Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 340

Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Veronika Eberle & C, Rumba con Bach, alla Iuc

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

Roma sabato 15 dicembre alle 17.30 saranno all’Aula Magna dell’Università “Sapienza” per i concerti della IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) Veronika Eberle (violino), Edicson Ruiz (contrabbasso) e Gonzalo Grau (percussioni). Il loro progetto “Rumba con Bach” incuriosisce già dal titolo.
Il concerto accosta Bach “come è” a Bach contaminato con la musica sudamericana dai compositori Efrain Oscher e Gonzalo Grau, due musicisti “latinos” – uruguaiano il primo, venezuelano il secondo – perfezionatisi in Europa e Usa. Edicson Ruiz, contrabbassista dei Berliner Philharmoniker, la migliore orchestra del mondo, apre il concerto eseguendo col contrabbasso la Suite n. 1 per violoncello, un vero tour de force virtuosistico. Poi Veronika Eberle suona la Partita n. 2 per violino solo di Bach, che contiene la celeberrima Ciaccona.Il terzo brano vede la Eberle e Ruiz insieme nella Passacaglia per violino e contrabbasso di Efrain Oscher, che contamina la antica danza usata da Bach con la musica sudamericana; composta nel 2018, è ora in prima esecuzione italiana. Per finire, un’altra prima esecuzione in Italia: Rumbach for J. S. di Gonzalo Grau, che mette in parallelo cinque danze del Settecento che si trovano nelle suite di Bach e cinque danze caraibiche.
A sedici anni Veronika Eberle già debuttava al festival di Salisburgo con i Berliner Philharmoniker diretti da Sir Simon Rattle ed ora è unanimemente considerata uno dei più grandi talenti del violino emersi recentemente. Il suo eccezionale talento, il suo equilibrio e la sua matura musicalità le sono riconosciuti dalle orchestre, sedi concertistiche e festival più importanti del mondo intero, nonché da alcuni dei più eminenti direttori d’orchestra.Il venezuelano Edicson Ruiz, contrabbassista dei Berliner Philharmoniker, la migliore orchestra del mondo, ha due record: quando è entrato in quell’orchestra a 17 anni era il più giovane tra quei musicisti e il primo sudamericano a farne parte.Gonzalo Grau, anch’egli venezuelano, è un polistrumentista, che oltre alle percussioni suona il pianoforte, il violoncello e la viola da gamba; ha ideato molti suoi progetti musicali e ha collaborato con celebri musicisti, classici e no, tra cui Ronaldo Villazon, Osvaldo Golijov e le sorelle Labèque, vincendo due ECHO Award e uno Choc de la musique.

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“Si profila all’orizzonte la fine del ciclo economico”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

A cura di Adrian Hilton, Head of Global Rates and Currency (Responsabile Tassi Globali e Valute) di Columbia Threadneedle Investments. La maggiore sorpresa del 2018 è giunta dal ciclo economico, che si è rivelato più resistente e protratto di quanto prevedevamo. Gli sgravi fiscali del Presidente Trump hanno alimentato la fiducia dei consumatori e sostenuto i consumi, ma la spesa per investimenti delle aziende ha reagito in misura inferiore al previsto ai maggiori incentivi agli investimenti forniti dalla riforma fiscale.Per contro, gli sviluppi economici nel resto del mondo si sono rivelati deludenti. In Europa, le spiegazioni addotte per la crescita fiacca sono mutate nel corso dell’anno, ma sembra sempre più chiaro che la causa principale sia da ricercarsi nel calo della domanda esterna, non ultimo di quella cinese, dovuto all’esaurirsi dell’effetto di precedenti misure di stimolo.Si direbbe proprio che il ciclo stia per concludersi. Gli Stati Uniti beneficiano da qualche tempo di condizioni finanziarie favorevoli e, più di recente, di vantaggi fiscali, ma molti di questi fattori appaiono in procinto di cambiare. I mercati azionari continuano a scontare un certo ottimismo, anche se in misura inferiore dopo le turbolenze di ottobre e novembre 2018.Se ci troviamo davvero alla fine del ciclo, l’evolversi degli eventi appare diverso dal passato. Generalmente ci aspetteremmo la comparsa di pressioni inflazionistiche in risposta alla saturazione dei mercati del lavoro e alle limitazioni della capacità produttiva. In tale situazione, la Federal Reserve statunitense inasprirebbe la politica monetaria fino ad adottare un orientamento restrittivo per evitare il disancoraggio delle aspettative d’inflazione. Eppure, malgrado la crescita superiore alla media, l’inflazione non ha esibito una significativa accelerazione. Di conseguenza, la Fed non si è vista ancora veramente costretta ad alzare i tassi d’interesse, nemmeno per portarli ai livelli ritenuti ‘neutri’ dallo stesso istituto centrale.È possibile che il ciclo stia terminando, ma in maniera più graduale che in passato. Una possibile spiegazione di questa evoluzione anomala è che la risposta dell’inflazione al ridursi della capacità inutilizzata interna è inferiore alla media storica, per cui le autorità non hanno dovuto inasprire la politica monetaria in maniera particolarmente aggressiva. Ciò rappresenterebbe una buona notizia per gli attivi, in quanto le valutazioni potrebbero scendere lentamente senza che si abbia un inasprimento destabilizzante delle condizioni finanziarie.
Una potenziale fonte di volatilità nel 2019 potrebbe essere costituita da un rallentamento più sincronizzato e profondo della crescita globale. Se ciò avvenisse, i meccanismi di protezione contro una recessione potrebbero rivelarsi meno efficaci che in passato. Non arrivo a predire una crisi, ma se invece di una correzione graduale si avrà un atterraggio brusco, i rischi sono maggiori di quelli insiti in cicli più ‘normali’. Non è chiaro quali aree del globo dispongano ancora della flessibilità politica necessaria per contrastare una riduzione generalizzata dei livelli di indebitamento.Gli Stati Uniti potrebbero allentare nuovamente la propria politica monetaria, ma non è detto che dispongano ancora dello spazio di manovra necessario per una risposta fiscale significativa, data la natura prociclica del loro stimolo più recente. Inoltre, i livelli di debito cinese potrebbero non consentire alla Cina di adottare manovre di stimolo analoghe a quelle effettuate durante precedenti rallentamenti. L’altro cuscinetto potrebbe essere costituito dall’Europa che, a differenza degli Stati Uniti, gode di ampi avanzi delle partite correnti. È difficile tuttavia immaginare che ci sia la volontà politica per coordinare un’espansione fiscale; inoltre la BCE non dispone di ampia flessibilità in ambito di politica monetaria.
I fondamentali dell’area euro appaiono discretamente robusti. Le condizioni sui mercati del lavoro stanno migliorando, l’occupazione ha esibito buoni livelli di crescita e i salari sono finalmente in aumento. Le condizioni di finanziamento sono ancora relativamente rilassate nell’Eurozona e l’indebitamento dell’intera economia resta contenuto. Le limitazioni della capacità produttiva dovrebbero esercitare ulteriori pressioni al rialzo sui salari, facendo aumentare anche gli investimenti in conto capitale. La BCE intende iniziare a normalizzare la propria politica monetaria, ma l’Europa è esposta a rischi provenienti da fonti sia interne che esterne. L’accentuarsi del rallentamento cinese e l’ulteriore deteriorarsi del commercio internazionale potrebbero costituire una minaccia, data la crescente dipendenza dell’Eurozona dalle esportazioni negli ultimi anni. Lo scontro tra l’Italia e la Commissione europea innervosisce, a ragione, i mercati. La Brexit rappresenta un’ulteriore fonte di incertezza.Per il Regno Unito, molto dipenderà da come si configurerà la futura relazione commerciale con l’UE e quali saranno i rispettivi impatti sull’economia, sia sul lato della domanda che su quello dell’offerta. È difficile che gli attivi a reddito fisso britannici imbocchino una direzione precisa fino a che non comprenderemo la natura dello shock.
Quali sono le implicazioni di queste incertezze per i rendimenti obbligazionari? Riteniamo che la crescita statunitense abbia raggiunto il picco, per cui ci attendiamo rendimenti più bassi durante il 2019, anche se non di molto, se si eviterà una recessione. In tale contesto, la normalizzazione del bilancio della Fed e l’evoluzione della politica monetaria altrove potrebbero incidere positivamente sui premi a termine, che sono stati molto ridotti su tutti i mercati dei titoli di Stato.Molto dipende da un’eventuale accelerazione o meno dell’inflazione. Se negli Stati Uniti il rapporto tra limitazioni della capacità produttiva e inflazione si normalizzerà, la Fed potrebbe dover inasprire la politica monetaria più del previsto. In tal caso, il ciclo economico potrebbe estendersi ulteriormente, ma potrebbe poi terminare in modo più brusco.

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In Italia un paziente su 3 ha una multipatologia cronica

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Il paziente complesso con multipatologia è il nuovo malato all’attenzione del Sistema Salute: la sua gestione è tra le maggiori sfide della sanità del futuro. Il “medico della complessità”, preparato attraverso specifici corsi formativi, è il moderno professionista sanitario capace di individuare strategie di cura e organizzare percorsi sanitari ad hoc per gestire la cronicità.Le malattie croniche rappresentano il 60% di tutte le patologie nel mondo con un incremento previsto fino all’80% nel 2020. In Italia il 10% della popolazione sopra i 65 anni ha almeno tre condizioni morbose croniche, che richiedono più farmaci, più medici e maggiori costi per la difficile gestione.Scopo dell’Associazione scientifica The System Academy è la formazione altamente qualificata degli operatori sanitari attraverso corsi didattici innovativi.

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Rapporto sull’ictus in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

Roma Martedì 18 dicembre – ore 10.00 Camera dei Deputati, Sala “Nilde Iotti” Palazzo Theodoli-Bianchelli, Piazza del Parlamento 19. Per la prima volta in Italia il Rapporto fotografa i dati sull’incidenza dell’ictus, relativi a mortalità, disabilità e fattori di rischio, esamina l’implementazione dei protocolli clinico-assistenziali e dei piani di cura, riabilitazione e reinserimento nelle diverse Regioni. Attraverso l’analisi dell’impatto socio-economico della patologia e la ricognizione delle best practices sulla prevenzione, il Rapporto delinea, inoltre, alcune proposte per un approccio coordinato e integrato alla prevenzione e nella cura, in linea con gli obiettivi definiti a livello comunitario.

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5 motivi per puntare sui titoli delle aziende innovative della Cina

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

Commento di Wenchang Ma, Assistant Portfolio Manager dell’All China Equity Fund di Investec AM. Quando si parla di investimenti in Cina, i commentatori fanno di solito riferimento alle prospettive macro sul tema e ai dati del PIL ma, ironicamente, la maggior parte di loro non riesce a cogliere il quadro d’insieme.Infatti, se da un lato si possono individuare alcuni fattori potenzialmente in grado di sostenere il processo di innovazione delle aziende del Paese, dall’altro c’è un ulteriore, ben preciso, driver a cui non si è ancora dedicata abbastanza attenzione, e cioè la guerra commerciale con gli Stati Uniti che, a nostro avviso, potrebbe presentare un’opportunità importante per la Cina e i suoi investitori.In generale, i principali driver della performance azionaria a lungo termine sono gli stessi che in qualsiasi altra parte del mondo: il tipo di opportunità di crescita che un’azienda può generare, la qualità del suo business, il suo momentum operativo e la valutazione. Tuttavia, anche se non si devono trascurare del tutto i fattori macro, c’è un forte rumore di fondo che fa passare in secondo piano le opportunità di investimento offerte dalle aziende innovative della Cina. Uno degli elementi chiave per la Cina è l’innovazione ad essa si aggiunge la stabilità dei livelli del debito corporate, la stessa guerra commerciale con gli Stati Uniti in quanto potrebbe offrire l’opportunità per la Cina e i suoi investitori. Con una tale minaccia per la crescita economica, il Paese potrebbe accelerare alcune delle sue riforme per sostenere gli sforzi di innovazione. Le aziende cinesi che vedono la potenziale minaccia di boicottaggio sono più che mai incoraggiate ad internalizzare le tecnologie chiave e a salire nella catena del valore. Va ad aggiungersi il fatto che la Cina nel complesso sembra molto a buon mercato. Dal punto di vista della valutazione, la Cina è al di sotto della sua media storica decennale e, se utilizziamo un sistema di misurazione del rapporto prezzo/utile di lungo periodo, è più economica rispetto all’Europa e agli Stati Uniti, nonostante il suo profilo di crescita più attraente. Al quarto punto è l’interesse mostrato dagli investitori globali che guardano con interesse alle azioni cinesi A-shares anche per la loro inclusione nei principali indici dei mercati emergenti, e questo trend non farà che aumentare. Per ultimo l’innovazione, le riforme e un mercato che si apre gradualmente verso l’esterno sono aspetti molto promettenti per gli investitori – ma aspettare troppo a lungo potrebbe significare doversi mettere in coda. Il colore rosso è il simbolo della felicità e della buona sorte in Cina. In questo momento, l’innovazione nel Paese è rosso fuoco – e sembra poco costosa per gli investitori.

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Atlassian to Present at Upcoming Investor Conference

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

New York, NY Tuesday, December 4, 2018 10:50am PT (1:50pm ET) Westin New York Grand Central Atlassian Corporation Plc (NASDAQ: TEAM), a leading provider of team collaboration and productivity software, today announced that members of senior management will present at the following investor conference: Raymond James Technology Investors Conference.
Atlassian has used, and intends to continue to use, its Investor Relations website (https://investors.atlassian.com) as a means of making material information public and for complying with its disclosure obligations.
Atlassian unleashes the potential of every team. Our collaboration software helps teams organize, discuss and complete shared work. Teams at more than 131,000 customers, across large and small organizations – including General Motors, Walmart Labs, Bank of America Merrill Lynch, Lyft, Verizon, Spotify and NASA – use Atlassian’s project tracking, content creation and sharing, and service management products to work better together and deliver quality results on time. Learn more about products including Jira Software, Confluence, Trello, Bitbucket and Jira Service Desk at https://atlassian.com.

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A.M. Best Affirms Credit Ratings of The Bahrain National Insurance Company BSC

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

A.M. Best has affirmed the Financial Strength Rating of B++ (Good) and the Long-Term Issuer Credit Rating of “bbb+” of The Bahrain National Insurance Company BSC (c) (BNI) (Bahrain). The outlook of these Credit Ratings (ratings) is stable.The ratings reflect BNI’s balance sheet strength, which A.M. Best categorises as very strong, as well as its strong operating performance, limited business profile and appropriate enterprise risk management.
BNI’s very strong balance sheet is underpinned by risk-adjusted capitalisation at the strongest level, as measured by Best’s Capital Adequacy Ratio (BCAR), a high degree of liquidity and a well-rated reinsurance panel. BNI’s capital requirements in BCAR continue to be driven by asset risk. Whilst the company has significant exposure to equities and other unlisted securities (34% of the total investments at the end of 2017), its investment portfolio is considered to be well-managed and diversified in terms of asset class and geographical distribution.Although underwriting performance has weakened in recent years, BNI has a track record of strong technical and financial profitability, illustrated by a five-year average (2013-2017) return on equity and combined ratio of 11.8% and 91.4%, respectively. In 2017, a significant reserve strengthening of BHD 2.2 million, driven by revised inflation assumptions, led to an underwriting loss of BHD 0.9 million (USD 2.3 million). The technical loss was offset by improved investment earnings, enabling BNI to report a marginally positive net profit of BHD 0.2 million (USD 0.4 million). In order to restore technical profitability, management has increased rates and taken actions to contain claim costs. In addition, it has improved its reserving processes. Consequently, A.M. Best expects that, despite the persistent competitive market pressures in Bahrain, BNI’s operating performance will revert to a strong level in the near to medium term.
With an estimated 15% market share in 2017, BNI has a well-established franchise in its domestic insurance market, which is underpinned by its leading position in the motor line of business. Although it benefits from a strong brand and good reputation locally, the company’s business profile is constrained by its concentration in Bahrain, which has a small insurance market that offers only limited growth opportunities.

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Collection de Laurent HORNY

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 novembre 2018

Paris 9, rue Drouot Lundi 10 décembre, la maison Boisgirard-Antonini dispersera la collection de Laurent HORNY (1922-2000), médecin et linguiste, mais également passionné et esthète. Sa rigueur scientifique explique probablement son appétence pour la Haute Époque et le XVIIe siècle essentiellement flamand. Cependant, homme de goût ouvert au monde, il recherche le beau où il est, notamment dans l’art contemporain.

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È partita ScuolaDigitaleTIM

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 novembre 2018

Ha preso il via da L’Aquila ScuolaDigitaleTIM, il progetto nazionale promosso da TIM nell’ambito del protocollo d’intesa siglato con il MIUR, che avvicina i ragazzi della scuola secondaria di primo grado ai concetti chiave delle nuove tecnologie, all’Internet of Things, alla Robotica. L’iniziativa toccherà anche le città di Milano, Roma, Catania, Padova, Firenze, Napoli, Bari, Torino, Bologna, Matera, Genova, Udine, Cosenza e Cagliari.Nelle aule degli Istituti Scolastici aderenti, ScuolaDigitaleTIM coinvolgerà circa 3000 studenti dagli 11 ai 13 anni in laboratori basati sul modello di creative-learning, durante i quali i ragazzi attraverso l’uso di sensori e attuatori (motori, luci e suoni) saranno guidati nella realizzazione di piccoli prototipi elettronici e di un vero e proprio robot che, interagendo tramite Bluetooth, svelerà i principi dell’IoT e della comunicazione Machine 2 Machine.Il corso ha l’obiettivo di stimolare la creatività e la passione degli studenti trasformandoli da passivi fruitori di tecnologia a utilizzatori consapevoli e attivi.
Parallelamente alla formazione in aula, TIM renderà disponibili contenuti multimediali attraverso la piattaforma scuoladigitale.tim.it. Lo scopo è di rendere accessibile a chiunque i contenuti didattici che l’iniziativa intende veicolare. Il portale si rivolgerà quindi sia a chi avrà partecipato alle lezioni in aula, offrendo ulteriori spunti di approfondimento, sia a tutti i potenziali ragazzi interessati, alle loro famiglie e ai docenti: 9 video-lezioni, “card didattiche” (schede stampabili a casa o consultabili su PC, tablet e smartphone, con attività pratiche) ed un’area commenti moderata.
A conclusione del progetto sarà lanciato il contest online “Share the code”, aperto a tutti gli studenti in target con l’obiettivo di raccogliere prototipi realizzati con le competenze acquisite.“ScuolaDigitaleTIM” è stata avviata nel 2016 e si è rivolta inizialmente ai docenti della scuola di ogni ordine e grado con l’obiettivo di avvicinarli agli strumenti digitali. Nella prima edizione l’iniziativa ha coinvolto 4.500 insegnanti con oltre 200 incontri realizzati su tutto il territorio nazionale.Il progetto è realizzato con la collaborazione di Codemotion.

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Jefferies Appoints Fred Jallot Head of Fixed Income in Europe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Jefferies today announced the appointment of Fred Jallot as Head of Fixed Income, Europe. He will be based in the firm’s London office starting January 2, 2019 and will report to Fred Orlan, Global Head of Fixed Income at Jefferies. Tim Cronin, who has also served as Head of Fixed Income, Europe, will relinquish this role and continue to serve as President of Jefferies International Limited, Jefferies’ London-based subsidiary.“We are very excited to have Fred Jallot join Jefferies’ leading global fixed income platform,” commented Mr. Orlan. “As a broadly experienced professional in global fixed income, his relationships and leadership will further enhance Jefferies’ growth in this market. This senior hire is an example of Jefferies’ emphasis on enhancing our firm’s European capabilities to serve our regional and global client base,” he added.Mr. Jallot was most recently Global Head of Credit and Asset-Backed Securities in Europe, the Middle East and Africa at Nomura, and previously spent 12 years at Citigroup and five years at Deutsche Bank.Jefferies Group LLC, the largest independent full-service global investment banking firm focused on serving clients for over 55 years, is a leader in providing insight, expertise and execution to investors, companies and governments. Our firm provides a full range of investment banking, advisory, sales and trading, research and wealth management services across all products in the Americas, Europe and Asia. Jefferies Group LLC is a wholly-owned subsidiary of Jefferies Financial Group Inc. (NYSE: JEF), a diversified financial services company.

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Campidoglio: ok Giunta a Bilancio di previsione 2019-2021

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

La Giunta Capitolina ha approvato il progetto di Bilancio di previsione 2019-2021 di Roma Capitale, e le delibere collegate, che ora verranno sottoposti alla discussione dell’Assemblea Capitolina per l’approvazione entro i termini previsti dalla normativa.
Il documento prevede una spesa corrente per l’anno 2019, di circa 4,8 miliardi di euro, in aumento di oltre 170 milioni rispetto al previsionale del 2018. La spesa per investimenti e opere pubbliche nei prossimi tre anni si attesta invece a 1 miliardo e 120 milioni di euro, raddoppiando rispetto al precedente piano triennale (557 milioni). Il progetto di Bilancio verrà ora sottoposto al parere dei Municipi e poi agli organi dell’Assemblea Capitolina, a partire dalla commissione competente: durante l’iter d’aula potranno essere proposte eventuali emendamenti dalla stessa Giunta e dai consiglieri comunali.
Tra le voci più rilevanti, gli stanziamenti per i servizi sociali nei Municipi passa da 193 a 202 milioni di euro, rispondendo alle esigenze manifestate dalle strutture territoriali durante l’anno scorso. I nuovi finanziamenti per la manutenzione ordinaria delle strade si attesta a 55 milioni di euro, mentre alla manutenzione del verde sono destinati 16 milioni di euro per l’anno prossimo e circa 29 milioni nel biennio successivo.
Il Piano degli investimenti 2019-2021 ammonta a 1.120.378.309 euro. Lo stanziamento più rilevante riguarda la mobilità e i trasporti, a cui vengono assegnati circa 490 milioni di euro in tre anni: tra gli interventi principali da realizzare si segnalano l’avanzamento dei lavori della Metro C (150 milioni) l’acquisto di autobus per 129 milioni di euro nel prossimo biennio, l’acquisto di 15 treni per la Metro B (12,6 milioni), i corridoi Eur-Tor de’ Cenci ed Eur-Tor Pagnotta (9 milioni), i nuovi impianti semaforici e per la priorità semaforica ai mezzi pubblici (8,5 milioni), il Grab (6,9 milioni), la sotituzione di 22 scale e 22 ascensori della Metro B (3,5 milioni), le nuove piste ciclabili (2,6 milioni), il nuovo tram dai Fori a piazza Vittorio (2,3 milioni) gli attraversamenti pedonali luminosi (1,3 milioni).
Ai lavori pubblici e alla manutenzione urbana vengono destinati oltre 313 milioni di euro nel triennio. Tra le voci più importanti si segnalano la realizzazione del Ponte dei Congressi (144 milioni), la manutenzione straordinaria delle strade e ponti (84 milioni), l’ammodernamento degli impianti di illuminazione pubblica (6 milioni), la manutenzione di edifici scolastici (5 milioni), gli interventi contro il dissesto idrogeologico a Prima Porta (5 milioni).Nell’ottica di potenziare le funzioni decentrate delle strutture territoriali, per i Municipi vengono previsti 60 milioni di euro in tre anni per investimenti e opere pubbliche di loro competenza. Una cifra doppia rispetto a quello stanziata nel previsionale dell’anno scorso (30 milioni).

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Presidente Tajani sulla Brexit: “La priorità è salvaguardare i cittadini”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

“La Brexit per noi è soprattutto garantire i diritti dei cittadini, preservare la pace in Irlanda del Nord, salvaguardare i lavoratori e le aziende europee”. Questo il messaggio del Presidente Tajani sull’accordo raggiunto con il Regno Unito da parte dal capo negoziatore per la Brexit, Michel Barnier. “Crediamo fermamente nella democrazia e nella necessità di rispettare la decisione dei cittadini britannici. La strada da percorrere è ancora lunga, ma sono fiducioso che questo accordo possa porre le condizioni per un nuovo legame con il Regno Unito, che abbandona l’Unione Europea, non l’Europa”, ha aggiunto Tajani a seguito della Conferenza dei Presidenti dei gruppi politici del Parlamento europeo, ai quali Barnier ha presentato i termini dell’accordo.“Vorrei ringraziare Michel Barnier per il suo lavoro e per lo spirito costruttivo che ha caratterizzato le nostre relazioni. Tengo anche a sottolineare l’apporto essenziale del Gruppo direttivo sulla Brexit del Parlamento europeo”.“L’accordo sembra rispettare le condizioni poste dal Parlamento europeo: il Regno Unito non potrà godere degli stessi benefici dei Paesi che restano nell’Unione e saranno tutelati pienamente gli interessi dei cittadini europei. E’ una ulteriore dimostrazione della solidarietà e dell’unità d’intenti che caratterizzano gli Stati Membri dell’Ue”. “Il Parlamento dovrà approvare l’accordo e avrà dunque l’ultima parola. Continueremo a seguire da vicino tutti gli sviluppi per assicurarci che gli interessi di tutti i cittadini europei siano tutelati”. – ha concluso il Presidente Antonio Tajani.

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Ventas CFO Robert F. Probst Recognized as 2018 FEI Chicago Public Company CFO of the Year

Posted by fidest press agency su sabato, 17 novembre 2018

Robert F. Probst, Executive Vice President and Chief Financial Officer of Ventas, Inc. (NYSE: VTR) has been awarded the 2018 Chicago Public Company CFO of the Year by the Financial Executives International (FEI) Chicago Chapter. The award was presented during the 8th Annual Chicago CFO of the Year® Awards reception and dinner. “We congratulate our colleague Bob Probst on this outstanding and well deserved recognition,” said Debra A. Cafaro, Ventas Chairman and Chief Executive Officer. “With his suite of skills and attributes, Bob is an incredible asset to the Ventas team. He sets the standard in leading Ventas’s financial center of excellence, coaching his team to excel as strong business partners and driving great results. Bob’s demeanor, honesty, intellect and team orientation are prized within the firm.” As a member of the Ventas executive leadership team, Probst plays a key role in all aspects of finance, accounting, IT, strategy and investor relations, as well as leading the Senior Living Asset Management portfolio which represents approximately half of the Company’s net operating income. His focus is on providing clear growth strategies, consistent execution, development of an entrepreneurial culture, and the infusion of top talent to Ventas. Probst joined Ventas in 2014 after a career spanning a wide variety of business, financial and geographic positions in publicly-traded corporations, including as CFO of Beam, Inc. and, prior to that, senior roles at Baxter International and UK-based Diageo PLC.

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Manuel Caffè è sempre più internazionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 novembre 2018

È stato appena inaugurato il primo Spazio Gourmet dedicato alla fascinazione della ristorazione italiana nel cuore pulsante di Sarajevo, a due passi dalla Biblioteca Nazionale e la Cattedrale Ortodossa, in una zona di forte passaggio turistico.“Investiamo continuamente sul mercato estero e il progetto dell’apertura del primo Spazio Gourmet si inserisce in questo obiettivo. – sostiene Cristina De Giusti – Il nostro sogno, che è quello di diffondere il sapore dell’italianità inizia da Sarajevo, dove già da tempo siamo conosciuti ed apprezzati grazie al nostro punto vendita Spazio Caffè. Abbiamo cercato di ricreare la stessa atmosfera che unisce uno stile cosmopolita a quello tradizionale, implementando i servizi e l’offerta”.Ben 350 metri quadri suddivisi in sei differenti aree tematiche, studiate per assecondare ogni esigenza di gusto e di tempo ed accogliere il pubblico in un ambiente familiare, dove la cultura del caffè è in primo piano con la possibilità di degustare gli Specialty Coffee e le migliori miscele selezionate dalla famiglia De Giusti.Ideale per una pausa pranzo dove ci si può allontanare dalla frenesia lavorativa, Spazio Gourmet è anche ristorazione: in cucina il famoso chef Miran Karić da un valore aggiunto proponendo ricette della tradizione italiana, dalla pasta rigorosamente fatta in casa ai panini gourmet realizzati con prodotti freschi e di stagione, dalla pizza prodotta con lievito madre al dolce proposto in tutte le sue declinazioni, da accompagnare ad un ottimo caffè Manuel.Aperto da mattina a sera, l’offerta di Spazio Gourmet si concentra per l’aperitivo su una serie di sfizi e finger food, da accompagnare alle proposte cocktail, birra e vini italiani.
Linee eleganti e raffinate con largo sfoggio di materiali e colori naturali si combinano al laboratorio e cucina a vista, tavoli in legno e ampie vetrate: il nuovo Spazio Gourmet Manuel promuove il gusto e l’accoglienza e soddisfa le esigenze degli appassionati gourmand in un ambiente ricercato e professionale.Spazio Gourmet rappresenta la filosofia produttiva di Manuel Caffè e il suo modo di vivere il rito del caffè, tra atmosfere rilassate e la ricerca della massima qualità. Da sempre l’azienda è attenta a proporre nuovi stili di vita e punta alla costante innovazione, pur mantenendo salde le radici che legano dal 1975 la famiglia De Giusti ad un passato di tradizione rigorosamente italiana. La continua ricerca delle migliori miscele, la scrupolosa attenzione rivolta a tutta la filiera produttiva e la qualità riconosciuta dai consumatori ha portato Manuel Caffè ad aprire numerosi flagship store in tutto il mondo.

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Gaza: Perché Israele non ha reagito ai bombardamenti di Hamas con un’operazione militare

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 novembre 2018

By Ugo Volli. Tutti sappiamo che nei giorni scorsi ci sono stati una serie di gravi incidenti a Gaza e dintorni. Una missione segreta, forse di raccolta di informazioni ma di cui non conosciamo l’obbiettivo e lo svolgimento, è stata scoperta e ha subito un’imboscata. Un tenente colonnello israeliano particolarmente stimato è stato ucciso e un altro ufficiale ferito. Nell’operazione di salvataggio la squadra dei terroristi che li aveva assaliti è stata distrutta, con sette morti dalla loro parte, fra cui un alto dirigente militare di Hamas; un’altra dozzina è stata ferita. In rappresaglia a queste perdite i terroristi hanno spedito quasi cinquecento fra razzi e colpi di mortaio su obiettivi civili Israele, uccidendo una persona (il caso ha voluto che fosse un lavoratore arabo di Hebron, che dormiva in una casa di Ashkelon e ferendone in diversa misura parecchie altre. Iron Dome ha abbattuto quasi tutti (ma non tutti) i razzi che apparivano diretti su luoghi abitati. L’aviazione israeliana ha risposto distruggendo una settantina di obiettivi militari e uccidendo una dozzina di terroristi. Dopo un giorno l’incidente è finito: Hamas ha chiesto il cessate il fuoco e il gabinetto di guerra israeliano ha deciso di non procedere con l’operazione di terra che era pronta. Gli abitanti delle comunità intorno a Gaza hanno protestato, e giustamente perché la loro vita è spesso resa difficilissima dagli attacchi missilistici e dai palloni molotov dei terroristi. Meno giustamente l’opposizione di sinistra (che rivendica l’eredità dei governi di Peres che ha consegnato quasi tutta Gaza all’Autorità Palestinese e di Sharon che ha sgomberato gli ebrei da quel che restava) ha attaccato il governo come incapace di difendere il paese. Ma questo sta nella dialettica democratica e saranno gli elettori a decidere chi ha ragione. All’estero e anche in Italia ci sono stati alcuni generali da salotto che senza alcun diritto politico o morale e soprattutto senza alcuna competenza hanno predicato l’occupazione di Gaza o la sua “distruzione”, dando dell’imbelle a Netanyahu.
In realtà il problema di Gaza non è risolvibile, può solo essere delimitato. Cerchiamo di guardare le cose dal punto di vista freddo di chi deve prendere le decisioni per Israele. A Gaza vi è un milione e mezzo di persone che non c’è modo di fare magicamente scomparire. Buona parte fra loro appoggiano i terroristi, che sono forti di parecchie decine di migliaia di uomini armati e hanno usato tutte le loro risorse per preparare tunnel e bunker di difesa, fortemente minati. Questi e i loro centri comando, le loro fabbriche e i loro depositi di armi, sono accuratamente sistemati vicino o sotto case d’abitazione, ospedali, scuole. Naturalmente non è possibile, per ragioni etiche e anche politiche, pensare di “spianare la striscia” con bombardamenti, come scrivono alcuni stupidi o provocatori. Né Hiroshima né Dresda possono essere esempi per l’esercito israeliano. Chi fosse così pazzo da tentarlo, provocherebbe la distruzione morale e probabilmente anche politica di Israele.
L’esercito israeliano può però conquistare sul terreno quest’incubo militare, ma a prezzo di molte decine o centinaia di morti suoi, e di migliaia o decine di migliaia di morti arabi, in buona parte civili. Ci sarebbe un prezzo politico altissimo da pagare, non solo sulle piazze occidentali ma anche nelle relazioni fondamentali che Israele sta costruendo con gli stati arabi contro l’Iran, che è il vero nemico pericoloso. Questa è la ragione per cui l’Iran sta finanziando Hamas esattamente per risucchiare Israele in un’operazione del genere.Una volta conquistata Gaza, bisognerebbe decidere che farne. Tenerla occupata, senza avere eliminato tutti i terroristi fino all’ultimo (il che è impossibile), ci sarebbe un’emorragia continua di morti e feriti nell’esercito, a causa di attentati. Inoltre dovrebbero stare qui truppe che servono a difendere il Nord, richiedendo richiami massicci di riservisti, con i problemi conseguenti. Lasciarla vorrebbe dire restituirla a Hamas, che ha radici profonde nella striscia e quadri anche all’estero; o darla alla Jihad islamica, che è espressione diretta dell’Iran, o consegnarla a Fatah, cioè ad Abbas, ammesso che volesse e sapesse tenerla; ma non bisogna farsi illusioni, il movimento non ha meno propensione al terrorismo di Hamas. Più probabilmente ne uscirebbe una specie di anarchia, in cui le bande terroriste competerebbero fra loro sulla capacità di infliggere danni a Israele. Si potrebbe infine fare un’operazione limitata come le precedenti, l’ingresso di qualche chilometro nel territorio di Gaza, con distruzione di risorse e organizzazione terroriste. Ma il risultato sarebbe solo provvisorio come nei casi precedenti. Al prezzo di qualche decina di morti fra i soldati israeliani e di qualche centinaia o migliaia di terroristi (ma anche di civili), e di costi politici notevoli, si restaurerebbe per un po’ di tempo la calma. Purtroppo se c’è una cosa che a Hamas non manca sono i ricambi militari, dato il lavaggio del cervello che ha inflitto alla popolazione. Le perdite, come è accaduto in passato, sarebbero presto ripianate.Guardiamo ora l’altro lato della bilancia, sempre con la lucidità al limite del cinismo che occorre in questi casi. Hamas ha usato 500 missili in un paio di giorni, ottenendo un morto e qualche ferito. Di fatto non ha danneggiato Israele se non nel morale degli abitanti vicino alla Striscia, costretti a subire un logorante bombardamento nei rifugi. Ma sul piano militare non è accaduto nulla di significativo. Anzi, si è dimostrata con chiarezza l’impotenza del terrorismo dei missili. Hamas avrebbe potuto continuare una settimana o un mese, senza fare davvero male allo stato ebraico. Anche il tentativo di concentrare nel tempo e nello spazio il bombardamento non ha avuto esiti: ci sono stati 80 missili lanciati in un’ora su un territorio limitato, e Iron Dome ha retto. Si può dire che questa occasione abbia dimostrato che l’arma dei razzi, almeno di quelli a corto raggio di Hamas, è spuntata. (Per quelli molto più sofisticati di Hezbollah e dell’Iran il discorso potrebbe essere diverso.) Come del resto non sono decisivi i loro tunnel e gli assalti in massa alla frontiera. Hamas è nell’angolo, può gridare vittoria quanto vuole, sul piano militare, come su quello politico è perdente.
In nome della “deterrenza” bisognava fare un’operazione di rappresaglia e entrare a Gaza, come Hamas ha in sostanza invitato a fare? No, era una trappola. Così ha valutato l’esercito israeliano e così ha deciso il gabinetto di guerra e Netanyahu. Israele è interessato alla calma, non vuole avere perdite inutili, non vuole offrire il fianco alla propaganda antisemita, sa che la guerra vera è quella del Nord, con Iran, Hezbollah, Siria (e dietro, almeno in parte la Russia). Ha scelto una linea razionale, non emotiva. Non si è fatto tentare dalla logica di “punire” Hamas per le sue provocazioni, ma ha badato al calcolo dei propri interessi. Non ha consentito che si lacerasse la trama del dialogo con i paesi sunniti. Non ha dato armi propagandistiche ai boicottatori. Non ha mostrato debolezza, ma lucidità.

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Kapsch TrafficCom Closes Acquisition of eTrans Systems

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 novembre 2018

Kapsch TrafficCom (Kapsch) announces its acquisition of eTrans Systems (eTrans) on November 1, 2018. eTrans is a Virginia-based provider of connected and autonomous vehicle (CAV) solutions that provide the foundation for a wide range of safety and mobility applications. The acquisition enriches the Kapsch V2X (connected vehicles) solution set within the rapidly developing connected and autonomous vehicles landscape. eTrans will become part of Kapsch TrafficCom and its solutions will be integrated within the global Kapsch product portfolio.
Integrating the eTrans solutions reinforces Kapsch’s position in the emerging connected mobility market by supporting an optimized flow of transportation and information. Kapsch will combine eTrans’ technology-agnostic on-board and roadside unit applications within its portfolio. These applications support vehicle to vehicle (V2V), vehicle to infrastructure (V2I), and vehicle to pedestrian (V2P) safety and mobility services. eTrans’ cloud-based smart services also support proactive utilization of V2X data for transportation systems management and operations. Current eTrans deployments include V2X projects in Michigan, North Carolina, and Nevada as well as licensing agreements with customers such as Renesas and Danlaw. Kapsch and eTrans have already partnered on several projects in North America such as the Signal Phase and Timing (SPaT) corridor in North Carolina and the H407 connected vehicle pilot in Toronto.John Estrada, CEO of eTrans, added: “Everyone at eTrans is very excited for the opportunities that working with the Kapsch team will provide. We’ve worked very hard over the past few years in building out our portfolio of projects and now we’ll be able to bring those solutions to wider group of customers.” Kapsch TrafficCom is a provider of intelligent transportation systems in the fields of tolling, traffic management, smart urban mobility, traffic safety and security, and connected vehicles. As a one-stop solutions provider, Kapsch TrafficCom offers end-to-end solutions covering the entire value creation chain of its customers, from components and design to the implementation and operation of systems. The mobility solutions supplied by Kapsch TrafficCom help make road traffic safer and more reliable, efficient, and comfortable in urban areas and on highways alike while helping to reduce pollution.Kapsch TrafficCom is an internationally renowned provider of intelligent transportation systems thanks to the many projects it has brought to successful fruition in more than 50 countries around the globe. As part of the Kapsch Group, Kapsch TrafficCom has subsidiaries and branches in more than 30 countries. It has been listed in the Prime Market of the Vienna Stock Exchange since 2007 (ticker symbol: KTCG). Kapsch TrafficCom currently has more than 5,200 employees, and generated revenue of approximately EUR 693,3 million in fiscal year 2017/18.

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Dalla finanza alternativa grandi opportunità per le PMI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

Nell’ultimo biennio il mercato della finanza alternativa per le PMI è cresciuto rapidamente, sia in termini di flussi di finanziamenti sia di piccole e medie imprese che guardano con interesse a questi strumenti alternativi al credito bancario. Gli ultimi 18 mesi sono stati anche un periodo di grandi cambiamenti, con alcuni segmenti prima dominanti che hanno perso terreno e altri che hanno registrato un incremento a due cifre. Ma nonostante la forte crescita, il mercato italiano appare ancora in ritardo rispetto ai principali Paesi europei e sono poche le PMI che si affidano alla finanza alternativa per reperire capitali: appena 1.800, tralasciando le aziende individuali, l’1% delle piccole e medie imprese che potrebbero utilizzarli.
I mini-bond si sono imposti come il primo canale di finanziamento alternativo, col 51% del mercato e 1,840 miliardi di finanziamenti generati, al secondo posto il private equity e venture capital, che ha perso la prima posizione, passando al 22% del mercato. Netta anche la crescita dell’Invoice Trading, lo strumento più utilizzato in assoluto (adottato da 900 PMI), capace di guadagnare undici punti percentuali (dal 5% al 16%) e di produrre un flusso di finanziamenti quasi pari a quello dell’ultimo decennio (580,8 milioni di euro su 612,2). Ancora minoritari ma in crescita il Crowdfunding (dall’1% al 3%) e le ICO (dall’1% al 2%), marginale il Direct Lending (da 0,2% a 0,6%).
I mini-bond nell’ultimo anno e mezzo si sono imposti come il primo canale alternativo col 51% del mercato (contro il 28% del periodo 2008-2018), generando 1,840 miliardi di finanziamenti, oltre la metà dei flussi generati dal 2008 in poi. Le PMI italiane che hanno emesso mini-bond fino al 30 giugno 2018 sono state 221 (36 delle quali si sono affacciate sul mercato per la prima volta quest’anno), per un valore di 3,545 miliardi di euro suddivisi in 335 emissioni. Più di metà dei finanziamenti è stata raccolta negli ultimi 18 mesi: 1,527 miliardi nel 2017 e 313 milioni nel primo semestre del 2018.Crowdfunding – Negli ultimi mesi ha registrato un buon tasso di crescita (dall’1 al 3%) anche l’equity crowdfunding, trainato dall’estensione a tutte le PMI di questa opportunità, inizialmente riservata a startup e PMI innovative. Fino al 30 giugno 2018 erano 214 le aziende italiane che hanno provato a raccogliere capitale di rischio sulle piattaforme Internet autorizzate, assicurandosi attraverso 134 campagne chiuse con successo investimenti pari a 33,3 milioni di euro (11,6 milioni nel 2017 e 14,2 nel primo semestre del 2018).
L’ultimo biennio ha visto una crescita decisa anche dei prestiti erogati alle PMI dalle piattaforme di lending: su un totale di 60,3 milioni di euro prestati a circa 250 PMI italiane (escludendo le ditte individuali), 53,9 sono stati concessi nel periodo compreso fra il 1 gennaio 2017 e il 30 giugno 2018. Anche questo mercato è destinato a crescere, grazie all’afflusso annunciato di capitali da investitori professionali che si affiancheranno ai piccoli risparmiatori di Internet.Completa il quadro il reward-based crowdfunding. Si tratta di campagne di piccolo importo (condotte soprattutto su portali USA come Kickstarter e Indiegogo) che imprese italiane in fase di avvio hanno condotto per raccogliere denaro offrendo in cambio prodotti e ricompense non monetarie. La ricerca ha stimato in 7 milioni di euro i finanziamenti raccolti in questo modo, senza prospettive di crescita rilevante.
Invoice Trading – Netto anche l’aumento dell’Invoice Trading (cessione di una fattura commerciale in cambio di un anticipo in denaro attraverso una piattaforma online), lo strumento più utilizzato in assoluto: è stato adottato da 900 PMI e ha guadagnato negli ultimi 18 mesi undici punti percentuali (dal 5% al 16%), divenendo il terzo segmento del mercato e producendo un flusso di finanziamenti quasi pari a quello dell’ultimo decennio (580,8 milioni di euro su 612,2).
Il grande interesse cresciuto nel 2017 e nel 2018 attorno alle criptovalute e alla tecnologia blockchain ha spinto diversi imprenditori a lanciarsi nel mercato delle Initial Coin Offerings (ICOs, passate dall’1 al 2% del mercato), che raccolgono capitali su Internet offrendo in sottoscrizione token digitali e disintermediando completamente piattaforme terze e circuiti di pagamento tradizionali. La ricerca ha censito 16 ICO promosse entro giugno da team costituiti per più del 50% da italiani, per un totale di 150 milioni di euro, di cui circa 80 riconducibili a PMI italiane già esistenti o di nuova costituzione.
Private Equity e Venture Capital – L’ultimo comparto analizzato sono gli investimenti effettuati da soggetti professionali nel campo del private equity e del venture capital, che sottoscrivono capitale di rischio di imprese non quotate con l’obiettivo di contribuire alla loro crescita per poi ottenere una plusvalenza al momento dell’exit. Questo segmento ha perso la prima posizione, passando dal 59% del mercato nel periodo 2008-2018 all’attuale 22%.Benchè attivo da tempo, il mercato italiano del private equity e del venture capital è ancora sotto-dimensionato rispetto alla situazione di Regno Unito, Germania, Francia. Considerando soltanto le operazioni di early stage e di expansion, dal 2008 al giugno 2018 sono state mobilizzate risorse in Italia per 970 milioni di euro nell’early stage e 6,5 miliardi nell’expansion. Negli ultimi 18 mesi, invece, i flussi sono stati pari a 229 milioni per la prima voce (su 213 progetti) e di 568 per la seconda (per 69 aziende).
By Giancarlo Giudici, Direttore scientifico degli Osservatori Entrepreneurship & Finance della School of Management del Politecnico di Milano (testo in sintesi)

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New WWI Records for Armistice 100th Anniversary

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Allied soldiers celebrating Armistice Day or the official end of World War ISALT LAKE CITY, Utah (7 November 2018)– On Veterans Day 2018, the world will look back a century to the victory of Allied forces and the signing of the Armistice that marked the end of World War I. With that signing, on the “eleventh hour of the eleventh day of the eleventh month” 1918, the world rejoiced. In memory of those who served, FamilySearch has added millions of new, free historical records to help families discover more about their WWI veteran ancestors. Search the WWI collections at FamilySearch.org. (Find and share this announcement in the FamilySearch Newsroom).In many allied nations, Armistice Day is a national holiday coinciding with Veterans Day and Remembrance Day to celebrate the endings of both World War I and World War II. In the warring nations of World War I, millions registered for war and millions served. Twenty-one million were wounded and 20 million died.As countries pause to remember, families seek to document their ancestors’ war-time stories. The stories from WWI are no longer first-person memories, but they do exist on documents, in pictures, and as memorabilia. The era’s records supply rich ancestral details including physical characteristics, vital information, service details and more.FamilySearch has a large, constantly expanding, free collection of World War I records to help remember World War I soldiers. Governments on both sides of the conflict, Allied nations (the United States, the United Kingdom, France, Russia, Belgium, Serbia, and Italy) and the Central Powers (Germany, Austria-Hungary, Bulgaria, and the Ottoman Empire) created a treasure trove of documents useful to genealogists.Some records are unexpected today. For example, American women married to non-American men lost citizenship. Many created citizenship papers to be re-naturalized. Nearly everyone who had a male ancestor aged 21-30 that lived in the U.S. during WWI can find a record of that ancestor.Jennifer Davis, a family historian, found all four of her great-grandfathers in the WWI Draft Records online—even though none of them served active duty. “The only picture I have of my great-grandpa Figgins is in black and white from a copy of a newspaper clipping,” said Davis. “In his draft record, it gives a physical description of him and says his eyes are brown. That’s a cool discovery, because I never would have known his eye color.” The draft records can be the perfect springboard to searching other records, because they often give hints about the registered individual, such as clues to family members listed in the “closest living relative” section or employment clues.

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Intelligenza artificiale e posti di lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Quasi la metà degli italiani (44%) teme l’applicazione dell’Intelligenza artificiale in ambito lavorativo, nonostante il giudizio generale sia neutro o tendenzialmente positivo. È quanto emerge da una ricerca di Chorally presentata oggi durante la seconda edizione del convegno CX2020 sulla cusotmer experience organizzato da CMI Customer Management Insights, la community della Customer Experience, presso la sede romana di Cedat 85, azienda attiva da 30 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato.“L’intelligenza artificiale – secondo Enrico Giannotti Vice President del gruppo Cedat 85 – sta rivoluzionando anche i flussi di lavoro tipici nei contact center. In particolare nel corso dell’ultimo lustro, sono stati introdotti diversi applicativi per monitorare e dunque migliorare il rapporto tra le aziende ed i loro clienti. Nell’immediato futuro – ha aggiunto Giannotti– i clienti interagiranno con soluzioni software automatiche in grado di interfacciarsi con i clienti in modo sempre più naturale e umano (chatbot e intelligenza artificiale). Diventerà dunque sempre più immediata la produzione aggreggata di dati omogenei e report utili a facilitare il lavoro di analisi dei responsabili “umani” delle relazioni con i clienti.Nei contact center l’utilizzo di applicativi AI non annullerà l’intervento di operatori umani qualificati che, invece, diverranno interpreti di una nuova fase in cui la loro professionalità sarà richiesta per rendere maggiormente “qualitativa” l’esperienza dei clienti, grazie anche all’utilizzo delle informazioni e dei dati ricavati proprio dall’utilizzo di specifiche soluzioni d’intelligenza artificiale”.Secondo lo studio presentato durante il convegno, che ha osservato le discussioni sui principali canali social e fonti nella rete in Italia, il 52% degli italiani ha un atteggiamento neutrale nei confronti dell’IA (intelligenza artificiale). Per quanto riguarda il net sentiment (la differenza tra i commenti positivi e quelli negativi) il giudizio è tendenzialmente positivo. La situazione cambia scendendo nel dettaglio degli ambiti di applicazione. Il lavoro è il tema che raccoglie le maggiori perplessità: il sentiment espresso dal 44% degli intervistati risulta essere negativo, con particolare preoccupazione nei confronti dei posti di lavoro che saranno messi a rischio dall’IA e dalla robotica. Le opinioni positive (14%) sono orientate invece verso il miglioramento della qualità del lavoro e sulla nascita di nuove professionalità. Il restante 42% ha un atteggiamento neutrale.Nella tavola rotonda ospitata nella sede di Cedat 85, è stata evidenzata una maggiore positività in ambito salute e trasporti. Il 71% degli italiani ha un atteggiamento di fiducia e speranza nei benefici della tecnologia in ambito medico, della salute e del benessere in generale. Anche in questo caso i commenti negativi (14%) riguardano preoccupazioni sulla ricaduta occupazionale.
Sul fronte trasporti, dalla ricerca Chorally emerge grande positività da parte degli italiani verso la mobilità. Il 60% delle opinioni è positiva e orientata verso i benefici che l’innovazione tecnologica portata dall’intelligenza artificiale potrà avere in ambito urbano. Minore traffico, minore inquinamento, maggiore rapidità negli spostamenti e la possibilità di ridurre il numero degli incidenti sono i focus al centro dell’atteggiamento positivo. Il 33% esprime invece preoccupazione nei confronti di mezzi totalmente automatici e la perdita del lavoro di categorie come tassisti, autisti e piloti.L’atteggiamento degli italiani resta neutrale sui temi dell’etica (92%) e del divertimento (93%). L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale al tempo libero suscita curiosità nei confronti di potenzialità e benefici.
Il tema etico, invece, viene percepito come molto complesso ed emerge la volontà di formarsi un’opinione e capire le applicazioni future dell’IA prima di esprimere un giudizio. Le discussioni si concentrano prevalentemente sui limiti che si dovranno porre e sull’applicazione dell’IA in ambito bellico. Non manca chi esprime fiducia (6%) nell’impossibilità dell’uomo di essere superato dalla macchina e chi invece esprime paura (2%).

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