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Posts Tagged ‘abilitazione’

Scuola: Corso di abilitazione, per fare domanda arriva la proroga al 15 luglio

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

Slitta di 13 giorni la possibilità di partecipare alla procedura straordinaria per l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole statali e paritarie: nella giornata di ieri, a poche ore dalla scadenza prevista dal bando pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 aprile scorso, nella piattaforma telematica ministeriale sui Concorsi è apparso l’avviso della proroga delle domande dal 3 al 15 luglio 2020. Gli esclusi in modo illegittimo possono ancora presentare ricorso con Anief.Manca solo l’avviso ufficiale del Ministero dell’Istruzione, che arriverà presumibilmente a breve: la scadenza per presentare domanda per svolgere il corso abilitante all’insegnamento è prorogata a metà luglio. Lo si legge nella piattaforma ministeriale dedicata a questo genere di procedure.A tale piattaforma si accede con le credenziali SPID o, in alternativa, con un’utenza valida per l’accesso all’area riservata del Ministero e abilitata a Istanze OnLine. La procedura straordinaria è bandita a livello nazionale e organizzata su base regionale. Si sceglie la regione ai fini dello svolgimento della prova scritta ma l’abilitazione conseguita sarà valida su tutto il territorio nazionale.
Ricordiamo che la procedura è riservata ad insegnanti con tre anni di servizio, purché sia stato svolto a determinate condizioni: a) avere svolto almeno tre annualità di servizio, anche non consecutive, tra l’anno scolastico 2008/09 e il 2019/20. Il servizio svolto su posto di sostegno, anche in assenza di specializzazione, è considerato valido ai fini della partecipazione alla procedura straordinaria per la classe di concorso, fermo restando quanto previsto alla lettera. b) Aver svolto almeno una annualità di servizio, tra quelle di cui alla lettera a), nella specifica classe di concorso per la quale si sceglie di partecipare. Cosa significa servizio specifico. È possibile far valere il servizio dell’anno scolastico 2019/20, purché entro il 30 giugno 2020 si raggiunga il requisito dell’annualità. Il servizio prestato sulla classe di concorso A-29 è ritenuto valido ai fini della partecipazione per la classe di concorso A-30 e il servizio prestato sulla classe di concorso A-66 è ritenuto valido ai fini della partecipazione alla classe di concorso A-41, purché congiunto al possesso del titolo di studio di cui alla lettera. C) Il titolo di studio di accesso idoneo per la classe di concorso scelta.

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Scuola: Abilitazioni all’insegnamento e specializzazioni su sostegno, forte esigenza e troppi paletti

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 Maggio 2020

La scuola italiana si caratterizza per avere un basso numero di docenti precari abilitati nelle discipline comuni e specializzati nell’insegnamento agli alunni disabili. Questo accade perché i concorsi e i corsi abilitanti vengono banditi sempre per un numero sottodimensionato di posti e con dei limiti di accesso oltre ogni logica. Attraverso delle proposte di emendamento al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola, da domani all’esame della VII commissione del Senato, il sindacato Anief chiede adesso di aprire ad una quantità maggiore di docenti aspiranti: non farlo, mantenendo gli attuali vincoli, significa che a breve le scuole rimarranno sguarnite dinanzi all’esigenza di affidare l’enormità di cattedre vacanti e di supplenze annuali ad un numero sempre maggiore di insegnanti non abilitati e non specializzati nella didattica per alunni con disabilità. Marcello Pacifico (Anief): “Chi dice che questa soluzione premia il merito professionale non ha una visione prospettica del sistema formativo: diritto allo studio, continuità didattica e alto livello dell’offerta formativa passano per la formazione e la specializzazione di chi insegna”.La necessità fa virtù, ma evidentemente non nella scuola. In questo comparto, pur in mancanza di un numero sempre più alto di insegnanti titolari, l’amministrazione scolastica continua infatti ad organizzare concorsi e corsi abilitanti aprendoli ad un numero fortemente inferiore rispetto alle necessità reali. Per questi motivi, il giovane sindacato Anief chiede al Senato della Repubblica che siano ammessi in sovrannumero al prossimo corso abilitante tutti gli insegnanti che abbiano prestato più di 24 mesi di servizio nel sistema nazionale di istruzione. Per il sostegno si chiede l’ammissione in soprannumero ai corsi di specializzazione di tutti coloro, anche di ruolo e Ata, che abbiano svolto sempre più di 24 mesi non continuativi, oltre che gli idonei alle precedenti selezioni.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “si tratta di una richiesta sacrosanta, perché deriva da necessità di carattere pratico, poiché si tratta di tamponare una situazione che da troppi anni si conferma con vuoti di cattedre e ricorso sistematico ai supplenti, creando sempre più problemi alle scuole e alla continuità didattica. Ma va attuata anche in considerazione dell’attuale sospensione di tutte le procedure concorsuali, per via del pericolo di contagio del Coronavirus. Oltre che della necessità di consentire l’accesso ai ruoli al personale docente che da anni presta servizio a tempo determinato. Considerando i lenti tempi di uscita dal tunnel sociale del Covid-19 riteniamo che tutti i corsi abilitanti e specializzanti potranno svolgersi in modalità telematica”.

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Scuola: Procedura straordinaria per conseguire l’abilitazione per la scuola secondaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2020

Rebus sul numero degli aspiranti che potrebbe superare il mezzo milione di unità, visti i numeri dichiarati dal ministro Azzolina alla rivista Orizzonte Scuola sulla consistenza degli iscritti nelle graduatorie di istituto di seconda interessati a conseguire un’ulteriore abilitazione, della terza fascia non abilitati e di quelli ad ogni modo lì non ancora inseriti con tre anni di servizio negli ultimi dieci anni e degli insegnanti di ruolo interessati ai passaggi ruolo. Senza parlare delle migliaia di esclusi che non potranno partecipare e di quelli che non conseguiranno i 42 punti necessari per superare la procedura. Per loro, il sindacato Anief è già pronto a raccogliere le pre-adesioni ai ricorsi.Saranno 60 i quesiti a risposta multipla da rispondere in 60 minuti, un terzo su competenze didattico/metodologiche e gli altri su competenze disciplinari relativi alla classe di concorso. La tassa sarà di 15 euro.Per accedere, bisogna avere tre annualità di servizio negli ultimi dieci anni nel sistema nazionale di istruzione (inclusi paritaria e iefp), anche su sostegno ma di cui uno specifico, ad eccezione degli insegnanti di ruolo cui è consentito l’accesso senza servizio specifico.Si potrà presentare domanda per una sola classe di concorso e una solta regione, ma chi partecipa alla procedura straordinaria di immissione in ruolo dove i quesiti sono 80 e la soglia di sbarramento è di 56 punti su 80 (rispetto alla presente che è di 42/60) potrà partecipare a entrambe ed essere ammesso, se non vincitore di uno dei 24 mila posti, negli elenchi finali non graduati recanti il possesso dell’abilitazione e compilati dall’ufficio scolastico regionale.Escluse le classi di concorso ad esaurimento quali A-29, A-66, B-01, B-29, B-30, B-31, B-32, B-33.Per gli ITP valgono le classi di concorso di cui al D.P.R. n. 19 del 14 febbraio 2016 come modificato dal D.M. n. 259 del 9 maggio 2017, e nello specifico allegato E per i posti dei licei musicali e coreutici e alle note 1-4 della relativa Tabella.

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La legge di bilancio cambia le abilitazioni all’insegnamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Con la manovra, si supera il decreto legislativo 59/2017 applicativo della riforma Renzi-Giannini: già come il 2019 il concorso a cattedra diventerà abilitante, così il docente di ruolo potrà utilizzare il titolo o per una nuova immissione in ruolo o per richiedere la mobilità professionale, quindi per il passaggio di ruolo o di cattedra. Il giovane sindacato ritiene che i corsi abilitanti debbano essere sicuramente attivati. E anche che ciò debba avvenire non solo per il personale docente di ruolo, ma pure per quello precario. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), alla luce delle diverse decine di migliaia di posti vacanti in organico di diritto e della prossima riforma del reclutamento, diventa sempre più importante introdurre nel breve periodo una fase straordinaria di mobilità, con l’obiettivo di tutelare in primis i docenti ingabbiati dalla Buona Scuola e traditi subito dopo dall’algoritmo ‘impazzito’, ma anche avviare dei corsi abilitanti per il personale docente già assunto. Inoltre, questi corsi dovrebbero essere rivolti anche ai colleghi precari: in questo modo, si potrà favorire una sorta di passaggio di ruolo per tutti i supplenti che detengono i titoli utili al cambio di disciplina d’insegnamento.

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Cina e difesa legale minoranze

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2010

Il Ministero della giustizia cinese ha tolto l’abilitazione alla professione ad almeno sei avvocati di Pechino che si erano dichiarati disponibili a difendere esponenti tibetani, uiguri o seguaci di Falun Gong attualmente in carcere. In seguito all’annuale rinnovo dell’abilitazione alla professione, a luglio 2010 le autorità cinesi hanno negato il rinnovo a un numero finora imprecisato di avvocati impegnati in cause riguardanti i diritti umani negando in tal modo l’assistenza legale a Tibetani, Uiguri e seguaci del Falun Gong. Tra gli avvocati colpiti dal provvedimento c’è l’avvocato Jiang Tianyong del rinomato studio “Globe Law” di Pechino. Questa è la seconda volta che l’avvocato si vede negare il rinnovo dell’abilitazione ma nonostante le intimidazioni subite in passato, Jian Tianyong aveva assunto la difesa di manifestanti tibetani e seguaci di Falun Gong incarcerati. Durante un’udienza del Congresso statunitense Jiang Tianyong aveva inoltre criticato pubblicamente la situazione giuridica nella Repubblica Popolare cinese. Altri avvocati colipti dal mancato rinnovo sono Wen Haibo dello studio “Shunhe Law Firm”, Yang Huiwen di “Anhui Law Firm”, Zhang Lihui dello stuio “G&G” e gli avvocati Li Jinsong e Tong Chaoping. Durante le udienze per il rinnovo dell’abilitazione gli avvocati Li Heping, Li Jinglin e Li Xiongbing sono stati pesantemente intimiditi, messi sotto pressione e invitati a “non accettare casi politicamente sensibili né a rilasciare interviste a giornalisti”. Ogni anno a maggio gli avvocati cinesi devono rendere conto del lavoro da loro svolto durante l’anno trascorso. Le loro relazioni vengono controllate dalle associazioni di avvocati nominate dallo stato e dal Ministero della giustizia cinese. Dal 2008 ad oggi il Ministero della giustizia ha emesso tre diverse disposizioni per il controllo dell’affidabilità politica degli avvocati che di fatto rendono impossibile un’assistenza legale seria per gli imputati.

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Riforma dei mediatori creditizi

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 Maggio 2009

L’Assemblea della Camera dei Deputati ha votato favorevolmente l’art. 30 (riforma dei mediatori creditizi) inserito nella Legge Comunitaria 2008.  E’ un passo importante, che segue la votazione positiva del Senato, verso la delega al Governo per tramutare il tutto in legge dello Stato. Ora l’intero disegno di Legge Comunitaria tornerà in Senato per l’ultima lettura, la terza e definitiva.  Assocred conferma di condividere la proposta di riforma così come è stata votata, pur rimarcando la mancanza di alcuni aspetti come il titolo individuale del mediatore (persona fisica) ottenibile mediante un serio esame di abilitazione.

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Anestesia locale: esercizio abusivo?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

L’iscrizione all’albo dei medici abilita il medico chirurgo allo svolgimento non solo delle attività professionali sanitarie principali, ma anche a quelle ausiliarie, per le quali non è richiesto dalla legge il possesso di un apposito diploma o specializzazione. È escluso il reato di esercizio abusivo della professione nel caso in cui il medico proceda alla somministrazione di anestesia locale per la realizzazione di interventi di chirurgia plastica a livello ambulatoriale in assenza della specializzazione in anestesia. La rapida evoluzione delle tecniche chirurgiche e anestesiologiche registrati negli ultimi decenni ha comportato lo spostamento di alcuni settori dell’operatività chirurgica al di fuori degli ospedali pubblici e consentito la distinzione tra quegli interventi, che per la loro natura e complessità interventi di anestesia generale (narcosi) – non possono non essere effettuati se non in regime ospedaliero, e interventi chirurgici o procedure diagnostiche a bassa complessità o invasività o seminvasive, praticabili, senza ricovero, in studi medici, ambulatori privati in anestesia locale o in sedo-analgesia. (Avv. Ennio Grassini – http://www.dirittosanitario.net)

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