Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘accise’

Benzina in Italia: prezzi tra più cari d’Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 22 dicembre 2019

Per l’Unione Petrolifera la rete di punti vendita dei carburanti in Italia resta un caso unico in Europa, con 21.700 distributori e sono stati inutili i tentativi di ridurla e renderla più efficiente.”Il vero problema è che abbiamo i prezzi tra i più cari d’Europa, anche per colpa delle accise troppo alte. Per questo serve più concorrenza e ridurre il carico fiscale. Non si può diminuire il numero dei distributori a tavolino. Se ci fosse, ad esempio, più trasparenza nel prezzo, i distributori meno efficienti e più cari sarebbero più penalizzati dagli automobilisti e finirebbero per essere costretti ad uscire dal mercato, in modo naturale, in base alla legge della domanda e dell’offerta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Dando, ad esempio, un’occhiata ai prezzi pubblicati oggi per la città di Roma sul sito del ministero, per la benzina abbiamo trovato un distributore che la vende a 1,354 euro al litro ed un altro a 2,010 euro, una differenza abissale pari a 65,6 centesimi al litro, che per un pieno di 50 litri corrisponde a ben 32 euro e 80 cent. Anche considerando differenze di prezzo meno eclatanti, ad es pari a 20 centesimi al litro, considerando due pieni da 50 litri all’anno, si possono risparmiare ben 240 euro all’anno” conclude Dona.Di seguito i suggerimenti dell’Unione Nazionale Consumatori per risparmiare:
· Non entrate nel primo distributore che vi capita appena si accende la spia della benzina, ma cercate il prezzo più basso.
· Prediligete le pompe bianche, senza insegne famose (no logo), o quelle della grande distribuzione.
· Preferite il self service al servito
· Verificate la corrispondenza tra i prezzi esposti nei cartelli e quelli effettivamente praticati
· I distributori in autostrada hanno prezzi mediamente più alti, quindi, prima di partire per un viaggio lungo, fate il pieno.
· Guardate i benzacartelloni
· Confrontate i prezzi attraverso il sito carburanti.mise.gov.it

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Per benzina imposte pari al 63,78%: tradita promessa di ridurre accise

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 agosto 2019

Secondo Figisc Confcommercio, i prezzi medi della benzina sono inferiori a quello dello scorso anno e nella prossima settimana i prezzi si abbasseranno di 2 cent al litro.”Previsioni a parte, confermiamo che il pieno è meno caro dello scorso anno. Purtroppo, però, è più caro di due anni fa, ossia del 5 agosto 2017″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se, infatti, oggi un pieno di benzina di 50 litri, come dice Confcommercio, costa 79,62 euro, contro gli 81,44 di un anno fa, è anche vero che nel 2017 lo pagavamo 74,86 euro, risparmiando 4,76 euro a pieno, ossia 114,24 euro all’anno, considerando due pieni al mese” prosegue Dona.”Il punto vero, comunque, polemiche a parte, è che gli italiani pagano ancora troppe imposte sui carburanti. Tra accise ed Iva, raggiungono il 63,78% per la benzina ed il 59,78% per il gasolio per auto, decisamente troppo” aggiunge Dona.”Tra le promesse tradite di questo Governo, la mancata riduzione delle accise” conclude Dona.Nel contratto di Governo, infatti, era scritto: “Intendiamo inoltre eliminare le componenti anacronistiche delle accise sulla benzina”.

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Caro-benzina: Le soluzioni possibili

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 aprile 2019

La notizia e i commenti sulla benzina che al prezzo alla pompa ha sforato il tetto dei 2 euro al litro ha fatto il giro di tutti i media. Altrettanto per quanto riguarda i mancati impegni del vice-premier Matteo Salvini che sulla questione “ci aveva messo la faccia” e che ora non si è capito cosa abbia intenzione di fare: il caro benzina, ha detto ieri 24 aprile, “è uno dei prossimi interventi che abbiamo in dovere di prendere in considerazione. Sicuramente gli interventi in Libia e Iran non aiutano. … Non c’é nessun problema”.
Le rassicurazioni del nostro ministro (“non c’é nessun problema”) ci fanno solo comprendere che Matteo Salvini, confrontandosi con una realtà che dal dire al fare implica conoscenza e impegno, sia un po’ spiazzato. Speriamo che, ammesso che dalle parole passi ai fatti, verifichi le possibili soluzioni coi suoi colleghi di governo che dovrebbero essere più quotati sulla materia, i vari ministri economici. Perché la soluzione non può che essere trovata in ambito di politica economica. Deve essere stabilito:
* – da dove – in sostituzione – l’Erario dovrebbe prendere le imposte che oggi massicciamente gli arrivano dalla benzina;
* – se una politica di calo fiscale sulla benzina possa essere funzionale – e come – allo sviluppo economico di tutti i settori (tantissimi) che ne beneficierebbero;
* – quali devono essere i provvedimenti da adottare per far sì che il calo del costo della benzina con il conseguente aumento del traffico su strada, non sia un ulteriore disastro infrastrutturale ed ambientale (grazie al traffico sia industriale che privato). (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Rilevazione periodica SIA – Stacco Italia Accise

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2014

Assopetroli Assoenergia, con la collaborazione di Figisc Anisa Confcommercio, nell’ambito del monitoraggio “SIA – Stacco Italia Accise” (Accise e Iva) rende noti i dati della rilevazione prezzi del differenziale tra il costo dei carburanti al consumo tra Italia e resto d’Europa (Europa a 28) e ne promuove la più ampia diffusione al fine di generare, nelle Istituzioni pubbliche e nei consumatori, una maggiore consapevolezza “dell’anomalia italiana” rappresentata da un carico fiscale eccessivo sui carburanti (benzina verde) che, al netto delle addizionali regionali, è giunto al 60,7% del prezzo al consumo.
Oggi il consumatore italiano paga la benzina 28,2 € cent/litro (il 2.12.13 era 26,8) e il gasolio 26,4 € cent/litro (il 2.12.13 era 26,1) in più che nel resto d’Europa! Sulla base dei dati forniti dalla Commissione Europea e dal MISE, al 16.12.2013 la media aritmetica del prezzo al consumo praticato nei 28 Paesi UE pone in risalto che:
Benzina, il prezzo italiano è più alto di 28,2 € cent/litro, di cui ben 25,8 sono dovuti alle maggiori imposte (Accise e IVA) e solo 2,4 ad un maggiore prezzo industriale;
Gasolio il prezzo al consumo è più alto di 26,4 € cent/litro, di cui ben 25,3 sono dovuti alle maggiori imposte e solo 1,1 ad un maggiore prezzo industriale.

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Benzina: incontri istituzionali senza consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale – giudica grave la mancata convocazione delle Associazioni Consumatori all’incontro indetto con le compagnie petrolifere e l’Unione petrolifera per oggi martedì 19 luglio. Non ce ne spieghiamo il motivo – prosegue Giordano – anche perché l’ordine del giorno che ha “l’obiettivo fare il punto sui recenti rincari dei prezzi dei carburanti” è tematica che coinvolge direttamente i consumatori. Quest’incontro – continua Giordano – come più volte accaduto in passato ha il sapore di incontro che non produrrà alcun effetto, ancor meno la diminuzione dei prezzi alla pompa. Eppure – conclude Giordano – diminuire il prezzo alla pompa è semplice: basta tagliare le accise ed è quanto richiesto nel ddl di iniziativa popolare “Libera la benzina” di Fegica Cisl, Faib Confesercenti, cui Adiconsum ha aderito, già in discussione al Senato. 500.000 sono state le firme raccolte dalla petizione “Libera la benzina” a sostegno del suddetto ddl, provenienti da tutti gli schiarimenti politici e imprenditoriali, nonché da semplici cittadini, automobilisti e non. Ecco l’elenco delle accise da tagliare:
1,90 lire per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935;
14 lire per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963;
10 lire per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966;
10 lire per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968;
99 lire per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976;
75 lire per il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980;
205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
22 lire per il finanziamento della missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina del 1996;
0,020 Euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.

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Ulteriore aumento della benzina

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

La data del 28 giugno 2011 rimarrà nell’annale degli automobilisti italiani. Dopo l’aumento di 2 centesimi operato ad aprile, l’Agenzia delle Dogane ha deciso, infatti, un ulteriore aumento delle accise sui carburanti di 4,2 centesimi. La giustificazione resa nota è stata quella di dover finanziare gli oneri derivanti “dall’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti a Paesi del Nord Africa” e il Fondo unico per lo spettacolo. La realtà – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – è che in pochi giorni gli automobilisti italiani perderanno quel piccolo risparmio che avevano accumulato con l’abbassamento del prezzo del petrolio e vedranno la benzina schizzare nuovamente oltre l’euro e sessanta centesimi, con un aumento medio del pieno di benzina intorno ai tre euro e un costo annuo maggiore di circa 2,1 miliardi di euro con una fiscalità sulla benzina che supera il 50% del prezzo alla pompa. Se nella manovra del Governo dovesse essere confermato l’aumento dell’Iva, il costo della benzina aumenterebbe ancora di 1-2 centesimi, raggiungendo il massimo livello, almeno degli ultimi venti anni. Adiconsum – conclude Giordano – ha attivato un Osservatorio sui carburanti (“Prezzi Benzina.it” accessibile gratuitamente dal sito http://www.adiconsum.it) che offre agli automobilisti la possibilità di conoscere i prezzi dei carburanti, e ha avanzato almeno due proposte al Governo che potrebbero rendere meno pesanti i prezzi della benzina, come gli aumenti periodici e non giornalieri e l’eliminazione dei costi impropri, come solo per fare un esempio, la tassa per la guerra di Abissinia, che gravano sulla fiscalità.

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Proposte per un fisco equo

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

Per dare una sterzata al nostro sistema fiscale in direzione di una maggiore equità, sia semplificandolo che per andare a prendere i soldi dove sono, bisognerebbe, mutuando un po’ dagli altri Paesi evoluti ed adattando a noi gli strumenti, ridurre l’imposizione a solo quattro imposte. La Patrimoniale come imposta principale e federale (un po’ come in Svizzera la tassa cantonale), l’imposta sulle rendite e sulle transazioni finanziarie, le imposte sui redditi e l’Iva. Tutto il resto, dai canoni rai alle imposte governative, passando per accise e registro, si potrebbe tranquillamente eliminare. La Patrimoniale, progressiva dall’1 al 6 per mille, detraibile dalle altre imposte, tranne l’iva, potrebbe essere riscossa per le spa a livello nazionale, per le srl a quello regionale, per le società di persone a livello provinciale, per le persone fisiche a livello comunale. Le società di capitali, soprattutto quelle per azioni, vedrebbero perciò inutile il giochetto di presentare bilanci in perdita od in pareggio, dato che a tante azioni di tale valore corrisponderebbe comunque un’imposta… Ovviamente, qualora realizzassero utili, alle relative imposte sui redditi verrebbe detratta la patrimoniale già pagata. L’imposta sulle rendite finanziarie dovrebbe essere progressiva almeno come quella sui redditi (negli USA lo è di più), quella sulle transazioni sarebbe applicata con le modalità della tassazione separata, su quelle riguardanti azioni o partecipazioni possedute per oltre un anno, a tassazione ordinaria, sommando il valore della transazione alle altre rendite, su quelle acquistate e vendute entro l’anno, scoraggiando, così, operazioni speculative. La parametrazione delle aliquote, con gli strumenti informatici, potrebbe esser superata con estrema facilità, prevedendo un’equazione che, data un aliquota massima ed una minima, realizzi una progressività continua secondo una curva stabilita. L’iva potrebbe restare com’è ora. Ci preme, però, far rilevare che, nello spirito della Costituzione, meno un’imposta è progressiva e più è ingiusta, gravando soprattutto sulle fasce più deboli (le tre aliquote di Tremonti preoccupano non poco…). L’applicazione di quanto sopra, studiata in modo da mantenere inalterato il gettito, ed il carico, fiscale, fondandosi soprattutto proprio sulla progressività e riequilibrando il rapporto tra imposizione sui redditi e sulle rendite ed i patrimoni, si risolverebbe con un minor carico fiscale per pensionati, lavoratori ed imprese, agevolando l’economia reale a danno della speculazione finanziaria. (Lo ha dichiaro in un comunicato la Uil Csp Parma)

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Aumento benzina e decreto governativo

Posted by fidest press agency su domenica, 8 maggio 2011

“Ancora una volta il Governo mette le mani nelle tasche dei cittadini, perché incapace di elaborare una valida alternativa. Nel dl omnibus, il governo aumenta la accise dei carburanti, per finanziare il FUS, colpendo i consumatori in modo orizzontale. I cittadini devono sapere che se la benzina aumenta nel nostro paese a prescindere dalle oscillazioni del petrolio al barile, lo dobbiamo a Tremonti e a questo Governo” così Pierferlice Zazzera commenta il decreto omnibus del governo.
“L’Italia dei Valori – prosegue Zazzera – ha presentato un emendamento per chiedere l’aumento dell’1,5% della tassa sull’IRES, imposta sulle società petrolifere, bloccando le ricadute sul prezzo a consumo dei prodotti petroliferi. Così facendo, si possono reperire le risorse non mettendo le mani nelle tasche dei cittadini ma nei forzieri delle multinazionali petrolifere”. “Ci sono molte forme per finanziare la cultura, per esempio fissando una tassa di scopo sui proventi delle pubblicità televisive, ma credo – conclude Zazzera – che anche questa strada sia improbabile, considerato il conflitto di interessi del presidente del Consiglio”.

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Indebito aumento bolletta elettrica

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

enel brindisi / cerano, italia [ salento ]

Image by Paolo Margari via Flickr

“L’aumento del 3,9% della bolletta elettrica da oggi, nonostante i gravi problemi che stanno penalizzando l’approvvigionamento delle Fonti primarie, è sbagliato e inopportuno”, sostiene Carlo De Masi, Segretario Generale della FLAEI-CISL. “La bolletta elettrica, al contrario, dovrebbe diminuire, sgravandola di oneri impropri, di accise e tasse (anche su oneri e accise) che, applicate in maniera indifferenziata, penalizzano maggiormente i Pensionati, le Famiglie e i meno abbienti”, prosegue il Sindacalista. “La bolletta elettrica deve essere resa innanzitutto di facile lettura e trasparente, non solo nelle imputazioni dei capitoli di spesa ma anche per far sapere, ai Cittadini /Consumatori, quanto viene effettivamente utilizzato e verso quali obiettivi (Vettoriamento, Trasporto, Distribuzione, Generazione, Vendita, Rinnovabili, Ricerca ecc.). “La struttura tariffaria deve essere rivista nel suo complesso, legandola alle scelte di strategia energetica del Paese (che la Politica dovrebbe assumersi la responsabilità di fare) a partire dagli incentivi alle Rinnovabili che devono essere trasferiti sulla fiscalità generale e non gravare sulla bolletta elettrica” aggiunge il n°1 della FLAEI. “Solo a queste condizioni si eviteranno ulteriori aumenti e si potranno agevolare le fasce deboli, redistribuendo i rivoli finanziari in funzione del Sistema elettrico nazionale e di sviluppo e occupazione diretta e indotta.” conclude il n. 1 della FLAEI.

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Benzina e tasse

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

Nel prezzo della benzina è compreso anche il costo per la guerra in Abissinia. Incredibile? No, è proprio cosi’ e non solo. Ora il governo ha annunciato un aumento delle accise, in pratica una tassa, sul prezzo del carburante per finanziare il Fondo per lo spettacolo (Fus). Ciò determinerà un aumento degli introiti non solo per l’accisa ma anche per l’Iva che si applica sull’accisa, in sostanza una tassa, l’Iva viene applicata su una altra tassa, l’accisa. Dunque, doppio incasso per lo Stato.   Riportiamo qui sotto tutti gli eventi che hanno determinato un aumento delle accise sulla benzina.
• 14 lire per la crisi di Suez del 1956;
• 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
• 10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
• 10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966;
• 10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
• 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
• 75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980;
• 205 lire per la missione in Libano del 1983;
• 22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
• 39 lire (0,02 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotranviari del 2004.Ora si aggiungeranno 2 centesimi per il Fondo unico per lo spettacolo.Il tutto per 0,27 euro. Guarda caso gli ultimi due aumenti sono stati fatti dal governo Berlusconi, quello che non voleva mettere le mani in tasca agli italiani. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Carburanti: Aumento accise

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

Mediamente ogni veicolo percorre 15.000 km con un consumo di circa 1000 litri di carburante. Un aumento delle accise di 1-2 cent al litro significa maggiori tasse da 10 a 20 euro a veicolo su base annua. Una scelta questa in netto contrasto con le ripetute dichiarazioni del Governo di congelare o ridurre le accise sulla benzina. Una scelta, inoltre, che pesa ulteriormente sull’inflazione. Se prendiamo poi in considerazione il fatto che dallo scorso anno l’aumento intervenuto sui carburanti è stato di circa 25 cent/l, per ogni veicolo la maggiore spesa è stata di 250 euro su base annua, di cui metà andate ai petrolieri e metà allo Stato. Si continua a proclamare l’esigenza di ridurre le tasse per rilanciare i consumi, ma poi ogni giorno vengono fatte scelte opposte.

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Carburanti: il governo tagli le accise

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2011

Adiconsum è profondamente convinta che il Governo debba attivarsi per il taglio delle accise e debba realizzare nel contempo un controllo sulle eventuali speculazioni poste in atto dalle Compagnie petrolifere. Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, Segretario nazionale – appoggia pienamente l’iniziativa lanciata da Cisl e Confesercenti di un disegno di legge di iniziativa parlamentare con il sostegno popolare per la raccolta di 500.000 firme necessarie al deposito della proposta stessa in Parlamento. Proposta – conclude Giordano – che, se varata, porterebbe alla famiglie un risparmio medio di 500 euro annui.

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Benzina: togliere le accise

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2011

I consumatori pagano caro ed ingiustamente gli effetti della crisi nord-africana, che produce aumenti del costo del barile del petrolio, con riflessi pesantissimi di rincaro nel weekend prossimo. È tempo – dichiara Pietro Giordano, Segretario nazionale Adiconsum – che il Governo abbatta le accise sulla benzina, per ridare fiato ai redditi di lavoratori e pensionati, ma anche per ridare fiato alla produzione italiana, soprattutto per ciò che riguarda i beni ed i servizi di prima necessità. L’ondata di aumenti che si stanno registrando e che si registreranno tra qualche settimana, dovuti all’aumento dei costi di produzione delle aziende, faranno rialzare il tasso d’inflazione e procureranno una spirale perversa a tutto danno dei consumatori e delle aziende. Pane, pasta e molti beni di prima necessità subiranno aumenti erodendo ancora di più il reddito spendibile delle famiglie, deprimendo i consumi e quindi anche le produzioni. Ciò – continua Giordano – in un momento in cui l’uscita dalla crisi è appena iniziata e rischia di tramutarsi in una stagflazione che condannerebbe il nostro Paese a tassi di sviluppo inesistenti e disoccupazione crescente. Il Governo – conclude Giordano – tagli le accise, frutto dell’assemblaggio di una polverizzazione di tasse per fatti accaduti decine di anni fa! Ecco l’elenco completo comprende le seguenti accise:
• 1,90 lire per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935;
• 14 lire per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
• 10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963;
• 10 lire per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966;
• 10 lire per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968;
• 99 lire per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976;
• 75 lire per il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980;
• 205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
• 22 lire per il finanziamento della missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina del 1996;
0,020 Euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.

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Benzina: cittadini scippati

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 dicembre 2010

Il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per finanziare il bonus fiscale a favore dei benzinai che avevano minacciato lo sciopero durante il periodo natalizio, ha utilizzato 9 milioni di euro provenienti dalle multe Antitrust e 3 milioni dalle sanzioni dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas che erano destinati a iniziative di informazione e assistenza per i consumatori. E senza apportare nessun vantaggio ai consumatori in termini di ribasso del costo dei carburanti, malgrado le promesse mai mantenute di tagli alle accise e all’Iva, annunciate da questo e dai precedenti Governi. L’unico vantaggio è per i petrolieri e per i distributori. Lo denunciano le associazioni riunite nella sigla CASPER – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa dei Cittadino e Unione Nazionale Consumatori), che chiamano il ministro Tremonti a rispondere anche del fatto di aver modificato il testo del DL Milleproroghe dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri. “Non è la prima volta – affermano le associazioni – che Tremonti scippa risorse destinate ai consumatori per rattoppare i buchi prodotti dalla sua politica di presunto rigore per i cittadini e di reali favori per le lobbies del commercio e dell’industria. Anche questa volta, per evitare uno sciopero corporativo dei benzinai e mentre la benzina arriva a 1,50 euro al litro, il ministro Tremonti in collusione col titolare dello Sviluppo economico, il ministro Paolo Romani, che è anche il presidente del Consiglio nazionale consumatori e utenti(!), sottrae milioni di euro ai cittadini per aumentare i compensi di chi già specula sulla benzina”. “Chiediamo al sottosegretario Letta anche di esibire il testo del DL Milleproroghe sottoposto alla firma del Presidente della Repubblica, perché abbiamo il fondato sospetto che sia stato modificato successivamente alla firma stessa, per inserire il bonus per i benzinai; questo configurerebbe una gravissima violazione costituzionale”.

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Proroga dell’Ufficio delle Dogane di Roma 1

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2009

E’ stata confermata, dallo stesso Dott. Sergio Gallo, la proroga dell’Ufficio delle Dogane di Roma 1, La UIL ha fatto presente l’intenzione della Direzione Regionale di Roma di istituire la Sezione operativa delle Dogane di Roma presso il Centro Agroalimentare di Roma (C.A.R. di Lunghezza) e ha chiesto al Comune di Roma che si faccia promotore presso la Società  suddetta per l’assegnazione di ulteriori locali affinchè la Sezione operativa delle Dogane  possa svolgere un lavoro idoneo per l’utenza del territorio nella zona Nord/Nord-Est, sia nell’ambito Doganale che nell’ambito delle Accise, al fine di completare l’ufficio Dirigenziale sito in via del Commercio (Porto Fluviale). Il dott. Gallo preso atto della richiesta si impegna a monitorare la problematica con l’intento  di rendere alla Capitale i servizi doganali necessari per tutta la cittadinanza. Il Segretario Regionale Aggiunto Uil Dogane Lazio Virgilio Tisba ritiene che non sia sufficiente solo un’area per lo sdoganamento dei camion e container,  ma sarebbe più opportuno realizzare una Sezione che fornisca servizi alla cittadinanza sia romana che proveniente dalle zone limitrofe. E precisa: “Vogliamo ricordare che sul territorio romano  di nord /nord-est e nei comuni limitrofi di Guidonia e Tivoli gravitano sia numerose attività delle Accise sia attività Doganali, come ad esempio nella zona industriale del “Tecnopolo Tiburtino” che come sappiamo è in continua espansione. Sosteniamo che tali elementi giustifichino  l’apertura di un ufficio che risponda in pieno ai compiti istituzionali di una Sezione Operativa Territoriale delle Dogane. Ci si auspica dal Comune di Roma uno sforzo in più per raggiungere l’obiettivo prefissato, a suo tempo, per la realizzazione di una dogana idonea e soddisfacente per l’utenza e per i lavoratori doganali che loro malgrado a tutt’oggi hanno mostrato senso di responsabilità e dignità per questo servizio”.

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