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Posts Tagged ‘abitudini’

Abitudini degli italiani alla guida con i baby passeggeri

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 settembre 2018

Dopo la nascita di un figlio, oltre la metà dei genitori ammette di aver modificato il proprio stile di guida, passando da spericolati (33%) o rilassati (30%) quando sono da soli, ad attenti e prudenti (60%) quando trasportano i loro bambini. Con i figli a bordo cercano, infatti, di evitare distrazioni (41%), di correre (36%) e di rispettare il codice stradale (27%). Ma nonostante questo, le mamme e i papà automobilisti non vedono come “minacce” prioritarie l’uso del cellulare – solo il 20% dichiara di aver smesso di utilizzarlo -, bere alcolici (18%), e ancora meno litigare con altri conducenti (16%) o ascoltare musica ad alto volume (11%), probabilmente perché queste “cattive abitudini” non facevano già parte del loro dna di automobilisti. Ma quando si guida con il piccolo accanto, ci si fida del proprio partner? La risposta è assolutamente sì per l’85% dei neo genitori, indipendentemente che alla guida ci sia un uomo o una donna, sfatando così il luogo comune che vede il gentil sesso maggiormente discriminato.È quanto emerge dalla ricerca di AutoScout24 (www.autoscout24.it), il portale di annunci auto e moto, leader in Europa, che ha analizzato le abitudini degli italiani alla guida con i baby passeggeri a bordo (sotto i 12 anni) e come cambia il rapporto con l’auto per un genitore dopo la nascita del primo figlio.Ma l’auto per tanti non è solo un mezzo di trasporto. Un neo genitore trascorre in totale 14 giorni interi all’anno cercando di far addormentare il proprio bambino e ognuno ha una sua “tecnica”: c’è chi lo culla, chi legge una storia o fa ascoltare musica rilassante, e chi, come il 60% dei genitori, a sorpresa indica proprio il movimento dell’auto come effetto calmante per i piccoli più irrequieti.La ricerca ha analizzato anche il rapporto genitore-figlio e il tempo trascorso in auto insieme: ben il 65% usa le quattro ruote per portare i piccoli all’asilo o a scuola, e sono prevalentemente i papà ad accompagnarli (54% contro il 16% delle mamme e il 6% dei nonni). E in tutti gli spostamenti non può mancare una musica di sottofondo, vincendo su tutte le compilation di canzoni italiane (23%) e pop (20%).
E sul fronte della tipologia di auto? L’arrivo di un figlio è un evento tale, che quasi il 40% ha dovuto sostituire o comprare una nuova auto per le esigenze del nucleo allargato, passando nella maggior parte dei casi (66%) alla Station Wagon o al Suv, entrambi considerati modelli per “famiglie”. Se inoltre si guarda alle caratteristiche indicate per l’auto ideale per un genitore, questa dovrebbe avere in primis un bagagliaio capiente (35%) e interni spaziosi (25%), e solo in un secondo momento si fa attenzione ai sistemi di sicurezza innovativi (21%).

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Usi e abitudini di uno spettatore visti da un cronista

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 luglio 2018

Andare a teatro o al cinema, stare comodamente seduti nel salotto di casa davanti al monitor del televisore o del computer mentre seguiamo uno spettacolo d’evasione o navighiamo tra i siti credo sia diventato un rituale al quale pochi si sottraggono ora per motivi di lavoro o per altre ragioni. A me è toccato il compito di raccogliere i comunicati stampa che preannunciano un evento teatrale, una serata musicale, una sfilata di moda e a volte con invito. E’ raro che vi partecipi ma mi lusinga l’idea che potrei andarci per poter avere l’opportunità di verificare personalmente la professionalità degli attori e la solidità della trama. Devo, invece, fidarmi, di ciò che altri hanno visto e giudicato. Quando mi decido a fare il passo importante e a prendere posto nella sala, ora spaziosa ora di modeste dimensioni, di un teatro cerco subito di mettermi dalla parte dello spettatore curioso e non del critico severo.
Alle prime, a volte, noto un applauso di troppo, e penso alla claque che è utilizzata dai fan per irrobustire una trama un po’ debole e una comicità che al più riesce solo a strappare un sorrisetto. Per questo motivo cerco di andare alla seconda o terza rappresentazione e già se trovo la sala gremita o semi vuota penso che il “passa parola” abbia sortito il suo effetto tra un pubblico abituato a frequentare i teatri e non sempre si fida degli articoli che appaiono all’indomani della prima. Ora nel passare la mano a questa mia raccolta di ciò che mi hanno comunicato, e gli autori non sono sempre dei giornalisti tra gli addetti alla stesura di un “pezzo”, ma sono per lo più dei dipendenti o degli incaricati all’informazione mediatica e, quindi, sono portati a dare del lavoro teatrale o dello spettacolo in genere una misura elogiativa sopra le righe, devo, a onor del vero, spezzare una lancia in favore di questa categoria e precisare che tra loro ho avuto modo d’apprezzare l’obiettività di giudizio anche attraverso la loro moderazione nell’uso degli aggettivi elogiativi. Vi ho intravisto, forse esagerando nel giudizio, un certo linguaggio criptato dove si vuole far intendere con un diverso uso o privazione di aggettivi la vera natura della trama e l’abilità dei suoi interpreti.
Resta tuttavia la considerazione che un racconto presentato dagli attori non ha solo bisogno, per essere gradevole, di una buona recitazione e di una trama avvincente ma anche di una regia attenta, di una scenografia adatta, di costumi appropriati e persino di luci confacenti alle varie circostanze che i vari passaggi recitativi e scenici richiedono.
Il tutto forma un insieme che va considerato nel momento in cui si alza il sipario e ci troviamo immersi in un mondo fatto a volte di fantasia e altre che ricalcano la realtà di tutti i giorni forse enfatizzata, forse caricata di paradossi, ma pur sempre rappresentativa del nostro modo di vivere e di agire in particolari circostanze e necessità. Così dovremmo sempre e comunque guardare i movimenti e le parole degli attori e non distrarci con i nostri pensieri perché quelli che contano in tale preciso momento stanno navigando nel proscenio. (Riccardo Alfonso)

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Gemellaggio Milano-Shangai per le cause dell’ipertensione

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2013

Per gestire al meglio il rischio cardiovascolare e ipertensivo del numero crescente di persone di origine cinese che vivono in Italia, occorre comprendere l’impatto esercitato dai fattori ambientali, sociali e genetici sul rischio cardiovascolare. Proprio al fine di studiare questo problema, presso il Policlinico di Milano è stato inaugurato un ambulatorio cardiologico bilingue italo-cinese, presentato in occasione della nona giornata mondiale contro l’ipertensione del 17 maggio scorso. Contestualmente è stato avviato uno studio – il primo di questo tipo – che si svolgerà in parallelo tra Milano e Shangai, sottoponendo pazienti cinesi, in Italia e in Cina, ai medesimi esami clinici e strumentali e alle stesse valutazioni su stile di vita (compreso il fumo) e abitudini alimentari (rispetto alle diete tipiche occidentali, quelle tradizionali cinesi sono ricche di riso, pesce, pollame e verdure e includono un minor numero di prodotti alimentari trasformati come latticini, carni rosse e cibi ad alto contenuto di zuccheri o di grassi saturi). Sarà così possibile attribuire, nello sviluppo delle malattie cardiovascolari, il giusto peso ai fattori genetici e a quelli acquisiti. L’Istituto Auxologico di Milano partecipa al progetto rivolto alla comunità cinese di Milano (circa 20mila persone) con un’ulteriore iniziativa: infatti è in fase di organizzazione una raccolta dati in collaborazione con quella condotta al Policlinico, con l’ampliamento ad altri parame tri come il monitoraggio della pressione arteriosa nelle 24 ore. «Tutto ciò» commenta Gianfranco Parati, primario di Cardiologia dell’Auxologico di Milano e docente di Medicina cardiovascolare dell’università di Milano Bicocca «in collaborazione anche con le facoltà di medicina delle università cinesi, nell’ambito più generale del lavoro svolto con il Working group Esh (European society of hypertension) sui “Low resource settings” che si occupa in particolare dello studio del rischio cardiovascolare in paesi in via di sviluppo, in rapporto alle modificazioni che si verificano quando membri di queste popolazioni si spostano in paesi, solitamente occidentali, con stili di vita completamente diversi». (Fonte edra)

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Quagliariello un parassita?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2011

“Quagliariello fa parte della classe politica meridionale parassita e offende la cultura di Governo della Lega. Quagliariello (Gaetano Quagliariello, abruzzese, senatore del Pdl, ndr) fa parte della classe politica trasversale meridionale che è fortemente parassita: quando si tratta di tutelare i loro usi e costumi e le loro cattive abitudini clientelari e parassitarie sono tutti uniti.” Così ha dichiarato Borghezio durante la trasmissione la Zanzara in onda su Radio 24 dopo le dichiarazioni degli scorsi giorni sulla classe politica dell’Abruzzo (“Questa parte del Paese non cambia mai, l’Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud” dichiarazione di Borghezio, ndr) e prosegue: “La classe politica meridionale è fortemente parassitaria: sono espressione di quella piccola borghesia fancazzista che ha trovato nell’impiego pubblico e nelle cariche politiche, la grande occasione per non fare un tubo dalla mattina alla sera e vivere alle spalle del Nord.” Sul popolo delle carriole, il leghista risponde: “Il popolo delle carriole è un popolo di persone non avvedute e che sostiene quella classe politica che ha spolpato il Paese. E’ un popolo di persone che nel Veneto avrebbero preso a pernacchie. La colpa di questa situazione è in primis della classe politica dell’Abruzzo e poi anche del popolo delle carriole. In Veneto e in Piemonte prima si rimboccano le maniche e poi chiedono i soldi”

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Calo dei consumi

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2010

“I dati diffusi dall’ISTAT confermano la gravità del calo dei consumi che a questo punto nessuno può più definire congiunturale, ma che ha evidenti cause strutturali“. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC). “La diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie di ben 2,6 punti percentuali tra il 2008 ed il 2009 -prosegue Dona – non poteva che riflettersi in una flessione dei consumi che nello stesso periodo sono calati dell’1,9%“. “A preoccupare di più è ancora una volta il dato relativo ai beni alimentari: le vendite sono scese addirittura del 3,3% rispetto al 2008. Come avevamo già segnalato -ricorda il Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori- il cambiamento delle abitudini alimentari dei consumatori è allarmante. Anche a fronte di un potere d’acquisto ridotto, la lista della spesa è infatti l’ultima voce del bilancio familiare che in genere viene intaccata“. “Di fronte a tale scenario, chiediamo un intervento immediato del Governo. I consumatori -conclude Dona- sono il volano dell’economia e, quindi, della ripresa. Senza misure a sostegno della domanda e della concorrenza non può esserci una vera ripresa economica“.

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Tumore dello stomaco

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

Gli italiani consumano troppi insaccati e carne rossa alla brace: il 9% ne mangia tutti i giorni e il 56% 3 o 4 volte alla settimana. Solo il 10% assume frutta e verdura correttamente. L’obesità rappresenta anche per la popolazione italiana una “nuova patologia” di crescente incidenza. Nonostante queste cattive abitudini, il 70% non pensa di essere a rischio e solo il 42% individua nell’alimentazione scorretta e nella mancanza di attività fisica potenziali fattori nocivi. Anzi, la metà è convinta che l’inquinamento sia un fattore di rischio più importante della dieta. È quanto emerge dal primo sondaggio realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) con il sostegno di Roche su più di 600 persone intervistate nel dicembre scorso al di fuori dei centri commerciali di Roma e Milano, “con l’obiettivo –  spiega il prof. Carmine Pinto, Coordinatore del Progetto AIOM e Responsabile dei Trattamenti Integrati dei Tumori del Tratto Gastro-Enterico dell’Oncologia Medica del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna – di sondare il livello di consapevolezza dei cittadini su una patologia particolarmente aggressiva che colpisce ogni anno circa 13.000 persone e che rappresenta il quarto big killer nel nostro Paese, anche se con importanti differenze di incidenza tra le diverse aree geografiche”. I risultati sono stati presentati oggi nel capoluogo lombardo alla vigilia di un convegno nazionale dedicato a questa neoplasia. “Il 79% degli intervistati ritiene che il cancro gastrico non sia guaribile – afferma il prof. Francesco Di Costanzo, direttore dell’Oncologia Medica del Policlinico Careggi di Firenze – Si stanno però registrando importanti progressi nel trattamento del tumore dello stomaco in stadio avanzato. Sono oggi disponibili farmaci mirati su bersagli cellulari come il trastuzumab, che ha dimostrato,  in combinazione con la chemioterapia tradizionale, di allungare la sopravvivenza nei pazienti HER2 positivi (sigla che indica la proteina prodotta da un gene specifico),  che rappresentano circa  il 20% di tutti i casi di questa neoplasia. Questo anticorpo monoclonale ha ottenuto nei giorni scorsi dall’Agenzia europea del farmaco (EMEA) l’approvazione, in combinazione con la chemioterapia,  proprio per il trattamento del tumore gastrico in stadio avanzato HER2 positivo sulla base dei risultati dello studio internazionale ToGA”. Già ampiamente utilizzato nel tumore della mammella, il trastuzumab è in attesa di registrazione in Italia per questa nuova indicazione. “Il trastuzumab – sottolinea il prof. Pinto – potrebbe rappresentare solo il primo dei farmaci ‘intelligenti’ che entra nell’armamentario dell’oncologo medico per il trattamento del cancro gastrico, considerando anche che i casi HER2 positivi rappresentano meno di un quarto dei tumori dello stomaco. Altri farmaci biologici sono oggi in corso di valutazione in importanti studi”. “Per identificare i pazienti che possono beneficiare di specifici trattamenti sistemici – commenta il prof. Giuseppe Viale, ordinario di Anatomia Patologica all’Università di Milano e Direttore della Divisione di Anatomia Patologica dell’IEO di Milano – è essenziale definire correttamente le caratteristiche biologiche delle cellule neoplastiche e determinare con la maggiore accuratezza possibile la positività per HER2. Ciò che l’anatomo patologo scrive nel referto diventa infatti uno dei pilastri fondamentali delle successive scelte terapeutiche”.

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Estate: è crisi per i rapporti di coppia

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2009

(acorep.com) Secondo i dati elaborati dall’«Accademia Internazionale “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche» (www.accademianalogica.com) uomini e donne hanno preferenze e abitudini diverse che possono influire sulla serenità delle vacanze estive. Il 65% delle donne ama stare sotto il sole almeno 5 ore al giorno, mentre la metà degli uomini (43%) resistono meno di 3 ore e l’altra metà (53%) non più di 5 ore. E se l’uomo a prendere il sole si annoia (53%), solo 4% delle donne considera la spiaggia una perdita di tempo. Per lei prendere il sole è soprattutto una cura di bellezza (58%) e un modo per rilassarsi (38%). «Le abitudini diverse di lui e di lei influiscono sulla percezione della vacanza, durante la quale l’esigenza principale —sia per l’uomo che per la donna— è quella di riposare dai ritmi frenetici della quotidianità ed è difficile farlo se non si riesce a comprendere il punto di vista dell’altro» spiega Stefano Benemeglio, presidente dell’«Accademia Internazionale delle Discipline Analogiche» (www.accademianalogica.com), ONLUS che si propone di contribuire allo sviluppo del potenziale umano del singolo individuo e al recupero della qualità della vita.

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