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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°14

Archive for the ‘scuola/school’ Category

L’on. Nissoli (FI) interroga il Ministro Moavero Milanesi sull’interruzione dei corsi di italiano a Montreal

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2019

In seguito alle numerose richieste pervenute dai connazionali residenti a Montreal, ieri, l’on. Fitzgerald Nissoli ha presentato una interrogazione al Ministro Moavero Milanesi per sollecitare una soluzione alla situazione di disagio delle famiglie italiane del Quebec dovuta al fatto che il PICAI ha interrotto l’erogazione dei corsi di lingua italiana all’improvviso a metà anno scolastico.Per l’on. Nissoli, l’interruzione di tali corsi “sta provocando notevole disagio tra la Comunità italiana e danni nel percorso educativo dei ragazzi”, infatti, oltre ai problemi connessi con la didattica, “l’apprendimento della lingua di origine è di particolare importanza per lo sviluppo psicofisico dei ragazzi”.
Nell’interrogazione, firmata da parlamentari di diversi schieramenti, l’on. Nissoli ha fatto anche rilevare che “l’interruzione dello svolgimento di tali corsi avrà evidenti ripercussioni sull’immagine dell’Italia in Canada” e per tutte queste ragioni la deputata eletta in Nord e Centro America auspica che si “arrivi presto ad una soluzione della vicenda venendo “incontro alle esigenze degli studenti e delle famiglie italiane di Montreal”.

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Scuola: Docenti con 36 mesi di servizio: l’unica strada è la stabilizzazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2019

Inutile un nuovo concorso per titoli con colloquio. Anief chiede agli altri sindacati di sensibilizzare il Parlamento perché, dopo l’approvazione della legge di stabilità che ha abolito il concorso riservato, con un’azione comune possano essere, da deputati e senatori, approvati gli emendamenti da noi suggeriti e pensati persino dal Presidente della VII Commissione del Senato sulla trasformazione dei contratti a termine. L’occasione è multipla, tra decreto legge semplificazione, disegno di legge europea e concretezza, e disegno di legge su abolizione degli ambiti e della chiamata diretta.
Finalmente anche gli altri sindacati si accorgono del problema dei precari con 36 mesi, ma sbagliano ancora una volta nella ricerca di una soluzione già bocciata, la proposizione al Governo di normare una soluzione analoga al concorso abilitati del 2018 per il Consiglio di Stato incostituzionale, senza parlare di quella stabilizzazione che Anief sostiene da tempo insieme al reclutamento dalle graduatorie di istituto con l’estensione del doppio canale. E come il giovane sindacato ha ribadito di recente attraverso la richiesta alla VII Commissione del Senato di 25 emendamenti alla proposta Granato di “Modifiche alla legge 13 luglio 2015, n.107, in materia di ambiti territoriali e chiamata diretta dei docenti”. Ma anche con le richieste di adozione della Legge Europea sulla stabilizzazione del personale, formulate in audizione, alla XIV Commissione del Senato in merito all’esame del provvedimento As 82. Oltre che con richieste di modifica al disegno di legge Concretezza approvato dal Senato e in corso di esame (AC 1433) presso la Camera. Perché il futuro professionale di decine di migliaia di insegnanti precari con almeno tre anni di servizio non può passare per il concorso ordinario, aperto a tutti i laureati, o riservato. Le richieste sulla stabilizzazione sono più che lecite, tanto che ora il governo giallo-verde fa sapere che potrebbe ancora ripensarci e verificare se sia possibile aprire ad una fase di stabilizzazione. La possibile apertura si evince dalle parole del senatore Mario Pittoni che in questi giorni, scrive Orizzonte Scuola, ha cercato di rassicurare proprio i docenti con oltre 36 mesi di supplenze alle spalle, “ribadendo che sui precari non c’è nessuna decisione definitiva, alludendo probabilmente all’eventuale concorso riservato o, comunque, ad una fase transitoria che porti all’assunzione di tali docenti senza dover affrontare il concorso ordinario, considerata l’esperienza maturata dagli stessi. Il Miur – ha concluso Pittoni – sta approfondendo la questione”. La maggioranza ha la possibilità di risolvere subito la questione approvando uno degli emendamenti presentati ai decreti o disegni di legge all’esame delle commissioni parlamenti come suggerito fa Anief.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Bisogna evitare che la denuncia 4231/2014, pendente presso la Commissione europea, si trasformi in procedura d’infrazione sulla violazione dell’Italia della normativa comunitaria dei contratti a termine.

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Gettate le basi per la riforma dei servizi educativi e scolastici di Roma Capitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 gennaio 2019

Roma Si è insediato ieri il Comitato Scientifico per il Regolamento 0 – 6, che riformerà i servizi educativi e scolastici di Roma Capitale. E’ l’approdo naturale al termine del percorso partecipato ‘#RomaAscoltaRoma, che ha chiamato a raccolta Consiglieri, Assessori, Direttori Socio-Educativi, Poses, Funzionari educativi, educatori ed educatrici, insegnanti e genitori provenienti da tutti i territori della città durante 4 incontri pubblici presso i Municipi.Sulla base delle proposte e degli elementi emersi nel corso degli incontri, è stata elaborata, da parte di un gruppo di lavoro tecnico – amministrativo presso il Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici, una prima bozza di Regolamento 0-6 oggi sottoposta all’analisi del Comitato Scientifico. Il prossimo incontro si svolgerà il 7 febbraio.
“Siamo entrati nella fase operativa, dopo aver raccolto le osservazioni e le proposte di tutte le persone e delle realtà che ogni giorno vivono e operano nelle strutture educative e scolastiche. Il Comitato si configura con un profilo autorevole in quanto è composto da rappresentanti di università pubbliche, del Cnr, del Gruppo Nazionale di Studio Nidi – Infanzia e dell’Ufficio Scolastico Regionale”, spiega l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre.“Il testo rappresenterà un vero e proprio spartiacque e consentirà un forte salto di qualità agli asili nido e alle scuole dell’infanzia, consentendo di garantire attuazione alle nuove norme nazionali in materia e di rendere Roma Capitale tra i primi Comuni in Italia in questo senso”, conclude.

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Scuola E P.A.: Pensione anticipata, 70 mila docenti e Ata potrebbero lasciare a settembre con quota 100

Posted by fidest press agency su martedì, 15 gennaio 2019

“Lo so che dobbiamo fare anche quota 41 e ve lo prometto: abbiamo iniziato con quota 100 ma abbiamo 5 anni davanti”: così il vice-premier e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha risposto a chi lamentava l’esclusione dal decreto sul pre-pensionamento con maxi-finestra predisposto dal governo e che, assieme al reddito di cittadinanza, giovedì dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri per l’approvazione normativa dopo quella finanziaria arrivata con la Legge di bilancio 2019 di fine dicembre. L’Esecutivo giallo-verde avrebbe anche introdotto una norma che permette al personale della scuola di accedere a quota 100 con la prossima finestra estiva: “per i lavoratori della scuola la data ultima per la presentazione della domanda, solo per il 2019, potrebbe essere il 28 febbraio”, scrive Orizzonte Scuola. Ciò “permetterebbe di non compromettere le normali operazioni di avvio dell’anno scolastico 2019/20, a partire dalla costituzione degli organici”. Infine, nella bozza in approvazione è indicato che “per il personale del comparto Scola ed AFAM si applicano le disposizioni di cui all’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449”. Ovvero “che la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Certamente si apre una grande finestra per il personale della scuola, il più vecchio al mondo, ma la penalizzazione fino al 16% dell’assegno non rende merito a una categoria usurata dallo stress psico-fisico del lavoro svolto, tenuto in conto invece dal contesto europeo dove a 63 anni si va in pensione col massimo dei contributi. È possibile ricorrere con l’associazione europea Radamante per l’accertamento del credito del 2,69% per il Tfs negli anni 2011 e 2012 in favore dei dipendenti pubblici in pensione.

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Scuola: Disegno di legge 763 (Granato ed altri), prossimamente in aula dopo il voto in Commissione

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2019

In VII Commissione del Senato, presentati 25 emendamenti alla proposta di “Modifiche alla legge 13 luglio 2015, n.107, in materia di ambiti territoriali e chiamata diretta dei docenti”. La metà vede come primi firmatari i senatori Loredana De Petris (Liberi e Uguali) e Roberto Berardi (Forza Italia) come segnalati da Anief: si va dalla stabilizzazione dei precari alla riapertura delle GaE, dalla mobilità straordinaria al limite dell’utilizzo dei potenziatori quali tappabuchi. “Ancora una volta Anief – dichiara Marcello Pacifico, suo presidente nazionale – si è fatta interprete delle istanze del mondo della scuola e ha proposto soluzioni per risolvere alcuni problemi che sono vere e proprie piaghe del sistema: il reclutamento e la mobilità del personale. Questi temi sono stati accolti da alcuni senatori e affrontati in specifiche proposte emendative come richiesto dalla nostra associazione, unica ad essere ascoltata nonostante non sia stata inspiegabilmente audita dalla VII Commissione, a differenza di altre sigle o associazioni che hanno depositato le loro memorie. Con gli emendamenti 1.23 BERARDI, GIRO e 1.0.3 DE PETRIS, ERRANI, GRASSO, LAFORGIA s’intende stabilizzare a partire dall’a.s. 2019/2020 tutto il personale precario con 36 mesi di servizio, con le debite coperture finanziarie, come peraltro richiesto dallo stesso Presidente Pittoni della VII Commissione nella sua proposta di legge (AS 335), cui riteniamo – coerenza vuole – darà il suo voto favorevole. La norma sarebbe tanto più opportuna dopo la cancellazione del concorso riservato al personale precario con 36 mesi di servizio, l’abolizione del limite alle supplenze e la fine del fondo per i risarcimenti, tutti elementi che potrebbero trasformare la denuncia Anief 4231/2014 in procedura d’infrazione da parte della Commissione europea”.
“Gli emendamenti 1.0.2 (testo 2) DE PETRIS, ERRANI, GRASSO, LAFORGIA e 1.22 BERARDI, GIRO ripercorrono – continua il sindacalista autonomo – un testo già approvato, anche se per errore, in sede di conversione del decreto legge n. 91 (Milleproroghe) che vuole riaprire le graduatorie ad esaurimento a tutto il personale abilitato, incluso i diplomati magistrale e gli Itp. La norma risolverebbe il problema del prossimo licenziamento di 50 mila insegnanti a giugno, farebbe coincidere la domanda con l’offerta e coprirebbe le attuali altre 50 mila cattedre andate scoperte durante le ultime convocazioni. L’attuale maggioranza vorrà finalmente dare una risposta favorevole alle migliaia di precari abilitati?”
L’emendamento 1.19 BERARDI, CANGINI, MOLES, GIRO prende atto della fine degli ambiti territoriali e della necessità di ripercorrere la strada di una mobilità straordinaria su tutti i posti in organico per rispondere alle istanze dei docenti esiliati e immobilizzati. Un limite all’utilizzo del personale in organico di potenziamento per le supplenze è inserito negli emendamenti analoghi 1.18 DE PETRIS, ERRANI, GRASSO, LAFORGIA e 1.17 BERARDI, GIRO, mentre le proposte 1.15 BERARDI, CANGINI, MOLES, GIRO e 1.14 DE PETRIS, ERRANI, GRASSO, LAFORGIA chiariscono come la futura mobilità, come già disciplinata nell’ipotesi di contratto sottoscritta a fine dicembre, operi tra comuni, province e regioni. Della determinazione dei criteri relativi all’assegnazioni su più comuni del personale con completamento orario su più cattedre si occupano, infine, gli emendamenti 1.10

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Scuola: 2019 senza ambiti, chiamata diretta, FIT e concorso riservato per i docenti con 36 mesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2019

A giugno licenziati 50 mila docenti assunti con riserva da GAE se non vincitori del nuovo concorso, sempre che il Consiglio di Stato e le Sezioni Unite della Cassazione non cambino idea prima della primavera. Attesa per la sentenza della Corte di Giustizia sul risarcimento da attribuire al personale di ruolo per l’abuso dei contratti. Anief e Radamante ricorrono al TAR per conto degli esclusi dal concorso DSGA e TFA sostegno. Scopri tutte le novità legislative.Per il 2019 è previsto lo sblocco dell’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale (dal 1 aprile), del salario accessorio e quota 100 da luglio con la penalizzazione del 16% dell’assegno; contratto triennale per la mobilità e rinvio a settembre della riforma sul sostegno (d.lgs. 66/17) di cui si attende il primo bando per un nuovo TFA a cui potranno partecipare anche i laureati con 24 CFU o con 36 mesi di servizio. Possibili novità pure sugli organici di sostegno dopo che Anief ha ottenuto l’annullamento della circolare sugli organici di sostegno dell’USR Sicilia per il mancato computo dei posti di sostegno in deroga in organico di diritto rispetto alle effettive esigenze rilevate, mentre dal 2020 sono senza copertura finanziaria gli stipendi di 65 mila supplenti su posti di sostegno per la sottrazione di 1,1 miliardi prevista dalla legge di stabilità. Attesa anche per la sentenza della Consulta sul concorso riservato ai dirigenti scolastici e su quello per i docenti abilitati.Dopo l’approvazione del decreto dignità (legge 96), del decreto milleproroghe (108), della legge di stabilità (legge 145), con la sottoscrizione dell’accordo sulla mobilità l’ultimo giorno dell’anno (CCNI 2019/2021), si è chiuso certamente l’ennesimo anno molto travagliato per il personale della scuola. Ma cosa ha in riservo la politica in questo inizio di 2019 per la scuola? E quali novità arriveranno dalle aule dei tribunali?Innanzi tutto, il nuovo anno di apre, da parte del Governo, con il disegno di legge Concretezza approvato dal Senato e in corso di esame (AC 1433) presso la Camera, e il decreto-legge n. 135/18 Semplificazione all’esame del Parlamento (AS 989). Nel primo caso, si prevede un successivo decreto per normare le nuove procedure contro l’assenteismo per il personale scolastico, mentre nel secondo caso si elimina l’anno di formazione e tirocinio per i vincitori dell’ultimo concorso a preside. Su entrambe le proposte ANIEF ha presentato diversi emendamenti in audizione.Il Senato, ancora, esamina il disegno di legge approvato dalla Camera (ex AC 523 – AS 992) recante Delega al Governo in materia di insegnamento curricolare dell’educazione motoria nella scuola primaria che si vuole introdurre in via sperimentale in alcune istituzioni scolastiche, come da Anief sempre richiesto dalla sua fondazione.Diverse, invece, sono le proposte di legge presentate da esponenti della maggioranza, di cui è iniziato l’iter e tutte nate in risposta alle battaglie portate avanti da Anief nelle scorse legislature e denunciate all’opinione pubblica, dal precariato, agli organici, alle classi pollaio nonostante la giovane associazione sindacale, oggi rappresentativa, non sia ancora stata audita dalle Commissioni parlamentari referenti: (AS n. 763) dalla Modifica delle legge 107 del 13 luglio 2015 in materia di ambiti territoriali e chiamata diretta, per la quale sono già stati presentati emendamenti (tra cui l’1.0.2. sulla riapertura delle Gae) alla (AC 877) Modifica all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e disposizioni concernenti la formazione delle classi nelle scuole di ogni ordine e grado, per la quale si è chiesto il parere del Governo sulla copertura finanziaria.Nei prossimi mesi ci si attende che vengano banditi concorsi già annunciati per la scuola secondaria I e II grado, per il corso TFA sostegno, per il concorso ordinario selettivo per 10.183 posti per la scuola primaria e che si concludano quelli in corso: concorso riservato per la primaria e l’infanzia, il concorso riservato agli abilitati per la secondaria, il concorso per il reclutamento dei dirigenti e per i DSGA.
Sulla mobilità, il sindacato autonomo intende dare battaglia per avviare un piano straordinario sul 100 per cento dell’organico di diritto e di fatto su posti vacanti e disponibili, per eliminare il blocco su sostegno e per riconoscere il servizio svolto nelle scuole paritarie, oltre che per riconoscere per intero servizio pre-ruolo nelle graduatorie interne d’istituto.
Nel 2019 potrebbe concretizzarsi la realizzazione dell’autonomia differenziata di alcune regioni, il cui iter è stato già avviato e che porterebbe alla gestione di importanti materie, quali organici, assunzioni e trasferimenti con effetti incerti e differenziati con grande preoccupazione dei risvolti problematici che questa scelta comporterebbe, innanzitutto per il Veneto e le altre regioni interessate come la Lombardia e l’Emilia Romagna. “Il primo partito di governo, – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato – sulla regionalizzazione della scuola, come della sanità e di altri servizi pubblici essenziali, deve uscire allo scoperto. Senza ripensamenti o posizioni contraddittorie. La nostra organizzazione lo ha fatto da tempo. Ricordando che stiamo parlano di un tentativo che diversi governi hanno tentato, inutilmente, di attuare: in tutti i casi, però, le aule dei tribunali hanno rimesso le cose a posto, stoppando sul nascere i vari progetti per palese incostituzionalità”.

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SCUOLA e P.A.: A 3,3 milioni di dipendenti stipendi incrementi tra 8 e 14 euro dal 1° aprile 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2019

La Legge di Stabilità sblocca l’indicizzazione del tasso di indennità di vacanza contrattuale rimasto fermo per dieci anni senza recuperare l’aumento del costo della vita registrata, ma ancorandosi a quella programmata. Salvato per il solo nuovo anno l’elemento perequativo mentre possono partire le trattative per l’utilizzo delle risorse stanziate per il rinnovo dei contratti. In attesa di un nuovo accordo, per tutti i lavoratori che operano per lo Stato, alla fine, per tutto il 2019, non si andrà oltre la previsione dell’indennità di vacanza contrattuale, pari allo 0,42 per cento dal 1° aprile al 30 giugno prossimi e allo 0,7 per cento a decorrere dal 1° luglio 2019.Per Marcello Pacifico (Anief), quando si aprirà il tavolo per il rinnovo dei contratti, il Governo dovrà chiarire se ha l’intenzione di recuperare il gap perso rispetto all’aumento dell’IPCA registrato nell’ultimo decennio. L’incremento di 5 punti di stipendio col vecchio contratto rimane molto distante dai 14 punti di aumento dell’inflazione registrata tra il 2008 e il 2018: Anief ribadisce il consiglio ai dipendenti pubblici, a partire da docenti e Ata, di ricorrere in tribunale per il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2015-18, in modo da recuperare almeno il 50% del tasso IPCA non aggiornato dal settembre 2015.

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Scuola: Sostegno record, gli alunni iscritti sono più di 300 mila

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2019

Per fronteggiare l’alto e crescente numero di alunni con disabilità occorrono nuove disposizioni e da adottare con urgenza: oltre alla trasformazione dei 50 mila posti a tutti gli effetti vacanti in disponibili, oggi furbescamente lasciati in deroga, grazie al mantenimento in vita della Legge 128/14, è necessario provvedere a formare nuovi insegnanti. Perché se è vero che vi sono già alcune decine di migliaia di insegnanti precari già specializzati, confinati assurdamente nelle GaE, è altrettanto vero che secondo quanto ha riferito l’Istat ad inizio 2019, il 36% dei docenti di sostegno insegnerebbe senza titolo. Per fronteggiare questa emergenza di personale specializzato, confermata dai dati Istat di alcuni giorni fa, il sindacato Anief, ha presentato alla prima Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama una richiesta di modifica al decreto Semplificazioni, nella quale si chiede di far valere, per l’accesso sovrannumero ai corsi di specializzazione, “l’idoneità conseguita a seguito di superamento del concorso ordinario”. Intanto, il Tar Lazio ha condannato l’Ufficio scolastico regionale siciliano sul meccanismo con il quale quest’ultimo ha determinato i posti per gli alunni disabili relativi agli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019. Annullando tutti gli atti amministrativi collegati alla determinazione degli organici di sostegno nell’Isola. La sentenza sarà discussa lunedì con l’assessore regionale all’istruzione e alla formazione professionale e martedì presso l’Usr Sicilia, quando la delegazione Anief chiederà la trasformazione di tutti i posti in deroga tra i 7 mila rilevati dovuta a effettive esigenze in organico di diritto.

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I nuovi manuali per il concorso a cattedra

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Sono in libreria i primi tre manuali per i concorsi a cattedra 2019. Li pubblica Scholé, marchio dell’editrice Morcelliana dedicato alla didattica ed alla pedagogia e sempre più apprezzato nel mondo della scuola. I volumi (Scuola dell’infanzia, Scuola primaria, Sostegno), realizzati da noti specialisti, si contraddistinguono per la loro affidabilità e completezza, costituendo un valido aiuto nella preparazione alle prove. Paola Amarelli, Mario Falanga, Michele Falco, Alessandro Sacchella sono gli autori del Manuale per il concorso a cattedra 2019. Scuola primaria (pp. 304, euro 23) e del Manuale per il concorso a cattedra 2019. Scuola dell’Infanzia” (pp. 336, euro 23). Entrambi presentano tutti i temi previsti dal bando ed esercitazioni per la prova orale, nella quale il candidato dovrà presentare alla commissione la progettazione di un’attività didattica, illustrando e motivando le scelte compiute. I testi sono articolati in due parti, una più operativa e una più teorica. Nella prima: come prepararsi alla prova concorsuale; presentazione di attività didattiche con relative scelte contenutistiche e metodologiche; domande guida per costruire un’attività didattica. Nella seconda, per ogni argomento si forniscono: la definizione, una breve argomentazione, i riferimenti teorici e normativi; una mappa con i concetti chiave; una bibliografia ragionata. Diversi i temi affrontati dal manuale per la scuola primaria: le caratteristiche e dinamiche del contesto di sviluppo e apprendimento; l’autonomia scolastica; la governance e il funzionamento amministrativo; l’organizzazione della scuola primaria; l’ordinamento scolastico – la scuola primaria e indicazioni nazionali; la professionalità docente. Questi invece i nodi teorici del testo pensato per la prova concorsuale relativa alla scuola dell’infanzia: bambini, bambine, famiglie e contesti di sviluppo e apprendimento; autonomia scolastica; indicazioni nazionali: curricolo e progettazione; organizzazione della scuola dell’infanzia; le tecnologie nella didattica; la professionalità docente; le lingue comunitarie (inglese, francese e spagnolo).Completano i manuali agili esercitazioni nelle lingue comunitarie richieste. Luigi d’Alonzo è invece autore del Manuale concorso a cattedre 2019. Sostegno (euro 25, p. 288), uno strumento utilissimo per la preparazione alla prova, con una sintesi di legislazione e normativa scolastica, una presentazione del sistema educativo di istruzione e formazione, l’esame delle problematiche educative e didattiche più significative per la scuola di oggi. Il volume contiene anche una ricognizione sui nodi della didattica in aula e un quadro completo delle questioni che caratterizzano l’insegnamento con persone con disabilità: la pedagogia speciale, la didattica per gli allievi con Bisogni Educativi Speciali, la gestione del soggetto problematico, la didattica speciale inclusiva.

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Scuola: Decreto Semplificazione, emendamenti Anief

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Anief chiede l’avvio di una fase di mobilità straordinaria per tutto il personale docente di ruolo.Con la scomparsa degli ambiti territoriali, serve semplificare nuovamente le procedure dei trasferimenti e dei passaggi di ruolo del personale docente e ripercorrere una mobilità straordinaria su tutti i posti vacanti in organico di diritto e di fatto senza fase alterne o algoritmi. Appare necessaria anche l’organizzazione di corsi abilitanti a costo zero per lo Stato rivolti al personale a tempo indeterminato per evitare pure situazioni di sovrannumerarietà. La proposta vuole essere una prima risposta alle domande poste dai docenti esiliati o immobilizzati dalla Buona scuola. Uno dei provvedimenti utili al miglioramento organizzativo dei nostri istituti scolastici è l’avvio di una fase di mobilità straordinaria rivolta a tutto il personale docente di ruolo, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia: l’occasione è dovuta alla cancellazione degli ambiti territoriali prevista dalla Legge di Bilancio approvata dieci giorni fa alla Camera in via definitiva. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Approvando il nostro emendamento sull’apertura della mobilità a tutti i docenti già immessi in ruolo si semplifica il passaggio di tanti insegnanti assunti nell’ultimo biennio su ambito territoriale, sino ad oggi privati di certezze sulla loro collocazione.

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Scuola: Selezione dei dirigenti scolastici da destinare all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Udir informa che sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 gennaio 2019 è stato pubblicato il bando per la “Selezione dei dirigenti scolastici da destinare all’estero” (Decreto n. 2020): infatti il Miur ha indetto un concorso pubblico, per titoli e colloquio, che porterà all’assunzione di DS da destinare all’estero. Il colloquio, obbligatorio, è comprensivo dell’accertamento linguistico. La domanda va inviata per via telematica, attraverso il sistema POLIS, dalle ore 9.00 del 12 gennaio 2019 fino alle ore 23.59 del 28 gennaio 2019.Alla selezione possono partecipare i DS delle “istituzioni scolastiche ed educative statali assunti con contratto a tempo indeterminato che all’atto della domanda abbiano maturato, dopo il periodo di prova, un servizio effettivo di almeno tre anni in territorio metropolitano nel ruolo di appartenenza”. Ai fini del bando, l’anno scolastico in corso non viene conteggiato. È necessario avere una certificazione linguistica non inferiore al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER) per le aree linguistiche: inglese, francese, tedesco e spagnolo – la laurea magistrale in lingua è considerata corrispondente al livello C1. Bisogna aver partecipato anche ad attività formative, organizzate da soggetti accreditati dal Miur, su tematiche afferenti all’intercultura, all’internazionalizzazione o al management. Non sono ammessi alla selezione coloro che nell’arco dell’intera carriera abbiano già svolto due periodi all’estero ciascuno dei quali di sei anni scolastici consecutivi, inclusi gli anni in cui ha luogo l’effettiva assunzione in servizio, e i due periodi non siano separati da almeno sei anni scolastici di effettivo servizio nel territorio nazionale e coloro che non possano assicurare alla data di pubblicazione della procedura di selezione a normativa vigente la permanenza in servizio all’estero per sei anni scolastici a decorrere dal 2019/2020. Di anno in anno, in occasione dell’individuazione dei candidati per la destinazione all’estero, saranno successivamente depennati dalla graduatoria coloro che non potranno assicurare la permanenza all’estero per i successivi sei anni. Per essere ammessi al colloquio bisogna totalizzare 25 punti nella valutazione dei titoli culturali, di servizio e professionali; la valutazione finale sarà espressa in centesimi.

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Scuola: Mancano 150 mila docenti

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Con quota 100, senza tale soluzione, si rischia di continuare ad abusare sui contratti a termine e a essere condannati dall’Europa. Si potrebbe anche reclutare dalle graduatorie d’istituto da cui lo Stato chiama la maggior parte dei supplenti sui posti vacanti, insieme ai nuovi concorsi se proprio non si vogliono riaprire le graduatorie ad esaurimento, come già fatto due volte nell’ultimo decennio: a chiederlo alla I Commissione Affari Costituzionali del Senato, con due distinti emendamenti al decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, il cosiddetto decreto Semplificazioni, è stato il sindacato Anief. Chiesta anche la salvaguardia dei ruoli conferiti e l’assunzione pure degli idonei degli ultimi concorsi. Con queste richieste, formalizzate lunedì scorso in audizione, l’organizzazione che opera in difesa dei lavoratori della scuola intende dare una prima risposta all’altissima percentuale di precarietà del mondo scolastico, più che doppia rispetto agli altri comparti, diventata ancora più preoccupante dopo che nell’anno in corso la supplentite anziché ridursi è tornata pericolosamente a crescere, superando i 150 mila contratti a tempo determinato con scadenza 30 giugno o 31 agosto 2019. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): se non si dà seguito alle nostre richieste, considerando anche i pensionamenti derivanti da quota 100 e la tendenza a disertare le convocazioni per mancanza di aspiranti dalle graduatorie concorsuali e permanenti, nel prossimo mese di settembre la situazione del precariato potrebbe esplodere.

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Scuola: Bonus merito

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Il bonus merito introdotto nel 2015 con la Buona scuola deve essere allargato a tutto il personale docente, anche precario, perché spesso coinvolto dal Collegio dei Docenti in tutte quelle attività oggetto di valutazione da parte del dirigente scolastico, e dalle attività formative da esso predisposte, unitamente al personale ATA ed educativo, la cui formazione è predisposta nel PTOF. Sono due le proposte emendative illustrate da Anief in I e VIII Commissione del Senato al Decreto Legge Semplificazioni. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Escludere a priori centinaia di migliaia di lavoratori è stato un atto inappropriato, perché si è negata l’assegnazione del bonus merito e dell’aggiornamento del personale coinvolto in alta percentuale in progetti a supporto della didattica e per promuove attività di svariato genere. Ancora di più se pensiamo che il precariato scolastico in Italia copre quasi il 15% del corpo docente e al fatto che tra il personale Ata vi sono oltre 200 mila lavoratori e che gli educatori dei convitti sono nel contratto inquadrati come dei maestri di scuola primaria.

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Scuola: Concorso infanzia e primaria, cifre ridicole e niente esonero per i commissari. in Lombardia la procedura si blocca

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

Il Ministero dell’Istruzione punta tutto sui concorsi, opponendosi ottusamente alla riapertura delle GaE, ma continua a mantenere dei compensi per i commissari così bassi da comprometterne il regolare svolgimento: dopo la selezione riservata agli abilitati, voluta dal Governo Renzi, ora è la volta del concorso straordinario per infanzia e primaria indetto con DDG n. 1456 del 7 novembre scorso. Nella regione lombarda, “le istanze pervenute – informa l’Ufficio Scolastico – non risultano sufficienti al fine della corretta formazione delle commissioni, pertanto è stato pubblicato un secondo interpello con scadenza 14 gennaio”. La restrizione maggiore rimane quella che deriva dai compensi lordi da corrispondere alle commissioni giudicatrici: per il presidente 502 euro, per il componente 418,48 euro; per i segretari 371,84 euro. Al compenso base si aggiunge, per ciascun componente, un compenso integrativo lordo dipendente pari ad 1 euro per ciascun elaborato o candidato esaminato. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), “la decisione del Ministero dell’Istruzione di mantenere dei compensi irrisori per le commissioni giudicatrici del concorso straordinario infanzia e primaria è emblematica di come il nuovo reclutamento imposto dal governo gialloverde faccia acqua da tutte le parti. Tra l’altro aggravata dal fatto che non sono previste ore di esonero dal servizio di insegnamento ordinario. Nel contempo però si continuano ad alzare i paletti contro la stabilizzazione di quei docenti che sono stati già formati dalle Università per fare questo mestiere, tenendo chiuse le GaE.

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SCUOLA e P.A. In pensione con quota 100: quasi pronta la maxi finestra alla legge Fornero per privati e statali fino al 2022

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

Si potrà andare via con l’assegno tagliato massimo del 16%. Tutto dipende dagli anni di contributi non versati rispetto agli attuali requisiti di anzianità. Per Anief, finalmente, si prende atto che l’inopportunità di mantenere i lavoratori in servizio oltre una certa età. Ma nella prossima legge di stabilità devono essere trovate le risorse per evitare questa penalizzazione, perché nella media dei paesi Ue si va in quiescenza a 63 anni con il massimo contributivo.Questa la quota che dovrebbe approdare nei prossimi giorni in Consiglio dei Ministri, forse già dopodomani: la quota 100 – riservata ai lavoratori con almeno 62 anni d’età e 38 di contributi – viene introdotta solo “in via sperimentale per il triennio 2019/2021”. Ancora dubbi sull’entità del taglio dell’assegno, ridotto dal 2% al 16% secondo il sottosegretario Durigon, mentre per l’Ufficio parlamentare di Bilancio dal 5% al 30%, in base alle annualità di anticipo rispetto alla quota ordinaria. In pratica, se un docente della scuola secondaria destinato a lasciare il lavoro a 67 anni con un assegno di circa 1.500 euro netti dovesse decidere di andare in pensione con quota 100 a 62 anni, potrebbe percepire un assegno di 1.200 euro per tutta la pensione. Ciò avviene perché, anticipando l’uscita, si possono far valere meno anni di contributi e il montante pensionistico dovrà essere spalmato su più anni di erogazione. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal) rimane inderogabile la necessità di approvare una legislazione con delle deroghe d’uscita per salvaguardare chi opera nella scuola, le cui professionalità, a partire dai docenti, risultano ad alto rischio burnout.

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I diritti degli oltre 25 mila alunni con disabilità della Sicilia

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

La Sentenza 149/19 del Tribunale amministrativo regionale segna un passo importante per i diritti degli oltre 25 mila alunni con disabilità della Sicilia che ogni anno si vedono cambiare l’insegnante di sostegno supplente, nonostante la metà di essi abbia una disabilità grave certificata. E ora i giudici dicono basta alla prassi seguita dall’Usr per rientrare nei limiti dei posti derivanti dalla legge sulla formazione degli organici. Risale a nove anni fa l’ultima sentenza storica della Consulta (n. 80/2010), la quale dichiarava incostituzionale l’abolizione dei posti in deroga, ormai riutilizzati dal Miur per il 40% degli organici, ovvero 65 mila posti in deroga per 100 mila assegnati ai ruoli. E ora Anief chiederà la trasformazione di molti di questi posti in organico di diritto in ogni altra regione italiana, pena un ricorso d’urgenza nuovo presso il Tar o il commissariamento.
La sentenza pubblicata dal TAR e ottenuta dai legali dell’associazione sindacale Anief non lascia spazio ad interpretazioni: il Miur ha l’obbligo di attivare il numero di posti di sostegno in base all’effettiva esigenza degli alunni disabili e deve rilevare con precisione il fabbisogno su tutto il territorio nazionale per assicurare non solo il diritto all’istruzione e all’integrazione agli alunni disabili, ma anche la continuità didattica attraverso un organico stabile e specializzato.

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Diplomati magistrale: il tribunale potrebbe risolvere l’annoso problema dell’aggiornamento delle GaE

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

Tra febbraio e marzo, sui maestri con diploma conseguito prima del 2002 si esprimeranno il Consiglio di Stato, ancora in plenaria, e poi la Cassazione. Si è giunti a questo ulteriore doppio snodo dopo l’impugnazione della sentenza negativa del Consiglio di Stato del 20 dicembre 2017. Le motivazioni, legate evidentemente ad un problema reale, toccano in modo argomentato più punti della questione: dall’eccesso di potere giurisdizionale al difetto assoluto di giurisdizione, fino alla violazione della Costituzione e della Cedu. Marcello Pacifico (Anief-Cisal) chiede un intervento urgente del Parlamento per risolvere politicamente una questione dal travagliato iter giudiziario: dopo sette sentenze passate in giudicato del Consiglio di Stato, una dell’Adunanza plenaria dal tenore contrario, cresce infatti l’attesa per questo nuovo giudizio della stessa Plenaria sulla validità degli atti presupposti ai decreti di scioglimento della riserva della GaE, in virtù di atti dichiarati illegittimi, il 20 febbraio, e del possibile annullamento della sentenza da parte della Corte di Cassazione, il 12 marzo.

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Scuola – Docenti: lettera aperta al Ministro per risollevare una professione in crisi

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

A realizzarla, attraverso un video pubblico, è stato il dottor Vittorio Lodolo D’Oria, tra i massimi esperti nazionali sulle malattie professionali: l’obiettivo è sensibilizzare il titolare del Miur su quattro aspetti dell’insegnamento, sino ad oggi poco considerati dalle istituzioni ma invece centrali per migliorarne l’efficacia. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sono tutte questioni condivisibili, ad iniziare dallo stress da lavoro correlato, alla base di un numero altissimo di patologie che emergono dopo i 50 anni di età, a seguito dei tanti anni trascorsi dietro la cattedra. Bisogna poi condannare con il massimo rigore tutte le forme di aggressione prodotte verso i docenti pubblici ufficiali. Per quanto riguarda la previdenza, è ovvio che una riforma non strutturale come quella che sta andando ad approvare l’attuale governo giallo-verde non può bastare. Sugli stipendi, il Ministero della Funzione Pubblica, ma anche quello del Mef, devono voltare pagina, riconoscendo prima di tutto il recupero dell’inflazione che si è andata ad accumulare durante gli anni del blocco contrattuale e prendendo come esempio quanto è avvenuto nel settore privato, dove si sono registrati aumenti persino superiori.

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Scuola – Audizione dell’Udir in I e VIII Commissione del Senato sul Decreto-Legge 135/18 “Semplificazioni”

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 gennaio 2019

Alle commissioni di rifermento, presso Palazzo Madama, la delegazione Udir, composta da Patrizia Costantini, Pietro Perziani e Serena Maiorca, ha presentato modifiche per il reclutamento dei ricorrenti al bando di concorso 2011, del nuovo regolamento di contabilità degli istituti, per la valutazione dei dirigenti scolastici, sulla responsabilità in tema di sicurezza e di utilizzo delle risorse, del nuovo salario accessorio con il versamento della RIA nel FUN di area. Con questa iniziativa l’Udir inizia il nuovo anno in prima linea e, nella giornata odierna, richiede modifiche al disegno di legge n. 989, poiché sono molteplici i punti che riguardano il sistema scolastico contenente “Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione”. Il giovane sindacato presenta infatti l’elenco delle proposte di modifica agli articoli 10 e 11 del Decreto – Legge 14 dicembre 2018, n. 135. Il testo, diviso in 5 sezioni, chiede nelle specifico: la semplificazione del reclutamento dei DS; la semplificazione della contabilità dell’istituto; la semplificazione della valutazione dei dirigenti scolastici; la semplificazione delle norme sulla sicurezza degli istituti scolastici; il salario accessorio dei dirigenti scolastici.Per quanto riguarda la semplificazione del reclutamento dei dirigenti scolastici, la norma intende semplificare le procedure “prevedendo l’ammissione dei ricorrenti avverso il bando di concorso 2011 e dei presidi incaricati a un nuovo corso intensivo per l’immissione nei ruoli di dirigente scolastico per sanare il contenzioso in corso giunto alla Corte Costituzionale sulla legittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 88, della legge n. 107/15 e delle successive assunzioni disposte. Le ulteriori risorse finanziarie sono reperite dal fondo della Buona scuola”.Per il campo invece concernente la semplificazione della contabilità d’Istituto, si chiede di aggiungere al comma 2, articolo 10, che “le risorse rese disponibili per ogni anno scolastico e non assegnate negli anni scolastici precedenti ad ogni istituzione scolastica sono impiegate dalla stessa negli anni successivi anche per finalità diverse da quelle originarie”, per poter quindi assicurare l’utilizzo integrale delle risorse ripartite dal Fondo “La Buona scuola” di cui all’articolo 1, comma 202 della legge 13 luglio 2015, n. 107, come incrementate dai risparmi autorizzati dall’articolo 1, comma 793 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e attuare le attività di istruzione, di formazione e di orientamento proprie dell’istituzione interessata, come previste ed organizzate nel piano triennale dell’offerta formativa, di seguito denominato P.T.O.F.”. Infatti, alla luce delle improrogabili esigenze di funzionamento delle istituzioni scolastiche, la norma semplifica le procedure di utilizzo delle risorse del Fondo per “La Buona Scuola” e delle altre eventuali risorse finanziarie non distribuite senza aggravio di spese per la finanza pubblica.
Il sindacato richiede anche la semplificazione della valutazione dei DS, attraverso l’aggiunta, all’articolo 10, del seguente comma: “a partire dall’a. s. 2019/2020, la valutazione dei dirigenti scolastici si effettua con le stesse modalità previste per i dirigenti dell’AFAM, delle Università e della Ricerca confluiti nella stessa Area Istruzione e Ricerca di cui all’Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro sottoscritta il 13 dicembre 2018 per il Triennio 2016-2018. Conseguentemente entro 180 giorni dall’approvazione della presente legge è emanato dal Ministro dell’Istruzione e della Ricerca una Direttiva sulla valutazione dei dirigenti scolastici nel rispetto di quanto già disposto dall’articolo 1, comma 93 della legge 13 luglio 2015, n. 107. Conseguentemente, a partire dal 1 settembre 2019, cessa di aver efficacia la composizione del nucleo di valutazione previsto dal successivo comma 94, dell’articolo 1 della suddetta legge. Gli eventuali risparmi di spesa sono versati nel Fondo Unico Nazionale di cui all’articolo 42 del Contratto Collettivo Nazionale Lavoro del 1 marzo 2002”. La norma intende infatti adottare, nel rispetto delle competenze specifiche individuate dal legislatore sul ruolo e le responsabilità del dirigente scolastico, le stesse modalità di valutazione riservati agli altri dirigenti confluiti nella stessa area dell’istruzione e della ricerca il Fondo Unico Nazionale di cui all’articolo 42 del Contratto Collettivo Nazionale Lavoro del 1 marzo 2002 a seguito dell’approvazione del CCNQ del 13 LUGLIO 2016. Si passa ora a un argomento molto sentito da Udir, quello sulla Sicurezza: si intende infatti snellire l’iter, in modo da semplificare le norme sulla sicurezza degli istituti e da fortificarne l’efficacia, rendendo il proprietario dell’immobile responsabile delle varie azioni di messa in sicurezza. Si vuole infatti aggiungere all’articolo 10, dopo il comma 2, che: “Nell’ipotesi di pericolo grave, immediato e imprevedibile, il Dirigente Scolastico ha la facoltà di inibire porzioni di spazi didattici o l’intera Istituzione scolastica ed educativa, senza essere sanzionato per il reato d’interdizione di pubblico servizio e senza la necessità di recuperare le giornate lavorative didatticamente perse per il raggiungimento della soglia dei duecento giorni di lezione, dando comunicazione al Proprietario dell’immobile nonché al Prefetto”. Il Proprietario dell’immobile, ricevuta la notifica dell’inibizione parziale o dell’interdizione dell’intera Istituzione scolastica, è obbligato ad intervenire repentinamente mediante relazione tecnica, al fine di trovare una soluzione alternativa utile al prosieguo in sicurezza delle attività didattiche. Inoltre, ogni “Dirigente Scolastico è autorizzato a creare nel bilancio annuale d’Istituto un capitolo di spesa destinato alla sicurezza, al fine di far fronte agli obblighi per la costituzione del R.S.P.P. e del S.P.P cui poter stornare qualunque tipologia di risorse assegnate annualmente alle Istituzioni scolastiche ed educative dal Ministero del Lavoro di concerto con il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca e del Ministero dell’Economia e Finanza mediante specifico capitolo di spesa oltre a quelle previste dall’articolo 39 del Decreto Interministeriale del 28 agosto 2018, n. 129”. Si passa poi all’ultima sezione, il Salario accessorio; si intende aggiungere la lettera C all’articolo 11 comma1: “c) alle quote di retribuzione individuale di anzianità dei dirigenti scolastici cessati dal servizio a partire dal 31 agosto 2012. Conseguentemente è rideterminato, dal 1 settembre 2019, il Fondo Unico Nazionale di cui all’articolo 42 del Contratto Collettivo Nazionale Lavoro del 1 marzo 2002. Per quanto riguarda il recupero delle quote spettanti ai dirigenti in servizio dal 1 settembre 2012 si provvede mediante utilizzo delle risorse destinate alla contrattazione collettiva nazionale di lavoro in favore dei Dirigenti Scolastici integrate da quelle previste dall’articolo 1, comma 86, della legge 13 luglio 2015, n. 107, come modificata dall’articolo 1, comma 591, della legge 29 dicembre 2017, n. 205 e da ulteriori risparmi di spesa”.

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Rientro a scuola con qualche chilo in più

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 gennaio 2019

La Befana è volata via a bordo della sua scopa e con lei sono finite le vacanze di Natale. I giorni di festa hanno portato ai bambini i tanto sospirati regali ma anche qualche chilo di troppo. Merito (o colpa) dell’alimentazione sregolata di queste due settimane di festività.
La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale fornisce utili consigli per tornare sui banchi in forma e per “rimettere in sesto” l’intestino del bambino.L’alimentazione, spiegano gli esperti della SIPPS, deve essere reimpostata sulla base dei quattro pasti principali, dicendo ‘No’ ai digiuni forzati, ma con una ripresa progressiva dell’attività motoria e una cura nella preparazione dei pasti. Soprattutto per quanto riguarda il periodo natalizio che ci siamo appena lasciati alle spalle, non sono soltanto le trasgressioni alimentari a causare disturbi ma la colpa va ricercata anche dei numerosi virus circolanti, che possono creare problemi all’apparato digerente. Può anche succedere, ad esempio, che una classica indigestione alteri la flora batterica e renda l’intestino più vulnerabile nei confronti di eventuali patogeni. Oppure che un microrganismo, che inizialmente causa febbre, tosse e altri sintomi respiratori, possa favorire anche nausea, vomito, scariche liquide, interferendo sui processi digestivi.
Quali sono, allora, i provvedimenti più indicati per aiutare il bambino a stare meglio?
“Innanzitutto bisogna seguire un’alimentazione semplice – afferma il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS -, non necessariamente “in bianco”, ma caratterizzata da piatti poco conditi ed elaborati: spaghetti al pomodoro, bistecca o pesce ai ferri, oltre a pasta e fagioli e minestrone. Fondamentale è anche un giusto equilibrio tra alimenti animali e vegetali: sulla tavola devono sempre trovare posto frutta e verdura e se proprio non fossero graditi al bambino, se pure con una perdita delle fibre queste fonti di nutrienti importantissimi possono essere proposte sotto forma di succhi e centrifugati, preparati in casa e consumati al momento”.Attenzione, poi, alle quantità dei pasti consumati nell’arco della giornata.“In presenza di disturbi – aggiunge il Dott. Piercarlo Salari, pediatra responsabile del Gruppo di Lavoro per il sostegno alla genitorialità della SIPPS – è meglio che siano leggeri e frequenti piuttosto che radi e abbondanti. I grassi devono essere consumati in quantità ridotte per una questione calorica, perché rallentano e appesantiscono la digestione. Se poi l’assunzione di latte dovesse causare meteorismo o diarrea, la motivazione potrebbe essere legata a un deficit anche estemporaneo di lattasi, l’enzima che degrada il lattosio in due zuccheri semplici e più facilmente digeribili. In questo caso si può fare ricorso a un preparato, disponibile sotto forma di integratore alimentare, a base proprio di questo enzima. Se i disturbi dovessero persistere e insinuare il sospetto di una reale intolleranza al lattosio, si può eseguire uno specifico test per la sua conferma. Non dimentichiamo l’importanza che riveste l’attività fisica, vero e proprio stimolo favorevole sulla motilità del tubo digerente, e l’assunzione di preparati probiotici, utili a ripristinare un assetto equilibrato della microflora intestinale. Infine, se si è stravolto il ritmo sonno-veglia sarà opportuno un recupero graduale degli orari tradizionali”.

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