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Quotidiano di informazione – Anno 30 n°108

Archive for the ‘Spazio aperto/open space’ Category

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Developer conference internazionale sullo sviluppo dei video games

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2018

Roma 4-6 maggio – Cinecittà Studios Via Tuscolana, 1055 dalle ore 9:30 alle ore 18:30 – 4 lectio magistralis, 13 talk e 5 workshop sui temi più interessanti nel campo della creazione videoludica, fra i quali machine learning, AI, VR, algoritmi, networking, game design, level design, lavoro di squadra, grafica 3D, programmazione. I Cinecittà Studios, all’interno del Rome VideoGameLab, ospiteranno l’evento interamente dedicato alla creazione dei videogiochi.
Così AIV – Accademia Italiana Videogiochi, ha chiamato a raccolta oltre 25 tra i più prestigiosi nomi del settore provenienti da 3 continenti e 11 paesi, oltre 35 tra i migliori titoli del momento, con l’obiettivo di promuovere creatività e conoscenza nell’anno europeo del Patrimonio Culturale.I maggiori esponenti della gaming industry – provenienti da 15 studi di sviluppo fra i quali Blizzard, Ubisoft ed Electronic Arts – metteranno la loro esperienza al servizio di sviluppatori emergenti, rendendosi disponibili per delle portfolio review.
Tra gli ospiti Andrea Pessino (Ready At Dawn), Réka Sugar (Electronic Arts), Craig Morrison (Blizzard), Tom Isaksen (Ubisoft), Ayi Sanchez (MachineGames), Arno Schmitz (Guerrilla Games). E dal panorama italiano Maurizio Gabrieli (Conservatorio di Santa Cecilia), Fabio Polimeni (Play2Speak), Diego Ricchiuti (Techland, Affinity Project), Tommaso Bonanni (Caracal Games), Daniele Angelozzi (ZBrush Evangelist) insieme a molti altri professionisti dal mondo della grafica 3D e della programmazione.

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Cristiani e Musulmani in cammino nel carisma dell’unità

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2018

Castel Gandolfo (RM) dal 19 al 22 aprile 2018. Se ne parlerà sabato 21 aprile dalle ore 16 alle ore 19, nel corso dell’evento “Insieme per dare speranza. Cristiani e Musulmani in cammino nel carisma dell’unità”, promosso dal Movimento dei Focolari, che vedrà la partecipazione di circa 600 persone da 23 nazioni, di fede cristiana e musulmana.
In un contesto sociale segnato, soprattutto in Occidente, dalla paura del diverso, dal pregiudizio e dalla diffidenza che erige muri e da una narrativa che alimenta lo scontro e la separazione, la testimonianza di un impegno condiviso fra cristiani e musulmani uniti per la pace, la solidarietà, lo sviluppo, l’armonia fra persone di fedi, culture e tradizioni diverse, lancia un messaggio controcorrente e getta semi di speranza.
Vivere insieme nella concordia, nel rispetto, nella solidarietà e nella pace si può. E anche lavorare insieme è possibile, condividere obiettivi comuni e cooperare per raggiungerli, senza indebolire la propria identità e il proprio patrimonio di valori, ma nel confronto leale e schietto rafforzando la conoscenza reciproca e il rispetto, privilegiando ciò che unisce rispetto a ciò che divide.
Un cammino che viene sollecitato dal carisma dell’unità di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, e che in esso trova la sua spinta propulsiva. Nel suo discorso nella Moschea Malcolm X di Harlem (New York), il 18 maggio 1997, Chiara, che stringeva con l’Imam Wallace Deen Mohammed e con la comunità mussulmana presente un patto per lavorare insieme per la pace e l’unità, disse: “Ho sperimentato qui una profonda fraternità. È qualcosa di straordinariamente bello che non può essere che opera di Dio. Egli ci ha fatto veramente una sola famiglia per i suoi piani”. E sui fondamenti di questo cammino di comunione spiegò: “La benevolenza, la compassione, o almeno la non violenza, sono presenti in varie religioni. È comune a quasi tutte, anche se con versioni diverse, la cosiddetta Regola d’oro: “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Basta questa Regola d’oro per garantire il nostro legame d’amore con ogni prossimo, e basterebbe quest’amore per comporre l’umanità in una sola famiglia”.
Nel solco di quella esperienza e delle iniziative per il dialogo islamo-cristiano che nacquero in vari Paesi, l’incontro prossimo a Castel Gandolfo vuole essere un nuovo passo nel cammino verso la fraternità universale, un segno di speranza per l’umanità.
“L’educazione religiosa è attenzione alla pace”, afferma Adnane Mokrani, docente alla Pontificia Università Gregoriana e al Pontificio Istituto di studi arabi e d’islamistica (PISAI) e presidente del Cipax, che sarà presente al convegno. “In questa prospettiva non ci deve essere separazione ma solidarietà, collaborazione, unità tra gli uomini di diverse fedi che sono chiamati a lavorare insieme per il bene comune dell’umanità, a servire tutti senza distinzione”.
Per il teologo Piero Coda, Preside dell’Istituto universitario Sophia di Loppiano (FI): “Il disegno di Dio sull’umanità è un disegno di pace, di amore e di unità” e “in tutte le religioni è insita una vocazione alla pace”. E ancora: “questa via del dialogo è la via maestra per essere fedeli al messaggio di Gesù e per contribuire all’unità della famiglia umana”.
In questo spazio aperto interverranno tra gli altri Maria Voce, Presidente del Movimento dei Focolari, il Cardinal Jean-Louis Pierre Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, Abdullah el Radwan, Responsabile del Centro Islamico Culturale d’Italia, Izzedin Elzir, Imam di Firenze e presidente UCOII, Piero Coda, Preside dell’Istituto Universitario Sophia, Mohammad Shomali, direttore del Centro islamico di Londra. Numerose le esperienze di dialogo e collaborazione feconda che saranno raccontate in questo spazio, come frammenti di unità da moltiplicare.

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Girolio d’Italia celebra l’Anno del Cibo

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2018

Lecce. “La tappa di Girolio della Puglia è stata voluta nel Salento, in un momento di indubbia difficoltà del settore, per mettere al centro della discussione il valore dell’olivicoltura nel nostro territorio. È evidente, infatti, che l’agricoltura e la coltura dell’olivo rappresentano un tratto essenziale della nostra economia che va sostenuta in modo competitivo ed imprenditoriale – ha dichiarato il sindaco di Caprarica di Lecce Paolo Greco – Il nostro territorio necessita di una riflessione collettiva sulle potenzialità ed opportunità turistiche e paesaggistiche e su quanto esse si leghino indissolubilmente alla vocazione agricola del nostro territorio”.
Dal 25 al 29 aprile è previsto un ricco programma di eventi: fiere dedicate all’olio e ai prodotti tipici, degustazioni, visite a parchi e frantoi ipogei, concerti, show cooking, mostre, presentazioni di libri e perfromance teatrali. Nella giornata di apertura – il 25 aprile – nell’atrio del Comune, sarà allestita la mostra dell’artista Oronzo De Matteis, contemporaneamente il centro storico ospiterà “FERA una volta”, uno spazio dedicato al cibo e all’artigianato con stand delle Città dell’Olio, area degustazioni a cura “Oltregusto” e “Per…Bacco” ed iniziative speciali come la gara di campanelli ed ai tradizionali fischietti e lo spettacolo equestre a cura di Equi-Salento.
Nel cortile del Palazzo Baronale si terranno le performance teatrali a cura del Fondo Verri, la rassegna di poesia per bambini Voci D’Ulivo- Premio A. Verri, la mostra di scultura di Marjan Asadi e le visite guidate ai frantoi ipogei a cura di Terracunta. In Via Madonna del Carmine si potrà assistere alla performance artistica e pittorica ispirata ad Antonio Verri a cura degli studenti del Liceo Artistico “Ciardo – Pellegrino” di Lecce guidati dal prof. Massimo Marangio. Nell’intera area verranno esposti 20 pannelli illustrati dell’opera Bucherer l’Orologiaio di A. Verri, realizzati da vari artisti italiani che poi saranno collocati in diverse zone del centro della città. Nel primo pomeriggio (ore 15.30) sul prato di Masseria Stali, accanto ad uno degli olivi più antichi di Caprarica, ai piedi del Parco della Serra, si terrà “Ulia” il concerto di musica tradizionale e folkloristica.
Dalle 17.00 in poi ci sarà la possibilità di partecipare alla visita guidata nel Parco Kalòs (www.parcokalos.com), il più grande Museo a cielo aperto d’Italia, immerso tra gli olivi della Serra di Caprarica e assistere a spettacoli ispirati alla vita dei Messapi e alla civiltà contadina. Nella prima parte della serata alle 19.00 ancora musica e teatro nel Cortile del Palazzo Baronale con lo spettacolo ‘Canti di Donna, Terra e Sale’, seguirà lo show cooking a cura del Direttore dell’Accademia dei Tipici – enogastronomia ed oli EVO di qualità – Paolo Leoci. Ultimo appuntamento in programma – giovedì 26 aprile alle 18.00 all’ex Convitto Palmieri – l’incontro sul tema del paesaggio olivicolo, inserito nel programma di eventi di Olié, il Salone degli Olii EVO, in corso fino al 29 aprile. Il 26 Aprile alle ore 18 si terrà un incontro organizzato da Olié – Salone degli Olii EVO – all’ex Convitto Palmieri sul tema del paesaggio olivicolo, con il coinvolgimento degli ordini degli agronomi, periti agrari, agrotecnici ed architetti. Con la partecipazione di ANCO, Coldiretti ed Aprol dal titolo UN’ECONOMIA DA SALVARE E UN PAESAGGIO DA RICOSTRUIRE. Dal 27 al 29 Aprile ci sarà al castello Carlo V di Lecce Olié – Salone degli Olii EVO. Caprarica sarà presente con un proprio stand e con la presentazione dei prodotti del nostro territorio.

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In attesa di una rappresentanza sindacale operativa rifacciamo la storia con Michele Fornicola

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2018

By Michele Fornicola. E’ doveroso da parte mia, in premessa, citare l’articolo di GRNET curato da un impegnatissimo Giuseppe Paradiso il quale, riassumendo, sottolinea che le prime esigenze di una sindacalizzazione del personale militare, si manifestarono, in Italia come nel resto d’Europa, all’inizio degli anni ’50. “Nacquero così le prime associazioni professionali di categoria dei militari in congedo, con l’obiettivo precipuo di tutelare gli interessi del personale. Gli stessi, nel 1969, si unirono dando origine all’ANAM (Associazione Nazionale Autonoma Militari)”. Da questa associazione, che aveva nel “Giornale dei Militari” diretto da Giorgio Castellano, il suo organo di stampa, nacque, nel dicembre 1972, il SINAM (Sindacato Nazionale Autonomo dei Militari)
Passano gli anni ed il “Movimento dei Sottufficiali democratici” composto principalmente da militari dell’Aeronautica continua a lavorare con i medesimo obiettivo ma, sul confine del diritto sindacale ci sono anche le “Vedette insonni” che certamente non stanno a guardare.
Grazie all’iniziativa di una “vedetta insonne” la Corte Costituzionale è stata nuovamente chiamata ad esprimersi con decisioni che prevedano, per i cittadini in divisa, minori limitazioni a quei diritti fondamentali che sono individualmente garantiti dalla Costituzione. Nei giorni scorsi la Corte ha sostanzialmente ammesso che il sindacato è compatibile con i caratteri di coesione interna e neutralità dell’ordinamento militare che deve assicurare forme di salvaguardia. L’istituto delle RR. MM non è sufficiente a ricomprenderle e garantire la tutela di interessi collettivi.
Il sito “Ficiesse”, in data 12 aprile, pubblica un articolo a firma di Francesco Zavattolo, Segretario Generale Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà, dal titolo “ I MILITARI AVRANNO UN SINDACATO”Nell’articolo, giustamente, si sottolinea l’importanza di un evento di rilevanza storica: la Corte Costituzionale ha rimosso il limite, imposto ai soli militari, di non potersi costituire in libere associazioni a carattere sindacale. Francesco Zavattolo apprezza il fatto che tale risultato è stato ottenuto grazie all’impegno ed alla determinazione di “Ficiesse” , del “Nuovo Giornale dei Militari” e di “Assodipro”, che non hanno mai smesso di operare e credere in questo risultato.Sono certo che anche Francesco Zavattolo ha svolto un ruolo fondamentale per la realizzazione di questo obiettivo e, per questo motivo, anche io desidero unirmi, e ringraziare personalmente Francesco Solinas che ha sottoscritto il ricorso esaminato dalla Corte Costituzionale. Un uomo, Francesco, che per il suo coraggio è destinato ad essere ricordato per molti anni a venire dalla cronaca specializzata che avrà il compito di ricostruire e commentare i passaggi fondamentali di questo lungo tortuoso cammino. Il tempo, certamente è galantuomo e sono certo che la storia regalerà il meritato spazio anche a Emilio Ammiraglia, compianto presidente di Assodipro artefice e storico sostenitore del diritto di costituire associazioni a carattere sindacale per i militari. Un Presidente che ho avuto il privilegio di conoscere e la cui stima era ricambiata. Un Presidente la cui indiscussa autorevolezza era nota ed apprezzata in Italia ed in Europa. Un Presidente che ha lasciato la sua eredita in buone mani quando il “testimone” è stato raccolto da Salvatore Rullo che ha assunto la carica di Presidente di Assodipro continuando la “battaglia” con altrettanta determinazione ed autorevolezza. Ma consentitemi di ringraziare Salvatore Trinx, Giuseppe Fortuna, Daniele Tisci, Eliseo Taverna e, non da ultimo, anche Cleto Iafrate (Ficiesse) autore di numerosissimi “saggi” sul diritto e sui diritti dei militari. Un’altra “pietra angolare”, Cleto, molto conosciuto e stimato per la capacità “unica nel suo genere” di descrivere le contraddizioni che spesso accompagnano l’esistenza di chi vive nelle caserme. Un “saggio influente” che a mio avviso è stato illuminante anche per i colleghi più riottosi nel comprendere le innumerevoli sfaccettature dietro cui si cela il “diritto”. La storia certamente racconterà le sue battaglie ma anche gli interventi “in punto di diritto” fondamentali per comprendere la dimensione del problema ed i punti “deboli/contrastanti” da correggere per il raggiungimento di questo grande traguardo.Solo per motivi anagrafici non sono in grado di citare protagonisti altrettanto importanti, ma la mia fonte di ispirazione, molti anni fa, lasciatemelo dire, è stata Antonella Manotti, divenuta direttore di uno storico (all’epoca settimanale) “Il giornale dei Militari” . Anche grazie a Lei ho cominciato a guardare il mondo militare con occhi diversi, più disincantati.Sono moltissimi gli amici ed i colleghi che si sono impegnati personalmente in questa “battaglia”. Amici che ringrazio (Maurizio Turco, Luca Marco Comellini), e colleghi/delegati che mi hanno affiancato (CoBaR confluenti al CoIR Pastrengo) . Senza di loro non saremmo mai riusciti a realizzare questa “diffusa consapevolezza” della necessità di rivendicare dignità nell’impiego, non pienamente riconosciuta, ma che appartiene a ciascun cittadino-militare.
Molti colleghi ricordano le mie battaglie per la “riforma della Rappresentanza Militare” da ultimo anche in seno alla “Commissione difesa della Camera dei Deputati” . Una di queste numerose “battaglie”, condotta in seno al CoCeR Carabinieri (con l’amico Castrese Longobardi sempre vicino) , ha suscitato l’interesse ed è stata raccontata, incastonata da Cleto Iafrate nel suo articolo dal titolo “diritti dei militari: sillogismi entimematici e inaccettabili separatezze”. Un articolo ove sono descritte, fra l’altro, anche le contraddizioni interne alla “Rappresentanza Militare” che ho cercato di “enunciare”. Non potete immaginare con quanta emozione, in questi giorni, ho appreso che l’articolo di Cleto Iafrate, fra gli altri, è stato letto da Francesco Solinas e, quindi, sembra che in piccolissima parte, rispetto il grande lavoro di Cleto, anche io ho contribuito alla formazione della sua decisione di sottoscrivere il ricorso ora valutato positivamente dalla Corte Costituzionale.Per molti anni, fiumi di inchiostro sono stati versati per rivendicare questo diritto e fiumi di inchiostro si consumeranno ancora per molto tempo nel raccontare la genesi di questa Sentenza che non può, e non deve essere considerata un traguardo, un punto di arrivo. Da qui si parte.

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Scacco matto in tre mosse

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2018

By Vincenzo Andraous. In questi giorni qualcuno ha scritto: “Penso che il carcere sia un’invenzione stupida perché non migliora ma invece peggiora i suoi abitanti, non stimola nessuna riconciliazione fra vittima e carnefice. Inoltre, dopo tanti anni di carcere scontato, la pena non ha più nulla a che vedere con il recupero sociale”.
Quante volte ho scritto anch’io queste parole, quante volte ho ribadito che una pena che non si piega ad alcuna utilità e scopo non farà mai sicurezza, quante volte.
Eccoci ancora qui a parlare di carcere, di galera, di sotterranei sub-urbani, di celle e morti ammazzati, di riforme inconcludenti, di urla e grida per bene silenziate.
Carcere, carcere, carcere, come se la prigione fosse la soluzione a ogni sberleffo consegnato alla vita, a ogni umiliazione sgomitata alla vita, a ogni tragedia per lo più incomprensibile.
Carcere e sovraffollamento che nuovamente sale come dato esponenziale, comprime ogni umanità, ribaltandone valori e principi universali, nell’ inutile consuetudine delle parole deprivate di sostanza e quindi significato.
Ripensando a questa sorta di terra di nessuno, dove appunto nessuno vuole guardare, mi ritorna in mente un testo teatrale che ho scritto e portato in scena qualche tempo fa: Art. 27 e vecchi merletti.
Nella scena quarta il protagonista-detenuto parla del penitenziario in asfissia in maniera anche presuntuosa, affermando che la problematica devastante del sovraffollamento che rende impraticabile qualsiasi forma di sopravvivenza, figuriamoci di rieducazione, ma forse è possibile aggirarla con uno scacco matto in tre mosse.
Come è dato sapere la popolazione carceraria, attualmente, s’aggira intorno alle sessantamila unità, suddivisa in tre parti quasi identiche tra detenuti stranieri, detenuti tossicodipendenti, detenuti autoctoni criminalità comune. Il restante dieci per cento è composto da detenuti organici, o un tempo facenti parte le grosse organizzazioni criminali, per lo più sottoposti al 41 bis o in regime di alta sicurezza-sorveglianza.
Ebbene, siamo un paese che ogni volta viene strattonato politicamente da altri paesi, reagisce affermando che la nostra sovranità e autorevolezza ci aiuta sempre a non demordere, infatti siamo stati capaci di paralizzare le colonne di migranti in mare e terra, mettendoci d’accordo con paesi di dubbia democrazia e moralità, attraverso fiumi di danari e commesse. Abbiamo fermato l’inondazione inarrestabile di miserie umane, al prezzo di non vedere né sentire. Dunque se abbiamo nella nostra faretra sittanta autorevolezza e decisionismo, non vedo perché i tanti e troppi detenuti stranieri in carcere, e quindi non stiamo parlando di profughi tanto meno di rifugiati, né di uomini e donne e bambini in fuga dall’orrore della guerra, dalla tortura e dagli ammazzamenti, bensì di persone pregiudicate e reiteratamente incarcerate per reati contro il patrimonio, per spaccio, per violenze indicibili sulle persone. Perché non dovremmo usare quell’autorevolezza e capacità decisionale per rimandarli nel loro paese di origine a scontare le pene comminate.
Abbiamo una ampia fetta di detenuti tossicodipendenti, per non parlare di quella larga parte di persone che potrebbero essere declinate tranquillamente borderline, peggio, dichiaratamente da doppia diagnosi.
Sul nostro territorio da nord a sud ci sono molte comunità di servizio e terapeutiche che possono essere approntate a ricevere questi “malati” perché di persone malate si tratta, la galera non può certo assolvere al loro disagio sanitario, non solo e non tanto per smetter momentaneamente la dipendenza fisica, ma soprattutto per costruire una possibilità di rinascita dignitosa. Checché se ne dica o si tenti di far passare per buona, la dicitura del recupero e della rieducazione, rimane il fatto che il carcere non insegna né fa apprendere il valore del rispetto per se stessi e per gli altri.
C’è un bacino di utenza penitenziaria che non ha come problema primario l’assoggettamento al crimine, alla dipendenza delle sostanze, bensì è soggetta a un vero e proprio disagio psichico.
E siamo arrivati alla percentuale non di poco conto di popolazione autoctona, cosiddetta criminalità comune, quelli che risultano essere dati statistici alla mano, di bassa pericolosità sociale. Che però fanno così rumore da esser percepiti come i peggiori, infatti sono quelli che entrano nelle nostre per rubare, mettondo le mani nelle nostre cose più intime.
Da qualche anno sono responsabile insieme ai miei colleghi nella Comunità Casa del Giovane di un nuovo laboratorio istituito per ospitare persone imputate di reati minori, in messa alla prova o in lavoro socialmente utile, che i tribunali avendo ottenuto la nostra disponibilità, mandano presso le nostre strutture per far loro svolgere quanto stabilito in sentenza, una pena risarcitoria-riparativa e dunque non ininfluente/inconcludente.
Mi chiedo quindi perché non sono indirizzati in percorsi di pubblica utilità tutti quei detenuti a non elevato indice di pericolosità, che invece sovraffollano passivamente il carcere italiano, senza nulla imparare né apprendere, l’importanza di una scelta di cambiamento effettiva, perché connotata da una revisione critica del proprio vissuto.
Insomma cambiano cordata i partiti, nascono nuovi movimenti, così che le idee e gli ideali sommandosi e detraendosi rimangono progetti impolverati dall’incuria intellettuale.
Praticamente è storia vecchia: tutto cambia per rimanere esattamente come è.
Qualcuno potrebbe licenziare quanto fin qui detto, stabilendo che è una proposta esageratamente ambiziosa, a tal punto da rasentare l’utopia.
Potrei tranquillamente obiettare che soltanto l’utopista è un illuso nella teoria e un violento nella pratica, mentre chi si s’accompagna all’utopia non confonde mai il vicolo cieco con la strada maestra.
In conclusione sarà bene per ognuno e per ciascuno comprendere che la libertà non è altro che responsabilità, di conseguenza la capacità di opporre scelte consone. Infatti la libertà non è fare tutto quello che voglio come pensa normalmente un adolescente.
Ecco che allora per chi si troverà a varcare un portone blindato del carcere, sarà davvero salutare che quando ritornerà in seno alla società, abbia raggiunto quella maturità, che lo porterà a pensare che forse la pena l’ha scontata, nonostante l’indicibilità di una sofferenza gratuita e non contemplata in alcun codice penale tanto meno dalla nostra Costituzione.
Forse proprio adesso che i piedi sono “fuori” iniziano i conti con la propria coscienza.
Se il carcere saprà aiutare ad esser uomini migliori, non costringendo le persone a sentirsi cose, oggetti, numeri, avremo una città migliore, ma soprattutto avremo una società migliore.

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Design week di Shenzhen. La Silicon Valley cinese celebra l’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 aprile 2018

Barbara Pietrasanta, ambasciatrice del Design italiano, artista e designer milanese, direttore creativo di Anyway group, sarà ospite d’onore alla Cerimonia di apertura del “Design Week di Shenzhen”, importante città del sud della Cina.
L’edizione di quest’anno, che si svolgerà dal 20 al 30 aprile in contemporanea a quella milanese, avrà proprio il Padiglione italiano quale ospite di primaria importanza con la partecipazione di numerose realtà produttive italiane, curato dal Politecnico di Torino e dal Naba di Milano.
Barbara Pietrasanta ritorna per la terza volta in quest’area della Cina dopo essere intervenuta nel marzo scorso, su invito del Ministero Affari Esteri, alle iniziative svolte nella città per l’Italian Design Day, all’Università di Xiamen illustrando la tematica della XXII Triennale di Milano dedicata al Design e sostenibilità e, successivamente come membro della Giuria internazionale per lo Shenzhen Global Design Award. Si apre così un rapporto di continuità e di scambi di esperienze e cultura del design tra Triennale di Milano e questa importante realtà cinese, centro di quella che viene definita la “Silicon Valley” del Paese, sede dei più importanti marchi tecnologici internazionali, e che si sta ormai caratterizzando come il capoluogo del Design della Terra di Mezzo e sta diventando un polo di attrazione di designer ed architetti da tutto il mondo, con importanti Musei dedicati all’arte, all’architettura e al design e lo sviluppo di realtà specializzate soprattutto nell’interior e nel gioiello.
Barbara Pietrasanta è Vice Presidente di Fondazione Museo del Design della Triennale di Milano, membro del Direttivo del Museo della Permanente di Milano e del Board di Fondazione Achille Castiglioni.

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Tecnologie avanzate di miglioramento genetico che incrementino i raccolti per sfamare milioni di persone

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 aprile 2018

L’International Crops Research Institute for the Semi-Arid Tropics (ICRISAT – Istituto internazionale di ricerca delle colture per le zone tropicali semi-aride) e Corteva Agriscience™, Divisione Agricoltura di DowDuPont, hanno siglato nei giorni scorsi una partnership pluriennale per rafforzare la sicurezza alimentare migliorando le colture che nutrono milioni di persone, attraverso la condivisione di tecniche di miglioramento genetico di ultima generazione.Il contratto quadro di collaborazione (Master Alliance Agreement) è stato firmato da Peter Carberry, facente funzione di Direttore Generale di ICRISAT e Tom Greene, Senior Research Director, Corteva Agriscience™. La condivisione della tecnologia comprende la tecnica di editing genomico CRISPR-Cas, adattando le tecniche di modificazione alle nuove colture, e applicando la conoscenza dei meccanismi biochimici delle piante, con l’obiettivo di migliorare produttività e qualità per colture che sfamano milioni di persone. DuPont Pioneer, che ora fa parte di Corteva Agriscience™, fornirà l’accesso alla proprietà intellettuale, al materiale e al know-how relativi a CRISPR-Cas e alla modificazione delle piante.
Carberry, che ricopre anche la carica di direttore del Programma CGIAR di Ricerca Globale su Legumi da Granella e Cereali delle terre aride (GLDC), ha dichiarato: “ICRISAT e Corteva Agriscience™ condividono l’obiettivo di sviluppare tecnologie innovative e promuovere la loro applicazione ai prodotti agricoli di prossima generazione, a vantaggio dei piccoli agricoltori delle regioni aride. Le partnership pubblico-private come questa vengono ricercate attivamente e sono di fondamentale importanza per ottenere il successo e l’impatto desiderato del programma GLDC.
Tom Greene, Corteva Agriscience™, ha affermato: “Non vediamo l’ora di applicare una tecnologia innovativa come CRISPR-Cas, per rispondere alle problematiche sulla qualità da parte dei consumatori e alle sfide della produzione agricola. L’unione tra l’esperienza dei nostri scienziati e la messa a punto di nuove tecnologie offre ampi margini di ricerca e sviluppo per selezionare colture che non ricevono abbastanza attenzione, anche se queste colture sfamano milioni di persone.” “Grazie al lavoro degli scienziati di Corteva Agriscience™ e ISCRAT, assisteremo ad un rapido miglioramento delle tecnologie per lo sviluppo di colture più produttive e ed un’agricoltura più prospera per i piccoli agricoltori,” ha aggiunto Pooja Bhatnagar-Mathur, Principal Investigator, ICRISAT e co-sviluppatore del progetto di ricerca.“La collaborazione unirà competenze ed esperienze che si completeranno a vicenda. Appena abbiamo iniziato a discutere sul progetto di ricerca, abbiamo trovato velocemente il punto di incontro”, ha concluso Amitabh Mohanty, Principal Investigator, Corteva Agriscience™, e co-sviluppatore del progetto di ricerca.Il progetto di collaborare su colture come sorgo e miglio si è concretizzato durante un incontro al 2017 World Food Prize, dove il Direttore Generale di ICRISAT David Bergvinson e Tom Greene di Corteva Agriscience™ hanno sottolineato i concetti generali della ricerca, gli obiettivi e la tecnologia disponibile per contribuire a trovare le soluzioni.
Corteva Agriscience™ sta applicando CRISPR-Cas come strumento avanzato di editing genomico per sviluppare colture con maggiore resilienza ambientale, produttività e sostenibilità. Si sono definiti i principi guida di CRISPR-Cas, tra cui il permesso a chi vuole sviluppare prodotti agricoli di usare CRISPR-Cas, fornendo l’accesso alla sua proprietà intellettuale, alle capacità tecnologiche, alle infrastrutture e alle competenze scientifiche.

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“Preoccupante situazione sulla gestione del castello Orsini-Cesi di Sant’Angelo Romano”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 aprile 2018

Lettera aperta alla sindaca di Sant’Angelo Romano Martina Domenici sulla gestione del Castello Orsini-Cesi e del Museo Preistorico del Territorio Tiburtino-Cornicolano. A sottoscriverla sono Alessandra Andò, dell’Associazione Sant’Angelo Romano – Economia e Territorio, Italia Nostra Lazio, Carlo Boldrighini, Italia Nostra – Sezione Aniene e Monti Lucretili, Vittorio Emiliani del Comitato per la Bellezza, Vezio De Lucia per Associazione Bianchi Bandinelli, Salviamo il Paesaggio – Roma e Lazio, il Comitato per il Risanamento Ambientale. Nella nota, le associazioni impegnate da anni nella tutela e nella valorizzazione e fruizione pubblica dei beni ambientali e culturali del territorio, giudicano preoccupante la situazione che si è venuta a creare nel comune di Sant’Angelo Romano, dove l’amministrazione comunale ha lanciato, oltre sette mesi fa, un’indagine esplorativa sui possibili nuovi soggetti per la gestione del castello Orsini-Cesi, di proprietà comunale.“Ad oggi – scrivono nella lettera aperta – siamo ad un punto morto, col risultato di una lunga ed inspiegabile chiusura dell’intero immobile e col conseguente nocumento di cittadini e possibili fruitori. Infatti, sia il noto e bellissimo castello, sia il museo preistorico ivi presente sono tenuti privi di orari di apertura al pubblico e, di fatto, senza soluzione su date o atti sui quali incardinare la futura programmazione degli spazi di museo e castello e le relative successive attività e iniziative.Resta il fatto oltremodo doloroso che un museo chiuso fa perdere occasioni culturali ed economiche per l’intero territorio e segnatamente per le popolazioni scolastiche, mentre, dall’agosto scorso, si è creata una falsa aspettativa sulla possibile soluzione gestionale attraverso la redazione di un bando pubblico fantasma. La presente lettera aperta – sottolineano le associazioni – vuole essere anche concreto stimolo a chiarire le responsabilità amministrative sulla mancata soluzione del problema, facendo anche ricorso ad altre vie, compresa la Corte dei conti, per rappresentare i mancati introiti economici dovuti all’inspiegabile chiusura del prezioso immobile comunale”.

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L’irriverente degli Stati Uniti d’Europa. Dimmi cosa fai e saprò chi sei

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Grande eco per l’intervento del presidente francese Emmanuel Macron al Parlamento europeo. Soprattutto perche’ in questi ultimi tempi, a parte gli “aficionados” che riescono a star dietro al procedere del pachiderma burocratico di Bruxelles cogliendo i non pochi aspetti e le altrettanto non poche ricadute sul nostro quotidiano, di Ue se ne sente parlar male e, ogni volta che c’e’ un qualche responso delle urne, gli europeisti non ne escono bene (vedi recenti elezioni in Ungheria). Macron ha esplicitato e fatto appello per “una sovranita’ reinventata dell’Europa per far fronte alle battute d’arresto nazionali”. “Una sorta di guerra civile sta emergendo. Stano venendo a galla i nostri egoismi nazionali e il fascino illiberale”. Belle parole. Una premessa per dei fatti che, nel prossimo giugno, dovrebbero portare all’introduzione di un ministro unico Ue per le Finanze, col compito di gestire nuove regole per i bilanci dei Paesi
dell’eurozona, con la prospettiva di un unico budget…. Con chi e come, e’ tutto da capire. Visto che il partner per eccellenza del presidente francese, il tedesco, considerando quello che sta accadendo nel partito della cancelliera Angela Merkel, non sembra molto disponibile. Ma e’ la politica, Vediamo come butta, visto che possiamo solo osservare pur essendo quotidiani fruitori delle decisioni degli esecutivi di Bruxelles.
Ma intanto, cerchiamo di capire, buttandola anche sull’irriverente, qual e’, e di quale portata, il messaggio del presidente Macron.
Sostanzialmente e’: diamoci da fare per meglio articolare e usare le politiche di Bruxelles, contrapponendole a quelli che, per vari motivi, le reputano negative e ce lo ripetono ogni giorno (anche ben ascoltati dai piu’) nelle forme tipiche della rabbia e del populismo: salva il mio piatto di lenticchie di oggi e domani (anche non dandone una piccolissima parte ai vari disperati del mondo che bussano ai nostri confini), che’ all’arrosto dei prossimi giorni ed anni non ci si crede, e per i piatti di lenticchie di dopodomani, ci pensino quelli a venire.
Quindi l’Europa e’ bella per questo e per quest’altro. Economia e diritti e sicurezza, essenzialmente. Che in quanto a lavoro si e’ tutti un po’ imbarazzati perche’ le spinte nazionali (vedi delocalizzazione di aziende in Paesi Ue con fiscalita’ meno rapaci e conseguenti destabilizzazioni lavorative di interi territori) riescono a farci impallidire anche i piu’ convinti europeisti.
Ma cosa fa nel frattempo il presidente Macron? Insieme ad americani e britannici bombarda le presunte industrie chimiche siriane che sarebbero colpevoli di aver gassatto non pochi civili pur di combattere gli avversari del regime di Assad. A parte l’azione in se’ (nel suo effetto a mo’ di cazzotto di risposta) che non si capisce, nella sua estemporaneita’, dove possa portare (il classico: e poi?), il Macron che ha perorato all’Europarlamento una “sovranita’ reinventata dell’Europa”, ha agito al di fuori di Onu, Nato e Ue. Proprio come aveva fatto, sempre la Francia anche se non c’era ancora Macron, qualche anno fa destabilizzando unilateralmente la Libia, con costi umani ed economici che si sono riversati sulle sponde italiane, con la scarsissima conseguenziale collaborazione dei partner Ue al nostro Paese.
Siamo noi molto irriverenti nel rilevare che ognuno si fa i fatti propri, anche dicendo e prospettando il contrario? Dove e come andiamo? E soprattutto, come si fa a far capire l’importanza e la determinazione dell’Ue?
Riguardo alla vicenda Embraco (https://it.wikipedia.org/wiki/Embraco), azienda “sfatta” nel tempo con contributi pubblici continui e che ha deciso di trasferirsi in Slovacchia, dove tutto “costa” meno, incluso il fisco, Emma Bonino ha dichiarato “Al momento le aziende delocalizzano perché adesso ogni Stato ha regole fiscali e del lavoro differenti. Per questo occorre Più Europa, per procedere verso armonizzazione, altrimenti gli imprenditori vanno dove conviene”. Dove si intuisce che la convenienza sia una sorta di aberrazione che uno Stato europeo dovrebbe correggere… alla faccia dell’economia di mercato e del federalismo (anche fiscale, come in Usa, dove sono proprio le differenze tra Stato e Stato che fanno si’ che l’economia tiri come non mai in quel Paese). (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Istat: in 2017 spesa famiglie cresce più di reddito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2017 le famiglie hanno aumentato la spesa per consumi finali (+2,5% in termini nominali) in misura superiore rispetto all’incremento del reddito disponibile (+1,7%).”E’ solo un rimbalzo. Il fatto che le famiglie aumentino gli acquisti, a scapito del risparmio, dipende solo dal fatto che, dopo anni in cui hanno dovuto stringere la cinghia e rinunciare a beni durevoli, ora quelle spese sono diventate obbligate, essendo quei prodotti giunti alla fine del loro ciclo di vita” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ovvio, infatti, che non potrebbe reggere a lungo una situazione nella quale i consumi crescono più del reddito disponibile ed il potere d’acquisto diminuisce” conclude Dona.

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Sei cantanti lirici scelti per l’opera “L’importanza di esser Franco”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Trapani. Sono sei i cantanti lirici scelti per l’opera “L’importanza di esser Franco”: Marta Biondo, MS/Contralto, interpreterà MRS Prism; Chiara Cabras e Ilenia Tosatto, soprani, Cecily Cardew; Alfonso Michele Ciulla e Fabio Mario La Mattina, baritoni, Merriman e Lane; Tiberia Monica Naghi, soprano, Lady Gwendolen Farifax.Oltre 20 i cantanti lirici provenienti dalla Sicilia, dall’Italia e dalla Germania che hanno partecipato alle audizioni che si sono svolte al Palazzo De Filippi per “Opera Studio”, un progetto didattico di alto perfezionamento per la messa in scena dell’opera “L’importanza di esser Franco”, commedia in 3 atti di Oscar Wilde con adattamento e versione ritmica del compositore Mario Castelnuovo Tedesco.Il Luglio Musicale Trapanese intende scoprire e valorizzare nuovi interpreti per il repertorio operistico della stagione lirica.L’ “Opera Studio” si svolgerà a Trapani, nella seconda decade di Giugno, la produzione e le prove dell’opera avranno inizio domenica 8 luglio 2018. L’opera sarà rappresentata presso il Chiostro di San Domenico a Trapani nei giorni 29 Luglio e 1 Agosto 2018. «Sarà un laboratorio di formazione, specializzazione e perfezionamento per le professioni del teatro musicale. Il progetto mira a completare ogni aspetto della formazione professionale del cantante, da quelli più spiccatamente musicali, a quelli della presenza scenica sul palcoscenico, della corretta dizione e della scelta del repertorio», così dichiara il Maestro Andrea Certa, responsabile della programmazione lirica e casting manager dell’Ente Luglio Musicale Trapanese.
Tanta l’emozione dei partecipanti alle audizioni. Alcune dichiarazioni: “Ho deciso di partecipare a questa iniziativa perché l’Ente Luglio Musicale è il Teatro di Tradizione della mia provincia, e avrei comunque il piacere di debuttare anche in questo teatro”, “Per me sarebbe un grandissimo onore poter partecipare a questo laboratorio, ricoprendo uno dei ruoli richiesti, ed una grandissima opportunità di lavoro”, “Ho ancora l’adrenalina post audizione, però come sempre cerco di fare tutto quello che posso e spero di farcela. Se sono venuta qui è perché mi interessa e ci tengo, quindi incrociamo le dita e aspettiamo”.

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Angela Merkel ad Assisi

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

La cancelliera tedesca Angela Merkel, farà visita alla Basilica di San Francesco d’Assisi il prossimo 12 maggio per ricevere in dono, dai frati del Sacro Convento, la lampada della pace di San Francesco per “la sua opera di conciliazione in favore della pacifica convivenza dei popoli”. All’incontro, durante il quale la cancelliera terrà una lectio, sarà presente anche il presidente della Repubblica della Colombia e premio Nobel per la pace, Juan Manuel Santos. Il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, ha sottolineato che la lampada di San Francesco è “un dono che auspichiamo alimenti lo spirito programmatico dei governanti volgendolo sempre più alla ricerca del bene comune, dello sviluppo e dei rapporti tra i popoli sulla base di principi quali la cura della casa comune, la condivisione e l’integrazione. Un’Europa che, – continua padre Mauro – lo vediamo, ha ancora tanta strada da fare per giungere ad una possibile ‘unità plurale’. L’Europa deve confrontarsi con le luci e le ombre della sua storia e le difformità interne ed esterne, imparando ad accogliere l’altro e a superare le differenze”.
Alla conferenza stampa di presentazione, che si è tenuta nella sede dell’Associazione Stampa Estera in Italia, hanno partecipato il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, l’Ambasciatore della Repubblica di Colombia in Italia, Juan Rafael Mesa Zuleta, il Consigliere Capo Ufficio Stampa e Affari Culturali dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania presso la Santa Sede, Julian Rössler, il Ministro Plenipotenziario dell’Ambasciata della Repubblica di Colombia presso la Santa Sede, Betty Escorcia, e il Direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato.
“In un contesto così drammatico di guerre e ingiustizie – ha dichiarato padre Fortunato – abbiamo bisogno di gesti e ‘luci’ di pace. E’ necessario e urgente maturare la consapevolezza che la guerra è la sconfitta dell’uomo”In preparazione dell’evento del 12 maggio si terranno una serie di incontri presso il Sacro Convento di Assisi: 21 aprile alle 17.00, dibattito sulla “crisi europea” e il 3 maggio dalle 9.00 alle 18.00 dal titolo “la cooperazione nell’Europa che cambia”.

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Politici citati dai media la settimana scorsa

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Dall’1 all’11 aprile il capo partito più citato sui media italiani è stato Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle che ha totalizzato 5.828 citazioni, appena 52 in più rispetto al leader leghista Matteo Salvini (5776). Nella settimana in cui si è svolto il primo giro di consultazioni tra il presidente della Repubblica italiana e i rappresentanti delle forze politiche presenti in Parlamento, il capo dello Stato Sergio Mattarella è stato nominato 3.757 volte sui mezzi di informazione nazionali ed occupa così la terza posizione della graduatoria dei personaggi politici più citati sui media.A mettere in evidenza questi risultati è il monitoraggio svolto su oltre 1500 fonti d’informazione fra carta stampata (quotidiani e periodici), quotidiani locali, siti di quotidiani, principali radio, tv, blog da Mediamonitor.it, che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da 30 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. Mediamonitor.it ha rilevato le citazioni avute dai principali leader politici sui media nazionali e locali dall’1 all’11 aprile.Al quarto posto della classifica dei personaggi politici più citati sui media si posiziona il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, che nel periodo esaminato ha raccolto 1.610 menzioni, il 25% in più di quelle di Maurizio Martina (2.880), reggente del Partito Democratico, che sorpassa il dimissionario Matteo Renzi che è al 6° posto della graduatoria elaborata da Mediamonitor.it con 2.388 citazioni.La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha raccolto 1667 menzioni sui media, 48 in più di quelle dal neo presidente della Camera Roberto Fico (1619) e più del triplo rispetto a quelle del presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati (513). Più staccato nella classifica di Mediamonitor.it è il leader di LeU Pietro Grasso, con 255 citazioni.

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Nasce Alpsndown.com

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Alpsndown.com è il nuovo progetto di Visitait Srl, lanciato ufficialmente nel marzo 2018. Nuovo logo, nuovo sito web e nuova strategia di comunicazione sono le componenti principali del progetto che, pur mantenendo il focus sulle esperienze outdoor e il cuore dell’attività in Friuli Venezia Giulia, sceglie di allargare la propria zona di influenza al territorio che si estende dalle Alpi al Mare Adriatico. L’avventura “senza confini” diventa quindi la protagonista assoluta e viene proposta ai turisti e alle persone del luogo come mezzo tramite il quale scoprire posti nascosti e autentici, immersi nella natura incontaminata e lontano dai principali flussi turistici.“Alpsndown.com rappresenta la naturale evoluzione del precedente portale, Visitait.it. L’esperienza nel settore, lo sviluppo degli strumenti tecnologici e una rete di professionisti altamente qualificati, ci hanno permesso di fare questo notevole passo avanti.” – afferma Anna Dreolini, Responsabile Marketing di Visitait Srl, che continua – “I trend dimostrano che il turismo attivo sta crescendo in modo esponenziale; Il viaggiatore non è più un semplice “spettatore” ma assume a tutti gli effetti il ruolo di “attore” e, tramite l’esplorazione, la scoperta e la conoscenza diretta del luogo che sta visitando, arricchisce il proprio bagaglio culturale ed esperienziale. Internet è uno strumento indispensabile per questa tipologia di viaggi: online si possono valutare e confrontare le diverse offerte, ricevere tutte le informazioni di cui si necessita e prenotare in autonomia la propria vacanza.”“Ed è proprio questo il contesto in cui si inserisce l’attività di Alpsndown.com. Il nostro obiettivo è di diventare il punto di riferimento per chi vuole immergersi totalmente in questi luoghi incantevoli.” – continua Federico Crosato, Responsabile Vendite dell’azienda – “Paesaggi innevati, cavità naturali, colline coltivate a vigneti sono il paradiso per gli appassionati di attività all’aria aperta come lo sleddog, le escursioni in fat bike o in quad, i voli in mongolfiera e in ultraleggero e molto altro. Attorno alla prenotazione di ogni singola attività poi si sviluppa un intero network turistico che coinvolge la ristorazione, le strutture ricettive e le attività commerciali.”Passando agli aspetti più tecnici, il portale non è un semplice e-commerce di vendita di coupon, ma un vero e proprio sistema di prenotazione che mette in collegamento il viaggiatore con le esperte guide del territorio. Due anni di esperienza hanno inoltre portato a una profonda conoscenza delle caratteristiche che il nuovo sito doveva avere e a una migliorata user experience studiata interamente sui feedback dei clienti: inserimento di filtri ben visibili in home page, informazioni sintetiche ma molto dettagliate su ciascuna scheda attività, raggruppamento delle attività in categorie, pulsanti di contatto più visibili. Rispetto a Visitait.it, Alpsndown.com contiene diverse sezioni aggiuntive dedicate ai consigli per i viaggiatori: cosa mettere in valigia quando si sta per partire per una vacanza avventurosa, interviste alle guide, articoli dedicati alla preparazione per le attività proposte sul portale.
Da marzo 2018, inoltre, l’azienda ha aderito al progetto “Factory” dedicato ai giovani soci di Banca TER e avuto l’opportunità di trasferire la propria sede operativa nel cuore di Udine, all’interno del prestigioso Palazzo Moretti in Piazzale XXVI luglio. Gli spazi della “Factory” sono condivisi da 10 start-up friulane con il fine di creare interscambi di idee, opportunità di collaborazione, spunti per nuove potenzialità di business e costruire dei veri e propri network.

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LaScalArt Youth Artist Contest

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

La Scala Società tra Avvocati e la sua Toogood Society, con il sostegno dell’associazione “Cento Amici del Libro” e della Campi 1898 Tipografia in Monotype, e con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Brera, lanciano LaScalArt Youth Artist Contest, iniziativa volta a promuovere e valorizzare i giovani artisti. Una giuria di artisti, tipografi, docenti e appassionati di arte assegnerà il premio LaScalArt a un giovane artista under 30 – in corso di iscrizione o diplomato al dipartimento Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Brera – che abbia presentato due sue opere, una incisoria e una xilografica, ispirate all’analisi e alla ricerca dei “linguaggi espressivi”. Il giovane dovrà sottoporre alla Giuria un portfolio immagini di almeno 5 opere, oltre a quelle in gara. Il premio che verrà assegnato al primo classificato consiste nella realizzazione di una mostra personale presso gli spazi espositivi milanesi di La Scala, nella stampa di un catalogo dedicato (a cura di Campi 1898 Tipografia in Monotype) e nell’acquisto di una delle opere in esposizione. Nel mese di novembre 2018, nell’Auditorium di La Scala, titolato a Piero Calamandrei, verranno esposte 20 o più opere del giovane artista, di qualunque genere (incisioni, dipinti, sculture, etc.). In occasione della mostra dedicata al vincitore del contest, saranno esposte anche le opere degli altri quattro finalisti (oltre al primo classificato).
Tra tutte le opere che verranno candidate dagli artisti, la giuria selezionerà le dodici migliori xilografie e le pubblicherà in un’antologia – a cura di Campi 1898 Tipografia in Monotype – che comprenderà le stampe originali e una breve nota biografica di ciascun autore.
Da tempo La Scala ha deciso di investire in “sapere e cultura” e nella formazione di giovani promettenti. Il premio LaScalArt ne è un’ulteriore conferma: incoraggia i giovani a massimizzare le proprie potenzialità, punta a farli conoscere insieme alle loro opere e tenta di supportarli nella difficile, seppure stimolante, fase di inizio della carriera. L’iniziativa è dunque figlia di una duplice sensibilità: quella verso la creatività artistica e culturale e quella più specifica verso la valorizzazione dei talenti giovanili.
Fanno parte della Giuria: Elizabeth Aro (artista, Milano); Rodolfo Campi (tipografo, Milano); Edoardo Fontana (artista, Milano); Giuseppe La Scala (avvocato, Milano); Anna Mariani (docente Accademia delle Belle Arti di Brera, Milano); Franco Marrocco (direttore Accademia delle Belle Arti di Brera, Milano); Marco Memeo (artista, Torino); Sanja Milenkovic (artista, Milano); Laura Tirelli (presidente “Cento Amici del Libro”, Milano); Franco Zabagli (filologo e artista, Gabinetto Vieusseux, Firenze).I candidati possono iscriversi al concorso entro l’8 giugno 2018, attraverso un account google, compilando il modulo online al link: https://goo.gl/forms/xgcjLIIjtY2AdVBD2.
Il 22 giugno 2018 verranno proclamati i 5 finalisti che, per partecipare alla selezione finale, dovranno consegnare entro il 2 luglio 2018 – a mani o a mezzo posta raccomandata – le loro opere (incisione e xilografia) presso La Scala Società tra Avvocati, Via Correggio 43 a Milano.
Il 18 luglio 2018 sarà proclamato il vincitore.
I giovani che intendono candidare le loro opere devono essere nati nel 1988 o dopo ed essere iscritti o essersi diplomati all’Accademia di Belle Arti di Brera dipartimento Arti Visive.

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VI Festival der Philosophie sul tema dell’identità

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Hannover: 20-24 giungo 2018. Ha come motto: „Tre quarti d’io“, ad indicare quanto oggi l’io sia fragile e minacciato. Vi si tratta di identità di genere (Michela Marzano), di psicologia, di identità politica, dell’io dell’idealismo, del romanticismo fino all’io in Kafka, Svevo, Bergson, Pirandello. Oltre a relazioni di studiosi internazionali (Michela Marzano, Stefano Ferrari, Salvatore Principe, Caterina Zanfi, Jurij Alschitz, Till Bastianecc.) vi si susseguono performance, letture, mostre e concerti in chiese, musei ed edifici storici della città e della regione.

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“Il mondo delle costruzioni si è fermato”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

Non si tratta solo, e come se non bastasse, di un problema per lavoratori e imprese del settore, con quello che ne consegue in termini di retribuzioni e stabilità sociale di un comparto trainante per tutta l’economia, ma di un ritardo diventato drammatico per le infrastrutture e la sicurezza. Tutto bloccato, infrastrutture al collasso, manutenzioni assenti, opere incompiute, cantieri che non partono. Così si sintetizza la situazione. E intanto avvengono disastri: viadotti che crollano per l’età, precipitazioni devastanti a causa di opere per il contenimento del rischio idraulico che non sono state completate, eventi sismici, anche di entità relativamente piccola, che producono danni e vittime.
«E il paradosso» – ricorda il Presidente di ANCE Siena Andrea Tanzini –«è che non si tratta di un problema di risorse: almeno quelle per le opere principali ci sono grazie agli ultimi provvedimenti del Governo». Ma le norme sono incomprensibili, le stazioni appaltanti si trovano spesso nell’impossibilità di procedere perché non hanno strutture tecniche in grado di districarsi tra rimandi, lacune e veri e propri labirinti. «Un Codice degli Appalti nato per contrastare l’illegalità che invece alla fine sta bloccando chi onestamente e scrupolosamente vorrebbe fare il suo mestiere» – dice ancora Tanzini. «La nostra Associazione» – continua Tanzini -«ha già invitato le amministrazioni locali a condividere un percorso che, a norme vigenti, consentirebbe di alleviare almeno le criticità più evidenti. Anche sul nostro territorio abbiamo assistito a gare di appalto, condotte con il sistema della procedura negoziata, dove dopo centinaia di manifestazioni di interesse pervenute da tutta Italia solo alcune delle imprese tra quelle invitate dopo il sorteggio hanno presentato la loro offerta. Un meccanismo perverso, in grado di fiaccare le poche realtà imprenditoriali rimaste sul territorio e soprattutto di non rispondere in maniera adeguata ai bisogni di opere pubbliche del territorio». Alcuni accorgimenti per scoraggiare coloro che, con sede legale anche a centinaia di chilometri di distanza, grazie alle procedure telematichesi presentanocontemporaneamente a molte gare anche di piccolo importosenza avere un reale interesse maaffidandosi solo ad un elemento probabilistico per la partecipazione alla gara – che viene poiabbandonata per il presentarsi di altre opportunità – si possono attuare anche adesso: utilizzo della procedura aperta ancorché più complessa della precedente, obbligo di presa visione del progetto e del sito del cantiere da parte del titolare o dell’organo tecnico dell’impresa concorrente, distanza massima predefinita degli impianti dal luogo di posa, almeno per certi tipi di intervento come i lavori stradali. Ora, però, c’è bisogno di più: una nuova legge, scritta da operatori del settore e non solo da esperti di teoria, con un regolamento attuativo che superi l’esperienza del rimando a linee guida emanatedallo stesso Ente che poi ha l’onere di controllarne l’applicazione; un Ente, l’ANAC, che peraltro non dispone di una struttura adeguata ai compiti assegnati come dimostra il fatto che a distanza di due anni l’emanazione di tutti gli atti previsti non è ancora terminata. «In tema di appalti pubblici – conclude Tanzini – per effetto delle norme attuali non si fanno più neanche le gare. Poi ci sono altri fenomeni come il rallentamento nelle attività di progettazione che riguardano anche gli Enti più importanti come la Regione o l’ANAS. Nel primo caso, ad esempio, non sono state completate le opere di contenimento del rischio idraulico in Valdelsa, fondamentali per la tutela o lo sviluppo di importanti aree produttive, mentre nel secondo, sempre per fare un esempio, va a rilento l’attività di projectreview del raddoppio del lotto 1 Siena Sud – Siena Est Ruffolo della Due Mari,prevista dal contratto di programma e finanziata per 112 milioni di euro».

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Raccolta fondi progetto umanitario sezione Italiana World Food Programme (WFP / PAM)

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

Lo scorso luglio, il Consiglio europeo ha adottato una dichiarazione comune per la lotta alle carestie, sottolineando che queste emergenze umanitarie hanno raggiunto livelli senza precedenti nel corso del 2017.In tale occasione, i Paesi membri Ue hanno denunciato l’estrema gravità delle crisi alimentari in corso in Nigeria, Yemen, Somalia e Sud Sudan, dove, complessivamente, oltre 20 milioni di persone soffrono la fame.Nel 2017, l’Ue e i suoi Stati membri hanno erogato oltre 1,2 miliardi di euro per finanziare progetti di assistenza umanitaria nei Paesi a rischio carestia.Ma questo non basta. Per affrontare carestie e fame serve una strategia che vada oltre pur fondamentale l’assistenza umanitaria.Serve un vero sviluppo economico e sociale. Bastano alcuni dati per cogliere la gravità della situazione: 1/3 degli africani resta sotto la soglia di povertà; 1/6 è indigente e necessita assistenza umanitaria; nelle zone rurali, il 60% vive con meno di 1 euro al giorno.Nell’Africa Sub-Sahariana 1 bambino su 5 non va a scuola, quasi il 60% degli adolescenti non frequenta corsi.Entro il 2050, la popolazione africana raddoppierà, superando i 2,5 miliardi. E’ urgente offrire prospettive concrete ai giovani africani, affinché contribuiscano a risollevare la loro terra.Non possiamo stupirci se i giovani africani rischiano la vita per venire in Europa, o se si fanno sedurre da chi predica violenza, in nome di Dio.
Il problema va affrontato alla radice. Senza prospettive di benessere e stabilità, a lasciare la loro terra non saranno più decine di migliaia, ma milioni.L’ONU stima che, nel breve termine, oltre mezzo milione di persone l’anno cercheranno miglior destino in Europa.
Molti problemi si potrebbero risolvere con investimenti in educazione, infrastrutture e agricoltura moderne. Eppure, l’Africa resta il continente che attira meno investimenti: appena 80 miliardi l’anno, solo il 3% del PIL.Per questo, in occasione del vertice tra Unione africana e Unione europea, tenuto sul finire dello scorso novembre ad Abidjan, in Costa d’Avorio, ho presentato un progetto per rilanciare e rafforzare questo partenariato.Il piano d’investimenti per l’Africa di 3,4 miliardi di euro, è un passo nella giusta direzione. Ma non basta.
Gli sforzi del continente verso una base industriale sostenibile, un’agricoltura efficiente, fonti rinnovabili, infrastrutture adeguate per acqua, energia, mobilità, logistica o digitale, necessitano un “Piano Marshall”.Sulla base delle conclusioni del summit di Abidjan, dobbiamo lavorare affinché, nel prossimo bilancio pluriennale Ue, il fondo d’investimenti per l’Africa sia dotato di almeno 40 miliardi. Grazie all’effetto leva, si potrebbero mobilizzare investimenti pubblici e privati per circa 500 miliardi.L’obiettivo è creare un contesto favorevole allo sviluppo di una base manifatturiera, al lavoro per i giovani. Per questo sono utili strumenti come l’Erasmus per giovani imprenditori, che va esteso all’Africa.Serve anche una diplomazia accademica e culturale che consenta a un numero maggiore di africani di studiare da noi, rafforzando Erasmus plus e la cooperazione tra università su progetti di ricerca e mobilità.Al tempo stesso, dobbiamo sostenere e promuovere il ruolo delle donne africane, in quanto rappresentano la vera base dell’economia informale.Per questo sono necessarie più risorse nel prossimo bilancio europeo. Che non gravino su cittadini e imprese, giù ampiamente tartassati, ma su chi le tasse non le paga: paradisi fiscali, giganti del web, transazioni finanziarie.Negli ultimi mesi, il Parlamento europeo si è impegnato fermamente a svolgere un ruolo centrale per un nuovo Partenariato con l’Africa.L’anno scorso, abbiamo adottato due dossier legislativi, in linea con gli obiettivi e l’agenda delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile:il nuovo “consenso” Ue in materia di sviluppo; e il Fondo europeo per lo Sviluppo sostenibile (EFSD).Per questo, posizioni convergenti nel quadro del dialogo Ue-Ua possono favorire un’agenda comune, globale, anche in seno al network delle Nazioni Unite, del Programma Alimentare Mondiale (PAM) e delle altre organizzazioni internazionali.

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Exclusive Group: nuovi ed importanti investimenti per la strategia di crescita

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

PARIGI, FRANCIA Exclusive Group, il distributore di servizi e tecnologie a valore aggiunto (VAST), ha annunciato oggi un nuovo importante investimento da fondi derivanti dalla società di private equity globale Permira che acquisisce una partecipazione di maggioranza all’interno del business.L’operazione assicura finanziamenti e risorse considerevoli, per alimentare la successiva fase di sviluppo e iper-crescita del Gruppo Exclusive, con l’attuale management guidato dal CEO Olivier Breittmayer, focalizzato sull’espansione ulteriore dell’offerta di servizi, del portfolio Vendor e della copertura globale.”Questo investimento consolida e rafforza ulteriormente il nostro obiettivo nel diventare lo specialista globale VAD per la cybersecurity e la migrazione del cloud, ampliando le nostre offerte di servizi a valore e rafforzando la nostra copertura globale”, ha dichiarato Olivier Breittmayer, CEO di Exclusive Group. “Siamo lieti di dare il benvenuto a Permira e al loro team tecnologico, le cui risorse saranno inestimabili per il prossimo capitolo nella storia di Exclusive. Questa partnership preserva e accresce la cultura e il programma aziendale unici, che le nostre persone hanno plasmato nell’ultimo decennio e che rappresentano la chiave del nostro continuo successo”.Il posizionamento e la strategia aziendale unici di Exclusive Group sono incentrati su un modello di valore “globale-locale” che va oltre la portata degli specialisti VAD locali sia oltre l’approccio più ampio e generale dei distributori globali. Per più di un decennio, questo ha portato un successo senza precedenti, individuando due mercati principali (cybersecurity e cloud) con profili di crescita molto elevati. La risultante forte crescita e le acquisizioni strategiche hanno visto un raddoppio del fatturato ogni due anni, culminando nel 2017 con un valore di vendite pari a 1,75 miliardi di euro (+ 38% rispetto ai 1,27 miliardi di euro del 2016).
Michail Zekkos, Partner del team tecnologico di Permira, ha dichiarato: “L’aumento delle minacce e la crescente complessità delle infrastrutture continuano a posizionare il segmento della sicurezza informatica tra i più rapidi in crescita e resilienza del settore IT”.
In un mercato caratterizzato da una elevata velocità di prodotto, riteniamo che il ruolo dei servizi e delle tecnologie a valore aggiunto, ricoperto da Exclusive per la generazione della domanda di canale, diventerà sempre più decisivo nei prossimi anni. Abbiamo seguito nel tempo il crescente successo di Exclusive e non vediamo l’ora di supportarli nel consolidamento della loro posizione unica sul mercato”.La transazione è soggetta alle consuete condizioni e dovrebbe chiudersi nei prossimi mesi.Tra gli advisor coinvolti: Morgan Stanley, Natixis Partners, White & Case, PWC, Fidal KPMG e Goodwin Procter.

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Accordo per riutilizzare il legname proveniente dalle piene dei fiumi

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

Le piene dei fiumi trasportano tronchi d’albero e materiale vegetale dalle zone di montagna fino al mare attraverso le pianure: lo stesso equilibrio ambientale dell’habitat costiero dipende, in buona parte, da questo apporto di materiale organico, che il mare redistribuisce con le mareggiate. Grazie ad un innovativo accordo tra Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno e WWF, per la prima volta in Italia, si sancisce il valore ecologico di tale materiale organico, solitamente condotto a discarica; infatti, il tronco di un albero caduto diventa un habitat favorevole per molte specie animali (invertebrati, anfibi, rettili, ma anche mammiferi ed uccelli): dal processo di decomposizione, con conseguente creazione di humus, all’utilizzo come rifugio.L’esempio arriva dalla Piana Fiorentina dove, da oltre 20 anni, il WWF si adopera nel creare grandi aree naturali; tra queste, vanno annoverate le casse di espansione, dotate anche di piccole aree di rifugio per la fauna, grazie all’accumulo di pietrame, tronchi e ceppaie.
A seguito delle ultime ondate di piena che hanno interessato il fiume Arno, i primi tronchi, asportati sotto Ponte Vecchio e lungo il tratto fluviale cittadino, sono andati a creare rifugi per centinaia di piccoli animali presenti in una nuova area di ripristino di oltre 60 ettari, recentemente annessa all’Oasi di Focognano.“Quella ambientale è una delle funzioni principali dell’attività di Bonifica, legata alla gestione delle risorse idriche – sottolinea Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – In particolare, lo smaltimento dei materiali di risulta, spesso problematica ed onerosa se non addirittura oggetto di contenziosi, trova in questa esperienza un esempio virtuoso, da cui trarre lezione per nuove applicazioni legate al territorio.”

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