Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘abrogazione’

Il Parlamento europeo chiede l’abrogazione della nuova legge sull’aborto in Texas

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 ottobre 2021

I deputati chiedono ai Paesi dell’UE di sostenere finanziariamente le organizzazioni della società civile statunitense che promuovono i diritti sessuali e riproduttivi e offrire un rifugio sicuro ai professionisti del settore medico che rischiano molestie legali o di altro tipo. Il Parlamento chiede al governo statunitense di depenalizzare l’aborto per proteggere le donne e le organizzazioni che forniscono assistenza sanitaria e servizi di aborto. Nella risoluzione si chiede inoltre l’approvazione di una protezione federale per l’accesso universale all’aborto per salvaguardare i servizi abortivi da divieti e restrizioni a livello statale.Infine, i deputati condannano fermamente l’arretramento nella salute e nei diritti sessuali e riproduttivi delle donne (SRHR) che sta avvenendo non solo negli Stati Uniti, ma anche in altre parti del mondo. Chiedono quindi al Servizio europeo di azione esterna (SEAE), alla Commissione e agli Stati membri di rafforzare le loro azioni per contrastare questo regresso dei diritti umani. La legge adottata dal Texas nota come Senate Bill 8 (SB8), entrata in vigore nel settembre 2021, è, de facto, un “divieto totale di aborto”, poiché non prevede alcuna eccezione in caso di stupro, incesto o per condizioni di salute del feto che mettano a rischio la vita della donna dopo la nascita. Questa legge è una delle 26 restrizioni all’aborto approvate in Texas nell’ultimo decennio e costituisce un ulteriore tentativo di minare i diritti delle donne e la libertà riproduttiva.

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Cibo avariato, abrogata legge che ne riconosce i reati

Posted by fidest press agency su domenica, 16 gennaio 2011

Altro che Ministero delle Semplificazioni: quello assegnato a Calderoli appare sempre più come il Ministero delle Impunità. Ed infatti dopo la complicata vicenda della possibile abrogazione dei tribunali minorili con uno degli ultimi provvedimenti “taglia leggi” entrati in vigore ed annunciata qualche giorno fa dal capogruppo alla camera di Italia dei Valori, Donadi, un’altra questione è stata portata all’attenzione dei media e segnalata dal procuratore di Torino Raffaele Guariniello al ministro della salute Ferruccio Fazio, che riguarda la soppressione dei reati connessi con la messa in commercio e vendita di “cibi avariati”.  Questa volta, invero, la mannaia voluta dall’esponente con la legge numero 246 del 28 novembre 2005 che sancisce la cancellazione di tutte le disposizioni legislative anteriori all’1 gennaio 1970, tranne quelle ritenute indispensabili alla permanenza in vigore, espressamente elencate dalla legge stessa, si è abbattuta anche sulla legge 283 del 1962 sulla tutela degli alimenti che non appare nell’elenco delle leggi salvate.  Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ritiene sconcertante quest’ennesima gaffe che non si sa se dovuta ad un implicita volontà politica di abrogare reati gravi – che riguardano in primo luogo la tutela della salute pubblica e la protezione dei prodotti nostrani – che già nel 2007 erano stati oggetto di un tentativo di penalizzazione subito stoppato dalle ovvie e conseguenti polemiche.  Pertanto, ritiene assolutamente necessario un intervento legislativo che ripristini immediatamente le norme abrogate con il ristabilimento di tutti i reati contemplati anche se siamo costretti purtroppo a rilevare che nel frattempo l’intervento della magistratura e dei Nas subirà una brutta battuta d’arresto ed i colpevoli di fatti che solo sino a qualche giorno fa oltre ad essere considerati di notevole impatto sociale erano ritenuti penalmente rilevanti, resteranno impuniti.

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Giù le mani dal web

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2010

Il ddl intercettazioni è un gigantesco ed inesorabile passo indietro che ci riporta al paleolitico dell’informazione e al pleistocene della libertà. Ecco due nefandezze su tutte, per rispedirlo così come è al mittente: hanno mantenuto l’abrogazione dell’articolo 13 della cosiddetta legge Falcone, depotenziando la lotta alla criminalità organizzata e, con il comma 29 dell’articolo 1, hanno imposto una nefasta limitazione alla libertà del web, mai pensata prima e che non esiste in nessun altro paese del mondo. Il comma in questione, infatti, sottopone qualsiasi pagina web, che sia quella facente capo ad un grande gruppo editoriale o al blogger Mario Rossi di Gallarate, alle stesse regole dei giornali: le rettifiche andranno pubblicate entro 48 ore, con la stessa evidenza della notizia originale. Chi non lo fa, rischia una sanzione salatissima, fino a 12.500 euro che se per il gruppo Espresso spa, per fare un esempio sono bazzecole, per Mario Rossi sono un incubo. Tradotto, in parole povere: la libera circolazione di idee e notizie sensibili non solo saranno vietate sui mezzi di comunicazione del padrone, leggi Mediaset, o asservite al padrone, leggi Rai, ma non potranno più circolare sul web, libero spazio per libere menti. Di questo passo e con questo governo, pensieri, riflessioni, idee, denunce rimarranno li dove sono nel cassetto dei sogni e delle buone intenzioni. Ogni canale di comunicazione sarà inesorabilmente chiuso. Per questo, appoggio la lettera appello che alcuni dei più importanti giornalisti operanti anche su internet hanno rivolto alla presidente Giulia Bongiorno. L’accesso alla Rete sta diventando in centinaia di paesi al mondo un diritto fondamentale dell’uomo. Sarebbe paradossale che proprio l’Italia debba rinunciarvi per sempre. (Massimo Donadi parlamentare Idv)

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Intercettazioni: abrogazione art.13 legge Falcone

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

“La maggioranza mette a rischio la sicurezza dei cittadini  per ragioni di equilibrismi interni: il testo che esce dalla commissione è una colossale porcata” lo dichiara Federico Palomba, capogruppo di IDV in Commissione Giustizia. “Hanno respinto tutti gli emendamenti di Italia dei Valori, mantenendo in piedi gli aspetti più odiosi che rendono questo ddl del tutto inaccettabile – spiega Palomba – tra questi, un’estensione del tutto insufficiente delle intercettazioni ai reati spia ed il depotenziamento delle indagini nei confronti della criminalità organizzata, attraverso il mantenimento dell’abrogazione dell’articolo 13 della cosiddetta legge Falcone, la cui soppressione era stata fortemente caldeggiata dal procuratore nazionale antimafia Grasso, dall’Anm e recepita da un emendamento di IDV”. “Con questa decisione, la maggioranza si assume la responsabilità davanti al Paese di aver indebolito gli strumenti di contrasto al crimine facendo un enorme regalo alla criminalità organizzata. Abbiano il coraggio di dire la verità agli italiani” conclude il capogruppo di IDV in Commissione Giustizia.

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Province: Bossi e la guerra civile

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2010

Morire per Bergamo? A sentire le dichiarazioni del leader della Lega Nord, Umberto Bossi, sembra di si’. Preoccupato dalla proposta di abolizione delle province, Bossi mette le mani avanti e, nell’ottica guicciardiniana del “particulare”,  minaccia fuoco e fiamme se qualcuno osasse proporre la abrogazione della provincia di Bergamo, culla, evidentemente, della padanità. Ma chi è il presidente della provincia di Bergamo? Un leghista di antica data, Ettore Pirovano, parlamentare dal 1996 e, oggi, contemporaneamente deputato, vicepresidente della commissione Difesa e presidente della provincia di Bergamo. Il che fa il paio con il suo omologo della provincia di Brescia, Daniele Molgora, che è, contemporaneamente, sottosegretario, deputato e presidente di provincia. Entrambi devono essere gran lavoratori, si’  da ricoprire contemporaneamente più cariche.  O si possono occupare più poltrone perchè quella di presidente di provincia non comporta granche’ di lavoro visto che la provincia e’ un ente inutile? Comunque il ministro Bossi stia tranquillo: semmai la proposta dovesse essere approvata la “sua” provincia non sara’ abolita, perche’ la popolazione e’ ben al di sopra del limite minimo dei 220mila abitanti fissato come soglia per la sopravvivenza. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Benzina. Proposta contro il rialzo dei prezzi

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2010

«Consumatori, sistema dei media, associazioni di cittadini: tanti, in queste ore, lanciano l’allarme per il caro benzina. Ma il governo pare sordo a questi richiami: nessuna risposta, nessun provvedimento». Lo dice il deputato del Partito Democratico, Guglielmo Vaccaro, fondatore con Enrico Letta dell’Associazione TrecentoSessanta, che sta preparando una proposta di legge che abroga le inique imposte che gravano sul prezzo della benzina e lo fanno salire sino a 30 centesimi al litro. «La nostra proposta – precisa Vaccaro – muove da un intento molto semplice: rendere più equo e razionale il sistema di tassazione sui carburanti. A finanziare l’abrogazione delle imposte sarà, in parte, il risparmio dovuto alla riduzione dei tassi di interesse sul debito pubblico e, in parte, le maggiori entrate realizzate con la lotta all’evasone fiscale».  «E’ anacronistico – continua Vaccaro – che le tasche degli italiani vengano gravate dal peso di imposte che non hanno alcun collegamento con la realtà. La nostra proposta di legge mira perciò ad abolire le dieci assurde accise che gravano attualmente sul costo del carburante e lo fanno lievitare in modo sproporzionato. Stiamo infatti parlando delle accise introdotte per finanziare: la guerra di Etiopia del 1935, la crisi di Suez del 1956, il disastro del Vajont del 1963, l’alluvione di Firenze del 1966, il terremoto del Belice del 1968, il terremoto del Friuli del 1976, il terremoto dell’Irpinia del 1980, la guerra del Libano del 1983, la missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina del 1996, il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.». «Ci aspettiamo inoltre che l’esecutivo presti ascolto alle sollecitazioni dei consumatori. Purtroppo l’esperienza dell’ultimo anno mi fa temere che i richiami dei gruppi di pressione siano più forti dei tanti appelli che leggiamo in questi giorni ed anche del doveroso rispetto per il Parlamento. Lo scorso ottobre ho presentato inoltre un’interrogazione-proposta per chiedere se il ministro Scajola avesse previsto anche ai sensi della Legge Sviluppo – legge 99 del 2009 – di introdurre un sistema telematico in grado di comunicare in tempo reale per ogni località, a richiesta del cittadino utente, prezzi e localizzazione dei distributori. Allo stesso tempo abbiamo chiesto se fossero previste idonee forme di comunicazione. Perché, ad esempio, non studiare un’applicazione gratuita per i palmari?».

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PD Toscana: effetto domino

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2009

“Le primarie del PD –ha detto Giuliano Fedeli – segretario toscano di Italia dei Valori – sono state una grande prova di civiltà e democrazia diretta ed  hanno espresso la voglia dei cittadini di tornare a contare in politica. Essi si sono riappropriati di una partecipazione che la partitocrazia gli ha espropriato attraverso leggi elettorali dove a scegliere non sono più i cittadini ma le segreterie politiche. Ed è per questo che Italia dei Valori è ancora più convinta di prima nel chiedere l’abrogazione della legge elettorale approvata dal Consiglio regionale della Toscana”. Fedeli, a nome degli iscritti toscani ad IdV, ha fatto le congratulazioni ad Andrea Manciulli, neo segretario regionale del Pd, assicurandogli leale collaborazione e pieno impegno nelle amministrazioni locali in cui i due partiti governano assieme. “Il messaggio del popolo delle primarie –ha continuato Fedeli- è stato chiaro: la Toscana deve innovare la politica a partire dalle prossime elezioni regionali. Il metodo delle primarie di coalizione sarà, perciò, una discriminante nella scelta del presidente della Regione Toscana. Italia dei Valori, fin da ora,  cercherà di costituire un tavolo di confronto con tutte le altre forze politiche per valutare l’arco delle alleanze su un programma che punti alla diminuzione dei costi della politica, alla promozione della cultura della legalità, al controllo partecipativo dell’amministrazione regionale”.

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Nuovo ministero del Turismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 Maggio 2009

Buttato fuori dalla porta principale del Palazzo grazie all’82,30% degli elettori italiani che nel 1993 votarono si’ all’abrogazione referendaria del ministero del Turismo e Spettacolo, eccolo che lo stesso ora rientra da un’altra porta. E’ il premier Silvio Berlusconi che lo ha confermato, insieme alla nomina di alcuni nuovi viceministri: futuro ministro l’attuale sottosegretario al turismo Michela Vittoria Brambilla. Nel 1993 si sostenne con convinzione l’abrogazione di questo ministero e, nonostante il visibile attivismo della sottosegretaria nonché la crisi del settore, si continua a non comprendere quale utilità ne verrebbe al Paese. In questi sedici anni di assenza del ministero, le singole Regioni si sono organizzate ed hanno fatto promozioni continue delle loro attrazioni in Italia e all’estero; nonostante questo la crisi è tangibile per due motivi: 1 – essendo piu’ poveri, i consumatori hanno meno soldi da spendere in una attività essenzialmente ludica come il turismo; 2 – l’offerta strutturale del nostro Paese è peggiorata e, a parte alcune isole felici (che lo erano prima e continuano ad esserlo oggi), insieme a prezzi che non ci fanno competere con altri Paesi mediterranei e, nonostante un patrimonio artistico invidiabile, non siamo competitivi. In questo contesto, cosa ha fatto la sottosegretaria Brambilla per far capire che da ufficio della presidenza del consiglio dei ministri, chi si occupa della politica del Turismo ha bisogno di un ministero? Queste le due maggiori iniziative: 1 – Lo scorso 11 febbraio sono state varate nuove norme sulle stelle degli alberghi con il dichiarato intento di porre una regola standard all’attuale giungla che, per esempio, fa si’ che un due stelle di Rimini o Bolzano sia paragonabile come qualita’ ad un quattro stelle della Calabria che, pero’ ha i prezzi di un cinque stelle delle due localita’ nordiche. Nuove norme che non hanno cambiato nulla: la nuova classificazione non riguarda gli alberghi esistenti ma solo quelli nuovi e quelli ristrutturati (per cui se ne parla fra qualche secolo) ed ha istituito un sistema di rating per la misurazione e la valutazione della qualita’ del servizio reso ai clienti che pero’, non solo e’ associato alle stelle di cui sopra ma a cui gli alberghi vi aderiscono solo su base volontaria (1). 2 – il 6 febbraio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto per la fruizione dei buoni vacanza a seguito delle generiche disposizioni della Finanziaria 2008 (2). Un contributo statale destinato alle famiglie a basso reddito utilizzabile per le vacanze al mare, in montagna o alle terme in tutto l’arco dell’anno con esclusione del periodo che va dalla prima settimana di Luglio all’ultima di Agosto e quello dal 20/12 al 6/1… cioe’ quando la maggior parte delle famiglie a basso reddito (operai, precari etc) hanno le ferie. Quindi non defiscalizzazione per consentire maggiori investimenti per la qualita’ e calo dei prezzi al consumo, ma contributi a pioggia di minimo e dubbio arrivo. E per fare questo ci vuole un ministero anche contro la volontà dell’82,30% degli elettori? Mah! Crediamo sia piu’ opportuno non confondere la voglia di poltrone con le carenze di politica esecutiva del Governo. (fonte Aduc)

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Il reato di oltraggio a pubblico ufficiale sta per essere reintrodotto

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2009

oltraggioSi palesa anche la possibilità, che di certo sarà gradita ai colleghi tutti, di una norma che preveda nei confronti  dell’autore del reato la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale a  fronte di un congruo risarcimento economico da corrispondere al poliziotto offeso. E’ una battaglia condotta in primis dal COISP • Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia. In merito il sindacato ricorda che “L’abrogazione, dettata dall’art. 18 della legge 25 giugno 1999, n. 205, del reato di “oltraggio a  pubblico ufficiale” aveva significato uno schiaffo nei confronti di migliaia di donne e di uomini che,  indossando una divisa, ogni giorno difendono i cittadini e le Istituzioni democratiche del paese  finanche all’estremo sacrificio!  Chi ha votato per quell’abrogazione aveva fatto venir meno la tutela dello specifico interesse della Pubblica Amministrazione che era protetto con la norma di cui all’art. 341 del codice penale, ed aveva  di fatto irriso la nostra lealtà, la nostra abnegazione, i nostri sacrifici, il nostro lavoro di difensori della  legge e della legalità!!!  La cancellazione del reato di oltraggio ex art. 341 c.p., che incriminava la condotta di “chiunque offende l’onore o il prestigio di un pubblico ufficiale, in presenza di lui e a causa o nell’esercizio delle  sue funzioni” era stata una scelta legislativa che aveva destato giuste perplessità e forti malumori tra gli Appartenenti alle Forze di Polizia che svolgono il precipuo compito di tutela delle Istituzioni  Democratiche e della salute e del patrimonio dei cittadini non certo rappresentando sé stessi in tali  attività, bensì lo Stato Italiano e che, in totale contrasto con tale assunto, si sono ritrovati ad essereconsiderati ad espletare quelle funzioni per conto proprio”.  “Questa indecenza ed assurdità –ribadita nella nota sindacale – è stata denunciata dal COISP con estrema costanza, mentre altri si sono  preoccupati di farne rilevare l’incongruenza solamente una tantum, anche se siamo certi che una volta  ristabilito il diritto di noi poliziotti ad una tutela della nostra funzione, anche questi saliranno, con il  solito opportunismo, sul carro dei vincitori”. http://www.coisp.it (foto da coisp)

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