Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘accesso’

“Promuovere l’accesso all’acqua per tutti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Strasburgo. I deputati europei hanno approvato nuove norme per migliorare la fiducia dei consumatori nell’acqua di rubinetto, molto più economica e pulita per l’ambiente rispetto a quella in bottiglia.Il Parlamento propone di rendere più severi i limiti massimi per alcuni inquinanti come il piombo (da dimezzare) e i batteri nocivi, e introdurre nuovi limiti per le sostanze più inquinanti. Sostiene inoltre il principio dell’accesso universale all’acqua potabile.La votazione sulla relazione legislativa, approvata per alzata di mano, chiude la prima lettura del Parlamento, che aveva già concordato la sua posizione negoziale in ottobre. Tuttavia, i ministri dell’UE non hanno raggiunto una posizione comune in tempo per avviare i negoziati prima della fine della legislatura. I negoziati inizieranno quindi nella nuova legislatura, dopo le elezioni europee di maggio.Gli Stati membri dovrebbero adottare misure per garantire l’accesso universale all’acqua pulita nell’UE e migliorare l’accesso all’acqua nelle città e nei luoghi pubblici, istituendo fontane gratuite, ove tecnicamente fattibile e proporzionato. Dovrebbero inoltre incoraggiare la fornitura di acqua di rubinetto gratuitamente o a basso costo nei ristoranti, nelle mense e nei servizi di ristorazione.Secondo la Commissione europea, un minore consumo di acqua in bottiglia potrebbe aiutare le famiglie dell’UE a risparmiare oltre 600 milioni di euro all’anno. Se la fiducia nell’acqua del rubinetto migliora, i cittadini possono anche contribuire a ridurre i rifiuti di plastica dell’acqua in bottiglia, compresi i rifiuti marini. Le bottiglie di plastica sono uno degli articoli di plastica monouso più comuni sulle spiagge europee.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Obbligatorietà delle vaccinazioni per l’accesso a scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Si è resa necessaria perché la continua disinformazione sul tema delle vaccinazioni, subita negli anni scorsi, ha determinato nei genitori un diffuso stato di incertezza sul loro grande beneficio e un conseguente pericoloso abbassamento delle coperture vaccinali.Il Board del Calendario Vaccinale per la Vita (SIP – Società Italiana di Pediatria, SItI – Società Italiana di Igiene, FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri, FIMMG – Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), vedendo riaccendersi il dibattito sul tema, è al fianco dell’On. Giulia Grillo, medico e Ministro della Salute, per sostenere ogni azione utile a favorire le migliori condizioni in termini di sicurezza della frequenza scolastica per tutti i bambini ed in particolare per quelli affetti incolpevolmente da patologie che hanno reso controindicata la vaccinazione e che li espongono a gravissimi rischi qualora contraessero malattie per le quali è attualmente prevista la vaccinazione per l’accesso scolastico.L’inclusione scolastica è un diritto di tutti i bambini e tutti i genitori hanno il dovere di assumere comportamenti di responsabilità tutelando i propri figli dal rischio di contrarre gravi malattie prevenibili da vaccini, mettendo al contempo in sicurezza anche la salute dei bambini più fragili (quelli che hanno difetti congeniti del sistema delle difese), che rischiano complicanze gravissime e morte se un compagno non vaccinato per motivi ideologici trasmette loro infezioni come morbillo, varicella o pertosse.Invece di instillare ancora dubbi nella popolazione o consentire comportamenti opposti alle raccomandazioni derivanti dalle evidenze scientifiche, pericolosi e contrari alla legge, è importante, oggi più che mai, educare ad assumere comportamenti individualmente e socialmente corretti e civili.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’accesso transfrontaliero sicuro ai dati sanitari è più facile per i cittadini grazie alla Commissione europea

Posted by fidest press agency su sabato, 9 febbraio 2019

Attualmente la possibilità dei cittadini europei di accedere alla documentazione clinica elettronica in tutta l’UE varia notevolmente da un paese all’altro. Mentre alcuni cittadini possono accedere a parte delle proprie cartelle cliniche elettroniche a livello nazionale o transfrontaliero, per molti altri l’accesso digitale a questi dati è nullo o limitato. Per questo motivo la Commissione formula oggi alcune raccomandazioni che ne agevoleranno l’accesso transfrontaliero sicuro, nel pieno rispetto del regolamento generale sulla protezione dei dati.Andrus Ansip, Vicepresidente responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: “Le persone chiedono di poter accedere online ai propri dati sanitari in modo sicuro e completo, ovunque si trovino. I professionisti sanitari necessitano di cartelle cliniche affidabili per poter prestare cure migliori e in modo più tempestivo. I nostri sistemi sanitari necessitano delle migliori risorse per poter offrire la migliore assistenza personalizzata. Insieme dobbiamo accelerare il passo e sviluppare uno scambio sicuro delle cartelle cliniche elettroniche in tutta l’UE. Ciò migliorerà la vita dei cittadini e aiuterà gli innovatori a ideare la prossima generazione di soluzioni digitali e cure mediche.” Gli Stati membri hanno già iniziato a rendere accessibili e scambiabili a livello transfrontaliero alcune parti delle cartelle cliniche elettroniche. Dal 21 gennaio 2019 i cittadini finlandesi possono acquistare medicinali in Estonia utilizzando le proprie prescrizioni elettronicheCerca le traduzioni disponibili del link precedenteEN••• e i medici lussemburghesi saranno presto in grado di consultare i profili sanitari sintetici dei pazienti cechi.Le raccomandazioni di oggi propongono che gli Stati membri estendano questo lavoro ad altre tre sezioni della cartella clinica, nello specifico analisi di laboratorio, lettere di dimissione ospedaliera e diagnostica per immagini e referti. L’iniziativa getta al contempo le basi per lo sviluppo di specifiche tecniche da utilizzare nello scambio delle cartelle elettroniche caso per caso.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Fatturazione elettronica e accesso ai servizi digitali”

Posted by fidest press agency su domenica, 27 gennaio 2019

Pordenone. Martedì 5 febbraio, alle 09.30 (primo turno) e alle14.30 (secondo turno), la Camera di Commercio di Pordenone-Udine, nella sede di Udine, organizza l’incontro “Fatturazione elettronica e accesso ai servizi digitali”. L’approfondimento, che si terrà nel laboratorio informatico dell’ente camerale, è finalizzato a far conoscere e apprendere l’utilizzo del software gratuito per la fatturazione elettronica messo a disposizione dalle Camere di Commercio a tutte le imprese iscritte. Obiettivo del servizio è agevolare le imprese ad adeguarsi alle nuove regole e favorire una rapida e completa transizione verso l’utilizzo delle tecnologie digitali. Durante l’incontro verranno illustrati gli aspetti pratici del servizio di fatturazione elettronica, la conservazione e il Cassetto digitale dell’imprenditore.

Posted in Cronaca/News, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Anief chiede nuovi passaggi di livello per tutto il personale Ata, visti i nuovi compiti e titoli di accesso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Questa è la richiesta che il giovane sindacato, in attesa di partecipare ai tavoli negoziali, invia ai membri della Commissione paritetica che si riunisce, per la prima volta, in Aran, il 20 novembre, per discutere dell’articolo 34 del CCNL sulla revisione dell’ordinamento professionale, fermo al 1976, dopo quattro mesi dalla scadenza della consegna della relazione originariamente prevista per luglio 2018.In occasione della convocazione delle organizzazioni sindacali da parte dell’Aran, domani 20 novembre, per l’avvio dei lavori della Commissione che dovrà provvedere al riordinamento professionale del personale Ata (ai sensi dell’art. 34 del CCNL “Istruzione e Ricerca” 2016-2018 sottoscritto il 19 aprile 2018), Anief non mancherà di far sentire la propria voce nell’interesse del riconoscimento della dignità professionale per la categoria degli Ata, ignorata per anni malgrado il suo operato rappresenti il nerbo fondamentale dell’organizzazione scolastica. La convocazione arriva dopo le numerose denunce che Anief, unitariamente ad altre organizzazioni di settore, ha sollevato per la chiusura di tutte le “code” contrattuali rimaste aperte nei settori della ricerca, della scuola, delle università e AFAM. Al fine di presentare proposte eque e innovative per la revisione dei profili del personale Ata, il sindacato chiede la piena garanzia da parte del Governo circa le risorse finanziarie necessarie per stabilizzare l’elemento perequativo e per dare regolarità ai rinnovi, come ha stabilito la sentenza della Corte Costituzionale del 2015.Nella scuola si contano ben circa 250 mila lavoratori che non insegnano, ma che svolgono ogni giorno il loro operato apportando un prezioso contributo alla didattica e all’organizzazione scolastica, malgrado il loro lavoro non abbia il giusto riconoscimento: sono gli assistenti amministrativi, i tecnici di laboratorio, i collaboratori scolastici e i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi. Per mettere fine a questa iniqua situazione, Anief ha predisposto una serie di emendamenti al disegno di legge sul “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021” AC n. 1334, finalizzati a valorizzazione finalmente la categoria che, in assoluto, anche secondo l’Aran, percepisce gli stipendi più bassi del pubblico impiego e addirittura in calo rispetto agli ultimi anni. Il giovane sindacato ritiene peraltro di fondamentale importanza introdurre “i profili di coordinatore tecnico e amministrativo delle segreterie, come del resto previsti dal legislatore ma mai attivati. Il personale Ata di tutte le Aree svolge in modo prevalente, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, funzioni superiori non retribuite e non valorizzate: basti pensare che i livelli retribuitivi sono rimasti invariati dal 1976 ad oggi, a fronte di un titolo di studio richiesto superiore a quello originario del 1976 e ad un aumento notevole di mansioni e di responsabilità non previste originariamente nella corrispondente qualifica professionale. Sono, inoltre, ulteriormente aumentati i carichi di lavoro e le responsabilità a fronte dello stesso stipendio tabellare: ora occorre un diploma di scuola superiore o una laurea per gli assistenti amministrativi e un diploma di qualifica per i collaboratori scolastici, ma la retribuzione non è mai stata cambiata e corrisponde al 3° e 4° livello della carriera esecutiva.Rammentiamo che i compiti e le mansioni del personale Ata sono disciplinate dall’attuale Contratto vigente (CCNL Scuola 2006-2009) all’art. 47 e dettagliate nella TABELLA ‘A’ allegata al Contratto. “1. I compiti del personale Ata sono costituiti: dalle attività e mansioni espressamente previste dall’area di appartenenza; da incarichi specifici che, nei limiti delle disponibilità e nell’ambito dei profili professionali, comportano l’assunzione di responsabilità ulteriori, e dallo svolgimento di compiti di particolare responsabilità, rischio o disagio, necessari per la realizzazione del piano dell’offerta formativa, come descritto dal piano delle attività. 2. La relativa attribuzione è effettuata dal dirigente scolastico, secondo le modalità, i criteri e i compensi definiti dalla contrattazione d’istituto nell’ambito del piano delle attività. […] Esse saranno particolarmente finalizzate per l’area A per l’assolvimento dei compiti legati all’assistenza alla persona, all’assistenza agli alunni diversamente abili e al pronto soccorso”.Anief propone, per tutti i profili Ata: una revisione della totalità delle attuali Aree o Profili che comporti un relativo adeguamento stipendiale a seguito di revisione dei livelli di qualifica; un piano di assunzioni per tutto il personale Ata, a copertura di tutti i posti disponibili e vacanti; la soppressione dei commi 332-333-334 della Legge 190 del 23 dicembre2014-Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015) -riguardanti le supplenze brevi e l’organico del personale Ata. Inoltre, per valorizzare il ruolo di assistenti amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici e Dsga richiede che si dia seguito ai suoi emendamenti proposti: attivazione di 12 mila posti in organico di diritto nella prospettiva di creare dopo vent’anni i profili di coordinatori di assistenti tecnici ad amministrativi; adeguamento dei livelli del personale agli altri profili della PA; corso di formazione per i candidati del 2010, ad una nuova sessione concorsuale per i passaggi verticali; immissione in soprannumero dei facenti funzioni al concorso Dsga con una quota riservata, alla fine della “temporizzazione”. Altresì, il nuovo sindacato aggiunge che per quanto concerne i compensi, i più bassi della P.A., bisogna ripristinare “le fasce di posizioni stipendiali del personale scolastico precedenti a quelle indicate dalla Tabella A allegata al CCNL Scuola del 4/8/2011” e dire basta alle “discriminazioni tra lavoratori” di ruolo e precari; per gli stessi motivi, “è necessario estendere la carta docente e il relativo bonus anche” al personale Ata, come a quello educativo, oggi esclusi senza alcun tipo di spiegazione.
Anief denuncia inoltre il fatto che non sono mai stati organizzati i corsi di formazione dei dipendenti di ruolo graduati che hanno partecipato ai passaggi verticali nel 2010 (e che pertanto non sono mai stati assunti nella qualifica superiore) e che si rende necessario realizzare “una nuova procedura su tutte i profili attivabili in base ai molti posti vacanti e disponibili. Il fondo approvato dalla precedente legge di stabilità stanzia 50 milioni di euro per il 2018 e 150 milioni di euro per il 2019 al fine di potenziare l’organico dell’autonomia scolastica attraverso la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto” di circa 12 mila unità lavorative Ata. Il sindacato ritiene inoltre che per chi abbia “superato i trentasei mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione”, si debba dar luogo all’assunzione a tempo indeterminato in ottemperanza a quanto previsto dalla Direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999”. Questo consentirebbe di dare una “risposta definitiva al problema del precariato scolastico e al contenzioso oggetto della procedura d’infrazione n. 2014/4231 pendente presso la Commissione europea sulla violazione da parte dello Stato italiano della normativa comunitaria dei contratti a termine”, prevedendo ovviamente l’allargamento della norma al personale Ata. A livello stipendiale, bisogna da subito ripristinare “le fasce di posizioni stipendiali del personale scolastico precedenti a quelle indicate dalla Tabella A allegata al CCNL Scuola del 4/8/2011”. Inoltre, “al personale supplente temporaneo, a partire dall’a. s. 2019/2020” va associata “la retribuzione professionale docenti e il compenso individuale accessorio come determinati nel CCNL 2016/2018”, anche “alla luce della sentenza del 25 ottobre 2018 della Corte di Giustizia Europea sulla causa C-331/17 Sciotto sul precariato, al fine di non porre in essere discriminazioni tra lavoratori”, ad iniziare da quelli a tempo determinato e indeterminato. Per gli stessi motivi, “è necessario estendere la carta docente e il relativo bonus anche” al personale Ata ed educativo. Per quanto riguarda, infine, i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi, “in relazione ai rilievi mossi dalla Corte di Giustizia europea (sentenza del 26 novembre 2014 sulle cause riunite C-22/13, da C-61/13 a C-63/13 e C-418/13) riguardo all’abuso di contratti a tempo determinato nella scuola statale italiana, è necessario procedere alla riserva di una percentuale dei posti del nuovo concorso per” D.S.G.A. “in soprannumero di chi ha svolto tale funzione a tempo determinato per almeno 36 mesi anche non continuativi su posti vacanti e disponibili. La norma introduce la quota del 30% che doveva essere riservata nella mobilità professionale a seguito dello svolgimento dei corsi di formazione a completamento della valutazione dei passaggi verticali”. Il tutto, senza “nuovi oneri per la finanza pubblica”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Semplificare l’accesso ai servizi bancari

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 settembre 2018

Berlino, N26 presenta il nuovo N26 Business Black, un conto business premium per liberi professionisti e lavoratori autonomi che desiderano una banca progettata per viaggiare ovunque li portino i loro viaggi di lavoro. Il nuovo conto offre ai viaggiatori d’affari la massima sicurezza e facilità, grazie ad un’assicurazione viaggio competitiva che include protezione per il furto del cellulare, per il prelievo dagli sportelli ATM e gli acquisti, oltre all’assicurazione noleggio auto. Inoltre, il nuovo conto consente di prelevare gratuitamente in valuta estera in tutto il mondo, tutto questo grazie alla carta dal design esclusivo.Secondo gli ultimi dati Confprofessioni, l’Italia è il paese con il maggior numero di liberi professionisti in Europa: solo quelli iscritti a un albo professionale superano la quota di 1,4 milioni e costituiscono il 5% delle forze lavoro. Parallelamente, nel 2017 il mercato del business travel tricolore è cresciuto di un milione di trasferte, arrivando a toccare quota 30,8 milioni, ovvero il +3,5% (fonte Nova 2018).In questo contesto, dopo aver lanciato con successo nel 2017 N26 Business, la prima soluzione della banca mobile per freelance e lavoratori autonomi, N26 ha analizzato i riscontri dei clienti al fine di sviluppare i migliori servizi di mobile banking per i clienti business. Il risultato della valutazione: la maggior parte dei clienti business di N26 sono nomadi digitali, che preferiscono lavorare da qualsiasi parte del mondo e quindi apprezzano molto l’assicurazione sui viaggi d’affari. Inoltre, la Mobile Bank ha ricevuto numerose richieste da parte degli utenti N26 Business ​​per una versione business di questa tipologia di conto premium.
N26 ha quindi soddisfatto questa esigenza espressa dai clienti lanciando Business Black e includendo il pacchetto di assicurazioni offerto dal conto N26 Black.La versione Business Black, fornisce un’assicurazione dedicata ai viaggi di lavoro che include: protezione viaggio, garanzia estesa, protezione sui prelievi ATM, assicurazione furto cellulare, assicurazione protezione acquisto, assicurazione noleggio auto, prelievi in valuta estera senza commissioni (nessuna commissione di markup FX) e cashback dello 0,1% per ogni transazione con Business Mastercard.Inoltre, i clienti che si registrano nel primo mese dopo il lancio possono usufruire delle partnership disponibili tramite N26 Business Black, come i servizi di fatturazione di Debitoor. Questi servizi aiutano a semplificare i processi di fatturazione e contabilità per i lavoratori autonomi, facendo così risparmiare tempo e denaro ai clienti.
I clienti di N26 Business Black potranno utilizzare anche Spaces, una nuova funzionalità che fornisce un modo semplice e veloce per mettere da parte denaro in base alle preferenze e alle esigenze personali degli utenti. Consentendo ai clienti di spostare in modo immediato i risparmi dai loro spazi personalizzati e al conto principale e viceversa, N26 offre massima flessibilità e controllo per organizzare le proprie finanze e tenere traccia dei molteplici obiettivi finanziari. I clienti di N26 Business Black potranno creare fino a 10 spazi per gestire i propri obiettivi di spesa e di risparmio.N26 Business Black sarà lanciato nei prossimi giorni in Germania, Austria, Francia, Italia e Spagna. Il servizio è rivolto alle persone fisiche che esercitano un’attività autonoma. I clienti possono utilizzare un unico account per gestire sia le finanze aziendali che quelle personali. N26 Business Black offre tutti i vantaggi offerti da N26 Black, comprese tutte le funzionalità dell’app e la Business Mastercard. Come passo successivo, N26 sta lavorando ad un’offerta finanziaria innovativa per le piccole e medie imprese, sfruttando la flessibilità e l’intuitività che caratterizzano l’offerta bancaria della Mobile Bank.
Il Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi lancia la nuova campagna “A Series of Extraordinary Stories” Tra le più avvincenti “storie non raccontate” dell’Emirato, una donna beduina allevatrice di cammelli e un adolescente in cerca di esperienze da brivido

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sharing Economy: dal possesso all’accesso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Milano 26 marzo 2018 17:30 – 19:30 Aula Magna Carassa Dadda, edificio BL.28, via Lambruschini 4b, campus Bovisa. L’incontro è il secondo “Digital Innovation Talks”, il ciclo di eventi su temi “trasversali” rilevanti e legati al fenomeno digitale. Negli ultimi anni, la combinazione di trend di business e tecnologici, uniti ad una condizione economica congiunturale, ha determinato la nascita e lo sviluppo di un nuovo trend: la “Sharing Economy” o economia della condivisione. Si assiste quindi al passaggio da un’economia ove il possesso degli asset (tangibili e intangibili) determina i vantaggi a esso correlati, a una dove l’accesso agli asset ne garantisce la fruibilità del valore. Il fenomeno, potenzialmente pervasivo, coinvolge non solo startup, ma incumbent e PA, senza tuttavia aver ancora delineato una chiara direzione evolutiva. Il Digital Innovation Talk vuole essere l’occasione per discutere cosa si celi dietro la definizione del concetto di Sharing Economy, anche in funzione dei trend e fattori che ne hanno determinato sviluppo e diffusione, e quali siano gli impatti possibili per la collettività e le imprese, alla luce di casi rilevanti di imprese consolidate e startup operanti nel contesto Sharing Economy.
17.30 Apertura lavori
Alessandro Perego (Direttore, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
17.40 Sharing Economy: come definirla e classificarla
Antonio Ghezzi (Professore di Strategy & Marketing, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
18.00 Implicazioni macroeconomiche del passaggio dalla proprietà all’accesso
Fabio Sdogati (Professore di Economia Internazionale, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
18.20 Tavola rotonda – La parola ai protagonisti Giuseppe Macchia (Responsabile Smart Mobility Services, Eni Fuel S.p.A.) Federico Sargenti (Country Manager, Supermercato24) Andrea Saviane (Country Manager, Blablacar)Paolo Terranova (Presidente, Agenquadri CGIL)
Modera Alessandro Perego (Direttore, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
19.30 Termine lavori
La partecipazione al Convegno è gratuita.

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’UNHCR rinnova l’appello per l’accesso senza restrizioni allo Stato di Rakhine, nel Myanmar settentrionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

BangladeshDue mesi fa i governi di Myanmar e Bangladesh hanno raggiunto un accordo per il ritorno volontario in Myanmar di centinaia di migliaia di rifugiati Rohingya che attualmente vivono nell’area di Cox’s Bazar, in Bangladesh. L’accordo bilaterale prevede l’assunzione di impegni importanti da parte di entrambi i governi per garantire il ritorno volontario e in condizioni sicure dei rifugiati nelle terre di origine in Myanmar.Ad oggi, le tutele necessarie per le persone che scelgono di ritornare sono assenti, e continuano ad esserci restrizioni all’accesso per le organizzazioni umanitarie, i media e altri osservatori indipendenti. Allo stesso tempo, i rifugiati dello Stato di Rakhine continuano a riversarsi in Bangladesh.Per assicurare il diritto dei rifugiati al ritorno volontario, in condizioni sicure e dignitose rinnoviamo l’appello al Myanmar affinché consenta senza restrizioni l’accesso necessario agli aiuti umanitari nello Stato di Rakhine e crei le condizioni per una soluzione duratura. L’accesso, da un lato permetterebbe di valutare l’esistenza di condizioni effettive per i ritorni e della loro fattibilità a lungo termine, dall’altro consentirebbe di occuparsi delle legittime preoccupazioni sulla sicurezza condivise da tutti i rifugiati che intendono tornare a casa. I rifugiati devono essere adeguatamente informati e consultati rispetto a tali condizioni affinché i ritorni possano avvenire in modo volontario, sostenibile e sicuro.Un passo fondamentale verso l’adozione di una soluzione duratura è stato fatto grazie all’impegno del Myanmar di implementare le raccomandazioni del Comitato Consultivo per il Rakhine (Rakhine Advisory Commission). Trasformare queste raccomandazioni — che prevedono pace e sicurezza per tutte le comunità dello Stato di Rakhine, dialogo, libertà di movimento, accesso ai beni di sostentamento e realizzazione di soluzioni per lo status giuridico e di cittadinanza delle comunità musulmane — in realtà, è essenziale per costruire la fiducia necessaria nel programma di ritorno e affrontare la tensione tra le comunità che è andata consolidandosi negli anni nello Stato di Rakhine. Senza queste misure, il rischio di ritorni in condizioni pericolose e affrettate in un’area in cui le violenze potrebbero rinasprirsi è troppo grande per poter essere ignorato.L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati rimane pronto a collaborare con entrambi i governi per trovare una soluzione duratura a questa crisi nell’interesse dei rifugiati, di entrambi i governi, della comunità di accoglienza in Bangladesh e di tutte le comunità dello Stato di Rakhine.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola e il servizio mensa

Posted by fidest press agency su domenica, 12 novembre 2017

“Quasi metà degli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado non ha accesso alla mensa scolastica. È questo un dato, oggettivo, sul quale dobbiamo riflettere”. Così la deputata di Forza Italia, Nunzia De Girolamo, nel suo intervento odierno nel corso della trasmissione Agorà su Rai 3. “Se badiamo poi – ha proseguito la parlamentare azzurra – ad un ulteriore dato, allora comprendiamo l’importanza di intervenire, in maniera repentina, su tale problema. Basti pensare che in otto regioni italiane, oltre il 50% degli alunni, più di 1 bambino su 2, non ha la possibilità di accedere al servizio mensa. E, lo dico senza fondi di utopia, dobbiamo lavorare affinché il servizio mensa possa essere annoverato tra i servizi essenziali. Non si può pensare, minimamente, che i bambini possano comprendere alcune differenze sociali. Dobbiamo dare a tutti la possibilità di accedere a tale servizio, anche chi ha condizioni economiche svantaggiate. È mai possibile – ha incalzato nel corso della trasmissione la De Girolamo – che un mio amico a Guidonia, con 4 figli, debba pagare oltre 70 euro al mese cadauno? In un periodo, tra le altre cose, di forte difficoltà economica come quello che stiamo attraversando. Sicuramente la provocazione del sindaco di Montevarchi, è servita a far riflettere e ad accendere i riflettori sulla problematica in questione, nonché a risolvere la problematica di chi potrebbe pagare e magari, per svariati motivi, non lo fa. Sono convinta però, ripeto, che sia necessario garantire il servizio mensa, – ha concluso De Girolamo – trasformandolo in un servizio pubblico essenziale”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Preoccupazione FNSI su regolamento accesso agli atti

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

virginia raggiRoma “La preoccupazione espressa dalla FNSI è pienamente condivisibile. L’ M5S e la giunta Raggi non tollerano le critiche e si apprestano a varare un regolamento che mette a repentaglio i pilastri della democrazia. I canoni grillini della buona amministrazione si possono così riassumere: la verità si riduce ad una velina di qualche esponente pentastellato; sulla trasparenza meglio far calare il sipario; ed infine per la pubblicità degli atti ecco la réclame da mandare in onda sul blog Grillino. La bozza di regolamento per l’accesso agli atti della giunta Raggi ha pericolose similitudini alle restrizioni applicate nella Turchia di Erdogan. Non è ancora previsto il carcere per i giornalisti, ma è evidente il tentativo di impedire una corretta informazione ai cittadini sull’attività del Comune di Roma. Dopo oltre un anno di pasticci della giunta Raggi, il Campidoglio da casa di vetro dei romani è diventata casa di coccio” Così in una nota il consigliere capitolino del PD Marco Palumbo. (n.r. individuare delle similitudini comportamentali della Raggi con Erdogan in fatto di comunicazioni istituzionali la consideriamo una forzatura fuori luogo. Da parte nostra abbiamo già sollevate delle obiezioni su quella parte del regolamento comunale che si riferisce alla comunicazione, ma ci rendiamo anche conto che la passione politica delle opposizioni è tale che non è frequente scambiare le lucciole per lanterne e trinciare giudizi fuori dalle righe.)

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Spiagge libere ma non senza regole, anzi!

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

spiaggia_litorale_castelporzianoOgni anno con l’arrivo della stagione balneare, si ripropone un problema per il consumatore bagnante: nonostante la nostra penisola sia costituita da chilometri e chilometri di costa, perché è diventato così difficile trovare una spiaggia libera? E’ giusto pagare per accedere alla battigia?
Cerchiamo di fare chiarezza e capire quali sono i diritti e i dovere dei consumatori sulle spiagge.La legge, innanzitutto, stabilisce che il lido del mare e la spiaggia fanno parte del demanio marittimo dello Stato e per questo motivo sono beni inalienabili, inespropriabili e destinati alla collettività.Nonostante ci sia la possibilità di affidare le spiagge in concessione, esistono dei limiti invalicabili all’utilizzo della spiaggia da parte dei cittadini: deve essere sempre lasciato l’accesso al mare libero, così come il passeggio.La battigia, ovvero la striscia di sabbia contro cui si infrangono le onde, che si estende per circa 5 metri dal limitare del mare, è, per legge, libera. Tutti possono camminare, sedersi e sdraiarsi sulla battiglia, ma nessuno deve occuparla con oggetti ingombranti quali ombrelloni, sedie o lettini, nemmeno lo stabilimento balnerare.
Il consumatore, quindi, deve sapere che gli stabilimenti balneari che ne impediscono l’accesso o richiedono un pagamento, commettono un illecito.
A parte le ovvie regole di buon senso e civiltà chieste ad ogni cittadini, la pulizia delle spiagge libere è affidata ai Comuni, mentre in quelle in concessione è affidata allo stabilimento balneare. Le spiagge libere sono prive di costrizioni commerciali ma sono paradossalmente più regolate rispetto a quelle in concessione. In tutte le spiagge libere, salvo eccezioni, è vietato:
giocare a pallone, racchettoni o qualsiasi altro gioco che possa disturbare gli altri bagnanti;
non è consentito l’accesso degli animali in spiaggia nella maggior parte dei casi e, se concesso, non si deve permettere agli animali di scorrazzare liberamente, ma occorre tenerli con guinzagli;
è vietato l’utilizzo di radio e ogni altro mezzo ad alto volume che disturbi la tranquillità degli altri;
abbandonare i rifiuti sulla spiaggia senza gettarli negli appositi contenitori.
La regolazione in ordine è fatta da Stato, Regione e Comune, ma sarà quest’ultimo a stabilire quali sono le regole di base: ad esempio se si possono introdurre cani o meno, se si possono introdurre cibi o come deve avvenire la raccolta dei rifiuti.

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuove norme per proteggere gli investitori e aiutare le PMI ad accedere a capitali

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

capitaliIl Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le nuove norme vincolanti sulle informazioni fornite nei prospetti finanziari agli investitori, allo scopo di proteggerli, creare un mercato unico dei capitali più efficiente e facilitare l’accesso delle piccole imprese ai finanziamenti.”Il Prospetto è un esempio concreto di come costruiremo l’Unione dei capitali. Abbiamo reso il regolamento sui prospetti informativi più adatto all’ambiente attuale e sarà di beneficio per chi vuole raccogliere fondi sul mercato, ponendo fine all’eccessiva dipendenza delle piccole imprese sulla raccolta bancaria. Il nuovo prospetto potrà ridurre i costi e aumentare la leggibilità e la pertinenza delle informazioni per gli investitori, che a sua volta migliorerà la tutela degli investitori”, ha detto il relatore Petr Ježek (ALDE, CZ) nel corso del dibattito.I prospetti sono documenti obbligatori che sono pubblicati quando titoli, come azioni societarie, e titoli non azionari, come le obbligazioni, sono offerti a investitori o ammessi al trading. Tali prospetti dovranno essere a disposizione del pubblico e pubblicati sul sito internet dell’emittente o dell’intermediario finanziario.Il testo legislativo è stato adottato con 517 voti a favore, 109 contrari e 71 astensioni. Secondo le nuove norme, le informazioni contenute nel prospetto devono consentire agli investitori di valutare le attività e passività, i costi, le perdite e i diritti connessi a prodotti di investimento.I prospetti dovranno includere una sintesi chiara e accurata di sette pagine (e ulteriori pagine, in un numero compreso tra una a tre pagine extra, nel caso siano necessarie ulteriori spiegazioni su un determinato tipo di protezione), che fornisca:informazioni fondamentali per gli investitori che hanno bisogno di capire i rischi e prendere una decisione informata,informazioni sull’emittente, sui titoli, sull’offerta al pubblico e sull’ammissione alla compravendita, e un chiaro avvertimento dei rischi connessi, come ad esempio il rischio di perdere una parte o la totalità degli investimenti.La sintesi del documento dovrebbe essere un’introduzione al prospetto stesso ed essere coerente con le altre parti del documento. Uno degli obiettivi principali del mercato unico dei capitali dell’Unione, per i quali il regolamento sul prospetto rappresenta una tappa essenziale, è quello di facilitare l’accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese (PMI).Poiché le PMI di solito hanno bisogno di trovare sul mercato importi inferiori rispetto ad altri emittenti, il costo di redigere un prospetto completo potrebbe essere sproporzionatamente alto. I deputati pertanto hanno istituito pertanto un prospetto di crescita specifico, standardizzato e più semplice per le PMI e gli altri emittenti che desiderano trovare piccole somme di denaro, fino a 20 milioni di euro nel corso di un periodo di dodici mesi.Una volta approvati, i prospetti di crescita dell’Unione dovrebbero beneficiare del regime di passaporto e dovrebbero essere validi per qualsiasi offerta al pubblico in tutta l’Unione. Le nuove norme si applicheranno a partire dai 24 mesi successivi alla loro entrata in vigore.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Accesso al credito da parte degli italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 28 febbraio 2017

bancomatSta diventando un processo sempre più digitale, come dimostrato da un mercato in costante crescita e dalla nascita di numerose piattaforme online che agevolano l’incontro tra domanda e offerta di finanziamento. Younited Credit, leader in Europa nel settore credito al consumo online sbarcata sul mercato italiano nel 2016 e diventata velocemente uno dei player di riferimento a livello nazionale con 20 milioni di euro erogati a 3.000 famiglie nel periodo compreso dal lancio delle attività in Italia ad aprile 2016 sino a gennaio 2017, ha voluto analizzare il mercato del prestiti online nel nostro Paese, rilevando i principali trend emersi dallo studio dei progetti finanziati in Italia tramite la sua piattaforma.Quanto richiedono gli Italiani nel momento in cui effettuano una richiesta di prestito? In generale, nel momento in cui si rivolgono ai canali online come Younited Credit, lo fanno per un ammontare medio di 7.500 euro erogato con una rateizzazione media di 48 mesi e un tasso di interesse medio del 7,5%.“Gli ottimi risultati che abbiamo riscontrato in questi primi mesi di attività in Italia dimostrano un interesse sempre più diffuso verso il digitale come strumento di accesso al credito” ha sottolineato Tommaso Gamaleri, Country Manager per Younited Credit in Italia. “Dall’analisi emerge innanzi tutto quanto questo interesse sia ripartito in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, dal Nord al Sud. Tra le finalità, è interessante notare come gli Italiani diano priorità ad esigenze come la sostituzione dell’automobile o il rinnovamento della propria abitazione, piuttosto che a progetti legati al tempo libero, come i viaggi, o alla tecnologia.”Nello specifico, lo studio ha rilevato che gli Italiani si rivolgono alle piattaforme di credito digitali principalmente per finalità legata alla ristrutturazione della propria casa (22,5%) e all’acquisto di un auto, nuova o usata (19%). Una fetta consistente di richieste avviene per un bisogno liquidità (oltre 42%) e finalizzare progetti di diversa natura. Tra questi sembra che i viaggi e la tecnologia non siano tra le priorità degli italiani nel momento in cui cercano un credito, raccogliendo nel complesso solo poco più del 2%. (grafico: crediti)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Diversificare l’accesso al credito per le PMI

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2016

incontroAvere, insieme, un sistema produttivo in cui il 95% delle imprese ha meno di 9 dipendenti e in cui il credito, quasi interamente, si basa sulle banche, «ci deve spingere, in Italia, a rivedere le politiche di supporto al sistema del credito e a considerare strumenti alternativi e innovativi, di accesso, garanzie e controgaranzie». Il presidente della Cciaa di Udine Giovanni Da Pozzo ha introdotto oggi l’incontro formativo in Sala Valduga, realizzato nell’ambito di Enterprise Europe Network (Een), la più grande rete europea di supporto alle Pmi, di cui la Camera di Udine è sportello sul territorio. L’incontro ha voluto presentare agli imprenditori i principali strumenti, alternativi ai prestiti bancari, «che ci sono e vanno diffusi e utilizzati ancora di più, tra Fondo europeo per gli investimenti, Fondo centrale di garanzia, Confidi, mini-bond, nuove misure messe a disposizione dalla Regione e buone prassi individuate da Ocse. A maggior ragione in un periodo così complesso, in cui questa crisi bancaria sta comportando un impoverimento del nostro tessuto produttivo, anche in un’area, come il Nordest, sempre stata tra le più vitali», ha evidenziato Da Pozzo, sottolineando poi che, «soprattutto tra i nostri partner del Nord Europa, la nostra coincidenza di “bancocentrismo” e quasi totalità di micro imprese è difficile da far interpretare e capire. Taluni percorsi in ambito europeo non sono certo favorevoli a sostenere il sistema economico italiano e si pone perciò il tema politico: quanto il sistema bancario, soprattutto in queste situazioni, può e deve avere un sostegno pubblico? Anche recentemente, come nel caso della Nordbank di Amburgo, abbiamo visto l’Europa avere atteggiamenti ben diversi da quelli dimostrati nei confronti delle banche italiane. Si parla tanto di Unione europea, ma spesso i livelli di adeguamento delle misure, nei vari Paesi, sono molto diversi». Bisogna quindi «pensare a strumenti e politiche diversi dal passato», ha concluso il presidente, introducendo gli interventi tecnici del pomeriggio in Sala Valduga, moderato dal giornalista Marco Ballico. Sulle facilitazioni per l’accesso al credito bancario tramite il sostegno del Fondo Europeo per gli Investimenti (Fei) è intervenuto Alessandro Gargani, Business Development and Mandate Manager del Fei Lussemburgo, seguito daDaniele Righele, Responsabile Mercato Sviluppo Nordest Credem, e Fabrizio Vencato, Responsabile Mercato Corporate Nordest Credem, che hanno approfondito il ruolo degli intermediari finanziari e gli strumenti del Programma Europeo per la Piccola e Media Impresa (Cosme) e Innovfin”. Di misure nazionali di facilitazione all’accesso al credito, come il Fondo Centrale di Garanzia e i Confidi hanno parlato Roberto Olivieri, di Mediocredito Italiano, e Pierpaolo Ciuoffo, Direttore Fin.Promo.Ter e sugli interventi della Regione a sostegno delle imprese del territorio, con i fondi di rotazione regionali per la concessione di prestiti agevolati, si è soffermato Diego Angelini, Direttore del Servizio per l’accesso al credito delle imprese. Mini-bond e cambiali finanziarie e altri nuovi canali di finanziamento complementari al credito bancario, da considerare come valore in termini prospettici e soprattutto per diversificare, sono stati al centro dell’intervento di Roberto Calugi, Direttore del Consorzio Camerale per il Credito e la Finanza, e infine Lucia Cusmano, Senior economist dell’Ocse ha presentato le best practice comunitarie riguardo ai finanziamenti in ambito non-banking. (Foto: incontro)

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pazienti oncologici e accesso alle terapie

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2016

tumore metastatico1I pazienti oncologici devono aspettare 427 giorni in Italia (contro i 364 della Francia, i 109 del Regno Unito e gli 80 della Germania) per accedere ai trattamenti innovativi con preoccupanti differenze regionali. Nel nostro Paese manca la rete della terapia del dolore e le cure domiciliari sono di fatto uscite dai livelli essenziali di assistenza (LEA) regionali, vengono infatti attivate solo per il 48,1% dei pazienti al momento delle dimissioni (per il restante 51,9% provvedono i familiari). E l’accesso a beni e servizi, come i prodotti assicurativi e bancari, è ancora oggi negato a chi ha un passato di malato. È forte la rabbia dei pazienti per l’occasione perduta della riforma costituzionale recentemente approvata. Il modello di regionalismo delineato nel nuovo Titolo V della Costituzione continua a non attribuire allo Stato l’esercizio dei poteri sostitutivi, in caso di necessità, a tutela della concreta attuazione dei LEA. La denuncia è contenuta nell’VIII Rapporto sulla condizione assistenziale dei pazienti oncologici presentato oggi al Senato nel corso della XI Giornata del malato oncologico, organizzata dalla FAVO (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia). “Il nuovo testo dell’art. 117 della Costituzione – sottolinea il prof. Francesco De Lorenzo, presidente FAVO – non consente il superamento di quell’intollerabile differenziazione tra aree del Paese nell’accesso alle terapie e all’assistenza sociale. Il ruolo di garanzia dello Stato non può limitarsi alla definizione dei LEA, ma dovrebbe comprendere anche l’uniformità e il controllo della loro erogazione. L’approvazione dell’emendamento con il quale si inserisce la possibilità di devolvere alle Regioni la potestà legislativa generale sulle politiche sociali rappresenta una sconfitta per tutti i malati”. Le differenze a livello regionale stanno peggiorando e toccano molti aspetti. Avere le terapie giuste al momento giusto è l’unica soluzione per rispondere in modo adeguato alla domanda di cure efficaci. Il sistema sanitario è in sofferenza, schiacciato dal contenimento della spesa. È anche orfano di un progetto politico che ne attualizzi gli scopi e lo renda al passo con i tempi. Il contributo del volontariato oncologico è pertanto centrale e strategico per l’elevato impatto economico e sociale della malattia, con riferimento sia alla fase acuta che alla riabilitazione, ancora oggi sorprendentemente trascurata dal Servizio sanitario nazionale”. Preoccupa inoltre la scarsa attenzione rivolta alle esigenze nutrizionali dei malati. “In una percentuale ben superiore ai due terzi dei pazienti neoplastici si riscontra una perdita del perso corporeo e il 20-30% muore per gli effetti della malnutrizione – continua Elisabetta Iannelli, segretario FAVO -. Nonostante questa evidenza, l’attenzione ai problemi della nutrizione rimane ancora insoddisfatta. Alla base di questa situazione sta la scarsa consapevolezza, da parte del medico e del paziente, che il mantenimento di uno stato nutrizionale ottimale, durante e dopo le cure oncologiche, rappresenta un presupposto imprescindibile per il successo della terapia e per la restituzione alla vita attiva. Un circolo vizioso che si può non solo contrastare, ma anche prevenire, stabilendo fin dall’inizio della cura un percorso parallelo e una sinergia tra oncologo e nutrizionista”. Per questo, le Società scientifiche di riferimento di oncologia medica e di nutrizione clinica, in collaborazione con FAVO, intendono sviluppare una serie di iniziative che spaziano dalle campagne di comunicazione a corsi di formazione per oncologi.
Il Tavolo promosso dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) con la determinante partecipazione di FAVO ha identificato bisogni e diritti della persona guarita, prevedendo un piano di sorveglianza attiva per la prevenzione dei tumori secondari e degli effetti tardivi delle terapie e l’organizzazione della riabilitazione. “Il bisogno di salute del paziente con una diagnosi di neoplasia è superiore a quello della popolazione generale anche dopo la debellazione della malattia – afferma il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -. E persiste a lungo nel tempo, alla luce delle caratteristiche peculiari delle patologie oncologiche, dei loro effetti e delle specifiche risposte terapeutiche ed assistenziali: rischio di ricaduta; presenza di comorbidità e condizione di disagio psichico; possibile tossicità a lungo termine dei farmaci e della radioterapia; rischio di insorgenza di seconde neoplasie; possibile riduzione della fertilità. Guarire oggi non può voler dire solo aver vinto la personale battaglia contro la malattia. Alla multidimensionalità della condizione di salute, corrisponde la complessità della guarigione. Si è guariti quando vengono ripristinate le condizioni di vita presenti prima dell’insorgenza della malattia e se vi è il recupero della condizione di benessere fisico, psichico e sociale. Un percorso che inizia a partire dal momento in cui la persona entra nell’ospedale. Per questo abbiamo avviato AIOM-HuCare, la prima Scuola di Umanizzazione in Oncologia in Europa in cui si svolgono corsi indirizzati a clinici e infermieri. L’obiettivo è umanizzare i reparti applicando interventi psico-sociali uniformi ed efficaci a tutti i malati nelle Oncologie del nostro Paese”. Le reti oncologiche regionali rappresentano il modello ottimale per la gestione di una malattia ad elevato impatto sanitario e sociale come il cancro. “Valutiamo positivamente il cosiddetto ‘decreto standard ospedalieri’ (n. 70 del 2015) – spiega il prof. De Lorenzo -. Il provvedimento, che disegna il nuovo ospedale per acuti, conferma per le patologie oncologiche l’organizzazione a rete della risposta assistenziale. Un passo fondamentale per rendere accessibili a tutti i cittadini l’accesso alle alte specializzazioni mediche. La radioterapia è una di queste, utilizza tecnologie sofisticate e di accreditata efficacia. È attualmente impiegata nella cura del 60-70% dei pazienti e si stima che il fabbisogno in Europa si accrescerà di oltre il 15% nei prossimi 10 anni. È però impossibile valutare se le risorse impiegate nella disciplina radioterapica in Italia siano rispondenti al carico di tumori per anno e quali investimenti si debbano pianificare per il futuro”. Il numero di acceleratori lineari acquistati è attualmente sconosciuto, perché un vero monitoraggio di questi dispositivi costosissimi è stato introdotto solo di recente con l’emanazione del decreto del 22 aprile 2014, un censimento non ancora realizzato. Sta invece migliorando invece la situazione relativa alla chirurgia oncologica: nel 2015 rispetto al 2013 si è registrato un lieve ma evidente progresso verso la concentrazione della casistica operatoria, con la creazione di centri a alto volume di attività. Altro capitolo è quello relativo alla sostenibilità dei nuovi trattamenti. Ad oggi sono disponibili ben 132 farmaci antitumorali e negli ultimi 15 anni ne sono stati immessi sul mercato 63. Anche i costi del trattamento sono aumentati: quello giornaliero medio di un farmaco antineoplastico è passato da 42,20 euro nel periodo 1995-1999 a 203,47 euro nel 2010-2014. Il costo medio di una terapia complessiva è aumentato da 3.853 euro nel 1995-1999, a 44.900 euro nel 2010-2014. La spesa per farmaci oncologici in Italia è passata da circa 1 miliardo nel 2007 a 2 miliardi e 900 milioni di euro nel 2014. “Molte agenzie regolatorie internazionali – continua il prof. De Lorenzo – hanno ritenuto necessario coinvolgere i pazienti (o i loro rappresentanti) nelle varie fasi di sviluppo e commercializzazione di un nuovo farmaco, soprattutto per quanto attiene alla qualità di vita e ai relativi aspetti etici e sociali che ogni nuova terapia introduce. Grazie a ECPC (European Cancer Patient Coalition), il volontariato oncologico ha ottenuto nel Parlamento europeo una grande vittoria nella battaglia per la facilitazione dell’accesso ai farmaci innovativi. Su iniziativa di ECPC, sono state promosse azioni volte a introdurre una valutazione a livello europeo di riferimento dell’efficacia comparativa e del rapporto costo-efficacia delle nuove molecole. Le modifiche comporteranno la riduzione dei tempi entro i quali gli Stati membri adotteranno le decisioni sull’inserimento dei farmaci nella diverse classi di rimborsabilità”. “Sul versante dell’assistenza farmaceutica – conclude Elisabetta Iannelli – non è più accettabile confinare l’innovatività a una valutazione sull’efficacia clinica, per di più limitata alla fase acuta della malattia. Il cambiamento che FAVO auspica è legato alla considerazione della qualità della vita assicurata dal farmaco e non solo della quantità. A fronte di una spesa per le cure cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi venti anni, la scelta delicata e spesso ‘tragica’ della classe di rimborsabilità di una nuova molecola deve essere orientata da criteri nuovi. L’efficacia, infatti, non può più essere misurata soltanto in ambiente clinico, ma si dovrà valutare l’impatto complessivo sulla qualità della vita, dagli aspetti familiari a quelli sociali e lavorativi. Ed è di fondamentale importanza che, anche in Italia, si sviluppi sempre più la cultura dell’Health Technology Assessment, da svolgere principalmente nell’ambito di un organismo ‘centralizzato e dedicato’ evitando duplicazioni inutili e costose”.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Siria: Si sblocca l’accesso umanitario

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2016

siriaIl Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) ha consegnato cibo, di cui c’era disperato bisogno, ad oltre 80.000 persone intrappolate in cinque città siriane sotto assedio. I convogli di varie agenzie hanno completato le consegne questa mattina dopo aver lavorato alle operazioni di scarico tutta la notte. “Si tratta di un importante punto di svolta nell’assistenza umanitaria in Siria, ma non dobbiamo dimenticare che singoli e sporadici convogli possono solo fornire soccorso temporaneo a chi ha fame ed è disperato”, ha spiegato Jakob Kern, Direttore WFP in Siria. “Le persone hanno bisogno di mangiare tutti i giorni. Speriamo di poter continuare queste consegne e fornire soccorsi ai più vulnerabili in tutto il paese”. Le squadre umanitarie sul campo hanno visto persone, a Moadamiyeh, dall’aspetto emaciato e bambini troppo piccoli per la loro età. Moadamiyeh è rimasta inaccessibile per oltre un anno e mezzo. I civili nelle aree sotto assedio si sono cibati di erba e di piccole quantità di riso, venduto a un prezzo fino a cinquanta volte superiore a quello della capitale Damasco, che dista solo pochi chilometri.“Facciamo appello a tutte le parti in conflitto affinché continuino a facilitare un accesso pieno e continuato alle persone che hanno bisogno in tutto il paese”, ha aggiunto Kern.Oltre al cibo del WFP, i convogli delle agenzie hanno consegnato attrezzature mediche e medicine, vaccini, acqua e altro equipaggiamento sanitario alle famiglie che stanno soffrendo le drammatiche conseguenze del conflitto. I convogli hanno raggiunto questa notte Moadamiyeh, Zabadani e Madaya nella Damasco Rurale, e Foah e Kefraya nell’Idlib Rurale.Ogni famiglia, nelle cinque cittadine, ha ricevuto due sacchi di farina dal WFP e altri generi alimentari di base inclusi riso, farina di bulgur, lenticchie, cibo in scatola e olio da cucina, tutti generi che mancavano quasi del tutto da mesi, nelle cinque località.
Il WFP ha inviato anche barrette di datteri arricchite di vitamine e minerali, oltre a speciali cibi nutrienti per il trattamento e la prevenzione della malnutrizione infantile.In tutta la Siria, il WFP continua a fornire cibo ad oltre 4 milioni di persone ogni mese ed è preoccupato per le sofferenze dei siriani che vivono in aree difficili da raggiungere in tutto il paese.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Accesso al credito delle imprese

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2015

Continua ad essere difficile l’accesso al credito per le imprese italiane, e a soffrire di più sono le piccole. Lo rende noto un report realizzato da ImpresaLavoro per la Confimprenditori, che ha analizzato l’andamento dei prestiti suddividendo il dato delle piccole imprese da quello delle aziende di medio-grandi dimensioni. Ne emerge un quadro molto chiaro, che segnala come l’ammontare complessivo dei prestiti alle imprese non finanziarie, nonostante i diversi interventi della Banca Centrale Europea, continui a calare.
Mediamente, nelle 20 regioni, il credito al sistema produttivo scende dell’1,3% su base annua (marzo 2015 su marzo 2014) ma questo dato è generato da un calo dell’1,2% per le imprese medio-grandi e da una stretta creditizia quasi doppia (-2,2%) per le piccole imprese. Dal punto di vista geografico la situazione è particolarmente preoccupante al Nord dove i “piccoli” subiscono un rallentamento nell’erogazione del credito che va dal 2,2% del Trentino Alto Adige al 5,5% della Valle d’Aosta, interessando anche regioni con alta concentrazione di imprese come Veneto (-3,1%), Lombardia (-3,1%) e Piemonte (-2,9%). Il rallentamento è meno marcato al Centro dove spicca il -4% delle Marche e un segnale lievemente positivo dall’Umbria (+0,2%). Situazione simile a quella del Sud dove tra i molti segni meno (Puglia: -2,2%, Calabria -2,3%) va in leggera controtendenza il Molise (+0,3%).
I DEBITI PA. Dall’analisi, realizzata sui dati contenuti nei bollettini statistici delle economie regionali di Bankitalia, emerge che il credito rappresenti un fattore importante per le piccole imprese non solo per stimolare nuovi investimenti, ma molto spesso anche e soprattutto per far fronte al ritardo con cui si vedono pagati i lavori eseguiti.
Questo fenomeno è stato ampiamente dibattuto con riferimento ai debiti della Pubblica Amministrazione: ad oggi deve ancora essere pagato al sistema delle imprese italiane un importo che, al netto degli anticipi pro soluto, varia tra i 67 e i 71,6 miliardi di euro. Ne consegue per il sistema delle imprese un costo tra i 6,1 e i 6,4 miliardi di euro: questa stima è stata effettuata prendendo come riferimento l’ammontare complessivo dei debiti della nostra Pa, l’andamento della spesa pubblica per l’acquisto di beni e servizi (così come certificato da Eurostat) e il costo medio del capitale che le imprese hanno dovuto sostenere per far fronte al relativo fabbisogno finanziario generato dai mancati pagamenti. Elaborando i dati trimestrali di Bankitalia, stimiamo pertanto che questo costo sia stato nel 2014 pari all’8,97% su base annua (in leggero calo rispetto al 9,10% nel 2013).
impreseA questa grave situazione se ne aggiunge anche un’altra che potenzialmente sarebbe ancora più grave: se lo Stato italiano dovesse infatti adeguarsi alla direttiva europea sui pagamenti della Pa e riconoscesse ai creditori gli interessi di mora così come stabiliti a livello comunitario, le casse dello Stato sarebbero gravate da un esborso di ulteriori 2-4 miliardi di euro.
Il fenomeno dei ritardi di pagamento della nostra Pa assume dimensioni che non hanno pari rispetto ai nostri partner europei. Per pagare i suoi fornitori lo Stato italiano impiega 41 giorni in più della Spagna, 50 giorni in più del Portogallo, 82 giorni in più della Francia, 115 giorni in più della Germania e 120 giorni in più del Regno Unito.
Questi dati assumono ancor più rilevanza se ricordiamo – come attesta il report “European Payment 201 di Intrum Justitia – che il 38% delle nostre imprese si dichiara disposta a effettuare più assunzioni a fronte di un miglioramento significativo dei tempi di pagamento.
I PAGAMENTI TRA PRIVATI. Non va meglio se consideriamo i pagamenti tra privati. Analizzando i dati forniti da CRIBIS, lo studio di ImpresaLavoro per la Confimprenditori è stato in grado di ricostruire l’andamento regionale dei pagamenti tra imprese. “In termini generali la questione potrebbe risolversi così: più piccola è l’impresa e più puntuali sono i pagamenti – si legge nel documento – Sembra paradossale ma è così chi ha più difficolta di accesso al credito, dinamiche dimensionali e quantitative più ristrette è anche chi paga quanto dovuto con più rapidità”. In particolare circa un terzo delle micro e piccole imprese pagano le proprie fatture regolarmente (34,5% e 31,5%) mentre questa percentuale scende tra le medie (24,9%) e si dimezza tra le grandi, dove solo il 14,8% paga puntualmente.

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

TTIP: accesso a mercato USA, proteggere standard UE, nuovo sistema controversie

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2015

ttipUn accordo EU-USA sul commercio deve aprire il mercato statunitense alle imprese dell’UE, ma non compromettere gli standard comunitari, sostengono i deputati nelle raccomandazioni sui negoziati sul TTIP approvate mercoledì. Per risolvere le controversie commerciali investitori-Stato, un nuovo sistema giudiziario, gestito da giudici nominati pubblicamente e soggetto a regole di controllo e di trasparenza, dovrebbe sostituire le corti arbitrali private, si legge nel testo approvato.Il Parlamento ha approvato le proprie raccomandazioni per i negoziatori della Commissione sul partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP) con 436 voti favorevoli, 241 voti contrari e 32 astensioni.”Una globalizzazione senza precedenti è in corso e i nostri cittadini e imprese sono proprio al centro di essa. Come parlamentari, è nostro dovere democratico plasmare questo processo. Se è per il beneficio del popolo, allora non può essere lasciata nelle mani dei soli negoziatori. Per questo motivo abbiamo elaborato la presente risoluzione e precisati i principi per il tipo di accordo commerciale che chiediamo alla Commissione di concludere”, ha detto il relatore Bernd Lange (S&D, DE).”Chiediamo un processo più trasparente, forti diritti per i lavoratori e la protezione dei nostri dati personali e dei servizi pubblici. Insistiamo sul fatto che il diritto dei legislatori di entrambe le sponde dell’Atlantico a legiferare non deve essere compromesso da tribunali arbitrali privati o altri enti”, ha proseguito Lange, concludendo che: “abbiamo dato indicazioni chiare alla Commissione su quale tipo di accordo vogliamo. E se alla fine del giorno l’accordo sarà negativo, lo respingeremo. Se sarà un buon accordo, voteremo a favore”.
Il testo di compromesso sugli strumenti di risoluzione delle controversie investitore-Stato, elaborato dai gruppi politici nel corso di negoziati lunghi e intensi e inserito nel testo finale con 447 voti a favore, 229 contrari e 30 astensioni, chiede un nuovo sistema giudiziario che sostituisca il cosiddetto sistema ISDS di “risoluzione delle controversie tra investitore e Stato”, che si basa sull’arbitrato privato ed è comune negli accordi commerciali esistenti.Il nuovo sistema proposto dovrebbe essere “soggetto ai principi e al controllo democratici” e le controversie dovrebbero essere trattate “in modo trasparente”, da “giudici togati, nominati pubblicamente e indipendenti” nel corso di “udienze pubbliche”. Dovrebbe, inoltre, includere “un meccanismo d’appello”, rispettare la giurisdizione dell’UE e i tribunali degli Stati membri nonché assicurare che gli interessi privati non pregiudichino “gli obiettivi di politica pubblica”.
I deputati sono favorevoli al proseguimento dei colloqui, ma ricordano che essi devono portare a un accordo “ambizioso” ma “bilanciato”, con benefici condivisi tra gli Stati membri. L’accordo dovrebbe favorire un “ambiente economico trasparente, efficace e propizio alla concorrenza”, che superi le barriere commerciali non tariffarie.I colloqui TTIP dovrebbero rimuovere le vigenti restrizioni americane sulla proprietà straniera dei servizi di trasporto e delle compagnie aeree, assicurare maggiore accesso dell’UE ai mercati delle telecomunicazioni degli Stati Uniti e ottenere una “significativa apertura” del mercato statunitense degli appalti pubblici a tutti i livelli di governo.
Al tempo stesso, devono essere garantiti elevati livelli di protezione per quanto riguarda i dati dei consumatori europei, la salute e la sicurezza ed evitato il dumping sociale e fiscale. I deputati sottolineano, inoltre, che i servizi pubblici devono essere esclusi dal campo di applicazione dell’accordo, il sistema delle indicazioni geografiche dell’UE deve essere fortemente protetto e dovrebbe essere previsto un trattamento speciale per i prodotti agricoli e industriali sensibili.
Salvaguardare gli standard UE. Per risparmiare tempo e risorse alle frontiere, i deputati chiedono “il riconoscimento reciproco delle norme equivalenti”, invitando tuttavia i negoziatori a salvaguardare le norme dell’UE nei settori in cui quelle degli Stati Uniti sono “molto diverse”, come ad esempio, l’autorizzazione per le sostanze chimiche, per la clonazione o per i prodotti chimici per il sistema endocrino. (foto:ttip)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Medici: accesso alle scuole di specializzazione

Posted by fidest press agency su domenica, 3 Mag 2015

Paola-Binetti“Il Miur risponde con un Regolamento, pubblicato ieri in GU, alle aspettative di oltre 10.000 candidati al prossimo concorso nazionale per accedere alle Scuole di specializzazione. Non è il Bando tanto atteso, ma un semplice regolamento, che giunge all’ultimo momento rispetto alla scadenza prevista del 30 aprile. Conferma che i quiz saranno 70 e che verteranno sulle conoscenze cliniche previste dal piano di studi, riduce il numero delle opzioni possibili per rendere più veloci i processi di immatricolazione e demanda alla università gli aspetti organizzativi-procedurali. Ma soprattutto corre voce che il numero delle borse disponibile si attesti intorno ai 4.000 contratti. A questo punto non stupisce che i candidati non siano contenti e minaccino di tornare nuovamente in piazza” Lo afferma l’on. Paola Binetti, deputato di Area popolare e membro della commissione Affari sociali, da sempre schierata a fianco dei giovani medici.
“Ci aspettavamo qualcosa di più preciso rispetto alle modalità degli esami, tenendo conto delle infinite polemiche dello scorso anno, sia per gli errori del Cineca che per il clima tutt’altro che sereno in cui si sono svolti gli esami in molte sedi. Ma soprattutto ci aspettavamo che l’opzione fatta da molti specializzandi per il nuovo ordinamento, che riduce a quattro gli anni di quasi tutte le scuola di specializzazione, avesse liberato risorse adeguate per tutelare il diritto agli studi dei futuri medici. Non dimentichiamo infatti che senza una specializzazione l’accesso a molte posizioni professionali è precluso. E invece ci troviamo ancora una volta a fare i conti con una forbice che si allarga di anno in anno. Perché la coda degli aspiranti si allunga con tutti coloro che di anno in anno restano fuori. Né tanto meno ci consolano le sentenze della magistratura che ammette chi fa ricorso non sulla base del merito ma solo sulla base del vizio di forma. Chi veglierà quest’anno sulle procedure centrali e locali per evitare chesi possano ripetere gli stessi errori dell’anno scorso?” aggiunge Paola Binetti. ” Si può riformare la costituzione, la legge elettorale e mille altre cose come è accaduto ieri con i Manager, i direttori generali, della PA. Ma occorre iniziare dalle cose solo apparentemente più piccole, laddove i giovani incontrano per la prima volta le istituzioni e chiedono che sia tutelato il merito di chi intende continuare a studiare e non vuole trovarsi davanti ad una porta sbarrata prima ancora di potersi mettere alla prova. Per questo, chiediamo ai ministri del Miur, Salute e soprattutto al MEF di rivedere attentamente il numero dei contratti disponibili e di non contribuite a incrementare la lista drammatica dei giovani disoccupati” conclude.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Industria farmaceutica: Novo Nordisk tra le migliori al mondo nel favorire l’accesso alle cure

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 novembre 2014

visionIl gruppo farmaceutico Novo Nordisk si dimostra fra i migliori al mondo nel fornire accesso alle cure. Lo dimostra il secondo posto ottenuto nell’edizione di quest’anno dell’Access to Medicine Index, la classifica che si propone di valutare 21 aziende farmaceutiche di tutto il mondo in base a politiche e pratiche attuate per migliorare l’accesso alle cure nelle nazioni svantaggiate.Nel 2013 Novo Nordisk è stata in grado di fornire trattamenti a circa 24,3 milioni di persone con diabete in tutto il mondo, mostrando un aumento del 7% rispetto al 2012. In particolare, Access to Medicine Index ha segnalato due tra i programmi per l’accesso alle terapie per il diabete dell’azienda danese: il progetto “Base of the Pyramid”, volto a migliorare diagnosi, trattamento e educazione sul diabete per i lavoratori poveri nei Paesi in via di sviluppo attraverso un approccio integrato con le organizzazioni religiose, e il programma “Changing Diabetes in Children”, che fornisce farmaci gratuiti, trattamento ed educazione ai bambini che convivono con il diabete di tipo 1 nei paesi a basso reddito. “Oggi più dell’80% delle persone con diabete vive in nazioni a basso e medio reddito in cui l’accesso alle cure e al trattamento è semplicemente inadeguato,” dice Lars Rebien Sørensen, CEO di Novo Nordisk. “L’anno scorso abbiamo lanciato la nostra strategia per l’accesso globale alle cure per il diabete, rinforzando i nostri sforzi per abbattere le barriere che impediscono l’accesso alle terapie e per permetterci di raggiungere 40 milioni di persone che convivono con il diabete entro il 2020.” “Abbiamo la conoscenza, le capacità e l’impegno per migliorare la salute delle persone che vivono con il diabete a prescindere da dove vivono. In quanto leader mondiali nella cura del diabete continueremo a lavorare con i governi, le organizzazioni sanitarie e le comunità per far sì che questo diventi una realtà in tutto il mondo” conclude Sørensen.Da quando Novo Nordisk ha lanciato la sua prima strategia di accesso alle terapie nel 2001, il diabete è diventato una delle maggiori sfide alla salute a livello globale. Ad oggi si stimano 387 milioni di persone con diabete in tutto il mondo e questo numero è destinato a crescere fino a oltre mezzo miliardo entro il 2035.
Con sede in Danimarca, Novo Nordisk è un gruppo farmaceutico internazionale da oltre novant’anni impegnato nell’innovazione e leader nella cura del diabete. Novo Nordisk è anche leader nel campo della cura dell’emofilia, della terapia con ormone della crescita e della terapia ormonale sostitutiva. Novo Nordisk ha circa 41.000 dipendenti in 75 Paesi e commercializza i suoi prodotti in più di 180 nazioni. Per maggiori informazioni visita http://www.novonordisk.com

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »