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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘aborto’

Aborto. Peccato 3.0. Ma la legge e’ un’altra cosa. Opinioni e diritti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2016

vaticanoE’ notizia importante per il mondo religioso cattolico romano: chi ha praticato o aiutato ad abortire, potra’ ricevere sempre l’assoluzione, lo ha detto e spiegato il papa Francesco. Qualche tempo fa fu detto altrettanto per i divorziati. Comunque, in generale, c’e’ un filo conduttore logico: quello del pentimento che tutto lava. E’ uno degli elementi distintivi di questa religione. Come lo e’ la condanna della pratica dell’aborto. Che i religiosi cattolici ne facciano tesoro: la loro Chiesa affronta il peccato col sistema operativo 3.0, in grado di rispondere ai bisogni del 2016 mantenendo aggiornato ed alto, con altrettanta evangelizzazione 3.0, il vessillo vaticano.
Ma la legge e’ un’altra cosa: deve tutelare tutti. Grazie ad alcuni “matti” che nella seconda meta’ del secolo scorso si impegnarono per spiegare al Paese che la trasposizione religione/legge faceva solo male a tutti (il reato di aborto era tale perche’ contro la stirpe), e il Paese diede loro ragione, oggi aborto non e’ piu’ sinonimo di clandestinita’, orrore, ipocrisia e malaffare. In teoria, pero’. Perche’:
– da una parte proliferano coloro che si rivolgono alle singole donne non solo per convincerle che non e’ giusto abortire (sacralita’ della vita, etc.), ma che pretendono anche che i dettami della loro religione divengano (o tornino) legge;
– dall’altra parte abbiamo un servizio pubblico sanitario largamente incapace di far fronte ad una domanda di interruzione della gravidanza, provocando il turismo abortivo da un ospedale -o da una regione- all’altro. Fino ad essere responsabile della proliferazione di interventi clandestini (non e’ una novita’ -non solo per l’aborto- che quando c’e’ un’alta domanda di un servizio o di un prodotto e questo e’ difficilmente reperibile sul mercato, la criminalita’ si insinua, offre e prolifera): non esclusi alcuni medici che di giorno obiettano in coscienza per non praticare interventi, e di notte lo fanno nella clandestinita’… anche questa e’ una forma di criminalita’.
E oltre al peccato 3.0 della Chiesa di Bergoglio, per far capire che siamo tutti (pro e anti aborto) nel 2016, occorrerebbe che ci sia anche un servizio sanitario 3.0. Cioe’ che questo servizio sanitario sia garantito come, per esempio, quello dell’asportazione dell’appendicite. Altrimenti, se i contribuenti si arrabbiano hanno ragione. E che questo servizio 3.0 ci sia, e’ interesse di tutti, abortisti o meno: mettere le donne in condizione di decidere con serenita’ se praticare un’interruzione di gravidanza, potendo sentire con altrettanta serentia’ tutte le campane, e’ un alto livello di comunicazione e servizio civile. L’aborto e’ una cosa importante, come la gravidanza. Entrambi non sono un capriccio, ma una delle basi della nostra comunita’ umana. Poter affrontare con serenita’ entrambe queste scelte, e’ alla base del nostro equilibrio interiore e demografico: la consapevolezza della propria esistenza e del proprio partecipare all’esistenza del Pianeta, se vogliamo che sia esercitata a ragion veduta, necessita di conoscere per giudicare, dell’esser liberi per scegliere; e la liberta’ nasce dalla liberazione del bisogno, della contingenza e della forzatura.
Mi aspetto che i cattolici del peccato 3.0 siano in prima fila anche per una sanita’ 3.0, in una societa’ civile 3.0 dove la propria fede sia legge per se stessi ma non per tutti. Lo chiedo ai legislatori, ai governanti ed ai religiosi cattolici romani. Sono forse un illuso, magari perche’ a questo appello alla serenita’ ci aggiungo anche quello ad una informazione sessuale fin dalle prime scuole, si’ che la prevenzione non sia un optional? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Papa Francesco e l’aborto in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2016

papa_woirLe parole di Papa Francesco sull’aborto, che ritiene comunque un grave peccato, sono molto significative, ma non devono far dimenticare che nel nostro paese la legge e i diritti delle donne e dei medici sono costantemente calpestati a causa dell’obiezione di coscienza dilagante.
L’Italia detiene il record in Europa con il 70 per cento di ginecologi obiettori che in alcune regioni, specialmente nel meridione, superano il 90 per cento. Numeri, in vertiginoso aumento da anni, che compromettono gravemente l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza, violando la legge 194 secondo cui il servizio deve essere garantito in ogni caso. Una situazione non da stato di diritto ma da stato etico, che si ripercuote sulla salute delle donne e anche sui pochi medici non obiettori che in alcune regioni, come il Molise, arrivano a fare anche 4,7 interruzioni volontarie di gravidanza a settimana.
Sono circa otto mesi che attendiamo che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin presenti la relazione annuale sull’attuazione della legge 194 al Parlamento, relazione che speriamo questa volta non sia la solita riproduzione di dati che conosciamo che non tengono conto del fatto che se diminuiscono i dati sull’aborto e aumenta il numero dei medici obiettori un problema evidente c’è e non può essere ignorato.
La legge 194/78 ha avuto il merito di cancellare gli aborti clandestini nel nostro Paese, ma l’impossibilità di procedere all’interruzione volontaria di gravidanza in piena sicurezza nelle strutture autorizzate a causa della massiccia presenza di medici obiettori ci riporta indietro nel tempo in materia di tutele e diritti. Chiediamo alla ministra di impegnarsi a riportare legalità in tutte le regioni, a tutela delle donne e dei medici nel rispetto delle leggi italiane e delle decisioni in materia anche delle giurisdizioni internazionali che condannano l’Italia. Le soluzioni ci sono, l’Associazione Luca Coscioni con l’AIED, ad esempio, ha proposto di regolamentare l’obiezione di coscienza, istituire un albo pubblico dei medici obiettori, bandire concorsi pubblici con pari quota tra medici obiettori e non obiettori e utilizzare medici “a gettone” per sopperire con urgenza alle carenze di non obiettori.
Garantire la piena applicazione della legge 194, senza ledere il diritto delle donne che decidono d’interrompere la gravidanza e quello dei medici che decidono di obiettare non è difficile: basta volerlo fare.
E se, da parte sua, Papa Bergoglio ha scelto di dare sull’aborto una svolta all’insegna della misericordia, il ministro della Salute di certo non può sottrarsi al dovere di sanare questa grave violazione di diritto e dei diritti. (fonte: Radicali italiani e associazione luca Coscioni)

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Gravidanza e integrazione iodica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2015

Garofalo“La maggior parte del nostro Paese è a carenza iodica e sono circa 6 milioni, più del 10%, gli italiani affetti da gozzo che rappresenta la manifestazione più visibile di questa carenza, introduce Piernicola Garofalo, Presidente Associazione Medici Endocrinologi (AME) Onlus. La carenza di questo microelemento è responsabile di disordini di impatto notevole, talora drammatici, dal punto di vista socio-sanitario: oltre al gozzo, l’ipotiroidismo congenito, un aumentato rischio di aborto, difficoltà nella procreazione, mortalità perinatale, malformazioni congenite e cretinismo endemico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha indicato la carenza iodica tra le prime dieci emergenze della salute pubblica ma, nonostante i programmi nazionali, siamo ben lontani dagli obiettivi indicati dall’OMS. I risultati fin ora raggiunti, per quanto nella corretta direzione, suggeriscono la necessità di strategie diverse e parallele. Ed è di questo che si parlerà domani a Bari al convegno “I disordini da carenza iodica e le sfide alimentari del terzo millennio” con il contributo di Vincenzo Russo, Membro del Comitato Scientifico delle Università per EXPO Milano 2015. “L’Expo sarà, infatti, l’occasione per discutere non solo dei temi più importanti dell’alimentazione ma anche per introdurre argomenti di cui poco si parla benché fortemente connessi con il benessere e la salute, chirisce Russo”.“I dati rilevati dall’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodioprofilassi in Italia (OSNAMI) afferma Mauro Cignarelli, Osservatorio Regionale Prevenzione Gozzo (Puglia), mostrano che il programma nazionale di iodioprofilassi necessita ancora di un’ampia azione di sensibilizzazione della popolazione: la vendita di sale iodato è salita dal 27% del 2003 al 53,5% del 2011, ma si è ancora ben lontani dal target del 90% indicato dall’OMS. Gli approcci tradizionali, basati esclusivamente sull’intervento legislativo, sembrano non essere efficaci nel garantire il raggiungimento degli obiettivi di controllo dei disordini da carenza iodica. L’impiego di integratori di solo iodio è raccomandato nei casi in cui la carenza sia importante e, ad esempio, in chi deve assumere una ridotta quantità di sale o in caso di particolari patologie, oltre che in gravidanza”.“Per sperimentare un approccio alternativo, spiega Daniela Agrimi, Ambulatorio di Endocrinologia, ASLBR, nel corso del 2013 e del 2014 è stato condotto un progetto pilota, sul territorio della ASL di Brindisi, finalizzato alla prevenzione attiva delle malattie tiroidee: è stato proposto un modello di rete denominato ‘Sportello Diffuso pro-tiroide IODOINFORMA’ basato sulla collaborazione dell’organizzazione di volontariato Gruppo Aiuto Tiroide (GAT) con la Croce Rossa Italiana (CRI) e il Centro Servizi per il Volontariato (CSV) Poiesis di Brindisi ed è stata realizzata con il supporto logistico della rete ospedaliera e distrettuale dell’ASL. Sono state promosse attività individuali come counselling endocrinologico e attività di comunità come laboratori didattici sul tema della prevenzione come stile di vita con l’obiettivo principale di richiamare l’attenzione sull’importanza di utilizzare quotidianamente poco sale ma iodato. I risultati del progetto sono incoraggianti, infatti, chi ha partecipato al progetto ha dichiarato di fare uso di sale iodato nel 77,37% dei casi mentre la media della popolazione non coinvolta nel progetto mostrava un consumo del 44,67%”.“Ma la strategia vincente per combattere le malattie tiroidee da carenza iodica è rappresentato dal settore agroalimentare, spiega Gianluca Nardone, Presidente D.A.Re Puglia (Distretto Tecnologico Agroalimentare). Nel 2011 il consumo di sale iodato destinato all’industria alimentare era infatti meno del 7%, ma oggi si è compreso che aumentando questo dato si potrebbe avere una diminuzione significativa della carenza iodica. Alcuni nostri associati utilizzano già il sale iodato nella preparazione degli alimenti, anche grazie a nuovi processi che permettono di produrre sale iodato il cui contenuto di iodio non viene alterato dalla cottura. Ma la svolta potrebbe essere rappresentata dall’utilizzo di sale iodato per l’allevamento del bestiame. ll segreto per il raggiungimento di una buona iodioprofilassi è la moltiplicazione delle fonti di approvvigionamento”.“Il ruolo dello iodio diventa vitale in particolare nel periodo della gravidanza, chiarisce Roberto Negro, UO Endocrinologia, Presidio Ospedaliero “Vito Fazzi” di Lecce, poiché una normale concentrazione di ormone tiroideo materno, che si può ottenere grazie ad un adeguato apporto di iodio, è necessaria soprattutto nel primo trimestre al fine di assicurare un normale sviluppo del sistema nervoso del feto. In gravidanza la produzione di ormone tiroideo materno è aumentata di circa il 50% per sopperire alla mancanza di tiroide del feto, che la svilupperà solo intorno alla 12^ settimana; questo aumento deve essere sostenuto da un parallelo aumento dell’introito di iodio giornaliero da parte della gestante”. L’esistenza di integratori di solo iodio in dosaggi diversificati è un’evoluzione per andare incontro alle diverse necessità di mamma e bambino. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di attuare una supplementazione iodica con integratori iniziando ben prima della gravidanza.

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I deputati europei chiedono maggior impegno per la parità di genere

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2015

parlamento europeoNella risoluzione non legislativa approvata martedì, il Parlamento chiede che siano migliorate le politiche per raggiungere la parità tra donne e uomini. Nonostante i progressi ottenuti per colmare la disuguaglianza di genere, molto resta ancora da fare per ridurre il divario retributivo, applicare le pari opportunità alle carriere professionali, rimediare alla mancanza di indipendenza economica delle donne, migliorare l’equilibrio lavoro/vita, compresi il congedo di maternità e paternità e proteggere i diritti alla contraccezione e all’aborto.

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Contraccezione e informazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 ottobre 2014

contraccettiviIn occasione del congresso della Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia) sono stati diffusi i dati sulla contraccezione femminile ormonale e, per l’ennesima volta, appaiono molto limitati: solo il 16% delle donne si ritiene ben informato in materia. Siccome il contraltare all’informazione sulla contraccezione e’ spesso l’aborto (legale e clandestino), la questione non e’ di poco conto, sia per la salute della donna che per i costi della sanita’ pubblica… li’ dove medici non-obiettori impediscono che un semplice intervento non si trasformi in un dramma umano e sanitario.
Ma perche’ ci dobbiamo sempre ritrovare con questi numeri percentuali? Certo, l’Italia e’ un Paese dove vige il condizionamento della Chiesa romana cattolica, ma anche questa negli ultimi anni, a parte i discorsi più o meno ufficiali, non ha mai fatto ferro e fuoco contro l’informazione sui contraccettivi, salvo poi, la stessa Chiesa, ritrovarsi a combattere acerrimamente contro il ricorso all’aborto, come se questo non accadesse perché c’è carenza sul piano dell’informazione a monte. Inoltre, non e’ che abbiamo avuto negli ultimi anni ministri dell’Istruzione e Governi particolarmente -in modo ufficiale- bacchettoni in materia; ma, nonostante questo, qualcuno ha mai sentito parlare o legiferare per l’informazione e l’educazione sessuale nelle scuole? Niente di niente. Solo qualche fugace discorso in qualche dotto convegno accademico. Eppure non ci vuole chissà’ quale cultura libertina in materia di sesso per ritenere che certi comportamenti individuali -sul proprio corpo, nella fattispecie- sono frutto di una lenta e continua assunzione di consapevolezza e abitudine. E invece: nulla!! I bambini continuano ad apprendere le “cose del sesso” dal marasma della comunicazione globale, più attenta al lucro che non all’informazione/educazione dei propri utenti; i falsi miti -legati al sesso- di potenza, rispetto e primato continuano ad essere alimentati e restano sempre motivo di conflitti individuali. Non crediamo che una informazione/educazione possa radicalmente cambiare la situazione, ma sicuramente alimenterebbe meno danni, più’ serenità’ e più’ felicita’ che non come avviene oggi. Il problema, quindi, e’ tutto in quello striminzito 16%, a cui c’e’ da aggiungere le altre percentuali che riguardano i maschi. Chiediamo conforto in chi ha poteri legislativi ed esecutivi. Ci sembrava, per finire, che l’attuale ministro della Scuola, almeno ufficialmente, non sia proprio una bacchettona…. o non lo e’ solo a parole? O ci sbagliamo?

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Aborto e calo demografico

Posted by fidest press agency su domenica, 10 novembre 2013

In tema di aborto, il mondo, piu’ o meno, si dilania poiche’ entrano in gioco elementi pratici e di fede. I primi vengono considerati prioritari da diversi individui (anche credenti in una fede religiosa), i secondi vengono considerati prioritari anche di fronte a situazioni “difficili”. A nostro avviso le polemiche dirette fra le due parti non hanno senso, mentre, ovviamente, ogni parte cerca di spiegare ai dubbiosi perche’ la propria posizione sia piu’ importante. Per questo, nei quotidiani interventi di esponenti di varie fedi religiose che, in virtu’ dei dettami delle stesse, si esprimono in modo contrario all’aborto, crediamo sia opportuno e utile che ognuno stia per se: sarebbe ridicolo, per esempio, per qualcuno che mette in dubbio l’Immacolata concezione della religione cattolica romana, mettersi a disquisire con gli evangelizzatori di quest’ultima. Alla fine contano le leggi dello Stato e l’unica confronto duro si puo’ avere solo se una parte o l’altra disattende o boicotta queste leggi. In materia ha senso scontrarsi, per il resto, che ognuno rispetti il diverso da se stesso.Oggi e’ accaduto, a nostro modesto avviso, un fatto increscioso in merito. La Conferenza Episcopale Italiana (Cei), il top della macchina evangelizzatrice della Chiesa romana, per ribadire la sua condanna dell’aborto, ha sostenuto che questa pratica e’ responsabile del calo demografico nel nostro Paese (1). A nostro avviso, parlare di calo demografico in Italia, non e’ vero, perche’ e’ vero proprio il contrario visto che i dati statistici ufficiali ci dicono che la popolazione residente e’ in crescita (2). Per cui, dove sarebbe questo calo demografico? Escludiamo che la Cei abbia preso in considerazione solo i parti da donne nate in Italia, escludendo quindi le sempre piu’ numerose non-native presenti sul nostro territorio; esclusione dovuta alla presa d’atto del loro ampio impegno per l’integrazione di queste persone. Inoltre, il trend di esplosione demografica mondiale e’ uno degli argomenti piu’ d’attualita’ che tutti gli organismi nazionali e internazionali (Onu) prendono in considerazione per analizzare il nostro Paese e il nostro Pianeta, e proporre le relative politiche di contenimento e scoraggiamento. Quindi, di quale calo demografico sta parlando la Cei? Certamente gli aborti danno il loro contributo al contenimento demografico, ma l’enorme proliferazione delle nascite a livello mondiale (soprattutto nei cosiddetti Paesi in via di sviluppo, e il fatto che sono sempre piu’ massicce le migrazioni da questi Paesi verso i cosiddetti Paesi sviluppati) e’ tale che rende insignificanti questi dati, ma solo importanti individuo per individuo, non certo per una demografia che -ripetiamo- e’ tutt’altro che in calo.
E allora, cosa e’ accaduto alla Cei? La prendiamo solo come una caduta di stile, in un contesto mediatico dove spesso conta chi la spara piu’ grossa (magari perche’ ufficialmente autorevole) che non quello che si dice in se’.

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Anniversario referendum aborto

Posted by fidest press agency su sabato, 21 Mag 2011

Roma 22/5/2011, anniversario della promulgazione della legge, l’appuntamento è per le 10,30 in piazza Risorgimento da cui ci si sposterà in piazza San Pietro per il Regina Coeli ed infine verso il Senato dove la legge, 33 anni fa, è stata approvata definitivamente. Qui, in piazza Navona, si ascolteranno brani del magistero del beato Giovanni Paolo II. Si prevede che la manifestazione si concluda entro le ore 14.30. Nei giorni successivi verrà affidato alla politica ed alle istituzioni un appello che mira a superare le divisioni di un tempo «perché» come spiega Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita «siamo convinti che l’unità nazionale si costruisce solo intorno ai valori condivisi ed al rispetto dei diritti che spettano a tutti gli uomini senza alcuna eccezione. Nei giorni in cui si celebrano i 150 anni dell’unità di Italia vale la pena di ricordare che le Nazioni si costruiscono attorno ai diritti dell’uomo, alla giustizia, all’uguaglianza. Insomma: attorno alla vita…»

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Shock settico da aborto con ru48

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2011

“Una ragazza portoghese di sedici anni è morta dopo un aborto con la Ru486, per shock settico da Clostridium Sordellii, infezione finora diagnostica nei decessi da aborto medico solamente negli Stati Uniti. Ne hanno dato notizia studiosi portoghesi durante il 21° European Congress of Clinical Microbiology and Infectious Diseases (ECCMID) che si è tenuto nei giorni scorsi a Milano”. Dalla dichiarazione del Sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, dopo un altro caso di shock settico per uso abortivo con Ru48. “E’ il primo caso europeo – continua Roccella – nel quale è stata accertata la presenza della rara ma letale infezione da Clostridium Sordellii. Le morti per aborto con Ru486 e prostaglandine salgono così a venti, a cui se ne sommano altre 12 per persone che avevano preso la Ru486 per “uso compassionevole”, cioè al di fuori di protocolli stabiliti: in tutto 32 morti accertate dopo l’assunzione di Ru486. Vanno anche ricordate altre due donne morte per aborto farmacologico solo con prostaglandine, cioè solo con il secondo farmaco associato alla pillola abortiva. Un recente studio australiano, pochi giorni fa, ha segnalato che le complicazioni dopo l’aborto medico sono molto più frequenti di quelle a seguito di aborto chirurgico, in base ai risultati di 7000 aborti effettuati con la Ru486 nel sud dell’Australia, confermando i dati già noti della letteratura scientifica. Raccomandiamo ancora una volta agli operatori del settore di seguire le linee guida ministeriali sull’aborto farmacologico, che prevedono che l’intera procedura venga eseguita in regime di ricovero ordinario, per salvaguardare al meglio la salute delle donne. Il Ministero della Salute – dichiara il Sottosegretario Roccella – segnalerà il caso portoghese di morte a seguito di aborto farmacologico all’EMA, l’agenzia di farmaco vigilanza europea, chiedendo un supplemento di indagine e un aggiornamento sulle segnalazioni di decessi e complicanze. Nelle prossime settimane saranno resi noti i dati sugli aborti effettuati con la Ru486 nel nostro paese nel suo primo anno di commercializzazione.” (Silvana Stazzone)

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Appoggio Agenda bioetica del governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 gennaio 2011

«Il Movimento per la vita sarà al fianco di Formigoni, così come sarà al fianco di Cota nel loro impegno a correggere l’applicazione della legge 194» afferma il presidente del Movimento, Carlo Casini,  a seguito della sentenza del Tar di Milano. «La decisione del Tar è irragionevole nella interpretazione dell’ordinamento giuridico vigente, ma rafforza la tesi proposta dal Mpv, da ultimo nella Conferenza nazionale della famiglia, che, cioè, la riforma del sistema di prevenzione dell’aborto è doverosa e possibile, già ora, ma esige un intervento statale, particolarmente per la riforma dei consultori e per le conseguenti modificazioni della legge 194. È apprezzabile che in varie regioni italiane, per esempio nel Lazio, vi siano proposte di correzione della attuale perversa gestione della legge 194, ma questi lodevoli tentativi produrranno effetto modesto se non vi sarà una riforma nazionale.  «Poiché il governo propone “l’agenda bioetica” come progetto che dovrebbe consentire all’Udc di assicurare la fine della legislatura, sarebbe colpevole da parte dell’Udc» conclude Casini «non assumere l’iniziativa di dare contenuto a quella agenda chiedendo la riforma dei consultori e delle parti della legge 194 fino ad ora interpretate in senso abortista e non promettere l’appoggio esterno se la risposta governativa fosse positiva».

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Consultori e volontariato

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2010

Nei giorni scorsi sono stati notificati e annunciati alcuni ricorsi al Tar contro la delibera della Giunta regionale del Piemonte riguardo la collaborazione più stretta tra associazioni di volontariato, ospedali e consultori per tutelare e favorire la maternità. Il Movimento per la vita italiano apprezza la deliberazione e si costituirà dinanzi al Tar per difenderla.  «Pensiamo» commenta il presidente Carlo Casini «che la vicenda piemontese sia l’occasione per costruire finalmente in tutto il Paese una corretta visione del ruolo del consultorio familiare, che non è quello di accompagnare le donne verso l’aborto, ma, al contrario, quello di proteggere il diritto alla vita del figlio concepito aiutando la madre in difficoltà per una gravidanza difficile o imprevista. Per queste ragioni esprimiamo la nostra gratitudine al presidente Cota e all’assessore Ferrero E’ stato citato in giudizio anche il mpv di Torino che da oltre 30 anni insieme ai Centri di aiuto alla vita svolge gratuitamente assistenza alle donne in difficoltà per una gravidanza imprevista. L’attività di volontariato è correntemente svolta con i Consultori e (da oltre 15 anni) anche in ospedale: annualmente vengono assistite oltre 5700 mamme e con il progetto Gemma il Movimento italiano ha assicurato al Piemonte in questi anni contributi per oltre 5,3 milioni di euro. Solo una più stretta collaborazione con le associazioni di volontariato, come i Centri di aiuto alla vita, così come delineato dalla Delibera  può avviare finalmente, dopo 32 anni, l’applicazione della legge 194/78 nella sua prima parte  là ove viene prescritto agli Enti locali l’impegno a tutelare e favorire la maternità.

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Eritrei nel Sinai

Posted by fidest press agency su domenica, 12 dicembre 2010

Rafah (Egitto), 11 dicembre 2010. I trafficanti di Abu Khaled hanno ucciso ancora nel Sinai. Oggi nel pomeriggio due diaconi ortodossi sono stati assassinati dai mercanti di carne umana. Gli assassini li sospettavano di aver chiesto aiuto al mondo civile. Le autorità locali non agiscono e sono complici dei criminali. Gli altri migranti sono stati pestati e torturati. Gli aguzzini non danno più loro acqua e sono costretti a bere la propria urina. Altri migranti, non sappiamo il loro numero, vengono portati in laboratori clandestini per la vendita dei loro reni. Le donne incinte sono state sottoposte ad aborto. Molti giovani sono in fin di vita. L’Agenzia Habeshia, il Gruppo EveryOne e le ong della rete umanitaria chiedono alle Nazioni Unite e all’Unione europea di agire in modo più efficace, per evitare che la serie di orribili crimini contro l’umanità continui. La sola diplomazia e l’indifferenza non salveranno queste persone innocenti dai carnefici del Sinai.

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L’aborto e i suoi retroscena

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2010

Roma 1 dicembre 2010, alle 14.30, presso l’Università Europea (via degli Aldobrandeschi 190), si terrà l’incontro-dibattito “L’aborto e i suoi retroscena. Vita e maternità spezzate”, in occasione della presentazione del libro omonimo a cura di Alessia Affinito e Virginia Lalli, edito da IF Press. Dopo il saluto di Padre Paolo Scarafoni, L.C., Rettore dell’Università Europea di Roma, interverranno: il Prof. Antonio Baldassarre, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, la Dott.ssa Mariannina Amato, psicologa, l’Avv. Virginia Lalli, curatrice del libro, il Prof. Massimo Losito, della Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, il Prof. Mario Palmaro, Filosofo del diritto, docente dell’Università Europea di Roma, e il Dott. Giacomo Rocchi, Magistrato, Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Firenze. Modererà la Dott.ssa Alessia Affinito, curatrice del libro. La questione aborto, dopo la sua legalizzazione in Italia, è considerata chiusa da tempo: rimossa, cancellata. Si tratta invece della prima causa di morte in Europa: un aborto ogni 11 secondi. Nel volume “L’aborto e i suoi retroscena. Vita e maternità spezzate” dieci saggi introdotti da Antonio Baldassarre esaminano l’aborto legale come non viene mai raccontato. Nei suoi controversi aspetti giuridici, nella carica distruttiva che reca con sé, nel rifiuto che è in grado di opporre all’altro. In quali termini si può parlare di una vita prenatale? Quali sono gli effetti della sofferenza post-abortiva? Esiste una relazione tra difesa della vita e democrazia? Il testo offre un approfondimento pluridisciplinare attraverso contributi che affrontano i molteplici aspetti della questione: dalle implicazioni filosofiche e politiche dell’aborto di Stato alle misure di sostegno alla maternità difficile, dalle questioni di carattere giuridico della legislazione abortista ai problemi poco noti della cosiddetta “contraccezione d’emergenza” e dell’eutanasia prenatale. Alessia Affinito è dottoranda di ricerca presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dove si è laureata con lode in Filosofia. Ha conseguito il master in Discipline parlamentari e Politiche pubbliche presso la Luiss Guido Carli e, in precedenza, la laurea in Giornalismo presso l’Università Lumsa di Roma. I suoi interessi di ricerca riguardano la filosofia politica anglosassone, le politiche di promozione della giustizia negli ordinamenti e le problematiche etiche relative ai processi di secolarizzazione, con particolare riferimento al rapporto tra diritto alla vita e democrazia.Virginia Lalli è avvocato, consigliere dell’Associazione “Avvocatura in Missione” e responsabile del settore donne per “Nuove Frontiere” onlus. Collabora con diversi enti umanitari, relatrice e curatrice di convegni sul tema dell’aborto e della L.194/78. Si occupa di attività formative ed educative ai Diritti umani. (rettore)

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Volontariato per la vita

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2010

Si è chiuso a Roma il XXX Convegno dei Centri di aiuto alla vita che aveva come tema “Ascolta il cuore, accogli la vita”. Nella sua relazione conclusiva, il presidente del Movimento per la vita (di cui gli oltre 300 Cav fanno parte) ha tracciato le linee strategiche dell’attività del volontariato per la vita nei prossimi mesi. «La prima urgenza con la quale abbiamo a che fare» ha detto Casini «è quella dell’obiezione di coscienza all’aborto. Dobbiamo organizzare un pool di giuristi capaci di garantire assistenza agli operatori sanitari che sempre più numerosi vengono trascinati in tribunale o vedono minacciato il posto di lavoro per la loro scelta e, al tempo stesso presentare una proposta di legge che sull’onda del recente pronunciamento del Consiglio d’Europa, chiarisca la liceità dell’obiezione per tutte le figure sanitarie, compresa quella dei farmacisti, che è già presente nella legge 194.
«Altro tema è quello della riforma dei consultori che, attraverso una legge nazionale (una proposta è già stata presentata dal Movimento insieme a tutte le altre associazioni familiari riunite nel Forum) renda evidente che se lo Stato rinuncia a punire l’aborto non rinuncia a manifestare il favor vitae sostenendo le donne in difficoltà per una gravidanza. E i consultori devono essere lo strumento per rendere evidente questa vicinanza delle Istituzioni. Da subito – aggiunge Casini – il Movimento dovrà farsi carico di una campagna rivolta alle Istituzioni nazionali e locali, ai medici ed alla società civile, per chiarire che già oggi, con l’attuale normativa, i consultori non hanno l’obbligo di rilasciare il documento per l’Ivg. «Ma la madre di tutte le riforme è la riforma dell’articolo 1 del Codice Civile che deve riconoscere la capacità giuridica di ogni essere umano fin dal concepimento. Una grande bandiera dell’uguaglianza tra gli uomini. Anche su questo – ha concluso il presidente del Movimento – giacciono alla Camera ed al Senato delle proposte di legge trasversali. Nonostante la situazione politica dovremo trovare delle valide iniziative per rilanciare queste proposte»

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La bioetica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2010

Le questioni morali dal concepimento all’eutanasia Elena e Luca Nave  (Collana Tascabili F.to 13×19,5 – 128 pagg. € 6.50 ISBN 978-88-7273-677-7 –  € 6.50)  Un argomento di grande attualità, trattato con corretta imparzialità, una ricca disamina delle possibilità che ha l’uomo di intervenire sulla nascita, sulla morte, sulla salute dei suoi simili e non solo, alla luce dei problemi morali. Il testo spiega che cos’è la bioetica, quando è nata e perché; quali sono gli orientamenti, sia laici che cattolici, in materia di inizio e fine vita (aborto, procreazione assistita, eugenetica, staminali, testamento biologico, accanimento terapeutico, eutanasia), trapianti e clonazione; come si pone la bioetica in relazione alla natura e agli animali: quando la tecnologia può salvare il mondo.
Elena Nave collabora con la cattedra di Bioetica dell’Università degli Studi di Torino; è autrice, con Beppino Englaro, del libro Eluana. La libertà e la vita, ed è socia della Consulta di Bioetica Onlus.
Luca Nave, docente di Pratiche Filosofiche presso la Scuola Superiore di Counseling Filosofico, collabora con il Master in Bioetica ed Etica applicata dell’Università degli Studi di Torino. Direttore della Rivista Italiana di Counseling Filosofico, è autore di diverse pubblicazioni, tra cui per Xenia Tascabili: Il counseling. Entrambi vivono e lavorano a Torino. (bioetica)

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“Contro l’aborto dobbiamo investire in educazione”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 agosto 2010

“L’obiettivo comune è azzerare gli aborti e l’unica via possibile è investire nell’educazione: favorire il ricorso alla contraccezione responsabile, promuovere azioni mirate per le fasce sociali svantaggiate, ricominciare a parlare di educazione sessuale ai giovani sono le parole d’ordine che guidano l’azione della SIGO – questa la dichiarazione di Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia. Il tutto va fatto con azioni e linguaggi mirati a raggiungere il potenziale interlocutore: opuscoli a vignette per smentire le più frequenti “bufale” su sesso e contraccezione, fiction in 3D e video su You Tube per arrivare alla giovanissime, materiali tradotti nelle varie lingue e collaborazione con i mediatori culturali per sensibilizzare le donne immigrate”. Un forte rilancio è  stato infatti riservato nell’ultimo anno al progetto “Scegli Tu”, il programma di informazione sulla contraccezione promosso dalla SIGO con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità.
I dati raccolti dalla SIGO in occasione di differenti indagini, sia al proprio interno che nei confronti delle adolescenti, confermano una situazione critica per quanto riguarda l’educazione sessuale: scarsa informazione, persistenza di luoghi comuni, mancata conoscenza dei servizi disponibili, nessun utilizzo o uso improprio dei contraccettivi.. Compito della Società scientifica è impegnarsi al massimo livello per migliorare la consapevolezza delle donne per prevenire le interruzioni volontarie di gravidanza, non dare un orientamento ai propri soci rispetto a scelte che non possono che essere individuali. L’obiettivo della SIGO, “casa comune” di tutti i ginecologi, è farsi portavoce di una valorizzazione delle tematiche “femminili”, troppo spesso sottovalutate dalla politica.  E il caso dell’interruzione volontaria di gravidanza non è che il più emblematico. Esistono infatti situazioni di grave disagio del tutto ignorate o sottostimate. Ad esempio la depressione post partum, tema su cui la SIGO ha recentemente inaugurato la campagna nazionale di sensibilizzazione “Non lasciamole sole”. “Uno slogan che è indubbiamente valido anche quando parliamo di aborto.

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Invisibilità sociale ed etica dell’aborto

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2010

“Ancora una volta i vescovi italiani – per il tramite del presidente, cardinale Angelo Bagnasco – hanno fatto sentire la loro voce sul dramma dell’aborto che, in Europa, si configura sempre più come ‘un’ecatombe progressiva’, senza che si intraveda all’orizzonte alcuna forma di contenimento”. Così l’Associazione Scienza & Vita dopo il giudizio lucido e rigoroso espresso dalla Cei. “E sempre più, – sottolinea il copresidente di Scienza & Vita, Lucio Romano – attraverso le nuove forme chimiche, si punta all’invisibilità sociale dell’aborto”.  Scienza & Vita non solo mette in guardia dalla diffusione, anche tra le minorenni, delle pillole del “giorno dopo” e dei “cinque giorni dopo”, ma si impegna a evitare che l’“invisibilità sociale” della pratica abortiva, sia preludio all’indifferentismo e alla “invisibilità etica”. “E’ necessaria – conclude Lucio Romano – una rinnovata e condivisa riflessione antropologica, biomedica, giuridica ed etica sullo statuto dell’embrione umano, portatore di diritti inalienabili, primo fra tutti quello alla vita. A cominciare dall’attualizzazione dell’espressione ‘l’embrione è uno di noi’ che già il Comitato nazionale di bioetica ha indicato al Paese come patrimonio ineludibile”.

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In Europa: un aborto ogni undici secondi

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2010

“E’ ancora lecito indignarsi dinanzi alla notizia che ogni 11 secondi nei Paesi europei si consuma un aborto?” E’ la reazione dell’Associazione Scienza & Vita di fronte alle notizie diffuse dal quotidiano Avvenire sul rapporto dell’Istituto di politica familiare presentato ieri a Bruxelles.  “I dati pubblicati oggi da Avvenire sono lo specchio della progressiva opera di banalizzazione dell’aborto avvenuta in questi anni – commenta il copresidente Lucio Romano – senza contare che, verosimilmente, i numeri sono sottostimati a fronte di un sempre più diffuso impiego di forme mistificate di aborto chimico proposte come contraccettivi”.  “E’ quanto mai necessario puntare sulla cultura dell’accoglienza pre e postconcezionale, attraverso un’opera capillare di educazione e formazione, senza tuttavia tralasciare la componente economica di sostegno e di assistenza. La veicolazione dei valori – conclude Lucio Romano – deve avvenire con i giusti supporti, anche economici, andando di pari passo con l’adozione di efficaci politiche sociali”.

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Premio europeo al film “Bella”

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

Roma 2 marzo alle ore 10 presso la Sala Capranichetta in Piazza Montecitorio è prevista la proiezione del film – alle ore 11,30 consegneranno il premio Gianfranco Fini, presidente della Camera, e Pier Ferdinando Casini, già presidente della Camera – alle ore 12 si svolgerà un dibattito tra Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, Eduardo Veràstegui, ed il pubblico su “Il linguaggio della vita” Il film, basato su una storia vera, ha un’anima profondamente pro life eppure la parola “aborto” non è pronunciata nemmeno una volta, perché lo scopo del film è raccontare con delicatezza come l’aborto non sia l’unica soluzione possibile per una gravidanza indesiderata. Il film, nonostante i riconoscimenti internazionali ed il favore di pubblico incontrato non è ancora stato messo in programmazione nelle sale italiane o nelle nostre reti televisive. Solo grazie ad un’iniziativa Movimento per la vita-Acec-Microcinema è da un mese entrato nella programmazione delle 1000 sale parrocchiali sparse in tutta Italia e soprattutto sta circolando in una rete alternativa di proiezioni realizzate dai 600 movimenti e Centri locali del Movimento per la vita in una sorta di samizdat cinematografico. «L’auspicio» spiega Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita «è che questa proiezione che abbiamo realizzato per i parlamentari possa richiamare l’attenzione su questo film e superare la “censura” di cui è vittima.

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Fecondazione assistita

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2010

“Ancora una volta i tribunali si devono sostituire al Legislatore per garantire i diritti fondamentali dei cittadini”, così l’on.le Scilipoti (Idv) con riferimento alla sentenza del Tribunale di Salerno che, per la prima volta in Italia, ha autorizzato la diagnosi genetica preimpianto ad una coppia fertile, ma portatrice di una grave malattia ereditaria. “La sentenza – sostiene il deputato – apre uno spiraglio per le donne che non vogliono portare avanti una gravidanza fino al quarto-quinto mese, rischiando di dover abortire dopo l’esito dell’amniocentesi. Peraltro, ritengo contraddittorio uno Stato che impedisce la diagnosi genetica preimpianto alle coppie fertili, ma poi autorizza le stesse coppie all’aborto terapeutico entro la 23ma settimana. Uno Stato etico – prosegue il deputato – deve tutelare la salute dei cittadini e il loro diritto a una vita dignitosa. Su questo tema, il Governo ha dimostrato di avere le ideano chiare. La salute della donna e del nascituro – conclude Scilipoti – non possono essere compromesse per motivi di carattere ideologico. Auspico che tutte le forze politiche vogliano affrontare seriamente il problema, superando i preconcetti, nell’esclusivo interesse dei cittadini”.

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“L’aborto va considerato un assassinio”

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2009

Lettera al direttore.Gentile direttore, il cardinale Javier Lozano Barragan, ieri 2 dicembre, ha dichiarato  che “l’aborto va considerato un assassinio” (intervista rilasciata a Bruno Volpe – Pontifex. Roma.it). Peccato che il giornalista non gli abbia perlomeno fatto osservare che di norma l’assassinio è da imputare a odio, gelosia, interesse, sete di potere, ecc. Motivi che non sono mai all’origine dell’aborto. Ha poi dichiarato: “Trans e omosessuali non entreranno mai nel Regno dei Cieli, e non lo dico io, ma San Paolo…Tutto quello che consiste nell’andare contro natura e contro la dignità del corpo offende Dio”. Peccato che il giornalista non gli abbia ricordato il passo del Vangelo in cui Gesù non esprime alcun giudizio negativo sugli eunuchi (sono secondo natura o contro natura?), ma anzi elogia colui che si rende eunuco da sé per il regno dei cieli (cf Mt 19, 12). Peccato anche che il bravo giornalista non abbia ricordato al cardinale che San Paolo in tema di sessualità non può essere preso sul serio, altrimenti dovremmo considerare seriamente anche il suo consiglio: «E’ cosa buona per l’uomo non avere contatti con donna» (1 Co 7,1). Peccato, infine, che non gli abbia fatto notare che Gesù enumera i peccati gravi (omicidi, adultèri, prostituzioni, furti, false testimonianze, bestemmie), ma non dice una sola parola riguardo all’omosessualità. Evidentemente il problema, se di problema si tratta, non lo interessava più di tanto. O forse, diversamente dalla Chiesa, aveva ben altro a cui pensare? (Renato Pierri Scrittore)

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