Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for the ‘scuola/school’ Category

Scuola: Inizio lezioni ed è subito dad

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2021

Dall’Alto Adige giunge la notizia che alcune classi nei primissimi giorni di scuola sono state collocate in didattica a distanza: il governatore Arno Kompatscher ha preso questa decisione per casi di positività nelle classi ed evitare possibili focolai. L’incubo dad si materializza nonostante le rassicurazioni del ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi. Anief ha sempre sostenuto che questo pericolo era incombente, poiché si è tornati in presenza a scuola senza le condizioni minime di sicurezza e in particolare senza aver provveduto ad ampliare gli spazi delle aule e dimezzare il numero di alunni per classi, aumentando nel contempo quello di docenti e personale Ata.

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Italki rivoluziona l’insegnamento delle lingue straniere

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2021

Italki, piattaforma globale di apprendimento delle lingue, sta rivoluzionando il mondo dell’istruzione online con un’esperienza di apprendimento personalizzata e a misura di studente. Con insegnanti madrelingua specializzati in oltre 150 lingue, è diventata un’alternativa sempre più popolare alle scuole di lingua per la sua convenienza, sicurezza e flessibilità. Il settore dell’e-Learning ha conosciuto una forte crescita nell’ultimo anno a causa del perdurare della pandemia di Covid-19 che ha avuto importanti conseguenze, in Italia così come nel resto del mondo, anche sulle modalità di insegnamento. In questo contesto caratterizzato da restrizioni agli spostamenti fra paesi e agli incontri in presenza, la tecnologia sta rappresentando un valido alleato per coloro che vogliono continuare a imparare una lingua. Ne è un esempio italki, piattaforma digitale che offre una vasta gamma di soluzioni pensate per soddisfare le esigenze di ciascuno: sia che si voglia continuare un corso di lingua professionale, preparare un esame, fare pratica prima di un colloquio di lavoro o semplicemente dedicare il proprio tempo libero a imparare una nuova lingua, italki permette di scegliere fra percorsi di apprendimento di qualità e su misura. Privilegiando un approccio che mette al centro l’interazione e l’immersione linguistica, la piattaforma funziona mettendo in contatto studenti e insegnanti madrelingua attraverso corsi privati da remoto. Con italki è possibile, ad esempio, imparare e conversare in inglese britannico comodamente dal proprio divano, come se si fosse in un pub di Londra. italki è una community globale per l’apprendimento delle lingue. Mette in contatto studenti e insegnanti attraverso corsi privati da remoto, privilegiando un approccio che mette al centro l’interazione e l’immersione linguistica. Con oltre 10 milioni di studenti e 27.000 insegnanti madrelingua qualificati che insegnano oltre 150 lingue, italki è la piattaforma che aiuta a padroneggiare ogni lingua.

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Epilessia a scuola…che fare?

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2021

Secondo un’indagine realizzata due anni fa dalla LICE – Lega italiana Contro l’Epilessia in occasione del lancio della campagna “A scuola di epilessia, quando la malattia ci chiede di sapere”, circa 1 insegnante su 3, quindi almeno il 60%, riferisce di non sapere come comportarsi e quali strategie e comportamenti seguire nel caso in cui un bambino sia colpito da una crisi. Inoltre ancora troppi appaiono i pregiudizi relativi agli ostacoli che la patologia pone rispetto ad un normale svolgimento delle attività quotidiane e sociali, oltre che al rendimento scolastico.In occasione del ritorno a scuola di 6,5 milioni di studenti in tutta Italia, la LICE ricorda l’importanza di diffondere nella comunità di studenti e insegnanti la conoscenza sulle Epilessie e l’impatto che possono avere sul bambino che ne soffre. Si richiede anche di formare gli insegnati ad affrontare correttamente, con la classe, una crisi. Nell’eventualità che un alunno sia colpito da una crisi epilettica a scuola, ricorda la LICE, la priorità è quella di non commettere errori nei soccorsi. La maggior parte degli episodi non necessita di manovre particolari, ma solo vicinanza al bambino durante l’episodio critico e subito dopo, in attesa che si riprenda. La classe va tranquillizzata ed invitata a prendersi cura del compagno insieme all’insegnante. Nei casi invece in cui le crisi comportino un caduta a terra, rigidità e scosse agli arti, forte salivazione, introdurre, per esempio, un oggetto nella bocca non è manovra consigliabile né tantomeno utile, pericolosa sia per chi la pratica che chi la subisce. È un falso mito, infatti, che vi necessità di afferrare la lingua ed estrarla dalla bocca, pena la sua discesa verso le cavità aeree rendendo così impossibile il respiro. E’ anche errato trattenere o cercare di immobilizzare il bambino, pensando di arrestare o di renderla meno forte la crisi. È invece consigliabile mettere qualcosa di morbido sotto il capo per evitare eventuali contusioni, togliere gli occhiali, slacciare vestiti stretti e girare il paziente su un fianco appena possibile per facilitare la respirazione e la fuoriuscita della saliva. Bisogna poi attendere che la crisi si concluda e offrire sostegno ed aiuto.

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Scuola: Immissioni in ruolo, per Anief è uno scandalo: bisogna cambiare rotta

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2021

Il Ministero dell’Istruzione ha reso pubblici i dati nazionali sui contratti a tempo indeterminato stipulati: sono 87.209 i posti aggiuntivi in deroga concessi sul sostegno agli alunni portatori di disabilità, ci sono 59.425 docenti (di cui 12.840 incarichi conferiti in base alle procedure del decreto sostegni bis) e 10.729 tra amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “sono numeri che registrano il fallimento delle politiche del reclutamento degli ultimi anni. Va in ruolo solo la metà degli insegnanti che il Mef aveva autorizzato e appena 12mila con le Gps, dove rimangono in attesa centinaia di migliaia di precari con 24-36 mesi, molti dei quali in base a direttive e risoluzioni UE, oltre che per la Corte di Giustizia europea, dovevano invece essere immessi in ruolo in modo automatico e dire così basta all’abuso dei contratti a termine. E che dire delle cattedre di sostegno? Quelle in deroga, non utilizzabili per assunzioni a tempo indeterminato e mobilità, sono quasi 90mila. Cosa aspettiamo a specializzare con Tfa non selettivo in entrata tutti i docenti che lo chiedono, senza più limitare i loro ingressi sulla base delle esigenze degli atenei e non a quelle effettive dei territori? Cosa attendiamo a spostare in organico di diritto tutti i posti di sostegno, facendo cadere la Legge 128/2013 che autorizza le deroghe fino al 30 giugno? E che dire dell’esiguo numero di amministrativi, tecnici e ausiliari stabilizzati, dopo avere cancellato 50mila posti negli ultimi 12 anni?

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Scuola: La metà degli studenti è tornata in classe, ma in condizioni difficili

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2021

Secondo il recente dossier di Tuttoscuola “Classi pollaio, ora basta!” sono il 3,8% del totale, pari a circa 14mila classi; al ministero dell’Istruzione ne risultano meno, il 2,9%, pari a circa 10mila classi. La rivista specializzata ritiene che potrebbe essere “stato diverso il posizionamento dell’asticella (limite massimo di alunni per classe: 26 oppure 27), oppure il perimetro: i dati presi in considerazione nel dossier includono la scuola dell’infanzia, forse quelli passati al ministro Bianchi no”. L’associazione Cittadinanzattiva ha calcolato in queste ore che “nonostante l’emergenza Covid in 17mila classi sono presenti più di 25 alunni, appartenenti nel 55% dei casi agli istituti di secondo grado”.Sempre Cittadinanzattiva ha chiesto al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, e al Governo di “abrogare il decreto legge 81 del 2009, cosiddetto Tremonti-Gelmini, che consente fino a 30 alunni per classe nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, per ritornare ai parametri stabiliti dalla normativa antincendio (DM 26.08.1992) che fissano il numero massimo in 25 alunni (26 con l’insegnante) e a quelli del DM del 18.12.1975 che prevede uno spazio ‘vitale’ per alunno di mq 1,80 e mq 1,96 secondo il tipo di scuola”.Anief ritiene che il punto non è stabilire la reale consistenza degli alunni concentrati in classi over size, ma proprio la necessità fatta emergere da Cittadinanzattiva di andare a cancellare una volta per tutte il DL 81/2009 voluto dell’ultimo Governo a guida Silvio Berlusconi. Quei limiti, che permettono agli Uffici scolastici di autorizzare classi anche da 30 e più iscritti, non erano compatibili con la didattica e con la sicurezza prima del Covid, figuriamoci ora che ci troviamo in piena pandemia. L’occasione per arrivare a questa abrogazione è quella di utilizzare i fondi in arrivo del Pnrr: andando ad utilizzare un terzo degli oltre 30 miliardi del Recovery plan, si potrebbero certamente superare quelle deroghe che oggi legalizzano le classi pollaio. Altrimenti, presto, già in autunno, ci ritroveremo con il proliferare dei contagi, delle quarantene e della dad, con una parte degli alunni lasciati a casa e un’altra parte in presenza a scuola.

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Scuola: Assunti nei ruoli 59mila nuovi docenti e appena 10mila Ata e cattedre a sostegno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2021

Sono 87.209 i posti aggiuntivi in deroga concessi sul sostegno agli alunni portatori di disabilità: lo ha comunicato oggi il Ministero dell’Istruzione rendendo pubblici i dati nazionali sui contratti a tempo indeterminato stipulati: ci sono anche 59.425 docenti (di cui 12.840 incarichi conferiti in base alle procedure del decreto sostegni bis) e 10.729 tra amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “questi numeri rappresentano il fallimento delle politiche del reclutamento degli ultimi anni. Va in ruolo solo la metà degli insegnanti che il Mef aveva autorizzato e appena 12mila con le Gps, dove rimangono in attesa centinaia di migliaia di precari con 24-36 mesi, molti dei quali in base a direttive e risoluzioni UE, oltre che per la Corte di Giustizia europea, dovevano invece essere immessi in ruolo in modo automatico e dire così basta all’abuso dei contratti a termine. L’apice dell’inefficienza si tocca con le cattedre di sostegno: ormai quelle in deroga, non utilizzabili per assunzioni a tempo indeterminato e mobilità, sono quasi 90mila. Cosa aspettiamo a specializzare con Tfa non selettivo in entrata tutti i docenti che lo chiedono, senza più limitare i loro ingressi sulla base delle esigenze degli atenei e non a quelle effettive dei territori? Cosa attendiamo a spostare in organico di diritto tutti i posti di sostegno, facendo cadere la Legge 128/2013 che autorizza le deroghe fino al 30 giugno? E che dire dell’esiguo numero di amministrativi, tecnici e ausiliari stabilizzati, dopo avere cancellato 50mila posti negli ultimi 12 anni? Anche per questi motivi, per il perdurare della supplentite, Anief chiede ai lavoratori in servizio di dieci regioni di scioperare domani e nei giorni successivi a tutti gli altri”, conclude Pacifico.

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Scuola: Organico Covid docenti e Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2021

Allungare dal 31 dicembre alla fine dell’anno scolastico i contratti di supplenza degli oltre 40 mila docenti e Ata che rientrano nell’organico Covid. Ed utilizzare questo personale per lo sdoppiamento delle classi. Sono le richieste contenute nell’ordine del giorno approvato stamane dal Governo, su proposta dall’on. Vittoria Casa, presidente della Commissione Cultura alla Camera. Anief esprime apprezzamento per la posizione presa dal Governo sull’iniziativa dell’on. Vittoria Casa: il sindacato ha infatti chiesto da tempo i motivi della limitazione fino al 30 dicembre prossimo dei contratti dei docenti e Ata Covid, prevista dal Decreto Legge 73/2021, il Sostegni bis convertito in Legge 23 luglio 2021, n. 106, con “Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali”. Rimane tuttavia da comprendere come si possano sdoppiare oltre l’80% delle 366mila classi italiane con soli 20mila insegnanti aggiuntivi. Dispensa soddisfazione l’on. grillina Vittoria Casa, dopo il via libera da parte del Governo Draghi sull’Ordine del giorno riguardante l’organico Covid. “Ad oggi l’utilizzo di personale aggiuntivo è previsto fino al 31 dicembre – ha commentato la stessa deputata pentastellata – ed è finalizzato al solo recupero degli apprendimenti. Occorre dunque garantire l’organico necessario fino alla fine dell’anno scolastico e usarlo per lo sdoppiamento delle classi là dove è opportuno”. L’approvazione del testo, ha detto ancora l’on. Vittoria Casa cade “a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico” e vuole quindi “essere anche un segnale di stabilità e serenità per tutto il mondo scolastico”, conclude Vittoria Casa. Anief apprezza senz’altro l’iniziativa politica avviata oggi a Montecitorio, ma rimane convinta che occorra passare ai fatti con estrema celerità. E che bisogna andare molto oltre. “Va benissimo allungare i contratti dei lavoratori Covid, che andrebbero assorbiti nell’organico di diritto, ma nello stesso tempo – dice Marcello Pacifico, presidente Anief – diventa sempre più fondamentale aumentare il distanziamento sociale, adottando quanto previsto dal 1975, quindi 1,80-1,90 metri quadrati ad alunno, così come plessi scolastici, aule ed organici. Tutto questo non è stato fatto, considerando che sono state pure confermate le classi pollaio con più di 28 alunni. Di questo passo, il ritorno in quarantena e alla dad è scontato”.

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Scuola: Supplenze docenti, oltre 100mila ancora da fare

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2021

Procede con diversi problemi l’iter di assegnazione delle cattedre senza docente titolare. “Da un lato – scrive oggi Orizzonte Scuola – bisogna distinguere, necessariamente, gli errori nella compilazione della domanda e le circostanze alle quali non si era riflettuto, dei quali gli aspiranti stanno prendendo effettuare un controllo puntuale della propria posizione e al contempo garantire la trasparenza delle operazioni consapevolezza solo in questi giorni (ad es. la precedenza dei docenti con riserva legge 68/99, la precedenza nella scelta della sede per legge 104, l’aver rinunciato alle cattedre orario esterno per flag non inserito, la scelta di richiedere lo spezzone per singola scuola e non come ultima opzione dopo la ricerca di incarichi ad orario intero) da quelli che sono stati veri e propri errori di sistema e che in più di una provincia hanno portato alla ripubblicazione degli elenchi o alla sua sospensione in attesa di verifica”.Sempre la stampa specializzata si dice consapevole che il “caos” c’è in tutte le province e che gli uffici sono al lavoro per le dovute verifiche. Se l’Ufficio Scolastico di Torino ha compiuto a campione non ravvisando errori nella attribuzione delle nomine – anche se questo naturalmente non vuol dire che ogni aspirante non debba avere la possibilità di capire i motivi dell’eventuale assenza di nomina, e di segnalare quelli che secondo lui sono gli errori che hanno inficiato le nomine – non c’è ancora nessuna risposta invece per Roma: i sindacalisti hanno richiesto un incontro presso l’ufficio scolastico per chiarire la situazione. A Bari i risultati delle verifiche saranno comunicati entro oggi 8 settembre A Napoli i bollettini corretti sono stati pubblicati ieri 7 settembre. A Reggio Calabria si attende risposta sui bollettini annullati il 4 settembre. Anief conferma che diversi Uffici scolastici per loro stessa ammissione hanno bloccato o rallentato le nomine annuali, fino al 31 agosto o al 30 giugno 2022, per il rifacimento ancora non completato delle Gps. In alcune province le convocazioni hanno ripreso solo in queste ore. E per la copertura dei posti del personale Ata, amministrativi, tecnici e ausiliari, siamo ancora più in alto mare.

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Scuola: Stipendi docenti e Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2021

Stipendi docenti e Ata, blocco del contratto e inflazione li hanno divorati: per Marcello Pacifico (Anief) servono 300 euro a dipendente. Gli stipendi del personale docente e Ata della scuola sono così modesti che servirebbero aumenti molti più consistenti dei 150 euro lordi di cui si parla in questi giorni. A dirlo è Marcello Pacifico, dopo l’incontro tra i dirigenti del Ministero dell’Istruzione e i sindacati rappresentati sull’Atto indirizzo da presentare all’Aran in vista del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del triennio 2019/2021. “Bisogna intervenire non con aumenti di 200 euro, che riteniamo il minimo indispensabile – ha detto Pacifico all’agenzia Teleborsa ricordando che è questo uno dei motivi che hanno portato allo sciopero del sindacato nel primo giorno delle lezioni -, e con incrementi che portino anche al recupero dei sette punti percentuali del costo della vita che ancora mancano negli stipendi. Stiamo parlando di aumenti di almeno 300 euro netti per colmare questo gap”. Durante l’incontro con l’amministrazione, “abbiamo affrontato col Ministro dei punti specifici, anzitutto il problema di un salario minimo che porti al recupero degli stipendi rispetto al costo della vita. Ricordiamoci che tra il 2009 e il 2015 gli stipendi sono stati bloccati e che un anno, il 2013, ancora oggi non vale nella ricostruzione di carriera”. Con il blocco perdurante del contratto del comparto Scuola, il gap sui compensi del nostro personale scolastico continua a essere sempre più impietoso. “Gli stipendi – ha ribadito il leader dell’Anief – devono comunque essere collegati a quelli conferiti in Europa, perché non possiamo essere gli ultimi rispetto alla media europea e devono contenere specifiche indennità” a partire “dall’indennità di rischio biologico, perché per insegnare in presenza al tempo del Covid occorre dare un’indennità di rischio al personale della scuola, oltre che al personale sanitario e medico. C’è poi un’indennità di sede, cioè una indennità di trasferta che – ha sottolineato il leader del giovane sindacato – dovrebbe essere pagata a tutti coloro che vengono trasferiti o prendono servizio in un posto diverso dalla propria residenza. Esiste, ancora, una indennità di incarico” non assegnata, “perché se sono un precario non devo poi fare ricorso per andare in Cassazione a farmi riconoscere quella indennità che i Tribunali mi riconoscono poiché ho avuto più di tre anni di contratti a tempo determinato nel sistema nazionale di istruzione”.

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Giovani, partecipazione e abbandono scolastico

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2021

La pandemia ha reso ancora più bassa la partecipazione degli studenti nei luoghi di confronto della scuola superiore. Già prima dell’emergenza Covid19 per un alunno su due le assemblee di istituto e di classe si tenevano solo poche volte l’anno o mai, mentre le assemblee di classe vedevano la partecipazione attiva di 6 studenti su 10, e solo 4 su 10 partecipavano con interesse a quelle di istituto. Con lo scoppio della pandemia e l’avvio della DAD, il dato diventa ancora più preoccupante: solo per un quinto si sono svolte assemblee di classe e di istituto online come prima. È il quadro che emerge dall’indagine “Gli studenti e la partecipazione” svolta su circa 800 studenti delle superiori nella fascia d’età 14-19 anni, condotta da Ipsos per ActionAid, in collaborazione con Unione degli Studenti. La ricerca ha fotografato le opinioni delle ragazze e dei ragazzi adolescenti alla vigilia del secondo rientro in classe dall’inizio della pandemia e in vista del PNRR, per verificare il valore della partecipazione degli studenti alla governance scolastica, delle collaborazioni con il terzo settore, e delle sfide dell’istruzione in Italia secondo lo sguardo dei protagonisti.I dati Ipsos: come è cambiata la scuola con la pandemia. Dall’indagine risulta che la scuola è un luogo di crescita personale, al di là dell’apprendimento nozionistico, per quasi 8 studenti su 10; sono il 60% degli intervistati a pensare che la scuola li aiuti a sviluppare fiducia in sé stessi. A mostrare un più forte interesse e partecipazione sono le ragazze, inoltre gli studenti al Sud hanno una maggiore frequenza delle assemblee sia di classe che di istituto. Tra coloro che hanno un buon rendimento scolastico cresce la partecipazione e l’interesse. Le differenze sono notevoli anche tra chi frequenta il Liceo e gli istituti professionali, dove si registra minore partecipazione. Per la grande maggioranza degli intervistati (7 su 10) la pandemia ha dato un duro colpo alla socialità e le conseguenze negative dureranno nel tempo, per il 40% ci saranno risvolti negativi anche sulla partecipazione degli studenti ad attività extrascolastiche. Tuttavia, una quota considerevole tra gli alunni (4 su 10) pensa che la pandemia sia un potenziale motore dell’attivismo giovanile.Gli studenti hanno chiaro quali debbano essere le priorità degli investimenti per la propria scuola: con lo stesso ordine di importanza è necessario investire in dotazioni tecnologiche per la didattica e connettività e messa in sicurezza gli edifici, formare docenti con metodi più efficaci di insegnamento e sistemi di valutazione innovativi e partecipati, in attività extrascolastiche (laboratori, esperienze pratiche) e progetti proposti dagli studenti stessi.“Come si vede dal sondaggio, i giovani esprimono idee attente e precise sui bisogni della scuola. Per questo i progetti che arriveranno nelle scuole grazie al PNRR chiediamo che siano a lungo termine e senza discriminazioni territoriali, per realizzare davvero la scuola come luogo inclusivo di sapere, di conoscenza e di esperienza, centro propulsore di una comunità: investire sulla riqualificazione strutturale degli istituti scolastici per trasformarli in luoghi di apprendimento sicuri, ma anche inclusivi, flessibili e aperti all’incontro con la comunità locale. Una cura particolare dovrà essere messa nella destinazione degli investimenti più ingenti, co-costruendoli con chi la scuola la fa: ad esempio, l’investimento nella scuola 4.0 dovrà non solo “digitalizzare” la scuola ma trasformarla secondo le esigenze reali degli studenti” spiega Katia Scannavini.PNRR e scuola, come combattere le diseguaglianze? Secondo ActionAid, i singoli investimenti e le riforme specifiche proposte nel PNRR vanno inserite in un disegno organico che abbia effetti concreti e duraturi nella diminuzione del fallimento formativo e della dispersione. Di fondamentale importanza sarà promuovere la reale costruzione di comunità scolastiche, tramite dei patti educativi sostenibili e formalmente riconosciuti, che prendano in carico i bisogni dei ragazzi e delle ragazze nell’arco di tutti gli anni di crescita. Nell’attuazione dei progetti del Piano sarà necessario un maggiore protagonismo degli enti locali al fianco delle scuole, insieme ad azioni di sostegno mirate per le famiglie e collaborazioni continuative con associazioni del terzo settore per interventi organici di contrasto alle diseguaglianze con programmi ad alta densità educativa. Dall’indagine sugli studenti emerge infatti che solo 4 su 10 frequentano una scuola che ha creato collaborazioni con enti del terzo settore. Più di 6 studenti su 10 non partecipa ad attività o corsi di questo tipo, o perché non ci sono o perché la scuola non è in grado di coinvolgere a sufficienza gli studenti. Ma tra coloro che sono coinvolti, quasi 8 su 10 ne ha tratto benefici e 7 su 10 sono molto interessati.A fare la differenza per il futuro della scuola saranno, quindi, le misure di supporto ai ragazzi e alle ragazze più fragili da un punto di vista socio-economico e a rischio dispersione scolastica, come ad esempio l’individuazione di figure professionali dei servizi sociali che in continuo dialogo tra istituzione scolastica, minori e famiglie, enti del terzo settore prendano in carico in modo integrato le persone a rischio. Come dimostrato dai progetti sul campo, quando si dedica tempo ed energie a ragazzi e ragazze in difficoltà, i risultati sono evidenti e costituiscono il vero antidoto alla crescita dell’esclusione e della disuguaglianza. Un impegno che ActionAid porta avanti insieme a più di 24.000 bambini e bambine, studenti e giovani a livello nazionale ed europeo, in più di 300 istituti scolastici.

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857mila insegnanti in cattedra a inizio lezioni: ne mancano duecentomila

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

Il ministro Bianchi: 857mila insegnanti in cattedra a inizio lezioni, mai successo. Anief: ne mancano ancora 200 mila, comunque, avveniva fino a dieci anni prima della messa ad esaurimento delle ex graduatorie permanenti e dello spostamento delle operazione di immissioni in ruolo al 31 agosto “Il dato invece su cui riflettere è perché più della metà dei posti autorizzati per assumere gli inseganti è andato ancora una volta a vuoto”, rincalza il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, a dispetto delle assunzioni autorizzate dalla sola prima fascia delle GPS con tre anni di servizio nella sola scuola statale contro il parere del sindacato e di un ennesimo concorso straordinario. Ora l’Europa ci chiede grazie anche al reclamo presentato da Anief e accolto dal Comitato europeo dei diritti sociali nuove 70 mila immissioni in ruolo con il PNRR. Unica soluzione, assumere dal doppio canale di reclutamento con le GPS da prima e seconda fascia senza limiti. Sul sostegno, ancora 50 mila cattedre saranno assegnate a personale non specializzato in deroga oltre alle altrettante già date in supplenza a dispetto delle 15 mila immissioni in ruolo realizzate per colpa dell’offerta formativa degli Atenei nei corsi TFA non orientata al reale fabbisogno.

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Amazon.it: “Un click per la Scuola”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2021

Amazon.it conferma anche per quest’anno il proprio impegno a supporto del mondo della didattica italiana lanciando la terza edizione dell’iniziativa Un click per la Scuola, dedicata alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e di secondo grado sul territorio nazionale. Durante le due edizioni precedenti, Amazon ha donato 5,9 milioni di Euro sotto forma di credito virtuale a più di 28.800 scuole aderenti, che hanno potuto scegliere tra oltre 1.000 prodotti necessari a studenti e docenti, come attrezzature elettroniche, cancelleria, articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, complementi d’arredo, accessori e molto altro ancora.“Quest’anno più che mai siamo felici di supportare le scuole italiane proprio nel momento in cui si stanno preparando e attrezzando per vivere una nuova normalità” afferma Giorgio Busnelli, Direttore delle Categorie Largo Consumo di Amazon per Italia e Spagna. “L’attenzione che Amazon rivolge a studenti e docenti è costante e, grazie al fondamentale contributo dei nostri clienti – ai quali offriamo, anche quest’anno, l’opportunità di sostenere un istituto a scelta attraverso i loro acquisti – possiamo continuare a fornire loro i giusti strumenti per affrontare nel migliore dei modi lo studio e la didattica, in presenza così come a distanza. In questa direzione va anche il nostro Amazon Digital Lab che, con la sua proposta di contenuti innovativi, si rivelerà ancora una volta una risorsa preziosa e anche divertente per l’apprendimento. Questa iniziativa è per noi motivo di orgoglio perché ci permette, al tempo stesso, di continuare a sostenere anche le piccole e medie imprese italiane che vendono i loro prodotti attraverso il marketplace di Amazon”.Grazie a questa iniziativa, i clienti possono scegliere la scuola che desiderano supportare sul sito http://www.unclickperlascuola.it e poi procedere con i propri acquisti su Amazon.it. Amazon donerà, sotto forma di credito virtuale, una percentuale degli acquisti idonei effettuati dai clienti su Amazon.it alle scuole selezionate e che hanno aderito all’Iniziativa. In questo modo, le scuole selezionate potranno utilizzare il credito virtuale donato da Amazon su un catalogo di oltre 1.000 prodotti fisici utili alle attività didattiche, venduti e spediti da Amazon.Anche durante questa terza edizione, Amazon.it supporta le piccole e medie imprese italiane: la selezione degli acquisti idonei include infatti tutti i prodotti resi disponibili dai partner di vendita, tra cui oltre 18.000 piccole e medie imprese italiane, incluse le eccellenze del Made in Italy.Sul sito http://www.unclickperlascuola.it è possibile accedere all’Amazon Digital Lab, uno spazio digitale unico dove studenti e insegnanti possono visualizzare e utilizzare i numerosi contenuti disponibili – fra i quali una selezione di risorse digitali come video tutorial, audiolibri e podcast Audible – e un kit dedicato al coding.

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Per gli insegnanti un programma di lezioni online e strumenti digitali a tema sostenibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2021

Con l’avvio dell’anno scolastico 2021/2022 e la riapertura degli istituti nel rispetto delle misure anti-contagio, Leroy Merlin consolida il proprio impegno per la scuola con nuovi progetti rivolti a insegnanti e studenti dedicati al tema della sostenibilità e dell’inclusione. L’azienda multispecialista leader nel miglioramento della rafforza la partnership con CivicaMente, attraverso la piattaforma Educazione. Digitale.it, con nuove attività pensate per rispondere anche alle esigenze con cui il mondo della scuola si è misurato durante la pandemia, in primis la didattica a distanza. A conferma della più ampia strategia di Leroy Merlin votata alla “generatività sociale”, che si pone come obiettivo la creazione di valore condiviso aggiuntivo a beneficio delle comunità e dei territori, l’azienda ha supportato la realizzazione di “Che bello essere unici!”, un nuovo strumento educativo focalizzato sul tema dell’inclusione e pensato per i bambini dai 4 ai 7 anni. Una chiocciolina, simbolo della generatività, accompagnerà i piccoli studenti attraverso contenuti e attività, consentendo loro di familiarizzare con alcune situazioni in cui si verificano discriminazioni di genere, etnia e disabilità e aiutandoli a comprendere come le diversità rappresentino, in realtà, un valore aggiunto alla collettività. Anche l’offerta formativa di Leroy Merlin valida ai fini di PCTO (Percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento) si arricchisce del nuovo modulo formativo “Economia Civile”, realizzato con la collaborazione di Next Nuova Economia per Tutti. Il programma si pone l’obiettivo di stimolare una riflessione sulla possibilità effettiva di tradurre gli obiettivi di sostenibilità in un modello economico alternativo a quello basato unicamente sul profitto, che possa generare valore ed essere orientato al raggiungimento del benessere collettivo. Il modulo prevede una prima parte di formazione in e-learning articolata in 10 unità che includono videolezioni, approfondimenti teorici e pratici, e un project work che vedrà gli studenti impegnati nell’individuare un problema del territorio e nell’ideare una soluzione innovativa da realizzare attraverso un business model canvas. Ad affiancare questa nuova proposta ci sarà anche “Sportello Energia”, il percorso didattico focalizzato sul tema del risparmio energetico che nell’anno scolastico 2020/2021 ha visto coinvolti oltre 4.600 docenti (rispetto ai 309 dell’anno precedente) e più di 60 mila studenti iscritti, di cui oltre la metà ha concluso l’attività con successo (rispetto ai 1.615 dell’anno precedente). Con oltre 4 mila insegnanti e circa 138 mila studenti coinvolti dal 2014, il percorso di educazione ambientale “Gli AmicoEco” rappresenta il fiore all’occhiello dei progetti per la scuola firmati Leroy Merlin. L’anno scolastico 2020/2021 ha visto triplicare i partecipanti, con oltre 1.500 docenti iscritti, di cui 1.300 nuovi utenti, e più di 1.200 alunni, per un totale di circa 3.300 strumenti scaricati (+124% rispetto al corso precedente). Sono diversi i percorsi che i docenti potranno affrontare con le proprie classi, sia in aula sia a distanza, a partire dalle quattro lezioni pronte sul tema “Clima ed energia” (due per la scuola primaria e due per la secondaria di I grado), fruibili tramite il servizio di Educazione Digitale “Classi Virtuali”. Gli insegnanti potranno sia avviare un processo di conoscenza attraverso risorse pronte all’uso come test, video e momenti di verifica monitorabili live, sia interagire attraverso chat e webinar. Il percorso “Gli AmicoEco”, inoltre, prevede strumenti digitali e kit didattici interattivi dedicati ai temi “Sostenibilità ambientale e consumo consapevole”, “La casa sana e sicura”, “Economia civile” e “Plastica”, grazie ai quali docenti e alunni potranno riflettere e confrontarsi sugli spunti emersi sia in aula sia da remoto.

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Scuola: Per il ministro dell’Istruzione grazie ai concorsi non ci sono più precari e tutti i posti sono coperti

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2021

Al di là dei buoni propositi del ministro dell’Istruzione sul nuovo reclutamento tra docenti e Ata, la verità sulle immissioni in ruolo è che gli uffici scolastici sono ancora al lavoro soprattutto sul concorso STEM e comunque in generale per gestire le surroghe. La rivista Orizzonte Scuola, proprio oggi ha fatto il punto della situazione sulle procedure ancora da svolgere. C’è da fare, innanzitutto, il concorso ordinario infanzia e primaria: bandito con Decreto n. 498 del 21 aprile 2020 per 12.863 posti, le domande di partecipazione sono state presentate entro il 31 luglio 2020 ma le prove non sono mai state svolte. In conseguenza del DL Brunetta e DL Decreto Sostegni bis le modalità di prove saranno semplificate (niente preselettiva, solo una prova scritta, più prova orale, più valutazione titoli). C’è poi da svolgere il concorso ordinario secondaria I e II grado, bandito con Decreto Ministeriale n. 201 del 20 aprile 2020. Le domande sono state presentate entro il 31 luglio 2020. Le commissioni stanno ultimando la procedura semplificata (solo prova scritta e orale) per le classi di concorso A20 Fisica, A26 Matematica, A27 Matematica e fisica, A28 matematica e Scienze, A41 Scienze e tecnologie informatiche. In prospettiva, si dovrebbe organizzare anche il nuovo concorso STEM: si tratta sempre del concorso ordinario. Per le classi di concorso che nel mese di luglio/agosto hanno già svolto il concorso, ci sarà una nuova procedura (con nuove iscrizioni). Come è attesissimo un nuovo concorso straordinario: previsto dal Decreto Sostegni bis per i posti che rimarranno vacanti dopo le immissioni in ruolo (fase ordinaria e straordinaria da GPS) per l’anno scolastico 2021/22. Quindi non si sa ancora per quali classi di concorso. Riservato a docenti con tre annualità di servizio negli ultimi cinque, prevede una prova disciplinare e per chi la supera un percorso con prova finale e assunzione a tempo indeterminato dal 2022/23. Il concorso dovrà essere avviato entro il 31 dicembre 2021. Il Ministro Bianchi ha parlato di 60.000 posti per i concorsi: considerato che il concorso infanzia e primaria è stato bandito per 12.863 posti e quello della secondaria per 33.000 (da scorporare i 6.900 posti già assegnati per STEM, da ricalcolare) il resto potrebbe essere attribuito con il nuovo concorso straordinario. Sullo sfondo, inoltre, c’è anche la procedura straordinaria per l’abilitazione: bandita con Decreto Dipartimentale n. 497 del 21 aprile 2020, la selezione era stata avviata oltre un anno fa, con le domande presentate entro il 15 luglio 2020, le prove mai svolte finora. La modalità della procedura straordinaria per l’abilitazione nella scuola secondaria di I e II grado consiste in una prova scritta computer based composta da 60 quesiti a risposta multipla della durata di 60 minuti (fermi restando eventuali tempi aggiuntivi per candidati di cui all’art. 20 della legge 104/92). A questo proposito, rimane un mistero capire per quale motivo non siano state previste nuove iscrizioni per accedere ai concorsi già banditi? Tranne per le classi di concorso che attengono alla procedura STEM già bandita in estate (A020, A026, A027, A028, A041), in nessuno caso l’amministrazione sembra volere dare seguito a questa richiesta. Eppure, le regole sono cambiate e anche i posti a bando. La logica dice che cambiando le modalità, debba essere data la possibilità a tutti di partecipare. Anief su questo è convinta e pronta a portare la questione in tribunale.

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Scuola: Si riparte con 14mila classi pollaio

Posted by fidest press agency su martedì, 7 settembre 2021

Sulle classi con un alto numero di iscritti, il ministero dell’Istruzione minimizza: sostiene che il tema delle classi “pollaio” è sul tavolo del ministro Patrizio Bianchi già da febbraio e che alla denatalità non ha fatto seguito il taglio dei posti in organico docente. Tuttavia, dal dossier risultano numeri impressionanti: sono 382mila gli alunni e quasi 25mila i loro insegnanti che nell’anno della pandemia sono stati assegnati nelle 13.761 classi over26 dei diversi ordini di scuola. In particolare, nella secondaria di II grado all’inizio dell’anno scolastico 2020-21 ben 587 istituti si sono trovati nella condizione di dover gestire una o più classi da 27 e più studenti per un totale di 9.974 classi ipernumerose. Alcune hanno numeri elevatissimi: tra prime e seconde classi uniche delle superiori, nel 2020-21 sono state formate 13 classi con ben 40 studenti e 75 classi con un numero di studenti che va tra 31 e 39.Il sindacato Anief crede che la soluzione, a questo punto, passi per i finanziamenti del Pnrr: “Bisogna utilizzare un terzo di quelli destinati a Scuola e Università – commenta Marcello Pacifico, leader dell’Anief – agendo così sulle strutture scolastiche, ripristinando quelle destituite seguito del dimensionamento avviato nel 2008-2009, sugli organici, andando a rinfoltire quelli dei docenti di 200 mila nuove unità e pure del personale Ata, a cui sono stati sottratti 50 mila posti. Tutto personale che in tempo di pandemia sarebbe stato davvero utile, tanto che il Governo per sopperire al problema ha dovuto introdurre l’organico Covid, peraltro quest’anno tagliato di 33 mila posti e con durata limitata sino a fine 2021”.“Ripartire in queste condizioni, con diverse migliaia di classi numerose e l’80 per cento non compatibili con una didattica di qualità, il distanziamento che garantisce la tutela della salute, significa avere perso in partenza: in queste condizioni, in autunno ci ritroveremo con un rischio contagio altissimo nelle classi, una didattica che arranca e la minaccia concreta per tanti di tornare alla dad”, conclude il presidente del giovane sindacato.

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La scuola in presenza: una rinnovata esperienza di normalità

Posted by fidest press agency su martedì, 7 settembre 2021

Carissimi giovani, la scuola riparte. E’ un dato di fatto. Bando alla nostalgia per il tempo delle vacanze: è ora di ripartire e di impegnarsi. E alla grande! Negli ultimi 19 mesi di lockdown in tanti sono scesi in campo per voi. Negli ultimi mesi, ancora più alacremente, tutti abbiamo lavorato, perché lo slogan “scuola in presenza” non rimanesse solo uno slogan ma divenisse una realtà. Noi adulti abbiamo rinnovato la consapevolezza che la scuola è il luogo del sapere, il luogo dove gli studenti sviluppano la capacità di riflettere. A scuola non si imparano nozioni, ma si apprende ad argomentare, a vivere in una necessaria dimensione relazionale. Ecco che, allora, si ritorna a puntare la sveglia, a preparare lo zaino, i libri, a spuntare le materie del giorno, ritorna l’emozione di una interrogazione, di una verifica impegnativa. Si ritorna alla normalità. Carissimi giovani, penso a voi e vorrei che viveste l’emozione dell’inizio di un nuovo anno scolastico, con tutte le attese che ognuno di noi porta nel cuore. A tutti e a ciascuno: buon anno, nella gioia di apprendere contenuti sodi, nel desiderio di intessere relazioni sane! Ecco il cuore dell’educazione… In una buona scuola pubblica, statale o paritaria! Un augurio esteso a tutti i docenti che sono alle prese con le riunioni, i Collegi, i Dipartimenti: non sterile burocrazia, ma incontri di persone unite dal desiderio di pensare, di progettare, di ideare percorsi di apprendimento rivolti ai giovani che saranno loro affidati nelle classi, in uno scambio intergenerazionale di cultura e di valori. Un pensiero va ai genitori, nella consapevolezza che la responsabilità educativa, per essere esercitata, ha bisogno di libertà. Ma è sempre responsabilità: quindi domanda adulti dalla volontà formata e solida. Quanto bisogno abbiamo di adulti veramente tali! Mi auguro che la ripartenza della scuola sia per tutti un appello per una scuola più giusta e più equa: questo dipenderà dalla nostra capacità di chiedere il completamento del percorso “autonomia, parità e libertà di scelta educativa”. I cittadini si riscoprono così più liberi, perché si riscopre un valore: il senso civico, al servizio del bene di tutti. Un valore, quello del senso civico, che solo la scuola in presenza può contribuire a farlo diventare realtà di tutti i giorni. In questi tempi di ripartenza, mi ritorna spesso alla mente quel brano del Vangelo in cui Gesù invita i discepoli affaticati, dopo gli affanni di una pesca infruttuosa, a gettare nuovamente le reti. Pietro, nella cui umanità ciascuno di noi si può riflettere, seppur anche lui allo stremo delle forze, risponde al Maestro: “Per totam noctem laborantes nihil cepimus; in verbo autem tuo laxabo retia”. Ecco, tutti noi abbiamo faticato a lungo: ora è il tempo di gettare le reti in mare e raccogliere una pesca abbondante fatta di cultura, impegno, buona volontà, desiderio di essere utili alla società. Auguri, dunque, di buon anno scolastico! Suor Anna Monia Alfieri.

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Scuola: serve un cambio di passo

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2021

Per la scuola in presenza e in sicurezza diventa imprescindibile revisionare gli organici del personale scolastico, ripristinare i plessi scolastici cancellati e ridurre il rapporto alunni-docenti: a sostenerlo sono stati Cisal e Anief, ribadendolo oggi con i vertici del Ministero dell’Ufficio di Gabinetto durante l’incontro sul “Patto per la scuola. Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. Le delegazioni sindacali erano composte da Andrea Messina e Giovanni Portuesi per Cisal e da Chiara Cozzetto e Daniela Rosano per Anief, oltre a Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal. Secondo Anief-Cisal, il piano complessivo da attuare, utilizzando i preziosi e massicci fondi del Pnrr, è presto fatto: ripristinare insegnamento per moduli per infanzia e primaria; estendere obbligo scolastico fascia 5/18 anni; ripristinare il doppio canale di reclutamento con assunzione dalla prima e seconda fascia GPS senza limitazione; sdoppiare le classi e aumentare sedi e gli organici del personale docente e ata a partire dai profili professionali Ata mai attivati; mettere in sicurezza le classi con una sostanziale diminuzione del rapporto alunni/docenti; eliminare i vincoli per i trasferimenti del personale e agevolare i passaggi di ruolo; ripristinare il Fun tagliato negli ultimi dieci anni; estendere la card a tutto il personale anche precario, educativo ed amministrativo con la formazione durante l’orario di servizio.

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Al via il concorso per giovani traduttori dell’UE!

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2021

Le scuole secondarie di tutti i paesi dell’UE possono ora iniziare a iscriversi a Juvenes Translatores, il concorso annuale di traduzione della Commissione europea. Le scuole secondarie di tutti i paesi dell’UE possono ora iniziare a iscriversi a Juvenes Translatores, il concorso annuale di traduzione della Commissione europea. Dalle ore 12.00 del 2 settembre, le scuole potranno iscriversi online per consentire ai propri studenti di competere con i coetanei degli altri paesi dell’Unione. Il tema dei testi che i ragazzi tradurranno quest’anno è “In partenza… verso un futuro più verde”. Johannes Hahn, Commissario per il Bilancio e l’amministrazione, ha dichiarato: “L’obiettivo del concorso è incoraggiare i giovani a considerare la carriera di traduttore e, in generale, promuovere l’apprendimento delle lingue. Il tema è in linea con una delle priorità politiche più importanti dell’UE, il Green Deal europeo, che riguarda da vicino i giovani. Oltre ad affrontare questo tema interessante, l’obiettivo del concorso è riunire giovani di diversi paesi appassionati di lingue, incoraggiandoli e aiutandoli a superare le barriere tra le persone e le culture. La capacità di comunicare con gli altri e di comprendersi a vicenda, indipendentemente dalle differenze, è fondamentale affinché l’UE possa prosperare.” I partecipanti potranno scegliere da quale a quale delle 24 lingue ufficiali dell’UE desiderano tradurre (le combinazioni linguistiche possibili sono 552). Nell’edizione dello scorso anno gli studenti hanno scelto ben 150 combinazioni linguistiche diverse.L’iscrizione delle scuole – che costituisce la prima parte della procedura in due fasi – è aperta fino alle ore 12.00 del 20 ottobre 2021. Per iscrivere la scuola, gli insegnanti possono usare una delle 24 lingue ufficiali dell’UE.La Commissione europea inviterà 705 scuole a partecipare alla fase successiva. Il numero delle scuole partecipanti di ciascun paese corrisponde al numero di seggi del paese al Parlamento europeo. La procedura di selezione delle scuole è automatizzata e casuale. Le scuole selezionate sceglieranno un massimo di 5 studenti che parteciperanno al concorso. Gli studenti possono essere di qualsiasi nazionalità, ma devono essere nati nel 2004. Il concorso si svolgerà online il 25 novembre 2021 in tutte le scuole partecipanti.I vincitori, uno per paese, saranno annunciati all’inizio di febbraio 2022. Se la situazione lo consentirà, la premiazione avverrà nella primavera del 2022 nel corso di una cerimonia che si terrà a Bruxelles, dove i vincitori avranno anche la possibilità di incontrare i traduttori della Commissione europea e di saperne di più sul lavoro dei linguisti.

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Green pass e rispetto dei diritti dei lavoratori della scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2021

Il sindacato ha preparato una richiesta di informativa sindacale da indirizzare al dirigente scolastico, al medico competente e alle Rsu per assicurarsi che tutte le operazioni legate al green pass siano nel rispetto dei diritti dei lavoratori della scuola vista l’ordinanza della Cassazione Civile Ord. Sez. L Num. 22933/2021 del 16 agosto secondo cui “il requisito della nazionalità è lo svolgimento di un’effettiva azione sindacale su gran parte del territorio nazionale, che non necessariamente deve coincidere con la stipula di contratti collettivi di livello nazionale, senza che in proposito sia indispensabile che l’associazione faccia parte di una confederazione, né che sia maggiormente rappresentativa. Per il pubblico impiego contrattualizzato questa Corte ha altresì chiarito che il carattere «nazionale» dell’associazione sindacale legittimata all’azione ex art. 28 Stat. Lav. non può essere escluso per quelle organizzazioni sindacali cui l’Aran abbia riconosciuto la rappresentatività a livello nazionale ai sensi del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 43, comma 1”.Infatti, alla luce del DM del 18 dicembre 1975 che individua la superficie minima per studente all’interno delle aule didattiche in 1,85 m2 pro-capite e considerato che il protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di covid-19 a.s. prevede la gratuita somministrazione dei tamponi a tutto il personale scolastico, oltre alla responsabilità del dirigente scolastico quale datore di lavoro ai sensi degli artt. 17 e 18 del TU sulla Sicurezza D. Lgs. 81/2008, Anief chiede un’informazione urgente sui criteri della formazione delle classi durante lo svolgimento delle lezioni in presenza rispetto alla metratura del singole aule nonché sul rispetto dei parametri vigenti in materia di sicurezza, sulle misure di contenimento da rischio covid-19 in base al numero di individui contemporaneamente presenti nelle aule scolastiche, indicando per ciascuna anche aula la metratura e il numero di alunni per classe, sull’aggiornamento del DVR e conseguente effettuazione delle valutazioni del rischio biologico da agenti di cui all’art 268, c. 1 punto c) del TU sulla sicurezza coinvolgendo il RLS come convenuto al punto 1 nel protocollo d’intesa del 14 di agosto e sulle convenzioni attivate per la predisposizione dei tamponi gratuiti per tutto il personale scolastico. Inoltre Anief coglie l’occasione per richiamare il parere del garante sulla privacy in merito alla verifica e possesso della certificazione verde del personale scolastico, in particolare sulla necessità di richiedere tale certificazione giornalmente soltanto per le attività svolte in presenza senza alcuna discriminazione tra i dipendenti.

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Scuola: Ritorno in classe con il rischio focolaio

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2021

Continua la battaglia dell’Anief contro il Green Pass obbligatorio tra il personale della scuola e dell’Università, oltre che per gli studenti degli atenei. Secondo Marcello Pacifico, “la norma va disapplicata dai giudici: il ricorso d’urgenza è alla notifica – dice il sindacalista autonomo – sta per essere presentato al Tar Lazio”. Al ricorso hanno aderito già 3mila cittadini alla prima tranche dei ricorsi, ora ne stanno arrivando altri. “L’obiettivo del sindacato rimane quello di far disapplicare dal giudice il famoso articolo 9 ter del decreto 111 sull’obbligo del Green Pass tra il personale scolastico, universitario e tra gli studenti degli atenei. Una norma nata per far circolare i cittadini su territorio europeo e che invece in Italia ha trovato spazio per garantire la didattica in presenza”. Sempre a Italia Stampa, il presidente nazionale Anief ha ricordato che “con la Nota n. 1260, il ministero dell’Istruzione ha reso chiaro che da oggi i dirigenti scolastici non possono chiedere la certificazione relativa al Green Pass, né in presenza né a distanza o attraverso email. La certificazione è stata istituita per evitare assembramenti di persone che non sono vaccinate, al pari di chi non può stare al ristorante, prendere il treno o l’aereo”. Ecco perché Anief ha deciso di indire lo sciopero nazionale in occasione del primo giorno di scuola. Il giovane sindacato ricorda che è anche possibile visionare le FAQ predisposte sull’inizio dell’anno scolastico. È infine possibile aderire alla specifica petizione con la quale il sindacato chiede al Governo lo sdoppiamento delle classi e il raddoppio degli organici di docenti, amministrativi, tecnici e ausiliari.

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