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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘accogliere’

Immigrati: Accogliere non basta: occorre integrare

Posted by fidest press agency su sabato, 5 novembre 2016

migranti1Non si può chiudere il cuore a un rifugiato, ma serve anche la prudenza dei governanti. Sono le ultime parole pronunciate da Papa Francesco, a ragione considerato il grande paladino dei diritti di migranti e rifugiati. Ed è a questa prudenza di buon governo che fa riferimento il convegno promosso dalla Associazione Etica e Democrazia lunedì prossimo, 7 novembre, alla Camera dei Deputati: Il diritto alla salute delle popolazioni migranti. E’ un convegno in cui si intrecceranno la voce del ministro Alfano con quella di Monsignor di Tora, presidente di Migrantes. La prospettiva istituzionale di chi si confronta giorno per giorno con i temi dell’emergenza e quella di chi ha un vero e proprio carisma, per dilatare il cuore nell’accoglienza. A Federico Gelli, presidente della Commissione parlamentare che si occupa dei richiedenti asilo, il compito di disegnare una mappa con le luci e le ombre emerse dalla recente inchiesta sui centri di accoglienza. Il tema della salute dei rifugiati e dei migranti farà da filo conduttore, negli interventi di Silvia Angeletti e Massimo Ciccozzi, che da anni lavorano per affrontare in modo scientifico la responsabilità di tutelare la salute, la propria e quella degli altri, come diritto inalienabile. Ma proprio per questo è necessario fare un salto di qualità nel modello di accoglienza e capire quali siano i rischi che corrono le persone quando arrivano in Italia, alla luce della propria storia clinica ed immunologica. Toccherà poi a Maurizio Lo Palco e Mario Affronti descrivere la complessa esperienza dei Cara, i loro punti forti e la condizione di rischio che si crea al loro interno, se non si predispongono concrete misure di prevenzione, di diagnosi precoce e di intervento tempestivo.” Lo afferma l’onorevole Paola Binetti, che ha promosso l’incontro e che ne curerà lo svolgimento. “Il riferimento del Papa alla prudenza dei governanti significa per tutti noi una sollecitazione a far meglio di quanto già l’Italia sta facendo. Sappiamo bene che l’Italia è il Paese che da anni fa di più, non solo per gestire emergenza e prima accoglienza, ma anche per farsi carico dei livelli essenziali di assistenza di tutte queste persone. La tutela della loro salute ci sta a cuore perché è un bene in se stesso e perché è un bene per noi; poche cose come la salute sono di interesse per tutta la comunità, perché siamo tutti esposti all’influenza di chi ci sta vicino. Di tutto questo parleremo lunedì prossimo ad un pubblico variegato di medici e di volontari, di associazioni impegnate nel settore dell’accoglienza e di responsabili istituzionali, perché solo un approccio integrato può facilitare davvero l’integrazione umana e socio-assistenziale indispensabile a tutelare il diritto alla salute di tutti”, conclude Binetti.

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“Accogliere, la vera emergenza”

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2016

migrantiUna delegazione della Campagna LasciateCIEntrare, Libera e Cittadinanzattiva ha avuto un incontro con il Sottosegretario con delega all’Immigrazione Domenico Manzione presso gli uffici del Ministero dell’Interno.
Dopo la consegna dei rapporti “Accogliere, la vera emergenza” e “InCAStrati” già presentati alla stampa il 25 febbraio scorso, sono state evidenziate le numerose criticità riscontrate in un anno di accessi e visite nei CIE, CARA e CAS. Abbiamo posto in primo piano i problemi connessi alle infinite inadeguatezze del sistema di accoglienza emergenziale che si realizza nei CAS, le difficoltà riscontrate anche nel poter mappare il territorio nazionale per poter conoscere dove i centri sono ubicati, sotto quali enti gestori, in quali condizioni si trovano gli ospiti e gli operatori.
Abbiamo quindi evidenziato la scarsa disponibilità a collaborare da parte delle prefetture, l’opacità e l’assenza inaccettabile di trasparenza entro cui è definito questo regime di accoglienza, le numerose inchieste aperte in seguito a violazioni tanto di ordine economico nella gestione, quanto nel rispetto dei diritti delle persone ospitate. A seguito di puntuali segnalazioni della campagna agli organi competenti alcuni centri sono stati poi chiusi. Il quadro che abbiamo delineato è quello di un’assenza totale di controllo che si evidenzia non solo nei casi di comprovato sovraffollamento o vulnerabilità non tutelata ma anche nel fatto che dopo le tante inchieste aperte ed in atto, gli stessi soggetti inquisiti continuino a risultare assegnatari di appalti. Alcuni dei Centri visitati dalla campagna sono spesso ubicati in aree a forte incidenza criminale, addirittura funzionali allo sfruttamento lavorativo delle persone accolte, in cui poco o nulla si è fatto per garantire i minori come le donne soggette alla tratta.
Abbiamo chiesto che si definiscano percorsi per abbandonare la condizione di emergenzialità facendo si che siano i Comuni, attraverso i progetti SPRAR, a potere gestire e controllare l’accoglienza, incanalandola in un circuito virtuoso e sistemico perché l’accoglienza non può che realizzarsi in un contesto di sistema.
È stata ribadita la necessità di superare la logica dei CIE, di fronte alla minaccia del loro ampliamento e di considerare urgente poter avere accesso nei nuovi centri e al sistema degli Hotspot che in quanto tale ci risulta privo di qualsiasi garanzia per le persone che vi finiscono. In tale quadro abbiamo chiesto conto dei trattenimenti prolungati anche ai danni di minori a Pozzallo (Rg), e a Lampedusa come a Taranto, cercando di sapere su quali basi legali questi pratiche e centri facciano riferimento. Così come l’utilizzo dell’uso della forza o delle “minacce” per l’ottenimento delle impronte digitali deve assolutamente essere condannato e denunciato nella maniera più assoluta.
Sappiamo che dopo la circolare ministeriale dell’8 gennaio scorso i respingimenti adottati dai questori sono diminuiti ma non sono cessati del tutto e abbiamo domandato se – facendo riferimento anche a recenti denunce ASGI – tutti abbiano avuto poi diritto all’informazione e alla possibilità di chiedere asilo.
Abbiamo parlato della nostra preoccupazione relativa ai percorsi di relocation – che contempleranno solo persone provenienti da poche nazioni – e del rischio che il sistema di esclusione determinato dall’ampliamento della lista dei “paesi sicuri” rischi di produrre esclusivamente irregolarità e rimpatri forzati – pochi saranno gli assistiti – ma soprattutto lasceranno numerose persone in condizioni di limbo giuridico e senza nessun tipo di tutela e assistenza.
È stata da noi avanzata una proposta di organizzazione di “Stati generali dell’accoglienza” per ridefinire in maniera collegiale sia le buone pratiche sia un sistema che, finché resta come ora, non potrà che produrre abusi, discrezionalità, spesso malaffare.
Altra questione su cui abbiamo ritenuto doveroso intervenire è quella dell’operato di alcune commissioni per la richiesta di asilo che continuano a diniegare anche casi eclatanti che vengono poi, solo al ricorso, totalmente ribaltate ma che nel frattempo creano profondo disagio per i richiedenti aumentando invece le fatture percepite degli enti gestori.
Il sottosegretario ha fatto presenti le numerose difficoltà insite nel lavoro delle prefetture, per poter controllare con puntualità il funzionamento dei CAS. Questo nonostante tali controlli – come abbiamo precisato – non siano una opzione ma previsti in termini di legge. Si è ritrovato d’accordo nella necessità di poter coinvolgere più direttamente i Comuni nei percorsi di accoglienza, tramite i progetti Sprar, anche attraverso bandi aperti, ma ha evidenziato come molti Comuni si dimostrino refrattari a tale pratica e poco propensi all’assunzione di simili impegni. In tale prospettiva diviene fondamentale un accordo con l’ANCI per favorire una più efficiente distribuzione geografica delle strutture di accoglienza grazie anche ad un sistema di incentivazione che premi le amministrazioni locali disponibili ad ospitare progetti SPRAR.
È ritenuto fondamentale uscire dalla logica dell’emergenza, riconoscendo il peso delle criticità che sono state discusse e sulle quali la campagna continuerà il proprio monitoraggio, ma sapendo che tutto potrà maturare esclusivamente se ognuno degli attori locali, nazionali ed europei faranno la propria parte. Per quanto riguarda le questioni CIE (annunciato l’ampliamento fino a 1500 posti) e Hotspot, il Sottosegretario Manzione ha ribadito come l’identificazione delle persone è indispensabile in quanto richiesto dall’Europa per poter garantire la redistribuzione dei richiedenti asilo e che su tale sistema è “entrano in gioco questioni di sicurezza e di ordine pubblico”. Ha inoltre confermato l’impegno a facilitare l’accesso ai dati relativi al sistema CAS.
Ritenendo interessante la proposta di indire degli “Stati generali sull’Immigrazione” si è poi dichiarato a disposizione tanto per chiarire alcuni elementi di carattere particolare emersi durante gli interventi – fra questi alcuni casi emersi sui costi dei permessi di soggiorno – e a programmare un ulteriore incontro avendo al centro la questione dei minori stranieri non accompagnati.
Nel pomeriggio, la Campagna LasciateCIEntrare, ha incontrato il senatore Luigi Manconi per consegnare anche a lui, in qualità di Presidente del Commissione Straordinaria del Senato per i diritti umani, copie dei rapporti pubblicati.

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Liberazione Aung San Suu Kyi

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2010

«Oggi è un giorno felice per il popolo birmano e la comunità internazionale che ha a cuore la salvaguardia dei diritti umani nel mondo. La tanto attesa liberazione della nostra cittadina onoraria Aung San Suu Kyi è uno spiraglio di libertà e cambiamento nella situazione birmana dopo lunghi anni di buio».  Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.  «Mi auguro che questo gesto sia di esempio anche per altre situazione analoghe – afferma il Sindaco – come ad esempio quella dell’altro nostro cittadino onorario Gilad Shalit. Il mio auspicio è ora quello di accogliere quanto prima il premio Nobel Aung San Suu Kyi in Campidoglio per consegnarle la cittadinanza e permettere a tutti i suoi concittadini romani di ascoltare la sua testimonianza e manifestarle la nostra stima e il nostro affetto».

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Festival itinerante della letteratura

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2010

Bari 22 giugno Ore 10.00 via Zanardelli, 36 alla Mediateca del Mediterraneo- Regione Puglia conferenza stampa sul festival. Intervengono: Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo, Cultura, Turismo della Regione Puglia Giuseppe Chiarelli, segretario regionale di Confcommercio Puglia Antonio Capacchione, presidente Sindacato italiano balneare Cosimo Damiano Damato, regista e consulente artistico letterario Arnoldo Foà, attore e testimonial di Spiagge d’Autore Jack Hirshman, poeta newyorkese, primo ospite della rassegna Parte Spiagge d’autore- festival itinerante della letteratura, presentato a maggio al Salone Internazionale del libro di Torino. Il mare e i migliori lidi pugliesi si trasformano in salotti a cielo aperto per accogliere le conversazioni con gli scrittori del panorama nazionale e internazionale. Martedì mattina alle ore 10.00 conferenza stampa per illustrare ai giornalisti il programma. In serata alle ore 20.30 c’è il primo appuntamento con il poeta newyorkese Jack Hirshman a Barletta nello splendido scenario de Il Brigantino. Il festival rientra nel progetto Spiagge aperte 2010, finanziato dall’assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia, organizzato da Confcommercio Puglia con la collaborazione delle Aziende di Promozione Turistica coordinate dall’Apt di Lecce. Spiagge d’Autore è promosso unitamente dal Sindacato italiano balneari (SIB) e all’Associazione librai italiani (ALI).

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Seminario “Accogliere e integrare”

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2010

Milano 22 giugno 2010, 9.30-12.50Sala Convegni Regione Lombardia Via Pola 12/14,  Il seminario è rivolto a tutti coloro che sono impegnati nella progettazione e nella realizzazione di interventi per l’accoglienza e l’integrazione degli stranieri. Questa mattinata di lavoro si inserisce a conclusione di un percorso di sperimentazioni regionali realizzate con una rete di partner territoriali. È questa una preziosa e rara occasione di riflessione e di confronto su temi fondamentali riguardanti la costruzione e l’attuazione di interventi per l’inclusione sociale quali: il sistema delle reti, i modelli e gli strumenti di intervento, i metodi di comunicazione in una prospettiva interculturale. Inoltre, l’autorevole presenza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali consentirà di avere una visione nazionale sugli approcci e sulle tematiche connesse all’integrazione. Nel corso dell’iniziativa sarà distribuito il volume a cura di A.Vergani, F.Locatelli e V.Riniolo, Tra inserimento sociale e sostenibilità dei flussi migratori. Una sperimentazione in Lombardia, che contiene i contributi degli enti attuatori del programma regionale: Asl di Milano Città, Associazione Soleterre Onlus, Comune di Pavia, Cooperativa Sociale Crinali, Cooperativa Sociale Progetto Integrazione, Fondazione Ismu, Ufficio Scolastico Provinciale di Brescia e Ufficio Scolastico Provinciale di Milano.

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Il Mediterraneo protagonista

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

Bosforo, Suez e Gibilterra sono le tre porte d’ingresso per questo, se vogliamo, grande lago interno a tre continenti: l’Europa, l’Africa e l’Asia. Molti hanno cercato di attraversare queste porte per imporre una propria politica, una propria cultura, una propria professione di fede. Il risultato è che si è rimasti fondamentalmente quello che siamo, cristiani e laici da una parte e musulmani e religiosi dall’altra. Due ed anche tre culture che hanno trovato solo un punto di contatto condivisibile: i commerci possibili e praticabili tra le due sponde e persino, con una dose di cinismo, avvalendosi di una formula nuova di quello che un tempo si chiamava mercato degli schiavi favorendo una emigrazione di massa con barconi e battelli di ogni genere per superare lo spazio tra una sponda e l’altra di questo mare “nostrum”. E come gli Stati Uniti  a cavallo degli ultimi due secoli avevano bisogno di risorse umane per crescere, oggi l’Europa lo fa per rinsanguare il suo scarso indice di natalità. Ma in effetti l’Europa non è tutta protesa verso il Mediterraneo così come non lo sono il continente asiatico e quello africano. Vi sono spinte centrifughe che non concorrono di certo a creare un clima ideale per migliorare i rapporti non solo mercantili ed affaristici tra le diverse sponde del Mediterraneo. Si cerca, ovviamente, qualcosa di più che allontani in via definitiva lo spettro delle atrocità che sono in atto in primo luogo nelle regioni interne dell’Africa. Una presa di distanza dalle pulizie etniche, dall’insolenza e dalla protervia dei dittatori e per attrarla a quella immagine dell’Europa, forse troppo romantica per essere reale, benestante, dove c’è lavoro, operosità, possibilità di risparmio e di vita domestica, così come è stata l’America nel secolo scorso e tuttora si lascia intravedere per gli emigranti di questo secolo. Ma tutta l’Europa non si sente unita in questo progetto. Vi è un qualcosa che la sospinge verso il Nord-Est e il Nord-Ovest più forte del Sud e che spacca i continenti in aree di influenza atipiche secondo i canoni dell’ortodossia tradizionale e geografica. E’ la pretesa di sentirsi diversi e più evoluti. E’ la vocazione ad emarginare più che ad integrare o ad accogliere esseri umani pari per dignità e cultura e non una razza d’inferiori. E’ questo il vero limite di una civiltà che non sa riconoscere il valore e la portata storica delle altre civiltà e, quel che è peggio, a convivervi con esse in pace.

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