Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘accertamenti’

Cancro e visite di controllo

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 maggio 2012

Il 73% dei pazienti con una precedente diagnosi di tumore teme la recidiva della malattia, ma vive la visita di follow up (cioè l’insieme dei controlli clinici e strumentali successivi alla fine del trattamento) come un momento rassicurante, un modo per prendersi cura della propria salute. In meno del 20% dei casi questi controlli provocano ansia e preoccupazione. Il peso di questa attività non può però ricadere solo sull’oncologo, ma deve essere assorbito da più figure professionali, a partire dal medico di famiglia. È quanto emerge dalla prima indagine sull’organizzazione del follow up, che ha coinvolto sia gli oncologi che i pazienti, presentata oggi al Senato nella VII Giornata nazionale del malato oncologico organizzata dalla FAVO (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia). L’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) ha promosso un gruppo di studio permanente in collaborazione con CIPOMO (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri), SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) e FAVO su questo tema. “Il follow up – sottolinea il prof. Stefano Cascinu, presidente AIOM – ha un impatto fondamentale sulla qualità di vita e sulla riduzione della mortalità dei pazienti. È necessario creare strumenti operativi per realizzare una proficua collaborazione con altre figure professionali. Più del 90% degli oncologi afferma che il ruolo del medico di famiglia andrebbe valorizzato meglio”. Il modello organizzativo prevalente nel nostro Paese è quello “sequenziale”: dopo una prima fase di follow up esclusivamente specialistico, è prevista una completa delega del paziente al medico di medicina generale. “Ma il tempo che intercorre tra i due momenti – continua il prof. Cascinu – è variabile tra le diverse strutture (2-3, 5 o 10 anni) e non è trascurabile la percentuale di oncologi che dichiarano di mantenere in cura i pazienti per tutta la vita (55% nel caso delle neoplasie del seno e 30% di quelle del colon-retto). Il 35% dei pazienti riferisce di essere in follow up da più di 5 anni, a conferma che è diffusa, nelle oncologie italiane, la tendenza a proseguire indefinitamente questa pratica”. In Italia vi sono circa 2.250.000 persone (pari ad oltre il 4% della popolazione residente) che vivono con una precedente diagnosi di tumore. Il 57% di questi casi (pari a 1.285.680 persone) ha ricevuto la diagnosi di neoplasia da oltre 5 anni e rappresenta una quota rilevante di persone con bisogni peculiari. “Chiediamo – afferma il prof. Francesco De Lorenzo, presidente FAVO – che venga adottato un modello di ‘cure integrate’ che si caratterizza per una costante interazione tra i professionisti coinvolti nel follow up, in tutte la fasi della storia clinica della persona. Tale modello, pur non facendo mancare al paziente un riferimento sicuro, definisce un percorso di cura condiviso, garantisce un adeguato trasferimento delle competenze e distribuisce in modo più uniforme il peso dell’assistenza. Dal punto di vista delle risorse l’applicazione di un simile modello potrebbe contribuire a distribuire il carico assistenziale tra ospedale e territorio, evitando di privare il paziente e il medico di medicina generale del supporto dello specialista. Il mantenimento di un contatto con il centro di cura rappresenterebbe una garanzia di rapido rientro nel ‘circuito’ specialistico nel caso di sospetta ripresa di malattia.”
Le competenze necessarie sono articolate e non possono essere concentrate da un unico attore. Ripetuti studi clinici hanno documentato come non sia cruciale “chi” esegue il follow up: nel sistema sanitario anglosassone, ad esempio, sono stati testati con successo il follow up del medico di famiglia e quello infermieristico in alternativa al controllo specialistico, senza alcuna ricaduta negativa sull’anticipazione diagnostica e sulla soddisfazione dei pazienti. “La sopravvivenza media a 5 anni dalla diagnosi di tumore è del 52% fra gli uomini e del 61% fra le donne – continua il prof. De Lorenzo -. È necessario prendere in considerazione tutti gli aspetti che incidono sulla qualità della vita dopo il tumore. L’oncologia moderna deve saper rispondere ai nuovi bisogni di salute delle persone guarite dal cancro. A questo si aggiunge il problema delle risorse: infatti, l’esplosione della domanda, non accompagnata da una seria riflessione organizzativa né da una adeguata programmazione sanitaria, sta mettendo in crisi le strutture oncologiche obbligandole a ridurre la qualità dell’offerta per poter mantenere i servizi”. Esiste inoltre un problema di appropriatezza delle procedure. “A fronte di numerose raccomandazioni istituzionali autorevoli contro l’uso eccessivo di accertamenti – conclude il prof. Cascinu -, nel follow up esiste una diffusa tendenza alla richiesta di esami, probabilmente non sempre appropriata. Il 53% delle persone riferisce di eseguire in media tre o più esami per ogni visita. Un dato coerente con quanto riportato dagli oncologi. L’elemento fondamentale della visita di follow up è rappresentato dall’esame clinico, che consiste nel riscontro anamnestico e nell’esame obiettivo. A ciò si aggiungono pochi accertamenti di laboratorio e strumentali che, almeno per le patologie oncologiche più frequenti, sono definiti a priori e sono limitati. Solo in caso di sospetto su base clinica si eseguiranno approfondimenti diagnostici più complessi. La ricerca clinica ha dimostrato in diversi settori oncologici che metodiche di follow up strumentale più intensive non producono reali vantaggi in termini di sopravvivenza complessiva. Il problema del corretto impiego delle risorse assume un’importanza rilevante: i tempi e gli strumenti diagnostici utilizzati dovrebbero essere rigorosamente definiti”. Al questionario, contenuto nel IV Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, hanno risposto 395 pazienti (nel 62% dei casi i sondaggi sono stati compilati da donne con cancro del seno) e hanno partecipato circa cento strutture.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cetrioli killer

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 maggio 2011

Escherichia coli, Escherichia coli, environmen...

Image by davehwng via Flickr

“Consumare frutta e verdura solo dopo un accurato lavaggio e, laddove possibile, sbucciarle, evitando di tenerle a contatto con quelle non igienizzate”. E’ quanto raccomanda Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando il recente caso dei “cetrioli killer” che ha già causato il decesso di dieci persone in Germania e oltre cento casi di contagio in tutta Europa. “I primi risultati degli accertamenti effettuati dalle Autorità sanitarie tedesche -spiega Dona- individuerebbero in alcuni cetrioli importati dalla Spagna la presenza di un ceppo di ‘Escherichia coli’, un batterio aggressivo che può avere effetti patogeni anche con gravi conseguenze, proprio come accaduto in Germania”. “E’ bene sapere -sottolinea Dona- che le modalità di contaminazione dei vegetali possono essere diverse: oltre ai cetrioli debbono dunque essere attuate le comuni norme igieniche anche per altre verdure e frutta che vengono consumate fresche, ricordando inoltre che la cottura ‘protegge’ l’alimento, eliminando ogni microrganismo eventualmente presente”. “Bisogna infine tener presente -prosegue Dona- che nell’ambito dell’Unione Europea i controlli sulla sicurezza degli alimenti debbono essere fatti nei paesi in cui vengono prodotti in modo da poter garantire anche i paesi destinatari del prodotto. Nei casi in cui viene accertato un pericolo -continua il Segretario generale dell’UNC- le competenti strutture comunitarie bloccano le esportazioni ed ovviamente il consumo a livello locale, attuando controlli supplementari”. “Al momento -conclude Massimiliano Dona – nel nostro Paese non dovrebbero arrivare prodotti pericolosi dalla Spagna, ma è comunque bene che le nostre Autorità vigilino costantemente”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Accertamenti identità e burocrazia

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2010

Roma. “L’intervento degli Agenti del Gruppo XIX a Torrevecchia nei confronti di tre nomadi che avevano commesso furti in alcuni negozi è iniziata alle 12,45 e finita alle 23.00,  ha impegnato ben 7 Agenti della Polizia Municipale che hanno provveduto al fermo delle minorenni romene, al loro  accompagnamento e piantonamento all’Ospedale Gemelli per verificare l’età anagrafica tramite visite ed esami medici e al controllo della validità dei loro documenti presentati dai genitori solo in un secondo momento.” lo ha dichiarato in una nota Alessandro Marchetti, Segretario Generale aggiunto Sulpm
“Gia’ siamo pochi e per ogni intervento restiamo poi imbrigliati nella burocrazia.” ha concluso Marchetti “Il Corpo della Polizia Municipale di Roma dovrebbe avere un organico del 60% piu’ grande rispetto a quello attuale. A Milano  per esempio, gli agenti sono 3.500 su un territorio 4 volte più piccolo rispetto a quello della Capitale. Il Sindaco Alemanno ha fatto molto per la Polizia Municipale tra stabilizzazioni, assunzioni e indizione del nuovo concorso, ma è necessario  velocizzare l’ampliamento dell’organico  con i restanti 400 idonei in graduatoria, altrimenti si rischia che non possano entrare in servizio neanche per Natale.”

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Studi di settore

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 dicembre 2009

“Gli studi di settore non sono più un parametro certo per valutare la posizione fiscale di un’impresa. Ora lo dimostrano i fatti”. Lo dichiara il presidente di Confartigianato Provinciale di Venezia Giuseppe Molin, dopo che la Cassazione ha bocciato un ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate in materia di studi di settore, dando di fatto ragione a un parrucchiere lucano. Una sentenza destinata a rivoluzionare, a favore del contribuente, la formazione della prova nelle cause con il fisco. D’ora in poi infatti, sono da considerarsi nulli gli accertamenti fiscali che si poggiano solo sulle indicazioni provenienti dagli studi di settore. “Non posso che esprimere soddisfazione per quanto avvenuto – sottolinea Molin -, ricordando che la Confartigianato Provinciale di Venezia è da sempre in prima linea contro gli studi di settore. La sentenza della cassazione non fa che legittimare i dubbi avanzati più volte dalle nostre categorie verso uno strumento che penalizza le imprese. Le aziende, infatti, non possono essere danneggiate da una presunzione a priori di entrate maggiori rispetto a quelle dichiarate, semmai dovrebbe essere il fisco a rilevare i casi di non corrispondenza tra l’imponibile dichiarato e il lavoro compiuto. In quei casi di effettiva evasione, e solo in quelli, è corretto e opportuno un intervento punitivo e penalizzante. Le aziende che operano correttamente devono invece essere sostenute”. Secondo il presidente, gli studi di settore potrebbero tramutarsi in un utile mezzo di accertamento fiscale solo se venissero ritarati sulla loro funzione originaria, cioè quella di essere un strumento per “la valutazione dell’efficienza economica della gestione delle imprese e per il contrasto all’evasione fiscale, al lavoro nero, alla concorrenza sleale”.

Posted in Diritti/Human rights, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Artigianato veneziano

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2009

molin1467 imprese artigiane irregolari cancellate in provincia di Venezia nel primo semestre 2009, 417 delle quali con provvedimento d’ufficio. Questo, a fronte di 965 iscrizioni di nuove Pmi e di 1511 richieste di modifiche a statuti aziendali. Tra le aziende cancellate, quasi il 90% risulta condotto da imprenditori stranieri e rientra nei settori edile e tessile-manifatturiero.  I dati – forniti dalla Camera di Commercio Industria e Artigianato di Venezia – fanno emergere dunque una situazione preoccupante in tema di lavoro sommerso e aziende fittizie nel panorama delle Pmi artigiane della provincia di Venezia. Recentemente sono stati disposti ulteriori controlli periodici a cadenza semestrale, che mirano a verificare il fatturato delle aziende in quell’arco di tempo. Se non vengono prodotte documentazioni sufficienti, le ditte oggetto di accertamenti vengono cancellate.  “Il problema – rileva Molin – è che il successivo controllo arriva sei mesi più tardi, così queste aziende, molte volte, chiudono per un breve periodo per poi riaprire.”  Che il fenomeno delle aziende-truffa sia in espansione lo confermano i numeri: il primo semestre 2009 ha fatto registrare 274 cancellazioni in più rispetto allo stesso periodo del 2008 e un saldo positivo di ben 286 cancellazioni d’ufficio. Inoltre, nel periodo gennaio-giugno 2009 si registrano 224 iscrizioni e 12 richieste di modifica di statuto in meno.  “E a volte non bastano nemmeno le cancellazioni d’ufficio per combattere il fenomeno delle aziende irregolari – prosegue Molin – perché la polizia locale che esegue i sopralluoghi non ha gli strumenti adatti per scovarle una ad una”. Serve perciò una legge ad hoc: “per il comparto edile è quanto mai urgente una legge di settore – spiega il presidente. (molin)

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Ddl sicurezza, con le sue molte ombre

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2009

“Il decreto sicurezza riesuma la sudditanza del Governo alla politica irrazionale ed intransigente della Lega Nord”.  Così l’On. Domenico Scilipoti dell’Italia dei Valori in merito al provvedimento urgente sollecitato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanardi. “Le lacrime di coccodrillo dell’On. Giovanardi sono segnale inequivocabile che la normativa introdotta è totalmente inadatta a regolamentare il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Avevamo sollecitato un ripensamento che non c’è stato. Adesso è il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità, senza ulteriore iniezione di demagogia. In questo senso – prosegue il deputato IDV – fanno specie le parole di chi rassicura, indicando come la nuova disciplina si applicherà solo a coloro che trasgrediranno in futuro. Richiamarsi al principio della irretroattività della legge è da disonestà intellettuale tout court. Come faranno le migliaia di irregolari a dimostrare di essere in Italia già prima che la normativa recente venisse approvata? E se anche ciò fosse possibile, tutti gli accertamenti che dovranno essere effettuati non rischieranno di paralizzare definitivamente una giustizia già in affanno per l’immane numero di procedimenti pendenti? Le riforme vanno effettuate con raziocinio – conclude Scilipoti – prendendo atto di tutti i possibili rivolti ed implicazioni del caso e non con il teatrino dei ripensamenti e delle “pezze normative” fuori tempo massimo”.

Posted in Confronti/Your opinions, Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »