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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

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“Criteri di appropriatezza dell’accesso ai ricoveri di riabilitazione ospedaliera”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Il mese scorso si è tenuta presso il Ministero della Salute un’importante riunione, che ha visto riuniti tre funzionarie della programmazione sanitaria (solo al termine si è aggiunto il Direttore Generale, Dott. Andrea Urbani) e i delegati di alcune Associazioni di pazienti che avevano chiesto di poter essere udite sui provvedimenti in corso di approvazione “Criteri di appropriatezza dell’accesso ai ricoveri di riabilitazione ospedaliera” ed “Individuazione di percorsi appropriati nella rete di riabilitazione”. La riunione è parsa fin dall’inizio anomala e la conversazione è stata condotta in modo incerto. Nonostante, infatti, le Associazioni invitate alla riunione nei giorni precedenti avessero avanzato reiterate richieste di ricevere ufficialmente i documenti oggetto delle osservazioni, questi non sono stati inviati. Alcune avevano avuto modo di consultarli, dopo averli ricevuti da fonti ‘non ufficiali’, e potevano quindi commentare o sollevare criticità, in modo pertinente. Altre basavano le loro osservazioni su ciò che ‘avevano potuto sentire e leggere’ sul web, sulla stampa o grazie ad un ‘tam tam’ diffuso tra chi, a vario titolo, è interessato dal provvedimento.Quando è stato chiesto perché non si poteva accedere a tali documenti, la risposta, in prima battuta, è stata che non vi era stata l’autorizzazione a diffonderli; successivamente è stato affermato che erano ancora in fase di stesura e poi ancora è parso di capire che saranno, comunque, inviati alla Conferenza Stato Regioni per la loro approvazione. A questo punto ci si chiede: perché invitare le Associazioni senza metterle in grado di esprimere le proprie osservazioni su documenti che non hanno avuta la possibilità di esaminare? Su questi le Associazioni hanno rilevato che sono da apportare alcune modifiche, ritenute essenziali per favorire il recupero ed il mantenimento delle funzionalità dei pazienti che ne hanno diritto, senza pregiudiziali restrizioni, non commisurate a bisogno e potenzialità di recupero dei pazienti, dei criteri di accesso alla riabilitazione intensiva e ad alta specialità.Si è unanimamente ribadito che devono poter accedere alla riabilitazione neurologica tutti i pazienti che, dopo un evento acuto, manifestino una disabilità più o meno grave che ne giustifica la collocazione nel setting appropriato; l’alta specialità non può essere riservata a chi è stato in coma ma piuttosto a chi ne ha bisogno, da valutarsi con criteri di appropriatezza riabilitativa.
Rispetto alle principali criticità espresse dai presenti, le maggiori preoccupazioni sono state destate dalla percentuale di ricoveri stabilita per i soggetti che non provengono dai reparti per acuti. Numerosi interventi hanno sottolineato come molte patologie croniche o ingravescenti richiedono periodi di ricovero per problematiche ‘non acute’ e quindi renderebbero inutile, troppo dispendioso o impossibile il passaggio dal reparto per acuti.
A tal proposito, è stato spiegato dai rappresentanti del Ministero che, dai dati in loro possesso, riferiti agli anni precedenti, solo il 17% del totale dei ricoveri su tutto il territorio nazionale proveniva dal domicilio e che, attenendosi a questi, nel documento si è inserito che la porzione di ricoveri a tariffa piena per soggetti provenienti appunto dal domicilio dapprima non dovesse superare il 15%, poi, tenendo conto delle osservazioni emerse, tale soglia è stata innalzata al 20%.Il dato, è stato specificato, è da intendersi su base regionale ovvero ogni singola Regione avrà un tetto massimo del 20% per tutte le strutture interessate e per tutte le patologie. Ogni Regione potrebbe anche innalzare tale soglia, ma non è chiaro in base a quali criteri e con quali conseguenze.Le criticità espresse dai presenti si sono riferite soprattutto al dato di partenza: davvero sembra troppo basso che il totale riferito di ricoveri effettuati negli anni scorsi di pazienti provenienti dal domicilio sia solo del 17%! La nuova percentuale fissata, ritenuta decisamente insufficiente a coprire il fabbisogno, porterebbe, comunque, ad una discrepanza tra i soggetti per l’accesso alle cure: ad esempio, se in una Regione nel mese di giugno la quota è già stata superata, non sarebbe più possibile per altri soggetti accedere al ricovero.Le Associazioni hanno ribadito che, nonostante i bisogni, le offerte di riabilitazione in regime di ricovero e soprattutto quelle per il servizio territoriale, sono davvero poche e in alcune Regioni quasi del tutto assenti. Non è possibile quindi pensare ad un sistema omogeneo su tutto il territorio per l’invio di soggetti alle strutture dedicate. Solo pochi potrebbero trovare attrezzature e personale specifico adeguato alle proprie esigenze.È stato affermato che il Ministero riconosce la disomogeneità presente sul territorio nazionale relativa all’offerta di riabilitazione (ricoveri e interventi territoriali), ma che è previsto che le singole Regioni debbano adeguarsi e organizzarsi al meglio, nel rispetto della loro autonomia decisionale. Permane il dubbio che tutto rimanga com’è ora, con una disparità ancora più accentuata dall’impossibilità di garantire ‘migrazioni’ nelle Regioni con maggiore offerta. È stata quindi rilevata la mancanza del coinvolgimento dei Familiari e delle Associazioni dei pazienti nella scelta dei percorsi più utili e consoni alle caratteristiche dei soggetti che rappresentano, chiaramente evidenziata dall’impossibilità di verificare anche l’ultima versione del documento, ancora una volta dichiarato ‘non visionabile’.La questione, quindi, è purtroppo rimasta in sospeso e non si può che confidare in un nuovo successivo costruttivo confronto, che offra la possibilità di visionare e, se il caso, rivedere alcuni passi del decreto. Devono, infatti, assolutamente essere garantite continuità assistenziale e cura a tutte le persone che necessitano di proseguire un percorso di neuroriabilitazione, in modo continuativo e omogeneo su tutto il territorio nazionale.
Nel complesso la sensazione è che l’audizione abbia avuto luogo perché ne è stata fatta richiesta ‘a gran voce’, ma non purtroppo per raccogliere realmente le osservazioni e le esigenze che provengono dalle varie Associazioni in rappresentanza dei propri pazienti, poiché sembra che tutto sia già stato stabilito. Speriamo di sbagliare…

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Roma: Accesso a documenti, dati e informazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 agosto 2017

computer-da-tavoloRoma. Facilitare l’accesso alle informazioni e garantire la massima trasparenza dell’azione amministrativa anche grazie agli strumenti digitali. Con questo obiettivo la Giunta ha approvato la proposta per un nuovo regolamento sull’accesso a informazioni, dati e documenti dell’Amministrazione capitolina.Il testo, che dopo l’estate sarà sottoposto per approvazione al voto dell’Assemblea capitolina, riconosce a tutti i consiglieri capitolini e municipali il diritto di avere accesso diretto al sistema informatico di gestione documentale di Roma Capitale. Questo permetterà un controllo più efficace su tutti gli atti dell’amministrazione e un pieno esercizio del mandato elettorale.Un’ulteriore novità di rilievo sul fronte della trasparenza e della semplificazione riguarda l’introduzione della possibilità per i cittadini di effettuare in autonomia le copie dei documenti richiesti attraverso l’uso di apparati digitali, senza pagare i diritti di copia, evitando lo spreco di carta e alleggerendo allo stesso tempo il lavoro degli uffici. “Per la prima volta proponiamo un regolamento unico per tutte le diverse modalità di accesso alla documentazione amministrativa garantite dal legislatore. Un traguardo raggiunto grazie al lavoro svolto in sinergia con i Consiglieri capitolini e municipali e in collaborazione con le strutture dell’Amministrazione per superare il precedente testo risalente a ben quattordici anni fa – dichiara l’Assessora a Roma Semplice Flavia Marzano – In questo modo intendiamo rendere più facile per il cittadino conoscere ed esercitare i propri diritti: la trasparenza è tra i nostri obiettivi strategici e questo è un ulteriore passo in quella direzione”.

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Emergenza immigrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

immigrazione-via-mareProsegue anche nel 2017 il massiccio flusso di ingressi via mare in Europa, in particolare verso l’Italia che ha visto sbarcare sulle proprie coste oltre 24mila migranti in tre mesi. Tra gli sbarcati, 2.293 minori non accompagnati (consulta la pagina dedicata ai MSNA). Questa la situazione al 5 aprile: per il nostro Paese si tratta di un nuovo aumento, il 30% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Oltre 10mila arrivi nel mese di marzo appena concluso. Il confronto con gli arrivi sulle isole Greche, limitati dopo l’accordo UE- Turchia, è notevole: in Grecia il flusso anche in questi primi tre mesi dell’anno resta contenuto, con 4mila sbarcati al 3 aprile. E in Spagna il numero è ancor più ridotto (1.500 arrivi via mare in tre mesi). Complessivamente sono dunque oltre 30mila i migranti giunti via mare in Europa attraverso il Mediterraneo. Rispetto alle provenienze prevalgono in Italia tra gli arrivi più recenti i migranti originari della Nigeria, della Guinea e del Bangladesh, quest’ultimo in notevole crescita.L’impatto degli sbarchi sul sistema di accoglienza italiano resta considerevole: al 5 aprile risultano presenti più di 176.470 migranti. In particolare il 78% dei migranti è ospitato in strutture di accoglienza temporanee, il 13,5 % nei centri del sistema SPRAR e il restante 8% negli hotspot e centri di prima accoglienza nelle regioni di sbarco.Continua seppur a rilento il meccanismo di ricollocamento dei richiedenti asilo in altri Paesi Membri: la situazione al 30 marzo indica che complessivamente sono stati ricollocati 16.025 migranti, di cui 4.746 dall’Italia (su un totale di 34.953 previsti) e 11.279 dalla Grecia (su 63.302 previsti per settembre 2017).E’ già molto significativo anche il numero dei morti e dispersi nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno sino al 4 aprile scorso: 663 migranti hanno perso la vita nel viaggio verso l’Europa – 7 persone ogni giorno- e principalmente sulla più pericolosa rotta del Mediterraneo Centrale dal Nord Africa- Libia in particolare all’Italia (602 le vittime).
Nei primi due mesi del 2017 i richiedenti asilo nel nostro Paese sono stati 24mila, in aumento del 60% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel 2016 si era già registrato un record con il più alto numero di richieste mai registrato in un ventennio: oltre 123mila – 10mila ogni mese, il 47% in più rispetto al 2015 (consulta la pagina dedicata). Nel 2016 le Commissioni Territoriali hanno esaminato oltre 90mila domande, e per il 60% dei casi l’esito è stato negativo (nel 2015 la percentuale di dinieghi era stata del 39%).Le domande di asilo in Europa nel 2016 sono state 1.204.300. In Germania, il Paese che accoglie di più sia in termini assoluti che rispetto alla popolazione, si è registrato un vero e proprio boom: 722mila richiedenti, il 63% in più rispetto al 2015. In Italia migranti che hanno fatto richiesta di asilo per la prima volta sono stati oltre 121mila, + 46% rispetto al 2015. Il nostro Paese è al secondo posto come numeri assoluti, ma solo decimo in base al numero di abitanti (consulta i dati Eurostat)
Sono quasi 5milioni i siriani che hanno abbandonato il proprio paese: 2 milioni e 910mila sono rifugiati in Turchia, 1.011mila in Libano, e 656mila in Giordania: secondo l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati si tratta della più grave crisi umanitaria degli ultimi 25 anni. In tutta Europa le richieste d’asilo presentate da siriani da aprile 2011 a ottobre 2016 sono state 885mila, di cui 867mila nei paesi dell’Unione più Svizzera e Norvegia. Tra i Paesi UE Germania e Svezia insieme rappresentano i due terzi delle domande presentate da siriani.

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Medicina dei viaggi: calo accessi

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2012

crisi economica ha colpito anche l’affluenza ai centri di medicina dei viaggi dell’Asl 11, che nel 2011 hanno registrato un calo di accessi. Sono stati, infatti, 575 i viaggiatori che si sono recati agli ambulatori per le informazioni e le profilassi relative a viaggi internazionali, con un calo evidente rispetto all’anno precedente (-15%), e ancor più (-22%) rispetto al 2009, anno di massima affluenza. Oltre alla congiuntura economica, il calo è in parte attribuibile anche alla situazione socio-politica sviluppatasi in alcuni Paesi del nord Africa.
Relativamente alla tipologia dei viaggiatori, la maggior parte degli utenti dell’ambulatorio (42%) appartiene alla fascia 31-50 anni, seguita da quella 19-30 anni (31%). Significativa la quota dei più giovani (15% sotto i 18 anni, e di questi circa la metà con meno di 6 anni), mentre gli ultra 65enni sono il 2%.
I viaggi per turismo hanno rappresentato il 62% degli accessi, quelli per lavoro il 10%. Rilevante anche la quota di accessi per rientro al Paese di origine (14%) e quelli per volontariato (10%), questi ultimi in gran parte relativi a progetti locali di cooperazione con il Burkina Faso. Per quanto riguarda la destinazione del viaggio, ovviamente prevalgono i Paesi con importanti rischi sanitari, in quanto chi si reca in aree considerate (spesso impropriamente) più sicure in genere non ricorre a consulenze sanitarie. Il 57% dei viaggiatori afferenti all’ambulatorio nel 2011 aveva come destinazione un Paese dell’Africa sub sahariana, il 24% l’Asia. Meno rappresentati l’America meridionale (8%), il nord Africa (4%), l’America centrale e caraibica (4%). Per quanto riguarda i singoli Paesi visitati, sono stati in totale 64, e ai primi posti troviamo la Tanzania (73 viaggiatori), seguita da India (66), Kenya (50), Senegal (43), Nigeria (31), Sud Africa e Marocco (20).
La maggior parte dei viaggi (43%) ha una durata di circa 15 giorni, mentre nel 23% dei casi il soggiorno è di una settimana. Significativa anche la quota dei viaggi di maggiore durata: un mese nel 19% dei casi, due mesi nel 12%, fino a un anno o più nel 3%. Gli utenti stranieri rappresentano il 17% degli accessi, e ciò dimostra una buona consapevolezza dei rischi legati al rientro al Paese di origine e delle necessità di mettere in atto interventi di prevenzione, in particolare per quanto riguarda la malaria. Nello specifico, i figli di immigrati nati in Italia rappresentano un target particolarmente vulnerabile, visto che si possono trovare a viaggiare in tenera età e a soggiornare per periodi anche prolungati in contesti igienico sanitari e ambientali profondamente diversi.
Le prestazioni sanitarie eseguite presso l’ambulatorio di medicina dei viaggi consistono innanzitutto in un colloquio individuale per la valutazione dei rischi sanitari connessi al viaggio, che dipendono non solo dalla destinazione, ma anche dalla durata, dalle modalità del soggiorno, e dalle condizioni della persona (età, patologie, gravidanza, etc). A cura del personale operante (medici e assistenti sanitari), a tutti i viaggiatori vengono fornite informazioni sui rischi legati al viaggio e sulle norme comportamentali di prevenzione, per poi procedere alla valutazione delle profilassi necessarie. Complessivamente nel 2011 sono state somministrate 1247 dosi di vaccino, la maggior parte delle quali di epatite A (480 dosi), raccomandata per tutti i soggiorni in aree con condizioni igieniche inferiori agli standard occidentali, mentre sono state 187 le persone sottoposte a vaccinazione contro la febbre gialla. La profilassi farmacologica per la malaria è stata prescritta in 297 casi, pari al 52% dei viaggiatori.

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Prima piattaforma commerciale

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2010

WiTech, azienda leader nello scenario delle reti e servizi di telecomunicazioni di nuova generazione, ha annunciato oggi la conclusione del test di interoperabilità tra la piattaforma WROP di access and service management di WiTech (www.wropcloud.com) e WiMAX 4Motion di Alvarion (www.alvarion.com). WROP di WiTech è la prima piattaforma commerciale open source “vendor independent” di access and service management, compatibile con lo standard WIMAX, che implementa caratteristiche avanzate per la gestione degli accessi e servizi, come il controllo degli accessi, la definizione e l’attivazione dei servizi, servizi di rating e billing. WROP può essere anche rilasciata in modalità SaaS come Managed Services, richiedendo nessuna installazione locale di hardware o software nè alcuno specifico know-how tecnologico. La soluzione 4Motion di Alvarion, sviluppata come un open standard con alta interoperabilità, rappresenta il fondamento dell’ecosistema Alvarion OPEN WiMAX. Nel dettaglio, la soluzione 4Motion, insieme ad altri sistemi altamente specializzati, fornisce un ecosistema completo a livello di network.
Il test di interoperabilità completato con successo dimostra che WROP di WiTech lavora perfettamente con la soluzione 4Motion di Alvarion. Perciò, WROP di WiTech insieme con 4Motion rappresenta una soluzione efficace che permette agli operatori di settare la rete in modo semplice e veloce, con grande flessibilità e minimi sforzi.
WiTech, fondata nel 2003 come Spin-off dell’Università di Pisa, è un’azienda di soluzioni e servizi che ha rapidamente guadagnato una posizione di rilievo nello scenario delle reti e servizi di telecomunicazioni di nuova generazione, focalizzandosi sulle tecnologie a larga banda. Per maggiori informazioni, visitate il nostro sito http://www.witech.it.

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Università Parma: accessi e numero chiuso

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

il comunicato stampa relativo ai dati sulle domande di accesso ai corsi di studio a numero programmato, sia a livello nazionale che locale, dell’Università di Parma, e sui luoghi in cui si svolgeranno le prove. Si tratta di 13 corsi di laurea, 5 corsi di laurea magistrale a ciclo unico,
1 corso di laurea magistrale e 1 corso di laurea specialistica delle professioni sanitarie (già istituito ai sensi del D.M. 509/99). Risultano in notevole aumento, per l’a.a. 2009/2010, le domande al corso di laurea triennale in Scienze dell’Architettura e ai corsi di laurea triennali delle Professioni Sanitarie. Gli esami di ammissione avranno inizio giovedì 2 settembre con il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e il corso di laurea in Scienze e tecniche psicologiche, a cui seguiranno venerdì 3 settembre il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Odontoiatria e protesi dentaria, lunedì 6 settembre il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina Veterinaria, martedì 7 settembre il corso di laurea in Scienze dell’Architettura, mercoledì 8 settembre i corsi di laurea triennali delle Professioni Sanitarie e per finire venerdì 10 settembre i corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Farmacia e in Chimica e tecnologia farmaceutiche. Più avanti, martedì 21 settembre, la prova per il corso di laurea in Scienze Motorie, Sport e Salute.

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Medici d’urgenza

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2010

Se il blocco del turnover contenuto nella manovra economica non verrà eliminato, già da quest’anno verrebbero a mancare circa 500 medici per pre-pensionamento e oltre 2 mila giovani medici precari. E’ la stima sull’uscita dei medici dell’emergenza dal Servizio sanitario nazionale, calcolata da Fernando Schiraldi, presidente della Società italiana medicina d’emergenza e urgenza (Simeu). Un settore, quello dell’emergenza, particolarmente delicato e in cui la richiesta di prestazioni è in costante aumento. «Nel settore (118, pronto soccorso, osservazione breve intensiva, medicina d’urgenza) si è verificato – spiega Schiraldi – un progressivo aumento di prestazioni sanitarie extra e intra-ospedaliera. Solo nei pronto soccorso, nel 2009, si sono registrati circa 30 milioni di accessi». Numeri che spingono Schiraldi a rivolgere un appello al Governo. «E’ necessario riconsiderare con urgenza i tagli previsti per l’assistenza sanitaria pubblica nel suo complesso e nel settore dell’emergenza in particolare, che – a giudizio unanime dei medici del settore – sono incompatibili a garantire, se non modificati, il diritto primario alla salute».(fonte doctor news)

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Accessi farmaci rari

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2010

Con la Determinazione 1875 del 19 maggio 2010, che disciplina le nuove modalità di erogazione dei farmaci classificati in fascia H, i malati affetti da patologie rare dovranno recarsi periodicamente presso i pochi centri regionali di riferimento per poter proseguire la cura. Tale provvedimento, che dovrebbe mirare ad eliminare le spese inappropriate per diagnosi non certe, di fatto lede il diritto alla cura di coloro i quali hanno una diagnosi certa, per la quale è disponibile una terapia. Il responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “G. Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti (www.dossetti.it ), Corrado Stillo, ha dichiarato:   <<La Regione Lazio con la Determinazione 1875 dello scorso 19 maggio, renderà ulteriormente complesso il procedimento di accesso ai farmaci per i malati rari ed i loro familiari. Infatti, finora, dopo la diagnosi e la prescrizione farmacologica da parte di un Centro Regionale per le Malattie Rare, il paziente si poteva recare alla ASL territoriale per ritirare il prodotto alla scadenza  delle confezioni.  Adesso, con il nuovo provvedimento, i malati rari residenti nella Regione Lazio potranno rivolgersi solo a due o tre centri di riferimento, impreparati a dare assistenza indifferenziata per tutte le malattie rare, e che avranno grosse difficoltà sia nella prescrizione che nel garantire l’approvvigionamento dei farmaci. Ci si dovrà dimenticare poi, di poter essere curati a domicilio o, almeno, nel territorio più vicino>>. Su questo tema l’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori”, da anni impegnata nella tutela del diritto alla salute dei malati rari, chiede alla neo Presidente della Regione Renata Polverini un incontro urgente allo scopo di meglio definire modalità, procedure e somministrazione dei farmaci orfani.

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Vinitaly 2010

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2010

E’ attivo sulla piattaforma web Tradinvest TV il canale dedicato a Vinitaly 2010. La web tv inglese si riconferma ancora una volta il mezzo piu’ rapido ed efficace per diffondere in tempo reale gli eventi chiave nel mondo del Made in Italy. Al momento i video disponibili on demand sul canale dedicato hanno gia’ registrato numerosi accessi in particolare da Stati Uniti e Canada, grazie al vantaggio offerto dalla differenza di fuso orario con l’Italia. Per guardare i video basta collegarsi al sito  http://www.tradinvest.tv e cliccare sull’icona di Vinitaly. Questa iniziativa fa parte del progetto “Made in Italy in the World” lanciato nelle ultime settimane dal gruppo Tradinvest, che gia’ vanta decine di migliaia di accessi da diversi Paesi del mondo.

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I Punti di Primo Soccorso, quando utilizzarli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2009

E’ tempo di bilanci per i punti di primo soccorso (PPS) attivati un anno fa contemporaneamente alla riorganizzazione dei tre presidi ospedalieri (di Castelfiorentino, Fucecchio e San Miniato) e l’apertura del nuovo ospedale di Empoli. I PPS, in cui è presente personale medico del 118,  sono attivi presso la  Croce d’Oro di Montespertoli, la Pubblica Assistenza di Montopoli e di Santa Croce sull’Arno, nonché presso la Misericordia di Castelfiorentino e negli ospedali di Castelfiorentino e Fucecchio dove è operativa, 24 ore su 24, l’automedica con medico e infermiere del 118. Nel 2009, ossia dal mese di gennaio ad oggi, il PPS in cui si registra il numero maggiore di accessi è quello di Santa Croce (in tutto n. 274 con una media di 66 accessi al mese). Seguono Fucecchio (233) e Montopoli (140) per un totale complessivo di  n. 647 accessi registrati per la zona del Valdarno Inferiore. Invece, in  Valdelsa gli accessi ai punti di primo soccorso sono complessivamente n. 452, di cui n. 390 a Castelfiorentino (di questi n. 209 sono stati registrati presso la sede della Misericordia e n. 181 presso quella dell’ospedale “Santa Verdiana”) e n. 62 a Montespertoli. I PPS svolgono una prima attività di filtro nei confronti delle piccole patologie. Inoltre, il personale medico/infermieristico dei PPS garantisce gli interventi d’emergenza/urgenza sul territorio, presso il domicilio o il luogo dell’incidente, di pazienti che necessitano di trattamento immediato. Nell’ambito dell’emergenza urgenza, i punti di primo soccorso sono una novità del sistema. Consistono in presidi sanitari decentrati sul territorio dove il cittadino può rivolgersi gratuitamente per la risoluzione immediata di disturbi di lieve entità insorti improvvisamente. Vi vengono curate problematiche quali ad esempio congiuntiviti o corpo estraneo nell’occhio, patologie delle prime vie aeree, otalgie, dolori articolazioni e muscolari, gastroenterite non complicata, cistite, ritenzione urinaria, contusioni e distorsioni minori, ferite superficiali, profilassi antitetanica dopo una ferita, punture da animali, dermatiti ed ustioni da mezzi fisici e chimici fino al 2° grado di piccola estensione.

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