultimo concorso a cattedra, dopo che il Ministero dell’Istruzione aveva detto loro che non potevano.

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Tfa sostegno, le prove d’accesso il 25 e 26 maggio: nello stesso mese altre suppletive per il concorso docenti 2016, ma in altri giorni

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneHa vinto il sindacato: lo spostamento era stato sollecitato dall’Anief, subito dopo aver preso visione della coincidenza delle prove selettive per accedere al Tirocinio formativo sul sostegno, indicate nel decreto n. 141, con le prove per accedere all’ultimo “concorsone”. Al Miur hanno preso atto dell’impossibilità di far coincidere le date delle due selezioni: in quel modo, infatti, diversi candidati avrebbero dovuto rinunciare ad una delle due possibilità. Nel decreto ministeriale, il Miur ha anche ampliato di alcune decine di posti il numero di candidati che verranno ammessi, portandoli a circa 9.700 unità.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non ci voleva chissà quale abilità organizzativa per non far coincidere le due tornate selettive. Ci lascia un po’ perplessi il fatto che gli ultimi docenti che svolgeranno le prove suppletive, il 22 maggio, avranno solo due o tre giorni di tempo per preparare l’accesso al Tfa sostegno. Sarebbe stato meglio, a questo punto, concedere loro una settimana o dieci giorni in più. Detto questo, è chiaro che siamo soddisfatti per il risultato raggiunto, con l’Anief che porterà ben oltre 2mila candidati alle selezioni ulteriori dell’ultimo concorso a cattedra, dopo che il Ministero dell’Istruzione aveva detto loro che non potevano. Le date dei test preliminari per tutti gli indirizzi della specializzazione per il sostegno, individuate nei giorni 19 e 20 aprile 2017, sono posticipate ai giorni 25 e 26 maggio: a darne comunicazione è stato il Ministero dell’Istruzione, attraverso il Decreto Ministeriale n. 226 del 13 aprile. Lo spostamento era stato sollecitato dal sindacato Anief, subito dopo aver preso visione della coincidenza delle prove selettive per accedere al Tirocinio formativo sul sostegno, indicate nel decreto n. 141, con le prove suppletive del concorso a cattedra 2016: la pronta denuncia del giovane sindacato, aveva prodotto dapprima una nota Miur inviata ai Rettori delle Università e al Cineca, con la quale da Viale Trastevere si invitavano “gli Atenei a sospendere l’emanazione dei relativi bandi”; ora è giunta. Al Miur hanno preso atto dell’impossibilità di far coincidere le date delle due selezioni: in quel modo, infatti, diversi candidati avrebbero dovuto rinunciare ad una delle due possibilità. Nel decreto ministeriale, il Miur ha anche ampliato anche di alcune decine di posti il numero di candidati che verranno ammesso, portandoli a circa 9.700 unità complessive. Nello specifico, all’ateneo di Roma Tre, che organizzerà i corsi “in convenzione con l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, i posti alla stessa assegnati per la scuola secondaria di secondo grado sono rettificati in 220, invece che 200”; infine, “Roma-Istituto Scienze Motorie” viene sostituita con “Università Foro Italico-Roma”, e il totale dell’offerta formativa alla stessa assegnata è rettificato in 240 invece che 220.Nelle stesse ore in cui sono state pubblicate le nuove date in cui si svolgeranno i test d’accesso al prossimo Tfa sostegno, sempre dal Ministero dell’Istruzione giunge l’avviso che sempre nel mese di maggio si svolgeranno altre prove suppletive del concorso a cattedra 2016, anche queste ottenute per molti ricorrenti grazie all’operato dei legali Anief: dal 9 al 22 maggio, a tanti candidati (appartenenti a diverse classi di concorso, tra cui anche storiche e filosofiche) verrà quindi offerta la possibilità di svolgere quelle provo inizialmente negate dal Miur e così aggiudicarsi uno dei 63.712 posti messi a bando. Possibilità che, grazie ancora all’Anief, hanno potuto avere anche 300 specializzandi sul sostegno, anche loro inizialmente esclusi.Prima di loro, avevano avuto il via libera dal tribunale anche altre categorie di abilitati: si va dagli insegnanti tecnico pratici ai diplomati Isef, dal personale già di ruolo ai diplomati magistrale ad indirizzo linguistico, dagli educatori agli abilitati Pas e all’estero. Poi ci sono coloro che hanno ottenuto l’abilitazione disciplinare o la specializzazione su sostegno successivamente alla pubblicazione del bando di concorso. Tutti, indistintamente, non erano stati ammessi, ma poi “ripescati”, a seguito del provvedimento favorevole emesso dal Tribunale amministrativo regionale e del via libera del Consiglio di Stato nei confronti dei candidati che hanno concluso i percorsi formativi Afam e Pas.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, “non ci voleva chissà quale abilità organizzativa per non far coincidere le due tornate selettive. Ci lascia un po’ perplessi, tuttavia, il fatto che gli ultimi docenti che svolgeranno le prove suppletive, il 22 maggio, avranno solo due o tre giorni di tempo per preparare l’accesso al Tfa sostegno. Sarebbe stato meglio, a questo punto, concedere loro una settimana o dieci giorni in più. Detto questo, è chiaro che siamo soddisfatto per il risultato raggiunto, con l’Anief che porterà ben oltre 2mila candidati alle selezioni ulteriori dell’ultimo concorso a cattedra, dopo che il Ministero dell’Istruzione aveva detto loro che non potevano. Rimane l’amarezza per un’amministrazione che, anziché operare a tutela del personale, continua a seguire logiche proprie, che poi in tribunale – conclude Pacifico – vengono sistematicamente sovvertite”.

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Istruzione: Fotografia Istat boccia l’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 aprile 2017

istatL’Istituto nazionale di statistica ha pubblicato il rapporto ‘Noi Italia’: nella graduatoria delle persone di 25-64 anni con livello d’istruzione non elevato, il nostro Paese ha un’incidenza quasi doppia rispetto all’Ue28 (rispettivamente 40,1% e 23,5%)”. Inoltre, in Europa il nostro Paese continua a ricoprire l’ultima posizione, 25,3% contro il 38,7% della media Ue28. Sugli abbandoni scolastici siamo al quartultimo posto (14,7% contro una media Ue28 dell’11%). Peggio di noi solo Romania, Malta e Spagna. Per la quota di Neet siamo al top in Europa con 2,2 milioni i giovani di 15-29 anni che nel 2016 non studiano e neppure lavorano.L’Ufficio studi Anief ricorda che l’Italia già nel 2000 spendeva il 2,8% in meno della sua spesa pubblica rispetto alla media OCSE (Italia 9,8% – Ocse 12,6%): dieci anni fa era sempre all’ultimo posto persino tra i Paesi G20 (32° posto) con un -4,1% (Italia 8,9% – Ocse 13,0%). Né la situazione è migliorata in rapporto al P.I.L.: -0,9% nel 2000 (Italia 4,5% – Ocse 5,4%) e -1,6% nel 2010 (Italia 4,7% – Ocse 6,3%), dove ci collocavamo al terzultimo posto (31°). Inoltre, siamo l’unico Paese dell’Ocse che dal 1995 non ha aumentato la spesa per studente nella scuola primaria e secondaria a dispetto di un aumento in media del 62% degli altri. Nell’ultimo periodo sono, persino, aumentate dal 25% al 100% le tasse richieste dagli atenei.Marcello Pacifico (Cisal-Anief): bisogna incentivare gli sforzi, innanzitutto, sul fronte della dispersione scolastica, maggiorando gli organici delle aree a rischio, migliorando l’orientamento e innalzando l’obbligo formativo fino alla maggiore età. Quello che i nostri governanti non hanno compreso è che si deve spendere più per la formazione: perché, nella cultura, nella ricerca, nella scuola, nell’università ogni finanziamento non è una spesa, ma un investimento per rilanciare lo sviluppo economico del Paese. Spendere per formare capitale umano significa credere nella capacità civilizzatrice e lavorativa dell’uomo, gettare le basi per la costruzione di una società equa e solidale e per il rilancio dell’economia nazionale.

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Lake Como School: ampio programma di workshop

Posted by fidest press agency su sabato, 15 aprile 2017

Complex networkDopo il grande successo dell’edizione 2016 (che ha visto quasi settecento partecipanti tra studenti e professori, di cui il 65% proveniente da istituzioni estere) per il 2017, a partire dal 25 aprile e fino al 20 ottobre, le attività didattiche e di studio della Lake Como School propongono un ampio programma di workshop, conferenze e convegni internazionali – con ben 19 scuole e cinque appuntamenti già programmati aperti al pubblico – che si terranno a Villa del Grumello a Como e a Campione d’Italia.
La “Lake Como School of advanced studies” è stata istituita nel 2013 per realizzare attività di formazione post universitaria rivolte soprattutto a giovani ricercatori nel campo delle teorie dei sistemi complessi e quest’anno giunge alla quinta edizione. Un progetto che è cresciuto nel tempo e che porta ogni anno sulle sponde del lago di Como studiosi e ricercatori da ogni parte del mondo e dalle università più prestigiose.
La Fondazione Alessandro Volta si occupa della promozione dell’Università, della ricerca scientifica, dell’alta formazione e della cultura.“La Lake Como School – afferma Mauro Frangi, presidente di Fondazione Alessandro Volta – cresce anche quest’anno grazie al fondamentale sostegno di Fondazione Cariplo e alla collaborazione dei quattro atenei promotori: Università degli Studi dell’Insubria, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Università degli Studi di Pavia. Cresce la capacità di Como di attrarre talenti da tutto il mondo offrendo percorsi formativi ad alta specializzazione di eccellenza internazionale. La Lake Como School può contribuire quindi al rilancio della vocazione universitaria della città e del territorio; una vocazione che si riverbera anche sui cittadini grazie al ciclo di conferenze pubbliche programmate per la primavera 2017”.Le proposte formative per il 2017 della Lake Como School si dividono sostanzialmente in due filoni: da una parte vengono riproposte scuole con temi già Complex network1affrontati nelle scorse edizioni, segno di una continuità formativa e punto di riferimento per la comunità scientifica, come la scuola sulle Reti Complesse, la scuola sulla Statistica Bayesiana, la scuola sullo studio del cancro e la scuola sulla Teoria dei giochi; a queste si aggiungono nuove scuole che allargano gli orizzonti e si contaminano con campi non solo strettamente scientifici, come la filosofia, la scienza, l’economia e la sociologia, portando avanti quindi una riflessione sul valore interdisciplinare della scienza. Tra queste nuove scuole, la Bocconi Summer School su temi all’avanguardia in Statistica e Probabilità, la scuola su Musica, linguaggio e cognizione, e la prima Summer School internazionale in Network Physiology.
Dopo il successo della scorsa edizione, a partire dal 25 aprile verranno riproposti anche alcuni incontri e conferenze aperti al pubblico: al momento cinque gli appuntamenti programmati, tra scienza, letteratura, arte e musica, che vogliono celebrare il centesimo anniversario della cosmologia scientifica, a cento anni dalla pubblicazione dell’articolo di Albert Einstein “Considerazioni cosmologiche sulla teoria della relatività generale”. (foto:Complex network)

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Scuola: Graduatorie a Esaurimento, il Miur le blinda e rimanda l’aggiornamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneAnief: così non si svuoteranno mai, ricorsi in arrivo. La decisione dell’amministrazione di confermare lo sbarramento a diverse categorie di abilitati e il mancato previsto aggiornamento delle GaE, nella primavera del 2017, rimandato di almeno 12 mesi, causa un grave e ingiustificato danno a chi è inserito nella terza fascia o in quella aggiuntiva: lo slittamento, infatti, impedisce l’aggiornamento del punteggio e, soprattutto, il diritto al trasferimento in province dove vi sono posti liberi.Possono ricorrere per l’inserimento in GaE tutti gli abilitati esclusi (SFP, TFA, PAS, abilitati all’estero, Afam, Cobaslid, semestre aggiuntivo SSIS, abilitati da concorsi ordinari o riservati), chi è in possesso di un diploma abilitante (magistrale, anche a indirizzo linguistico, conseguito entro l’a.s. 2001/02, diplomati accademici al Conservatorio, ITP diplomati). Ricorsi aperti anche per il personale educativo che vuole inserirsi nelle graduatorie della scuola Primaria e per il passaggio in terza fascia dei docenti già inseriti in quella aggiuntiva, oltre che per coloro che sono stati cancellati dalle GaE per non aver aggiornato la propria posizione. Infine, è possibile ricorrere per ottenere la valutazione del servizio militare prestato non in costanza di nomina. Per informazioni maggiori ed eventuali adesioni al ricorso all’inserimento nelle GaE già nel 2017, cliccare qui. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): le Graduatorie a esaurimento devono essere funzionali all’incontro tra domanda e offerta dei supplenti. Che senso ha tenerli fermi ‘ai box’ per anni, magari in province dove non ci sono posti, senza dare loro la possibilità di aggiornarle e di spostarsi in altre province dove invece c’è disponibilità e non di rado nemmeno più colleghi disoccupati in lista d’attesa? Lo stesso atteggiamento di chiusura viene adottato per le tante categorie di abilitati che chiedono d’inserirsi nelle graduatorie, dal momento che la loro formazione è analoga a quella di chi li ha preceduti fino al 2011. È un’ostruzione incomprensibile, di cui sono vittime i docenti precari e gli stessi studenti, ai quali vengono affidati supplenti annuali in notevole ritardo, anche a Natale, e magari privi di abilitazione all’insegnamento. Mentre, chi ce l’ha rimane bloccato.

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Scuola: Rinnovo graduatorie Istituto per 320mila supplenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneÈ un evento importante che riguarda 320 mila precari, a cui viene offerta la possibilità di presentare ulteriori titoli e servizi, oltre che di spostarsi di sede. Il problema è che l’amministrazione si appresta a fornire tale diritto dei lavoratori, però penalizzandone un enorme numero, anche coloro che avrebbero piena facoltà d’inserirsi nelle graduatorie per la prima volta. Per non parlare di chi è in prima fascia e dovrà attendere il 2018. Possono ricorrere per l’inserimento nella seconda fascia diverse categorie: candidati con diploma magistrale a indirizzo linguistico, Insegnanti tecnico pratici, personale educativo che chiede l’inserimento per la scuola primaria, diplomati accademici di conservatorio fino al 2001/02, abilitati all’estero in attesa di riconoscimento del titolo. Anief ha inoltre attivato il ricorso per l’inserimento in terza fascia per la disciplina Diritto (ex A019) dei laureati in Scienze Politiche – vecchio ordinamento – dopo l’anno accademico 2000/01. È anche possibile ricorrere per ottenere la valutazione del servizio militare prestato non in costanza di nomina.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’amministrazione continua a trattare il personale precario in modo superficiale e approssimativo. Noi, che da statuto difendiamo i lavoratori della scuola, precari e di ruolo, non possiamo permettere tali abusi: per questo siamo pronti a dare battaglia nelle sedi legali idonee a ristabilire le norme su un piano di correttezza e di equità delle regole che disciplinano il precariato scolastico italiano.

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Prima English summer school of life science di fondazione golinelli

Posted by fidest press agency su martedì, 11 aprile 2017

Opificio golinelli immagini generiche di laboratori foto/Camera 7Quest’estate Fondazione Golinelli organizza la prima English summer school of life science in lingua inglese, un percorso formativo di eccellenza aperto a 12 studenti (italiani e stranieri) interessati a prendere parte a un’esperienza internazionale che dà loro la possibilità di lavorare in laboratorio e comunicare nella lingua della ricerca scientifica. Gli studenti saranno seguiti e coordinati da Gordon Kennedy, ricercatore (dottorato di ricerca in biochimica e chimica organica) e madrelingua inglese. La English summer school nasce con lo scopo di accrescere la conoscenza degli studenti attraverso il lavoro di gruppo e lo studio di specifici aspetti di biochimica, bioinformatica e biotecnologia, utilizzando tecniche e metodi che vengono comunemente utilizzati nei laboratori di ricerca. Il tema di ricerca è il mondo degli enzimi: come funzionano e perché sono così importanti in biochimica e biotecnologia. Il corso si svolgerà tra il 12 e il 16 giugno 2017 a Opificio Golinelli (Bologna). Il programma è rivolto a studenti italiani e stranieri che frequentano gli ultimi anni della scuola media superiore. In particolare, gli studenti italiani devono aver completato il terzo, quarto o quinto anno di liceo, mentre i candidati stranieri devono avere un’età compresa tra i 16 ei 19 anni.
Un percorso formativo di eccellenza rivolto a studenti del terzo, quarto o quinto anno delle scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia. Un’opportunità unica per sperimentare tecniche innovative di biotecnologia, biochimica, biologia molecolare, microbiologia e genetica, utilizzate nei laboratori di ricerca più avanzati a livello internazionale, ma soprattutto un’occasione per riflettere su temi scientifici di estrema attualità insieme a studenti provenienti da tutta Italia accomunati dalla passione per la scienza. I corsi, della durata di una settimana ciascuno, si svolgeranno nel periodo compreso tra il 12 giugno e il 28 luglio 2017 a Opificio Golinelli (Bologna). Durante l’intero percorso ogni studente potrà lavorare in laboratori a posto singolo, dotati delle più moderne strumentazioni scientifiche come la PCR real time e spettrofotometri. Due i percorsi formativi proposti: lo studio del glutine e la predisposizione alla celiachia e gli OGM. (foto: laboratorio opifici)

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Scuola – Docenti: dal 2018 per fare il concorso basterà la laurea

Posted by fidest press agency su domenica, 9 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl CdM ha approvato, in via definitiva, il nuovo sistema selettivo che cambia radicalmente l’attuale modello selettivo. I concorsi, che avranno cadenza biennale, prevedono due scritti (tre per il sostegno) e un orale. Chi lo passa entra in un percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio (FIT), terminato il quale si potrebbe entrare in ruolo. Giustamente, le laureate e i laureati potranno partecipare alle prove, a patto che abbiano conseguito 24 crediti universitari specifici. Come mai, invece, lo scorso anno a chi ha presentato lo stesso titolo di studio è stata sbarrata la porta? Perché l’amministrazione ha difeso strenuamente quella decisione anche in Tribunale, che oggi deve ancora esprimere l’ultima parola sulla diatriba giudiziaria? Perché nel 2012 la laurea bastava, nel 2016 non più e nel 2018 sarà invece di nuovo ritenuta valida?
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): un titolo di studio fino a prova contraria non può ‘scadere’ come se fosse un alimento. Ha valore legale, anche se qualcuno vorrebbe far venire meno la preziosa peculiarità. Non può essere sospeso ad tempus: o è valido oppure non è valido. Per una volta, l’amministrazione scolastica ci stupisca, con una lezione di onestà intellettuale: riapra il concorso a cattedre dello scorso anno, dando la possibilità di parteciparvi anche ai quei laureati che ha ingiustamente escluso. In ballo, ci sono tanti giovani che vogliono fare l’insegnante, che hanno studiato per farlo e non meritano questo trattamento ambivalente. Si tratterebbe di una decisione saggia, di cui gli sarebbero grati anche gli studenti, che oggi si ritrovano davanti il corpo docente più vecchio dell’area Ocse. Largo ai giovani, largo al buon senso.

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La Galleria dell’Accademia di Firenze e il SACI

Posted by fidest press agency su sabato, 8 aprile 2017

galleria dell'accademiaFirenze. Il Direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze, Cecilie Hollberg, e il Presidente del SACI, rinomata Scuola d’Arte americana di Firenze, Steven J. Brittan, hanno avviato un‘utile e stimolante collaborazione sulla base del progetto didattico “SACI MX (Museum Experience)”. Tale iniziativa stimola la ricerca per lo sviluppo di modelli sempre più efficaci di accoglienza museale; gli studenti sono chiamati ad approfondire la valutazione dell’esperienza museale, con mezzi e strategie fornite dalla museologia: osservazione, disamina dei comportamenti, questionari ai visitatori, analisi delle risposte, focus di gruppo sui diversi attori coinvolti. La Galleria dell’Accademia di Firenze offre una fantastica opportunità di sperimentare soluzioni e metodologie direttamente sul campo: il museo diventa un “caso di studio” unico per elaborare una gamma di soluzioni creative, dove concetti ed immagini compongono una identità visiva nuova. Questo è complessivamente un progetto di esemplare confronto internazionale, la prima di simili iniziative che saranno promosse con impegno ed entusiasmo dalla Direzione del museo, per rendere la Galleria un luogo sempre più vitale e capace di promuovere cultura, valorizzando saperi e conoscenze. (foto. galleria dell’accademia)

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Scuola-precariato: Per Bruxelles la riforma non ha funzionato

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl deputato, attraverso due interrogazioni presentate in queste ore, ha chiesto alla titolare del Miur ‘quali misure intenda assumere per rimediare, a partire dalla delega del Governo alla 107, ai problemi derivati dall’applicazione dalla cd Legge sulla buona scuola. Occorre prendere atto che diverse cose non hanno funzionato e porre rimedio attraverso una riscrittura delle regole che stanno creando nuove incertezze in un settore che riteniamo determinante per il rilancio culturale, economico e sociale del Paese’. I dati riportati dal Miur parlano di 100 mila precari in servizio lo scorso anno scolastico e addirittura 126 mila in servizio quest’anno e manca ancora un solo anno per ottemperare agli impegni assunti. Anief ricorda che la Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento UE si è detta fortemente delusa delle giustificazioni mosse dai rappresentanti italiani. Chiede loro formali e dettagliati ragguagli, che verranno presentati all’interno di un’adunanza plenaria per il Parlamento Europeo. Sulla decisione ha pesato non poco la denuncia dei legali Anief, Sergio Galleano e Vincenzo De Michele, sulla mancata volontà dello Stato italiano di risolvere il problema. Ma anche l’intenzione espressa dagli stessi avvocati di rivolgersi alla Cedu, la Corte europea dei diritti dell’Uomo, di voler pure presentare formale denuncia al Consiglio d’Europa, nonché della volontà del sindacato di proseguire i contenziosi nei tribunali nazionali del lavoro.A tal proposito, si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda altresì i decreti per la ricostruzione di carriera: chi volesse presentare ricorso con Anief, per ottenere anche la stabilizzazione e i risarcimenti danni, può ancora decidere diricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità e risarcimenti.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): tra pochi mesi l’Italia, con Spagna e Portogallo, dovrà spiegare alla Commissione Ue i perché della pessima gestione del personale pubblico precario con 36 mesi di servizio. Le forti perplessità della Commissione per le Petizioni del Parlamento UE confermano che quello che sta accadendo nel nostro Paese è fuori da ogni logica: lo Stato continua ad aggirare le direttive e le sentenze comunitarie, ma anche quelle della Cassazione sulla mancata assunzione dopo 36 mesi di servizio. E adesso paga il conto. La stessa Cassazione ha sentenziato sull’assegnazione degli scatti di anzianità nei confronti dei precari vessati. Tanto che i tribunali, quando sono chiamati in causa, sempre più spesso assegnano risarcimento e aumenti automatici. E dicono sì anche al rifacimento dei decreti per la ricostruzione di carriera.

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Scuola: Rapporto docenti-alunni sotto 1 a 10?

Posted by fidest press agency su martedì, 4 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneSecondo le stime fornite dal primo quotidiano economico nazionale, con le assunzioni ‘del governo Renzi si sono riportate le lancette indietro al 2010, tornando addirittura ai livelli pre Tremonti-Gelmini’. Così, ‘nel 2016, dopo la tornata di stabilizzazioni, nella primaria il rapporto alunni/insegnanti è sceso a 9,75 a 1; nella secondaria 9,83 a 1. Nella scuola primaria, l’Italia diventerebbe penultima in Europa: peggio di noi farebbe solo la Grecia (9 a 1). Nella secondaria saremmo terz’ultimi: ci supererebbero Austria e Lettonia’.
Replica Anief: una delle peculiarità della scuola italiana è che un insegnante su sette, di ruolo, è assunto come docente specializzato o dalla diocesi. Inoltre, l’adeguamento dell’intero organico di fatto a quello di diritto comporterebbe soltanto la continuità didattica di personale (più di 150 mila tra docenti e Ata) sempre chiamato ogni anno come supplente, che ora per la giurisprudenza deve avere lo stesso trattamento economico del personale di ruolo e per legge il diritto a un risarcimento danni in ossequio alla normativa comunitaria. Non è automatica, quindi, l’immissione in ruolo a seguito della trasformazione dei posti nell’organico giusto. Per questo il Miur deve indagare subito sugli organici, piuttosto che traccheggiare.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): bisognerebbe entrare nelle nostre aule, sempre più spesso pollaio, per vedere se il rapporto è veritiero. Da sempre, Anief ha chiesto organici differenziati in base al territorio, ai flussi migratori, alle zone depresse economicamente, alla dispersione scolastica, all’insuccesso formativo, ai quartieri a rischio o alle zone difficilmente raggiungibili. Meno di 10mila trasformazioni da organico di fatto a diritto, come vorrebbe il Mef, può essere considerato solo un antipasto dell’effettivo fabbisogno. La verità è che devono esserne trasformati almeno dieci volte tanto, quindi ivi incluso il personale Ata ed educatore sempre dimenticato, ma non dalle Leggi di Stabilità quando si tratta di effettuare gli ennesimi tagli.

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Alternanza scuola-lavoro, sempre più episodi di sfruttamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

scuolaIl problema esiste e persiste soprattutto per i licei che, a parte quelli con indirizzi già definiti, non fanno riferimento a specifiche realtà lavorative professionali, mentre gli istituti tecnici e professionali, già specializzanti, riescono a creare dei rapporti più diretti con le imprese. In questi ultimi giorni sono emerse esperienze di ragazzi che non hanno nulla di formativo. In Sicilia, dei giovani hanno denunciato di essersi ritrovati a fare i camerieri, i gelatai e le maschere del cinema. Oppur di servire hamburger ai tavoli e allevare cozze. O ancora, di fare i commessi per una nota casa di moda, in attesa che questa selezioni lavoratori all’altezza della situazione. La studentessa di un alberghiero di Bari è finita a lavare i bagni e a fare volantinaggio, per dodici ore consecutive. Non si tratta di casi isolati. L’Unione degli Studenti sta elaborando un dossier da presentare dopo Pasqua all’Usr della Puglia. Per il giovane sindacato è fondamentale che si realizzi a livello nazionale. Anche la Ministra si è detta d’accordo.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è fondamentale che si approvi da subito il decreto contenente il Regolamento sui diritti e doveri degli studenti impegnati in azienda. Senza quel regolamento-base nazionale, indicante le regole organizzative per svolgere gli stage presso gli enti accrediti dalla Camera di Commercio, gli studenti rimangono esposti ai fenomeni di mancata formazione e sfruttamento. Riteniamo anche importante rimettere mano al Testo Unico sulla sicurezza, il D.L. 81 del 2008, riguardante i piani predisposti dalle scuole organizzatrici e dalle aziende ospitanti gli allievi. Oltre a incentivare le aziende, operando assieme al Ministero del Lavoro.

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Scuola Precariato: addio all’abilitazione all’insegnamento

Posted by fidest press agency su domenica, 2 aprile 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cCon la prossima approvazione finale dello schema di decreto legislativo recante il riordino, l’adeguamento e la semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente, scompare quel percorso a pagamento che apriva la strada verso il ruolo: all’assunzione a tempo indeterminato si arriverà gradualmente attraverso un percorso di tirocinio. Ossia, i precari verranno pagati durante la fase di formazione. Per il Pd, questo nuovo modello selettivo ‘permetterà di avere finalmente procedure prestabilite, chiare e regolari nel tempo. Nel frattempo il Governo s’impegna a svuotare le graduatorie del concorso 2016, degli abilitati (GaE e II fascia d’istituto) e ad avviare alla stabilizzazione precari con 36 mesi di servizio. Questi ultimi verranno inclusi nelle nuove G.R.A.M.E.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non servono nuove prove, nuove graduatorie, nuovi sistemi. Basterebbe una sola operazione: assumere subito tutti i precari che hanno svolto 36 mesi di servizio, come ci dice l’Unione Europea dal 1999. Stiamo parlando di docenti laureati, selezionati e abilitati all’insegnamento. E per quelli che non lo sono, basta riconoscere loro un anno di corso universitario per confermare l’abilitazione che hanno conseguito nel campo. Per fare tutto ciò bisogna però liberare gli organici e ammettere che il bluff è finito. Ma occorre avere il coraggio di dire basta al precariato cronico, agli organici potenziati, con docenti ‘mobili’, da spostare come pedine: quello che serve alla nostra scuola sono delle stabilizzazioni sui veri posti vacanti e disponibili. E recuperare il tempo scuola tagliato. Solo con queste operazioni oggi avremmo 200mila insegnanti in più. Per non parlare del personale Ata: assunto per l’ultima volta nel 2011 e poi dimenticato, assieme agli educatori, da quella che ancora chiamano la Buona Scuola.

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