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Accesso a Internet: un nuovo diritto umano

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Bruxelles 28 ottobre, alle ore 15:00 si svolgerà il terzo incontro virtuale del ciclo di dialoghi pubblici – Idee per un nuovo mondo – promossi dal Presidente del Parlamento europeo David Sassoli con filosofi, scrittori, economisti, esponenti della società civile europea, rappresentanti del mondo del lavoro. L’obiettivo di questi dialoghi è quello di ragionare insieme su una nuova immagine di Europa più utile e più vicina ai suoi cittadini in un momento che richiede immaginazione, azione e coraggio politico per abbandonare le ricette del passato e affrontare le sfide del presente con strumenti nuovi. Il titolo di questo terzo dialogo è “Accesso a Internet: un nuovo diritto umano” e si focalizzerà sull’accesso a Internet come nuovo diritto umano e sulla sfida dell’Unione Europea per fare della rete e dell’ambiente digitale un luogo democratico e di diritti, in grado di dare nuova forma ai modelli economici, dando voce e capacità decisionali ai cittadini.L’evento prevede un dialogo tra il Presidente del Parlamento David Sassoli, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e l’ex Presidente della Commissione Romano Prodi, con gli interventi di Sir Tim Berners-Lee e Simona Levi. Sir Tim Berners-Lee è l’inventore del World Wide Web, Direttore tecnico di Inrupt e co-fondatore de la World Wide Web Foundation, ovvero l’iniziativa che mira a promuovere il Web come bene pubblico a beneficio dell’umanità e come dritto fondamentale. Sir Tim è inoltre Co-Fondatore dell’Open Data Institute e fondatore del World Wide Web Consortium (W3C). Nel 2004 è stato nominato cavaliere da S.M. la Regina Elisabetta e nel 2007 è stato insignito dell’Ordine al Merito. Nel 2017 ha ricevuto il Premio ACM Turing, considerato il “Premio Nobel per l’Informatica”. Nel 2014 ha lanciato un appello pubblico per il riconoscimento dell’accesso a Internet come diritto umano fondamentale e nel 2019 ha lanciato il Contract for the Web, il primo piano d’azione globale per rendere il mondo online sicuro e un’opportunità per tutti.Simona Levi è un’attivista, insegnante e drammaturga. Nel 2008 ha fondato Xnet, progetto di riferimento a livello nazionale ed europeo presente su tutti i fronti dell’agenda politica della tecnologia nell’ultimo decennio, e le cui principali aree di azione sono i diritti nell’era digitale. Nel 2017, l’edizione nordamericana della rivista The Rolling Stone l’ha scelta come una delle 25 persone, tra attivisti, tecnologi e scienziati, che stanno definendo il futuro.

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Scuola. Ascani: rivediamo le regole di accesso ai ruoli. Anief: lo chiediamo da 10 anni

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

Da parte del Governo sembra esserci la volontà di attuare un nuovo reclutamento. Una volta riaperte le scuole dopo il lockdown, bisognerà riscrivere le regole di accesso alle immissioni in ruolo, ha detto oggi la viceministra all’Istruzione Anna Ascani al Corriere della Sera. Positiva la risposta dell’Anief: “L’emergenza Covid19 – spiega il suo presidente nazionale Marcello Pacifico – ha messo a nudo tutti i limiti di della macchina organizzativa del ministero dell’Istruzione per assumere nuovi docenti e per gestire le supplenze di lunga e breve durata. Sicuramente, lo abbiamo sempre ammesso, i concorsi rimangono la via principale per essere assorbiti nei ruoli dello Stato. E la scuola non è da meno. Detto questo, non bisogna dimenticare che l’Italia continua a ignorare che vi sono tantissimi precari che vanno stabilizzati, a prescindere da tutto il resto: ce lo chiede da vent’anni la Commissione europea, con la direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999 sistematicamente aggirata. E mai come in questo momento storico, con i tantissimi posti liberi senza titolare e i soldi in arrivo del Recovery Fund, abbiamo la possibilità di intraprendere la strada dalla stabilizzazione di questi precari. Come quella dell’assunzione dopo 36 mesi, di una gestione diversa delle graduatorie, anche delle Gps, della revisione degli organici, riportandoli ai parametri pre-2008; ma anche dell’attivazione dei passaggi verticali per il personale Ata, dell’assunzione in ruolo di tante figure professionali messe erroneamente ai margini per decenni, come i diplomati magistrale (anche da confermare nei ruoli), gli educatori, i docenti di religione, il personale Ata e tanti altri”.Si torna a parlare di revisione del sistema di assunzioni nella scuola. Affrontando il problema della carenza di docenti e delle cattedre scoperte, che quest’anno produrrà 250 mila e forse più contratti a tempo determinato, la viceministra Anna Ascani ha detto: “Se si prendono i professori di una stessa classe e si chiede come sono diventati di ruolo, ognuno avrà una storia diversa, chi con le stabilizzazioni, chi con la sanatoria, chi con le scuole di specializzazione”. Ascani ha aggiunto che “una volta aperte le scuole” sarebbe il caso di mettersi a “riscrivere le regole per l’accesso al ruolo. Io cambierei anche la prova: bisognerebbe valorizzare di più le capacità dei candidati di svolgere una lezione”.

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Coronavirus: 7,4 miliardi di € raccolti a favore dell’accesso universale ai vaccini

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

Bruxelles. Nel corso dell’evento di mobilitazione “Risposta globale al coronavirus”, la Commissione ha registrato impegni di finanziamento da tutto il mondo per un valore di 7,4 miliardi di € (8 miliardi di $). Questa cifra comprende l’impegno di finanziamento di 1,4 miliardi di € della Commissione stessa.La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Oggi il mondo ha dato prova di un’unità straordinaria in nome del bene comune. Governi e organizzazioni sanitarie mondiali hanno unito le forze contro il coronavirus. Con un impegno del genere siamo sulla buona strada per sviluppare, produrre e distribuire un vaccino per tutti, ma questo è solo l’inizio. Dobbiamo persistere nei nostri sforzi ed essere pronti a contribuire in modo ancor più significativo. La maratona di raccolta fondi prosegue: in tutto il mondo la società civile e le persone dovranno unirsi ai governi in questa dimostrazione globale di speranza e determinazione.”L’evento di mobilitazione è stato organizzato congiuntamente dall’Unione europea e da Arabia Saudita (che detiene la presidenza di turno del G20), Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia (presidenza entrante del G20), Norvegia, Regno Unito e Spagna. L’iniziativa fa seguito all’appello(link is external) dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e di un gruppo di iniziatori operanti nel campo della salute, che hanno esortato a instaurare una collaborazione planetaria per accelerare lo sviluppo, la produzione e un accesso equo nel mondo alle nuove tecnologie sanitarie essenziali per la lotta al coronavirus. La Risposta globale al coronavirus si articola in tre partenariati per i test, le cure e la prevenzione, sottesi da un processo di rafforzamento dei sistemi sanitari.
I donatori sono invitati a continuare ad assumere impegni di finanziamento a favore della Risposta globale al coronavirus. Possono scegliere la priorità che desiderano sostenere – test, cure o prevenzione – ma anche fare una donazione a sostegno dell’asse di lavoro trasversale dell’iniziativa, che si prefigge di aiutare i sistemi sanitari di tutto il mondo ad affrontare la pandemia.La Commissione annuncerà a breve la ripartizione della somma raccolta oggi e gli importi che saranno devoluti ai vaccini, agli strumenti terapeutici e diagnostici e al rafforzamento dei sistemi sanitari in risposta al Covid-19.L’accesso universale e a prezzi abbordabili agli strumenti contro la Covid-19 (ACT-Accelerator) è stato il principale obiettivo dell’appello alla mobilitazione(link is external) lanciato il 24 aprile dai partner mondiali nel settore sanitario. A tal fine sono necessari finanziamenti consistenti, oltre a una solida struttura di collaborazione con obiettivi chiari per garantire il buon uso dei fondi donati ed evitare la frammentazione degli sforzi.Sulla base delle discussioni con i partner del settore pubblico e privato e con le organizzazioni senza scopo di lucro, la Commissione europea propone un quadro collaborativo di risposta globale dell’ACT-Accelerator. Il quadro è pensato per fornire una struttura di coordinamento che orienti e monitori i progressi compiuti a livello globale nell’accelerare lo sviluppo di vaccini e di strumenti terapeutici e diagnostici universalmente accessibili, nonché nel rafforzare adeguatamente i sistemi sanitari perché possano perseguire queste tre priorità.Il quadro collaborativo dovrebbe essere limitato nel tempo (2 anni, periodo rinnovabile) e fare leva sulle organizzazioni esistenti, senza creare nuove strutture. Nelle intenzioni della Commissione europea dovrebbe riunire partner come l’OMS, la Bill & Melinda Gates Foundation, il Wellcome Trust e alcuni paesi organizzatori, oltre a numerosi soggetti di rilievo che operano nel campo della salute a livello mondiale, tra cui CEPI, Gavi, the Vaccine Alliance, Global Fund o UNITAID.Il quadro poggerebbe su tre partenariati, basati sulle tre priorità della Risposta globale al coronavirus, che riuniscono il mondo dell’industria e della ricerca, fondazioni, autorità di regolamentazione e organizzazioni internazionali secondo un’impostazione orientata alla catena del valore nel suo insieme: dalla ricerca alla produzione fino alla distribuzione. I tre partenariati opererebbero quanto più autonomamente possibile, con un asse di lavoro trasversale dedicato al potenziamento della capacità dei sistemi sanitari e alla condivisione delle conoscenze e dei dati.La Commissione registra e tiene traccia degli impegni di finanziamento fino alla fine di maggio, ma non incassa alcun pagamento. I fondi vanno direttamente ai destinatari, che non potranno però decidere da soli come impiegarli: il loro uso sarà stabilito di concerto con il partenariato. Nel rispetto degli impegni assunti tutti i nuovi vaccini e strumenti diagnostici e terapeutici contro il coronavirus devono essere resi disponibili a livello mondiale a prezzi accessibili, indipendentemente dal luogo in cui sono stati sviluppati. La risposta globale deve coinvolgere anche la società civile e la comunità dei cittadini di tutto il mondo, motivo per cui la Commissione europea intende collaborare con ONG come Global Citizen e altri partner.

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Scuola: Decreto 126/19, per l’accesso al concorso riservato 2020 ora valgono le supplenze dal 2009 all’anno in corso compreso

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

Si allarga l’arco temporale, come aveva richiesto Anief in audizione, utile per sommare le tre annualità di servizio svolto per partecipare al prossimo concorso straordinario rivolto ai docenti precari. Ma non basta. In migliaia continuano a rimanere fuori nonostante siano supplenti nel sistema nazionale di istruzione. Marcello Pacifico, presidente Anief, chiederà profonde modifiche in Aula e durante il passaggio in SenatoLo prevedono due emendamenti approvati nel testo licenziato dalle Commissioni Cultura e Lavoro della Camera (Atto Camera 2222) nella parte in cui si deve stabilire quali annualità concorrono alla formazione del triennio minimo per l’accesso alla procedura selettiva: con l’emendamento 1.17 si anticipa agli ultimi dieci anni il servizio valutabile rispetto a quello prestato negli otto anni precedenti. Inoltre, all’emendamento 1.73, si ritiene utile anche valutare l’anno scolastico di servizio corrente, quindi l’attuale a.s. 2019/20, dando una risposta positiva, seppure incompleta, a quanto rivendicato dall’Anief durante l’audizione tenuta nel giorno dello sciopero con sit-in dinanzi Montecitorio della scorsa settimana e contenuto anche in una delle 30 proposte di modifica formulate dal sindacato al decreto salva-precari. Anief, infatti, aveva chiesto che fosse valutato tutto il servizio prestato “entro l’anno scolastico 2019/2020”, senza limiti temporali, e ridotto la sua valutazione a due annualità in armonia con quanto previsto dalla legge 96/2018 sull’abuso dei contratti a termine e sul primo concorso riservato per la scuola primaria.La modifica approvata, comunque, non risponde al coro di critiche che provengono da tutto il personale precario della scuola escluso dal provvedimento, dai docenti di religione a quelli dell’infanzia e primaria, dai dottori di ricerca agli educatori, dai supplenti delle paritarie ai quelli dei percorsi Iefp, dai docenti di sostegno senza titolo, agli idonei dei concorsi.Per Marcello Pacifico, si sta creando un vero e proprio pasticcio con graduatorie che si intrecciano e rendono ancora più frustrante l’accesso ai ruoli quando sarebbe bastato aggiornare le ex graduatorie permanenti annualmente e organizzare un Pas abilitante libero per assumere direttamente quegli stessi precari che lo Stato sfrutta ogni giorno.

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L’impatto dell’apolidia sull’accesso ai diritti umani

Posted by fidest press agency su sabato, 16 novembre 2019

L’apolidia costituisce una violazione dei diritti umani che interessa milioni di persone in tutto il mondo. Tale condizione ostacola l’accesso a diritti fondamentali dati solitamente per scontati, contribuendo così a rendere invisibili individui e intere comunità e a emarginarli dal resto della società.Le persone apolidi sono presenti anche all’interno dell’Unione Europea, dove la privazione di una nazionalità può costituire una barriera insormontabile al conseguimento di un’istruzione, alla possibilità di prendere in affitto una casa, alla registrazione di una proprietà, all’ottenimento di un’occupazione regolare, all’accesso incondizionato ai regimi sanitari e di protezione sociale, alla libertà di movimento o di formare una famiglia.Queste difficoltà emergono con chiarezza nel report L’impatto dell’apolidia sull’accesso ai diritti umani in Italia, Portogallo e Spagna, realizzato dall’Ufficio Regionale dell’UNHCR per il Sud Europa e presentato oggi alla Casa del Cinema di Villa Borghese nell’ambito di un’iniziativa aperta al pubblico per marcare il quinto anniversario della campagna globale #IBelong dell’UNHCR, che si pone l’obiettivo di porre fine all’apolidia entro il 2024.Basandosi su testimonianze di apolidi, persone a rischio di apolidia, ex apolidi, società civile in Italia, Portogallo e Spagna, il report descrive l’impatto concreto prodotto dall’apolidia sulla vita quotidiana delle persone interessate, rivelando come questa possa generare problematiche che impediscono loro di realizzare pienamente il proprio potenziale e di svolgere un ruolo attivo nella società.Vi sono almeno 3,9 milioni di apolidi noti nel mondo, ma si stima che il numero reale sia significativamente più elevato, anche perché le statistiche sull’apolidia sono disponibili solo per un terzo degli Stati a livello globale.Nei primi cinque anni di #IBelong, lanciata dall’UNHCR nel 2014, più di 220.000 apolidi hanno acquisito la cittadinanza. Inoltre, durante una recente riunione sull’apolidia organizzata dall’UNHCR a Ginevra oltre 85 attori fra governi, società civile e organizzazioni internazionali e regionali hanno assunto un numero senza precedenti di impegni volti a raggiungere l’obiettivo della Campagna di sradicare l’apolidia in modo definitivo.

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“Promuovere l’accesso all’acqua per tutti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Strasburgo. I deputati europei hanno approvato nuove norme per migliorare la fiducia dei consumatori nell’acqua di rubinetto, molto più economica e pulita per l’ambiente rispetto a quella in bottiglia.Il Parlamento propone di rendere più severi i limiti massimi per alcuni inquinanti come il piombo (da dimezzare) e i batteri nocivi, e introdurre nuovi limiti per le sostanze più inquinanti. Sostiene inoltre il principio dell’accesso universale all’acqua potabile.La votazione sulla relazione legislativa, approvata per alzata di mano, chiude la prima lettura del Parlamento, che aveva già concordato la sua posizione negoziale in ottobre. Tuttavia, i ministri dell’UE non hanno raggiunto una posizione comune in tempo per avviare i negoziati prima della fine della legislatura. I negoziati inizieranno quindi nella nuova legislatura, dopo le elezioni europee di maggio.Gli Stati membri dovrebbero adottare misure per garantire l’accesso universale all’acqua pulita nell’UE e migliorare l’accesso all’acqua nelle città e nei luoghi pubblici, istituendo fontane gratuite, ove tecnicamente fattibile e proporzionato. Dovrebbero inoltre incoraggiare la fornitura di acqua di rubinetto gratuitamente o a basso costo nei ristoranti, nelle mense e nei servizi di ristorazione.Secondo la Commissione europea, un minore consumo di acqua in bottiglia potrebbe aiutare le famiglie dell’UE a risparmiare oltre 600 milioni di euro all’anno. Se la fiducia nell’acqua del rubinetto migliora, i cittadini possono anche contribuire a ridurre i rifiuti di plastica dell’acqua in bottiglia, compresi i rifiuti marini. Le bottiglie di plastica sono uno degli articoli di plastica monouso più comuni sulle spiagge europee.

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Obbligatorietà delle vaccinazioni per l’accesso a scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Si è resa necessaria perché la continua disinformazione sul tema delle vaccinazioni, subita negli anni scorsi, ha determinato nei genitori un diffuso stato di incertezza sul loro grande beneficio e un conseguente pericoloso abbassamento delle coperture vaccinali.Il Board del Calendario Vaccinale per la Vita (SIP – Società Italiana di Pediatria, SItI – Società Italiana di Igiene, FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri, FIMMG – Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), vedendo riaccendersi il dibattito sul tema, è al fianco dell’On. Giulia Grillo, medico e Ministro della Salute, per sostenere ogni azione utile a favorire le migliori condizioni in termini di sicurezza della frequenza scolastica per tutti i bambini ed in particolare per quelli affetti incolpevolmente da patologie che hanno reso controindicata la vaccinazione e che li espongono a gravissimi rischi qualora contraessero malattie per le quali è attualmente prevista la vaccinazione per l’accesso scolastico.L’inclusione scolastica è un diritto di tutti i bambini e tutti i genitori hanno il dovere di assumere comportamenti di responsabilità tutelando i propri figli dal rischio di contrarre gravi malattie prevenibili da vaccini, mettendo al contempo in sicurezza anche la salute dei bambini più fragili (quelli che hanno difetti congeniti del sistema delle difese), che rischiano complicanze gravissime e morte se un compagno non vaccinato per motivi ideologici trasmette loro infezioni come morbillo, varicella o pertosse.Invece di instillare ancora dubbi nella popolazione o consentire comportamenti opposti alle raccomandazioni derivanti dalle evidenze scientifiche, pericolosi e contrari alla legge, è importante, oggi più che mai, educare ad assumere comportamenti individualmente e socialmente corretti e civili.

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L’accesso transfrontaliero sicuro ai dati sanitari è più facile per i cittadini grazie alla Commissione europea

Posted by fidest press agency su sabato, 9 febbraio 2019

Attualmente la possibilità dei cittadini europei di accedere alla documentazione clinica elettronica in tutta l’UE varia notevolmente da un paese all’altro. Mentre alcuni cittadini possono accedere a parte delle proprie cartelle cliniche elettroniche a livello nazionale o transfrontaliero, per molti altri l’accesso digitale a questi dati è nullo o limitato. Per questo motivo la Commissione formula oggi alcune raccomandazioni che ne agevoleranno l’accesso transfrontaliero sicuro, nel pieno rispetto del regolamento generale sulla protezione dei dati.Andrus Ansip, Vicepresidente responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: “Le persone chiedono di poter accedere online ai propri dati sanitari in modo sicuro e completo, ovunque si trovino. I professionisti sanitari necessitano di cartelle cliniche affidabili per poter prestare cure migliori e in modo più tempestivo. I nostri sistemi sanitari necessitano delle migliori risorse per poter offrire la migliore assistenza personalizzata. Insieme dobbiamo accelerare il passo e sviluppare uno scambio sicuro delle cartelle cliniche elettroniche in tutta l’UE. Ciò migliorerà la vita dei cittadini e aiuterà gli innovatori a ideare la prossima generazione di soluzioni digitali e cure mediche.” Gli Stati membri hanno già iniziato a rendere accessibili e scambiabili a livello transfrontaliero alcune parti delle cartelle cliniche elettroniche. Dal 21 gennaio 2019 i cittadini finlandesi possono acquistare medicinali in Estonia utilizzando le proprie prescrizioni elettronicheCerca le traduzioni disponibili del link precedenteEN••• e i medici lussemburghesi saranno presto in grado di consultare i profili sanitari sintetici dei pazienti cechi.Le raccomandazioni di oggi propongono che gli Stati membri estendano questo lavoro ad altre tre sezioni della cartella clinica, nello specifico analisi di laboratorio, lettere di dimissione ospedaliera e diagnostica per immagini e referti. L’iniziativa getta al contempo le basi per lo sviluppo di specifiche tecniche da utilizzare nello scambio delle cartelle elettroniche caso per caso.

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“Fatturazione elettronica e accesso ai servizi digitali”

Posted by fidest press agency su domenica, 27 gennaio 2019

Pordenone. Martedì 5 febbraio, alle 09.30 (primo turno) e alle14.30 (secondo turno), la Camera di Commercio di Pordenone-Udine, nella sede di Udine, organizza l’incontro “Fatturazione elettronica e accesso ai servizi digitali”. L’approfondimento, che si terrà nel laboratorio informatico dell’ente camerale, è finalizzato a far conoscere e apprendere l’utilizzo del software gratuito per la fatturazione elettronica messo a disposizione dalle Camere di Commercio a tutte le imprese iscritte. Obiettivo del servizio è agevolare le imprese ad adeguarsi alle nuove regole e favorire una rapida e completa transizione verso l’utilizzo delle tecnologie digitali. Durante l’incontro verranno illustrati gli aspetti pratici del servizio di fatturazione elettronica, la conservazione e il Cassetto digitale dell’imprenditore.

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Scuola: Anief chiede nuovi passaggi di livello per tutto il personale Ata, visti i nuovi compiti e titoli di accesso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Questa è la richiesta che il giovane sindacato, in attesa di partecipare ai tavoli negoziali, invia ai membri della Commissione paritetica che si riunisce, per la prima volta, in Aran, il 20 novembre, per discutere dell’articolo 34 del CCNL sulla revisione dell’ordinamento professionale, fermo al 1976, dopo quattro mesi dalla scadenza della consegna della relazione originariamente prevista per luglio 2018.In occasione della convocazione delle organizzazioni sindacali da parte dell’Aran, domani 20 novembre, per l’avvio dei lavori della Commissione che dovrà provvedere al riordinamento professionale del personale Ata (ai sensi dell’art. 34 del CCNL “Istruzione e Ricerca” 2016-2018 sottoscritto il 19 aprile 2018), Anief non mancherà di far sentire la propria voce nell’interesse del riconoscimento della dignità professionale per la categoria degli Ata, ignorata per anni malgrado il suo operato rappresenti il nerbo fondamentale dell’organizzazione scolastica. La convocazione arriva dopo le numerose denunce che Anief, unitariamente ad altre organizzazioni di settore, ha sollevato per la chiusura di tutte le “code” contrattuali rimaste aperte nei settori della ricerca, della scuola, delle università e AFAM. Al fine di presentare proposte eque e innovative per la revisione dei profili del personale Ata, il sindacato chiede la piena garanzia da parte del Governo circa le risorse finanziarie necessarie per stabilizzare l’elemento perequativo e per dare regolarità ai rinnovi, come ha stabilito la sentenza della Corte Costituzionale del 2015.Nella scuola si contano ben circa 250 mila lavoratori che non insegnano, ma che svolgono ogni giorno il loro operato apportando un prezioso contributo alla didattica e all’organizzazione scolastica, malgrado il loro lavoro non abbia il giusto riconoscimento: sono gli assistenti amministrativi, i tecnici di laboratorio, i collaboratori scolastici e i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi. Per mettere fine a questa iniqua situazione, Anief ha predisposto una serie di emendamenti al disegno di legge sul “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021” AC n. 1334, finalizzati a valorizzazione finalmente la categoria che, in assoluto, anche secondo l’Aran, percepisce gli stipendi più bassi del pubblico impiego e addirittura in calo rispetto agli ultimi anni. Il giovane sindacato ritiene peraltro di fondamentale importanza introdurre “i profili di coordinatore tecnico e amministrativo delle segreterie, come del resto previsti dal legislatore ma mai attivati. Il personale Ata di tutte le Aree svolge in modo prevalente, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, funzioni superiori non retribuite e non valorizzate: basti pensare che i livelli retribuitivi sono rimasti invariati dal 1976 ad oggi, a fronte di un titolo di studio richiesto superiore a quello originario del 1976 e ad un aumento notevole di mansioni e di responsabilità non previste originariamente nella corrispondente qualifica professionale. Sono, inoltre, ulteriormente aumentati i carichi di lavoro e le responsabilità a fronte dello stesso stipendio tabellare: ora occorre un diploma di scuola superiore o una laurea per gli assistenti amministrativi e un diploma di qualifica per i collaboratori scolastici, ma la retribuzione non è mai stata cambiata e corrisponde al 3° e 4° livello della carriera esecutiva.Rammentiamo che i compiti e le mansioni del personale Ata sono disciplinate dall’attuale Contratto vigente (CCNL Scuola 2006-2009) all’art. 47 e dettagliate nella TABELLA ‘A’ allegata al Contratto. “1. I compiti del personale Ata sono costituiti: dalle attività e mansioni espressamente previste dall’area di appartenenza; da incarichi specifici che, nei limiti delle disponibilità e nell’ambito dei profili professionali, comportano l’assunzione di responsabilità ulteriori, e dallo svolgimento di compiti di particolare responsabilità, rischio o disagio, necessari per la realizzazione del piano dell’offerta formativa, come descritto dal piano delle attività. 2. La relativa attribuzione è effettuata dal dirigente scolastico, secondo le modalità, i criteri e i compensi definiti dalla contrattazione d’istituto nell’ambito del piano delle attività. […] Esse saranno particolarmente finalizzate per l’area A per l’assolvimento dei compiti legati all’assistenza alla persona, all’assistenza agli alunni diversamente abili e al pronto soccorso”.Anief propone, per tutti i profili Ata: una revisione della totalità delle attuali Aree o Profili che comporti un relativo adeguamento stipendiale a seguito di revisione dei livelli di qualifica; un piano di assunzioni per tutto il personale Ata, a copertura di tutti i posti disponibili e vacanti; la soppressione dei commi 332-333-334 della Legge 190 del 23 dicembre2014-Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015) -riguardanti le supplenze brevi e l’organico del personale Ata. Inoltre, per valorizzare il ruolo di assistenti amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici e Dsga richiede che si dia seguito ai suoi emendamenti proposti: attivazione di 12 mila posti in organico di diritto nella prospettiva di creare dopo vent’anni i profili di coordinatori di assistenti tecnici ad amministrativi; adeguamento dei livelli del personale agli altri profili della PA; corso di formazione per i candidati del 2010, ad una nuova sessione concorsuale per i passaggi verticali; immissione in soprannumero dei facenti funzioni al concorso Dsga con una quota riservata, alla fine della “temporizzazione”. Altresì, il nuovo sindacato aggiunge che per quanto concerne i compensi, i più bassi della P.A., bisogna ripristinare “le fasce di posizioni stipendiali del personale scolastico precedenti a quelle indicate dalla Tabella A allegata al CCNL Scuola del 4/8/2011” e dire basta alle “discriminazioni tra lavoratori” di ruolo e precari; per gli stessi motivi, “è necessario estendere la carta docente e il relativo bonus anche” al personale Ata, come a quello educativo, oggi esclusi senza alcun tipo di spiegazione.
Anief denuncia inoltre il fatto che non sono mai stati organizzati i corsi di formazione dei dipendenti di ruolo graduati che hanno partecipato ai passaggi verticali nel 2010 (e che pertanto non sono mai stati assunti nella qualifica superiore) e che si rende necessario realizzare “una nuova procedura su tutte i profili attivabili in base ai molti posti vacanti e disponibili. Il fondo approvato dalla precedente legge di stabilità stanzia 50 milioni di euro per il 2018 e 150 milioni di euro per il 2019 al fine di potenziare l’organico dell’autonomia scolastica attraverso la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto” di circa 12 mila unità lavorative Ata. Il sindacato ritiene inoltre che per chi abbia “superato i trentasei mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione”, si debba dar luogo all’assunzione a tempo indeterminato in ottemperanza a quanto previsto dalla Direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999”. Questo consentirebbe di dare una “risposta definitiva al problema del precariato scolastico e al contenzioso oggetto della procedura d’infrazione n. 2014/4231 pendente presso la Commissione europea sulla violazione da parte dello Stato italiano della normativa comunitaria dei contratti a termine”, prevedendo ovviamente l’allargamento della norma al personale Ata. A livello stipendiale, bisogna da subito ripristinare “le fasce di posizioni stipendiali del personale scolastico precedenti a quelle indicate dalla Tabella A allegata al CCNL Scuola del 4/8/2011”. Inoltre, “al personale supplente temporaneo, a partire dall’a. s. 2019/2020” va associata “la retribuzione professionale docenti e il compenso individuale accessorio come determinati nel CCNL 2016/2018”, anche “alla luce della sentenza del 25 ottobre 2018 della Corte di Giustizia Europea sulla causa C-331/17 Sciotto sul precariato, al fine di non porre in essere discriminazioni tra lavoratori”, ad iniziare da quelli a tempo determinato e indeterminato. Per gli stessi motivi, “è necessario estendere la carta docente e il relativo bonus anche” al personale Ata ed educativo. Per quanto riguarda, infine, i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi, “in relazione ai rilievi mossi dalla Corte di Giustizia europea (sentenza del 26 novembre 2014 sulle cause riunite C-22/13, da C-61/13 a C-63/13 e C-418/13) riguardo all’abuso di contratti a tempo determinato nella scuola statale italiana, è necessario procedere alla riserva di una percentuale dei posti del nuovo concorso per” D.S.G.A. “in soprannumero di chi ha svolto tale funzione a tempo determinato per almeno 36 mesi anche non continuativi su posti vacanti e disponibili. La norma introduce la quota del 30% che doveva essere riservata nella mobilità professionale a seguito dello svolgimento dei corsi di formazione a completamento della valutazione dei passaggi verticali”. Il tutto, senza “nuovi oneri per la finanza pubblica”.

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Semplificare l’accesso ai servizi bancari

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 settembre 2018

Berlino, N26 presenta il nuovo N26 Business Black, un conto business premium per liberi professionisti e lavoratori autonomi che desiderano una banca progettata per viaggiare ovunque li portino i loro viaggi di lavoro. Il nuovo conto offre ai viaggiatori d’affari la massima sicurezza e facilità, grazie ad un’assicurazione viaggio competitiva che include protezione per il furto del cellulare, per il prelievo dagli sportelli ATM e gli acquisti, oltre all’assicurazione noleggio auto. Inoltre, il nuovo conto consente di prelevare gratuitamente in valuta estera in tutto il mondo, tutto questo grazie alla carta dal design esclusivo.Secondo gli ultimi dati Confprofessioni, l’Italia è il paese con il maggior numero di liberi professionisti in Europa: solo quelli iscritti a un albo professionale superano la quota di 1,4 milioni e costituiscono il 5% delle forze lavoro. Parallelamente, nel 2017 il mercato del business travel tricolore è cresciuto di un milione di trasferte, arrivando a toccare quota 30,8 milioni, ovvero il +3,5% (fonte Nova 2018).In questo contesto, dopo aver lanciato con successo nel 2017 N26 Business, la prima soluzione della banca mobile per freelance e lavoratori autonomi, N26 ha analizzato i riscontri dei clienti al fine di sviluppare i migliori servizi di mobile banking per i clienti business. Il risultato della valutazione: la maggior parte dei clienti business di N26 sono nomadi digitali, che preferiscono lavorare da qualsiasi parte del mondo e quindi apprezzano molto l’assicurazione sui viaggi d’affari. Inoltre, la Mobile Bank ha ricevuto numerose richieste da parte degli utenti N26 Business ​​per una versione business di questa tipologia di conto premium.
N26 ha quindi soddisfatto questa esigenza espressa dai clienti lanciando Business Black e includendo il pacchetto di assicurazioni offerto dal conto N26 Black.La versione Business Black, fornisce un’assicurazione dedicata ai viaggi di lavoro che include: protezione viaggio, garanzia estesa, protezione sui prelievi ATM, assicurazione furto cellulare, assicurazione protezione acquisto, assicurazione noleggio auto, prelievi in valuta estera senza commissioni (nessuna commissione di markup FX) e cashback dello 0,1% per ogni transazione con Business Mastercard.Inoltre, i clienti che si registrano nel primo mese dopo il lancio possono usufruire delle partnership disponibili tramite N26 Business Black, come i servizi di fatturazione di Debitoor. Questi servizi aiutano a semplificare i processi di fatturazione e contabilità per i lavoratori autonomi, facendo così risparmiare tempo e denaro ai clienti.
I clienti di N26 Business Black potranno utilizzare anche Spaces, una nuova funzionalità che fornisce un modo semplice e veloce per mettere da parte denaro in base alle preferenze e alle esigenze personali degli utenti. Consentendo ai clienti di spostare in modo immediato i risparmi dai loro spazi personalizzati e al conto principale e viceversa, N26 offre massima flessibilità e controllo per organizzare le proprie finanze e tenere traccia dei molteplici obiettivi finanziari. I clienti di N26 Business Black potranno creare fino a 10 spazi per gestire i propri obiettivi di spesa e di risparmio.N26 Business Black sarà lanciato nei prossimi giorni in Germania, Austria, Francia, Italia e Spagna. Il servizio è rivolto alle persone fisiche che esercitano un’attività autonoma. I clienti possono utilizzare un unico account per gestire sia le finanze aziendali che quelle personali. N26 Business Black offre tutti i vantaggi offerti da N26 Black, comprese tutte le funzionalità dell’app e la Business Mastercard. Come passo successivo, N26 sta lavorando ad un’offerta finanziaria innovativa per le piccole e medie imprese, sfruttando la flessibilità e l’intuitività che caratterizzano l’offerta bancaria della Mobile Bank.
Il Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi lancia la nuova campagna “A Series of Extraordinary Stories” Tra le più avvincenti “storie non raccontate” dell’Emirato, una donna beduina allevatrice di cammelli e un adolescente in cerca di esperienze da brivido

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Sharing Economy: dal possesso all’accesso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Milano 26 marzo 2018 17:30 – 19:30 Aula Magna Carassa Dadda, edificio BL.28, via Lambruschini 4b, campus Bovisa. L’incontro è il secondo “Digital Innovation Talks”, il ciclo di eventi su temi “trasversali” rilevanti e legati al fenomeno digitale. Negli ultimi anni, la combinazione di trend di business e tecnologici, uniti ad una condizione economica congiunturale, ha determinato la nascita e lo sviluppo di un nuovo trend: la “Sharing Economy” o economia della condivisione. Si assiste quindi al passaggio da un’economia ove il possesso degli asset (tangibili e intangibili) determina i vantaggi a esso correlati, a una dove l’accesso agli asset ne garantisce la fruibilità del valore. Il fenomeno, potenzialmente pervasivo, coinvolge non solo startup, ma incumbent e PA, senza tuttavia aver ancora delineato una chiara direzione evolutiva. Il Digital Innovation Talk vuole essere l’occasione per discutere cosa si celi dietro la definizione del concetto di Sharing Economy, anche in funzione dei trend e fattori che ne hanno determinato sviluppo e diffusione, e quali siano gli impatti possibili per la collettività e le imprese, alla luce di casi rilevanti di imprese consolidate e startup operanti nel contesto Sharing Economy.
17.30 Apertura lavori
Alessandro Perego (Direttore, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
17.40 Sharing Economy: come definirla e classificarla
Antonio Ghezzi (Professore di Strategy & Marketing, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
18.00 Implicazioni macroeconomiche del passaggio dalla proprietà all’accesso
Fabio Sdogati (Professore di Economia Internazionale, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
18.20 Tavola rotonda – La parola ai protagonisti Giuseppe Macchia (Responsabile Smart Mobility Services, Eni Fuel S.p.A.) Federico Sargenti (Country Manager, Supermercato24) Andrea Saviane (Country Manager, Blablacar)Paolo Terranova (Presidente, Agenquadri CGIL)
Modera Alessandro Perego (Direttore, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
19.30 Termine lavori
La partecipazione al Convegno è gratuita.

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L’UNHCR rinnova l’appello per l’accesso senza restrizioni allo Stato di Rakhine, nel Myanmar settentrionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

BangladeshDue mesi fa i governi di Myanmar e Bangladesh hanno raggiunto un accordo per il ritorno volontario in Myanmar di centinaia di migliaia di rifugiati Rohingya che attualmente vivono nell’area di Cox’s Bazar, in Bangladesh. L’accordo bilaterale prevede l’assunzione di impegni importanti da parte di entrambi i governi per garantire il ritorno volontario e in condizioni sicure dei rifugiati nelle terre di origine in Myanmar.Ad oggi, le tutele necessarie per le persone che scelgono di ritornare sono assenti, e continuano ad esserci restrizioni all’accesso per le organizzazioni umanitarie, i media e altri osservatori indipendenti. Allo stesso tempo, i rifugiati dello Stato di Rakhine continuano a riversarsi in Bangladesh.Per assicurare il diritto dei rifugiati al ritorno volontario, in condizioni sicure e dignitose rinnoviamo l’appello al Myanmar affinché consenta senza restrizioni l’accesso necessario agli aiuti umanitari nello Stato di Rakhine e crei le condizioni per una soluzione duratura. L’accesso, da un lato permetterebbe di valutare l’esistenza di condizioni effettive per i ritorni e della loro fattibilità a lungo termine, dall’altro consentirebbe di occuparsi delle legittime preoccupazioni sulla sicurezza condivise da tutti i rifugiati che intendono tornare a casa. I rifugiati devono essere adeguatamente informati e consultati rispetto a tali condizioni affinché i ritorni possano avvenire in modo volontario, sostenibile e sicuro.Un passo fondamentale verso l’adozione di una soluzione duratura è stato fatto grazie all’impegno del Myanmar di implementare le raccomandazioni del Comitato Consultivo per il Rakhine (Rakhine Advisory Commission). Trasformare queste raccomandazioni — che prevedono pace e sicurezza per tutte le comunità dello Stato di Rakhine, dialogo, libertà di movimento, accesso ai beni di sostentamento e realizzazione di soluzioni per lo status giuridico e di cittadinanza delle comunità musulmane — in realtà, è essenziale per costruire la fiducia necessaria nel programma di ritorno e affrontare la tensione tra le comunità che è andata consolidandosi negli anni nello Stato di Rakhine. Senza queste misure, il rischio di ritorni in condizioni pericolose e affrettate in un’area in cui le violenze potrebbero rinasprirsi è troppo grande per poter essere ignorato.L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati rimane pronto a collaborare con entrambi i governi per trovare una soluzione duratura a questa crisi nell’interesse dei rifugiati, di entrambi i governi, della comunità di accoglienza in Bangladesh e di tutte le comunità dello Stato di Rakhine.

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Scuola e il servizio mensa

Posted by fidest press agency su domenica, 12 novembre 2017

“Quasi metà degli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado non ha accesso alla mensa scolastica. È questo un dato, oggettivo, sul quale dobbiamo riflettere”. Così la deputata di Forza Italia, Nunzia De Girolamo, nel suo intervento odierno nel corso della trasmissione Agorà su Rai 3. “Se badiamo poi – ha proseguito la parlamentare azzurra – ad un ulteriore dato, allora comprendiamo l’importanza di intervenire, in maniera repentina, su tale problema. Basti pensare che in otto regioni italiane, oltre il 50% degli alunni, più di 1 bambino su 2, non ha la possibilità di accedere al servizio mensa. E, lo dico senza fondi di utopia, dobbiamo lavorare affinché il servizio mensa possa essere annoverato tra i servizi essenziali. Non si può pensare, minimamente, che i bambini possano comprendere alcune differenze sociali. Dobbiamo dare a tutti la possibilità di accedere a tale servizio, anche chi ha condizioni economiche svantaggiate. È mai possibile – ha incalzato nel corso della trasmissione la De Girolamo – che un mio amico a Guidonia, con 4 figli, debba pagare oltre 70 euro al mese cadauno? In un periodo, tra le altre cose, di forte difficoltà economica come quello che stiamo attraversando. Sicuramente la provocazione del sindaco di Montevarchi, è servita a far riflettere e ad accendere i riflettori sulla problematica in questione, nonché a risolvere la problematica di chi potrebbe pagare e magari, per svariati motivi, non lo fa. Sono convinta però, ripeto, che sia necessario garantire il servizio mensa, – ha concluso De Girolamo – trasformandolo in un servizio pubblico essenziale”.

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Preoccupazione FNSI su regolamento accesso agli atti

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

virginia raggiRoma “La preoccupazione espressa dalla FNSI è pienamente condivisibile. L’ M5S e la giunta Raggi non tollerano le critiche e si apprestano a varare un regolamento che mette a repentaglio i pilastri della democrazia. I canoni grillini della buona amministrazione si possono così riassumere: la verità si riduce ad una velina di qualche esponente pentastellato; sulla trasparenza meglio far calare il sipario; ed infine per la pubblicità degli atti ecco la réclame da mandare in onda sul blog Grillino. La bozza di regolamento per l’accesso agli atti della giunta Raggi ha pericolose similitudini alle restrizioni applicate nella Turchia di Erdogan. Non è ancora previsto il carcere per i giornalisti, ma è evidente il tentativo di impedire una corretta informazione ai cittadini sull’attività del Comune di Roma. Dopo oltre un anno di pasticci della giunta Raggi, il Campidoglio da casa di vetro dei romani è diventata casa di coccio” Così in una nota il consigliere capitolino del PD Marco Palumbo. (n.r. individuare delle similitudini comportamentali della Raggi con Erdogan in fatto di comunicazioni istituzionali la consideriamo una forzatura fuori luogo. Da parte nostra abbiamo già sollevate delle obiezioni su quella parte del regolamento comunale che si riferisce alla comunicazione, ma ci rendiamo anche conto che la passione politica delle opposizioni è tale che non è frequente scambiare le lucciole per lanterne e trinciare giudizi fuori dalle righe.)

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Spiagge libere ma non senza regole, anzi!

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

spiaggia_litorale_castelporzianoOgni anno con l’arrivo della stagione balneare, si ripropone un problema per il consumatore bagnante: nonostante la nostra penisola sia costituita da chilometri e chilometri di costa, perché è diventato così difficile trovare una spiaggia libera? E’ giusto pagare per accedere alla battigia?
Cerchiamo di fare chiarezza e capire quali sono i diritti e i dovere dei consumatori sulle spiagge.La legge, innanzitutto, stabilisce che il lido del mare e la spiaggia fanno parte del demanio marittimo dello Stato e per questo motivo sono beni inalienabili, inespropriabili e destinati alla collettività.Nonostante ci sia la possibilità di affidare le spiagge in concessione, esistono dei limiti invalicabili all’utilizzo della spiaggia da parte dei cittadini: deve essere sempre lasciato l’accesso al mare libero, così come il passeggio.La battigia, ovvero la striscia di sabbia contro cui si infrangono le onde, che si estende per circa 5 metri dal limitare del mare, è, per legge, libera. Tutti possono camminare, sedersi e sdraiarsi sulla battiglia, ma nessuno deve occuparla con oggetti ingombranti quali ombrelloni, sedie o lettini, nemmeno lo stabilimento balnerare.
Il consumatore, quindi, deve sapere che gli stabilimenti balneari che ne impediscono l’accesso o richiedono un pagamento, commettono un illecito.
A parte le ovvie regole di buon senso e civiltà chieste ad ogni cittadini, la pulizia delle spiagge libere è affidata ai Comuni, mentre in quelle in concessione è affidata allo stabilimento balneare. Le spiagge libere sono prive di costrizioni commerciali ma sono paradossalmente più regolate rispetto a quelle in concessione. In tutte le spiagge libere, salvo eccezioni, è vietato:
giocare a pallone, racchettoni o qualsiasi altro gioco che possa disturbare gli altri bagnanti;
non è consentito l’accesso degli animali in spiaggia nella maggior parte dei casi e, se concesso, non si deve permettere agli animali di scorrazzare liberamente, ma occorre tenerli con guinzagli;
è vietato l’utilizzo di radio e ogni altro mezzo ad alto volume che disturbi la tranquillità degli altri;
abbandonare i rifiuti sulla spiaggia senza gettarli negli appositi contenitori.
La regolazione in ordine è fatta da Stato, Regione e Comune, ma sarà quest’ultimo a stabilire quali sono le regole di base: ad esempio se si possono introdurre cani o meno, se si possono introdurre cibi o come deve avvenire la raccolta dei rifiuti.

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Nuove norme per proteggere gli investitori e aiutare le PMI ad accedere a capitali

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

capitaliIl Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le nuove norme vincolanti sulle informazioni fornite nei prospetti finanziari agli investitori, allo scopo di proteggerli, creare un mercato unico dei capitali più efficiente e facilitare l’accesso delle piccole imprese ai finanziamenti.”Il Prospetto è un esempio concreto di come costruiremo l’Unione dei capitali. Abbiamo reso il regolamento sui prospetti informativi più adatto all’ambiente attuale e sarà di beneficio per chi vuole raccogliere fondi sul mercato, ponendo fine all’eccessiva dipendenza delle piccole imprese sulla raccolta bancaria. Il nuovo prospetto potrà ridurre i costi e aumentare la leggibilità e la pertinenza delle informazioni per gli investitori, che a sua volta migliorerà la tutela degli investitori”, ha detto il relatore Petr Ježek (ALDE, CZ) nel corso del dibattito.I prospetti sono documenti obbligatori che sono pubblicati quando titoli, come azioni societarie, e titoli non azionari, come le obbligazioni, sono offerti a investitori o ammessi al trading. Tali prospetti dovranno essere a disposizione del pubblico e pubblicati sul sito internet dell’emittente o dell’intermediario finanziario.Il testo legislativo è stato adottato con 517 voti a favore, 109 contrari e 71 astensioni. Secondo le nuove norme, le informazioni contenute nel prospetto devono consentire agli investitori di valutare le attività e passività, i costi, le perdite e i diritti connessi a prodotti di investimento.I prospetti dovranno includere una sintesi chiara e accurata di sette pagine (e ulteriori pagine, in un numero compreso tra una a tre pagine extra, nel caso siano necessarie ulteriori spiegazioni su un determinato tipo di protezione), che fornisca:informazioni fondamentali per gli investitori che hanno bisogno di capire i rischi e prendere una decisione informata,informazioni sull’emittente, sui titoli, sull’offerta al pubblico e sull’ammissione alla compravendita, e un chiaro avvertimento dei rischi connessi, come ad esempio il rischio di perdere una parte o la totalità degli investimenti.La sintesi del documento dovrebbe essere un’introduzione al prospetto stesso ed essere coerente con le altre parti del documento. Uno degli obiettivi principali del mercato unico dei capitali dell’Unione, per i quali il regolamento sul prospetto rappresenta una tappa essenziale, è quello di facilitare l’accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese (PMI).Poiché le PMI di solito hanno bisogno di trovare sul mercato importi inferiori rispetto ad altri emittenti, il costo di redigere un prospetto completo potrebbe essere sproporzionatamente alto. I deputati pertanto hanno istituito pertanto un prospetto di crescita specifico, standardizzato e più semplice per le PMI e gli altri emittenti che desiderano trovare piccole somme di denaro, fino a 20 milioni di euro nel corso di un periodo di dodici mesi.Una volta approvati, i prospetti di crescita dell’Unione dovrebbero beneficiare del regime di passaporto e dovrebbero essere validi per qualsiasi offerta al pubblico in tutta l’Unione. Le nuove norme si applicheranno a partire dai 24 mesi successivi alla loro entrata in vigore.

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Accesso al credito da parte degli italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 28 febbraio 2017

bancomatSta diventando un processo sempre più digitale, come dimostrato da un mercato in costante crescita e dalla nascita di numerose piattaforme online che agevolano l’incontro tra domanda e offerta di finanziamento. Younited Credit, leader in Europa nel settore credito al consumo online sbarcata sul mercato italiano nel 2016 e diventata velocemente uno dei player di riferimento a livello nazionale con 20 milioni di euro erogati a 3.000 famiglie nel periodo compreso dal lancio delle attività in Italia ad aprile 2016 sino a gennaio 2017, ha voluto analizzare il mercato del prestiti online nel nostro Paese, rilevando i principali trend emersi dallo studio dei progetti finanziati in Italia tramite la sua piattaforma.Quanto richiedono gli Italiani nel momento in cui effettuano una richiesta di prestito? In generale, nel momento in cui si rivolgono ai canali online come Younited Credit, lo fanno per un ammontare medio di 7.500 euro erogato con una rateizzazione media di 48 mesi e un tasso di interesse medio del 7,5%.“Gli ottimi risultati che abbiamo riscontrato in questi primi mesi di attività in Italia dimostrano un interesse sempre più diffuso verso il digitale come strumento di accesso al credito” ha sottolineato Tommaso Gamaleri, Country Manager per Younited Credit in Italia. “Dall’analisi emerge innanzi tutto quanto questo interesse sia ripartito in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, dal Nord al Sud. Tra le finalità, è interessante notare come gli Italiani diano priorità ad esigenze come la sostituzione dell’automobile o il rinnovamento della propria abitazione, piuttosto che a progetti legati al tempo libero, come i viaggi, o alla tecnologia.”Nello specifico, lo studio ha rilevato che gli Italiani si rivolgono alle piattaforme di credito digitali principalmente per finalità legata alla ristrutturazione della propria casa (22,5%) e all’acquisto di un auto, nuova o usata (19%). Una fetta consistente di richieste avviene per un bisogno liquidità (oltre 42%) e finalizzare progetti di diversa natura. Tra questi sembra che i viaggi e la tecnologia non siano tra le priorità degli italiani nel momento in cui cercano un credito, raccogliendo nel complesso solo poco più del 2%. (grafico: crediti)

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Diversificare l’accesso al credito per le PMI

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

incontroAvere, insieme, un sistema produttivo in cui il 95% delle imprese ha meno di 9 dipendenti e in cui il credito, quasi interamente, si basa sulle banche, «ci deve spingere, in Italia, a rivedere le politiche di supporto al sistema del credito e a considerare strumenti alternativi e innovativi, di accesso, garanzie e controgaranzie». Il presidente della Cciaa di Udine Giovanni Da Pozzo ha introdotto oggi l’incontro formativo in Sala Valduga, realizzato nell’ambito di Enterprise Europe Network (Een), la più grande rete europea di supporto alle Pmi, di cui la Camera di Udine è sportello sul territorio. L’incontro ha voluto presentare agli imprenditori i principali strumenti, alternativi ai prestiti bancari, «che ci sono e vanno diffusi e utilizzati ancora di più, tra Fondo europeo per gli investimenti, Fondo centrale di garanzia, Confidi, mini-bond, nuove misure messe a disposizione dalla Regione e buone prassi individuate da Ocse. A maggior ragione in un periodo così complesso, in cui questa crisi bancaria sta comportando un impoverimento del nostro tessuto produttivo, anche in un’area, come il Nordest, sempre stata tra le più vitali», ha evidenziato Da Pozzo, sottolineando poi che, «soprattutto tra i nostri partner del Nord Europa, la nostra coincidenza di “bancocentrismo” e quasi totalità di micro imprese è difficile da far interpretare e capire. Taluni percorsi in ambito europeo non sono certo favorevoli a sostenere il sistema economico italiano e si pone perciò il tema politico: quanto il sistema bancario, soprattutto in queste situazioni, può e deve avere un sostegno pubblico? Anche recentemente, come nel caso della Nordbank di Amburgo, abbiamo visto l’Europa avere atteggiamenti ben diversi da quelli dimostrati nei confronti delle banche italiane. Si parla tanto di Unione europea, ma spesso i livelli di adeguamento delle misure, nei vari Paesi, sono molto diversi». Bisogna quindi «pensare a strumenti e politiche diversi dal passato», ha concluso il presidente, introducendo gli interventi tecnici del pomeriggio in Sala Valduga, moderato dal giornalista Marco Ballico. Sulle facilitazioni per l’accesso al credito bancario tramite il sostegno del Fondo Europeo per gli Investimenti (Fei) è intervenuto Alessandro Gargani, Business Development and Mandate Manager del Fei Lussemburgo, seguito daDaniele Righele, Responsabile Mercato Sviluppo Nordest Credem, e Fabrizio Vencato, Responsabile Mercato Corporate Nordest Credem, che hanno approfondito il ruolo degli intermediari finanziari e gli strumenti del Programma Europeo per la Piccola e Media Impresa (Cosme) e Innovfin”. Di misure nazionali di facilitazione all’accesso al credito, come il Fondo Centrale di Garanzia e i Confidi hanno parlato Roberto Olivieri, di Mediocredito Italiano, e Pierpaolo Ciuoffo, Direttore Fin.Promo.Ter e sugli interventi della Regione a sostegno delle imprese del territorio, con i fondi di rotazione regionali per la concessione di prestiti agevolati, si è soffermato Diego Angelini, Direttore del Servizio per l’accesso al credito delle imprese. Mini-bond e cambiali finanziarie e altri nuovi canali di finanziamento complementari al credito bancario, da considerare come valore in termini prospettici e soprattutto per diversificare, sono stati al centro dell’intervento di Roberto Calugi, Direttore del Consorzio Camerale per il Credito e la Finanza, e infine Lucia Cusmano, Senior economist dell’Ocse ha presentato le best practice comunitarie riguardo ai finanziamenti in ambito non-banking. (Foto: incontro)

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Pazienti oncologici e accesso alle terapie

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

tumore metastatico1I pazienti oncologici devono aspettare 427 giorni in Italia (contro i 364 della Francia, i 109 del Regno Unito e gli 80 della Germania) per accedere ai trattamenti innovativi con preoccupanti differenze regionali. Nel nostro Paese manca la rete della terapia del dolore e le cure domiciliari sono di fatto uscite dai livelli essenziali di assistenza (LEA) regionali, vengono infatti attivate solo per il 48,1% dei pazienti al momento delle dimissioni (per il restante 51,9% provvedono i familiari). E l’accesso a beni e servizi, come i prodotti assicurativi e bancari, è ancora oggi negato a chi ha un passato di malato. È forte la rabbia dei pazienti per l’occasione perduta della riforma costituzionale recentemente approvata. Il modello di regionalismo delineato nel nuovo Titolo V della Costituzione continua a non attribuire allo Stato l’esercizio dei poteri sostitutivi, in caso di necessità, a tutela della concreta attuazione dei LEA. La denuncia è contenuta nell’VIII Rapporto sulla condizione assistenziale dei pazienti oncologici presentato oggi al Senato nel corso della XI Giornata del malato oncologico, organizzata dalla FAVO (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia). “Il nuovo testo dell’art. 117 della Costituzione – sottolinea il prof. Francesco De Lorenzo, presidente FAVO – non consente il superamento di quell’intollerabile differenziazione tra aree del Paese nell’accesso alle terapie e all’assistenza sociale. Il ruolo di garanzia dello Stato non può limitarsi alla definizione dei LEA, ma dovrebbe comprendere anche l’uniformità e il controllo della loro erogazione. L’approvazione dell’emendamento con il quale si inserisce la possibilità di devolvere alle Regioni la potestà legislativa generale sulle politiche sociali rappresenta una sconfitta per tutti i malati”. Le differenze a livello regionale stanno peggiorando e toccano molti aspetti. Avere le terapie giuste al momento giusto è l’unica soluzione per rispondere in modo adeguato alla domanda di cure efficaci. Il sistema sanitario è in sofferenza, schiacciato dal contenimento della spesa. È anche orfano di un progetto politico che ne attualizzi gli scopi e lo renda al passo con i tempi. Il contributo del volontariato oncologico è pertanto centrale e strategico per l’elevato impatto economico e sociale della malattia, con riferimento sia alla fase acuta che alla riabilitazione, ancora oggi sorprendentemente trascurata dal Servizio sanitario nazionale”. Preoccupa inoltre la scarsa attenzione rivolta alle esigenze nutrizionali dei malati. “In una percentuale ben superiore ai due terzi dei pazienti neoplastici si riscontra una perdita del perso corporeo e il 20-30% muore per gli effetti della malnutrizione – continua Elisabetta Iannelli, segretario FAVO -. Nonostante questa evidenza, l’attenzione ai problemi della nutrizione rimane ancora insoddisfatta. Alla base di questa situazione sta la scarsa consapevolezza, da parte del medico e del paziente, che il mantenimento di uno stato nutrizionale ottimale, durante e dopo le cure oncologiche, rappresenta un presupposto imprescindibile per il successo della terapia e per la restituzione alla vita attiva. Un circolo vizioso che si può non solo contrastare, ma anche prevenire, stabilendo fin dall’inizio della cura un percorso parallelo e una sinergia tra oncologo e nutrizionista”. Per questo, le Società scientifiche di riferimento di oncologia medica e di nutrizione clinica, in collaborazione con FAVO, intendono sviluppare una serie di iniziative che spaziano dalle campagne di comunicazione a corsi di formazione per oncologi.
Il Tavolo promosso dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) con la determinante partecipazione di FAVO ha identificato bisogni e diritti della persona guarita, prevedendo un piano di sorveglianza attiva per la prevenzione dei tumori secondari e degli effetti tardivi delle terapie e l’organizzazione della riabilitazione. “Il bisogno di salute del paziente con una diagnosi di neoplasia è superiore a quello della popolazione generale anche dopo la debellazione della malattia – afferma il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -. E persiste a lungo nel tempo, alla luce delle caratteristiche peculiari delle patologie oncologiche, dei loro effetti e delle specifiche risposte terapeutiche ed assistenziali: rischio di ricaduta; presenza di comorbidità e condizione di disagio psichico; possibile tossicità a lungo termine dei farmaci e della radioterapia; rischio di insorgenza di seconde neoplasie; possibile riduzione della fertilità. Guarire oggi non può voler dire solo aver vinto la personale battaglia contro la malattia. Alla multidimensionalità della condizione di salute, corrisponde la complessità della guarigione. Si è guariti quando vengono ripristinate le condizioni di vita presenti prima dell’insorgenza della malattia e se vi è il recupero della condizione di benessere fisico, psichico e sociale. Un percorso che inizia a partire dal momento in cui la persona entra nell’ospedale. Per questo abbiamo avviato AIOM-HuCare, la prima Scuola di Umanizzazione in Oncologia in Europa in cui si svolgono corsi indirizzati a clinici e infermieri. L’obiettivo è umanizzare i reparti applicando interventi psico-sociali uniformi ed efficaci a tutti i malati nelle Oncologie del nostro Paese”. Le reti oncologiche regionali rappresentano il modello ottimale per la gestione di una malattia ad elevato impatto sanitario e sociale come il cancro. “Valutiamo positivamente il cosiddetto ‘decreto standard ospedalieri’ (n. 70 del 2015) – spiega il prof. De Lorenzo -. Il provvedimento, che disegna il nuovo ospedale per acuti, conferma per le patologie oncologiche l’organizzazione a rete della risposta assistenziale. Un passo fondamentale per rendere accessibili a tutti i cittadini l’accesso alle alte specializzazioni mediche. La radioterapia è una di queste, utilizza tecnologie sofisticate e di accreditata efficacia. È attualmente impiegata nella cura del 60-70% dei pazienti e si stima che il fabbisogno in Europa si accrescerà di oltre il 15% nei prossimi 10 anni. È però impossibile valutare se le risorse impiegate nella disciplina radioterapica in Italia siano rispondenti al carico di tumori per anno e quali investimenti si debbano pianificare per il futuro”. Il numero di acceleratori lineari acquistati è attualmente sconosciuto, perché un vero monitoraggio di questi dispositivi costosissimi è stato introdotto solo di recente con l’emanazione del decreto del 22 aprile 2014, un censimento non ancora realizzato. Sta invece migliorando invece la situazione relativa alla chirurgia oncologica: nel 2015 rispetto al 2013 si è registrato un lieve ma evidente progresso verso la concentrazione della casistica operatoria, con la creazione di centri a alto volume di attività. Altro capitolo è quello relativo alla sostenibilità dei nuovi trattamenti. Ad oggi sono disponibili ben 132 farmaci antitumorali e negli ultimi 15 anni ne sono stati immessi sul mercato 63. Anche i costi del trattamento sono aumentati: quello giornaliero medio di un farmaco antineoplastico è passato da 42,20 euro nel periodo 1995-1999 a 203,47 euro nel 2010-2014. Il costo medio di una terapia complessiva è aumentato da 3.853 euro nel 1995-1999, a 44.900 euro nel 2010-2014. La spesa per farmaci oncologici in Italia è passata da circa 1 miliardo nel 2007 a 2 miliardi e 900 milioni di euro nel 2014. “Molte agenzie regolatorie internazionali – continua il prof. De Lorenzo – hanno ritenuto necessario coinvolgere i pazienti (o i loro rappresentanti) nelle varie fasi di sviluppo e commercializzazione di un nuovo farmaco, soprattutto per quanto attiene alla qualità di vita e ai relativi aspetti etici e sociali che ogni nuova terapia introduce. Grazie a ECPC (European Cancer Patient Coalition), il volontariato oncologico ha ottenuto nel Parlamento europeo una grande vittoria nella battaglia per la facilitazione dell’accesso ai farmaci innovativi. Su iniziativa di ECPC, sono state promosse azioni volte a introdurre una valutazione a livello europeo di riferimento dell’efficacia comparativa e del rapporto costo-efficacia delle nuove molecole. Le modifiche comporteranno la riduzione dei tempi entro i quali gli Stati membri adotteranno le decisioni sull’inserimento dei farmaci nella diverse classi di rimborsabilità”. “Sul versante dell’assistenza farmaceutica – conclude Elisabetta Iannelli – non è più accettabile confinare l’innovatività a una valutazione sull’efficacia clinica, per di più limitata alla fase acuta della malattia. Il cambiamento che FAVO auspica è legato alla considerazione della qualità della vita assicurata dal farmaco e non solo della quantità. A fronte di una spesa per le cure cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi venti anni, la scelta delicata e spesso ‘tragica’ della classe di rimborsabilità di una nuova molecola deve essere orientata da criteri nuovi. L’efficacia, infatti, non può più essere misurata soltanto in ambiente clinico, ma si dovrà valutare l’impatto complessivo sulla qualità della vita, dagli aspetti familiari a quelli sociali e lavorativi. Ed è di fondamentale importanza che, anche in Italia, si sviluppi sempre più la cultura dell’Health Technology Assessment, da svolgere principalmente nell’ambito di un organismo ‘centralizzato e dedicato’ evitando duplicazioni inutili e costose”.

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