Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Archive for the ‘Spazio aperto/open space’ Category

open space

Vaccinazioni, ormai l’intera Penisola è “off label”: fermateli!

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2021

Dalla vaccinazione eterologa al richiamo Pfizer e Moderna posticipato fuori dall’approvazione Ema e Aifa, ormai l’intera Penisola è “off label” e i cittadini italiani sono soggetti a una sperimentazione sul campo dopo aver firmato il consenso informato e in palese violazione del legittimo affidamento. Un errore dopo l’altro che rischia di creare un grosso problema di salute pubblica in conseguenza delle tantissime rinunce alla seconda dose. Un favore ai NoVax e un disincentivo per i titubanti.«Basta con le bugie propinate agli italiani – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – non esiste alcuno studio pubblicato sulla seconda dose dopo i 21/28 giorni dei vaccini a mRna né tanto meno sul mix di vaccini. Nessun ente regolatorio ne ha approvato l’utilizzo. E chi dice il contrario mente.»«Il disastro derivante dalla spregiudicatezza e dall’ansia di prestazione del generale Figliuolo e dei presidenti di Regione – prosegue il sindacalista – mette a repentaglio l’intera campagna vaccinale e rischia di innescare una tempesta giudiziaria. Ma soprattutto mette in pericolo la salute dei cittadini e segna un gomito della storia: il metodo scientifico viene sostituito dalle convenienze politiche.» «Una valanga di NO alla seconda dose eterologa e alla posticipazione del richiamo dei vaccini a mRna fanno si che il raggiungimento della sicurezza collettiva sarà una chimera. Gli Open Day sono stati il modo per smaltire un vaccino rischioso per alcune fasce d’età e lo sprezzo per il pericolo a cui sono stati esposti i cittadini ci mostra la cifra di questa classe dirigente. Forse qualcuno dovrebbe rassegnare le dimissioni.»– conclude Iacovone Per il Cobas Nazionale Francesco Iacovone

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

No alle grandi navi lungo il litorale romano

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2021

Quanti sono i porti tra Ostia e Fiumicino? Tanti ma a quanto pare per qualcuno non bastano…. Fiumicino è un porto canale, Fiumara Grande è un porto esteso dal mare fino a oltre il ponte della Scafa su entrambe le sponde con il Porto Romano all’interno, poi il Porto turistico di Ostia all’Idroscalo e il porticciolo sul Canale dei Pescatori e lungo le sponde. Quante barche sono ormeggiate in questi porti? Migliaia e migliaia …ma a quanto pare per qualcuno sembrano non essere sufficienti visto che si pensa ancora ad un altro porto turistico alla foce del Tevere per ospitare anche imbarcazioni molto più grandi e impattanti, per non parlare del faraonico progetto di porto commerciale a nord della Fossa Traianea. Insieme al porto per piccole imbarcazioni, accanto al vecchio Faro di Fiumicino, si vuole infatti realizzare un porto per accogliere le navi da crociera, il progetto iniziale del 2009 non lo prevedeva. Questa non è una semplice variante al progetto precedentemente approvato – e miseramente annegato tra i flutti delle inchieste giudiziarie; è necessario quindi, come afferma il Ministero dei beni culturali (oggi Ministero della Cultura): un “nuovo progetto per il quale risulta necessaria un’approfondita valutazione degli aspetti di competenza di questo Ministero”. E’ stato consegnato nel 2019 il “nuovo progetto” per accogliere anche le navi da crociera. Siamo sul mare di Roma, circa 3 milioni di abitanti, la città più popolosa di tutta Italia.La viabilità è esigua. In questi ultimi anni è stato grande l’impegno dell’Amm. Comunale di FIUMICINO nell’organizzare in modo idoneo il reticolo viario, introducendo diversi dissuasori e zone 30, con buoni risultati in termini di qualità della vita. Condividiamo le osservazioni del Ministero della Cultura sulla necessità di “una più accurata analisi degli impatti cumulativi…in termini di mobilità sul territorio”. L’idea è quella di arrivare con questi enormi palazzi galleggianti alle porte della capitale per poterla visitare. Ancora il parere del Ministero che osserva: “particolare attenzione andrà posta per superare il problema della presenza del “fuori scala” costituito dalle navi da crociera (caratterizzate da dimensioni, forme e materiali estranei al contesto) nella realtà dell’Isola Sacra, evitando impatti negativi – non solo visivi- che potrebbero scaturire dalla stridente differenza dimensionale-volumetrica rispetto a quelle circostanti.”Pensiamo alle migliaia di turisti che scendono dalle navi da crociera per raggiungere la città di Roma: 2000, 3000, 4000 persone che nello stesso momento in autobus si muoveranno verso la capitale. Numeri consistenti, dai 50 agli 80 autobus che partono contemporaneamente attraverso le strade non molto ampie di Fiumicino, via Trincea delle Frasche e via Coni Zugna per immettersi su via dell’Aeroporto e arrivare a Roma. Autostrada, via Portuense, via del Mare, hanno da tempo esaurito la propria capacità di carico, lo sappiamo bene, ne abbiamo tutti fatto esperienza. Rileviamo inoltre che il fondale non è idoneo, poco profondo per accogliere le navi da crociera. Questo impone “importanti dragaggi per realizzare le batimetrie necessarie al passaggio delle navi, e non solo all’interno del bacino portuale”. Da questo deriva un rischio archeologico sul patrimonio sommerso, come osserva sempre il Ministero ma anche un fortissimo impatto sull’ambiente marino e costiero. Ricordiamo che ci troviamo alla foce del Tevere è che l’afflusso di sedimenti trasportati dal fiume, seppur diminuito negli ultimi 50 anni – da qui il problema dell’erosione costiera – esiste comunque. L’apporto di sedimenti andrà in qualche modo a generare problemi di insabbiamento (un destino segnato dai tempi dell’Imperatore Claudio), quindi la necessità di mantenere periodicamente le batimetrie.Le escavazioni in mare di sicuro avranno un impatto sul Sito di Interesse comunitario, denominato “Isola Sacra” che si trova nelle adiacenze del vecchio faro. La cementificazione produrrà ulteriori drammatici fenomeni di erosione nei tratti più pregevoli della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano. I monitoraggi costanti, auspicati e promessi, non risolveranno certamente le gravi ripercussioni in termini di inquinamento e di rumore, con conseguenze negative sulla salute degli abitanti di Fiumicino e del litorale.In attesa del parere del Ministero dell’Ambiente che affronterà gli aspetti più propriamente legati all’alterazioni provocate sull’ambiente naturale, le nostre Associazioni esprimono enormi preoccupazioni nei confronti di questo progetto.Altra prospettiva che ci inquieta profondamente, anche se il suo iter rimane ancora lungo e complesso, è il mega-porto commerciale previsto a nord del Canale di Fiumicino. Mentre il 31 marzo scorso il Consiglio dei Ministri ha finalmente approvato un decreto-legge che escluderà, in sintonia con l’Unesco, l’approdo della Grandi Navi dalla Laguna di Venezia, Fiumicino dovrebbe accogliere ancora altre navi da crociera (per 230.000 passeggeri all’anno), nonché imponenti cargo (per 3 milioni di tonnellate di merce all’anno) e traghetti (per 565.000 passeggeri all’anno).Per il nuovo scalo, cofinanziato dalla Banca Europea per gli investimenti (BEA) si prevede una spesa complessiva di 195 milioni di euro, di cui 39 già stanziati per la darsena pescherecci, unico progetto finora approvato. Estensione complessiva 1,750 milioni di metri quadrati. Tutto ciò andrebbe ad aggiungersi al traffico di prodotti petroliferi, oggi di 3,5 milioni di tonnellate all’anno.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Anniversario della costruzione del Faro della Libertà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2021

Prarostino domenica 20 giugno sarà dedicato alla memoria degli oltre seicento caduti nel Pinerolese durante la guerra di Liberazione: l’iniziativa è una tradizione del Comune di Prarostino, che, domenica 20 giugno, tornerà a celebrare l’anniversario della costruzione del Faro della Libertà. Le iniziative, patrocinate dalla Città Metropolitana di Torino, inizieranno alle 10,30 con il ritrovo dei partecipanti sul piazzale del Municipio, da dove partirà un corteo verso il cimitero, il parco della Rimembranza e quello del Faro, dove saranno deposte corone d’alloro in memoria dei caduti per la libertà. Parteciperanno al corteo tutte le associazioni locali, i bambini della scuola materna ed elementare e la banda musicale di Inverso Pinasca. Alle 11 sono in programma i saluti della sindaca di Prarostino Fiorella Vaschetti e dei rappresentanti dell’ANPI, mentre alle 11,15 il sindaco di Pinerolo Luca Salvai terrà l’orazione ufficiale. Orazioni ufficiali saranno pronunciate anche dalla Vicepresidente dell’Unione Montana del Pinerolese, Adriana Sadone, e dal Presidente dell’Unione Montana Valli Chisone e Germanasca, Marco Ventre. Alla cerimonia parteciperà il coro della sezione ANA di Pinerolo. Seguirà la consegna di una copia della Costituzione della Repubblica Italiana ai diciottenni del paese. Alle 12,30 è in programma il pranzo organizzato dalla Pro Loco. Per le prenotazioni occorre telefonare entro giovedì 17 giugno al numero 340-2234786. By Michele Fassinotti

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Samam orrore, orrore. Solo orrore”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2021

Di Agostino Spataro. Orrore! Solo orrore! Questo é il sentimento che ci ispira il feroce assassinio di Samam. Secondo le evidenze investigative in corso di accertamento, la ragazza pakistana sarebbe stata uccisa dallo zio, su ordine dei genitori, che volevano punirla per il suo, più che legittimo, rifiuto di contrarre uno dei tanti matrimoni combinati che anche in Italia si consumano fra i gli immigrati di religione islamica e… fra le elite del potere economico e finanziario generalmente di religione cristiana. Lo so che rischio di essere aggredito verbalmente per aver messo sullo stesso piano due pratiche, per fortuna minoritarie, provenienti da ambienti socialmente distanti, ma sostanzialmente univoche nello scopo.Ribadisco, senza tuttavia addentrarmi in svogliate dissertazioni sociologiche, per andare al cuore della tragedia che ha come punto di partenza, di motivazione una certa concezione possessiva della donna, in quanto ritenuta essere inferiore (rispetto all’uomo) e pertanto degna di essere maltrattata come subalterna, come oggetto di proprietà personale.Se ci fate caso, tale assunto trova riscontro teorico e pratico, seppure con accentuazioni diverse, nelle tre principali religioni monoteiste.Ovviamente, ciascuna di tali confessioni lo applica con forme e modalità differenti, secondo i luoghi e i contesti giuridici in cui operano. Tuttavia, il problema esiste e sarebbe un bene affrontarlo con coraggio e spirito di equità fra uomo e donna.Per quanto riguarda il mondo islamico ho sempre detto, e scritto, che manca una sorta di “rivoluzione francese”, nel senso di una modernità laica dello Stato, della società che assicuri a tutti i suoi membri parità, giuridica e sostanziale, dei diritti e dei doveri Ferme restando le responsabilità personali, i reati contro le donne sono un fenomeno allarmante, una piaga sociale piuttosto diffusa a varie latitudini. Compresa l’Italia e la civilissima Europa, dove (oggi) si riscontra un alto numero di “femminicidi”, nei quali il fattore scatenante, in genere, è il malinteso senso di proprietà della donna/moglie che può portare- come spesso porta- fino all’omicidio.Ovviamente, tale dato non giustifica, non attenua la gravità dei delitti maturati all’interno delle comunità d’immigrati di religione islamica presenti nel nostro Paese, in Europa che- in genere, sotto questo profilo, stentano o rifiutano d’integrarsi fino in fondo nelle società ospitanti.Qui si entra nel campo minato e fuorviante di certa “interculturalità” che porta dritta dritta non a una società unitaria e solidale, ma alla creazione di un mosaico di società. Ciascuna conservando non solo i propri valori etno-culturali, ma anche le pratiche più retrive, spesso in contrasto con lo spirito e il dettato delle nostre Costituzioni. La lista è lunga e va dalle spose-bambine alla infibulazione genitale femminile, dalla esclusione scolastica alla lapidazione per adulterio, ecc, ecc.Tutto ciò è inaccettabile e richiede fermezza e spiccato senso correttivo, di recupero sociale affinché tali episodi non abbiano più a verificarsi nel territorio della nostra Repubblica. Lo Stato democratico deve presentarsi con una mano severa nel condannare e un’altra protesa per aiutarli a uscire dal tunnel della violenza. Come detto, certi problemi gravissimi esplodono anche in casa nostra, in Italia (da quelli relazionali della coppia alle violenze più efferate) che, nonostante le grandi riforme civili, introdotte nella seconda metà del secolo trascorso, non sono stati del tutto superati. Anzi, come vediamo nel caso dei numerosi “femminicidi” la situazione sta peggiorando, pericolosamente. Ricordo a me stesso, che il matrimonio combinato e/o riparatore erano una pratica diffusa in Italia, soprattutto nelle società contadina e nobiliare, fino a qualche decennio fa.Il grande “balzo in avanti” verso la civiltà è stato compiuto solo nel periodo 1968-1981 quando furono varate riforme importanti sulla via dell’emancipazione e della libertà della donna, del diritto di famiglia. della parità di genere (maschile e femminile).Nonostante tali innovazioni, il percorso non è ancora concluso. Per le donne permangono tanti problemi di violenza nell’ambito delle convivenza familiare e nella società, soprattutto quelli relativi alla disparità dei diritti per l’accesso al lavoro e a un’equa retribuzione. http://www.infomedi.it/intervista_spataro.htm

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Giustizia razziale: risarcimenti per i discendenti degli schiavi?

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2021

By Domenico Maceri. Il consiglio di amministrazione della Washington and Lee University ha deciso di non eliminare “Lee” dal nome dell’ateneo convertendo semplicemente a “Washington University”. L’università ha riconosciuto però che il nome Lee “può essere doloroso per coloro che continuano a soffrire del razzismo”. Gli studenti e i professori dell’università, sita in Virginia, avevano votato per il cambiamento perché il nome del generale confederato Robert E. Lee suggerisce legittimità alla schiavitù. Ricorda anche il tentativo di secessione dagli Stati Uniti facendo di Lee un “traditore” alla patria. Non merita dunque di essere celebrato, specialmente per l’angoscia che continua a causare agli afro-americani. Se Lee e il Sud avessero vinto la Guerra Civile la macchia della schiavitù sarebbe continuata molto più a lungo. I ricordi della schiavitù continuano ad avere effetti negativi sugli afro-americani e negli ultimi tempi si è cominciato a parlare di risarcimento per gli eredi degli schiavi i quali hanno sofferto effetti traumatici dal punto di vista psicologico e umano ma persino in termini economici. Anche quando gruppi di afro-americani sono riusciti ad avere successo economicamente in non pochi casi i loro beni sono stati distrutti. Ce lo ha ricordato il presidente Joe Biden nel suo recente discorso per l’eccidio avvenuto a Tulsa, Oklahoma, nel 1921. La sezione di questa città chiamata Greenwood era popolata da una fiorente comunità di afro-americani che per il suo successo era stata denominata Black Wall Street. In quell’anno, però, a causa di conflitti tra afro-americani e bianchi, Greenwood fu rasa al suolo, causando la morte a più di 300 dei suoi residenti e si calcola che più di 10 mila persone rimasero senza tetto. Dopo l’eccidio i sopravvissuti fecero richiesta di risarcimento alle compagnie di assicurazione senza però ottenere compensi.L’amministrazione di Biden sta lavorando su programmi che aiuterebbero gli afro-americani a comprare case ma ciò non sarebbe sufficiente per colmare le perdite storiche subite né il divario di ricchezza esistente. Secondo alcuni studi, il patrimonio di una famiglia afro-americana equivale solo al dieci percento di quello di una famiglia bianca. Il professore William Darity della Duke University, autore di un libro sulle riparazioni, ha chiarito in un’intervista al programma televisivo di sinistra Democracy Now che la famiglia afro-americana media ha un patrimonio di 840 mila dollari meno di una famiglia bianca. L’assistenza proposta da Biden aiuterebbe ma solo in parte poiché il possesso casa equivale solo al 25 percento del patrimonio totale di una famiglia tipica. Risarcire gli eredi degli afro-americani economicamente per i danni subiti nel corso della storia, secondo Darity, costerebbe 11 mila miliardi di dollari, cifra altissima e difficilmente giustificabile per gli elettori.Ciononostante l’idea di risarcire gli afro-americani per i danni subiti dai loro antenati continua ad aumentare in accettabilità. In un sondaggio del 2000 solo il 4 percento degli americani bianchi era favorevole ai risarcimenti. In un altro sondaggio del 2018, però, la cifra era salita al 16 percento e in uno più recente è arrivata al 30 percento. Ovviamente la maggioranza degli americani non vede il risarcimento necessario per danni subiti da generazioni precedenti. Si guarda al passato con occhi egoisti dal punto di vista psicologico, ricordando gli eroi e le glorie che riflettono l’America come se tutti gli americani attuali avessero partecipato agli eventi memorabili. Quando poi si ricordano le tragedie non si vuole assumere responsabilità per le malefatte degli antenati. Il fatto che le cose stiano migliorando va però visto con ottimismo. Ricompense monetarie per correggere o almeno minimizzare azioni abominevoli degli antenati sono già state messe in atto. In America i giapponesi americani internati fra il 1941 e 1944, vittime di discriminazione, hanno ricevuto 20 mila dollari di compensi, anche se non tutti sono stati coperti dalla legge del 1988. Il concetto di riparazione del governo per vittime di attacchi terroristici si è persino verificato anche se i responsabili venivano dal di fuori. Le famiglie di vittime degli attacchi dell’undici settembre 2001 hanno ricevuto compensi finanziari che non possono coprire le perdite dei loro cari ma hanno diminuito i loro disagi finanziari. Anche gli individui presi in ostaggio dagli iraniani fra il 1979 e il 1981 hanno ricevuto compensi. In questo caso si tratta di 10 mila dollari per ognuno dei 444 giorni di cattività, quindi un totale di 4,4 milioni di dollari a ciascuno dei 52 individui affettati.Altri Paesi come la Germania e la Francia hanno anche riconosciuto le loro responsabilità per eventi tragici. Riparazioni economiche sono state fatte dal governo tedesco a vittime dell’olocausto. La Germania ha anche riconosciuto i massacri tedeschi fra il 1904-1908 nell’attuale Namibia, Africa Sudovest, ed ha stanziato un miliardo di dollari per progetti a beneficio delle comunità dove risiedono gli eredi delle vittime. La Francia di Emmanuel Macron ha riconosciuto e chiesto scusa per la complicità negli eccidi in Ruanda nel 1994 in cui 800 mila persone persero la vita.Risarcimenti per i 40 milioni di eredi degli schiavi americani è ovviamente una situazione molto più complessa ma ha attirato l’interesse della politica. Nel 2019 un disegno di legge è stato introdotto alla Camera per creare una commissione che esplori possibili compensi ai discendenti degli schiavi. Il giornalista e scrittore Ta-Nehisi Coates ha anche scritto nelle pagine della nota rivista Atlantic che questi risarcimenti sono più che legittimi. Coates cita le penalizzazioni subite da afro-americani per le violenze avvenute nella schiavitù dei loro antenati. La situazione di povertà delle famiglie afro-americane, per Coates, è dovuta in gran parte alla discriminazione e al lavoro gratis contribuito dal 1619 fino alla Guerra Civile. Ma anche con la liberazione le leggi discriminatorie specialmente nel Sud del Paese hanno continuato ad aggravare la situazione svantaggiata degli afro-americani.La conclusione della Guerra Civile nel 1865 eliminò la schiavitù ma poco a poco il governo federale cedette e negli Stati del sud occorse un ritorno graduale ai tempi prima del conflitto. La discriminazione contro gli afro-americani continuò con violenza di vari tipi, linciaggi, e leggi segregazioniste sancite anche dalla Corte Suprema americana. Queste politiche contro gli afro-americani si sono ampliate in tempi successivi anche negli Stati del Nord dove non pochi afro-americani si trasferirono. In un certo senso dunque il “systemic racism” (razzismo sistemico) si espanse in tutto il Paese come ci dimostrano le continue morti di afro-americani in scontri con la polizia.Il presidente Biden nel suo discorso a Tulsa ha riconosciuto che nonostante tanti progressi l’America ha molta strada da fare per garantire pieni diritti a tutti i cittadini. Riparazioni finanziarie agli eredi degli schiavi non risolverebbero questi problemi ma confermerebbero ingiustizie avvenute nella storia americana tracciando un percorso per una società più giusta non solo per il nostro Paese ma anche come modello per il resto del mondo. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il “disegno Africano” dell’ENI

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Roma 16.06.2021 17:00-19:30 Serie ‘I venerdì pomeriggio’ e includerà una proiezione dalle 17.00 alle 18.00 in Sala Elvetica seguito da una discussione in giardino dalle 18:00 alle 19:30. La discussione si terrà in italiano. Il “disegno Africano” dell’ENI: immagini e immaginario di un’espansione neo coloniale Nel 1957, Enrico Mattei, presidente dell’Ente Nazionale Idrocarburi (ENI) lancia il “grande disegno Africano”: il progetto di penetrazione del continente Africano alla conquista di nuove risorse e potenziali mercati. La visione di Mattei si materializzerà grazie a una serie di strategie diplomatiche, politiche, economiche, infrastrutturali e propagandistiche. A partire dal film Al servizio dell’Africa, realizzato da Lionello Massobrio per ENI nel 1970, il talk indagherà in particolare l’aspetto visuale del “disegno Africano”, dall’immagine cinematografica all’architettura. Giulia Scotto (Fellow Roma Calling 2020/2021) modererà una conversazione tra Caterina Borelli (regista) e Maristella Casciato (architetta, storica dell’arte e curatrice).

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Leader Hamas: “Dio ha decretato che dobbiamo attaccare Tel Aviv”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

“E abbiamo anche altre capacità che non abbiamo rivelato”. La ha detto il capo di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, parlando a un gruppo di studenti e accademici. Sinwar ha aggiunto che Hamas e i suoi alleati potrebbero “distruggere Tel Aviv” lanciando 130 missili al minuto, e ha di nuovo condannato i paesi arabi che hanno firmato accordi di normalizzazione con Israele (EAU, Bahrain, Sudan e Marocco). “Abbiamo sventato un progetto sionista, talmudico e biblico volto a spartire la moschea di al-Aqsa nel tempo e nello spazio “tra musulmani ed ebrei” ha continuato Sinwar, che ha anche definito “una perdita di tempo” i colloqui al Cairo con il movimento palestinese rivale Fatah.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Parità di genere: la Commissione pubblica raccomandazioni per colmare il divario di genere nei settori culturali e creativi

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

Bruxelles. La Commissione ha pubblicato la relazione sulla parità di genere nei settori culturali e creativi, che contiene raccomandazioni e una panoramica di oltre 250 buone pratiche in tutta l’UE per migliorare le condizioni di lavoro delle donne in questi settori. La relazione, coordinata dalla Commissione europea ed elaborata da esperti degli Stati membri, fa parte del piano di lavoro del Consiglio per la cultura 2019-2022 ed evidenzia le principali sfide in questi settori, dagli stereotipi di genere alle molestie sessuali, dal divario retributivo all’accesso alle posizioni dirigenziali.Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “I settori culturali e creativi influenzano i valori e gli atteggiamenti della nostra società. Nonostante gli importanti progressi nel miglioramento della situazione femminile, il successo delle donne incontra ancora ostacoli. Questa relazione giunge in un momento cruciale, in cui riapriamo i settori culturali e creativi e li ripensiamo affinché diventino più inclusivi e sostenibili dopo la pandemia di COVID-19. Le raccomandazioni ci aiuteranno a rimuovere questi ostacoli e a garantire che gli artisti e i professionisti dei settori creativi possano beneficiare delle stesse opportunità in tutta l’UE, a prescindere dal genere.” Oltre a fornire una panoramica della situazione relativa alla parità di genere nei settori culturali e creativi, compreso l’impatto della pandemia di COVID-19, la relazione contiene raccomandazioni dettagliate ed esempi di buone pratiche. Le raccomandazioni suggeriscono, ad esempio, di migliorare la raccolta di dati affidabili e comparabili sul divario di genere nell’UE. L’uso di un linguaggio che tenga conto della dimensione di genere, l’attuazione della parità sul luogo di lavoro, come pure l’integrazione della dimensione di genere nell’elaborazione dei bilanci e di tutte le azioni trasversali sono fondamentali per colmare il divario tra uomini e donne. L’attuazione di alcune raccomandazioni specifiche è già iniziata nel nuovo programma Europa creativa (2021-2027). La relazione completa e le informazioni supplementari sono disponibili online.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Ambiente: Rotta, con Cop26 stop ai ‘paradisi inquinanti’

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2021

Roma. “Si devono combattere i paradisi fiscali, perché minano gli sforzi di quei Paesi che adottano politiche improntate sull’equità. E allo stesso modo serve una forte azione di contrasto ai paradisi inquinati, che azzoppano i benefici della rivoluzione green in atto in molte Nazioni, in primis l’Italia. Cop26 sarà un appuntamento cruciale per armonizzare gli sforzi a livello mondiale”. Lo ha detto Alessia Rotta in occasione della Giornata mondiale per l’ambiente. Alessia Rotta è presidente della commissione Ambiente della Camera e relatrice per il Parlamento italiano alla Cop26 delle Nazione Unite, la conferenza internazionale sul cambiamento climatico in programma dal 9 al 20 novembre 2020, a Glasgow. “Il Regno Unito assumerà la presidenza della Cop26 in partenariato con l’Italia – ricorda Alessia Rotta – L’Italia ospiterà la precop governativa, quella preliminare dei parlamentari e alcuni eventi dedicati ai giovani. In vista della conferenza di Glasgow, sto incontrando il presidente di Cop26 Alok Sharma e vari componenti delle commissioni parlamentari dei Paesi partecipanti, in modo da stilare il programma dei temi da affrontare”.“Cop26 – spiega Rotta – avrà il compito di allineare le politiche dei vari Paesi, per dimostrare che la direzione di marcia è una sola e che va verso la rivoluzione green. L’Italia ha davanti a sé una grande occasione per presentarsi come player. Abbiamo buone performances su alcuni asset fondamentali delle politiche di tutela dell’ambiente, penso ai risultati sul riciclo dei rifiuti e agli investimenti nelle fonti di energia alternativa, come l’eolico e il solare: l’Italia offre un terreno più favorevole di molti altri Paesi europei”.“Gli investimenti legati al Recovery – conclude Alessia Rotta – daranno un’accelerata alla rivoluzione green in Italia. Ma il nostro impegno sarebbe vano se non rientrasse in una strategia globale. In questa ottica, credo che gli sforzi debbano concentrarsi anche sui grandi dimenticati, come il mare e la tutela delle biodiversità. Per Papa Francesco la cosa peggiore della pandemia sarebbe sprecare l’occasione di migliorarsi. Cop26 e il Recovery ci danno la possibilità di cogliere questa occasione. Essere riformisti significa anticipare quel futuro già prevedibile per non subirne solo le esternalità negative. Questo è il nostro compito”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Roma al Decimo Forum Mondiale dell’Acqua 2024

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

I romani costruirono numerosi acquedotti per portare l’acqua da sorgenti lontane alle loro città, fornendo terme, latrine, fontane e abitazioni private. Le acque reflue sono state eliminate con sistemi fognari complessi e scaricate nei corsi d’acqua vicini, mantenendo le città pulite e prive di effluenti. Alcuni acquedotti fornivano acqua per le operazioni di estrazione o per la macinazione del grano. Gli acquedotti spostavano l’acqua solo per gravità, essendo costruiti con una leggera pendenza verso il basso all’interno di condotti di pietra, mattoni o cemento. La maggior parte erano sottoterra, o alcune volte erano tunnel. Dunque i romani sono stati artefici di grandi opere di valorizzazione della risorsa acqua. Dove c’erano valli o pianure, il condotto era sostenuto da opere ad arco, o il suo contenuto era pressurizzato in tubi di piombo, ceramica o pietra. La maggior parte dei sistemi acquedottistici includevano serbatoi di sedimentazione, cancelli e serbatoi di distribuzione per regolare l’approvvigionamento come necessario”. Lo ha annunciato poco fa Endro Martini, geologo, Presidente di Italy Water Forum 2024. L’annuncio arriva proprio nelle stesse ore in cui il mondo ricorda la Giornata Mondiale dell’Ambiente! “Nel III secolo d.C., la città aveva undici acquedotti, che sostenevano una popolazione di oltre un milione di persone. Un sistema di acquedotti che in pratica riusciva a coprire l’intera città ed anche i bagni pubblici. A Roma all’epoca c’erano anche i bagni pubblici. Il modello fu esportato nelle città di tutto l’Impero Romano e la realizzazione di tali sistemi venne finanziata come opere di pubblico interesse e orgoglio civico. Opere costose ma necessarie alle quali tutti potevano e dovevano aspirare. La maggior parte degli acquedotti romani ha dimostrato di essere affidabile e durevole, alcuni sono sopravvissuti fino all’inizio età moderna e alcuni lo sono ancora parzialmente in uso. Qualora l’Italia dovesse essere sede del Decimo Forum Mondiale dell’Acqua – ha continuato Martini – gli acquedotti di Roma, le fontane di cui la città è ricca, i modelli innovativi introdotti dai romani ma tutta la Roma Antica ed anche quella di oggi saranno parte del Forum, l’evento più importante sul Pianeta. Sarà un Forum inclusivo, aperto alle posizioni e al dialogo con i rappresentanti del Contro – Forum perché la risorsa acqua non deve dividere ma deve unire. Avremo i rappresentanti di tutte le religioni del Mondo che per la prima volta si siederanno intorno ad un tavolo con Capi di Stato, Ministri dell’Ambiente, delegazioni di associazioni, per arrivare alla carta del “Rinascimento dell’Acqua”. E’ un evento senza precedenti, un forum di rottura, in ottica di Recovery Fund”. I sistemi inventanti dai romani, la manutenzione, le belle fontane: Roma è parte del Decimo Forum Mondiale dell’Acqua – Italy Water Forum 2024! “La manutenzione metodi di costruzione del gli acquedotti sono indicati da Vitruvio. nella sua opera De architectura (I secolo a.C.). Le fontane di Roma dimostrano come i romani abbiano sempre avuto una grande passione per le acque pubbliche, dagli acquedotti alle terme e come, dopo i secoli di decadenza, questa passione si esprimeva nella costruzione dei numerosi fontane (oltre 2.000) che decorano ancora oggi strade e piazze romane. I problemi di igiene, poi, non sembravano preoccupare nessuno, se l’acqua del fiume (decantato in apposite cisterne) era ritenuto così buono che il i papi lo prendevano anche in viaggio. Le fontane erano, per i romani, quasi una naturale conseguenza della conformazione geologica del terreno su cui è stata edificata la città: il vulcanico terreno in collina – ha concluso Martini.

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scarcerazione di Giovanni Brusca: una sconfitta per tutti!

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 giugno 2021

Scrivere della vita di Giovanni Brusca significa immergersi nella lista infinita di uomini che ha ucciso, oltre 150, o fermarsi a pensare quando sulla collina di Capaci ha azionato il tasto che ha trucidato Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Significa anche riflettere sul fatto che non ha avuto scrupoli nell’immergere nell’acido un bambino di poco più di 10 anni. Ieri, Giovanni Brusca, è stato scarcerato dopo 25 anni di prigione: “All’indomani delle celebrazioni in ricordo delle vittime di Capaci la notizia della liberazione di Giovanni Brusca per fine pena, uno degli autori della strage, è un insulto per tutti coloro che hanno pagato con la vita la difesa dei principi di democrazia e legalità del nostro Paese – il commento di Stefano Paoloni, Segretario Generale del SAP – Un essere che ha ucciso un centinaio di persone e sciolto nell’acido il piccolo Nino di Matteo, da oggi potrà girare libero per il Paese e magari incrociare i famigliari delle persone di cui è stato il carnefice. Guardandolo passeggiare sereno non potranno che pensare ai loro cari a cui questa possibilità è stata da lui stesso impedita”. “Il giorno del suo arresto i colleghi della “catturandi” di Palermo festeggiarono in modo vistoso il grande e difficile risultato raggiunto, oggi invece è una sconfitta per tutti: per le vittime, per i loro famigliari, per la democrazia, per tutti i colleghi che hanno rischiato la vita per arrestarlo e per tutti coloro che credono nella giustizia.”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Mafia, Cirielli (FdI): “Indegna scarcerazione di Brusca

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 giugno 2021

“Leggo con stupore le dichiarazioni di Enrico Letta sulla indegna scarcerazione del mafioso Giovanni Brusca. Al segretario nazionale del Pd ricordo che le leggi si possono cambiare e che Giovanni Falcone non c’entra nulla con la legge del comunista Gozzini. Letta, il Pd e le sinistre sono pronte a cambiarla?”. Lo dichiara, in una nota, il Questore della Camera e coordinatore della Direzione Nazionale di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli: “Mi domando che Paese è quello in cui un feroce assassino, ancorché collaboratore di giustizia, può uscire dal carcere dopo appena 25 anni nonostante si sia macchiato di oltre 150 omicidi. Lo Stato si scusi con le famiglie di Falcone, del piccolo Giuseppe Di Matteo e di tutte le vittime della mafia. Mi auguro – sottolinea Cirielli – che il ministro della giustizia Marta Cartabia assuma in Parlamento l’impegno di eliminare categoricamente qualsiasi forma di beneficio per i mafiosi E’ urgente ripristinare la certezza della pena riformando la legge Gozzini e la legislazione premiale per i detenuti. Troppi sconti facili ed eccessivi oltretutto senza nessuna reale volontà di redimersi da parte dei criminali e senza alcun reale percorso di redenzione e rieducazione. Il sistema di esecuzione della pena detentiva è completamente fallito perchè ridotto a mera riduzione della pena stessa. Il Governo Draghi dia subito un forte segnale di discontinuità, perché non si può continuare a calpestare in questo modo la memoria delle vittime e ad oltraggiare i superstiti. Questa non è giustizia” conclude Cirielli.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Calenda è un chiacchierone?

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 giugno 2021

“Da qualche tempo il buon Carlo Calenda ripete nelle numerosissime trasmissioni televisive nelle quali è invitato che il suo partito Azione è l’unico ad essersi dotato di un Ufficio studi. Evidentemente questo ufficio studia ben poco, altrimenti saprebbe che Fratelli d’Italia ha costituito da molto tempo un Ufficio Studi, di cui i media hanno parlato più volte per l’importante materiale prodotto: dal primo studio italiano sulla mafia nigeriana, il primo dossier sul Nutriscore, il primo studio statistico italiano sull’eccesso di mortalità in Italia in epoca Covid, solo per citarne alcuni. È questa la grande differenza tra i chiacchieroni alla Calenda e lo spessore politico di Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia”.Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma di FdI.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

2 giugno. Repubblica è bella! Monarchia è brutta! Davvero? Guadiamo all’oggi e al futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2021

Facciamo una fotografia in casa nostra (Europa) per capire meglio la ricorrenza di oggi. All’inizio del XX secolo, la Francia, la Svizzera e la Repubblica di San Marino erano le uniche nazioni europee ad avere una forma di governo repubblicana.Dodici non sono repubbliche: sette regni (Danimarca, Norvegia, Svezia, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi e Belgio); tre principati (Andorra, Liechtenstein e Monaco); un granducato, il Lussemburgo; e uno Stato teocratico, Città del Vaticano. Sono quasi tutte monarchie parlamentari con le eccezioni di Liechtenstein e Principato di Monaco, considerate monarchie costituzionali o semi-costituzionali a causa dell’influenza che i principi esercitano sulla politica, mentre la Città del Vaticano è una monarchia assoluta. Le altre nazioni sono tutti repubbliche.Per le monarchie, per quasi tutte, si tratta di governi diversi da come abitualmente si considerano i regni, quelli che raccontiamo in tutte le favole ai nostri bimbi, dove al massimo c’è il re buono e quello cattivo.In Italia, la vittoria della Repubblica al referendum del 1946 è vissuta molto come liberazione dal re che aveva consentito al Fascismo di affermarsi e, più che altro, al Paese di entrare nella seconda guerra mondiale al fianco di Germania e Giappone. Scriviamo “più che altro” in considerazione del fatto che la stragrande maggioranza del Paese, prima della guerra, si riconosceva nel governo fascista, ma la sofferenza di cinque anni di guerra (nonostante il tentativo di rinascita di un Fascismo tornato alle origini con la Repubblica di Salò), fece da monito per una sorta di cancellazione/dimenticanza del passato.A questa fotografia aggiungiamo una considerazione politica e civica. La maggior parte delle monarchie sono tra i Paesi più prestigiosi per (recente) vita democratica, civica e sociale (si pensi al welfare dei Paesi scandinavi, modello per molte nazioni, anche repubblicane).Ci troviamo, quindi, in un nuovo mondo: la forte contrapposizione tra repubblicani e monarchici, ai fini del governo e della vita dei cittadini, ha ormai poco senso. Ci sono repubbliche, per esempio, dove le libertà individuali e non solo (per esempio: Ungheria, Polonia, Bielorussia) sono limitate e monarchie in cui accade il contrario. Rimane, ai fini pratici, il principio: potere di tutti (repubblica), potere di uno (monarchia). Ecco il nostro dubbio: Repubblica è bella! Monarchia è brutta! Davvero? E aggiungiamo una considerazione. Noi, relativamente ad una parte dell’Europa, quella dell’Unione, sosteniamo di arrivare agli Stati Uniti d’Europa. Stati in cui un Paese è monarchico e un altro è repubblicano? Oltre a, per esempio, alcuni attuali Stati dell’Ue che si distinguono per violazione dei principi fondanti dell’Unione (Ungheria e Polonia, per esempio)? Crediamo che, al di là della retorica delle celebrazioni come quelle di oggi 2 giugno, siano questi i problemi importanti e determinanti per il nostro futuro.Semplice accademia di federalisti sfegatati come potremmo essere considerati? Mica tanto… se pensiamo, per esempio, a quanto meglio avrebbe potuto esserci fatto del bene se, nella pandemia covid19, in Unione non avessimo avuto 27 sistemi sanitari che si facevano anche un po’ di lotta fra loro, ma uno solo che avesse coordinato sistematicamente fin dall’inizio resistenza e provvedimenti. O c’è qualcuno convinto che le sfide dell’oggi e del domani non abbiamo dimensioni come quelle di un covid, o di una politica agricola ed industriale, o delle libertà individuali, o del welfare? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Urgente una legge sulla salute del suolo e sul carbon farming”

Posted by fidest press agency su domenica, 30 maggio 2021

Sbloccare rapidamente l’iter di approvazione della legge sul consumo di suolo e prevedere specifiche norme legislative che ne migliorino la salute, a partire da quelle utili ad aumentarne la sostanza organica, attraverso pratiche di sequestro di carbonio nel suolo (il cosiddetto “carbon farming”). A chiederlo è un documento redatto da Re Soil Foundation, fondazione nata per volontà di Coldiretti, Novamont, Politecnico di Torino e Università di Bologna, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza di un suolo sano. Destinatari del position paper sono i membri delle Commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato della Repubblica.Nelle due Commissioni di Palazzo Madama infatti giace ferma da oltre un anno la proposta di legge S.164 dedicata al consumo di suolo, al pari di molti altri progetti d’iniziativa parlamentare presentati sul tema. “Noi di Re Soil Foundation esprimiamo preoccupazione per la mancata approvazione tuttora di una legge che preservi il suolo e contrasti il fenomeno del suo consumo, che fa perdere al nostro Paese circa 2 metri quadri di suolo al secondo” si legge nel documento.La situazione della salute del suolo a livello italiano ed europeo è infatti estremamente preoccupante, nonostante esso rappresenti una risorsa fondamentale. I suoi servizi ecosistemici sono infatti essenziali per garantire la vita sulla Terra. Eppure – ricorda il position paper di Re Soil Foundation – “il 60-70% di tutti i suoli europei non è in salute a causa delle attuali pratiche di gestione, dell’inquinamento, dell’urbanizzazione e degli effetti del cambiamento climatico. In Europa, vi sono 2,8 milioni di siti potenzialmente contaminati che possono comportare gravi rischi per la salute; il 65-75% dei terreni agricoli è a rischio eutrofizzazione di suolo e acqua con grandi impatti sulla biodiversità; i suoli agricoli perdono carbonio a un tasso dello 0,5% all’anno; il 24% presenta tassi di erosione idrica insostenibili; il 25% dei terreni nell’Europa meridionale, centrale e orientale è ad alto o molto alto rischio di desertificazione; l’odierno tasso di riutilizzo del suolo è fermo al 13%. Si stima che i costi associati al degrado del suolo nell’UE superino i 50 miliardi di euro all’anno”.È ovviamente positivo che la Commissione europea abbia dedicato al suolo una delle 5 mission per indirizzare la ricerca scientifica e gli investimenti in innovazione e che sia stato fissato l’obiettivo di azzerare il consumo netto di suolo entro il 2050. Ma per raggiungere l’obiettivo di migliorare la salubrità dei nostri terreni, anche l’Italia deve fare la propria parte a livello nazionale. Va infatti considerato che il nostro Paese, come molti Stati mediterranei, è tra i più esposti ai rischi di desertificazione. E i suoli più colpiti dalla cementificazione sono quelli a vocazione agricola, a un ritmo triplo rispetto alle aree urbane.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le comiche macabre della burocrazia: I morti possono fare ricorso

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 maggio 2021

Inps. La Pietra (FdI): “Siamo alla follia: da una parte l’Inps scrive ai morti per comunicare che non hanno più diritto alla pensione ma nel caso possono fare ricorso, dall’altra si prende settimane di tempo prima di procedere alla cancellazione di un imprenditore anche quando non vi sono dubbi sul fatto che sia deceduto. Un comico potrebbe scriverci un intero spettacolo su una cosa così e sarebbe un grosso successo”.Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra. “Sono numerose le famiglie che hanno ricevuto una lettera dall’Istituto nazionale di previdenza con la comunicazione che il titolare della pensione, siccome morto, non ha diritto a ricevere il trattamento, ma può sempre presentare ricorso se ritiene di dover dire qualcosa; poi se riceve la comunicazione di un commercialista che dice che un suo assistito si è suicidato e occorre cancellarlo dagli elenchi, risponde di dover verificare. E’ il caso dell’imprenditore di Seano che si è tolto la vita qualche mese fa: l’Inps ha risposto al commercialista che sono necessari approfondimenti. Siamo al teatro dell’assurdo! Una vergogna che va rimossa subito, fatti intollerabili che servono solo a dare argomenti per due risate, se non fosse che dietro ogni lettera c’è un morto e quindi dolore e spesso difficoltà economiche”, conclude il senatore La Pietra. (n.r.Ci mancava solo questa notizia. C’eravamo fermati alla vicenda di un’omonimia con un defunto che ha indotto l’inps a togliere la pensione al pensionato vivo e per riaverla l’interessato ha dovuto attendere oltre due anni e a sostenere delle spese non indifferenti per dimostrare di là di ogni dubbio “burocratico”, che era in vita.)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tasse e sprechi. Italia: Paese strano

Posted by fidest press agency su martedì, 25 maggio 2021

Anima il confronto politico la proposta del segretario Pd per ulteriormente tassare i patrimoni ereditati oltre i 5 milioni di euro. Stroncata dal presidente Mario Draghi con una frase ad effetto (“non è il momento di prendere ma di dare”), si possono leggere ed ascoltare ovunque i partigiani del sì e del no. Sembra che il prelievo avrebbe riguardato l’1% della popolazione con un vantaggio fiscale di 2,8 miliardi da devolvere sotto varie forme a 280.000 diciottenni.Dal punto di vista di politica economica sarebbe stato, come giustamente fatto notare dal capo del governo, un segnale negativo. Economicamente, invece, avrebbe leso in piccola parte i diritti acquisiti di poche persone. Socialmente avrebbe avuto un certo impatto, forse come quello del Reddito di cittadinanza (pur con le dovute differenze). Se fosse stato giusto o meno, allo stato dei fatti, non ci interessa. Mentre prendiamo atto del continuo metodo utilizzato ed auspicato per far fronte ai problemi reali dovuti alla pandemia: lo Stato si fa imprenditore e tutore e poi dispensa (maggiormente alle lobby che si sono fatte meglio valere). Non si è scelto di far riferimento ai consumi e alle utenze: ridurre/eliminare le varie aliquote sì che utenti e consumatori fossero aiutati nell’abituale utilizzo di prodotti e servizi.Non solo, ma le politiche di spreco di denaro pubblico non sembra che abbiano avuto una qualche modifica. Due soli esempi: Atac di Roma e Alitalia, due aziende cotte e decotte mantenute solo dai soldi dello Stato, e la cui reiterazione del mantenimento è oggetto anche di decisioni attuali. E quindi ad ogni neonato diamo una dote di 44mila euro di debito pubblico. Sta, intanto, per diventare realtà la prossima sfornata di aiuti (“Ristori”) anche se quelli precedenti non sono stati ancora elargiti. Questo il meccanismo grazie al quale economia e la società dovrebbero riprendersi, con tanto di “super” Mario Draghi alla guida. Noi vediamo tanta continuità che, probabilmente, va bene a chi ha come obiettivo il ritorno alla cosiddetta normalità del pre-covid. Noi avevamo sperato di aver appreso una lezione da questa pandemia. Ma ognuno è a modo suo in questo strano Paese. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Webinar “Agire per il clima: l’Agenda 2030 a scuola”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 maggio 2021

Parma. Mercoledì 26 maggio, alle 17 su piattaforma Teams, si svolgerà il webinar “Agire per il clima: l’Agenda 2030 a scuola” che sarà tenuto da Antonella Bachiorri, coordinatrice del CIREA-Laboratorio di Ricerca Interdisciplinare per l’Educazione Ambientale alla Sostenibilità del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma. Il webinar, rivolto a docenti di tutte le discipline, educatori e tutti gli interessati, rientra nell’iniziativa “All4Climate Italy 2021 – Una staffetta per il clima”, calendario di appuntamenti legati al tema dei cambiamenti climatici e agli obiettivi dell’Accordo di Parigi, sostenuto e coordinato dal Ministero della Transizione Ecologica, in vista della 26ma Conferenza delle Parti (COP26) della Convenzione delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (UNFCCC), che si terrà a Glasgow a novembre.La Staffetta per il clima comprende 24 eventi, disseminati in 14 regioni italiane, consistenti in momenti formativi, tavole rotonde, convegni, contest, mostre, dibattiti e incontri per la presentazione di progetti pilota/buone pratiche/casi studio in materia di educazione ai cambiamenti climatici. A simboleggiare l’unione e la collaborazione dei membri di questa iniziativa nazionale, tutti gli eventi collaboreranno per passarsi un testimone, seppur virtuale, che accompagnerà l’inizio di ogni tappa.La staffetta è iniziata il 18 marzo in Sicilia e si concluderà con un evento nazionale in ottobre.La tappa in Emilia-Romagna passa per il CIREA dell’Università di Parma. L’obiettivo 13 dell’Agenda 2030 dell’ONU relativo ai cambiamenti climatici e le principali opportunità che offre dal punto di vista didattico verranno discussi durante il webinar di Antonella Bachiorri.L’evento sarà trasmesso dal sito web del CIREA.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Valore dei contadini custodi della terra

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2021

“Nella giornata che celebra la biodiversità di interesse agricolo e alimentare, Montecitorio dà nuovo valore all’agricoltore contadino, custode del proprio territorio e delle sue tradizioni, figura chiave del contrasto al cambiamento climatico e della tutela della biodiversità animale e vegetale, attraverso la gestione sostenibile del suolo, la diversificazione e gli avvicendamenti colturali”. Lo dichiara il deputato Dedalo Pignatone (M5S), relatore della proposta di legge ‘Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dell’agricoltura contadina’ approvata oggi alla Camera. Si tratta di un risultato storico – prosegue -, frutto di un proficuo lavoro svolto in commissione e di cui andiamo molto fieri. Finalmente i nostri contadini e allevatori di ‘piccola scala’ avranno una legge che li tutela nelle loro peculiarità. Una categoria che spesso si trova a lavorare in territori difficili, più disagiati, con infrastrutture spesso inesistenti, strade distrutte, in territori di montagna. Per tali ragioni, abbiamo reputato necessario diversificare e semplificare gli obblighi e gli adempimenti di chi svolge questo tipo di agricoltura”. “Grazie a questa legge, che passa ora al vaglio del Senato, verrà istituita la Giornata nazionale dell’agricoltura contadina, un Registro dedicato al Mipaaf e la Rete italiana per catalogare documentazioni e testimonianze sulla cultura e le tradizioni contadine presso il Ministero della Cultura. Infine, anche attraverso la ricomposizione fondiaria e il recupero dei terreni agricoli abbandonati, contrastiamo e preveniamo lo spopolamento delle aree marginali del Paese” conclude.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Benessere animale negli allevamenti

Posted by fidest press agency su domenica, 23 maggio 2021

“Il Ministero delle Politiche Agricole sta lavorando a un sistema unitario di certificazione del benessere animale come indicato dall’emendamento 5 Stelle, approvato durante la conversione in legge del Dl Rilancio, che introduce il Sistema di Qualità Nazionale per la zootecnia. A confermarlo è lo stesso ministro Stefano Patuanelli in Senato. Una scelta che sosteniamo con forza affinché si valorizzino finalmente le produzioni italiani che danno attenzione al benessere animale e alla sostenibilità, fornendo al contempo informazioni univoche al consumatore”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura.“Ci auguriamo – prosegue – che il decreto attuativo giunga presto a emanazione dando così alle imprese, che adottano sistemi di qualità, l’opportunità di farsi conoscere dagli acquirenti. Solo con un consumo consapevole potremo, infatti, accelerare le modifiche dei sistemi produttivi nel solco della strategia Farm to Fork, perché è la domanda che fa l’offerta”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »