Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Archive for the ‘Spazio aperto/open space’ Category

open space

Rampelli: basta forestierismi nella lingua italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2021

“Eravamo da soli a difendere la lingua italiana in questi ultimi decenni. Sicuramente lo siamo stati quando abbiamo chiesto la costituzionalizzione dell’italiano, proposta presentata a ogni legislatura e a ogni progetto di riforma costituzionale governativa. Come vicepresidente della Camera ho chiesto agli uffici, che ringrazio e con i quali mi scuso per l’insistenza, di eliminare ogni termine straniero nei nostri documenti, testi per l’aula e per le commissioni. Chiedo analogamente al Governo di fare altrettanto vista la produzione imbarazzante negli scorsi anni di leggi contenenti perfino nel titolo parole straniere, come Jobs Act, o con sezioni come volontary disclusure, bail in, bail out, smart working. Tendenza esterofila che non si è tuttora fermata, come si può constate per il DDL Family Act presentato da Palazzo Chigi e licenziato la settimana scorsa dalla Camera. Il presidente Mattarella e il presidente Draghi promuovano dunque una campagna contro l’utilizzo di termini stranieri nella nostra lingua e coinvolgano in questa iniziativa le rispettive strutture afferenti per evitare che tutto sia ridotto a piccola propaganda. Chiedo, con l’occasione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, padre del nostro idioma, che venga calendarizzata la proposta di legge per l’introduzione della lingua italiana in costituzione”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Perché quando ci sono difficoltà va rafforzata la democrazia civica ed economica

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2021

Viviamo in difficoltà, pandemia. Basta un annuncio (Omicron, Sud Africa) e – nervi tesi e giustificabili prevenzioni – si va quasi in tilt: sembra che sia una variante non particolarmente pericolosa. Vedremo. Ma nessun problema: meglio abbondare che non aver fatto il giusto. E’ bene che se ne parli e che le autorità ci informino sugli sviluppi.Nei giorni scorsi il sen. Mario Monti ha auspicato, vista la situazione pandemica, un controllo statale dell’informazione come se fossimo in una guerra:nonostante l’autorevolezza dell’ex-premier, sembra che la cosa sia rimasta lì, finita nella macchina dei commenti.Domenica scorsa in Svizzera si è tenuto un referendum sul pass sanitario, ed è stato vinto dai favorevoli, dimostrando che la democrazia non va temuta: in Italia tanti erano terrorizzati dalla firma digitale sui referendum per il rischio di altrettanto referendum, ma i promotori non hanno raccolte le firme per indirlo.Tariffe alle stelle per gas, elettricità e carburanti. Sembrava fosse crisi passeggera per cui lo Stato è intervenuto attenuando temporaneamente gli aumenti, anche se solo per gas ed elettricità. La crisi è tutt’altro che passeggera: per eventuali ribassi si parla, forse, della fine dell’anno prossimo (1). Le tariffe energetiche condizionano tutta l’economia: perché lo Stato non interviene per favorire al massimo la concorrenza, ridimensionando in modo permanente la fiscalità di gas ed elettricità e quel quasi 70% di imposte dei carburanti? Quattro esempi che ci danno il polso di un metodo (democrazia, libertà e concorrenza) che, quando è tale favorisce la comunità civica ed economica. Ma, mentre per la comunità civica i tre esempi che abbiamo riportato sembra che stiano impedendo il peggio, non si può dire altrettanto per la comunità economica. Dobbiamo farci molto più male? COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ungheria condannata dalla Corte di giustizia europea sull’indipendenza dei giudici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

E’ comodo avere magistrati al proprio servizio, pronti ad emettere sentenze contro chi dissente e a favore del potere costituito, ma questo non è possibile in uno stato democratico: la magistratura deve essere autonoma dal potere legislativo (parlamento) ed esecutivo (governo). Non devono pensarla così la Polonia e l’Ungheria. Quest’ultima è stata condannata dalla Corte di giustizia europea perché nega la indipendenza della magistratura. Come accettato nel momento di entrata nella Unione europea, gli atti normativi comunitari sono sovraordinati a quelli nazionali, vale a dire che la norma europea ha maggior valore di quella nazionale. La Corte suprema ungherese, infarcita di nomine governative, vuole sanzionare i giudici che applicano le direttive comunitarie e disattendono quelle nazionali in contrasto con quelle europee. Nonostante l’Ungheria sia entrata nella Ue ben 17 anni, e ne abbia accettato le regole, è dalla elezione di Viktor Orban a premier che viola l’ordinamento comunitario negandone la primazia. Orban, però vuole continuare a beneficiare dei contributi dell’Unione europea e, al contempo, disconosce il Trattato istitutivo della Ue. Ne abbiamo le tasche piene di furbetti che vogliono i nostri soldi e fare come gli pare. Nessuno li trattiene: la porta dell’uscita è sempre aperta.Primo Mastrantoni, Aduc

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Per l’ONG russa un nuovo passo verso la criminalizzazione della società civile

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Bolzano, Göttingen. L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) è preoccupata per l’atteso verdetto sul caso dell’organizzazione russa per i diritti umani Memorial. L’APM critica fortemente l’annunciata sentenza di scioglimento: Se Memorial viene sciolta, la voce più impegnata per i diritti umani in Russia scomparirà. La memoria delle vittime di numerosi crimini verrebbe cancellata – in modo tipicamente autocratico. Il presidente Vladimir Putin sta portando avanti un piano per far rivivere l’era di Stalin. Un’epoca di terrore di stato durante la quale circa 20 milioni di presunti dissidenti furono internati in un sistema di campi penali, i famigerati gulag. Putin ora loda pubblicamente quest’epoca e fa sostituire le statue di Lenin con quelle di Stalin. In questa campagna, naturalmente, l’organizzazione Memorial, molto conosciuta a livello internazionale intralcia la sua strada. Memorial, come organizzazione per i diritti umani attiva in Russia e a livello internazionale, ha fatto un lavoro di rivalutazione unico: conserva e archivia le memorie di circa 20 milioni di detenuti che furono imprigionati tra il 1929 e il 1953. Ancora oggi, i dipendenti del Memorial si occupano dei familiari, ormai molto anziani, delle vittime dei gulag. Molti di loro vivono ai margini della società. Nella Russia di oggi, la società civile è sistematicamente criminalizzata. L’assurda legge sugli “agenti stranieri” non è l’unico strumento. Dall’inizio degli anni 2000, la Russia ha perseguito una politica di strangolamento burocratico delle ONG e dei media critici con mezzi apparentemente democratici o legali. Le organizzazioni devono rispettare ostacoli burocratici molto gonfiati e canali amministrativi quasi impossibili. I finanziamenti interni sono stati bloccati e quelli esteri sono criminalizzati. Se le organizzazioni accettano denaro dall’estero, sono considerate agenti stranieri e devono mettere questa etichetta anche sulle loro pubblicazioni. Inoltre, c’è un’interpretazione eccessivamente ampia della legislazione antiterrorismo, che impone arbitrariamente pene elevate. Il modello russo di criminalizzazione graduale dello spazio pubblico è chiamato nel mondo accademico “shrinking spaces”. Molti altri stati hanno adottato queste pratiche, tra cui India, Cina, Brasile o Ecuador. I metodi sono chiaramente antidemocratici e usano imposizioni burocratiche come copertura. Purtroppo, se il verdetto risultasse più clemente anche a causa dell’attenzione internazionale, si guadagnerebbe ben poco. Il governo Putin cercherà e troverà altri modi per imporre i suoi obiettivi contro la società civile. Memorial e tutte le altre organizzazioni per i diritti umani in Russia hanno bisogno di un maggiore sostegno dall’estero soprattutto a livello politico. L’organizzazione Memorial ha ricevuto il premio Victor Gollancz dell’Associazione per i popoli minacciati nel 2009 in Germania.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Rai senza soldi…. Tranquilli… buon Pantalone non mente

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

L’amministratore delegato della Rai, Carlo Fuortes, dopo le polemiche per le nuove nomine ai vertici dell’informazione Rai, in commissione vigilanza, oltre a difendere il modo di spartizione partitocratica in cui ha fatto queste nomine ha annunciato un po’ di tagli perché mancherebbero i soldi. Calma: tagli alle trasmissioni non al personale… ché queste quote sono già spartite. Mancanza di soldi che aveva già evidenziato quando aveva chiesto di estendere il canone anche a tablet e telefonini, oltre che di dirottare sulla fiscalità generale quella parte di canone che oggi finanzia alcune emittenti locali (il cosiddetto Fondo per il pluralismo) Insomma, gira e rigira, il dente duole sempre nello stesso punto: i soldi.Si percepisce che l’ad Fuortes è nuovo perché si pone dei problemi che, lì dove lui amministra, non esistono. Ve l’immaginate la Rai che non ha sufficienti soldi? E’ come se Alitalia e banca Mps non fossero mai esistite. Il pozzo senza fondi dei soldi di Stato, generoso nell’elargire anche ai più inefficienti miliardi e miliardi, dovrebbe tirarsi indietro di fronte al luogo per eccellenza del potere mediatico? Non accadrà mai… almeno finché la Rai sarà quel che è. Il problema, per noi e forse qualcun altro, è: come fare che la Rai non continui ad essere quel che è? Gli italiani hanno già chiesto con un referendum di privatizzarla e, di conseguenza, metterla sul mercato al pari degli altri suoi concorrenti, oggi penalizzati dal suo abuso di posizione dominante… e se fosse così… altroché glissare e non preoccuparsi per mancanza di soldi… ma buon Pantalone non mente.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Charity Dinner At Home da parte di Ail

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Fino al 7 gennaio sarà possibile prenotare, su shop.ail.it, un’elegante Charity Box Gourmet che verrà recapitata direttamente a casa, a fronte di una donazione di 55 euro. La raffinata confezione conterrà un grembiule griffato AIL e gli ingredienti per cucinare la Vecchia Latteria, uno dei piatti dello chef Andrea Larossa che ha contribuito a fargli meritare la Stella Michelin, un acquerello perfetto mantecato al formaggio montagna con note esplosive di liquirizia. I sostenitori che acquisteranno la Charity Box potranno seguire la video-ricetta dello chef stellato che mostrerà come preparare il piatto.I fondi raccolti garantiranno ai pazienti affetti da tumore del sangue la possibilità di sostenere viaggi verso centri di cura lontani dal luogo di residenza. Ogni anno in Italia, almeno un milione di persone, si spostano dalla propria residenza verso altre regioni per ricevere le cure di cui hanno bisogno.AIL da sempre, e ora più che mai, mette al primo posto il paziente con diagnosi di tumore del sangue che è particolarmente fragile e delicato in quanto il suo sistema immunitario è altamente compromesso e, quindi, più a rischio. I risultati negli studi scientifici e le terapie innovative sempre più efficaci e mirate, tra cui l’immunoterapia con CAR-T, ultima frontiera nella cura dei tumori, e il trapianto di cellule staminali, hanno determinato un grande miglioramento nella diagnosi e nella cura dei pazienti ematologici, adulti e bambini. È necessario però continuare su questa strada e investire sempre più risorse nella Ricerca ematologica per raggiungere nuovi traguardi e rendere queste malattie sempre più guaribili. L’Ematologia italiana in questo anno e mezzo di pandemia da Covid-19, attraverso i Centri di cura e anche grazie all’intensa opera delle 82 sezioni provinciali AIL e dei suoi 15.000 volontari, è stata in grado di garantire la continuità assistenziale e terapeutica. L’iniziativa è stata realizzata con il sostegno di Enel, CBILL, Fratelli Desideri, Siggi Group.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Chi vacilla nella decisione di vaccinarsi contro il Covid-19?

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

L’indagine è parte di uno studio multinazionale in corso in 30 paesi europei promosso e coordinato dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per monitorare la conoscenza, la percezione del rischio, la fiducia e i comportamenti preventivi durante la pandemia di COVID-19. In Italia il progetto è stato denominato COMIT (COvid Monitoring in Italy) ed è coordinato da Giovanni de Girolamo dell’IRCSS Fatebenefratelli di Brescia, da Gemma Calamandrei dell’Istituto Superiore di Sanità e da Fabrizio Starace dell’AUSL di Modena, che si sono avvalsi della collaborazione di Lorella Lotto del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova. La recente pubblicazione riguarda i dati raccolti in un campione di 5.006 partecipanti arruolati tra gennaio e febbraio 2021 e si è concentrata sui fattori in grado di predire l’indecisione nei confronti della vaccinazione contro il COVID-19.“I risultati principali dello studio, che ha coinvolto oltre 5.000 Italiani, hanno messo in luce i fattori che predicono l’incertezza nei riguardi della vaccinazione.” Come illustra Gavaruzzi – “I risultati di una serie di modelli statistici (di cui si è occupato Paolo Girardi, ricercatore dell’Università di Padova) dimostrano che sia coloro che propendono per un atteggiamento opportunistico sia coloro che si dicono riluttanti a vaccinarsi nel caso dovessero risultare positivi al COVID-19 sono maggiormente propensi nei confronti della vaccinazione quando sono: più favorevoli in generale alle vaccinazioni, adottano le misure di salute pubblica raccomandate, hanno fiducia nelle fonti istituzionali che si occupano di problemi sanitari (Ministero della Salute, ISS, OMS), e hanno maggiori capacità di resilienza (hanno cioè maggiori capacità di fronteggiare eventi stressanti). Invece ‘vacillano’ maggiormente coloro che si avvalgono spesso o molto spesso di informazioni provenienti dai media e tendono a spiegare gli eventi attraverso teorie di tipo cospirazionista. Inoltre, le donne e le persone più giovani sono più riluttanti a vaccinarsi nel caso in cui dovessero risultare positivi al COVID-19, mentre chi ha un’elevata scolarizzazione tende ad essere meno propenso ad approfittare della vaccinazione altrui.Gli autori concludono che “questi risultati possono essere visti come pezzi di un puzzle complesso nel quale non si possono ignorare gli aspetti psicologici” e si augurano che “il monitoraggio dell’esitazione vaccinale e dei suoi determinanti psicologici possano entrare a fare parte della normale pianificazione sanitaria, al di là della pandemia, in modo da consentire interventi mirati e tempestivi nel caso di nuovi eventi epidemici.”

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Digital Talk: il 1° dicembre presentazione della traduzione italiana del Global PR and Communication Model 2021

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

Il Global PR and Communication Model 2021 è promosso da Global Alliance for Public Relations and Communication Management e da Corporate Excellence – Centre for Reputation Leadership come approccio al lavoro per i professionisti delle relazioni pubbliche e della comunicazione di tutto il mondo.Nel talk, online mercoledì 1° dicembre alle ore 18.30, introdotto da Giuseppe De Lucia, Delegato FERPI Lazio, e moderato da Biagio Oppi, Delegato FERPI Emilia-Romagna, Lorenzo Canu, neolaureato in Scienze Politiche all’Università di Bologna e autore della traduzione italiana, informerà sulle origini del Modello e sui suoi mentori nonché su motivazione e percorso che l’hanno portato a concepire ed ultimare l’opera di resa nella nostra lingua del Modello, oggetto anche della sua tesi in Comunicazione d’Impresa.Seguirà un dialogo tra i relatori e i presenti sull’impostazione del Modello nei cinque Building Block strategici che, secondo Global Alliance, generano e proteggono valore nel mondo di oggi: il purpose; il marchio (brand) e la cultura aziendale; la gestione della reputazione e dei rischi reputazionali; la comunicazione; la parte di misurazione e valutazione intitolata Connected Intelligence e Intangible Asset Metrics. Tutti elementi costitutivi che consentono alle organizzazioni di ottenere la differenziazione, il coinvolgimento, la difesa, la fiducia e la legittimità sociale di cui hanno bisogno ora per mantenere la loro licenza di operare.La traduzione in italiano contribuirà a far conoscere più diffusamente i plus del Modello che consolida in un unico documento, coerente e aggiornato, alcune pietre miliari di Global Alliance come gli Accordi di Stoccolma (2010), il Melbourne Mandate (2012), il Global Capability Framework sviluppato in collaborazione con la Huddersfield University nel 2018, nonché a renderlo maggiormente fruibile ai soci FERPI e ai professionisti italiani tutti. Il Global PR and Communication Model 2021,infatti, è focalizzato su un approccio consulenziale da applicare alle organizzazioni e al ruolo del professionista di relazioni pubbliche e comunicazione all’interno delle aziende.Per registrarsi: https://us02web.zoom.us/meeting/register/tZAucOuspzspGNZu4zY9lcnG44rx3nSKcbdAIl talk sarà anche diffuso in streaming dalle pagine Facebook delle Delegazioni FERPI Lazio, FERPI Emilia-Romagna e FERPI Triveneto.

Posted in Spazio aperto/open space, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

ActionAid 2021: Un anno straordinario per l’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

È arrivato il momento di tirare le somme: l’Eurovision, gli europei di calcio, la pallavolo, i tanti record alle olimpiadi e le gioie delle paralimpiadi. Il 2021 è stato un anno da record, ricco di vittorie e successi sportivi ma non solo. Un anno visto da tutti come una ripartenza per il nostro Paese, che per primo ha affrontato la pandemia in Europa. The Jackal, in questo nuovo video in collaborazione con ActionAid, ripercorre le tappe di questo successo planetario che ci ha visti sbaragliare record e ottenere vittorie di ogni genere. Soprattutto nello sport, e spesso e volentieri ai danni dell’Inghilterra, battuta addirittura all’European Cricket Championship T10 e per questo presa bonariamente in giro dai comici napoletani. Ma in questo anno incredibile, c’è un campionato che non abbiamo ancora vinto e che non possiamo perdere: quello della solidarietà. Nel CAF World Giving Index 2021, il rapporto che stila la classifica dei Paesi per le donazioni alle organizzazioni non profit e alle cause sociali, sono infatti proprio gli inglesi a posizionarsi nei primi posti, distanziando di gran lunga l’Italia. È proprio questo l’invito di The Jackal: siamo ancora in tempo per ottenere la vittoria più importante e, tramite l’adozione a distanza con ActionAid, cambiare la vita di migliaia di bambini e delle loro comunità, garantendo accesso ad acqua potabile, cibo, cure mediche, istruzione e diritti. Sono oltre 105.000 i bambini sostenuti da donatori che hanno scelto ActionAid per l’adozione a distanza, scegliendo di migliorare la loro vita e le condizioni della comunità in cui vivono. Le attività dell’organizzazione sono sostenute da donazioni provenienti da famiglie, privati cittadini e aziende che vogliono migliorare il mondo attraverso l’adozione a distanza in Africa, Asia e America Latina. A beneficiare dell’intervento però non sono solo i bambini, ma anche le loro famiglie e le comunità in cui vivono. Complessivamente, con il contributo dei suoi sostenitori, ActionAid aiuta oltre 5 milioni di persone. L’80% della donazione che si effettua per l’adozione a distanza viene destinato alla comunità dove vive il bambino con la sua famiglia per avviare o portare avanti programmi di sviluppo e progetti nei settori di competenza (istruzione, acqua, cibo, diritti dei bambini, delle donne, ecc.), mentre il restante 20% è utilizzato per le campagne di sensibilizzazione e per sostenere i costi, sia operativi sia di gestione, dell’organizzazione.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

La percezione della salute degli Europei nell’era post Covid: l’indagine Merck

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

Gli italiani sono una delle popolazioni europee che dichiara il miglior stato di salute fisica a quasi due anni dall’inizio della pandemia. Ben il 56% dei cittadini italiani (rispetto al 54% degli europei), infatti, afferma che il proprio stato di salute fisica attuale è buono o molto buono. Solo il 45% (la stessa percentuale degli europei), però, valuta allo stesso modo la propria salute mentale. I problemi psicologici vengono indicati come la principale conseguenza della pandemia.Queste sono solo alcune delle conclusioni dell’”Indagine Merck: la percezione della salute degli europei nell’era post Covid”, un’iniziativa di Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, realizzata con il supporto tecnico di GAD3, che ha coinvolto 6.000 persone di età compresa tra 18 e 65 anni provenienti da dieci paesi (Germania, Belgio, Spagna, Francia, Italia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca e Svizzera).L’indagine macro mostra che gli europei (soprattutto italiani, spagnoli e portoghesi) ritengono che la pandemia li abbia aiutati a parlare apertamente, all’interno del proprio ambiente personale e professionale, della loro salute fisica e mentale. Così è stato per più di 7 italiani su 10. Inoltre, il 35% degli italiani afferma di aver migliorato la convivenza familiare e quasi 3 su 10 che l’esperienza ha favorito nuove abitudini più salutari ed uno spirito di maggiore solidarietà.Al contrario, gli italiani (come la media europea) sottolineano il peso dei problemi emotivi derivanti dalla pandemia e l’impossibilità di gestire al meglio le responsabilità familiari e lavorative. I risultati mostrano che il 19% dei giovani italiani (23% degli europei) ha avuto bisogno di aiuto psicologico. Stress e ansia, soprattutto tra le donne di età compresa tra i 18 e i 29 anni, sono, insieme alla paura e all’incertezza, le conseguenze psicologiche che hanno avuto il maggiore impatto sugli italiani nell’ultimo anno. Infatti, il 36% (26% degli europei) ha sviluppato la paura del contatto fisico con altre persone.La pandemia ha anche stimolato l’uso di nuove tecnologie per la salute. L’indagine Merck conclude che 7 europei su 10 affermano di sentirsi a proprio agio o sempre più a proprio agio con la telemedicina, sebbene la metà di loro preferisca ancora i consulti medici in presenza. Inoltre, 8 su 10 cercano su Internet informazioni riguardo a sintomi e malattie prima di fissare un appuntamento. Regno Unito, Italia e Polonia sono i più propensi a farlo: 1 italiano su 2 lo fa spesso o sempre. Ma i risultati mostrano cambiamenti rispetto ad altre abitudini. Dopo il periodo più acuto della crisi sanitaria, 1 italiano su 3 afferma di aver ridotto la propria vita sociale, il 29% afferma di aver ridotto i rapporti sessuali e il 26% afferma di aver iniziato a seguire una dieta più sana.Lo studio sonda anche l’opinione sul lavoro di diversi gruppi durante la pandemia e mette in evidenza il lavoro svolto dagli operatori sanitari, in particolare i farmacisti. Da notare che 6,5 italiani su 10 valutano il loro ruolo come buono o molto buono. Alla domanda su cosa dovrebbe essere migliorato nel sistema sanitario, oltre il 60% degli italiani risponde che dovrebbero essere investite maggiori risorse nella medicina preventiva, seguita dalle cure primarie e dalla ricerca e sviluppo dei farmaci. Questi risultati sono in linea con un’altra risposta degna di nota: il 31% degli italiani (35% degli europei) teme un’eventuale mancanza di cure che potrebbe derivare da un altro possibile collasso sanitario. Le conseguenze negative del Covid, però, non sembrano aver avuto troppa influenza sui progetti di maternità/paternità degli europei. Infatti, solo il 10% di loro ha ritardato i propri piani a causa della pandemia. In Italia questa percentuale è la più alta in Europa: 15%.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cospirazioni e deliri. Complottismo: l’oppio degli sciocchi

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

“Sul mercato nero delle idee dubbie, le teorie del complotto sono scambiate con la stessa frenesia delle superstizioni, delle pseudo-scienze, delle nuove spiritualità e delle ideologie estreme.” Lo scrittore Rudy Reichstadt descrive, così, il complottismo nel suo libro “L’oppio degli sciocchi”. E’ un saggio sulla questione della cospirazione che interpreta quanto abbiamo vissuto nel passato e viviamo in questo periodo pandemico. Vediamo alcuni esempi. Il vaccino, secondo i complottisti, conterebbe un microchip che indurrebbe i vaccinati a scegliere i prodotti di Microsoft al posto di quelli della concorrente Apple. La notizia è del tutto inventata, uno scherzo, insomma, ma è stata presa per buona ed è divenuta virale; anche la pericolosità del Coronavirus è stata inventata da chi ha interesse a vendere i vaccini, cioè Big Pharma. C’è un aspetto non trascurabile: curare chi è affetto da Covid-19 è più oneroso del prevenire l’infezione con i vaccini. Infatti, una dose di vaccino Pfizer costa 20 euro, mentre un giorno in terapia intensiva costa 2.800 euro, cifra che va moltiplicata per una media di 10 giorni di degenza, e a cui va aggiunta quella delle cure post ospedalizzazione. Eppure, dimostrare con i dati che le cure per il Covid-19 sono più costose della prevenzione vaccinale non è servito a nulla. Un salto indietro di qualche secolo ci porta alla teoria cospirazionista sulla morte di Napoleone Bonaparte, deceduto in esilio nell’isola di sant’Elena nel 1821. L’imperatore sarebbe stato avvelenato con l’arsenico dagli inglesi, suoi acerrimi nemici o, addirittura, dal generale francese Charles de Montholon, che lo seguì in esilio e che, per ereditare una parte del tesoro imperiale, del quale era destinatario, pose fine alla vita del suo benefattore. La dimostrazione dell’avvelenamento sarebbe la presenza di arsenico nei capelli di Napoleone. Non è preso in considerazione il fatto che l’arsenico è presente naturalmente nell’aria, nell’acqua e nel suolo di sant’Elena – un’isola vulcanica – e che per la conservazione delle ciocche di capelli si usavano prodotti a base di arsenico. Sul corpo imperiale, inoltre, non furono rilevati gli effetti che caratterizzano l’intossicazione da arsenico e l’autopsia rilevò, invece, un’ulcera cancerosa. Niente da fare: sono stati scritti articoli a iosa e date alle stampe libri di successo che avvaloravano la teoria del complotto, tanto che, ancora oggi, questa è tenacemente e scioccamente creduta. Sta di fatto che la teoria complottista ha un percorso consolidato: si parte ogni volta da una notizia – vera o falsa che sia – per arrivare a conclusioni che non hanno ragione di essere se venissero presi in considerazione altri elementi di contesto, plausibili e affidabili. Per i complottisti, ad esempio, lady Diana non morì per un incidente automobilistico provocato da un autista ubriaco, ma per volere dei servizi segreti britannici. La possibilità di confutazione non è gradita ai cospirazionisti che precipitano nella accettazione incondizionata di un messaggio privo di evidenze. Le tecnologie mediatiche, per interesse o ignoranza degli addetti, diffondono, in maniera rapidissima, affermazioni inconsistenti che trovano terreno fertile in persone fragili o disinformate. Basterebbe applicare il metodo scientifico per smontare le dicerie in circolazione con dati, ipotesi ed evidenze, ma occorrerebbe saper ragionare.(Dal quotidiano LaRagione del 25.11.2021) Primo Mastrantoni. Aduc

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Candidatura Unesco della ricerca e raccolta di tartufi

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2021

“Per l’agroalimentare italiano si tratta dell’ennesima conferma della storia e delle peculiarità che contraddistinguono il Belpaese. La candidatura Unesco della ricerca e raccolta di tartufi dà valore ad un intero comparto in cui l’Italia eccelle nel mondo, da Nord a Sud”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura, che commenta il parere positivo espresso dall’Organo di Valutazione dell’Unesco alla candidatura della ‘Cava e cerca del tartufo’.“Mi auguro che durante la riunione del Comitato Intergovernativo, che si terrà a Parigi dal 13 al 18 dicembre, – prosegue Gallinella – venga riconosciuta definitivamente questa pratica densa di valori e tradizione inserendola così nella Lista del Patrimonio Immateriale dell’umanità. La cultura sottesa a questa pratica, i suoi riti e caratteristiche possono essere a loro volta un volano per alcuni territori, penso soprattutto a quelli rurali delle aree interne”.“Ringrazio il comitato promotore per l’impegno profuso in questi anni e che ha visto protagonisti da singoli tartufai a libere associazioni, dalla Federazione Nazionale Associazioni Tartufai Italiana all’Associazione Nazionale delle Città del Tartufo – aggiunge – Mi auguro che quella di dicembre rappresenti una data di partenza per pianificare la valorizzazione del tartufo e della cavatura. Questo riconoscimento sarebbe un risultato straordinario già raggiunto per l’agroalimentare italiano con la Dieta Mediterranea, la vite ad alberello di Pantelleria, l’arte del pizzaiuolo napoletano, l’arte dei muretti a secco e la transumanza” conclude.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Green pass: Bianchini, ristoratori capri espiatori?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2021

«Il problema non è il green pass. Il problema è che s’è capito che la doppia dose non garantisce la lunga copertura prefigurata. Così, ora serve – ancora una volta – individuare qualcuno contro cui puntare il dito per celare errori e incapacità. E sempre più spesso sentiamo risuonare in tv la parola “ristoranti”. Allora è bene evidenziare che negli ultimi due anni il comparto Horeca è stato utilizzato come capro espiatorio del contagio senza il sostegno di uno studio scientifico che sia uno. Provi il Ministro della Salute a smentirci su questo punto».Lo ha dichiarato Paolo Bianchini, presidente dell’associazione di categoria MIO Italia, Movimento Imprese Ospitalità.«I piccoli imprenditori del comparto Horeca hanno subito di tutto. Migliaia di locali sono falliti e altri sono sull’orlo della chiusura. I ristoranti sono stati considerati come luoghi del contagio. Mentre sui mezzi pubblici cittadini, sui treni regionali sempre affollati e non certo al passo dal punto di vista dei ricambi d’aria e della sanificazione, nessuno dice e ha mai detto nulla. Il covid, secondo qualcuno al Governo, va tutte le sere al ristorante, ma non prende mai il bus. Ma che strano», ha sottolineato Paolo Bianchini.«L’incompetenza, unita all’arroganza, sta uccidendo il tessuto delle piccole e medie imprese italiane, ossatura dell’economia. Ma ora dobbiamo dire basta. Il comparto della ristorazione non farà più da capro espiatorio. La “Colonna Infame” di manzoniana memoria non appartiene al nostro mondo. Va cercata altrove», ha concluso Paolo Bianchini. Paolo Bianchini, Presidente Nazionale Mio Italia

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Dl Fisco: Unc, la Tari nella bolletta elettrica peggiora ancora

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2021

“Di male in peggio! Non solo come da noi già denunciato riprovano a rimettere la Tari nella bolletta elettrica, cosa vietata dall’Unione Europea, ma ora peggiorano pure l’emendamento” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori, l’associazione che aveva scovato l’emendamento dei senatori Davide Faraone e Mauro Marino tra i tanti presentati al dl fisco.”La nuova formulazione, infatti, toglie il comma che, in cambio di quel regalo, costringeva gli enti locali a utilizzare quei soldi per il sostegno alle attività economiche più colpite dall’emergenza epidemiologica attraverso la sospensione o riduzione di almeno il 50 per cento, per l’anno 2021, dei pagamenti della Tari. Insomma, ora, con quei soldi potranno farci ciò che vogliono. Un sopruso bello e buono” conclude Vignola.Nell’emendamento, infatti, saltano i commi 4 e 5. Con il comma 4 si diceva che i comuni che mettevano la Tari in bolletta non dovevano più effettuare l’accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità. Con il quinto comma che gli enti locali dovevano utilizzare la maggiore capacità di spesa che ne derivava, per il sostegno alle attività economiche più colpite dall’emergenza epidemiologica attraverso la sospensione o riduzione di almeno il 50 per cento, per l’anno 2021, dei pagamenti dell’imposta municipale sui rifiuti (Tari). Insomma, il combinato disposto dei due emendamenti è che ora non ci sono più vincoli di destinazione prestabiliti per legge collegati, anche se indirettamente, alla Tari in bolletta.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Foglio dei siciliani

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

Questo foglio, come tutto ciò che riguarda i Siciliani giovani, è strettamente legato alla figura di Giambattista Scidà, colui che dieci anni fa ci spronò a rimettere in campo questa bandiera. Le nostre battaglie giornalistiche e sociali s’intrecciano da allora anche col suo pensiero. La mafia (non quella brigantesca e folklorica della letteratura, ma il sistema di potere individuato da Giuseppe Fava) come questione nazionale e l’antimafia come mobilitazione sono i due poli attraverso cui si estrinseca la nostra idea e la nostra azione.A queste due visioni essenziali – mafia-potere e antimafia sociale – se ne aggiunge una terza, l’unità. Nel rissoso paesaggio dell’antimafia (dove lo stesso termine desta a volte fastidio) noi siamo fra i pochissimi che non fanno polemiche, che criticano con moderazione, che non rispondono mai ad alcun attacco di chi anche minimamente si collochi nel campo antimafioso.Il Paese, diviso fra componenti diversissime e non tutte civili, attraversa ora uno dei suoi periodici momenti fiochi, con lo scarso valore dato alla vita umana (i morti da emigrazione e quelli da Covid, relegati senza empatia alla politica). E’ il morbo italiano, da affrontare razionalmente, senza illusioni nè paura.Sono molti i settori aggrediti e i danni da riparare, ma centro di tutto è l’imprenditoria mafiosa, ormai dilagante e radicata, da contrastare a livello politico e sociale, colpendola al cuore.Esiste un enorme quantitativo di denaro mafioso individuato, a volte confiscato (in genere, rozzamente), potenzialmente decisivo. Bisogna impadronirsene, gestirlo razionalmente, distribuirlo secondo criteri non solo sociali, ma anche produttivi. E’ possibile, ha precedenti validi (TVA e New Deal rooseveltiani), ed è l’obiettivo strategico dell’antimafia, della nostra antimafia, dell’antimafia concreta.Scidà e Fava, di questa antimafia, sono l’ispirazione e la bandiera. I Siciliani, il reparto avanzato che spinge all’unità e alla lotta.Partecipare a questa lotta, e alla seria organizzazione che le bisogna, è un onore per ogni giovane ma anche un carico forte, un impegno di vita. Pensiamo che ne valga la pena. (fonte: Sonia Corsi Ufficio stampa Opi Siena)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

La Psicologia al servizio della comunità

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

IESCUM, Istituto Europeo per lo Studio del Comportamento Umano, è un centro studi e ricerche e impresa sociale a carattere non profit che nasce per promuovere lo studio scientifico e l’avanzamento della conoscenza relativi al comportamento umano inteso nella sua più ampia accezione, compresi gli aspetti più difficilmente accessibili come quelli emotivi, cognitivi e verbali.Fondato nel 2004, da un gruppo di docenti universitari e professionisti nel campo della psicologia, in continuo rapporto con importanti realtà scientifiche e professionali nazionali e internazionali, IESCUM è una delle prime imprese sociali in Italia. Da 17 anni IESCUM sviluppa interventi basati su criteri di efficacia e sostenibilità e realizza progetti di ricerca, formazione e applicazione per la soluzione di problemi pratici, la prevenzione e il rimedio del disagio umano in un mondo soggetto a rapidi e continui cambiamenti.IESCUM si avvale della collaborazione di un Advisory Board Internazionale che ha lo scopo di orientare e verificare la qualità delle iniziative e di offrire spunti rilevanti nei settori di competenza di ciascun membro del Board. La missione di IESCUM è promuovere lo sviluppo e la diffusione della cultura, dello studio, dell’istruzione e dell’educazione in ambito psicologico attraverso attività di ricerca, di divulgazione, di formazione, di consulenza. I risultati raggiunti servono a migliorare la qualità di vita delle persone, affinché i concetti della psicologia diventino reale e tangibile supporto alla vita di tutti.Per il raggiungimento della propria missione, IESCUM si propone di svolgere una serie di attività di tipo scientifico-divulgativo e di sviluppare progetti finalizzati al benessere e all’utilità sociale. Organizza seminari, congressi, conferenze, promuove l’editoria scientifica e didattica, stimola iniziative formative e di aggiornamento professionale, realizza materiali audiovisivi. I progetti di IESCUM intendono offrire il migliore contributo delle tecnologie sviluppate dalla Psicologia comportamentale contemporanea per il miglioramento della qualità della vita. I partner di IESCUM ne condividono le finalità associative e contribuiscono alla realizzazione dei progetti per il territorio e all’offerta di servizi innovativi che IESCUM da ai propri associati. IESCUM si rivolge a professionisti nel campo della salute, educazione e formazione; ai servizi sociali; alle organizzazioni che ricercano informazione e aggiornamento continui sulle nuove risposte della Psicologia. Ad aziende pubbliche e private che nelle più recenti applicazioni della Psicologia ricerchino soluzioni alle loro esigenze di governance, organizzazione, sicurezza, comunicazione anche nei mondi digitali. A enti di formazione e scuole di specializzazione che ricerchino un punto di riferimento capace di orientare e offrire servizi innovativi. A fondazioni scientifiche e culturali che vogliano condividere obiettivi e percorsi.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

COP26: un’opportunità per fissare obiettivi climatici più ambiziosi

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2021

A cura di Natalia Luna, Analista senior investimenti tematici, Investimento responsabile e Jess Williams, Analista investimenti tematici, Investimento responsabile di Columbia Threadneedle Investments. Dopo l’ultimo summit, i paesi hanno inoltre compiuto straordinari progressi definendo gli obiettivi di azzeramento netto, pur non trattandosi di una componente formale dell’Accordo di Parigi (che richiede un aumento inferiore a 2 gradi con l’ambizione di fermarsi a 1,5 gradi). Contando anche l’adesione di Cina e Stati Uniti, si sono impegnati ad azzerare le emissioni nette i paesi che rappresentano il 70% delle emissioni globali. A confondere le cose, tuttavia, è il fatto che gli impegni di azzeramento netto non sempre si riflettono negli NDC nazionali. Anche l’Agenzia internazionale per l’energia (International Energy Agency, IEA) fa notare che questi obiettivi di zero emissioni nette non sono ancora avallati da politiche e misure di breve termine, e nel suo recente World Energy Outlook afferma che gli impegni climatici odierni consentono di raggiungere solo il 20% della riduzione delle emissioni entro il 2030 necessaria perché il pianeta possa conseguire lo zero netto entro il 2050. Ne consegue che sono necessari impegni ulteriori e più ambiziosi.Ciò sarà particolarmente rilevante per il settore energetico, in quanto quasi tutti gli obiettivi di zero netto provvisori dei mercati sviluppati prevedono di azzerare le emissioni di carbonio nei settori energetici entro il 2035. La COP26 si concentra inoltre sull’accelerazione dell’abbandono graduale del carbone. La COP26 rappresenta pertanto un’opportunità per i governi di stabilire obiettivi climatici più ambiziosi anche sul fronte delle politiche e degli investimenti, fornendo alle aziende maggiore certezza e trasparenza sugli impegni assunti per l’azzeramento netto. Si prevede che durante la COP26 i paesi sviluppati si assumeranno nuovi impegni in termini di finanziamenti per il clima e che concorderanno un piano concreto per erogare almeno USD 500 miliardi alle nazioni in via di sviluppo tra il 2020 e il 2024. Ma quand’anche si raggiungessero questi obiettivi, difficilmente sarebbero sufficienti. Secondo l’IEA, il rispetto degli impegni dell’Accordo di Parigi in termini di azzeramento netto nel 2050 richiede investimenti di circa USD 5.000 miliardi l’anno, ovvero USD 150.000 miliardi in 30 anni. La COP26 riuscirà a tenere fede a questa promessa? Alcuni sviluppi sembrano indicare se non altro un potenziamento dei finanziamenti. Lo scorso mese, il Presidente statunitense Joe Biden ha promesso di raddoppiare il suo contributo a USD 11,4 miliardi, ma sono fondi stanziati per il 2024 e non sono ancora stati approvati dal Congresso. Tutto ciò conta perché lo schema di negoziazione delle emissioni del Protocollo di Kyoto, il Clean Development Mechanism (CDM), viene visto dai più come un fallimento, e c’è il rischio concreto che l’Articolo 6 vada incontro alla stessa sorte. Piuttosto che promuovere obiettivi più ambiziosi, è opinione diffusa che gran parte delle riduzioni delle emissioni previste dal CDM sarebbe avvenuta comunque, o perché finanziariamente conveniente in assenza di crediti o perché obbligatoria per legge.Gli obiettivi di riduzione delle emissioni poco ambiziosi di Kyoto hanno lasciato molte nazioni con enormi surplus di crediti, pur non avendo conseguito una decarbonizzazione significativa. Un esempio di ciò è dato dalle nazioni dell’ex Unione Sovietica: questi paesi hanno superato gli obiettivi di riduzione delle emissioni in virtù del calo della produttività causato dalla recessione economica, e i crediti ottenuti per tale superamento sono perlopiù immotivati. Questo fenomeno, soprannominato “aria fritta” (“hot air”), è stato segnalato come un altro potenziale problema per l’Accordo di Parigi. Questa conferenza sul clima è la più attesa dopo quella di Parigi del 2015, pertanto la posta in gioco è alta. Tuttavia, i prodromi sono stati a dir poco contrastanti. Il fallimento del summit significherebbe altra incertezza e dunque altri ritardi nell’avanzamento della transizione energetica e nella mobilitazione della finanza verso gli investimenti verdi. Potrebbe inoltre incidere sui progressi delle politiche per il clima nazionali. Ad esempio, eventuali segnali di fallimento della COP26 potrebbero ridimensionare gli sforzi del Presidente Biden tesi ad implementare i suoi obiettivi climatici e far approvare la relativa legislazione negli Stati Uniti.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Russi e bielorussi d’intesa per destabilizzare l’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2021

La telefonata della cancelliere tedesca, Angela Merkel, al presidente russo, Vladimir Putin, per risolvere il problema dei migranti alla frontiera Bielorussa-Polacca – Lituana, la dice lunga su chi manovra Aljaksandr Lukhascenka, presidente della Bielorussia da 27 anni. La cancelliere Merkel ha chiesto a Putin di intervenire su Lukhascenka per farlo desistere dal convogliare i migranti al confine polacco e lituano. La risposta è stata: si rivolga a Lukhascenka, cioè lo riconosca, il che non è possibile perché l’UE non lo ha fatto e ha condannato le violente repressioni delle pacifiche manifestazioni dei cittadini, sanzionando il governo bielorusso. I migranti sono utilizzati, da russi e bielorussi, come pedine per creare pressione politica sulla UE. E’ evidente che il presidente russo Putin stia giocando una partita che non è migratoria ma geopolitica, inoltre, il dispiegamento di 100 mila soldati al confine della Ucraina, vicina alle posizioni occidentali, e le esercitazioni militari comuni con la Bielorussia, fanno parte della strategia russa. Nel solo mese di ottobre circa 5.000 migranti, provenienti dalla Bielorussia, hanno attraversato la Polonia per dirigersi in Germania. Ad agosto i migranti entrati illegalmente in Lituania sono stati 4.000. Il governo bielorusso ha organizzato voli dal Medio-Oriente per portare i migranti alle frontiere con i due Paesi comunitari.La UE ha già iniziato a rispondere, applicando sanzioni ai gerarchi bielorussi e alle compagnie aeree, agenzie di viaggio e alberghi che si prestano all’operazione, ma l’UE ha maggiori possibilità di intervento applicando dazi e limitando le importazioni dalla Bielorussia, che quest’anno sono cresciute del 58% rispetto allo scorso anno. Una spallata economica metterebbe in serie difficoltà Lukhascenka e, di conseguenza, il suo alleato Putin. L’Unione europea è la seconda potenza economica mondiale. Sarebbe necessario che si facesse valere. Primo Mastrantoni, Aduc

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Perché la Rai è persa, senza speranza

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2021

L’ad della Rai, Carlo Fuortes, tra le tanto vantate novità della sua amministrazione, si era particolarmente distinto per due: l’estensione del canone/imposta anche a media device e l’impegno ad una Rai indipendente dai partiti. Nel bel mezzo gli è piombata la bega della Commissione Ue che ha detto che non va bene la riscossione del canone tramite bolletta elettrica e che dal 2023 occorre cambiare. In attesa di accendere una nuova luce su questi tre problemi, il nostro ad ha fato nuove nomine nelle testate giornalistiche. A parte i contenti e gli scontenti, pur nella valutazione di specifiche professionalità di cui in qualche modo sembra che abbia tenuto conto, ci torna alla memoria l’impegno di Fuortes a tenere i partiti fuori dalle sue decisioni. Impresa titanica di per sé, visto che la lottizzazione non potrebbe non esserci nell’informazione/spettacolo di Stato. Ed è stata confermata non solo titanica, ma impossibile. La novità sembra che il cosiddetto manuale Cencelli che Fuortes ha utilizzato abbia fotografato più gli attuali poteri parlamentari in divenire che la composizione numerica: si sa (sondaggi) che il maggiore partito in Parlamento (M5S) è in notevole calo, come si sa che altri partiti oggi poco avvezzi col governo (FdI) sono in vorticosa crescita (sempre sondaggi), mentre altri di governo sono altalenanti. Il partito di Giovanni Conte (M5S), arrabbiato, ha fatto sapere che andrà in altre tv, gli altri tutti zitti (incassano e portano a casa). Ci scusiamo con chi legge per questa dissertazione sulla lottizzazione Rai, mediamente una delle tematiche più noiose quanto scontate del panorama dell’informazione di Stato… ma l’abbiamo riportata proprio per far capire (per chi avesse ancora dubbi e perplessità) la situazione comatosa in cui versa l’informazione che ognuno di noi paga con il canone. Tanto comatosa che l’ad Fuortes, per applicarla, non si è fatto scrupolo di procedere in modo contrario di come si era presentato dopo la sua nomina: “una Rai indipendente dai partiti”. Se aspiriamo a vivere in un Paese dove informazione e potere dovrebbero essere uno controllore dell’altro, rassegnamoci: la Rai è persa. E’ in quell’”altrove” estraneo alla possibilità che uno Stato ci possa informare sviluppandoci capacità critica. Alla Rai, oltre all’alimentazione professionale di se stessa e dei propri poteri, interessa essenzialmente formare sudditi.Lo slogan “la Rai si abbatte e non si cambia” è quantomai di attualità. Lo hanno chiesto gli italiani tempo fa con un referendum che chiedeva la privatizzazione, forse è il caso di procedere ad una nuova richiesta referendaria di cittadini, spettatori e contribuenti.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Stavamo peggio ma ce lo siamo dimenticato. Il passato come un presente che va compreso

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2021

Scrive lo scrittore e saggista spagnolo, Javier Cercas Mena, che “Il passato è il presente. Il passato di cui esiste ancora memoria e testimonianze non è passato, ma fa parte del presente e, se proviamo a farne a meno, il nostro presente risulta mutilato, non si spiega e non si comprende”.Se ne fa a meno del passato per capire il presente? “Era un suono lungo, cupo e lamentoso quello delle sirene che annunciavano una imminente incursione aerea nemica. Oggi non le sentiamo più perché è da tre quarti di secolo che non abbiamo una guerra in casa. Sembra un fatto scontato, che al suono delle sirene, non si corra più verso i rifugi antiaerei e può, del pari, sembrare strano, come riporta l’Enciclopedia Italiana dell’Istituto Treccani, che nel secolo scorso non ci sia stata una crescita costante della qualità e quantità dei consumi alimentari. Durante il fascismo, gli italiani mangiavano peggio che nella tanto esecrata Italia giolittiana e, come si può facilmente immaginare, durante la II Guerra Mondiale, l’Italia si ritrovò drammaticamente impoverita. Chi ricorda più la tessera annonaria, ribattezzata “tessera della fame”, con la quale si acquistavano generi alimentari razionati? Solo dagli anni ’50 si cominciarono a sperimentare i primi fenomeni della società del benessere che prosegue fino ai giorni nostri.Nel 1960 la vita media era di 70 anni, arrivata a 83 anni nel 2019. Se vogliano andare indietro nel tempo, cento anni fa l’aspettativa di vita era di 42 anni, circa la metà di quella odierna.Siamo uno dei Paesi più longevi al mondo e i meriti li conosciamo: progressi nella medicina, migliori condizioni di vita, cibo più sano e istruzione. Le vaccinazioni hanno debellato malattie persistenti da secoli, il 75% degli italiani vive in una casa di proprietà, gli alimenti sono vari e controllati. Negli anni sessanta solo il 30% degli alunni arrivava a terminare la scuola media, oggi la stessa percentuale possiede un diploma di scuola superiore. Nel 1960 c’erano 645 mila automobili, arrivate a 39 milioni nel 2019; troppe per i problemi cui danno origine, ma rendono l’idea della disponibilità alla spesa, infatti, il Pil procapite, utilizzato come indicatore del livello di ricchezza per abitante, era di 8.640 euro nel 1960 e di 28.923 euro nel 2019. Più del triplo, cioè il 300% in più! L’insicurezza attuale la si attribuisce agli immigrati, ma nel 1991 c’erano 625 mila stranieri, aumentati a 5 milioni nel 2019. Contestualmente gli omicidi sono diminuiti del 74%. In sintesi, aumentano gli immigrati e diminuiscono gli omicidi.Tutti i problemi sono stati risolti? No, ovviamente, tant’è che, vivendo il presente, solo il 35% degli oltre 75enni esprime soddisfazione per le proprie condizioni di vita, ma è un ricordo della giovinezza perduta o si rincorrono miti e periodi che è bene rammentare per non riviverli? E’ cosi, o è solo il rimpianto per i tempi passati, dei quali non si ha memoria e quindi “il nostro presente risulta mutilato, non si spiega e non si comprende”? Ma un popolo senza memoria è un popolo privo di sè, senza storia e senza e futuro.(Dal quotidiano LaRagione del 18.11.2021) Primo Mastrantoni, Aduc

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »