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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

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Governo: Acciaierie di Taranto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 novembre 2019

La società Arcelor-Mittal, che gestisce le acciaierie di Taranto, sta rispettando il piano ambientale, anzi lo sta anticipando. E’ la dichiarazione del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa (M5S). Il piano ambientale della Arcelor-Mittal, da completarsi entro il 2023, prevede investimenti per 1,15 miliardi di euro, secondo gli accordi contrattuali sottoscritti con il Governo. Nel periodo di transizione, fino al completamento del piano, la produzione dell’acciaio non potrà rispettare le norme ambientali vigenti ed è per questo motivo che, prima i commissari governativi e, poi, la Arcelor-Mittal, usufruiscono del cosiddetto “scudo penale”, che evita responsabilità attribuibili a coloro che stanno attuando il piano ambientale. Il ministro Costa afferma che lo scudo penale non serve perchè la Arcelor-Mittal è in regola con l’attuazione del piano ambientale. Qualcuno dovrebbe ricordare a Costa che gli impianti sono sotto sequestro giudiziario e che operare senza lo “scudo penale” significa essere trascinati in giudizio, con l’accusa di disastro ambientale e attentato alla salute pubblica, reati che prevedono condanne decennali. Quale commissario o gestore rischierebbe di finire in galera? Continua la bufala (a Roma si dice la fregnaccia) di esponenti politici e giornalisti, i quali sostengono che la Arcelor-Mittal aveva già deciso di andarsene per privilegiare investimenti in India. E’ la dietrologia che ha sempre un certo fascino per i creduloni di turno. Ricordiamo a costoro che la Arcelor-Mittal ha partecipato, e vinto, una gara europea per la gestione degli impianti, prevedendo investimenti per 4,2 miliardi con un contratto vincolante (dicasi vincolante) per 5 anni. Se Arcelor-Mittal avesse abbandonato senza motivo, sarebbe stata trascinata in tribunale e i 4,2 miliardi, previsti per gli investimenti, sarebbero stati solo una briciola di quanto avrebbe dovuto pagare di sanzioni per rescissione contrattuale.
La realtà, e non la dietrologia, è che il Governo, annullando lo “scudo penale”, ha modificato i presupposti contrattuali, determinando le condizioni per la rescissione del contratto con Arcelor-Mittal. Chi se ne è andato è il Governo, non la Arcelor-Mittal. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo. Acciaierie di Taranto: tra schizofrenia, citrullismi e drammi

Posted by fidest press agency su domenica, 10 novembre 2019

Gli impianti sono sotto sequestro giudiziario e nel periodo di transizione, fino al raggiungimento degli obiettivi di risanamento ambientale, i dirigenti rischiavano di finire sotto indagine della magistratura. A garanzia, fu approvato il cosiddetto “scudo penale”, prima applicato ai commissari Ilva e, poi, ai dirigenti della società Arcelor-Mittal. Il provvedimento, quindi, non è stato fatto appositamente per la Arcelor-Mittal.Le fasi sono queste:
1. Il governo Pd approva lo “scudo penale”.
2. Il governo Conte 1, M5s-Lega, abolisce lo “scudo penale”.
3. Il governo Conte 1, M5s-Lega, ripristina lo “scudo penale”.
4. Il governo Conte 2, M5s-Pd, abolisce lo “scudo penale”.
Subito dopo l’abolizione dello “scudo penale”, da parte del governo Conte 1, la Arcelor-Mittal, comunica che, senza “scudo penale”, si vedrà costretta ad abbandonare la conduzione delle acciaierie, sicchè, il governo Conte 1 ripristina lo “scudo penale”. Poi arriva il governo Conte 2 e abolisce lo “scudo penale”. La Arcelor-Mittal conferma, quindi, il suo disimpegno.Arrivati a questo punto, con un po’ di difficoltà a capire la schizofrenia (politica, s’intende) possiamo passare alle dichiarazioni del presidente Conte 2, che così si esprime: “Saremo inflessibile nel rispetto degli impegni” e, a motivo di tale dichiarazione, rileva che lo “scudo penale” non c’è nel contratto. Vero è che Conte si è dichiarato “l’avvocato del popolo”, ma occorre rilevare che c’è una sostanziale differenza tra un provvedimento legislativo, che inserisce lo “scudo penale”, e un contratto tra due parti e, comunque, nel contratto c’è scritto che “l’accordo prevede la possibilità di recesso nel caso di un cambiamento di normative rilevanti”, che ci pare proprio il caso. Il tutto finirà in tribunale.Nel frattempo, interviene il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli che dichiara: “avevano già deciso di andarsene”. Già, ma se così è, le è stata data l’occasione, offerta su un piatto d’argento, con l’abolizione dello “scudo penale”.
Trattasi di citrullismo, sempre politico, s’intende.In finale, il Conte 2 auspica un nuovo contratto e un nuovo “scudo penale”. E chi ci crede più, dopo quello che è successo?Sullo sfondo di questa commedia, esplode il dramma di 15 mila posti di lavoro in pericolo e della desertificazione industriale del Sud Italia. Interessa? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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