Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for the ‘Spazio aperto/open space’ Category

open space

Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, riceverà il Premio “Rabbi Moshe Rosen”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

Roma giovedì 24 ottobre alle ore 18, durante una cerimonia nella Sala Benedetto XIII, in via di San Gallicano 25a Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, riceverà il Premio “Rabbi Moshe Rosen” dalla Conferenza dei Rabbini d’Europa (CER), voce ufficiale dell’ebraismo europeo che raccoglie oltre 700 comunità e sinagoghe del vecchio continente. Il riconoscimento sarà consegnato da Pinchas Goldschmidt, rabbino capo di Mosca e attuale Presidente della CER, Moshe Rosen, alla cui memoria è dedicato il premio, è stato rabbino capo della Romania durante il regime comunista svolgendo un prezioso ruolo a difesa della sua comunità. Il premio, istituito a suo nome dalla CER, viene conferito a personalità che hanno dato un contributo significativo all’ebraismo europeo e contrastato, con diverse attività, l’antisemitismo. Il premio è stato conferito ad Andrea Riccardi “per avere dimostrato una nobile dedizione nell’incoraggiare la convivenza tra persone di culture e religioni diverse e promosso lo sviluppo delle relazioni interreligiose, in particolare il dialogo tra la comunità cattolica e quella ebraica attraverso il suo impegno come fondatore della Comunità di Sant’Egidio”. Alla cerimonia, oltre al rabbino Goldschmidt e Andrea Riccardi, interverranno anche altre personalità religiose e civili tra cui il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni.

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Convegno USPI sulle fake news con Google e Facebook

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

Roma Martedì 12 novembre 2019 ore 9,30 Sala Koch Palazzo Madama Piazza San Luigi dei Francesi su iniziativa dell’Unione Stampa Periodica Italiana, presso la Sala Koch del Senato della Repubblica, si terrà il Convegno “Fake News, Libertà e responsabilità di informazione nell’era digitale – Libertà di stampa, principi deontologici del lavoro giornalistico e leggi dello Stato. L’impatto delle fake news sull’opinione pubblica”. Il Convegno si terrà dalle ore 9:30 e vedrà la partecipazione di esponenti politici, del settore e delle piattaforme di Google e Facebook, che discuteranno del tema controverso delle fake news e della responsabilità dell’informazione nell’era digitale. Gli interventi:
ore 10:00 Indirizzi di saluto presidenza del Senato
Interventi: Cons. Ferruccio SEPE, Capo Dipartimento Editoria – Presidenza del Consiglio dei Ministri
Prof. Francesco Saverio VETERE, Segretario Generale – Unione Stampa Periodica Italiana
Dott. Carlo VERNA, Presidente – Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti
Dott. Carlo PARISI, Direttore di Giornalistitalia.it
Dott. Diego CIULLI, Public Policy manager Google Italia
Dott. Laura BONONCINI, Public Policy director – Facebook Italia
Avv. Maurizio GUALDIERI, Esperto in materia di Diritto e Mercati dei contenuti e servizi online – Università Europea di Roma
Coordina i lavori Dott.ssa Federica META, Giornalista CORCOM

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I veri nemici della pace

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

Oggi si fa un grande parlare di pace e di guerra anche se il teatro delle operazioni è lontano e la minaccia che può venirci è legata solo al terrorismo integralista degli arabi. In effetti il vero rischio proviene da altri lidi: sono le fabbriche di armi ed i loro lucrosi commerci. Se gli Stati decidessero, tutti insieme, di ridurre tali produzioni di morte, noi avremmo la possibilità d’esercitare un maggiore livello di sicurezza e minore sarebbe la tentazione dei piccoli e grandi “dittatorelli” di entrarne in possesso per i loro “genocidi privati”. Vorremmo che oggi i pacifisti che scendono nelle piazze parlassero anche di queste cose, forse meno suggestive, ma più reali ed inquietanti. Siamo stati sempre convinti che dare un’arma a qualcuno può significare che costui prima o poi sia indotto in tentazione e se ne serva. Se noi glielo impediamo, privandolo di tale opportunità, forse non escluderemmo del tutto il delitto e l’atrocità dei genocidi, ma eviteremmo di “foraggiarlo” e di “eccitarlo” più del necessario. Ma a questo punto, ovviamente, dovremmo chiederci a chi andrebbero affidate le armi per esercitare, in casi estremi, il rispetto delle regole di convivenza. E da qui discende un’altra riflessione. Abbiamo speso decenni per saggiare le nostre “democrazie” liberali ed i nostri Stati di diritto, ma ci siamo accorti che essi non ci rendono immuni dall’essere razzisti, violenti e sanguinari magari non sempre in casa propria ma altrove come se andando all’estero vi fosse licenza di uccidere e di praticare leggi illiberali. In buona sostanza non basta dichiararsi pacifisti per esserlo. E’ un concetto che deve appartenerci geneticamente e deve plasmarsi con un bagaglio culturale adeguato. In caso contrario continueremo a fare le guerre e invocare la pace sulle piazze e sui campi di battaglia di tutto il mondo in uno sterile e ripetitivo gioco delle parti. (Riccardo Alfonso)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il nostro desiderio di “gioventù”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

Il rapporto tra crollo della natalità e l’immigrazione non è da sottovalutare. Esiste un nesso evidente tra i due macro-fenomeni proprio perché ha radici molto recenti, chiede un forte e deciso impegno culturale. Qualcuno invoca una maggiore sensibilità intellettuale femminile. Il concetto è in se, a nostro avviso, distorto. La colpa sulle mancate e possibili maternità non può ricadere unicamente sulla donna. E’ il concetto di civiltà che ci siamo dati, semmai, è in discussione. Ci siamo mai chiesti se perdura la disoccupazione, se i salari sono bassi, se la donna per tenere in piedi il ménage familiare è costretta a cercarsi un lavoro o a tenere ben stretto quello acquisito una volta che si sposa o va a convivere con il suo compagno, se queste non sono tutte condizioni che remano contro la maternità? Non si possono avere al tempo stesso la moglie ubriaca e la botte piena. Ci siamo mai chiesti come vivono i nostri giovani che per anni sono costretti ad appoggiarsi agli stipendi dei loro genitori e alle loro pensioni? E’ uno stato di frustrazione pesante e che lascia il segno. Qual donna dotata di buon senso è disposta a queste condizioni di diventare madre lasciando i figli davanti a prospettive incerte e tanto problematiche per il loro presente ad ancor più futuro? Cosa può cambiare da una generazione all’altra se, per esempio, la questione meridionale è rimasta tale per decine di generazioni. L’hanno dibattuta e sviscerata fin nei minimi particolare eppure è rimasta, per lo più agli stessi livelli di cento anni fa in quanto ad industrializzazione e ad occupazione. Finché non partiamo dal convincimento che le aree depresse del continente europeo costituiscono una risorsa e non solo una fonte di problemi, non faremo significativi passi in avanti ora come in futuro. E sia chiaro. La condivisione dell’importanza strategica del Sud per la stabilità europea passa per la capacità culturale e politica dei Paesi dell’Europa del Sud e, in particolare, Portogallo, Spagna, Grecia ed Italia. Ed è ancora, non dimentichiamolo, il solo garante per dialogare utilmente con l’Islam, per quel diritto originario ad una patria nella sua logica universalistica che attraverso un po’ tutti i precetti delle grandi professioni di fede. (Riccardo Alfonso)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Gli anni post-bellici dell’Italia e della Germania dopo la prima guerra mondiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

Negli anni successivi al 1918 due furono le nazioni più esposte agli umori popolari e alla instabilità del potere esecutivo: la Germania e l’Italia: La prima non riuscì a trovare l’occasione per rinnovare i suoi quadri dirigenti nonostante il regime democratico improvvisato dalla Costituzione di Weimar.
In Italia, dopo l’armistizio del 1919, fummo alla mercé, per tre anni, di gabinetti effimeri: Nitti, Giolitti, Sforza e Facta. Si arrivò, alla fine, al colpo di stato del 30 ottobre del 1922. Incominciò così la stagione delle dittature europee rafforzata, in un certo senso, dall’entrata in gioco negli affari dell’Europa occidentale della Russia che aveva nel frattempo consolidato il suo ruolo egemone in politica interna e fu in grado, con la Terza internazionale, di estendere lo slancio comunista oltre frontiera.
Così iniziarono i venti anni di pace difficile con la conferenza di Versailles che si tenne dal 12 gennaio al 28 giugno del 1919. Fu alla fine stilato un trattato di 440 paragrafi che aveva la pretesa di aver saputo elaborare un piano globale di pace di cui nessuno restò soddisfatto. La Germania, nello specifico, fu umiliata in misura eccessiva tanto da costituire per gli storici un valido motivo per un risentimento nazionale che sfociò nella dittatura nazista e quella che ne seguì. Gli italiani parlarono di “vittoria mutilata” ed anche qui, con un’accelerazione maggiore, rispetto alla Germania, lo scontento scatenò il 28 ottobre del 1922 la marcia su Roma dei fascisti. La Germania nel 1923 tentò di non pagare i danni di guerra e si ritrovò l’occupazione della Ruhr e dei centri della Renania da parte delle truppe franco-belghe. Il ritiro delle truppe avvenne solo due anni dopo per la Ruhr e nel 1930 (30 giugno) per la Renania. Il 5 luglio del 1932 Antonio de Oliveira Salazar instaurò la dittatura in Portogallo. Intanto anche la Germania si preparò all’ascesa di Hitler. Il 31 luglio del 1932 il partito nazionalsocialista sfiorò il 36% dei consensi elettorali ottenendo 230 seggi. Il 5 marzo dell’anno successivo i nazionalsocialisti vinsero le elezioni e Adolf Hitler il 23 marzo dello stesso anno ottenne dal Reichstag pieni poteri. Il 7 giugno del 1933 su iniziativa di Mussolini, l’Italia, la Francia, la Gran Bretagna e la Germania siglarono un patto a quattro. Il francese Henry de Jouvenel esultò. Vi scorse una pace duratura per almeno dieci anni. Il 19 agosto del 1934, dopo la morte di Hindenburg, avvenuta il 2 agosto, Hitler fu proclamato capo dello stato con voto plebiscitario. Nello stesso anno ebbe inizio l’avventura italiana in Etiopia. (5/6 dicembre). L’anno successivo la Società delle nazioni applicò le sanzioni economiche contro l’Italia. Il 5 maggio del 1936 finì la campagna di Abissinia e il primo novembre Mussolini annunciò, in un discorso a Milano, la costituzione dell’asse Roma-Berlino. Il 12 marzo 1938 la Germania nazista annetté l’Austria. (Anschluss). Fu il primo passo. Quello successivo fu l’ingresso, tra il 14 e il 16 marzo del 1939, delle truppe tedesche a Praga. Nello stesso mese Franco conquistò il potere in Spagna, mentre il 22 maggio dello stesso anno l’alleanza italo-tedesca fu confermata con la firma a Berlino del patto d’acciaio. Giungemmo così alle ultime battute. Ebbe inizio quella che lo stesso Hitler la definì “una guerra terribilmente sanguinosa e feroce”. (Riccardo Alfonso)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Lingua e lingue nel teatro italiano a fine millennio”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

Venezia Sabato 26 ottobre 2019, ore 11 Libreria Sansoviniana, P.tta San Marco 13a Conferenza di Paolo Puppa “Lingua e lingue nel teatro italiano a fine millennio” in occasione della XIX edizione della “Settimana della lingua italiana nel mondo. L’italiano del palcoscenico” ospiterà nelle sue Sale Monumentali la conferenza di Paolo Puppa dal titolo “Lingua e lingue nel teatro italiano a fine millennio”. Saluto di Stefano Campagnolo, direttore della Biblioteca Nazionale Marciana e di Rosella Mamoli Zorzi, Presidente del Comitato di Venezia della Società Dante Alighieri. La conferenza di Paolo Puppa, già ordinario di storia del teatro a Ca’ Foscari e commediografo-performer, presenta un’agile mappatura della drammaturgia nostrana vista attraverso la prospettiva linguistica. Si parte dalla rivoluzione futurista, rilanciata poi dalle neoavanguardie degli anni ’60 del secolo scorso, si passa attraverso escursioni dialettali in connessioni coi registri poetici (vedi Antonio Tarantino), sino all’esplosione dei monologhi di narrazione tra Ascanio Celestini e Marco Paolini. A conclusione, lo studioso recupera alcuni frammenti dei propri copioni.
Paolo Puppa, già ordinario di storia dello spettacolo all’Università di Venezia e direttore del dipartimento delle arti, ha alle spalle volumi su Pirandello, Fo, Rosso di San Secondo, Ibsen, D’Annunzio, Goldoni, Storie della messinscena e della drammaturgia, monografie su attori come Baseggio, su registi come Brook e sul monologo. Come coeditor, ha diretto per la Cambridge nel 2006 The History of the Italian Theatre, per la Routdlege nel 2007 Encyclopedia of the Italian Literature, per la Cambridge Scholars nel 2013 Differences on stage, premiato col
George Freedley Memorial Award. Nel 2014, La Serenissima in scena: Da Goldoni a Paolini (ETS). Attualmente collabora al Dizionario biografico degli italiani. Co-dirige altresì la rivista Archivio d’Annunzio. Come commediografo, ha all’attivo molti copioni, pubblicati, tradotti e
rappresentati anche all’estero, tra cui La collina di Euridice (premio Pirandello ’96) e Zio mio (premio Bignami-Riccione ’99). Si ricordano, in particolare Famiglie di notte, Venire, a Venezia, Cronache venete, Le commedie del professore e il recentissimo Altre scene. Copioni del terzo millennio. Sempre nel 2006 ha ottenuto il premio come autore dall’Associazione critici di teatro per Parole di Giuda da lui stesso interpretato. Nel 2008 ha vinto il premio teatrale Campiglia marittima con Tim e Tom. Nel 2015, il romanzo Ca’ Foscari dei dolori (Titivillus). Infine, nel 2018 ha vinto il premio nazionale Ugo Betti, dedicato ai terremotati, con Scosse in famiglia e agli inizi del 2019 il premio per la critica teatrale intitolata a Rosso di San Secondo, Marionetta d’argento.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La trentatreesima edizione di Eurovisioni: “sovranità digitale e culturale” dell’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

Un appello lanciato dai partecipanti alla giornata internazionale di Eurovisioni delle due giornate di dibattito all’Accademia di Francia a Roma, cosi come echeggiato dalle proiezioni di 4 fiction europee (Italia – RAI, Francia-France Télévisions, Germania-ZDF e Spagna-RTVE) presentate in anteprima a Palazzo Farnese ed a Villa Medici.Lo ha espresso con grande chiarezza nel suo intervento conclusivo di sabato Jean-Noel Tronc, Direttore Generale della SACEM (la SIAE francese), che – nel presentare il suo volume appena edito da Seuil in Francia (“Et si on recommençait par la culture?”) – ha invitato l’Europa, i suoi governanti ma anche i suoi cittadini, a preservare la propria identità culturale messa in pericolo dalla tempesta congiunta della trasformazione digitale e della globalizzazione.Lo stesso messaggio emerso dalla giornata internazionale, promossa insieme ad AGCOM, in cui il presidente Cardani, insieme al Presidente della RAI, Foa, al presidente dell’ERGA (le autorità di regolazione europee), ai rappresentanti del governo francese e dell’autorità di controllo francese (CSA) hanno tutti invitato i legislatori italiani in primis, e quelli degli altri paesi europei ad agire presto e bene.Principale fonte di preoccupazione di tutti gli oratori presenti (vedi programma) è la presenza delle piattaforme internet globali (tutte rigorosamente non europee: da Google a Facebook, da Twitter ad Amazon, da Netflix ad Alibaba) che hanno goduto fino ad oggi di condizioni di estremo favore. Grazie al loro status non europeo, infatti, hanno potuto beneficiare di tasse estremamente ridotte (in media del 3% sui loro profitti contro il 45% imposto alle imprese italiane e francesi), del non rispetto delle regole sulla privacy, del non assoggettamento alle regole europee in materia di quote di produzione e di contributi alla produzione nazionale. Numerose procedure di infrazione sono state aperte in diversi paesi europei ed alcune multe miliardarie sono state comminate sino ad oggi (ma nessuna o quasi risulta ancora pagata), mentre – a causa di questa concorrenza irregolare – il settore europeo dei media è da anni in crisi e sta procedendo a massicci licenziamenti, piani sociali e chiusure.Un rischio che si sta estendendo alche al settore della produzione cinematografica e televisiva, come denunciato dai rappresentanti delle imprese dei media presenti al dibattito: oltre alla già citata RAI; anche da Giuliano Berretta, di Oberon media e Presidente A.H. di Eutelsat; da France Télévisions e dal gruppo di imprese italiane rappresentate dalla Fondazione Technomedia (partner e sponsor di Eurovisioni 2019) e dai membri di Confindustria Radio e TV (Mediaset, La 7, emittenti locali).La sfida e l’invito urgente ai Governi ed ai parlamenti di Italia e Francia è quella di trasformare subito le numerose direttive e raccomandazioni europee approvate nell’ultimo anno a Bruxelles in leggi nazionali coerenti e armonizzate: dalla revisione della direttiva “Tv senza frontiere” (oggi chiamata Servizi Media Audiovisivi) alla Direttiva sul Diritto d’autore su Internet alle raccomandazioni in materia di lotta alla disinformazione.I tempi sono stretti (la direttiva SMA – Servizi media audiovisivi deve essere convertita in legge entro settembre 2020, quella sul diritto d’autore entro giugno 2020) e la strada si annuncia tutta in salita. Lo ha spiegato bene il rappresentante del governo francese, Jean Baptiste Gourdin, che ha denunciato la pressione esercitata da Google la scorsa settimana. Non appena il governo francese ha anticipato in legge l’obbligo per le piattaforme commerciali di pagare delle royalties ai giornali francesi per l’utilizzo dei loro titoli, Google ha subito annunciato che non intende pagare le somme dovute e che preferisce ,invece, sospendere la pubblicazione dei titoli dei giornali francesi sul suo motore di ricerca. La querelle probabilmente finirà in tribunale, ma – come ha sottolineato Michel Boyon – presidente di Eurovisioni nel suo intervento di chiusura – tutto dipende da quanto faranno gli altri paesi europei. “Se tutti i paesi adotteranno la direttiva europea introducendo questo obbligo nelle leggi nazionali quanto prima – ha dichiarato – allora anche le piattaforme Internet non avranno altra scelta che adeguarsi. Se, invece, qualche paese UE adotterà delle leggi meno chiare e più “morbide”, allora il rischio che comportamenti di questo tipo si estendano, diventerà assai alto”.Un esempio assai chiaro di cosa intendesse dire Jean Noel Tronc nel suo discorso citato in apertura, con l’invito a “ristabilire la sovranità culturale europea”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Focus sulla persecuzione anticristiana tra il 2017 e il 2019

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

Roma giovedì 24 ottobre alle ore 11.00 nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola (Piazza San Bartolomeo all’Isola n. 22) sarà presentato Focus sulla persecuzione anticristiana tra il 2017 e il 2019. Questo il titolo evocativo della nuova ricerca sul tema di Aiuto alla Chiesa che Soffre. Dopo i saluti del Rettore della Basilica, Don Angelo Romano, vi saranno gli interventi del Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, di Alfredo Mantovano, presidente di ACS-Italia, e di Alessandro Monteduro, direttore di ACS-Italia. A seguire le testimonianze personali di Don K. A. Jude Raj Fernando, Rettore del Santuario di Sant’Antonio di Colombo, presente al momento di uno degli attentati kamikaze che nel giorno di Pasqua hanno colpito tre chiese dello Sri Lanka, e Don Roger Kologo, sacerdote della diocesi di Dori nel nord del Burkina Faso, una delle diocesi maggiormente interessate dagli attacchi anticristiani in atto, e amico di don Joel Yougbare, rapito il 17 marzo scorso. Modera Marta Petrosillo, portavoce di ACS-Italia. Lo studio ACS racconta della persecuzione in atto nei 20 Paesi in cui è oggi più difficile essere cristiani, provando come il Cristianesimo detenga ancora oggi il triste primato di fede maggiormente perseguitata al mondo.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

I cittadini dell’Unione europea in tutto il mondo hanno diritto a registrare il proprio nome di dominio .eu oppure .ею

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

BRUXELLES (BUSINESS WIRE)Il nome di dominio di primo livello .eu è all’ottavo posto tra i suffissi nazionali più utilizzati su Internet e, ad ottobre 2019, conta oltre 3,6 milioni di registrazioni distribuite tra i vari paesi europei. A partire dal suo lancio nel 2006, solo le aziende e i singoli cittadini residenti negli stati membri UE e dello spazio economico europeo (SEE) avevano diritto a registrare un nome di dominio .eu. Tuttavia, per soddisfare le necessità di un ambiente digitale in continua evoluzione, i criteri di ammissibilità per la registrazione del nome di dominio .eu sono ora stati ampliati a tutti i cittadini UE residenti nel mondo.
Con milioni di europei che vivono in tutto il mondo, la nostra speranza è consentire a questi individui che risiedono al di fuori dei propri paesi di realizzare una piattaforma online personale con cui condividere le proprie storie con la famiglia e gli amici a casa.
EURid è un’organizzazione no-profit che opera nel settore dei domini di primo livello .eu ed .ею, a seguito di una gara d’appalto e di una nomina da parte della Commissione europea. EURid lavora con oltre 700 registrar accreditati e fornisce assistenza nelle 24 lingue ufficiali dell’Unione europea. Nell’ambito del costante impegno per la sicurezza dei dati, EURid ha ottenuto la certificazione per lo standard di sicurezza ISO27001, nel 2013. EURid è inoltre registrata nel Sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS). EURid ha la propria sede centrale a Bruxelles (Belgio) e uffici regionali a Pisa, Praga (Repubblica Ceca) e Stoccolma (Svezia). Maggiori informazioni su: http://www.eurid.eu.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

The Collector x Rita Konig

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

London – Christie’s Autumn edition of The Collector sales in London will collaborate with internationally renowned interior designer Rita Konig on 13 and 14 November, 2019. The series of two Collector sales comprises a wealth of 17th, 18th and 19th century decorative arts and furniture spanning: European and English Furniture, Ceramics, Portrait Miniatures & Works of Art (13 November) and Silver and 19th Century Furniture, Sculpture, Ceramics & Works of Art (14 November), with estimates ranging from £600 to £150,000. Rita styled the pre-sale photo shoot for the collaboration at Burghley House, the home of Christie’s UK Chairman Orlando Rock, juxtaposing characterful antique pieces from different periods to create inviting spaces which are both liveable and packed with personality (images above and throughout). Collectors, enthusiasts and admirers can explore the in-situ room that Rita styles at Christie’s headquarters, along with the overall pre-sale view, in person between the 9 and 12 November.
Known for her relaxed style, Rita Konig believes the best kind of rooms are those which make you want to come in, sit down and stay for a while. Specialising in residential interiors, Rita’s approach sees her deftly layer pattern, texture and colour to create soft, intimate spaces for her clients. She regularly hosts workshops at her London residence, guiding guests through the interior design details that make a home. Rita Konig explains: “Something that I find amazing and exciting about antique objects, like houses, is that they have all these stories; with each generation there’s a different way of living. I love old things, and new beautiful things too, but just not new ordinary things. It’s about mixing – you need a couple of pieces that are really good, the real deal, basically the anchors of yesterday. Using things is also really important, objects can’t be so revered that nobody goes near them, everyone has to live their lives with and amongst them. It’s about being comfortable and enjoying the place you live in. With this collaboration, I hope that people will see how these pieces – which can look very rarefied in a catalogue – can actually be soft and gentle and be part of your life and part of living.”

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Il presidente in carica è immune da procedure criminali”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 ottobre 2019

By Domenico Maceri, professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Questa la spiegazione dei legali di Donald Trump guidati dall’avvocato William Consovoy per la questione del rilascio dei redditi del 45esimo presidente. Trump cercava con questa mozione di bloccare il processo nella Corte di Appello del Secondo Circuito di New York per ribaltare una decisione sfavorevole di un tribunale inferiore. I legali di Trump hanno continuato asserendo che solo il Congresso può giudicare il presidente mediante l’impeachment.In effetti i legali di Trump ripetevano le conclusioni di Robert Mueller, il procuratore speciale del Russiagate, il quale non ha incriminato Trump per ostruzione alla giustizia, seguendo la normativa del Ministero di Giustizia. La normativa asserisce che un presidente può essere incriminato solo dopo la scadenza del suo mandato. Durante il suo mandato solo la Camera ha il potere di accusare il presidente (l’impeachment) e poi la possibile condanna spetta al Senato che richiede 67 voti.Trump deve sapere benissimo che la sua immunità non è totale ma continua ad asserire il contrario con tutti i suoi mezzi a disposizione. Come si sa benissimo, il suo metodo favorito è di comunicare con i suoi tweet che spesso sono indirizzati a farsi pubblicità con i suoi fedelissimi e consolidare il loro supporto. Comunica ovviamente anche con i media i quali si sentono obbligati di investigare molte delle asserzioni senza fondamenta fatte dal 45esimo presidente. Il Washington Post ha aggiornato le falsità e asserzioni fuorvianti dell’attuale inquilino della Casa Bianca che in 993 giorni di presidenza hanno raggiunto la cifra di 13.495.Trump usa ovviamente i suoi legali personali ma anche quelli connessi alla sua carica di presidente. Pat Cipollone, White House Counsel (legale della Casa Bianca), per esempio, ha recentemente mandato una lettera di otto pagine ai leader democratici della Camera asserendo l’opposizione all’inchiesta di impeachment in corso scatenata dopo la nota telefonata di Trump a Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina. In questa conversazione Trump ha chiesto all’omologo ucraino di iniziare un’indagine su Joe Biden, suo probabile avversario alle elezioni del 2020, anche se negli ultimi sondaggi Elizabeth Warren ha superato l’ex vicepresidente.
Il 45esimo presidente aveva detto in passato che se i democratici seguiranno la strada dell’impeachment ne uscirebbe vincitore alle urne. Si trattava chiaramente di spavalderia come ci confermano alcuni suoi atteggiamenti dopo che Nancy Pelosi, speaker della Camera, ha dato il via libera all’indagine di inchiesta sull’impeachment. Trump ha reagito etichettando il tentativo di impeachment come un’altra caccia alle streghe e un ulteriore tentativo di ribaltare il risultato dell’elezione del 2016. Ha però anche aggiunto recentemente che l’impeachment è una “brutta parola”, “molto brutta” perché significa “reati orribili”. D’altra parte, però, l’attuale inquilino della Casa Bianca ha minacciato, come spesso fa con i suoi avversari, di denunciare Adam Schiff, presidente della commissione di Intelligence alla Camera e la guida principale dell’inchiesta di impeachment. La denuncia includerebbe anche la Pelosi. Spacconeria, ovviamente, poiché i parlamentari non possono essere denunciati per le loro asserzioni come ci chiarisce l’Articolo 1, sezione 6 della costituzione.La preoccupazione dell’impeachment ha spinto Trump a rassicurarsi che il Senato rimanga compatto contro un’eventuale condanna che seguirebbe il probabile voto di impeachment alla Camera, che come si sa, è controllata dai democratici. Per salvaguardare la scappatoia del Senato Trump ha attaccato spietatamente Mitt Romney, senatore dell’Utah, uno dei pochissimi che ha alzato la voce, scioccato dal comportamento del presidente nel rapporto con il presidente ucraino. Il messaggio poco velato del 45esimo presidente agli altri senatori consiste di aspettarsi simile trattamento in caso venisse loro la voglia di seguire l’esempio di Romney. Allo stesso tempo Trump sta telefonando almeno due o tre volte al giorno a Mitch McConnell, presidente del Senato, esortandolo a mantenere i senatori repubblicani compatti.I collaboratori di Trump sanno anche loro che il comportamento erratico e impulsivo del loro capo gli potrà causare ulteriori problemi. Per questo hanno messo nel suo calendario dei comizi per distrarlo dalla questione dell’impeachment. I comizi di Trump lo caricano perché lo immergono nel mondo dei suoi fedelissimi i quali stravedono per lui e lo distraggono. Il comportamento erratico e impulsivo di Trump continua come si è visto recentemente con la sua telefonata al presidente turco Tayyip Erdogan. Il ritiro delle truppe americane della Siria annunciato da Trump è stato interpretato dalla leadership democratica e anche quella repubblicana come tradimento ai curdi che tanto avevano fatto per sconfiggere l’Isis. I curdi sono strati costretti a chiedere e ottenere la protezione dei russi e siriani per impedire di essere annientati completamente dai turchi. Trump, una volta resosi conto di avere fatto un passo falso, ha minacciato di distruggere l’economia turca, un’altra sparata che non avrà fatto piacere ai senatori repubblicani. Quanta pazienza hanno i repubblicani con i comportamenti e la politica erratica di Trump? Lo sapremo tra breve poiché i democratici alla Camera hanno messo l’acceleratore sull’impeachment.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Europe is You: European Cooperation Day 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 ottobre 2019

Roma, 24 e 25 ottobre Auditorium dell’Oly Hotel – Via del Santuario Regina degli Apostoli. I cittadini europei sono protagonisti e parte attiva delle politiche europee per la cooperazione. Ecco perché l’edizione 2019 della Giornata della Cooperazione Europea (European Cooperation Day – EC DAY), ha avuto come tema guida “Europe is You”. Istituita nel 2012 e realizzata con il supporto del Programma INTERACT, la Giornata ricorre il 21 settembre di ogni anno e coinvolge oltre 30 Paesi per celebrare i risultati della cooperazione nei diversi territori.Nell’ambito delle iniziative organizzate per l’EC Day 2019, il 24 e 25 ottobre è in programma a Roma un nuovo evento nazionale organizzato dal Dipartimento per le politiche di coesione e dall’Agenzia per la coesione territoriale presso l’Auditorium dell’Oly Hotel (Via del Santuario Regina degli Apostoli). L’obiettivo è comunicare, diffondere e valorizzare i risultati concreti degli interventi realizzati attraverso i programmi di cooperazione, diffonderne la conoscenza tra amministratori, potenziali beneficiari e cittadini, consolidare i risultati raggiunti per lo sviluppo e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Un obiettivo particolarmente rilevante in questa fase di verifica dei risultati della programmazione 2014-2020 e di negoziato delle proposte regolamentari sul futuro settennato 2021-2027.Nel corso dell’evento sarà allestita una mostra interattiva che favorirà al massimo il coinvolgimento diretto dei partecipanti e li stimolerà a riflettere sul significato e l’importanza della cooperazione.Si terrà, inoltre, la premiazione dei vincitori del Concorso per video amatoriali “EUROPE IS YOU”, organizzato dall’Agenzia per la coesione territoriale e dal Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sui valori della cooperazione tra popoli europei e raccontare le opportunità derivanti dall’appartenenza all’UE. Verrà premiato il miglior video realizzato dai cittadini sul significato di Europa. Ai lavori del 24 ottobre è stato invitato il Ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano.

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Siria. Rauti (FdI): governo valuti sicurezza e opportunità missione italiana in Turchia

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 ottobre 2019

“Fratelli d’Italia chiede al governo Conte di valutare l’opportunità e lo stato di sicurezza della nostra missione militare in Turchia, non lontano dal confine siriano. Dal 2013, per l’acuirsi del conflitto siriano, la Nato ha disposto assetti di difesa aerea con la Missione ‘Support To Turkey’, cui contribuiscono cinque Paesi membri: la Germania, l’Italia, la Spagna, l’Olanda e gli Stati Uniti. Il nostro Paese, attualmente – con la missione ‘NATO ACTIVE FENCE’ – provvede alla difesa dello spazio aereo turco con una batteria di missili Samp/T (sistema missilistico terra – aria di ultima generazione) e 24 veicoli terrestri. L’operazione, che vede impegnati i nostri militari al confine meridionale della Turchia nella difesa del Paese, non ha un termine di scadenza e la missione è stata prorogata fino al 31 dicembre 2019. Come alla Camera anche al Senato FdI presenterà un’interrogazione al ministro della Difesa, e auspichiamo che il governo si impegni concretamente per la tutela dei militari impiegati e per valutare l’opportunità di tale impegno, alla luce delle ostilità poste in essere dalla Turchia nei confronti della Siria”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti, capogruppo in Commissione Difesa.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’attacco militare della Turchia con l’obiettivo di sterminare i curdi è qualcosa di più di una sporca guerra

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Di Enrico Cisnetto. La scelta di Erdogan di aprire la sua bottega degli orrori, l’imbarazzante e imbarazzato agnosticismo di Trump e l’assordante silenzio dell’Europa verso un paese della Nato che se ne frega degli alleati, rappresentano una miscela esplosiva capace di far saltare in aria definitivamente quel (poco) che resta della solidarietà atlantica e del sistema occidentale così come si è configurato da dopo la seconda guerra mondiale in avanti. La mancanza degli Stati Uniti d’Europa è ogni giorno che passa sempre più drammaticamente evidente – e della dottrina Trump che fatto diventare “sovranista” il paese un tempo perno degli equilibri mondiali fino al punto da essere accusato di imperialismo, rischia di sbriciolare irrimediabilmente quanto era stato costruito con fatica politica e pazienza diplomatica.
D’altra parte “yankee go home” non è più lo slogan degli anti-imperialisti, ma la parola d’ordine di Trump, traducibile in “gli americani se ne stanno a casa loro” e, nello specifico, se ne impipano se i curdi siriani erano leali alleati nella lotta contro lo stato islamico e sterminarli significa rimettere in circolazione migliaia di tagliagole dell’Isis. Ma non c’è da meravigliarsi: quella nella vicenda turco-siriana è solo l’ultima delle posizioni assunte da Washington che rischiano di compromettere l’alleanza atlantica. Non meno grave, per esempio, è la decisione di trattare con i talebani afgani o la guerra doganale sui dazi che punisce più gli amici che i nemici. È il frutto velenoso di quella micragnosa idea denominata “America first”, che se non è all’origine certo ha contribuito in maniera decisiva al declino dell’egemonia Usa nel mondo, un fatto di cui soltanto gli stolti possono compiacersi. Come ha scritto Angelo Panebianco sul Corriere della Sera, tutto questo comporta gravi conseguenze. Nell’ordine: mina la Nato, che non può tollerare oltre la presenza della Turchia senza metterne in discussione il comportamento – basti pensare che quella di Ankara è la quarta forza militare dell’alleanza – o in alternativa chiedendone l’espulsione; fa esplodere le contraddizioni europee più di quanto già non fossero evidenti; disarticola i già più che precari equilibri mondiali – a tutto favore della Russia e della Cina – dando un colpo mortale alle (finora sacrosante) ragioni dell’atlantismo. E, sia chiaro, in ballo non c’è il pacifismo, magari nella solita versione politicamente corretta, ma la nostra sicurezza, messa in pericolo dai foreign fighters che possono tornare a organizzare attentati, e i nostri equilibri sociali, che non reggerebbero ad un supplemento di pressione migratoria (vedi la minaccia di Erdogan di riversare in Europa milioni di profughi). Pericoli di fronte ai quali tanto Bruxelles quanto le singole cancellerie continentali non possono pensare di cavarsela con le condanne formali e le minacce (spuntate) degli embarghi delle forniture militari. Come si vede, si tratta di questioni politiche, non (solo) morali. E come tali richiedono risposte politiche, non mozioni degli affetti. E qui casca l’asino italiano. Perché se l’Europa è afona, l’Italia è muta. A parte le solite espressioni di biasimo accompagnate dai soliti auspici buonisti, comunque circoscritti alla situazione del Kurdistan, Roma non si è neppure posta il problema dei temi che solleva e delle conseguenze che comporta questa situazione. La verità è che manca la politica, e in questo vuoto la politica estera è un vero e proprio buco nero. I governanti che si susseguono rincorrono pateticamente una photo opportunity con questo o quel potente, senza neanche guardare troppo per il sottile, si compiacciono se vengono chiamati per nome (storpiato va bene lo stesso, anzi è un Gronchi rosa di maggior valore) e non fanno caso a quali politiche vengono accostati. Viceversa, questo o quel potente – Merkel e Macron in particolare – diventano bersagli della polemica politica interna, con una leggerezza altrettanto sconcertante dell’approccio ruffiano. Figuriamoci se c’è qualcuno che si pone il problema del ruolo della Nato, della tenuta dell’alleanza atlantica, della reinterpretazione della fedeltà agli amici americani in una chiave di dignità che consenta di tenere la schiena dritta (do you remember Sigonella?), dell’esercito europeo da costruire. Avete forse sentito far cenno a queste cose nello stucchevole faccia a faccia televisivo tra i due Matteo, ammesso che abbiate avuto la forza di arrivare in fondo? Noi che lo abbiamo fatto per dovere professionale, vi possiamo assicurare di no, si è parlato di tutt’altro. A proposito, giusto per soddisfare le numerose richieste di giudizio sull’esito del duello da Vespa, ci pare di poter dire che tecnicamente (cioè sul piano della pura abilità dialettica) abbia vinto Renzi, che poi ha però ceduto tutti i punti di vantaggio che aveva a Salvini sul piano della simpatia (nel senso che il leghista è risultato il meno antipatico dei due), e che sia stato un pareggio in quanto a povertà di argomenti (assoluta) e in quanto a visone politica (zero). Figuriamoci se tra una battuta sul Papete e l’altra ci poteva stare anche solo un riferimento alla politica estera, a meno che per tale non s’intendano le frecciate sul Russiagate o quelle sui rapporti con Obama. Mentre, al contrario, è ben visibile in controluce la possibilità e in qualche modo la voglia dei due di incontrarsi in un futuro neanche troppo lontano, consci che la loro predisposizione al populismo – seppur uno di grana grossa e l’altro un po’ più fine – li unisce e che l’uno può servire all’altro, specie nell’ottica della definitiva fine politica di Berlusconi. Tuttavia, la politica senza un’idea che una di come l’Italia si possa e si debba collocare nel contesto europeo e internazionale, è fatalmente destinata a non avere sbocco. Per fortuna un’azione di supplenza la svolge il presidente della Repubblica. Lo si è visto in questo suo viaggio a Washington, quando anche solo con la postura e un minimo di mimica – compostezza, distacco, rappresentazione di sé – Mattarella ha reso a Trump la pariglia in termini di dignità e autonomia senza minimamente venir meno alle ragioni del protocollo (che il pirotecnico Donald non sa neanche dove stia di casa). Non è la prima volta che il capo dello Stato ci mette una pezza. Per esempio, l’aveva fatto con Macron durante il Conte1, rimediando a strappi di Salvini ma anche di chi oggi è (sic!) ministro degli Esteri. Ma la sua supplenza ha un limite costituzionale e di opportunità, oltre il quale non si può spingere, ed è bene che sia così. Per questo, tra un eccesso di confidenza con Putin, un azzardo mal calibrato con i cinesi sulla Via della Seta e un “Giuseppi” di troppo, la voragine procurata dalla totale mancanza di una qualsiasi visione geopolitica da parte della nostra classe dirigente, ci deve preoccupare. Tanto più quando, come adesso, il mondo delle nostre antiche certezze va a farsi benedire. (fonte: http://www.terzarepubblica.it)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’On. Nissoli (FI) alla riunione del Coordinamento consolare italiano in Canada da Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

“Ieri, ho partecipato, da Roma, grazie ai mezzi di telecomunicazione, alla riunione del Coordinamento consolare italiano in Canada che si è tenuta ad Ottawa, convocata dall’Ambasciatore Taffuri presso la sua Residenza.Un incontro molto costruttivo e cordiale che ha affrontato i temi legati all’erogazione dei servizi consolari, al rapporto tra i Comites e la rete diplomatico-consolare ed alla promozione della lingua e cultura italiana in Canada.
Nel mio intervento ho evidenziato che bisogna costruire delle sinergie virtuose tra le varie istituzioni presenti all’estero e, in primis, potenziare la collaborazione tra rete diplomatico-consolare e i Comites per costruire un Sistema-Italia all’altezza dei nostri connazionali all’estero e delle potenzialità dell’Italia. Inoltre, ho fatto notare che per quanto riguarda la promozione linguistica si sta lavorando sulla strada giusta ricordando che la promozione della nostra bella lingua non è soltanto assistenza linguistica ai connazionali e ai loro figli, cosa che è fondamentale, e da mamma con 3 figli lo capisco benissimo, ma è anche diplomazia culturale per cui la promozione linguistica si collega benissimo all’arte, alla musica e all’enogastronomia. Un connubio positivo che ho potuto sperimentare grazie ad una iniziativa che avevo promosso, anni fa, mettendo insieme la scuola Marconi di New York con altre due scuole di Roma per iniziative formative. Ed abbiamo avuto riscontri ottimi anche a dimostrazione che è possibile e doveroso sviluppare le iniziative di diplomazia culturale dato il nostro vissuto storico artistico.Quindi ho auspicato la costruzione di tutte quelle sinergie, con al centro la Comunità italiana, necessarie a realizzare una grande promozione del Sistema-Italia, dove la scuola italiana, contemplando insegnamenti anche in francese e inglese, possa essere il fiore all’occhiello!Alla fine della riunione ho rinnovato la mia disponibilità a lavorare insieme sulle questioni di interesse della Comunità italiana in Canada a cominciare da eventuali correttivi da apportare alla legge di bilancio, ormai prossima all’esame del Parlamento.” Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald (FI), eletta in Nord e Centro America.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nils Gilman, serve un capitalismo progessista

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

«Il sistema neo-liberalista predilige l’accumulo di capitale, invece dell’aumento dei salari, che sono rimasti stagnanti nell’ultimo decennio. La crescita economica è lenta e irregolare. Quindi è necessario trasformare il modo in cui le risorse vengono distribuite, così che tutti ne possano beneficiare. Quello che serve è un nuovo capitalismo, che consenta alle persone comuni di accedere alla creazione di ricchezza direttamente alla fonte. Un capitalismo che potremmo definire progressista».È quanto ha dichiarato Nils Gilman, vicepresidente dei programmi di ricerca del Berggruen Institute e vicedirettore del The World Post, intervenendo al dibattito “Reinventing how to govern capitalism”, tenutosi alla John Cabot University (JCU) di Roma, a cura del Dipartimento di Scienze politiche e Affari internazionali, del Dipartimento di Scienze economiche e sociali e dell’Istituto Guarini per gli Affari Pubblici.Secondo Nils Gilman, la situazione attuale è il risultato di scelte fatte negli anni ‘70, che al momento andavano bene, ma ora non più. La prossima ondata di ricchezza economica, che potrebbe derivare dalle innovazioni tecnologiche, dovrà essere gestita diversamente e in maniera più equa. Adesso, infatti, la classe media non riesce a progredire, mentre i ricchi diventano più ricchi e i poveri più poveri. In Usa, ma l’esempio vale per tante altre nazioni occidentali, c’è una situazione di “stagnazione e disparità”.La soluzione, per Gilman, è quella di rinnovare il capitalismo in senso «mutualistico», anche reinventando il concetto di proprietà. Valga l’esempio dell’Alaska, dove attualmente parte dei proventi del petrolio vengono distribuiti ai cittadini. In questo senso, lo studioso pensa all’istituzione di una sorta di «fondo sovrano di ricchezza», negli Usa come in altre realtà nazionali. Gilman critica, invece, le proposte di un “universal basic income”, cioè di un compenso in denaro da elargire ai cittadini una o due volte nella vita, che redistribuisce ricchezza senza promuovere una maggiore uguaglianza. http://www.johncabot.edu/

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Fisco e denaro di plastica

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Ben venga il pagamento di servizi tramite denaro di plastica, ché probabilmente è un modo efficace per combattere l’evasione fiscale e semplificare la vita alle persone. Ma occorre affrontare e risolvere un problema che abbiamo riscontrato proprio stamane in un bar dove, accanto alla cassa c’era esposto un cartello con scritto “si accettano pagamenti con ogni carta ma solo per importi superiori ai 10 euro”. Problema che, ovviamente, tutti dicono esistere ma che non ci sembra (almeno al momento) venga affrontato in modo adeguato per impedire penalizzazione di consumatori e commercianti. L’uso del denaro di plastica ha un costo per consumatori e commercianti, e questo ne scoraggia l’uso per piccoli importi.Il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio così si esprime: “Sul Pos se mettiamo semplicemente una multa da 30 euro per chi non accetta la carta di credito”, otterremo come risultato che “il commerciante preferira’ pagare la multa piuttosto che le commissioni”. Per questo serve “un accordo con le banche per abbassare i costi dei pagamenti con le carte credito o i bancomat”. Insomma, “sono anni che si fa la lotta all’evasione facendo la lotta agli scontrini”, inseriamo “il carcere e la confisca per sproporzione e vedrete che le cose cambieranno” .Ci par di capire che venga auspicato il carcere e la confisca per i commercianti che non dovessero consentire l’uso delle carte nei propri esercizi. Auspichiamo che si arrivi a più miti pretese, ragionamenti e metodi, anche perché i metodi da giustizialismo fiscale (misti ad una sorta di dittatura fiscale), in un contesto in cui si dovrebbe tendere a far capire ai contribuenti che pagare le tasse conviene a tutti, è probabile che siano forieri solo di metodi più raffinati di evasione rispetto agli attuali. Allo stato dei fatti sembra che il governo si stia orientando sui premi/lotteria da concedere a chi paga con le carte. E che, a parte le parole, non ci sia nulla per quello che noi riteniamo il problema centrale: le commissioni agli istituti di credito di consumatori e commercianti. Commissioni la cui pretesa ci sembra legittima da parte degli istituti di credito e che crediamo che l’auspicato “accordo con le banche per abbassare i costi dei pagamenti con le carte credito o i bancomat” non porterà a nulla.
Per questo crediamo che invece della ‘lotteria degli scontrini’, lo Stato dovrebbe stanziare dei fondi per accollarsi le spese delle commissioni. Un provvedimento temporaneo perché, dopo gli inevitabili problemi e costi iniziali, non si può escludere che gli istituti di credito, visto il nuovo e consistente giro di soldi che transiterà dai loro forzieri (ed è questo, oltre le commissioni, il loro business), non si può escludere che potranno applicare una politica di “commissioni zero” alla bisogna. Spetterà ovviamente al governo monitorare in modo che la situazione non degeneri e, nel caso, prendere i necessari provvedimenti per garantire questo equilibrio. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Europa e Spagna: La improbabile indipendenza della Catalogna

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Torna la cronaca e quindi l’argomento. Ci riferiamo alle manifestazioni di protesta a Barcellona (Catalogna, Spagna), dopo che la Corte Suprema spagnola ha condannato, per sedizione e appropriazione indebita, 13 indipendentisti catalani, tra i quali l’ex presidente del governo catalano.La Catalogna è una regione trainante dell’economia spagnola, ha 7,5 milioni di abitanti rispetto ai 46,7 della Spagna, produce il 20% del PIL nazionale ma ha un debito del 30% dello stesso PIL, pari a 57 miliardi di euro.Vediamo cosa succederebbe se la Catalogna si staccasse dalla Spagna per diventare stato indipendente:
1. uscita dalla Unione europea e dall’euro che comporta la perdita della rete di sicurezza della BCE per la liquidità alle banche, il che vuol dire che eventuali crisi finanziarie sarebbero a totale carico della Catalogna;
2. perdita dei quattro Fondi strutturali e di investimento europei: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE), Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), il Fondo europeo per marittimi e la pesca (FEMP) e altri interventi della Banca europea per gli investimenti (BEI);
3. uscita dall’area europea di libero scambio e da analoghi accordi internazionali della Ue e l’imposizione di barriere doganali;
4. riduzione degli investimenti esteri, fuga dei capitali e delocalizzazione degli impianti in aree più convenienti;
5. maggiori oneri derivanti dall’organizzazione di un nuovo Stato.
Sono tutte premesse per una crisi economica, finanziaria e sociale.Si potrebbe sostenere che l’indipendenza vale il prezzo da pagare ma, a parte gli emuli di Leopold von Sacher-Masoch (1836-1895), lo scrittore austriaco da cui deriva il termine masochismo, occorre ricordare che chi viola la legge è soggetto alle relative sanzioni. Vale in tutti i sistemi democratici, compresa la Spagna, dove non ci risulta che ci sia un regime dittatoriale. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Massimiliano Salini (FI/PPE) “Brexit: Bene l’accordo di oggi

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 ottobre 2019

“Dopo mesi di chiacchere inconcludenti oggi si è raggiunto un accordo sulla Brexit che però deve essere ratificato ancora dal parlamento Britannico e non sarebbe la prima volta che questo viene respinto. Per questo motivo prima di festeggiare bisogna aspettare. Questa resta una sconfitta per tutta l’Europa che deve capire che è arrivato il momento di cambiare prima di perdere ulteriori pezzi. Ora abbiamo di fronte due strade una riguarda la necessità di mantenere in vita i rapporti di libero scambio con Londra il secondo interessa direttamente i 700 mila italiani nel regno unito che devono essere salvaguardati”

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

ACI: gli incidenti stradali 2018 nelle province italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 ottobre 2019

Nel 2018, sulle strade italiane, si sono registrati 172.553 incidenti con lesioni a persone, che hanno causato 3.334 decessi e 242.919 feriti. Rispettivamente 472 incidenti, 9 morti e 665 feriti, in media, ogni giorno.Le statistiche provinciali elaborate da ACI e Istat, indicano Genova “maglia nera” nella triste classifica delle morti su strada (+37 vittime, a causa del crollo del Ponte Morandi). Seguono Bari, con 24 morti in più, Brescia (+22), Messina (+19), Chieti (+15) e Vercelli (+13).“Maglia bianca”, invece, per Modena e Foggia, dove si sono registrati 18 morti in meno. Seguono Cuneo e Trapani (-16), Asti, Caserta e Taranto (-15).
Mentre nel nostro Paese, rispetto al 2010, il numero dei decessi per incidente stradale è diminuito, in media, solo del 19%, Agrigento è tra le pochissime province italiane che hanno già raggiunto l’obiettivo EU di ridurre del 50%, entro il 2020, i morti per incidente stradale.
Agrigento ha fatto registrare, ad oggi, un calo del 78%. Le altre province che hanno raggiunto questo importante obiettivo sono: Barletta-Andria-Trani (-66%), L’Aquila e Campobasso (-52%), Taranto (-51%) e Terni (-50%). Indice di mortalità
Sud Sardegna (6,5 morti per 100 incidenti), Vibo Valentia (6,2), Vercelli (6), Benevento (5,3) e Catanzaro (5,1) sono le province in cui l’indice di mortalità è risultato più elevato (in media 1,9 morti ogni 100 incidenti). In altre 12 province (Aosta, Sondrio, Rieti, Frosinone, Chieti, Caserta, Foggia, Potenza, Matera, Cosenza, Crotone, Enna) l’indice supera il valore di 4 morti ogni 100 incidenti, risultando (oltre Oristano), più che doppio rispetto alla media nazionale.
Milano, Monza, Rimini e Ascoli-Piceno, invece, sono le province in cui gli incidenti sono meno gravi. L’indice di mortalità, infatti, risulta inferiore ad 1 morto ogni 100 incidenti.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »