Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for the ‘Spazio aperto/open space’ Category

open space

Su incendi in Sicilia: «Musumeci spegne solo la speranza»

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2020

«Anche questa estate sono iniziati gli incendi in tutto il territorio siciliano che mandano letteralmente in fumo il patrimonio boschivo, con danni disastrosi per la fauna e l’ambiente nell’assenza grave e colpevole di adeguati interventi della regione. Di questi giorni le prime drammatiche immagini delle fiamme che divorano i monti che sovrastano i monumenti di Segesta e del bosco di Magaggiaro, polmone verde di inestimabile valore dell’agrigentino».A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo uno in Sicilia.
«Rispetto al passato sono aumentati – continua Zappulla – solo gli annunzi, le critiche rivolte ai precedenti governi e forse la volontà di istallare qualche telecamera a infrarossi, ma continua a brillare l’assenza della indispensabile programmazione degli interventi seri, veri, concreti e la situazione è inevitabilmente peggiorata».«Musumeci – sostiene il segretario di Articolo uno in Sicilia – aveva annunziato grandi interventi per rendere più efficace l’azione di prevenzione e di spegnimento degli incendi boschivi, nell’intervento fiume di ieri all’Ars li ha reiterati ma nessuna svolta concreta si è realizzata per evitare l’ennesima stagione di disastri ambientali e paesaggistici. Occorre da subito una diversa gestione e visione del territorio, bene da tutelare, valorizzare e consolidare e non da consumare e lasciare bruciare e distruggere. Ed è evidente che hanno ragione i sindacati nel denunziare che gli stessi forestali addetti all’antincendio sono insufficienti (1.500 in meno di quanto previsto dalla pianta organica), che hanno un’età media troppo alta, che sono privi dei mezzi indispensabili per il loro lavoro e per lo più ci si affida ai mezzi aerei e privati. Quando bruciano campagne, boschi, colline, frutteti tutto serve ed è utile ma per contrastare gli incendi soprattutto quelli estesi rimane fondamentale una coordinata azione da terra».In sintonia con i sindaci – conclude Pippo Zappulla – che devono provvedere ad aggiornare i Piani di Protezione Civile e il Catasto delle aree percorse da incendio e imporre i vincoli previsti le attività di prevenzione devono iniziare già ad aprile, altrimenti anche su questo delicato e importante versante emergerà pesantemente il fallimento del governo regionale.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

No al Mes sì a Bot patriottici e moneta fiscale

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

“La moneta fiscale può rappresentare la principale alternativa all’eccessivo indebitamento, verso il quale vogliono spingerci gli alleati europei e la loro avanguardia italiana, il Pd. È inaccettabile, che dopo avere per anni impedito all’Italia qualunque appesantimento dei conti pubblici sul filo dei decimi di punto, ora gli stessi protagonisti del rigore insistano forzatamente per farci indebitare di molti punti percentuali rispetto al Pil. È questo il caso del Mes, un trattato internazionale ad oggi immodificato e contenente condizionalità, come ben chiarito in queste ore dal presidente Commissione Bilancio del Parlamento europeo Overtveldt, e che prevede concretamente il rischio della Troika in Italia. Fratelli d’Italia ritiene, invece, che con la strada dei Bot patriottici e della moneta fiscale, cioè dei crediti di imposta cartolarizzati, sia possibile immettere liquidità nel sistema senza aggravare la posizione debitoria verso l’estero, che ci porrebbe -de facto- in uno stato di subordinazione”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Governo e Mes: come utilizzarlo. Due esempi

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

“Il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”. E’ il Manzoni ne “I Promessi Sposi”.Il buon senso nasce dall’esperienza e quindi è figlio della conoscenza della realtà (metodo scientifico); il senso comune nasce dalla ignoranza e dalla paura, opportunamente istillata dagli interessati di turno.
I fondi del Mes, 36 miliardi, dei quali abbiamo illustrato la convenienza finanziaria, devono essere utilizzati per fini sanitari, ma trovano l’opposizione di alcune forze politiche (M5S, Lega e FdI).Vediamo un paio di esempi di utilizzo del Mes.
1) A inizio della pandemia da Coronavirus, l’Italia aveva circa 5.000 reparti di terapia intensiva, la Germania, invece, ne aveva 28 mila e, anche per questo motivo, la Germania ha un quarto dei morti dell’Italia. I fondi del Mes possono essere utilizzati per aumentare i reparti di terapia intensiva, senza sottrarre le strutture ospedaliere alle prestazioni ordinarie. Negli ultimi mesi sono stati trasformati interi reparti ospedalieri in aree a terapia intensiva; questo ha determinato una carenza di offerta di medicina e chirurgia.
2) L’ospedale “Forlanini” di Roma, fu inaugurato nel 1934 proprio per la cura delle malattie respiratorie. Fu concepito come cittadella autosufficiente: dall’approvvigionamento idrico al fabbisogno alimentare, dai trasporti interni al funzionamento energetico, il tutto, in una struttura urbanistica dotata di viali alberati e illuminati, chiese, campi di bocce, biliardi, cinema, teatri, centrale termica, scuole per bambini, emittente radiofonica, barbiere, parrucchiere e refettori. Ora è chiuso. Potrebbe essere riaperto e diventare un centro per le malattie infettive, in generale, e respiratore in particolare. Si libererebbero reparti ospedalieri che in questi mesi sono stati trasformati in terapie intensive, così da riconsegnarli alla cittadinanza per la normale assistenza sanitaria.Tutto questo si può fare con i fondi del Mes. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Burocrazia e sistema politico

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

Di Tom Corradini. Nella Cina del Partito Comunista esiste un funzionario pubblico ogni 9 lavoratori privati. Nella Francia di Macron (non doveva stupire il mondo?) vi è un funzionario pubblico ogni 3 lavoratori privati. Nella Germania, arrotondando, vi è un funzionario pubblico ogni 5 lavoratori privati. In altre parole la Cina, in proporzione, ha meno burocrati delle due più grandi economie europee.La moda del linguaggio politico italiano dell’estate 2020 è: “Meno burocrazia” cosa sui cui ci troviamo più o meno tutti d’accordo, ma nessuno spiega cosa farne dei burocrati. Il risvolto viene evitato con destrezza, la burocrazia non vota ma i burocrati sì e questo è un problema complicato. Con la caduta delle ideologie il politico part-time (massimo 2 mandati) e semi-professionista (reclutato tra assicuratori, baristi, segretarie, e dee-jay) non pesa più le idee ma i voti. E quelli dei burocrati pesano.Continuiamo il nostro ragionamento condividendo il linguaggio teatrale (dato che mi occupo prevalentemente di teatro). Vi sono parole che producono automaticamente un’immagine e una carica emotiva: se si dice sangue, mamma, sole queste vengono immediatamente associate, a seconda della nostra esperienza, ad un incidente stradale, all’abbraccio di nostra madre, o a una calda giornata in spiaggia. Ora prendiamo la parola burocrate, la maggioranza l’assocerà ad una persona con un completo grigio, prevalentemente maschio, di mezza età, in sovrappeso, chiusa in un triste ufficio pieno di moduli e con un fare noioso sia nel parlato che nei movimenti. E’ un tragico errore.Il burocrate 2020 è l’esatto contrario, è grintoso, fa sport, va in bici, sa usare il computer e lo smartphone, spesso è donna, sa ballare la salsa e lindy hop. È laureato, perennemente abbronzato, segue una dieta sana, a volte è persino vegetariano. Associare la parolaburocrate a questa immagine fa capire perché sconfiggere la burocrazia è una battaglia persa e incompresa. Parliamo di un esercito di persone fisicamente e intellettualmente dotate, con una rete di conoscenze fittissima, il politico va e viene ma il burocrate resta. Con un esercizio di empatia guardiamo il mondo dal suo punto di vista e capiremo che il suo ideale è avere una classe politica debole, spaventata, senza idee, che non vuole prendersi assolutamente nessun rischio.L’indicazione appropriata, allora, dovrebbe essere “riformiamo il sistema politico”, “eliminiamo la burocrazia” è uno slogan vacuo e perenne, oggi ridotto a moda passeggera. Ed é noto che quando si parla di moda l’Italia non è seconda a nessuno, il nostro presidente del consiglio ne è un superfluo testimone. (fonte Società Libera online)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Nuova iniziativa globale della Microsoft

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2020

Microsoft Corp. ha annunciato una nuova iniziativa globale volte a portare più competenze digitali a 25 milioni di persone in tutto il mondo entro la fine dell’anno. L’annuncio arriva in risposta alla crisi economica globale causata dalla pandemia di COVID-19. L’ampliamento dell’accesso alle competenze digitali è un passo importante per accelerare la ripresa economica, soprattutto per le persone più colpite dalla perdita di posti di lavoro.Il piano si traduce in una serie di iniziative e strumenti digitali che coinvolgono tutti coloro interessati ad aggiornare e riqualificare le proprie competenze. Il piano riunisce risorse esistenti e nuove da parte di diverse aree dell’azienda, tra cui LinkedIn e GitHub. In particolare, l’iniziativa comprende:l’utilizzo di tecnologie come Big Data e Analytics in grado di identificare le competenze e i profili più richiesti per percorsi di carriera
Contenuti di formazione gratuiti per tutto il 2020 con accesso a risorse Microsoft, LinkedIn e GitHub per aiutare le persone a sviluppare le competenze richieste dal mercato del lavoro
Connessione delle competenze alle opportunità di lavoro. Accesso a costi ridotti alle certificazioni Microsoft riconosciute dal mercato fino alla fine del 2020 e accesso gratuito a strumenti avanzati di ricerca del lavoro. Infine, per aiutare le comunità più vulnerabili, Microsoft ha annunciato anche un investimento di 20 milioni di dollari in donazioni per aiutare le organizzazioni no profit di tutto il mondo ad assistere coloro che ne hanno più bisogno, tra cui persone con un basso reddito, basso livello di istruzione e le minoranze. Un quarto di questo totale, 5 milioni di dollari, sarà erogato in donazioni a 50 organizzazioni no profit che operano nella comunità afro-americana degli Stati Uniti.L’azienda si impegna inoltre a rendere disponibili ai governi di tutto il mondo dati e analisi più forti, inclusi quelli di LinkedIn Economic Graph, in modo che possano valutare meglio le esigenze economiche locali. Microsoft si farà anche portavoce dell’importanza di investire nelle competenze e nella formazione affinché diventino temi prioritari nelle agende post Covid di Governi e Istituzioni. Entro la fine dell’anno, inoltre, sarà introdotto all’interno di Microsoft Teams una nuova app per l’apprendimento, affinché diventi uno strumento utile di aggiornamento delle competenze per tutti i lavoratori.
“La pandemia ha generato una crisi economica e sanitaria senza precedenti e mentre il mondo si sta piano piano rialzando, dobbiamo assicurarci che nessuno rimanga indietro” ha commentato Satya Nadella, CEO Microsoft. “Oggi Microsoft, LinkedIn e GitHub uniscono le forze per ripensare a come le persone apprendono e applicano nuove competenze, aiutando 25 milioni di persone attualmente senza lavoro a prepararsi per i lavori del futuro”.
Sul fronte competenze digitali, Microsoft ha avviato dal settembre 2018 l’ambizioso piano Ambizione Italia volto a creare, attraverso molteplici iniziative sul territorio, opportunità di formazione e riqualificazione delle competenze per studenti e professionisti IT. Nel primo anno, il programma Ambizione Italia con il supporto dei partner Microsoft ha formato oltre 500.000 persone nel Paese sulle nuove competenze digitali, creando opportunità di apprendimento per giovani, docenti, professionisti e disoccupati.
Il piano infatti prevede un focus importante sulla formazione, con training e percorsi di aggiornamento con l’obiettivo di raggiungere 1,5 milioni di persone tra studenti, professionisti e disoccupati entro i prossimi tre anni.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Covid-19: Nuovo monitoraggio Caritas

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2020

Seconda rilevazione nazionale condotta dal 3 al 23 giugno. L’indagine, attraverso un questionario strutturato destinato ai direttori/responsabili Caritas, ha approfondito vari ambiti: come cambiano i bisogni, le fragilità e le richieste intercettate nei Centri d’ascolto e nei servizi Caritas; come mutano gli interventi e le prassi operative delle Caritas alla luce di quanto sta accadendo; qual è l’impatto del Covid19 sulla creazione di nuove categorie di poveri; qual è l’impatto dell’attuale emergenza su volontari e operatori.I dati raccolti si riferiscono a 169 Caritas diocesane, pari al 77,5% del totale.Rispetto alla situazione ordinaria nell’attuale fase il 95,9% delle Caritas partecipanti al monitoraggio segnala un aumento dei problemi legati alla perdita del lavoro e delle fonti di reddito, mentre difficoltà nel pagamento di affitto o mutuo, disagio psicologico-relazionale, difficoltà scolastiche, solitudine, depressione, rinuncia/rinvio di cure e assistenza sanitaria sono problemi evidenziati da oltre la metà delle Caritas.Nel dettaglio rispetto alle condizioni occupazionali si sono rivolti ai centri Caritas per lo più disoccupati in cerca di nuova occupazione, persone con impiego irregolare fermo a causa della pandemia, lavoratori precari/saltuari che non godono di ammortizzatori sociali, lavoratori dipendenti in attesa della cassa integrazione ordinaria/cassa integrazione in deroga, lavoratori autonomi/stagionali in attesa del bonus 600/800 euro, pensionati, inoccupati in cerca di prima occupazione, persone con impiego irregolare, casalinghe.Altre questioni evidenziate sono: problemi burocratici/amministrativi, difficoltà delle persone in situazione di disabilità/handicap, mancanza di alloggio in particolare per i senza dimora, diffusione dell’usura e dell’indebitamento, violenza/maltrattamenti in famiglia, difficoltà a visitare/mantenere un contatto con parenti/congiunti in carcere, diffusione del gioco d’azzardo/scommesse.Fondamentale accanto all’impegno degli operatori è stato l’apporto di migliaia di volontari tra cui molti giovani che nella fase acuta della pandemia hanno garantito la prosecuzione dei servizi sostituendo molti over 65 che in via precauzionale rimanevano a casa. Tra operatori e volontari sono stati 179 quelli positivi al Covid-19, di cui 95 ricoverati e 20 purtroppo deceduti.Piccoli segnali positivi arrivano dal 28,4% delle Caritas che, dopo il forte incremento dello scorso monitoraggio, con la fine del lockdown hanno registrato un calo delle domande di aiuto.
Non tutte le Caritas interpellate hanno quantificato con precisione le persone accompagnate e sostenute da marzo a maggio, che comunque, dalle risposte parziali pervenute, risultano quasi 450.000, di cui il 61,6% italiane. Di queste il 34% sono “nuovi poveri”, cioè persone che per la prima volta si sono rivolte alla Caritas. 92.000 famiglie in difficoltà hanno avuto accesso a fondi diocesani, oltre 3.000 famiglie hanno usufruito di attività di supporto per la didattica a distanza e lo smart working, 537 piccole imprese hanno ricevuto un sostegno. Complessivamente – grazie al fiorire di iniziative di solidarietà e al contributo che la Conferenza Episcopale Italiana ha messo a disposizione dai fondi dell’otto per mille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica – i servizi forniti sono stati molteplici: dispositivi di protezione individuale/fornitura igienizzanti, pasti da asporto/consegne a domicilio, servizi di ascolto e accompagnamento telefonico, acquisto farmaci e prodotti sanitari, ascolti in presenza su appuntamento, supporto/orientamento rispetto alle misure messe in atto dalle amministrazioni/governo, assistenza domiciliare, attività di sostegno per nomadi, giostrai e circensi, servizi di supporto psicologico, rimodulazione dei servizi per senza dimora, accompagnamento alla dimensione del lutto, sportelli medici telefonici, aiuto per lo studio/doposcuola, alloggio per quarantena/isolamento, presenza in ospedale/Rsa, accoglienza infermieri e medici.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I saggi della Regione Lombardia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

“Anche Maroni aveva i suoi saggi e si è visto come è andata a finire. Con le nomine politiche tutto si trasforma in farsa. Un comitato di esperti che affianca la politica poteva essere condivisibile come metodo, ma per funzionare doveva essere assolutamente indipendente e coinvolgere tutte le professionalità nel settore. Proprio per questo, avevamo chiesto l’istituzione di un comitato tecnico consultivo per la riforma della sanità, con un ordine del giorno proposto al Consiglio regionale. Andava previsto il coinvolgimento di tutte le parti: dagli ordini professionali coinvolti, all’università fino alla società civile. Il centro destra non l’ha voluto nemmeno discutere.
Basta chiedere all’uomo della strada per sapere che per migliorare la sanità lombarda occorre potenziare quella pubblica. Non vorrei che questo comitato di soccorso alla Giunta Fontana continuasse sulla strada tracciata da Formigoni privilegiando la sanità privata a discapito di quella pubblica per interessi di bottega. La riforma deve avere al primo punto il potenziamento della sanità pubblica lombarda. È ora di finirla di considerare la nostra salute un business”, così Marco Fumagalli, capogruppo del M5S Lombardia, commenta la presentazione del “Comitato dei saggi per l’evoluzione del sistema sanitario lombardo”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Senato. Più che salvare i vitalizi dei senatori, sono state salvate le pensioni dei cittadini

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Molti di voi avranno sentito, o letto, della decisione della Commissione senatoriale, una sorta di tribunale interno, che ha annullato la delibera sul taglio ai vecchi vitalizi decisi dal Senato (Consiglio di Presidenza).Perche’ mai?Perché se si tagliano retroattivamente i vecchi vitalizi, il successivo passo sarà quello di tagliare le pensioni, attualmente percepite dai cittadini.
Chi lo dice? La Corte Costituzionale, le cui sentenze fanno giurisprudenza.
Perchè mai? Perché i tagli non possono essere applicati ad una sola categoria sociale, in questo caso i senatori, ma a tutte le categorie sociali equivalenti, cioè i pensionati.Nei casi in cui furono decurtate le pensioni ad una sola categoria, la Corte Costituzionale sentenziò che “Se da un lato l’eccezionalità della situazione economica, che lo Stato deve affrontare, è suscettibile di consentire il ricorso a strumenti eccezionali, nel difficile compito di contemperare il soddisfacimento degli interessi finanziari e di garantire i servizi e la protezione di cui tutti cittadini necessitano, dall’altro ciò non può e non deve determinare ancora una volta un’obliterazione dei fondamentali canoni di uguaglianza, sui quali si fonda l’ordinamento costituzionale.”
In sintesi, non si possono applicare due pesi e due misure per i vitalizi e le pensioni: se si tagliano i vitalizi, che sono pensioni, analogamente, vanno tagliate le pensioni dei cittadini.La decisione della Commissione senatoriale ha recepito la giurisprudenza della Corte Costituzionale e ha annullato il taglio ai vitalizi salvando quello alle pensioni.Ora, il M5S, la Lega, il Pd e FdI vogliono ricorrere contro la decisione della Commissione senatoriale, per reintrodurre il taglio ai vitalizi, in sostanza vogliono che il taglio sia applicato anche alle pensioni.Che cosa diranno Di Maio, Salvini, Zingaretti e Meloni ai 16 milioni di pensionati ai quali vogliono ridurre la pensione del 42%?Popolo dei pensionati, svegliati! (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Vitalizi e la posizione di Fratelli d’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

“La proposta originaria di rivedere in maniera contributiva retroattivamente i vitalizi fu presentata nella scorsa legislatura dal sottoscritto, in valutazione congiunta con la leader Giorgia Meloni”. Lo dichiara il Questore della Camera dei Deputati e presidente della direzione nazionale di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli (FdI): “Presentai uno specifico emendamento come componente dell’Ufficio di presidenza della Camera. Ma fu respinto dall’allora maggioranza a guida Pd con l’astensione dei Cinque Stelle, i quali sostennero di condividere in linea di principio il contenuto della proposta, salvo poi ritenerla incostituzionale. Mi fa piacere che, in questa legislatura, abbiano cambiato posizione e sposato la nostra idea. Nella fretta elettorale, però, non hanno applicato la legge/Dini del 1996, ma soltanto la versione inventata dall’ex presidente dell’Inps Stefano Boeri. La stessa che – ricorda Cirielli – ha provocato una moltitudine di ricorsi, con tutte le polemiche e gli strascichi giudiziari del caso. Ovviamente, noi di Fratelli d’Italia abbiamo votato comunque a favore, perché certamente non potevamo bocciare l’idea della nostra proposta. Ma non possiamo fare a meno di sottolineare che le cose fatte strumentalmente e senza competenza giuridica vengono esposte, di conseguenza, a battute d’arresto che ne bloccano l’esecutività. Per questo, FdI lavorerà affinché l’abolizione dei vitalizi avvenga in tempi rapidi e nelle giuste modalità. Essi, infatti, costituiscono un assurdo privilegio retributivo, reso ancora più incomprensibile alla luce delle necessità sociali ed economiche a cui deve far fronte la nostra Nazione” conclude Cirielli.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

«La ricetta per il futuro sulla pandemia è impegnarsi politicamente»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

È l’appello lanciato dal professor Walter Ricciardi, docente di Igiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Consigliere scientifico del ministro della Salute per la pandemia da Coronavirus, nel corso del webinar “Covid-19 a tavola: tra falsi miti e realtà scientifica. Cosa pensano gli italiani e cosa consigliano gli esperti” promosso dal centro di ricerca Engage Minds Hub della Cattolica, campus di Cremona.«Anche per noi scienziati – ha detto Ricciardi – non è più il tempo di dedicarci solo ai lavori scientifici, di pubblicare lavori ad alto impact factor, di parlare ai congressi. Se la decisione politica non viene basata sull’istruzione, sull’alfabetizzazione, sulla messa in sicurezza e sui comportamenti corretti corriamo il rischio di ricadere nella stessa situazione a breve. Se questo terremoto non ci ha insegnato qualcosa»«Dobbiamo impegnarci politicamente e invito tutte le persone di buona volontà a farlo. Questo significa distogliere purtroppo un po’ di tempo e di risorse dai lavori scientifici per far sì che le nostre intuizioni, le nostre evidenze, le nostre proposte vengano recepite, perché se no si tornerà a ricostruire sulla stessa falda e questo genererà nuovi terremoti e nuove paure». Secondo il professor Ricciardi «questo fa la differenza tra i paesi antisismici, cioè quelli che fanno le cose prima, e i paesi sismici che costruiscono le cose soltanto dopo le distruzioni».
«Impegnarsi politicamente, non c’è altra ricetta», ha affermato Ricciardi. «Io vengo da una università in cui questo incoraggiamento viene direttamente dal Papa. Francesco ha detto: “Se volete che le cose cambino, i cristiani, i cattolici devono diventare rivoluzionari. Io non arrivo a dire tanto, ma bisogna impegnarsi a cambiare le cose».Ricciardi ha concluso il suo intervento con uno sguardo all’Europa: «In Italia ci stiamo giocando un campionato del mondo in condizioni di difficoltà: il 17 e il 18 luglio al Consiglio d’Europa si giocherà una partita decisiva sul Recovery Fund. L’Italia non ci arriva molto bene: il “liberi tutti” della pandemia è come l’“abbassiamo le tasse” sul fronte fiscale: è come sventolare un panno rosso davanti ai Paesi rigoristi del Nord-Europa. Ma se andiamo a dire che i soldi che chiediamo ci servono per fare quello che abbiamo fatto fino a ora non penso che si vada lontano, soprattutto per un Paese che ha il 150% di debito pubblico e che quindi dipende dagli altri per la sopravvivenza».

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

E’ la Sicilia, la regione italiana a maggiore rischio di desertificazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

Lo afferma il Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.). Questa eventualità incombe sul 70% dell’isola e tale dato è ora confermato dall’analisi dei dati diffusi dall’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.Ad accentuare il pericolo, infatti, non sono solo i quantitativi pluviometrici, ma l’andamento delle piogge con forti differenziazioni territoriali.L’andamento pluviale di Maggio è esemplificativo: la media regionale è stata pari a 9,88 millimetri, ma si va da mm. 65,6 caduti in località Ziriò di Saponara, nel messinese, a mm.0,1 a Ramacca, comune in provincia di Catania; altri rilevamenti, testimoni dell’estremizzazione atmosferica, sono il comune di Floresta, nel messinese (mm. 43,2) ed il capoluogo Messina (mm. 42,2) contrapposti alla diga don Sturzo sul lago di Ogliastro, in provincia di Enna (mm.0,2) ed al comune di Misilmeri, nel palermitano (mm.0,3).“Tali dati fortemente diversificati fra aree dell’isola confermano la fondamentale importanza di bacini, che raccolgano le acque di pioggia, quando arrivano per utilizzarle nei momenti di bisogno idrico – sottolinea Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – In Sicilia, purtroppo, la rete di distribuzione irrigua è insufficiente e la capacità degli invasi è fortemente condizionata dagli interrimenti, contro i quali è necessaria una vera e propria campagna di escavi.”Ad aggravare la situazione c’è l’attuale stagione particolarmente siccitosa: nel solo mese di Maggio, il deficit idrico nei bacini siciliani si è aggravato di oltre 16 milioni di metri cubi, passando da – 53,8 milioni di metri cubi a -69,9.“Anche in Sicilia, come nel resto d’Italia – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – mettiamo a disposizione delle autorità competenti, l’esperienza e le capacità tecniche, presenti nei Consorzi di bonifica ed irrigazione. Ribadiamo, però, la necessità di una loro ristrutturazione secondo principi di efficienza e sostenibilità economica, riconsegnandoli all’ordinario regime democratico, fondato sui principi di autogoverno e sussidiarietà; da troppi anni, infatti, una mal interpretata funzione della politica ne condiziona l’operatività a servizio del territorio, possibile nell’isola come già avviene nel resto d’Italia.”

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ustica: Le pagine strappate della storia repubblicana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

“L’ultimo “cablo” di Giovannone svelato da un autorevole quotidiano nazionale segue le rivelazioni del già ministro Giovanardi impone obblighi precisi: al premier Conte la necessità della desecretazione di tutti i documenti relativi al Lodo Moro e alla strage di Ustica, al Parlamento la costituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare per continuare a indagare sulle pagine strappate della storia repubblicana; alla procura di Roma, che ha ancora aperto una singolare indagine sui mandanti e sugli esecutori, di chiedere direttamente ai servizi segreti l’acquisizione dei documenti relativi che potrebbero ribaltare completamente la tesi giudiziaria – qualora fossero confermati – andando a supportare la tesi della dinamica dell’attentato con riflesso internazionale mediorientale per Ustica. Infine, va abolito il segreto funzionale, come proposto anche dal senatore Marilotti.” Così il fondatore dell’Intergruppo “La verità oltre il segreto”, deputato Federico Mollicone.

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

¿Sabías que las utopías escritas y prácticas están en la génesis de las Organizaciones de la Economía Social (OESs)?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

Según mi apreciado profesor, ya fallecido, Henry Desroche, Director del Colegio Cooperativo de París, por utopía puede entenderse “un proyecto imaginario pero realizable de una sociedad alternativa”, han existido tanto utopías escritas como prácticas, entre las primeras destacan La Republica de Platón (428-347 a. de C); Utopía de Tomás Moro (1480-1535); La Nueva Atlántida de Francis Bacon (1561-1626); La Ciudad del Sol de Tommaso Campanella (1568-1639); y Viaje a Icaria de Etienne Cabet (1788-1856). En este panorama puede incluirse al cristiano Peter Cornelius Plockboy (1620-) con u documento calificado de panfleto, intitulado “Ensayo sobre un proceso que les haga felices a los pobres de esta nación y a los de otros pueblos, consistiendo en reunir cierto número de hombres competentes en reducida asociación económica, o pequeña república, en la cual cada uno conserve su propiedad y pueda, sin necesidad de acudir a la fuerza, ser empleado en la categoría de trabajo para la cual tenga más capacidad.” A esta pléyade se agregan John Bellers (1654-1725), quien en 1695 hizo una exposición de sus doctrinas en el trabajo “Proposiciones para la Creación de una Asociación de Trabajo de Todas las Industrias Útiles y de la Agricultura” y Robert Owen (1771-1858), autodidacta e industrial innovador en técnicas y sistemas sociales con su Asociación de Todas las Clases de Todas las Naciones (Londres, 1835).Destacan también Claude Henrri de Rouvroy o Henri de Saint Simon o Conde de Saint Simon (1760-1825), socialista francés que entusiasmaba a ciertos sectores y fue exponente de una suerte de socialismo y Philippe Joseph Benjamin Buchez (1796-1865), alumno de Saint Simon, socialcristiano, considerado como el padre del cooperativismo francés, trabajó con Louis Blanc y fue impulsor de sistemas cooperativos a partir de asociaciones de trabajadores como agentes de cambio ya que pensaba que “la asociación ofrece los medios para crear la nueva sociedad, sin revolución, en el seno de la sociedad existente”, en 1831 fundó la Asociación de los Ebanistas, que sirvió de modelo a sociedades cooperativas de producción.Buchez fue quien notó que los cooperativistas con cierto tiempo laborando, rechazaban el ingreso directo de nuevos asociados y la conversión de los aprendices en asociados pues gozarían ipso facto de los mismos beneficios de ellos sin haberlos producido; gracias a esta reflexión propuso el establecimiento de los fondos del capital social y su irrepartibilidad como barrera de contención que impediría el usufructo de excedentes por quienes no los produjeron; esta propuesta la plasmó Bouchez a propósito de las empresas de trabajo asociado (1831) mediante cinco principios, Ciurana citado por García Müller, afirma que son los siguientes:Complementando las utopías escritas están las utopías prácticas como la de del mismo Owen que intentó llevar sus ideas a la práctica al organizar las colonias de New Lanark en Inglaterra y la de Nueva Armonía en Indiana (USA); Charles Fourier (1772-1837), quien pregonaba una sociedad fundada sobre pequeñas asociaciones autónomas denominadas falansterios, una suerte de sistemas de viviendas con actividades productivas y de consumo en el medio rural que impulsaría cambios en la humanidad a partir de preceptos cooperativos, él adoptó la bandera arcoíris como símbolo de la unidad en la diversidad.Continúa el médico William King (1786-1865), anticapitalista de Brighton quien, animado por las acciones de Owen, publicó The Co-operator entre 1828 y 1830, periódico mensual en Brighton con el que difundió reflexiones sobre las cooperativas, impulsó el cooperativismo de consumo de espíritu cristiano e influyó en la experiencia de la Sociedad de los Equitativos Pioneros de Rochdale; y el comerciante francés Michel Derrion (1802-1850) quien fundó en Lion la cooperativa: “Le commerce veridique et social”, 1835.
Se sumaron más utopías prácticas. George Mudie que entre 1821 y 1822 publicó el semanario The Economist con la finalidad de propagar el “socialismo cooperativo” de Owen en los medios obreros, lográndolo sobre todo entre artesanos, obreros y tipógrafos de Londres por cuya iniciativa se puso en marcha en 1821 la primera cooperativa owenita con el nombre de Economic and Co-operative Society (1821) con la finalidad de crear una “aldea de la unidad y de la mutua cooperación”, que combinara agricultura, industria y comercio, según un plan de Owen; John Francis Bray (1809–1897); Thomas Hodsgkin (1787-1869), crítico del capitalismo y defensor del libre comercio y de los primeros sindicatos; y William Thompson (1775-1833) promotor del cooperativismo con propuestas que influyeron en los sindicatos y en Carlos Marx.Desde la perspectiva anarquista sobresalen Bakunin, Malatesta y Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865), filosofo francés considerado uno de los padres de ese pensamiento quien, con cimientos en el mutualismo y las propuestas federativas, escribe su obra fundamental El Principio Federativo. Otro anarquista, el ruso Piotr Kropotkin, escribió el libro El apoyo mutuo: un factor en la evolución con base en su experiencia en expediciones científicas en Siberia, en él aborda el tema de ese valor y el de la cooperación al observar cómo, gracias a ellos, las comunidades de animales sobrevivían y evolucionaban; esta obra, publicada como ensayos en una revista literaria británica fue publicada finalmente como libro en 1902.Se suma Ferdinand Johann Gottlieb Lassal (Ferdinand Lassalle, 1825-1864) abogado y político socialista alemán de origen judío que impulsó la idea de cooperativas de producción y el apoyo estatal a fin de proteger al débil del fuerte, colaboró con el movimiento obrero y los sindicatos y fue co-fundador de la Asociación General de Trabajadores de Alemania (ADAV) impulsora del Partido Obrero Socialista de Alemania que cambiaría su nombre por el de Partido Socialdemócrata de Alemania (SPD). También desde la órbita socialdemócrata opinarían August Bebel (1840-1913) y Eduard Bernstein (1850-1932), político alemán de origen judío, también del SPD, que opinaba la no necesidad de una revolución violenta para alcanzar el socialismo pues pudiera lograrse mediante una evolución pacífica a través del sindicalismo y de la acción política. (abstract) Prof. Oscar BASTIDAS DELGADO (UCV).

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Immigrazione: l’emozione di Roberts sul DACA “tradisce” Trump

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

“Dal 2012, i beneficiari del DACA si sono iscritti a università, iniziato carriere, messo su aziende, comprato case e si sono anche sposati e hanno avuto figli, tutto questo basato sull’esistenza del programma DACA”. Così il presidente della Corte Suprema americana John Roberts, scrivendo per la maggioranza (voto 5 a 4), che ha impedito all’amministrazione di Donald Trump di eliminare il programma che ha beneficiato i “dreamers”, giovani portati in America dai loro genitori senza autorizzazione legale. Si tratta di individui cresciuti negli Usa che a tutti gli effetti sono cittadini americani eccetto per i documenti. Il DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals), ordine esecutivo di Barack Obama del 2012, ha offerto protezione a questi individui, offrendo loro un permesso di soggiorno temporaneo, rinnovabile ogni due anni. In sintesi, si tratta di una “green card”, il cartellino verde di residenza legale negli Usa, anche se non permanente né valido come porta aperta alla cittadinanza.Facile pensare che quando Roberts ha scritto le sue parole pensava sicuramente a uno di questi giovani adesso adulto, uno degli avvocati che ha difeso il programma DACA nelle deliberazioni della Corte Suprema. Luis Cortes Romero, infatti, un membro della squadra di avvocati che è riuscita a salvare il programma, è proprio uno di questi beneficiari. Nato in Messico, Cortes Romero è stato portato dai suoi genitori negli Usa senza autorizzazione legale quando aveva solo un anno. Dopo tanti sacrifici è riuscito a laurearsi in giurisprudenza alla University of Idaho dove studiava senza residenza legale e nessuna speranza di potere esercitare la sua futura professione. Poi nel secondo dei tre anni di studi emerse il DACA, fece domanda e riuscì a qualificare, ottenendo la residenza legale temporanea. Dopo la laurea ha iniziato a esercitare la sua professione e ha persino avuto l’onore e l’onere di difendere individui nella sua stessa situazione. Cortes ha dichiarato a Democracy Now, la rete progressista televisiva americana, di essere sicuro che le storie di tanti giovani come lui hanno avuto un impatto nella decisione di Roberts di consegnare una seria sconfitta a Trump.Non si tratta di una sconfitta totale poiché il 45esimo presidente potrebbe riprovarci anche se ovviamente richiederebbe tempo. Roberts nella sua decisione ha detto che i legali di Trump non hanno specificato una ragione legalmente valida per la revoca dell’ordine esecutivo di Obama. Inevitabile la tipica reazione di Trump che ha caratterizzato questa sentenza ed altre di “fucilate verso coloro che sono repubblicani”. L’attuale inquilino della Casa Bianca era decisamente deluso specialmente perché dei nove giudici della Corte Suprema cinque pendono a destra, essendo stati nominati da presidenti repubblicani. Il “traditore” in questo caso è stato Roberts, nominato da George W. Bush nel 2005, il quale secondo Cortes, ha usato la logica giuridica ma anche le sue emozioni per la decisione.Roberts non è stato l’unico ad usare argomentazioni extralegali. La giudice Sonia Sotomayor, la quale ha votato con la maggioranza, ha però dissentito in un aspetto che tocca direttamente la politica. Sotomayor sottolinea che Trump ha espresso malanimo verso gli ispanici che la maggioranza non ha incluso nella decisione. Cita specificamente alcune frasi arcinote di Trump politico e presidente che caratterizzano gli ispanici come “criminali”, “spacciatori” e “stupratori”. Sotomayor sa benissimo che dal punto di vista legale questi suoi punti hanno solo valore storico per sottolineare i comportamenti politici dell’attuale presidente.Anche Clarence Thomas e Brett Kavanaugh, due dei quattro giudici che hanno votato per Trump, hanno dissentito, nascondendosi principalmente in una giungla di argomentazioni legalistiche comprensibili solo agli specialisti. Thomas però si tradisce quando riconosce che la legge conferisce al ministro della Giustizia il potere di proteggere dalla deportazione alcuni stranieri per ragioni “umanitarie”. Quindi non ignora la tragica situazione dei “dreamers” i quali se deportati potrebbero ritrovarsi nel Paese natale che conoscono a malapena poiché sono cresciuti negli Stati Uniti. Poi però Thomas si rifugia in argomentazioni giuridiche asserendo che l’ordine esecutivo di Obama ha creato una nuova classe di immigrati concedendo loro benefici non supportati dalla legge.Roberts controbatte però citando gli aspetti umanitari e pratici asserendo che l’amministrazione di Trump non ha considerato gli effetti della rescissione del decreto di Obama. Cita specificamente il fatto che i beneficiari del DACA hanno negli otto anni del programma creato famiglie e 200mila bambini nati in America i quali sono cittadini americani a tutti gli effetti. Aggiunge anche il valore pratico dei contributi dei “dreamers” poiché hanno generato più di 215 miliardi di dollari in attività economiche e in dieci anni produrranno 60 miliardi alle casse del tesoro in contributi fiscali. I “dreamers”, dopotutto, sono giovani e il 90 percento di loro possiede posti di lavoro e quindi contribuiscono notevolmente di più grazie al loro status di residenti legali conferitogli dal DACA.I giudici della Corte Suprema devono essere obiettivi e basare le loro decisioni sulla legge. Sono però esseri umani oltre a essere “animali politici” poiché nominati da inquilini della Casa Bianca. La sentenza sul Daca ce lo dimostra. Roberts però, da presidente della Corte Suprema, si preoccupa anche della reputazione del gruppo da lui condotto. Gli attacchi dei politici ai magistrati, specialmente quelli di Trump, da candidato ma anche da presidente, hanno eroso in parte la credibilità della Corte Suprema. Nel 2016 il 48 percento degli americani approvava l’operato della Corte Suprema. Adesso la cifra è salita al 58 percento essendo dunque ritornata in terreno positivo. Inoltre un recente sondaggio ci dice che il 64 percento crede che la Corte Suprema usi la legge per determinare le sue sentenze. Si vedrà fra breve se Roberts continuerà a fare da ago della bilancia con altri importantissimi casi attualmente in considerazione come l’aborto e il rilascio delle informazioni sul reddito di Trump. (By Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California)

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Dopo il franco cfa: sfida per l’Africa e l’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Di Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista Il franco cfa, la moneta in vigore nell’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale (Uemoa), composta da 8 Paesi, quali Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea-Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo, ha terminato il suo ruolo. Dovrebbe essere rimpiazzato da una nuova moneta, l’Eco. Dopo un lungo negoziato, anche il governo francese ha accettato la riforma. Il franco cfa era nato nel 1945, lo stesso giorno in cui la Francia firmava gli accordi di Bretton Woods. Il ‘franc des colonies françaises d’Afrique’ (franco delle colonie francesi d’Africa, franc cfa) negli anni ’60 era diventato il ‘franco della comunità finanziaria africana’.Tra l’altro, la riforma stabilisce che la Banca centrale degli Stati dell’Africa occidentale (Bceao) d’ora in poi non dovrà più depositare la metà delle sue riserve di cambio presso la Banque de France. Dopo sessant’anni dalla realizzazione dell’indipendenza delle ex colonie francesi, tale obbligo era umiliante e insostenibile. La Francia, inoltre, non farà più parte degli organismi africani di governance finanziaria. Anche i 6 Paesi dell’Africa centrale Cemac (Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo) stanno muovendosi nelle stessa direzione. Una volta raggiunto l’accordo con Parigi, dovrebbero lasciare il franco cfa per una nuova moneta che vorrebbero chiamare Afrik. Il sistema del franco cfa si basa su quattro principi: il cambio fisso con il franco e poi con l’euro, la libertà di movimento dei capitali verso la Francia; la convertibilità dei franchi cfa soltanto con l’euro (per cui qualsiasi pagamento verso l’estero deve passare attraverso Parigi); la centralizzazione delle riserve valutarie presso la Banca centrale francese. Inoltre, le riserve d’oro dei paesi africani erano tenute a Parigi e, di fatto, contabilizzate come francesi. La Banque de France, infatti, poteva e può anche decidere la quantità di moneta stampata messa a disposizioni di ciascun paese. Finora i vantaggi per Parigi sono stati enormi e innumerevoli. Ad esempio, la libertà di movimento di capitali ha permesso un impressionante drenaggio di risorse attraverso lo spostamento verso l’estero dei profitti delle multinazionali impegnate in Africa, soprattutto nello sfruttamento delle materie prime e delle miniere. Mentre il dollaro ha esteso dal dopoguerra la sua egemonia sui commerci e sulle finanze mondiali, la Francia è stata l’unica nazione a mantenere un forte controllo sulle sue ex colonie. Infatti, la concessione dell’indipendenza negli anni sessanta è sempre stata accompagnata da accordi bilaterali decennali ed esclusivi con i vari Paesi africani garantendosi un conveniente sfruttamento del territorio, delle materie prime, di quelle energetiche, tra cui l’uranio, e il controllo della loro politica monetaria. Gli effetti conseguentemente si sono riverberati anche in tutti gli altri settori, come la difesa, la politica estera, il commercio, l’istruzione, la giustizia, ecc. In passato, i governanti africani, come Sankara del Burkina Faso, che si sono permessi di sfidare il dominio francese, dopo l’indipendenza, non sono durati a lungo.Vari studi dimostrano che la dipendenza dalla Francia e la parità fissa con una moneta forte come l’euro hanno comportato una debolezza economica per tutti i paesi delle aree del franco cfa. Negli ultimi 20 anni questi ultimi hanno registrato una crescita del pil pari all’1,5% annuo mentre la media degli altri paesi dell’Africa sub sahariana è stata del 2,5%. Se l’aggancio all’euro ha garantito una certa stabilità monetaria, per l’altro verso le produzioni locali, sia nel campo agricolo sia in quello estrattivo, hanno subito decenni di mancanza di competitività. In merito, si ricordi che la svalutazione del franco cfa nel 1994 fu accompagnata da violente proteste e moti popolari poiché tutti i prodotti importati subirono un repentino aumento di prezzo. Necessariamente vi sarà una fase transitoria per tutti e due i gruppi di paesi. La costruzione di un loro percorso economico e monetario virtuoso, oggettivamente, non sarà facile. Sarà indubbiamente una grande sfida di ordine politico, economico e morale soprattutto per l’Unione europea. Come cambierà il suo rapporto nei confronti dell’Africa sub sahariana? Se dovesse irresponsabilmente disinteressarsi a ciò che accade in Africa, inevitabilmente il vuoto sarà riempito dalla Cina e dallo yuan e forse anche dagli Usa e dal dollaro. Il continente diventerebbe una zona di scontro e di “guerre per procura”, come accaduto in passato.Alcuni economisti africani propongono di ancorare la nuova moneta africana a un paniere delle principali valute mondiali, che includa, tra l’altro, l’euro, il dollaro e lo yuan. Attualmente l’unico paniere di monete esistente è rappresentato dai diritti speciali di prelievo del Fondo monetario internazionale. Essi, però, non possono essere la soluzione realistica perché significherebbe sottomettersi ad una istituzione internazionale che per decenni ha pesantemente penalizzato i paesi dell’Africa e quelli in via di sviluppo con le sue politiche di “condizionalità” e di austerità. Invece, la proposta africana potrebbe diventare uno stimolo forte per la creazione di un nuovo sistema monetario internazionale basato su un paniere di monete importanti. In merito si ricordi che l’anno scorso, in Mali, tutti i governi dell’Unione africana avevano sottoscritto l’accordo per la creazione di un mercato comune africano di libero scambio, sollecitando la riforma del sistema monetario internazionale. Il tema è da tempo sul tappeto. Purtroppo, finora le fibrillazioni geopolitiche mondiali ne impediscono un suo approfondimento e la dovuta soluzione.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sicilia: Rischio desertificazione industriale

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

«La posizione ultima assunta dalla Confindustria siciliana è irricevibile. Non si può, infatti, affermare che o si eliminano le prescrizioni e il piano della qualità dell’aria o sbattono la porta lasciando la Sicilia e i territori».A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo uno in Sicilia «Una posizione simile nel merito – continua Zappulla – si presenta in palese contrasto con le norme europee e nazionali in materia ambientale di qualità dell’aria è sbagliata anche nel metodo, perché alimenta lo scetticismo e le diffidenze cresciute in questi anni nelle comunità contro un certo modo di produrre e di fare industria. Ribadiamo la convinzione che la Sicilia non può e non deve fare a meno di un sistema industriale forte, competitivo con cicli produttivi di estrema qualità e con sempre minore impatto ambientale. Insieme al turismo, all’agricoltura, alla bioedilizia l’industria può e deve rappresentare uno dei pilastri economici del Sistema Sicilia».E ancora Zappulla: «In Sicilia e in alcune provincie in particolare è cresciuta una cultura industriale ormai consolidata, ma si è pure al contempo sviluppata la necessità di interventi e investimenti di ciclo e di prodotto sul terreno della qualità ambientale, cancellando il ricatto pluridecennale non dichiarato ma praticato tra tutela ambientale e occupazione. Non ho apprezzato, quindi, il modo con cui è stato posto il problema pensando di fatto di utilizzare gli 8 mila lavoratori impegnati nell’area industriale del siracusano e degli altri territori come leva contro la regione. Un modo questo vecchio, superato e profondamente sbagliato di operare e procedere che rende grave la situazione già sul terreno dei rapporti e del metodo. Una Confindustria moderna e aperta avrebbe dovuto costruire con il territorio, con le istituzioni locali, le organizzazioni sindacali e le stesse associazioni ambientaliste un fronte unitario per aprire con la regione un tavolo di merito di confronto. Mettendo preliminarmente sul tavolo la conferma degli investimenti già previsti anche sul terreno ambientale e la disponibilità concreta ad apportare tutte le innovazioni necessarie, motivando quali possano essere alcune eventuali utili e necessarie modifiche da apportare a partire dalla tempistica».«In Sicilia – conclude Zappulla – c’è bisogno di una classe dirigente avveduta, matura e seria, capace di mettere al centro la salute, la sicurezza, la tutela ambientale senza cedere alle spinte irrazionali e autolesioniste di desertificazioni industriali. Maturità, serietà e responsabilità che in primo luogo devono preliminarmente dimostrare i grandi gruppi industriali. Ora che l’assessore regionale pare abbia aperto al confronto Confindustria siciliana, assuma la responsabilità di promuovere un raccordo preliminare con il sindacato provinciale e regionale , le istituzioni locali e le associazioni ambientaliste». (Vassily Sortino)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Guarire l’Europa di Laura Sullivan

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Lunedì stavo ascoltando la radio quando queste parole mi hanno colpita: “Il nostro paese è come una casa molto vecchia. Amo le case molto vecchie. Ma tali case necessitano di molto lavoro. Un lavoro che non finisce mai. Per questa nazione è la stessa cosa. Magari non vorresti andare nello scantinato per mettere un po’ di ordine, però se non vai a darci un’occhiata, lo fai a tuo rischio e pericolo.” A pronunciare tali parole è stata la giornalista americana Isabel Wilkerson, che stava parlando di come comprendere la storia (in questo caso facendo riferimento alla schiavitù) ci aiuta a dare un senso al presente (il razzismo e le violenze della polizia). Mi sono ritrovata a chiedermi:cosa c’è “nello scantinato dell’Europa?” Andiamo mai là sotto?Ci sono diversi tipi di storie: quelle che esistono a livello locale, quelle nazionali e quelle condivise al livello europeo. Si può dire che le due guerre mondiali iniziate sul continente e la nostra storia coloniale fanno parte della storia europea. Nonostante alcuni paesi europei abbiano compiuto qualche sforzo per confrontarsi con il vissuto delle guerre, è difficile trovare esempi di adeguate riflessioni sul nostro passato coloniale.Dopo l’omicidio di George Floyd, per la prima volta da molto tempo, ci ritroviamo costretti ad affrontare gli aspetti peggiori delle nostre storie, dei nostri passati, delle nostre identità nazionali. Negli Stati Uniti, i simboli riconducibili alla parte più buia della storia del paese vengono rimossi dai luoghi pubblici, e lo stesso sta accadendo in Europa, soprattutto quelli che fanno riferimento alla nostra storia coloniale.Pensiamo, per esempio, al Belgio: quando sono arrivata qui, nel 2001, non riuscivo a credere che re Leopoldo II, l’uomo che aveva organizzato l’omicidio e la mutilazione di milioni di congolesi, fosse ancora celebrato attraverso numerose statue sparse in tutto il paese. Ora che ci ritroviamo faccia a faccia con il nostro passato, una delle conseguenze più immediate è proprio la messa in discussione dell’esistenza di questo genere di statue in Belgio, in Italia, nel Regno Unito e altrove. Avventurandoci tra le ragnatele dello scantinato e confrontandoci con quello che c’è lì sotto, stiamo dando alla nostra società l’opportunità di guarire, e siamo anche più onesti con noi stessi.
(Laura Sullivan – WeMove Europe)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Individuato un sistema di faglie sui fondali pugliesi

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Un sistema di faglie esteso per almeno 100 km di lunghezza, lungo il quale si sono generati due ampi bacini sedimentari è stato identificato nel tratto di mare a sud-est di Santa Maria di Leuca (LE), grazie ad una ricerca condotta da un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) nell’ambito del progetto FASTMIT, coordinato e supportato dal fondo premiale 2014 del Ministero dell’Università e della Ricerca, appena pubblicata sulla rivista “Tectonics” dal titolo ‘Active extension in a foreland trapped between two contractional chains: The South Apulia Fault System (SAFS)’.La scoperta di tale sistema di faglie, denominato South Apulia Fault System (SAFS), è stata possibile grazie una serie di campagne geofisiche eseguite con la nave OGS Explora.Attraverso, poi, l’analisi di dati batimetrici ad alta risoluzione e di diversi profili e linee sismiche che hanno permesso di illuminare sia le strutture crostali profonde che i sedimenti quaternari che costituiscono il fondale marino, i ricercatori hanno ricostruito la geometria tridimensionale dei principali orizzonti geologici e delle faglie presenti in quest’area fino a una profondità di circa 12 km.In particolare, lo studio congiunto OGS-INGV ha dimostrato che il SAFS ha iniziato la sua attività tettonica tra 1,3 e 1,8 milioni di anni fa, durante il Pleistocene inferiore, e che è tutt’ora attivo, come evidenziato dalla presenza di dislocazioni che interessano i sedimenti più recenti e il fondo mare. I tassi di movimento del SAFS sono nell’ordine di 0,2-0,4 mm/anno per quanto riguarda la sua componente estensionale, ma è stato possibile ipotizzare anche la presenza di una componente non trascurabile di movimento orizzontale.L’area in cui si trova il SAFS in Puglia è una porzione sommersa del cosiddetto avampaese (cioè, una regione adiacente a una catena montuosa) della “placca Adriatica”, un’area di crosta continentale considerata stabile rispetto alle due aree di catena poste ad ovest (la catena appenninica) e ad est (la catena ellenica).Le aree di avampaese sono tipicamente soggette a terremoti meno frequenti rispetto alle aree lungo i margini di placca e alle aree di catena, tuttavia non sono esenti da eventi di magnitudo anche significativa. In particolare, relativamente all’area studiata è storicamente noto il forte terremoto del 20 febbraio 1743, per il quale i cataloghi storici riportano una magnitudo stimata di 6.7. I cataloghi sismici riportano, inoltre, che questo terremoto causò ingenti danni sia nella regione salentina che nelle isole Ionie (Corfù, Lefkada e Cefalonia), oltre ad un probabile tsunami che interessò il porto di Brindisi. In base alla posizione geografica, alle evidenze di attività recente e all’assenza di altre strutture tettoniche di simile importanza all’interno dell’area di studio, gli esperti INGV e OGS hanno ipotizzato, dunque, che il SAFS possa essere la più probabile sorgente del terremoto del 1743.I ricercatori auspicano che, nel futuro, ulteriori studi anche multidisciplinari permettano di acquisire nuovi dati ad alta risoluzione, così da poter comprendere con maggiore precisione la reale estensione del SAFS caratterizzandone con più precisione i tassi di attività, le implicazioni geodinamiche e gli effetti di scuotimento del sisma e dello tsunami del 1743.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Forum PA 2020 – Resilienza Digitale

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Roma dal 6 all’11 luglio il grande evento online sull’innovazione contro la crisi oltre 100 eventi in streaming, più di 300 relatori a confronto sull’innovazione e la trasformazione digitale per la resilienza nei settori lavoro, industria, formazione, sanità, coesione sociale Tra gli ospiti i Ministri dell’Innovazione Pisano, della PA Dadone, dell’Istruzione Azzolina, delle Politiche agricole Bellanova, degli affari regionali Boccia,dell’Università Manfredi, del Sud Provenzano, la Sindaca di Roma Capitale Raggi eil sindaco di Firenze Nardella, il prof Floridi dell’Università di Oxford, rappresentanti dell’OCSE e delle istituzioni europee.
Il primo giorno di Forum PA 2020 – lunedì 6 luglio – ci sarà lapresentazione dell’annuale ricerca FPA sul lavoro pubblico, in programma alle ore 16:30. Sempre nella giornata di apertura, l’intervento del Ministro per Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone e quello delMinistro per l’Innovazione Tecnologica e Digitalizzazione Paola Pisano, oltre al Key note Speech di Luciano Floridi, Professore di filosofia ed etica dell’informazione dell’Università di Oxford. Il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina interverrà mercoledì 8 luglioall’evento “Apprendimento a distanza e competenze digitali: due sfide per il futuro del Paese”, il Ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano venerdì 10 luglio all’evento “Dal Pon Metro la strada per ripartire “. Mentre il Ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova (6 luglio), il Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia (7 luglio) e il Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi (8 luglio) saranno ospiti delle “Conversazione con…” dei tre giorni. Tra i rappresentanti delle istituzioni locali, interverranno il 7 luglio il presidente della Regione Calabria Jole Santelli, e il 9 luglio Virginia Raggi, Sindaca di Roma Capitale, e Dario Nardella, sindaco di Firenze.
Numerosi gli ospiti internazionali, tra cui: il Segretario Generale dell’OCSE Angel Gurria ealtri importanti rappresentanti dell’OCSE come Stefano Scarpetta, Director for Employment, Labour and Social Affairs e Andrew Wyckoff, Director for Science, Technology and Innovation; due importanti esponenti delle strutture operative dalla Commissione europea come Fabrizia Benini, Head of unit Digital Economy and Skills della DG CONNECT e Ken Ducatel, Director IT Security della DG DIGIT; Emanuele Baldacci, Director of Digital Services DIGIT presso la Commissione Europea; Barteld Braaksma, Innovation Manager CBS – National Statistical Institute of the Netherlands, e Gualtiero Walter Ricciardi, Membro Executive Board Organizzazione Mondiale della Sanità. L’esperienza della Spagna sarà portata da Fernando De Pablo Martin, Segretario generale dell’amministrazione digitale del Ministero dell’economia e della trasformazione digitale.Oltre alla tradizionale indagine sul lavoro pubblico di FPA, saranno presentate e commentate altre tre ricerche durante Forum PA 2020: il 7 luglio l’Indagine sulla maturità digitale dei Comunisviluppata da FPA in esclusiva per Dedagroup Public Services; l’8 luglio l’analisi costi-benefici svolta da IDC per Aruba Enterprise per valutare gli impatti derivanti dall’impiego della Posta Elettronica Certificata in Italia; infine il 9 luglio, l’indagine “PA e cittadino: quali strumenti per migliorare la digital experience dell’utenza”, realizzata da FPA in esclusiva per Adobe.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il governo Conte pensa di rilanciare l’Italia a ‘colpi di scostamenti di bilancio’

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

Lo fa con una confusione degna della più scalcinata giostra di parse. Senza che sia ancora maturata una visione organica degli interventi fiscali, dopo il caos sul pagamento della cassa integrazione ora Conte propone di dare incentivi alle imprese per non utilizzare la cassa integrazione. Esattamente ciò che ha proposto, inascoltata, Giorgia Meloni fin dall’origine e proprio mentre la maggioranza respinge l’emendamento a mia firma che impedisce alle aziende pubbliche di accedere alla Cig per evitare che vengano sottratte risorse a quelle imprese costrette alla chiusura. Per loro e per i relativi lavoratori sì che tale strumento è questione di vita o di morte.Il terzo scostamento di bilancio annunciato dal ministro Gualtieri, la cui presenza in commissione ieri è stata imbarazzante, inizia a incutere paura.Fino a quando si continuerà a tirare la corda aggiungendo debiti senza renderli funzionali all’individuazione di leve economiche capaci di generare sviluppo e occupazione? Per fa ripartire i consumi servono investimenti e non provvedimenti improduttivi – solo ieri la Corte dei Conti ha certificato il fallimento del reddito di cittadinanza, strumento con il quale solo il 2% dei beneficiari ha trovato lavoro. Il DL Rilancio, gestito a oggi a colpi di maggioranza, come fosse la più banale manovra di assestamento, non offre alcuna garanzia di equilibrio e serietà. Interventi a macchia di leopardo si alternano a operazioni di squallido clientelismo e ad altrettanti deplorevoli marchette, mentre il mondo della produzione invoca da tre mesi aiuti incisivi e tempestivi. A nulla servirà fare nuovo debito”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »