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L’Abbazia di Valserena riapre i battenti

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Parma Domenica 16 febbraio alle ore 11 (Mostra: 16 febbraio – 22 marzo 2020) lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma riapre gli spazi rinnovati e restaurati dell’Abbazia di Valserena con l’installazione di Massimo Bartolini dal titolo On Identikit, primo appuntamento del programma di residenze d’artista Through time: integrità e trasformazione dell’opera, realizzato in occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020.Le opere di Bartolini, spesso pensate a partire da un contesto specifico ­– un’opera, una collezione – vivono in stretto legame con l’ambiente che le ospita. L’artista interviene sullo spazio in maniera del tutto antimonumentale, modificandolo, interpretandolo e definendolo. In questo caso, Bartolini è stato invitato a confrontarsi con l’Archivio-Museo dello CSAC di Parma, che conserva oltre 12 milioni di materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio preziosissimo su cui l’artista ha lavorato interpretando i suoi elementi come fossero note musicali: se accostati gli uni agli altri, fanno intravedere qualcosa di diverso rispetto a quando sono considerati isolatamente. Gli archivi dunque sono luoghi in cui “si compone musica”, dove gli oggetti e le opere possono, in maniera involontaria e irreversibile, diventare altro.La musica è nascosta dentro l’immagine di Identikit come la figura è nascosta dentro il gesso de Lo Spirato. Con il lavoro On Identikit, Bartolini intende fare incontrare l’essere invisibile e presente dello Spirato con l’essere, invisibile per natura, della musica, che risuonerà nei suggestivi spazi della Chiesa.L’installazione concepita da Massimo Bartolini coincide con la riapertura degli spazi espositivi CSAC dopo la prima fase di lavori che ha visto il rinnovamento dell’impianto di illuminazione e dei supporti espositivi. I lavori proseguiranno nei prossimi mesi e interesseranno gli spazi dell’abbazia destinati agli archivi, in vista dell’apertura di nuovi percorsi. Massimo Bartolini è nato, vive e lavora a Cecina.

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Through time: integrità e trasformazione dell’opera

Posted by fidest press agency su martedì, 28 gennaio 2020

Parma Abbazia di Valserena Strada Viazza di Paradigna 1 16 febbraio 2020 (fino al 22 marzo 2020) negli spazi della grande Chiesa dell’Abbazia il primo capitolo di Through time: integrità e trasformazione dell’opera vedrà protagonista Massimo Bartolini con il progetto On Identikit. Le opere di Massimo Bartolini, spesso pensate a partire da un contesto specifico ­– un’opera, una collezione – vivono in stretto legame con il luogo che le ospita. L’artista interviene sullo spazio in maniera del tutto antimonumentale, modificandolo, interpretandolo e definendolo. Nel corso della sua residenza allo CSAC, Bartolini si è focalizzato sulle opere di due grandi maestri come Luigi Ghirri e Luciano Fabro, presenti nelle collezioni degli archivi CSAC.Nella fase preliminare del progetto, Bartolini si è concentrato sulla ricerca di tutti i dischi in vinile fotografati da Ghirri nella serie “Identikit” (1979), dove l’artista emiliano restituiva in maniera veritiera e implacabile un ritratto di se stesso attraverso quello della propria libreria. I titoli dei vinili, spesso erosi dall’uso e quasi illeggibili sulla spina dei 33 giri, hanno istigato a Bartolini una “curiosità da archeologo”, per poter sfilare finalmente i dischi dalla bidimensionalità dello scatto fotografico e ascoltarli in compagnia dell’opera Lo Spirato di Luciano Fabro (1972), allestita in una delle cappelle nobiliari della Chiesa, “forse per consolare, come quando si porta un mazzo di fiori su una tomba o per rallegrare, come quando si vuole smuovere una energia o per modificare, come, grazie ad un sortilegio, si rende organico l’inorganico”.Il secondo capitolo di Through time coinvolge Luca Vitone, già protagonista di una residenza presso lo CSAC nel 2017 in occasione del progetto #GrandTourists, artista che da sempre lavora sull’idea di luogo, produzione culturale e memoria. Il progetto espositivo dal titolo Il Canone che apre il 4 aprile 2020 (fino al 30 maggio 2020) prevede la messa in mostra del furgone utilizzato fino ai primi anni 2000 dallo CSAC per il trasporto delle opere e degli archivi in occasione delle donazioni, che sarà allestito nella navata della Chiesa dell’Abbazia di Valserena seguito da una lunga “parata” di lavori e progetti che rappresentano un ampio spettro della ricerca artistico-culturale italiana del Novecento, selezionati dall’artista con un criterio del tutto personale, quasi a ricostruire immaginari legami tra le opere conservate allo CSAC e le proprie vicende biografiche. Per Vitone, “entrare nell’archivio del CSAC è come immergersi in un mare tropicale […] Impossibile non rimanerne affascinati, anche se non si riconoscono i pesci si è frastornati dai colori, dalle forme e soprattutto dalla quantità di animali da osservare”. Tra gli autori scelti da Vitone negli archivi CSAC figurano Ugo Mulas, Alighiero Boetti, Gianni Colombo, Lucio Fontana, Mario Schifano, Mario Nigro, Pietro Consagra, Alberto Rosselli, Afro Basaldella, Luigi Ghirri, Archizoom Associati/Lucia Bartolini, Walter Albini, Giosetta Fioroni, Michelangelo Pistoletto, Maddalena Dimt, Franco Albini, Danilo Donati/Sartoria Farani, Ettore Sottsass jr., un anonimo (imitazione di Magistretti), Andrea Branzi, “Il Male” e infine un monocromo eseguito dallo stesso Vitone con le polveri del CSAC: una sorta di retino, di quelli usati dai bambini per catturare granchi e pesciolini, ma spesso portante vuota acqua salata.Il capitolo conclusivo di Through time inaugura il 5 settembre 2020 (fino al 17 ottobre 2020) e avrà come protagonista Eva Marisaldi, artista che aveva già lavorato sugli archivi CSAC nel 2017 nell’ambito del progetto L’Abbazia per tutti, finanziato dal MIUR, quando aveva prodotto, con la collaborazione di Enrico Serotti, l’opera audio-video Jukebox rivolta al pubblico disabile e non, nell’ottica di un approccio inclusivo all’Archivio-Museo.Eva Marisaldi si esprime attraverso un linguaggio artistico poliedrico mediato tra fotografie, manufatti, azioni, video, animazioni, installazioni, alternati a tecniche di ricamo e di disegno. Altresi` i suoi lavori sono caratterizzati da una raffinata vena narrativa. Nella sua ricerca prende spunto dalla realta` ma si concentra su aspetti nascosti delle situazioni quotidiane, analizzandoli attraverso il suo modo di fare arte, un processo giocoso che si addentra nella sfera della fantasia e dell’immaginazione. Interrogandosi su tematiche quali il dialogo e la comunicazione, Eva Marisaldi indaga le possibilita` di riflessione individuale e collettiva all’interno dello spazio espositivo, rapportandosi con esso in maniera sempre delicata ed elegante. Le sue opere di conseguenza non producono un impatto immediato, i suoi interventi sono complessi e si contraddistinguono per un iniziale senso di spaesamento, richiedendo lunghe pause di riflessione e un’attenta osservazione.

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“Una notte in abbazia: visita notturna al Museo dello CSAC”

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2015

abbazia di valserenaParma. Giovedì 10 settembre con inizio alle ore 21, alle 22 e alle 23 la Delegazione di Parma del FAI-Fondo Ambiente Italiano, in collaborazione con il Centro Studi e Archivio della Comunicazione-CSAC dell’Università di Parma, organizza “Una notte in Abbazia: visita notturna al Museo dello CSAC”. Nell’incantevole cornice dell’Abbazia di Valserena vi saranno delle visite guidate alle splendide esposizioni del Museo dello CSAC che conserva il più esteso patrimonio visivo e progettuale in Italia sul Novecento con oltre 12 milioni di materiali suddivisi in cinque sezioni: Arte, Fotografia, Moda, Progetto e Media. Il percorso delle visite partirà dalla sala delle colonne dove vi sarà una introduzione all’Abbazia e alla storia dell’Archivio. Poi si visiterà l’imponente Chiesa e, dopo lo splendido parco delle sculture, si ritornerà nel Museo e si concluderà la visita nella sala ipogea dell’Abbazia.
Giovanni Fracasso, capo Delegazione del FAI di Parma, sottolinea come l’apertura del Museo dello CSAC rappresenti uno straordinario ingrediente, un “potente lievito” per la rinascita di Parma. Lo CSAC non è solo un eccezionale contenitore museale, un archivio unico nel suo genere, ma anche un’istituzione che può fungere da “moltiplicatore” culturale, può far germogliare nuove energia, nuova creatività, nuova attività di studio e di ricerca. Per questo occorre far conoscere e far apprezzare quanto più possibile lo CSAC ai cittadini. E Giulio Tagliavini, docente nel Dipartimento di Economia dell’Università di Parma e membro della Delegazione di Parma del FAI evidenzia che la visita notturna prevista per il 10 settembre rappresenta l’inizio di un cammino di collaborazione con il Museo dello CSAC: alla visita seguiranno altri iniziative comuni ad ottobre e novembre. Per Tagliavini la collaborazione con lo CSAC rientra nel progetto della Delegazione cittadina del FAI di consolidare e rendere sempre di più virtuoso il legame tra la nostra Università ed il Fondo Ambiente. Costo della visita: € 10 a persona, € 3 a bambino. Dalle ore 20 inoltre sarà possibile effettuare un aperitivo con buffet oppure, su prenotazione, cenare presso la Locanda dell’Abbazia. (abbazia valserena).

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Trasimeno Music Festival

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2009

Perugia 3 luglio 2009, alle 16, presso la Sala dei Notari di, nell’ambito del Trasimeno Music Festival, ideato e diretto dalla pianista canadese Angela Hewitt presentazione Trasimeno Music Festival. Oltre i sette concerti in programma che si tengono negli scenografici contesti del Castello del Sovrano Militare Ordine di Malta a Magione, l’Abbazia di San Pietro a Perugia e la Chiesa di San Domenico di Gubbio, quest’anno il Trasimeno Music Festival propone anche un evento letterario, con tema “la musica”: e Ian McEwan, uno dei più celebri scrittori contemporanei, argomenterà su quanto quest’ultima sia essenziale nella sua vita e sul ruolo che essa gioca nei suoi lavori.
Ian Mcewan  è nato il 21 giugno 1948 a Aldershot, in Inghilterra. Ha studiato all’Università del Sussex dove si è diplomato in Letteratura Inglese nel 1970, per poi laurearsi sempre in Letteratura Inglese all’Università di East Aglia.
Angela Hewitt, direttore artistico del Trasimeno Music Festival, è, secondo una stima del London’s Evening Standard, “una delle pianiste più richieste al mondo”. Già conosciuta come “la miglior interprete del nostro tempo di Bach al pianoforte”, il Tour ha consolidato la sua reputazione, procurandole il grande plauso degli amanti della musica di tutto il mondo, per i quali poter ascoltare l’integrale del Clavicembalo Ben Temperato è un’esperienza unica nella vita. Il 2009 e 2010, vedono Angela Hewitt alternarsi tra recital e concerti, tra i quali: recital alla Kammermusiksaal di Berlino, a Boston (Celebrity Series), Chicago (stagione di recital della Chicago Symphony Orchestra), Boston, al Lucerne Piano Festival, e concerti con le orchestre Copenhagen Philharmonic, City of Birmingham Symphony Orchestra, National Arts Centre Orchestra of Ottawa.
Il suo cinquantesimo compleanno, nel settembre 2008, è stato festeggiato alla Wigmore Hall di Londra, con quattro recital in una settimana.
A proposito del Trasimeno Music Festival 2009, il Direttore Artistico Angela Hewitt dichiara: “Quest’anno celebriamo il quinto anniversario del Trasimeno Music Festival. Si tratta di un eccitante traguardo, una prospettiva dalla quale non solo guardare indietro a tutto ciò che è stato compiuto finora, ma guardare soprattutto avanti, a ciò che potrà essere possibile, se il festival continuerà a svilupparsi su questa strada. http://www.trasimenomusicfestival.com

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