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Archive for the ‘Università/University’ Category

University

In the Arctic, remembering airship Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

Gianluca CasagrandeThe European University of Rome will participate in the PolarQuest 2018 expedition The voyage is planned in July-August this year, and it will cross the area where airship ITALIA was lost in 1928 after reaching the North Pole. The expedition will be conducted onboard sailboat NANUQ (“polar bear” in Inuit), a 60-foot vessel designed by Peter Gallinelli and built by Swiss company Sailworks. NANUQ, created as part of the “Passive Igloo” project, is conceived so as to minimize environmental impact. Project Leader of the expedition is Paola Catapano, science communicator at CERN and science journalist. Technical coordination is managed by Michael Struik, engineer at CERN.
Along her journey, NANUQ will be equipped as a sailing laboratory, fitted with appropriate instrumentation. Observations and experiments will be conducted onboard. MANTANET, by ISMAR-CNR, is focused on microplastics in the Arctic ocean and it will cover 60 sampling stations along the route. POLARQUEEEST, directed by Centro Fermi Rome, in cooperation with the Italian National Institute of Nuclear Physics INFN and CERN, will measure the cosmic ray flow at latitudes never reached before.
Gianluca Casagrande, geography professor at the European University of Rome and Scientific Director of GREAL (Geographic Research and Application Laboratory) will take part in the expedition as the scientist in charge of project AURORA (Accessible UAVs for Research and Observation in Remote Areas). His work will include geographic and environmental observations along the Northern coasts of Svalbard.
“For our University and for GREAL – prof. Casagrande explains – participation in this expedition is very important. It will be possible to validate a series of methodologies which we have been working on for the past few years, and to do so in a most relevant geographic and environmental context. Furthermore, we will be cooperating with some important scientific institutions”.
Among the scientific activities planned for the expedition by GREAL will be the experimental mapping of a small areas of the Arctic Ocean’s floor by the use of an innovative multibeamer sonar developed by Norwegian company NORBIT. The areas designated for such test are among the less studied in the region and one of the potential locations where the wreck of lost airship ITALIA might be found. Airship N4, renamed Italia, flew from Svalbard to the North Pole in 1928 and was lost during the re-entry towards Ny Aalesund. Although 8 survivors were finally located and rescued, the wreck of the airship and other 6 crewmembers were never found over the following 90 years.
The purpose of PolarQuest 2018 underwater research is summarized by Prof. Casagrande:
“The use of this innovative sonar will enable us to obtain new data about a seafloor area which is known in its general features but at a lower level of detail. It will therefore be a real exploration, albeit of a small area. We do not know whether the wreck of the ITALIA is actually there. If this should be the case, and the remnants should be within a maximum depth of 300 meters, it could be theoretically possible to detect them. The leadership of the project has therefore decided to give this technological test a highly symbolical value. PolarQuest 2018 is the first expedition to actually search for the wreck of the ITALIA after 90 years of oblivion”.
“The probabilities of success are scarce, but this is the first targeted attempt and worth doing. At least, as a contribution to the memory of that important scientific and explorative endeavor” –said Paola Catapano, Polarquest2018 project leader.
The expedition will depart on July 21th from Isafjordur, in north-western Iceland. The first leg will be a crossing of the Greenland Sea, with a possible brief stop-over in Jan Mayen. NANUQ will then arrive in Longyearbyen, the main settlement of Svalbard, on August 1st. On August 4 it will cast off to reach the scientific base of Ny Ålesund where, on August 5, a commemoration will be held, in the presence of some descendants of the crew of ITALIA on the very spot where Nobile’s expedition departed to reach the North Pole.
On August 6th, NANUQ will then leave the base to attempt a circumnavigation of Spitsbergen and Nordaustlandet islands. Return to Longyearbyen is planned for August 24th. From August 26th, then, the expedition will leave Svalbard and head for continental Norway, with a final arrival at Tromsø, on September 4th.

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Sulle tracce del dirigibile Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

L’Università Europea di Roma parteciperà alla spedizione Polarquest2018 (www.polarquest2018.org) programmata per i prossimi mesi di luglio e agosto nella regione artica, sulle tracce del dirigibile ITALIA, scomparso nel 1928.
Il viaggio sarà compiuto a bordo del veliero NANUQ (“orso polare” in lingua Inuit). Il natante, della lunghezza di 18 metri, è stato progettato dall’architetto e skipper Peter Gallinelli e costruito dalla società svizzera Sailworks in base a criteri di architettura passiva ed elevata ecosostenibilità.
Project leader di PolarQuest 2018 è la Dott.ssa Paola Catapano, giornalista scientifica e responsabile della comunicazione audiovisiva del CERN di Ginevra; il coordinamento tecnico è svolto da Michael Struik, ingegnere del CERN.
Durante il suo viaggio, NANUQ sarà attrezzata come un vero e proprio laboratorio navigante, dotato di un’apposita strumentazione. A bordo saranno condotte osservazioni ed esperimenti: il primo, MANTANET, è organizzato dall’ISMAR-CNR e prevederà la raccolta di campioni di microplastiche galleggianti in 60 diversi punti della navigazione. Il secondo, POLARQUEEEST, è diretto dal Centro Fermi in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e col CERN; si tratta in questo caso di un programma di misure di raggi cosmici effettuate ad alte latitudini. Alla spedizione prenderà parte, fra gli altri, Gianluca Casagrande, professore dell’Università Europea di Roma e direttore del Geographic Research and Application Laboratory (GREAL) presso lo stesso ateneo. E’ lui il referente del programma AURORA (Accessible UAVs for Research and Observation in Remote Areas), che condurrà una serie di rilievi e osservazioni ambientali lungo le coste settentrionali delle Svalbard. “Per la nostra Università e per il GREAL – spiega il docente – è molto significativo partecipare a questo progetto. Sarà infatti possibile dar seguito a una serie di studi metodologici che abbiamo intrapreso negli anni scorsi, in un contesto geografico e ambientale di grande interesse. Inoltre, ci troveremo a collaborare con alcune importanti istituzioni scientifiche.”Un caso particolare, fra gli esperimenti scientifici che saranno svolti, consisterà nell’osservazione di un piccolo tratto di fondale marino mediante un sonar multibeamer di nuova concezione sviluppato dall’azienda norvegese NORBIT. La zona osservata rientra fra quelle meno studiate dell’area ed è appunto nella regione dove si suppone che sia scomparso il dirigibile ITALIA.La ragion d’essere di questa sperimentazione è sintetizzata dal Prof. Casagrande:
“L’utilizzo di questo sonar innovativo permetterà di ricavare informazioni inedite su una zona complessivamente nota, ma non in modo così dettagliato, del mare a nord-est delle Svalbard. Si tratterà quindi di una vera e propria esplorazione, benché limitata ad una piccola zona. Non sappiamo se in quell’area si trovi effettivamente il relitto dell’ ITALIA. Se così fosse, e i resti giacessero entro una profondità di 100-300 metri, sarebbe teoricamente possibile rilevarli. La leadership del progetto ha ritenuto quindi di dare a questa sperimentazione tecnlogica una connotazione di grande valore simbolico. PolarQuest 2018 è a tutti gli effetti la prima spedizione che dopo novant’anni di oblio affronterà il tema di cercare il relitto del dirigibile”. “Benché le probabilità di successo siano scarse” ha dichiarato la Dott.ssa Catapano “è un tentativo che vale la pena di essere fatto, se non altro per contribuire al ricordo di quella grande vicenda di esplorazione e ricerca scientifica”.
Gli organizzatori informano che la spedizione partirà il 21 luglio 2018 da Isafjordur, Islanda nord-occidentale, per una traversata del Mare di Groenlandia con un’eventuale sosta a Jan Mayen. NANUQ arriverà a Longyearbyen, capoluogo amministrativo delle Svalbard, la “capitale” più settentrionale del mondo, il 1° agosto. Ne ripartirà il 4 e nei due giorni successivi sarà presso Ny Ålesund, insediamento scientifico dove si trova anche la base “Dirigibile ITALIA” del CNR. In quella sede l’equipaggio di PolarQuest 2018 parteciperà a una cerimonia commemorativa alla presenza dei discendenti dell’equipaggio dell’aeronave italiana che nel 1928 sorvolò il Polo Nord precipitando poi sulla via del ritorno.
Il 6 agosto NANUQ salperà per tentare una circumnavigazione delle Svalbard. Da quel momento la spedizione si svolgerà, compatibilmente con lo stato dei ghiacci, lungo le coste settentrionali dell’isola di Spitsbergen e della Terra di Nord Est (Nordaustlandet). La rotta quindi tornerà a costeggiare Spitsbergen, isola maggiore dell’arcipelago, fino al rientro a Longyearbyen, previsto per il 24/8. Dal 26/8, infine, sarà effettuata la traversata del mare di Barents, fino a Tromsø, nella Norvegia continentale. In quella città portuale la spedizione si concluderà prevedibilmente il 4 settembre. (foto: gianluca casagrande)

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Diritto e gestione delle nuove tecnologie: nuovo profilo all’Università Europea di Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 luglio 2018

Università Europea di Roma.pngRoma. Il Corso di Laurea in Giurisprudenza dell’Università Europea di Roma si arricchisce di un nuovo profilo: Diritto e gestione delle nuove tecnologie.L’obiettivo è quello di favorire l’acquisizione di conoscenze e competenze che sono oggi molto richieste nel mondo del lavoro, fornendo gli elementi necessari per una corretta comprensione della rivoluzione digitale, con un approccio multidisciplinare sotto il profilo giuridico, tecnologico ed economico.Il coordinamento scientifico del profilo sarà affidato al Prof. Andrea Stazi.Il corso fondamentale di base del profilo sarà l’insegnamento di Diritto delle nuove tecnologie previsto al secondo anno del Corso di Laurea in Giurisprudenza, che intende offrire agli studenti le conoscenze di base per affrontare le eterogenee sfide che l’avvento delle nuove tecnologie produce nella vita quotidiana e, dunque, nel diritto, nella società e nell’economia odierni.In particolare, il corso fondamentale fornirà gli elementi essenziali in merito ad alcune tematiche, secondo una impostazione concettuale che distingue rispettivamente i mutamenti che le nuove tecnologie implicano per: individuo, stato, e beni/contratti/mercati. Ognuna di queste tematiche verrà poi approfondita nei corsi opzionali legati al presente profilo.Oltre alle lezioni frontali, gli studenti saranno coinvolti in dibattiti e discussioni anche attraverso workshop tematici. Verranno analizzati casi di studio anche in gruppo, coordinati dai docenti e da esperti. Al termine delle attività frontali, gli studenti saranno impegnati nello sviluppo di una proposta di ricerca culminante con l’elaborazione di un progetto con un approccio operativo.Il profilo include tre corsi opzionali sui temi: Diritto e gestione dei dati personali e delle biotecnologie; Diritto e gestione della pubblica amministrazione digitale; Diritto e gestione dei contenuti e dei servizi online. (foto copyright università europea)

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LUMSA: il prof. Francesco Bonini confermato Rettore

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 luglio 2018

Roma Il Consiglio d’Amministrazione dell’Università LUMSA ha nominato per un secondo mandato il prof. Francesco Bonini, Rettore dell’Ateneo.Il prof. Francesco Bonini, nato a Reggio Emilia l’11 giugno 1957, è professore ordinario di Storia delle istituzioni politiche all’Università LUMSA, dove insegnava dal 1997 e si è definitivamente trasferito nel 2012, ricoprendo dal 2013 il ruolo di prorettore alla Didattica e al Diritto allo Studio. All’attività accademica (svolta successivamente alla Cattolica di Milano, alla Sapienza e a Teramo, oltre a periodi di insegnamento e di ricerca in Francia e in Canada) ha sempre accompagnato l’impegno civile ed ecclesiale. È stato tra l’altro consigliere, nel 1993-1994, del Ministro per le Riforme istituzionali del Governo Ciampi, Leopoldo Elia. Dal 1988 al 1997 è stato consulente dell’Ufficio Nazionale delle Comunicazioni Sociali della CEI e successivamente ha seguito l’elaborazione e lo sviluppo Progetto culturale come Coordinatore scientifico del Servizio Nazionale. Fa parte di diverse società scientifiche e accademie e la sua partecipazione al dibattito nazionale ed internazionale è attestata dalle oltre duecento pubblicazioni in particolare sulle questioni di storia e analisi costituzionale italiana ed europea, di storia dell’amministrazione, di storia e analisi dei sistemi e della cultura politica, di storia dell’università e di storia e politica delle istituzioni sportive. «Questo nuovo mandato – ha detto sottolineando alcune parole chiave – traguarda l’80° della LUMSA, una università in solido sviluppo. Vogliamo continuare ad innovare, autenticamente, cioè con la chiarezza del disegno e delle radici, aperti al confronto critico con tutti, al servizio degli studenti e del tessuto sociale, civile ed ecclesiale. In una prospettiva che è italiana, europea e intercontinentale».

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“Porte aperte alla Sapienza”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 luglio 2018

Roma Si inaugura martedì 17 luglio il tradizionale appuntamento di orientamento universitario dedicato alle future matricole, alle famiglie, agli insegnanti e a tutti coloro che vogliono avere informazioni sull’offerta formativa 2018-19 e sui servizi offerti dal primo Ateneo della Capitale.Porte aperte alla Sapienza, giunta quest’anno alla XXII edizione, proseguirà fino a giovedì 19 luglio. Durante le tre giornate le matricole saranno accolte nei viali della Città universitaria da docenti, personale addetto e studenti. Stand informativi delle 11 facoltà e delle altre strutture della Sapienza saranno riuniti in un unico grande padiglione open air, all’entrata principale di piazzale Aldo Moro.Oltre a visitare gli stand, il pubblico potrà seguire, all’interno dell’Aula magna, le conferenze di presentazione dei corsi di studio che saranno trasmesse anche in videostreaming sul sito dell’Ateneo.“È una manifestazione che negli anni continua a coinvolgere un gran numero di persone – sottolinea il rettore Eugenio Gaudio – Lo scorso anno abbiamo registrato quasi 12 mila presenze (a cui si sono aggiunti 8 mila accessi in videostreaming). Il successo di Porte aperte – prosegue il Rettore – sta nella ricchezza dell’offerta formativa e dei servizi disponibili. Le nostre future matricole possono approcciare il mondo dell’università, confrontandosi direttamente con docenti e studenti già iscritti che li guideranno nella loro scelta universitaria. Insomma è un appuntamento da non perdere.”
Il 19 luglio avrà luogo una cerimonia per festeggiare i 20 anni di attività del CIAO, il Centro informazioni diventato un punto di riferimento per tutti gli studenti dell’Ateneo.Un’attenzione particolare sarà riservata a studenti con disabilità: nella giornata del 17 luglio presso la Sala Odeion del Museo dell’Arte classica (Facoltà di Lettere e filosofia) si svolgeranno, a partire dalle ore 9, due incontri di orientamento rivolti rispettivamente a studenti con disabilità e a studenti con DSA, sull’iter di iscrizione alle prove di accesso e sull’immatricolazione, con la presentazione dettagliata di tutti i servizi erogati dall’Ateneo.Durante la manifestazione saranno illustrate anche le linee di attività dedicate alla cultura e al tempo libero: le orchestre di Musa – Musica Sapienza, il progetto Theatron – Teatro antico alla Sapienza, le rassegne cinematografiche, il Servizio civile nazionale e altre iniziative.In programma anche momenti di svago e fruizione culturale: nel cortile di Matematica, i ragazzi del Teatro antico metteranno in scena la tragedia greca di Eschilo Le Coefore, mentre i musei della Sapienza saranno aperti per tutta la durata della manifestazione con orario prolungato, offrendo ai visitatori un’occasione unica per conoscere da vicino le collezioni dell’Ateneo.Il programma completo delle conferenze in aula magna e delle iniziative della manifestazione è disponibile sul sito http://www.uniroma1.it alla pagina iscrizioni.

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L’Università di Parma si colloca al 6° posto in Italia per la qualità della didattica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 luglio 2018

Lo sancisce The Times Higher Education – Europe Teaching Rankings 2018”, la prestigiosa graduatoria sulle Università di tutto il mondo, pubblicata sul sito web del periodico britannico con un focus dedicato nel 2018 agli atenei europei, e in particolare alla qualità delle loro attività didattiche.
La ricerca, che ha esaminato oltre 240 atenei di 55 paesi europei (24 gli italiani), ha focalizzato la propria indagine per la prima volta sull’efficacia della didattica espressa dalle Università e sulla qualità dell’insegnamento rivolto agli studenti, nonché sui livelli di apprendimento. L’analisi è stata strutturata per rispondere a domande che sono di importanza centrale per gli studenti e le loro famiglie, nel momento in cui stanno per realizzare una delle decisioni più importanti della loro vita: a chi affidare la propria istruzione universitaria.Il Ranking THE 2018 è guidato dall’Università di Oxford, che si colloca 1° in Europa, seguita da quella di Cambridge e dalla Sorbona di Parigi.
Tra gli atenei italiani, al primo posto si posiziona Trento, seguito da Padova e – a pari merito al terzo posto – da Siena e dal Politecnico di Milano. La ricerca, che trae i propri dati da diverse fonti ed analisi parallele, ha preso in considerazione anche l’opinione di oltre 30mila studenti, ai quali è stato chiesto di esprimere la loro valutazione su qualità ed efficacia della didattica nel proprio Ateneo. Sono quindi stati utilizzati indicatori di performance raggruppati in quattro aree chiave:
Resources: capacità dell’Ateneo di tramettere con efficacia l’insegnamento
Engagement: capacità dell’Ateneo di coinvolgere gli studenti e di interagire con essi
Outcomes: capacità dell’Ateneo di generare risultati d’insegnamento appropriati
Environment: presenza di un ambiente di insegnamento e apprendimento inclusivo e coinvolgente.
La ricerca assembla argomenti quali: il supporto dei docenti allo sviluppo del pensiero critico; le caratteristiche sfidanti e stimolanti del contesto; le opportunità di interagire con i docenti; la qualità dei servizi dell’istituzione; le opportunità di sviluppare skill di supporto per gli studenti per il lavoro futuro, dopo la laurea, e così via.Da segnalare che l’area dell’Università di Parma valutata più positivamente è stata quella dell’environment, con uno score di 80 su 100.«Ci fa molto piacere, dopo l’eccellente risultato sancito dal Censis di 3° Ateneo tra i grandi a livello nazionale, essere classificati dopo pochi giorni 6° in Italia per la qualità della didattica da questo prestigioso ranking internazionale», ha commentato il Rettore Paolo Andrei. «L’impegno che stiamo profondendo, e non da oggi, per rafforzare continuamente gli strumenti tesi a migliorare le condizioni di accoglienza dei nostri studenti e a rendere sempre più efficaci i nostri processi educativi e formativi è rilevante, e coinvolge tutte le componenti dell’Ateneo: docenti, ricercatori e personale tecnico- amministrativo».L’organizzazione della Didattica dell’Ateneo di Parma è coordinata a livello centrale dalla U.O. Progettazione Didattica e Assicurazione della Qualità, che si raccorda con i Manager Didattici dei Dipartimenti al fine di assicurare l’ottimale e condivisa organizzazione di tutti i processi a sostegno del funzionamento dei percorsi formativi. Come ricorda la Pro Rettrice alla Didattica e Servizi agli studenti, Sara Rainieri, «nell’anno 2017 l’attività della U.O. è stata riconosciuta a livello nazionale con la consegna del Premio “Gear of Quality 2017” nell’ambito dell’evento promosso dal Coordinamento organizzativo nazionale dei manager didattici per la qualità».Gli sforzi dell’Università di Parma per migliorare la qualità della didattica sono anche particolarmente rilevanti sul versante dell’internazionalizzazione, grazie alla promozione di diverse iniziative offerte agli studenti dell’Ateneo per realizzare esperienze di studio all’estero, così come la realizzazione di corsi di laurea e di singoli insegnamenti erogati in lingua inglese, tesi a generare importanti opportunità di scambio con studenti internazionali.
L’attenzione dell’Ateneo verso la didattica, infine, si esprime anche nelle numerose analisi di customer satisfaction che vengono realizzate ogni anno per raccogliere l’opinione degli studenti sui singoli insegnamenti, oltre che nell’attività delle Commissioni paritetiche docenti-studenti finalizzate a garantire la qualità dei processi formativi.

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Misurazione dell’intelligenza non verbale dei bambini in età evolutiva

Posted by fidest press agency su domenica, 15 luglio 2018

Un test “aptico” per la misurazione dell’intelligenza non verbale dei bambini in età evolutiva (10/16 anni) con disabilità visiva è stato messo a punto dal Centro Regionale Sant’Alessio per i ciechi di Roma, con il Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica dell’Università Sapienza e la collaborazione del Polo Scientifico IAPB. La ricerca, unica in Italia e terza al mondo, mira a valutare con esattezza le abilità cognitive del minore, scongiurando così diagnosi errate di ritardi cognitivi nei bambini ciechi o ipovedenti che, a causa della loro disabilità maturano strategie cognitive individuali e diverse rispetto ai coetanei vedenti. “Il test, ancora in fase di sperimentazione, è l’unico dedicato ai minori che si avvale dell’esplorazione tattile per la misurazione dell’intelligenza, al di là degli apprendimenti scolastici e culturali – dichiara Carolina Cassar, psicologa e dottore di ricerca in psicologia dinamica e clinica, che ha svolto lo studio scientifico -. Abbiamo selezionato due campioni di bambini, con disabilità visiva e vedenti, ai quali abbiamo somministrato delle prove cognitive, procurando di bendare i vedenti e gli ipovedenti, in modo da realizzare condizioni standardizzate – spiega Cassar –. I soggetti, presi singolarmente, hanno esplorato delle matrici tattili e completato l’organizzazione sulla base di correlazioni logiche. La ricerca, durata tre anni, ha dimostrato che lo strumento ha attendibilità e validità elevate e quindi è utile per valutare le abilità logiche, di rappresentazione mentale dello spazio, di apprendimento esperienziale e di coping nel minore con disabilità visiva – ha concluso Cassar”. “Conoscere le effettive potenzialità cognitive di un bambino non vedente o ipovedente permette di effettuare un intervento riabilitativo mirato – ha dichiarato Maria Macrì, neuropsichiatra infantile e direttore medico del Centro Regionale Sant’Alessio -. In assenza di strumenti di misurazione scientifica dell’intelligenza standardizzati per non vedenti, infatti, si rischia non stimare adeguatamente le reali potenzialità di un bimbo, e quindi di compromettere o ritardare l’acquisizione delle tappe evolutive. Il Sant’Alessio da oltre un decennio è impegnato nella ricerca di strumenti utili e ha fattivamente collaborato alla realizzazione di questo strumento che ora dovrà essere ampliato anche alla fascia d’età 4/10 anni, età su cui intervenire per prevenire difficoltà nello sviluppo e negli apprendimenti scolastici. A questo punto l’impiego di questo test potrà davvero garantire una migliore definizione dell’approccio terapeutico e scolastico – ha concluso la dottoressa Macrì”.

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Mancano risorse alla ricerca

Posted by fidest press agency su sabato, 14 luglio 2018

L’inerzia dello Stato è stata confermata nell’audizione davanti alle Commissioni Cultura congiunte di Senato e Camera sulle linee programmatiche del nuovo corso ministeriale: per rilanciare la nostra ricerca, ha ammesso il Ministro, occorrono finanziamenti talmente ingenti che non si possono recuperare solo dal pubblico, serve un partenariato pubblico-privato in favore della ricerca”. Il Ministro non ha poi nascosto il fallimento della politica del blocco delle assunzioni, mai sanata da quando il governo Berlusconi ha prodotto diecimila soprannumerari e il blocco del turn over: “Siamo in fondo alla classifica dei Paesi Ocse per numero di professori universitari e ricercatori in rapporto agli studenti”. I numeri parlano chiaro: l’Italia è 30esima sui 33 paesi Ocse per spesa nell’Università e addirittura ultima per percentuale di investimenti riferita al Pil.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Per garantire l’attività scientifica servono investimenti veri, affiancati da nuove disposizioni. Come recepire la Carta europea dei ricercatori e reintrodurre la figura dei ricercatori a tempo indeterminato: seimila dovevano essere assunti a inizio 2010, prima che fosse messo ad esaurimento, ma non è stato mai fatto. E oggi c’è un vuoto spaventoso. Eppure, ci sono tantissimi ricercatori professionisti in uno stato di precarietà: andrebbero collocati, a domanda, in un albo nazionale dei ricercatori dalla comprovata esperienza, in base al settore scientifico-disciplinare di afferenza, da cui le Università, con chiamata diretta, potrebbero attingere per l’assunzione dei ricercatori a tempo indeterminato.

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Vincitore del premio Voltaire

Posted by fidest press agency su sabato, 14 luglio 2018

Il professor Francescomaria Tedesco, filosofo della politica e docente della Scuola di Giurisprudenza di Unicam, si è aggiudicato l’edizione 2017/2018 del Premi Voltaire. Il prof. Tedesco è stato premiato per il suo libro “Mediterraneismo. Il pensiero antimeridiano” (Meltemi, 2017).Il premio, giunto alla sesta edizione, è stato ideato da Francesca Duranti per offrire un riconoscimento ai migliori lavori nell’ambito di una saggistica chiara e comprensibile da un largo pubblico, su temi attuali d’autentico interesse.Ogni finalista, nove quest’anno, ha esposto il proprio libro, in una serata presso Villa Burlamacchi-Rossi a Lucca, conversando con il pubblico presente. Tra i vincitori delle passate edizioni Ernesto Galli della Loggia, Khaled Fouad Allam, Antonio Polito. “È per me un onore – ha dichiarato il prof. Tedesco – ricevere il Premio Voltaire, riconoscimento per un lavoro che tratta di temi che, anche per ragioni biografiche oltre che di interesse scientifico, mi stanno molto a cuore. “Mediterraneismo” mi ha già dato molte soddisfazioni, e spero che questo premio contribuisca alla sua diffusione”.
C’è uno sguardo sul Mediterraneo intriso di pregiudizio sull’arretratezza orientale dei suoi popoli. E c’è uno sguardo lirico ed estetizzante che vorrebbe il Mediterraneo come mare resistente contro la potenza oceanica del capitalismo. Entrambe le immagini sono false. Entrambe hanno contribuito a costruire un Mediterraneo di fantasia, che ha ventriloquato eventi, popoli, stagioni. Il volume vuole offrire un percorso di decostruzione di entrambi i mediterraneismi (dell’arretratezza e dell’alternativa) attraverso lo sguardo della filosofia politica, della filosofia del diritto, dell’antropologia, degli studi postcoloniali e subalterni (usati bene), della letteratura, del cinema.
Francescomaria Tedesco, filosofo del diritto e della politica, già borsista presso il Sum – Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze e assegnista presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, è stato docente di Diritti umani all’Università per Stranieri di Perugia. Attualmente è ricercatore in Filosofia del diritto presso l’Università di Camerino. Ha conseguito l’abilitazione come professore di seconda fascia in Filosofia politica. Ha tenuto lezioni e conferenze in Italia e all’estero. Oltre a numerosi saggi e articoli, ha pubblicato anche altri libri, quali Introduzione a Hayek (Laterza 2004), Diritti umani e relativismo (Laterza 2009), Eccedenza sovrana (Mimesis 2012; traduzione inglese Routledge in corso di pubblicazione), Modelli europei di accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo (Aracne 2016). Ha collaborato con «Europa» e «Pagina99». Tiene un blog sul Fatto quotidiano.

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A Tor Vergata la Summer School dei docenti USA della “Syracuse University”

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

Roma. Dal 16 al 27 luglio prossimi si terrà presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata la prima edizione della Summer School “Gino Gorla” organizzata da Juristor, l’Associazione dei Laureati di Giurisprudenza a Tor Vergata. Il programma è dedicato a “Gino Gorla”, docente di Diritto Comparato a Roma, coinvolto nel 1965 nei “Seminari Cornell” organizzati da Rudolf Schlesinger e pioniere del diritto comparato tra Italia e Stati Uniti.I corsi saranno interamente tenuti in lingua inglese da Shannon Gardner e Emily Brown, professori provenienti dall’Università di Syracuse – College of Law di New York. Il Presidente, Riccardo Fratini, dottorando di ricerca nella stessa Università, dichiara: “A Tor Vergata il livello della didattica è eccezionale, ma forse siamo carenti sul confronto internazionale e sulle offerte post-lauream. Nel corso degli studi, personalmente, ho condotto parte della mia ricerca negli Stati Uniti alla Syracuse University College of Law, anche grazie al supporto dell’Università, e mi sentivo in dovere di restituire i frutti di questa opportunità all’Istituzione che me l’aveva concessa. Spero sia la prima di molte iniziative a favore degli studenti”.

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SDA Bocconi lancia la sfida allo sviluppo sostenibile: a che punto è l’Italia?

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

SDA Bocconi School of Management, in collaborazione con J.P. Morgan Private Bank, PwC, Thomson Reuters e Gruppo 24 Ore, ha presentato in primavera la seconda edizione del Best Performance Award 2018, il premio annuale rivolto all’eccellenza dell’impresa italiana.Dopo il successo della prima edizione 2017, che ha lasciato emergere il fiore all’occhiello della nostra imprenditoria, quest’anno il BPA conferma l’ambizione di voler guardare al futuro del business del Paese, scegliendo e premiando ancora una volta le aziende italiane che si distinguono per la capacità di essere competitive creando valore. Non solo economico, ma anche tecnologico, umano, ambientale e sociale, eccellendo nello sviluppo sostenibile inteso come effettiva capacità di fare impresa. E proponendo un modello virtuoso, che funzioni da motore e spinta per tutto il sistema.Per farlo non si può prescindere da un’analisi del contesto in cui si muovono e operano le aziende che concorrono al premio stesso e, più in generale, alla situazione delle aziende italiane e al loro approccio al futuro del business: quanto valore generano, dal punto di vista di alcuni fattori/parametri chiave per lo sviluppo sostenibile? Esiste realmente un’etica del business che spinge a una produzione responsabile? Qual è, in ultima analisi, la situazione della nostra impresa sotto il profilo dell’innovazione e della spinta alla globalizzazione? Quale la propensione agli investimenti e alla valorizzazione dei talenti? Secondo alcuni dati di confronto internazionali1 recentemente raccolti, l’Italia figura sotto quasi tutti i profili come fanalino di coda, soprattutto se si guardano i principali indicatori di efficienza economica e di contesto ambientale e normativo: sulla scala della competitività che conduce a uno sviluppo sostenibile, il nostro paese risulta agli ultimissimi posti quanto all’internazionalizzazione, agli investimenti in R&D e alla capacità di ritenzione dei talenti.“Per quanto riguarda i confronti operati a livello internazionale, i dati sopra riportati esprimono la percezione che gli executives (soprattutto stranieri) hanno del nostro sistema, rispetto ad una serie di paesi comparabili – dichiara Leonardo Etro, co-direttore scientifico del progetto. Sono dati allarmanti. Ma esiste una sostanziale differenza fra percezione e realtà. In Italia esistono imprese dalla performance assoluta. Quelle del Best Performance Award sono solo una piccola parte di questo universo. L’obiettivo di SDA Bocconi, JP Morgan Private Bank, Pwc, Thomson Reuters e Gruppo24 ORE è quello di cambiare la percezione esistente e riportare l’Italia nel posto che le appartiene: l’eccellenza.” Lo status reale di questa eccellenza è emersa attraverso la prima edizione del Best Performance Award, che nel 2017 ha acceso una luce sulle realtà italiane che si distinguono e rappresentano un modello di valore: Illy Caffè, Objectway, Vimar, FAAC e Zapi, hanno di fatto dimostrato di possedere le caratteristiche per avviare un cambiamento sostenibile ed essere in grado di gestirlo a lungo termine. Quale scenario emergerà in questa seconda edizione, e grazie a quali aziende?

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L’Università del Mezzogiorno

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

di Giuseppe BIANCHI. La Svimez ha recentemente dedicato un proprio seminario ai problemi dell’Università nel Mezzogiorno, coordinato dal direttore dell’Istituto Luca Bianchi e partecipato da autorevoli membri di questo mondo. Tre sono i fenomeni posti al centro del dibattito.Il numero crescente di giovani che, laureatosi al Sud, si trasferiscono poi nelle regioni centro-settentrionali. 200 mila i laureati emigrati nel periodo 2001-2015 che, tenendo conto del costo medio della loro formazione calcolato dall’OCSE, porta ad una cifra di 26 miliardi trasferiti dal Sud alle aree più avvantaggiate.Secondo, l’attitudine più recente dei giovani meridionali di anticipare la loro delocalizzazione andando a studiare nelle Università del Centro-Nord. Su 680 mila giovani meridionali iscritti all’università ben 175 mila, pari al 26% studiano in un Ateneo collocato fuori dal Mezzogiorno. Anche questa forma di emigrazione ha un costo, minori consumi privati e pubblici nei territori abbandonati dagli studenti che Luca Bianchi ha stimato in circa 3 miliardi di euro. Infine che la grande maggioranza dei giovani che abbandonano il Mezzogiorno non ritornano nelle terre di origine, rendendo definitiva la perdita di capitale umano.Un ulteriore circolo vizioso che penalizza il Mezzogiorno: una economia debole che crea emigrazione dei giovani più qualificati impoverendo di risorse pubbliche e private i territori che si avvitano in una decrescita progressiva.Che si può chiedere alle università per uscire da tale situazione? C’è una risposta quasi obbligata: accrescere la loro capacità di creare competenze spendibili sul mercato del lavoro, una volta assodato che il semplice titolo di studio non è più garanzia di occupabilità, nonostante l’equivalente valore legale.
Ma quali sono le competenze domandate da territori privi di attività economiche importanti? La risposta deve essere selettiva perché il Mezzogiorno non è tutto uguale e perché non è vero che nel Mezzogiorno non è possibile fare impresa. Ci sono le medie imprese studiate dalla Fondazione La Malfa che, per quanto ridotte in numero a causa della grande crisi, quelle rimaste progrediscono nella competitività non meno delle pari imprese del Nord più avanzato. Ci sono i distretti monitorati da Intesa S. Paolo che segnano una recuperata vitalità nell’export, soprattutto nell’agro-alimentare.
Le aree più sviluppate del Mezzogiorno dal punto di vista degli insediamenti industriali e della presenta di un terziario avanzato che include anche centri universitari di eccellenza. In queste aree il problema è di estendere le buone pratiche già in atto di cooperazione fra singole imprese ed Università, sperimentando nuove formule istituzionali di raccordo tra i due mondi, oggi non dialoganti, al fine di arrivare ad una migliore calibratura dei rapporti fra domanda ed offerta di competenze. Un salto di qualità che da un lato deve impegnare il sistema delle imprese nel sostenere investimenti nella ricerca universitaria e nell’offrire borse di studio ai giovani più meritevoli; dall’altro un sistema universitario che, in presenza di una sostituzione di risorse private rispetto a quelle pubbliche (entro limiti da definire) si spinge su nuove frontiere in termini di autonomia gestionale e di responsabilità di risultato.Dal lato opposto le aree più sfavorite del Mezzogiorno nelle quali potenziare gli investimenti pubblici nella formazione universitaria dei giovani. Va osservato che la grande crisi ha interrotto quel processo di riallineamento nelle tre circoscrizioni territoriali nei tassi di proseguimento dalla scuola superiore all’Università. Molti giovani nel Mezzogiorno sono oggi intrappolati nell’emarginazione sociale a causa dell’impoverimento delle loro famiglie. Se a questi giovani è precluso il lavoro nei luoghi di residenza si consenta loro almeno l’accesso agevolato allo studio tramite forme di sostegno finanziario per metterli in condizione di cercare fortuna altrove. Una fortuna che l’Università deve aiutare riducendo l’attuale proliferazione dei corsi (spesso a tutela dei posti di lavoro dei docenti) ed inserendo nelle diverse culture disciplinari le nuove metodologie della conoscenza che favoriscano approcci interdisciplinari orientati al “problem solving” ed allo studio di gruppo. Diamo a questi giovani una ciambella di salvataggio per affrontare i marosi del mercato del lavoro.

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Nuovo corso di laurea in “Made in Italy, cibo e ospitalità”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

Perugia Lunedì 16 luglio, ore 11 Sala Goldoni – palazzo Gallenga. All’Università per Stranieri di Perugia sarà attivato il nuovo corso di laurea in Made in Italy, cibo e ospitalità. Il corso, nato da un progetto comune con Confcommercio e Coldiretti, è l’unico in Italia a fondere insieme il percorso e gli obiettivi formativi di due classi di laurea: Scienze del turismo e Scienze, culture e politiche della gastronomia. Attraverso l’interclasse, il corso intende offrire una formazione culturale riguardante il Made in Italy nel suo complesso e una formazione tecnico-pratica che consenta di operare nell’ambito delle imprese del made in Italy e nei settori del cibo, della gastronomia e dell’ospitalità.
I dettagli saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa in programma lunedì 16 luglio, alle ore 11, presso la Sala Goldoni di palazzo Gallenga. All’incontro interverranno, insieme al rettore, prof. Giovanni Paciullo, il prof. Giovanni Capecchi, presidente del nuovo corso di laurea; la professoressa Giovanna Zaganelli, direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali; Anna Rita Fioroni, presidente dell’Università dei Sapori; Vasco Gargaglia, direttore di Confcommercio Umbria; Diego Furia, direttore di Coldiretti; Albano Agabiti, presidente di Coldiretti Umbria. Saranno, inoltre, presenti rappresentanti ed esponenti del mondo della scuola, e dell’imprenditoria umbra.

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Agilent and Nanyang Technological University Singapore to Develop Novel Approaches for Water Analysis

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Agilent Technologies Inc. (NYSE: A) today announced that it will collaborate with the Nanyang Technological University Singapore’s (NTU Singapore’s) Nanyang Environment Water Research Institute (NEWRI) to develop novel approaches to testing and monitoring the region’s water supply.
Under a memorandum of understanding, the two organizations have agreed to address persistent and emerging contaminants in water. “We are pleased that, with this agreement, our shared vision and combined resources will be brought to bear on such a critical challenge,” said Nino Totino, Agilent vice president and general manager of Laboratory Solution Sales in the region. “We look forward to collaborating with NEWRI and Professor Shane Snyder, whose groundbreaking and influential research in water analysis is globally recognized, in addition to his receipt of an Agilent Thought Leader Award.” “NTU Singapore, one of the world’s top research-intensive universities, has a strong and established track record of working closely with industry to develop science and applications that have real-world impact,” said Shane Snyder, NEWRI executive director and professor of Civil & Environmental Engineering. “NEWRI, one of the world’s leading environmental research institutes, together with Agilent’s vast analytical expertise and technology, will be able to expand the breadth and depth of our research mission while co-developing novel environmental analysis solutions for Singapore and the world.” Getting access to clean water is an ongoing challenge in Southeast Asia, impacting public health and industry. To augment water supplies, water reuse schemes are being developed in the region, and effective monitoring practices are needed to ensure public safety. While the research will be conducted in Singapore, Agilent and NEWRI expect their collaboration to have far-reaching benefits, not only in Southeast Asia but around the world, in regard to water quality monitoring and availability.

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Scoperta una molecola a base di rame contro i tumori

Posted by fidest press agency su martedì, 10 luglio 2018

I ricercatori Unicam Carlo Santini e Maura Pellei della Sezione di Chimica della Scuola di Scienze e Tecnologie, insieme ai colleghi Cristina Marzano e Valentina Gandin dell’Università di Padova e Marina Porchia e Francesco Tisato dell’ICMATE-CNR di Padova, hanno scoperto e brevettato una molecola a base di rame risultata estremamente efficace e selettiva verso alcuni tumori solidi. Frutto di una intensa ricerca multidisciplinare durata oltre 10 anni, il nuovo complesso di rame è stato progettato e sintetizzato presso i laboratori di Chimica Inorganica di Unicam e si configura come una potenziale e valida alternativa ai farmaci antitumorali a base di platino attualmente in uso clinico. Il brevetto è stato preso in licenza da una società americana, la SAPIR, che si occuperà dell’ampio programma di sviluppo clinico, prospettiva che rappresenta un importante traguardo per la ricerca condotta dagli studiosi di Unicam e Unipd, co-proprietari al 50% del brevetto licenziato ed apre ora nuovi scenari verso lo sviluppo di farmaci antitumorali più selettivi ed efficaci. Il rame infatti è un metallo endogeno, naturalmente presente in piccole quantità nell’organismo umano, ed è coinvolto in molteplici processi biochimici. “I nostri studi, pubblicati sulle principali riviste scientifiche internazionali, tra le quali Chemical Reviews, – hanno sottolineato i professori Santini e Pellei – hanno messo in evidenza la potenzialità dei complessi di rame come antitumorali. Il nostro composto possiede quindi tutte le caratteristiche per essere meglio tollerato dall’organismo umano, abituato a riconoscerlo più di altri metalli come il platino, che costituisce la base di analoghi farmaci antitumorali oggi in uso clinico, che sebbene efficaci sono anche molto tossici.”
Si tratta infatti di una molecola in grado di veicolare il metallo in maniera selettiva in sede tumorale. Una volta internalizzata, la nuova molecola è in grado di generare una complessa cascata di segnali che porta alla distruzione selettiva delle cellule tumorali, comprese quelle refrattarie alla classica chemioterapia. “Ci teniamo a sottolineare – proseguono i professori – che co-inventori del brevetto sono anche il prof. Giancarlo Gioia Lobbia, che purtroppo ci ha lasciati a dicembre 2016 e a cui vogliamo dedicare questo successo scientifico e la dott.ssa Grazia Papini, che ha completato il suo dottorato presso il nostro gruppo di ricerca in Unicam, e vogliamo ringraziare per il loro prezioso contributo la società dell’Università di Padova Unismart e la nostra Area Ricerca e Trasferimento Tecnologico, che ha visto la dott.ssa Simona De Simone impegnata in prima linea nel supportare Unismart nel corso delle trattative con SAPIR. La nostra principale soddisfazione è vedere concretizzata la possibilità di contribuire con il nostro lavoro di Ricercatori e di Chimici a migliorare la qualità della vita, in uno dei suoi aspetti fondamentali che è quello della salute”.“Si tratta di una ulteriore conferma dell’eccellenza del lavoro svolto dai nostri ricercatori – ha dichiarato con soddisfazione il Rettore Unicam Claudio Pettinari. Mi congratulo con i colleghi Santini e Pellei per il successo ottenuto dopo anni di intenso lavoro. Abbiamo dimostrato ancora una volta come la ricerca scientifica universitaria possa essere di beneficio per la comunità tutta, anche su tematiche di estrema importanza come la salute pubblica: un esempio virtuoso dunque di ricerca e trasferimento tecnologico”.

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Terza edizione della European Innovation Academy a Torino

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

Torino Lunedì 9 luglio 2018 – ore 10.00 UCI Cinema – Via Nizza, 262 Per il terzo anno consecutivo, il Politecnico di Torino ospiterà un laboratorio unico di idee che cambieranno il futuro: l’European Innovation Academy (EIA). In tre settimane (dall¡¯8 al 27 luglio), più di 500 studenti universitari e aspiranti imprenditori, provenienti da oltre 60 nazioni, arriveranno a Torino per proporre e sviluppare la loro idea di impresa. Un team di imprenditori, investitori e mentor di alto livello provenienti da tutto il mondo li aiuteranno a fare in modo che la loro idea abbia successo.E, in più, da quest’anno ci sarà una novità: il team di EIA accompagnato da AIBO – il primo cucciolo di robot basato su tecnologia machine learning al mondo prodotto da Sony.EIA Torino offre un ricco calendario di appuntamenti, che coinvolgono non solo studenti ma anche imprese e investitori:
Executive Innovation 4.0 Masterclass – 12 luglio Ospiti d’eccezione di UC Berkeley (Rick Rasmussen), Transferwise (Lars Trunin), Google (Martin Omander) e altre società della Silicon Valley terranno un corso di una giornata per aziende italiane ambiziose di piccole e medie dimensioni per offrire una panoramica completa del processo di innovazione nelle aziende. Grazie alla Camera di commercio di Torino, partner di EIA fin dalla sua prima edizione, l’accesso alla Masterclass gratuito per 50 imprenditori o manager torinesi impegnati nella crescita digitale dell’azienda.
Startup Expo day – 17 luglio 2018 EIA Startup Expo Day un evento esclusivo progettato e organizzato per gli imprenditori partecipanti per mostrare le loro idee ambiziose, ottenere un feedback immediato da parte dei clienti, condurre ricerche di mercato e scambiare idee con il pubblico esperto di EIA, orientato alla tecnologia e di tendenza.
Gran Pitching Gala – 27 luglio 2018. Idee che cambiano il mondo presentate di fronte al pubblico esperto di tecnologia. I primi 10 team riceveranno premi e l’attenzione degli investitori.

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Una formazione umana per i giovani universitari

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 luglio 2018

Roma Giovedì 12 luglio 2018, alle 10.30, in via degli Aldobrandeschi 190, si terrà l’Open Day dell’Università Europea di Roma, giornata dell’accoglienza dedicata a chi desidera conoscere l’ateneo. Sarà un’occasione per conoscere il campus e gli ambienti di studio, scoprire gli elementi distintivi che l’Università Europea di Roma (UER) riserva ai suoi studenti.L’Università Europea di Roma propone un percorso di crescita professionale e umana, un contesto accademico di alto livello e un’attenzione specifica alla formazione della persona, anche attraverso il coinvolgimento dei giovani in attività sociali.Durante l’Open Day docenti e studenti presenteranno l’offerta formativa dei corsi di laurea e l’esperienza in UER, per capire che cosa significa studiare Economia, Psicologia, Giurisprudenza, Scienze della Formazione, Turismo e Valorizzazione del territorio.L’incontro si aprirà con un saluto del Prof. Alberto Gambino, Pro-Rettore dell’Università Europea di Roma. Seguiranno la presentazione delle Relazioni Internazionali e dei Servizi di Orientamento: Orientamento al lavoro e Placement, Tutoring, Formazione della Persona.Alle 11.30 saranno illustrati i corsi di laurea. Alle 12.00 ci sarà la prova di ammissione e la simulazione del test di ingresso di Scienze della Formazione Primaria.
Un giusto coinvolgimento degli adulti è molto importante nella scelta universitaria dei più giovani. Per questo, nell’Open Day dell’Università Europea di Roma ci sarà anche “Open Genitori”, un momento di incontro delle famiglie con i Coordinatori Accademici dei Corsi di Laurea. In questo modo i genitori potranno meglio conoscere l’ambiente formativo che accoglierà i loro ragazzi.

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Progetto di ricerca “Studio e divulgazione del metodo Rondine per la trasformazione creativa dei conflitti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 luglio 2018

Roma giovedì 5 luglio, dalle ore 11:00 presso la Camera dei Deputati presenta i risultati del progetto di ricerca “Studio e divulgazione del metodo Rondine per la trasformazione creativa dei conflitti” realizzato dalle Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Università degli Studi di Padova con il contributo di Fondazione Vodafone Italia.
Un metodo oggi codificato e riconosciuto a livello accademico, pronto per essere condiviso e applicato sui contesti più vari dal livello interpersonale al conflitto sociale fino ai contesti bellici o postbellici.Un metodo, sperimentato per 20 anni nel laboratorio di Rondine, nella Cittadella della Pace di Arezzo dove si sono formati circa 180 ragazzi provenienti da luoghi di conflitto in tutto il mondo (dal Medio Oriente al Caucaso, dall’Africa sub-sahariana al subcontinente Indiano, fino ai Balcani e all’America) attraverso un percorso unico che per due anni li ha visti convivere con il proprio nemico, imparando ad affrontare il conflitto e a gestirlo, sviluppando nuovi modelli relazionali e competenze specifiche, fino alla definizione di un nuovo modello di governance e di leadership, che oggi consente loro di intervenire nei vari contesti di provenienza di conflitto o post conflitto, come agenti di cambiamento attraverso azioni e progettualità concrete.Questo studio scientifico, che sarà presentato dai coordinatori universitari della ricerca, prova oggi l’efficacia del Metodo Rondine e dimostra concretamente come sia possibile comprendere le dinamiche stratificate che stanno alla base del “conflitto” offrendo strumenti essenziali per la sua gestione e il suo superamento.
L’iniziativa vedrà la presenza di Ettore Rosato, Vicepresidente Camera dei Deputato, Elisabetta Belloni, Segretario Generale del Ministero degli Aff­ari Esteri, di Maria Cristina Ferradini, Consigliere Delegato di Fondazione Vodafone Italia, Susan Allen, Direttore del Center for Peacemaking Practice, George Mason University e Maurizio Milan, Presidente Associazione Italiana Formatori oltre che del Presidente di Rondine, Franco Vaccari.
Il caso concreto della Sierra Leone. A ulteriore testimonianza delle nuove frontiere applicative del Metodo Rondine nel corso dell’incontro del 5 luglio ci sarà anche la presentazione dei risultati del progetto “Initiative for democratic and peaceful elections” che rappresenta la prima applicazione concreta del Metodo Rondine nei luoghi del conflitto. Un progetto di formazione e sensibilizzazione, realizzato dai giovani che si sono formati a Rondine, ha fortemente contribuito a evitare episodi di violenza in occasione delle recenti elezioni presidenziali in un paese ancora fortemente instabile come la Sierra Leone che dopo una sanguinosa guerra civile che dal 1991 al 2002 ha visto 50.000 morti, una faticosa ricostruzione su cui si è abbattuto l’Ebola con altri 4.000 morti infine, lo scorso anno ha subito l’ultima tragedia del fiume di fango, che ha sommerso centinaia di vite umane alla periferia della capitale Freetown.Un progetto avvalorato dalla testimonianza di alcuni dei giovani coinvolti provenienti dalle tribù locali, insieme ai giovani di altri conflitti di tutto il mondo, che hanno operato nel contesto africano, in collaborazione con l’Università locale di Makeni sperimentando una vera e propria trasformazione sociale secondo le linee guida del Metodo.

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3rd Health City Forum e 11th Italian Barometer Diabetes & Obesity Forum

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 giugno 2018

Roma. Lunedì 2 luglio ore 14.30-20.00 Sala congressi Loyola presso la Pontificia Università Gregoriana, Piazza della Pilotta 4 3rd Health City Forum – 2nd Roma Cities Changing Diabetes Summit – Creating the world of tomorrow e 11th Italian Barometer Diabetes & Obesity Forum martedì 3 luglio ore 9.00-14.00. I cambiamenti demografici in corso, che includono l’urbanizzazione, il peggioramento degli stili di vita, l’invecchiamento della popolazione e l’isolamento sociale si riflettono in una crescita costante della prevalenza di diabete e obesità. Secondo i dati dell’International Diabetes Federation (IDF), sono 246 milioni (65 per cento) le persone che hanno ricevuto una diagnosi di diabete e abitano nei centri urbani, rispetto ai 136 milioni delle aree rurali. La principale arma a disposizione per frenare questa avanzata è la prevenzione, attraverso la modifica di quei fattori ambientali, educativi e culturali che la favoriscono. Per questo motivo è fondamentale che le Istituzioni e le amministrazioni locali si dedichino a politiche in grado di trasformare le città in ambienti della salute, coinvolgendo anche il pubblico nella ricerca e applicazione di strumenti per rendere l’ambiente urbano più sostenibile.Al Forum saranno presenti istituzioni italiane, esponenti politici, rappresentanti del mondo accademico e associazioni di pazienti, al fine di analizzare le diverse iniziative volte ad affrontare la pandemia di diabete e obesità sotto diversi punti di vista: medico, urbanistico, logistico.

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Docente Unicam relatore in diversi meeting negli USA

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 giugno 2018

Camerino. Estremamente positiva la missione negli Stati Uniti del prof. Massimo Sargolini, docente della Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino. Tra la fine aprile e la prima metà di maggio, infatti, il prof. Sargolini ha tenuto in qualità di relatore ben 7 meeting in diverse Università americane, all’Ambasciata Italiana in USA e alla World Bank, con l’obiettivo di presentare il Consorzio di Ricerca “REDI – Reducing Risks of Natural Disasters”, una nuova piattaforma di ricerca interdisciplinare per la riduzione del rischio di catastrofi promossa dall’Università di Camerino in collaborazione con altre università italiane ed europee.Il prof. Sargolini ha avuto l’opportunità di illustrare ai colleghi statunitensi le gravi conseguenze del terremoto del 2016 nell’Italia centrale nonché di acquisire da loro preziose esperienze nel campo della ricerca di riduzione dei rischi naturali e di calamità; è stato inoltre possibile avviare una prima rete di università italiane e americane per poter partecipare congiuntamente alla call “Italia-Usa – Cooperazione scientifica e tecnologica”.

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