Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 19

Archive for the ‘scuola/school’ Category

Scuola – Diplomati magistrale: 23 marzo grande manifestazione di protesta a Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 20 gennaio 2018

scuolaRoma. Dopo il deludente incontro al Ministero dell’Istruzione il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico ha incontrato il senatore Andrea Marcucci, per illustrargli i dettagli della proposta di decreto urgente utile a riaprire le Graduatorie ad Esaurimento: il testo presentato rappresenta la migliore soluzione condivisa per evitare che oltre 44mila maestri, con regolare abilitazione, si ritrovino non solo fuori dalle Graduatorie ad Esaurimento ma addirittura espulsi dalla scuola per via dell’applicazione della norma, introdotta con la Buona Scuola, che impedisce di conferire supplenze di lunga durata a tutto il personale precario che supera i 36 mesi di servizio anche non continuativo. Contestualmente, il leader del giovane sindacato si è rivolto al Capo dello Stato, affinché inviti il Governo a predisporre l’intervento legislativo immediato, proprio per evitare di assistere all’ingiusta espulsione giornaliera dei maestri e delle maestre dalle nostre scuole pubbliche.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Riaprire le GaE a questi docenti sarebbe un gesto di estrema sensibilità, perché decreterebbe la parola fine ad un contenzioso senza fine, mettendo la scuola nelle condizioni di funzionare al meglio. In caso contrario, si creerebbero seri problemi alla didattica di un altissimo numero di scuole dell’infanzia e primaria. Ma bisogna fare in fretta: per coloro che detengono un diploma magistrale, conseguito entro il 2002, occorre prevedere una graduale stabilizzazione. Il tutto va fatto prima dell’entrata in vigore del nuovo sistema di formazione e reclutamento previsto dalla Legge 107 del 2015, il quale, peraltro, sarà aperto anche al personale di ruolo mettendo in ‘concorrenza’ docenti con profili e curricula incompatibili. Confermiamo di volere avviare una vera e propria ‘guerriglia’ legale: prima di tutto perché le nostre istanze verranno prese in consegna da Bruxelles, dove si valuterà anche come denunciare lo Stato italiano rispetto all’Europa. A livello nazionale, confermiamo poi la volontà di bloccare molti scrutini del primo quadrimestre, previsti tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Inoltre, sciopereremo subito dopo l’insediamento del Parlamento. Infine, nel giorno di insediamento delle nuove Camere, è stato fissato un grande appuntamento in piazza, nella capitale, in modo da sensibilizzare il nuovo Esecutivo a trovare una soluzione immediata.

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Healthcare, Poverty, and Education are Closely Linked – How Do We Move Forward?

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 gennaio 2018

london-centralLondon. According to Dr. Charles (Chuck) Basch, author of Healthier Students Are Better Learners, health issues, which disproportionately plague low-income urban minority youth, play a major role in limiting students motivation and ability to learn.It is estimated that 800 million people are spending at least 10 percent of their household budget on out-of-pocket health care expenses, and nearly 100 million people are being pushed into extreme poverty each year due to health care costs. The United Nations Sustainable Development Goal 3 aims to achieve Universal Healthcare for all people by 2030.According to Kara Hanson, Professor of Health System Economics at the London School of Hygiene & Tropical Medicine, there are two main challenges for healthcare in low and middle-income countries. The first challenge is the “growing burden of non-communicable diseases.” Hansen says that “more than half of the disease burden in lower-middle income countries is due to non-communicable diseases, and even in the lowest income countries, non-communicable diseases are responsible for one-third of the disease burden.”The Millennial Bloggers can be found all around the world. They are innovators and are dedicated to education; their merit can be seen throughout their efforts to educate and lead.“There are so many challenges confronting humanity that we need to be deploying capital differently,” says Bonnie Chiu who argues that “impact investing is the key to funding universal access to healthcare.” A Columbia University study found that in 2008, the average doctor in the US earned $186,582, while in Canada, a country with higher healthcare satisfaction, the average doctor earns $125,000. “Broadening taxation and reducing spending would be ideal ways to balance the books,” says Jacob Navarette. “A truly modern health system needs to focus on enabling choice within itself,” notes James Kernochan.The Millennial Bloggers are Alusine Barrie, Sajia Darwish, James Kernochan, Kamna Kathuria, Jacob Deleon Navarrete, Reetta Heiskanen, Shay Wright, Isadora Baum, Wilson Carter III, Francisco Hernandez, Erin Farley, Dominique Alyssa Dryding, Harry Glass, Harmony Siganporia and Bonnie Chiu.CMRubinWorld launched in 2010 to explore what kind of education would prepare students to succeed in a rapidly changing globalized world. Its award-winning series, The Global Search for Education, is a celebrated trailblazer in the renaissance of the 21st century, and occupies a special place in the pulse of key issues facing every nation and the collective future of all children. It connects today’s top thought leaders with a diverse global audience of parents, students and educators. Its highly readable platform allows for discourse concerning our highest ideals and the sustainable solutions we must engineer to achieve them. C. M. Rubin has produced over 600 interviews and articles discussing an expansive array of topics under a singular vision: when it comes to the future of children, there is always more work to be done.

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Scuola: Rinnovo del contratto, più obblighi ma pochi soldi con gli stipendi che rimangono sotto l’inflazione. Perché firmare?

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

Marianna_MadiaA seguito dell’ultimo incontro tra Aran e sindacati rappresentativi è spuntata pure la possibile culpa in vigilando per docenti e Ata al di fuori dell’orario di servizio. La parte pubblica si pone in modo fermo sulla linea espressa la scorsa settimana, con una “stretta” sulle sanzioni e l’aggiunta di una serie di mansioni, oggi facoltative, tra quelle obbligatorie e quindi non più remunerabili. Una richiesta di fondo che la dice lunga sui pericoli che docenti e Ata andrebbero a correre qualora si dovessero approvare.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se un genitore non dà l’autorizzazione all’uscita autonoma dell’alunno e non viene a prenderlo all’uscito, il docente dell’ultima ora di lezione o il collaboratore scolastico dovrebbe rimanere a scuola fino all’indomani mattina? Ma scherziamo? Per non parlare delle nuove norme legislative che devono essere recepite nel contratto in termini di assenze, sanzioni disciplinari, organizzazione dell’orario di lavoro, organici dopo le riforme del pubblico impiego, prima Brunetta ora Madia, oltre alla stessa Renzi-Giannini sulla Buona scuola. E tutto per avere in cambio una pizza in più al mese: 40 euro nette dal nuovo anno quando il costo della vita è aumentato di 15 punti negli ultimi dieci anni del blocco. Per questi motivi il nostro sindacato invita i sindacati rappresentativi, in scadenza di mandato, a non sottoscrivere l’accordo e a rinnegare l’intesa del 30 novembre 2016. Per pochissimi euro lordi, da assegnare anche dal prossimo primo marzo, con arretrati ridicoli, si svendono diritti inviolabile su responsabilità, sanzioni, organizzazione dell’orario di lavoro. Siamo sempre più convinti che si tratti di una “polpetta avvelenata” che porta meno diritti, più mansioni, senza recuperare nemmeno l’aumento del costo della vita tutelato dalla Costituzione. Qui non c’entrano le elezioni RSU e la possibilità che l’Anief possa oltrepassare la soglia del 5% attraverso il rinnovo del prossimo mese di aprile. A queste condizioni, lo ripetiamo, il tavolo deve essere abbandonato. E magari confluire sul doppio sciopero Anief proclamato a fine mese e a febbraio.

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Contratto scuola: regole liberticide, aumento delle ore di lavoro e salario dignitoso negato per docenti e ATA

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cNuovo incontro all’Aran per il contratto scuola, l’amministrazione improvvisamente si è presentata con un testo di più di cento pagine, senza ancora una volta la possibilità di analizzarlo prima.
Siamo dinanzi all’ennesima forzatura dell’Aran su un contratto che è un campo minato per governo e concertativi. Aran che rivendica l’inserimento delle leggi Brunetta e Madia nei contratti, fornendo così un atto di indirizzo non scritto. “Abbiamo ribadito che daremo battaglia sul codice disciplinare e le sanzioni, ripresentati anche nella versione di oggi con tutte le assurdità già evidenziate precedentemente”, afferma Luigi Del Prete dell’esecutivo USB Scuola. “Siamo dinanzi ad un codice Rocco della scuola, con un preside-podestà che punisce i lavoratori per presunte negligenze lavorative, per l’espressione di opinioni non gradite dall’amministrazione e per scambi social con genitori ed alunni.Un contratto che aumenta i carichi di lavoro a parità di stipendio, che mette formazione e tutor dell’alternanza nella funzione docente, che non vede soldi aggiuntivi ma solo gli spiccioli già dati ai lavoratori delle funzioni centrali, con l’ammissione di una perequazione che durerà pochi mesi” conclude Del Prete. USB denuncerà in ogni luogo questo contratto liberticida che condanna la scuola ad essere una caserma, umiliando personale ATA e docenti con quattro soldi ed un controllo ossessivo ed oppressivo, mentre premia i presidi-sceriffi con aumenti di 400 euro. Aspettiamo Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda al varco di questo contratto, la loro sarà una firma che condannerà la scuola pubblica statale ad anni di oscurantismo e servilismo.

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Al-Sumait Prize for African Development Announces Opening of Nominations in Health Category for 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

Adnan Shihab-EldinKuwait City, Kuwait. Kuwait’s Al-Sumait Prize for African Development today called for nominations for its 2018 award in the Health category. Nominations for the prize need to be received by Al-Sumait’s Prize office no later than June 30, 2018.“Al-Sumait’s 2018 Prize in the Health Category is open to individuals and organizations delivering pioneering contributions to solving Health challenges in Africa,” said Dr. Adnan Shihab-Eldin, Director General of the Kuwait Foundation for the Advancement of Sciences (KFAS), which administers the prestigious prize.Dr. Adnan Shihab-Eldin said the aim of the 2018 prize is to recognize individuals or institutions who through their research projects or initiatives have made significant advancement within the field of Health that have produced seminal impact and tangible results in health-care systems on the continent, especially for the underprivileged.Key conditions for the prize include being able to demonstrate research work or projects that are innovative and have achieved high-impact in line with the international standards established for the prize.
“The winning Al-Sumait Prize Laureates of the last three years have demonstrated initiatives of paramount importance in promoting significant economic, social, human resources and infrastructure development in the African continent. We return to Health for 2018 and invite the Health and African Development community to nominate individuals or organizations who are furthering development in Health challengesHealth in Africa,” said Dr. Shihab-Eldin.Initiated in 2013 by the Amir of the State of Kuwait, His Highness Sheikh Sabah Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah, the Al-Sumait Prize for African Development is designed to reward innovative and inspiring initiatives and research by individuals and organizations that address the challenges facing the African continent. The award commemorates the legacy of Dr. Abdulrahman Al-Sumait, a Kuwait physician who dedicated his life to helping less fortunate individuals and communities in Africa to face the challenges of development in the continent.Kuwait’s Al-Sumait Prizes are a set of annual awards designed to honor significant advances in the fields of food security, health and education in Africa. Administered by the Kuwait Foundation for the Advancement of Sciences (KFAS) and a Board of Trustees, the awards celebrate the work and accomplishments of Dr. Abdulrahman Al-Sumait, a Kuwaiti physician who spent his lifetime helping the poor in Africa in the field of health and education. The objective of the prizes is to recognize best studies, scientific projects, applied research, and innovative initiatives that have a significant impact and lasting influence on advancing progress to economic and social development in Africa. http://www.alsumaitprize.org (photo: Adnan Shihab-Eldin, Health challenges)

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Scuola: È di oltre il 15% il tasso di precarietà nella scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneIl tasso di precarietà rilevabile dai dati pubblicati dalla Ragioneria Generale dello Stato per il 2014 era del 5,5%, mentre quello della scuola statale si attestava al 14,6%, quasi il triplo di quello degli altri comparti pubblici. Un tasso di precarietà, quello della scuola statale che, evidentemente, ha natura non congiunturale ma strutturale. Con l’emblema della “precarietà della scuola” che risiede proprio nel nodo irrisolto del “sostegno in deroga e degli spezzoni di cattedra”.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): un posto su tre sul sostegno rimane in deroga, non disponibile per le immissioni in ruolo a discapito della continuità didattica. E tutto ciò nonostante 200 mila posti siano stati cancellati negli ultimi dieci anni per via della riduzione del tempo scuola, del dimensionamento e del piano di razionalizzazione. Una maxi-manovra assurda che ha preso il via con la Legge Tremonti-Gelmini 133 del 2008 e che nessun governo successivo, nemmeno gli ultimi di sinistra, hanno saputo e voluto annullare. Anzi, sul sostegno agli alunni disabili si è riuscito a fare peggio, impostando, durante la gestione della Ministra Maria Chiara Carrozza, la copertura del 30% dei posti di sostegno liberi con supplenze al 30 giugno, dunque non disponibili per trasferimenti ed immissioni in ruolo. Il blocco, attuato ai giorni nostri, è il motivo per cui oggi abbiamo più di 40 mila posti di sostegno in deroga. E con effetti nefasti per la didattica e gli alunni con problemi di apprendimento. È una tendenza che con l’incremento di allievi disabili, confermato negli ultimi 20 anni, non potrà che acuire il problema. A meno che non si decida una vola per tutte, attraverso una apposita legge, di adeguare l’organico di fatto a quello di diritto, ovvero di disporre le assunzioni per ogni posto vacante e disponibile.

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Iscrizioni per l’anno solare di C.Re.S.Co.

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 gennaio 2018

assembleaBassano del Grappa (VI). Si sono aperte, con scadenza il 30 marzo, le iscrizioni per l’anno solare di C.Re.S.Co. coordinamento delle realtà della scena contemporanea. Il Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea nasce a Bassano del Grappa (VI) nel settembre 2010, dopo un anno di lavoro da parte di un gruppo di operatori provenienti da ogni parte di Italia. Dal manifesto fondativo: “Siamo realtà che lavorano nella produzione e nella diffusione della scena contemporanea. Siamo compagnie di produzione, sale, teatri, residenze, festival, rassegne, artisti, critici e operatori dello spettacolo dal vivo diffusi e attivi su tutto il territorio nazionale”. Dopo 7 anni di lavoro in cui il coordinamento si è posto come interlocutore propositivo presso le istituzioni nazionali (MIBACT) e regionali, facendosi portavoce di istanze collettive – si segnala in particolare il contributo fornito per la nuova legge dello spettacolo dal vivo – il 16 dicembre 2017 C.Re.S.Co ha ottenuto il Premio speciale UBU 2017 “per la sua funzione di osservatorio critico sulle politiche teatrali del nostro Paese e di “pensatoio” intorno alle questioni teoriche suscitate dalla scena contemporanea, oltre che di propulsore di iniziative finalizzate a una più viva presenza delle differenti realtà artistiche nel contesto socio-politico-culturale italiano”.
Gli oltre 100 soci del coordinamento – artisti, professionisti, strutture e festival che utilizzano i nuovi linguaggi della scena – si suddividono in tavoli tematici – Idee, Finanziamenti, Etico, Internazionale, Formazione, Fondi Strutturali – gestiti ciascuno da un coordinatore, attivi durante tutto l’anno nell’elaborazione teorica e in azioni pratiche utili al raggiungimento degli scopi del Coordinamento. Il lavoro si svolge prevalentemente via skype, in modo da poter essere seguito facilmente dalle proprie sedi di lavoro e residenza.
Fra i progetti previsti per il 2018, il tavolo internazionale continua LIV.IN.G, il progetto sull’internazionalizzazione delle compagnie di spettacolo dal vivo, con il tavolo dei fondi strutturali europei proseguono gli workshop sui fondi strutturali – Pino in Tour – sull’intero territorio nazionale, mentre si sta lavorando ad una nuova ricerca per il tavolo delle idee, un progetto di indagine e approfondimento chiamato LO STATO DELL’ARTE, con lo scopo di far dialogare tra loro le voci più significative della creazione contemporanea italiana negli ambiti del teatro e della danza.
Per il 2018 continueranno anche i servizi speciali riservati solo ai nostri promotori come la newsletter settimanale dedicata alla ricerca di bandi su tutto il territorio nazionale.
Per diventare promotore C.Re.S.Co. è necessario compilare il form sul sito: http://www.progettocresco.it e versare la quota di iscrizione annua (50 € per i singoli operatori, 150 € per le strutture e 500 € per le reti). Ogni promotore è tenuto al rispetto dei nostri Codici Etici pubblicati sul sito.
La forza di C.Re.S.Co. è rappresentata dalla partecipazione attiva di tutti i promotori. Ciascuno, in prima persona, rappresenta il Comitato ed è invitato a prendere parte alle attività interne del Coordinamento secondo le proprie attitudini ed i propri interessi. (foto: assemblea)

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Scuola: Precariato cronico, ridicola risposta dello Stato italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 gennaio 2018

european court justiceAll’ammissibilità del reclamo 146/17 presentato da Anief al Consiglio d’Europa. Nelle osservazioni, il Governo si difende chiarendo che rispetto alle denunce del giovane sindacato sulla perdurante violazione del diritto dell’Unione Europea da parte della legislazione italiana, nonostante l’approvazione della legge 107/2015 e le sentenze della SS. UU. della Cassazione (22552 e ss. 2016), ci penserà la contrattazione come previsto nell’atto di indirizzo del 19 ottobre. Alla base della questione c’è sempre la volontà in Italia di mantenere in vita la discrepanza tra lavoro privato e pubblico impiego, dove dopo 36 mesi di servizio a tempo determinato in assenza di ragione oggettive continua a non essere consentita non solo la conversione del rapporto di lavoro, ma ora addirittura l’espulsione dallo stesso mercato del lavoro. Immediata la replica dello studio legale dell’Anief, secondo cui nell’ultimo Contratto sulle Funzioni Centrali, sottoscritto lo scorso 23 dicembre, non è stato previsto niente di nuovo: permane il raffreddamento nella ricostruzione di carriera e per i neo-assunti la disparità di trattamento per il personale precario, il mancato risarcimento al personale entrato di ruolo, l’esiguo risarcimento disposto per gli abusi. È dal 2009 che il contratto, in contrasto con la legge, va disapplicato.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Entro marzo, ANIEF potrà replicare alle osservazioni dello Stato italiano, ma alla luce della sua difesa, la condanna della condotta del Governo appare scontata. Mentre si attende di sapere cosa scriverà il sindacato rappresentativo in scadenza di mandato, con il rinnovo delle Rsu alle porte, nel nuovo contratto 2016/2018: qualcosa si potrebbe già capire nell’incontro di domani, vista l’assenza di tali temi nei principali resoconti sindacali degli incontri precedenti. La decisione del Consiglio d’Europa sarà vincolante per le autorità nazionali ai sensi della Carta sociale europea. Perché i tre anni di servizio a tempo determinato vanno considerati come soglia da valutare per l’assunzione a titolo definitivo. Mentre il comma 131 della Buona Scuola è stato creato ad arte per aggirare le direttive UE.Intanto, il Miur continua ad essere condannato a risarcire ogni dipendente con decine di migliaia di euro, anche per l’assegnazione degli scatti di anzianità ai precari, come ribadito dalla Cassazione nel 2017 e indicato dalle sentenze europee, come la famosa Mascolo – C-22/13 sui precari della scuola del 2014. Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche la mancata stabilizzazione: si può quindi decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati pure i lavoratori già assunti a tempo indeterminato.

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Pensioni: presentate oltre 35mila domande tra docenti e Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneIl Miur ha comunicato che complessivamente gli insegnanti che hanno presentato domanda sono stati 25.246, mentre per quanto riguarda il personale ATA – gli amministrativi, i tecnici, i collaboratori scolastici e i Dsga – sono state inoltrate 7.936 domande. A questo numero vanno aggiunte alcune migliaia di domande di accesso all’Ape social, riservata nella scuola solo alle maestre dell’infanzia che curano alunni fino a 6 anni, ma soprattutto a coloro che verranno collocati a riposo d’ufficio o a seguito della domanda di accesso. Globalmente, considerando anche queste categorie, nel comparto scuola nel corso dell’anno a lasciare il servizio per il pensionamento saranno oltre 50mila dipendenti. I quali, sommati agli attuali posti vacanti, alle 40mila cattedre di sostegno in deroga, ai 20mila spostati con l’ultima Legge di Stabilità da organico di fatto a quello diritto, porteranno anche quest’anno ad avere ben oltre 100mila supplenze annuali di lunga durata.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È assurdo che dal 2019 si dovrà lavorare fino a 67 anni oppure avere, senza differenze, 43 anni di contributi per accedere alla pensione anticipata. Nella scuola il personale è sottoposto a un logorio tale che non può assolutamente perdurare fino a quasi 70 anni. Senza dimenticare che docenti e Ata iniziano ad accumulare contributi non prima dei 30 anni: quasi nessuno potrà uscire attraverso la pensione di anzianità. Inoltre, la riforma Renzi-Giannini ha complicato ancora di più le cose, perché anziché assumere i precari, già selezionati, abilitati e formati, con effetto immediato – estendendo il doppio canale alle graduatorie, a partire dall’esaurimento di candidati nelle GaE ed in quelle di merito derivanti da concorso, colmando nel contempo i tanti posti vacanti – si è preferito puntare su un reclutamento “lumaca”: gli anni di formazione-concorso-supplenze (pagate per un biennio 400 euro al mese) sfioreranno, nella migliore delle ipotesi, il decennio.È sempre possibile chiedere una consulenza personalizzata a Cedan per sapere se si ha diritto ad andare in quiescenza prima dei termini contributivi e di vecchiaia previsti dalla legge e per scoprire il valore dell’assegno pensionistico, oltre a ulteriori servizi.

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Elementary School Students Express Dreams Inspired by Dr. Martin Luther King Jr.

Posted by fidest press agency su domenica, 14 gennaio 2018

Tchanori KoneIn honor of the late Dr. Martin Luther King Jr., 20 elementary school students gathered to express their dreams for today’s world during the Annual Gardere MLK Jr. Oratory Competitions in Dallas and Houston. Winners included Wesley Stoker, a fourth-grade student from Harry C. Withers Elementary in Dallas, and Tchanori Kone, a fifth-grader from Gregory-Lincoln Elementary in Houston.Finalists were selected from more than 300 fourth- and fifth-grade students representing nearly 40 schools from the Dallas and Houston Independent School Districts. The competitions began with in-school qualifying rounds in the fall, and one student from each school was selected to advance to the semifinals. From there, eight students from Dallas and 12 from Houston were selected to advance to the final competitions Jan. 12.Participants presented original three-to-five minute speeches addressing the question, “What is your dream for today’s world?” which both commemorated Dr. King’s iconic speech and encouraged children to showcase their knowledge of current events. During all three levels of the competition, students were evaluated on delivery, stage presence and decorum, content interpretation, and memorization. At the finals, panels of locally renowned community and business leaders judged the students on their performances.“I want to commend the students on their knowledge of Dr. King’s impact and the talent they displayed today. They delivered well-crafted, emotional and insightful speeches that impressed the entire audience and judges,” said Gardere Chair Holland N. O’Neil. “Gardere is honored to partner with the Dallas and Houston ISDs each year to provide these bright and articulate students a competitive platform that showcases their exceptional talents.”
Dallas’s first-place winner, Wesley Stoker, delivered a speech he says was inspired by his father, who is the senior minister at First United Methodist Church of Dallas. “Dr. King was a minister’s son, and I am a minister’s son, as well. I can only imagine he went to church a lot,” joked Wesley. His speech incorporated his own dreams, routed in Dr. King’s philosophies. “I wish we would all be friends with our neighbors and see that we have more in common than we think.” Wesley emphasized each of his hopes by repeating, “I may not look like Dr. King, but I believe like Dr. King.” He ended by encouraging the audience, “Like me, you don’t look like Dr. King. But like me, you have the choice to believe like Dr. King. We can believe in equality, love for our neighbor, world peace among all nations and races, but it takes you and me to work together.”Skye Turner, a fourth-grader at Charles Rice Learning Center, earned second place in the Dallas competition, and Jeremiah Wilson, a fourth-grader at Thomas L. Marsalis Elementary School, was awarded third place.
Houston’s first-place winner, fifth-grade student Tchanori Kone, titled her speech “Making the Dream Come True,” and shared that her dream for today’s world is to “eliminate poverty.” Tchanori hopes one day that “every human being will have fair and equal access to education and health care.” The 10-year-old reminded the audience of the Poor People’s March on Washington, led by Dr. King and his efforts to draw government attention to poverty in America. Kone concluded that we should follow in Dr. King’s footsteps and bring government attention to these issues by voting into office “sincere, caring people who are committed to helping their communities.” Caleb Kiteka, a fifth-grade student from Windsor Village Elementary, placed second in the Houston competition, while former MLK Oratory Competition winner, and now fifth-grader, Nhedrick Jabier of Crespo Elementary took home third place.
Established in Dallas in 1993 by Gardere Wynne Sewell LLP, the Annual Gardere MLK Jr. Oratory Competition is hosted in conjunction with Martin Luther King Jr. Day to encourage the community to remember and pay tribute to the late civil rights leader’s legacy. Gardere introduced the event to encourage students to learn more about Dr. King and to help cultivate the writing and speaking skills of elementary school students. The event’s success in Dallas led to the establishment of the competition in Houston in 1997.

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Scuola: rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su sabato, 13 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneNelle ultime ore stanno emergendo dei dettagli importanti sulla proposta presentata per iscritto ieri dall’amministrazione pubblica ma sottaciuta dai sindacati maggiori: mentre sugli aumenti tutto tace e si rimanda alla prossima settimana, ieri l’incontro si è concentrato sulla richiesta di introdurre nel contratto delle nuove mansioni innovative, dei veri e proprio servizi obbligatori, come il tutoraggio degli studenti delle superiori, impegnati nelle attività di azienda scuola–lavoro e la formazione annuale. La quale, proprio come temeva l’Anief, diverrebbe una componente di fatto aggiuntiva, senza che vi sia un corrispondente incremento in busta paga, visto che dai bonus, ammesso che si riesca, al massimo si otterrebbero 20 euro netti mensili. Rasenta l’assurdo poi la “stretta”, sempre chiesta dall’Aran, sulle sanzioni disciplinari: si vuole introdurre, infatti, la possibilità di far assegnare, direttamente dal capo d’istituto, multe pari fino a 4 ore di lavoro e la sospensione dal servizio fino a 10 giorni lavorativi. Pesanti sanzioni scatterebbero, inoltre, qualora un docente dovesse comunicare con i suoi alunni via Facebook o Whatsapp.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Invece di pensare ad introdurre norme più snelle e adeguate alle necessità, come la cancellazione degli articoli del Ccnl che continuano a discriminare il personale precario rispetto a quello di ruolo, ci si concentra su disposizioni che sconfinano dal contratto di lavoro, perché è ovvio che chi va oltre le finalità educative incorre già in sanzioni di carattere penale. Viene da chiedersi, inoltre, come si fa a pensare di ampliare gli incarichi obbligatori senza prevedere incrementi stipendiali paralleli. Questi signori sindacalisti, di fronte a certe proposte, avrebbero dovuto alzare i tacchi e andarsene indignati. Invece, non solo non l’hanno fatto, ma nemmeno lo hanno denunciato, visto che a far trapelare la proposta indecente sono stati dei sindacati non allineati. A questo punto, vorrà dire che i motivi per cui non si deve sottoscrivere questo contratto-farsa sono almeno due: la mancata copertura dei già modestissimi 85 euro lordi medi che dopo quasi 10 anni porterà tra i 27 euro e 52 euro netti a lavoratore e l’arretramento dei diritti a stipendio praticamente fermo. Sembra di raccontare la vertenza con un datore di lavoro al cospetto della sua azienda. Invece, in quelle stanze dell’Aran si gioca con il destino di 800mila insegnanti e 300mila Ata. Che, di questo passo, non solo verranno pagati peggio ma si ritroveranno anche meno diritti dei colleghi del privato.

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Scuola: sciopero scrutini

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneDopo lo sciopero dell’8 gennaio e la grandissima partecipazione ai sit-in organizzati da ANIEF a Roma davanti al Miur e in numerose altre città davanti agli uffici scolastici regionali, il giovane sindacato rilancia proclamando lo sciopero degli scrutini intermedi. Lo sciopero riguarderà i primi due giorni decisi da ciascuna istituzione scolastica per lo svolgimento degli scrutini di fine primo periodo, purché compresi nell’intervallo compreso tra il 29 gennaio e il 12 febbraio. Potrà scioperare tutto il personale docente e Ata, precario o di ruolo, delle scuole di ogni ordine e grado.La nuova agitazione intende sollecitare risposte sul rinnovo contrattuale, sul quale grava la scarsità di risorse economiche previste dalla legge di bilancio 2018, e sulla questione dei diplomati magistrale e di tutti gli abilitati, su cui l’Anief ha presentato una bozza di decreto legge per consentire l’inserimento in Gae e la conferma dei ruoli assegnati con riserva.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non c’è più tempo, urgono risposte immediate sul rinnovo del contratto con aumenti dignitosi e sull’inserimento di tutti gli abilitati nelle graduatorie ad esaurimento, ad iniziare da quei diplomati magistrali che in alcune regioni, in barba alle rassicurazioni del Miur, stanno già cacciando dalla scuola.

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Scuola: I nuovi insegnanti? Malpagati, discriminati e penalizzati

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cIl decreto legislativo n. 59/2017, conseguente alla riforma della Buona Scuola, ha stabilito che dopo il superamento del concorso a cattedra, gli aspiranti docenti sono attesi da un percorso articolato in tre fasi, solo al termine delle quali si potrà accedere al ruolo, con l’incognita di essere anche non assunti. A destare sconcerto è soprattutto il percorso di formazione iniziale e tirocinio (FIT) che ha carattere selettivo e dura tre anni, durante i quali è prevista una retribuzione sempre inferiore (anche di molto) a quella di cui il vincitore di concorso avrebbe effettivo diritto. Più che di stipendio, sarebbe meglio parlare di rimborso spese, perché le cifre si dovrebbero attestare sui 400-600 euro al mese: considerando che sono lordi, si tratta di meno di un assegno sociale. Al terzo anno di FIT, il candidato in formazione potrà accedere alle vere e proprie supplenze annuali, con stipendio equiparato ai precari attuali, ma poiché si tratta del terzo anno di lavoro, quei docenti dovrebbero già percepire gli scatti automatici e il riconoscimento del pre-ruolo.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Questo sistema, atteso da dieci anni, penalizza la nuova generazione degli insegnanti, senza risolvere il problema del precariato. Gli attuali laureati che già insegnano da supplenti dovranno, peraltro, concorrere con i docenti di ruolo su posti inesistenti con assegni inferiori a quelli della disoccupazione. Il paradosso è che non ci sono i posti per tutti gli abilitati: appena uno su dieci potrà essere assunto breve periodo. Gli altri continueranno a lavorare da precari. Ad avere la peggio saranno coloro che non vantano periodi o abilitazioni pregresse: i posti andranno inizialmente al 100% per coloro che sono ammessi al concorso già in possesso di una abilitazione conseguita in uno dei modi previsti dalle normative vigenti (ad esempio Tfa, Pas, Ssis) rimasti esclusi dalle GaE; l’80% degli eventuali rimanenti andrà a chi ha svolto almeno 36 mesi di servizio. Quindi, cosa rimarrà per chi svolge il Fit triennale e parte da zero? Pochissimo. Con l’aggravante che lavoreranno quasi gratis per due anni e al terzo si ritroveranno a stipendio fermo, mentre per la Cassazione avrebbero già dovuto ottenere gli scatti e il riconoscimento del pre-ruolo. Infine, verranno collocati nel potenziamento, in una condizione di precariato di ruolo, pure soggetti periodicamente alla conferma del preside. Quindi, senza certezze e sotto scacco. Della serie: ‘cornuti e mazziati’.
Eurosofia, in collaborazione con Anief ed Unipegaso, consente agli aspiranti docenti di acquisire i 24 CFU quali requisiti d’accesso per il prossimo Concorso a cattedra (Fit).

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Scuola: Anief presenta la bozza del decreto legge che ha sottoposto al Governo per riaprire le Gae

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

montecitorioIl giorno dopo lo sciopero organizzato dall’Anief e a seguito dell’alto numero di consensi in termini di adesioni e presenze nei sit-in organizzati dal sindacato nelle maggiori città d’Italia a favore dei docenti in possesso di diploma magistrale cui l’Adunanza Plenaria ha negato il diritto all’inserimento in GaE, lanciata una nuova iniziativa per sensibilizzare tutte le forze politiche al problema e inviare loro la bozza del testo di decreto legge proposto da Anief con la richiesta al Governo di approvarla per riaprire le Graduatorie a Esaurimento con urgenza e sanare anche la posizione dei docenti già immessi in ruolo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “La soluzione c’è ed è semplice: riaprire le GaE come già si è fatto nel 2008 e nel 2012 e sciogliere la riserva a quanti hanno già ottenuto l’immissione in ruolo”. Decreto-legge:
Art. 1 Disposizioni urgenti per il corretto svolgimento dell’attività scolastica e per garantire la continuità didattica.
Al fine di garantire la continuità didattica del personale docente in servizio presso le Istituzioni scolastiche dell’intero territorio nazionale, a seguito della sentenza n. 11 del 20 dicembre 2017 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, e nelle more del processo di attuazione del nuovo sistema di reclutamento di cui all’art. 17 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, è disposto per l’a.s. 2017/2018, all’atto dell’aggiornamento, l’inserimento nella terza fascia delle graduatorie ad esaurimento di cui al comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, a domanda, di tutto il personale in possesso di abilitazione conseguita entro la data di conversione del presente decreto. A tal fine, l’art. 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296 si interpreta nel senso che hanno diritto all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento gli insegnanti in possesso di un’abilitazione all’insegnamento comunque conseguita, ivi compresi gli insegnanti in possesso del diploma magistrale abilitante conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002.
Conseguentemente, è garantita per l’a. s. 2017/2018, nelle sedi di assegnazione, la continuità didattica del personale docente del primo e del secondo ciclo d’Istruzione assunto a tempo indeterminato e determinato con clausola rescissoria in attesa di definizione del giudice di merito, in quanto inserito nelle graduatorie ad esaurimento con riserva, a seguito di provvedimento cautelare del giudice amministrativo o del lavoro, purché in possesso dell’abilitazione all’insegnamento, ivi incluso il diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002. Nel caso di superamento dell’anno di prova di cui ai commi 116 e seguenti della legge 13 luglio 2015, n. 107, anche se intercorso successivamente alla data di conversione del presente decreto, per il personale docente assunto in ruolo con riserva, è disposto il mantenimento in servizio e lo scioglimento della riserva con decorrenza giuridica dal 1° settembre dell’anno successivo alla conferma in ruolo. Sono fatti salvi i servizi prestati a tempo determinato e indeterminato nelle istituzioni scolastiche dal personale di cui al presente comma.Dall’attuazione dei commi precedenti non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Art. 2 Entrata in vigore Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. (n.r. Questi sono fatti e non parole e promesse. Così dovrebbero fare tutti i movimenti e partiti che indicano proposte onerose e non per le casse dello Stato)

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Abilitati infanzia e primaria: nessuno si salva da solo, subito fase transitoria per tutti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

scuolaDiversi lavoratori della scuola in questi ultimi anni si sono dovuti mobilitare per salvaguardare il loro lavoro e le loro vite: i docenti spediti per l’Italia dalla mobilità farsa, gli abilitati TFA PAS e di Scienze sulla Formazione Primaria, esclusi ingiustamente dalle GaE, i docenti precari delle superiori che rischiano di restare “stabilmente precari” grazie all’assunzione tramite FIT, che li costringerà a un contratto a tutele crescenti e con uno stipendio da fame, i diplomati magistrali umiliati dall’ennesima sentenza politica che capovolge vite e mette a rischio migliaia di famiglie.
Come USB pensiamo che da tutti questi abusi e mobilitazioni la scuola intera debba trarre una unica forte lezione: nessuno si salva da solo. Crediamo che l’unione delle lotte dei lavoratori su obiettivi realistici e senza corporativismi sia fondamentale e rimanga l’unico strumento per contrapporsi ad una controparte che determina a colpi di sentenze o di decreti delega le nostre vite, la qualità del nostro lavoro e la ricaduta didattica sugli studenti. Riteniamo che puntare su moratorie o dilazioni, su ulteriori ricorsi o richieste ai vari politici in cerca di accreditamento per le prossime elezioni, per non parlare della proposta di creare assemblee settoriali temporeggiando e perdendo tempo prezioso sia assolutamente controproducente.Pensiamo che non si possa pensare ai docenti senza riflettere sulla condizione del personale ATA, crediamo che sia necessario costruire solidarietà tra lavoratori costruendo mobilitazioni unitarie, per cercare di creare una rappresentanza che non sia opportunista, farsesca o funzionale al sistema di chi pratica il divide et impera. Non ci sono soluzioni alternative a quella di tornare a essere uniti nel praticare il conflitto. Non ci può essere una soluzione per i diplomati magistrale diversa da quella per i laureati in scienze della formazione primaria, non si può pensare allo sciopero settoriale della sola scuola primaria se non si coinvolge anche il resto della categoria allargando lo sguardo sulle condizioni di lavoro generali e sul “precariato a sistema” del FIT che per adesso sembra toccare solo i docenti della secondaria.
Nessuno si salva da solo. Nessuno si salva senza rivendicare la sacrosanta assunzione in ruolo per tutti i lavoratori in servizio da più di tre anni. Nessuno si salva se non si mettono in campo rivendicazioni collettive come la richiesta che invieremo al MIUR affinché nel decreto di prossima pubblicazione per la fase transitoria, previsto per tutti gli abilitati TFA e PAS della secondaria, vengano inseriti anche tutti gli abilitati della scuola primaria e della scuola dell’infanzia.Non sappiamo quali siano le reali intenzioni di chi propone soluzioni attendiste, giudiziarie o normativamente inapplicabili. Sappiamo che adesso è ora di continuare la mobilitazione reclamando soluzioni reali e diritti per tutti, a partire dall’inserimento di una fase transitoria anche per infanzia e primaria che a camere inattive rappresenta l’unica soluzione vera e percorribile.

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Diplomati magistrale: inutile attendere il parere dell’Avvocatura di Stato

Posted by fidest press agency su martedì, 9 gennaio 2018

pacifico-marcelloSe non arriva subito un decreto legge sarà ancora sciopero il 1° e il 23 marzo. Secondo Marcello Pacifico, leader del giovane sindacato, non c’è tempo da perdere: occorre ristabilire da subito il principio di diritto, facendo incontrare domanda e offerta, senza compromettere la continuità didattica. Laddove i posti sono vacanti e disponibili, nel primo ciclo come alle superiori, bisogna riaprire e scorrere le graduatorie per assumere tutti i precari abilitati, non solo i diplomati magistrale ma anche i laureati in Scienze della formazione primaria, gli specializzati Tfa, Pas: va fatto senza aspettare che entri a regime il nuovo sistema di formazione e reclutamento che peraltro sarà aperto anche ai docenti di ruolo, come indicato dalla Corte Costituzionale. A chi dice che non si può, replichiamo che non ci sarebbe nulla di strano: già in passato, il Parlamento ha aperto le GaE, nel 2008 e nel 2012.
Secondo l’organizzazione sindacale, la strada da percorrere non è quella dei concorsi riservati alla categoria: per questo, oggi ha depositato un decreto legge urgente, rivolto al Governo, con tutti i riferimenti normativi di sicura valenza costituzionale, attraverso cui nelle more dell’attuazione della nuova formazione iniziale e reclutamento, a seguito della sentenza dell’adunanza plenaria, si riaprano per la terza e ultima volta le graduatorie ad esaurimento per il personale docente abilitato e si confermino nei ruoli i docenti già assunti con riserva. In attesa di una risposta del Governo e delle forze politiche, Anief continua a raccogliere le adesioni per ricorrere gratuitamente alla Cedu, per la disparità di trattamento in atto e la violazione del giudicato, alla Cassazione per annullare la sentenza dell’adunanza plenaria per eccesso di giurisdizione, alla Commissione di petizione del Parlamento Europeo e al Consiglio UE.

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Scuola: Rinnovo del contratto, befana amara per docenti e precari

Posted by fidest press agency su domenica, 7 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneI famosi 85 euro di aumento, da inglobare nel rinnovo del contratto, purtroppo non riguarderanno tutti i dipendenti. Perché gli aumenti del 3,48% previsti dal 2018, secondo l’intesa sindacale del 30 novembre 2016, variano in base a qualifica e fascia di appartenenza. Il calcolo è stato fatto anche dalla rivista Tuttoscuola che perla di “sorpresa clamorosa”, perché “applicando quella percentuale del 3,48% alla posizione retributiva individuale di ogni lavoratore (la stessa percentuale applicata alla massa dei dipendenti pubblici) si ottiene un risultato lontanissimo dagli 85 euro medi di aumento mensile lordo per i lavoratori del comparto scuola”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È assodato che il rinnovo di contratto porterà dai 57 euro lordi dei neoassunti della primaria agli 88 euro lordi dei docenti a fine carriera delle superiori, quote che si dimezzano al netto del lordo Stato e dipendente a fine anno. Quindi, rispettivamente ci fermiamo a 27 euro e 52 euro. I tanti precari della scuola saranno ancora tra i più colpiti, perché fermi a stipendio iniziale, nonostante le sentenze delle SS. UU. della Cassazione. Queste sono le cifre, punto. Perché non può essere di certo percorribile la strada di portare in busta paga le somme derivanti dai bonus 500 euro per la formazione e dal bonus merito dei docenti della Legge 107/2015. Per i fondi legati al merito, infatti, occorrerebbe agire con una modifica normativa che non compete di certo al tavolo contrattuale ma alla politica. Mentre per le somme destinate alla formazione, se è vero che portarle in busta paga farebbe diventare il bonus strutturale e non soggetto a rifinanziamento annuale, è altrettanto vero che vorrebbe dire sottoporle a tassazione, dimezzando la somma. Senza dimenticare il pericolo di vedersi pure aumentato l’orario di servizio obbligatorio.

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Scuola: Rinnovo del contratto, una polpetta avvelenata portare in busta paga i bonus formazione e merito

Posted by fidest press agency su domenica, 7 gennaio 2018

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cSe dal punto di vista teorico la doppia operazione, collocata all’interno del rinnovo del contratto, può essere condivisibile, sul piano pratico vi sono non pochi risvolti negativi. Sul bonus merito non si capisce, ad esempio, come potrebbe essere portato in busta paga un compenso accessorio soggetto oggi a valutazione discrezionale del dirigente scolastico. Per attuare un’operazione del genere, quindi, occorrerebbe agire con una modifica normativa che, come ha anche fatto osservare il presidente Aran Sergio Gasparrini, non compete di certo al tavolo contrattuale ma alla politica. Ancora meno fattibile appare la trasposizione delle somme destinate alla formazione dei docenti: se è vero che portarle in busta paga farebbe diventare il bonus strutturale e non soggetto a rifinanziamento annuale, è altrettanto vero che vorrebbe dire sottoporlo a tassazione, dimezzando la somma. La domanda allora è: vale la pena per un aumento esiguo mensile ritrovarsi con un carico di lavoro maggiore? Sicuramente no.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Per il bonus della formazione, venendo meno la possibilità di rendicontarne la spesa, si aprirebbe il personale al rischio di indurre la parte pubblica a chiedere uno scambio in termini di ore obbligatorie di formazione per aggiornamento. Mentre oggi non esiste una quantificazione. In pratica, i sindacati rappresentativi stanno provando a far passare per aumento stipendiale ciò che strutturalmente non lo è, con il rischio concreto di trasformare la proposta in un boomerang, perché potrebbe aprire la strada a un aumento di fatto dell’orario di servizio, qualora il bonus 500 euro in busta paga dovesse tradursi in ore di aggiornamento obbligatorie e quantificate. Per quanto riguarda invece il bonus merito, tanto vale chiedere l’abolizione della stessa procedura prevista dalla Buona Scuola e procedere con la redistribuzione delle somme stanziate per gli aumenti in busta paga a pioggia.

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Il ministero della pubblica istruzione rinuncia all’uso della lingua italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 6 gennaio 2018

respect-costituzione“Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con un bando pubblicato il 27 dicembre scorso ha imposto la compilazione, esclusivamente in lingua inglese, delle domande per ottenere il finanziamento dei progetti universitari di ‘interesse nazionale’. Sostanzialmente, una domanda rivolta alla PA abolisce l’uso della lingua italiana e costringe al solo utilizzo di una lingua straniera. Ma la lingua italiana è, nella sua ufficialità, vettore della cultura e della tradizione immanenti nella comunità nazionale, tutelate anche dall’articolo 9 della Costituzione”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“La Corte Costituzionale (Sentenza 21 febbraio 2017, n. 42), anche con riguardo ai corsi di studio in lingua straniera, ha chiarito che: – l’obiettivo dell’internazionalizzazione deve essere soddisfatto senza pregiudicare i principi costituzionali del primato della lingua italiana, della parità nell’accesso all’istruzione universitaria e della libertà d’insegnamento.L’autonomia universitaria riconosciuta dall’articolo 33 della Costituzione, infatti, deve pur sempre svilupparsi ’nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato’ e, prima ancora, dai diversi principi costituzionali che nell’ambito dell’istruzione vengono in rilievo. Ancor più rilevante appare, in questa prospettiva, il trattamento giuridico riservato alle procedure del MIUR ai fini della partecipazione a bandi pubblici che deve egualmente ispirarsi a criteri di ragionevolezza, proporzionalità e adeguatezza.Sempre la giurisprudenza costituzionale in materia, ferma la tutela delle minoranze linguistiche, ha infatti ribadito – in via generale – come la lingua sia ‘elemento fondamentale di identità culturale e […] mezzo primario di trasmissione dei relativi valori’, ’elemento di identità individuale e collettiva di importanza basilare’. Ciò che del pari vale per l’’unica lingua ufficiale’ del sistema costituzionale: la lingua italiana.La soluzione più ragionevole appare dunque quella di consentire la presentazione della domanda nella lingua nazionale e/o in lingua inglese, riservando la scelta a coloro che presentano le domande in base all’opzione più conveniente ed adeguata alla disciplina per la quale si propone un progetto di ricerca. Ogni altra soluzione appare semplicemente irrazionale e, forse, frutto di un orientamento meramente politico che pare caratterizzare non solo il MIUR ma l’intero Governo Gentiloni: la dismissione culturale dell’identità nazionale e l’abbandono, in ogni occasione, degli elementi fondanti della cultura nazionale e della trasmissione dei relativi valori.Anche il messaggio distorto che deriva dalla errata ed irragionevole decisione del MIUR, richiede una immediata precisazione del Ministro che, peraltro, non appare certamente il migliore esempio di difesa della lingua italiana”, conclude Brunetta.

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Contratto Istruzione e Ricerca, Usb ribadisce all’Aran: 300 euro di aumento per tutti

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneDiciamo subito che questo inizio di discussione articolato in due giornate ha messo subito in evidenza il fallimento del nuovo comparto la cui estrema eterogeneità rappresenta di fatto un problema insormontabile nella costruzione di un unico contratto di lavoro. Infatti la Scuola continua a dover essere trattata in modo separato per un’oggettiva differenza da tutto il resto del Pubblico Impiego e Università Ricerca e AFAM pur potendo contare su qualche elemento comune ne hanno molti altri specifici che sono però alla base del loro funzionamento. Quindi se non si vogliono snaturare completamente istituzioni che hanno un ruolo così delicato nella nostra società, assimilarli in un unico contratto diventa un esercizio di fatto impossibile.Entrando più nel merito, in questi due giorni di discussione oltre ad affrontare questioni di metodo che hanno portato il tavolo a propendere per discussioni articolate in sezioni riferite agli ex comparti, si sono iniziati a trattare il tema delle relazioni sindacali e la questione economica.
In entrambi i casi abbiamo registrato una rigidità da parte di ARAN che ha lasciato pochi spazi in merito alla possibilità di superare realmente quanto disposto dalla cosidetta legge Brunetta e sulle risorse a disposizione degli aumenti che sembrano ipotecate dal 3,48% di aumento elargito per i lavoratori del comparto delle Funzioni Centrali.USB nei suoi interventi ha sottolineato come non consideri in alcun modo vincolante il contratto delle Funzioni Centrali, rivendicando una piena contrattazione per Istruzione e Ricerca, che oltre ad essere un diritto legittimo per qualsiasi contratto, in questo caso diventa una necessità improrogabile a causa delle peculiarità dei settori interessati che devono assolutamente essere salvaguardate. In questo senso abbiamo ribadito come la percentuale di aumento prevista non copra neanche in minima parte la perdita del potere d’acquisto dei dipendenti pubblici che in questi anni di blocco è pari al 12,2% in termini di inflazione e abbiamo rilanciato la proposta della piattaforma USB di 300 euro di aumenti per tutti, senza percentuali che andrebbero a allargare la forbice salariale già presente in tutti i settori. In particolare abbiamo sottolineato come il Governo abbia trovato le risorse (400 euro netti mensili) per adeguare i dirigenti scolastici ai nuovi colleghi del comparto, mentre i docenti e il personale ATA sembrano destinati a rimanere le Cenerentole del comparto, in compagnia del personale tecnico amministrativo degli atenei. O come i lavoratori degli enti di Ricerca debbano continuare ad essere in fondo alla classifica dei salari europei nella Ricerca, salvo poi lamentarsi dell’ormai fin troppo citata “fuga dei cervelli”. È chiaro come lo scellerato accordo del 30 novembre, che USB non ha firmato, individuando in 85 euro medi lordi la cifra utile al contratto pesi come un macigno su questo rinnovo contrattuale.Sulle relazioni sindacali, per le quali l’ARAN a fine riunione ha consegnato una bozza di documento che ci riserviamo di analizzare, USB oltre a richiedere di riportare nella contrattazioni le materie dell’organizzazione del lavoro, dell’orario di lavoro, della mobilità e della formazione, ha rivendicato le specificità degli ex comparti. Più nel dettaglio riteniamo vada valorizzato il ruolo delle RSU nelle contrattazioni di Ateneo magari anche estendodolo ad altri settori come quello degli Enti di Ricerca; va tenuto conto che nell’organizzazione del lavoro degli EPR ha particolare rilievo la carta del ricercatore; infine è fondamentale salvaguardare la particolare organizzazione della Scuola, anche in questo caso estremamente diversa da tutti gli altri, togliendo ai Dirigenti Scolastici lo strapotere conferitogli dalla Legge brunetta e dalla legge 107/2015.La contrattazione proseguirà la prossima settimana per sezioni entrando nel merito delle specifiche problematiche, USB continuerà a sostenere le ragioni di lavoratori che dopo otto anni di blocco vogliono un contratto che dia risposte alle loro richieste sia in termini economici che normativi, anche se i primi segnali non ci sembra che vadano in questo senso.

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