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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Posts Tagged ‘abbigliamento’

Abbigliamento: Giorgia & Johns introduce la formula del franchising online in “conto vendita”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Il COVID-19 ha stravolto ogni ideale, ci ha dimostrato chiaramente che anche un negoziante con un’esperienza ventennale alle spalle può ritrovarsi all’improvviso e senza alcun preavviso a ripartire da zero. Ormai avere un negozio di abbigliamento e gestirlo è diventata una professione per pochi, e in ottica della Fase 2 riaprire è sicuramente un evento positivo.Ovviamente ci si può trovare davanti numerose difficoltà, una delle quali è legata alla merce invenduta. Ed è in questo momento così delicato, in cui i piccoli negozi rischiano la chiusura, si rafforza fortemente l’idea che bisogna creare partnership con aziende specializzate nel retail.
“Il conto vendita non conosce crisi”, commenta Gennaro Abbagnano, Retail Manager del noto brand di abbigliamento Giorgia & Johns.“Per questo motivo che già da qualche anno ci stiamo specializzando sul Franchising in “Conto Vendita” che garantisce ai nostri affiliati la possibilità di rendere la merce invenduta evitando il rischio di ritrovarsi a pagare merce che non potranno vendere perché obsoleta, non avendo al contempo la capacità di sostenere altri acquisti” continua Abbagnano.Come abitudine del gruppo, e grazie all’attenzione che da sempre pone al mercato, il brand dell’abbigliamento sta approfittando di questo momento per migliorare l’aspetto digitale intraprendendo nuovi meccanismi di vendita che a breve saranno a supporto dei loro affiliati.Ogni affiliato di Giorgia & Johns avrà infatti il proprio negozio in franchising on-line: “questo ci permetterà di ampliare la nostra rete di vendita e allo stesso tempo di far vivere ai clienti finali esperienze d’acquisto che prevedono l’interazione tra online ed offline” dice ancora Abbagnano.
Durante questi mesi il tempo trascorso sui social è aumentato di circa il 30% e questo non solo ha solo rafforzato il rapporto del brand dell’abbigliamento con tutti i clienti, permettendo di ampliare la visibilità del brand, con l’opportunità di sperimentare nuove opportunità di business vantaggiose.“In Giorgia & Johns ci aspettiamo una ripartenza rapida anche grazie alla crescita continua del nostro personale, da sempre formato alla vendita assistita, punto di forza che ha messo sempre la cliente al centro dell’attenzione” conclude il Retail Manager. fonte: http://www.giorgiaejohns.it.

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“Prima prova, poi paga”

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Rovigo. E’ nei momenti difficili che nascono le idee. Così è successo per due imprenditori rodigini, Chiara Pavanello e Marco Santato, attivi ormai da anni nel mondo dell’abbigliamento con il loro marchio Goa Goa. I due giovani, infatti, hanno inventato il delivery a domicilio per i capi d’abbigliamento. E non solo: il 5% del ricavato da questa idea sarà donato agli ospedali per la lotta al Corona Virus. Il sistema è semplice e sicuro. Basta collegarsi al sito internet https://mailchi.mp/e868ed1e2e91/goagoa-prima-prova-poi-paga. I clienti sfogliano il catalogo online, ordinano i capi che vogliono via mail o via whatsapp, un operatore Goa Goa arriva a domicilio con l’ordine e il cliente ha 48 ore di tempo per provare i vari vestiti e decidere cosa tenere e cosa devolvere al negozio. I capi d’abbigliamento che non si comprano vengono sterilizzati e igienizzati con lavaggio a vapore a 100 gradi per garantire a tutti la massima sicurezza e rimessi sul mercato.“Ormai le nostre abitudini sono cambiate – spiega Chiara Pavanello, fondatrice del marchio Goa Goa -. La nostra idea è nata proprio dal voler dare una risposta alle nuove esigenze dei clienti: nessuno in questi mesi avrà più piacere di frequentare negozi con molta gente e provare gli abiti nei camerini. Noi abbiamo trovato la soluzione: portiamo i vestiti direttamente a casa dei clienti. Perché è vero che la l’emergenza sanitaria ci ha costretto a una grande rivoluzione, ma la voglia di colore, di prendersi cura di se stessi e vestirsi bene continua a rimanere viva dentro ognuno di noi”. Il tutto vuole avere una finalità anche benefica. “Vogliamo dare il nostro contributo alla lotta contro il Corona virus e il 5% di ogni vendita andrà agli ospedali” conclude Chiara. Il servizio è valido all’interno della provincia di Rovigo e il pagamento può avvenire in contanti o online tramite bonifico o paypal. Si possono ordinare fino a un massimo di cinque capi a persona scegliendo tra le collezioni primavera estate 2020 o tra gli articoli dell’outlet. Nel frattempo i due imprenditori stanno anche riconvertendo parte della filiera tessile per la realizzazione di mascherine, ovviamente colorate in perfetto stile Goa Goa.

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Sconti stabili, in occasione dei saldi estivi 2018, per l’Abbigliamento

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Secondo la studio dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha analizzato i ribassi effettivamente praticati dai commercianti negli ultimi anni secondo le rilevazioni dell’Istat, stimando il trend di quest’anno, l’Abbigliamento registrerà un abbassamento dei prezzi del 21,1%, come a gennaio 2018, in leggera diminuzione rispetto allo scorso luglio, quando lo sconto si attestava al 21,9%.Peggiorano per le Calzature, che segneranno una ribasso del 20,4%, inferiore rispetto al -20,7% degli ultimi saldi invernali.Nel complesso, per Abbigliamento e calzature lo sconto sarà del 20,9%, in leggerissimo calo nel confronto con gennaio (-21%).Nel dettaglio, il record della convenienza spetta alla voce Indumenti, che con -23,2% registra la riduzione maggiore, stabile rispetto ai saldi invernali, ma in netta riduzione con riferimento agli ultimi estivi, -24,1%.Il ribasso minore, come sempre, spetta agli accessori (guanti, cravatte, cinture…), con un calo dei prezzi del 14%, in miglioramento con riferimento a gennaio (-12,6%), ma in peggioramento rispetto ad un anno prima (-15%).”Purtroppo ai commercianti non sembra bastata la lezione degli ultimi saldi invernali, quando la netta riduzione degli sconti praticati ha determinato, nel confronto con gennaio 2017, un crollo delle vendite del 2,7% per Abbigliamento e pellicceria e del 3,1% per Calzature, articoli in cuoio e da viaggio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Se non vogliono ripetere il flop delle vendite, affossando i saldi, è bene che smentiscano con i fatti le nostre previsioni. Sono ancora in tempo a cambiare idea e a stupirci piacevolmente con sconti maggiori” prosegue Dona.”I dati Istat ci confermano che i ribassi solitamente pubblicizzati in vetrina, 70% e 50%, sono ben lontani da quelli effettivi. Insomma, l’abitudine di gonfiare il prezzo vecchio, così da alzare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto, è dura a morire. Per questo suggeriamo ai consumatori di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare e di non farsi incantare da sconti troppo elevati. L’ideale, in questi giorni che precedono i saldi, è di andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandosi il prezzo. Si potrà così verificare lo sconto reale e, alla partenza dei saldi, andare a colpo sicuro a prendere quello che piace, evitando inutili code” conclude Dona.

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Saldi: sconti record del 23,5% per l’abbigliamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

saldiSi prevedono sconti record per la voce Abbigliamento: -23,5%. E’ questa la stima dell’Unione Nazionale Consumatori che ha analizzato gli sconti effettivamente praticati dai commercianti dal 2011 al 2016 secondo le rilevazioni dell’Istat e stimato il trend per quest’anno.
L’Abbigliamento, con un abbassamento dei prezzi del 23,5%, registra il ribasso invernale più alto mai registrato per questa voce dal 2011 ad oggi, anche se inferiore rispetto a quello degli Indumenti, che segna la riduzione dei prezzi maggiore per questi saldi invernali: -24,9% (il primato si è toccato nel 2015: -25,4%). Sconti inferiori per le calzature, i cui prezzi scendono del 23,2%, in rialzo rispetto all’anno precedente (-23%) ma in flessione rispetto al record toccato nel 2015: -23,6%. Il calo minore, come sempre, spetta agli accessori (guanti, cravatte, cinture…), con un abbassamento dei prezzi del 13,9%, anche se si eguaglia il primato raggiunto nel 2016.
“Dall’indagine dell’Unione Nazionale Consumatori emerge che sarà un’annata di buoni sconti rispetto a quelli registrati in passato. In ogni caso, ben diversi da quelli solitamente pubblicizzati in vetrina, 70% e 50%, gonfiati e ben lontani da quelli ufficialmente rilevati dall’Istat” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Insomma, l’abitudine di ritoccare il prezzo vecchio, così da alzare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto, permane. Per questo suggeriamo di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare e di non farsi incantare da ribassi troppo elevati” conclude Dona.

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Seconda edizione del Premio di Laurea

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2015

premiazioneLiuJo Luxury, brand nato dalla partnership tra l’azienda d’abbigliamento LIU JO e Nardelli Luxury, tra i principali player nazionali nel settore della gioielleria, rinnova anche quest’anno il suo impegno per l’iniziativa Premi di Laurea 2015, promossa dal Comitato Leonardo e destinata a premiare giovani laureati che abbiano sviluppato tesi su argomenti rilevanti per il successo del made in Italy nel mondo del gioiello e dell’orologio. Il Comitato Leonardo, presieduto attualmente dall’imprenditrice Luisa Todini, è nato nel 1993 su iniziativa comune del Sen. Sergio Pininfarina e del Sen. Gianni Agnelli, di Confindustria, dell’ICE e di un gruppo d’imprenditori con l’obiettivo di promuovere l’Italia come sistema Paese attraverso varie iniziative, volte a metterne in rilievo le doti di imprenditorialità, creatività artistica, raffinatezza e cultura che si riflettono nei suoi prodotti e nel suo stile di vita.I Premi di Laurea sono un’iniziativa che il Comitato Leonardo promuove ormai dal 1997, grazie al sostegno dei propri Associati, e che nel tempo ha permesso di premiare centinaia di brillanti laureati di altrettanti istituti universitari in tutto il Paese.“Da ben 18 anni Il Comitato Leonardo sostiene e promuove il talento dei giovani che rappresentano il futuro dell’economia italiana” ha commentatoLuisa Todini, Presidente del Comitato Leonardo. “L’obiettivo dei Premi di Laurea è dare loro spazio, premiando e valorizzando le tesi più brillanti e meritevoli che raccontino il meglio dell’Italia di oggi nei vari settori. Dal 1997 abbiamo premiato e sostenuto 140 neolaureati di tutta Italia”. “Oggi più che mai è necessario coltivare il talento e la creatività delle nuove generazioni al fine di tutelare e preservare l’eccellenza della produzione made in Italy” continua Luisa Todini “il Comitato Leonardo infatti non solo si impegna per raggiungere questo obiettivo ma con l’iniziativa dei Premi di Laurea mira ad avvicinare sempre più i giovani al mondo del lavoro.”
“La borsa di studio promossa con il Comitato Leonardo” dichiara l’amministratore delegato della Nardelli Luxury e direttore creativo di Liu Jo Luxury Bruno Nardelli “è un’attestazione ulteriore dell’attenzione riservata dalla nostra azienda ai giovani. Crediamo nella loro formazione, nella necessità di assicurare un flusso continuo che consenta al sistema impresa di rinnovare con presenze qualificate i propri organici. Ma abbiamo piena fiducia anche nella capacità delle giovani generazioni di delineare nuovi stili e progettare nuovi prodotti, nella loro particolare sensibilità verso le tendenze emergenti nel gusto e nei consumi, nella loro attitudine a interpretare con avvedutezza le esigenze del mercato. Saranno loro i futuri manager delle nostre imprese. E’ una ragione fondamentale perché un’azienda come la nostra provi, a conclusione dell’università, a valorizzarne il percorso di studi e ad offrire loro opportunità di lavoro e di crescita professionale.” “Quali sono gli stili di consumo e i bisogni del cliente del lusso accessibile? Come le aziende possono soddisfare la domanda dei consumatori nel mondo del gioiello e dell’orologio?” Questo il titolo del bando per il “Premio LiuJo Luxury Spa”, giunto alla sua 2° edizione, che offrirà al vincitore un Premio di Laurea del valore di 3.000 euro. Il Premio vuole sostenere e promuovere le ricerche di giovani studiosi che, tenendo conto del cambiamento del mercato della moda, approfondiscano stili di consumo e bisogni del cliente del fast fashion, individuando le leve di comunicazione e di marketing che permettono alle aziende di mantenersi competitive sul mercato e di soddisfare la domanda dei consumatori nel settore. Gli studenti che decideranno di partecipare al bando potranno fare riferimento anche agli studi annuali realizzati da Assorologi, l’Associazione Italiana di Produttori e Distributori di Orologeria, del cui consiglio direttivo fa parte anche Bruno Nardelli. Il bando è rivolto a studenti laureandi e laureati con titolo conseguito successivamente al 31/12/2012. (foto: premiazione)

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Vendita on-line di capi d’abbigliamento contraffatti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

Non sono professionisti del settore ma più che altro studenti e persino casalinghe che si sono inventati un nuovo tipo di lavoro utilizzando la rete. Almeno questo dicono alcune inchieste che hanno visto come protagonista indiscusso internet ed i suoi meandri virtuali non sempre trasparenti e che hanno riguardato alcune frodi on-line perpetrate a danno di ignari consumatori. In particolare, attraverso l’acquisto da fornitori esteri – nella gran parte dei casi di nazionalità cinese – di capi d’abbigliamento contraffatti di note griffe, i novelli imprenditori del web rivendevano gli stessi beni attraverso siti di aste on – line utilizzando tecniche di vendita, o meglio di truffa abilmente studiate al fine di trarre in inganno i potenziali compratori. Dopo aver acquistato grandi quantità di merce sempre attraverso il canale della rete e quindi in diretto contatto con i produttori cinesi che come è noto ormai riescono a replicare quasi ogni cosa con costi notevolmente inferiori rispetto ad ogni parte del globo, gli stessi la rivendevano attraverso siti di aste online spacciando per originale i prodotti e giustificandone il prezzo più basso a quello generalmente praticato, inventandosi una serie di scuse quali la provenienza “di nicchia” (stock di fine serie, esposizioni, fallimenti) o la rivendita attraverso canali non ufficiali a prezzi concorrenziali.
Tra gli stratagemmi, quello più efficace al fine di aumentare la credibilità è quello di spacciarsi per clienti ed effettuare rialzi sui prezzi dei prodotti e quindi rilasciare commenti positivi sugli stessi quando gli stessi siano stati “aggiudicati” dai finti compratori. A parere di Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che da anni porta all’attenzione dei cittadini i pregi ed i rischi della rete, non resta che ascoltare tre preziosi consigli che da quando sono nate le aste on – line gli organismi di Polizia Postale e della Guardia di Finanza continuano incessantemente a ribadire:
1) le griffe non commercializzano al di fuori della loro rete di vendita e, per questione d’immagine, non hanno interesse ad immettere sul mercato capi di seconda scelta;
2) anche i certificati di autenticità possono essere contraffatti;
3) gli acquisti da aste on-line sono a più alto rischio di contraffazione quando il venditore non sia un privato che pone in vendita un singolo articolo ma un operatore professionale o semiprofessionale.

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Artigianato veneziano, +5,4% il fatturato

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

Il dato statistico fatto segnare dal secondo semestre 2010 si assesta infatti al +5,4%, che fa seguito al +0,3% dei primi sei mesi dello scorso anno: una crescita incoraggiante dopo le congiunture negative della seconda e della prima parte del 2009 (-7,2% e -8,2%). Le performance migliori vengono espresse soprattutto dal settore dell’abbigliamento, che balza dal -1,4% del primo semestre 2010 al +22,8% dei secondi sei mesi dell’anno, e da quello delle calzature, che conferma il trend positivo assestandosi al +21,1%. Crescita significativa anche per il vetro (da +3,6% a +10,6%), la meccanica (da +8,7% a +11,7%), gli impiantisti (da -0,3% a +4,6%) e i trasporti (da +4,1% a +7,2%). Da segnalare anche il ritorno al “segno più”, dopo molti semestri negativi, del comparto dell’edilizia (+5,9%), anche se i servizi ad essa legati scontano ancora la crisi economica, assestandosi al -4,4%. Passo del gambero, invece, per il settore del legno, sceso dal +1,7% del primo semestre 2010 al -0,3% della seconda parte dell’anno. Più in generale, la crescita del fatturato interessa tutti i comparti: in primis le imprese del manifatturiero (+8,0%) e, a seguire, quelle delle costruzioni (+4,5%, dopo il -3,2% della prima metà del 2010) e del terziario (+4,1%). Nel territorio provinciale la palma del “migliore” spetta al mandamento di Mirano con +17,9%, seguito da Chioggia e Dolo entrambi con +8,7%. Fanno da contraltare il -2,0% di Portogruaro e il -0,3% di San Donà di Piave. Nonostante la ripresa economica si affacci con forza sull’artigianato veneziano, gli imprenditori dimostrano però di avere ancora il “freno a mano tirato” in tema di investimenti strutturali (in prevalenza per l’acquisto di macchinari), che segnano infatti un netto -28,7% nella seconda parte del 2010. In testa il settore degli alimentari (-79,4%), seguito dai servizi (-62,8%), dalla meccanica (-61,8%) e dalla grafica (-61,5%). Segno decisamente positivo, invece, per l’abbigliamento (+291,1%), seguito dalle calzature (+97,2%).
Il report di Confartigianato provinciale di Venezia evidenzia, a fianco di una risalita complessiva del fatturato delle PMI, una flessione degli investimenti strutturali e una conseguente contrazione degli oneri finanziari pari al -19,8%, risultato che, seppur negativo, “migliora” in parte il -33,7% del primo semestre 2010. Gli oneri finanziari sono i costi sostenuti dall’impresa per l’ottenimento di finanziamenti: si tratta di interessi ed altri costi degli istituti di credito (spese e commissioni bancarie) legati ad operazioni finanziarie quali interessi passivi su mutui, prestiti, fidi, anticipo fatture, oltre alle perdite su cambi e titoli e a interessi passivi verso altri (esempio fornitori, erario, interessi di mora). I settori in cui gli oneri finanziari sono scesi maggiormente in provincia di Venezia sono quello del vetro (-38,2%), degli alimentari (-34,8%), degli impiantisti (-32,5%) e dei servizi all’edilizia (-23,8%). Segno “più”, invece, per grafica (+8,7%), calzature (+2,7%) e abbigliamento (+2,2%). Per quanto riguarda i mandamenti, guida il gruppo quello di Mirano (-36,0% di oneri finanziari nel secondo semestre 2010) seguito da San Donà di Piave (-26,8%) e Portogruaro (-24,9%). Risulta in calo del 19,5% il ricorso alle formule di leasing da parte delle PMI per l’acquisto di prodotti e/o macchinari utili al lavoro d’azienda. In primis il settore degli impiantisti (-432,2%) e dell’abbigliamento (-41,2%). Ribaltamento positivo invece, tra gli altri, per i servizi alla persona (+78,3%). Il periodo di crisi economica ancora in fase di superamento, con le problematiche aziendali che ne conseguono, si riflette infine sullo stock delle imprese artigiane veneziane, il cui numero continua a registrare una contrazione, che riguarda però i comparti del manifatturiero e delle costruzioni e non quello sempre più rilevante dei servizi. Le aziende artigiane in attività in provincia di Venezia nel secondo semestre 2010 risultano pari a 20.935 unità, contro le 21.023 censite nella prima metà dello scorso anno

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Fiorello battitore d’asta

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2011

Roma mercoledì 8 giugno 2011 alle ore 20 presso la Casina di Macchia Madama, Rosario Fiorello, si improvviserà battitore d’asta di eccezione, per la seconda edizione del Gala Dinner for Haiti promossa dalla Rome International School (RIS) per raccogliere fondi da destinare alla Fondazione Francesca Rava per il progetto scuole di strada come lo scorso anno. Tra i molti ospiti d’onore la Presidente della Fondazione Rava, Mariavittoria Rava, e Padre Rick, Direttore della N.P.H. International (Nuestros Pequinos Hermanos). Fiorello batterà all’asta oggetti eccezionali e attraenti come opere d’arte contemporanea, soggiorni in location prestigiose, gioielli, esclusive visite guidate, nonché fantastici capi di abbigliamento. Tutto questo perché i bambini di Haiti possano continuare a studiare.

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Iluna Group Spa: Crisi e posti di lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

Si è conclusa con successo la ristrutturazione del debito per la società di abbigliamento Iluna Group Spa di Zingonia (Bergamo). Le linee di debito a medio termine del gruppo, pari a 9,5 milioni di euro, sono state riscadenziate a 15 anni; è stato inoltre erogato un nuovo finanziamento da 3 milioni di euro con la medesima scadenza quindicennale. Il rimborso è soggetto a un periodo di preammortamento di 18 mesi, durante il quale la società potrà pagare solamente la quota interessi rimandando la restituzione della quota capitale. La ristrutturazione, iniziata nell’ottobre 2009, conclude positivamente un processo di alleggerimento finanziario avviato già nel corso dell’anno passato con la dismissione della divisione seamless del gruppo, per permettere una maggiore focalizzazione sul core business aziendale.
Per ILuna è stata elaborata una opportuna strategia allo scopo di sfruttare il momento di depressione del mercato, per riposizionare l’azienda e salvare i posti di lavoro. E i risultati mantengono la promessa: i 190 stipendi degli attuali dipendenti oggi sono al sicuro.
La strategia per il futuro prevede un focus del gruppo sulla qualità dei prodotti, vero punto di forza del Made in Italy e da sempre promosso come assett del business dall’Amministratore Unico di Iluna Group Furio Annovazzi. “Negli ultimi due anni la concorrenza sul prezzo praticata dei produttori asiatici ha creato difficoltà alle aziende europee meno solide. – spiega Annovazzi- Oggi, però, chi è riuscito a restare sul mercato può cogliere i frutti di un’inversione di tendenza: sia che si parli di b2b (business to business) o di b2c (business to customer), le preferenze degli acquirenti si orientano sempre più nettamente verso prodotti in grado di rispondere agli elevati standard di sicurezza e qualità dell’Unione Europea, che molti fornitori asiatici non sono di fatto in grado di rispettare”.
Iluna Group Spa (www.iluna.it) è stata fondata nel 1969 a Zingonia, nel bergamasco, da Luigi Annovazzi, precursore nella produzione e commercializzazione di coppe preformate. Nel tempo la società è stata protagonista di una intensa fase di sviluppo che la posiziona a livello di leadership europea. Dopo un’ampia diversificazione sotto il profilo industriale, l’azienda ha poi dovuto fronteggiare una fase di difficoltà economica che, dopo diversi interventi in equity da parte della Proprietà, a partire dal 2008 e in conseguenza anche della generale crisi dei mercati, si è riverberata sotto il profilo finanziario. La dimensione del giro d’affari, dopo un quadriennio stabilizzato a circa 30 milioni di euro (2005-2008), ha subito una flessione a circa 20 milioni di euro nel 2009, dovuta alla contrazione dei consumi in seguito alla crisi finanziaria, ed alla chiusura del ramo d’azienda del “seamless” (abbigliamento senza cuciture) conclusasi nel 2009. I primi mesi del 2010 confermano un trend di ripresa degli ordini e del fatturato, che risultano in linea con il budget per l’esercizio in corso di 24 milioni di euro.(marinelli)

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Ricerca sul marketing gioielleria

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2010

Milano 27 aprile alle 14 e 30 presso l’Aula Piramide dell’Ateneo (via Carlo Bo 1  – Milano) al Liu-Jo Luxury Poster Exhibition Day sarà presentato domani lo studio trattato dagli specializzandi in ‘marketing, consumi e distribuzione commerciale’ evidenzia come il brand più riconosciuto sia Liu-Jo Luxury. Liu-Jo Luxury (nato dalla partnership tra napoletana Nardelli Luxury, una delle imprese più innovative del settore orafo, e la modenese Liu•Jo, azienda internazionale dell’abbigliamento fashion made in Italy, ricercato e di tendenza) realizza performance medie superiori, anche se di poco, rispetto ai competitor. Tra i risultati quantitativi più significativi, quello che misura la riconoscibilità dei display per ciascun brand nei diversi punti vendita. Liu-Jo Luxury è risultato il brand più riconosciuto: 8 volte su 11 tra i brand esposti in vetrina, 4 volte su 5 in-store. Tutto il comparto della gioielleria/orologeria fashion ha registrato migliori performance (53%) rispetto alla riconoscibilità media dei display delle gioiellerie in generale (45%). Liu-Jo Luxury tende a confermare la sua forza e il suo ruolo di traffic-maker nei punti vendita in cui è presente, e ciò infatti spiega il maggior numero di esposizioni ottenute in vetrina piuttosto che in-store. Interessante anche il dato sulla complementarietà d’immagine tra il brand Liu-Jo Luxury, percepito come trendy (49% dei casi), e giovane (35% dei casi), e quella dei punti vendita in cui è venduto, percepiti come di prestigio (42% dei casi), ma anche trendy (23%). Come messo in luce dagli specializzandi, la differenza si traduce in una complementarietà tra le identità di brand e insegne: le gioiellerie arricchiscono la propria offerta e ringiovaniscono la propria immagine specie con l’esposizione in vetrina, Liu-Jo Luxury aumenta il proprio valore e si pregia delle migliori esposizioni nelle gioiellerie più prestigiose. La ricostruzione fotografica degli store ha privilegiato il comparto della gioielleria fashion, che concentra circa 1/3 delle oltre 260 card realizzate. Le interviste hanno rilevato anche l’immagine percepita di ciascun punto vendita e del brand Liu-Jo Luxury presso un campione complessivo di 498 persone composto da donne al 77%, e con età media di 37 anni.

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White Homme, 5a Edizione

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2010

Milano dal 17 al 19 gennaio 2010 – Via Tortona 27  dalle 9.30 alle 18.30 (ultimo giorno alle 17.00) Collezioni abbigliamento e accessori uomo, pre-collezioni abbigliamento e accessori donna  In partenza a Milano la quinta edizione del salone dedicato all’uomo WHITE Homme che apre i battenti domenica 17 gennaio. Per 3 giorni in mostra la moda uomo del prossimo Autunno Inverno 2010-11. Un appuntamento con 100 marchi (di cui il 20% dall’estero) eventi, progetti speciali e special guest . “Il nostro obiettivo è quello di continuare a sviluppare il salone dando spazio ad un numero sempre crescente di espositori e visitatori. La maggior parte dei buyer gravita su Milano, vogliamo creare quindi un salone di riferimento che alleggerisca e faciliti la ricerca e l’acquisto del prodotto moda. Un salone funzionale e stimolante che rientri nel percorso degli acquirenti durante le campagne vendita, agevolandoli in termini di tempo e budget.” Massimiliano Bizzi, Presidente WHITE. E’ in quest’ottica che WHITE Homme, unico salone a Milano dedicato alle collezioni abbigliamento e accessori uomo e pre-collezioni donna, riconferma la propria presenza come riferimento internazionale per le nuove realtà creative e commerciali. Fucina di nuovi progetti e contenitore di creatività selezionata, la quinta edizione – forte del continuo trend di crescita – presenta alla stampa specializzata e ai buyer le proposte più attuali nel campo del menswear a livello internazionale. (white home)

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Made in Italy per i prodotti tessili

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2009

Approvata i alla Camera dei Deputati la proposta di legge sul marchio “Made in Italy” per i prodotti tessili, pelletteria e abbigliamento. La solita furbata all’italiana. Il motivo e’ presto detto leggendo l’articolo 1, comma 4:  L’impiego della denominazione “Made in Italy” e’ permesso esclusivamente per prodotti finiti per i quali le fasi di lavorazione… hanno avuto luogo prevalentemente nel territorio nazionale ed in particolare se almeno due delle fasi di lavorazione sono state eseguite nel territorio medesimo e se per le rimanenti fasi e’ verificabile la tracciabilita’. Chi legge “Made in Italy” dovrebbe ritenere che il prodotto sia interamente, e non prevalentemente, fabbricato in Italia. Con questa furberia, inoltre, potremmo continuare a delocalizzare  le lavorazioni piu’ nocive, per l’uomo e l’ambiente, all’estero e riservarci quelle meno dannose nel nostro Paese, marchiando, pero’, il prodotto con il “Made in Italy”. Questa legge non serve al consumatore ma al lavoratore. Infatti, correttamente, oggi il Corriere della Sera titola l’articolo con “Made in Italy, arriva l’etichetta a difesa del lavoro”; e delle imprese -aggiungiamo noi. Ci vorra’ poco a mettere il marchio “Made in Italy” su prodotti falsificati. Nel nostro Paese il mercato del falso ha fatturato, nel 2008, 7 miliardi e 107 milioni di euro. La cifra fa riferimento esclusivamente al mercato interno senza considerare tutte quelle merci contraffatte che partono dall’interno verso l’estero. Il settore piu’ colpito, in termini di valore, e’ l’abbigliamento e gli accessori (2,6 miliardi di euro), seguito dal comparto cd, dvd e software (piu’ di 1,6 miliardi) e i prodotti alimentari (oltre 1,1 miliardi). Questo significa che se fosse possibile riportare sul mercato legale il fatturato complessivo della contraffazione, si otterrebbe un surplus di produzione, tra diretta e indotta, pari a 18 miliardi di euro. E’ di 5 miliardi e 281 milioni di euro il danno che subisce l’Erario italiano dal mercato della contraffazione. Altro che scudo fiscale!

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L’Italia alle prese con la «recessione»

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2009

Fattori esogeni ed endogeni si sono sommati per rendere l’economia italiana in condizioni di estrema fragilità. Fatturato, ordini e produzione sono diminuiti soprattutto nei settori del tessile-abbigliamento, delle pelli e calzature e dell’automobile. Il clima di fiducia delle famiglie ha risentito delle incertezze congiunturali ed occupazionali e delle prospettive di tagli alla spesa sanitaria e pensionistica. Solo quelle imprese che hanno compresso prezzi e margini di profitto sono riuscite a mantenere quasi intatte le proprie quote di mercato. In tal modo sono stati neutralizzati sia la forza dell’euro sia i rincari del greggio e delle materie prime. I settori maggiormente danneggiati sono risultati il tessile-abbigliamento, le pelli ed il cuoio, la meccanica ed i mobili in legno. Le previsioni più autorevoli compresa quella recente dell’Ocse stimano nell’immediato futuro un tasso di crescita modestissimo. E’ previsto, altresì, un ulteriore deterioramento della bilancia commerciale per l’aumentato peso della bolletta energetica. Un’altra nota dolente sono i conti pubblici che stanno diventando sempre più fuori controllo.Fattori esogeni ed endogeni si sono sommati per rendere l’economia italiana in condizioni di estrema fragilità. Fatturato, ordini e produzione sono diminuiti soprattutto nei settori del tessile-abbigliamento, delle pelli e calzature e dell’automobile. Il clima di fiducia delle famiglie ha risentito delle incertezze congiunturali ed occupazionali e delle prospettive di tagli alla spesa sanitaria e pensionistica. Solo quelle imprese che hanno compresso prezzi e margini di profitto sono riuscite a mantenere quasi intatte le proprie quote di mercato. In tal modo sono stati neutralizzati sia la forza dell’euro sia i rincari del greggio e delle materie prime. I settori maggiormente danneggiati sono risultati il tessile-abbigliamento, le pelli ed il cuoio, la meccanica ed i mobili in legno. Le previsioni più autorevoli compresa quella recente dell’Ocse stimano nell’immediato futuro un tasso di crescita modestissimo. E’ previsto, altresì, un ulteriore deterioramento della bilancia commerciale per l’aumentato peso della bolletta energetica. Un’altra nota dolente sono i conti pubblici che stanno diventando sempre più fuori controllo.

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Taxi: Roma-Milano

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2009

“Anche Milano si uniforma a indicazioni già fornite a Roma”. Parla di turismo, di accoglienza e di comunicazione il Vicesindaco di Roma, sen. Mauro Cutrufo, ma nella fattispecie si riferisce alla proposta del Comune di Milano di far indossare la divisa ai tassisti milanesi.    “Gli operatori del trasporto pubblico sono uno dei biglietti da visita della città ed il turista, quando sale su di un taxi all’aeroporto od alla stazione forma il primo giudizio e la prima impressione proprio su chi guida la vettura. Il Campidoglio ha messo a punto per questo una strategia di accoglienza al turista con varie tipologie di azioni inserite e rese esecutive da una delibera della Giunta Comunale del 5 agosto u.s.. All’art.2 la delibera si occupa proprio dell’abbigliamento dei tassisti e, modificando il codice di comportamento, inserisce tra gli obblighi del conducente anche l’adozione di un abbigliamento che deve essere consono al servizio pubblico, che prevede scarpe chiuse, pantaloni, camicia, t-shirt o polo. Tante volte si è detto basta all’abbigliamento qualche volta troppo disinvolto di alcuni guidatori di taxi – ha detto Cutrufo – ora stiamo mettendo a punto regole ben precise per ovviare a tale inconveniente ed andare incontro alle esigenze dell’accoglienza di una città come Roma. Questo perché siamo convinti che il turista sia una risorsa preziosa, e che il turismo stesso sia un vero e proprio volano economico della Capitale. Dalla seconda metà settembre partirà una  campagna di comunicazione, in collaborazione con l’Atlazio finalizzata a sensibilizzare proprio gli operatori sull’importanza dell’accoglienza al turista nell’ottica di una moderna metropoli europea.  L’obiettivo – spiega Cutrufo – è far diventare Roma la città dove si respira, più che altrove, il calore dell’accoglienza, dell’amicizia e della cordialità stimolando nei cittadini ed, in particolar modo negli operatori del settore, lo sviluppo della “cultura dell’accoglienza” nei confronti dei turisti. Alla campagna di comunicazione seguiranno dei percorsi formativi rivolti agli operatori del settore, nell’ottica di una qualificazione continua del mercato turistico. L’idea delle divise proposta da Milano deve essere vagliata con grande attenzione ascoltando anche le istanze degli operatori – ha detto ancora Cutrufo – perché solo con il contributo di tutti, saremo in grado di dare una svolta ed un volto nuovo all’accoglienza che il nostro Paese riserva  al turista”.

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Le categorie dei siti più visitati

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2009

Al primo posto troviamo con il 95,4% i siti riguardanti internet, cioè domini che offrono servizi come motori di ricerca, portali, Internet Service Provider, ricerca di persone, consulenza e hosting, aste e altro. Al secondo posto si posizionano con il 60,5% i siti del,la categoria società, cioè i domini che trattano di formazione, vita quotidiana, servizi pubblici, medicina e salute, news, associazioni, famiglia, impiego, donne, meteo, astrologia/oroscopi, annunci economici e ambiente. Seguono al terzo posto i siti raggruppabili nella categoria economia con il 59,1%. Si tratta dei siti aziendali, di quelli di commercio al dettaglio generico quali abbigliamento, finanza (servizi bancari e finanziari, assicurazioni e trading in borsa), trasporti, auto e moto, comunicazione, moda/bellezza, ecc. Analizzando nello specifico i siti del settore economia, emerge che quelli del settore telecomunicazioni, bancario e assicurativo sono i più numerosi ed i più visitati. (fonte Tecnomedia)

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Chirurgia plastica al Sud Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2009

Non solo alimentari, arredamento e abbigliamento. Il “gap” dei prezzi tra Nord e Sud Italia comprende anche la chirurgia plastica. Sottoporsi a un lifting a Palermo, rispetto a Milano, può costare fino al 30% in meno. Una differenza sostanziale, già annunciata da recenti studi condotti da Banca d’Italia dove, sulle spese mediche, in particolare visite specialistiche, è stata rilevata una differenza che oscilla tra il 29 ed il 36 per cento.  Per quanto la chirurgia estetica possa rappresentare un settore del tutto particolare, non fanno eccezione a questa “statistica” i listini dei professionisti. «Per gli interventi di chirurgia estetica si spende dal 20 al 30 per cento in meno al Sud», afferma Alessandro Gennai, chirurgo plastico, socio della Eafps, European academy of facial plastic surgery. La differenza di prezzo però non comporta necessariamente anche differenza di pratica o tagli sulla qualità. «La professionalità del chirurgo viene sancita dal suo curriculum professionale che un paziente può, anzi deve, richiedere prima di sottoporsi ad un intervento chirurgico», precisa Gennai. Sul prezzo finale di un intervento chirurgico di tipo estetico agiscono però diversi fattori. «Innanzitutto il costo della sala operatoria: prezzo che, ricordo, deve essere sempre ben visibile sul preventivo sottoposto al paziente, e sul quale non si deve lesinare: occorrono strutture certificate e a norma. In secondo luogo la parcella del professionista, infine l’eventuale costo della protesi utilizzata».  Le differenze tra Nord e Sud non sono solo di prezzi, ma anche di preferenze. «Sembrerebbe che le donne del Sud siano più attente a intervenire per migliorare il proprio corpo – prosegue Gennai -, prediligendo soprattutto interventi come la liposuzione e la mastoplastica additiva. Al Nord, a fianco a questi due, c’è molta richiesta di lifting del viso, in quanto c’è meno pudore a far vedere che c’è stato un ritocchino».
Alessandro Gennai – Profilo professionale Laureato con lode nel 1988 in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi di Modena, Alessandro Gennai ha frequentato la Scuola Internazionale di Medicina Estetica alla Fondazione Fatebenefratelli di Roma e la specializzazione in Chirurgia Generale al Policlinico Universitario di Modena, per poi proseguire gli studi all’estero (Los Angeles, Chicago, Spagna, Brasile e Argentina). In particolare è stato negli Stati Uniti, dove ha appreso, primo fra gli italiani, la tecnica del lifting endoscopico dal suo “padre fondatore”, Nicanor Isse. Gennai è socio della Eafps, European Academy of Facial Plastic surgery. Lo studio si trova in via delle Lame a Bologna (www.gennaichirurgia.it).

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Fiera di Canton

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2009

Con il rapido avvicinarsi della 106a edizione della Fiera di Canton, il China Foreign Trade Centre sta lavorando per rendere l’organizzazione dei viaggi a Guangzhou per l’acquisto degli approvvigionamenti quanto più veloce e semplice possibile. Per servire al meglio acquirenti e venditori che operano in categorie multiple di beni, l’organizzatore della Fiera di Canton ha annunciato che gli intervalli tra i diversi settori di esposizione sono stati ridotti a 3 giorni.  Il nuovo programma della Fiera di Canton prevede:  Fase 1: 15-19 ottobre  Elettronica ed elettrodomestici, ferramenta e utensili, macchinari e pezzi di ricambio, materiali per l’edilizia, illuminotecnica, prodotti chimici, padiglione internazionale  Fase 2: 23-27 ottobre  Beni di consumo, articoli da regalo, decorazioni per la casa  Fase 3: 31 ottobre – 4 novembre  Prodotti tessili e abbigliamento, scarpe, articoli da ufficio, valigie e borse, articoli per il tempo libero, medicinali, attrezzature mediche, prodotti per il benessere, prodotti alimentari  Per un elenco completo dei prodotti e per maggiori informazioni consultare il nostro sito Web http://www.cantonfair.org.cn/en.  Per coloro che prenderanno parte a più di una fase, è prevista un’ampia varietà di opzioni d’intrattenimento nella zona, per permettere ai visitatori di mantenersi impegnati; tali opzioni sono tutte presenti sul nostro sito Web. In loco è presente un golf club per una partita di “oppio verde” come lo chiamano i cinesi; vicino al Pearl River sono disponibili strutture termali, oppure i visitatori possono semplicemente trovare nella zona i migliori fitness club. Il nostro sito Web contiene anche informazioni sulla prenotazione di viaggi che vanno da tour di un giorno nella città a tour di tre giorni nelle zone più lontane. Chi cerca puro relax, come viaggi nella bellissima Sanya, una città sulla spiaggia nella vicina isola di Hainan, può organizzare tutto online in maniera semplice tramite il sito Web. http://www.cantonfair.org.cn/

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