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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 235

Archive for the ‘Spazio aperto/open space’ Category

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Siccità nella regione del Vicino Oriente e del Nord Africa

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

La FAO ha chiesto un deciso cambiamento nel modo in cui la siccità viene percepita e gestita nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa. In un nuovo rapporto pubblicato oggi si legge che è necessario un approccio più proattivo basato sui principi della riduzione del rischio per costruire una maggiore resistenza alla siccità.Anche se la siccità è un fenomeno familiare nella regione, negli ultimi quattro decenni, è diventata più diffusa, prolungata e frequente, con tutta probabilità a causa dei cambiamenti climatici.La regione non è solo particolarmente soggetta alla siccità, ma è anche una delle zone più povere d’acqua al mondo, con il deserto che costituisce tre quarti del suo territorio.
Le capacità tecniche, amministrative e finanziarie del Vicino Oriente e del Nord Africa per affrontare la siccità sono inadeguate e rendono gli agricoltori e i pastori – i primi e maggiormente colpiti dalla siccità – ancora più vulnerabili.Agricoltori e pastori devono affrontare sfide crescenti quando l’acqua diventa più scarsa, la terra più degradata ed erosa e i terreni più fragili.Tuttavia, ancora si pone troppa attenzione a riprendersi dalla siccità piuttosto che ad esservi meno esposti, con finanziamenti insufficienti, poca preparazione e scarso coordinamento, che rimangono limiti enormi da superare, avverte il rapporto.”Dobbiamo percepire e gestire la siccità in modo diverso e passare dalla risposta alle emergenze a una politica più proattiva e a una pianificazione a lungo termine per ridurre i rischi e creare maggiore capacità di recupero”, ha affermato Rene Castro, Assistente Direttore Generale della FAO, del Dipartimento Clima, Biodiversità, Terra e Acqua.”Il rapporto valuta le lacune nella gestione attuale della siccità e fornisce una solida base per aiutare i governi a ripensare le politiche e riformulare i piani di preparazione e di risposta offrendo soluzioni che tengano conto del contesto specifico di ciascun paese”, ha aggiunto Castro.Lanciato in vista della Giornata mondiale per combattere la desertificazione e la siccità, il rapporto è stato sviluppato dalla FAO e dal Water for Food Daugherty Global Institute dell’Università del Nebraska.Copre 20 paesi della regione: Algeria, Bahrain, Egitto, Iraq, Iran, Giordania, Kuwait, Libano, Libia, Mauritania, Marocco, Oman, Palestina, Qatar, Arabia Saudita, Sudan, Siria, Tunisia, Emirati Arabi Uniti e Yemen. (SOURCE Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite, FAO)

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Violazione del pluralismo politico e della libera concorrenza dei principali mass media

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

Il Movimento Astensionista Politico Italiano ha segnalato all’Antitrust e all’Autorità per le garanzie nelle tecomunicazioni quello che ritiene nei suoi confronti: “violazioni sistematiche del pluralismo politico dell’informazione e della libera concorrenza editoriale da parte delle principali testate giornalistiche italiane e delle principali emittenti radiotelevisive nei confronti del pluralismo politico dell’informazione.
Tali violazioni, facilmente riscontrabili anche dai tabulati riassuntivi pubblicati dall’AGCOM, denotano la perenne assenza nel pluralismo dell’informazione di ogni sorta di approfondimento sulle tematiche riguardanti l’astensionismo politico, oggetto di una stretta censura da parte dei mass media, nonostante gli sforzi compiuti contro tale pratica dallo scrivente movimento da un decennio a questa parte.
Sulla base degli ultimi esiti elettorali nazionali del 4 marzo l’area del non voto ha raggiunto in Italia una percentuale molto elevata, pari a circa il 30% dell’intero corpo elettorale, con poco più di 13 milioni e mezzo di elettori che così facendo hanno espresso il proprio voto per mezzo di un voto non utile per i partiti in competizione.
Ebbene, nonostante ciò, tutte le nostre continue richieste comunicative alle principali testate giornalistiche (Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore, ll Giornale, Il Messaggero, TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto, TGLA7, Rainews24, SkyTG24 etc.) e di partecipazione agli approfondimenti nei talk-show televisivi di Rai, Mediaset, LA7, nonostante la validità e l’utilità delle nostre argomentazioni nell’affrontare le grandi tematiche ed emergenze politiche attuali in un’ottica di un confronto dialettico democratico, vige una sistematica censura atta a strumentalizzare e condizionare politicamente l’arbitrio e la costituzione del libero pensiero politico dell’intera popolazione italiana.
Da confidenze riservate ricevute dallo scrivente movimento da alcuni noti esponenti politici oltre che da alcuni giornalisti, che tuttavia ci hanno chiesto di rimanere anonimi per timore di ritorsioni, pare che contro di noi esista un vero e proprio cartello editoriale da parte dei principali organi di informazione già citati, volto a censurare direttamente non soltanto quanto da noi redatto e proposto, ma di conseguenza ogni altra notizia di approfondimento sui temi dell’astensionismo politico-elettorale.
Pare inoltre, e questo per noi è un aspetto ancor più grave e inquietante, che tali direttive siano addirittura il risultato di una serie di pressioni giunte agli editori e alle redazioni dei principali mass media da parte dei Dipartimenti per l’Editoria dei passati Governi, al fine di facilitare, evitando ritorsioni, l’erogazione dei contributi economici statali per essi previsti. Per quanto esposto si chiede, in base ai poteri attribuiti alle Autorità in indirizzo, di avviare, ove previsto, le competenti istruttorie e tutti i provvedimenti volti a rimuovere le illegalità emerse da quanto descritto”. (La lettera è firmata da CVDP – Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa e noi per obiettività informativa riproduciamo)

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Stadio Roma: Comuni tornino a governare la materia urbanistica

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 giugno 2018

«La vicenda dello stadio della Roma, al di là degli aspetti giudiziari sui quali sta indagando la magistratura, deve indurre una profonda riflessione su come ormai viene governata la materia urbanistica nel nostro Paese. I Comuni, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno sostanzialmente derogato alla loro fondamentale funzione di pianificazione e indirizzo, lasciando eccessivo campo libero all’iniziativa privata e ritagliandosi un ruolo assolutamente marginale e di retroguardia. Una tendenza che si è affermata come pensiero egemone da almeno un paio di decenni e che ha di fatto trasformato l’urbanistica contrattata nello strumento più utilizzato di intervento».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Nel caso specifico di un impianto sportivo di grandi dimensioni, deve necessariamente essere il Comune a individuare le aree più idonee, tenendo conto del Piano regolatore, delle caratteristiche idrogeologiche del territorio e della rete viaria e trasportistica a disposizione. Anche i paletti sull’ammontare delle cubature da realizzare e su quantità e qualità delle opere pubbliche da costruire a supporto dell’impianto vanno fissati dall’amministrazione, l’unica in grado di tenere realmente in considerazione l’interesse generale dei cittadini. Solo successivamente si può chiedere ai privati di manifestare un eventuale interesse alla realizzazione dell’opera, che deve avvenire in coerenza con il tracciato segnato dal Comune.Va anche detto che la posizione degli amministratori locali è stata ulteriormente indebolita dalla legge nazionale sugli stadi, che ha in pratica sdoganato il concetto tutto italiano che per invogliare a costruire un impianto sportivo si debba necessariamente consentire una speculazione immobiliare. Cosa che puntualmente è avvenuta nella vicenda di Tor di Valle, con un progetto che di fatto ritagliava per lo stadio della Roma un ruolo secondario rispetto al complessivo stravolgimento di un intero quadrante della città».

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I dati diffusi dal Garante dei detenuti confermano il fallimento dei governi precedenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 giugno 2018

“Destano sconcerto i dati diffusi dal Garante dei detenuti Marco Palma nel corso della relazione svoltasi a Roma. Ascoltando la relazione, abbiamo constatato la scarsità dei rimpatri che, al netto di quelli fatti per la sicurezza nazionale, dimostra che fino al 2017 nulla è stato fatto, confermando le nostre denunce sul sostanziale azzeramento del fondo per i rimpatri. Ma quello che ci sconcerta di più è il paradosso creatosi con il Regolamento di Dublino e con la fallimentare gestione dei flussi da parte di Renzi e Gentiloni. L’Italia, terra di approdo per centinaia di migliaia di migranti, è stata costretta a ricevere da Paesi Ue oltre 6000 persone che, una volta arrivate nel nostro Paese, si erano trasferite altrove. Le domande di ripresa in carico ancora inevase ammontano invece a 30mila. Praticamente riprendiamo indietro più immigrati di quelli che dovrebbero essere collocati negli altri Paesi europei in forza delle quote assegnate da Bruxelles. Nel 2017, anno record di rimpatri, sono stati organizzati solo 78 charter per un totale di circa 16mila immigrati irregolari su 600mila entrati negli ultimi 5 anni, di cui 119mila nell’ultimo. Un risultato deludente che conferma la totale mancanza di volontà politica di arginare questo fenomeno”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati Fabio Rampelli.

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30 anni di Premio Sacharov per la libertà di pensiero: Incontri con Yamile Saleh

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

Roma 18 giugno 2018 ore: 11.00 Sala dei Mosaici Via IV Novembre, 149, Milano 19 giugno 2018 ore: 16.30 Sala Conferenze Corso Magenta, 59 Yamile Saleh, madre del prigioniero politico venezuelano Lorent Saleh, Premio Sacharov 2017, sarà ospite di due eventi organizzati dagli Uffici del Parlamento europeo in Italia a Roma e Milano. In occasione del trentesimo anniversario del Premio Sacharov, Yamile Saleh discuterà di diritti e libertà. A Roma interverranno anche Betty Grossi, l’attivista italiana che fu arrestata nel 2015 in Venezuela, e Maria Claudia Lopez (VenEuropa); a Milano ci sarà la presidente di VenEuropa Patricia Betancourt.Nel 2017, durante la sessione plenaria a Strasburgo, il Parlamento europeo ha conferito il Premio Sacharov per la libertà di pensiero ai rappresentanti dell’opposizione democratica in Venezuela. L’opposizione è costituita dall’Assemblea nazionale (guidata da Julio Borges) e da tutti i prigionieri politici figuranti nell’elenco del Foro Penal Venezolano, rappresentati da Lorent Saleh, Leopoldo López, Antonio Ledezma, Daniel Ceballos, Yon Goicoechea, Alfredo Ramos e Andrea González. Il Venezuela sta attraversando una serissima crisi politica e economica. All’Assemblea nazionale, che aveva una maggioranza contraria al governo, fu tolto il potere e, secondo il Foro Penal Venezolano, ci sono ancora centinaia di prigionieri politici nel paese.Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani aveva così commentato la decisione relativa al premio: “Il Parlamento europeo è da sempre in prima linea per difendere e promuovere la libertà, la democrazia e gli altri diritti umani, dentro e fuori i nostri confini. Oggi abbiamo il dovere di denunciare, ancora una volta, l’inaccettabile situazione del Venezuela. Questo Parlamento vuole manifestare la sua vicinanza e rendere omaggio a tutto il popolo venezuelano.”

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Il potere sovrano: tra parole e arte

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

Roma 21 giugno ore 17.30 Pastificio Cerere – Rufa Space, via degli Ausoni, 7. Dall’attualità all’arte, dal linguaggio ai concetti, dalla logica al sentimento. Un confronto aperto per determinare un percorso cognitivo “alto” in grado di declinare tutto ciò che ruota intorno al “potere sovrano”. La discussione trae spunto da ciò che la dottrina giuridica ha universalmente riconosciuto come “sovrano”: lo Stato, all’interno del proprio territorio, ha un potere superiore a quello di qualunque altro soggetto. In questo caso, infatti, “sovrano” è “colui che sta al di sopra”. Numerose sono le conseguenze che, a partire da questo assunto, coinvolgono la vita umana nelle città. Questi i temi che faranno da sfondo al talk che si terrà il prossimo 21 giugno nella sede RUFA di via degli Ausoni 7, all’interno dell’ex Pastificio Cerere, nel cuore di San Lorenzo.Un confronto “fuori dalla norma”, che parte dall’immagine dell’”Allegoria della Giustizia” di Giovanni Andrea De Ferrari per parlare dell’attualità e del futuro della città eterna. Ad accompagnare la discussione una mostra degli studenti del secondo anno di graphic design che hanno lavorato sulla questione del potere nella tragedia classica e nella civiltà greco-romana. La visione è epica. Roma come Tebe: la peste si diffonde tra i cittadini o giunge Dioniso a sconvolgere l’ordine costituito. Edipo e Penteo devono affrontare lo stato d’eccezione. I poteri politici, giuridici e religiosi mostrano, nella crisi, tutti i loro limiti; i dispositivi normativi e differenziali sono travolti da forze che ne evidenziano l’inefficacia a garantire sia la convivenza pacifica tra cittadini, che la sopravvivenza delle istituzioni.Intenso il programma: alle 17.40 l’introduzione di Enrico Parisio, docente RUFA; alle 18 l’intervento di Walter Tocci, già senatore ed ex consigliere comunale e vicesindaco di Roma; alle 18.20 la parola passa a Massimiliano Smeriglio, vice presidente della Regione Lazio. Prima dei contributi da parte del pubblico, ancora due brevi interventi di Giuseppe Allegri, ricercatore e organizzatore culturale, e Nicolas Martino, critico e curatore del Rufa Space. In chiusura l’intervento del filosofo Giacomo Marramao. La mostra degli studenti RUFA sarà inaugurata alle 20, con la colonna sonora di un dj set che proseguirà fino alle 23.30

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Il Ministro dell’Interno vuole le telecamere sulle divise dei poliziotti

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato il suo parere contrario al numero identificativo sul casco dei poliziotti, poiché “già bersaglio dei delinquenti anche senza numero in testa”. Ha invece, espresso parere favorevole per la dotazione di bodycam, ovvero telecamere sulle divise, quali strumento di trasparenza per documentare le attività di Polizia, così come previsto al punto 23 del contratto di governo.
«Da un contratto di governo che nella parte dedicata alla sicurezza, riprende esattamente quelle che da anni sono le battaglie del Sap, non potevamo aspettarci di meglio – commenta subito Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) – E’ da circa tre anni che si stanno sperimentando in quattro città. Ci auguriamo che con l’impulso del Ministro si passi immediatamente alla fase esecutiva. Le telecamere sono uno strumento di garanzia per tutti, sono un vero e proprio mezzo di verità, mentre il codice identificativo ormai superato e inefficace – spiega Paoloni – porta al mattatoio le forze dell’ordine esponendole a facili strumentalizzazioni e anche a situazioni di pericolo, laddove dovesse finire nelle mani di chi, come è capitato con il sito ‘caccia allo sbirro’ nel deep web, colleziona informazioni sui poliziotti per mettere in atto rappresaglie. Non possiamo che esprimere soddisfazione. Non abbiamo nulla da temere e queste telecamere le abbiamo fortemente volute – e conclude – chi non le vuole e insiste sugli identificativi, è perché ha altri interessi. Non bisogna schedare i poliziotti. Qui, va schedato chi delinque e che la maggior parte delle volte trova escamotage per restare impunito».

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Stipendi manager: aumenti spropositati

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

“I presidenti delle società partecipate hanno approfittato della mancata riproposizione della raccomandazione del Ministero del Tesoro per ignorare le precedenti indicazioni ed aumentarsi il compenso in modo irragionevole e smisurato. Ho presentato questa mattina un’apposita interrogazione in Senato chiedendo chiarezza in merito al Ministro dell’Economia” dichiara il Senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso.
“Il comportamento posto in essere dai vertici delle principali società partecipate è inaccettabile. È necessario riproporre indicazioni precise e vincolanti sui tetti retributivi dei vertici delle società partecipate.La Presidente di Enel Patrizia Grieco percepirà uno stipendio pari a 450 mila euro a cui andranno a sommarsi 200 mila euro di emolumenti per il CdA della controllata Endesa. Un aumento del 173% rispetto alle precedenti indicazioni sul tetto da rispettare. Analoga situazione per il presidente dell’Eni, Emma Marcegaglia, che vedrà il suo stipendio aumentare di oltre il 110%, così come De Gennaro, presidente di Leonardo, che con 490 mila euro arriva a percepire il doppio del tetto precedentemente indicato. Serve trasparenza ed è per questo che noi di Fratelli d’Italia chiediamo al Ministro se condivide questo atteggiamento o se intende riproporre subito indicazioni precise e vincolanti sui tetti retributivi dei vertici delle società partecipate” conclude Urso.
stampa.fdi@senato.it, stampa.meloni@fratelli-italia.it,

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‘Made Green in Italy’: In arrivo prodotti col nuovo marchio

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

A breve dovrebbero arrivare sul mercato prodotti con il nuovo marchio “Made Green in Italy” che certifica, oltre all’origine italiana, anche il rispetto di determinati standard di produzione a basso impatto ambientale. La nuova certificazione riguarda tutti i prodotti, alimentari e non, nonché servizi. Il marchio è del Ministero dell’Ambiente, rilasciato su domanda dei produttori dopo la verifica dei requisiti necessari. Un decreto ministeriale che entra in vigore il 13 giugno ha fissato le modalità di presentazione delle domande di rilascio delle licenze di utilizzo che hanno durata triennale. Quali requisiti per l’ottenimento di questo marchio, e quindi le “garanzie” per il consumatore? Non ci sono disposizioni specifiche, anche considerando che sono coinvolti TUTTI i prodotti e servizi già dotati del marchio “made in Italy” e che quindi le caratteristiche “ecologiche” possono essere diverse ed anche regolate dalle stesse aziende produttrici nell’ottica di rendere i propri prodotti più competitivi.In termini generali i prodotti devono presentare prestazioni ambientali pari o superiori al parametro di riferimento seguendo il metodo europeo PEF (product environmental footprint) di valutazione della cosiddetta “impronta ambientale” definita con i criteri stabiliti dalla Raccomandazione 2013/179/Ue.L’impronta ambientale è valutata sulla base delle prestazioni ambientali di un prodotto analizzato lungo tutto il suo ciclo di vita, e calcolata principalmente al fine di ridurre gli impatti ambientali considerando TUTTE le attività della catena di produzione e fornitura, dall’estrazione delle materie prime fino alla gestione del fine-vita.Nella pratica la valutazione riguarda gli impatti sull’ambiente che può avere l’estrazione di una materia prima, il suo trasporto, la sua lavorazione (e le sostanze necessarie, le emissioni sull’ambiente, etc.), nonché tutto il processo produttivo fino alla distribuzione per la vendita, e alla gestione del prodotto a fine vita, diventato rifiuto da smaltire.L’iter prevede alcuni passaggi “burocratici”. Prima di tutto dovranno essere definite delle “regole di categoria” per classi di prodotto, su iniziativa di soggetti pubblici o privati, per esempio un gruppo di aziende produttrici. Fatto questo e ottenuto il riconoscimento del ministero, potranno essere chieste le realtive licenze per l’uso del marchio.Per il consumatore, sulla base degli stretti e dettagliati criteri delle normative che regolano il rilascio del marchio, c’e’ solo da affidarsi confidando che la scelta di acquistare il prodotto abbia una conseguenza positiva sull’ambiente. Come tutte le altre e diverse disposizioni di legge che si sono poste questo obiettivo, una valutazione non potrà che essere successiva e non sui propositi. Di certo si tratta di un aspetto importante, molto più della certificazione di origine italiana. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Il PE invita la Russia a porre fine all’occupazione dei territori georgiani

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

I deputati chiedono alla Russia di cessare l’occupazione dei territori georgiani dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud e rispettare pienamente l’integrità territoriale della Georgia.
In una risoluzione non vincolante votata giovedì, i deputati sottolineano che a dieci anni dall’ aggressione militare contro la Georgia, la Russia continua la sua occupazione illegale dei territori georgiani dell’Abkhazia e dell’Ossezia meridionale. È stato il primo grande attacco della Russia all’ordine europeo, seguito da altri atti di aggressione, come l’annessione della Crimea e la guerra in Ucraina orientale, dichiarano i deputati.I deputati osservano, inoltre, che la Russia si rifiuta di attuare l’accordo di cessate il fuoco del 12 agosto 2008, mediato dall’UE, e rafforza costantemente la sua presenza militare illegale in tali regioni.Il Parlamento sostiene la sovranità e l’integrità territoriale della Georgia e chiede alla Russia di revocare la sua decisione di riconoscere la cosiddetta indipendenza delle regioni georgiane dell’Abkhazia e dell’Ossezia meridionale.I deputati chiedono alla Russia di ritirare tutte le sue forze militari da tali regioni, di garantire alla missione di vigilanza dell’Unione europea (EUMM) il pieno accesso ai territori occupati e di fermare l’erezione di recinzioni in filo spinato, che ostacolano i contatti interpersonali e isolano la popolazione.La risoluzione sui territori georgiani occupati, a dieci anni dall’invasione russa, è stata approvata per alzata di mano.

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“La Dolce Vita: Quando Roma era l’ombelico del mondo”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

Roma Lunedì 18 Giugno 2018, dalle ore 10.00 alle ore 14.00, nella Sala della Protomoteca del Campidoglio di Roma si terrà il Convegno “La Dolce Vita – Quando Roma era l’ombelico del mondo”, organizzato dall’Associazione Naschira, Partner della Barrett International Group in occasione dei 60 anni delle origini leggendarie della Dolce Vita romana, con il Patrocinio di Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale e del Senato della Repubblica.
Era il 5 Novembre 1958 quando, in un noto locale di Trastevere, la ballerina e attrice turco armena, Aiche Nanà, improvvisò uno spogliarello durante la festa di compleanno della Contessina Olghina de Robilant. Le foto, scattate da Tazio Secchiaroli, finirono su tutte le maggiori testate giornalistiche nazionali ed internazionali. In modo simbolico si fa coincidere l’inizio della Dolce vita proprio con questo evento. Per chi vuole rivivere i bei tempi che furono, la Tavola Rotonda, ideata e coordinata da Virginia Barrett, sarà l’occasione per essere trasportati nei ricordi del bel periodo e dei paparazzi romani.
Il tutto attraverso le testimonianze dei protagonisti di allora e i racconti di esponenti autorevoli. Saranno presenti: Vito Zagarrio, regista, storico e critico cinematografico; Sara Pastore, soprano-attrice; Andrea Dezzi, membro comitato scientifico della Dolce Vita Gallery; Andrea Canali, responsabile ufficio lavoro Anica; Maurizio Quarta, managing Partner di Temporary Management a Capital Advisors; Simone Incagnoli, storico dell’arte; Carlo Loffredo, jazzista internazionale e scopritore di talenti; Lino Patruno, jazzista internazionale e compositore; Dario Salvatori, critico musicale e opinionista tv; Enrico Bernard, drammaturgo, regista e saggista; Evaldo Cavallaro, psicologo e psicoterapeuta; Maria Grazia De Angelis, presidente AISL_O; Daniele Padelletti e Angela Tassone, Associazione culturale circuito storico S. Marinella Trofeo La Dolce Vita; Roberto Leardi, Presidente Vespa club d’Italia, Silvia Criscione, Lifestyle Coach; Alberto Contri, Presidente Pubblicità e Progresso. Inoltre, porteranno i loro saluti e la loro testimonianza: l’Onorevole Davide Bordoni, il Senatore Francesco Giro, Franco Nero, Pippo Franco, Lando Buzzanca, Rino Barillari, Adriana Russo, Martine Brochard, Grazia Di Michele, Alma Manera, Marco Geppetti, Vittorio La Verde, Elena Martemianova, Marcia Sedoc e altri.”Stile ed eredità de La Dolce Vita”, “La Dolce Vita, il risveglio delle emozioni di un tempo”, “Dalla Dolce Vita alla grande Bellezza: ascesa o caduta degli italici valori”, Mitologia della fama: la Dolce Vita e la fotografia”, Giornalisti e fotografi 4.0? Come cambiano due mestieri legati alla Dolce Vita”. Questi alcuni dei temi che verranno trattati e faranno da spunto per un confronto propositivo e rievocativo.

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Stadio della Roma: quando è schiava degli appetiti privatistici la politica genera mostri

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

Degli arresti attorno all’affaire dello stadio della Roma colpisce soprattutto la composizione, un misto di imprenditori e politici di tutte le componenti che mette bene in evidenza in cosa consista la cosiddetta governance dell’attività economica. Quando politica ed imprenditoria si sposano per concordare opere faraoniche, con un ritorno economico quasi esclusivamente per le parti private, il fattore corruzione svolge una funzione decisiva. È il ruolo al quale è stata relegata la politica oggi, mero servizio per gli affari degli investitori privati, che vogliono operare con il massimo vantaggio e correndo il minor rischio d’impresa possibile. I tagli agli enti locali in questi anni hanno favorito questa dinamica. I capitali disponibili sono in mano ai grandi investitori privati e questo mette le amministrazioni in una condizione di sudditanza. Non c’è alcun respiro strategico nelle scelte della politica, ma si agisce in funzione degli appetiti privatistici. Anche il continuo ricorso agli appalti nella stessa gestione dei servizi pubblici ha favorito in questi anni una commistione pubblico-privato nella quale a perdere è sempre la parte pubblica. Che in questa vicenda sia coinvolto il presidente di una delle maggiori aziende partecipate di Roma Capitale, è indicativo della prevalenza che gli affari privati hanno assunto nella vita della città.Non è diversa la vicenda dello stadio, un’opera di cui la città non sente affatto il bisogno e che è di gran lunga meno importante di tante altre cose assai più urgenti, come il recupero delle periferie o il rilancio dell’edilizia popolare attraverso il riuso di tanto patrimonio abbandonato e/o sottratto alla mafia.Una politica schiava degli interessi privati genera mostri e tante opere inutili e dannose al territorio. Qualcuno ha sperato che le cose stessero cambiando perché erano comparsi volti nuovi. Il metodo però è rimasto lo stesso e i nodi ora arrivano al pettine.

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Giuseppe Conte non riesce a sottrarre la scena mediatica al suo ‘vice’ Matteo Salvini

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

Nonostante il suo debutto internazionale al G7 del Canada, il premier Giuseppe Conte non riesce a sottrarre la scena mediatica al suo ‘vice’ Matteo Salvini. A mettere in evidenza questo risultato è il monitoraggio svolto su oltre 1.500 fonti d’informazione fra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog da Mediamonitor.it, che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da 30 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. Mediamonitor.it ha rilevato le citazioni avute dal 31 maggio al 11 giugno sui media nazionali e locali dai membri del Governo appena costituito.Dalla formazione del Governo all’11 giugno, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha raccolto sui mezzi di informazione nazionali 12.769 citazioni, quasi l’11% in meno rispetto al ministro dell’Interno Salvini, che a sua volta con 14.287 menzioni si lascia nettamente alle spalle il ‘collega’ vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, con il 33% in meno (9.554).Al di fuori dello stretto vertice della squadra di Governo, Paolo Savona, titolare del dicastero degli Affari Europei e che era stato oggetto del contezioso con il Quirinale per la formazione del Governo, è stato il ministro più presente sui mezzi di informazione ottenendo 3.686 menzioni. Nella classifica elaborata da Mediamonitor.it si posiziona al quinto posto il ministro dell’Economia Giovanni Tria, che nei primi 12 giorni del suo mandato è stato nominato 2.879 volte sui media.Il pentastellato Danilo Toninelli nelle prime due settimane da ministro delle Infrastrutture è stato uno dei membri del governo più presenti sui mezzi di informazione (2342 menzioni, 6° nella classifica di Mediamonitor.it), anche in relazione alla chiusura dei porti italiani per evitare l’ingresso della nave Aquarius. Le dichiarazioni sul non riconoscimento delle “famiglie arcobaleno” ha fatto salire al settimo posto della graduatoria il leghista Lorenzo Fontana (1.899 citazioni), neo ministro per la Famiglia e le Disabilità.Chiudono la top ten dei ministri più presenti sui media Elisabetta Trenta (1.532 menzioni), titolare del dicastero della Difesa, il leghista Giancarlo Giorgetti (1.344), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e il pentastellato ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (1.321), decimo nella classifica di Mediamonitor.it.Il ministro che al momento ha la più bassa visibilità sui mezzi di informazione italiani è Sergio Costa, titolare del dicastero dell’Ambiente ed ex generale dei carabinieri, che secondo la rilevazione di Mediamonitor.it ha totalizzato 749 citazioni.

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Nel porto pugliese ormeggiato il celebre Pelorus

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

PelorusBrindisi. È a Brindisi, Acquera Yachting, il nuovo player mondiale della nautica di lusso che offre servizi personalizzati per megayachts 365 giorni all’anno, 24 ore su 24 ore con persone dedicate. La società che ha aperto di recente gli uffici nel capoluogo pugliese ha portato prestigiose imbarcazioni tra cui il celebre Pelorus. Il mega yacht che in passato ha avuto tra i proprietari il famoso magnate russo Roman Abramovich, lungo circa 115 metri, caratterizzato da una grande piscina per gli ospiti e da due eliporti rimarrà ormeggiato nel porto di Brindisi per alcune settimane. Acquera Yachting si concentra sulla fornitura di servizi di agenzia ai superyachts su scala globale, grazie alla conoscenza e l’esperienza che Stefano Tositti ed il suo team hanno nell’industria. Inizia la sua operatività in Italia partendo da Venezia ed ha già aperto numerosi uffici nei principali porti del Mediterraneo.“Il turismo di lusso, di cui lo yachting è un segmento significativo, – spiega Stefano Tositti, Presidente di Acquera Yachting, – è un comparto in grande ascesa e dalle importanti ricadute occupazionali ed economiche per l’indotto del territorio interessato. Infatti con la nostra attività abbiamo coinvolto fornitori locali per valorizzare i servizi e le eccellenze manifatturiere dell’area brindisina. Il diportismo di eccellenza sviluppa posti di lavoro in settori specializzati con indubbi vantaggi per le attività commerciali connesse, bar, ristoranti, negozi, artigianato di pregio”. (foto copyright: http://www.acquera.com/)

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Mutui: aumentano importi e valori per le seconde case

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

I mutui richiesti in Italia per comprare seconde case rappresentano il 7% del totale di quelli per l’acquisto e, secondo un’analisi fatta da Facile.it e Mutui.it su un campione di oltre 15.000 domande di finanziamento presentate nel 2017, gli importi richiesti sono aumentati del 3,6% rispetto al 2016 (121.636 euro la media).Sempre in riferimento al medesimo periodo, cresce anche il valore degli immobili oggetto della domanda: 191.691 euro (+4,7% rispetto al 2016). Forte, dall’analisi dei dati, la voglia di investimento, soprattutto nelle grandi città: a Milano, ad esempio, il 74% dei richiedenti mutuo per seconda casa punta ad acquistare un immobile in città, mentre solo il 17,8% cerca in un’altra regione. Situazione analoga a Roma, dove il 72,7% di coloro che si rivolgono ad una banca per un mutuo seconda casa intendono comprare in città, mentre solo il 14% delle richieste è legata a un immobile fuori dai confini regionali.

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L’Europa incontra la Silicon Valley

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Computer History Museum, Mountain View, 11 settembre. Si scaldano i motori per la quarta edizione della Conferenza Digitale Europea in Silicon Valley, organizzata da Mind the Bridge e in programma per il prossimo 11 settembre. Evento centrale dell’iniziativa “Startup Europe Comes to Silicon Valley” – SEC2SV (9-15 settembre), l’European Innovation Day (EID) è divenuto nel corso degli anni l’appuntamento di riferimento sull’innovazione e sulle politiche europee (circa 700 i partecipanti registrati durante la scorsa edizione). Una giornata di incontri, stimoli e riflessione, ospitata presso il prestigioso Computer History Museum di Mountain View, che chiama a raccolta le più promettenti aziende – gli Unicorni di oggi e di domani – le migliori startup e i principali policy maker di tutta Europa per un confronto con gli stakeholder dell’economia digitale della Silicon Valley.Il follow-up degli incontri proseguirà nel corso della settimana SEC2SV con agende parallele per i singoli operatori e meeting 1:1 selezionati con funzionari governativi, dirigenti senior di aziende come Google, Dell, Microsoft, Autodesk, LinkedIn e rappresentanti del mondo degli investitori (Andreessen Horowitz, Felicis, Greylock, Social Capital, SoftechVC, USV, Y Combinator, RocketSpace, 500 Startups) e della comunità accademica (Stanford, Berkeley, Singularity University).Tra i temi che animeranno l’edizione 2018:
GDPR: Privacy e Data Storage/Transfer
ICO (Initial Coin Offering) e regolamentazione delle sue criptovalute
L’economia europea dell’innovazione in Silicon Valley
Startup M&A Primi speaker confermati:
Vivek Wadhwa, Technology & Innovation Author, Academic and Futurist
Tim Draper, Venture Capital, founder of Draper Fisher Jurvetson
Peter Arvai, CEO and co-founder, Prezi
Pēteris Zilgalvis, Head of unit, DG Connect, European Commission
Adam Sterling, Executive Director of the Berkeley Center for law and business
Kristin Schreiber, Director COSME programme, DG Grow, European Commission
Sabrina Ross, international privacy and security expert
Sorin Moisa, MEP, European Parliament

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Le risorse naturali, come l’aria pulita e l’acqua dolce, sono vitali per le imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

E oggi sono gravemente a rischio in molti settori industriali. La mancata gestione delle risorse naturali del pianeta, il c.d. “capitale naturale”, ha conseguenze che vanno al di là degli effetti diretti sull’ambiente. Per le aziende, infatti, l’insufficienza può anche portare a nuovi scenari di interruzione e responsabilità che possono cancellare i profitti e avere un impatto sui modelli di business, man mano che aumentano fattori come la scarsità delle risorse, l’azione normativa e la pressione delle comunità e della società.E’ quanto emerge dall’analisi di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS), la compagnia del Gruppo Allianz specializzata nei grandi rischi, nel nuovo rapporto Measuring And Managing Environmental Exposure: A Business Sector Analysis of Natural Capital Risk (Misurare e gestire l’esposizione ambientale: analisi del rischio del capitale naturale per settore di attività). Secondo l’analisi della Compagna assicurativa, i settori petrolifero e del gas, minerario, food & beverage e dei trasporti occupano il primo posto in termini di esposizione al rischio del capitale naturale.”Le aziende di tutto il mondo si trovano a confrontarsi sempre più con le implicazioni negative dovute all’esaurimento del capitale naturale”, afferma Chris Bonnet, Manager, Environmental, Social and Governance (ESG) Business Services, AGCS. “L’uso sostenibile delle risorse naturali è fondamentale per il successo della maggior parte delle aziende. Tuttavia, mentre aumenta la consapevolezza delle aziende sull’importanza del capitale naturale, molte di esse devono ancora acquisire una migliore comprensione delle minacce specifiche che possono avere un impatto sul loro settore industriale e sulla loro azienda in particolare, nonché delle opzioni di mitigazione disponibili”.
In un nuovo rapporto, AGCS analizza i dati della società di ricerca MSCI ESG Research, che copre più di 2.500 aziende, al fine di valutare l’esposizione al rischio del capitale naturale in 12 settori. Il petrolifero e del gas, minerario, food & beverage e dei trasporti sono i settori più esposti, in base a cinque fattori: biodiversità, emissioni di gas ad effetto serra (GHG), di altri gas, acqua e rifiuti. Tutti rientrano nella “zona di pericolo”, il che significa che la gestione del capitale naturale che le imprese devono affrontare è, in media, superiore alle opzioni di mitigazione attualmente utilizzate.

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I vicini di casa? Sono per lo più una seccatura

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Ci si saluta appena o, peggio, si litiga: i rapporti di vicinato dei romani, così come nel resto d’Italia, non sono più quelli di un tempo.Più della metà degli abitanti della capitale (60%) è indifferente o è addirittura ostile nei confronti dei vicini di casa, come emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia.Andare d’accordo con i vicini non è mai stato semplice, ma la soglia di sopportazione sembra essersi abbassata. Per cosa si discute più spesso? Tra i fattori che turbano di più la convivenza col vicino ci sono il poco rispetto per le parti comuni (74%), gli schiamazzi (51%), le auto che ingombrano i passi carrai (42%), la televisione o la musica ad alto volume (36%), la presenza di animali e bambini (36%) o persino gli odori ritenuti molesti (34%).Sul pianerottolo, poi, di solito ci si evita: a Roma, più della metà degli intervistati (60%) ha dichiarato infatti di non avere rapporti con i vicini e, oltretutto, di non voler socializzare più di tanto, sia perché sono sempre di fretta (43%), sia perché ormai non ci si fida più degli estranei (20%). Eppure, che i vicini di casa possano essere una risorsa è opinione ancora diffusa. Secondo il 64% degli intervistati romani, infatti, i vicini possono aiutarsi reciprocamente in caso di necessità, mentre per il 23% il vicino può badare all’abitazione quando si è assenti, magari in vacanza. Addirittura, per un altro 43% di romani la presenza di un vicino potrebbe anche costituire un buon deterrente per i ladri.
I buoni rapporti con il vicinato, poi, fanno anche bene al cuore. In senso letterale. Un recente studio pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health, infatti, ha dimostrato che relazioni positive con le persone del nostro vicinato riducono notevolmente, anche del 67%, il rischio di crisi cardiache.“Un buon rapporto di vicinato può apportare molti vantaggi nella vita di tutti i giorni – commenta Marco Brachini, Direttore Marketing, Brand e Customer Relationship di Sara Assicurazioni – Sapere di poter contare sui propri vicini, infatti, aiuta la socialità e può prevenire numerosi incidenti che, in una casa, sono sempre dietro l’angolo. Tuttavia, nei casi di controversie, è possibile affidarsi a coperture assicurative che possono tutelare l’assicurato in caso di danni causati a terzi, come la classica perdita d’acqua o i danni causati da animali domestici e, all’occorrenza, anche sostenerlo con l’aiuto di una tutela legale”. L’Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora nel 2017 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.

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Ministro difesa: incontro con i vertici militari e il Cocer interforze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

Si è svolto oggi presso la sala “Balilla” di Palazzo Esercito l’incontro tra il Ministro della Difesa, Dott.ssa Elisabetta Trenta e il personale dello Stato Maggiore della Difesa congiuntamente al Cocer Interforze, la rappresentanza del personale militare.
Si è trattato di un incontro breve ma denso di significati dove il Ministro, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen. Claudio Graziano, ha tenuto a precisare che il suo mandato sarà improntato sul dialogo tramite un confronto ma soprattutto attraverso l’ascolto.
Come rappresentanti del personale siamo estremamente soddisfatti per questo incoraggiante inizio ed è proprio da questa affermazione del Ministro che vogliamo partire per costruire insieme il nuovo strumento di rappresentanza sindacale, così come sancito dalla sentenza, depositata proprio oggi, della Corte Costituzionale. Lo dichiarano i delegati del Cocer Interforze Alfio Messina e Antonsergio Belfiori.

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Autostrade: pochi investimenti e prezzi in aumento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

La situazione delle Autostrade in Italia, secondo il dossier realizzato da CODICI, risulta penalizzata dalla mancanza di investimenti e di lavori per la manutenzione promessa dai Concessionari, che sono rappresentati per il 70% da Società private del Gruppo Benetton e Gavio, concessionarie da oltre trent’anni, mentre la restante parte è costituita da imprenditori minori o dalla gestione di enti pubblici. In alcuni Paesi d’Europa le Autostrade sono gratuite, in altri si paga un abbonamento annuale. L’Italia detiene il primato di nazione con le autostrade più care della UE. A questo dato, però, non corrisponde una maggiore qualità del servizio. Infatti, nonostante il giro d’affari sui guadagni provenienti dalle Autostrade sia molto alto, le spese per gli investimenti e la manutenzione stradale registrano una flessione negativa. Ricordiamo che il fatturato delle Autostrade nel 2017 è arrivato a quasi 7 miliardi, l’83% dei quali è rappresentato dai pedaggi. CODICI chiede,​ dunque​,​ un intervento forte al nuovo Governo​,​ un controllo delle concessioni sugli effettivi lavori fatti da questi Gruppi sulle autostrade e sul costo di tali opere.
Si tratta di aziende che guadagnano miliardi di euro anche se le concessioni sono scadute: ad esempio, la concessione al Gruppo Gavio della Torino-Piacenza è scaduta il 30 giugno 2017;​ da qu​ella data​ Gavio ha guadagnato 128 milioni da questa autostrada. I tempi per realizzare una nuova gara d’appalto sono lunghi, si arriva anche a due anni, e nel frattempo Gavio avrà ottenuto altri 389 milioni di incassi prima di fare la nuova gara.
L’Associazione ritiene che sia necessario fare un punto sulla sicurezza delle nostre strade in Italia e sulla gestione delle Concessioni, il controllo delle scadenze e i tempi per realizzare nuove gare d’appalto.“Ogni cittadino che usufruisce delle Autostrade è a tutti gli effetti un consumatore – afferma il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – va dunque tutelato come tale”.Al cittadino che vede aumentare la tariffa autostradale del 2,5% l’anno, in modo immediato deve essere garantito un piano di lavoro che rispetti alcuni criteri per dare senso a questo continuo aumento dei prezzi.

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