Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Mostra antologica “Guardami”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

Bergamo Mercoledì 8 maggio 2019 alle ore 18.00 (9 maggio – 1 settembre 2019) presso il Museo della fotografia Sestini a Bergamo Convento di San Francesco, Piazza Mercato del fieno 6/a, Città alta, inaugura la mostra antologica “Guardami” dedicata al grande fotografo Pepi Merisio.
Il Museo della fotografia Sestini, inaugurato nel 2018, ha recentemente accolto il Fondo Pepi Merisio e con questa mostra offre al pubblico una nuova storia per immagini: più che del soggetto, questa volta, si parla dell’autore in oltre 250 scatti scelti da Merisio stesso, raggruppati in 5 diverse sezioni tematiche ognuna delle quali è dedicata a uno dei temi fondamentali della carriera del grande fotografo. Per ogni sezione, un cuore pulsante: una selezione originale di immagini vintage stampate da Pepi Merisio tra il 1960 e il 1970.La mostra, promossa e organizzata da Museo delle storie di Bergamo e Comune di Bergamo, è realizzata grazie all’importante contributo di SIAD, main sponsor dell’evento e del nuovo allestimento dello spazio espositivo.Catalogo “Guardami”, Lyasis Edizioni, 2019, introduzione di Denis Curti. Biglietti Ingresso alla mostra: 5 euro. Mostra promossa e organizzata da: Comune di Bergamo e Museo delle storie di Bergamo.

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Bilancio Dussmann: raggiunti i 522 milioni di euro

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

Capriate San Gervasio (BG) Bilancio consolidato di 522 milioni nel 2018, oltre il 60% di crescita negli ultimi 5 anni, con una previsione che punta a 800 milioni entro i prossimi 5. Cifre eloquenti, che rendono l’idea di una dimensione di ottimismo per il futuro, supportato da un solido presente.Nell’anno del 50° anniversario dalla sua fondazione in Italia, gli impressionanti numeri generati da Dussmann Service non si fermano però al fatturato: 8 filiali sul territorio nazionale, con 17.000 dipendenti, in costante crescita in concomitanza con il volume dei lavori e degli appalti, 34 milioni di pasti serviti l’anno, 907 plessi coperti dai servizi di ristorazione, 578 strutture da quelli di sanificazione, 31.000 tonnellate di derrate movimentate, 3.8 miliardi di metri quadri annuali sanificati.A seguito dell’acquisizione di Steritalia nel 2011, per il servizio di sterilizzazione di ferri chirurgici, e di Securducale Vigilanza nel 2014, per quelli di security, nel 2018 sono arrivate anche quelle di Alessio Ristorazione e Gaetano Paolin Spa, che sono andate ad arricchire la già valida offerta aziendale nei campi della ristorazione collettiva e del facility management.Per la seconda volta, dopo il 2015, nel 2018 Dussmann Service si è inoltre aggiudicata il prestigioso riconoscimento Company to Watch da parte di Cerved, ulteriore testimonianza del successo del suo operato.Questo trend positivo è stato accompagnato dalla decisione da parte del Gruppo Dussmann di procedere ad un incremento del capitale sociale da 10 a 20 milioni di Euro, fattore che assicura un’ancora maggiore stabilità patrimoniale e crea le premesse per sostenere la futura espansione sia tramite crescita organica che attraverso acquisizioni.
Il Gruppo Dussmann impiega oltre 70.000 persone in 17 paesi. Dussmann Service fornisce l’intera gamma di servizi di facility: Pulizia, Catering, Sicurezza e Reception, Servizi Tecnici ed Energy Management. Nel 2018, il gruppo Dussmann a livello globale ha realizzato un fatturato oltre 2 miliardi di euro, di cui circa 522 Milioni a livello nazionale, che lo rende uno dei più grandi provider di multi-servizi privati di tutto il mondo.

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Rassegna sulla danza contemporanea

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Roma Giovedì 11 aprile 2019 – ore 12.00 Teatro Argentina – largo di Torre Argentina, 52 conferenza stampa di presentazione Grandi Pianure Rassegna sulla danza contemporanea Interverranno Michele Di Stefano, curatore della rassegna, Cesare Maria Pietroiusti, Presidente Azienda Speciale Palaexpo, Joëlle Comé, Direttrice Istituto Svizzero di Roma e alcuni tra gli artisti coinvolti.

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Gli imprenditori italiani bocciano l’operato del Governo

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Nell’ultima sessione del Workshop “Lo scenario dell’economia e della finanza” è stata approfondito il tema dell’Agenda italiana, con particolare riferimento al Governo italiano e a quel che succederà dopo le elezioni Europee.Netto il giudizio dei 200 imprenditori presenti sull’operato del Governo italiano: l’80,2% lo valuta negativamente. Un cambio di rotta deciso se si considera che nel 2018 il sentiment degli imprenditori era positivo per il 66,3%.Per quanto riguarda gli effetti sul Governo italiano delle elezioni europee, il 37,9% del campione sondato ritiene il quadro politico sarà modificato e si renderà necessario un rimpasto, mentre il 35,9% pensa che tali cambiamenti porteranno a elezioni anticipate.

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Biennale di Venezia

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 aprile 2019

Venezia 11 maggio – 24 novembre 2019 Padiglione dell’Azerbaigian presenta “Virtual Reality”. Il Padiglione dell’Azerbaigian alla sua quarta partecipazione organizzata dalla Fondazione Heydar Aliyev, è lieto di presentare “Virtual Reality”. La mostra, curata da Gianni Mercurio ed Emin Mammadov presenta opere di Kanan Aliyev, Ulviyya Aliyeva, Zeigam Azizov, Orkhan Mammadov e Zarnishan Yusifova, artisti contemporanei azeri, ispirate al fenomeno delle fake news, oggi considerate una delle maggiori minacce alla democrazia, alla libertà di dibattito e al progresso, esplorando sfide e implicazioni del vivere in un’epoca di post-verità in cui i social media possono rivelarsi un’arma a doppio taglio.
Ogni giorno siamo travolti da veri e propri tsunami di fake news. In media controlliamo i cellulari 150 volte al giorno e più di 2 miliardi di persone usano Facebook. C’è un cambiamento radicale nel modo in cui oggi percepiamo dati e notizie. Viviamo in una bolla di fake news, le informazioni si diffondono via web più che tramite fonti ufficiali e il dibattito sulle fake news tutto riguarda tranne che la loro veridicità o falsità. Dovremmo dunque uscire dai confini del bias di conferma e far luce sulle nostre convinzioni inconsce. Dovremmo accogliere i punti di vista altrui e invitare l’altra parte al dialogo. Dovremmo stimolare il dibattito e parteciparvi, ricordando che le piattaforme dei social media si pongono generalmente nello stesso modo. Sta a noi modificare questo modello.
In un periodo di instabilità internazionale, in cui il mondo sta cambiando come mai prima d’ora, questa esposizione non potrebbe essere più pertinente. “La realtà virtuale” affronta temi che riguardano la politica e la realtà di oggi. Per la mostra “Virtual Reality” gli artisti presentano progetti, installazioni e sculture multimediali.
Sede della mostra: Palazzo Lezze, Campo Santo Stefano, San Marco 2949 Apertura al pubblico: 11 maggio – 24 Novembre 2019 Orario di apertura: 10.00 – 18.00. Chiuso il lunedì (escluso 13 maggio, 2 settembre, 18 novembre 2019).

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Film: Ma cosa ci dice il cervello

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 aprile 2019

E’ un film di Riccardo Milano in programmazione dal 18 aprile nelle sale italiane con Stefano Fresi, Tomas Arana, Teco Celio, Remo Girone, Vinicio Marchioni, Lucia Mascino, Ricky Memphis, Paola Minaccioni, Giampaolo Morelli, Claudia Pandolfi,Alessandro Roia, Carla Signoris
Nella tram del film Giovanna (Paola Cortellesi) è una donna dimessa, addirittura noiosa, che si divide tra il lavoro al Ministero e gli impegni scolastici di sua figlia Martina. Dietro questa scialba facciata, Giovanna in realtà è un agente segreto, impegnato in pericolosissime missioni internazionali. In occasione di una rimpatriata tra vecchi compagni di liceo, i gloriosi “Fantastici 5” (Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, Lucia Mascino, Claudia Pandolfi), tra ricordi e risate, Giovanna ascolta le storie di ognuno e realizza che tutti, proprio come lei, sono costretti a subire quotidianamente piccole e grandi angherie al limite dell’assurdo. Con tutti i mezzi a sua disposizione e grazie ai più stravaganti travestimenti, darà vita a situazioni esilaranti che serviranno a riportare ordine nella sua vita e in quella delle persone a cui vuole bene.

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Scuola: Alunni Dsa

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 aprile 2019

Aumenta in modo esponenziale il numero di alunni con disturbi specifici dell’apprendimento: il più diffuso è la dislessia (42,5% delle certificazioni), seguono le certificazioni per la disortografia (20,8%), quelle per la discalculia (19,3%) e per la disgrafia. Lo ha certificato il Miur attraverso un dettagliato focus nazionale. Lo hanno confermato a Milano le associazioni di categoria durante il convegno ‘Strategie educative per i Diversi Stili di Apprendimento’. Per gli esperti, scrive Tuttoscuola, “il quadro attuale è ancora più allarmante e non adeguatamente considerato. Nelle aule italiane vi sono 350.000 alunni con disturbi di apprendimento, da dislessia a discalculia: sbagliano a leggere, a scrivere, a fare i calcoli e finiscono tra quelli che non studiano, sono distratti, non socializzano”. Il punto è che la Legge 170/2010 non ha mai avuto una vera applicazione. Marcello Pacifico (Anief): È importante che vi sia più consapevolezza per le esigenze degli alunni Dsa: si può acquisire solo partecipando all’aggiornamento professionale specifico. L’Ente formativo Eurosofia trasmette nuovi approcci metodologici in più aree tematiche, attraverso corsi di aggiornamento professionale ad hoc.Isolati ed “etichettati” per la loro diversità i giovani con Dsa, dicono gli specialisti, sono “normalissimi e il loro disturbo oggi può essere individuato, soprattutto con l’impegno della scuola, e sconfitto, permettendo a bambini e ragazzi di completare gli studi. Grazie a interventi mirati da parte di figure professionali esperte, o approcci innovativi nel modo di fare lezione, prima imparata a casa dall’alunno anche con l’ausilio di tecnologie elettroniche e poi discussa a scuola insieme all’insegnante”.Serve, quindi, un “ribaltone culturale”, ha detto la Fida, che ha come conseguenza un aumento dei tassi di abbandono scolastico e la richiesta crescente di figure di supporto. Tiziana Rossetto, logopedista e Presidente della Federazione Logopedisti Italiani, ha affermato che “parliamo di bambini intelligenti in grado di partecipare attivamente alla vita di classe con misure compensative e funzionali al disturbo, che vanno individuati e trattati entro il secondo anno della scuola primaria”.

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Scuola – Intervista al presidente Anief Pacifico

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

Pacifico marcelloStamani il presidente dell’Anief, il professore Marcello Pacifico, ha rilasciato un’intervista alla rivista specializzata Orizzonte Scuola. Tanti i temi trattati: il problema del precariato che si risolverebbe con l’eliminazione dell’eccessivo ricorso al lavoro a tempo determinato, l’auspicio della riapertura delle GaE, la necessità della stabilizzazione dei precari, oltre alle relazioni con le altre sigle sindacali rappresentative a cui Anief si è aggiunta a pieno titolo
Presidente Pacifico, dopo un mese di scioperi e manifestazioni, il dibattito sulla gestione del precariato si infiamma, perché?
“Il motivo per il quale accade ciò è che ancora una volta il mondo della scuola non viene ascoltato dal governo per la gestione di un problema che sarebbe semplice risolvere, ma pare si voglia lasciare così com’è. Il problema non è la volontà politica di prediligere il concorso quale strumento ordinario per il reclutamento degli insegnanti piuttosto che attraverso la formazione iniziale universitaria, ma l’abuso dei contratti a termine”.
Per alcuni esponenti dell’attuale maggioranza, e soprattutto per il ministro Bussetti, tutto si risolverà con i concorsi. Cosa ne pensa?
“La storia recente ci insegna che, nonostante due concorsi ordinari (2012, 2016) e uno straordinario (2018) il numero dei supplenti è aumentato, così come il numero di coloro che insegnano senza abilitazione o specializzazione sul sostegno. La colpa, di certo, non è di quei 100 mila che si sono abilitati e specializzati con il Tfa o con il Pas, o i laureati in scienze della formazione primaria o ancora di quei 50 mila che hanno scoperto di avere un titolo valido quale il diploma magistrale”.
Quali sarebbero le ragioni di tale disastro?
“Da una parte il mancato allineamento tra organico di fatto e organico di diritto, inclusi i posti di sostegno in deroga, dall’altra quello tra domanda e offerta. L’attuale sistema di reclutamento, nelle assegnazioni delle supplenze, prevede dapprima lo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento provinciali poi di quelle locali d’istituto (tra le 10 e le 20 selezionate): se le prime sono esaurite perché si è deciso di non inserire gli abilitati negli ultimi 5 anni, si costringono le segretarie scolastiche al terno al lotto di chi si ritrova nelle rispettive graduatorie d’istituto fino all’utilizzo delle messe a disposizione, mai in numero così elevato da 20 anni a questa parte (se ne registrano diecimila). Per non parlare delle 50mila cattedre andate deserte durante le convocazioni delle immissioni in ruolo negli ultimi 5 anni. Qual è la soluzione? Evidentemente non soltanto il nuovo concorso, ma l’utilizzo del doppio canale di reclutamento, come recentemente ha ricordato la Cisl, dopo l’appello al rispetto della direttiva europea lanciato dalla Cgil e all’attenzione verso l’assunzione dei precari con più di 36 mesi chiesto da Uil, Snals e Gilda. Sono tutte cose che da anni ANIEF chiede in Parlamento attraverso la riapertura delle GaE, la trasformazione provinciale delle graduatorie d’istituto, con l’estensione del doppio canale di reclutamento e corsi abilitanti per chi ne è sprovvisto. Siamo felici che finalmente tutti gli altri sindacati la pensino pubblicamente come noi, con manifestazioni in sintonia con gli scioperi a cui noi abbiamo aderito o che abbiamo proclamato, anche se non siamo d’accordo sulla necessità di ulteriori concorsi riservati che non andrebbero a risolvere il problema”.
Magari ora che siete uniti su alcune proposte, sarete ascoltati?
“Il fatto che dopo tante battaglie giudiziarie si abbia una voce comune anche ai tavoli della politica, certamente amplifica la nostra voce. Noi non chiediamo privilegi, ma il rispetto del diritto dell’Unione e la fine della piaga del precariato, anche per garantire la necessaria continuità didattica ai nostri alunni e l’opportuna serenità lavorativa ai nostri insegnanti”.

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Ancora una volta i professori in piazza a manifestare contro l’abuso dei contratti a termine

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

Sui motivi siamo tutti d’accordo, dichiara Marcello Pacifico di Anief: l’ultima Legge di stabilità ha cancellato anche la speranza di entrare nei ruoli attraverso un concorso riservato per i tanti supplenti che insegnano nelle nostre scuole, per paura che sia anch’essa dichiarata incostituzionale. Ma è la soluzione proposta dalle altre forze sindacali che non condividiamo perché non può essere la riproposizione di una norma riservata analoga che non risolve il problema del precariato, né la partecipazione a un concorso nazionale. Nel primo caso, infatti, i posti a disposizione sarebbero esigui rispetto a quelli concessi ai concorsi ordinari e agli altri riservati al personale abilitato, ragion per cui abbiamo sempre criticato la Buona scuola fin da quando escluse dal piano straordinario di reclutamento tutto il personale non inserito nelle GaE. Nel secondo caso, rimarrebbe non sanzionato né evitato l’abuso dei contratti a termine per le supplenze, motivo di infrazione della norma comunitaria e di contenzioso presso i tribunali del lavoro per le misure risarcitorie. La strada maestra come ci ha insegnato la Cassazione rimane quella della riapertura delle GaE a tutto il personale reclutato e laddove esaurite con la qualificazione e il reclutamento di tutto il personale non abilitato con 36 mesi di servizio attraverso corsi annuali abilitanti e aggiornamento delle GaE, o ancora attraverso il reclutamento diretto dalle graduatorie d’istituto da trasformare in provinciali.
Anche noi siamo d’accordo con la senatrice Bianca Laura Granato (M5S) sulla necessità di farla finita coi ricorsi perché “li pagano i cittadini”. Infatti, abbiamo sempre detto che dovrebbero pagarli i dirigenti responsabili delle errate politiche di reclutamento italiano tanto che esiste un danno accertabile per la normativa europea e per la giustizia contabile. Tuttavia, vorremmo ricordare che tutti i cittadini hanno diritto a ricorrere contro atti della PA che ritengono illegittimi in uno Stato democratico e la Politica con la P maiuscola dovrebbe evitare il più possibile il contenzioso con scelte ragionevoli.
“Il problema non è bandire nuovi concorsi, ma evitare l’abuso dei contratti a termine e quindi la precarietà della scuola italiana. Lo strumento esiste: il doppio canale di reclutamento. E la diagnosi pure, cioè la falsificazione degli organici specie di sostegno. Il Governo riapra le GaE a tutto il personale abilitato, metta il personale non abilitato nelle condizioni di essere assunto a tempo indeterminato e non sempre come supplente, e finalmente adegui l’organico di fatto a quello di diritto, specie sui posti in deroga. E allora qualcuno non farà più ricorso né avrà ragione di manifestare e magari gli studenti avranno la continuità didattica che cercano”, conclude il leader del sindacato autonomo.
Questo è il commento alle parole della senatrice Bianca Laura Granato (M5S), in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook alla vigilia della manifestazione di alcuni sindacati contro la precarietà, dopo l’adesione di Anief agli scioperi del 27 febbraio e dell’8 marzo 2019. A questo proposito, il Parlamento dell’Unione Europea in una recente risoluzione (262/18) ha espresso la necessità che gli Stati membri provvedano a distanza di vent’anni dall’approvazione della direttiva 70/99 alla “conversione automatica del contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato se il rapporto di lavoro perdura oltre una data precisa”, ovvero 36 mesi anche non continuativi qualora stiano operando su posto vacante e disponibile.

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Pulse Biosciences Grants Equity Incentive Awards to New Employees

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

Pulse Biosciences, Inc. (Nasdaq: PLSE) (“Pulse Biosciences” or the “Company”), a novel medical therapy company bringing to market its proprietary CellFX™ System, announced today that the Compensation Committee of the Company’s Board of Directors granted non-qualified stock options covering an aggregate of 61,000 shares of Pulse Biosciences common stock to three new non-executive employees under the Pulse Biosciences 2017 Inducement Equity Incentive Plan on March 15, 2019.The 2017 Inducement Equity Incentive Plan is used exclusively to grant equity awards to individuals who were not previously an employee or non-employee director of Pulse Biosciences as an inducement material to such individual’s entering into employment with Pulse Biosciences in accordance with Nasdaq Marketplace Rule 5635(c).The options have an exercise price of $18.12 per share, which is equal to the closing price of Pulse Biosciences common stock on March 15, 2019. The 61,000 shares underlying the option grants will vest and become exercisable as to 25% of the shares annually beginning on the first anniversary of the recipient’s start date, subject to the recipient’s continued employment with Pulse Biosciences on these vesting dates. The options are subject to the terms and conditions of the 2017 Inducement Equity Incentive Plan and the award agreements entered into with each recipient.

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Lotta alla criminalità: scambio di informazioni più veloce sui cittadini non-UE

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Condivisione più rapida delle informazioni sulle condanne a carico di cittadini di paesi terzi Vantaggi per pubblici ministeri, giudici e polizia, nella lotta alla criminalità e al terrorismo Nel 2014 le autorità nazionali hanno utilizzato meno del 5% delle informazioni disponibili sulle condanne Una nuova banca dati, approvata in via definitiva martedì, permetterà ai Paesi UE di scambiare più velocemente le informazioni dei casellari giudiziari dei cittadini di paesi terzi.I deputati hanno così deciso di creare una nuova banca dati sulle condanne a carico di cittadini di paesi terzi (ECRIS-TCN), a complemento dell’attuale sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari (ECRIS), utilizzato per lo scambio di informazioni sulle condanne a carico di cittadini dell’UE.La nuova banca dati centralizzata migliorerà lo scambio delle informazioni estratte dai casellari giudiziari dei cittadini di paesi terzi in tutta l’Unione Europea, contribuendo alla lotta contro la criminalità transfrontaliera e il terrorismo.Il nuovo sistema ECRIS per i cittadini di paesi terzi (ECRIS-TCN): consentirà alle autorità nazionali di stabilire rapidamente se uno Stato membro dell’UE detiene i casellari giudiziari di un cittadino di un paese terzo;
includerà i dati relativi ai cittadini con doppia nazionalità, per garantire che le persone che possiedono due passaporti con cittadinanza di un paese terzo e di uno Stato membro non possano nascondere le condanne a loro carico.
Il Parlamento e il Consiglio hanno concordato che Europol, Eurojust e la futura Procura europea avranno accesso a ECRIS e a ECRIS-TCN, in aggiunta ai giudici e ai procuratori dei Paesi dell’UE.

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Visti: aggiornare la banca dati UE per aumentare la sicurezza delle frontiere

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

I miglioramenti al sistema di informazione visti (VIS), approvati mercoledì, assicurerebbero una migliore risposta dell’UE alle sfide in materia di sicurezza e migrazione.Il sistema di informazione visti (VIS) è una banca dati dell’UE utilizzata dalle autorità per controllare i cittadini di paesi terzi che necessitano di un visto per entrare nello spazio Schengen. La riforma permetterebbe al sistema di rispondere con più efficacia all’evoluzione delle sfide su sicurezza e migrazione e migliorare la gestione delle frontiere esterne dell’UE.I deputati chiedono che la riforma della banca dati includa:
controlli di sicurezza obbligatori in tutte le banche dati dell’UE per individuare i richiedenti che utilizzano identità multiple e identificare chiunque comporti rischi per la sicurezza o l’immigrazione irregolare;
visti per soggiorni di lunga durata, compresi i cosiddetti visti d’oro, e permessi di soggiorno;
l’abbassamento da 12 a 6 anni d’età per ottenere le impronte digitali e le immagini del volto dei minori, al fine di aiutare a identificare e rintracciare i bambini scomparsi e stabilire legami familiari;
migliore accesso ai dati VIS per Europol e le autorità di contrasto, così da identificare le vittime di reati o compiere progressi nelle indagini su reati gravi o terrorismo.

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“Plasmare la complessità: autismo tra mente e corpo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 marzo 2019

Roma 6 aprile dall’Universita’ degli studi La Sapienza, l’Istituto di Ortofonologia (IdO) e l’Osservatorio italiano studio e monitoraggio autismo (Oisma), in occasione della giornata mondiale che ricorre ogni anno il 2 aprile. Il convegno si svolgera’ nell’Aula Gerin de La Sapienza in Viale Regina Elena 336 dalle 8.30 alle 16.30.
“E’ una frase del professore François Ansermet e ci può rassicurare- spiega Rosaria Ferrara, presidente Oisma- perché tutto muta nella vita, anche noi mutiamo. Non usiamo mai due volte lo stesso cervello, l’interazione con gli altri lo fa mutare in continuazione. In quest’ottica deve essere inserita anche la terapia, la riabilitazione e le attività creative. Si può plasmare anche l’autismo senza una coercizione- conclude- ma bisogna farlo garantendo il diritto alla felicità di questi soggetti, che non va mai dimenticato”.
In aiuto delle famiglie l’Oisma presenterà il 6 aprile un progetto di mappatura delle strutture più accreditate e indicate sul territorio nazionale per trattare ogni singolo caso specifico. Dai Centri che promuovono la riabilitazione a quelli che puntano sulla socializzazione e l’inserimento lavorativo.
Il 6 aprile l’autismo sarà osservato da due prospettive differenti: quella del terapeuta e quella della famiglia. A garantirlo sono i numerosi esperti che prenderanno parte alla giornata di studio: Nicola Purgato, responsabile della comunita’ educativa riabilitativa Antenna 112 di Venezia (Mestre); Chiara Mangiarotti della Fondazione Martin Egge; Gianni Carbone, docente di Economia de La Sapienza, che approfondirà gli aspetti della disability management e le misure da prendere per favorire l’inserimento lavorativo dei giovani con autismo; Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO; Rosaria Ferrara, psicologa e presidente Oisma; Enrico Nonnis, neuropsichiatra infantile e direttore dell’Unita’ Complessa di Salute mentale dell’eta’ evolutiva della Asl Roma 3. Tante e diverse le professionalita’ perche’ l’autismo e’ una questione complessa, che richiede piu’ sguardi. Ci sara’, infine, l’attrice Sabrina Paravicini con il figlio Nino, asperger, per presentare il loro film ‘Be kind’. L’ingresso e’ libero e sara’ possibile ricevere un attestato di partecipazione.

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Culture of Equality Is Powerful Multiplier of Workplace Innovation, New Accenture Research Finds

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Published today in the company’s “Getting to Equal 2019” report, the research found that in the U.S., employees’ innovation mindset — their willingness and ability to innovate — is nearly five times higher in companies with a robust culture of equality, where everyone can advance and thrive, than in least-equal companies.“In this era of widespread disruption, businesses and organizations need to respond with continuous innovation to succeed,” said Julie Sweet, Accenture’s chief executive officer – North America. “Our research makes it clear that tapping the power of workplace culture is essential to unleashing innovation across the company.”According to the research, the vast majority of executives around the world agree that continuous innovation is essential: 95 percent see innovation as vital to competitiveness and business viability. A culture of equality is a powerful driver of an innovation mindset — more than other factors that differentiate organizations, such as industry, country or workforce demographics. Among those surveyed, people across all genders, sexual identities, ages and ethnicities show a stronger innovation mindset in more equal workplace cultures.
Accenture’s new research is based on a survey of more than 18,000 professionals in 27 countries, including 1,400 in the U.S., a survey of more than 150 C-suite executives in eight countries and a model that combines employee survey results with published labor force data. It builds on Accenture’s 2018 research, which identified 40 workplace factors that contribute to a culture of equality, and grouped them into three actionable categories: Bold Leadership, Comprehensive Action and Empowering Environment.This year’s research determined that an empowering environment is by far the most important of the three culture-of-equality categories in increasing an innovation mindset, which consists of six elements: purpose, autonomy, resources, inspiration, collaboration and experimentation. The more empowering the workplace environment, the higher the innovation mindset score. For instance, U.S. employees in robust cultures of equality are seven times more likely to say that nothing holds them back from innovating (44 percent in most equal cultures vs. 6 percent in least equal cultures).However, organizations must close the important gap the research revealed between C-suite executives and employees. While 76 percent of executives globally said they empower employees to innovate, only 42 percent of employees agree. For example, executives appear to overestimate financial rewards, and underestimate purpose, as motivations for employees to innovate. In a more equal culture, the strongest factors underpinning an innovation mindset include providing relevant skills training, flexible working arrangements and respect for work life balance.

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Il tumore dell’ovaio fa meno paura

Posted by fidest press agency su sabato, 9 marzo 2019

Rappresenta la quinta causa di morte per cancro nelle donne 50-69enni in Italia, ma i decessi legati alla malattia diminuiscono: nel 2015 (ultimo anno disponibile) sono stati 3.186, nel 2013 ne erano stati registrati 3.302, con un calo del 3% in due anni. Il merito è da ricondurre a terapie sempre più efficaci, che permettono di controllare la malattia anche nello stadio metastatico. Tra queste, si annoverano anche i farmaci inibitori di PARP, oggi utilizzabili sia nelle pazienti BRCA mutate che non mutate. “Le armi contro il tumore dell’ovaio spaziano dalla chirurgia alla chemioterapia fino alle terapie mirate, in cui rientrano gli inibitori di PARP – spiega Fabrizio Nicolis, Presidente Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) -. Conoscere lo stato mutazionale dei geni BRCA è sempre molto importante ed il test dovrebbe essere effettuato su tutte le pazienti (con le caratteristiche indicate nelle Raccomandazioni AIOM-SIGU-SIBioC-SIAPEC-IAP 2019) al momento della diagnosi. È questa la via da seguire per definire le migliori strategie terapeutiche e iniziare il percorso familiare che potrebbe permettere l’identificazione di persone sane con mutazione BRCA, nelle quali impostare programmi di sorveglianza o di chirurgia (annessiectomia bilaterale) per la riduzione del rischio di sviluppare il tumore ovarico. Ma, ancora oggi, non tutte le pazienti che dovrebbero essere sottoposte al test BRCA lo eseguono. Inoltre, in Italia, il regime di rimborsabilità per questo esame varia nelle diverse Regioni, con la conseguenza che viene effettuato solo nel 65,2% delle donne che ricevono la diagnosi”. Oncologi e pazienti, in una conferenza stampa che si svolge oggi al Ministero della Salute, chiedono alle Istituzioni di uniformare le modalità di accesso al test BRCA sul territorio nazionale.
Lo studio “Every Woman”, promosso dalla World Ovarian Cancer Coalition, condotto su 1.531 pazienti di 44 Paesi ha evidenziato che, in Italia, prima della diagnosi il 56,5% delle donne non aveva mai sentito parlare di questa neoplasia e solo il 65,2% è stato sottoposto al test genetico. La mancata consapevolezza troppo spesso porta infatti le donne a sottovalutare i sintomi iniziali e ad arrivare alla diagnosi quando la malattia si è già diffusa ad altri organi”. Il trattamento delle forme precoci è chirurgico, ma, di fronte a un rischio di recidiva del 25-30%, in molti casi viene prescritta una terapia chemioterapica precauzionale, dopo l’intervento. Nella malattia avanzata, è indicato un approccio chirurgico quanto più possibile radicale, seguito da chemioterapia. In alcuni casi, può essere necessario far precedere l’intervento chirurgico da alcuni cicli di chemioterapia (di solito tre) per ridurre la malattia e rendere la successiva chirurgia meno complessa.
“Sono poche le strategie efficaci per prevenire il tumore dell’ovaio – continua Valentina Sini, oncologa presso il Centro Oncologico ‘Santo Spirito-Nuovo Regina Margherita’ ASL Roma 1 -. Fra i fattori protettivi, la multiparità, l’allattamento al seno e un prolungato impiego di contraccettivi orali. In particolare, donne con pregresse gravidanze multiple presentano una riduzione del rischio di circa il 30% rispetto a coloro che non hanno partorito. Una recente indagine ha dimostrato che l’uso prolungato di anticoncezionali riduce il rischio di incidenza di tumore ovarico nella popolazione generale, in particolare nelle donne portatrici di mutazione dei geni BRCA”. Quattro società scientifiche, AIOM, SIGU (Società Italiana di Genetica Umana), SIBioC (Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica) e SIAPEC-IAP (Società Italiana di Anatomia Patologica e Citologia Diagnostica), hanno firmato le “Raccomandazioni per l’implementazione del test BRCA nelle pazienti con carcinoma ovarico e nei familiari a rischio neoplasia”. È importante che queste alterazioni genetiche siano individuate tempestivamente anche attraverso provvedimenti specifici di politica sanitaria aumentando la percentuale di identificazione nelle persone sane con mutazione BRCA secondo indicazioni di accesso al test uniformi sul territorio nazionale e percorsi dedicati. È inoltre essenziale che la presa in carico delle persone sane e delle pazienti BRCA mutate avvenga in centri altamente specializzati. Prima di decidere se sottoporsi al test, la donna deve essere adeguatamente informata delle eventuali conseguenze dell’esame, con un immediato supporto psicologico”.

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Giornata Mondiale del Rene

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Roma 14 marzo dalle 10 alle 16, a Piazza del Popolo in occasione della Giornata Mondiale del Rene mentre cardiologi e nefrologi, nello stesso giorno sono a Congresso nella Capitale sarà mobilitato un team di medici, supportati dalla Croce Rossa Italiana. La popolazione sarà invitata ad un controllo della funzionalità renale di base: analisi delle urine mediante stick, consulto con il nefrologo e misurazione della pressione arteriosa costituiranno il primo passo, salvo essere indirizzati ad una ecografia renale nel caso in cui i nefrologi individuino un particolare sospetto diagnostico.
La malattia renale cronica colpisce circa del 10% della popolazione generale (fino al 40% degli anziani) ed è una delle prime cause di morte in Italia. 850 milioni di persone nel mondo hanno una malattia renale e le forme croniche rappresentano la 6a causa di morte con circa 2,4 milioni di vittime ogni anno, mentre le forme acute (AKI) sono responsabili di 1,7 milioni di decessi. “Eppure la malattia renale ed i suoi fattori di rischio non sembrano essere una priorità nelle programmazione sanitaria nazionale: basti pensare che la rete italiana dei reparti di Nefrologia è prossima ad un drastico sfoltimento a seguito della revisione dell’offerta sanitaria ospedaliera prevista secondo la Legge Balduzzi (decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, Convertito in legge 8 novembre, n. 189)” spiega il Dottor Fulvio Floccari, Dirigente Medico della UOC Nefrologia ASL RM4 e Consigliere dell’Associazione Italiana di CardioNefrologia “Tale revisione della rete nefrologica chiuderà molte Unità Operative, ad oggi presenti capillarmente nella provincia italiana, e le riorganizzerà solo negli ospedali più grandi (quelli con bacini di utenza superiore a 600.000-1.200.000 abitanti). Tale misura comporterà una oggettiva difficoltà per il malato di reni ad incontrare lo specialista nefrologo in una fase precoce di malattia e ridurrà la Nefrologia italiana ad una rete locale di centri emodialisi (chiamati a gestire i malati nei quali la malattia ha ormai compiuto la sua storia naturale, privando completamente i pazienti della funzionalità renale) e ad una serie di “hub” dove verranno concentrate le risorse, ad inesorabile distanza dal malato”.Quest’anno, la Giornata Mondiale del Rene si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica sul crescente carico di malattie renali in tutto il mondo e sulla necessità di strategie per la prevenzione e la gestione delle malattie renali.

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Consumi in Lazio: nel 2018 crescita zero per i beni durevoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Nel comparto ‘mobilità’ lieve aumento per le auto usate (+1,9%) e per i motoveicoli (+1%) ma contrazione per le auto nuove (-2,2%); nel comparto ‘casa’ crescita per i mobili (+1,3%), stabili gli elettrodomestici (0%) e flessione per l’elettronica di consumo (-2,6%) e l’information technology (-2,3%). Il quadro della spesa per i beni durevoli nel Lazio nel 2018 viene tracciato dall’Osservatorio dei Consumi Findomestic, realizzato in collaborazione con Prometeia. “Nell’anno appena concluso – commenta il responsabile dell’Osservatorio Findomestic Claudio Bardazzi – la spesa delle famiglie laziali è rimasta pressoché invariata (5 miliardi e 935 milioni, pari a +0,2%), a fronte dei moderati aumenti registrati nelle altre regioni del Centro. Su questa dinamica ha influito la deludente performance delle auto usate e dei motoveicoli, che hanno mostrato incrementi di spesa inferiori a quelli medi nazionali (rispettivamente 3,5% e 6,2%). Nel 2018 in Lazio la spesa media per famiglia destinata ai durevoli è stata di 2.230 euro, 126 in meno rispetto alla media nazionale”.
“Secondo l’analisi a livello provinciale dell’Osservatorio Findomestic”, afferma Bardazzi, “Viterbo (2,3%), Latina (1,7%) e Frosinone (1,5%) hanno registrato un aumento della spesa per i durevoli, Roma (-0,2%) ha sperimentato una sostanziale stabilità, mentre Rieti (-0,5%) ha mostrato un lieve calo”.

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Reddito cittadinanza: Da domani la presentazione delle domande

Posted by fidest press agency su martedì, 5 marzo 2019

Ai nastri di partenza la fase operativa del Reddito di cittadinanza. “Da domani anche i cittadini lombardi potranno presentare la domanda presso gli Uffici Postali, i CAF Centri di Assistenza Fiscale convenzionati e online, sul sito dedicato, per chi è in possesso di SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale” annuncia il consigliere regionale del M5S Lombardia Massimo De Rosa.“È un risultato al quale abbiamo sempre creduto. Penso alle persone che aiuteremo in maniera concreta e ripenso a quanto a lungo i cittadini siano stati costretti ad ascoltare prima le false promesse dei partiti, poi a subire le bugie della loro propaganda: “È irrealizzabile, non lo farete mai”.Da domani il reddito di cittadinanza sarà realtà. Il Movimento Cinque Stelle ha dimostrato di realizzare con i fatti le promesse, se lo diciamo lo facciamo” sottolinea il portavoce penta stellato.
“È importante ricordare che, prima della presentazione delle domande, sarà indispensabile aver richiesto l’ISEE ed esserne già in possesso. Questo indicatore, infatti, è uno degli elementi fondamentali per verificare il diritto al beneficio che è legato anche a requisiti su cittadinanza, patrimonio immobiliare e finanziario e reddito dichiarato. Riguardo i tempi, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ricorda che il periodo di presentazione delle domande, per essere inseriti nel programma dal mese di aprile, è compreso tra il 6 e il 31 marzo”, conclude De Rosa.

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Papa Francesco incontra la comunità Ail

Posted by fidest press agency su sabato, 2 marzo 2019

ailCittà del Vaticano, 2 marzo 2019 – Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in udienza speciale una nutrita rappresentanza della numerosissima comunità di AIL, l’Associazione Italiana contro le Leucemie, i linfomi e il mieloma che, in occasione dei 50 ANNI dalla sua fondazione, è giunta da ogni parte di Italia. Erano 6.000 i volontari delle 81 sezioni provinciali AIL che insieme ai pazienti e ai loro familiari, ai medici e ai ricercatori hanno affollato, festanti ed emozionati, l’Aula Paolo VI per incontrare il Santo Padre. Prima dell’ingresso di Papa Francesco i ragazzi del progetto In viaggio per guarire hanno fatto vivere alla comunità di AIL un momento molto toccante. Dalla scuola in corsia degli Spedali Civili di Brescia un gruppo di giovanissimi, capitanato dalla professoressa Annamaria Berenzi, gira la penisola per raccontare il vissuto della malattia ematologica ai coetanei, cosa si prova a pensare che la vita non è più una certezza e raccontare di una scuola su misura che ha permesso loro di mantenere il legame con la vita di prima. “La Chiesa elogia e incoraggia ogni sforzo di ricerca dedicato alla cura dei più sofferenti. Con l’assistenza sanitaria – ha detto Papà ail1.JPGFrancesco rivolgendosi ai volontari – vi fate prossimi a chi soffre, affinché nessuno si senta mai solo. Una delle cose che più mi ha colpito quando sono arrivato in Italia è stato il volontariato italiano.” E poi Sua Santità ha aggiunto “I medici sono chiamati alla cura della persona nella sua totalità, di corpo e spirito”.
All’incontro con il Santo Padre erano presenti, nella delegazione AIL, oltre al Presidente Nazionale professor Sergio Amadori, al Direttore Generale e a una rappresentanza dei Presidenti delle sezioni provinciali, alcuni volontari storici dell’Associazione, che con il loro infaticabile lavoro rappresentano la linfa vitale dell’Associazione; molti pazienti, tra cui i piccoli Chiara e Matteo dalle cui mani Sua Santità ha accettato in dono dei disegni, e la famiglia dell’indimenticato professor Franco Mandelli, scomparso nel luglio scorso.
“Dal 1969 abbiamo fatto un lungo cammino, a tratti faticoso, cercando di alimentare sempre i principi ispiratori della nostra missione: il dono, l’impegno solidale concreto, la gratuità e soprattutto, l’esercizio dell’umanizzazione delle cure”. Queste le parole del professor Sergio Amadori, Presidente Nazionale AIL, che prima dell’incontro con il Santo Padre ha ringraziato gli oltre 20.000 volontari e ricordato l’importanza dell’attività svolta dall’Associazione, che da 50 anni dà ai malati nuovi orizzonti di speranza grazie al sostegno alla ricerca scientifica e ai servizi di assistenza a favore dei pazienti affetti da tumori del sangue. Quindi il Santo Padre ha concluso: “La vostra storia, le vostre opere, i risultati raggiunti da voi in questi 50 anni, siano di stimolo per migliorare la vita di malati”. (Alessandro Spinelli)

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World Jewish Congress incensed by attack on Argentina rabbi

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2019

NEW YORK – “The World Jewish Congress is shocked and incensed by the brutal attack against the Chief Rabbi of the Asociación Mutual Israelita Argentina, Gabriel Davidovich, who was savagely beaten by robbers inside his own home,” WJC CEO and Executive Vice President Robert Singer said Monday.“Both Rabbi Davidovich and his wife were seriously wounded in this assault, which was carried out by assailants who had apparently been monitoring their home prior to perpetration. During the assault, the attackers singled out Rabbi Davidovich as a Jew, and said, ‘We know that you are the AMIA rabbi,’ a disturbing and worrisome fact that raises serious concerns about the nature of this attack,” Singer said.“An investigation is currently underway, and we are grateful that the authorities in Buenos Aires and Argentina are treating this matter with the severity and concern that it deserves,” Singer said. “It is not yet clear whether this was a targeted crime of hateful antisemitism or a barbaric criminal act, but we trust that the authorities will continue to do everything in their power to determine the motive and bring the perpetrators to justice.”“Claudio Epelman, Executive Director of the WJC’s affiliate, the Latin American Jewish Congress, is in constant and direct contact with Argentina’s Minister of Security, as well as with AMIA and the umbrella Jewish organization Delegación de Asociaciones Israelitas Argentinas, to monitor the situation and extend all support needed,” Singer said. “We hope that the initial findings will be clarified as quickly as possible, to ensure that the appropriate punitive action is taken.” “We wish Rabbi and Rebbetzin Davidovich a speedy recovery and stand with our community in Argentina in condemning this senseless brutality. President Mauricio Macri and his administration are close and supportive friends of the community and we know that they will work to protect the community in every way possible,” Singer said. “The WJC and the LAJC will continue to monitor this situation closely and deeply hope that this is an isolated incident that will not occur again.”

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