Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘abusi’

Reddito di cittadinanza e abusi

Posted by fidest press agency su sabato, 17 agosto 2019

“I numeri comunicati da Garavaglia, secondo il quale il 70% di chi riceve il reddito di cittadinanza non ne avrebbe diritto, non corrispondono al vero. A me non risulta che la Guardia di Finanza abbia fornito dati in tal senso.
So che stanno per essere licenziate disposizioni operative ai reparti della Gdf a seguito di alcune interlocuzioni col ministero del Lavoro e Inps. Quel che è certo, è che grazie a un aumento dei poteri ispettivi e dell’organico, nell’alveo dei normali controlli – come, ad esempio, sul lavoro in nero – capita di trovare casi di persone che lavorano in nero e percepiscono anche il reddito. Quel dato, quindi, non è legato al reddito di cittadinanza.
Il Movimento 5 Stelle per primo cosa auspica che i controlli a regime vengano fatti per assicurare che i soldi del reddito vadano solo alle persone che ne hanno davvero diritto, e per questo obiettivo abbiamo lavorato”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, su Facebook.

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Scuola: Pacifico (Anief) cita lo Stato italiano sull’abuso dei contratti a termine

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 marzo 2019

Convegno Cesi a Bruxelles. Si è svolto a Bruxelles, un importante appuntamento istituzionale e un momento di riflessione sulla precarietà nel mondo del lavoro e sulle possibili soluzioni. Nel corso del “Cesi Talk on precarious work and lack of access to social rights; the particular case of fixed-term contracts” (Dibattito Cesi sul lavoro precario e mancanza di accesso ai diritti social, il caso particolare dei contratti a termine), è intervenuto anche il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico, a cui è stato affidato il compito di suggerire pareri su proposte di legge europee, alla presenza del vice-presidente del Parlamento europeo e di diversi deputati.“Le regole europee esistono, ma non sono rispettate dagli Stati membri”, ha sottolineato Pacifico, dopo una disamina sul legame della direttiva 70/99 sui contratti a termine con la Carta sociale europea, il Trattato di funzionamento dell’Unione e la Convenzione Oil, nonché con una decina di altre direttive relative alla politica sociale.“La situazione di mancato rispetto delle regole è testimoniata – ha proseguito il presidente – dalle cento sentenze della CGUE passate in rassegna, di cui la metà sull’abuso dei contratti a termine, per lo più relative all’Italia e alla Spagna, spesso discusse dagli avvocati dell’Anief come nel caso della Mascolo, della Santoro o della Motter, dove lo Stato per ragioni di pareggio di bilancio in questi vent’anni ha violato sistematicamente il diritto di migliaia di lavoratori precari”.
Pacifico ha anche fatto un riferimento specifico all’Italia, alle norme del lavoro approvate da un precedente governo, quello guidato da Matteo Renzi: “Il Jobs act, ad esempio, con la modifica del decreto legislativo 368/01 ha aumentato di 250 mila i posti a tempo determinato e diminuito di 90 mila quelli a tempo indeterminato (ISTAT, gennaio 2019) e di 40 mila quelli di atipici”.L’azione dell’Anief è stata determinante nei ricorsi seriali presso i tribunali del lavoro, in Cassazione, Corte di giustizia e Corte costituzionale e rimane incessante: il dialogo con le istituzioni europee è proseguito con le denunce alla Commissione, al Mediatore Ue e al Consiglio d’Europa nonché alla Cedu e ha portato spesso il giudice nazionale a cambiare parere, come nel 2016, sui risarcimenti da attribuire ai precari che hanno subito gli abusi. Le questioni ancora aperte sull’abuso da condannare anche per chi è entrato di ruolo e sulla ricostruzione di carriera, dimostrano l’attivismo di un’organizzazione dei lavoratori, l’Aneif, che vuole giustizia spesso anche contro le cattive pagine scritte dalla politica e magistratura. Questo deve fare il sindacato perché 180 mila docenti e Ata precari vengano stabilizzati e abbiano riconosciuti gli stessi diritti del personale di ruolo, siano diplomati magistrali che Itp, abilitati o con 36 mesi, perché la qualità fa il lavoro e non la sua durata. Marcello Pacifico ha concluso il suo intervento auspicando che il CESE apra un’inchiesta sull’applicazione del diritto dell’Unione negli Stati membri, la Commissione decida sulla procedura d’infrazione 4231/14 contro lo Stato italiano e il Consiglio sull’adozione di una nuova direttiva più vincolante come il Parlamento europeo nella risoluzione 242/18 ha auspicato.

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Precariato, non titolari: bene Decreto Dignità, ma servono controlli contro abusi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Precariato, non titolari: bene decreto Dignità, ma servono controlli contro abusi Prima l’Inps, poi Confindustria, non sono poche le critiche al Decreto Dignità (legge 87/2018) – pubblicato in Gazzetta il 14, e quindi in vigore, e ora in Parlamento per la conversione in legge – soprattutto per le misure che riguardano la stretta ai contratti a tempo determinato. Un provvedimento su cui l’Inps, settimana scorsa, aveva lanciato l’allarme della perdita di 8mila posti di lavoro ma, aveva detto Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello sviluppo economico, nonché vicepremier, rispedendo al mittente le cifre, il Decreto è finalizzato ad accrescere i diritti dei lavoratori. Che effetti si prevedono sui posti di lavoro anche all’interno del settore? Ne abbiamo parlato con Francesco Imperadrice, presidente del sindacato nazionale farmacisti non titolari, Sinasfa, che commenta: «Le intenzioni sono buone ma bisogna vedere all’atto pratico. Quello che serve sono i controlli contro gli abusi».Intanto, vale la pena ricordare le principali misure: innanzitutto, come si legge sul Corriere Economia dell’altro ieri, «la loro durata massima dei contratti a tempo determinato scende da 36 a 24 mesi, il numero massimo dei rinnovi da 5 a 4. Tornano le causali, cioè l’obbligo di indicare il motivo per cui si fa ricorso a un contratto a termine e non a uno a tempo indeterminato, ma dopo il primo anno. Ad ogni rinnovo scatta un aumento dello 0,5% per i contributi a carico dell’azienda, che si cumula con quello dell’1,4% già previsto per finanziare la Naspi, l’indennità di disoccupazione. Sul pacchetto non sembrano esserci margini di mediazione. L’unica modifica, già definita ma da presentare con un emendamento della maggioranza, sarà l’incentivo per i contratti stabili: le aziende che trasformeranno un contratto a termine in un contratto stabile avranno indietro il contributo aggiuntivo dello 0,5%, recuperando il costo extra». È aperta la discussione su quando far partire le misure: «le nuove regole si applicano ai contratti a termine firmati a partire dall’entrata in vigore del decreto. Ma riguardano anche i rinnovi e le proroghe dei contratti già in corso. C’è il rischio che questi rapporti di lavoro non vengano rinnovati o prorogati, proprio per evitare la stretta prevista dal decreto» mentre un «altro nodo è quello dei voucher, i buoni per pagare i lavoratori a ore, di fatto cancellati dal governo Gentiloni per disinnescare il referendum della Cgil», per ora indicati per studenti, pensionati, disoccupati, con uno scontro anche all’interno della maggioranza: « La Lega preme per un allargamento più robusto non solo delle categorie di lavoratori ma anche dei settori in cui sarebbero utilizzabili».«Il decreto» è il commento di Imperadrice «ha sicuramente il pregio di venire incontro alle difficoltà, alle minori tutele e allo stato di incertezza dei collaboratori a tempo determinato, soprattutto fornendo un meccanismo che aiuti a stabilizzare quelle situazioni in cui il contratto a tempo determinato sostituisce di fatto l’assunzione indeterminata. Dopo due anni consecutivi di lavoro non ha davvero più senso parlare di tempo determinato. In generale, la necessità di ricorrere a un tempo determinato può essere in relazione a picchi di lavoro o a esigenze relative alla stagionalità. È chiaro che questa casistica, in questi limiti, va mantenuta, perché il rischio potrebbe essere che il datore si indirizzi verso scelte meno o per niente tutelanti per il collaboratore. Ma quando si va oltre questo uso, il danno per il collaboratore diventa insostenibile. Va detto comunque che quello che serve sono controlli sistematici contro gli abusi. Non serve fissare paletti rigidi, se poi non vengono fatti rispettare». Quanto alla perdita di 8mila posti di lavoro segnalata da Inps e dalla relazione tecnica al decreto, «probabilmente sono legati soprattutto alla possibilità prevista nel testo» ma che potrebbe essere modificata in Parlamento «di applicare le norme anche ai contratti in corso. In ogni caso, non è mai facile prevedere tutti i fattori che possono andare ad incidere sulle capacità di occupazione di un settore». ( by Francesca Giani fonte: farmacista33)

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Massima fiducia nell’AIFA e massima attenzione da sempre agli abusi

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

farmacie“L’Agenzia italiana del farmaco è l’autorità di riferimento sulla classificazione dei medicinali, nella quale riponiamo la massima fiducia da sempre. Che un medicinale possa passare da farmaco di automedicazione a farmaco soggetto a prescrizione è un fatto che avviene quando se ne presenta la necessità, così come il percorso inverso” dice il presidente della FOFI, Senatore Andrea Mandelli. “Sembra difficile attribuire a queste decisioni motivazioni diverse da quelle dettate dalle evidenze epidemiologiche e dal dovere di tutelare la salute. Rimane dunque poco comprensibile il comunicato del Presidente della Federazione Nazionale Parafarmacie italiane, Davide Gullotta, che chiama anche in causa la Federazione a proposito di un ipotetico mancato controllo sulle dispensazioni abusive. Giova ricordare “conclude Mandelli “che la Federazione è intervenuta a più riprese sugli iscritti e sugli Ordini provinciali richiamando la necessità della più scrupolosa osservanza delle regole sulla dispensazione. Gli Ordini provinciali sono sempre intervenuti in sede disciplinare su tutti i comportamenti illeciti che siano stati oggetto di specifiche segnalazioni e non di denunce generiche”.

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Prevenzione sugli abusi sessuali ai minori

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2015

pontificia università gregorianaRoma, 21-24 giugno 2015 Pontificia Università Gregoriana, Piazza della Pilotta 4 Il Centre for Child Protection (CCP) della Pontifica Università Gregoriana ospita e co-organizza a Roma l’annuale Anglophone Conference, in cui i rappresentanti delle conferenze episcopali di lingua inglese condividono le loro best-practices nella prevenzione degli abusi sessuali sui minori. Per la prima volta tale questione è affrontata a partire dalla teologia sistematica. “Un approccio teologico e spirituale” – come recita il titolo della Anglophone Conference di quest’anno – per comprendere cosa significhi parlare di redenzione a vittime di abuso, di possibile riconciliazione, di responsabilità e missione della Chiesa e della preghiera di fronte ai peccati e crimini commessi. In questa occasione il CCP, che prosegue la promozione del suo programma e-learning, annuncia che sono state aperte le candidature per il Diploma in Safeguarding of Minors. An Interdisciplinary Approach. Il corso inizierà nel febbraio 2016 e mira alla formazione dei futuri responsabili della protezione dei minori in istituzioni come diocesi e congregazioni religiose e consulenti e formatori nell’ambito della tutela dei minori (case di formazione, seminari, scuole…).

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La bufala delle (finte) liberalizzazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

Gli ultimi vent’anni di liberalizzazioni sono costate agli italiani quasi 110 miliardi. Per le famiglie gli aumenti sono arrivati a 280 euro l’anno. Qui o si fa sul serio o è solo demagogia Il tema caldo di politica economica degli ultimi giorni, le liberalizzazioni annunciate che costituiranno la fase 2 del governo Monti, quale base per il rilancio dello sviluppo a lungo termine del Nostro Paese, necessita di una riflessione attenta alla luce dei dati forniti dalla CGIA di Mestre proprio sulle liberalizzazioni susseguitesi negli ultimi vent’anni. Secondo quanto rivelato dall’analisi in questione le aperture dei mercati delle assicurazioni, dei mezzi di trasporto, carburanti, gas, trasporti ferroviari e urbani e dei servizi finanziari avrebbero inciso sulle famiglie italiane per quasi 110 miliardi, non comportando, quindi, alcun vantaggio economico nei confronti dei consumatori cui i benefici dovevano essere rivolti. Le uniche note positive verrebbero dal solo mercato dell’energia elettrica che avrebbe segnato dei miglioramenti. Ciò che inquieta e che invita alla riflessione sulla necessità di evitare con i provvedimenti in corso di definizione danni maggiori per i consumatori rispetto alla situazione attuale, sono i dati relativi alle maggiori spese subite dalle famiglie a seguito di vent’anni di presunte ed annunciate liberalizzazioni: sarebbero ben 286 all’anno gli euro pagati in più all’anno dalle famiglie italiane che, moltiplicati per il numero degli anni trascorsi dall’avvio, agli inizi degli anni ’90, delle aperture dei mercati di ogni singolo settore e sino al novembre scorso hanno fatto salire l’ammontare complessivo a 4.576 euro per nucleo familiare. Ma venendo ai singoli settori, tra il 1994 e il novembre del 2011, le assicurazioni hanno pesato ben 2.462 euro in più nelle tasche delle famiglie italiane, con un aumento medio annuo pari a 154 euro.
Un altro mercato che ha colpito gravosamente i bilanci familiari è stato quello dei servizi finanziari (costo dei conti correnti, dei bancomat, commissioni varie e altro), con costi medi supplementari pari a 58 euro in più ogni anno con un aumento globale dal 1993 al novembre 2011 pari a 921 euro che, moltiplicati per il numero totale delle famiglie porterebbero alla spaventosa cifra di 21,9 miliardi di euro. Tra gli ultimi mercati ad aver visto attuati provvedimenti liberalizzativi è da segnalare quello del gas che però come gli altri due descritti precedentemente non ha subito degli effetti positivi dalla parte degli utenti: dal 2003 al novembre 2011 gli aumenti medi totali per ogni famiglia corrispondono alla cifra di 901 euro con una crescita annua d’importo pari a 56 euro in più, e costi globali esorbitanti che arrivano a 22,1 miliardi di euro per tutte le famiglie. Come detto, l’unico settore a salvarsi dagli esiti di quelle che appaiono come finte liberalizzazioni alla luce dei dati riportati, solo quello dell’energia elettrica dove nel complesso, il risparmio per le famiglie è stato di 6,7 miliardi di euro. Per tali ragioni, Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, condivide l’analisi del segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi secondo cui “in Italia le liberalizzazioni, nella stragrande maggioranza dei casi, non hanno funzionato. Prezzi o tariffe sono cresciuti, con buona pace di chi sosteneva che un mercato più concorrenziale avrebbe favorito il consumatore finale. Purtroppo in molti settori si è passati dal monopolio pubblico a vere e proprie oligarchie private”. Secondo Giovanni D’Agata, sull’assunto di quanto sostenuto dal segretario della Cgia di Mestre, se aperture dei mercati vi devono essere, devono essere aperture reali, efficaci ed effettivamente in grado di portare reali vantaggi ai consumatori. Non si può parlare di liberalizzazioni dei trasporti come quello urbano dei taxi o dell’orario di apertura dei negozi che potrebbero apparire come iniziative quasi demagogiche per non dire populistiche, se prima non s’interviene con vere liberalizzazioni nei confronti delle lobbies e delle corporazioni che dominano quasi incontrastate l’economia del paese quali assicurazioni, banche ed imprese del settore energetico.

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Fidest: riforme strutturali

Posted by fidest press agency su martedì, 23 agosto 2011

In questi giorni, dopo il varo del decreto sulla manovra del Governo, si fa un gran parlare di tagli a partire da quelli della politica ma poco si discute sulle riforme strutturali che possono da sole mettere in ordine i conti dello Stato andando ad aggredire proprio la fonte di tutti gli sprechi, gli abusi, le truffe e quanto altro.
Partiamo dalla riforma più temuta ed esorcizzata: le pensioni. Oggi l’attuale sistema segna il suo inevitabile destino se pensiamo che la speranza di vita si allunga e la stessa qualità migliora. Nello stesso tempo appare uno spreco mettere “fuori servizio” energie ancora valide anche se per farle rendere al meglio potrebbero cambiare “mestiere”. L’esempio classico lo possiamo fare con il giocatore di calcio professionista. Di solito a 35 anni appende gli scarpini al chiodo ma non è certo un pensionato. Si cercherà un altro lavoro, ovviamente. E nel coso della vita di ciascuno di noi, un lavoro usurante deve pur avere un limite ed essere alternato, se si vuole, a qualcosa d’altro. A questo riguardo anni fa i Centri studi della Fidest prepararono uno “studio di fattibilità” dove la parola “pensione” fu sostituita con “rendita assicurativa” e stabilita una cadenza decennale al termine della quale il lavoratore avrebbe potuto percepire il 20% della media delle retribuzioni del decennio in questione. In 40 anni avrebbe potuto godere di una rendita pari all’80% di quanto mediamente percepito nel corso di detto periodo ma non è detto che potesse andare oltre e raggiunga i 50 ed anche i 60 anni. Quindi nessun sbarramento di “vecchiaia” ma solo l’opportunità di cambiare modulo lavorativo, di scegliere quello che potrebbe essergli più congeniale in base all’età e al suo stato di salute e anche d’aderire al progetto “Cittadella del sapere” dove potrebbe offrire la sua esperienza lavorativa in favore dei giovani.
L’altra riforma è quella della sanità. Il modulo conduttore è dato da una constatazione. Oggi la salute è in mille modi insidiata e la possibilità di vivere più a lungo pone problemi seri sulla tenuta delle nostre forze e del come gestirle. Ecco perché in luogo dell’assistenza generalista che prevede un intervento durante e post il nascere di un male la logica del “pre” ovvero della “prevenzione” lo anticipa all’occorrenza o ne controlla la performance in corso d’opera. Può apparire strano ai non addetti ai lavori ma una prevenzione generalista comporta, a regime, un forte risparmio di risorse e di metodi di lavoro sanitario e assistenziale oltre a razionalizzare i vari tempi di risoluzione. Faccio un solo esempio, tra i tanti: se si pianifica un intervento chirurgico è possibile anzitempo prelevare il sangue del paziente per utilizzarlo all’occorrenza oltre a stabilire il giorno più adatto e la struttura più disponibile e lo specialista più indicato. Ma la prevenzione vuole dire, ovviamente, molto di più e toccare tutta la filiera assistenziale. Un paziente dotato di un chip nel quale sia compresa la cartella clinica e la sua anamnesi può significare, in caso di un intervento d’emergenza (infarto, ictus), più rapide risposte sanitarie. Ma vi è anche l’altro discorso che coinvolge direttamente la prevenzione con un check-up periodico che possa monitorare lo stato fisico della popolazione e poter intervenire all’insorgenza del male. Lo studio, nei dettagli è stato pconcretizzato da una ricerca condotta dai Centri studi della Fidest.
Un altro tema di più ampia portata, e tende a coinvolgere interi continenti, è quello denominato “cittadelle del sapere” e che prevede la costruzione di piccole cittadine (massimo 50 mila abitanti) nelle aree del terzo mondo dove si possono misurare le competenze e le esperienze di operatori occidentali della terza età con i giovani locali per avviarli a professioni utili e più richieste sul mercato del lavoro ma anche un modo per restare nel proprio paese rendendosi disponibili nei servizi e quanto altro. Un’altra riforma è quella della giustizia. E anche qui i Centri studi della fidest hanno messo a punto una soluzione adeguata. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Abusi sugli anziani

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2011

(Centro Maderna) In occasione della terza conferenza Europea sulla Prevenzione delle Lesioni e Promozione della Sicurezza, in corso oggi e domani a Budapest, in Ungheria, è stato reso pubblico il Rapporto Europeo sulla Prevenzione del Maltrattamento degli Anziani. Lo studio, realizzato dalla sezione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha preso in esame i 53 paesi del nostro continente, ha evidenziato dati davvero allarmanti. Sono circa 10.000 gli anziani in Europa quotidianamente vittime di abusi fisici, mentre 4 milioni gli anziani che ogni anno ricevono percosse, bruciature, ferite di coltello, o vivono in condizioni di prigionia. La malnutrizione e gli abusi finanziari sono poi un’altra voce di questo macabro elenco, che culmina con un dato ancora più scioccante, e cioè con i 2500 anziani che muoiono ogni anno per mano di un loro fami liare.
Le persone che soffrono di demenza o quelle disabili, in quanto più fragili ed esposte, risultano le più soggette a questi genere di maltrattamenti, che sono più comuni nei paesi con basso o medio reddito e in particolare tra le fasce più povere della società. Se in alcuni paesi l’argomento è ancora considerato un tabu sociale e spesso questi episodi di violenza vengono ignorati e non denunciati, l’OMS con questo Rapporto, si rivolge a politici e agenzie di sviluppo per fornire linee guida basate su prove e dati concreti che possano aiutare a ideare interventi preventivi atti a fermare questo fenomeno.

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Internet e minori, Abusi e Tutele

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

Porto San Giorgio10 giugno, presso il locale teatro comunale si terrà un importante convegno dal titolo “Internet e minori, Abusi e Tutele”. L’evento vede l’adesione di tutto il  gruppo di ricerca che da anni svolge studi sui rischi connessi all’uso da parte dei minori delle nuove tecnologie. Con l’avvento del web-2.0 negli ultimi anni si sono moltiplcati gli strumenti di comunicazione a cui i minori possono accedere come documentato da qualificate ricerche di settore e con tali strumenti si sono moltiplicati anche i rischi di situazioni potenzialmente dannose per i giovani utenti del web. Soprattutto la grande massa di informazioni sensibili e attinenti alla vita privata, rilasciate dai giovani navigatori nell’ambito dei blog e del social networks, possono in talune circostanze favorire l’opera di malintenzionati che possono sfruttare tali informazioni per avvicinare il minore con nuove strategie di grooming. L’evento di Porto San Giorgio rappresenta quindi un importante momento di discussione scientifica e sulle possibili strategie adottabili in tema di prevenzione e la possibilità di attivare, in accordo con le personalità istituzionali presenti, nuovi percorsi di ricerca e di intervento nel territorio di Porto San Giorgio che si è mostrato in tal senso all’avanguardia rispetto alla doverosa sensibilità su tali tematiche. (Marco Strano, Dirigente Nazionale CONSAP e Direttore Scientifico ICAA.)

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Parioli: sviluppo indagini della procura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2011

Roma. “Oggi il Corriere della Sera titola in prima pagina che per gli abusi edilizi in viale Parioli sono indagati il Direttore del Municipio e l’ex Dirigente dell’ Ufficio Tecnico municipale. Le mie perplessità sul comportamento del II Municipio su questo tema le avevo esposte in Procura della Repubblica il 2 Dicembre 2010; anche l’Avvocatura di Roma Capitale aveva criticato duramente come il Municipio non avesse preso posizione sugli abusi e mai eseguito gli atti repressivi. Ringrazio pubblicamente la Polizia Municipale del II Gruppo e la squadra della Sezione Urbanistica in servizio presso la Procura, che con il loro lavoro attento, professionale ed onesto ha permesso di portare prima alla luce gli abusi commessi da numerosi locali di viale Parioli e poi di dare l’encomiabile supporto al Pubblico Ministero cui è stata affidata la mia denuncia”. Lo dichiara il Consigliere Massimo Inches Capo Gruppo La Destra II Municipio.

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Tutela donne vittime abusi

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2011

“La nuova Convenzione del Consiglio d’Europa, approvata in mattinata a Istanbul, apre la strada verso il rispetto e l’affermazione della dignità della donna ostacolata ancora oggi da retaggi e pregiudizi culturali atavici che vanno contrastati con fermezza”. Così la portavoce dell’Associazione Morrighan, Cinzia Pellegrino, commenta il testo conclusivo della seduta.
“Per la prima volta, rispetto al passato, viene adottato un programma d’azione comunitaria contro gli abusi che conferma l’intenzione di portare a termine un percorso di sviluppo civile da cui non è più assolutamente possibile prescindere. La violenza sulle donne – spiega laPellegrino – è un fenomeno esteso e in gran parte sottostimato, colpisce le donne di ogni età, etnie e classi sociali e si consuma, purtroppo, nella maggioranza dei casi, tra le mura domestiche; contrastare questo fenomeno è un dovere che ogni Stato civile non può e non deve esimersi dall’assumersi perché purtroppo, come sappiamo, non ha confini sociali né religiosi ma attraversa in maniera trasversale tutte le classi della nostra società e tutti i livelli di istruzione. E ancora più significativo il fatto che il documento sia stato siglato proprio a Istanbul, capitale della Turchia, un Paese in cui le statistiche relative alla condizione delle donne non sono affatto incoraggianti. La mancanza, in passato, di un modello legislativo europeo condiviso non ha consentito di arginare l’ondata di violenza domestica, oggi finalmente abbiamo gli strumenti giudiziari che consentono azioni, a tutela della donna, più mirate e consapevoli. Occorre quindi accelerare il piano delle riforme, sollecitando i Governi, che ancora non lo hanno fatto, ad impegnarsi per la tutela dei diritti di tutte le donne e in tal senso auspichiamo che la Convenzione venga al più presto ratificata dal parlamento nazionale”.

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Contro gli abusi tributari e bancari

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2011

Roma Sabato 16, a presso l’Hotel Universo (via Principe Amedeo – adiacenze Stazione Termini) alle ore 10.30, organizzato dalla FEDERCONTRIBUENTI, Convegno sugli “Abusi di Equitalia” e su “Usura Bancaria”. con la partecipazione di numerosi Liberi Professionisti (in particolare Avvocati e Commercialisti), Imprenditori, Sindacati ed Associazioni. E’ prevista anche una partecipazione trasversale di varie rappresentanze politiche ed associative: ciò in quanto la Federcontribuenti ha sempre ritenuto che le “iniziative giuste” a favore dei Cittadini-Contribuenti debbono prescindere da etichettature partitiche.

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Abusi e molestie sessuali in caserma

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2011

(fonte: GrNet.it) Una volontaria delle Forze armate, impegnata in varie missioni, anche all’estero, ha presentato una circostanziata denuncia alla magistratura ordinaria ed a quella militare contro tre superiori, due ufficiali ed un sottufficiale, che l’avrebbero fatta oggetto nel tempo di numerosi atti di molestia sessuale. Tra i superiori denunciati, c’è anche una donna che, nel corso di una missione all’estero, avrebbe preteso di coinvolgere la soldatessa in un rapporto sessuale di gruppo con due militari stranieri e che l’avrebbe poi mobbizzata per vendicarsi del rifiuto ricevuto. Ma non solo. La giovane caporale, di religione musulmana, ha denunciato anche di essere stata  oltraggiata nel suo sentimento religioso venendo appositamente “comandata” a partecipare alle funzioni religiose cattoliche, per esempio in qualità di corista delle cerimonie natalizie. L’incredibile vicenda sarebbe stata invano rappresentata ai superiori dei tre comandanti denunciati, ma la soldatessa non sarebbe stata creduta ed, anzi, avrebbe ricevuto l’invito a lasciar perdere. Anche questi superiori dovranno ora chiarire perché mai abbiano omesso di denunciare all’autorità giudiziaria i gravi fatti a loro rappresentati. La soldatessa si è indotta a denunciare tutto alla magistratura solo dopo che era stata ignorata anche la sua semplice richiesta di essere impiegata in una caserma diversa da quella dei tre molestatori. «La vicenda denunciata – riferisce l’Avvocato Giorgio Carta che assiste la giovane caporale – è tutt’altro che isolata. E’ almeno il terzo caso che mi viene proposto da una donna militare e duole constatare che, nei primi due casi, la vittima delle molestie si sia indotta a non denunciare gli abusi subiti solo per timore di non poter stabilizzare il proprio rapporto di lavoro». «Proprio la condizione di volontari in ferma, cioè di precari con le stellette, – aggiunge Giuseppe Paradiso, segretario nazionale del Partito Sicurezza e Difesa –  pone i nostri giovani in uniforme in una situazione di minorata difesa, atteso che il giudizio caratteristico positivo dei propri superiori è il primo requisito per transitare nel servizio permanente e, cioè, per stabilizzare il proprio rapporto di lavoro. Risulta, quindi, particolarmente odioso che vi sia chi approfitti di tale condizione di debolezza». «Anche la mia assistita è una precaria, ma, dopo numerose titubanze, si è infine indotta a denunciare i superiori, peraltro riferendo anche le molestie sessuali subite da una sua collega, che però non ha avuto il coraggio di denunciarle. Auspico che questa vicenda incoraggi anche le altre donne che hanno subito molestie in caserma a rompere gli indugi e a denunciare i colpevoli». «Il Partito Sicurezza e Difesa – conclude Giuseppe Paradiso – non esiterà a costituirsi parte civile nel processo che dovesse essere avviato nei confronti dei comandanti denunciati». (per la delicatezza del caso e allo scopo di preservare l’identità della donna, sono stati omessi ulteriori particolari che avrebbero potuto portare all’identificazione della giovane caporale)

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Tecniche investigative negli abusi sui minori

Posted by fidest press agency su martedì, 22 febbraio 2011

Roma 3 marzo 2011 – ingresso dalle ore 14.45 – orario seminario 15.30-19.00 — Presso la sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Palazzo Chigi via di Santa Maria in via 37 – Roma. ingresso libero e gratuito su prenotazione – inviando una mail a segreteria@icaa-italia.org indicando luogo e data di nascita per l’accredito alla PCM. — posti limitati – (60) – farà fede la data di invio della mail di richiesta.  L’evento è dedicato a professionisti di area giuridica, medica, psicologica e investigativa, alle forze dell’ordine e vuole fare il punto sulle strategie di intervento e prevenzione nell’ambito degli abusi sui minori. Verranno effettuate tre brevi relazioni introduttive da esperti del settore e seguirà una discussione scientifica tra le personalità del mondo accademico e istituzionale presenti. Ai partecipanti, che potranno formulare domande agli esperti presenti, sarà consegnato un attestato frequenza. Riconosciuti 3 crediti dall’Ordine degli Avvocati di Roma.

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Stop alla violenza sulle donne

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del consumatore” di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA, ritiene opportuno di fronte all’aumento esponenziale su tutto il territorio nazionale di atti di violenza ed abusi sulle donne, rilanciare il progetto del Generale Luciano Garofano – il noto ex comandante del Ris dei Carabinieri di Parma – che da diverso tempo ha elaborato una proposta per arginare la criminalità per il tramite dell’istituzione di una Banca Dati del DNA.  Esiste già  in Parlamento un disegno di legge trasversale presentato nel corso della precedente legislatura che ha subito uno stop il suo iter legislativo per i problemi connessi alla tutela della privacy e della libertà che un archivio di dati personali potrebbe comportare. Infatti, dopo averne approvato la legge nel 2009, ad oggi, non ha ancora ricevuto il via libera per la sua applicazione con i decreti attuativi. Pertanto, mentre in Inghilterra e Usa la banca dati del DNA è un efficientissimo strumento contro il crimine, in Italia è tutto fermo. Ma in presenza di una spirale così odiosa di delinquenza nei confronti delle donne – che è divenuto un vero e proprio problema di ordine pubblico, in alcune città – occorrerebbe una poderosa accelerata all’iter legislativo per la creazione di quest’ importante contenitore di informazioni genetiche che conservi l’impronta genetica quantomeno di tutti coloro che si sono resi colpevoli di reati gravi ed in particolare di “violenza sessuale” e che scoraggerebbe chiunque a mettere in atto forme di violenza di tale stregua, permettendo alla magistratura e alle forze dell’ordine di svolgere indagini più rapide, efficaci e meno dispendiose. Per non parlare dell’efficacia di una simile banca dati nelle indagini sui reati connessi al terrorismo, alle associazioni mafiose, agli omicidi, ed alla pedofilia. Giovanni D’Agata, ritenendo che l’idea del generale Luciano Garofano possa contemperare l’esigenze di tutela della Privacy e della libertà, con quelle della pubblica sicurezza e della tutela della persona, in particolar modo delle donne e dei bambini, tutti diritti costituzionalmente garantiti, perorerà presso tutte le sedi competenti al fine di una rapido compimento dell’iter legislativo.

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Abusi edilizi ai mondiali di nuoto

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

Roma. Alle 13.30 di ieri il sindaco Gianni Alemanno si è recato negli uffici della Procura della Repubblica di Roma per essere sentito, come persona informata sui fatti, nell’ambito dell’inchiesta sui presunti abusi edilizi nella costruzione e ristrutturazione degli impianti destinati allo svolgimento dei Mondiali di nuoto Roma 09. «Abbiamo ribadito all’autorità inquirente che tutti gli atti adottati dalla nostra Amministrazione sono stati ispirati dalla valutazione della natura pubblica delle opere eseguite e del conseguente interesse della città al mantenimento delle stesse». Lo ha dichiarato il Sindaco di Roma, uscendo dal Palazzo di Giustizia di piazzale Clodio, dopo aver risposto alle domande del sostituto procuratore Sergio Colaiocco, titolare dell’inchiesta.

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Maltrattamenti in famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2010

Risponde di maltrattamenti in famiglia il marito che, oltre ad essere autore di varie vessazioni, accusa ingiustamente la moglie di non prendersi cura della casa.  Lo ha stabilito il Tribunale di Bari che, con una sentenza del 14 aprile 2010, ha confermato la condanna nei confronti di un uomo autore di continue vessazioni e minacce nei confronti della moglie che veniva continuamente accusata, fra l’altro, di non essere una brava casalinga. I maltrattamenti in famiglia – hanno spiegato i giudici pugliesi – integrano un’ipotesi di reato necessariamente abituale che si caratterizza per la sussistenza di una serie di fatti, per lo più commissivi, ma anche omissivi, i quali isolatamente considerati potrebbero anche non essere punibili ovvero non perseguibili ma acquistano rilevanza penale per effetto della loro reiterazione nel tempo. Pertanto risponde del reato di maltrattamenti il marito che abitualmente assume atteggiamenti violenti nei confronti dei propri familiari, proferisce minacce, li sottopone a continui stati di vessazione ed accusa infondatamente il coniuge di poca cura nella gestione della casa familiare. Una sentenza secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, che arriva in un momento in cui  i recenti fatti di cronaca che vedono tragicamente protagoniste numerose donne, vittime per mano di uomini impongono una riflessione collettiva per promuovere la cultura del rispetto, affinché una diffusa sensibilità sul Valore delle Persone che non sono cose da PossederE sia una speranza di cambiamento. Ognuno di noi ha una responsabilità e dobbiamo ricordarci che promuovendo il rispetto, possiamo contribuire a fermare questi abusi.

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Haiti: A tre mesi dal sisma

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2010

Port-Au-Prince, Haiti. A 3 mesi dal sisma di magnitudo 7 gradi della scala Richter che ha causato distruzione e morte nella capitale dell’isola e nelle aree circostanti,  i bambini debbono ancora fronteggiare una serie di minacce al loro benessere. Secondo il nuovo rapporto di Save the Children In aiuto ai bambini di Haiti a minacciare sicurezza e salute di tanti minori, il rischio di malattie, di farsi male, di subire abusi o sfruttamento. E anche il futuro per questi bambini è incerto perché il sistema scolastico di Haiti è collassato.Si stimano in 3 milioni le persone afflitte dal sisma che ne ha lasciato più di 1 milione senza casa. Pesante l’impatto sui bambini: 1.500.000 quelli  colpiti dal terremoto e più di 300.000 senza casa. Moltissimi inoltre sono quei minori privi di uno o entrambi i genitori: 380,000 prima del terremoto, adesso sono molti di più.Negli ultimo 3 mesi, in stretto coordinamento con le autorità di Haiti, la comunità internazionale e la comunità locale, Save the Children ha raggiunto ed aiutato circa 553.000 persone, di cui la metà circa bambini. Con uno staff di 500 persone e intervenendo a Port-au-Prince, Léogâne, Jacmel, Petit Goâve e nelle aree circostanti, l’organizzazione sta fornendo cibo, ripari, assistenza sanitaria, protezione, acqua potabile, servizi igienici, istruzione e programmi di support alle famiglie colpite dal sisma.
Secondo il rapporto In aiuto ai bambini di Haiti negli ultimi 3 mesi Save the Children ha:- distribuito cibo a più di 250.000 persone. La distribuzione proseguirà anche nei prossimi mesi.
– distribuito materiale per allestire ripari temporanei a 7.500 capi-famiglia e continuerà a fornire tali aiuti o piccoli finanziamenti per l’acquisto di tali beni, anche nei prossimi mesi. – assicurato acqua potabile e servizi igienici a 221.000 persone. Inoltre sta contribuendo al drenaggio dell’acqua in coincidenza con l’inizio della stagione delle piogge. –  curato più di 23.000 bambini e adulti nelle sue cliniche mobili e grazie a 27 squadre di medici sta assicurando assistenza specializzata alle donne, prima, durante e dopo il parto. Inoltre ha allestito 16 tende per neonati, dove donne con bambini appena nati possano allattare e ricevere il supporto necessario in questa delicata fase. Una speciale attenzione viene prestata ai bambini affetti da malnutrizione o orfani e a tutti vengono assicurati alimenti terapeutici e pronto all’uso. – in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, identificato spazi e strutture per scuole temporanee e fornito tende e materiale utile al riavvio e riapertura di 41 scuole. Obiettivo dell’organizzazione è garantire scuola e insegnanti adeguati a 160.000 bambini, attivando programmi per lo sviluppo della prima infanzia e corsi scolastici per i bambini che hanno perso la scuola. –       allestito 35 Spazi a misura di bambino a Port-au-Prince e Jacmel, assicurando in ciascuno di essi attività creative e ricreative per 100 minori al giorno. – organizzato attività di identificazione dei minori soli e di rintraccio dei genitori, se ancora in vita, o di familiari. Attività tutt’ora in corso.

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Focolari: sulla piaga degli abusi

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2010

Dalla Presidente del Movimento dei Focolari Maria Voce: “In questo momento così grave e doloroso, condividiamo quest’”ora di passione” con il Papa, con la Chiesa tutta e con tutti coloro che sono stati feriti dalla  grave piaga degli abusi.  In particolare, a nome mio personale e dell’intero Movimento  dei Focolari ho espresso al Santo Padre la nostra vicinanza e preghiera in questo momento in cui assistiamo al moltiplicarsi di attacchi alla Sua persona. Ci appaiono come un’insipiente reazione alla linea di chiarezza e fermezza che caratterizza il suo pontificato.  Nella fede che l’Amore del Padre conduce la storia, siamo certi che quest’ora prepara una nuova resurrezione, proprio perché “costringe” noi e tutta la Chiesa ad una nuova radicalità evangelica”.

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Brunetta e lo sciopero Cgil del 12 marzo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

Dichiara Vittorio Pezzuto Portavoce del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione: “L’ennesimo sciopero “allunga week-end” indetto dalla Cgil per venerdì 12 marzo non ci preoccupa certo per la prevedibile, striminzita adesione dei lavoratori pubblici. Da tempo questo sindacato conservatore ci ha infatti abituato a percentuali inferiori alle due cifre. Quello che però ci amareggia è constatare come il segretario generale Carlo Podda, nel tentativo di spingere alla mobilitazione gli ormai esausti iscritti al suo sindacato, abbia deciso attaccare strumentalmente le recenti modifiche alla Legge 104, volute dal ministro Brunetta per meglio tutelare il sacrosanto diritto dei cittadini disabili a una reale assistenza, senza quegli abusi che ogni anno sottraggono oltre 100 milioni di euro ai loro veri bisogni.  Il Dipartimento della Funzione pubblica, in pieno accordo con le associazioni di tutela dei disabili, ha realizzato nello scorso mese di ottobre un primo monitoraggio completo sull’utilizzo dei permessi previsti dalla Legge 104 (consultabile sul sito http://www.innovazionepa.it), allo scopo di ottimizzare le risorse disponibili alla reale assistenza alla disabilità. I dati pervenuti da 9.400 amministrazioni (impieganti un milione 700mila dipendenti pubblici) hanno così consentito di realizzare finalmente una mappa delle tante anomalie nell’utilizzo dei permessi. E’ risultato ad esempio che il 9% dei dipendenti pubblici utilizza questi permessi mensili a fronte dell’1,5% dei lavoratori del settore privato. I dati raccolti hanno poi evidenziato variazioni significative del fenomeno sia a livello regionale (dal 4% nel Trentino Alto Adige e nella Valle d’Aosta fino al 16% in Umbria) sia per quanto riguarda i settori d’impiego (dal 4% del comparto sicurezza fino al 14% negli Enti pubblici nazionali). Si è poi constatata la diffusissima anomalia di assegnare permessi a famigliari di quarto grado, a volte distanti centinaia di chilometri dalla residenza del disabile. Il monitoraggio ha in sostanza registrato un fortissimo trend di crescita nell’utilizzo di questi permessi, con numerosi casi di abuso che di fatto trasformano il diritto del disabile in un privilegio del parente o affine che si candida ad accudirlo, spesso senza alcun beneficio per il disabile stesso.  La nuova legge in materia di lavoro pubblico e privato cerca di riportare rigore e serietà nella disciplina in materia di permessi per l’assistenza a portatori di handicap in situazioni di gravità. Contro di essa si scaglia adesso la Cgil, che mai ha denunciato né combattuto gli abusi nell’applicazione della Legge 104. Da che parte stanno Podda e compagni? Purtroppo dalla parte della conservazione, della tutela dei furbi e di quanti in questi anni hanno sottratto risorse all’assistenza dei veri disabili.

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