Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

Archive for the ‘Spazio aperto/open space’ Category

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Rapporto Caritas sulla povertà in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

caritas“Il rapporto della Caritas sulla povertà in Italia mostra il fallimento delle politiche del centro sinistra confermando ciò che Forza Italia sostiene da tempo”, lo dichiara la deputata di Forza Italia, Vincenza Labriola. “Tasso di disoccupazione giovanile tra i più alti d’Europa , record di Neet, un giovane su dieci in stato di povertà assoluta, questi i risultati. I giovani privati di qualsiasi prospettiva occupazionale sono diventati più poveri dei genitori. Nell’ultimo ventennio, osserva la Caritas, il divario di ricchezza tra giovani e anziani si è ampliato: la ricchezza media delle famiglie con capofamiglia di 18-34 anni è meno della metà di quella del 1995, mentre quella delle famiglie con capofamiglia con almeno di 65 anni è aumentata di circa il 60%.L’Italia inoltre -prosegue la deputata azzurra –è il paese dell’Ue con la più alta presenza di Neet: nel 2016 3 milioni 278mila giovani (il 26% di chi ha tra 15 e 34 anni) risultavano fuori dal circuito formativo e lavorativo. Questa situazione di stallo, di mancanza di prospettive e di difficoltà a fronteggiare la quotidianità, che pesa sulle nuove generazioni crea il depauperamento dell’Italia sia in termini economici che in termini culturali e sociali. Bisogna dare risposte concrete e immediate affinché l’Italia risorga dal baratro in cui il Pd lo ha fatto pian piano scivolare. Solo la politica del fare del Presidente Silvio Berlusconi – conclude Labriola- può dare risposte immediate e strutturali al Paese, le cose possono cambiare lo dobbiamo ai nostri figli e a noi stessi.”

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Le parole ostili e amiche della meteorologia

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

Philippine climateRovereto. Esagerazione, bomba d’acqua, superficialità, notizia a tutti i costi. Da opporre ad affidabilità, elasticità, conoscenza, attenzione, sviluppo, intelligenza, competenza e passione. Sono queste alcune delle parole ostili e delle parole amiche della meteorologia raccolte in occasione della tavola rotonda che il Festival meteorologia di Rovereto ha dedicato alla comunicazione delle previsioni del tempo e dell’allerta meteo.
La comunicazione meteorologica è al centro di interessi economici sempre più forti e il dato dell’impatto dell’audience del pubblico sulle meteo notizie riveste oggi un ruolo sempre più cruciale. Questo fa si che non manchino polemiche e contraddizioni, anche a causa del progressivo moltiplicarsi di canali mediali dove vengono proposte informazione sul meteo. Per rispondere e ribaltare il trend è fondamentale costruire un’informazione di qualità che contrasti quello che spesso finisce per essere un flusso comunicativo superficiale e inopportuno. Il Festivalmeteorologia, che ha richiamato al Polo Meccatronica di Trentino Sviluppo oltre duemila tra esperti, appassionati, curiosi e stakeholder del settore provenienti da tutta Italia e che si è chiuso oggi con l’ultima sessione di lavori dedicata alla formazione in meteorologia, ha dunque posto particolare attenzione in questa edizione al tema della comunicazione. Durante la tavola rotonda del sabato pomeriggio, condotta da Luca Calzolari direttore de Ilgiornaledellaprotezionecivile.it, gli spunti emersi hanno confermato quanta attenzione venga posta anche dal pubblico generalista all’informazione meteorologica. Il confronto ha visto tra i protagonisti Guido Caroselli, meteorologo e giornalista; Daniele Mocio, meteorologo, tenente colonnello dell’Aeronautica; Paolo Corazzon meteorologo e responsabile del rapporto con i media di 3B Meteo; Andrea Giuliacci, previsore Centro Epson Meteo; Carlo Cacciamani, Dirigente Responsabile del Servizio Centro Funzionale Centrale, Dipartimento della Protezione Civile Alberto Trenti, Direttore di Meteotrentino; Marco Ferrazzoli, Capo Ufficio stampa CNR; Mario Rusconi, Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi.
Positivo il bilancio finale per la manifestazione organizzata da Università di Trento, Comune di Rovereto, Trentino Sviluppo e Fondazione Museo Civico di Rovereto e patrocinata da Provincia autonoma di Trento, Trentino Marketing, Accademia roveretana degli Agiati e SAT – Società degli Alpinisti Tridentini. Grande partecipazione, livello scientifico elevato, punto d’incontro per amatori, appassionati e aziende, questi i punti che confermano il Festivalmeteorologia come manifestazione di riferimento italiano e che consentono già da oggi di lanciare l’invito a tutti per l’edizione 2018.

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Giornata mondiale della povertà

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

poveroIl presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal plaude al messaggio del Papa nell’omelia della messa per la prima Giornata Mondiale dei Poveri, nel particolare in riferimento al “dovere evangelico di prenderci cura di loro”: in Italia la platea di chi vive in condizioni difficili è sempre più allargata e lo Stato ha il dovere di trovare delle misure per agevolarne l’esistenza, andando oltre ai 4.742.000 di cittadini sotto la soglia minima. Abbiamo il record europee di Neet: in Italia un ragazzo tra i 15 e i 29 anni su 4 (26%) non è occupato o non è iscritto a un percorso di formazione, contro una media Ocse del 14%. Ed il loro numero è in perenne aumento. Per chi lavora non va molto meglio: la realtà è fatta di nipoti con redditi inferiori ai nonni, di sempre maggiore esclusione sociale, di poco lavoro e mal retribuito, di giovani esclusi dal mondo del lavoro, di pensioni sempre più lontane e assegni vicini a quelli sociali.
“Fa bene Papa Francesco a chiedere di prendersi cura dei poveri. Ma bisognerebbe chiedersi chi va annoverato in una situazione di forte disagio, perché in Italia la platea di chi vive in condizioni difficili è sempre più allargata e lo Stato ha il dovere di trovare delle misure per agevolarne l’esistenza: i numeri ufficiali ci dicono che ci sono 4.742.000 di cittadini sotto la soglia minima, riconducibili ad un milione e 600mila famiglie, ma sono molti molti di più”. A dirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, commentando le parole del Papa nell’omelia della messa per la prima Giornata Mondiale dei Poveri, nel particolare in riferimento al “dovere evangelico di prenderci cura di loro”. “Ci sono vari livelli delle condizioni di indigenza – ricorda Pacifico – e un Governo che tiene ai suoi cittadini deve fare in modo da porre i presupposti affinché le giovani generazioni non vi cadano. Purtroppo, nel nostro Paese sta avvenendo l’esatto contrario, perché un 25enne che non studia e non lavora non ha prospettive e vive aggrappato alle risorse della famiglia: i nuovi poveri sono i giovani senza futuro. Di recente l’Ocse ci hanno detto che abbiamo il record di Neet: in Italia un ragazzo tra i 15 e i 29 anni su 4 (26%) non è occupato o non è iscritto a un percorso di formazione, contro una media Ocse del 14%. Altri rapporti, ci dicono che deteniamo il numero più alto di Neet in Europa, con oltre 2,2 milioni i giovani di 15-29 anni che nel 2016 non studiano e neppure lavorano. Ed il loro numero è in perenne aumento”. Per chi lavora, non va molto meglio. “La realtà del nostro Paese – ha ricordato il sindacalista autonomo – è fatta di nipoti con redditi inferiori ai nonni, di sempre maggiore esclusione sociale, di poco lavoro e mal retribuito, di giovani esclusi dal mondo del lavoro, di pensioni sempre più lontane e assegni vicini a quelli sociali. Oltre a dipendenti pubblici con stipendi bloccati da dieci anni, nonostante l’aumento del 20% dei prezzi al consumo, insegnanti under 40 precari che invece di essere assunti devono fare nuovi concorsi e inserirsi in nuove graduatorie per lavorare fino a 80 anni e prendere assegni di 700 euro”. Ecco una sintesi degli elementi su cui il prossimo Governo è chiamato ad intervenire con urgenza:
IVC programmata: + 11 punti
Inflazione certificata: + 17 punti
Neet: 26%
Età media degli insegnanti: + 50% over 60
Stipendio medio, mensile: 1.500 euro
Rateo pensione 2011 dopo 35 anni di contributi: 80% dell’ultimo stipendio
Rateo pensione 2018 dopo 43 anni di contributi: 72% dell’ultimo stipendio
Rateo pensione 2050 dopo 50 anni di contributi: 42% dell’ultimo stipendio
Assegno sociale: 501 euro

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Climate Action Tracker warming estimate update

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

climateBonn While US climate policy has been rolled back under President Trump, India and China have moved ahead, making significant progress in climate action over the past year, the Climate Action Tracker (CAT) said. Actions in China and India have made a difference to the CAT’s greenhouse gas (GHG) emissions projections based on government policies currently in place, leading to a 0.2°C decrease in projected warming—to 3.4˚C by 2100, compared with 3.6˚C in November 2016.
This is the first time since the CAT began tracking action in 2009 that policies at a national level have visibly reduced its end of century temperature estimate and reduced the 2030 emissions gap between policies and what is needed to meet the Paris Agreement 1.5°C temperature limit.China’s emissions growth has slowed dramatically: in the first decade of this century, its emissions grew by 110%, but between 2010–2015, growth had slowed to only 16%. China is set to far overachieve its climate commitment or Nationally Determined Contribution (NDC). The CAT’s estimate of emissions from China in 2030 is 13 GtCO2e—0.7 GtCO2e lower than its 2016 estimate. If China continues with its coal abatement, this could drop by another 0.7 GtCO2e. Equally, India has increased its climate action. If India fully implemented its Draft Electricity Plan, its emissions in 2030 would be 4.5 GtCO2e—almost 1 GtCO2e lower than the CAT predicted last year. If it were to strengthen its NDC to match the ambition level of its Draft Electricity Plan, India’s targeted emissions level would be moving much closer to the “1.5˚C Paris Agreement compatible” range.
The Climate Action Tracker now projects global emissions under current policies in 2030 to be 1.7 GtCO2e per year lower than last year’s projection. An optimistic case assuming implementation of planned, but not yet implemented, policies is even lower—at 4.1 GtCO2 a year, which would lead to a warming estimate of 3.1˚C.Due mostly to the USA’s announced withdrawal from the Paris Agreement, there has been a significant deterioration in progress to limit expected warming. If all governments fully implemented their commitments made under the Paris Agreement (NDCs) the projected global temperature increase in 2100 would be 3.2˚C above pre-industrial levels, up from last year’s 2.8˚C, and largely due to the fact that the US is walking away from its 2030 target and long-term 2050 goal.

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L’Italia rischia il commissariamento europeo

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

europa-comunitariaMentre la campagna elettorale è ormai in pieno svolgimento, il bollettino della congiuntura economica offre armi alle diverse fazioni per continuare la stupida guerra della delegittimazione reciproca. Da un lato, l’aggiungersi di qualche decimale alla previsione di incremento del pil, che potrebbe chiudere l’anno a +1,6% (sicuramente +1,5%), consente alla maggioranza di governo, e in particolare al Pd, di affermare che in questa legislatura è stato tolto il Paese dalla recessione e portato ad un tasso di crescita che, come ha detto Gentiloni, ci toglie dalla scomoda posizione di fanalino di coda dell’Europa. Per la verità siamo solo passati dal penultimo al quintultimo posto, e rimane fissato al 2021, buoni ultimi, il pieno recupero della ricchezza perduta dal 2007 in poi. Comunque, sarà pure una piccola corsa, quella del pil, ma tanto basta per far dire che sono state le politiche di questi anni, specie quelle renziane, a spingere l’economia ad una progressione inattesa. Sull’altro fronte, quello dell’opposizione, sono i dati non ancora confortanti dell’occupazione (è scesa un pochino la disoccupazione, ma il livello degli occupati sul totale della popolazione attiva rimane di una decina di punti più basso della media Ue e addirittura di una ventina rispetto alla Germania) a fornire munizioni per sparare contro il governo, con la solita tiritera sul jobs act come legge liberticida e affamatrice del popolo.
Come sempre, si tratta di puro populismo, alimentato da un ragguardevole livello di ignoranza. La situazione reale è assai più complessa, e va letta con ben altri occhiali che non quelli della propaganda. Il dato da cui partire, infatti, è un altro: quanto ha inciso la politica monetaria espansiva della Bce (di concerto con la Federal Reserve e le altre banche centrali del mondo) sulle dinamiche del pil. Un lavoro di Economia Reale, il centro studi diretto dall’ex viceministro Mario Baldassarri, ci offre uno spunto importante: senza Quantitative Easing, quest’anno così come nei due anni precedenti, l’Italia sarebbe stata e sarebbe rimasta in recessione. Nel 2017 dello 0,3%, l’anno scorso dello 0,9% (contro +1%) e nel 2015 dell’1,8% (contro +0,7%). Esagerato? Può anche darsi che lo scarto sia eccessivo, ma certo senza Draghi avremmo avuto un percorso ben diverso. E dunque a ben poco sono servite le scelte (poche) e le chiacchiere (tante) in cui si sono tradotte le politiche economiche interne.
Lo dimostrano due cose. La prima è rappresentata dalla differenza tra l’andamento congiunturale (il pil) e quello strutturale dell’economia. Un esempio, per capirci. Una variabile fondamentale per misurare lo stato di salute non momentaneo di un paese è la produttività. Ora, l’Istat ci ha appena fatto sapere che tra il 1995 ed il 2016 la produttività del lavoro è salita di appena 0,3 punti percentuali, il più basso incremento in Europa. Grave, molto grave. La seconda spia rossa accesa è data dallo scarto abissale che separa l’economia formale da quella percepita. Oggi la ripresa c’è, sta migliorando e supera le attese. Ma nel paese non la si vede, non la si tocca. Non incide sulla psicologia collettiva: gli italiani rimangono depressi come quando incombeva la recessione. E infatti i consumi rimangono tirati e gli investimenti centellinati, mentre è dall’export, dalla domanda di beni durevoli e dal mercato immobiliare che vengono i segnali confortanti.
Ma sapete qual è il vero elemento di discrimine, la cosa che fa la reale differenza? La politica. Da un lato, come abbiamo visto, non è servita a far crescere l’economia, anzi, e dall’altro è percepita dagli imprenditori e dagli investitori nazionali e internazionali come un fattore di freno ma soprattutto di rischio. Pensate solo all’attacco che qualcuno ha creduto bene di sferrare al presidente (italiano) della Bce circa la crisi delle banche e il suo precedente ruolo di governatore di Bankitalia. Materiale organico nel ventilatore, che rischia di sporcare chi, in un contesto complesso come quello del governo dei tassi d’interesse che divide i paesi ricchi e relativamente poco indebitati (Germania e nordici) da quelli peggio messi (Italia e mediterranei), ha scelto di tenere il rate a zero e ha comprato a piene mani titoli di Stato spegnendo il fuoco dello spread. Un autolesionismo che certo non aiuta ad accrescere la già bassa credibilità italiana.
Non stupisce, quindi, che in un quadro così contraddittorio – l’economia che, seppur grazie a fattori esogeni, va meglio, e la politica che, invece, si muove sull’orlo del baratro – il mondo produttivo e degli affari sostenga, seppure sottovoce, che bisogna organizzarsi come se la politica non ci fosse, che bisogna farne a meno. Così come non stupisce che tante persone comuni, in numero crescente, non facciano mistero di auspicare l’arrivo dell’uomo forte capace di “sistemare le cose”. Naturalmente la prima è una pia illusione, la seconda una china pericolosa. Ma sono realtà, che non vanno sottovalutate. Anche il fascismo, che veniva da sinistra vista l’origine nazional-socialista di Mussolini, è nato così. Il clima era lo stesso. Uguali le parole d’ordine: “qui bisogna fare la rivoluzione, se si vogliono rimettere le cose a posto”. Come sia andata a finire, e come andrebbe a finire se la storia si ripetesse, lo sappiamo. Meglio fermarsi per tempo.
Rimane il fatto che cambiare, anzi cambiare radicalmente – il sistema istituzionale, il sistema politico, la classe dirigente – sia indispensabile. Qualcuno ha pensato di farlo con la “rottamazione generazionale”. Ma ha clamorosamente fallito. Per questo crediamo che adesso occorra una “contro-rottamazione”. Che consiste, da un lato, nel rottamare i rottamatori senza idee e con troppa presunzione, e dall’altro, nel convincere le migliori intelligenze, le esperienze più consolidate e credibili del Paese, a rendersi disponibili all’impegno politico. La nostra, sia chiaro, non è nostalgia del passato – anche se, ad essere sinceri, ne abbiamo – ma è sincero desiderio di guardare al futuro, nella speranza che i padri della patria e le riserve della Repubblica si facciano avanti. Siamo sicuri che gli italiani che non vanno più a votare, o quelli che si sfogano premiando i professionisti del “vaffa”, di fronte a gente seria che ha progetti seri, non farebbero mancare il necessario consenso. L’alternativa è il commissariamento da parte dell’Europa.(Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Dichiarazioni a Radio 24 di Teresi, Procuratore Aggiunto di Palermo, e di Rosy Bindi in merito alla morte di Riina

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

porto palermo“Credo che, per quanto conosco l’organizzazione, avesse già cercato di pensare ad una successione. Perché è vero che Riina rappresentava il capo assoluto di Cosa Nostra, però è anche vero che ormai le sue condizioni facevano facilmente prevedere che di lì breve sarebbe scomparso. Sono abbastanza certo che l’organizzazione si sia mossa per prendere le decisioni necessarie: o una gestione collegiale dei vertici o un tentativo di qualcuno di forzare la mano. Nel primo caso avremmo una stagione di politica silente di Cosa Nostra, di sommersione come è stata quella inaugurata da Provenzano o uno scontro, che non è mai da augurarsi. Sicuramente una consultazione c’è stata”. Così Vittorio Teresi, procuratore aggiunto di Palermo parla della successione al vertice di Cosa Nostra dopo la morte di Totò Riina durante il suo intervento a Storiacce di Raffaella Calandra su Radio 24 e sull’ipotesi che la morte di Riina possa accelerare la cattura di Messina Denaro il procuratore aggiunto di Palermo sottolinea: “non credo che abbia una influenza diretta” e alla giornalista che ribatte chiedendo se non si riducano le coperture per il superlatitante, il procuratore risponde sicuro: “Non credo proprio, anzi credo che la morte di Riina abbia fatto tirare un sospiro di sollievo a molti, dentro e fuori Cosa Nostra” facendo riferimento alle inchieste tuttora aperte a Caltanissetta, Palermo e Firenze. No comment invece del procuratore sulle intercettazioni recenti del boss Giuseppe Graviano- che hanno portato ad una nuova iscrizione nel registro degli indagati per Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri dalla Procura di Firenze.
A sua volta Rosy Bindi Presidente della Commissione Antimafia dichiara a Storiacce di Raffella Calandra su Radio 24: “Finché Riina è stato in vita era lui il capo, non si sa cosa accadrà adesso se non, presumibilmente, che sceglieranno di darsi un altro capo.” E aggiunge: “Io credo che oltre che catturare Matteo Messina Denaro sia necessario seguire il processo che succederà dentro cosa nostra dopo la morte di Riina. Non bisogna sottovalutare affatto il fine pena di altri mafiosi e anche il comportamento degli stessi figli di Riina e di tutti gli altri capi mafia. E’ un momento delicato, io credo sia necessario riflettere sulle tante verità che Riina ha portato con sè, per quello che la mafia delle stragi ha rappresentato, per le responsabilità che ci sono state da parte, non solo della mafia, ma di chi, fuori dalla mafia, ha in qualche modo usato o si è fatto usare dalla stessa.” Alla domanda della giornalista se la morte di Riina potrebbe avere un effetto anche sulle coperture della lunga latitanza di Messina Denaro, Rosy Bindi risponde: “Assicurarlo alla giustizia vorrà dire anche capire cosa è accaduto in questi anni e magari potrebbe essere un risultato dopo la morte di Totò Riina.”
(fonte: Nicol Ramella http://emaildisclaimer.ilsole24ore.com)

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Codici: il nuovo piano del Comune di Roma per far cassa con i parcheggi

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

campidoglioIl Comune di Roma si sa, un modo per fare cassa lo deve trovare, ci ha provato con le multe per la preferenziale di Via di Portonaccio, e vedremo, ovviamente ci auspichiamo fortemente di no, se gli riuscirà.Ed ecco che però, nel dubbio, in Campidoglio hanno pensato: con queste strisce blu si potrà sicuramente fare qualcosa, pensiamoci! All’orizzonte è spuntata la delibera che la Mobilità capitolina sta studiando da portare in Aula già per la prossima primavera: strisce blu in tutta Roma, via la riserva del 20% di parcheggi gratuiti, cancellazione dei mini-abbonamenti da 4 euro/8 ore di sosta; tariffazione anche vicino agli ospedali, riduzione da 2 a una targa per nucleo familiare esentata dal pagamento dei parcometri e, dulcis in fundo, aumento fino a 3 euro del costo di ogni ora di parcheggio su strada.Il nodo mobilità a Roma è oramai diventato un’emergenza: come ti muovi ti muovi sbagli.
Se prendi i mezzi pubblici forse sai quando parti ma sicuramente non ti è dato sapere quando arrivi. Se ci si muove con un mezzo proprio: non si trova parcheggio, e con queste “volponate” sulle strisce blu, fioccheranno copiose le multe sui cittadini romani. Su cosa basano queste scelte al Dipartimento mobilità di Roma Capitale? Ci sono degli studi analitici che le sottendono? Bisogna mettere fine a questa pratica di utilizzare i cittadini come bancomat.(n.r. La circolazione a Roma come del resto  lo è soprattutto nelle città più popolose è senza dubbio un problema serio. Come ridurre il disagio per i romani, e non solo, non è facile e ogni misura per quanto possa essere drastica non sembra sortire il suo effetto. A nostro avviso l’obiettivo dovrebbe essere quello di contrarre fortemente la circolazione dei mezzi privati e di intensificare quella dei mezzi pubblici. E proprio a questo punto che il “serpente si morde la coda”. Dovremmo aumentare di un buon 30% il parco degli autobus dell’Atac, per ridurre i tempi di attesa alle fermate, offrire agli automobilisti pendolari più parcheggi di scambio dislocati strategicamente in periferia e via di questo passo. Per un’operazione del genere immaginiamo che non ce la caveremmo  con non meno di 10 miliardi di euo. La verità è che Roma è stata depredata per anni, pur avendo avuto sostanziosi contributi pubblici, e ora non possiamo che raccoglierne i cocci e non dovremmo meravigliarci  più di tanto se per cavarcela ricorriamo a qualche espediente sebbene “poco onorevole”).

 

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Seconda Settimana della Cucina Italiana nel Mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

cucina italianaMadrid Istituto Italiano di Cultura Calle Mayor, 86 il 27 novembre alle ore 11.00 sarà proiettato il cortometraggio “Le visite” diretto da Elio Di Pace (15’), 2017. E sempre all’interno della Settimana, alle ore 11.30 si terrà “2017 Rivoluzione in cucina. Vite che cambiano intorno a un progetto”. Un incontro con giovani piccole e medie imprese del settore del food e dell’enogastronomia, con un accento sul significato di vero e proprio laboratorio di cambiamento individuale e sociale, quindi di cambiamento di vita, delle iniziative di impresa avviate oggi dalle giovani generazioni di nuovi lavoratori della conoscenza intorno a: sostenibilità, ambiente, creatività, innovazione, opportunità, valore del lavoro, cambiamento e benessere comune.Interverranno: Food on the road, Apicoltura Romagnoli, Misceliamo Coffee Emotion e Casa Editrice Zona/La Buona Spesa. Seguirà una degustazione dei prodotti delle aziende.Ingresso libero fino a esaurimento posti. (foto: cucina italiana)

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Greenpeace Italia ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

marcia per il climaLo ha fatto nel giorno di chiusura della COP23, la Conferenza sui cambiamenti climatici che si è tenuta a Bonn sotto la presidenza delle isole Fiji, per sottolineare l’urgenza della situazione e rimarcare il dovere dell’Italia, e dell’Unione europea, di passare subito dalle parole ai fatti.
«L’Italia sta facendo alcuni passi avanti. Tra questi l’annuncio dell’abbandono del carbone entro il 2025 o l’adesione all’alleanza “Powering Past Coal” avvenuta proprio durante la COP. Ma per ora si tratta solo di annunci a cui non seguono i fatti», dichiara Luca Iacoboni, responsabile della campagna Clima ed Energia di Greenpeace Italia. «In Europa, dove è al momento in discussione un pacchetto di misure che definirà il futuro energetico dei prossimi dieci anni, l’Italia sta infatti mantenendo posizioni retrograde a favore delle energie più inquinanti».Secondo Greenpeace è incomprensibile ed inaccettabile che il nostro governo sia favorevole a finanziare con soldi pubblici carbone, gas e nucleare, e che non proponga una data chiara per l’abbandono del carbone in Europa. Dovrebbe poi promuovere obiettivi più ambiziosi per la produzione di energia da fonti rinnovabili.«Stiamo facendo gli interessi di Germania, Polonia, e altri Paesi estremamente legati ai combustibili fossili, e se continueremo così saremo responsabili del fallimento delle politiche climatiche», continua Iacoboni. Il 18 dicembre si terrà a Bruxelles un Consiglio Europeo sull’energia, durante il quale gli Stati Membri esprimeranno le proprie posizioni sul pacchetto di misure denominato “Clean Energy for all Europeans”. Ad oggi, rispetto a questo provvedimento, le posizioni dell’Italia sono poco chiare e per nulla ambiziose. Per l’Ue, inoltre, si tratterà del primo banco di prova dopo la COP, appena conclusasi con risultati non del tutto soddisfacenti «La buona notizia che arriva da Bonn è che Trump non è riuscito a bloccare le trattative sul clima, nonostante il suo annuncio di voler abbandonare gli accordi di Parigi», continua Iacoboni. «Ma ora c’è bisogno di azioni perché il tempo stringe. I veri leader devono tornare nei propri Paesi e dimostrare di aver compreso l’urgenza della situazione. Questa COP non è un punto di arrivo né un punto di partenza, ma un passo avanti lungo un percorso, iniziato due anni fa a Parigi, a cui ora occorre dare un’accelerazione importante», conclude.Greenpeace si attende ora più leadership, serietà e azioni concrete anche dall’Ue, e – oltre che dall’Italia – da Paesi come Francia e Germania che durante questi negoziati hanno mostrato pochissima ambizione

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Lo stato reale dei conti pubblici italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

Jyrki KatainenDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Ci sono volute le durissime parole del vice-presidente della Commissione Europea Jyrki Katainen rivolte al primo ministro Gentiloni e al suo ministro dell’economia Padoan per far scoprire alla stampa italiana che il re è nudo. Il vice-presidente Katainen ha esplicitamente accusato la coppia Gentiloni-Padoan di aver mentito agli italiani sullo stato reale dei conti pubblici italiani, in particolare sulle condizioni del deficit e del debito pubblico, decisamente peggiori di quanto i due abbiano sempre detto. Katainen ha, inoltre, fatto capire che è in arrivo a Roma una durissima lettera da Bruxelles, nella quale la Commissione chiederà conto al Tesoro italiano delle mancate promesse fatte sulle misure di aggiustamento della finanza pubblica italiana.Tanto è bastato per scoperchiare il vaso di Pandora della finanza pubblica e scaldare gli animi della stampa nazionale, che sembra finalmente essersi accorta della pesante eredità che il governo Gentiloni lascerà al futuro Esecutivo. Così, sulle pagine dei principali quotidiani, si dà oggi quasi per scontata una manovra correttiva per la prossima primavera da 3-4 miliardi, che la Commissione ancora non chiede ufficialmente a Padoan per paura di scatenare le reazioni dei mercati finanziari prima delle elezioni nazionali. Su questo tema, fanno rabbrividire le parole pronunciate dall’ambasciatore finlandese a Roma che, interrogato ieri sulle frasi del suo connazionale Katainen, ha chiesto ai giornalisti italiani: “Come farete a piazzare i vostri titoli di stato sui mercati internazionali quando la Bce smetterà di acquistare i BTP?”. Una domanda lasciata volutamente aperta, pensando alla cessazione del programma di acquisti dei titoli di Stato che il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha appena annunciato e che avrà luogo a partire dal prossimo gennaio 2018. Il rischio dell’aumento degli interessi sul debito e del conseguente peggioramento del deficit è uno degli argomenti che più preoccupano gli investitori istituzionali, che ritengono l’Italia non abbia sfruttato le condizioni monetarie favorevoli create dalla BCE per fare le riforme strutturali necessarie per far ripartire il paese. Il think-tank Economia Reale ha addirittura calcolato che, in assenza dell’aiuto della BCE, l’Italia sarebbe in recessione, con una riduzione del Pil pari al -0,3%. Non c’è solo il rischio di una manovra correttiva a rendere inappellabile il pesante giudizio della stampa sull’eredità che lascia il ministro Padoan in dote al prossimo governo: totale assenza di privatizzazioni, 12,4 miliardi di clausole di salvaguardia sull’IVA da disinnescare prima del 2019 e un debito pubblico in costante aumento. Il bilancio di fine mandato è davvero da brividi. In più, il ministro Padoan lascia in eredità anche la cattiva reputazione di un Tesoro che racconta una bugia dietro l’altra, agli italiani e all’Europa, atteggiamento che ha incrinato i buoni rapporti con Bruxelles. Non contento della bufera che si sta scatenando su di lui, il ministro Padoan, invece di chiedere scusa e calmare le acque, prendendo atto della situazione, accusa addirittura i suoi avversari politici e la stampa di fare confusione tra fatti e illazioni e che tale confusione “sta diventando insopportabile”. Se c’è una cosa che sta diventando davvero insopportabile, vogliamo dire all’illustre ministro Padoan, è proprio la sua perseveranza a dire una bugia dietro l’altra, senza ravvedimento alcuno, come le più recenti sulla riduzione del debito pubblico in tempi brevi e i miliardi di euro previsti dalle privatizzazioni, dalle quali il suo Tesoro non ha ricavato nemmeno un euro. Fortunatamente per gli italiani, la loro sopportazione nei suoi confronti durerà ancora molto poco”.

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Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

violenza sulle donne“Aderendo alle celebrazioni della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, vogliamo ribadire il nostro disprezzo verso qualsiasi forma di maltrattamento, perpetrato non solo nei confronti delle donne, ma anche di qualunque altro soggetto che sia Vittima di abusi di potere, soprusi e forme di controllo o coercizione tali da condizionarne la normale vita di relazione e le libertà psico-fisiche, sessuali, economiche e religiose. Non facciamo alcuna distinzione tra le Vittime, per noi la violenza non ha genere, proprio come recita lo slogan che abbiamo scelto per la campagna nazionale che è „Prima le Persone“.Anche le donne uccidono, e sempre perchè la storia d’amore è finita, per vendetta o per un sentimento non più ricambiato; le statistiche su questo fronte sono approssimative, poco aggiornate, e il fenomeno emerge solo grazie all’iniziativa di pochi giornalisti d‘inchiesta e a fatti di cronaca atroci che fanno rimbalzare una specifica notizia sui giornali.Il concetto della cosiddetta “violenza di genere” è diventato un sinonimo che va sempre ad identificare una prevaricazione esclusivamente maschile, come se l’uomo fosse destinato a ricoprire solo il ruolo di carnefice e la donna quello di Vittima.Esiste, invece, anche una violenza della donna sull’uomo che si manifesta con caratteristiche, motivazioni e azioni considerate tipicamente proprie del ‚femminicidio‘, ma fa meno clamore, innanzitutto perchè non viene denunciata, in secondo luogo perchè il più delle volte gli stessi uomini faticano a riconoscersi nel ruolo di Vittima.Si debbono perciò investire tempo e risorse per incoraggiarli a far emergere il fenomeno, almeno tanto quante energie si sono spese per la donna, senza pregiudizi e senza eccezioni.Per questo, sebbene i dati siano sicuramente più sfavorevoli per le Vittime di genere femminile, è sbagliato parlare di ‚femmicidio‘.Riteniamo, dunque, che il 25 novembre sia una ricorrenza dove mettere al centro il valore dell’identità di ogni persona, la relazione tra uomini e donne, il rispetto della dignità umana.Abbiamo pertanto voluto estendere il concetto da “donna” a “persona”, perchè i cittadini e la politica devono prestare attenzione a tutte le possibili Vittime di tutte le forme di violenza, uomini compresi, certi che la risposta deve trovarsi in un concetto armonico di società, di coppia e di famiglia – vero fulcro della comunità umana – che dalla nostra locandina emerge come punto di forza (in blu) contro legami pericolosi (nastro nero) ai quali bisogna „dare un taglio“ (forbice).“Queste le dichiarazioni di Cinzia Pellegrino – Coordinatore nazionale del Dipartimento tutela Vittime di FdI AN – nell’avviare la campagna nazionale che aderisce alle manifestazioni del 25 novembre. (foto: violenza sulle donne)

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Immigrazione e Regolamento di Dublino: ciò che era e ciò che diventa

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

camera deputatidi Manlio Di Stefano. Era il 18 dicembre 2014 (diciotto dicembre duemilaquattordici) quando la mozione n.1-00605 a mia prima firma venne approvata in aula. Più precisamente l’impegno approvato della mia mozione recitava: “il superamento dell’attuale quadro normativo (così detto sistema di «Dublino III») attraverso una sua revisione per favorire: l’inserimento dei richiedenti asilo già dal momento dell’avvio della procedura di protezione, nei Paesi dell’Unione dove già vivono propri parenti, prima ancora che acquisiscano lo status di apolide”.
Ora il PD, la Lega Nord (con la sua astensione) e Forza Italia hanno approvato in sede di Parlamento Europeo il nuovo regolamento di Dublino che prevede, tra le altre cose, di trattenere in Italia tutti i migranti cosiddetti economici (definizione impropria che andrebbe superata ma che uso per comodità comunicative). Avete capito bene: Salvini ha acconsentito a una riforma del Regolamento di Dublino che obbligherà l’Italia a gestire tutti i migranti economici arrivati (il 61% nel 2016). Per loro non è previsto nessun ricollocamento, nessuna solidarietà europea, nessuna condivisione degli oneri legati alla gestione dell’immigrazione. Da ricordare che Il regolamento di Dublino II fu adottato nel 2003 e votato in sede di Consiglio dal governo Berlusconi – Bossi (Forza Italia e Lega Nord).
A questo punto la propaganda dei partiti sostiene che finalmente cade il principio del “primo ingresso”, in realtà non è così. La riforma introduce criteri e filtri che di fatto faranno gravare sul Paese di primo approdo tutte le responsabilità della gestione dei migranti e renderanno impossibili i ricollocamenti.Ecco nel dettaglio i tratti salienti del provvedimento:
1) PRIMO FILTRO. Il primo filtro stabilisce che i migranti economici, a differenza dei rifugiati, rimarranno nel Paese di arrivo. La maggior parte dei migranti rimarrà, dunque, in Italia. Non è vero – come i partiti affermano – che verranno redistribuiti fra tutti gli Stati membri: sarà solo l’Italia a farsene carico e saranno difficili i rimpatri visto che mancano gli accordi con la maggior parte dei Paesi di provenienza;
2) SECONDO FILTRO. Viene introdotto il filtro della sicurezza: anche in questo caso tutte le persone potenzialmente pericolose per la sicurezza pubblica restano nel Paese di primo ingresso. Non siamo contrari alle verifiche sulla sicurezza, ma siamo contrari al fatto che i Paesi di primo ingresso vengono lasciati da soli a gestire questi soggetti potenzialmente pericolosi;
3) PRIMO PAESE DI APPRODO SEMPRE RESPONSABILE. Nasce il criterio della responsabilità permanente. Con le vecchie regole uno Stato membro diventava competente se il richiedente vi aveva soggiornato per un anno anche se era sbarcato in un altro Paese, con la nuova revisione non sarà più così. Per esempio, un migrante entrato illegalmente in Italia che andava in Svezia e vi rimaneva per 1 anno non poteva più essere rimandato in Italia perché la responsabilità dell’Italia cessava. L’Italia come Paese di primo approdo sarà permanentemente responsabile dei migranti arrivati. Altro che solidarietà!
4) RICOLLOCAMENTO SOLO DOPO LE VERIFICHE DEI DUE FILTRI. Il meccanismo di ricollocamento non è affatto automatico: scatterà dopo le procedure dei filtri sulla sicurezza e sulla domanda. Un richiedente asilo potrà, dunque, essere trasferito in un altro Paese dopo molti mesi dal suo arrivo e nel frattempo sarà sempre l’Italia a farsene carico.
5) PAESI POVERI PENALIZZATI. Fra i criteri per redistribuire i richiedenti asilo non c’è il tasso di disoccupazione: restano solo quelli del PIL e della popolazione. Questo significa che non si terrà conto delle difficoltà che hanno i Paesi con i livelli di disoccupazione più alti, come l’Italia e la Grecia. Così c’è il rischio di una “guerra fra poveri”. Da una parte i rifugiati che hanno riconosciuto il diritto a restare in Italia e dall’altra i disoccupati italiani che non trovano lavoro.
6) TEMPI LUNGHI PER I PAESI IN RITARDO. È concesso un periodo di 3 anni di transizione per gli Stati che sono in ritardo con l’applicazione delle procedure di accoglienza. Questi Paesi sono di fatto esonerati dal meccanismo della redistribuzione. Così facendo si legittima l’egoismo di alcuni Stati membri che si rifiutano di applicare norme comuni per il diritto di asilo e l’Italia continuerà in questi tre anni ad avere più migranti degli altri Paesi europei.
Il piano di Minniti siglato con la Libia è fuffa: ha tentato di mettere il problema sotto un tappeto con un accordo siglato con la Libia ma il risultato è stato solo quello di spostare la rotta più a ovest, verso la Tunisia e consegnare i migranti ad una nuova tratta degli schiavi come testimoniato da diversi video agghiaccianti.Il governo del M5S frantumerà il regolamento di Dublino e i successivi fratellastri. Non ci sarà spazio per i buffoni di corte, per chi fa finta di litigare, per chi corregge simboli e programmi, per coloro che dicono di odiarsi ma che poi si incontrano nei motel… o ad Arcore. (fonte: blog 5 stelle)

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Il Potere della Comunicazione

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

potere comunciazioneMonza. Martedì 21 novembre 2017, in occasione della Giornata mondiale della televisione, a Monza, la sede dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Monza e Brianza, in via Lario 15, alle ore 14.30, ospiterà l’evento “Oltre gli ostacoli: il potere della comunicazione tra professione, parità di genere, etica e sostenibilità”.
L’evento è organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Monza e Brianza, con il patronato di Regione Lombardia e il patrocinio del Comune di Monza.Alla presenza di molte Autorità, porgeranno i saluti iniziali: Federico Ratti, Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Monza e Brianza, Dario Allevi, Sindaco Comune di Monza, Fabrizio Sala, Vice Presidente Regione Lombardia.Moderati dal presidente del Comitato Pari opportunità dell’Ordine, Barbara Russo, interverranno: i giornalisti Magdi Cristiano Allam, Monica Gasparini, l’attrice Francesca Cavallin, la digital HR strategist Francesca Parviero, il docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Francesco Lenoci, l’avvocato penalista Raffaele Della Valle. La Comunicazione di cui si parlerà non è solo quella unidirezionale, in cui si sente o si legge una notizia, ma del suo potere, di ciò che sta sotto la notizia, di ciò che giunge a chi ascolta, perché la comunicazione non è quello che diciamo, bensì quello che arriva agli altri. Ed è per questo che assumono rilevanza non solo i contenuti, cioè le informazioni, ma anche il sistema di valori, i pregiudizi, i vissuti personali, gli stili comunicativi dei soggetti che interagiscono tra loro. Anche e soprattutto nella professione.

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A talk with Richard Trevisan, Head of Maserati Canada

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

trevisanToronto Wednesday, November 22, 2017 At 6:30 pm Istituto Italiano di Cultura 496 Huron St., Organized by: Istituto Italiano di Cultura In collaboration with: Bocconi Alumni Association A talk with Richard Trevisan, Head of Maserati Canada. Entrance: Free.
The Istituto Italiano di Cultura and Bocconi Alumni Association are pleased to present a talk by Richard Trevisan, Head of Maserati Canada. Mr. Trevisan will talk about his management style and the achievement of Maserati in Canada.With a reputation for successfully launching brands and products in new markets, Richard is an international marketing and sales executive, with more than 20 years professional experience in the automotive industry.
Since 2015, Richard set up the Maserati business in Canada, combined with an unprecedented sales growth.
Prior to Maserati, he worked in Canada and Europe, with Mercedes-Benz, smart and Honda.

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South Dakota (USA): grave perdita dell’oleodotto Keystone

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

south dakotaIn seguito a un’importante fuoriuscita di petrolio dall’oleodotto Keystone nel Dakota del Sud (USA) i Nativi americani della regione temono la contaminazione della falda idrica da cui attingono la loro acqua potabile. “Siamo molto preoccupati per la falla nell’oleodotto”, ha dichiarato David Flute, capo della comunità indigena dei Sisseton Wahpeton Oyate della riserva di Lake Traverse, “poiché temiamo che possa aver contaminato la più grande riserva di acqua dolce del Nordamerica.” Secondo quanto riferito dall’impresa che gestisce l’oleodotto, la TransCanada, la falla creatasi lo scorso 16 novembre nell’oleodotto sotterraneo avrebbe causato la dispersione nel terreno di ca. 795.000 litri di petrolio.L’APM ha duramente criticato il ritardo con cui la TransCanada ha informato le autorità ambientali del South Dakota dell’avvenuta fuoriuscita di petrolio. Secondo quanto dichiarato dalla stessa TransCanada, le autorità sono state informate solo quattro ore e mezza dopo aver registrato l’incidente. Per l’APM, che in una lettera alla TransCanada chiede per quale motivo ci sia voluto tanto tempo per avvisare le autorità, in questo lasso di tempo si sarebbero potute organizzare le necessarie misure per almeno circoscrivere il danno ambientale.Per i Nativi Americani la falla all’oleodotto non fa altro che confermare le loro critiche e paure di fronte all’aumento degli oleodotti sul territorio. Ancora nell’ottobre del 2017 Bear Shields, esponente degli Rosebud Sioux, e Harold Frazier degli Cheyenne River Sioux, avevano nuovamente espresso la loro opposizione alla costruzione di nuovi oleodotti. Entrambi gli esponenti nativi avevano sottolineato il grave pericolo di danni ambientali e di conseguenti problemi di salute in seguito a possibili e probabili fuoriuscite di petrolio. Alcuni dei nuovi oleodotti in costruzione si trovano a meno di 25 km dalle loro riserve e minacciano l’acqua potabile di 65.000 persone.Da anni le comunità indigene mettono in guardia l’opinione pubblica e le autorità dall’imprevedibilità delle conseguenze di incidenti petroliferi causati da falle negli oleodotti sotterranei. Ciò nonostante il governo del presidente Trump punta molto sull’ampliamento della rete di oleodotti. Nel marzo 2017 il governo USA ha autorizzato la costruzione del controverso oleodotto Keystone XL come ampliamento del già esistente oleodotto Keystone. Il Keystone XL dovrebbe trasportare il greggio dalla provincia canadese dell’Alberta verso il Texas, attraversando quindi in lungo tutto il territorio statunitense. Per l’amministrazione Trump e per la TransCanada l’incidente petrolifero all’oleodotto Keystone avviene in un brutto momento, visto che il prossimo 20 novembre le autorità del Nebraska devono decidere della definitiva autorizzazione alla costruzione dell’oleodotto Keystone XL.

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Sl CNR il convegno sull’Intelligenza Artificiale

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

intelligenza artificialeRoma Mercoledì 22 novembre 2017 8,45 – 13 CNR – Aula Magna Piazzale Aldo Moro,7 (Ingresso Via dei Marrucini) A Future Open Day – the Awareness Building Conference.
Il rapporto uomo-macchina da tempo indagato dalle scienze umane e dalla ricerca scientifica, deve trovare oggi – alle soglie del tempo dell’Intelligenza Artificiale che lascia intravedere un salto di paradigma epocale nel tessuto connettivo dei sistemi della conoscenza, della produzione e dell’economia – un rinnovato livello di consapevolezza da parte di tutti gli attori della scena sociale, culturale ed istituzionale, chiamati come mai prima ad affrontare il tema inesplorato del rapporto tra intelligenze diverse – biologica una e non biologica l’altra -, ciascuna capace di creare, oggi e sempre di più in prospettiva, un ecosistema proprio ed autoreferenziale.
La domanda dai confini inesplorati che si viene a porre è lapidaria e suggestiva: stiamo assistendo alla nascita di un nuovo genere umano? La conferenza promossa dall’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale e da Artix con il patrocinio del Consiglio Nazionale delle Ricerche e la collaborazione di Management Innovation – si rivolge agli stakeholders del futuro e del cambiamento e cerca la risposta chiamando ad una riflessione comune visioni e linguaggi filosofici, scientifici, economici ed industriali (foto: intelligenza artificiale)

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La trasparenza strumento fondamentale per la prevenzione della corruzione

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

corruzione_urloLa trasparenza rappresenta oggi uno strumento fondamentale per la prevenzione della corruzione, per l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa. E lo è in particolare da quando tutti i cittadini possono avere accesso diretto all’intero patrimonio informativo delle Pubbliche amministrazioni.
Merito di graduali aggiustamenti normativi: dalla legge 241 del 7 agosto 1990 che introduceva il diritto di accesso del singolo al procedimento amministrativo all’accessibilità totale della legge Brunetta.
Se ne è parlato ieri alla Camera di Commercio di Bari nella “Giornata della trasparenza”, promossa dallo stesso ente al fine di favorire la partecipazione attiva di tutti i portatori di interesse alle tematiche della “trasparenza “ e della “prevenzione della corruzione nei servizi”.
“Il Registro delle Imprese delle Camere di Commercio – ha dichiarato nei saluti introduttivi il segretario generale Angela Patrizia Partipilo – è strumento di trasparenza per eccellenza nonché un vero e proprio patrimonio informatico che garantisce la piena pubblicità e la tempestiva fruibilità di dati, atti e provvedimenti relativi alle aziende. Non a caso, in materia di controlli societari, come riferito oggi in un’inchiesta del Sole 24Ore, l’Italia batte il Regno Unito. Da noi ci sono i controlli preventivi dei notai e poi quelli delle Camere di Commercio, che impediscono di prendersi gioco del diritto societario e di fatto garantiscono una maggiore sicurezza e legalità”.
Il documento principale da cui muove il processo di attuazione della trasparenza della Camera di Commercio di Bari è il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, ormai parte integrante del Piano Anticorruzione come previsto dal d.lgs. 97/2016.
Quello relativo all’anno 2017 è stato illustrato dall’avv. Vincenzo Pignataro, dirigente del Settore Legale e Fede Pubblica e responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza dell’ente barese: “Si è provveduto – ha detto – ad effettuare attività di monitoraggio sistematico e periodico degli obblighi di pubblicazione, nonché di verifica dell’operato di tutte le strutture interessate da detti adempimenti, ognuna per gli atti di rispettiva competenza, coinvolte nella pubblicazione e nell’aggiornamento dei dati. Ed inoltre sul sito camerale, sin dal 2009, un’apposita sezione consente di accedere ad informazioni riguardanti le attività Camerali, a quelle delle strutture collegate, acquisire i recapiti e-mail, postali e telefonici degli uffici”.
Pignataro ha anche diffuso il feedback dell’utenza sui servizi offerti, con modalità mutuate dalle indagini di Customer Satisfaction.
Le amministrazioni, dunque, in base alle linee guida dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, si devono attivare per fornire ai cittadini tutti i dati e documenti di cui sono in possesso, salvaguardando diritti fondamentali ed in particolar modo la privacy, ha detto il prof. Giovanni Roma, Docente di Diritto del Lavoro presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari.
Ma esiste un diritto all’oblio anche per gli atti riguardanti il Registro delle Imprese? Alla domanda ha risposto la prof.ssa Amarillide Genovese, docente di Diritto Civile presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università “Aldo Moro” di Bari.
“Allo stato attuale del diritto dell’Unione- ha affermato la docente citando una sentenza della Corte di Giustizia Europea del marzo 2017 – spetta agli stati membri determinare se le persone fisiche che compaiono negli atti del registro delle imprese, decorso un periodo sufficientemente lungo dopo lo scioglimento della società interessata e per particolari ragioni, possano chiedere che venga limitato l’accesso ai propri dati personali”.

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Quando gli anziani possono diventare una risorsa

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

anziani-come-risorsaIl Comune di Cori – Assessorato alle Politiche Sociali – ha pubblicato un bando per la selezione di anziani autosufficienti da inserire in progetti di valorizzazione della cittadinanza attiva. I destinatari dell’avviso sono gli anziani residenti sul territorio comunale che hanno compiuto 65 anni, inoccupati o pensionati, in buono stato di salute certificato dal medico di famiglia; e gli anziani di 60 anni con una fragilità emotiva e di indigenza sociale. Gli interessati possono presentare la relativa domanda al Protocollo generale dell’Ente entro le ore 13:00 del 1° Dicembre. Il modulo per la partecipazione può essere ritirato presso i Servizi Sociali del Comune di Cori e la Delegazione comunale di Giulianello negli orari d’ufficio. Dovrà essere allegata la seguente documentazione: copia del documento di identità in corso di validità, ISEE, certificato del medico di famiglia.Si vuole così offrire agli anziani autosufficienti o con fragilità l’opportunità di svolgere lavori socialmente utili, quali: funzioni di segreteria e supporto all’attività amministrativa del settore Servizi Sociali e Culturali; piccole pulizie nei locali comunali di Giulianello, al centro anziani di Giulianello, nella biblioteca di Giulianello, al centro sociale di Cori, nella mensa sociale del Comune di Cori; assistenza all’attraversamento pedonale scolastico nei pressi degli istituti locali.L’iniziativa è ulteriormente dettagliata come segue. L’inserimento civico prevede un rimborso spese di 250,00 € mensili, per un corrispettivo di 3 ore di disponibilità giornaliere, da garantire per 5 giorni a settimana e fino al raggiungimento di un monte complessivo di 60 ore al mese. Dopo le iscrizioni verrà stilata una graduatoria, con precedenza data ai soggetti con minor reddito. In base alle richieste si potrà prevedere una rotazione.(n.r. Perchè il comune di Roma, nello specifico, non fa la stessa cosa? E’ stata da anni anche la nostra proposta e l’avevamo segnalata a ben 15 comuni italiani indipendentemente dal loro numero di residenti. Nessuno si è degnato di risponderci. Qui non si tratta di sottrarre lavoro ai giovani poiché sono prestazioni di supporto tant’è che nello specifico avevamo indicati gli anziani anche come “osservatori e segnalatori” ambientali)

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Salvate il soldato Matteo

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

salvate-il-soldato-ryanIl ricordo del film di Steven Spielberg, con il rifiuto del soldato Ryan di abbandonare la sua compagnia a seguito di tragiche notizie familiari, sovviene a proposito della caparbietà del segretario del PD, delle confuse notizie provenienti dalla galassia politica alla sua sinistra e degli scricchiolii della minoranza del suo partito. Nella nostra news del 12 dicembre 2016 “Dimissioni o Continuità?” si sottolineava che “il futuro è ancora nelle mani di Renzi e nella sua personale capacità di analisi, se amici e consiglieri validi scarseggiano il suo futuro politico dovrà salvaguardarlo da solo, ci riuscirà se saprà dare spessore e concretezza alle sue dimissioni lontano da interessate sirene, altrimenti, la sua rivincita politica sarà irrimediabilmente compromessa”. E così sembra essere.
Dalle dimissioni in poi un’ondivaga linea politica ha caratterizzato la sua strategia, oscillante tra la certezza di un’ autosufficienza sua e della sua liquida e, contemporaneamente, bulgara classe dirigente, incapace di una complementare elaborazione politica, e i timidi scomposti tentativi di autocritica. L’incertezza ha contribuito ai deludenti risultati elettorali e ancor più alla scelta di una pessima legge elettorale che, tra l’altro, rischia di favorire il centrodestra e “risulta incomprensibile alla maggioranza degli elettori, come lo è anche per un’aliquota di addetti ai lavori – parte degli stessi ambienti politici favorevoli alla nuova legge non ne saprebbe valutare gli effetti”- vedi news 30 ottobre 2017. E’ la stessa confusione che lo porta a dare credito elettorale ad una scheggia del mondo radicale della Bonino e Della Vedova, pellegrino in tante formazioni politiche, del resto siamo il Paese in cui basta rilasciare fantasiose interviste per ritrovarsi leader di mai nate formazioni politiche, Parisi e Passera, Pisapia e Sala, Pizzarotti e Tosi insegnano. La perdita di lucidità del segretario e il disorientamento che pervade il PD non è solo affare di una parte politica, dopo le elezioni, sia in caso di vittoria che di sconfitta, la democrazia e quindi il Paese bisognano di una sinistra moderata e riformatrice, capace di perseguire chiari obiettivi nel quadro di una coerente intelligibile strategia, pena la stabilità dell’intero quadro politico. Se la funzione della dirigenza di una formazione politica è quella di coadiuvare, criticamente e con intelligenza, il vertice, compito di quella democratica è di salvare il soldato Matteo dalle sue certezze, pena il ricoprire un banale ruolo di osannanti replicanti. (fonte: http://www.societalibera.org)

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Nuova asta immobili a Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

Roma Il 15 dicembre al via l’asta sulla rete del Notariato. Prosegue il piano vendite delle unità immobiliari dei Fondi i3 Regione Lazio e i3 Inail e il 15 dicembre si svolgerà la vendita all’asta degli immobili attraverso la rete RAN, il sistema di aste online gestito dal Notariato che permette di presentare oltre alle offerte in busta chiusa, anche un’offerta telematica.
I lotti in vendita riguardano 7 unità immobiliari nel Centro Storico di Roma a Largo Arenula e Largo Goldoni per un valore complessivo a base d’asta di quasi 13 mln di euro e una superficie totale di circa 1200 mq.Le unità immobiliari di Largo Goldoni si trovano in area centrale tra via Condotti, via del Corso e piazza di Spagna, in una zona di grande prestigio con la presenza di attività commerciali delle maggiori firme nazionali ed internazionali della moda e del lusso. Si tratta di tre appartamenti di ampia metratura in buono stato di manutenzione collocati al secondo terzo e quarto piano di un Palazzo di rilievo storico e artistico ben conservato.Sempre nel cuore del Centro di Roma la proposta di Largo Arenula dove le unità in vendita sono comprese in un immobile storico in posizione strategica tra Campo dei Fiori e Piazza Venezia. Al piano terra, con affaccio su Largo Arenula, troviamo un’unità commerciale su due livelli collegati da una scala interna oltre a tre magazzini.Tutte le informazioni sulle procedure d’asta e sulle unità in vendita sono reperibili sul sito del Notariato all’indirizzo sito http://www.notariato.it/ranPrima della data dell’asta, attraverso un sistema di prenotazione on line, è possibile fissare una visita degli immobili durante gli appositi “Open day” predisposti nei giorni 30 novembre e 1 dicembre 2017.

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