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Posts Tagged ‘accademia ungheria’

Mostra fotografica CaraDonna

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2020

Roma Sabato 7 marzo p.v. alle ore 18.30 presso la Galleria dell’Accademia d’Ungheria Istituto di Cultura Ungherese in Roma. (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) verrà inaugurata la mostra fotografica CaraDonna. Si tratta di una campagna creativa tutta al femminile, impostata e sostenuta da Agapestudenti e realizzata in collaborazione con la fotografa Gemma R. Gonçalves da Silva.
L’obiettivo del progetto, giunto alla sua quinta edizione, è favorire e sostenere l’ascolto delle voci delle donne.L’iniziativa vede cinque sessioni fotografiche, realizzate tra la fine di gennaio e la metà di febbraio 2020, durante le quali le donne che hanno scelto di partecipare si sono lasciate scrivere il loro messaggio sul proprio corpo. Da donna a donna.
In occasione della Festa Internazionale della Donna, le foto scattate saranno esposte in una mostra aperta al pubblico, celebrativa delle donne e dei messaggi da loro scelti. Contestualmente sarà in esposizione anche la mostra fotografica di House of Light, una casa di accoglienza in India per donne salvate dallo sfruttamento sessuale. Apertura al pubblico: sabato 7 marzo p.v. ore 16.00-22.00
domenica 8 marzo p.v. ore 11.00-17.00.

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”21 grammi”: mostra di Katalin Rényi

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 aprile 2019

Roma Venerdì 3 maggio p.v. alle ore 19.00 presso il Piano Nobile del Palazzo Falconieri (Via Giulia, 1) quale sede prestigiosa dell’Accademia d’Ungheria in Roma, si terrà l’inaugurazione della mostra “21 grammi” di Katalin Rényi, grafica/pittrice ungherese premio Munkácsy Mihány. Secondo la concezione cristiana, dopo la morte, l’anima si separa dal corpo: lo lascia e vola via, come un uccello che abbandona la sua gabbia. L’anima di una persona devota desidera tale ascesa ancora prima, mentre è ancora viva: “Come la cerva ansima dopo i torrenti d’acqua, così ansiosa l’anima mia dopo di te, o Dio”. (Salmo 42) Ma non tutte le anime si dirigono verso il Signore: l’Arcangelo Michele pesa le anime dei morti sulla sua bilancia di giudizio, ei dannati verranno rinviati all’Inferno.
All’alba del XX secolo, una delle premesse della visione del mondo pre-einsteiniana era che tutte le cose esistenti possedevano necessariamente determinati parametri fisici misurabili. Questo fu probabilmente ciò che spinse il medico americano Duncan MacDougall a tentare di misurare il peso dell’anima, mentre lascia il corpo. Mise i suoi pazienti terminali su una bilancia speciale, che, immediatamente dopo il momento della morte, mostrò una differenza di peso. Nel suo studio, pubblicato nel 1907, specificò questo cambiamento di peso come una perdita di 21 grammi, che, nella sua interpretazione, equivaleva al peso dell’anima, quando lascia il corpo.
Tale risultato venne poi riproposto nell’arte. Dopo il volgere del millennio, il tema ha suscitato un ulteriore interesse per la cultura popolare, probabilmente dovuto in parte al lungometraggio di grande successo di Alejandro González Iñárritu, intitolato “21 grammi”, uscito nel 2003.L’ampia esposizione di Katalin Rényi – a cura di Barbara Baska e in programma fino al 30 maggio p.v. – si inserisce bene in questa prospettiva. Il soggetto delle sue opere è sempre l’anima o un’esperienza trascendente – a volte un mistero – ad essa collegato. In ogni caso, il lavoro di Rényi mira oltre il mondo materiale. Si tratta di una questione di fede e di scelta artistica.
La mostra dopo Roma prosegue a Parigi, Mosca, Vienna, Berlino e Bruxelles. Al vernissage, alle ore 19.45 presso la Sala Liszt dell’Accademia d’Ungheria in Roma, seguirà un concerto un concerto degli alunni dell’Accademia Internazionale per l’Alta Formazione nella Musica e nelle Arti dello Spettacolo (AIMART), con un programma dedicato a Béla Bartók, noto compositore, pianista ed etnomusicologo ungherese.

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L’Accademia d’Ungheria in Roma ricorda con due eventi il noto poeta ungherese Endre Ady

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2019

Roma Martedì 22 gennaio p.v. alle ore 15.00 verrà depositata una corona presso la targa commemorativa di Ady a Roma. La targa in questione, collocata dal Comune di Roma nel 1972, si trova in Via Vittorio Veneto 24 e ricorda il poeta ungherese Endre Ady (Ermindszent 1877 – Budapest 1919), che soggiornò più volte presso l’albergo (Hotel Imperiale) sul cui muro appunto è posta la targa.”In questo albergo soggiornò Endre Ady, poeta del destino, dei desideri e dei sogni della nazione ungherese.”
Sempre martedì alle ore 19.00 presso l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri- Via Giulia, 1) si terrà invece una tavola rotonda dal titolo Endre Ady, Coscienza inquieta d’UngheriaNell’Austria-Ungheria che moriva visse un grande poeta e giornalista ungherese
con la partecipazione del Prof. Gianluca Volpi (Inquadramento storico: gli ultimi venti anni della Monarchia austro-ungarica nell’ottica ungherese), Prof. Roberto Ruspanti (Inquadramento letterario: l’opera poetica e pubblicistica di Endre Ady ).
Nel corso della serata gli interessati potranno inoltre assistere alla lettura di alcune liriche e di alcuni articoli del poeta –pubblicista. Accompagnamento musicale al pianoforte a cura del Mo Annie Corrado.

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La notte di Pilato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Notte di Pilato 2.jpgNotte di Pilato.jpgRoma Giovedì 20 settembre p.v. ore 19.30 torna il teatro presso l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) la messa in scena dell’ultimo lavoro del noto poeta, drammaturgo ungherese István Fazekas, intitolato “La notte di Pilato”.
Il dramma storico in un atto sarà preceduto dalla presentazione della versiona italiana dell’omonimo libro, da parte di György Dömötör, direttore di Új Színház; Teréz Barna, giornalista e Éva Petrőczi, attrice premio József Attila.
Gli interpreti della rappresentazione teatrale, alla quale presenzierà anche l’autore, saranno Bernadett Gregor (Claudia Procula), Dávid János (Pilato). Regia e traduzione a cura Lilla Falussy. L’ultimo lavoro di Fazekas ci riporta nel 33 dC, alla notte che precede il processo di Gesù, durante il quale Pilato ordinò la sua flagellazione e la crocifissione. Il dramma è ambientato nella stanza da letto di Pilato. L’autore prende spunto da una frase del Nuovo Testamento, in cui Claudia, moglie di Pilato la notte prima si rivolge al prefetto dicendo: «Non aver nulla a che fare con quel giusto, perché oggi ho sofferto molto in sogno per causa sua». (Matteo, 27/19) e Il pubblico riceverà in omaggio la versione italiana del volume.

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1945 di Ferenc Török in programma all’Accademia d’Ungheria in Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Roma Giovedì 14 giugno p.v. alle ore 19.30 presso l’Accademia d’Ungheria in Roma via Giulia 1 è in programma la proiezione del film 1945 (Ungheria 2017, ’91) del regista ungherese Ferenc Török, membro dell’European Film Academy.
Il lungometraggio diretto da Ferenc Török (No Man’s Island, East Side Stories, Istanbul) e distribuito da Mariposa Cinematografica e barz and hippo, ci riconduce in un afoso giorno di agosto del 1945 in un villaggio ungherese dove gli abitanti si stanno preparando per il matrimonio del figlio del vicario, quando un treno lascia alla stazione due ebrei ortodossi, uno giovane e l’altro più anziano. Sotto lo sguardo vigile delle truppe occupazioniste sovietiche i due scaricano dal convoglio due casse misteriose e si avviano lentamente verso il paese. L’arrivo dei due ebrei sembra rimetterà in discussione il precario equilibrio che la guerra appena terminata ha lasciato. In tutta la comunità si diffondono rapidamente la paura e il sospetto che i tradimenti, le omissioni e i furti, commessi e sepolti durante gli anni di conflitto, possano tornare a galla.
Il film, tratto dal racconto “Homecoming” dello scrittore ungherese Gábor Szántó T. e caratterizzato da un suggestivo bianco e nero nonché da un cast di alto profilo, ha vinto numerosi premi nei festival di tutto il mondo ed è stato presentato nella sezione Panorama della 67a edizione del Festival di Berlino.
Alla proiezione del film seguirà un dibattito con la nota scrittrice di origine ungherese Edit Bruck. Ingresso libero fino a esaurimento posti!

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Evento 16° Mostra Internazionale di Architettura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2018

Venezia 24 maggio 2018, ore 11.00 Giardini la Mostra Internazionale di Architettura, dal titolo FREESPACE, a cura di Yvonne Farrell e Shelley McNamara, sarà affiancata, come di consueto, da numerose partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia.
L’Ungheria quest’anno torna con un’installazione panoramica/elevata (11 m di altezza, 36 mq), ispirata al famoso Liberty Bridge (Ponte della Libertà/Szabadság híd) di Budapest, realizzata dallo Studio Nomad (Bence Pásztor, Soma Pongor e Dávid Tarcali) e collocata al centro del Padiglione Ungheria. Curatori: Kultúrgorilla (Júlia Oravecz, Éva Tornyánszki e Anna Göttler).
L’idea di questo progetto architettonico piuttosto intrigante si ispira ad un fatto concreto avvenuto nell’estate del 2016, quando il noto ponte ungherese – costruito tra il 1894 e il 1896 su progetto di János Feketeházy ed inaugurato alla presenza dell’imperatore Francesco Giuseppe – venne chiuso al traffico per via dei lavori di infrastruttura della capitale, e successivamente occupato dalla Y generazione della capitale ungherese. Difatti il “ponte occupato”, senza alcuna ideologia, ben presto divenne il palcoscenico dei creativi budapestini, ospitando concerti, spettacoli teatrali, lezioni di joga e sollevò alcuni quesiti urbanistici quali: cosa s’intende oggi per spazio pubblico? Come fa un ponte divenire medium della libertà? L’occupazione spontanea di uno spazio pubblico come può influenzare l’urbanistica e gli architetti?
Il progetto espositivo, vincitore di un concorso nazionale, realizzato dal Museo Ludwig di Budapest, dal team di curatori Kultúrgorilla e dagli architetti dello Studio Nomad, si interroga su come un ponte storicamente importante, quale il Ponte della Libertà di Budapest possa essere divenuto uno spazio pubblico.

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Miserere mei: concerto di musica sacra

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2018

Roma lunedì 26 marzo p.v., alle ore 19.30 presso la Sala Liszt Accademia d’Ungheria (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) si terrà il concerto di musica sacra MISERERE REI dell’Ensemble UniCum Laude.L’Ensemble UniCum Laude nasce nel 1994. I membri – József Csapó (contratenore), Árpád Meláth (tenore), Arnold Mits (tenore), Tamás Pap (baritone), Csaba Kutnyánszky (baritone), György Silló (basso) – vantano un passato da corista di altissimo livello, e possiedono il diploma di direttore di coro. Alcuni di loro si esibiscono anche da solista. Il nome stesso dell’Ensemble, UniCum Laude rispecchia l’ars poetica del gruppo ungherese che si basa su opere piuttosto rare e particolari della storia della musica. Il repertorio dell’ensemble include brani di musica sacra rinascimentale, madrigali ma anche brani di musica contemporanea e trascrizioni di musica pop.

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Incontro con András Forgách

Posted by fidest press agency su martedì, 30 gennaio 2018

gli atti di mia madreRoma 9 febbraio 2018, ore 18.30 Accademia d’Ungheria in Roma (Via Giulia, 1) si terrà un incontro con András Forgách. Alla serata organizzata dall’Accademia d’Ungheria in Roma in collaborazione con Neri Pozza Editore, intervengono: András Forgách (autore), Mariarosaria Sciglitano (traduttrice), Massimo Congiu (giornalista e studioso di questioni riguardanti l’Europa centro-orientale, storico di formazione.), Marco Di Liddo (Ce.S.I. – Centro Studi Internazionali) e István Puskás (direttore dell’Accademia d’Ungheria in Roma). “Accade a volte che una rivelazione possa a tal punto mutare il senso di una storia, da trasformare ogni suo singolo istante in qualcosa di totalmente altro, di tragicamente inaspettato. Dal 2005 fino al 2015 una rivelazione simile ha sconvolto l’esistenza di András Forgách, scrittore, drammaturgo, poeta, membro del Teatro Nazionale di Kecskemét. Dapprima una voce, una chiamata al telefono di qualcuno imbattutosi nella faccenda per puro caso, qualcuno cui è capitato di sfogliare un fascicolo quando l’Ungheria ha aperto gli archivi dei servizi segreti del passato regime comunista. Poi la frequentazione personale di quegli archivi e la lettura diretta dei dossier.”
András Forgách è nato a Budapest nel 1952. Dal 1970 al 1976 è stato studente di filosofia presso l’Università ELTE BTK. Ha lavorato come drammaturgo del New Theatre e del Teatro dell’Opera di Budapest. Dal 2010 è direttore del dipartimento di Teatro e Film Academy e dal 2015 è anche sceneggiatore. Tra le sue opere figurano i romanzi Hosszú alkony (1997), Másnap (2004) e Zizi (1982).Al termine dell’incontro, a partire dalle ore 20.00 ci sarà la proiezione del film “ Il tempo sospeso” di Péter Gothár (Ungheria – 1982, ’99), in lingua inglese con sottotitoli in italiano.
Nel 1956 i carri armati sovietici entrano a Budapest. Sette anni dopo seguiamo la vita di due ragazzi il cui padre ha dovuto abbandonare il paese perché perseguitato sul piano politico. I due crescono, conoscono l’amore e uno di loro, Dénes, erige a sua regola di comportamento la massima reticenza come miglior modo per evitare guai. Premio giovani a Cannes 1982 e vincitore di altri riconoscimenti. (foto: gli atti di mia madre)

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Mostre d’arte presso l’Accademia d’Ungheria in Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

accademia d'ungheriaRoma Dal 15 giugno al 23 luglio p.v. l’Accademia d’Ungheria ospiterà due mostre presso la propria sede (Via Giulia, 1), rispettivamente la mostra “Generazioni. Opere della famiglia artistica Szunyoghy”, allestita presso la Galleria del Palazzo Falconieri e “Attratti dalle tradizioni. Opere dei pittori della Subcarpazia”, collocata sul Piano Nobile del medesimo edificio. Il vernissage delle suddette esposizioni curate da Pál Németh si terrà giovedì 15 giugno p.v. alle ore 19.30. Inaugurano Dr. Ernő Fiedler e Dr. Péter Paczolay. La mostra che comprende trenta opere tra litografie, oli su tela e grafiche realizzate dai membri della nota famiglia artistica Szunyoghy tra padre, András Szunyoghy, figlio, András Szunyoghy Jn (graficoi) e la figlia, Viktória (pittrice). András Szunyoghy (1946 -) grafico, pittore. Completa i propri studi all’Accademia di Belle Arti di Budapest sotto la guida di György Kádár, Sándor Ék, Jenő Barcsay, Simon Sarkanytu. Dal 1971 al 1974 lavora per la Zecca dello Stato ungherese come apprendista incisore in rame. La sua prima personale ha luogo nel 1975. Nel 1982 borsista presso l’Accademia d’Ungheria in Roma. Dal 1989 al 1994 insegna grafica alla Scuola Secondaria di arte visuale di Budapest e dal 1996 anatomia all’Accademia di Arti Applicate di Budapest. Esordisce disegnando libri di anatomia. Il suo primo periodo artistico è caratterizzato da incisioni in rame e acquatinta su linoleum, dal tono spesso grottesco e ironico, con elementi e simboli della Commedia dell’arte. All’inizio degli anni 1980 le sue grafiche passano dallo stile grottesco a quello assurdo, ma restano tuttora caratterizzate dall’esecuzione teatrale. Allo stesso tempo Szunyoghy incomincia a dipingere paesaggi su tela con olio con tematica prevalentemente della grande pianura ungherese e a progettare francobolli per l’Ungheria, la Mongolia e Yemen. Nel panorama artistico ungherese il nome di Szunyoghy equivale all’arte del disegno. Nel 1989 pubblica il volume L’anatomia artistica del cavallo, cui seguono nel 1996 il volume Scuola del disegno e nel 1998 un volume dedicato all’anatomia umana. Le suddette opere sono state tradotte in diverse lingue. Tra le sue mostre più importanti vanno ricordate: Firenze, Palazzo Medici (1982), Accademia d’Ungheria in Roma (1982). Szunyoghy vanta numerosi premi, tra cui: Premio Derkovits (1973), Premio Barcsay (1989), Premio-Mednyánszky (1999).
La mostra allestita sul Piano Nobile del Palazzo Falconieri, ospita una selezione di 30 quadri olio su tela, provenienti dalla regione Subcarpatica (Ucraina), una delle aree etnicamente e culturalmente più espressive dell’Europa Centrale. L’esposizione ha molto da offrire ai visitatori, introducendoli in un mondo piuttosto particolare in cui il tempo sembra essersi fermato. Le opere dei 28 pittori selezionati, di varie etnie tra ungheresi ed ucraini, riportano sia le tradizioni pittoriche dell’arte moderna sia tematiche atemporali quali il paesaggio e l’amore per il proprio luogo d’origine. (foto. accademia d’ungheria)

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Proiezione film: Liza, la principessa volpe (Liza, a rókatündér)

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

lizaRoma Venerdì 10 febbraio p.v, alle ore 19.30 presso la Sala Liszt dell’Accademia d’Ungheria in Via Giulia, 1 – Palazzo Falconieri verrà proiettata la commedia di Károly Ujj-Mészáros, Liza, la principessa volpe (2015, ’98). Si tratta del primo lungometraggio del regista, sceneggiatore, produttore ungherese classe ’68. Secondo un’antica leggenda giapponese alcuni demoni travestiti da figure femminili di volpe incantano e seducono gli uomini, con lo scopo di rubare loro le anime e la vita. Lisa, un’infermiera innocente e solitaria cura da 12 anni la signora Marta, vedova dell’ex ambasciatore ungherese in Giappone. Quando la signora Marta muore, l’infermiera eredita il suo bell’appartamento in centro e rimane sola con il proprio amico immaginario Tony Tani, defunto cantante giapponese di musica pop. Nell’appartamento, però, muore in circostanze poco chiare anche il primo corteggiatore di Lisa. Il caso viene affidato al maresciallo Zoltán, poliziotto di provincia che si trasferisce proprio nell’appartamento di Lisa per poter osservare l’infermiera sospettata. Lisa comincia pian piano a convincersi di essere una principessa volpe, visto che intorno a lei muoiono sempre più corteggiatori…
Il pluripremiato film (tra i ben 14 premi, si ricordano Fantasporto International Film Festival 2015 – Miglior film; Imagine Film Festival Amsterdam 2015 – Premio argento Méliès, BIFFF di Bruxelles 2015 – Premio Orbit e Premio Pegasus, del pubblico; Nocturna Film Festival di Madrid 2015 – Premio Pail Naschy; Seattle International Film Festival 2015 – Grand Jury Prize New Directors Competition; Hungarian Film Festival of Los Angeles 2015 – Miglior film; Rassegna Cinema Ungherese, Budapest 2016- Miglior film), verrà proiettato in ungherese con sottotitoli in italiano. Ingresso gratuito! (foto: Liza)

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Mostra Metafisiche e metamorfosi

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2017

adamiRoma. A giudicare dal successo di pubblico e stampa alla mostra Metafisiche e metamorfosi inaugurata ieri sera presso il Palazzo Falconieri, il 2017 sarà un anno piuttosto prosperoso per l’Accademia d’Ungheria in Roma.
Nell’ambito della mostra sono state esposte presso la Galleria dell’Accademia e il Piano Nobile, le opere di Valerio Adami. I quadri del pittore italiano di fama mondiale sono stati presentati al pubblico romano assieme ai disegni e quadri del noto pittore ungherese Csaba Fürjes, mentre sul fronte strada e all’ingresso del Palazzo i visitatori sono stati accolti dalle statue di Ervin Hervé-Lóránth, ispirate alle opere di Adami. Si tratta di una mostra all’avanguardia sotto vari profili, considerato che è la prima volta che a Roma viene inaugurata un’ampia retrospettiva dedicata all’artista italiano ed essa viene affiancata dalle opere di giovani artisti ungheresi.
L’iniziativa è frutto di una proficua collaborazione tra l’Accademia d’Ungheria in Roma e due gallerie romane, rispettivamente la Galleria André e la Galleria Mucciaccia. La mostra, accompagnata da un catalogo a colori, introdotto da Valerio Adami e Benito Recchilongo, resterà aperta al pubblico fino al 19 febbraio p.v. (foto. adami)

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Concerto Ferenc Liszt e L’Italia del gruppo Bricconcello

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 ottobre 2016

franz-lisztRoma venerdì 21 ottobre 2016, alle ore 20.30 presso l’Accademia d’Ungheria (Palazzo Falconieri- Via Giulia, 1) si terrà il concerto Ferenc Liszt e L’Italia del gruppo Bricconcello. Un rapporto intenso e fondamentale quello di Ferenc Liszt con l’Italia. Presente in varie città del paese in vari momenti della sua vita, il grande compositore romantico non ha limitato la sua conoscenza della cultura e dell’arte italiana ad una mera esperienza da “Grand Tour”, perché del paese “dove fioriscono i limoni” (come cantava Goethe) ha scelto aspetti più profondi dei semplici paesaggi o delle antichità classiche. E nella parte avanzata della vita, nel suo lungo soggiorno romano, ha pure lasciato un’eredità musicale quale insegnante di alcuni importanti compositori della fine del secolo XIX, quali Giuseppe Martucci e Giovanni Sgambati.Il programma, infatti, comprende composizioni di Liszt legate alla sua conoscenza della poesia e dell’arte italiane – come i Sonetti di Petrarca musicati per voce e pianoforte – e anche alcune opere dei due allievi, rappresentati con brani strumentali e vocali, segnalando per Martucci il ciclo de “La canzone dei ricordi”, di raro ascolto nei programmi da concerto. Alfredo Piatti fu uno dei più grandi virtuosi del violoncello nel 1800 e, in programmi da concerto in tutta Europa, fu partner dello stesso Liszt (a cui viene spesso paragonato per lo sviluppo alla tecnica del suo strumento).
Il programma si chiude con un brano del compositore Giuliano Di Giuseppe, dedicato alla formazione e a questo progetto artistico del gruppo da camera “I Bricconcello”, che unisce le forze di esecutori italiani ed ungheresi: le voci italiane di Patrizia Cigna e Leonardo De Lisi, il violoncello di Pierluigi Ruggiero, il violino di Zoltán Bánfalvi e il pianoforte di Péter Kiss.L’evento è stato realizzato in collaborazione con l’Ambasciata di Ungheria presso il Quirinale con il sostegno del Comitato Commemorativo istituito in occasione del 60o anniversario della Rivoluzione e guerra d’indipendenza ungherese del 1956. (foto: Ferenc Liszt)

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