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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘accanimento’

Laura Castelli: “Contro Di Maio accanimento mediatico maniacale”

Posted by fidest press agency su martedì, 19 novembre 2019

“In giornate come questa provo imbarazzo per certa stampa. Inutile far finta di nulla o nascondere l’evidenza dei fatti. Ogni mattina è un tiro al bersaglio, un accanimento mediatico davvero maniacale contro Luigi Di Maio. A volte viene anche il dubbio che certi attacchi siano coordinati per abbattere un avversario comune. Intere pagine di retroscena fantasiosi usati come un’arma da fuoco per sparare contro una persona. Quanta amarezza, quanta rabbia. Nessuno ha il coraggio di raccontare che Luigi sta portando avanti, con coraggio, un processo gigantesco: innovare il Movimento, con grande altruismo.
Penso sempre più spesso che il nostro capo politico sia una roccia. E in giorni come questi, ne sono ancora più certa. Sfido a trovare una persona che nonostante tutto e tutti non ha mai abbandonato il coraggio e la determinazione di combattere il Sistema. E vi assicuro che il Sistema non è un qualcosa di astratto. Tutt’altro. Perché dove ci sono interessi e potere c’è sempre qualcuno che prova a fregarti per fare i propri interessi che non sono mai quelli della collettività. E se la stampa pensa di fermare questo processo di cambiamento che stiamo portando avanti, non ha ben capito chi ha davanti”. Così su Facebook, Laura Castelli, Deputato del MoVimento 5 Stelle e Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, postando una foto che la ritrae assieme a Luigi Di Maio. (n.r. Non nascondiamo la circostanza che anche noi, dalle colonne di questa agenzia, siamo stati a volte molto critici nei confronti di Di Maio. E’ stato, chiariamolo subito a scanso di equivoci, un giudizio “politico” e non si può pensare diversamente se nel giro di poco più di un anno il Movimento ha perso oltre sei milioni di elettori e a tutt’oggi continua in caduta libera. Abbiamo criticato di Maio per il suo deficit comunicativo per contrastare alla pari il suo alleato-avversario Salvini e oggi la storia sembra ripetersi con l’altro Matteo. Di Maio e lo stesso Movimento sembrano aver dimenticato che la testimonianza di una presenza non si misura solo a livello di social ma anche nelle piazze tra la gente e le associazioni e attraverso la comunicazione “tradizionale” della carta stampata, delle agenzie stampa e non ci riferiamo, ovviamente, solo alle grandi testate ma a quelle minori. Ricordiamo che già molti anni fa, ai tempi di Aldo Moro, questi invitò un giornalista, che oggi potremmo definire antisistema, che si chiamava Pecorelli, ad organizzare un incontro con i direttori delle testate studentesche a Palermo. Diciamo, piuttosto, che il movimento sta pagando il prezzo del non avere un leader carismatico e la compensazione sta, semmai, nel fatto che ne è carente tutta la classe politica italiana. Un altro aspetto è il programma del Movimento che consideriamo molto dispersivo. E dire che basterebbe porre mano ad una sola riforma: quella della giustizia per ottenere un cambiamento radicale nel sistema italiano. E poi nello sposare la causa dei due diritti: quello della vita e quello del vivere che possono riassumere e qualificarsi come la pietra miliare del buon governo. Il resto è tutto fumus senza arrosto.)

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Il maxiemendamento non convince il Cocer militari

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2010

Al generale Domenico Rossi, presidente del Cocer Esercito, appaiono ”incredibili e irricevibili le prime indiscrezioni sul maxiemendamento” alla finanziaria ”che lasciano intendere come la specificità (del comparto Difesa e Sicurezza – ndr), nonostante i vari annunci, non verrebbe salvaguardata nè per la parte stipendiale nè per la parte previdenziale”. Indiscrezioni ”incredibili”, sottolinea Rossi, alla luce del ”costante impegno profuso dal ministro La Russa e dal sottosegretario Crosetto, insieme al ministro Maroni e al sottosegretario Mantovano, durante l’iter legislativo della manovra per una sua correzione, stante la presenza di norme talmente penalizzanti per il comparto Difesa e Sicurezza da far pensare addirittura ad un preciso accanimento verso quest’ultimo da parte del ministero dell’Economia”. Secondo il presidente del Cocer ”se ciò fosse la realtà sarebbe un gesto di disattenzione incredibile verso il  comparto che si tradurrebbe in una sperequazione interna  proprio verso le categorie più deboli economicamente e in una sperequazione esterna, in antitesi con la specificità approvata per il comparto in parlamento, vista la maggiore penalizzazione rispetto al resto del pubblico impiego”. Considerata ”la situazione non ancora definita, con pieno senso di  responsabilità e al fine di volere prevenire le naturali rimostranze del personale interessato – conclude il generale Rossi – chiedo un intervento immediato del presidente del Consiglio coerente con la vicinanza più volte espressa agli operatori del comparto in virtù della specificità delle funzioni, della dignità degli stessi e  dell’esigenza sempre maggiore di difesa-sicurezza richiesta dal Paese” (F.M.)

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Parlamento Ue boccia condanna Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2009

Angelilli: “La sinistra ha pagato il prezzo del suo accanimento ideologico anti italiano”. “La sinistra ha pagato il prezzo del suo accanimento ideologico anti italiano ed esclusivamente mirato a screditare il Governo Berlusconi”, ha dichiarato il Vice Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Angelilli. “Infatti, la sinistra, opponendosi a tutti gli emendamenti che proponevano di allargare il dibattito a più Stati membri dell’Unione Europea, ha evidenziato il suo vero scopo: quello cioè di utilizzare il Parlamento Europeo per provare ad emettere  un pronunciamento di condanna politica verso il Governo italiano, piuttosto che aprire una seria discissione sul pluralismo dei media in Europa.  Imbarazzante è stata la indisponibilità a richiamare nel testo della Risoluzione le parole del Capo dello Stato che ha recentemente esortato i parlamentari europei a non trasformare il Parlamento Europeo in una sorta di istanza di appello delle questioni nazionali” ha concluso Roberta Angelilli.

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VIII edizione de “I Dialoghi di Trani”

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2009

Castello Svevo di Trani fino al 27 settembre 2009 manifestazione che riunisce noti scrittori e personalità del mondo dell’editoria, del giornalismo, della politica e della cultura, della scienza, su temi molto legati al ruolo del cittadino e dell’individuo, al suo protagonismo, alle sue responsabilità. Il tema di quest’anno è “CoScienza e Democrazia”. Beppino Englaro, accompagnato da Paolo Flores d’Arcais, è intervenuto questa mattina alla manifestazione pronunciando un accorato discorso che riassumiamo: “Dobbiamo convivere tra cittadini che, in fatto di fine vita, accanimento terapeutico, sofferenze terminali, sostengono etiche diverse”. Scrive così Paolo Flores D’Arcais nel suo libro “A chi appartiene la tua vita?”( Ponte della Grazie),  un documento appassionante che affronta gli aspetti filosofici, religiosi e politici delle scelte sul fine vita e sul quale siamo chiamati a ragionare nell’ambito degli appuntamenti della  nuova edizione de “I dialoghi di Trani”.  Dinanzi alle scelte più intime che interrogano l’essere umano (“ cosa voglio fare di me della mia vita e del mio corpo? “) D’Arcais propone sostanzialmente una visione liberale basata sull’autonomia dell’individuo. “ Altrimenti  – scrive D’Arcais –  se ci si accorda che le scelte sul fine vita spettano alla società e allo Stato prima che all’individuo si giunge a una soluzione aberrante e si entra nel girone infernale dove a qualsiasi maggioranza tutto è possibile: per esempio anche costringere una donna a portare a termine una gravidanza non voluta, esattamente come costringerla a interrompere una gravidanza desiderata, perché la maggioranza ritiene che si sia una grave minaccia di esplosione demografica e nessuna donna possa fare più di due figli”. Insomma, saremmo al totalitarismo. Io non posso non condividere le parole di Flores D’Arcais e non da filosofo ma  da semplice cittadino mi chiedo per quale motivo  parlare di libertà e di scelte individuali sia stato però ritenuto un  affronto in questo paese. In quei principi e in quelle regole, in particolare nell’art.. 32 della Costituzione, i giudici  hanno trovato il riferimento più completo per scrivere le sentenze che hanno infine consentito di dare attuazione alla volontà liberamente espressa a suo tempo da mia figlia Eluana  “Nessuno – si legge in quell’articolo – può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana  Dopo tutto quello che è accaduto in questo paese mi chiedo come sia possibile pensare ancora oggi che esista un diritto “della maggioranza “ a decidere sulla vita di una persona  stravolgendone le opinioni, i convincimenti più profondi, il suo stile di vita, unico e per questo degno di ascolto. Mi domando come si possa cercare  continuamente di dissacrare e seppellire le conquiste  sancite dai nostri padri costituenti, dalle donne e dagli uomini che ebbero il compito di ricostruire il tessuto sociale e civile di una nazione lacerata dalla guerra e che aveva bisogno di ritrovare valori condivisi, fuori dalle ideologie.  Il disegno di legge sul testamento biologico, approvato dal Senato e sul quale sta discutendo ora l’altro ramo del Parlamento, dimentica davvero quanto scritto nella nostra Costituzione e, cosa peggiore, giunge persino a manipolarla, con risultati che, – rileva lo stesso D’Arcais – finiscono per suonare persino ironici. Ma quale  rispetto dell’autoderminazione può esserci in un disegno di legge che impedisce di inserire l’idratazione e l’alimentazione nelle dichiarazioni anticipate di volontà?  Dove è la mia libertà se non posso decidere per me stesso quali terapie posso accettare o rifiutare? Che legge è quella che mi impone le convinzioni di un altro, che in nome del suo credo e delle sue certezze,  si autoproclama più saggio e dunque degno di decidere anche per me?  La presa di posizione di alcuni  parlamentari del pdl che nei giorni scorsi  hanno chiesto di potersi esprimere secondo coscienza, fuori dalla disciplina di partito,  nel voto che li attende alla Camera sulle norme relative al testamento biologico, non può che essere bene accolta. Mi auguro che  non si perda questa volta l’occasione per sgombrare il campo dagli equivoci che hanno accompagnato la discussione sul fine vita  per giungere ad una legge davvero rispettosa delle libertà civili”.

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