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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘abbraccio’

Renzi mortifica i pompieri, bozza legge bilancio non risolve trattamento da serie B

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2016

abbraccio“L’Italia crolla, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi abbraccia e ringrazia in pubblico i Vigili del Fuoco con i quali si fa fotografare ma nelle stanze di Palazzo Chigi ignora il loro malessere di corpo di serie B in quanto a retribuzioni e pensioni, le piu’ basse tra tutti i Corpi dello Stato”. A dirlo è Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato autonomo Conapo il quale spiega che “Renzi sa benissimo che i vigili del fuoco percepiscono ogni mese 300 euro in meno rispetto ai poliziotti, eppure siamo nello stesso ministero dell’interno e dove anche Alfano continua a fare figli e figliastri nonostante rischiamo tutti la vita per la sicurezza dei cittadini. E la stessa grave ingiustizia avviene per le pensioni. Dopo tante lodi dei politici ci saremmo aspettati la dovuta attenzione nella legge di bilancio, invece nella bozza che circola non c’è un centesimo per risolvere questo problema e azzerare l’ingiustificato divario con gli altri corpi. Serve inoltre un piano urgente e straordinario di assunzioni che azzeri le 2.461 unità mancanti dalle 30 mila previste in campo nazionale per i settori piu operativi di pronto intervento”. “Siamo stanchi di essere presi in giro – conclude Brizzi – attendiamo di leggere il testo ufficiale della legge di bilancio, ma se sarà confermata, come pare, questa disattenzione di Renzi per i problemi specifici dei vigili del fuoco non esiteremo a scendere nuovamente in piazza. Caro Renzi, i pompieri hanno bisogno avere la stessa dignità retributiva e pensionistica degli altri corpi, altro che pacche sulle spalle”. (abbraccio)

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L’amore da Dio benedetto

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 novembre 2010

Lettera al direttore. Rufino da Aquileia (345 – 410) scriveva: “Nel concepimento, nella nascita e nell’allattamento di Gesù venne rispettato ogni processo naturale, ad eccezione dell’atto passionale della procreazione da parte dell’uomo e della lacerazione dell’utero al momento del parto”. San Zeno afferma che il parto era avvenuto senza dolore, che il bambino era nato perfettamente pulito, che Maria aveva partorito senza subire ferita, che  era vergine e che tale restò dopo il parto. Questioni di lana caprina che non mi è mai interessato approfondire più di tanto. Ma ciò che dà fastidio, è questo voler confondere la purezza spirituale con la verginità fisica, volere a tutti i costi legare indissolubilmente la prima alla seconda. Concetto poi che vale molto più per le donne che per gli uomini. La Chiesa, infatti, ha sempre elogiato moltissimo la verginità della donna, e assai poco quella dell’uomo. I preti abbracciano il celibato (la Chiesa fa male ad imporglielo) ma non fanno voto di castità; le suore fanno voto di castità. L’amore da Dio benedetto (“Quindi Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi»” – Gn 1,28), renderebbe meno puri, soprattutto le donne. La ragione della  nascita di Gesù da una vergine, non può essere individuata nel fatto che una donna vergine sia pià pura di una donna non vergine. (Miriam Della Croce)

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L’Italia e l’abbraccio coloniale

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

La prima nel considerare l’occasione perduta dall’Italia di “trarsi fuori” dall’abbraccio coloniale che ha visto nel XIX secolo, e nel prosieguo, in prima fila gli europei nei confronti dei paesi terzi e, per quanto ci riguarda in particolare, il mondo arabo. La seconda ho cercato di capire il “travaglio” che le stesse comunità hanno subito prima con il vulnus coloniale e poi quello altrettanto grave dell’insediamento al potere di uomini corrotti e avidi e facilmente ricattabili e che  hanno rappresentato, per una certa mentalità “occidentale”, la versione corretta e riveduta del “colonialismo”. Non a caso, infatti la risposta libica con la rivoluzione ghedaffiana di oltre 40 anni fa ha saputo cogliere efficacemente tali vergognose e arroganti ingerenze.. Il primo passo è stato quello di abbattere  un tiranno e il secondo di far capire all’occidente che non si trattava della stessa logica passata di “un’alternanza di corrotti”. Una rivoluzione, quindi, “atipica” per l’occidente che non fu capita e quando fu compresa si cercò di contrastarla costringendo il leader libico a cercare rapporti più di sostegno alla sua causa. Tutto questo allontanò l’occidente dalla politica di buon vicinato e di amicizia con il mondo arabo poiché non si trattò del solo caso libico ma dovremmo mettere in conto la Tunisia e l’Algeria ma anche il Libano e altri. Non vi è dubbio che la prima contraddizione l’abbiamo in casa nostra. L’occidente con la sua cultura fondata su valori di giustizia, di libertà e di uguaglianza è stato un modello di ambiguità nel predicare bene in casa e nel razzolare male altrove. Questo non è stato solo percepito a livello di conoscenza popolare ma continua a creare sospetti e timori nella leadership araba sul come si possa dialogare coerentemente con chi è capace con tanta facilità d’essere una lingua biforcuta.

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Scherzi della fede?

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2009

Lettera al direttore. “Ed ecco una donna, che da dodici anni soffriva perdite di sangue, si avvicinò e da dietro gli toccò il lembo del mantello. Si era detta fra sé: «Se riuscirò almeno a toccare il suo mantello, sarò guarita». Gesù si voltò, la guardò e disse: «Coraggio figliola: la tua fede ti ha salvata». Da quel momento la donna fu guarita (Mt 9, 20 – 22).  L’episodio della donna psicolabile che ha fatto cadere il Papa, la notte di Natale, ha fatto subito pensare ad un’aggressione, ma non può essere invece che essa, vedendo nel Papa il Cristo in terra, abbia voluto imitare l’emorroissa del Vangelo, sperando di guarire dai suoi malanni? Si sarà detta fra sé: «Se riuscirò ad abbracciarlo, sarò guarita». Susanna Maiolo, che soffre di seri problemi psichiatrici, ha detto ai medici:«Non volevo fa male al Pontefice». La fede però l’avrebbe tradita. La donna, infatti, non solo ha provocato la caduta del Papa nonché quella di un vecchio cardinale, ma è stata arrestata e non è guarita all’istante, come l’emorroissa. (Miriam Della Croce) P.S. Nell’affresco, probabilmente del 1300, che si trova a Jelsi (CB), Gesù, seguito da Pietro, si rivolge all’ammalata dal volto sofferente, trattenuta da due donne.

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La democrazia bloccata

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Editoriale fidest. E’ uno strano destino quello dell’Italia. Siamo passati, dopo l’unità, dalla monarchia sabauda alla repubblica attraversando il ventennio fascista. Questo è stato la prima conseguenza della incapacità dei partiti di governare il paese tanto da provocare una svolta autoritaria. La repubblica con l’avvento della Dc di De Gasperi, erede naturale del partito popolare di Don Sturzo, sembrava aver trovato il suo sbocco naturale, ma non è stato così. Sono mancati i presupposti per una alternanza politica che evitasse, al tempo stesso, l’abbraccio “mortale” con il comunismo di stampo stalinista. Gli sforzi per riequilibrare il dibattito politico sui binari di un rapporto che sapesse offrirci una opposizione affrancata dai sospetti di una deriva autoritaria, non mancarono. Uno di essi fu definito “compromesso storico” ed ebbe come padri ispiratori due leader di sicuro prestigio: Moro e Berlinguer. Non ebbero fortuna e il tentativo abortì in maniera drammatica con il rapimento e l’uccisione di Moro per mano delle Brigate Rosse. Lo scossone venne nel 1989 con la caduta del muro di Berlino e la conseguente dissoluzione dell’Urss. In Italia i politici non diedero a vedere d’essersene accorti. Ci pensò la procura di Milano con le inchieste di mani pulite a provocare quella “spintarella necessaria” per mettere in crisi l’istituto partitico. La Dc fu sciolta, i socialisti persero il loro Leader Bettino Craxi e i comunisti cambiarono nome. Di colpo l’Italia politica si ritrovò senza una guida politica e con una sola alternativa: quella della sinistra. Questo vuoto fu colmato in tutta fretta da un industriale mediatico che va sotto il nome di Silvio Berlusconi che aveva, di certo, molto da perdere con una svolta politica a 360 gradi e con lui molti suoi amici che albergavano nei quartieri alti dell’industria, della finanza e di qualcosa d’altro. Fu così che si compì il primo grande miracolo: il centro di Berlusconi trascinò nell’avventura la destra di Fini da sempre tenuta a “bagnomaria” e accusata di ricordare troppo da vicino la dittatura fascista. Ma alla catena, per essere completa, mancava un più vasto consenso e qui si pensò al recupero di un partito come la Lega molto consolidata sul territorio e, soprattutto, nelle regioni venete e, in parte, in Lombardia. Il primo tentativo fallì, ma nel secondo si ebbe maggiore fortuna. Così mentre si potenziavano le forze che avevano come background il centro e la destra dello schieramento politico italiano, sull’altro versante ci troviamo con un centro-sinistra che ripete pedissequamente gli stessi errori dei loro predecessori degli anni venti. Questo handicap oggi lo rileviamo con una nuova forma di democrazia bloccata. Ce la prendiamo con Berlusconi, ma non è lui il bersaglio. Dovremmo prendercela con le attuali opposizioni che giocano a fare il primo della classe, a litigare e a dividersi e a lasciare i loro stessi elettori nello sconcerto. Così i nostri padri si turarono il naso durante il fascismo, così continuarono a farlo con la Dc e ora siamo noi a farlo con il Pdl del Cavaliere. E nei suoi confronti ci siamo mossi camminando sulle uova. Abbiamo finito con il fare solo una grossa frittata ora con le inchieste giudiziarie e ora con gli scandali, mentre la soluzione era ed è a portata di mano: è politica. Punto e basta. Smettiamola di litigare. Smettiamola di dividerci. Smettiamola di continuare a tenere bloccata la democrazia. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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