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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘accertamento’

Guida senza patente: sanzioni amministrative

Posted by fidest press agency su domenica, 13 Mag 2012

Guai grossi chi viene sorpreso alla guida nonostante il ritiro della patente. Rischia una multa di oltre 7000 €, la revoca e il fermo amministrativo, questo anche in assenza di un provvedimento del Prefetto se l’automobilista non ha chiesto la restituzione del titolo di guida. Ad evidenziarlo è Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, a seguito della lettura della sentenza numero 7032 del 9 maggio 2012. Protagonista della vicenda un automobilista al quale era stata ritirata la patente perché trovato in stato di ebbrezza. La suprema Corte ha accolto la sentenza del Tribunale di Catania che aveva respinto il ricorso contro il verbale che accertava la violazione dell’articolo 218 Cds per guida nonostante l’avvenuta sospensione della patente. Nello statuito gli ermellini, hanno distinto tra ritiro e sospensione della patente, sottolineando la disposizione secondo cui l’agente accertatore rilascia permesso provvisorio limitatamente al periodo necessario per condurre il veicolo nel luogo di custodia indicato dall’interessato, concludendo che, ove vi fossero stati i presupposti il ricorrente avrebbe potuto chiedere la restituzione ma non guidare senza patente.
Oltremodo i giudici di legittimità della sesta sezione civile, osservando che è stato contestato il provvedimento sanzionatorio ex articolo 218 Cds per avere il trasgressore circolato senza patente durante il periodo di ritiro della stessa, in vista del provvedimento di sospensione, hanno ritenuto legittima la notifica dopo l’accertamento della nuova trasgressione.
Sulla scorta di tali argomentazioni, Giovanni D’Agata rileva con l’occasione che, laddove è stata ritirata la patente, il trasgressore può richiedere la restituzione, se entro quindici giorni non vi è l’emissione del provvedimento prefettizio. Ma, se la richiesta non è stata fatta e l’automobilista è stato sorpreso a guidare, scatta la sanzione secondo l’articolo 218 del Codice della strada.

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Equitalia: nullo l’accertamento per la determinazione del reddito basato con criteri presuntivi

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2012

Vittime di Equitalia attenzione. L’agenzia di debito che con le sue cartelle esattoriali non fa dormire sonni tranquilli a numerosi italiani non può considerare idoneo il coefficiente di valutazione (elaborato in ragione della capacità di spesa sottesa alla gestione ed al mantenimento dell’abitazione) a costituire fonte sicura di rilevamento della capacità contributiva in relazione all’ annualità d’imposta attualmente in esame, perché quell’immobile, acquistato dal contribuente in anni lontani e sicuramente in condizioni economiche più floride, rispecchia la capacità di spesa di quell’ epoca ormai lontana. A sollevare il caso dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, era stato un commerciante di Lecce.L’Agenzia delle Entrate del luogo aveva notificato all’esercente il commercio al dettaglio di confezioni, l’avviso di accertamento con il quale determinava, per l’anno 2005, un maggior reddito, rispetto a quello dichiarato irrogando contestualmente le relative sanzioni. L’Ufficio, prendendo le mosse dalla omessa dichiarazione annuale IVA, perveniva ad emettere il predetto accertamento basandosi sulla presunta capacità di spesa desunta dal possesso di due autovetture, da un immobile costituente l’abitazione del contribuente e dalle spese per utenze elettriche.
La Commissione Tributaria Provinciale di Lecce in definitiva annullava l’avviso di accertamento impugnato perché l’Ufficio non ha valutato correttamente la concreta situazione economica del contribuente al fine di individuarne la reale capacità contributiva perché quei beni mobili ed immobili erano stati acquistati dal contribuente “ in anni lontani e sicuramente in condizioni economiche più floride, rispecchia la capacità di spesa di quell’ epoca ormai lontana “. Ad evidenziarlo è Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, a seguito della lettura della sentenza numero n. 375 della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce.

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Fisco: 1 Impresa su 3 chiude dopo un accertamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2011

Sempre più imprese italiane chiudono i battenti dopo aver ricevuto un accertamento fiscale. L’Associazione Contribuenti Italiani, nel Rapporto annuale del Contribuente 2010, presentato stamane in anteprima a Roma e che sarà prossimamente pubblicato sul magazine Contribuenti.it, ha rilevato che soltanto 2 imprese su 3 (il 68,2%) che ricevono un accertamento dal fisco riescono a sopravvivere, mentre 1 impresa su 3 (31,8%) chiude i battenti. Dal Rapporto è emerso lo stato di debolezza delle imprese italiane, fatte prevalentemente da piccole imprese, che non riescono a fronteggiare contemporaneamente due eventi straordinari: la crisi economica e l’accertamento fiscale. Secondo il Rapporto annuale del Contribuente, anche le richieste di rateizzazioni del pagamento delle imposte sono cresciute: in due anni le richieste sono passate da 800 mila a 1 MLD e l’imp orto delle imposte rateizzate è cresciuto da 12 MLD a 14 MLD di euro.Nel 2010 è cresciuta anche la fiducia dei Contribuenti Italiani nella Magistratura tributaria. Ciò a seguito del “Progetto qualità del contenzioso tributario” avviato a marzo del 2009, in tutte le principali città italiane, dallo Sportello del Contribuente. Dall’analisi dei primi dati è emerso che in 8 ricorsi fiscali su 10 ha vinto il contribuente, considerando sia le sentenze totalmente favori del contribuente che quelle parzialmente favorevoli. In appena 18 mesi, l’Associazione Contribuenti Italiani con il ‘Progetto qualità del contenzioso tributario’ ha centrato l’obiettivo, di incrementare gli esiti favorevoli al contribuente delle controversie di maggiore rilevanza economica relative ad atti di accertamento, avvisi di liquidazione o cartelle di pagamento errati, inserendo, nei collegi di difesa, i professionisti di KRLS Network of Business Ethics, leader in Italia nel contenzioso tributario, promuovendo , al contempo, gli strumenti deflattivi del contenzioso nei confronti degli evasori fiscali. (Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani)

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Le visite dei medici di famiglia

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

Il carico di lavoro dei medici di famiglia è aumentato in maniera esponenziale: da 6,6 contatti all’anno per paziente del 2003 a 7,1 del 2009, che equivale a circa 30 visite al giorno. Un dato in crescita in particolare per i camici bianchi che lavorano nel Sud e nelle Isole. Senza considerare il peso degli adempimenti burocratici che occupano più della metà della vita professionale. Chi va dal medico di famiglia è soprattutto donna (ma non dai 75 anni in poi, quando a prevalere sono gli uomini) e ha più di 55 anni (anche se dagli 85 anni l’accesso diminuisce). Su 100 visite, 23 terminano con la richiesta di accertamento diagnostico-strumentale, 14 con una richiesta di visita specialistica e 72 con una prescrizione farmaceutica. È la fotografia scattata dal VI Rapporto Health Search della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) che ha monitorato i comportamenti di un campione statisticamente significativo di 650 professionisti. “Health Search è il prototipo di ciò che manca al nostro Paese – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG -. Tutti, dal Ministero dell’Economia fino ad ogni singolo Direttore Generale, ne avrebbero un bisogno drammatico. Nato per raccogliere informazioni sui comportamenti dei medici, Health Search è un database che si è evoluto fino a offrire uno spaccato degli effetti degli interventi di cura. Oggi rappresenta un sistema di valutazione dei costi sanitari ‘pesati’ per risultati, uno strumento essenziale per favorire la Clinical Governance del sistema”. Per contatti medico-paziente si intendono le visite ambulatoriali che terminano con la registrazione di una diagnosi, di una prescrizione farmaceutica, di un’indagine diagnostico-strumentale o di qualunque altro intervento registrato nella cartella clinica informatizzata. L’ipertensione arteriosa essenziale è la patologia che impegna maggiormente il medico di famiglia (15,5% delle visite), seguita dal diabete mellito (5,3%) e dai disordini del metabolismo lipidico (3,3%). “Ma analizzando in particolare il numero medio di visite annuali eseguite per la gestione di una determinata patologia – continua il dott. Cricelli –  il diabete mellito ha fatto registrare più contatti, con un incremento dal 7,11% del 2005 al 7,57% del 2009. Seguono i pazienti con cardiopatia ischemica cronica (7,3%) e infarto miocardico acuto (7,27%)”. Si è registrata una sostanziale continuità nel numero delle prescrizioni di farmaci: da 73,5 su 100 visite nel 2003 a 72 nel 2009 (con una prevalenza nelle Regioni del Centro-Sud). L’intero rapporto può essere consultato nel sito web di Health Search http://www.healthsearch.it

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Misure antimafia

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2010

Dai controlli formali al controllo sostanziale: alle misure di contrasto alla mafia si aggiunge ora un nuovo strumento, operativo anche nella fase esecutiva dei lavori pubblici. Con il decreto n.150, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 10 settembre 2010, il prefetto può concretamente esercitare il potere di controllo e di accertamento, affidatogli dalla legge n.94 del 2009. Il regolamento – che entra in vigore il 25 settembre prossimo – disciplina, in particolare, le modalità con le quali vengono rilasciate le informazioni riguardanti gli accessi e gli accertamenti effettuati presso i cantieri delle imprese impegnate nell’esecuzione dei lavori pubblici. In sostanza, il provvedimento amplia l’ambito di intervento dei prefetti in materia di contrasto alla criminalità organizzata, conferendo loro il potere di disporre accessi e accertamenti nei cantieri, avvalendosi di Gruppi interforze. Si tratta dei poteri già attribuiti all’Alto Commissario antimafia, il cui esercizio trasferito, ai prefetti, si propone di accertare – attraverso indagini di polizia – eventuali forme di collusione riscontrate.

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Sicurezza stradale e costi

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2010

Il numero degli incidenti resta pesante e costa agli italiani più di 5.000 morti e oltre 300.000 feriti l’anno, senza calcolare i morti oltre le 24 ore dall’incidente, che spesso fuggono al conteggio. Lodevole è l’obiettivo del nuovo codice della strada di dimezzare questo drammatico dato per il paese che porta con sé anche un forte costo sociale gravante sul sistema sanitario e previdenziale (circa 600 euro l’anno a persona).Adiconsum partecipando al convegno, svoltosi in parlamento lo scorso 26 gennaio, sulla sicurezza stradale, ha evidenziato l’urgenza di: • una rapida approvazione delle modifiche al nuovo codice della strada; • un accertamento dei sinistri in tempo reale in modo da evitare le frodi; • introdurre una norma che sanzioni pesantemente i “furbi” che millantano danni o invalidità inesistenti. Adiconsum ha posto anche il problema della necessità di combattere il malcostume diffuso che vede molti comuni utilizzare il codice della strada per fare cassa.

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Risarcimento contribuenti se accertamento è illegittimo

Posted by fidest press agency su domenica, 24 gennaio 2010

Importante vittoria dei contribuenti sui tributi non dovuti al fisco. L’amministrazione deve risarcire il cittadino i danni subiti per il mancato o ritardato annullamento in autotutela dell’atto impositivo illegittimo.  A questa importante conclusione è giunta la Corte di Cassazione che, con una sentenza di pochi giorni fa, ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate contro la sentenza di un Giudice di Pace, stabilendo il principio che, quando è palese il fatto che un accertamento è errato o illegittimo, l’amministrazione ha il dovere di annullarlo, senza dover per forza costringere il contribuente a fare causa, sostenendo gli oneri non solo economici, ma anche morali che ciò comporta. “Ove il provvedimento di autotutela non sia tempestivamente adottato – si legge nella sentenza – al punto di costringere il privato ad affrontare spese legali e d’altro genere per proporre ricorso e per ottenere per questa via l’annullamento dell’atto, la responsabilità della pubblica amministrazione permane ed è innegabile”. Dopo questa sentenza i cittadini hanno una nuova chance concreta di difendersi da richieste di tributi non dovuti. Nelle motivazioni i giudici spiegano che il contribuente può fare causa, per ottenere il risarcimento del danno, direttamente all’ufficio periferico delle imposte che ha ignorato la sua richiesta di annullamento dell’atto impositivo in via di autotutela.  Con la sentenza di due giorni fa la Cassazione, almeno sul fronte risarcimento, rilancia l’autotutela come strumento di tutela  e di difesa dei cittadini, specie in questo periodo in cui sempre più spesso si sente parlare di “cartelle pazze”: il cittadino che dovesse ricevere una richiesta di pagamento di tributi che ritenga illegittima o che ritenga di aver già pagato può, pertanto, inoltrare l’istanza di annullamento e, nel caso in cui l’amministrazione finanziaria non vi provveda tempestivamente, costringendolo a promuovere un’azione giudiziaria per vedere annullato l’accertamento, può con separato giudizio richiedere il risarcimento dei danni. Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, che da sempre si batte per la tutela dei cittadini e dei consumatori contro ogni forma di abuso, anche se proveniente dagli Enti pubblici, nell’esprimere soddisfazione per questa importante pronuncia, comunica che le sue strutture ed i suoi consulenti sono a disposizione dei cittadini che ne abbiano bisogno per l’esercizio di questo importante rimedio.

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UniCredit e frodi su bancomat

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2009

Dal 2006 ad oggi abbiamo ridotto del 96% le perdite per frodi legate alle carte di debito. Lo ha detto Luigi Altavilla, responsabile antifrode del dipartimento della sicurezza di UniCredit Group, intervenendo oggi al convegno dell’Abi sulle carte di credito e di debito. “Questo è stato possibile – ha spiegato il manager di UniCredit – grazie alle contromisure adottate. Il parco ATM UniCredit è ormai completamente dotato di lettori randomici e protezioni anti-skimming. Esiste un servizio di prevenzione frodi attivo 24 ore su 24 e sette giorni su sette per la verifica e la segnalazione ai clienti di operazioni sospette. Viene utilizzato sempre di più il nostro servizio di sms alert. C’è, infine, un’assistenza dedicata ai clienti vittime di frodi nell’iter di accertamento e denuncia di operazioni fraudolente mentre il rimborso effettivo ai clienti avviene in tempi sempre più rapidi”. E’ sempre la sicurezza uno degli elementi su cui UniCredit ha puntato con Genius Card, la nuova alternativa al conto corrente. “E’ dotata – ha spiegato nel suo intervento Andrea Gnetti, responsabile dei clienti mass market Italia di UniCredit Banca – di microchip associato al pin, di SecureCode (il servizio di sicurezza per le transazioni via internet), è collegata al servizio di sms alert e per le operazioni bancarie online c’è il token, l’innnovativo dispositivo elettronico che cambia la sua password ogni 60 secondi, proteggendola da spiacevoli inconvenienti. Nei primi due mesi e mezzo dal lancio – ha aggiunto Gnetti – sono state vendute oltre 100 mila Genius Card principalmente a clienti con meno di meno di 35 anni. Con questo prodotto – ha concluso il manager di UniCredit Banca – abbiamo raccolto le esigenze dei giovani che ne hanno apprezzato convenienza e contenuti di servizio”.

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Lettera Idv a Pd e Udc

Posted by fidest press agency su martedì, 26 Mag 2009

“Il nostro Paese sta attraversando una delle fasi più difficili della sua storia. La nostra economia è in una fase di stallo preoccupante ed i provvedimenti dell’esecutivo sono strumenti inefficaci e puramente propagandistici. A ciò si aggiunge una preoccupante deriva autoritaria di questo Governo, di un presidente del Consiglio che nega i valori della Costituzione, umilia e offende il Parlamento, calpesta le regole, anche quelle morali e, di fronte ad accuse gravissime ed infamanti, non sente il dovere civico e morale di presentarsi davanti al giudice, per tentare di dimostrare la propria innocenza.In nessun altro paese del mondo accadrebbe quello che sta avvenendo oggi in Italia. Nel processo Mills il Tribunale di Milano, seppure con una sentenza di primo grado, ha accertato fatti gravissimi. Siamo consapevoli che si tratta solo di un accertamento di primo grado, non tale dunque da superare la presunzione di innocenza, ma siamo altrettanto consapevoli che i reati contestati sono di una gravità inaudita, che minano alla radice la figura e l’integrità di chi ha la responsabilità di guidare il Paese, sul piano nazionale ed internazionale. Ebbene, di fronte a tutto questo non si può restare in silenzio o fermi. E’ in questi momenti che la politica ha il dovere di dare risposte a quella parte del Paese che non ci sta, a destare le coscienze di quell’altra metà, obnubilata dalle menzogne e bugie di chi ha a cuore solo i suoi interessi.  L’indicazione preziosa ricevuta da voi, ad avviare un più stretto coordinamento delle opposizioni, è una scelta giusta e positiva che raccogliamo con favore. Per parte nostra faremo tutto ciò che è necessario perché questo coordinamento si traduca in un’azione efficace e concreta.  Ma siamo altrettanto consapevoli e convinti che la prima azione comune debba essere il sostegno congiunto di tutte le opposizioni alla mozione di sfiducia al governo da noi presentata. Occorre agire ora, mettere in atto fatti concreti, avviare da subito un’azione di resistenza. Siamo consapevoli che, quando si fa resistenza, c’è sempre un’azione iniziale che al principio è minoritaria ma che, con il passare del tempo, può diventare maggioritaria nel Paese, perché strumento utile a risvegliare le coscienze, ad illuminare la via di chi ancora non comprende la deriva autoritaria di questo governo, di chi ancora è incantato dalle bugie e dalle menzogne del premier. La mozione di sfiducia che vi chiediamo di sostenere non ha lo scopo di battere ora, subito, a tavolino, la maggioranza e Berlusconi. Ha un obiettivo più grande, più importante, che inizia oggi e che dovrà durare nel tempo, ovvero avviare un percorso parlamentare congiunto che metta in discussione la credibilità della leadership di Silvio Berlusconi, nelle Aule e nelle piazze del Paese. E’ con questo spirito propositivo e costruttivo che Italia dei Valori ha presentato la mozione di sfiducia e con questo stesso spirito vi chiediamo di sostenerla. Per parte nostra, siamo disponibili a qualunque riformulazione o cambiamento di merito vogliate sottoporci. Siamo consapevoli che la mozione non avrà i numeri per vincere in Parlamento. Ma siamo altrettanto consapevoli e convinti che ci sono momenti, nella storia di un Paese, in cui le battaglie, seppure minoritarie, rappresentano una vittoria comunque, il primo segno tangibile di una nuova ritrovata unità nel Paese. Diamo dunque il via, oggi, insieme, ad una nuova azione di resistenza contro questa deriva populistica, sostenendo la mozione di sfiducia. Con un’opposizione unita, anche una scontata posizione minoritaria è una battaglia vinta. Quello che conta è portare uniti tale battaglia in Parlamento, fare in modo che questa sia la mozione di tutte le opposizioni. Cominciamo da qui e proseguiamo per il tempo che sarà necessario. Questo governo è impresentabile. Se lo grideremo con una voce sola sarà più forte”.(Antonio Di Pietro, Massimo Donadi, Felice Belisario).

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