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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

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Open Studios: Real Academia de España. Presentazione dei progetti degli artisti residenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 marzo 2019

Roma Giovedì 21 Marzo 2019 Ingresso libero per il pubblico ore 17.00 – 19.00 Ingresso su appuntamento per addetti ai lavori ore 10.00 – 17.00 Real Academia de España en Roma Piazza S. Pietro in Montorio 3 per un open day dedicato a mostrare in anteprima i nuovi progetti dei residenti dell’Accademia della stagione 2018/2019.
Gli Open Studios saranno ancora una volta l’occasione per incontrare e conoscere da vicino, proprio all’interno degli atelier dei residenti, le singole realtà e le espressioni dei singoli linguaggi prescelti, che vanno dall’arte figurativa alle performance, dalla storia dell’arte alle tecnologie multimediali, mettendo in mostra la creatività dei vincitori del Concorso del Ministero degli Affari Esteri spagnolo, nel cui bando viene richiesto agli artisti un progetto in sinergia con il panorama artistico e culturale italiano e romano in particolare.
La giornata del 21 marzo (unica data in cui saranno aperti gli studi) sarà l’occasione per conoscere i 23 progetti, ancora in divenire, che saranno successivamente presentati il 20 giugno, in occasione dell’inaugurazione della mostra dedicata ai Borsisti. Durante la giornata sarà inoltre possibile vedere anche alcuni dei luoghi dell’Accademia solitamente chiusi al pubblico, come il chiostro, i giardini, la terrazza, il giardino romantico, il salone dei ritratti e la sala da pranzo del piano nobile.
La Real Academia de España en Roma, istituzione dipendente dell’Ambasciata di Spagna in Italia, che festeggia quest’anno il suo 146º anniversario, a partire dalla sua fondazione avvenuta nel 1873, svolge da sempre un ruolo fondamentale e strategico per la politica culturale spagnola all’estero nella formazione di numerose generazioni di artisti e intellettuali spagnoli, italiani e iberoamericani. Piattaforma culturale e centro di produzione e innovazione artistica di riferimento per stimolare alla produzione sia delle promesse che degli affermati talenti, ha come obiettivo primario quello di proiettare e diffondere la cultura creativa a livello internazionale.

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Festival Remover Roma con Santiago

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

cervantesRoma. Dal 2 ottobre al 2 novembre, per un mese esatto, i luoghi più rappresentativi della cultura spagnola a Roma, la Real Academia de España en Roma, l’Instituto Cervantes e la Escuela Espanola de Historia y Arqueologia en Roma ospiteranno una serie di eventi dedicati alla scoperta della cultura spagnola in tutte le sue forme. Remover Roma con Santiago è il titolo scelto per questa prima edizione che ha come obiettivo quello di far conoscere il lavoro di alcuni dei maggiori artisti che provengono dalle varie regioni spagnole attraverso cui passa il Cammino di Santiago.
Il Festival verrà inaugurato il 2 ottobre con una grande mostra collettiva “Muchos Caminos”, che si terrà presso la Real Academia de España e che vedrà coinvolti sia artisti spagnoli contemporanei che artisti stranieri che hanno legato in qualche modo il loro lavoro al Cammino. Lo stesso giorno, prima dell’inaugurazione della mostra, si terrà un grande concerto di Uxia, considerata una delle esponenti più importanti della musica galiziana, il cui stile si caratterizza per la fusione di musica tradizionale galiziana con il Fado e i ritmi brasiliani.
Tra gli appuntamenti il 29 ottobre si terrà il concerto di chiusura di Maria del Mar Bonet presso la Real Academia de España, con cui l’artista chiude la sua carriera cinquantennale. Il 6 ottobre alla Casa del Cinema l’appuntamento è con Carlos Saura una delle figure chiave della storia del cinema spagnolo, e nell’occasione verrà proiettata la sua nuova opera Jota, de Saura dedicata all’Aragona, sua terra d’origine.
Il 7 ottobre, sempre alla Casa del Cinema, sarà la volta di Oliver Laxe, regista, sceneggiatore e attore riconosciuto e premiato a Cannes e a livello internazionale, che presenterà Todos vòs sodes capitans. Oskar Alegrìa presenterà Emak Bakia baita, documentario dedicato al soggiorno basco di Man Ray, attraverso la ricerca della casa in cui l’artista girò un film d’avanguardia quasi del tutto sconosciuto e che non figura in nessun archivio. Isabel Muñoz, fotografa di fama internazionale, due volte vincitrice del World Press Photo, il cui lavoro si focalizza sullo studio del corpo umano, porterà il documentario Angalia Mzungu, testimonianza di un viaggio che la fotografa ha compiuto in Congo. Tra gli appuntamenti dedicati al teatro il 4 ottobre si terrà Beatus, spettacolo incentrato sull’Apocalisse di Giovanni, con scene cantate tra tradizione popolare e liturgia. Il Festival darà spazio anche ai più piccoli con dei laboratori artistici per bambini curati da Maria Angeles Vila, che guideranno i giovani partecipanti in un viaggio alla scoperta del Camino de Santiago. Tutti gli appuntamenti del Festival inoltre si possono consultare sul nuovo portale http://www.piazzadispagna.es,

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Incontro con Antoni Muntadas

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 aprile 2017

Antoni MuntadasRoma 2 maggio 2017, ore 19.30 Reale Accademia di Spagna Tempietto del Bramante Piazza San Pietro in Montorio, 3 ospite del secondo appuntamento stagionale de «I Martedì Critici», realizzato in collaborazione con l’Accademia di Spagna, sarà Antoni Muntadas (Barcellona, 1942). Entre/Between, la grande mostra che il Reina Sofia di Madrid dedicò nel 2011 ad Antoni Muntadas ripercorrendone gli oltre quarant’anni di carriera, non era strutturata secondo un ordine cronologico delle opere, né basata sulla specificità dei media utilizzati. Articolata in nove nuclei tematici, o meglio, nove costellazioni, l’esposizione rivelava in maniera immediata la natura della pratica artistica di Muntadas, basata su una costante, approfondita ricerca protratta negli anni, accompagnata parallelamente dalla formazione di uno spirito critico, sempre presente nella realizzazione dei suoi progetti. Le nove costellazioni in cui la mostra era articolata – microspazi, paesaggio dei media, sfere di potere, costruzione della paura, luoghi dello spettacolo, spazi pubblici, archivio, traduzione, sistemi dell’arte – tracciano l’orizzonte tematico verso cui si orienta l’opera dell’artista, da sempre impegnato nello svelamento dei meccanismi di potere che regolano alcuni contesti. La presentazione dei lavori avviene attraverso l’impiego di media diversi, alcuni provenienti dal vocabolario concettuale, come l’archivio, l’inchiesta, la documentazione, e i libri, integrati con altri, come serie fotografica, il video, l’installazione, ma anche il web: ogni elemento di questa complessa struttura concorre nel presentare i risultati delle ricerche dell’artista condotte sul campo. Si tratta di dispositivi relazionali, organizzati secondo un certo montaggio, che forniscono al pubblico gli strumenti e il contesto per poter riflettere in prima persona sugli argomenti esaminati, sul potere, le istituzioni che lo rappresentano e le contraffazioni su cui spesso si basa la loro autorità.
Tra i lavori più celebri di Muntadas vi è The File Room (1994-2011), consistente in un archivio, ora consultabile online, che raccoglie una vasta documentazione su casi storici e più recenti di censura, mentre in Between the Frames (1982-1993), l’obiettivo della sua indagine critica è puntato dritto verso il sistema dell’arte, il ruolo dei musei, delle gallerie, dei collezionisti, svelando il sostrato economico che lo governa, attraverso centocinquanta interviste ai suoi diversi attori, tra cui figurano Harald Szeemann e Pierre Restany. Muntadas è un precursore sia nel display, nella presentazione dell’opera, che ha incluso precocemente l’impiego di internet e la conversazione tra media diversi attraverso un originale “montaggio” che ha l’obiettivo di comporre nella sua totalità il progetto, sia nelle tematiche affrontate, ancora attuali, come le problematiche legate alla conoscenza trasmessa dai mass media, o la paura come esercizio di potere e sistema di controllo. Al 2005 data il progetto On Translation: Fear/Miedo, un’indagine che pone a confronto la paura sul piano personale, politico e mediatico, condotta in un territorio di confine tra Stati Uniti e Messico, tra San Diego e Tijuana. Il progetto è stato portato avanti nel 2007 tra il Nordafrica e la Spagna, col titolo On Translation: Miedo/Jauf, (“Jauf” è la parola araba per paura). In entrambi i casi, si tratta di territori di confine tuttora teatro di flussi migratori e incomprensioni, ancora un argomento di scottante attualità, come lo è Alphaville e Outros (2011), un’indagine sulla paura che genera barriere, che in questo caso ha come oggetto della ricerca le gated communities in Brasile.Fin dalla sua partecipazione negli anni Settanta al Grup de Treball, collettivo di artisti e intellettuali di matrice concettuale, politicamente attivo contro il regime dittatoriale franchista, Muntadas è un artista impegnato che, lontano da ogni slogan o propaganda, ha messo al centro della sua ricerca indipendente l’urgenza di porsi interrogativi, di riattivare negli spettatori una coscienza critica.Antoni Muntadas vive e lavora a New York dal 1971. (foto: Antoni Muntadas)

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Poesia degli occhi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 dicembre 2009

Roma 10 dicembre 2009 alle ore 18.30,  presso la Reale Accademia di Spagna di Roma Piazza San Pietro in Montorio 3, verrà inaugurata la mostra Poesia degli occhi. Omaggio degli artisti italiani a Federico García Lorca, a cura di Otello Lottini. All’inaugurazione prendono parte Enrique Panés, Direttore della Reale Accademia di Spagna, Umberto Croppi, Assessore alla Cultura e alla Comunicazione del Comune di Roma, Fabio Fatuzzo, Assessore alla Cultura del Comune di Catania (dove la mostra andrà l’anno venturo) e Nerio Nesi, Presidente dell’Associazione Culturale Italia / Spagna (ACIS). La mostra è  promossa dall’Università Roma Tre – Dipartimento di Letterature Comparate e dal Centro d’Arte Contemporanea (CEDAC), della Facoltà di Lettere e Filosofia dello stesso Ateneo, nonché dall’Accademia di Spagna a Roma. Hanno dato il loro sostegno e patrocinio il Comune di Roma, Assessorato alla Cultura e Comunicazione, il Comune di Catania, Assessorato alla Cultura, l’Istituto Cervantes di Roma, l’Associazione Culturale Italia Spagna (ACIS) di Torino. Gli artisti italiani Alberto Abate, Ubaldo Bartolini, Tommaso Cascella, Bruno Ceccobelli, Solveig Cogliani, Stefano Di Stasio, Paola Gandolfi, Elio Marchegiani, Vanni Rinaldi, Donatella Schilirò, sono stati invitati a ri-creare l’esperienza estetica degli undici Sonetti dell’amore oscuro (1935-1936) di García Lorca, lavorando con una dinamica interpretativa, in cui la coscienza creativa del presente si nutre del mondo poetico del passato, che, in questa occasione, si incarna in una delle più grandi voci del Novecento spagnolo ed europeo.  I Sonetti dell’amore oscuro che Lorca ebbe il tempo di comporre sono in tutto undici. Nelle sue intenzioni, erano parte di un libro più esteso, che doveva costituire un vero e proprio canzoniere d’amore. Ma la tragica morte gli impedì di comporlo. Alcuni erano già noti negli anni Trenta, poiché Lorca li aveva letti in privato ai suoi amici (da Pablo Neruda a Vicente Aleixandre).  Tragedie del passato e attualità della poesia. La mostra intende guardare alla perennità e all’attualità della poesia di Lorca, che continua a parlarci ancora oggi, più che a rievocarne la drammatica morte, che è consegnata alle tragedie storiche del Novecento.  (foto opera abate)

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