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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

Posts Tagged ‘accoglienza’

Alpenhof Murnau si rinnova diventando un gioiello d’accoglienza

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

Alpenhof Murnau, magnifico cinque stelle nel cuore della Baviera, a soli 30 minuti d’auto da Monaco, in una regione dalla natura spettacolare – sia prealpina sia lacustre – e preferita dai segmenti alti del turismo leisure, ha rinnovato parte delle proprie camere, ne ha inaugurate 11 completamente nuove e si appresta a un radicale refurbishment dell’area Mice, così facendone un gioiello d’accoglienza in se stesso e creando un nuovo concept capace di “incastonare” gli eventi nella cultura e nelle tradizioni del luogo.
Alpenhof Murnau ha portato il totale della propria capacità ricettiva a 104 camere, di cui 13 del tutto ristrutturate e 11 nuove, frutto di un ampliamento dell’albergo, cui è stata aggiunta una nuova ala. Altra aggiunta importante: un nuovo ristorante panoramico da 80 posti, che fa salire a tre i ristoranti, portandone a 220 la capacità totale di posti a sedere.
Questa non è annotazione marginale: ha un’immediata e importante ricaduta nel Mice. Con le nuove camere e il nuovo ristorante, infatti, Alpenhof Murnau può sistemare nelle stanze tante persone quante ne può mettere a tavola e ne può accogliere nelle otto sale meeting (che hanno una capienza complessiva da 200 posti).
Dal 6 al 22 agosto è previsto il rinnovo delle tre maggiori sale meeting (che, coi loro 450 metri quadri, assemblano i due terzi dell’intero spazio Mice). Esse saranno adeguate al resto degli arredi dell’albergo, secondo colori, toni e materiali tradizionali bavaresi. I legni, le sedie, le decorazioni e le pietre saranno identiche a quelli utilizzati per camere e parti comuni.
In sostanza, la Baviera, che con la sua natura lussureggiante abbraccia l’hotel e ne ha fatto uno dei suoi più ambiti punti ricettivi, diventa una sorta di sfondo anche per gli eventi aziendali che l’albergo ospiterà da fine estate in poi. Alpenhof Murnau è perfetto per riunioni, conferenze e convegni di piccole o medie dimensioni, ma anche per incentive individuali o per piccoli gruppi, lontano com’è dallo stress delle grandi città e capace com’è di offrire natura incontaminata, tramonti da urlo, paesaggi da cartolina e, a pochi minuti d’auto, alcuni dei più bei laghi d’Europa.
Questi ambienti e queste atmosfere caratterizzeranno da ora anche i tradizionali eventi indoor, per un unicum “made in Bavaria” davvero accattivante.
MICE-in-the-bag is a unique B2B company that brings together buyers and suppliers from the Meetings, Incentives, Conference and Exhibitions (MICE) industries. It is targeted at reducing the prospective marketing spend for MICE suppliers and providing more effective service for buyers. According to the World Travel and Tourism Council, MICE industries currently make up US$650 billion of the US$5.7 trillion global tourism industry.
Its USP is the brainchild of its two founders, Rosy Burnie and Ayse Sabbatini, both of whom have extensive experience and networks within the four industries. The concept involves the creation of pop-up, one-stop meeting environments for sellers and buyers of MICE. Pre-selected suppliers are matched with budget-ready buyers in specific conference and event locations. This offers a significant saving in prospecting costs to the suppliers, putting them in a position to pass on savings to the buyers in more attractively priced packages. In addition, MICE in the bag Ltd offers continual support to the suppliers ensuring that they are providing the right packages to the market.

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Immigrazione: il cavallo di battaglia della Lega

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

La domanda parte sulla base del rapporto statistico dei consensi popolari alla Lega per la sua politica di negazione all’accoglienza. Un interrogativo che in certi ambienti si cerca d’esorcizzare attaccandosi alla parola “magica” del populismo. In realtà il discorso ci porta più lontano. Da almeno quattro anni, a questa parte, i nostri governanti, in tema di accoglienza, hanno scelto un percorso oltremodo accidentato dovuto soprattutto a metodi che hanno mostrato d’essere incapaci d’avere una visione in prospettiva del problema. Alla fine tutti i nodi sono arrivati al pettine e hanno mostrato l’insostenibilità del sistema adottato. E l’inversione di rotta è oggi, senza dubbio, traumatica per tutte le parti in causa. Non dimentichiamo l’entità di questa “tragedia”: in quattro anni sono sbarcati sulle coste italiane oltre mezzo milioni di “fuggitivi”, disperati e ansiosi di trovare uno sbocco che permettesse loro di condurre una vita meno precaria. Li abbiamo soccorsi con umanità e solidarietà, al di là dell’immaginabile, perché sono stati soprattutto i poveri italiani a spezzare il loro frugale cibo con il forestiero e a mostrargli il senso della nostra ospitalità. Ma questo primo passo, legato all’emergenza, non ha avuto un adeguato supporto dalle istituzioni e le loro “distrazioni” hanno in pratica vanificato il tema dell’accoglienza per poi puntare su quello finale dell’integrazione. L’obiettivo era quello, anche se non esplicitamente dichiarato, di volerli dirottarli al più presto altrove, di là dei nostri confini. La mossa non ci è riuscita perché se noi vogliamo fare i furbi gli altri non sono stupidi. E così ci ritroviamo con una massa di diseredati che non riusciamo più a gestire e con l’aggravante di renderli nuovamente schiavi di chi senza scrupoli li sfrutta e riproduce le stesse miserie che hanno lasciato nei loro paesi d’origine. E ancora lo stato ha colpevolmente lasciato fare acuendo lo stesso rapporto tra immigrati e autoctoni. Ora ci chiediamo ci voleva proprio la Lega di Salvini per capire l’impiccio in cui ci siamo cacciati? E ancora possiamo definirli dei buoni o degli ingenui o peggio ancora i governi che hanno preceduto l’attuale nel voler ospitare tanti senza voler offrire loro un possibile sbocco di accoglienza ma anche lavorativo? Dicono che è colpa dell’Europa e si mettono l’animo in pace. E’ forse questo il modo di governare? Diciamo pure che chi è causa del suo mal pianga se stesso se non si trattasse di gente arida e che i loro dotti lacrimali si sono atrofizzati. (Riccardo Alfonso)

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Immigrati: soccorso, accoglienza, integrazione

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

Sulla questione immigrazione abbiamo giocato una partita sporca che nel giro di pochi anni ci è costata arrivi incontrollati per centinaia di migliaia di persone e decine di miliardi praticamente buttati al vento. Se ci trovassimo in un paese ligio alle regole dovremmo aprire un inchiesta parlamentare per accertare le responsabilità e individuare i colpevoli perseguendoli severamente civilmente, penalmente e patrimonialmente. I disastri che siamo costretti ad assistere sono davvero tanti e poco ci è mancato nel trasformare l’Italia nel più grande campo profughi d’Europa con l’indifferenza delle autorità comunitarie se non la loro connivenza. Ma l’aspetto più grave è ancora un altro e qui davvero parliamo di cinismo di quella parte della classe politica che si è imbarcata in questa avventura non avendo predisposto a tempo debito adeguati strumenti di accoglienza e di integrazione. E allo scorno oggi si aggiunge la beffa. Gli stessi autori di questo sfacelo si permettono di scandalizzarsi se chiudiamo i porti come se non sapessero che la responsabilità deriva dall’aver messo il paese allo sbando creando delle strutture d’accoglienza fatiscenti lontani anni luce da un minimo di accoglienza e favorendo lo sfruttamento di una manodopera con lavori in nero e obbligandoli a vivere nelle bidonville senza assistenza e privandoli di ogni diritto. Alla fine sono loro a stracciarsi le vesti e ad accusare gli attuali governanti di razzismo. Ma loro dov’erano allorché a migliaia gli immigrati sbarcavano lungo le coste italiane, soprattutto in Sicilia, e lasciavano che questi poveracci venissero ghettizzati e sfruttati in maniera indecente? (Riccardo Alfonso)

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Immigrazione: Soccorso, accoglienza e integrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Sono i tre nodi che costituiscono la rete che il lavoro pubblico garantisce, attraverso l’impegno di tutti gli operatori in campo, nella gestione dei fenomeni migratori. Un fenomeno strutturale che deve e può rappresentare non solo un’opportunità ma soprattutto una risorsa per il nostro paese, a partire dal valorizzare il contributo, di pratiche e di idee, di chi lavora in questo complesso segmento che attraversa l’intero mondo dei servizi pubblici, ma servono risorse e programmazione”. Ad affermarlo è la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino. Ed è per questo, aggiunge, “che quanto è accaduto e sta accadendo in queste ore, a partire dalla vicenda della nave Aquarius, richiede un impegno straordinario per chi ha a cuore la dignità e il rispetto delle persone, perché nessun essere umano può essere ritenuto illegale in ragione del colore della pelle o dalla terra di nascita. Da subito abbiamo, infatti, offerto un sostegno concreto a chi, dai sindaci alle varie autorità, si è reso disponibile ad offrire un aiuto, promuovendo azioni di iniziative umanitarie e di accoglienza. Siamo con loro perché è in questi valori che ci riconosciamo e che quotidianamente pratichiamo”.Per queste ragioni infatti, fa sapere Sorrentino, “saremo domani a Melilla, l’enclave spagnola sulla costa orientale del Marocco, per un progetto condotto dal sindacato europeo Epsu, insieme alla Funzione Pubblica Cgil e al sindacato spagnolo Fsc-Ccoo, che ha come obiettivo quello di costruire una rete coordinata di solidarietà e di intervento che risponda anche alle politiche sbagliate che l’Unione Europea sta facendo sui migranti. La via maestra è dare qualità alla contrattazione e ai rapporti di lavoro di chi opera all’interno di questa vasta rete”.
Quanto alle nostre vicende, precisa la dirigente sindacale, “al Ministro dell’Interno va rimarcato il fatto che al nostro paese manchi un piano che integri accoglienza e integrazione. Il problema non sono gli sbarchi ma i lager in cui sono costretti temporaneamente i migranti, così come la tendenza a limitare il riconoscimento del diritto d’asilo insieme alle previsioni della legge Bossi-Fini. Le leggi internazionali proteggono chi migra, che sia il nostro paese a decidere di chiudere i porti è contro le radici della nostra cultura e della nostra storia, oltre ad essere una pratica disumana. In queste ore magari se il titolare del Viminale facesse un giro nei Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) e nei Cas (Centri di accoglienza straordinaria) comprenderebbe che, al di là della propaganda, ha un dovere istituzionale in quanto ministro della repubblica: riconoscere dignità a chi arriva nel nostro paese”, conclude Sorrentino.

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Convegno finale del Progetto VeSTA

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2018

Torino lunedì 26 marzo a partire dalle ore 9.00 presso il Centro Congressi dell’ATC di corso Dante 14 a Torino il convegno finale del Progetto VeSTA (Verso Servizi Territoriali Accoglienti), un percorso progettuale che rientra tra le attività finanziate attravero il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020 e cofinanziato da Unione europea, Ministero dell’Interno e Regione Piemonte.Il progetto è finalizzato a migliorare la capacità dei servizi e di strutturare risposte adeguate ai bisogni dei cittadini e delle cittadine di Paesi terzi attraverso percorsi di formazione e aggiornamento che hanno coinvolto 800 operatori dei servizi pubblici e del privato sociale, assistenti sociali ed educatori professionali; coinvolgere migranti nei percorsi specifici per assistenti sociali ed educatori come esperti della loro esperienza con i servizi sociali; creare una rete regionale dei servizi pubblici e del privato sociale a supporto dei cittadini e delle cittadine di Paesi terzi attraverso la costituzione di una comunità di pratiche virtuale tra operatori basata sullo scambio alla pari e la consulenza di esperti e istituzioni. È stato prodotto anche un video documentario per sensibilizzare le comunità locali sui temi dell’integrazione e dell’accoglienza.Il convegno è realizzato da Regione Piemonte in collaborazione con l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) , IRES Piemonte e Università del Piemonte Orientale.

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“Premio Italia a Tavola Bergamo capitale dell’accoglienza”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2018

Bergamo, 7-8 aprile 2018 Il cibo al giorno d’oggi viene spesso ridotto alla dimensione di convivialità o edonismo, senza dare la giusta importanza a tutto ciò che c’è dietro: dai produttori agricoli, artigianali o industriali, fino a chi si occupa di ristorazione, accoglienza e servizi. I media negli ultimi anni hanno dato visibilità a cuochi e pasticceri che sono diventati delle vere e proprie star, osannati dal pubblico e presi a modello da molti giovani che hanno deciso di intraprendere quella strada, ma senza considerare tutti gli step che una carriera di successo comporta. Quello che serve al comparto è, invece, la valorizzazione di tutte le figure che lavorano nella filiera come un’unica grande squadra di professionisti, dal produttore di materie prime fino al cameriere che serve in tavola un piatto, senza dimenticare chi il cibo lo racconta, cioè i giornalisti e i critici gastronomici.È proprio questo l’obiettivo del “Premio Italia a Tavola”, da ormai 10 anni: dare il giusto valore a tutte le realtà che permettono a questo settore di andare avanti e di rappresentare uno dei motori trainanti del turismo, della cultura e dell’economia italiana. Basti pensare che circa un terzo della spesa di italiani e stranieri in vacanza Italia è destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche.L’iniziativa – sponsorizzata quest’anno da Grana Padano, Trentodoc, Consorzio Mozzarella di Bufala Dop e Pentole Agnelli – ha preso il via lo scorso dicembre con il sondaggio online “Personaggio dell’anno dell’enogastronomia e dell’accoglienza” (durato 8 settimane), che quest’anno ha polverizzato ogni record precedente registrando la partecipazione di ben 313.300 votanti, confermando ancora una volta come negli ultimi anni sia cresciuto costantemente l’interesse verso il settore. Nessuna classifica di merito ma solo un modo giocoso per sentirsi tutti più vicini e premiare chi nel proprio ambito professionale si è distinto maggiormente agli occhi del pubblico. Sette le categorie del sondaggio: per i “Cuochi” il più votato è stato Rocco Pozzulo, per i “Pizzaioli” Giuseppe Vitiello, per i “Pasticceri” Iginio Massari, per i “Maitre, Sommelier e Manager d’hotel” Luca Vissani, per i “Barman” Marina Milan, per gli “Opinion leader” Patrizio Roversi e infine per la categoria speciale dei “Campioni” (istituita in occasione di questa 10ª edizione per rimettere in gioco tutti i vincitori delle passate edizioni del sondaggio) ha trionfato Ernst Knam.
Come da tradizione, le premiazioni dei vincitori del sondaggio si svolgeranno nel corso del “Premio Italia a Tavola”, l’evento più atteso dell’anno per l’intero settore. Dopo sette edizioni ospitate dalla città di Firenze, culla di cultura e tradizioni gastronomiche, Italia a Tavola ha scelto di celebrare il decennale dell’iniziativa a Bergamo, città in cui ha sede la redazione della testata e che negli ultimi mesi si è distinta per aver ospitato iniziative legate a East Lombardy e al G7 dell’Agricoltura. L’appuntamento è per il 7-8 aprile 2018: una due giorni di convegni, iniziative legate alla cultura e all’arte, nonché eventi enogastronomici.

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Seminario FICT: “Migranti tra accoglienza e integrazione”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 gennaio 2018

tendopoli-di-migranti-a-calaisRoma, 19 Gennaio 2018, presso il Centro Congressi Cavour, Via Cavour 50/a In questo particolare momento storico la Federazione Italiana Comunità Terapeutiche* sente il bisogno di confrontarsi sul tema dei migranti e dei minori stranieri non accompagnati, organizzando il Seminario “”Migranti tra integrazione e accoglienza” a Roma.
“La Federazione da anni – spiega Luciano Squillaci, Presidente FICT – tramite i suoi Centri accoglie persone arrivate nella nostra nazione attraverso la migrazione perché ricevano una ospitalità dignitosa e attenta. Il seminario sarà un momento di riflessione su una emergenza umana a livello nazionale in cui si presenterà il modello di accoglienza FICT, le best practices, i modelli efficaci di lavoro di rete sul territorio.”Ci sarà un intervento di Oliviero Forti, responsabile dell’Ufficio Immigrazione Caritas Italiana ed, inoltre, si ragionerà sui punti di criticità presenti nel sistema di accoglienza migranti adulti e su quello dei minori in Italia con Domenico Manzione, sottosegretario del Ministero dell’Interno con delega all’immigrazione. Durante il Seminario saranno presentati i dati sulla accoglienza dei Centri FICT dell’ultimo anno dai due coordinatori delle Reti tematiche FICT migranti e minori stranieri non accompagnati: Giovanni Lizzio e Giovanni Mengoli.

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Immigrati, Sbarchi e accoglienza: dati, normativa, prospettive

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

immigratiDa ultimo è stata la sindaca di Roma, Virginia Raggi, a parlare di saturazione del suo Comune nell’accoglienza di stranieri per motivi umanitari. Nel Lazio le persone accolte all’inizio del 2017 sono 14.886, di cui 4.231 nei Centri Sprar, 9.824 nei Centri di Accoglienza Straordinaria e 831 nei Centri di Prima Accoglienza. Nella Città Metropolitana di Roma gli ultimi dati disponibili contano 2.769 posti disponibili nei Centri Sprar e 1.782 nei Centri di Accoglienza Straordinaria. Ad essi si aggiungono 4.000 o più persone (le stime sono variabili), per lo più interessate a trasferirsi in altri paesi europei, che vivono in strutture autogestite con il supporto del volontariato.
La questione continua a essere dibattuta e il Centro Studi e Ricerche Idos ritiene opportuno fornire un contributo presentando in maniera organica dati e considerazioni contenute nel Dossier Statistico Immigrazione e nell’Osservatorio Romano sulle Migrazioni.
Rispetto a qualche anno addietro, in Italia i richiedenti asilo sono notevolmente aumentati: 63.000 nel 2011 (anno delle “Primavere arabe”), scesi momentaneamente a 43.000 nell’anno successivo e a 13.000 nel 2013, per poi passare a 170.000 nel 2014, 154.000 nel 2015, 181.000 nel 2016, mentre si stima possano essere 200.000 nel 2017.
L’emergenza, oltre che numerica, è anche di natura giuridica. Secondo il parere espresso in occasione di una causa ancora in corso dall’Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, di fronte ad arrivi così consistenti nel Mediterraneo, non è accettabile limitarsi all’applicazione della vigente normativa europea, addossando l’onere dell’accoglienza ai paesi di primo ingresso (Italia e Grecia in primis) senza pensare a una più equilibrata ripartizione. La Corte, se si pronuncerà in tal senso, anticiperà la modifica che il Parlamento Europeo sta per proporre al Consiglio, il vero scoglio sulla via della riforma del Regolamento Dublino III e dell’attuazione del principio di solidarietà previsto dal Trattato di Lisbona del 2007 sul funzionamento dell’Unione Europea.
Al momento, però, l’accoglienza così regolata è obbligatoria e non può essere disattesa. L’Italia, se non avesse istituito i cosiddetti hotspot o punti di crisi per la fotosegnalazione delle persone sbarcate e il loro inserimento nei centri di accoglienza, come disposto da una decisione del 2015 del Consiglio dell’UE, sarebbe stata passibile di un procedimento di infrazione, che invece ora pende sulla Repubblica Ceca, l’Ungheria e la Polonia, che non hanno ritenuto vincolanti le pur limitate ricollocazioni (170.000) dei nuovi arrivati per sgravare l’Italia e la Grecia. Se la regolamentazione europea verrà modificata con un maggior coinvolgimento di tutti gli Stati Membri, potrà essere superata la psicosi dell’accoglienza, salvo restando l’impegno dell’UE di intervenire sulle cause dei flussi. Intanto, è opportuno riflettere sulla distribuzione dei richiedenti asilo tra le Regioni, utilizzando per un confronto omogeneo i dati relativi al 31 dicembre 2016 del Ministero dell’Interno.
A tale data sono stati 176.554 i richiedenti accolti: 137.218 nei Centri di Accoglienza Straordinaria (che fanno capo alle Prefetture), 820 negli hotspot, 14.694 presso i Centri di Prima Accoglienza e 23.822 nei Centri ordinari dello Sprar – Sistema per l’Accoglienza dei Richiedenti Asilo (che fa capo all’Anci su incarico del Ministero dell’Interno). L’incidenza dei Centri di accoglienza Straordinaria (oltre 3.000) è del 72% sull’insieme dei posti disponibili, con valori anche più elevati in alcune regioni.
In media, a tale data, è stata accolta per motivi umanitari una persona ogni 344 residenti A segnalarsi per una maggiore disponibilità è stato il piccolo Molise (1 immigrato accolto ogni 90 residenti) seguito, in maniera decrescente, da altre 6 Regioni di medio-piccola grandezza (Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Sardegna e Umbria). Caratterizzate da 1 richiedente asilo ogni 300 residenti sono l’Abruzzo, l’Emilia Romagna, il Lazio, le Marche, il Piemonte, la Puglia, la Sicilia, la Toscana, il Veneto e le Province Autonome di Bolzano e Trento. Invece, la Campania, la Lombardia e la Valle d’Aosta contano 1 persona accolta ogni 400 abitanti. Il Ministero dell’Interno ha concordato con l’Anci che l’accoglienza nelle grandi città, incrementando i posti Sprar, sia basata sul criterio di 2,5 richiedenti accolti ogni 1.000 abitanti per cui a Roma, un comune con quasi 3 milioni di residenti, servirebbero altri 2.800 posti. Si presentano così la situazione statistica e quella giuridica (con i relativi possibili sviluppi) ed è a questa cornice che è necessario fare riferimento.

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La scuola dell’inclusione e dell’accoglienza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 maggio 2017

università europea di romaRoma. L’Università Europea di Roma ha tra le sue caratteristiche una forte attenzione ai temi dell’accoglienza e dell’inclusione.In questo solco si inserisce il suo nuovo Corso di specializzazione abilitante per le attività di sostegno agli alunni con disabilità.
Sarà un percorso formativo, di 60 CFU, per l’acquisizione delle competenze didattiche atte a favorire l’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili, secondo quanto disciplinato dal DM 30 settembre 2011 e successive modifiche e integrazioni.
Al corso possono iscriversi, qualora in possesso dei requisiti richiesti e previo superamento del concorso, i docenti abilitati all’insegnamento nelle scuole, secondo quanto previsto dal bando e anche i dottorandi e gli assegnisti di ricerca.A conclusione del corso, il candidato che supererà l’esame finale conseguirà il diploma di specializzazione per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, che lo abiliterà all’iscrizione negli elenchi per il sostegno ai fini delle assunzioni a tempo indeterminato e a tempo determinato nei relativi posti disponibili.Il docente specializzato per il sostegno opera in classi dove sono presenti uno o più alunni con disabilità, al fine di favorirne e promuoverne il processo di integrazione. Offre la sua professionalità e competenza per apportare all’interno della classe un significativo contributo a supporto della collegiale azione educativo-didattica, secondo i principi di responsabilità e di collegialità.

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Migranti: Raggi e Baldassarre ricevono in Campidoglio delegato Unhcr Jaquemet

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2017

campidoglio-incontroRoma. La sindaca di Roma Virginia Raggi ha ricevuto ieri in Campidoglio Stéphane Jaquemet, Delegato dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati per il Sud Europa. Presente all’incontro l’Assessora alla Persona, alla Scuola e alla Comunità Solidale di Roma Capitale, Laura Baldassarre.Al centro del colloquio la situazione dei migranti transitanti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati a Roma e la volontà dell’amministrazione di trovare una soluzione di sistema al di là delle emergenze, tramite un approccio coordinato e sostanziale. La prima cittadina ha ricordato come si stia lavorando su più livelli: dall’info point alla creazione di posti permanenti per l’accoglienza dei transitanti; da una mappatura sull’accoglienza al piano sociale cittadino. Ognuno deve fare la sua parte, ha spiegato la sindaca sottolineando come sia necessaria la collaborazione di tutte le istituzioni riguardo a questo tema. L’Assessora ha infine ricordato come tra i temi all’attenzione del Campidoglio vi sia quello dei minori non accompagnati e la proposta di impegnare i richiedenti asilo in attività di volontariato, un modo per qualificare l’accoglienza. (foto: campidoglio incontro)

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Immigrazione: visita al centro d’accoglienza di Cona

Posted by fidest press agency su domenica, 15 gennaio 2017

Fabio_Rampelli_daticamera“Nella visita ispettiva effettuata per la seconda volta oggi nel centro d’accoglienza di Cona, in provincia di Venezia, con collega Walter Rizzetto abbiamo constatato il deciso peggioramento delle condizioni di permanenza dovuto all’aumento del numero degli immigrati (a settembre 920, oggi 1250), la chiara sensazione di un prolungarsi della permanenza, l’assoluta certezza a monte che nessuno degli ospiti stia scappando da una guerra, l’esasperazione della pacifica popolazione italiana dei Comuni di Agna, Bagnoli e Cona, la strumentalizzazione degli immigrati da parte dei centri sociali, oggi artefici di un corteo in zona… Insomma, tutti i parametri dimostrano che il modello Alfano è stato catastrofico ed è utile solo per ingrassare le tasche delle cooperative sociali. Per questo chiediamo ai sindaci e ai cittadini italiani di tenere duro, al governo nazionale di attrezzarsi per rispondere in una sola settimana alle domande di asilo politico per ospitare conseguentemente chi fugge da guerre (con precedenza a bambini e donne) e rispedire a casa chi cerca solo migliori condizioni economiche”. È quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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Accoglienza rifugiati nelle parrocchie romane

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2016

parrocchia-romanaSono 123 i richiedenti asilo e protetti internazionali ospitati in 40 parrocchie e istituti religiosi di Roma: 57 sono nel programma di “prima accoglienza” realizzato dalla Caritas di Roma in collaborazione con la Prefettura; 66 in “seconda accoglienza”, ai quali è già stato riconosciuto lo status di protezione e seguono programmi di inserimento socio-lavorativo.
È il quadro che emerge dai progetti di accoglienza diffusa che la Chiesa di Roma ha promosso nell’ambito del Giubileo della Misericordia e presentati nel dossier informativo che la Caritas ha predisposto ad un anno dell’avvio delle iniziative. Un report con dati, testimonianze e riflessioni per raccontare come la diocesi di Roma ha risposto all’appello di papa Francesco del 6 settembre 2015 di «esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi». «Ogni parrocchia – ha detto il Santo Padre in quell’occasione -, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d’Europa ospiti una famiglia, incominciando dalla mia diocesi di Roma».
Sono stati due i progetti messi in campo dalla Caritas romana, “Ero forestiero e mi avete ospitato”, rivolto a parrocchie ed istituti religiosi, e il più recente “Rifugiato a casa mia”, promosso in collaborazione con la Caritas Italiana, che vede le famiglie romane protagoniste dell’ospitalità. Entrambe le iniziative hanno l’obiettivo di promuovere e rafforzare la cultura dell’accoglienza, intesa come capacità della comunità cristiana di mettersi in gioco per superare le disuguaglianze sociali, le diffidenze e i pregiudizi reciproci. Un’opportunità per vivere in modo concreto la misericordia in un rapporto di reciproca conoscenza, prossimità umana e mutua solidarietà con i migranti ospitati.
L’ospitalità è in corso in locali messi a disposizione a titolo gratuito sul territorio in quattordici diversi Municipi, con disponibilità di alloggi da uno fino a un massimo di quattro posti: spazi abitativi simili ad una casa, in cui vivere in semi-autonomia (pasti in comune con l’istituto) o in piena autonomia. Delle 123 persone ospitate 64 sono singoli (38 uomini e 26 donne) e 17 nuclei familiari per complessive 59 persone, tra cui 25 figli per lo più minori. Sono 24 i Paesi di provenienza e le nazionalità più rappresentate sono la Repubblica Democratica del Congo, il Senegal, la Sierra Leone e il Togo.
«Confrontarsi in modo diretto con la vita e i problemi quotidiani dei rifugiati – afferma monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma – ha permesso alle nostre comunità di superare luoghi comuni e pregiudizi, di conoscere nuove culture e nuovi stili di vita e di scoprire che le cose che ci uniscono sono ben di più di quelle che ci dividono. Soprattutto, ha permesso di ascoltare dalla voce dei protagonisti i drammi che avvengono nel Mediterraneo, i motivi per cui scappano dalle loro terre: la fame, le guerre, l’odio, la sopravvivenza».
I due progetti, promuovendo il contatto diretto con il territorio, hanno portato all’attivazione di reti solidali e all’emersione di risorse utili all’inclusione sociale degli ospiti, con il risultato che nel corso di questo primo anno si sono registrati già alcuni casi di titolari di protezione internazionale che, grazie al sostegno ricevuto con l’accoglienza diffusa, sono riusciti a rendersi indipendenti. Altri continueranno nei programmi di inserimento grazie alla disponibilità che le parrocchie hanno rinnovato.

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Misure d’accoglienza e abusi

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

alfanoRoma. “La nota del viceprefetto vicario Enza Caporale è esplicita: la tendopoli della Croce Rossa in Via Ramazzini deve chiudere. Una nota ufficiale della IV Area della Prefettura di Roma indirizzata alla presidente del Municipio XII Crescimanno e alla Croce Rossa Italiana marca con determinazione le conseguenze legate alla violazione del regolamento del centro di accoglienza e dunque alla successiva revoca delle autorizzazioni. In caso di violazioni di legge o comportamenti illeciti, violenti o indecorosi che arrechino disagio alla cittadinanza o destino allarme sotto il profilo dell’ordine pubblico, anche se posti in essere al di fuori degli spazi della tendopoli, il Prefetto di Roma Paola Basilone può disporre l’immediata revoca delle misure d’accoglienza. Cosa altro deve accadere per mano degli ospiti del centro oltre alla violenta aggressione subita in pieno giorno da una cittadina del quartiere di Monteverde? In questi mesi non sono bastati i comportamenti indecorosi, le molestie, le azioni di questua adottate nello svolgere l’attività di parcheggiatori abusivi da parte dei profughi transitanti della tendopoli? Tutti gravi fatti denunciati a gran voce dai residenti. Auspico un provvedimento immediato che ponga fine a questa vicenda, altrimenti con migliaia di firme dei cittadini procederemo con una denuncia al Ministro dell’Interno Angelino Alfano per omissione d’atti d’ufficio e allo stesso tempo metteremo in mora le autorità competenti, compresa la Croce Rossa, perché su qualsiasi ulteriore grave atto che si verificherà sarà imputata loro almeno la responsabilità morale” lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.

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Roma: I migranti transitanti lasciano via Cupa

Posted by fidest press agency su sabato, 1 ottobre 2016

tiburtinaRoma “Già da ieri tutti i migranti transitanti presenti a via Cupa nei pressi della stazione Tiburtina sono stati accolti nelle strutture di accoglienza nella disponibilità di Roma Capitale. Nelle prossime giornate nella zona sarà presente la Sala operativa sociale per garantire l’accoglienza degli eventuali altri migranti transitanti che dovessero continuare a far riferimento a quel luogo per avere aiuto”. Lo dichiara Laura Baldassarre, Assessora alla Persona, alla Scuola e alla Comunità solidale di Roma Capitale. “Sin dai primi giorni in cui la Giunta si è insediata, ci siamo impegnati per dare una risposta strutturata e permanente. Il dialogo costante con le Istituzioni, le Associazioni – incontrate settimanalmente – ha portato all’elaborazione di un progetto comune che, sulla base di quanto già realizzato in altre città e per il quale abbiamo ottenuto i fondi necessari, creerà un posto di accoglienza permanente per i migranti transitanti. Stiamo facendo un sopralluogo per decidere dove allestirlo – aggiunge l’assessora – Contemporaneamente stiamo operando per organizzare uno spazio informativo, di primo ascolto all’arrivo, per valorizzare l’esperienza positiva di accoglienza realizzata nel tempo dai volontari attivi in Via Cupa”. “La situazione dei migranti transitanti è stata uno dei nostri temi prioritari – prosegue la Baldassarre – Nella situazione che abbiamo ereditato, fin da subito è stata evidente che l’emergenza riguarda tutte le istituzioni competenti ai diversi livelli di governo. E dobbiamo aver cura e valorizzare la solidarietà espressa da cittadini ed associazioni nei confronti dei più fragili tra i migranti”. “Queste le attività sin qui realizzate: abbiamo ampliato i numeri dell’accoglienza per questi migranti; garantito una presenza costante della sala operativa sociale; operato un raccordo con le altre Istituzioni (Prefettura e Questura, in particolare) per il passaggio dei migranti aventi diritto al sistema di accoglienza gestito dal Ministero dell’Interno; riattivato i soggetti firmatari del Piano di intervento socio sanitario; mentre una recente ulteriore azione è stata realizzata per ampliare i posti per l’accoglienza – conclude – Centinaia di persone negli ultimi giorni dormivano a via Cupa, un numero ben superiore a quello dei “migranti transitanti”. Il nostro impegno è garantire i diritti a chi vuole legalità e giustizia sociale, evitando che situazioni di fragilità vengano strumentalizzate per finalità oscure. I migranti realmente “transitanti” sono stati accolti nelle strutture disponibili”.

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I 10 camping e villaggi con i migliori Ristoranti del 2016: Vince il Camping Jonio di Catania

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2016

camping1campingIl Camping Jonio di Catania, in Sicilia, è il vincitore del premio riservato al campeggio o villaggio con il miglior servizio Ristorante per l’anno 2016, assegnato nell’ambito dei Certificati di Eccellenza KoobCamp 2016. La struttura siciliana è stata selezionata dagli esperti di KoobCamp ( http://www.koobcamp.com ), network che comprende Campeggi.com ( http://www.campeggi.com ) e altri 30 portali web dedicati ai campeggi e ai villaggi, per la capacità di valorizzare la ricca offerta di piatti e vini tipici del territorio, all’interno di una location accogliente e ricercata, anch’essa realizzata con materiali dell’Isola.Con il titolo di vincitore del Certificato di Eccellenza Restaurant 2016, il Camping Jonio di Catania diventa il testimonial KoobCamp dell’eccellenza italiana in fatto di ristorazione, un aspetto fondamentale per i turisti di casa nostra e stranieri alla ricerca del vero Made in Italy, in tutte le sfumature delle tipicità, anche a tavola.La Top Ten valida per l’assegnazione del Certificato di Eccellenza Restaurant 2016 di KoobCamp, capitanata dal vincitore Camping Jonio, è così formata*:
· Camping Jonio (CT), Sicilia – VINCITORE
camping2· Camping le Cernie (OG), Sardegna
· Villaggio Camping Rubicone (FC), Emilia Romagna
· Continental Camping Village (VB), Piemonte
· Camping Seiser Alm (BZ), Trentino Alto Adige
· Villaggio dei Fiori (IM), Liguria
· Seven Hills Village (RM), Lazio
· Salice Club Resort (CS), Calabria
· Campeggio Bella Italia (VR), Veneto
· Villaggio Camping Molino a Fuoco (LI), Toscana
La classifica non è in ordine di piazzamento, vincitore escluso.
Ai camping e ai villaggi nella Top Ten del Certificato di Eccellenza Restaurant 2016 sarà consegnato l’adesivo che ne attesta il riconoscimento da parte di KoobCamp, per una maggiore visibilità da parte dei turisti, disponibile in versione speciale per il vincitore Camping Jonio di Catania. (foto: camping)

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Migrazione, accoglienza, inclusione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2016

milano10Milano Lunedì 18 aprile 2016, ore 15.00 Sala Conferenze di Palazzo Reale Piazza Duomo 14. Il Convegno sarà l’occasione per presentare, con il contributo di alcuni dei maggiori esperti italiani in materia, il nuovo progetto CIPMO sul ruolo delle Diaspore Med-Africane nell’accoglienza e nell’inclusione dei rifugiati e degli immigrati che parte dalle comunità ormai stanziali in Italia (si stima circa 6 milioni di individui), originarie del Medio Oriente e dell’Africa – ove maggiormente oggi sono concentrati i focolai di crisi – per sviluppare, in raccordo con le principali istituzioni e la società civile, un percorso pluriennale e su scala nazionale che porti queste comunità ad essere protagoniste, in prima persona, della lotta al radicalismo e al terrorismo, grazie a un processo di medio periodo che parta dall’accoglienza, per favorire l’inclusione dei nuovi arrivati e anche il co-sviluppo economico con i paesi di origine.Obiettivo principale del progetto è sviluppare il dialogo tra queste comunità, le istituzioni e la società civile circostante, per combattere il radicalismo tramite l’interazione economica, l’integrazione educativa, il dialogo interreligioso, lo scambio culturale e la cooperazione. In specifico, nel medio periodo si faciliterà la creazione di un network dei principali soggetti coinvolti e la realizzazione di una serie di attività articolate su tutto il territorio, per una gestione concreta e positiva della questione, per supportare i processi di inclusione dei nuovi arrivati, anche ai fini economici, sociali e culturali, affidando alle comunità stanziali anche un ruolo di ambasciatori e di “ponte” verso i paesi di provenienza.Il Convegno di presentazione del progetto, aperto da un intervento di Mario Giro, Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, si svilupperà attraverso tre panel successivi che vedranno dibattere alcuni tra i maggiori esperti italiani in materia. Il primo panel, moderato Khalid Chaouki – membro della Commissione Esteri della Camera dei Deputati – inquadrerà gli aspetti generali della questione; Il secondo panel, moderato da Lia Quartapelle – Segretaria della Commissione Esteri della Camera dei Deputati – darà voce ad esponenti di alcune delle principali comunità Med-Africane ed organizzazioni religiose presenti in Italia; il terzo panel, moderato da Paolo Branca – Docente di Lingua e letteratura araba all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – metterà a fuoco esempi di best practices, dalle importanti esperienze dei Comuni di Milano e Torino, ad altre innovative iniziative volte a promuovere l’imprenditorialità di questi nuovi protagonisti che vivono nel nostro paese.
Il progetto su scala nazionale è promosso da CIPMO in collaborazione con l’On. Khalid Chaouki e CSA – Centro Piemontese di Studi Africani, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Unità di Analisi e Programmazione, con il Patronato di Regione Lombardia, con il Patrocinio del Comune di Milano e con il sostegno di Fondazione Cariplo.

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Raccontare il sociale: Un’opportunità nell’Anno della Misericordia

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2016

i santi della misericordiaRoma giovedì 7 aprile 2016, alle 13.00, all’Università Europea di Roma. Il Giubileo della Misericordia, voluto da Papa Francesco, non è soltanto un evento di carattere spirituale. E’ soprattutto un’occasione per scrivere nuove pagine della nostra vita, aprendo il cuore all’accoglienza, al dialogo e all’incontro con gli altri. Anche i mezzi di comunicazione possono dare un grande contributo a questo percorso, sforzandosi di parlare linguaggi nuovi e rivolgendo maggiore attenzione ai temi sociali, agli ultimi, a storie di vita vera che possano offrire messaggi di speranza. Di questo parlerà Laura Badaracchi, giornalista e scrittrice, nell’incontro con ingresso libero, “Raccontare il sociale. Un’opportunità nell’Anno della Misericordia”
Laura Badaracchi è appassionata di temi sociali ed ha pubblicato, fra l’altro, una biografia di Don Luigi Di Liegro. Collabora con il quotidiano Avvenire, i mensili Jesus e SuperAbile Inail, i settimanali Credere, Famiglia Cristiana, Il mio Papa e Donna Moderna. E’ stata corrispondente da Roma dell’agenzia Redattore Sociale, dove cura il blog Social Church.
Recentemente Laura Badaracchi ha curato i testi di un libro che ha scopo benefico: “I Santi della Misericordia. Itinerari a Roma e dintorni”, con foto di Stefano Dal Pozzolo e la prefazione del Cardinale Pietro Parolin (Edizioni Ecra).
E’ una Guida ai Santi della misericordia, che suggerisce percorsi alternativi ai pellegrini nella Città eterna e dintorni, arricchiti da foto e spunti di meditazione. Nel corso dei secoli, a Roma, sono vissuti molti Santi che hanno incarnato il Vangelo della misericordia. Di questo passaggio restano tracce in chiese, tombe, musei, tombe, stanze da scoprire o riscoprire. Questo volume è un’occasione per farlo. I diritti d’autore di Laura Badaracchi sono interamente devoluti in beneficenza al Centro Astalli, Caritas diocesana di Roma, Progetto Ripa, Missioni camilliane. (foto: i santi della misericordia)

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Immigrati e accoglienza incontrollata

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2016

immigrati«È vero quello che dice Renzi: se perdiamo Schengen rischiamo di perdere l’Unione Europea. Il problema è però che Schengen è a rischio in tutta Europa per colpa proprio di Matteo Renzi. Lui è parte del problema. La folle politica delle “porte aperte a tutti” messa in piedi dal Governo Renzi-Alfano in Italia e dal governo Tsipras in Grecia è la causa dell’invasione incontrollata di immigrati e clandestini in tutta Europa. La reazione dei nostri partner europei è logica e naturale: chiudere le loro frontiere nazionali per non essere travolti dal buonismo irrespirabile di Italia e Grecia. Questo accade mentre altre Nazioni di confine, come Spagna e Polonia, fanno il proprio dovere e garantiscono un attento controllo dei flussi diretti sul loro territorio. Così, per colpa dell’incompetenza, della superficialità e della ottusità ideologica di alcuni, è partito il “si salvi chi può” tra gli Stati membri dell’Unione e il domino della chiusura dei confini nazionali. In questo gioco anche l’Italia, in caso di chiusura del confine austriaco, dovrà chiudere i propri confini orientali per evitare di diventare il campo profughi di chi attraversa la rotta balcanica (cosa che a Renzi, Alfano e la Boldrini potrebbe non dispiacere). Se Renzi vuole salvare Schengen e la UE dovrebbe cominciare con l’essere credibile a casa propria fermando gli sbarchi in Italia e mettendo fine all’accoglienza incontrollata. Con una credibilità internazionale così ritrovata sarebbe possibile pretendere anche che i costi di controllo delle frontiere esterne della UE e di rimpatrio dei clandestini siano messi a carico di tutti gli Stati membri e non posti sulle spalle solo delle Nazioni di confine. Le menzogne e le slide in politica estera non funzionano. Qualcuno lo spieghi a Renzi prima che sia troppo tardi». È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Accoglienza profughi in Piemonte

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2015

torino«Non esiste la soluzione, ma esistono più soluzioni» – Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte, nel suo intervento a chiusura del Consiglio regionale aperto sull’Immigrazione ha voluto ribadire l’opportunità di mettere in campo una gestione strutturale dell’accoglienza evidenziando la piena sintonia tra le posizioni espresse dalla maggioranza e l’operato della Giunta.
«I numeri raccontano una verità che è opposta a quella che alcuni vogliono fare apparire: rispetto all’anno scorso in Italia è arrivato il 9,8% in meno di migranti; siamo passati da 150.988 (da inizio 2014 al 2 novembre 2014) a 141.039 del 2015 (da inizio 2015 al 2 novembre 2015). E si devono tenere sempre in mente i numeri anche quando le opposizioni chiedono di assumere posizioni di “resistenza” nei confronti dell’accoglienza. Grazie all’accordo fra Governo, Regioni e Enti Locali del 10 luglio 2014 (“Piano nazionale per fronteggiare il flusso straordinario di cittadini extracomunitari: adulti, famiglie e minori stranieri non accompagnati”) vi è stata una effettiva redistribuzione degli arrivi sui territori regionali, il Piemonte è chiamato a ospitare una quota di migranti pari al 7%, ma anche le regioni notoriamente “resistenti” l’hanno fatto. La Lombardia per esempio con i 12.932 migranti che ha accolto è la regione italiana che ospita di più in assoluto» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.
L’assessora ha poi fatto il punto sul numero dei migranti presenti nella nostra regione: «A oggi le presenze rilevate dalla Prefettura di Torino in Piemonte sono 6.177, distribuite in 332 strutture. Le presenze invece inserite nel Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR), che è gestito direttamente dai Comuni, sono 958 presenze di cui 51 minori stranieri non accompagnati» – Cerutti ha poi continuato – «Uno dei perni del Piano regionale è trasformare l’accoglienza da emergenziale a strutturale coinvolgendo i Comuni. Per questo è attivo un bando nazionale che scadrà a metà gennaio rivolto ai Comuni e finalizzato a sostenere nuovi progetti di accoglienza nella rete SPRAR. Non dobbiamo neppure dimenticare che quattro province (Novara, VCO, Cuneo e Vercelli) non hanno a oggi alcun progetto SPRAR. Più volte in questi mesi abbiamo fatto incontri con Comuni e Prefetture per venire incontro alla richiesta di informazione e di coinvolgimento delle singole amministrazioni».
Monica Cerutti ha poi comunicato all’aula la decisione comunicata ieri al Tavolo nazionale di gestione dei flussi non programmati, istituito al Viminale, in relazione alle commissioni territoriali: «Il sistema evidentemente ha ancora dei limiti. Uno di questi è la lunghezza dei tempi di attesa per il pronunciamento delle Commissioni territoriali rispetto alle richieste d’asilo. Un miglioramento però in questo senso vi è stato: i tempi sono diminuiti, l’attesa è passata da due anni agli attuali 8/9 mesi. Su questo fronte però la vera novità è di ieri e arriva dal Tavolo nazionale di gestione dei flussi non programmati che si è tenuto al Viminale dove è stata decisa l’apertura di due nuove sezioni delle Commissioni territoriali in Piemonte che dovranno esaminare le richieste di asilo. Queste si aggiungeranno alla sezione di Torino e a quella di Genova, che attualmente esamina le richieste della provincia di Alessandria» – lente di ingrandimento puntata anche sugli esiti delle commissioni territoriali – «Il 50% dei migranti che arrivano in Piemonte ottengono il permesso di rifugiato, di protezione sussidiaria o umanitaria. Per il restante 50% di dinieghi si dovranno prevedere soluzioni che prevedano anche rimpatri volontari assistiti, nei Paesi in cui dovremo creare le condizioni per il ritorno, anche con iniziative della cooperazione internazionale che invece in questi anni ha subito evidenti tagli alle risorse o addirittura azzeramenti».
È stata affrontata anche la questione HUB, ovvero i Centri di prima accoglienza: «Abbiamo individuato due Centri, attivarli è compito del Ministero degli Interni e delle Prefetture. Al Centro Polifunzionale della Croce Rossa Italiana di Settimo Torinese si sta provvedendo a trasferire i posti SPRAR in modo da destinare la struttura solo alla prima accoglienza; per quanto riguarda l’ex-caserma di Castello di Annone, struttura che ho visitato personalmente e che risulta adatta, il provveditorato regionale delle opere pubbliche sta portando avanti i lavori di bonifica dall’amianto e credo che in tempi ragionevoli sarà attivo anche il secondo centro di prima accoglienza in Piemonte» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.
Infine uno sguardo ai progetti di integrazione e interazione dei migranti sui territori: «Stiamo incentivando progetti di integrazione e interazione di volontariato civico, ormai in numerosi Comuni. Attività che possono essere propedeutiche ad un inserimento lavorativo. Come Regione Piemonte lavoreremo alla programmazione del FAMI (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione). In questo ambito, stiamo definendo anche azioni innovative, come il ripopolamento delle aree montane insieme alle comunità locali. É bene, a questo proposito, evitare le generalizzazioni» – ha concluso Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.

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Cerutti: «La macro-regione europea può nascere partendo dal modello di accoglienza piemontese»

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2015

torinoLa gestione dell’accoglienza dei migranti in Piemonte può diventare un modello da seguire per tutti i territori regionali europei. Questa mattina Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte, e Michel Vauzelle, presidente de la Région Provence-Alpes-Cote d’Azur, si sono incontrati a margine del terzo Forum Mondiale dello Sviluppo economico locale e hanno discusso del percorso da avviare per costruire politiche d’accoglienza comuni tra Regioni europee. «L’obiettivo è quello di creare una macro-regione europea per gestire l’accoglienza dei migranti. Le Regioni possono avere un ruolo importante nella gestione delle politiche europee. Michel Vauzelle ha voluto che gli descrivessi i principali provvedimenti che abbiamo messo in campo e che compongo il “Piano regionale per l’accoglienza dei flussi non programmati”. È stato riconosciuto a livello internazionale il nostro impegno e il lavoro che abbiamo fatto» – così Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte, al termine della riunione. La collaborazione tra Regione Piemonte e Région Provence-Alpes-Cote d’Azur sarà fattiva e comincerà dal reciproco scambio di tutte quelle informazioni che potranno essere utili a tracciare un modello comune da seguire nella gestione dei migranti in arrivo. È stato previsto anche un incontro e un momento di confronto tra funzionari delle due amministrazioni. Un percorso che dovrà necessariamente coinvolgere anche amministratori e funzionari di altri territori regionali confinanti.«Il Piemonte vuole dimostrare che i problemi devono essere risolti partendo dal basso coinvolgendo ogni livello istituzionale che ha le proprie responsabilità e competenze» – ha concluso Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.

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