Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Archive for the ‘Spazio aperto/open space’ Category

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Voterò Sì al referendum costituzionale del 20 e 21 settembre sul taglio dei parlamentari

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Non è una riforma perfetta, è vero. Ma è il primo pezzetto di un mosaico. Come centrosinistra, abbiamo sempre ragionato – e ci siamo sempre prefissati l’obiettivo – di agire per una riduzione del numero dei parlamentari. Una riduzione che non deve essere fine a se stessa, fatta per il gusto di tagliare, ma che, ovviamente, deve essere accompagnata da una riforma strutturale e dei correttivi che servano a rendere il Parlamento più veloce, snello ed efficiente. È quello per cui il Partito Democratico lavorerà nei prossimi mesi, in modo tale da inserire tale decurtazione all’interno di un quadro compiuto e più ampio, che segni l’avvio di un’intensa stagione di riforme. Serve appunto pensare a un disegno complessivo per il dopo che guardi a un assetto che superi il bicameralismo perfetto, permettendo di abbreviare la lunga staffetta tra Camera e Senato, al fine di poter contare su iter legislativi più rapidi e semplici. Fondamentale sarà distinguere la funzione delle Camere, riformare i regolamenti, rivedere la composizione dell’assemblea che elegge il Presidente della Repubblica e approvare una legge elettorale proporzionale con soglia di sbarramento. Il mio Sì vuole rappresentare una partenza, una sorta di monito a lavorare per un processo che chiami in causa un ripensamento e un miglioramento dell’attuale sistema. Bloccare oggi questa riforma rischia di porre dei paletti a un percorso di trasformazioni e modifiche che vogliamo e chiediamo da tempo, con il rischio di rimanere poi fermi. Ci tengo a precisare due punti: non si tratta di parlare di risparmi (esigui) o di soffiare sul vento dell’antipoltica e anticasta, facendo passare il pericoloso messaggio che i parlamentari siano espressione di una élite di privilegiati che non serve a nulla, ma di una questione di merito. L’ultima votazione a riguardo è stata sostenuta dal 95% dei parlamentari del Partito Democratico, poi c’è chi ha cambiato idea. È quindi, a mio avviso, anche un tema di coerenza e serietà davanti agli elettori.

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Referendum Costituzionale, De Rosa (M5S): “Votare sì sarà la vittoria di tutti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

“Sento parlare di riduzione del numero dei parlamentari, fin da quando ero bambino. Una riforma che tutti hanno promesso e votato, sulla quale tutti sono d’accordo, almeno finché non arriva qualcuno, come il Movimento Cinque Stelle, che la realizza davvero” spiega Massimo De Rosa, capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Regione Lombardia.“Alla paura dell’antipolitica, della casta, di chi vuole la restaurazione per difendere i propri interessi, rispondiamo con la coerenza e il rispetto di una promessa che rappresenta il primo passo verso una riforma che non costringa mai più gli italiani a votare con leggi elettorali ‘ad personam’ o peggio ‘a partito’ come il Rosatellum, l’Italicum o il Porcellum. La nostra proposta è chiara, coerente e trasparente, votata a larghissima maggioranza da TUTTO il Parlamento. Le uniche ragioni del NO? ‘Teniamoci le poltrone’. Qui non si tratta di personalizzare un voto, il sì sarà la vittoria di tutti gli italiani. Qui si tratta di imboccare una strada per andare avanti” conclude De Rosa. Stefano Bolognini

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Necessaria riforma Agcom per tutelare sovranità digitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

“L’audizione di Lasorella evidenzia già un cambio di passo rispetto la presidenza Cardani che, spesso, ha assunto posizioni istituzionalmente scorrette nei confronti del parlamento e a una gestione opaca dell’Autorità – afferma Federico Mollicone, deputato FDI responsabile Innovazione del partito e componente della commissione per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelesivi, nel corso dell’audizione in commissione Trasporti per la nomina di Giacomo Lasorella come nuovo presidente AGCOM – abbiamo, inoltre, chiesto a Lasorella se, nella nuova legislatura di AGCOM, non ritenga necessario, per salvaguardare la sovranità digitale, una riforma dell’Autorità volta ad affrontare le sfide della contemporaneità come l’intelligenza artificiale e la regolamentazione degli algoritmi e del loro sviluppo. Inoltre, abbiamo posto il tema del forte squilibrio nella distribuzione del valore che la produzione dei contenuti creativi genera per gli over-the-top e i ricavi percepiti dagli editori e dagli artisti. Abbiamo proposto al Senato in un ordine del giorno alla legge di delegazione, di modo da rendere più efficace la norma di prevedere espressamente che, in caso di mancato accordo entro un termine predisposto, ci sia un intervento dell’Autorità di settore per la definizione delle condizioni, anche economiche, dell’uso dei contenuti da parte delle piattaforme digitali. Riteniamo necessaria la rottura del monopolio economico ed informativo degli OTT, e l’adozione delle misure proposte per la riduzione del divario di valore, in particolare il recepimento della direttiva copyright. Infine, abbiamo voluto sottolineare come debbano essere evitate incursioni di merito sulla linea editoriale come avvenuto sotto la presidenza Cardani, come avvenuto sul Tg2.” (by Carlo Prosperi)

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Rifugiati: un’accoglienza che rispetti i diritti umani

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2020

Papa Francesco lo ha ripetuto ieri, con forza, all’Angelus: occorre assicurare “un’accoglienza umana e dignitosa a chi cerca asilo”. Sostenendo il messaggio del Papa, la Comunità di Sant’Egidio, il Jesuit Refugee Service e le Suore missionarie di San Carlo Borromeo (Scalabriniane) lanciano un appello: Dopo l’incendio che ha distrutto il campo e creato enormi difficoltà a chi viveva già un inferno, nulla sia come prima. L’Unione Europea, in collaborazione con il governo greco, intervenga con immediatezza nel segno dell’accoglienza e dell’integrazione di un numero di persone che certamente è alla sua portata. Con estrema urgenza nelle prossime ore devono essere prese importanti decisioni per salvare le persone più vulnerabili, a partire da malati, donne e bambini. Solo privilegiando la strada del dialogo e delle relazioni pacifiche, sarà possibile arrivare a una soluzione nell’interesse di tutti. Ma ritardare o, peggio, far finta di niente in attesa che si crei una nuova precarietà permanente a danno di famiglie che risiedono da mesi nell’isola, alcune da anni, sarà gravemente colpevole per un continente che è simbolo di rispetto dei diritti umani, una vergogna di fronte alla storia. Le tre realtà che promuovono questo appello – da tempo vicine, con diversi interventi, ai profughi che risiedono a Lesbo e in tutta la Grecia – chiedono in particolare di:

  • alloggiare, il prima possibile, gli sfollati dell’incendio di Moria in strutture di piccole dimensioni, forniti di servizi.
  • garantire il libero accesso alle associazioni umanitarie per soccorrere i migranti nelle loro necessità più immediate, in particolare nei confronti di malati, donne e bambini, anziani;
  • decidere contemporaneamente, a livello dell’Unione o dei singoli paesi europei che si offrono, il necessario ricollocamento di non solo dei minori non accompagnati ma anche delle famiglie e degli individui vulnerabili presenti nell’isola;
  • cambiare il modello di accoglienza nell’isola di Lesbo per i nuovi arrivi dalla Turchia prevedendo strutture di accoglienza su base transitoria, gestibili e rispettose della dignità umana, salvaguardando il diritto di ciascun profugo, di qualsiasi provenienza, a chiedere asilo.Le tre realtà promotrici di questo appello ricordano inoltre che, dal febbraio 2016, è nata l’esperienza dei corridoi umanitari, avviata anche a Lesbo dallo stesso Francesco quando, il 16 aprile 2016, portò con sé in aereo le prime tre famiglie per un totale di 67 profughi con l’intervento dell’Elemosineria Apostolica e della Comunità di Sant’Egidio. Si tratta di una via che occorre continuare a percorrere per salvare altri profughi facendo rete con tante associazioni, parrocchie, cittadini comuni che si sono offerti di accogliere con grande generosità. “Le esperienze già avviate in alcuni paesi – hanno ricordato i cardinali Krajewski, Hollerich e Czerny nella loro lettera agli episcopati europei del 28 gennaio scorso – dimostrano che le possibilità della buona accoglienza sono superiori a quanto si sperasse”. Per questo auspichiamo anche che le conferenze episcopali europee sollecitino i loro rispettivi governi a elaborare nuovi progetti di accoglienza e di integrazione, due pratiche che fanno bene non solo ai migranti, ma molto, in termini di valori e di futuro, a tutti i cittadini europei.

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Taglio dello stipendio ai parlamentari: Proposta accolta

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2020

“C’è sempre un lato positivo nelle cose. Tu parli del referendum per il taglio del numero dei parlamentari votato quasi all’unanimità in quarta lettura, e “loro” rilanciano sul taglio degli stipendi! Perfetto. Facciamolo, al più presto. Proposta accolta.
La politica è già cambiata da quando il MoVimento 5 Stelle è in Parlamento e al Governo. La risposta di Luigi Di Maio, nell’accogliere il passo avanti di alcuni partiti, che dicono “vanno tagliati gli stipendi dei politici”, è chiara. Mi aspettavo un po’ più di entusiasmo per un altro accordo raggiunto, per far tornare questo Paese alla normalità. Ma sono certa giungerà nelle prossime ore…“.Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Crowdfunding culturale

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2020

In Italia è sempre più una realtà. Nell’ambito di una crescita generale e sistemica del fenomeno (che ha fatto registrare un +59% nel 2019), la “raccolta dal basso” nell’ambito dei beni culturali e artistici macina numeri importanti.Il 70% degli imprenditori italiani valuta positivamente il sostegno a progetti ed eventi culturali: il 51% considera strategico l’investimento in cultura nel lungo periodo e dunque lo integra nelle proprie strategie di marketing; il 36% delle imprese ha ripreso gli investimenti in cultura negli ultimi tre anni. Occorre sdoganare al più presto il cortocircuito mentale e sistemico secondo cui “con la cultura non si mangia”. Pensando soprattutto ad un Paese come l’Italia che detiene il numero più elevato di giacimenti culturali del Pianeta.Il crowdfunding mi piace perché è un’attività socialmente utile – afferma Emanuela Negro Ferrero, CEO di Crowd Team, startup innovativa a vocazione sociale specializzata in servizi e prodotti in ambito blockchain e crowdfunding per la cultura, editrice di http://www.innamoratidellacultura.it, primo portale italiano per il crowdfunding culturale. In questo senso – prosegue – considero che lo strumento oggi è pronto. E’ dimostrato che funziona e che piace alle persone. Affinché però entri a far parte del comportamento abituale è necessario far fiorire a livello colletivo la conoscenza. Una buona idea non basta. Quello che serve ora è aiutare le persone ad aumentare le proprie competenze. Servono capacità personali, relazionali, comunicative e digitali. E proprio in queste settimane, su innamoratidellacultura.it, è in corso la campagna di raccolta per salvare il Museo di Villa Verdi, la dimora (a Sant’Agata di Villanova sull’Arda (PC)) dove il grande compositore visse per 50 anni e che ora rischia di chiudere per mancanza di fondi, che servirebbero a finanziare urgenti lavori di restauro e sostenere lo staff.

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La 77a edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica è stata sicuramente ottima

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

A fronte anche del difficile momento organizzativo: l’edizione di quest’anno dona forza e speranza al cinema e al teatro per ripartire. E’ stata sicuramente una gioia vedere le persone affollare le sale, nel rispetto delle norme. Il nostro plauso va all’amministrazione regionale di Zaia e comunale di Brugnaro, al presidente della Biennale Cicutto, al direttore Barbera e agli staff – afferma il responsabile Cultura di Fratelli d’Italia, capogruppo in commissione Cultura alla Camera, deputato Federico Mollicone – Abbiamo avuto anche la dimostrazione che si può innovare, con un’edizione “digitale” con prenotazione online dei film. Va, comunque, riconosciuto l’oltraggio per il cinema italiano, nonostante lo sforzo produttivo di RaiCinema. In particolare, l’opera di Gianfranco Rosi, già invitata ai maggiori festival internazionali e accolta molto favorevolmente da pubblico e addetti ai lavori, è stata esclusa forse perchè, come ha detto l’ad di Rai Cinema Del Brocco, la giuria non rappresentava tutte le sensibilità del cinema. La vittoria è stata attribuita a “Nomadland”, espressione del pensiero unico relativista, un’opera molto lontana dal senso del tempo che stiamo vivendo. Certo non è sufficiente il premio a Favino, peraltro nemmeno attore protagonista ma con un ruolo più che altro da produttore. Crediamo sia arrivato il momento di istituire un Leone d’oro al cinema italiano come categoria, con la partecipazione dei nostri prodotti cinematografici anche nelle altre categorie. Siamo la patria del cinema e non possiamo accettare che giurie “politically correct” oltraggino così il nostro cinema e i nostri autori. Non vorremmo che qualcuno abbia costruito un Festival solo per l’immagine internazionale, senza pensare alla valorizzazione del cinema nazionale.”

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Solidarietà e sostegno al popolo libanese

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

“L’Italia e il Libano sono paesi amici, legati da decenni di ottimi rapporti. Una strettissima e proficua collaborazione in tutti i campi. Il ruolo dell’Italia in Libano è stato ed è veramente incisivo, la nostra presenza nel Paese non è dovuta solo all’emergenza scoppiata in seguito all’esplosione al porto di Beirut, ma costituisce un continuum, perché il nostro è un rapporto stabile e costruttivo che intratteniamo da anni. Le nostre azioni sono basate su un costante dialogo con tutti gli attori. I nostri aiuti hanno lo scopo di tamponare l’emergenza a Beirut, ma continueremo le nostre azioni di cooperazione in tutto il paese, nell’ottica di uno sviluppo a lungo termine. L’Italia vuole dare risposte strutturali perché Libano, Paese con una effervescenza culturale eccezionale soprattutto tra i giovani, torna ad essere faro di democrazia nel Mediterraneo quale è sempre stato. Desidero ringraziare i libanesi in Italia per il contributo che danno al nostro paese e ai rapporti tra il nostro Paese e il Libano. Un ringraziamento particolare ai tanti medici di origine libanese in Italia che sono una risorsa per tutti” così la dichiarazione della Vice Ministra Affari Esteri Emanuela Del Re che ha inviato alla Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) ,associazione Medici di origine straniera in Italia (Amsi) ,Unione Medica Euro Mediterranea (UMEM) e il Capello delle nostre associazioni e comunità il Movimento internazionale Transculturale interprofessionale Uniti per Unire alla fine della sua missione di solidarietà e cooperazione internazionale vera e concreta e piena di messaggi di pace ,dialogo e umanità in Libano portando aiuti sanitari e sostegno psicologico dal popolo libico e professionisti della sanità impegnati a salvare la vita tutti i giorni con mille difficoltà. “È un altro gesto importante dell’Italia verso i nostri paesi di origine e in questo caso si tratta del Libano dopo la tragedia e catastrofe che è costato centinaia di morti e migliaia di feriti e quartieri distrutti dall’esplosione a Beirut. Ringraziamo l’Italia e la vice Ministra Emanuele Del Re per l’ennesimo gesto e messaggio forte verso il Libano che ha apprezzato molto .Bisogna continuare con la cooperazione internazionale e costruire ponti e fabbriche di solidarietà e non fabbriche d’armi e mercati di esseri umani per combattere la fuga dei cervelli e professionisti dal Libano perchè è importante rimanere in Libano per sostenere ospedali e istituzioni che fanno sforzi enormi per farli funzionare e urge una cooperazione internazionale trasparente e controllata come ha fatto la Vice Ministra Emanuela Del Re che è andata di persona ad accompagnare la quarta spedizione incontrando autorità ministri e operatori sanitari e volontari .cosi Dichiara il Fonadatore Amsi e Co-mai Foad Aodi nonché membro registro esperti e GDL Salute Globale Fnomceo.Un ringraziamento ed apprezzamento per l’operato del Governo Italiano e della VM Emanuela Del Re anche dalla comunità e medici libanesi ,Il Pediatra e Coordinatore AMSI e Co-mai in Lombardia Dr.Batreche Mohamed e Il Medico di Famiglia e Coordinatore Organizzativo Co-mai e membro del Ufficio di presidenza Amsi Dr.Mohamed Ali Zaraket che insieme ai nostri movimenti danno la massima disponibilità per qualsiasi collaborazione e supporto per il Libano ed i nostri paesi di origine. (ByUfficio Stampa Amsi e Co-mai http://www.unitiperunire.org)

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“La parola d’ordine per il rilancio è: competitività”

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Maggiore competitività anche grazie all’uso delle risorse del Recovery Fund, con investimenti in infrastrutture quali porti, aeroporti, ferrovie e strade. In questo ambito abbiamo già sbloccato investimenti per 110 miliardi. Non solo, anche un’importante decontribuzione per i lavoratori delle Regioni del Sud pari al 30% per dieci anni.Novità anche sul Piano Transizione 4.0, perché sia finalmente stabilizzato e nell’immediato lo sportello del Fondo per l’Economia Circolare. Un fondo rotativo per sviluppare modelli produttivi, con la riconversione di vecchi metodi e nuove sperimentazioni che possano aumentare la produttività”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, durante l’incontro con gli imprenditori della Provincia di Foggia, cui ha partecipato assieme al Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

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“I prossimi anni saranno fondamentali per far ripartire l’Italia”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Con la Legge di Bilancio, che porterà con se anche una profonda riforma fiscale e l’abbassamento delle tasse, e il Recovery Plan metteremo in campo importanti progetti che favoriranno la creazione di nuove opportunità di lavoro. In questo modo si creeranno nuovi posti di lavoro legati al digitale, alla filiera dell’energia e a quello della mobilità sostenibile”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Il rilancio dell’economia affidato ad aziende in debito o parassite?

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Ricordiamo solo due settori in cui lo Stato si sta molto impegnando per il rilancio dell’economia, e anche con molti soldi: trasporto aereo e telecomunicazioni. Due settori molto strategici e su cui gravitano quasi tutte le altre economie.
Trasporto aereo. In crisi come in tutto il resto del mondo. Peculiarità, quindi, non generali ma specifiche, legate al trascorso e alla loro gestione. Al momento l’impegno dello Stato è tutto teso verso la rigenerazione di Alitalia, azienda sopravvissuta nell’ultimo mezzo secolo solo grazie ai soldi dello Stato. Quello Stato che sta prestando poca attenzione agli altri operatori che volano nei nostri cieli o usano i nostri hub, tant’è che, salvo casi marginali, sono tutte compagnie non-italiane. L’altra grande compagnie italiana che c’era – Alisarda, poi divenuta Meridiana e poi ancora Air Italy – proprio in questi giorni dopo un tentativo di rilancio, ha “definitivamente” chiuso.La vicenda Alitalia è nota e drammatica, soprattutto perché in queste settimane, dopo ulteriori e notevoli finanziamenti pubblici, non riesce ancora a “decollare”.Comunque, se si sentono i vari ministri, e soprattutto quello dei Trasporti, è su Alitalia che governo e maggioranza puntano per il rilancio dell’economia in questo settore.
Telecomunicazioni. Sembra che sia stato raggiunto l’accordo per la creazione della società che dovrebbe gestire la Rete Unica. Saranno due società ad essere l’asse portante: Tim e Open Fiber. Mentre Tim ha una partecipazione minoritaria dello Stato al proprio capitale, Open Fiber ha un partecipazione pubblica maggioritaria. Tim ha debiti finanziari di svariati miliardi mentre Open Fiber si “limita” a poco più di 100 milioni. Da ricordare che Tim è l’erede del monopolio (e alcune servizi continua a gestirli in regime di monopolio), mentre Open Fiber è la punta di diamante per eccellenza delle politiche di investimento dello Stato, poiché il suo capitale dominante è della Cassa Depositi e Prestiti (CdP), istituzione finanziaria del ministero dell’Economia.Entrambe società che hanno operato ed operano col privilegio, oltre che del portafoglio, anche della considerazione. E che, nonostante questo, sono “in rosso”. Questo per significare che la loro gestione, pur in un mercato in cui la domanda è incessante e travolgente, hanno risultati economici negativi.
Bene. Tra trasporti e telecomunicazioni. Il rilancio della nostra economia è affidato a queste società: Alitalia, Tim e Open Fiber. Certo, ognuna di queste società (in particolare quelle di Tlc) hanno intrecci economici e finanziari che per comprenderli e stargli dietro occorrerebbe uno stuolo di consulenti di alto livello finanziario… ma nonostante questa loro mastodonticità e introduzione economica, hanno problemi economici notevoli che non nascono dall’iperuranio ma dalla gestione che fanno del loro business. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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La proposta ONU di proteggere il 30% del pianeta entro il 2030

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Centoventotto tra esperti e ONG ambientaliste e dei diritti umani lanciano oggi un monito: la proposta ONU di aumentare le aree protette globali, come i parchi nazionali, potrebbe portare a gravi violazioni dei diritti umani e causare danni sociali irreversibili per alcune delle popolazioni più povere del mondo. Nel maggio 2021, il Vertice delle Parti presso la Convenzione sulla diversità biologica (CBD), prevede di accordarsi sul nuovo obiettivo di mettere almeno il 30% della superficie terrestre sotto conservazione entro il 2030. Questo obiettivo “30×30” raddoppierebbe l’area di terra attualmente protetta entro il prossimo decennio.Tuttavia, le preoccupazioni sui costi umani della proposta e sulla sua efficacia come misura ambientale stanno crescendo poiché la protezione della natura, in regioni come il bacino del Congo africano e l’Asia meridionale, negli ultimi anni è stata sempre più militarizzata. Una serie di recenti denunce ha rivelato che le comunità continuano a essere espropriate e sfrattate con la forza per far spazio alle aree protette e che subiscono gravi violazioni dei diritti umani da parte delle forze anti-bracconaggio, armate pesantemente.In una lettera al Segretariato della CBD, le ONG avvertono che potrebbero subire gravi impatti negativi fino a 300 milioni di persone a meno che non siano implementate misure molto più forti per proteggere i diritti dei popoli indigeni e di altri piccoli proprietari terrieri tradizionali e gestori dell’ambiente. I gruppi ambientalisti firmatari del monito hanno anche affermato che il modello di “conservazione fortezza” implementato in gran parte del Sud del mondo non riesce a prevenire il rapido declino della biodiversità, sottolineando anche come spesso le pesanti imposizioni rischiano di mettere la popolazione locale contro gli sforzi di conservazione, accelerando addirittura la distruzione dell’ambiente. Qualsiasi ulteriore incremento delle aree protette, sostengono, deve essere preceduto da una revisione indipendente degli impatti sociali e dell’efficacia di conservazione delle aree protette già esistenti.

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Rapporto UNHCR: il coronavirus rappresenta una grave minaccia all’istruzione dei rifugiati

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

In un rapporto pubblicato oggi, intitolato “Coming Together for Refugee Education”, l’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, prevede che, se la comunità internazionale non intraprenderà azioni immediate e coraggiose per contrastare gli effetti catastrofici del COVID-19 sull’istruzione dei rifugiati, il potenziale di milioni di giovani rifugiati che vivono in alcune delle comunità più vulnerabili al mondo sarà ulteriormente minacciato. I dati raccolti nel rapporto si basano sulle statistiche complessive inerenti alle iscrizioni al ciclo scolastico del 2019.In assenza di maggiore supporto, l’aumento costante e duramente conseguito del numero di iscrizioni a scuola, alle università, e ai corsi di formazione tecnica e professionale potrebbe invertire la tendenza – in alcuni casi in modo permanente –pregiudicando potenzialmente gli sforzi volti a conseguire l’Obiettivo di sviluppo sostenibile 4 relativo alla necessità di assicurare a tutti accesso a un’istruzione inclusiva, equa e di qualità. I dati relativi al 2019 raccolti nel rapporto si basano su informazioni provenienti da dodici Paesi che accolgono oltre la metà dei bambini rifugiati di tutto il mondo. Mentre la percentuale di iscrizioni complessive all’istruzione primaria è pari al 77%, solo il 31% dei giovani risulta iscritto all’istruzione secondaria. A livello di istruzione superiore, la percentuale di iscritti è solo del 3%.Pur non stando in alcun modo al passo delle medie globali, queste statistiche dimostrano che sono stati compiuti progressi. Le iscrizioni all’istruzione secondaria sono aumentate e fanno registrare nuove decine di migliaia di bambini rifugiati che frequentano la scuola, un incremento del 2% nel solo 2019. Tuttavia, la pandemia di COVID-19 ora minaccia di azzerare questi e altri risultati di fondamentale importanza. La minaccia nei confronti delle bambine rifugiate è di particolare gravità.
Per le bambine rifugiate, le possibilità di accesso all’istruzione sono già inferiori rispetto a quelle dei bambini e le probabilità che esse frequentino la scuola secondaria sono la metà. In base ai dati in possesso dell’UNHCR, il Malala Fund ha stimato che, per effetto della pandemia da COVID-19, la metà di tutte le ragazze rifugiate iscritte alla scuola secondaria non farà ritorno in classe quando gli istituti riapriranno questo mese. Nei Paesi in cui la percentuale complessiva di ragazze rifugiate iscritte alla scuola secondaria era già inferiore al 10%, tutte le ragazze sono a rischio di abbandonare gli studi per sempre, una previsione agghiacciante che avrebbe un impatto sulle future generazioni.
Adattarsi alle limitazioni imposte dal COVID-19 è stato duro, specialmente per l’85% dei rifugiati di tutto il mondo che vive nei Paesi in via di sviluppo o in quelli meno sviluppati. Telefoni cellulari, tablet, laptop, connettività, e perfino apparecchi radio spesso non sono immediatamente disponibili presso le comunità di sfollati. L’UNHCR, i governi, e i partner stanno lavorando instancabilmente per risolvere le criticità essenziali e assicurare continuità all’istruzione dei rifugiati durante la pandemia, sfruttando programmi di didattica a distanza, televisione e radio, e assicurando sostegno a insegnanti e assistenti per relazionarsi con gli studenti nel rispetto delle linee guida sanitarie.Il rapporto si appella a governi, settore privato, società civile e altri attori chiave affinché uniscano le forze per trovare soluzioni che rafforzino i sistemi educativi nazionali, creino collegamenti a percorsi didattici che consentano di conseguire un’istruzione qualificata e assicurino e tutelino finanziamenti dedicati. In assenza di tali interventi, avverte il rapporto, il rischio è quello di perdere una generazione di bambini rifugiati privati dell’istruzione.I rischi per l’istruzione dei rifugiati non si limitano a quelli causati dal COVID-19. Gli attacchi perpetrati ai danni delle scuole costituiscono una triste realtà in aumento. Il rapporto dedica particolare attenzione alla regione africana del Sahel, dove le violenze hanno costretto alla chiusura di oltre 2.500 scuole danneggiando i percorsi didattici di 350.000 studenti.

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Ad Alberobello quattro giorni di “Transizioni” tra medicina, etica e diritto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2020

Alberobello (Ba) Trullo Sovrano da giovedì 10 a domenica 13 settembre. Gli incontri si svolgeranno ad Alberobello (BA) nello spazio antistante il Trullo Sovrano, casa museo risalente al XVIII secolo, a partire dalle ore 19.30. L’è gratuito e si potrà accedere iscrivendosi all’indirizzo: infotransizioni@gmail.com. Ad anticipare e per presentare “Transizioni”, martedì 8 settembre alle ore 19.00, nella terrazza Belvedere, tra i luoghi più suggestivi di Alberobello, si terrà la conferenza stampa con la presenza di alcuni dei relatori e delle autorità istituzionali. Le nuove frontiere della medicina e del diritto”, è un progetto ideato dall’avvocato Michele Ficco, con il coordinamento scientifico del Prof. Giorgio Assennato e del Prof. Nicola Colaianni, Avv. Claudia Sportelli, Avv. Stefano Maria Sisto e organizzato da Rosario Sportelli.Questa importante quattro giorni di riflessione nasce dall’idea di realizzare una serie di incontri di approfondimento su tematiche attuali di bioetica legate ai cambiamenti sociali, culturali, tecnologici e ambientali, al fine di favorire la promozione di una corretta informazione, che vada oltre i messaggi della comunicazione mass mediale, su questioni che inevitabilmente hanno grande impatto nelle nostre vite.L’importanza degli argomenti e la possibilità di approfondire aspetti, che non sempre sono di facile accessibilità, ha portato all’individuazione di aree tematiche che saranno alla base dei singoli incontri e alla scelta di esperti del settore e di testimoni che, con il loro contributo, aiuteranno a capire le conseguenze dei cambianti in atto e ad acquisire le conoscenze necessarie per vivere da cittadini responsabili le sfide etiche del nostro tempo. Tra le tematiche individuate “innovazione tecnologica, diritto e scienza”, “ambiente e tutela della salute”, “i trattamenti di fine vita” e “prevenzione e vaccinazione ai tempi del Covid-19”.
“Transizioni – Le nuove frontiere della medicina e del diritto” è stata realizzata grazie al sostegno del Comune di Alberobello, dell’Ordine degli Avvocati di Bari e dello sponsor unico Woom Italia, ente accreditato della Regione Puglia che si occupa di formazione, servizi per il lavoro e le aziende. L’evento è inoltre patrocinato dalla Regione Puglia, dall’Università degli Studi di Bari, dall’Ordine dei Giornalisti della Puglia, dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Bari, dalla Asl Bari e dall’Ordine degli Avvocati di Bari che ha accreditato gli incontri ai fini della formazione dei suoi iscritti.
Per garantire una maggiore fruizione sarà possibile seguire l’evento in diretta su Facebook, dalla pagina dedicata all’evento e in cross-posting su quelle dei partner.

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Mappa delle zone a maggiore pericolosità sismica delle faglie dell’Etna

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Il 26 dicembre 2018 una scossa sismica di magnitudo Mw 4.9 ha interessato il fianco sud-orientale dell’Etna, causando ingenti danni alle zone urbane di nove comuni etnei.Su impulso del Commissario Straordinario designato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la ricostruzione dell’area etnea, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha messo a disposizione l’esperienza di ricercatori altamente specializzati nel rilevamento geo-strutturale e nella pianificazione territoriale di aree vulcano-tettoniche attive, per l’elaborazione di una mappa statica ed interattiva (WebGIS) delle “microzone omogenee” delle faglie etnee attivate dal sisma del 2018, pubblicata nei giorni scorsi dal Commissario (https://commissariosismaareaetnea.it/). La mappa è frutto del lavoro di un team di esperti coordinato da Marco Neri, ricercatore dell’INGV in comando presso la Struttura Commissariale, e composto anche da geologi del Genio Civile di Catania e dell’Agenzia Invitalia. Nella mappa si individuano sia le faglie che si sono attivate in occasione del sisma, sia le zone di maggiore pericolosità sismica nel territorio, distinguendole in Zone di Attenzione (ZAFAC), Zone di Suscettibilità (ZSFAC) e Zone di Rispetto (ZRFAC). Il team di ricercatori e professionisti individuati dal Commissario ha lavorato confrontando i rilievi geostrutturali di terreno con i numerosi studi (aerofotogrammetrici, geofisici, satellitari) pubblicati su riviste scientifiche nazionali ed internazionali e avvalendosi, inoltre, dei dati acquisiti dal gruppo specializzato EMERGEO dell’INGV. Tutte le fasi dello studio sono state condivise con il Dipartimento della Protezione Civile nazionale e della Regione Siciliana.“Questa esperienza è stata particolarmente importante”, ha dichiarato Carlo Doglioni, Presidente dell’INGV “giacché la ricerca scientifica è stata letteralmente “applicata” al territorio, traducendo in una forma comprensibile alcune attività di studio estremamente complesse e condotte dall’INGV, offrendole a tutta la popolazione con risvolti di grande utilità pubblica”.“Si tratta di un risultato importante ed imprescindibile per la Struttura Commissariale e per le popolazioni terremotate, poiché consente di procedere rapidamente ed in sicurezza alla ricostruzione del territorio interessato dal sisma”, ha dichiarato il Commissario Salvatore Scalia. “Le persone sono consapevoli della pericolosità geo-vulcanologica e sismica dell’Etna, ma il sisma del 26 dicembre 2018, diversamente da altri eventi del passato, ha prodotto anche una vistosa “fagliazione superficiale” del territorio che è stato possibile mappare con precisione, delle vere e proprie spaccature del terreno che si sono propagate anche nelle aree urbanizzate, danneggiandole gravemente”, ha proseguito Marco Neri.

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Mapping of the “homogeneous microzones” of the faults activated by the earthquake of 26 December 2018

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

On December 26, 2018, an earthquake of magnitude Mw 4.9 affected the south-eastern flank of Etna, causing extensive damage to the urban areas of nine Etna municipalities.
At the instigation of the Extraordinary Commissioner designated by the Presidency of the Council of Ministers for the reconstruction of the Etna area, the National Institute of Geophysics and Volcanology (INGV) has made available the experience of highly specialized researchers in geo-structural survey and territorial planning of active volcano-tectonic areas, for the development of a static and interactive map (WebGIS) of the “homogeneous microzones” of the Etnean faults activated by the 2018 earthquake, published in recent days by the Commissioner (https://commissariosismaareaetnea.it/).
The map is the result of the work of a team of experts coordinated by Marco Neri, INGV researcher in command at the Commissioner Structure, and also composed of geologists from the Civil Engineering Department of Catania and the Invitalia Agency. The map identifies both the faults that were activated during the earthquake, and the areas of greatest seismic danger in the territory, distinguishing them in Zones of Attention (ZAFAC), Zones of Susceptibility (ZSFAC) and Zones of Respect (ZRFAC).
The team of researchers and professionals identified by the Commissioner worked by comparing the geostructural land surveys with the numerous studies (aerial photogrammetric, geophysical, satellite) published in national and international scientific journals and also making use of the data acquired by the specialized group EMERGEO of the INGV. All the phases of the study were shared with the National Civil Protection Department and the Sicilian Region.
“This experience was particularly important”, declared Carlo Doglioni, President of INGV, “since scientific research has been literally ‘applied’ to the territory, translating into an understandable form some extremely complex study activities conducted by the INGV, offering them to the whole population with implications of great public utility”.
“This is an important and essential result for the Commissioner Structure and for the population affected by the earthquake, as it allows for the rapid and safe reconstruction of the territory affected by the earthquake”, declared Commissioner Salvatore Scalia. “People are aware of the geo-volcanological and seismic danger of Etna, but the earthquake of December 26, 2018, unlike other events in the past, also produced a striking ‘superficial faulting’ of the territory that it was possible to map with precision. These are real cracks in the ground that have also spread to urbanized areas, seriously damaging them”, continued Marco Neri.In these cases, therefore, for an optimal management of the territory, it is necessary to take into account not only the “shaking” generated by the earthquake but, also, to consider the existence of surface fractures that have produced a permanent deformation of the soil and which therefore affect the choices to be made in planning the reconstruction.
For the best possible knowledge and dissemination of the results achieved by the important work, the map has been published on the Commissioner’s website and some contents have been digitized, simplified and made available also through a WebGIS application and a graphic processing of immediate understanding and easily accessible by any IT support, including common smartphones. The WebGIS allows you to “navigate” on the territory by choosing between different types of geographical display, highlighting the faults and dangerous areas and identifying the position of a specific site of interest, such as your home, simply by typing its address in the appropriate box of the app.The interactive map will eventually be updated as the further results of the geological and geophysical investigations envisaged by the Commissioner are acquired for each individual application for the reconstruction contribution. “The map is important both for the management of the current phase of reconstruction of the earthquake areas and for the future territorial planning of the sites concerned”, concluded Commissioner Scalia.

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Oltre 9 italiani su 10 hanno lo smartphone sempre in mano

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Lo utilizzano sui mezzi pubblici e nel luogo di lavoro. L’89% degli italiani dichiara inoltre che non rinuncerà a questa abitudine neanche in vacanza.A metterlo in evidenza è un’analisi di SpeedVacanze.it, il portale che offre ai single il modo più veloce e divertente per incontrare gente nuova e molti nuovi potenziali partner, che ha realizzato un sondaggio coinvolgendo 2 mila uomini e donne single di età compresa tra i 18 ed i 50 anni.Ad essere «vittime» della «sindrome da hand-phone» -così come è stata definita a livello internazionale questa dipendenza- sarebbero 56 milioni di italiani.«Il telefonino ha la capacità “ipnotizzare” le persone davanti ad uno schermo» commenta Roberto Sberna, direttore generale di SpeedVacanze.it, sintetizzando i risultati della ricerca.«Gli italiani sembrano essere così tanto presi dal loro telefonino da riuscire ad utilizzare una sola mano per moltissime attività che prima eseguivano a due mani, pur di non staccarsi dal loro cellulare» aggiunge Giuseppe Gambardella, fondatore di SpeedDate.it e di SpeedVacanze.it.«In Italia ci sono oggi quasi 90 milioni di smartphone attivi, che gli italiani utilizzano sempre di più per navigare su Internet e sui social network, oltre che per le tradizionali chiamate, che arrivano a sommare 50 miliardi di telefonate ogni anno: oltre 136 milioni di telefonate ogni giorno» sostengono gli analisti di SpeedVacanze.it.«Per strada oggi sembra spesso di essere circondati da “zombie” assorti nei loro telefonini. La sfida dunque è quella di imparare a governare la tecnologia senza diventarne schiavi» sottolinea Roberto Sberna. E vero è infatti che molto spesso, invece di rimanere «appiccicati» allo smartphone, si potrebbe approfittare del tempo libero per fare tante altre attività più interessanti, dalla lettura di un libro alle passeggiate, dal cucinare al praticare uno sport.Quanto tempo dedicano gli italiani al telefonino? Secondo SpeedDate.it un italiano su 5 utilizza il telefonino addirittura oltre 8 ore al giorno e questa percentuale sale al 45% tra i più giovani. Nella media generale, un altro 25% utilizza il telefonino per 4 ore al giorno. Il 20% si limita invece a “solo” 2 ore ed il rimanente 10% lo utilizza meno di un’ora al giorno.«Ad essere più dipendenti dal telefonino sono maggiormente le donne ed i più giovani: la percentuale sale al 96% nella fascia di età compresa tra i 18 ed i 24 anni» concludono gli analisti di SpeedDate.it. (WORLDNET)

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Governo. Di Maio e la politica estera con la Cina

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Era andato in Cina viaggiando in classe turistica, mostrando orgoglioso ai suoi fedeli il biglietto aereo. Gli effetti sono stati disastrosi: ha sbagliato clamorosamente il nome del presidente della Repubblica Cinese, chiamandolo Ping.
Ora, con molta probabilità, utilizza aerei di Stato.Ha sottoscritto un accordo commerciale con la Cina per l’esportazione di arance dimenticando che la Cina produce 40 milioni di tonnellate di agrumi e l’Italia solo 3 milioni, oltretutto, il costo del trasporto aereo alzerà quello delle arance italiane a livelli stratosferici.Ha promosso un memorandum politico-economico con la Cina, al di fuori dei G7, le maggiori potenze economiche mondiali, dimenticando che la Cina persegue un proprio disegno geopolitico in contrapposizione con l’Occidente, passando per l’anello debole della catena: l’Italia autoisolata.
Aveva definito le proteste dei cittadini di Hong Kong come problema interno alla Cina e, dopo la condanna della Ue, ha cambiato opinione dichiarando, nell’incontro di qualche giorno fa con il ministro cinese Wang Yi, che è indispensabile preservarne l’alto grado di autonomia e libertà.Non ha nulla da dire sulla oppressione delle popolazioni tibetane e dello Xinjiang. Costui è Luigi Di Maio. Il ministro degli Esteri italiano. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Emergenza Veneto

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2020

“Dopo la tempesta Vaia dell’Ottobre 2018, dopo l’alluvione a Venezia del Novembre scorso, dopo le frane e il dissesto geo-idrologico degli anni precedenti, in Veneto come altrove si risponde con logiche di Protezione Civile prevalentemente di soccorso e interventi di ripristino dello stato dei luoghi. Ogni volta uno “stato di crisi”, certo in molti casi indispensabile; basta questo per evitare che gli effetti al suolo del prossimo evento atmosferico non si ripetano o addirittura non siano più gravi? Il Veneto, come puntualmente ricorda Ispra nei suoi rapporti, da molti anni è la regione più cementificata d’Italia – oltre 1600 ettari di suolo naturale impermeabilizzati solo negli ultimi 2 anni; nel contempo gli uffici regionali preposti alla salvaguardia geologica si assottigliano, rischiando l’estinzione”. Lo ha affermato Pietro Zangheri, geologo, Presidente della Sezione Nord – Est della Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA) in merito agli eventi accaduti a Verona e non solo.Il Governatore del Veneto Luca Zaia ha firmato la nuova dichiarazione di “stato di crisi” per le province di Verona, Vicenza, Belluno e Padova, dopo l’ennesimo evento estremo che ha coinvolto nei giorni del 22 e 23 agosto il Veneto.
“A ogni estate, a ogni mese dell’anno, a ogni regione del nostro Paese si può associare un evento naturale, che sia una frana, un’alluvione, un allagamento, una voragine, una erosione costiera, un terremoto, una valanga, i cui effetti sono ricondotti dagli amministratori e dai politici, quando va bene, in “stato di crisi”. D’altronde le cerimonie delle ricorrenze di questi eventi ci ricordano quello che è accaduto e come eravamo impreparati. Siamo il Paese dallo stato di crisi permanente. In un’Europa sempre più motivata a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030 – ha affermato Antonello Fiore, geologo, Presidente Nazionale della SIGEA – e pronta a investire diverse decine di miliardi di euro – come si evince dai programmi comunitari del Green New Deal e del Recovery Fund – gli amministratori (in Veneto come in altre regioni d’Italia) che agiscono, su territori sempre più vulnerabili per gli effetti della crisi climatica, con interventi emergenziali stanno dando la risposta giusta?”Questa è la principale domanda che si pone la Sigea con il Presidente nazionale Antonello Fiore.“Passata l’ennesima emergenza, ricevuti i contributi economici richiesti per risanare i danni subiti, si esce più maturi e consapevoli dell’urgenza di sanare lo stato di “salute” dei paesaggi regionali, del territorio? Si diviene più coscienti della necessità di passare da una pur lodevole ed efficiente capacità di Protezione Civile – ha continuato Fiore – intesa come soccorso e ricostruzione a una logica di previsione e prevenzione? Esiste una reale cultura della cura del territorio, della tutela dell’ambiente e della vita che esso ospita? Si costruiscono e attivano politiche ecosistemiche e prospettiche, veramente innovative, per la manutenzione e rigenerazione dei luoghi? Domande che per non essere retoriche necessitano di risposte di lungo periodo e di politiche che trasformino gli investimenti pubblici in un volano per investimenti privati nella rigenerazione del territorio e delle infrastrutture”.
“E’ essenziale rovesciare radicalmente il nostro sguardo – ha concluso Giuseppe Milano, ingegnere e urbanista esperto ambientale della SIGEA – e costruire, cooperando, piattaforme interscalari abilitanti capaci di leggere le trasformazioni complesse e articolate del territorio offrendo le utili chiavi di letture per interpretare il futuro realizzando gli interventi strategici necessari per la sua valorizzazione. Le politiche ambientali non sono né di destra né di sinistra: devono essere realizzate per il bene di tutti, possibilmente da persone sempre più qualificate e motivate, per quelli che ci sono oggi e per quelli che verranno domani”.

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Anche quest’anno l’Italia brucia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Dall’incendio scoppiato sul Gran Sasso a inizio mese, per il quale è stato chiesto lo stato di emergenza, ai roghi del palermitano, passando per Campania e Calabria, anche questa estate presenta il conto di aree boschive danneggiate o perdute a causa degli incendi. In generale, le principali cause sono il progressivo abbandono di aree agricole e di pascolo, la mancanza di gestione del territorio e un approccio che si concentra principalmente sulla lotta agli incendi attivi piuttosto che sulla loro prevenzione. La situazione è destinata a peggiorare: i cambiamenti climatici causeranno sempre più spesso condizioni meteorologiche estreme che predispongono la vegetazione a bruciare.Negli ultimi anni nel bacino mediterraneo si è assistito a incendi sempre più vasti e severi, con grandi superfici percorse e perdite di vite umane. Dal 2000 al 2017 le aree interessate da incendi sono state 8,5 milioni di ettari, circa tre volte e mezzo la Sardegna.È quello che emerge dal rapporto “Un Paese che brucia. Cambiamenti climatici e incendi boschivi in Italia”, pubblicato oggi da Greenpeace Italia e Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale (SISEF) con l’obiettivo di spiegare il legame fra questi due fenomeni, offrendo raccomandazioni e proposte.I cambiamenti climatici e le foreste sono strettamente connessi. Da un lato, le foreste trattengono e assorbono carbonio, svolgendo quindi un ruolo determinante nel mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Dall’altro, l’aumento delle temperature medie annuali, l’alterazione delle precipitazioni e il verificarsi di eventi meteorologici estremi (per forza e frequenza) mettono a rischio funzionalità e salute delle foreste, diminuendone la capacità di fornire servizi ecosistemici, ed esponendole ulteriormente a tempeste, siccità e incendi sempre più frequenti.
Oltre a Luca Tonarelli, i membri SISEF che hanno collaborato alla stesura del rapporto sono Giorgio Vacchiano, Ricercatore in gestione e pianificazione forestale presso l’Università Statale di Milano; Davide Ascoli, Ricercatore in selvicoltura e pianificazione forestale presso l’Università degli Studi di Torino; Giuseppe Mariano Delogu, Comandante regionale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale dal 2007 al 2009 e docente presso l’Università di Sassari; Valentina Bacciu, Ricercatrice presso il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici.

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