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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Archive for the ‘scuola/school’ Category

Maturità, solo colloquio online? Anief dice sì: gli esami via internet si fanno già all’Università

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Perché ci si scandalizza se in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, il ministero dell’Istruzione decide di fare gli esami di Stato per via telematica? A sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. In una intervista rilasciata alla rivista Orizzonte Scuola, il sindacalista autonomo viene sollecitato sulla liceità dei contenuti dell’ultima bozza di Decreto Legge su scrutini, esami e fine anno che il Consiglio dei ministri emanerà tra breve. Con il perdurare dell’emergenza sanitaria, a seguito del contagio da Covid-19, si va verso l’ammissione di tutti gli studenti agli esami di Maturità e delle prove ridotte a un solo colloquio online. Secondo il sindacato Anief, è una soluzione fattibile. Anche se non è l’unica possibile.Quella degli esami svolti con l’utilizzo di piattaforme telematiche, con i docenti e gli studenti collegati in tempo reale, è una modalità che viene utilizzata negli atenei già per gli esami e le lauree, ricorda il leader dell’Anief Marcello Pacifico. Secondo noi, dice il sindacalista autonomo “va bene come soluzione. L’importante è che si tenga conto del programma che si è svolto fino ad oggi. L’esame può essere svolto in maniera telematica senza pensare di rinviarlo”.L’alternativa, sarebbe quella di spostare di alcuni mesi le modalità tradizionali di svolgimento degli Esami di Stato, previste dal decreto 62/2017, attuativo della Legge 107 del 2015. Qualora, dice ancora Marcello Pacifico, si creda che “possa non essere ottimale per consentire ai ragazzi, dal punto di vista emotivo, di svolgere gli esami per via telematica, allora si può pensare di rimandarli a settembre o ottobre”.
In caso di rientro a scuola prima del 18 maggio, si procederà ad una maturità “light” con seconda prova a carattere nazionale sostituita da una prova predisposta dalla singola commissione di esame, affinché detta prova sia aderente alle attività didattiche in concreto svolte nel corso dell’anno scolastico. Se invece si dovesse tornare a partire dal 18 maggio prossimo, in questo caso si deduce che per ragioni sanitarie gli esami non potranno svolgersi in presenza, con l’eliminazione delle prove scritte di esame e la sostituzione con un unico colloquio, da attuare online, stabilendone contenuti, modalità e punteggio e specifiche previsioni per i candidati esterni.

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Dirigenti scolastici: Connettività sui territori discriminante, dispositivi non sufficienti per la richiesta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Come si evince dal comunicato emanato dal Miur, 85 milioni sono stati stanziati dal governo per aiutare la scuola. Precisamente, 70 milioni saranno distribuiti alle scuole per aiutare gli studenti meno abbienti: tutti questi saranno dotati di dispositivi digitali, in comodato d’uso, per fruire della didattica a distanza. 5 milioni serviranno a formare il personale scolastico e i restanti 10 milioni serviranno per favorire l’utilizzo di piattaforme e-learning e dotarsi di strumenti digitali utili per continuare la didattica a distanza.
La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha spiegato che è stato scelto un criterio che consentirà al Miur di raggiungere al meglio le zone e le famiglie con maggiore necessità. “Queste che distribuiamo sono risorse importanti per la scuola con cui oggi rispondiamo a un’emergenza, ma attraverso cui gettiamo anche le basi per il futuro. Tutto quello che stiamo facendo in questo momento rappresenta un patrimonio che ci resterà e consentirà alla comunità scolastica di crescere e migliorarsi ancora”.
I criteri per la distribuzione dei 70 milioni per la didattica a distanza sono due: il primo, è il numero totale degli alunni di un Istituto (per il 30% del totale dell’importo); il secondo, è l’indicatore Ocse Escs (indicatore dello status socio-economico-culturale dello studente) per il 70% del totale dell’importo.Tutti i dirigenti scolastici potranno usufruire dei fondi non appena arriveranno nelle casse dei loro istituti. Peccato che, questa soluzione non risolva il problema. In primis perché il paese non è connesso, molti piccoli paesi non possono utilizzare una connessione internet decente, ed è un problema generale italiano, visto che negli anni abbiamo lasciato che la diffusione della connessione venisse fatta solo da società di mercato che pertanto avevano interesse a servire solo quelle zone con molta utenza. Poi non dimentichiamoci che siamo un paese ancora analogico, nonostante le bugie che ci siamo raccontati fino ad ora. Il digitale è ancora lontano e, infatti, siamo piombati nel caos proprio adesso che sarebbe servito. Sia per il ritardo con cui queste misure sono state varate e saranno effettive sia perché non tutti gli alunni in difficoltà saranno davvero aiutati. Infatti, non è previsto alcun rimborso per famiglie che, nonostante comprovati disagi economico-sociali, hanno già comprato un computer o un tablet al figlio, o per famiglie poco abbienti che hanno dovuto ricorrere a ripetizioni on line, perché non sanno come seguire il figlio nelle nuove richieste della scuola digitale.Inoltre, facciamo due conti: ogni scuola ha a disposizione circa 10 mila euro, e dunque potrà comprare giusto una settantina di tablet, essenziali, che tempo due anni saranno già superati, ma di certo resteranno fuori molti che comunque potrebbero averne avuto bisogno. Inoltre le scuole hanno mediamente 800 alunni, quindi il dato è ridicolo. Senza contare che, dati in comodato d’uso agli alunni, verranno restituiti da riparare e da resettare a ogni prestito. Con il nuovo provvedimento, inoltre, saranno ripartiti fra le scuole del primo ciclo, mille assistenti tecnici informatici previsti dal decreto “Cura Italia”. Perché, altra verifica sul campo, sono i docenti della materna e dell’infanzia i più spiazzati dalla didattica on line.Infine, 43,5 milioni sono stati stanziati per fare pulizie straordinarie e acquistare gel e prodotti per l’igiene. Ci fa molto piacere tutta questa attenzione alla pulizia delle scuole. Va segnalato, altresì, che le regioni hanno finanziato l’acquisto di dispositivi per ordine di arrivo di richiesta e non per ordine di bisogni su territori deprivati; il fatto si commenta da solo.Non si è poi ben capito il finanziamento per connettività: possono le scuole acquistare sim per darle in comodato d’uso? Esiste un rischio se sono intestate alla scuola per uso improprio delle sim, per omessa vigilanza delle famiglie (altro carico per famiglie e scuola)?

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Scuola: è inutile fare uscire i bandi di concorso, li impugneremo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Il Governo sbaglia se pensa di emanare le procedure selettive e non aggiornare le graduatorie di istituto: per la scuola avrebbe effetti disastrosi. Lo dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, durante un’intervista pubblicata oggi sulla rivista Orizzonte Scuola: commentando l’ultima bozza di Decreto Legge sulla fine dell’anno scolastico, su cui si esprimerà a breve il CdM, il sindacalista ha ricordato che “i bandi di concorso non possono portare nei prossimi mesi, non prima di questa estate, l’espletamento dei bandi stessi e quindi significa che il prossimo anno scolastico” prenderà il via “con il record della supplentite: più di 200mila docenti e 40mila Ata”.Perché a settembre 2020 si vuole ritornare alle MAD e al reclutamento fuori graduatoria? E perché poi, visto che i concorsi saranno rinviati, si pensa già oggi a fare una retrodatazione eventuale giuridica di chi verrà assunto ad anno scolastico iniziato e non si pensa di assumere quel precario che insegna da anni nelle nostre scuole? A chiederlo, rivolgendosi al ministero dell’Istruzione e al Governo, è il leader dell’Anief Marcello Pacifico.I testi di cui si attende la pubblicazione sono il bando di concorso straordinario secondaria I e II grado, procedura per il ruolo; il concorso ordinario secondaria I e II grado; la procedura rivolta a maestri d’infanzia e primaria; il bando di concorso straordinario secondaria I e II grado, procedura per l’abilitazione, anche se quest’ultimo non sappiamo se rientrerà nel “pacchetto”. La loro pubblicazione, tuttavia, non potrà essere utile per evitare di assistere a settembre al più grande reclutamento di precari della storia della scuola pubblica italiana. Anief ha ben chiaro tutto questo e ha chiesto di evitare il disastro, chiedendo alla V commissione del Senato di approvare degli emendamenti specifici al decreto Cura Italia.

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Coronavirus e scuola dell’obbligo. Una soluzione alla francese?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Il ministro francese dell’Educazione Nazionale, Jean-Michel Blanquer, ha reso note ieri 3 aprile le modalità per il rilascio dei diplomi di Baccalauréat e Brevet (Maturità, un anno prima di quella italiana; e esame di terza media -un anno dopo rispetto a quello italiano):
– Risultati della valutazione continua dell’anno: 1°-2°-3° trimestre (punteggi ottenuti al di fuori del
periodo di contenimento);
– Partecipazione degli alunni durante i periodi di confinamento.
Questi elementi saranno inseriti nella relazione scolastica degli alunni, che sarà esaminata dalle giurie
di delibera all’inizio di luglio, in vista del rilascio del diploma. Nel nostro Paese (e non solo) uno dei maggiori problemi riscontrati nelle lezioni a distanza (dove si fanno, ma questo è un altro problema) è stato e continua ad essere quello delle interrogazioni e dei “compiti in classe”. Chi garantisce che l’alunno stia rispondendo o scrivendo senza nessun altro supporto che non quelli consentiti abitualmente? Impossibile saperlo. Aggiungiamo che “copiare” o altri meccanismi di “supporto non consentito” sono secolarmente utilizzati da gran parte degli studenti, e fior fiore di letteratura ce lo ricorda, ci “conforta” e ci fa spesso sorridere (oggi in Rete, proprio in merito, girano ovunque battute, foto e video talvolta anche esilaranti). Ecco quindi la soluzione francese, che premia il profitto in tempi normali e la presenza/attenzione in questo periodo eccezionale. A noi sembra interessante, e non solo per Maturità ed esame di terza media, ma per tutti gli anni di didattica. Non è il massimo, certo. Ma, oltre a sentire i nostri ministri (anche specifici) dire che decideranno quando si saprà quando e come gli studenti torneranno in classe, o qualche bislacca proposta di scuole aperte quando, d’estate, dovrebbero stare chiuse (come se oggi, al confino, gli studenti non avessero dedicato il loro tempo alla scuola… e la scuola oltre che didattica è anche tempo, perché crediamo sia bene che gli studenti nella loro quotidianità non siano solo tali)… oltre questo, al momento non abbiamo sentito nulla. E quand’anche gli studenti dovessero tornare in classe, rimane il problema del periodo di confino, che valutarlo “solo” come presenza e attenzione (condotta, in gergo “tecnico”) ci sembra appropriato. Rimane il problema di cosa accadrà in seguito per l’istruzione di questi studenti, ché comunque sarà un po’ compromessa. Ma questo nessuno può dirlo oggi, francese o italiano o americano o cinese che sia. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Bozza Decreto Legge su scrutini, esami e fine annose non si rientra dopo il 18 maggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Ok del sindacato per l’accesso degli alunni alla classe successiva, con recupero dei debiti dal settembre prossimo e con lo stesso personale in questo momento impegnato, ma NO al recupero del tempo scuola trascorso. Anief chiede di delegare gli organi collegiali per la valutazione di quanto fatto in ogni classe, istituto. Sulla maturità, esame orale in video-conferenza o rinvio in autunno, basta decidere presto.L’ultima bozza del documento contiene importanti novità per l’anno scolastico in corso e l’inizio del prossimo, riguardo valutazioni, scrutini ed Esami di Stato.Per quanto riguarda l’ammissione alla classe successiva, ai docenti viene detto, stando all’attuale testo del Decreto Legge, che “possono prevedere la definizione dell’eventuale recupero degli apprendimenti per gli alunni delle classi intermedie in tutti i cicli di istruzione relativi all’anno scolastico 2019/2020, nel corso dell’anno scolastico successivo a decorrere dal 1° di settembre 2020, quale attività didattica ordinaria”. In pratica, se dovesse passare questa parte del testo, si dà indistintamente il via libera agli alunni per l’accesso alla classe successiva, dando loro la possibilità di recuperare poi a partire dal mese di settembre 2020.Implicitamente, quindi, le valutazioni di queste settimane, realizzate in “remoto” attraverso la teledidattica, spesso anche con mezzi di fortuna, e con disparità notevoli in fase di fruizione per via del digital divide, vengono saggiamente ridimensionate: pur avendo bene chiaro la connotazione docimologica delle formazione, a prescindere dal mezzo e dalle modalità adottate, su quali basi, anche giuridiche, poggerebbe un’interrogazione o un compito realizzato senza avere certezze sulla regolare esecuzione da parte del discente? Ma soprattutto, con quali criteri razionali si potrebbe valutare in modo negativo uno studente volenteroso e meritevole, però penalizzato da oggettivi problemi di accesso e di gestione delle tecnologie informatiche?Appare condivisibile, partendo da questo assunto, l’ammissione indistinta alla classe successiva. Come appare inevitabile la decisione di adottare una deroga alle norme sugli esami conclusivi di Stato, quindi al decreto attuativo della Buona Scuola n. 62 dell’aprile 2017, sia per gli esami conclusivi della scuola media sia per quelli della maturità.Per l’esame di scuola media, in particolare, tutti i passi normativi che riguardano i criteri di ammissione all’esame “vengono derogati. In pratica non ci saranno non ammessi”, scrive la stampa specializzata. Di fatto, “sulla base dell’evolversi dell’emergenza sanitaria, il Ministero potrà derogare gli articoli 8 e 10 del Decreto legislativo del 13 aprile n 62”, arrivando anche a “procedere all’eliminazione di una o più prove, rimodulando anche le modalità di attribuzione del voto finale” e a “sostituire l’esame di Stato con una valutazione finale da parte del consiglio di classe”. Inoltre, le modifiche all’esame saranno prese sulla base delle future decisioni circa il rientro o meno a scuola in seguito all’emergenza Coronavirus.Sulla maturità, solo per l’anno scolastico in corso, si andrebbe a derogare il comma 2 dell’articolo 13 del Decreto legislativo del 13 di aprile 2017 sull’ammissione dei candidati agli esami di Stato, rispetto alla frequenza di tre quarti del monte ore annuale, alla partecipazione alle prove Invalsi, allo svolgimento delle attività di alternanza, alla votazione non inferiore ai sei decimi. Poi, in caso di rientro a scuola prima del 18 maggio, si procederà ad una maturità “light” con seconda prova a carattere nazionale sostituita da una prova predisposta dalla singola commissione di esame, affinché detta prova sia aderente alle attività didattiche in concreto svolte nel corso dell’anno scolastico. Se invece si dovesse tornare a partire dal 18 maggio prossimo, in questo caso si deduce che per ragioni sanitarie gli esami non potranno svolgersi in presenza, con l’eliminazione delle prove scritte di esame e la sostituzione con un unico colloquio, da attuare per vie telematiche, stabilendone contenuti, modalità e punteggio e specifiche previsioni per i candidati esterni.

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Scuola: Campidoglio, attivato sostegno a distanza per alunni disabili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Attivato il sostegno a distanza per gli alunni disabili degli istituti di Roma Capitale.Spetterà ai Municipi, in qualità di stazioni appaltanti, il compito di stipulare gli accordi con gli Operatori economici affidatari dei servizi.Gli stessi operatori economici lavoreranno, insieme agli Istituti Comprensivi, alla progettazione, stabilendo le modalità di funzionamento dei servizi forniti, le attività educative svolte, le misure organizzative adottate, nonché le specifiche attività di sostegno alla didattica in relazione ai singoli alunni.Saranno redatti progetti individuali per supportare gli alunni disabili in percorsi condivisi, nell’ambito del PEI (Piano Educativo Individuale), con il coinvolgimento degli OEPA in attività svolte “a distanza”, in supporto e in coordinamento con le attività dei docenti curriculari e di sostegno.Nelle Scuole dell’infanzia capitoline, la co-progettazione sarà attuata tra Operatore economico e il servizio scolastico, rappresentato dalla POSES responsabile di ambito.
“Prosegue l’impegno di Roma Capitale verso tutti i cittadini – dichiara la sindaca Virginia Raggi – e specialmente nei confronti dei soggetti più fragili. Con questo provvedimento rispondiamo ad esigenze concrete delle famiglie con bambini con disabilità e garantiamo i posti di lavoro degli operatori chiamati a svolgere questo importante compito.”“Sin dalla chiusura delle scuole abbiamo pensato ad adottare provvedimenti specifici per l’erogazione del servizio educativo di sostegno alla disabilità, valutando la possibilità di trasformare le ore di assistenza educativa scolastica in interventi domiciliari, ma l’aggravarsi della situazione nazionale, ha reso necessario sospendere questa disposizione per tutelare la salute degli alunni e degli stessi operatori” ha affermato l’assessore alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Veronica Mammì. “Restava però l’esigenza, e abbiamo continuato a lavorare su possibilità alternative, giungendo a questa possibilità concreta di intervento, che garantisce i diritti degli alunni con disabilità, tutelando la sicurezza sia dei ragazzi che dei lavoratori. In questo momento è determinante mantenere uno spirito di comunità, e offrire possibilità di sostegno concreto ai più fragili. Lavoriamo senza sosta perché nessuno si lasciato solo.”

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Coronavirus: scuole paritarie, rette vanno pagate, sconti nidi

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

L’Unione Nazionale Consumatori replica ad Agidae e Fidae sul diritto al rimborso delle rette di scuole e asili nido.”Anche se la posizione di Agidae e Fidae rappresenta un passo avanti, è insufficiente. L’istituto, intanto, non deve valutare l’impatto di eventuali sconti di retta sugli equilibri complessivi della gestione scolastica, ma dare alle famiglie quanto spetta loro di diritto, se non vuole che ai mancati introiti si aggiungano anche le spese legali per le azioni di risarcimento dei consumatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per le scuole, oltre alla restituzioni integrale di tutte le somme versate per i servizi accessori, dallo scuolabus alla mensa, vanno ridati in toto anche i costi delle attività supplementari extrascolastiche, dalle attività sportive ai corsi di lingue. Inoltre, anche in caso di didattica a distanza, per la quale si può sostenere che la prestazione non è stata interrotta ma prosegue con modalità diverse, resta il problema delle famiglie che non hanno la strumentazione adatta a ricevere le lezioni, o perché non hanno il computer o per connessione internet inadeguata. Anche in questo caso scatta il diritto al rimborso parziale delle rate versate, limitatamente al periodo in cui non può fruire del servizio, a meno che la scuola si organizza diversamente, offrendo valide alternative” prosegue Dona.”Per gli asili nido, invece, ovvio che l’iscrizione implica che il bambino sia tenuto presso la struttura e quindi, in caso contrario, scatta il diritto al rimborso integrale della retta versata e non ad uno sconto” conclude Dona.

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Coronavirus e decreto legge scuola, bozza contraddittoria su recupero tempo scuola e nomina precari

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Le lezioni potrebbero iniziare prima per recuperare gli apprendimenti, ma si introduce l’obbligo della didattica a distanza, possibili retrodatazioni giuridiche per immissioni in ruolo, ma si rinvia aggiornamento delle graduatorie di istituto da cui chiamare i supplenti, rinvio elezioni CSPI senza ma si superano i pareri, si bandiscono i concorsi ma senza espletarli. Così come è per Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, bisogna riscriverlo punto per punto: “La comunità educante, le famiglie hanno risposto all’appello del Governo, non può essere ignorato il lavoro svolto. I precari sono stati accanto agli studenti, non possono essere ignorati”. Le rappresentanze democratiche della scuola possono essere rinnovate e devono essere ascoltate non ignorate. Speriamo che il testo sia uno scherzo in ritardo, magari, ieri era il 1° aprile.

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Personale Ata: proroga dei contratti anche per i collaboratori scolastici precari

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Ancora una volta il personale Ata si ritrova in una condizione di sospensione. Le varie circolari pubblicate dal Ministero dell’istruzione dall’inizio dell’emergenza sanitaria Covid-19 hanno lasciato troppi dubbi intrepretativi, in particolare riguardo ai collaboratori scolastici precari cui viene negata la proroga del contratto. Anief invita tutti i dirigenti scolastici a rivedere le proprie decisioni. Intanto, il sindacato ha predisposto un modello per chiedere la proroga del contratto. Contattaci per richiederlo.Marcello Pacifico (Anief): la conferma dei contratti anche per questi supplenti non solo è giusta ma anche utile al contenimento del rischio contagio.Il Ministero dell’istruzione ha deciso di affidare alla discrezionalità delle scuole la possibilità di prorogare o meno i contratti del personale Ata supplente breve, specie dei collaboratori scolastici, nel periodo di sospensione delle attività didattiche. Poiché i collaboratori non possono evidentemente svolgere la loro attività in modalità di lavoro agile, sono stati considerati come personale non essenziale e, pertanto, non sono stati inseriti nelle turnazioni del personale, come invece è stato fatto per i collaboratori di ruolo.Per Anief, invece, l’inserimento dei collaboratori scolastici supplenti è necessario per garantire l’apertura in caso di reperibilità o attività indifferibili disposta dai dirigenti scolastici. E questo non solo per consentire il regolare svolgimento di tali attività in caso di assenza del titolare, ma anche al fine di poter contare su un numero maggiore di collaboratori da far alternare, minimizzando così la presenza dei singoli lavoratori in servizio effettivo e, di conseguenza, i rischi di contagio. Che oggi – lo ricordiamo – deve essere l’obiettivo principale da perseguire in ogni scelta operativa.“Stiamo parlando – afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – di lavoratori e lavoratrici di tutte le scuole di ogni ordine e grado che, da supplenti, in questo periodo così difficile hanno garantito con la loro presenza, la pulizia e la sanificazione dei locali scolastici, fino all’ultimo giorno prima della chiusura delle scuole e che ora si vedono relegati al ruolo di personale di serie B. Per questa ragione chiediamo ai dirigenti scolastici di rivedere le proprie posizioni”.
Anief lancia quindi un appello al Ministero e al Governo perché si garantisca la giusta tutela anche di questi lavoratori attraverso la proroga del contratto, mettendo fine al più presto a questa ingiustizia. Anief ha predisposto un modello per chiedere la proroga del contratto. Tutto il personale Ata interessato può contattare la sede territoriale ANIEF competente per richiederlo.

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Didattica a distanza, Anief chiede di riconoscere lavoro di docenti e Ata

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

L’emergenza coronavirus sta mettendo a dura prova l’operato di docenti e Ata. Per quanto riguarda il problema della didattica a distanza, Marcello Pacifico, leader del sindacato Anief, ha affermato che “dovrà essere, senza dubbio, affrontato dal Governo con un provvedimento normativo. Noi, come sindacato, però respingiamo l’idea che si debba recuperare il tempo-scuola perso, perché non si rende merito a chi sta lavorando ogni giorno nelle scuole, famiglie, dirigenti, alunni e ovviamente il corpo insegnante”.
Sulle problematiche legate ancora alla didattica a distanza, Pacifico ha detto che “bisogna procedere segnalando singoli casi che possono riguardare, ad esempio, problemi riguardanti la mancanza di connessione oppure legati ai Giga, non meno importante il punto da chiarire sulla consegna dei tablet che deve avvenire nel rispetto del distanziamento sociale. E, soprattutto, voglio porre all’attenzione una criticità su tutte: la mancanza di carta che, specie quando si fa didattica a distanza, è invece centrale, visto che i bambini vorrebbero fare dei disegni, colorare, oltre a scrivere. Sottolineo che dal punto di vista del rispetto ambientale è corretto e importante ridurre l’uso di carta, ma c’è da tener presente anche le esigenze dei bambini. Il tutto peggiorato dallo stop alla vendita di prodotti non alimentari o ‘di prima necessità’ all’interno dei supermercati”.

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Scuola: Assunzioni 2020, è corsa contro il tempo

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Anief prende atto che tutte le procedure concorsuali ordinarie e straordinarie risultano sospese per almeno due mesi. Ammesso che vengano bandite, comunque i tempi di attuazione saranno lunghi. Ci sono poi ancora tanti dubbi da sciogliere sui bandi, senza contare che manca pure il parere obbligatorio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Mentre la scuola già in estate ha bisogno di tantissimi docenti, Ata e educatori. Senza l’avvio di un piano B, a settembre sarà il caos.Nell’incontro di ieri con i sindacati, la ministra dell’Istruzione ha ribadito la necessità di bandire presto i concorsi scuola, rinviando a tempo debito le prove di svolgimento e assicurando comunque la retrodatazione giuridica della nomina al 1° settembre 2020. Lo scrive oggi Orizzonte Scuola, spiegando che si tratta di “una decisione che permetterebbe di rispettare il termine ultimo di pubblicazione, indicato dal Decreto Milleproroghe nel 30 aprile”.Il problema è che c’è un “tassello mancante: è il parere del CSPI, inutilmente atteso dal Ministero durante il mese di marzo. Il consesso a quanto pare non ha sfruttato le possibilità di consultazione online per concludere i propri lavori e, trascorso il periodo di 45 giorni dalla richiesta, il Ministero potrebbe comunque procedere anche senza ricevere risposta in merito. Restano però numerosi nodi da sciogliere”.Dubbi che riguardano tutti i concorsi di cui si attende la pubblicazione: il bando di concorso straordinario secondaria I e II grado, procedura per il ruolo; il concorso ordinario secondaria I e II grado; la procedura rivolta a maestri d’infanzia e primaria; il bando di concorso straordinario secondaria I e II grado, procedura per l’abilitazione, anche se quest’ultimo non sappiamo se rientrerà nel “pacchetto”. Le incertezze riguardano anche una possibile apertura del Ministero verso alcune modifiche delle bozze dei bandi, già richieste dai sindacati, e particolarmente sentite dai precari interessati. In particolare, la possibilità di partecipazione per i docenti con tre anni di servizio svolto esclusivamente su posti di sostegno; il rapporto tra numero di domande (80 per il concorso straordinario secondaria) e il tempo a disposizione (80 minuti); una maggiore valorizzazione del servizio a fronte della prova (al momento 80 prova, 20 titoli e servizio).

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Garantire agli studenti la valutazione meritocratica

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

“La scuola durante questa emergenza sanitaria, grazie all’impegno ed alla dedizione dei docenti, ha concretamente scoperto la didattica a distanza. In molti casi però gli studenti non hanno potuto usufruire a pieno di questo nuovo modo di studiare. Diverse le cause: per assenza di strumentazioni informatiche, per l’insufficienza dei collegamenti internet, ma anche per una precaria situazione economica familiare. Fratelli d’Italia in considerazione di queste ed altre problematiche, propone di posticipare la valutazione, inerente al programma di questo ultimo periodo, alla fine del prossimo anno scolastico ovvero 2020/21, ad eccezione ovviamente delle classi terminali che sosteranno le prove d’esame. Precisamente nei mesi di settembre ed ottobre 2021 e dopo aver preso parte ad appositi corsi di recupero. In questo modo si avrà effettivamente una valutazione complessiva del biennio, garantendo una reale valutazione meritocratica, anche per chi non ha potuto pienamente usufruire della didattica a distanza”.
Lo dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Paola Frassinetti e Carmela Ella Bucalo rispettivamente vicepresidente della Commissione Cultura della Camera e responsabile scuola del dipartimento di Fratelli d’Italia.

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Ma a settembre si tornerà a scuola?

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

“Si ritornerà a scuola solo quando si avrà la certezza che gli studenti italiani siano al sicuro. Mai metteremmo a rischio la loro salute”. Lo ha dichiarato la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina, intervenuta a “Che tempo che fa” di Fabio Fazio. Cosa si può dedurre, mettendo insieme anche altri fattori? In primo luogo che è altamente probabile che in quest’anno scolastico le aule resteranno vuote. E poi che lo stop potrebbe riguardare anche il prossimo anno scolastico. Vediamo perché.Per l’emergenza del Covid-19 si parla di possibile Fase 2 che potrebbe iniziare dopo il 13 aprile o a maggio, in dipendenza dell’evolversi del contagio.
Ma fase 2 non significa un ritorno alla vita sociale a cui eravamo abituati mesi fa. E probabilmente neanche un ritorno a scuola.
Il premier Conte ha dichiarato che con la Fase 2 “si comincerà con le prime autorizzazioni per le aziende che fanno da supporto alla filiera alimentare e farmaceutica. E poi prevederà un’apertura scaglionata per tutte le altre attività che dovrebbe cominciare a maggio. Si tratta di una serie di misure che tutti dovranno seguire per continuare a fermare il contagio da coronavirus che comunque non potrà dirsi definitivamente sconfitto. E la premessa è una regola fondamentale: obbligo di mantenere il metro di distanza tra le persone e usare quanto più possibile le mascherine”.Insomma la fase 2 certamente non vuole dire possibilità di assembramento. Cosa comporta questo per la scuola, che è un luogo naturale di assembramento?Ben difficilmente la “fase 2″ potrà sbloccare l’ordinaria vita scolastica in presenza di 8,5 milioni di alunni e 1 milione e 200 mila tra docenti e personale Ata, nelle talvolta anguste aule delle scuole italiane.Benché – come ha ricordato la Azzolina – si stiano valutando più scenari (uno anche con ipotesi di riapertura fisica delle scuole entro il 18 maggio), è difficile non solo che si rientri a scuola entro la fine dell’anno scolastico, ma anche che i portoni della scuola si riaprano a settembre 2020, da quanto si comincia a dedurre.Il ritorno alla normalità anche per la scuola potrà avvenire verosimilmente soltanto con il vaccino che neutralizzi il Covid-19. La auspicata sicurezza si potrà ottenere solo con il vaccino.Ma il vaccino quando potrà arrivare?”La mia speranza è che arrivi nel primo trimestre dell’anno prossimo”, ha detto il professor Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Oms, intervistato da Il Messaggero.La comunità scientifica internazionale è da tempo alla ricerca del vaccino che potrà debellare l’epidemia. Ma non sarà vicina la data della riuscita.”Sono oltre 30 le case farmaceutiche e i laboratori in tutto il mondo che stanno lavorando sulla ricerca di un vaccino contro il SARS-CoV-2 -si legge su https://www.fanpage.it/ – ma per vederne uno in commercio ci vorranno almeno dai 12 ai 18 mesi secondo l’OMS e il Ministero della Salute”.Andrea Gambotto un ricercatore barese che sta lavorando nel team dell’University of Pittsburgh School of Medicine per realizzare il vaccino anti Covid-19 dichiara che il team è pronto per partire con la fase 1, ovvero la sperimentazione sull’uomo grazie a dei volontari. “L’obiettivo primario è valutare se c’è tossicità – spiega Gambotto – poi in caso di esiti positivi possiamo iniziare a ragionare sull’efficacia del prodotto”. I tempi? “Almeno 6-8 mesi per avere i risultati della sperimentazione sull’uomo, se non ci sono intoppi. Per avere il vaccino perciò bisognerà aspettare ancora molto tempo”.Secondo un’inchiesta de L’Espresso, si ipotizza che in autunno potrebbe esser pronto un vaccino per personale sanitario e anziani, e successivamente l’anno prossimo inizierebbe la distribuzione di massa. A dare queste notizie è il dott. Andrea Carfì, capo del team di ricerca sulle malattie infettive dell’azienda americana Moderna di Cambridge, Massachusetts, che per prima ha elaborato un vaccino di tipo sperimentale contro il COVID-19, e che attualmente lo sta testando su circa 45 volontari.
Senza vaccino a settembre cosa faranno le scuole? Apriranno comunque? Sembra improbabile.Come sarà possibile tenere a distanza di sicurezza per 4-5 ore 20-25 (e più) alunni senza che abbiano contatti fisici? Entreranno e usciranno da scuola uno alla volta? E in bagno? I più piccoli come faranno a starsene tranquilli?Provate a immaginare tutti i momenti di vita a scuola e capirete che la scuola, senza vaccino, realisticamente non potrà funzionare in presenza.Ma nell’attesa occorre agire per tempo e prepararsi per questa nuova emergenza.Occorre, da subito, prepararsi adottando soluzioni strutturali. La ministra Azzolina a “Che tempo che fa” ha dichiarato che il Ministero ci sta pensando.La didattica a distanza, utilizzata in emergenza, da soluzione congiunturale dovrà probabilmente diventare strutturale, continua, programmata, obbligatoria per tutti gli insegnanti.Sarà necessario assicurare una formazione adeguata per i docenti che dovranno anche disporre di adeguate strumentazioni tecnologiche.Per questa nuova forma di lavoro a distanza non si potrà prescindere dalla condivisione dei sindacati eventualmente con una sequenza contrattuale apposita nella quale si definiscano con chiarezza, modalità, tempi, carichi di lavoro, programmazione di team, ecc.
Per rendere efficaci le connessioni dovrà essere assicurata la banda larga ovunque.Sono ancora molte le famiglie prive di strumentazioni adeguate: va potenziato il finanziamento per l’assegnazione in tempo utile in vista del nuovo anno.Nella prospettiva di questo anno straordinario il Ministero potrebbe costituire una commissione di lavoro che, operando on line, con flessibilità e rapidità, metta in campo le linee operative per questo, nuovo davvero, anno scolastico. Di più su http://www.tuttoscuola.com/ma-a-settembre-si-tornera-a-scuola/

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Lo smart learning nelle scuole

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

La chiusura delle scuole a causa dell’emergenza Coronavirus ha costretto migliaia di insegnanti a ripensare il proprio metodo di insegnamento per adattarlo alle esigenze della didattica a distanza. Non solo a modificare strumenti, linguaggio, contenuti e formato delle lezioni: quella digitale è una rivoluzione che investe il rapporto con gli studenti, le modalità di apprendimento e di valutazione. Per aiutare i docenti in questa fase delicata, Randstad Education, la divisione specializzata nella filiera istruzione-formazione-lavoro di Randstad, che supporta le organizzazioni nella previsione delle competenze necessarie allo sviluppo futuro e nella progettazione dei migliori piani di formazione, ha stilato un elenco di dieci suggerimenti per far funzionare lo smart learning.
1. Prepara la tua postazione di lavoro. La stanza e la postazione che scegli per fare lezione devo essere il più possibile in ordine e isolate per evitare che oggetti, rumori o movimenti sullo sfondo possano distogliere l’attenzione degli studenti. Per una buona resa video, non posizionarti con una finestra davanti o alle spalle perché il riverbero potrebbe disturbare la vista o farti apparire in ombra. Non indossare camicie o magliette a righe che potrebbero tendere a sgranare l’immagine.
2. Fornisci gli strumenti. Gli studenti delle scuole medie e superiori sono nativi digitali, ma non tutti potrebbero avere familiarità con gli strumenti per le videoconferenze o la condivisione di materiale. Per dare a chiunque la possibilità di accedere alla lezione, è bene dotare tutta la classe degli strumenti adatti e delle conoscenze necessarie per utilizzarle al meglio. Si può fissare un momento all’inizio dell’orario scolastico per verificare che non ci siano problemi tecnici o di connessione e che tutti i ragazzi siano in grado di usare la piattaforma scelta.
3. Dialoga con gli studenti. Questa emergenza, che costringe a stare in casa e sta modificando radicalmente la propria routine, può mettere a dura prova la tenuta psicologica degli studenti più fragili. Sii sempre pronto e aperto al dialogo e all’ascolto, organizza momenti di confronto con la classe e con i singoli studenti, sulla didattica e in generale su come i ragazzi stanno vivendo questo periodo di crisi. È utile inserire questi momenti all’inizio delle lezioni per sdrammatizzare, mettere gli studenti a loro agio e creare un clima sereno, oppure fra una lezione e l’altra per spezzare il ritmo e permettere ai ragazzi di “ricaricare le batterie”.
4. Organizza momenti di socialità. Oltre che con il docente, gli studenti hanno bisogno di mantenere momenti di socialità fra di loro, come se si trovassero ancora fra i banchi. Organizzare delle piccole pause durante le lezioni per consentire ai ragazzi di chiacchierare e relazionarsi miglioreranno umore, concentrazione e resa scolastica.
5. Sperimenta nuove forme di didattica. Pensare di trasferire online i metodi di insegnamento utilizzati durante una normale lezione in classe sarebbe un errore. Gli studenti, confinati nelle proprie case, sono circondati da distrazioni e lunghe lezioni frontali risulterebbero noiose e controproducenti. Meglio proporre lezioni più brevi, di mezz’ora al massimo, e sfruttare tutte le opportunità offerte dagli strumenti digitali per coinvolgerli e stimolarli. Alle lezioni in diretta ospitate dalle piattaforme di videoconferenza si possono affiancare videolezioni registrate, podcast, presentazioni con immagini, grafiche e mappe. Si possono suggerire libri, articoli, riviste da leggere e film da guardare nel tempo libero così da integrare e arricchire le nozioni apprese.
6. Prendi spunto dall’attualità. L’emergenza può fornire spunti per guardare le varie discipline da un punto di vista diverso e per applicare i concetti appresi alla realtà di tutti i giorni. Parlare delle statistiche dei contagi, delle misure prese per rallentarli o delle informazioni sull’origine e sulla natura del virus può essere un modo alternativo per trattare alcuni argomenti di materie matematiche e scientifiche. Allo stesso modo, possono essere oggetto di dibattito gli effetti del Coronavirus sull’economia, sull’ambiente e sulle relazioni internazionali, con possibili confronti storici e letterari.
7. Valuta le competenze, non soltanto le conoscenze. La didattica online incide sulla relazione fra alunno e insegnante, come sulla possibilità di quest’ultimo di controllare la corretta esecuzione di test e verifiche. L’insegnamento a distanza consente allo studente di svincolarsi dal docente e di reperire informazioni che in condizioni normali non potrebbe sfruttare. Un’ottima opportunità per mettere alla prova gli studenti non solo sulle nozioni acquisite, ma sulla capacità di collegarle, esporle e presentarle in diversi formati – come ad esempio presentazioni in Power Point, video, audio, progetti multimediali – e di lavorare in gruppo. È l’occasione per proporre una didattica basata sulle competenze, più che sulle conoscenze.
8. Responsabilizza i tuoi studenti. La riduzione dell’orario scolastico aumenta il tempo libero dei ragazzi. I docenti possono colmare questo vuoto condividendo materiali in diversi formati, ma è importante soprattutto cercare di responsabilizzare i ragazzi, rendendoli parte attiva del proprio apprendimento. L’insegnante può assegnare lavori di gruppo, presentazioni e altre esercitazioni o chiedere ai ragazzi di proporre dei materiali integrativi a quelli condivisi dalla scuola, per stimolare la collaborazione e l’iniziativa degli studenti e mettere alla prova capacità che solitamente non vengono testate.
9. Fissa delle regole per mantenere disciplina e attenzione. Mantenere la disciplina è una delle principali sfide di ogni docente, ancora più complessa quando l’insegnamento avviene attraverso uno schermo. Il primo consiglio è utilizzare alcuni “riti” tradizionali per dare continuità con la vita scolastica: ad esempio fissare un orario inderogabile per l’appello prima di cominciare la giornata o stabilire un segnale comune per intervenire durante la lezione. Per tenere elevata la concentrazione e controllare gli studenti, invece, si possono obbligare i partecipanti a tenere accesi microfono e webcam per l’intera diretta video (attenzione però ai rumori eccesivi) o limitare le domande a momenti precisi.
10. Apprendi dai tuoi studenti. Quando si parla di strumenti digitali, si possono trovare studenti più esperti dei loro docenti. L’insegnante non deve temere questa “concorrenza”, anzi, usarla come arma in più per coinvolgere i ragazzi nella lezione, stimolarli e rafforzare abilità che in condizioni normali non potrebbero sperimentare a scuola. In azienda il reverse mentoring – cioè quando un dipendente più giovane affianca e forma un lavoratore senior – migliora la produttività e la coesistenza fra generazioni diverse sul posto di lavoro. Perché non provarlo anche a scuola?

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Formazione a distanza: ScuolaSemplice ora supporta integrazione con Zoom

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

L’integrazione con Zoom è pensata per essere facile e comoda sia per le segreterie che per studenti e docenti. Questa possibilità di offrire corsi virtuali si integra perfettamente con le funzionalità presenti in ScuolaSemplice e con l’app mobile già presente nel pacchetto software.I recenti avvenimenti che ci hanno costretti a casa potrebbero avere grandi ripercussioni sulla vita sociale. Viene ipotizza che la (ri)scoperta della rete come potente mezzo di interazione possa modificare in futuro le nostre abitudini in modo significativo, anche quelle educative.In un’ottica di inclusione e ampliamento della proposta educativa, la formazione a distanza è uno strumento fondamentale capace anche di dare prestigio e maggiore efficacia a un piano didattico. Grazie a Zoom e alla sua integrazione con ScuolaSemplice, è possibile virtualizzare interi istituti, rendendo le singole scuole in grado di scegliere autonomamente la metodologia di insegnamento, in base alle loro esigenze.L’opportunità offerta dall’integrazione con Zoom è solo uno dei tanti vantaggi disponibili per la gestione scolastica tramite ScuolaSemplice.” Per ulteriori informazioni: https://www.scuolasemplice.it/blog/lintegrazione-perfetta-per-la-formazione-a-distanza/.

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Roma: Attivazione didattica a distanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

L’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Veronica Mammì ha firmato la direttiva per l’attivazione della didattica a distanza nei nidi e nelle scuole dell’infanzia di Roma Capitale.Preso atto delle eventuali proroghe della sospensione delle attività educative e didattiche, l’obiettivo dell’Amministrazione è supportare la vicinanza di educatrici e insegnanti ai bambini e alle loro famiglie, privilegiando la dimensione ludica e l’attenzione per la cura educativa in continuità con quanto avviene nei servizi.“Siamo una comunità e vogliamo continuare ad esserlo. In un momento così delicato, i nidi e le scuole dell’infanzia possono continuare a dare un grande contributo alle famiglie e ai piccoli che si trovano a casa”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi.
“Già in questo primo periodo di sospensione delle attività, molte educatrici e insegnanti hanno mantenuto spontaneamente il contatto con i genitori e i bambini inviando audio, video e messaggi e questo ci rende orgogliosi come Amministrazione e come Comunità. Con la direttiva che ho firmato, avviamo un percorso strutturato per estendere questa attività fondamentale a beneficio di tutti i piccoli iscritti. I nidi e le scuole dell’infanzia si fondano sul valore irrinunciabile dell’inclusione sociale, sull’accogliere e rispondere ai bisogni di tutti i bambini nel rispetto delle specificità di ciascuno, in uno spirito comunitario. Oggi più che mai non possiamo rischiare che questa azione perda forza”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.Il Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici di Roma Capitale lancerà l’iniziativa “Aspettando che finisca…” per incentivare e supportare il personale delle strutture, in accordo con le figure di riferimento per il coordinamento educativo e scolastico P.O.S.E.S., nel realizzare l’attività di didattica a distanza nei nidi e nelle scuole dell’infanzia.I Gruppi Educativi e Collegi Docenti saranno incaricati di formulare delle proposte progettuali in linea con il Piano dell’Offerta Formativa e con le diverse età dei bambini, utilizzando la strumentazione elettronica/informatica a disposizione di ciascuno per facilitare lo scambio con i piccoli e le loro famiglie.Le proposte pedagogiche e didattiche dovranno mirare alla positiva partecipazione, da parte di ciascun bambino, al progetto educativo secondo le proprie inclinazioni e possibilità. Le attività si dovranno sviluppare, per quanto possibile in raccordo con le famiglie, sul contatto ‘diretto’, anche se a distanza, tra educatrice o insegnante e bambina o bambino, anche mediante semplici messaggi vocali o video.Il Dipartimento raccoglierà le ‘buone pratiche’ che i servizi invieranno e le attività di didattica a distanza realizzate saranno pubblicate sulle pagine dedicate ai Servizi Educativi e Scolastici sul sito di Roma Capitale, per la futura fruizione da parte della cittadinanza.

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Scuola: disuguaglianze e isolamento didattico

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Dopo oltre 3 settimane di chiusura delle scuole italiane, ormai 5 in alcune zone del nord, le disuguaglianze e l’isolamento didattico e personale dei bambini e ragazzi più vulnerabili, che erano già a rischio di esclusione e dispersione scolastica, si sta ulteriormente aggravando. Tra gli studenti delle scuole primarie e secondarie di I grado che partecipano al progetto Fuoriclasse contro la dispersione scolastica di Save the Children in alcuni dei contesti più difficili per la maggiore fragilità socio-economica delle famiglie, il 46% si è ritrovato a casa senza un pc o un tablet che gli permettesse di seguire la didattica a distanza e il 51% senza l’accesso a internet.La mancanza dei supporti di base necessari può rappresentare un limite difficilmente superabile, che si somma, in negativo, alla sfida che molte scuole stanno affrontando con fatica nell’avviare la didattica online, dovendo provvedere in tutta fretta e con pochi mezzi alla formazione di base dei docenti su tecnologia e metodologie di insegnamento indispensabili per garantire l’efficacia della didattica a distanza. In base agli ultimi dati disponibili, infatti, in Italia, quasi la metà degli insegnanti (48%) non aveva ricevuto alcun training formale sull’uso delle nuove tecnologie per la didattica e solo poco più di 1 su 3 (36%) si sentiva particolarmente preparato nell’utilizzarle.Grazie al sostegno straordinario di Bolton Group, parte oggi anche il programma di formazione e di tutoraggio per docenti e scuole, “Non da soli – studenti al centro della didattica a distanza” realizzato da Save the Children in collaborazione con gli esperti dell’Università di Milano Bicocca, per contribuire alla qualità, all’efficacia e all’inclusività dell’insegnamento a distanza. Più di 1.500 docenti già iscritti finora partecipano oggi alla prima sessione su progettazione e comunicazione didattica (1/4/2020), seguita da altre 3 dedicate a metodologie e consegne (2/4/2020), utilizzo sicuro e positivo di internet (7/4/2020) e promozione della partecipazione e dell’inclusione degli studenti (9/4/2020). 45 scuole saranno inoltre seguite con un programma ad hoc di tutoraggio da parte degli esperti della Bicocca sulla gestione della didattica a distanza.Inoltre, più di 220 tablet e altrettante connessioni wi-fi sono stati già distribuiti agli studenti del progetto Fuoriclasse che ne erano sprovvisti, accompagnati da una guida per famiglie sull’uso sicuro e consapevole del web tradotta in 5 lingue, per facilitare i genitori di origine straniera, e da tutorial educativi specifici. Una “dote educativa 2.0” garantita da un vero e proprio patto educativo che esplicita le responsabilità di ogni parte coinvolta, lo studente, la scuola, la famiglia e gli operatori del progetto Fuoriclasse. I partecipanti al progetto Fuoriclasse stanno anche ricevendo 480 kit con libri, giochi didattici e cancelleria da utilizzare nelle loro attività educative e ricreative.I 6 centri educativi Fuoriclasse a Milano, Torino, Bari e Aprilia stanno fornendo il supporto allo studio con momenti individualizzati o in piccoli gruppi tematici e di classe, hanno anche prodotto pillole formative su argomenti specifici, attività laboratoriali ludico e ricreative per i bambini come spazio di leggerezza e creatività. I consigli Fuoriclasse, che uniscono studenti e docenti per migliorare l’attività didattica e i luoghi di apprendimento in base ai problemi reali della scuola, sono ripresi a distanza; mentre il contatto con i genitori, fondamentale in relazione alle gravi difficoltà che stanno affrontando anche rispetto al sostegno dei loro figli, viene mantenuto costantemente attraverso help-line attivate presso ogni centro Fuoriclasse e percorsi sulla genitorialità positiva a distanza. http://www.savethechildren.it

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Piattaforme digitali a supporto della didattica

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Sono ben 55 le piattaforme e circa 2milioni i contenuti digitali che l’editoria universitaria e professionale sta offrendo sul mercato per accompagnare la didattica e la ricerca universitaria in questo momento difficile. È quanto emerge dalla rilevazione condotta dall’Associazione Italiana Editori (AIE) su 27 editori universitari che hanno partecipato al “Censimento delle risorse digitali disponibili per le biblioteche degli atenei italiani”, con accessi da remoto per docenti e studenti: il panorama comprende ricche collezioni di libri e riviste digitali di singoli editori, di aggregatori e di piattaforme di prestito digitale (e-lending).Complessivamente sono circa 2 milioni i contenuti digitali, non solo in italiano, di ogni ambito disciplinare, messi a disposizione da aziende del nostro paese. A ciò si aggiungono le piattaforme didattiche e le integrazioni digitali dei libri di studio che sono particolarmente preziose nella didattica a distanza (a questo link tutte le piattaforme censite): “Anche in un periodo così difficile per le loro aziende, gli editori mostrano una straordinaria disponibilità nei confronti dei lettori e del mondo dell’istruzione in particolare – ha commentato il presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi – É in questa ottica che abbiamo lanciato questa iniziativa per censire l’offerta digitale italiana per le università”.”Gli editori universitari – ha sottolineato il presidente del Gruppo accademico-professionale dell’Associazione, Andrea Angiolini – in contatto costante con la commissione biblioteche della Crui, stanno cercando di supportare al meglio la didattica delle università: la definizione chiara dell’offerta editoriale in formato digitale è una componente centrale di questo impegno. A questo si aggiunge lo sforzo per assicurare un’offerta sempre più ampia di contenuti e servizi, insieme a condizioni di accesso adeguate alle circostanze”.

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Scuola: Sostegno, a maggio 15 mila nuovi specializzati

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha assicurato che il quarto ciclo Tfa specializzante terminerà entro la metà di maggio e i docenti potranno anche partecipare alle operazioni di mobilità. È stata quindi accolta la richiesta dell’Anief. È ora però fondamentale che si proceda a specializzare altri 20 mila corsisti, anche procedendo con una sessione straordinaria destinata ai docenti che hanno svolto almeno 24 mesi di servizio su sostegno o detengano già l’ammissione ai corsi di didattica speciale. Sono ancora troppi i posti scoperti per pensare di fermarsi qui: la disabilità non può attendere.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Ringraziamo la ministra Lucia Azzolina e il ministro Gaetano Manfredi per avere individuato delle modalità celeri di conclusione dei corsi, anche con modalità a distanza. Adesso, però, è bene che il Parlamento proceda con l’avvio di nuovi percorsi di TFA rivolti ai precari che da anni prestano servizio, considerando che continuiamo ad affidare una bella fetta dei 280 mila alunni con disabilità a personale precario. E il 70% dei contratti a termine è sottoscritto da personale non specializzato. Per questo, abbiamo presentato un emendamento al D.L. n. 18 del 17 marzo 2020, finalizzato ad avviare subito nuovi corsi”.
Il IV ciclo di Tfa sostegno si concluderà entro il prossimo 15 maggio. E i partecipanti potranno partecipare alla mobilità 2020. Lo ha detto la ministra Lucia Azzolina in diretta Facebook per fare il punto sulla situazione dell’emergenza sanitaria in campo scolastico e su come il ministero dell’Istruzione stia cercando di garantire il diritto allo studio in questi giorni di emergenza da Covid 19. Tra gli argomenti affrontati, scrive Orizzonte Scuola, c’è stato anche quello della mobilità per chi è iscritto al Tfa sostegno.

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L’8 Aprile il via alla discussione sul Decreto ‘Cura Italia’, 15 le proposte di Anief per la scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Il Presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, che affermato che “in considerazione dei limiti ai movimenti e al rinvio dei concorsi abbiamo chiesto procedure straordinarie per l’assunzione del personale precario, per il conseguimento dell’abitazione e della specializzazione sul sostegno, per garantire il corretto avvio del prossimo anno scolastico.” I suggerimenti dell’Anief su reclutamento, contrasto alla precarietà, incentivi per le famiglie sono al vaglio delle commissioni. “Il nostro compito – ha affermato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – deve essere quello di tutelare lavoratori e studenti, salvaguardare l’inizio del prossimo anno scolastico, garantire il diritto al lavoro, alla famiglia, alla salute. Le nostre proposte mirano a contrastare la precarietà che, in vista della sospensione di tutte le procedure concorsuali prevista dal decreto, mette a rischio il prossimo anno scolastico con 250 mila cattedre vacanti da coprire per il 2020/21. Anief intende semplificare le procedure di reclutamento, di abilitazione, di mobilità di tutto il personale della scuola. E migliorare la vita delle famiglie in questo momento di diffusa precarietà lavorativa. In circostanze di emergenza in cui il personale della scuola sta dando un contributo straordinario per la prosecuzione delle attività, pur in presenza di mezzi inadeguati, bisogna procedere all’immissione in ruolo di tutto il personale precario in ottemperanza alla normativa europea”, ha concluso Pacifico.Pacifico ha anche detto che “l’Anief torna a chiedere con forza la riapertura delle graduatorie ad esaurimento ovvero l’immissione in ruolo dalle graduatorie di istituto divenute provinciali; la conferma nel ruolo andrebbe fatta dopo aver svolto con esito positivo il percorso formativo abilitante. La proposta riguarda anche la possibilità di stabilizzare i docenti con servizio su sostegno, previo superamento del percorso di specializzazione.”Ricordiamo che l’assenza di personale obbliga l’amministrazione a reiterare decine di migliaia di contratti di lavoro a tempo determinato, causando un maggior esborso per la finanza pubblica a causa delle richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE.
Occorre inserire stabilmente in organico la quota di Assistenti Tecnici previsti dall’articolo 120 in modo da soddisfare tutte le necessità di offerta formativa legata alle nuove tecnologie, anche a distanza. Ciò al fine di supportare tutti i processi di potenziamento della didattica anche oltre l’emergenza.Stabilizzazione dei facente funzione Dsga Bisogna prevedere procedure semplificate di immissioni in ruolo anche per i facenti funzione Dsga.
Tra le proposte dell’Anief pure l’attivazione di corsi abilitanti telematici sia per le discipline curriculari che per il sostegno, l’avvio di percorsi alternativi per consentire al personale di abilitarsi, la conferma nei ruoli di tutto il personale immesso in ruolo con riserva che abbia superato l’anno di prova e l’annullamento di ogni procedura di licenziamento per acquiescenza della P.A. e per la valutazione positiva espressa dagli organi collegiali, nelle more dell’espletamento dei nuovi concorsi.
“Il diritto al lavoro” commenta Pacifico “deve armonizzarsi con il diritto alla famiglia; per questa ragione Anief sostiene la proroga dei termini per la mobilità straordinaria per tutto il personale docente.
In considerazione della difficile condizione economica in cui versano molte famiglie di lavoratori, Anief chiede di pianificare forme di sostegno che compensino gli effetti del diffuso stato di emergenza, anche lavorativa.

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