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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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Incesto. Abrogare reato contro la morale

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 luglio 2010

Intervento della sen. Donatella Poretti, Radicali/Pd: “Una ragazza maggiorenne confessa all’amica di scuola di aver fatto sesso con il padre in maniera consenziente. L’amica sconvolta dopo giorni racconta il fatto e la notizia arriva ai carabinieri, che non riescono a trovare altro capo d’imputazione (se il rapporto e’ consenziente, non si puo’ imputare la violenza sessuale) se non il reato d’incesto. Il codice penale stabilisce -ex art 564- la pena della reclusione da uno a cinque anni per chiunque commetta incesto con un discendente o un ascendente, o con un affine in linea retta, ovvero con un fratello o con una sorella, in modo che ne derivi scandalo pubblico. E’ per l’appunto la sola nozione di “pubblico scandalo” la condizione di punibilita’, mentre l’incesto come forma di abuso sessuale, costrizione fisica e psicologica a compiere o subire atti contro la propria volonta’, si configura come reato penale solo grazie alla legge 66/1996 (Norme contro la violenza sessuale). Nel nostro Paese si e’ dovuto aspettare fino al 1996 perche’ la violenza sessuale divenisse un reato contro la persona e non piu’ contro la morale. Una legge che prevede pene e aggravanti quando la violenza e’ di un ascendente e nei confronti di un minore, anche se il genitore e’ adottivo. La storia di Chiavari e’ esemplare. Tra padre e figlia difficilmente si puo’ parlare di rapporto alla pari, un genitore ha sempre un potere sul figlio. Se il magistrato non riuscisse a dimostrare la violenza quantomeno psicologica esercitata dal padre, perche’ dovrebbe essere utile mandarli entrambi in carcere senza assistenza psicologica e con l’aggravante di scontare la pena per un reato “infamante”, tanto che esistono sezioni speciali nelle carceri per motivi di sicurezza? Credo che questo sarebbe criminogeno. Sui media e nei bar della citta’ di Chiavari in questi giorni non si parla di altro. Il magistrato, per applicare la legge vigente, dovra’ verificare se esista o meno il pubblico scandalo…  dovra’ cioe’ certificare un pubblico scandalo che gia’ esiste oppure dovra’ sostenere che se anche il pubblico scandalo e’ in corso, lo stesso non esiste. Il reato contro la morale della famiglia andrebbe abolito e questa vicenda e’ la dimostrazione della confusione che si crea quando un peccato diventa reato. Nel caso le indagini dimostrassero la violenza sessuale, verrebbe punito il genitore con l’aggravante dell’incesto; nel caso in cui non si dimostrasse la violenza, invece, sarebbe necessario l’intervento dei servizi sociali e di una assistenza psicologica, anche la separazione del nucleo famigliare ma non certamente il carcere per il genitore e la figlia”.

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Ticket ai disabili del Lazio

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2010

La scelta del Commissario straordinario per l’emergenza sanità nel Lazio di introdurre dal 1 aprile il pagamento del ticket per i trattamenti riabilitativi di mantenimento per i disabili, compresi i minorenni portatori di handicap, è inaccettabile perché colpisce in modo devastante una fascia di  popolazione debole e le loro famiglie già quotidianamente provate dal carico assistenziale che la presenza di un disabile in casa comporta. Non dimentichiamo che i nuclei familiari hanno già dovuto subire il taglio degli insegnanti di sostegno ed ora si trovano ancora più soli e oberati da nuove tasse che incidono in maniera rilevante sui bilanci familiari, già provati dall’attuale crisi economica. Mi auguro che il ricorso presentato al Tar dal Movimento Difesa  del Cittadino  possa abrogare questo decreto e restituire a questi cittadini  il diritto a cure gratuite e ad una vita  sociale che soltanto servizi ad essi dedicati possono garantire. Colpisce il fatto che i disabili e le famiglie con figli disabili minori e non siano considerati alla stregua di tutti gli altri pazienti e non si organizzino i servizi in funzione  di una progettualità basata su percorsi di piena integrazione sociale.  Non si può risparmiare a danno delle persone disabili perciò sosterrò in ogni modo la lotta delle famiglie  per l’abolizione dei ticket e la programmazione della spesa sociale e sanitaria pianificata  con rigore e serietà senza tagli indiscriminati ma con una impostazione che tenga conto della qualità del servizio prestato attraverso un puntuale controllo della qualità.

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